Rivoluzioni e disordini incidono sui prezzi degli
hotel? Se lo chiede l'
Economist, analizzando i dati dell'annuale indagine di mercato di
Hotels.com sui prezzi degli hotel. L'indagine prende in considerazione i prezzi medi pagati nel mondo dagli utenti britannici di Hotels.com, e mostra dati contrastanti: il prezzo medio per una stanza d'albergo in
Egitto e' sceso del 22% (con punte di -29% a Luxor e -26% a Sharm El Sheikh, una delle mete preferite dei vacanzieri italiani), fino a 85 euro; in Qatar, il prezzo e' calato in misura ancora maggiore, meno 27%, con un prezzo medio di 146 euro. In Tunisia la media e' di 73 euro (-9%), negli Emirati Arabi il calo e' del 2%, a Beirut -23%. Ma ad Oman, nonostante la presenza di carri armati nelle strade lo scorso anno, i prezzi sono saliti del 19%, fino ad una media di 260 euro/notte. L'Economist attribuisce il calo dei prezzi in Qatar ad un eccesso di offerta, e l'aumento dei prezzi in Oman all'aumento delle linee aeree che volano verso gli aeroporti di Muscat e Salaah.
E voi, siete stati in nord Africa o Medio Oriente, dall'inizio della
Primavera Araba? Vi siete trovati bene, avete avuto paura, avete speso poco? Scrivete nei commenti a fondo pagina.
Tags: alberghi, Medio Oriente, sicurezza, sondaggi
Un paio di sere prima di Natale mando un SMS di auguri ad un amico torinese, segnalandogli la mia presenza in Piemonte. La sua risposta, la migliore che potessi aspettarmi:
Puleggio la casa, se passi ho scorte di caffe, biscotti, whisky, adeguate a stagione.
"Puleggio" l'ho interpretato come "
pulisco svogliatamente la mia nuova casetta perche' so che sotto Natale rischio di ricevere ospiti che badano ai cespugli di polvere rotolanti che percorrono il soggiorno, che per me fanno tanto New Mexico ma che per altri richiedono l'intervento dei Marines dell'ufficio d'igiene". Il whisky non lo bevo, ma era sicuramente un modo per dire che ha il ripostiglio dei liquori pieno (e non fate i moralisti, che avete fatto fuori una bottiglia di rosso durante la prima pausa mensa dell'anno). Rimando la visita di qualche giorno, se non ha menzionato un viaggio e' perche' non si muovera' dal nostro villaggio,
Settimo Torinese.
Pochi giorni prima di Capodanno vado a trovare l'amico, nessuno risponde al campanello. Provo a chiamarlo sul cellulare una, due, tre volte. Nessuna risposta. Non mi preoccupo, so che e' uno
spirito libero e una persona "intensa", che non ama essere distratto da cellulari, tv e social network quando fa qualcosa a cui tiene.
Arrivo a casa, ricevo un messaggio di testo sul cellulare:
Scusa, non rispondo ma esaurirei credito in pochi minuti, sono in Galilea. Spero stiate bene, vi auguro in anticipo buon anno. A presto
Galilea? Israele? Ecco il modo migliore di organizzare una vacanza: non organizzarla troppo per tempo. Ci sono quelli che amano pianificare, o anche solo immaginare in anticipo quel che vedranno una volta giunti a destinazione, e ci sono quelli che amano farsi sorprendere e trattano gli imprevisti come eventi che arricchiscono e rendono piu' interessante un viaggio. Condivido il secondo approccio, anche se a volte ritorno inconsciamente al primo.
Tags: destinazioni, feste, Medio Oriente, pianificare, Wanderlust
Una notizia di quelle che avremmo preferito non leggere: le reflex digitali sono ora di fatto vietate in Kuwait.
bit.ly/hj5rSR scrive che a Kuwait il Ministero dell'Informazione, il Ministero degli Affari Sociali e il Ministero delle Finanze hanno vietato l'uso in pubblico delle reflex digitali nel territorio di Kuwait.
Quindi, se avete una reflex digitale e state per andare in Kuwait, rimettetela nel cassetto, e prendete invece una compatta (digitale o con pellicola). E se siete particolarmente interessati a stimolare discussioni coi poliziotti kuwaitiani, provate a usare in Kuwait una reflex vecchio stile, con pellicola, che per il momento non sembra essere vietata.
