Taiwan, Musica, Recensioni

Recensione album "More than one" di Lo Sirong & Gomoteu

Il mio primo incontro con la musica taiwanese

di Claudio @ VL, 10 novembre 2016 | Tempo lettura 6' | 0 commenti | Commenta

Sono a Hualien e sto facendo acquisti a modo mio: accompagno mia moglie e sua sorella n.3 in negozi di artigianato aborigeno, o di oggetti riciclati, cercando (io) di non spendere niente, e pensando alle cose in cui butterei volentieri qualche soldo: un obiettivo 24mm f.2 (paradossale, avevo un Vivitar 24/2 trent'anni fa e ne vorrei uno ora!), una custodia in neoprene adatta al mio laptop. Una moto, una qualsiasi. E mi ritrovo in un negozio non aborigeno, dove si vendono oggetti prodotti localmente con materiali riciclati e riutilizzati, e sento un brano musicale che attira la mia attenzione ... chiedo di sentire altri brani, l'inglese della negoziante zoppica parecchio, tira fuori TRE CD e non capisco in quale dei tre c'e' la canzone che mi piace, pare il gioco delle tre carte. Alla fine compro il CD, intitolato More than one, una band taiwanese chiamata Lo Sirong & Gomoteu.

Lo Sirong e' una cantante folk e poetessa taiwanese. Gomoteu (che significa "indomato e indomabile") e' la sua band, composta da David Chen (chitarra e, credo, basso), Huang Yu-tsan alla chitarra acustica, Io Chen al violoncello e Conor Prunty all'armonica (Conor e' l'unico occidentale - irlandese - della band).

La musica di LS&G ha echi cajun, flamenco, qualche passaggio che ricorda l'haka neozelandese ... cosa non inaspettata, considerato che secondo alcune teorie Taiwan e' il punto d'origine della diffusione delle lingue austronesiane nel Pacifico del Sud. D'altronde, come puoi aspettarti di ascoltare musica, di osservare un'opera d'arte, e pensare che non ci siano contatti col mondo esterno, influenze di altre culture? L'artista dovrebbe essere sordo e cieco, per non essere esposto a quello che c'e' intorno (e anche in una situazione del genere cercherebbe in tutti i modi di evadere dalla gabbia in cui i suoi sensi lo costringono). Lo stile di Lo Sirong e' originale, perlomeno per un ascoltatore occidentale, ed ha occasionali punti di contatto con Tori Amos, PJ Harvey ed altre autrici femminili note in Occidente.





Il CD di Lo Sirong & Gomoteu ha una confezione curata, i testi dei brani sono su fogli individuali e i testi sono stati tradotti e trascritti in inglese. Testi e musica sono basati sulla cultura Hakka, quindi cinese e non aborigena, e i brani sono in lingua hakka, mandarina e taiwanese.

Lo Sirong e' la principale autrice dei testi, ma per ciascun brano viene indicato un altro autore: quest'album e' una collezione di poesie, ma - nonostante venga classificato come "musica folk" - musica e testi sono moderni e adatti anche a chi storce il naso ascoltando Bob Dylan o Fairport Convention, purche' sia disposto a superare la barriera linguistica... Alcuni brani sono tranquilli e ideali come sottofondo, altri (per esempio Splendid Moon) catturano l'attenzione. Quattro brani spiccano: il vivace e sarcastico "Hail the Bodhisattva of Collected Junk", che potete ascoltare in questa pagina, lo struggente "I told you before", l'inquietante "Veil of Fog an Smoke", il rutilante "Super Vending Machine".

I brani di "More than one


1, "Little Island"
Echi celtici, momenti cajun.

2, "Twilight song"
Jazzato ... ma solo all'inizio. La voce di Lo Sirong richiama brani cinesi tradizionali, qui.

3) "Concerning the Value of One's Homeland"
Atmosfere sognanti. La voce di Lo Sirong, cantante del gruppo, inizia modulata come in brani tradizionali cinesi, poi ... meno.

4) "More than one"
Brano sussurrato, eppure m'e' venuta in mente Bjork.

