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Pedalando verso il Castello di Santa Cristina 

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/10/2010 alle 07:04 | 2 commenti  | Permalink
- Noi andiamo al castello di Santa Cristina di Borgaro. Vieni anche tu?
- Un castello a Borgaro? Borgaro Torinese? Stai scherzando?
- No, non scherzo, l'ho letto sul sito del comune di Borgaro. Non e' neppure lontano da qui. Ci si puo' andare in bici.
- Arrivo.

E cosi' fu che tre amici decisero di andare a visitare il non famosissimo castello di Borgaro Torinese, pochi chilometri a nord-est di Torino. La prima volta che notai la presenza di un castello a Borgaro fu durante una visita a Google Maps, cercando di trovare qualcos'altro (certo, non mi perdo solo nel mondo reale, anche in quello virtuale). Il castello e' parte di una rete di percorsi ciclabili nota come Tangenziale Verde che comprende e collega piste ciclabili ed edifici di valore storico/artistico nei comuni di Settimo Torinese, Borgaro Torinese e Torino, e che si estende dal parco del Po di Settimo al Parco Chico Mendes di Borgaro.


Come dice il sito del Comune di Borgaro Torinese,
Sulla strada che dalla Falchera porta a Borgaro, in una vasta zona agricola sita ad est del concentrico, sorge l'imponente edificio costruito nel XVII secolo, ancora oggi utilizzato come azienda agricola che, per la sua estensione ed architettura, ? la pi? importante di tutto il Comune. (...) Il suo antico fasto lo doveva agli affreschi che ricoprivano l'intero edificio. L'insieme decorativo, arricchito da medaglioni, cariatidi, putti, e rappresentazioni mitologiche, tutte teatralmente inserite dentro i numerosi riquadri dell'ornamentazione. Nonostante l'imponenza di tutti gli affreschi non ? documentata l'epoca della loro realizzazione, che per? si presume nel periodo che va tra l'infeudazione di Borgaro del 1653 e l'investitura a Marchese del 1658 del suo proprietario S?nantes. La struttura, imponente e di innegabile pregio architettonico, ? posta sotto il vincolo monumentale.

Destinazione interessante. Mancano informazioni sull'orario d'apertura, ma quelle le troveremo sul posto, si spera.

Non serve una pianificazione particolare per andare da Settimo Torinese a Borgaro, ma come sempre dare un'occhiata ad una mappa, tradizionale o online, costa pochi minuti e puo' chiarire qualche dubbio. Il percorso che Google Maps presenta passa per il quartiere torinese della Falchera, e risale poi verso nord, per un totale di circa otto chilometri. Anche andando piano e fermandosi spesso, dovrebbe bastare meno di un'ora.

- Un castello a Borgaro. Incredibile.
- Incredibile che tu, che conosci tutta la zona, non lo conosca!
- Sara', ma secondo me era semplicemente la "Cascina Santa Cristina", poi un geometra in comune avra' trascritto "Cas. Santa Cristina", un altro geometra avra' letto e avra' pensato fosse un castello.
- Li odi, i geometri, neh?
- E loro odiano me. L'equilibrio universale e' salvo.


E cosi' iniziammo la nostra passeggiata turistica, in aree che ancora non sono state adeguate al progetto della Tangenziale Verde. Raccomando la pedalata nel sentiero che segue i laghetti della Falchera, temporaneamente privo di pantegane, probabilmente allontanatesi per cercare luoghi piu' ameni. Il bel sentiero, in alcuni punti largo una ventina di centimetri, e' dotato di una simpatica scarpata che porta direttamente dentro al lago, e costeggia orti probabilmente non abusivi. Probabilmente.

- Non male, 'sti laghetti, eh?
- Certo, se uno sopravvive al sentiero, alle zanzare e i moschini puo' godersi questo fantastico panorama.
- Stai zitto, tu che ci hai fatto passare nelle zone piu' squallide di Settimo, per arrivare qui!
- Ma cosa dici, sono zone qualsiasi, ne' meglio ne' peggio di altre!
- Sara'... certo pero' che, con i palazzi barocchi, i monumenti, le chiese e le colline che ci sono a Torino e dintorni...
- Siamo ancora all'inizio della pedalata, farai meglio a risparmiare il fiato.

