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Blog, argomento: Stati Uniti 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento Stati Uniti

Batterie cariche obbligatorie sui voli dal Regno Unito

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09-07-2014 alle 10:15 | 7 commenti  | Permalink
Londra, 9/7/2014 - I passeggeri dei voli in partenza dal Regno Unito dovranno avere batterie cariche nei loro dispositivi elettronici, in modo da poterli accendere in caso gli addetti alla sicurezza chiedano loro di farlo.

È probabile che questa nuova regola venga applicata anche negli aeroporti italiani.

Aggiornamento


La regola arriva dagli Stati Uniti, ed e' applicata negli USA dal 6 luglio 2014. La TSA (Transportation Security Administration, l'autorita' responsabile per la sicurezza dei trasporti) ha comunicato la nuova regola in questa pagina, ecco la traduzione (con sottolineatura di un passaggio interessante):

Domenica 6 luglio 2014

La scorsa settimana, il Segretario per la Sicurezza Interna Jeh Johnson ha dato indicazioni alla TSA di implementare misure di sicurezza piu' elevate in alcuni aeroporti oltreoceano con voli diretti verso gli Stati Uniti.

I viaggiatori sanno che tutti i dispositivi elettronici sono controllati dal personale di sicurezza. Durante i controlli di sicurezza, gli addetti possono anche chiedere di accendere i dispositivi, compresi i cellulari.

Chiaro quindi: alla TSA non interessa se la vostra batteria e' mezza carica, se e' al 25% o al 90%: quel che e' necessario e' che sia carica a sufficienza da permettere di accendere il dispositivo elettronico (cellulare, tablet, computer, macchina fotografica).

Tags: sicurezza, Stati Uniti, TSA

Stazione di servizio art deco in Texas

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14-06-2013 alle 18:31 | 0 commenti  | Permalink
Quand'e' stata l'ultima volta che, vedendo una stazione di servizio, avete pensato di fotografarla? Non ce ne sono molte, in Italia, di benzinai con una torre. E di stazioni di servizio come questa, in stile art deco, vista lungo la Interstate 40, la vecchia Route 66. La stazione di servizio, che operava per l'azienda Conoco, e' a Shamrock, in Texas, e non e' piu' in funzione. Oggi funge da sede della locale camera di commercio, e chi ha figli piccoli - o ama i film animati Pixar/Disney - la riconoscera': quest'edificio e' stato il modello per la carrozzeria di Ramon in "Cars".

Stazione di servizio art deco


Tags: foto Stati Uniti, monumenti, petrolio, Stati Uniti, verso il West

Coltelli consentiti in aereo, negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-03-2013 alle 11:22 | 0 commenti  | Permalink
Quali sono gli oggetti vietati nel bagaglio a mano, in aereo? Mitragliatori. Dosi eccessive di shampoo. Bibbie con pistola incorporata. Coltelli. Anzi, coltelli no, non piu': secondo la BBC, la TSA consentira' ai passeggeri di trasportare piccoli coltelli nel bagaglio a mano.

La nuova normativa - riguardante i voli da/per gli USAS - entrera' in vigore il 25 aprile, e permettera' di portare a bordo coltelli con lame non piu' lunghe di 6cm e non piu' larghe di 1,23cm (mezzo pollice). Tra gli altri oggetti consentiti a bordo da aprile ci sono stecche da biliardo, bastoni da sci e da hockey (dubbio: come la mettiamo con la lunghezza?). La decisione e' stata presa, apparentemente, per armonizzare i regolamenti degli Stati Uniti con quelli internazionali. La Flight Attendants Union Coalition ha commentato che si tratta di una decisione miope e che mettera' a rischio la vita degli assistenti di volo e dei passeggeri.

Che ne pensate?


Tags: linee aeree, sicurezza, Stati Uniti, TSA

New York: un giorno senza crimini

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29-11-2012 alle 12:33 | 0 commenti  | Permalink
Il due novembre 2012, per New York, e' stata una giornata memorabile, non perche' sia avvenuto qualcosa, ma per qualcosa che non e' successo. E' stato infatti il primo giorno, nella storia della Grande Mela, in cui non sono stati registrati crimini violenti. Zero omicidi, niente sparatorie, nessun accoltellamento.

Se vi pare poco, ricordatevi che New York ha otto milioni di abitanti. Ricordatevi che le armi da fuoco si comprano nei supermercati Wal-Mart con poche formalita'. Ripensate a tutti i film violenti ambientati a New York, quelli di Martin Scorsese e di Spike Lee per esempio. Pensate alla Gotham City di Batman, citta' in cui regna il crimine organizzato e non, modellata esplicitamente su New York (e a New York opera l'Uomo Ragno, tra l'altro).

Non che i criminali newyorchesi siano andati in pensione o in vacanza: dall'inizio dell'anno sono stati compiuti 366 omicidi (contro i 472 dello stesso periodo del 2011, -23%), la cifra piu' bassa degli ultimi cinquanta anni. Per dire: Chicago (2,7 milioni di abitanti) ha avuto quest'anno 462 omicidi, e Philadelphia (1,5 milioni) 201 omicici. E Philadelphia e' soprannominata La citta' dell'amore fraterno"! Si', come Caino e Abele...

Ogni medaglia ha pero' il suo rovescio. La riduzione dei crimini violenti a New York e' stata aiutata dalla politica del "ferma e perquisisci", che ha permesso di togliere dalle strade molte armi da fuoco. Ma chi e', che viene fermato e perquisito? Di solito, chi e' scuro di pelle o latino-americano. Il che, per un turista italiano di carnagione non pallida, con capelli non biondi e di altezza non eccessiva, significa che la procedura illustrata nel video seguente potrebbe entrare a far parte della visita a New York:



Tags: crimini, New York, sicurezza, Stati Uniti

Date europee e date americane, equivoci facili

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-09-2012 alle 14:02 | 0 commenti  | Permalink
Roberto sta organizzando un viaggio negli Stati Uniti, ha gia' il biglietto dall'Italia a New York, ora deve occuparsi di un trasferimento verso l'Arizona e lo Utah per vedere il West.Prenota un volo per due persone per il dieci dicembre, o almeno crede d'averlo fatto: il sito, d'una linea aerea statunitense, e' in inglese ed e' strutturato in modo differente da quelli delle linee aeree europee. Perlomeno, pero', non c'e' da attraversare un campo minato per evitare l'assicurazione, come capita con Ryanair!

Alla fine della prenotazione Roberto e' un po' nervoso ma poi, quando gli arriva via email la conferma della prenotazione, si rasserena: tutto come voleva, da origine e destinazione (Newark-Phoenix, un volo interno), ai nomi dei passeggeri, alla data (10/12/2012).

Il dieci dicembre Roberto si presenta con la sua ragazza al check-in all'aeroporto di Newark, e vi dicono che il vostro volo e' partito due mesi fa. Cos'e' successo?

Non tutti sono abituati a viaggiare da un continente all'altro, e non tutti conoscono gli standard di ogni Nazione del pianeta; a volte capita persino di chiedersi se gli aerei viaggiano nel tempo. L'equivoco in cui e' caduto Roberto non e' inusuale: se in Italia la data viene indicata come giorno//mese/anno, negli Stati Uniti lo standard e' mese/giorno/anno, con giorno e mese invertiti.

Si tratta di uno standard utilizzato negli USA e a Belize, e - insieme ad altri standard, tanto per complicare la vita - in altre Nazioni, ed e' in netto contrasto con quanto avviene nel resto del mondo, oltre ad essere illogico: una progressione dall'entita' piu' piccola alla piu' grande (dal giorno al mese all'anno) e' razionale, dalla piu' grande alla piu' piccola (anno - mese - giorno) e' altrettanto razionale ed e' lo standard utilizzato, per esempio, nella programmazione (ISO 8601); passare dal medio (il mese) al piccolo (il giorno) per poi saltare al grande (l'anno) e' una di quelle cose per cui i colleghi americani, quando t'incontrano, si sentono in imbarazzo. Esatto, non sempre gli americani pensano che tutto quello che e' a stelle e strisce sia perfetto.

Quali sono gli standard per la data utilizzati nel mondo? Vediamoli in quest mappa


(immagine di pubblico dominio, creata da Artem Karimov, da Wikipedia)


- Turchese: giorno-mese-anno.
- Giallo: anno-mese-giorno.
- Magenta: mese-giorno-anno (USA e Belize).
- Verde: giorno-mese-anno OPPURE anno-mese-giorno.
- Rosso: giorno-mese-anno OPPURE mese-giorno-anno.
- Grigio scuro: anno-mese-giorno OPPURE giorno-mese-anno OPPURE mese-giorno-anno.
- Blu: anno-mese-giorno OPPURE mese-giorno-anno.




Tags: globalizzazione, orari, Stati Uniti

New York, New York

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14-09-2012 alle 00:19 | 10 commenti  | Permalink
Una fredda e luminosa giornata invernale, una persona speciale da abbracciare, un biglietto (quindici dollari? Diciotto? Non fa molta differenza) per girare tutto il giorno in un autobus scoperto con una guida che ti indica e ti descrive la storia dei grattacieli di New York. Una bella vacanza di tre giorni, a cavallo del Capodanno 2007, in quella che e' - o era - la capitale del mondo.


Pernottamenti a Newark, con costi abbordabili.
Classico poliziotto newyorkese in servizio lungo lo Hudson River



Tags: foto Stati Uniti, grattacieli, New York, Stati Uniti

Undici settembre, New York

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-09-2012 alle 16:25 | 0 commenti  | Permalink
New York


11/09/2001 - 11/09/2012

Tags: foto Stati Uniti, New York, Stati Uniti, storia

Colloqui di lavoro e domande vietate (negli USA)

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-06-2012 alle 16:11 | 0 commenti  | Permalink
Gli Stati Uniti non sono molto differenti dall'Italia, per certi versi, sara' per il loro essere da sempre un crogiuolo di etnie. Ad Atlanta, per esempio, la gente e' molto calorosa e ci si scambia abbracci quanto in Italia, c'e' la passione per il cucinare, il piacere di parlare di tutto, non solo di lavoro. Piu' facile che un italiano si trovi a disagio in Inghilterra: le conversazioni sono volte a ricevere informazioni o trasmettere informazioni, quando si esce coi colleghi loro bevono vino o birra senza mangiare niente, e se capita un contatto fisico - con sconosciuti o conoscenti - partono immediatamente gli "Oh, I'm so sorry! reciproci". Io mi ci trovo bene, ma non nego che la Perfida Albione sia un posto piu' lontano dalla mentalita' italiana di quanto non lo siano gli USA.
Non mi venite a dire che Londra e' simile all'Italia e vi ci trovate a vostro agio: Londra e' meno inglese di Chester, o di Arkendale, o di West Tytherley. E' nelle piccole citta' e nei villaggi che si sente la differenza tra una Nazione e l'altra, non nelle metropoli.

Esiste pero' un mondo in cui gli Stati Uniti sono molto differenti dall'Italia: il mondo del lavoro. Le discriminazioni (per eta', genere, etnia, religione, abilita' fisiche) sono vietate, e lo si nota durante le job interviews. Fare domande sui seguenti argomenti e' vietato negli USA (ma e' ancora prassi diffusa, in Italia, mi dicono):

- Data di nascita, salvo che tale informazione sia necessaria per eventuali requisiti minimi d'eta';
- Origini, genitori, nazionalita', etnicita';
- Credo religioso;
- Genere (certo: non si puo' chiedere "Di che sesso sei", neppure quando non e' ovvio);
- Stato civile;
- Altezza o peso, salvo che tali informazioni siano necessaria per eventuali requisiti minimi;
- Eventuali handicap fisici o mentali;
- Appartenenza ad organizzazioni / associazioni / club (non potete chiedere "Fai parte dei boy-scout?" o "Fai parte dei COBAS?");

Ecco alcuni altri esempi di domande che non si possono fare, accompagnati da versioni accettabili delle stesse domande:

Inaccettabile: Quanti bambini hai? Hai a disposizione una babysitter o qualcuno che badi loro, se dovessimo aver bisogno di te durante un weekend?
Accettabile: In quali giorni puoi lavorare? In quale orario?

Inaccettabile: Hai un bambino piccolo o un neonato?
Accettabile: Hai delle responsabilita' che potrebbero interferire con il viaggiare per conto dell'azienda?

Inaccettabile: Sei un cittadino statunitense? Da quale Nazione vieni?
Accettabile: Sei autorizzato legalmente a lavorare negli Stati Uniti?

Inaccettabile: Qual'e' la tua lingua madre?
Accettabile: Questo lavoro richiede la capacita' di parlare in piu' di una lingua. In quali lingue scrivi o parli fluentemente?

Inaccettabile: Sei mai stato arrestato?
Accettabile: Sei mai stato condannato per un reato?

Inaccettabile: Che tipo di congedo hai ricevuto dalle Forze Armate?
Accettabile: Nel tuo curriculum hai scritto d'essere stato nelle Forze Armate. Che genere di formazione e di esperienza hai acquisito nell'Esercito?

Inaccettabile: Quando ti sei diplomato/laureato?
Accettabile: Hai un diploma/una laurea?



Tags: differenze culturali, lavorare all'estero, lavoro, Stati Uniti

Bagaglio a mano a pagamento. No, non con Ryanair o easyJet, per ora

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-04-2012 alle 16:06 | 2 commenti  | Permalink
Sono passate un paio di settimane, e mi sono ripreso solo ora dallo choc causatomi da una notizia che riguarda chi vola negli Stati Uniti. A partire dal 4/04/2012, la linea aerea Allegiant fa pagare il bagaglio a mano. La tariffa per ciascun bagaglio portato a bordo e' di 35 dollari. Allegiant non e' la prima linea aerea ad introdurre questa nuova entrata ausiliaria: e' Spirit Airlines che ha aperto la strada al bagaglio a mano a pagamento quasi due anni. Entrambe le linee aeree operano solo all'interno degli USA, ma non e' improbabile che l'idea venga adottata da linee aeree di maggiori dimensioni ed importanza.

Ricordate che non ce l'ha ordinato il dottore, di viaggiare in aereo. Se pensate che queste tariffe siano ingiuste, evitate le linee aeree che le applicano, o evitate di viaggiare in aereo tout court.

Tags: bagaglio a mano, entrate ausiliarie, linee aeree, Stati Uniti

Assistenti di volo, Hawaiian Airlines vi vuole!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07-02-2012 alle 17:09 | 2 commenti  | Permalink
Hawaiian Airlines Immaginate il poster dello Zio Sam con la scritta "I Want You". Ora sostituite lo Zio Sam con una ragazza hawaiiana, il simbolo di Hawaiian Airlines, linea aerea statunitense con sede a Honolulu. L'offerta ora e' un po' piu' interessante, non vi pare?

Hawaiian Airlines sta cercando assistenti di volo. So che ci sono molti lettori desiderosi di diventare assistenti di volo, e tanti hanno posto domande in "Come si fa a diventare hostess di volo" (sic). Credo sia utile vedere quindi i requisiti posti da Hawaiian Airlines, che elenca caratteristiche ben precise:

- Dev'essere in grado di spingere o tirare fino a 67,5kg;
- Dev'essere capace di sollevare 11,25kg dal pavimento fino all'altezza della spalla;
- Deve avere un vertical reach di almeno 2,08 metri (dev'essere in grado di raggiungere oggetti, pulsanti, etc. posti fino a 2,08metri da terra). Criteri per autovalutazione: senza scarpe, entrambi i piedi a terra, in punta di piedi, senza saltare;
- Vista non inferiore a 20/50;
- Inglese fluente;
- NESSUN TATUAGGIO VISIBILE (dal collo in su, sulle braccia, sulle gambe). Coprire i tatuaggi con trucco o bende/cerotti non e' accettabile;
- 6 settimane di corso non pagato a Honolulu, inizio previsto (provvisorio) 2 aprile 2012;
- Almeno 2 anni di esperienza nel customer service;
- Disponibile a trasferirsi;
- Titolo di studio minimo: diploma di scuola superiore o titolo equivalente;

Probabilmente e' vietato utilizzare l'altezza minima come discriminante, quindi e' stato utilizzato il criterio del vertical reach. A titolo indicativo, un uomo a caso alto 1,84m (io) ha un vertical reach di 2,48 metri, in punta di piedi.

Il resto dei criteri (e il modulo per candidarsi) e' visibile al link in fondo a quest'articolo.

Tags: assistenti di volo, linee aeree, offerte lavoro, Stati Uniti

Come Ansel Adams

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-12-2011 alle 11:35 | 0 commenti  | Permalink
Ansel Adams era un fotografo statunitense, probabilmente il piu' famoso fotografo di paesaggi. Le sue immagini in bianco e nero dei parchi nazionali statunitensi sono capolavori che hanno ispirato legioni di fotografi dilettanti e professionisti, compreso il sottoscritto. E' sufficiente virare una foto in bianco e nero, aumentarne il contrasto e fare un paio di aggiustamenti per creare un capolavoro alla Ansel Adams? Probabilmente no, ma personalmente mi ha sorpreso la trasformazione di queste foto scattate nei dintorni della Monument Valley: le foto originali mostravano un cielo blu intenso, rocce e sabbia rosso vivido; in bianco e nero, l'assenza dei colori rende protagoniste le forme spettacolari delle rocce.

Monument Valley, Utah



Tags: foto Stati Uniti, fotografia, meraviglie naturali, Stati Uniti

American Airlines in bancarotta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29-11-2011 alle 13:58 | 0 commenti  | Permalink
Aereo American Airlines in decollo a Heathrow. Certo, la foto e' capovolta American Airlines, la quarta linea aerea al mondo per miglia/passeggero, e' in bancarotta. Questa mattina l'azienda madre, AMR Corporation, ha presentato istanza di fallimento nell'ambito del Capitolo 11.

American Airlines era al 120esimo posto della classifica Fortune 500 nel 2010, ed e' un membro fondatore dell'alleanza Oneworld, di cui fanno parte British Airways, Finnair, Cathay Pacific, Qantas e altre linee aeree.

