I prezzi di alcuni pasti a
Cipro, accompagnato da osservazioni personali.

Cena allo Zeus Restaurant di Paphos:
32,80 euro. Ottimo branzino, lunga attesa per il kebab, che non era niente di speciale. Un bicchiere a testa di liquore omaggio della casa.

Cena al ristorante messicano Dos Pesos:
38,85 euro. Eccellente
fajita di pesce, buone le
carnitas. Ho tradito la classica Corona per una
birra locale, l'impeccabile Keo. Clientela piu' giovane e piu' rumorosa che negli altri ristoranti visti a Paphos. Solito liquore omaggio al termine della cena.

Pranzo all'Oasen, ristorante greco-italiano sul lungomare di Paphos:
16,25 euro. Avevamo considerato una "casa del milkshake" e persino un KFC, poi ci siamo seduti ad un tavolo di questo ristorante lungo il mare (ma senza vista sul mare, per quanto paradossale possa sembrare). Se avete fame e non c'e' nient'altro di aperto, scegliete questo ristorante, altrimenti cercate altrove. Qui il "milkshake" costa quasi il doppio del "frappe'" nel menu, ed e' poco saporito. La taramosalada... beh, difficile fare errori con quella!

Cocktails al bar dell'hotel Tasmaria, Cipro:
18 euro. Il Tasmaria e' un hotel sulla via principale di Paphos, a Cipro. Semplice e non molto moderno in alcuni dettagli (l'arredamento in primis), si fa perdonare per la bella piscina, il personale cordiale e attento e il cocktail bar. Caroline, una bella 'expat' inglese, prepara cocktail con precisione e senza darsi arie, chiacchiera volentieri, e comprende anche chi parla un inglese imbarazzante, alla "de cat iz on de teibol". Ottimo il suo Zombie, tanto che non mi sarei fermato a due.
Nota finale per gli scapoli: clientela femminile sensazionale, considerato che la bassa stagione ha allontanato molti turisti.

Cena al Martelli Restaurant di Paphos:
34,68 euro. Devo averne letto una recensione positiva da qualche parte, forse sulla rivista di bordo della
easyJet, e questo mi ha spinto a cenare qui: volevo dimostrare che avevano torto. E invece...
Abbiamo mangiato calamari, una "pizza Venezia" e del formaggio
halloumi alla griglia: l'halloumi era buono in quanto grigliato, ma piuttosto spugnoso (come sempre succede con questo tipo di formaggio); i calamari erano ottimi e abbondanti, e la pizza Venezia eccellente e persino eccessiva. Il nostro cameriere mi aveva messo in guardia: "prendi la piccola, la media e' enorme". Aveva ragione, ne avanzo meta' che mi viene inscatolata come takeaway.
"Avevi ragione, mi sarebbe bastata una pizza piccola, ma... il cliente ha sempre ragione, e quando ha torto, paga in contanti per i suoi sbagli". Il cameriere cipriota (Stavros? Stelios? Stereotipos?) annuisce, capisce che non sto cercando di fregarlo. Ha un passo torvo, e cammina parallelo al manager del ristorante, a due file di tavoli di distanza. Mi ricorda Roberto, una ex guardia carceraria con cui lavorai anni fa: aveva cambiato mestiere, ma le vecchie abitudini - e il vecchio passo - erano rimasti immutati. I clienti, per lui, erano elementi inaffidabili da guardare a vista. Ma le similitudini finiscono li': il cameriere che e'
di ronda di servizio questa sera, nonostante l'andatura, e' molto affabile e, come detto, onesto.
Porzioni enormi. Persino il liquore omaggio - ouzo, per me - e' eccessivo, ma stoicamente non mi lamento e lo finisco.
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ristoranti, Cipro, foto, antropologia spicciolaData: 01/11/2011 alle 13:58
- aggiornato 01/11/2011 alle 14:22
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