5) "Smiling Flowers"
Accordi di chitarra vagamente western.

6) "I told you before"
Malinconica, un'armonica triste sottolinea la voce di Lo Sirong, che come in altri brani mi fa pensare ad una PJ Harvey piu' misurata. Poi, dopo i primi due minuti, il brano diventa struggente. Amanti che si lasciano, "I can't bear to let you go" dice l'ultimo verso. Forse il miglior brano dell'album.

7) "Splendid Moon".
Brano molto carino.

8) "Lam-bo Khioh Pun-so Pho-sat" ("Hail the Bodhisattva of Collected Junk")
Il brano che aveva attirato la mia attenzione nel negozio a Hualien in cui ho comprato questo CD. Ecco un video (ATTENZIONE: c'e' un passaggio non adatto ai deboli di stomaco!).




9) "Veil of Fog an Smoke"
Se il brano precedente mi fatto notare la musica di sottofondo nel negozio, "Veil of Fog and Smoke" e' il pezzo che mi ha bloccato nel mezzo del negozio, dimenticando la pioggia battente sul tetto, gli scooter rumorosi fuori, la scritta "No Photo Please". Mi sono fermato e non ho potuto far altro che ascoltarlo. Inquietante, opprimente, avrebbe potuto accompagnare le scene di Ringu girate sul minaccioso mare oscuro che minaccia chi sceglie di avventurarcisi. Uno dei migliori brani dell'album.

Il testo e' un poema di Li Yu-Fang, la musica di Lo Sirong:
The chickens are silent
Out the window, fog and drizzle
The moon still bright, she's under the mosquito net dreaming
Her short-tempered mother-in-law
Crows, "Get out of bed"

Not yet daybreak
The kitchen thick with smoke and steam
Better to be a piace of firewood than a person burning up
The sparks fight their way to the sky
How they want to become stars
Like a flower, the sun
Lifts the misty veil from the fields
The barefo0ored woman,
Her head full of a heaviness that lingers like fog,
Trudges into the rice field,
stamping down the earth around each root


10) "The sound of Water in the Milky Way"
Giocoso e leggero, ideale contraltare a "Veil". In parte allegramente fischiettato.

11) "Super Vending Machine"
Brano a momenti travolgente, con accenni blues. Beh, travolgente per lo stile taiwanese, che e' nemico delle esagerazioni e pare sempre cercare l'equilibrio. Il testo e' una critica al consumismo:
Sono cosi' affamata, assetata
Ho messo tutto il mio denaro nel distributore automatico
ma non e' venuto fuori niente

Cosi' ho messo mani e piedi nella macchina
ho preso la mia testa e ho messo dentro anche quella
Ma ancora non bastava

Allora ho lasciato che ingoiasse quel che restava di me
E ancora non mi dava niente in cambio.

Alla fine, le ho dato la mia anima.
La macchina ha sputato un mucchio d'ossa
E poi ho letto sul display:
"Spiacente, niente resto"

E visto che parliamo di musica di un gruppo taiwanese, una premessa (anche se in ritardo) e' opportuna, per chi non legge abitualmente questo blog: Taiwan, nome ufficiale "Republic Of China", e' lo stato indipendente con sede sull'isola omonima. Non e' la Cina comunista. Testi come questo (un poema di Yan Ai-lin) rappresentano una critica al consumismo dall'interno, da chi ne e' parte.

12) "Flow"
Un pezzo lento, con accenni blues, chitarra e armonica. La musica dei Gomoteu funge da tessuto, la voce di Lo Sirong ricama la poesia che fa da testo.

Conclusione


Comprai "Thriller", di Michael Jackson, per un solo brano, "Beat It", e "Piace Of Mind" degli Iron Maiden per "Flight of Icarus". In "More than one" (pare una promessa!) di Lo Sirong & Gomoteu ci sono almeno tre brani (Veil of Fog And Smoke, I Told You Before, Super Vending Machine) che meritano di entrare nel limitato spazio del mio iPod Shuffle del 2006. Un bell'album.




Di Claudio @ VL, 10 novembre 2016 | Tempo lettura 6' | 0 commenti | Scrivi
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