Tags: linee aeree in crisi, Stati Uniti

Verso il West: gli archi di pietra del Natural Bridges National Monument

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27-11-2011 alle 23:57 | 0 commenti  | Permalink
Dopo la Monument Valley, il Gooseneck Canyon, la Valley of the Gods e Bluff, ci siamo diretti a nord per visitare un altro monumento naturale: il Natural Bridges National Monument. Si tratta di un parco in cui si trovano dei ponti naturali in pietra, creatisi alla fine dell'era Paleozoica.

Owachomo Natural Bridge


Nel 1883, Cass Hite esploro' il White Canyon e scopri' tre ponti naturali in pietra. Quelle strutture monolitiche erano uniche e vicine, e attirarono l'attenzione della comunita' scientifica statunitense. Il 16 aprile 1908, il presidente Theodore Roosevelt istitui, ufficialmente il Natural Bridges National Monument, il primo parco nazionale dello Utah.

I tre ponti in roccia sono chiamati Sipapu, Kachina e Owachomo, nomi dati dagli indiani Hopi, e sono tra i ponti naturali piu' grandi del mondo. Nel parco sono presenti anche tracce di insediamenti umani.


Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, verso il West

Verso il West: Bluff, che non e' un bluff

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27-11-2011 alle 23:57 | 0 commenti  | Permalink
Bluff e' un villaggio inaspettato. Capita poco frequentemente di vedere zone abitate, nella zona tra Utah e Arizona, e trovarsi un paesino come Bluff, decorato da artisti, e' sorprendente.

La famiglia Godzilla in visita a Bluff, Utah



Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, Stati Uniti, verso il West

Verso il West: Valley Of The Gods, una perla nascosta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27-11-2011 alle 23:55 | 0 commenti  | Permalink
Uno va nella zona tra Utah e Arizona pensando alla Monument Valley, al Grand Canyon, mentre ci sono tante altre meraviglie naturali, in questa zona. Per esempio la Valley of the Gods, a poca distanza da Mexican Hat (e inizierete a capire come mai abbiamo scelto questo minuscolo villaggio come nostra base: e' vicino a quasi tutti i posti interessanti), nello Utah, che somiglia alla Monument Valley, solo in scala piu' ridotta. Anche qui sono presenti torrioni ("mesas") di roccia rossa e creste rocciose, sabbia (... rossa, ovviamente). La strada sterrata che attraversa la valle, lunga oltre 25 chilometri, nasconde qualche insidia, tanto che a fine giornata ci siamo ritrovati a guidare senza freni.

La Valle degli Dei



Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, verso il West

Verso il West: Gooseneck State Park

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27-11-2011 alle 23:52 | 0 commenti  | Permalink
Il Goosenecks State Park e' un parco a poca distanza dal villaggio di Mexican Hat, nello Utah. Il nome del parco, e l'attrazione principale dello stesso, deriva dal tortuoso percorso del fiume San Juan, che scorre in fondo ad un canyon. L'ingresso nel parco e' gratuito, non sono presenti strutture come ristoranti o alberghi (solo un paio di bagni pubblici), ed e' consentito il campeggio. Ma in novembre fa piuttosto freddo...

Il canyon del San Juan River nel Gooseneck State Park


E dopo il Gooseneck State Park, via verso la sconosciuta Valley Of The Gods...


Tags: fiumi e laghi, foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, verso il West

Verso il West: Monument Valley

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27-11-2011 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Visitare la Monument Valley e' un'esperienza da vivere, se ne avete la possibilita'. La sabbia rossa, le rocce viste in tanti film (dai vecchi western alle parodie steam-punk come Wild Wild West con Will Smith e Kevin Kline, a Mission Impossible), la quiete assoluta... tutto perfetto, ma tenete presente che, se visitate la Monument Valley il Giorno del Ringraziamento (l'ultimo giovedi' di novembre), l'ingresso con il vostro veicolo non e' consentito, e dovrete prendere parte ad una visita guidata in pulmino.

Monument Valley, Utah



Tags: foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, verso il West, World Heritage

Verso il West: Mexican Hat e dintorni

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27-11-2011 alle 23:45 | 0 commenti  | Permalink
Giorno del Ringraziamento (no, non e' il 2011). Come mai abbiamo scelto Mexican Hat? Perche' non un altro posto? E dov'e' il cappello messicano da cui il villaggio prende il nome? Non ci vuole Martin Mystere per trovare una risposta.

Mexican Hat





Tags: foto Stati Uniti, Stati Uniti, strade, verso il West

Verso il West: una giornata sulla Interstate 40

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-11-2011 alle 19:58 | 0 commenti  | Permalink
Giorno 8, sabato 24/11: guidiamo verso est, solo camion e neve.

Camion, neve, camion, neve


Torniamo a casa da Mexican Hat con la nostra Chrysler Sebring sulla Interstate 40, e fuori c'e' neve, cosa abbastanza inusuale da queste parti.


Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, Stati Uniti, strade, verso il West

Verso il West: in cerca di un meccanico nella riserva Navajo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-11-2011 alle 17:20 | 0 commenti  | Permalink
Giorno 7, venerdi' 23/11:
Riparazione freni da Jimmy il Navajo (Navaho), nessun risultato, "Hey white boy" in una stazione di servizio (ragazze indiane un po' ciuche?), torniamo a Mexican Hat. O forse andiamo via verso Albuquerque.

Ci sara' un meccanico aperto, il Giorno del Ringraziamento?

Aggiornamenti a seguire.

Tags: foto, problemi meccanici, Stati Uniti, verso il West

Verso il West: giorno del Ringraziamento nella Valle degli Dei, gioia sfrenata...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-11-2011 alle 15:56 | 0 commenti  | Permalink
Giorno 6, giovedi' 22/11, Giorno del Ringraziamento: Monument Valley, non ci andiamo, Valley of the Gods, Gooseneck Canyon, Valley of the Arches, guasto ai freni, mucca, ahhhh strada ripidissima. Se ci avete capito qualcosa siete dei geni. Ma spieghero' in questa stessa pagina, nei prossimi giorni

Aperto


Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, Stati Uniti, verso il West

Verso il West: il Grand Canyon

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25-11-2011 alle 00:17 | 0 commenti  | Permalink
Dopo tanta curiosita' (e tanti chilometri percorsi, oltre 300 dall'albergo che ci fa da base a Mexican Hat), finalmente arriviamo al Grand Canyon, una delle meraviglie del mondo.

Punto panoramico sul Grand Canyon


Ne valeva la pena....


Tags: foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, verso il West, World Heritage

Verso il West: da Mexican Hat al Grand Canyon

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-11-2011 alle 19:25 | 0 commenti  | Permalink
Mexican Hat, nello Utah, e' un buon punto di partenza per visitare i monumenti naturali del West statunitense: Monument Valley, Grand Canyon, Gooseneck Canyon, Valley Of The Gods, e altro ancora. Oggi e' il turno del Grand Canyon, a poco piu' di trecento chilometri da Mexican Hat. Guidiamo verso sud-ovest sulla 163, a Kayenta prendiamo la 160. E' una giornata soleggiata, guidiamo per qualche ora col tettuccio della nostra Chrysler Sebring aperto per goderci il blu intenso del cielo. Dopo Tuba City scendiamo a sud sulla 89, poi - dopo un villaggio chiamato Cameron - imbocchiamo la 64 che ci portera' fino all'area panoramica lungo la costa meridionale del Grand Canyon.

Verso il Grand Canyon


C'e' chi ama le metropoli, chi i villaggi sul mare, chi si trova a suo agio ...


Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, verso il West

Anche nel deserto accettano le carte di credito, ma in Italia...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-11-2011 alle 17:17 | 1 commenti  | Permalink
Anche nel deserto si paga con carta di credito


Colpa mia, vivo lontano dall'Italia da dieci anni, e a certe cose non sono piu' abituato. Non ho visto una pompa di benzina che non fosse self service, in questi anni, tranne che in Italia. Non ho visto guidatori saltare fuori dal loro SUV scattanti ed eleganti, dopo aver parcheggiato in un posto riservato ai diversamente abili. Ma la cosa che mi colpisce di piu' sono le carte di credito.

"No, guardi signora, sotto i dieci euro non puo' pagare con la carta di credito".
"No, mi spiace, durante i saldi accettiamo solo contanti".
"No, mi costa un capitale in commissioni, se le faccio pagare con carta di credito. Solo contanti, mi spiace".


E invece, anche nel deserto, negli Stati Uniti, si riesce a pagare con carta di credito. Questa foto e' stata scattata in a Kayenta, in Arizona, in una riserva Navaho, e carte di credito come Visa e Mastercard vengono accettate all'Anasazi Inn come in tanti altri negozi minuscoli e ristoranti a gestione familiare. O cosi', oppure i clienti vanno altrove.

E la foto e' di quattro anni fa. Probabilmente ora l'Anasazi Inn accetta gia' pagamenti tramite Paypal, oppure accetta micro-pagamenti tramite cellulare per le consumazioni al bar. Gia', proprio come da noi.


Tags: carte di credito, foto, idee per il settore turistico, pagamenti, Stati Uniti

Verso il West: tra Utah e Arizona

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22-11-2011 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Mexican Hat, Utah, la base per le nostre escursioni. Siamo vicini alla Monument Valley e al Grand Canyon, e non e' che siano le uniche attrazioni della zona.

Ponte presso Lake Powell

Ponte presso Lake Powell


Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, verso il West

Verso il West: da Tucumcari a Mexican Hat, Utah

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21-11-2011 alle 23:55 | 0 commenti  | Permalink
Lunedi' mattina, lasciamo Tucumcari, Nuovo Messico, e continuiamo la nostra avventura verso ovest sulla Interstate 40. Traffico sempre meno intenso, citta' sempre meno frequenti, villaggi quasi inesistenti. Ogni tanto un trade post, trasformatosi nel tempo da luogo di scambio in negozio di ciarabattole, fuochi artificiali e beni di consumo. Isolati casino' con bassi ristoranti attorno e il deserto al di la' del parcheggio.

Continental Divide, lo spartiacque


Tra Thoreau e Gallup, in New Mexico, passiamo il Continental Divide, lo spartiacque del continente nordamericano: i fiumi ad est finiscono nell'Oceano Pacifico, quelli ad ovest (o a destra, per chi si trova a disagio coi punti cardinali) nell'Atlantico. "Continental Divide" era anche il titolo di un vecchio film con John Belushi nei panni di Ernie Souchak, cinico giornalista di Chicago che s'innamora di una etologa (Blair Brown) che vive dall'altra parte degli USA; in Italia il titolo era stato tradotto imprevedibilmente in "Chiamami Aquila".

Entriamo in Arizona. Gli sparuti villaggi del New Mexico lasciano il posto a isolate cascine con mulino di fianco e rottami sul retro. Capisco che nel deserto, come in montagna e nelle isole distanti dalla terraferma, non si butta via niente, tutto puo' tornare utile, prima o poi. Non ci sono tanti SUV, o auto recenti, lungo questo tratto della I-40. La ruggine e' ovunque.

Montagne, treno, rottami Dopo Gallup lasciamo la I-40, su cui abbiamo guidato da ieri mattina, e imbocchiamo la Interstate 264 e poi la I-192, verso nord. La carreggiata e' ora piu' piccola, le auto sono ancora piu' rare, le stazioni di servizio si nascondono per ore. Anche se c'e' ancora meta' serbatoio, cogliamo ogni occasione per fare il pieno alla nostra Sebring.

Dopo il tramonto passiamo il confine con lo Utah e arriviamo a Mexican Hat, la nostra destinazione, un villaggio con meno di cento anime. Abbiamo prenotato una camera in un piccolo albergo, praticamente un motel. La strada e' sembrata in pianura, ma ora siamo arrivati a 1.300 metri di altitudine. Fa freddo, fuori, ma la camera e' calda a sufficienza. La gente che abbiamo incontrato nelle ultime ore e' meno loquace che sulla costa est, certamente molto meno loquace che in Georgia, ma non fredda. Ceniamo, andiamo a dormire.

Giorno 3, lunedi' 19/11: Tucumcari, NM - Mexican Hat, UT - 486 miglia (777 km), 8h 9'; 1.758 miglia dal punto di partenza, Atlanta.


Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, Stati Uniti, strade, verso il West

Verso il West: da West Memphis a Tucumcari, New Mexico

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-11-2011 alle 23:58 | 18 commenti  | Permalink
Domenica mattina. West Memphis, Arkansas. Lasciamo l'albergo, il letto era comodo ma la prossima volta meglio chiedere una stanza rivolta verso il retro, non verso la strada. Imbocchiamo la Interstate 40, che sara' la nostra casa per molte ore oggi e domani. Guidiamo. Guidiamo. In realta' guido solo io, mia moglie teme i tanti camion; alla fine guidera' venti minuti, e al suo primo sorpasso (dopo un quarto d'ora) festeggiamo.

Le pianure dell'Oklahoma


Passiamo un altro confine, entriamo in Oklahoma. All'incrocio con la Interstate 69 un cartello indica che siamo vicini alla citta' natale di Carrie Underwood, vincitrice di American Idol. "Ah, gia', la fidanzata di Tony Romo, il quarterback dei Dallas Cowboys", ci diciamo. Ogni paese, ogni stato e' orgoglioso delle proprie celebrita' e le sfoggia anche nei cartelli stradali, come vedremo nel pomeriggio entrando in Texas.

No, non stava andando contromano, questo camion

A parte un camion che pareva venire verso di noi contromano, guidare in Oklahoma non e' la cosa piu' eccitante del mondo. Campi coltivati a destra e a sinistra della I-40, tanto grano. E' una giornata calda, considerato che siamo a novembre, e si sta bene anche senza riscaldamento, in auto. La nostra Chrysler Sebring del 1999 macina miglia senza lamentarsi, ogni tanto chiede d'essere abbeverata, ma anche quando superiamo il limite di velocita', che di solito e' 70 miglia orarie, il suo sei cilindri da due litri e mezzo continua a ronfare. Guidare col cambio automatico e col 'cruise control' e' l'ideale, su strade come questa, lunga, diritta e senza rallentamenti.

Piccole cose banali diventano speciali per le circostanze in cui accadono. Stai cercando di rifornire di benzina la tua auto in un benzinaio nell'Oklahoma, la tua carta di credito viene rifiutata due volte, e ti arriva una telefonata.

- Buongiorno Mr X, qui e' Bank of America. Puo' rispondere ad alcune domande per verificare la sua identita'?
- Certo (seguono domande e le mie risposte)
- Lei vive ad Atlanta, ma pochi minuti fa la sua carta e' stata segnalata altrove. Posso chiederle se l'ha smarrita o se le e' stata rubata?
- Certo che puo'. No, la mia carta d'identita' e' con me, sono in Oklahoma lungo la Interstate 40, e sto cercando di mettere benzina, ma la mia carta d'identita' e' stata rifiutata.
- Oh ... bene, Mr X. Il suo pagamento di pochi minuti fa e' stato bloccato per motivi di sicurezza. Ora puo' utilizzare la sua carta di credito. Ci dispiace per l'inconveniente.
- Nessun inconveniente, si figuri. Meglio controlli come questo che ritrovarsi con un buco nero nel conto in banca. Grazie per avermi chiamato.
- Grazie a lei, e buon viaggio. Se va verso ovest trovera' bel tempo, nei prossimi giorni.

Entriamo in Texas, un cartello ci ricorda che siamo arrivati alla "home" di George W.Bush; Bush viene dal Connecticut ma e' qui che e' entrato in politica.

La radio trasmette l'incontro della NFL tra i Dallas Cowboys e gli Washington Redskins, una delle rivalita' piu' sentite della lega. Io parteggio per i Cowboys dai tempi di Tony Dorsett, e non mi dispiacerebbe essere davanti alla tv, anziche' nel buio, a ottanta all'ora, diretto verso il Nuovo Messico. Gia', ottanta all'ora, il Texas e' piu' liberale di altri Stati per quanto riguarda i limiti di velocita'. E riserva anche qualche sorpresa: chi si sarebbe aspettato, nello Stato dei petrolieri, di trovare cosi' tanti generatori eolici? Ce ne sono decine, forse centinaia, a nord e soprattutto a sud della I-40.

Tanti generatori eolici, in Texas

Sono le nove passate, arriviamo finalmente a Tucumcari, Nuovo Messico. Destinazione scelta per caso, perche' il nome e' facile da ricordare, perche' ho guardato la mappa e ho pensato che pareva una meta raggiungibile per il nostro secondo giorno di viaggio. Tucumcari ha quasi seimila abitanti, ma se mi dicessero che ne ha sessanta ci crederei piu' facilmente. Troviamo un albergo, paghiamo una trentina di dollari per una camera pulita e ampia. In TV sta per iniziare The Departed di Martin Scorsese, ma non abbiamo ancora cenato e usciamo. Vicino al nostro albergo ce n'e' un altro, poi un altro, poi un altro. Tutti economici, Motel 6, Comfort Inn e simili. Uno, piu' piccolo, propone camere a 19 dollari a persona, che mi pare un record. Troviamo un ristorante cinese, ci fermiamo a mangiare, il ristoratore sorride quando vede mia moglie, che e' di Taiwan. Mangiamo bene e spendiamo poco. Usciamo e andiamo a spasso per la via principale di Tucumcari, i pochi negozi sono chiusi, ma troviamo un bar. Dentro e' meglio di quanto temessimo: nessun cliente sembra uscito da un film di Quentin Tarantino, e una tv trasmette una partita della NFL. No...


Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, Stati Uniti, strade, verso il West

Serie tv Pan Am: la recensione

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-11-2011 alle 13:58 | 0 commenti  | Permalink
Tre giorni fa ho visto i primi due episodi della serie televisiva Pan Am. Incentrata su un gruppo di assistenti di volo della linea aerea Pan Am, e ambientato nella prima meta' degli anni Sessanta, "Pan Am" segue il modello lanciato con successo dalla serie "Mad Men" qualche anno fa: uno sguardo nostalgico ad un mondo differente, con l'economia in crescita, la Guerra Fredda in corso e la rivoluzione dei costumi portata dagli anni Sessanta ancora agli albori.

