Visitiamo il cimitero armeno a Singapore

Due Novembre, il giorno dei morti

02 novembre 2015 FOTOREPORTAGE Tempo lettura 5'

Il Due Novembre si ricordano i morti, i nostri e quelli degli altri, volendo. Non so se sia il giorno piu' adatto per visitare un cimitero, ma e' la prima cosa che m'e' venuta in mente (visitare un cimitero), dopo che ho visto che giorno e' oggi.

Il Cimitero Armeno di Singapore non e' uno dei classici cimiteri da visitare come Montmartre e Highgate. E' un posto quieto, di solito deserto, a due passi dai grattacieli del centro di Singapore.

Agnes Joaquim Il fiore nazionale di Singapore, l'orchidea Vanda Miss Joaquim, e' un ibrido tra Vanda hookeriana e Vanda teres, e prende il nome da Agnes Joaquim (Ashkhen Hovakimian), donna armena che la scopri' e coltivo' alla fine del XIX secolo.


Ci sono arrivato per caso, al cimitero armeno di Singapore, dopo le solite visite per fare shopping con gli occhi al Peninsula Plaza (fotocamere e obiettivi) e Funan Centre (informatica). Il cimitero e' presso la Armenian Church of Saint Gregory the Illuminator, la piu' bella chiesa progettate da George Drumgoole Coleman, architetto irlandese che costrui' mezza Singapore.



Costruita nel XIX secolo, la chiesa e' al numero 60 di Hill Street, vicino a Armenian Street, ed e' dedicata a San Gregorio Illuminatore, il santo patrono della Chiesa ortodossa armena. Cose da tenere a mente: 1) e' stata la prima chiesa costruita a Singapore; 2) venne costruita in tempi record: la comunita' armena ottenne il terreno nel 1834 e la chiesa venne completata nel 1835; 3) era destinata ad una comunita' minuscola: a Singapore c'erano 16 armeni nel 1824, che contribuirono alla costruzione pagando meta' dei costi (totale: 5.000 dollari spagnoli, Real da 8, che non so quanto siano in euro, ma probabilmente non sono pochi).



Questa sera veniamo da voi, cantando un canto,
per il sentiero della luna,
o villaggi, villaggi;
nei vostri cortili
lasciate che ogni mastino si svegli,
e che le fonti di nuovo
nei secchi irrompano a ridere –
Per le vostre feste dai campi, vagliando
vi abbiamo portato con canti la rosa.
Questa sera veniamo da voi, cantando l’amore,
per il sentiero della montagna,
o capanne, capanne;
di fronte alle corna del bue
lasciate che infine si aprano le vostre porte,
che il forno fumi, che si incoronino
di un fumo azzurro i tetti –
Ecco a voi le spose con i nuovi germogli
hanno portato il latte con le brocche.
Questa sera veniamo da voi, cantando la speranza,
per il sentiero del campo,
o fienili, fienili;
tra le vostre buie pareti
lasciate che risplenda il nuovo sole,
sui tetti verdeggianti
lasciate che la luna setacci la farina –
Ecco vi abbiamo portato il fieno raccolto in covoni
la paglia con il dolce timo.
Questa sera veniamo da voi, cantando il pane,
per il sentiero dell’aia,
o granai, granai;
nell’oscurità del vostro seno immenso
lasciate che sorga il raggio della gioia;
la ragnatela sopra di voi
lasciate che sia come un velo d’argento;
poiché carri, file di carri vi hanno portato
il grano in mille sacchi.

Ritorno, di Daniel Varujan. Traduzione di Antonia Arslan







Della mia dolce Armenia
amo la lingua che ha il sapore del sole,
la tragica voce e i lamenti dei bardi,
amo i fiori color del sangue,
l'intenso profumo delle rose
e le danze gentili delle figlie del Nairi.

Amo il cielo blu profondo,
le acque limpide e il lago luminoso,
il caldo sole d'estate e i gelidi venti d'inverno
che soffiano con voce di drago,
i muri tristi e neri delle capanne sperdute nel buio
e le pietre millenarie delle antiche città.
Ovunque vada non dimenticherò
le nostre canzoni che hanno voce di dolore
e i libri di pergamena pieni di preghiere e di pianti.
Malgrado le piaghe
che feriscono il mio cuore addolorato
la mia Armenia diletta, insanguinata, io canto.
Per il mio cuore ebbro d'amore
non c'è leggenda più fulgida,
non vi sono fonti più pure
di quelle dei nostri antichi cantori.
Va per il mondo: non c'è vetta bianca
come quella dell'Ararat.
Come strada di gloria irraggiungibile, io l'amo.


Della mia dolce Armenia, di Y. Charents, traduzione prof. Mario Verdone



Da non sottovalutare che, col caldo e l'umidita' che ci sono costantemente a Singapore, la chiesa offre un fresco riparo.




PUBBLICITÀ

Queste pagine potrebbero interessarti


Vuoi essere aggiornato?

Se vuoi essere avvisato quando ci saranno nuovi commenti, registrati!

Il tuo commento 

Aggiungi un commento a Visitiamo il cimitero armeno a Singapore

Nome (obbligatorio)
Email (obbligatoria, non verra' pubblicata)
Sito internet (facoltativo)


Domanda di verifica


Rispondi alla domanda seguente usando una sola parola, nessun numero.
La capitale francese si chiama





Prima di salvare il tuo messaggio, usa il buon senso... e se hai dei dubbi, leggi il decalogo per chi scrive nel forum
 

Per abbellire il tuo messaggio, usa questi comandi 
Se digiti... comparirà
[b]grassetto[/b] grassetto
[i]corsivo[/i] corsivo
[u]sottolineato[/u] sottolineato
[s]sbarrato[/s] sbarrato
[size=14]Testo alto 14 punti[/size] Testo alto 14 punti
[color=red]Testo rosso[/color] Testo rosso
[mail]io@email.com[/mail] io@email.com
[url]http://www.viaggiareleggeri.com[/url] http://www.viaggiareleggeri.com
[url=http://www.viaggiareleggeri.com]sito[/url] sito
[list][*]Primo punto della lista[*]Secondo punto[*]Terzo punto[/list]
  • Primo punto della lista
  • Secondo punto
  • Terzo punto
[list=1][*]Primo punto della lista numerata[*]Secondo punto[*]Terzo punto[/list]
  1. Primo punto della lista numerata
  2. Secondo punto
  3. Terzo punto
[quote]Nel mezzo del cammin di nostra vita[/quote]
Nel mezzo del cammin di nostra vita
[foto]http://www.viaggiareleggeri.com/galleryPics/2634.jpg[/foto] Foto



Permalink: Visitiamo il cimitero armeno a Singapore