Gia' avete letto della biancheria intima marca "Usura" in vendita a Singapore. Sempre da Singapore arriva un altro caso, un pelino meno divertente. La maggior parte delle biciclette e degli accessori per biciclette in vendita in citta' porta il marchio
Aleoca. Nome pieno di vocali, il che porta molti anglosassoni a pensare all'Italia. Il marchio della ditta Aleoca mostra un semicerchio diviso in tre spicchi: uno verde, uno bianco, uno rosso; pare la bandiera italiana. Un secondo semicerchio, sotto la parola "Aleoca", mostra lo slogan "LE ITALIANO CONCETTO". Pare proprio che, ortografia e sintassi a parte, Aleoca NON sia legata all'Italia. Usando Google per
cercare la parola "Italian" sul sito Aleoca porta a zero risultati, stessa cosa cercando "italia". Aleoca non e' una ditta italiana.
Visitando poi
www.aleoca.com, ed in particolare la
pagina dei contatti, vedo che c'e' una sede a Singapore ed una fabbrica in Cina: una soluzione perfetta, produrre le bici in Cina dove la manodopera costa poco, e venderle a Singapore dove gli stipendi sono alti. Nel supermercato Carrefour presente nella Suntec Tower Four, vicino al centro di Singapore, sono in vendita modelli di bici da strada Aleoca con prezzi pari a diverse migliaia di euro. Dubito che se il marchio fosse "Mah Lin Bicycles" o "Paya Labar Bicycles", questa ditta potrebbe permettersi di vendere i propri prodotti a prezzi cosi' alti: le bici fatte in Europa ed in particolare in Italia hanno ancora una buona reputazione. A rischo proprio grazie a ditte come Aleoca.
Quindi cosa sappiamo di
Aleoca? Che e' una ditta asiatica, probabilmente con direzione a Singapore. Che usa bandiera italiano e slogan pseudo-italiano per far credere ai clienti di essere una ditta italiana. Che l'uso di tali segni di
italianita' permette a questa ditta di piazzarsi nella fascia alta del mercato delle bici da strada, per quanto riguarda i prezzi. E che, vedendo una bandiera italiana e una frase che sembra in italiano, i clienti pensano sia una ditta italiana. Ecco
cosa ha scritto un cliente Aleoca, visitatore di www.expatsingapore.com, uno dei siti piu' frequentati dagli
stranieri che vivono a Singapore (1 milione dei 4,5 milioni di persone che vivono a Singapore sono stranieri):
Aleoca is some dodgy Italian make that they seem to sell a lot of here. I had one of them for a while but it was really shoddy and was like riding one of those old bone shakers from the Victorian era!
Ed ecco
una citazione da www.sac.org:
Aleoca is a Italian brand
(sic)
Quanti clienti Aleoca insoddisfatti ci saranno,
temporaneamente a Singapore? E quanti di loro avranno la pazienza di indagare sulla "nazionalita'" della bici che hanno comprato, anziche' semplicemente considerarla un prodotto italiano, come nome, simbolo e slogano suggeriscono? E in conclusione, quanti di questi stranieri che hanno comprato bici Aleoca credendole prodotti italiani di qualita', si sentiranno in dovere di sconsigliare ai loro conoscenti le bici italiane e i prodotti italiani in generale, in base alla loro esperienza?
Se credete che l'influenza di e il "giro di conoscenze" degli stranieri residenti a Singapore sia scarso, e che quindi i danni prodotti da Aleoca alla reputazione delle bici italiane sia limitate, ripensateci. Persino il piu' scarso degli stranieri che lavorano a Singapore (*) ha lavorato o lavorera' in almeno quattro nazioni differenti; probabilmente si trovera' a cambiare ufficio e colleghi di lavoro di frequente, in quanto l'esperienza gli permettera' di fare carriera (**); spesso e' un fanatico della forma fisica (***), usa la bici di frequente e la cambia di frequente e i suoi colleghi lo conoscono come una persona competente in materia ciclistica.
Se pensate che il danno portato da ditte come Aleoca, che si propongono in modo piu' o meno esplicito come aziende italiane senza esserlo, non vada sottovalutato, potete usare la
pagina dei contatti di Aleoca per far loro sapere - in modo preciso ed educato, come sempre - come la pensate riguardo all'abuso di simboli italiani. Se siete nel campo ciclistico, avete tutto l'interesse ad agire in prima persona.
Altri siti con indirizzi da contattare, se pensate che Aleoca debba smettere di utilizzare simboli italiani:
- Il portale ufficiale del Made in Italy:
www.italtrade.com/countries/asia/singapore/
- La Camera di Commercio Italiana a Singapore:
www.italchamber.org.sg
- Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori (ANCMA):
www.ancma.it
Note:
(*): Parlo di me
(**): Non parlo di me
(***): Decisamente, non sto parlando di me
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bici, Singapore, marchi, Aleoca, italianitàData: 18/07/2008 alle 07:00
- aggiornato 14/09/2010 alle 19:02
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Immagino quindi che queste persone, che se rivestono incarichi di una certa importanza a Singapore non siano proprio degli stupidi, e che quindi sappiano chiaramente la provenienza degli oggetti che vanno ad acquistare sia che si tratti di prodotti alimentari, sia che si tratti di biciclette.
Non vedo quindi il motivo per preoccuparsi di questo, credo che i motivi di preoccupazione, su come vanno gestiti i nostri commerci all` estero, siano molto piu` urgenti e di notevole spessore.
Saluti,
paolo