I primi dieci minuti del primo episodio sono spesso il momento decisivo per un programma televisivo, e Pan Am inizia bene: fa venir voglia di andare in aeroporto e prendere un aereo verso qualsiasi destinazione ... possibilmente verso gli anni '60. La differenza tra quegli anni e il presente e' sconcertante, soprattutto se siete abituati a viaggiare solo con compagnie low cost: Pan Am mostra sedili con tanto spazio per le gambe, assistenti di volo che conversano coi passeggeri, bevande e cibo a volonta'. Quel che non mostra e' il prezzo dei biglietti, che probabilmente non erano proprio low cost.

Il cuore del programma sono le assistenti di volo: due sorelle (una volitiva, l'altra molto meno), una ragazza francese che, come da stereotipo, vive il sesso in modo piu' disinvolto delle colleghe americane. Non sono tanti i serial in cui le donne sono le protagoniste assolute: Sex & The City e The Good Wife sono i primi che mi vengono in mente, e gli unici che sono riuscito a seguire. Ed e' una piacevole sorpresa vedere che, come per un contrappasso dantesco, si rovesciano i ruoli: se in tanti telefilm l'uomo e' protagonista e le donne sono solo presenze decorative, in Pan Am sono i personaggi maschili - piloti, passeggeri, agenti segreti - ad essere appena abbozzati e di solito poco positivi: infedeli, molesti, ubriachi, bugiardi. E non particolarmente intelligenti. Invidiate e concupite, le assistenti di volo di Pan Am attirano l'attenzione degli uomini con la loro presenza, e a volte vengono molestate da passeggeri idioti. I passeggeri credono che un piccolo flirt con un'A/V sia compreso nel biglietto del volo. Temo capiti ancora.

Le assistenti di volo di Pan Am sono cosmopolite e poliglotte, tutte laureate e affascinanti, sempre seducenti e a volte sedotte. Una viene reclutata come agente segreto. Un'altra viene portata in elicottero fino all'aeroporto. Una abbandona all'altare - o quasi - il marito, e la vita da donna sposata, cui era stata preparata per tutta la vita dalla propria famiglia. Tutte vengono pesate prima di ogni volo, e a tutte viene imposto l'uso del corsetto, che solo la ribelle Maggie (interpretata da Christina Ricci) rifiuta. Miss Havermayer, la responsabile della "pesa" delle colleghe, ricorda la signorina Rottermayer dei cartoni animati di Heidi, ligia alle regole, priva d'umorismo e, probabilmente, frustrata in quanto esclusa dall'elite, visto che non vola.

Una nota curiosa e' la presenza solo evocata del tabacco. Negli anni Sessanta fumare era molto comune, anche in aereo e in ogni area degli aeroporti, eppure l'unico segno di sigarette e' nella frase "puzzi di whisky e sigarette", detta da una delle protagoniste ad un pilota. La presenza visibile di sigarette e' bandita nelle produzioni televisive della ABC, di proprieta' della Disney, ecco la ragione dell'anacronismo.

In conclusione, Pan Am offre intrattenimento condito da nostalgia del bei tempi andati in cui volare costituiva un'esperienza esclusiva.



Tags: assistenti di volo, fiction, nostalgia, Stati Uniti, televisione

Verso il West: da Atlanta a West Memphis

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-11-2011 alle 23:59 | 0 commenti  | Permalink
Il passato resta con noi, grazie ai ricordi di quel che abbiamo fatto e visto.

Abitavo ad Atlanta, tempo fa. Si avvicinava la fine della mia permanenza negli Stati Uniti, sapevo che l'anno dopo il mio lavoro m'avrebbe portato a Singapore. E come capita quando ti resta poco tempo, capisci che se non fai subito, immediatamente, le cose che hai sempre voluto fare, non le farai mai. Cosi' in un giorno di novembre mia moglie ed io decidemmo di andare nel West. Scegliemmo un paesino con un nome curioso, Mexican Hat, prendemmo una settimana di ferie, e il sabato, dopo aver lavorato mezza giornata, partimmo verso ovest.

Le due del pomeriggio, sabato. Finiamo di pranzare, l'auto e' pronta e carica. La giornata e' fresca, come capita a novembre. Non abbiamo un navigatore satellitare, la rotta e' semplice: raggiungere la Interstate 40 e guidare fino a Gallup, poco dopo Albuquerque, poi virare verso nord fino a Mexican Hat, e da li' andare a visitare il Grand Canyon, la Monument Valley, e vedere una parte degli USA che non conosciamo. Abbiamo otto giorni e mezzo per questo viaggio, e da qui a Mexican Hat ci sono 1.758 miglia, poco piu' di 2.800 km. Meglio avviarci.

Iniziamo con una coda sulla 285, la tangenziale di Atlanta. Capita, tanti viaggi iniziano in modo strano, non mi stupisco che questo, verso zone deserte e lontane, cominci con una folla d'auto e di persone immobili in autostrada.

Entrando in Alabama


Attraversiamo la Georgia occidentale, passiamo il confine con l'Alabama sulla Interstate 20, a Birmingham puntiamo verso nord-ovest seguendo la US-78. Una fettina di Mississippi andando verso Memphis, Tennessee. Memphis e' famosa per la musica: Elvis Presley, Johnny Cash, BB King, Jery Lee Lewis, Muddy Waters... la lista potrebbe proseguire, ma la Memphis di oggi non ci ispira sentimenti artistici: attraversiamo una serie infinita di lavanderie con finestre rotte, hair saloon con insegne di cartone, banchi di pegni con porte e finestre protette da sbarre. Case basse, nessuno cammina per strada. E' sera, e vogliamo cercare un posto dove dormire, ma Memphis non ci rassicura, cosi' continuiamo a guidare. Passiamo un ponte sul Mississippi, entriamo in Arkansas, siamo a West Memphis. Pare un posto piu' tranquillo, troviamo un albergo lungo la strada - il Quality Inn - e ci fermiamo a dormire.

L'albergo in cui abbiamo dormito, l'auto che abbiamo guidato

Giorno 1, sabato 17/11: Atlanta, GA - Memphis, TN - 397 miglia (635 km), 6h 30'.

Tags: appunti di viaggio, foto Stati Uniti, Stati Uniti, verso il West, Wanderlust

Abitudini che resistono: la pubblica gogna

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-11-2011 alle 07:09 | 0 commenti  | Permalink
Negli Stati Uniti, quando un cliente paga con assegni a vuoto, lo si mette alla gogna in pubblico. Un bel cartello lungo la strada, e via. Il cartello dice "Bad checks" (assegni a vuoto), e poi elenca i nomi di tre clienti che hanno emesso dei "bad checks".

Gogna pubblica nel Tennessee


Fotografato vicino a Tupelo, Tennessee.

Impariamo una frase in inglese: Name and Shame


La foto illustra bene un concetto diffuso in Gran Bretagna e negli USA. Noi parliamo di "gogna", inglesi e americani utilizzano il concetto di "name and shame", cioe l'esporre pubblicamente i nomi di chi ha fatto qualcosa di sbagliato non per errore, ma per scelta. Se siete stati in una qualsiasi universita' italiana durante le periodiche occupazioni avrete forse visto degli stampati, di solito esposti fuori dalle biblioteche, con i nomi di docenti che hanno in prestito da anni lo stesso libro: ecco, gli studenti che hanno esposto quei nomi hanno messo in pratica il concetto di name and shame.




Tags: antropologia spicciola, foto Stati Uniti, frasi e parole inglesi, Segnaletica e cartelli, Stati Uniti

Stupendo time-lapse del West americano

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-10-2011 alle 07:22 | 0 commenti  | Permalink
Un video creato con la tecnica del time-lapse che mostra localita' tra le piu' belle degli Stati Uniti a cavallo tra Utah e Arizona: Monument Valley, Grand Canyon, Gooseneck Canyon, Arches National Park e altre ancora. Da vedere in HD e a tutto schermo.








Opera di Dustin Farrell.


Viene voglia di andare a comprare immediatamente un biglietto aereo per gli Stati Uniti...



Tags: Stati Uniti, video

Undici settembre, dieci anni dopo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-09-2011 alle 02:26 | 0 commenti  | Permalink
Quelli delle generazioni precedenti avevano la domanda "Dov'eri quando hanno sparato a Kennedy?". Noi ne abbiamo un'altra.
Dov'eri quando hanno attaccato le Torri Gemelle?

Io ero a Stanwell, in Inghilterra. Lavoravo come web application developer, che poi significa programmatore, per una ditta di trasporti, e il mio ufficio era a un centinaio di metri dal perimetro sud dell'aeroporto di Heathrow. Ero in pausa pranzo, seduto davanti al mio computer con il solito mezzo chilo di brioches, quando un collega mi disse di andare sul sito della BBC: un Boeing 767 si era appena schiantato contro la Torre Nord del World Trade Center di New York. Le informazioni erano ancora incomplete e confuse. In ufficio si inizio' a parlare di quel che stava succedendo, poi - circa quindici minuti piu' tardi - qualcuno disse "Another one!": si era schiantato un altro Boeing 767, questa volta contro la Torre Sud del WTC. Alcuni minuti di silenzio. Siamo a due passi da uno degli aeroporti piu' grandi e attivi del mondo, i miei colleghi stanno pensando quel che penso io: siamo un bersaglio anche noi.

Mezz'ora piu' tardi un Boeing 757 si schianta sul Pentagono. Un altro aereo, il Volo 93, si schianta in Pennsylvania senza colpire alcun bersaglio.

Nelle ventiquattr'ore successive, BBC e CNN correggono poco a poco la stima delle vittime, partendo da poche centinaia (la cifra finale sara' 2.977); i siti dei due principali giornali italiani parlano di ventimila morti (forse, sembra, pare), niente fa vendere quanto tragedie e catastrofi. In ufficio ci sono anche commenti sarcastici verso gli Stati Uniti. Non saranno gli unici, in Gran Bretagna: il giorno dopo, un gruppo di giocatori del Chelsea - comprese le star Frank Lampard e John Terry - vengono buttati fuori da un hotel di Heathrow, ubriachi, per aver deriso e insultato un gruppo di turisti americani in lutto per la strage.

Sono passati dieci anni dall'undici settembre duemilauno, tante cose sono cambiate:

- I controlli aeroportuali, prima troppo permissivi, sono diventati opprimenti: negli USA vengono perquisiti anche i bambini. Il racial profiling e' ovunque, tanto che un italiano medio di carnagione non pallida puo' facilmente venire fermato, scambiato per un potenziale terrorista mediorientale.
- A bordo, quando ci sediamo vicino ad un passeggero con turbante, ci vengono i brividi lungo la schiena, anche se si tratta di un sikh.
- Swissair, Sabena e altre compagnie aeree sono fallite durante la crisi successiva all'attacco.
- Le misure di sicurezza imposte dopo l'undici settembre (o "9/11", com'e' noto nei Paesi anglosassoni) costano ogni anno 5,4 miliardi di euro all'industria aeronautica.
- Gli Stati Uniti e i loro alleati (compresa l'Italia) sono da tempo impegnati in guerre in Afghanistan e Iraq.
- Gli Stati Uniti in passato avevano utilizzato i mujaheddin afghani (e Osama bin Laden) per combattere il loro storico nemico, l'Unione Sovietica, e mandarla in bancarotta con i costi di una guerra continua. E ora si ritrovano a fronteggiare una situazione simile a quella dell'URSS, come spiegato efficacemente da Ezra Klein del Washington Post, con costi militari proibitivi, tassi d'interesse bassi, e la bolla speculativa del 2007-2008, effetti a lungo termine degli attacchi dell'undici settembre.

Continueremo a volare comunque. Anche solo con l'immaginazione.

Tags: Stati Uniti, storia, terrorismo

Meglio non sovraccaricare la bici

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01-08-2011 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Un ciclista sugli Appalachi
A volte ci si dimentica che la bici e' uno dei mezzi piu' leggeri a disposizione di chi viaggia. Questo turista sulle Great Smoky Mountains del Tennessee, per esempio, ha caricato sulla sua povera bicicletta tutto quel che aveva in casa.

Tags: bici, cicloturismo, foto Stati Uniti, Stati Uniti, viaggiare leggeri

Monument Valley, USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22-07-2011 alle 09:25 | 2 commenti  | Permalink
Una bella giornata di sole in Arizona.
Monument Valley, USA

Foto scattata lungo la Interstate 160 in Arizona, andando da Mexican Hat, un minuscolo villaggio dello Utah, fino al Grand Canyon. La strada costeggiava la Monument Valley, il cielo invernale era terso e le prime ore della sera stavano calando sulle strade deserte dell'Arizona. Anche senza entrare nella Monument Valley, di occasioni per vedere e fotografare posti incredibili ce ne sono a bizzeffe, nella zona di confine tra Utah e Arizona.

Tags: foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, strade

Dylan Moran e gli americani

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30-05-2011 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Anche oggi un breve video del comico irlandese Dylan Moran, questa volta sugli americani, con accenni all'impero britannico, alla funzione politica degli Starbucks, e al fatto che gli americani magri restano in America:



Tags: Stati Uniti, umorismo, video

Col C-130 Hercules su una portaerei

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-05-2011 alle 10:47 | 0 commenti  | Permalink
Iniziamo questo martedi' con un video che fara' piacere agli appassionati di aviazione. Gli aerei destinati ad operare sulle portaerei sono di solito relativamente leggeri, ma da sempre le Marine di tutto il mondo tendono a cercare di far decollare e atterrare dalle loro portaerei velivoli di grandi dimensioni. Nel 1942, pochi mesi dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbour, l'US Navy utilizzo' dei bombardieri bimotore B-25 Mitchell per bombardare Tokio. Il B-25 era un bombardiere medio, pesante tra le 15 e le 20 tonnellate. Una ventina d'anni dopo, nel novembre 1963, qualcosa di molto piu' grande comparve sulla portaerei USS Forrestal: un Lockheed C-130 Hercules, un quadrimotore da trasporto il cui peso massimo al decollo poteva arrivare a settanta tonnellate.



Il C-130 venne utilizzato per studiare la possibilita' di effettuare consegne di materiale alle portaerei statunitensi. Il progetto probabilmente venne accantonato

Ventuno decolli ed atterraggi vennero effettuali dal C-130 comandato dal tenente James H. Flatley III nel corso di tre giorni di prove. I risultati furono soddisfacenti, ma il progetto di rifornire le portaerei americane tramite l'Hercules venne abbandonato: l'aereo non aveva ali ripiegabili e non era stivabile negli hangar della portaerei, creando quindi problemi logistici maggiori di quelli che risolveva.

Tags: aviazione, battelli, forze armate, Stati Uniti, video

Carrelli della spesa: gli USA sono indietro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02-05-2011 alle 12:35 | 0 commenti  | Permalink
Cosa vedete in questa foto?Carrello della spesa in un supermercato inglese

Se non vi siete fatti un bicchiere di quello buono, o una fumata di cicoria, vedrete quel che vedo io: un carrello della spesa con alcuni articoli (latte, sedano, detersivo). La foto e' stata scattata in un supermercato inglese, e mostra anche qualcos'altro, se aguzzate la vista: le ruote del carrello. Le quattro ruote di questo carrello della spesa, come quelle dei carrelli nei supermercati italiani, o singaporiani, taiwanesi, francesi, neozelandesi, e in altre nazioni, sono tutte sterzanti: il carrello puo' muoversi facilmente di lato, non solo in avanti e all'indietro.

Ammettetelo: vi pare una stronzata, eh? Dopotutto, usare un carrello con quattro ruote sterzanti e' una cosa a cui non facciamo piu' caso, qualcosa che diamo per scontato, come i reclami contro la Ryanair, l'umidita' di Singapore e l'eccentricita' degli inglesi.

Invece no. In due anni trascorsi negli Stati Uniti, due anni di spesa settimanale, ho notato una cosa che m'e' parsa bizzarra: i carrelli della spesa, negli Stati Uniti, hanno solo due ruote sterzanti, quelle posteriori. E' una cosa da poco, d'accordo, ma ... possibile che nella Nazione piu' tecnologicamente avanzata del mondo, in cui la popolazione e' votata allo shopping ad oltranza, in cui si cerca di rendere piu' semplice e comoda ogni attivita', nessuno abbia pensato avere carrelli della spesa con quattro ruote sterzanti come nel resto del mondo?







Nota: i supermercati statunitensi visitati sono quelli menzionati in Appunti sui supermercati statunitensi.

Tags: acquisti, foto, Stati Uniti

Stati Uniti: bambina di sei anni perquisita in aeroporto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-04-2011 alle 19:49 | 0 commenti  | Permalink
Il video sotto mostra una bambina di sei anni che viene perquisita da un'agente della TSA in un aeroporto statunitense. Ululati di sdegno si sono alzati da piu' parti: dove andremo a finire, adesso perquisiscono pure i bambini, pervertiti, che minaccia rappresenta una bimbetta cosi'.



Come ha fatto notare un blogger, fino all'11/09/2001, il peggiore attentato terroristico sul suolo statunitense era stato perpetrato da un cittadino statunitense biondo e con occhi azzurri, un classico bravo ragazzo americano, con tanto di medaglia per il coraggio dimostrato durante la Guerra del Golfo. Quell'attentato uccise quindici bambini, che per quel terrorista, Timothy McVeigh, furono un "danno collaterale": non ci vuole molto a pensare che ci siano terroristi pronti ad utilizzare bambini per trasportare armi, esplosivo o altri oggetti da utilizzare per un attentato... e anzi succede quotidianamente, dal Medio Oriente fino all'Afghanistan.

Ho l'impressione che lo "scandalo" per la perquisizione (rispettosa, con la madre della bambina a due passi, con l'agente TSA che spiega quello che sta facendo) sia generato in buona parte dal fatto che la bimba perquisita nel video, Anna Drexel, ha carnagione chiara e aspetto europeo/americano. Non so quanti si sarebbero indignati per la perquisizione di un bambino con una carnagione piu' scura, d'aspetto mediorientale...