Beh, aveva ragione l'amico, il percorso suggerito da Google Maps non era molto turistico. Prima ancora d'arrivare ai laghetti della Falchera avevo dovuto spiegare a mia moglie, straniera, il significato delle espressioni italiane "discarica abusiva", "rottami metallici", "cascina in rovina", "canale con liquami", "pedalare tra ferrovia e autostrada", "attenzione ai cocci di vetro" e "ci sara' un cadavere in quella borsa?". Il centro della Falchera, invece, si rivelava molto piu' gradevole: il quartiere, progettato dall'urbanista Giovanni Astengo, e' composto da caseggiati di due-tre piani in mattoni rossi, stile inglese, e sembra molto piu' vivibile di quartieri omologhi visti altrove; viene in mente la parola "comunita'", ma non saprei dire se la vita, qui alla Falchera, sia differente e meno solitaria che in altre parti di Torino. Bella la piazza dedicata ad Astengo, con un laghetto artificiale.

Infine, dopo tante deviazioni rispetto al percorso inizialmente visto online - e mai stampato - arriviamo al Castello di Santa Cristina. Un edificio di grandi dimensioni, in parte conservato decentemente, in parte ristrutturato. Entriamo nel grande cortile, notiamo un pavone in gabbia, un cane che abbaia, lavori in corso sul lato est dell'edificio che, come ipotizzato in precedenza, e' davvero una grande cascina piu' che un castello. Ci guardiamo intorno alla ricerca di affreschi ed altri elementi decorativi, ma nel giro di pochi minuti ci viene incontro un uomo, forse un muratore. Ci dice che e' proprieta' privata e che dobbiamo andarcene.

Non esattamente il comitato di benvenuto che ci attendevamo.

Il famigerato cartello all'ingresso del castelloDiscutiamo col tizio sulla presenza o meno di cartelli che indichino che questa e' una proprieta' privata. In effetti il cartello c'e', in alto sopra il portale d'ingresso, ben al di sopra di dove ci saremmo aspettati di trovarlo. Correggo: di dove non ci saremmo aspettati di trovarlo. Chi avrebbe potuto pensare che un sito architettonicamente rilevante, posto sotto il vincolo monumentale e soprattutto segnalato su un sito Internet comunale - e sui siti che parlano della Tangenziale Verde - non fosse visitabile? Ce ne andiamo dopo aver fotografato il cartello che c'era sfuggito, e torniamo a Settimo. Miracolosamente, la strada che prendiamo e' molto piu' corta e piu' lineare di quella percorsa all'andata, e siamo rapidamente a casa.

Piu' tardi, a casa, visito nuovamente Google Maps e capisco il motivo della discrepanza tra il percorso consigliato inizialmente dal sito e quello risultato effettivamente piu' rapido e breve. Avevo scelto un percorso dal mio indirizzo di casa fino al Castello Santa Cristina, e avevo richiesto un percorso pedonale (non c'e' la possibilita' di scegliere un percorso ciclistico); il sito mi aveva quindi proposto il percorso piu' breve partendo da casa mia, nella zona ovest di Settimo. Indicando invece una partenza dall'incrocio tra Corso Piemonte e via Leini', Google Maps propone un percorso 200 metri piu' lungo ma piu' lineare e che fa uso quasi per intero di piste ciclabili.



Il percorso, comunque, non era in cima ai miei pensieri, dopo il ritorno dalla pedalata. In serata contattai via email il comune di Borgaro Torinese chiedendo spiegazioni. Il mattino seguente la risposta: il Castello e' davvero proprieta' privata, e il sito del Comune da ora riporta anche quest'informazione.

In conclusione: peccato non poter visitare il Castello di Santa Cristina.


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Data: 14/10/2010 alle 07:04 - aggiornato 14/10/2010 alle 22:16
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Commenti

Il 18/10/2010 alle 11:19, Mauro ha scritto:

Sarebbe interessante sapere quando il Castello ? diventato privato!?!?! Visto le leggi che sono state fatte ultimamente in'italia quali le cartolarizzazioni dei beni dello stato (termine che seignifica vendita a privati del patrimonio dello stato) e quella che da competenze agli enti locali sui beni del demani, Si potrebbe dirmi che a pensare male si fa peccato e che ? un'abitudine tutta italiana:
Rispondo che ? si peccato ma a volte si fa bene e che se gli italiani si sono abituati a pensare male ? perch? ce li hanno portati ad essere diffidenti!!
Il 18/10/2010 alle 13:52, ViaggiareLeggeri ha scritto:

Lascio la risposta ai lettori di Borgaro Torinese, o a chi conosce la storia del castello: sapete dirci quand'e' diventato privato, il Castello/Cascina di Santa Cristina?

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