Tags: diritto di fotografare, divieti, fotografia, Medio Oriente
Dopo l'invasione USA dell'Iraq senza l'approvazione delle Nazioni Unite, nel 2003, nessun turista aveva visitato Baghdad e dintorni. Secondo il
New York Times, il primo inatteso turista in Iraq dopo la guerra e' l'Italiano Luca Marchio, 33 anni, di Como, che e' andato in Egitto, poi in Turchia, e da li' e' entrato nel Kurdistan, in Iraq, via terra e con un visto di dieci giorni in tasca. Ad Erbil (Irbil), la capitale del Kurdistan, Marchio ha preso un taxi che l'ha portato a Baghdad, 200 chilometri piu' a sud. Il tassista avra' probabilmente guadagnato in un giorno quel che di solito porta a casa in un paio di settimane.
Arrivato a Baghdad il turista inatteso si e' presentato all'hotel Coral Palace, dove ha ottenuto una stanza nonostante le perplessita' del personale della
reception. Quali perplessita'? "Sono un turista, Baghdad e' una citta' vecchia di dodici secoli e a me la storia interessa, questo e' un albergo, qual'e' il problema?", avremmo detto noi, se avessimo avuto fegato sufficiente per fare un viaggio simile. Probabilmente in albergo non si vedono spesso degli europei o americani senza occhiali neri, muscoli palestrati, rigonfiamento a forma di Glock (o di Beretta) e valigiette ventiquattr'ore. Tiriamo ad indovinare: se Luca Marchio e' un viaggiatore normale, avra' avuto pantaloni di colori che mostrano poco lo sporco, con tasche extra, bagaglio ridotto (magari uno zainone con uno zainetto piccolo per escursioni locali), una macchina fotografica compatta in un tascone dei pantaloni, e - se e' vero che e' un giornalista, come dicono vari siti - un piccolo computer portatile o tanta carta. Ma stiamo divagando.
Sono a Baghdad, ho trovato una camera, si sara' detto il nostro connazionale. I passi successivi saranno stati quelli che quasi tutti facciamo arrivando in una destinazione interessante: addocchiare posti dove sia possibile mangiare o acquistare cibo, e poi dirigersi verso i punti piu' interessanti della citta' per vedere, apprezzare, conoscere. Poi, col buio, il ritorno in albergo, perche' andare a Baghdad va bene, ma girare di notte nella capitale irachena potrebbe essere rischioso.
Il giorno dopo, probabilmente meta' Iraq - e tutti i membri delle varie
intelligence - sapeva della presenza di Luca Marchio, che stava andando a Falluja in autobus. Un autobus di linea per i quaranta chilometri da Baghdad a Falluja. Mi ricorda Guccini, che cantava "
Se devo emigrare in America, come mio nonno, prendo il tram". Con la differenza che il tram di Guccini non sarebbe passato in zone sorvolate da A-10 americani con cannone GAU-8 da 30mm e piloti col dito sul grilletto della cloche.
Immaginatevi la scena. "
Noooo, non prenda il bus per Fallija, e' pericoloso!", dice il personale dell'albergo. "
Perche', l'azienda degli autobus fa poca manutenzione? O ci sono scippatori a bordo? Sara' mica che gli autisti fregano sul resto, eh?", avremmo risposto noi, e magari cosi' ha risposto anche Marchio.
I poliziotti di Falluja che hanno fermato il turista avranno dovuto consultare il loro codice civile e penale, per trovare una ragione per bloccare Marchio. O forse hanno semplicemente chiesto al primo marines che hanno trovato, e quello avra' detto loro che non servono ragioni o leggi, e che i turisti in Iraq non possono circolare ("
Signor Marine, le mie prossime tappe sono Siria, Iran, Afghanistan, l'isola di Diego Garcia, la Corea del Nord, e poi un bel salto fino a Cuba. E magari poi scrivo anche un libro sulla School Of the Americas e sui torturatori sudamericani che sono andati a scuola dagli statunitensi"... no, rewind, qui parliamo di fare del turismo, non di diventare martiri a causa della lingua troppo lunga!).
Polizia irachena, marines statunitensi, giornalisti locali e stranieri, rappresentanti dell'Ambasciata italiana di Baghdad. C'erano tutti, neanche fosse stata la conferenza stampa per l'arresto di Toto' Riina. Ma han beccato un turista, mica capita tutti gli anni, eh!". Dev'essere uno dei primi casi in cui
uno (uno come me, come te, non uno speciale, ricco, protetto) decide di visitare un Paese non ancora "pacificato" dopo una guerra, viaggiando senza tanta pubblicita' e senza protezioni in alto, e si trova bloccato da polizie ed eserciti.
E s'e' beccato pure dell'ingenuo, probabilmente per essere andato in Iraq e aver fatto cose che gli iracheni fanno ogni giorno. Dall'Italia e' andato in Egitto, ha raggiunto la Turchia, ha ottenuto un visto di dieci giorni per l'Iraq, dove ha trovato un hotel aperto e ha ingaggiato una guida locale. Alla faccia dell'ingenuita'! Se Luca Marchi volesse collaborare al nostro sito e dare consigli...
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