Che ne dite? Viaggiate in aereo coi vostri figli? Pensate sia lecito che siano sottoposti a perquisizioni? Come reagireste se fosse la vostra bimba a venire perquisita? Lasciate un commento.

Tags: bambini e minori, sicurezza, Stati Uniti, TSA, video

Il turista americano

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05-04-2011 alle 15:08 | 0 commenti  | Permalink
Heathrow, Terminale 5, stazione della metropolitana. Sono in coda alla biglietteria per acquistare una Oyster Card, davanti a me una sola persona, un americano tra i cinquanta e i sessanta. Una ragazza si avvicina alla biglietteria, si ferma per un momento di fianco all'americano per leggere un avviso sul vetro della biglietteria. L'americano, continuando a parlare con l'impiegato al di la' del vetro, indica alla ragazza di mettersi in coda dall'altra parte, dietro a me.

Il bigliettaio starnutisce. L'americano gli dice che non puo' mettere la mano davanti alla bocca, visto che con quella mano porge biglietti, tessere e denaro ai passeggeri: deve invece starnutire sul braccio, idealmente avvicinando la bocca all'incavo del gomito, in modo da non starnutire in giro e soprattutto non sulle mani.

In entrambi i casi l'americano aveva ragione; eppure, in entrambi i casi avrebbe potuto esprimersi in modo differente, evitando di ricadere nel cliche' dell'americano arrogante.

Tags: antropologia spicciola, Stati Uniti, stereotipi, trasporti pubblici

Air France vi da' da mangiare gratis. A New York

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-03-2011 alle 08:29 | 0 commenti  | Permalink
A partire da giovedi' 24 marzo fino a lunedi' 28, un furgoncino Air France percorrera' le strade di New York offrendo cibo gratis. Lo
"Air France Gourmet Food Truck" servira' cibo preparato seguendo le indicazioni di un famoso chef - Jo?l Robuchon - che collabora con la linea aerea francese.

Ecco i punti di New York in cui Air France servira' cibo gratis:

Sabato 26 marzo
Tra Park Avenue e 15th Street (improbabile, probabilmente intendono "tra la 15th Street e Union Square East")
Colazione: 9am-11am
Pranzo: 12pm-2:30pm
Cena: 4:30pm-6:30pm

Domenica 27 marzo
Incrocio tra Prince Street e Broadway
Colazione: 10am-12pm
Pranzo: 1pm-3pm
Cena:- 4pm-6pm

Lunedi' 28 marzo
Lungo Wall Street, tra William Street e Hanover Street
Colazione: 7:30am-9:30am
Pranzo: 12pm-2pm
Cena: 4:30pm-6:30pm

Se siete a New York, avete fame e non vi va di pagare, fatevi trovare nei posti indicati sopra ...e fateci poi sapere come avete mangiato!

Tags: Air France, gratis, mangiare, New York, Stati Uniti

Avete mai visto Las Vegas oscurata?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25-03-2011 alle 12:24 | 0 commenti  | Permalink
Se avete visitato Las Vegas avrete visto The Strip. No, non e' uno spettacolo di strip tease; si tratta invece di una porzione lunga quasi sette chilometri del Las Vegas Boulevard, affollata di alberghi e casino', e con quasi 70.000 (settantamila!) camere d'albergo. The Strip e' nota per i suoi edifici sfarzosi (una sfinge, una copia della Tour Eiffel, una della Statua della Liberta', piu' un finto vulcano, un'imitazione dei canali di Venezia) e soprattutto per l'illuminazione notturna esagerata, che rende la citta' una sorta di gigantesco albero di Natale.

Beh, se siete di passaggio da Las Vegas, questo fine settimana, potrete vedere qualcosa di molto raro: le luci della Strip saranno spente per un'ora, tra le 20,30 e le 21,30. L'oscuramento e' parte dell'evento Earth Hour (l'Ora della Terra), organizzato con la collaborazione del WWF, che ha l'obiettivo di richiamare l'attenzione sul problema del riscaldamento globale; molte citta' e organizzazioni (l'aeroporto di Budapest, per esempio) mediante un gesto semplice ma concreto: spegnere la luce per un'ora nel giorno stabilito.

Non tutte le luci di Las Vegas verranno spente, ovviamente: illuminazione stradale e semafori resteranno accesi. Ma per chi sara' a Las Vegas, lo spettacolo sara' inusuale, Vegas e' parte dell'immaginario collettivo per le luci, novella ville lumi?re. Certo, anche per il gioco d'azzardo, gli hotel e i crimini risolti dai protagonisti di C.S.I..

Se volete fotografare Las Vegas in queste insolite circostanze, ricordatevi d'impostare un'esposizione lunga, nella vostra macchina fotografica.

Tags: ecologia, Stati Uniti

Comprare Nikon negli USA? Non e' il momento adatto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-03-2011 alle 13:38 | 0 commenti  | Permalink
Se state organizzando un viaggio negli Stati Uniti e pensate di portare a casa qualche articolo Nikon pagandolo meno che altrove,
Se nel vostro prossimo viaggio negli Stati Uniti pensate di acquistare una macchina fotografica Nikon o un obiettivo della stessa marca pagandolo meno che altrove, preparatevi ad una doccia fredda: i prezzi Nikon sono in aumento. Come riporta questo sito, i prezzi attuali dei prodotti Nikon elencati qui sotto sono superiori rispetto a quelli del 15 marzo, che gia' erano successivi ad un altro aumento.

Nikon D300s solo corpo

* B&H: $1599 (era $1529.95 il 15/03/2011)
* Adorama: 1699.95 (era $1599.00)
* Amazon: $1529.95 (era $1449.00)

Nikon D700 solo corpo

* B&H $2699.95 (immutato)
* Adorama: $2699.95 (era $2599.00)
* Amazon: $2649.95 (era $2399.95)

Obiettivo Nikon 70-200mm f/2,8 VRII

* B&H: $2399.95 (era $2299.00; scorte esaurite)
* Adorama 2399.95 (immutato)
* Amazon: $2399 (era 2119.95)

Obiettivo Nikon 14-24mm f/2,8

* B&H: $1999.95 (era $1799.95)
* Adorama: $1999.95 (era $1,829.95)
* Amazon: $1899 (era $1,789.00)

Nikon ha uno stabilimento a Sendai, in Giappone, nell'area maggiormente colpita dal terremoto/tsunami Tohoku dell'11 marzo 2011, che e' stato chiuso temporanemente, portando ad na riduzione della produzione complessiva Nikon. Meno produzione uguale meno articoli a disposizione dei consumatori, quindi prezzi dettati dal venditore, a causa della concorrenza ridotta, quindi aumenti.

E' possibile che anche i prezzi di altre case produttrici di articoli fotografici siano aumentati o stiano per aumentare: tra gli altri, anche lo stabilimento Canon di Utsunomiya e' stato colpito dal sisma (link). E anche i prezzi in Italia - gia' piu' alti che altrove - subiranno probabilmente gli effetti della ridotta disponibilita' di macchine e obiettivi Nikon, Canon e di altre marche.

Dopotutto, comprare quel Nikon 70-200 f/2,8 VRII a Singapore non sarebbe stata una cattiva idea...

Tags: acquisti, Nikon, prezzi, Stati Uniti

"Se mi tocchi li' ti faccio arrestare"

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-11-2010 alle 11:20 | 0 commenti  | Permalink
L'ENAC sta valutando i "full body scanner" che verranno poi installati negli aeroporti italiani. In un mondo normale, la frase precedente avrebbe dovuto essere "l'ENAC sta valutando i 'full body scanner' e, in base ai risultati dei test, decidera' se installare gli scanner negli aeroporti italiani", ma in realta' non ci sono molti dubbi sul fatto che ENAC acquistera' questi scanner. E poi li usano anche gli americani, quindi saranno perfetti, ben accetti, la soluzione di tutti i problemi, no?

Non proprio.

Il filmato che segue e' stato registrato da John Tyner, un passeggero che stava passando attraverso i controlli dell'aeroporto di San Diego. Tyner ha rifiutato di essere esaminato con un "full body scanner", ed e' stato di conseguenza sottoposto ad una perquisizione personale. L'agente della TSA, prima di "mettere le mani addosso" al passeggero, gli preannuncia quali movimenti sta per effettuare, il che e' cosa buona e giusta. Quando avvisa Tyner che dovra' esplorare (a passeggero vestito) l'area inguinale, Tyner risponde "?If you touch my junk, I?ll have you arrested.?", cioe' "Se mi tocchi i genitali ti faccio arrestare".



Che ne pensate?

Tags: aeroporti, sicurezza, Stati Uniti, TSA

Piloti piu' stanchi uguale voli piu' sicuri?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-11-2010 alle 11:41 | 0 commenti  | Permalink
La Federal Aviation Administration (FAA), ente governativo statunitense equivalente all'ENAC nostrana, ha proposto una nuova serie di regole per ridurre la stanchezza dei piloti di linea. La proposta, chiamata Flightcrew Member Duty and Rest Requirements e consultabile qui, contiene un'idea bizzarra: aumentare il limite massimo che un pilota puo' trascorrere ai comandi di un velivoli, portandolo a dieci ore rispetto alle otto ore attuali.

Quindi, facendo lavorare una persona due ore in piu', la FAA pensa di rendere meno stanchi i piloti. Speriamo la notizia non arrivi alle orecchie dei responsabili di produzione di qualche acciaieria o di qualche miniera...

Contro la proposta della FAA si sono schierati i membri dell'Allied Pilots Association e alcuni piloti celebri come Chesley "Sully" Sullenberger, famoso per aver portato a termine un ammaraggio d'emergenza- pilotando un Airbus A320, mica una aeroplanino di carta - nel fiume Hudson, nel 2009. Jeffrey Skiles, il suo primo ufficiale, e' schierato come lui contro la proposta della FAA e ha dichiarato che "non si puo' ridurre la stanchezza dei piloti tramite l'aumento del tempo che un pilota trascorre ai comandi (dell'aereo). Il totale del tempo (...) deve essere mantenuto alle attuali otto ore al giorno".

Dichiarazioni simili sono contenute in un comunicato stampa dell'APA: "Non ci sono basi o conferme scientifiche per un aumento del 25% del tempo massimo di volo per piloti. Secondo il buon senso, aumentare i limiti di tempo di volo dei piloti aumentera' la stanchezza dei piloti, riducendo di conseguenza il margine di sicurezza".

Volate spesso negli USA? La proposta della Federal Aviation Administration vi preoccupa? Non vi va che, in un cilindro d'alluminio che viaggia a novecento chilometri all'ora a tredici chilometri da terra, la vostra pelle dipenda da un tizio a cui hanno aumentato l'orario lavorativo da otto a dieci ore? Potete farvi sentire usando il modulo per i commenti relativi alla proposta della FAA. L'uso del sito e del modulo non e' limitato ai soli cittadini statunitensi, quindi usatelo per segnalare i vostri dubbi sulle nuove "Flightcrew Member Duty and Rest Requirements".

Tags: aviazione, sicurezza, Stati Uniti

Appuntamento il trenta ottobre a Washington: Rally to Restore Sanity and/or Fear

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21-10-2010 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Ci sono raduni di protesta a Roma, ce ne sono a Parigi, e oggi parleremo non di uno, ma di due raduni che si svolgeranno il 30/10/2010 a Washington, capitale degli Stati Uniti.

Jon Stewart e Stephen Colbert sono i presentatori di due programmi di satira trasmessi da Comedy Central, The Daily Show e The Colbert Report. Stewart conduce The Daily Show come farebbe un giornalista serio, mentre Colbert, nel suo programma, interpreta un giornalista mal informato, arrogante e con seri problemi di logica, ispirato a vari "presunti" giornalisti come Bill O'Really e Glenn Beck. Jon Stewart e Stephen Colbert hanno deciso di lanciare contemporaneamente due grandi raduni al National Mall di Washington. Si tratta del Rally to Restore Sanity di Jon Stewart e della March to Keep Fear Alive di Stephen Colbert.

Il "Rally to Restore Sanity" e' diretto alla
gente che pensa che urlare sia irritante, controproducente, e terribile per la gola; (alla gente) che pensa che chi urla piu' forte non debba essere l'unico ad essere ascoltato; e (alla gente) che crede che l'unico caso in cui e' lecito disegnare dei baffetti alla Hitler sulla foto di qualcuno e' quando quel qualcuno e' Hitler in persona. O Charlie Chaplin in un certo ruolo.

Continua il sito della manifestazione:
Sei una di queste persone? Ottimo. Allora vorremmo che tu ti unissi a noi a Washington DC il 30 ottobre - una data priva di qualsiasi significato - al "Raduno per ristabilire il buonsenso" del Daily Show.

Il nostro e' un raduno per la gente che e' stata troppo occupata per andare ai raduni, (per gente) che ha una vita e una famiglia e un lavoro, o sta cercando un lavoro - non tanto la Maggioranza Silenziosa quanto la Maggioranza Occupata. Se dovessimo riassumere le opinioni politiche dei nostri partecipanti in una singola frase... non potremmo. E questo e' praticamente il punto (del raduno)


All'apparentemente serio piano per il "Rally to Restore Sanity" si affianca il lievemente meno serio programma della Marcia per Tenere Viva la Paura, anche nota come "Marcia per Ristabilire la Paura"...

Tags: eventi, Stati Uniti, televisione, umorismo

Ristoranti americani: per il cibo la doggy bag, per il vino il cork-and-carry

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10-10-2010 alle 11:19 | 0 commenti  | Permalink
Abbiamo appena scritto dell'usanza statunitense della doggy bag, la borsa in cui il ristoratore impacchetta il cibo avanzato cosi' che il cliente possa consumarlo a casa. Ma che fare col vino? Cosa succede se, al ristorante, ci si accorge che non si riuscira' a finire il vino ordinato, magari pensando alle pattuglie di polizia piazzate lungo la via del ritorno? Anche per questo c'e' una soluzione, almeno negli Stati Uniti. Esistono leggi in proposito che variano di Stato in Stato, ma in generale e' possibile portare a casa una bottiglia di vino mezza piena.

Una premessa: nella maggior parte degli USA e' vietato trasportare bevande alcoliche in contenitori non sigillati, che quindi siano gia' stati aperti: si da' per scontato che una bottiglia non sigillata sia una tentazione ed un invito a bere durante la guida. Una bottiglia di vino aperta e poi richiusa con lo stesso tappo viene considerata "contenitore non sigillato", e viola percio' la legge. Trentaquattro Stati degli USA hanno percio' approvato leggi "cork and carry" ("(ri-)tappa e trasporta") che permettono di trasportare bottiglie ri-tappate in un sacchetto di plastica sigillato.

La procedura di sigillatura e' semplice: il cameriere ri-tappa la bottiglia, la inserisce in un'apposita borsa che viene poi sigillata, e viene allegata la ricevuta. Non e' consentito il trasporto di piu' d'una bottiglia per ciascun cliente. La borsa per il trasporto del vino e' prodotta specificamente per questa funzione ed e' trasparente, usa-e-getta, e a prova di manomissione: se viene aperta non e' piu' sigillabile, e il suo possessore diventa a rischio di multa. Per esperienza personale so che in alcuni ristoranti della Georgia il tappo che viene applicato alla bottiglia e' simile a quelli da spumante, in modo da rendere ancora piu' complicata la vita a chi volesse farsi un cicchettino in auto durante il percorso verso casa: apri la bottiglia, bevi, non riesci a richiuderla, non riesci a risigillare la borsa, la polizia ti ferma, passi la notte in cella. Sistema semplice e giusto.

Come riportato dalla blogger Vanessa O'Connell, consentire ai clienti di portare a casa il vino avanzato ri-sigillato incoraggia un consumo responsabile di alcolici, in quanto i clienti non si sentiranno obbligati a finire a tutti i costi la bottiglia ordinata al ristorante.

Per la stessa ragione, molti ristoratori si aspettano che i clienti ordinino piu' serenamente il loro vino, e magari scelgano bottiglie piu' costose di quelle che avrebbero scelto se non fosse esistito il "cork and carry", nella consapevolezza che una bottiglia iniziata al ristorante potra' essere comunque consumata in seguito, nel comfort della propria casa, magari di fronte al caminetto e con un buon sigaro.

Nota finale: la pratica del ri-sigillamento delle bottiglie di vino pare essere uno dei fattori principali dell'aumento delle vendite di vino nei ristoranti della California.




Nota: quest'articolo e' basato su un mio articolo pubblicato presso chef.affari.to/news/507/Ancora-sulla-doggy-bag-dei-ristoranti-americani-e-il-vino?.

Tags: bere, idee per il settore turistico, ristoranti, Stati Uniti, vino

Abitudini straniere: la "doggy bag" al ristorante

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09-10-2010 alle 10:00 | 0 commenti  | Permalink
Una delle cose di cui noto la mancanza, ora che sono di passaggio in Italia, e' la mancanza delle doggy bag.

Negli ristoranti degli Stati Uniti, ordinare cibo in eccesso non porta alle classiche scene tipo "Dai, finisci quel filetto, che e' costato un occhio!". E' da tempo diffusa, infatti, la pratica del "doggy bag", la "borsa per il cane", che in realta' non ha niente a che vedere con i nostri amici a quattro zampe: si tratta della consuetudine di impacchettare il cibo avanzato in contenitori ermetici, in modo che possa essere consumato a casa. Il termine "doggy bag" (oppure "doggie bag") permetteva in origine di fingere che il cibo fosse destinato al cane (e agli altri animali domestici) dei clienti, anziche' ai clienti stessi. Oggigiorno, se un cliente chiede la "doggy bag", viene dato per scontato che il cibo sia per lui o lei, e non per il cane.

L'operazione di impacchettamente - in contenitori di polistirolo - viene eseguita dal personale del ristorante e non comporta sovrapprezzi. Ricordo un ristorante thailandese/cinese di Atlanta nel quale, eccezione alla regola, il ristoratore lasciava ai clienti il compito di preparare la doggy bag. Se volete evitarlo, e' su Buford Highway...

