Blog, argomento: Nuova Zelanda alberghi
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Nuova Zelanda alberghi
Domenica sera, dopo la sveglia a Rotorua e la passeggiata a Mount Maunganui, ci siamo trovati a procedere verso nord. Ci siamo fermati a dormire a Katikati, piccolo villaggio con atmosfera irlandese, con tanti
murales che illustrano la vita dei primi coloni giunti in questa zona. Per dormire abbiamo scelto il Motel Katikati, come suggerito dalla nostra documentazione. Il motel ha cambiato proprieta' di recente, Wayne e Carla lo gestiscono solo da quattro mesi, e sicuramente ci sono tante cose che verranno migliorate in futuro. Per il momento, per 90 dollari, abbiamo avuto un salotto+cucina molto spazioso, una camera da letto separata, un bagno anch'esso separato. Nella maggior parte dei motel neozelandesi abbiamo trovato camera da letto e soggiorno uniti in una sola stanza, oppure camera da letto piu' soggiorno piu' cucina, con il bagno separato. Al Motel Katikati, pero', questa disponibilita' di spazio (anche verticale: i soffitti sono alti) si paga con l'impossibilita' di scaldare le stanze. A complicare le cose e' anche la mancanza di prese elettriche: una in camera da letto (quindi si puo' usare la radiosveglia, la termocoperta o il radiatore esterno, ma non piu' di uno dei tre), due in sala (di cui una occupata dalla tv).
Alla fine abbiamo scelto di collegare la termocoperta, e siamo riusciti a dormire, tirando le coperte fin sopra la testa.
Un pelino sorprendente anche la privacy offerta: la vetrata con porta d'ingresso, in salotto, e' oscurabile con una spessa tenda, ma la finestra posteriore che da' sulla stessa stanza non e' oscurabile e, anzi, e' separata dalla strada - con intenso traffico anche di notte, visto che collega Tauranga e la Bay of Plenty con Auckland - solo da una siepe con parecchi buchi.
Non un motel molto raccomandabile, per il momento...
Tags: alberghi, cittā illustrate, Nuova Zelanda
Lunedi' 12 abbiamo preso parte ad un'escursione nel
Doubtful Sound, e al ritorno, verso le sei di sera, abbiamo deciso di avviarci verso Queenstown. Speranze di arrivarci in serata, poche, visto che guidare col buio non e' molto piacevole, considerato il ghiaccio e la sabbiolina che viene sparsa sulle strade per combatterlo. Speranze di trovare un albergo a Queenstown, in caso dovessimo arrivarci, molto poche, visto che siamo in alta stagione per lo sci e gli sport invernali, e Queenstown e' la Cervinia/Zermatt/St. Moritz neozelandese, con in piu' un bel lago vicino. Speranze di pagare una cifra ragionevole, casomai i due precedenti miracoli dovessero verificarsi: quasi nulle. Eppur guidiamo, con un cioccolatino al caramello ogni tot chilometri, per mantenere la concentrazione e come premio.
Alla fine arriviamo a Queenstown che sono quasi le otto di sera. Mi fermo a far benzina a Frankton, alle porte della citta', il serbatoio e' pieno a meta' ma come sempre e' meglio non rimandare l'occasione per un pieno. Il ragazzo alla cassa, gentile e disponibile come il 99,9% dei neozelandesi incontrati finora, mi dice che la settimana precedente tutti i posti-letto in citta' erano occupati, ma che ora, con la fine delle vacanze degli australiani, ci sono quasi solo piu' i neozelandesi, in citta', per cui qualche posto lo si puo' trovare.
Nonostante le parole di quel ragazzo, quasi tutti i motel, e anche molti dei visibilmente piu' costosi hotel, hanno la temuta insegna "No Vacancy", fuori; altri hanno camere disponibili, ma hanno gia' chiuso la reception (sono passate le otto di sera). Facciamo una passata in citta', la situazione non cambia.
Finalmente troviamo un motel che potrebbe avere ancora qualche camera, entriamo nella reception. La proprietaria sta chiudendo per la serata, quando le diciamo la cifra che vorremmo spendere - sul centinaio di dollari - dice che non c'e' speranza di trovare qualcosa per meno di 160 dollari, a parte forse alcune eccezioni sui 130, ma ci fa capire che sono motel poco curati (da notare che "motel" non ha un'accezione negativa, in Nuova Zelanda, come invece capita a volte in Italia). Ci propone una camera a 130 dollari, ringraziamo e ce ne andiamo.
Ci dirigiamo verso Frankton, attaccata a Queenstown, e ci fermiamo a chiedere in un motel chiamato Colonial Village. Il miracolo si verifica: hanno camere libere, e ci fanno un prezzo di cento dollari! Capita, quando arrivi tardi in un motel, che ti facciano sconti cosi': sempre meglio che lasciare sfitta una stanza, immagino sia il ragionamento degli albergatori (alcuni, non tutti). La camera e' bella, l'estetica esterna del motel e' peculiare, arrampicato sulla collina come una palafitta. Andiamo in citta', ceniamo in un ristorante messicano con circa 80 dollari, andiamo a dormire. Al risveglio, altra sorpresa positiva: il panorama. La nostra stanza offre una bella vista sul lago.

Roba da farci pensare di restare un'altra notte, ma ... dobbiamo proseguire verso i ghiacciai (Fox e Franz Josef).
Tags: alberghi, foto, Nuova Zelanda
Siamo a Fox Glacier, villaggio di circa trecento persone vicino all'omonimo ghiacciaio. Da qui partono escursioni a piedi e in elicottero verso il Fox Glacier e in elicottero verso il ghiacciaio Franz Joseph. Noi siamo arrivati qui la sera di martedi' 13 luglio, e contiamo di dormire qui tre notti. Abbiamo trovato il motel che volevamo - il Matheson - con camere libere e con il prezzo che la guida Lonely Planet indicava, 85 dollari a notte. Salti di gioia, ci avevano detto che era difficile trovare camere qui, in questa stagione. Abbiamo poi cambiato stanza passando a una da 95 dollari, che aveva anche i fornelli e non solo il microonde. Dieci dollari extra al giorno per la connessione Internet, ma visto che m'e' appena arrivata una traduzione, non potevo farne a meno.
La camera e' bella, moderna, come il bagno. La proprietaria del motel ci fornisce informazioni precise sulle escursioni disponibili in paese e sulle varie ditte che le offrono.
In paese ci sono tre-quattro caffe', un pub/ristorante stile saloon americano, quattro ditte che organizzano escursioni in elicottero, ma un solo negozio dove acquistare cibo (a parte la stazione di servizio che forse vende qualcosa). Andiamo a fare acquisti - dopotutto abbiamo scelto la camera con fornelli per poter cucinare e risparmiare - e nel negozio incontriamo una numerosa comitiva asiatica, che si rivelera' essere taiwanese, proveniente da una citta' a pochi chilometri da quella in cui vivono i miei suoceri.Verrebbe da dire "com'e' piccolo il mondo", ma ... non ho ancora incontrato italiani in viaggio, in Nuova Zelanda (non che li abbia cercati). Per quanto riguarda i turisti taiwanesi, abbiamo incontrato tante comitive di giapponesi e di coreani, e molte scritte nelle due lingue in vari musei e aree turistiche, quindi la Nuova Zelanda pare essere - soprattutto con la sua isola meridionale e in particolare con le sue montagne - una destinazione molto gradita ai turisti asiatici che amano la natura e che hanno un portafogli piuttosto gonfio.
Tags: alberghi, antropologia spicciola, Nuova Zelanda