Immagino che gli chef potrebbero considerarla una cattiva idea: il cibo verra' riscaldato e forse, a casa, non sara' buono come quand'era fresco, sul tavolo del ristorante. C'e' poi un'obiezione da dietrologi italiani: "Io gli preparo la doggy bag, e quello poi torna e mi fa causa dicendo che gli ho dato cibo avvelenato". Beh, se negli Stati Uniti, dove ci si fa causa per qualsiasi cosa, sono riusciti a far funzionare il sistema della doggy bag per decenni, pare difficile credere che sia impossibile fare lo stesso qui. Non apprezzo tutte le idee che arrivano dagli USA, ma considerato che il cliente paga per del cibo che potrebbe non riuscire a consumare, mi sembra lecito dare al cliente la possibilita' di consumare tale cibo a casa. ...

Tags: idee per il settore turistico, mangiare, ristoranti, Stati Uniti

Sabato 25 ingresso gratuito in molti musei statunitensi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21-09-2010 alle 15:50 | 0 commenti  | Permalink
Una ghiotta notizia per chi e' in viaggio negli USA, per chi sta per andarci, e anche per chi ci vive: sabato 25 settembre e' il Museum Day, e piu' di 1.300 musei negli Stati Uniti offriranno l'ingresso gratuito.
Per usufruire dell'offerta e' necessario registrarsi http://microsite.smithsonianmag.com/museumday/ e stampare il biglietto digitale. L'offerta e' valida per una persona accompagnata da un ospite. Alcuni musei, chiusi il 25, permetteranno l'uso del biglietto omaggio domenica 26 settembre.


Tags: gratis, musei, Stati Uniti

14 dollari di tassa per visitare gli USA. Grazie tante!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-09-2010 alle 16:36 | 0 commenti  | Permalink
Leggo sul sito della CNN:
Stai preparando un viaggio negli Stati Uniti? Martedi' (7 settembre 2010) e' l'ultimo giorno in cui i cittadini di alcuna Nazioni potranno evitare una nuova tassa sui viaggi.

A partire da mercoledi' (8 settembre 2010), ai viaggiatori di 36 nazioni verra' richiesto di pagare 14 dollari per registrarsi nell'Electronic System for Travel Authorization, o ESTA, obbligatorio per i viaggiatori che utilizzano il "Programma Viaggio senza Visto" (Visa Waiver Program).
Probabilmente lo sapete gia': l'Italia e' tra le 36 nazioni che aderiscono al "Visa Waiver Program". Continuiamo la lettura:
Quattro dei quattordici dollari copriranno i costi amministrativi del sistema ESTA, gli altri dieci serviranno a promuovere gli Stati Uniti come destinazione turistica.

(...) I 14 dollari copriranno (la registrazione per) viaggi negli USA per due anni.

(...) Cecilia Malmstr?m, Commissario Europeo per gli Affari Interni, ha definito la nuova tassa "incongruente con l'impegno statunitense degli Stati Uniti verso la facilitazione della mobilita' transatlantica", dicendo che sara' "un onere addizionale per i cittadini europei che viaggiano negli USA".
Secondo un portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), questa tassa non e' un'esclusiva degli USA e "piu' di 56 nazioni hanno tasse di ingresso/uscita, comprese nel biglietto o sotto forma di altre tasse". Sara', ma a me una tassa del genere fa tornare in mente una vecchia idea degli amministratori di Venezia, tassare i visitatori (italiani e stranieri) che entravano nella bellissima citta' lagunare, cui fece seguito un'efficace proposta di altri amministratori locali italiani: tassare i veneziani che uscivano da Venezia...

Battute a parte, 14 dollari in piu', sul totale di un viaggio intercontinentale, incidono poco. Ma e' l'atteggiamento, il tassare chi gia' viene a portarti soldi visitando il tuo Paese, che fara' storcere il naso a molti.

La cosa positiva e' che il sito dell'ESTA - https://esta.cbp.dhs.gove' disponibile in italiano...

Tags: documenti, pagamenti, Stati Uniti, TSA

Quanto consumano i pick-up americani!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-06-2010 alle 14:05 | 3 commenti  | Permalink
[NOTA: gli eventi descritti in questo post sono avvenuti nel maggio 2006]

Domenica ho giocato a golf, a nord di Sandy Springs, vicino ad Atlanta. Non posso che concordare con quello che e' gia' stato detto da altri in proposito: se vi piace passeggiare per i prati, fatelo. Se vi piace colpire una pallina con un bastone, fatelo. Se anche volete combinare le due cose, liberissimi di farlo. Ma per favore, non chiamatelo sport.

La settimana precedente, invece, ho affittato un pick-up Dodge Ram 1500. Millecinquecento non e' la cilindrata, visto che il veicolo e' disponibile in versione 3.700cc, 4.700 cc e 5.700 cc: credo invece fosse il numero di persone trasportabili nel cassone posteriore, o l'altezza del sedile del guidatore da terra (in millimetri), o la quantita' di carburante ospitabile dal serbatoio (in galloni). Beh, un weekend alla guida di quel gigante m'ha reso piu' americano: ho visitato due volte in due giorni il supermercato Wal-Mart locale, mi sono interessato alle armi da fuoco (ogni pick-up che si rispetti ha un fucile montato su ganci, nel retro della cabina), ai camicioni a quadretti tipici dei rednecks, e ho iniziato a pensare all'installazione di corna di bue sul frontale del Dodge. Quando poi ho dovuto reintegrare il livello del carburante, prima di restituire il veicolo, sono rinsavito: ho pagato 45 dollari. Avevo percorso 190 miglia, a circa tre dollari al gallone USA (3,78 litri), il che significa che con 15 galloni , e cioe' 56,7 litri, si fanno 304 chilometri, per un consumo di 5,5 km/l. CINQUE VIRGOLA CINQUE CHILOMETRI PER LITRO??? Spero di aver sbagliato qualcosa, nei miei conti, altrimenti si spiega la costante necessita' statunitense di invadere nazioni produttrici di petrolio.

Cinque chilometri e mezzo al litro. Faccio fatica a pensare a questa cifra. Il mio ciclomotore Motron GL4, con cui feci gite di un giorno a Savona, al Lago Maggiore e a Modane, negli anni Ottanta, faceva oltre quaranta chilometri con un litro. Con la Honda CB125x che lo sostitui' facevo solo lievemente peggio, mediamente, ma il mio record personale, da Londra a Digione, e' di circa cinquantacinque chilometri al litro, ottenuti grazie ad una velocita' ridicola successiva ad un grippaggio e riparazione. Il mio Morini 350 faceva in media 25 con un litro, e 33 km/l a 90 km/h costanti. Il CBR600F che venne dopo faceva circa 14 km/l andando spediti, e fino a 20 km/l andando piano. Ok, sono tutte moto, e il confronto e' impari, ma ... questo e' solo per rammentare(-vi, -mi) che in moto si consuma meno. E in bici ancora meno. E cinque chilometri e mezzo al litro vanno bene solo se siete al volante di un'auto da corsa.

Tags: auto, noleggio, Stati Uniti, vivere negli USA

Il ritorno a casa dei soldati-ragazzini americani

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-06-2010 alle 06:47 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel luglio 2007)

Un giorno qualsiasi all'aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta, USA. Soldati in divisa mimetica ritornano a casa dal loro tour of duty in Iraq o in Afghanistan. Molti sono giovani, ancora adolescenti, e sorprendentemente minuti, lontani dall'archetipo del Marine dalla mascella d'acciaio e dal fisico atletico. Magrolini, pochi tra loro arrivano al metro e settantacinque, nonostante gli stivali d'ordinanza; hanno zaini non enormi ma che sulle loro spalle paiono giganteschi.

Quando i soldati arrivano all'area aperta al pubblico, vengono accolti da applausi, che continuano per molti minuti, fino all'ultimo soldato. Sono accolti da parenti, ma molti applausi arrivano da sconosciuti, persone che sono in attesa del proprio volo, o che aspettano l'arrivo di un parente o di un conoscente. Gli statunitensi saranno forse troppo patriottici (e noi italiani lo siamo troppo poco), ma non c'e' bisogno di essere nazionalisti, militaristi o fascisti per apprezzare il ritorno a casa di ragazzi che potrebbero essere i compagni di scuola dei tuoi figli, i figli del vicino di casa, i commessi del supermercato dove fai la spesa.

Non condivido la politica estera americana, ma un pochino li apprezzo, questi passanti che preferiscono usare qualche minuto del loro tempo per applaudire altre persone, anziche' starsene li' a leggere un giornale, o a rimpinzarsi di patatine e Coca Cola.

Tags: Atlanta, forze armate, Stati Uniti

Il buon samaritano arriva di domenica mattina con un jump-starter

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-06-2010 alle 13:11 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel febbraio 2007)

Atlanta, domenica mattina, temperatura intorno allo zero. Sara' pure febbraio, ma non dicevano che ad Atlanta fa sempre caldo, e che per questo e' soprannominata "Hotlanta"? Sono nel cortile davanti al condominio e, come ieri, la mia auto non si avvia. Faccio un paio di tentativi, niente. Un tizio sta aiutando un altro vicino che ha problemi con la batteria: dopo molti tentativi, sento quel motore che si avvia. Il tizio (quello che stava aiutando l'altro) viene da me e dice che e' la batteria. Mi dice di aprire il cofano, cosi' puo' darmi una mano.

Cerchiamo dei cavi di prolunga: il suo caricabatteria d'emergenza, o "jump-starter", e' quasi scarico, per cui dobbiamo collegarlo ad una presa nell'appartamento di una sua amica, al pian terreno. Bello: per aiutarmi, questo tizio sconosciuto chiede aiuto ad un'amica. O magari e' una sconosciuta anche lei.

Collegamento fatto, l'auto parte al primo colpo, risparmiandomi ulteriori incacchiature e una costosa visita in officina, e facendo salire di perecchi punti la mia stima per gli statunitensi.

Parlo un po' col buon samaritano: si chiama JC (il nome completo non lo conosco). Dice che avrebbe probabilmente potuto avere un lavoro piu' remunerativo, ma che preferisce invece essere il 'tour manager' di un piccolo e sconosciuto gruppo rock. Molto sconosciuto e piuttosto scalcinato, direi, a giudicare dall'auto che guida, una vecchia Oldsmobile con ruggine e pezzi che si staccano; nel bagagliaio enorme ha sedie pieghevoli, attrezzi, album fotografici, un frigorifero portatile, lattine di birra vuote, e pezzi di ricambio. E la sua auto si avvia sempre al primo colpo, come notero' in seguito.

Trovare qualcuno che ti aiuti senza chiedere niente in cambio e, anzi, senza aspettare che sia tu a chiedere aiuto, e' cosa poco frequente ovunque, Italia compresa. Questo ragazzo, JC, ha ripetuto un paio di volte, nel corso della nostra conversazione, che gli piace essere in condizione di "make the difference" (anche aiutando gli altri, direi). Beh, oggi la sua presenza ha fatto la differenza tra una giornata rovinata e una bella giornata.

Tags: auto, Stati Uniti, vivere negli USA

Ecco una chiesa ... e un'altra... e un'altra

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09-06-2010 alle 07:57 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2006)

Sono costretto a menzionare la religione, probabilmente sto per avere una crisi mistica, o forse e' solo l'impatto con la vita negli USA. Lo scorso weekend abbiamo noleggiato un'auto, una "piccola" Chevrolet, 2200cc e 145 HP, e siamo andati in giro a sud-ovest di Atlanta, con l'obiettivo di visitare Turin, un piccolo villaggio in quell'area; siamo poi ritornati a Sandy Springs risalendo verso nord e poi proseguendo verso est fino a casa.

Beh, a parte Turin, un buco con 156 anime, case semi-diroccate e poverta', ci ha impressionato il numero di chiese presenti ovunque. Una metodista ... poi una battista ... poi un centro di culto dei testimoni di Geova ... poi ogni tanto una cattolica (di solito con annessa scuola) ... poi altre chiese meno note ... e poi si ricomincia con una metodista. Persino a Turin, che ha cosi' pochi abitanti, ci sono quattro chiese visibili, e magari altre nascoste. E non e' che siano edifici piccoli: in media sono solo poco meno ampi del Duomo di Milano. Beh, che cosa ci si puo' aspettare da una Nazione che parla di Dio anche sulle sue banconote?

Colgo l'occasione per 'dispel' (come si dice in Italiano? Smentire? Dimostrare falso? Sono qui da sole due settimane, e gia' dimentico la mia lingua... ) un 'mito' sugli USA: il limite delle 55 miglia orarie. Per anni s'e' detto che negli USA non si possono superare le 55 miglia all'ora, circa 88 km/h; c'era persino una canzone di Sammy Hagar, in seguito diventato il cantante dei Van Halen, intitolata "I can't drive 55".
Sulla tangenziale di Atlanta ("Er grande raccordo anulare"), col limite delle 55 miglia, io ho guidato fino a 75 miglia per ora (mph), e mi sono tenuto sulle due corsie di destra, senza mai usare le due "veloci": quelle erano occupate da veicoli che andavano ad almeno 80 mph. Non c'erano i bolidi che passano sulle autostrade italiane a 200 all'ora, e non per mancanza di soldi: di Porsche e Lamborghini se ne vedono in giro in abbondanza, qui...



Tags: chiese e templi, religione, Stati Uniti, strade, vivere negli USA

Atlanta, USA: ferie, Social Security, burocrazia e ... strani rumori dal caffe'

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-06-2010 alle 06:00 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2006)

Le ferie: io ho ottenuto di averne venti giorni all'anno, passando da un'ufficio inglese ad uno americano della ditta per cui lavoro, ma i neoassunti della filiale americana hanno solo cinque giorni di ferie all'anno, e cinque erano stati offerti inizialmente anche a me. Che si abbiano cinque o venti giorni, le ferie sono fruibili solo dopo averle maturate: io sono qui da 22 giorni, percio' sono autorizzato a prendere 1,3 giorni di ferie, al momento.

E forse dovrei prenderle per visitare il Social Security Office (again), visto che non m'hanno ancora mandato il 'pezzo di carta' ufficiale con il Social Security Number (simile al codice fiscale italiano), e per visitare l'impiegato della Bank of America a cui devo ancora dare il mio SSN, ma che non risponde mai al telefono (no comment sul customer support, hanno una serie di vicoli ciechi, nelle opzioni telefoniche).

Due giorni fa ho chiamato il SS Office, e prima di parlare con qualcuno mi sono trovato a passare per il solito labirinto di "Dial #1 if you want to inform us of a mishap, dial #2 if you are not happy with Google's behaviour in China, dial #3 if you want to request support for an invasion of Bolivia" (ok, queste opzioni non c'erano, ma la varieta' era tale che queste non sarebbero state fuori posto). Ad un certo punto, mi e' stato chiesto da una voce memorizzata di descrivere il mio problema: 'My Social Security Number has not been delivered', e la voce ha risposto con un 'We believe you might want to talk about (segue qualcosa di incongruente col problema, tipo 'tax returns for year 2003'), is that right?'; ho risposto 'No', e la voce ha risposto che le dispiaceva, e m'ha chiesto di descrivere nuovamente il problema. Ho progressivamente semplificato la descrizione, ed ogni volta l'interpretazione del problema era errata, ed al mio 'No' seguiva una risposta piu' umiliata e spiacente, del tipo 'We are extremely sorry for our inability to fully comprehend the details of your problem. Please rest assured that we consider your problem as our problem, and that we will do whatever it takes to give you a satisfactory reply.'. Alla fine, dopo che la voce ha interpretato in modo corretto il problema, sono stato messo in collegamento con un'impiegata che non aveva la minima idea del mio problema, e che pertanto ha ripetuto le domande del messaggio automatico. Alla fine, capito che il mio problema era che non avevo ancora ricevuto la mia tessera ufficiale col Social Security Number, m'ha detto che era presto per reclamare, e che otto giorni di attesa sono normali: si deve protestare a partire dal quattordicesimo giorno.

Stamattina ho notato che la macchina del caffe' (americana, per fare il caffe' all'americana) fa il rumore che mi sarei aspettato dallo scarico della vasca da bagno. Questo forse spiega sia la lentezza nello svuotamento della vasca che il caffe' poco saporito. Houston, we have a problem... parafrasando Elio e Le Storie Tese, "Ho la vasca da bagno che fa contatto con la caffettiera".

Ieri ho compilato alcuni moduli per l'assunzione. Come, non sono ancora assunto? Mah, in effetti un contratto scritto e firmato non ce l'ho, anche se la sede USA mi sta pagando dal primo gennaio 2006. Questi moduli sono cosi' complicati e diabolici che, dopo aver finito di compilarli, mi sentivo cosi' in forma che avrei affrontato un 740. Non che sia un'impresa, la dichiarazione dei redditi in Italia, ma dopo cinque anni in Inghilterra, con burocrazia ridotta al minimo, ho perso l'abitudine.


Tags: Atlanta, documenti, Stati Uniti, vivere negli USA

Appunti sui supermercati statunitensi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-06-2010 alle 18:55 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2007)

Dopo due anni passati negli Stati Uniti, mi pare giunto il momento di parlare di qualcosa d'importante per chi vive negli Stati Uniti: i supermercati. Ecco una breve rassegna delle catene di supermercati statunitensi, per come le conosco io. Come siano le altre filiali di questi supermercati, nel resto degli USA, non so: i miei commenti vanno riferiti solo alle filiali dell'area di Atlanta, e in particolare Atlanta nord (Sandy Springs e dintorni).

- Wal-Mart: enorme, il piu' economico, vasta scelta per quasi tutto, ma l'acqua minerale non ce l'hanno, per esempio. Wal-Mart ha una reputazione di squallore e di prezzi piu' bassi a qualsiasi costo, quindi dando poca importanza alla qualita'. Reputazione meritata, tanto che ho avuto varie volte l'impressione che molti clienti si vestissero male appositamente per andare da Wal-Mart; in realta' e' soprattutto un supermercato dove si puo' trovare tutto o quasi, compresa una vasta scelta in fatto di attrezzature sportive e da campeggio (comprese armi da fuoco, non esposte), tante cornici per fotografie, molti capi d'abbigliamento a basso costo. Ampia sezione abbigliamento, ma e' meglio soprassedere su taglio e qualita' dei capi (questo vale per voi che avete buon gusto: io ci ho comperato degli economici e robusti pantaloni da montagna).
Aperto 24 ore su 24.

- Kroger: se Wal-Mart ha la reputazione d'essere il supermercato piu' squallido, Kroger sembra puntare a soppiantarlo: prezzi bassi, e molti articoli in cui la qualita' passa in secondo piano rispetto al prezzo; persino le pubblicita' televisive di Kroger fanno uso di attori brutti o appositamente imbruttiti (acne diffusa, capelli in disordine, vestiti sgualciti), ma non in modo ironico. Come in tutti gli altri supermercati elencati in questa pagina, anche da Kroger ci sono tutti o quasi gli alimenti e gli articoli che un cliente medio puo' desiderare, compresa una vasta selezione di vini (tra i vini italiani sono presenti soprattutto i classici Chianti e Pinot Grigio) e dolci freschi, ed una vasta area del supermercato e' dedicata al cibo kosher.

- Publix: si rivolge ad un tipo differente di clienti, disposti a spendere di piu'. Supermercati piu' piccoli rispetto a Kroger e Wal-Mart, cassieri piu' gentili, "impacchettatori" sempre presenti e gentili (e con la targhetta "Niente mancia, basta un grazie" sul grambiule). Molto cibo organico.

- Target: enorme (nella versione 'Super Target') e 'generalista' (dalla vite al vitello), abbigliamento decente; tra i supermercati menzionati finora, l'unico altro che vende abbigliamento e' Wal-Mart; da Target i prezzi sono un po' piu' alti e la qualita' anche. Poco cibo esotico, abbastanza cibo organico, vini poco costosi ma selezione limitata; in compenso, tante bici e articoli sportivi, un'ampia area dedicata ai mobili, molti videogiochi per PC e consolle. Una numero inusuele di cassiere bone, lo dico per dovere di cronaca, me l'ha fatto notare mia moglie, io non bado mai a queste cose... ;)

- Whole Foods: solo alimentari. Soprattutto cibo organico e straniero, la selezione di formaggi e' tra le piu' vaste che io abbia mai visto; pochi vini ma particolari (uno dei pochi supermercati USA con vini sardi, tra l'altro), soppressata e coppa disponibili (bresaola no, che ingiustizia); il piu' costoso dei supermercati citati in questa pagina, con una disposizione dei prodotti che non segue lo standard degli scaffali paralleli ma che crea invece delle 'nicchie' dedicate a prodotti provenienti da specifiche aree geografiche. Sara' per questo layout, o per una coincidenza, ma Whole Foods e' anche il supermercato in cui m'e' capitato piu' spesso di conversare con persone che non avevo mai visto prima, e di vedere altri clienti che si scambiano pareri riguardo al cibo in vendita.

- Harry's Farmers Market: "Whole Foods on steroids", direbbero gli anglosassoni: si tratta di una versione maggiorata di Whole Foods, e anche se hanno nomi differenti, fanno parte dello stesso gruppo. Solo Wal-Mart e Super Target sono piu' vasti. Nonostante il nome, i contadini non ci sono, nel supermercato; in compenso, la selezione di vini di tutto il mondo (tra cui barbera, barbaresco, bonarda, brunello ... e mi limito alla B), formaggi (qualcuno in piu' rispetto a Whole Foods), pasta, carne, pesce, e soprattutto verdura, e' la piu' ampia a disposizione qui. Peccato sia un po' lontano (ad Alpharetta, nord di Atlanta);

- Ingles: catena diffusa nel sud-est degli USA, soprattutto fuori dalle grandi citta'. Piu' diffuso nel nord della Georgia che nell'area di Atlanta, ha una vasta selezione di prodotti che vengono proposti come genuini, e utilizza soprattutto fornitori locali, il che e' degno di rispetto, anche per motivi ecologici. Vista la localizzazione g...

Tags: acquisti, Atlanta, Stati Uniti, vivere negli USA

Le foto del viaggio in moto di Robert Pirsig

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-03-2010 alle 07:38 | 1 commenti  | Permalink
John, Sylvia e ChrisNel 1968, un motociclista americano prese la sua moto e ando' da Minneapolis a San Francisco. Sei anni dopo quel motociclista, che per lavoro scriveva manuali tecnici e per passione era uno studioso di filosofia, pubblico' un libro che raccontava quel viaggio in moto (compresa un'escursione in montagna) presentando nel contempo un sistema filosofico che aggira la dualita' soggetto-oggetto presente nelle filosofie occidentali e pone invece la Qualita' (non quella del Controllo Qualita' aziendale che sta nell'ufficio vicino al Responsabile di Produzione) al centro della sua visione.

Il motociclista e' Robert M. Pirsig, il libro Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta.

Se non avete letto il libro, pubblicato nel 1974, un avvertimento: non e' un manuale di manutenzione, non e' una guida turistica, non e' un trattato formale di filosofia; se volete leggere un libro appartenente ad una di queste tre categorie, non comprate "Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta".

Se invece avete letto il libro, e vi e' piaciuto, potranno interessarvi le foto del viaggio di Pirsig che ho trovato presso
questo sito. Mostrano Pirsig e i suoi compagni di viaggio (il figlio Chris e gli amici John e Sylvia Sutherland) e le loro moto, la Honda CB77 SuperHawk (bicilindrico parallelo a quattro tempi, 305cc) di Pirsig e la BMW R60 guidata da John. Quella che vedete di fianco e' una di quelle foto, scattata da Robert Pirsig; una tipica foto di un viaggio in moto, una pausa, le moto in primo piano, gli amici dietro, le montagne sullo sfondo ... ma a me sembra molto piu' VIVA di tante altre foto simili.

Da visitare anche questa pagina sullo stesso sito (University of South Carolina).

Tags: libri, moto, Stati Uniti

Linee aeree USA: primo bagaglio a 25 dollari, 35 il secondo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-01-2010 alle 02:58 | 0 commenti  | Permalink
Nelle ultime settimane, quattro tra le principali linee aeree statunitensi hanno alzato le tariffe per i bagagli sui voli interni negli USA. American Airlines, Delta Airlines, US Airways, Continental Airlines fanno ora pagare 25 dollari per il primo bagaglio in stiva e 35 dollari per il secondo, per ciascuna tratta del viaggio. American Airlines aspettera' fino al primo febbraio per instaurare le nuove tariffe, mentre le altre tre linee aeree gia' le applicano. US Airways offre uno sconto di cinque dollari su ciascun bagaglio su ciascuna tratta per i pagamenti online; da ricordare che queste tariffe si applicano, almeno per il momento, solo ai passeggeri dei voli nazionali in classe economica, e sono esentati anche i passeggeri con la frequent flyer e con un numero elevato di miglia (verificate con la vostra linea aerea, se viaggiate negli USA).

La "torta" dei bagagli e' troppo grande per lasciarla sul tavolo. E le linee aeree ormai fanno piu' profitti con le entrate ausiliarie che con i biglietti.

E ora, un piccolo esercizio. Chiudete gli occhi e ripetete con me:

Quest'anno viaggero' leggero
Quest'anno viaggero' leggero
Quest'anno viaggero' leggero
Giuro, dovessi anche andare al Polo Nord, mi porto solo uno zainetto!

Tags: bagagli in stiva, entrate ausiliarie, linee aeree, prezzi, Stati Uniti

Voli verso gli USA, arrivare in aeroporto tre ore prima

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-01-2010 alle 08:20 | 1 commenti  | Permalink
... ho gia' detto tutto col titolo, potete anche smettere di leggere. No, scherzo.

Un noto blogger ha contattato Delta Airlines e ha chiesto se i recenti rischi di attentati hanno portato a modifiche nei tempi d'imbarco. Delta ha risposto che le misure di sicurezza addizionali applicate ai voli diretti verso gli Stati Uniti rendono raccomandabile presentarsi in aeroporto tre ore prima dell'ora prevista per il decollo. Per i voli interni negli USA, i passeggeri devono prepararsi a ritardi causati dalle nuove misure di sicurezza. Delta non offre rimborsi particolari ai passeggeri che perdano un volo a causa dei controlli supplementari, perlomeno non in forma ufficiale.

Tags: aeroporti, Delta, reclami e rimborsi, sicurezza, Stati Uniti

Dieci posti da vedere in Georgia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10-01-2010 alle 08:37 | 2 commenti  | Permalink
Gennaio 2010, una domenica qualsiasi. Trovarsi ad Atlanta (Georgia, Stati Uniti) e non saper cosa fare. Ecco dieci idee per cose da fare e posti da vedere.

  1. Stone Mountain: una montagna isolata appena fuori dalla Interstate 285, la tangenziale di Atlanta. Si puo' arrivare in cima tramite una teleferica o camminando lungo un facile percorso. Il parco intorno al monolite offre laghi, un ponte coperto del XIX secolo e un vecchio mulino dello stesso periodo, un gigantesco carillon composto da 732 campane e diretto dall'amabile signora Florence, che e' stata in Italia e se ne rammenta con piacere.

    Oh, dimenticavo: un'enorme incisione (tre acri!) sul lato nord della montagna, raffigurante il Presidente degli Stati Confederati Jefferson Davies e i generali Robert E.Lee e Thomas "Stonewall" Jackson. Il Ku Klux Klan contribui' alla raccolta di fondi per l'opera, ma nonostante cio' si tratta di un bassorilievo che va visto, se si visita la Georgia. Ne parleremo qui.

  2. Dahlonega: il villaggio piu' carino della Georgia, probabilmente. Si trova a tre quarti d'ora da Atlanta, in direzione nord sulla Interstate 400. Una piazza quadrata con negozi e ristoranti, e al centro la vecchia zecca, trasformata in museo dedicato alla Guerra Civile e alla prima corsa all'oro. Gia', non e' solo nel west, che venne trovato l'oro: anche in Georgia ce n'era.

    Dahlonega si trova in un'area in cui viene prodotto vino, e guidando nelle colline si notano somiglianze con aree italiane dedicate alla produzione enologica. Da notare che sulla piazza centrale di Dahlonega si trova uno dei rari negozi in Georgia in cui e' possibile acquistare legalmente degli alcoolici di domenica (gia', nel resto della Georgia e' vietato). E le due signore che gestiscono il negozio amano parlare di vini con gli avventori, soprattutto con quelli che sanno qualcosa in proposito. Di Dahlonega parleremo qui

  3. Helen: villaggio finto-bavarese nel nord della Georgia, un po' oltre Dahlonega. La prima volta sembra pacchiana, poi ci si abitua. Nota per la piu' famosa Oktoberfest georgiana. Ampia scelta di baite nelle montagne dei dintorni, e possibilita' di scendere lungo il Chattahoochee River su grossi salvagente. Divertente.

  4. Rome: sapevate che c'e' una Roma anche in Georgia? E con una lupa capitolina - donata da Benito Mussolini - nel centro del paese. Rome si trova a nord di Atlanta, a piu' di un'ora d'auto. Data la posizione, la citta' e' anche un punto di ritrovo per motociclisti, che spesso si radunano all'Hooters locale (vedi sotto).

  5. Museo dell'aviazione Warner Robins: vicino a Macon, a sud di Atlanta. Ne abbiamo parlato in quest'articolo. Un museo ben fornito e gratuito. I suoi SR-71 e B-29 varrebbero la visita gia' da soli, per me.

  6. Film girati in Georgia: girare intorno ad Atlanta e nel resto della Georgia visitando le "location" in cui sono stati girati film famosi, tra cui "Un tranquillo weekend di paura", "A spasso con Miss Daisy", "Forrest Gump" e il classico "Via col vento" . Una guida per questa visita e' disponibile in "Georgia per cinefili

  7. La Torino georgiana: A sud-ovest di Atlanta, in un'area non particolarmente carina, si trova il villaggio di Turin. Poche centinaia di anime, alcune piuttosto bizzarre, a giudicare da alcune case e dai diorami che si trovano lungo la strada statale. Ne abbiamo parlato qui.

  8. Il fiume Chattahoochee: gira un po' ovunque, in Georgia, e offre pacifici panorami e opportunita' fotografiche agli amanti degli animali. Il Chattahoochee River National Recreation Area, composto da varie aree separate lungo il percorso del fiume, offre un buon punto di partenza. Se pero' non gradite i parcheggi a pagamento ed essere guidati verso i posti interessanti, prendete una mappa (o guardate GoogleMaps), oppure seguite il fiume e andate a naso. In generale, suggerisco di guidare in direzione di Roswell (non QUELLA Roswell!).

  9. Hooters: va menzionata questa possibilita'. Girare tra un ristorante Hooters e l'altro non e' il modo peggiore per trascorrere una giornata, magari una domenica in cui non avete niente da fare. I ristoranti della catena Hooters - "tette", in inglese - sono famosi per le loro cameriere vestite in pantaloncini cortissimi e top attillati, ma non tutti sanno che sono posti molto adatti alle famiglie co...

    Tags: destinazioni, Georgia, liste, Stati Uniti

Nostalgia del Gooseneck Canyon, Utah

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09-01-2010 alle 08:04 | 0 commenti  | Permalink
A Singapore da sei giorni dopo due settimane in Italia. Abbiamo trovato un canale tv che trasmette vecchie soap opera britanniche (Emmerdale), ed e' tornata un pelo di nostalgia per il periodo che trascorsi nel Regno Unito, soprattutto nel pittoresco villaggio di Englefield Green.

Poi, pero', ho aperto la finestra, e la forte brezza che e' entrata, inusuale per Singapore, mi ha fatto sentire un'altrettanto intensa nostalgia per un altro posto che ho avuto la fortuna di visitare: gli Stati Uniti. Ecco quindi una foto del Gooseneck Canyon, nell'Utah, scattata nel novembre 2007, poche ore prima di ritrovarci senza freni, al buio, sulla strada sterrata piu' ripida del West.
Il Gooseneck Canyon, vicino a Monument Valley
Eh si', mi mancano un po', i grandi spazi degli USA.

Tags: fiumi e laghi, foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, Wanderlust

Parlare di Boniek nel New Mexico

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29-12-2009 alle 07:47 | 0 commenti  | Permalink
Di ritorno dalla Monument Valley, qualche migliaio di chilometri da percorrere in direzione di Atlanta.
Trovare un cameriere di nome Pwozek in un ristorante nel New Mexico e parlare di quando vide Boniek segnare un goal alla Lazio, tanti anni fa. Di quando lui, Pwozek, prese parte a competizioni indoor di atletica, a Torino. E ripartire verso la East Coast.





[Articolo che avevo pubblicato il 24/11/2007 su Nonsolo.affari.to]

Tags: Stati Uniti, Wanderlust

Sicurezza USA? Poca, grazie alla TSA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14-12-2009 alle 10:40 | 0 commenti  | Permalink
Un manuale riservato della Transportation Security Administration (TSA) statunitense e' diventato di pubblico dominio, e cinque dipendenti della TSA sono stati posti in congedo amministrativo. Il manuale conteneva procedure dati riservati e, pur essendo stato "pecettato", e' facilmente visibile il testo nascosto, usando il copia e incolla. Il documento TSA e' scaricabile da Wikileaks.

Altra notizia relativa alla TSA e alle misure di sicurezza post-9/11: l'universita' di Adelaide, Australia, ha confermato un sospetto che, come me, anche voi avrete avuto: si puo' tranquillamente ammazzare qualcuno, a bordo di un aereo, con il materiale che i passeggeri sono autorizzati a portare nel bagaglio a mano. I ricercatori dell'universita' di Adelaide hanno usato penne a sfera, coltelli di plastica, bottiglie rotte, e bicchieri di vetro rotti per colpire alla vena giugulare e all'arteria carotide i soggetti dell'esperimento. Dei maiali morti. No, non credo sia un modo per insultare i passeggeri degli aerei ...

Tornando all'esperimento, ha avuto successo: gli oggetti utilizzati hanno penetrato pelle e carne dei suini e hanno danneggiato giugulare e carotide. Io sospetto che anche i CD e le matite siano in grado di ferire mortalmente una persona. Per non parlare dei calzini sporchi e, potenzialmente, dell'alito dei passeggeri che mangiano bagna cauda o peperonata alle cozze: sono cose che fanno male. Le vietera', la TSA? La conclusione della ricerca dell'universita' di Adelaide e' che e' al comportamento dei passeggeri, e non agli oggetti che trasportano, che e' necessario fare attenzione.

Fonti:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17325460?itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_RVDocSum&ordinalpos=257
http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8402909.stm
[tramite Paolo Attivissimo]

Tags: sicurezza, Stati Uniti, TSA

Dieci scuse per due piloti sbadati

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-11-2009 alle 14:00 | 0 commenti  | Permalink
Ricordate il caso dei due piloti della Northwest Airlines che si sono dimenticati di atterrare alcune settimane fa? David Letterman, entertainer della rete televisiva CBS, ha suggerito queste dieci scuse ai piloti:

10. Un gruppo di passeggeri obesi si e' seduto sul lato destro dell'aereo e ci ha fatti deviare verso est.
9. Siamo pagati un tanto all'ora.
8. Mapquest fornisce sempre rotte un po' lunghe...
7. Eravamo stufi che fosse solo Sullenberger a ricevere le attenzioni dei media.
6. Provaci tu, a manovrare un aeroplano cosi' grosso, dopo otto o nove cocktail!
5. Volevo vedere il finale del film trasmesso durante il volo.
4. Attivare l'autopilota e fare qualche annuncio ai passeggeri e' estenuante.
3. Secondo la nostra mappa, abbiamo mancato la destinazione solo di mezzo pollice.
2. Per una volta, abbiamo deciso di mandare i bagagli nella citta' giusta e i passeggeri in quella sbagliata.
1. Pensavamo d'aver visto quel bambino che era volato via con un pallone aerostatico.

A parte le battute, ricordo ai lettori che i piloti NON erano stanchi, NON avevano volato troppo, NON si erano proprio accorti di avere qualcosa d'importante da fare (atterrare) in quanto stavano usando un computer portatile personale (non aziendale). Che stessero giocando a tressette o elaborando un business plan o giocando con un simulatore di volo, a me, come passeggero, importa poco. Mi basterebbe che badassero alle decine di tonnellate di carne umana che trasportano in un cilindro d'alluminio a dieci chilometri dal suolo.

Tags: linee aeree, liste, Stati Uniti, televisione, umorismo

Bagagli smarriti a Phoenix? Chiedete a Keith King

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-11-2009 alle 13:00 | 0 commenti  | Permalink
A volte i bagagli vengono smarriti. A volte vengono rotti. Per i passeggeri atterrati a Phoenix, Arizona, che non hanno trovato il proprio bagaglio, la risposta potrebbe essere semplice: ce l'ha Keith King. Questo signore sessantunenne, insieme con Stacy Lynne Legg-King (non si sa che parentela ci sia tra i due) e' stato beccato mentre portava via una valigia non sua dal nastro trasportatore dell'aeroporto di Phoenix. Quando la polizia ha ispezionato la sua casa ha trovato circa un migliaio di bagagli. La restituzione dei bagagli ai legittimi proprietari non sara' facile, visto che i King hanno rimosso tutte le targhette identificative e le etichette con i dati dei voli. Ipotizzando che King abbia prelevato un bagaglio al giorno all'aeroporto, la sua attivita' sarebbe in corso da circa tre anni.

Non so voi, ma la prima cosa che mi sono chiesto leggendo questa notizia e' stata: ma quanto caspita e' grande, la casa di Keith King, per riuscire a stiparci mille bagagli?

Dalle descrizioni di questa storia riportate dai media statunitensi pare di capire che, all'aeroporto di Phoenix, i nastri che trasportano i bagagli non sono in un'area riservata ai passeggeri in arrivo, e sono invece accessibili a chiunque entri nell'aeroporto dall'esterno. Se vi sembra una disposizione anomala, iniziate a preoccuparvi: negli Stati Uniti e' piuttosto comune. Ad Atlanta, per esempio, i bagagli in arrivo vengono controllati in due diverse aree, e vengono poi trasportati al nastro trasportatore finale, al di fuori di qualsiasi area protetta: chiunque potrebbe prelevare una valigia, soprattutto una di quelle che continuano a girare sul nastro bagagli perche' il suo proprietario ha dovuto andare in bagno dopo l'atterraggio, o e' stato attardato dal controllo documenti.

Consigli?
  1. Non mettete niente di prezioso nel bagagli stivato. A volte purtroppo non e' possibile, come dice Resil nel forum, ma di solito si tratta di fare una scelta: gioielleria, apparecchiature digitali costose (o scarpe costose...) nel bagaglio a mano, il resto in valigia
  2. Non rilassatevi finche' non avrete passato tutti i controlli e finche' non avrete con voi il vostro bagaglio: rimandate i vostri bisogni a piu' tardi (son solo pochi minuti!)
  3. Rendete facilmente identificabile il vostro bagaglio con adesivi o altro: riuscirete a vedere la vostra valigia da piu' lontano, e creerete qualche dubbio nella mente dei malintenzionati (tipo "Mi conviene davvero rubare una valigia gialla fosforescente con un'adesivo verde fosforescente lungo un metro che riporta uno slogan magari anche offensivo scritto in una lingua che non parlo???")

Buona fortuna!

Tags: aeroporti, bagagli smarriti, furti, Stati Uniti

Due mesi di WiFi gratuito sui voli Virgin America

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28-10-2009 alle 08:02 | 0 commenti  | Permalink
Virgin America offrira' connettivita' WiFi gratuita sui voli interni negli USA. Il servizio gratuito, offerto dal 10 novembre 2009 al 15 gennaio 2010, e' sponsorizzato da Google e permettera' di collegarsi ad Internet gratuitamente - con laptop, PDA, cellulari e simili dispositivi - durante i voli Virgin America che servono le seguenti destinazioni:

San Francisco, CA (SFO)
Boston, MA (BOS)
Fort Lauderdale, FL (FLL)
Las Vegas, NV (LAS)
Los Angeles, CA (LAX)
New York, NY (JFK)
Orange County, CA (SNA)
San Diego, CA (SAN)
Seattle, WA (SEA)
Washington DC, Dulles Airport (IAD)

Come si dice in un altro settore, la prima dose e' gratis.




Tags: connettività, linee aeree, offerte speciali, Stati Uniti, Virgin

Piloti discutono e dimenticano d'atterrare

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23-10-2009 alle 10:53 | 0 commenti  | Permalink
Una notizia che vi aiutera' a rilassarvi, se state per partire in aereo... L'equipaggio di un volo Northwest Airlines, diretto da San Diego a Minneapolis, ha "dimenticato" di atterrare. I 147 passeggeri a bordo sollevano un sopracciglio e dicono in coro "E farsi un nodo al fazzoletto, magari?".

Secondo la CNN, i controllori di terra responsabili del volo NW 188 hanno perso i contatti con l'equipaggio per piu' di un'ora durante l'avvicinamento all'aeroporto (e il successivo allontanamento: i piloti si sono "svegliati" 240 chilometri dopo aver superato la destinazione). Quando i controllori di volo sono riusciti a rimettersi in contatto con l'equipaggio dell'Airbus A320, hanno ricevuto inizialmente risposte vaghe e non particolarmente brillanti, tanto da far temere che l'equipaggio fosse sotto la minaccia delle armi di dirottatori. I membri dell'equipaggio si sono giustificati via radio loro per il silenzio spiegando che "si erano distratti".

SI ERANO DISTRATTI?

I piloti hanno spiegato che era in corso un'animata discussione sulla situazione della loro linea aerea (recentemente fusasi con Delta Airlines) e che hanno perso "situational awareness": non si rendevano conto di quel che avveniva intorno a loro. Non che ci sia bisogno di agire continuamente su cloche, leve, pulsanti, ghiera, pedali e manovelle, nella cabina di pilotaggio, ma ... dimenticarsi d'atterrare mi pare una mancanza piuttosto grave.

I controllori di volo, a terra, avranno iniziato a sudare freddo quando l'aereo non ha iniziato la discesa verso l'aeroporto di Minneapolis-Saint Paul. Pare siano stati mandati anche messaggi SMS all'equipaggio, senza risultato. Il volo NW 188 s'e' svegliato dal suo torpore autunnale dopo essere stato contattato dall'equipaggio di un'altro volo Northwest, su richiesta dei controllori di terra.

Gli inquirenti stanno esaminando tutte le possibili spiegazioni per questo incidente, compresa quella piu' probabile, viste le prove a carico: silenzio radio ... mancata discesa verso l'aeroporto di destinazione ... nei successivi contatti l'equipaggio appariva torpido ... si saranno addormentati, altro che "animata discussione!

Ricordiamo ai gentili passeggeri che, solo pochi giorni fa, un volo Delta e' atterrato ad Atlanta, ma non sulla pista d'atterraggio: su una piccola pista di raccordo. Non staranno perdendo troppe ore di sonno, questi piloti?

Tags: Delta, linee aeree, personale linee aeree, salute, Stati Uniti

Viaggiare verso gli USA in codeshare, sovrapprezzo secondo bagaglio

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04-09-2009 alle 06:55 | 0 commenti  | Permalink
Se non viaggiate di frequente in aereo potreste non sapere cos'e' il codesharing. Si tratta di un accordo tra due linee aeree che porta un volo ad essere identificato con i codici di entrambe le linee aeree. Comprate un biglietto Lufthansa e vi ritrovate su un aereo delle Singapore Airlines. Prenotate un volo Alitalia e all'aeroporto vi fanno salire su un velivolo Air France. Osservate il tabellone dell'aeroporto con gli aerei in arrivo, e il volo che state aspettando cambia codice ogni pochi secondi. Questo e', per quanto riguarda noi passeggeri, il codesharing. Pratica comune e innocua, di solito, a parte qualche lieve differenza di qualita' del servizio a bordo.

Ma cosa succede quando le due linee aeree hanno regolamenti e tariffe differenti per quanto riguarda il bagaglio a bordo? Pochi giorni fa abbiamo parlato della decisione di quasi tutte le linee aeree statunitensi di far pagare il secondo bagaglio caricato a bordo. Alitalia e Air France praticano il codesharing con Delta, potrebbe quindi capitare di prenotare con Alitalia e ritrovarsi in un aeroporto negli USA, al momento di ritornare in Italia, col personale Delta che ti dice che devi sborsare 50 dollari per la seconda valigia, che all'andata era salita a bordo gratis.

Solo ipotesi? Su questo sito viene descritta l'avventura di un passeggero americano che, dopo aver acquistato un biglietto con Air France, si ritrova a volare con Delta e viene quindi costretto a pagare 50 dollari per il suo secondo bagaglio a bordo. Non una bella sorpresa.

Se avete avuto disavventure simili, lasciate un commento qui sotto.

Tags: bagagli smarriti, entrate ausiliarie, linee aeree, Stati Uniti

Ted Kennedy: viaggiare e conoscere, vedere, imparare

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29-08-2009 alle 18:36 | 0 commenti  | Permalink
Parole di un figlio al funerale del padre:
Con papa', tornavamo dalle vacanze sempre esausti e infortunati.
Con queste parole Edward M. Kennedy Jr. ha strappato una risata al pubblico della Our Lady of Perpetual Help Basilica di Boston, durante il funerale del padre, il senatore Edward "Ted" Kennedy, pochi minuti fa. "Esausti e infortunati": come a dire, vacanze che non erano un momento di immobilita' e di quiete, ma di ricerca, di esplorazione, con occhi strabuzzati di fronte ad un animale mai visto, un sorriso stupito al cospetto di un monumento naturale, il piacere dell'incontro e della scoperta di culture e lingue differenti. L'ottimismo di chi vuole viaggiare e conoscere, vedere, imparare.


Tags: personaggi, politica, Stati Uniti, Wanderlust

Secondo bagaglio a pagamento sui voli USA-Europa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28-08-2009 alle 11:12 | 0 commenti  | Permalink
Cosa si dice nel forum? Cattiva cattiva cattiva Ryanair, che ci fai pagare ogni etto che portiamo a bordo! Beh, Ryanair non e' un'eccezione, nel panorama mondiale delle linee aeree: anche le compagnie americane stanno iniziando a pelare parecchio i passeggeri. Faranno infatti pagare il secondo bagaglio in stiva nei loro voli tra Stati Uniti ed Europa.

Delta Airlines ha iniziato a far pagare 50 dollari per il secondo bagaglio in stiva (il primo e' ancora gratis) nei voli tra USA e Europa.

American Airlines iniziera' a fare lo stesso (50 dollari per il secondo bagaglio) per i biglietti acquistati dopo il 14 settembre relativi a voli tra Stati Uniti e Italia, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Svizzera e India.

US Airways applichera' la stessa tariffa per tutti i biglietti USA-Europa (e viceversa) per voli a partire dal 7 ottobre.

Continental Airlines? Cinquanta dollari per il secondo bagaglio per i voli dopo il 15 settembre 2009.

A tutto'oggi (28 agosto 2009, cinque e un quarto del mattino sulla costa atlantica degli Stati Uniti), United Airlines non s'e' ancora fatta sentire, ma non dubitiamo che anche loro distribuiranno un comunicato stampa annunciando i soliti 50 dollari per il secondo bagaglio sui suoi voli intercontinentali, quando il loro ufficio stampa si svegliera' dal torpore estivo.

Da quanto sopra si evince:
1) Le linee aeree statunitensi citate (assenti importanti: Southwest, AirTran) sembrano essersi accordate per stabilire la tariffa di USD 50;
2) Le linee aeree europee seguiranno tra breve quelle americane nel far pagare il secondo bagaglio in stiva;
3) Speriamo che gli equipaggi della United Airlines siano piu' svegli dei loro colleghi dell'ufficio stampa...

Tags: bagagli smarriti, entrate ausiliarie, linee aeree, prezzi, Stati Uniti

Museo dell'aviazione Warner Robins, in Georgia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-07-2009 alle 06:43 | 3 commenti  | Permalink
Un SR-71 visto da vicino
Parliamo anche oggi di turismo aeronautico: viaggiare per vedere aerei. Saltiamo oltreoceano, fino agli Stati Uniti, per parlare del museo dell'aviazione di Warner Robins, in Georgia. Warner Robins e' una citta' situata vicino a Macon, nel centro geografico dello stato della Georgia, negli USA. Ci si arriva in auto da Atlanta percorrendo circa centosessanta chilometri, quasi tutti sulla Interstate 75; alcune miglia prima del museo troverete cartelli che indicano la presenza di una "Pio Nono Avenue", un nome inusuale per una strada nel profondo Sud degli USA...

Il museo aeronautico, fondato venticinque anni fa, e' subito dopo la vasta AFB Warner Robins. Nelle mie due visite al museo non ho trovato tanti visitatori, ed e' un peccato: si tratta del secondo piu' grande museo aeronautico negli USA, con oltre novanta velivoli esposti, piu' una quantita' di modellini e oggetti legati alla storia dell'aeronautica. E l'ingresso e' gratuito! Se vi trovate a vivere ad Atlanta per lavoro, il museo USAF di Warner Robins e', con Dahlonega ed Helen, uno dei pochi posti dove passare una domenica.

Nel parcheggio di fronte al museo si viene accolti da un bombardiere Boeing B1B e da BAe Lightning, insieme ad altri velivoli. In un prato vicino all'ingresso, qualcosa di grosso non manchera' di attirare l'attenzione, non solo di chi e' appassionato di aeronautica: ecco infatti un Boeing B52, senza protezioni ne' transenne: e' possibile entrare nel vano centrale del carrello, volendo. Entrando poi nel museo dall'ingresso principale, si viene accolti da un F15 e dal personale del museo, costituito da volontari: anziani, gentili e competenti.

In un altro capannone del museo e' preservata una gemma che vale da sola la visita: un SR-71 Blackbird, con alcune parti di ricambio visibili in dettaglio: un gigantesco motore e un obiettivo fotografico catadiottrico grande quanto un barile di birra. Impressionante, potersi avvicinare ad un'aereo che ha avuto una carriera cosi' riservata. Nello stesso capannone sono esposti un Boeing B29, l'aereo spia U2 (da cui la famosa band irlandese prese il nome), un F104A (sarebbe il caso di mandare al museo uno "Spillone" di quelli che l'AMI ha usato fino a pochi anni fa), un F86, un B25 ed altri aerei. Dovesse piovere durante la vostra visita, potreste passare la giornata in quest'area espositiva senza annoiarvi.

All'aperto sono visibili molti altri aerei: una serie di caccia degli anni '50-'60 (F80, F84, F89, F101, F106, F101, F105, F111)(ok, l'F111 non e' un caccia, ma mi attengo alla nomenclatura USAF, per cui F=Fighter, B=Bomber e A=Attack airplane); in alcuni velivoli da trasporto e' possibile entrare; anche nelle aree coperte del museo sono presenti delle cabine di pilotaggio (F15, F105, F4G Wild Weasel) in cui e' possibile accomodarsi per provare l'ebbrezza ... di avere centinaia di strumenti da tenere sotto controllo: molto piu' rilassante farlo in un museo, a terra, anziche' in volo, magari illuminati dal radar di un aereo avversario!

Ecco una lista di velivoli esposti al Warner Robins Museum of Aviation:

Aerei
North American B-25J "Mitchell"
Douglas (B-26C) A-26C "Invader"
Boeing B-29B "Superfortress"
Boeing B-52D "Stratofortress"
Martin RB-57A "Canberra"
Martin WB-57F "Intruder"
Lockheed RB-69A "Neptune"
Douglas WB-66D "Destroyer"
Boeing B-1B "Lancer"

Lockheed AC-130 "Spectre" (cannoniera volante)
DeHavilland C-7A "Caribou"
Beechcraft C-45G "Expeditor"
Curtis C-46 "Commando"
Douglas C-47A "Skytrain"
Douglas C-54G "Skymaster"
Lockheed C-60 "Lodestar"
Fairchild C-119B "Flying Boxcar"
Douglas C-124C "Globemaster" II
Lockheed C-141C "Starlifter"
Lockheed EC-121K "Constellation"
Boeing KC-97L "Stratofreighter"
Fairchild UC-123K "Provider"
Cessna UC-78 "Bobcat"
Lockheed VC-140B "Jetstar"
Lockheed YMC-130H "Hercules"
Boeing EC-135N "Stratolifter"

Cessna Cessna A-37A "Dragonfly"
McDonnel-Douglas F-4C "Phantom II"
McDonnel-Douglas F-4D "Phantom II"
Lockheed F-80C "Shooting Star"
Republic F-84F "Thunderstreak"
Northrop F-89J "Scorpion"
McDonnel F-101B "Voodoo"
Lockheed F-104A "Starfighter"
Convair F-106A "Delta Dart"
MiG-17 "Fresco"
Curtiss P-40N "Warhawk"
North American P-51D "Mustang"
McDonnell-Douglas F-15A "Eagle"
Republic F-84E "Thunderjet"
North America F-86H "Sabre"
N. American F-100C "Super Sabre"
Convair F-102A "Delta Dagger"
Republic F-105G "Thunderchief"
General Dynamics F-111E "Aardvark"
BAE Lightning Mk.53?
McDonnell RF-101C "Voodoo"
General Dynamics F-16A "Fighting Falcon" in livrea USAF Thunderbird
McDonnell F-101B "Voodoo"

Vultee BT-13A "Valiant"
Boeing PT-17 "Kaydet"
Fairchild PT-19A "Cornell"
Ryan PT-22 "Recruit"
North American T-39A "Sabre Liner"
North Amer...

Tags: aviazione, Georgia, musei aeronautici, Stati Uniti

Qualcuno dica agli americani che Singapore non e' in Cina

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12-06-2009 alle 05:51 | 0 commenti  | Permalink
Conosco statunitensi che parlano il cinese mandarino. Ho un collega ad Atlanta, un cajun nato in Louisiana, che sta imparando l'italiano. E ci sono tanti militari statunitensi si trovano a passare mesi o anni all'estero, e che anziche' sognare di tornare a casa, imparano a conoscere e ad apprezzare le Nazioni che li ospitano. Ci sono, infine, tanti statunitensi che sviluppano e poi coltivano una passione per una particolare nazione (un film che ne parla e' il bel All American Boys di Peter Yates).

E poi ci sono gli altri.

Quelli che, quando gli dici che il territorio italiano e' per la maggior parte montuoso e collinare, ti guardano come guarderebbero Pinocchio. Per loro l'Italia e' fatta di villaggi sul mare.
Quelli che, quando vanno in vacanza in Europa, dedicano solo un giorno a Firenze, uno a Venezia e uno a Roma, subito dopo i tre giorni che passano a Parigi e i cinque che trascorrono tra un'isola greca e l'altra. Ma li capisco: raggiungere l'Europa costa, e la tabella di marcia risulta per forza intensa.
Quelli che, di fronte alla sfinge di Giza, commentano "E' una copia di quella di Las Vegas?".

Succede, e lo capisco. Non tutti conoscono la storia, o la geografia.

Quello che capisco meno e' come facciano, molti statunitensi, a non sapere che Singapore non e' in Cina. Singapore dista duemilacinquecento chilometri dalla Cina, non e' mai stata parte della Cina, non e' mai stata legata politicamente alla Cina. Eppure, per l'Internal Revenue Service statunitense (IRS), Singapore e' in Cina, tant'e' che il minuscolo rimborso delle tasse che ho versato all'IRS nel 2008 e' stato mandato al mio indirizzo a "Singapore, Cina". Se quella busta riuscira' a raggiungere Singapore, sara' un miracolo.

Tags: Cina, geografia, Singapore, Stati Uniti

Tramonto sul Grand Canyon

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25-04-2009 alle 14:07 | 2 commenti  | Permalink
Tramonto sul Grand Canyon
Troppo caldo umido. Troppe parole su Singapore, linee aeree, bagagli smarriti e danneggiati, sovrapprezzi sui biglietti per uso bagno, per obesita', per check-in all'aeroporto. Viaggiare non e' questo, o perlomeno non dovrebbe essere soltanto questo. E' il momento di riguardare qualche foto scattata qualche tempo fa, e ripensare alla quiete del sud-est sud-ovest degli USA, ai grandi spazi, al caldo e al freddo che si alternano come non succede qui a Singapore.

Grand Canyon poco prima del tramonto, novembre 2007. Fotografato dalla sponda meridionale.

Tags: foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti

Azione collettiva contro British Airways per bagagli smarriti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15-04-2009 alle 09:00 | 0 commenti  | Permalink
Un gruppo di passeggeri statunitensi ha avviato una class action (azione collettiva) contro British Airways. I passeggeri accusano British Airways di aver gestito i loro bagagli in modo sconsiderato, causandone lo smarrimento o il danneggiamento, e vogliono ottenere rimborsi per le loro perdite effettive, superiori ai 1.500 dollari fissati come cifra massima dalla Convenzione di Montreal.

La causa collettiva riguarda smarrimenti e danni ai bagagli per voli British Airways tra il 5 settembre 2005 e il 5 settembre 2007 in transito da Londra-Heathrow. Se state pensando di aggregarvi, la causa e' aperta solo a cittadini statunitensi e a stranieri residenti in permanenza negli USA, ed e' stata presentata a Seattle dallo studio legale Hagens Berman Sobol Shapiro, di Seattle. Secondo la causa, British Airways smarrisce 23 bagagli ogni 1.000 passeggeri trasportati, il 60% in piu' della media delle linee aeree, e nell'aprile 2007 il sistema di gestione bagagli di BA operava 25% al di sopra della propria capacita'. I bagagli in arretrato (da inoltrare ai passeggeri) sarebbero stati 40.000, nel marzo 2007, secondo fonti British Airways.

Alcuni estratti dal testo dell'azione collettiva:
(...) BA commonly allowed baggage to fall off of carts
(...) BA misroutes baggage and leaves it outside in pouring rain
(...) BA prematurely auctioned off some of the lost luggage, sometimes after being lost for only a few weeks
L'accusa piu' allarmante, secondo ViaggiareLeggeri, e' quella descritta nell'ultima frase: British Airways avrebbe messo all'asta bagagli solo poche settimane dopo che erano stati "smarriti"!

Nell'attesa che le azioni collettive diventino realta' anche in Italia, valgono le solite raccomandazioni cui pochi sembrano badare:
  1. Prima di consegnare i vostri bagagli alla linea aerea, togliete tutte le etichette adesive relative a voli precedenti: potrebbero causare dubbi o equivoci, e non ce n'e' proprio bisogno;
  2. Dentro ogni bagaglio, inserite un biglietto da visita, o un'etichetta scritta al computer, non a mano, con il vostro nome e numero di telefono (con prefisso internazionale "+39") o email o indirizzo di residenza;
  3. Evitate valige e bagagli non impermeabili: potrebbero passare ore all'aperto, sotto la pioggia
  4. Prendete in considerazione l'uso di un corriere internazionale per spedire il vostro bagaglio (*)
  5. Viaggiate leggeri: quel che non portate non si puo' rompere o smarrire!

Se poi volete viaggiare con la valigia di tela del 1977 perche' "non mi ha mai dato problemi", dentro ci mettete abiti costosi e un paio di iPhone comperati a Bangkok, e l'idea di piazzare in valigia un biglietto col vostro nome vi fa orrore perche' "dovete difendere la vostra privacy", beh... state cercando guai.

Tags: azioni legali, bagagli smarriti, British Airways, diritti dei consumatori, Stati Uniti

Viaggiare dagli USA a Cuba

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08-04-2009 alle 07:30 | 0 commenti  | Permalink
Lo sanno anche i muri che non si puo' volare dagli Stati Uniti a Cuba dal 1962, da quando gli USA iniziarono il loro embargo contro Cuba, tre anni dopo che i barbudos di Fidel Castro buttarono fuori Fulgencio Batista. Ma pare che le cose stiano per cambiare.

Secondo la CNN, un gruppo di senatori democratici sta lavorando alla rimozione dell'embargo turistico. In caso di successo, Cuba potrebbe ricevere molti turisti dagli USA, e con essi una gradita iniezione di capitali. Se, oltre ai turisti, verranno ripresi anche gli scambi commerciali tra Stati Uniti e Cuba, potrebbe scomparire un piccolo aspetto pittoresco di L'Avana: le auto americane degli anni cinquanta, tutte pinne e cromature, tenute in piedi con maestria dai meccanici locali che, in assenza di auto moderne, hanno mantenuto in ordine di marcia vetture che negli USA sono visibili ormai solo ai raduni di auto d'epoca.

Secondo un altro articolo della CNN, la fine del divieto di viaggiare dagli USA a Cuba potrebbe essere annunciata dal presidente Barack Obama il 17 aprile al "Summit of the Americas", un incontro ufficiale tra tutti i leader del continente americano.

Tags: politica, Stati Uniti

Gente che viaggia low cost: Al Davis

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31-03-2009 alle 04:33 | 0 commenti  | Permalink
Immaginate di essere seduti a bordo di un'aereo della Ryanair o easyJet o di un'altra linea low cost, appena imbarcati. Sareste sorpresi di vedere che il passeggero che vi si siede di fianco e' il proprietario di una squadra di calcio, uno che guadagna parecchi milioni di dollari all'anno? E' successo ai passeggeri di un volo Southwest Airlines diretto da Orange County ad Oakland, che si sono trovati a bordo Al Davis, il proprietario degli Oakland Raiders, squadra della National Football League (NFL) statunitense. Davis, settantanovenne, ha scelto di volare con una linea low cost per il breve volo di ritorno ad Oakland (80 minuti) dopo un incontro con gli altri proprietari di squadre della NFL.

Probabilmente avere tanto denaro non sempre significa essere spreconi... lo sapranno, i proprietari di squadre della nostrana Serie A?

Tags: football americano, linee aeree, Southwest, Stati Uniti, viaggiare low cost

Magro ad Atlanta, grasso a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27-03-2009 alle 17:43 | 0 commenti  | Permalink
Due anni (2006-2008) ad Atlanta, Georgia, avevano lasciato qualche segno sul mio fisico: porzioni abbondanti di cibo troppo grasso (anche quello magro), strade fatte per guidare e non per pedalare o camminare, e poche cose da vedere che fossero raggiungibili senza auto, piu' la mia naturale propensione ad evitare le palestre, avevano contribuito a portare il mio peso a settantacinque chili, quattro in piu' di quando ero sbarcato ad Atlanta per la prima volta. Non tanti in assoluto, tutt'altro, ma troppi per un fisico gracilino come il mio. Eppure, nel corso di un sondaggio in ufficio, istigato da un collega d'ufficio single che cercava scuse per attaccar bottone con le colleghe americane, sia io che il collega britannico, di corporatura simile alla mia, eravamo stati definiti "scrawny", praticamente pelleossa. Il collega americano piu' leggero, poco piu' basso di noi (quindi sul metro e ottanta) pesava oltre novanta chili. "Scrawny", quindi magri.

Saliamo sulla macchina del tempo per arrivare alla fine del 2008, a Singapore da otto mesi. Porzioni di cibo ragionevoli, temperature intorno ai trenta gradi ogni giorno (e poco meno di notte), tante camminate e frequenti pedalate avevano portato il mio peso a sessantacinque chili. 65. Pochini. Conversazione con colleghi e colleghe singaporiane, tutti parecchio magri (e ricordate che Singapore e' uno dei Paesi piu' ricchi del mondo, e il mangiar bene e' parte dell'identita' nazionale); si scivola sull'argomento sport, poi fitness, e si finisce col parlare di corporature e pesi. Secondo i colleghi, sessantacinque chili per un'altezza di un metro e ottantaquattro sono un peso normale. Dieci chili meno del peso che mi rendeva uno scheletro che cammina ad Atlanta...

Tutto questo per ricordare come cio' che ha un significato ed un valore in un Paese puo' avere un significato molto differente all'estero. Nonostante la globalizzazione, siamo per fortuna ancora lontani da una completa unformita' del modo di pensare.

Per ora.


Tags: differenze culturali, globalizzazione, pesi e misure, Singapore, Stati Uniti

Bevande di nuovo gratis sui voli US Airways

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-02-2009 alle 12:06 | 0 commenti  | Permalink
Il primo agosto 2008, US Airways aveva iniziato a far pagare 2 dollari per ogni bevanda non alcolica ordinata a bordo dei suoi voli. Ora US Airways ha fatto marcia indietro, per fortuna. Dopo sei mesi di questo spiacevole esperimento, a partire da marzo ricomincera' ad offrire a bordo gratuitamente bevande gasate, succhi di frutta, acqua e caffe' (e the, immaginiamo). Misterioso e sconcertante silenzio sul destino delle bevande alcoliche.

In un'email ai dipendenti, Doug Parker, amministratore delegato di US Airways, ha informato i dipendenti che il programma ha avuto successo, dal punto di vista della creazione di entrate aggiuntive. La sospensione dell'esperimento deriva dal fatto che US Airways era tra le poche linee aeree (forse l'unica) operanti nel mercato USA a far pagare le bevande a bordo, e questa sua distinzione negativa influiva sulla percezione che l'azienda dava di se'. E negli USA, perception is reality.

In questo caso, l'esempio da seguire non e' quello di US Airways, ma dei suoi clienti, che hanno fatto capire in tutti i modi possibili che pagare per bevande analcoliche a bordo non e' giusto.

Uhm... USA ... Europa ... clienti che forzano la mano ad un'azienda... chissa' se funzionerebbe anche da noi?

Tags: entrate ausiliarie, linee aeree, Stati Uniti

Articoli vietati nel bagaglio a mano: qualcuno esagera

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-12-2008 alle 07:10 | 0 commenti  | Permalink
La Transportation Security Administration (TSA), agenzia federale USA che fa parte del United States Department of Homeland Security (Dipartimento di Sicurezza Interna), ha pubblicato una lista di oggetti che, vietati nel bagaglio a mano, sono stati camuffati in modo da sembrare altro.

- 19 pallottole calibro 38, impacchettate in un foglio d'alluminio da cucina, e inserite nella maniglia del trolley che il passeggero voleva portare a bordo. Il passeggero e' stato arrestato.

- Un coltello a serramanico con lama lunga quasi otto centimetri nascosto nel bagaglio a mano. Consegnando il coltello, al passeggero e' stato consentito salire a bordo.

- Coltello con lama da cinque centimetri nascosto in un computer portatile, tra lo schermo e la tastiera.

- Bastone da passeggio con spada lunga circa 50 centimetri. Il passeggero (una donna) ha negato di essere a conoscenza della presenza della spada nel bastone, dicendo che le era stato dato dal marito.

- Coltello con lama da dieci centimetri nascosto in un pupazzo di Babbo Natale. Il passeggero ha dichiarato che il pupazzo era un regalo e che non sapeva della presenza del coltello.

- Un coltellino tenuto in tasca. Durante il primo passaggio al metal detector, il passeggero aveva detto d'avere un impianto all'anca con parti metalliche, ma dopo l'ispezione personale ha tirato fuori il coltellino. Arrestato per aver tentato d'eludere i controlli dell'aeroporto.

- Coltello da sei centimetri nascosto nella cintura indossata da un passeggero. Coltello consegnato, passeggero decollato.

- Pistola in un orsetto di peluche.

- Un coltello in un crocifisso.

- Una Bibbia svuotata contenente una pistola.

A quanto pare, una buona parte degli oggetti vietati che i passeggeri cercano di portare a bordo sono spesso "nascosti" in modi ingegnosi e complicati ma completamente inefficaci, al punto di essere ridicoli.

E parlando di TSA, sicurezza e controlli, ecco un progetto visto su Ni9e.com: piastre metalliche con messaggi per chi effettua i controlli.
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Raccomandiamo questo articolo solo se desiderate attirare l'attenzione degli addetti alla sicurezza e se non vi dispiace essere perquisiti e/o perdere il vostro volo. Se invece siete dei bastian contrari o volete semplicemente stimolare una conversazione col personale TSA, questa sembra una un'ottima idea.

Tags: bagaglio a mano, divieti, sicurezza, Stati Uniti, TSA

Passeggero ubriaco picchia moglie e incolpa linea aerea

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-12-2008 alle 07:10 | 0 commenti  | Permalink
Siete a bordo di un aereo e vi servono da bere gratis (no, non e' la Ryanair). Bevete cosi' tanto che, arrivati all'aeroporto di destinazione, mentre passate i controlli, iniziate a picchiare vostra moglie, e venite arrestati. Di chi sara' la colpa? Per il passeggero in questione, Yoichi Shimamoto, la colpa e' della linea aerea, United Airlines, che durante un volo Osaka-San Francisco gli ha servito molti bicchieri di vino; ha quindi pensato bene di fare causa alla linea aerea per l'ammontare della cauzione (100.000 dollari) e per le spese processuali. Probabilmene anche per danni morali.


Un portavoce della United Airlines, Jean Medina, ha dichiarato che un'azione legale di questo genere, che implica la responsabilita' della linea aerea per l'aggressione di un passeggero alla propria coniuge, e' priva di fondamento.

Mr. Shimamoto magari riuscira' a vincere la sua causa, soprattutto se il suo avvocato convincera' la corte che le linee aeree sono tenute a rispettare le stesse leggi dei bar, compresa la responsabilita' per i danni causati da clienti (passeggeri) sotto l'effetto di bevande alcoliche. Ma questo sembra l'ennesimo passo verso la completa de-responsabilizzazione dell'individuo nei confronti delle proprie azioni.

E' sempre colpa di qualcun altro, no?

Tags: azioni legali, Giappone, Stati Uniti, United Airlines, vino

Voli Delta, Internet gia' disponibile

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-12-2008 alle 12:13 | 0 commenti  | Permalink
Delta Airlines ha inaugurato ieri il servizio di connessione Internet senza cavi ("wifi") a bordo di sei aerei della sua flotta. Si tratta di cinque MD-88 (senza prese elettriche a bordo ... caricate le batterie del portatile PRIMA di partire!) e un Boeing 757. I sei aerei coprono rotte interne degli USA tra New York, Boston e Washington. Il servizio e' gratuito fino al 31/12/2008, poi verra' proposto a $9,95 su voli con durata inferiore a tre ore, e $12,95 su voli piu' lunghi. Altri quattro aerei della Delta metteranno a disposizione la connessione wifi prima della fine del 2008, ed entro la fine del 2009 la linea aerea offrira' questo servizio su 300 aerei (pare solo per voli interni negli USA. Temono un lancio di virus informatici dai voli intercontinentali?).

Tags: connettività, Delta, linee aeree, Stati Uniti

Turin, Georgia: un negozio in centro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25-11-2008 alle 12:09 | 0 commenti  | Permalink
Un negozio in centro a Turin, in Georgia (USA)
Una tipica giornata fiacca in centro citta' a Turin, in Georgia. Quasi rimpiango il caldo di quei pomeriggi georgiani, ora che mi ritrovo a godere di trentadue gradi costanti ogni giorni dell'anno (e con l'umidita' se ne sentono quasi quaranta), qui a Singapore.

Tags: foto Stati Uniti, Georgia, omonimia, Stati Uniti, Torino

Turin, Georgia: un villaggio popolato da Barbie?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-11-2008 alle 13:00 | 0 commenti  | Permalink
Le Barbie di Turin, Georgia, vanno in spiaggia
Ho visitato varie volte Turin, in Georgia, negli USA. Ogni volta mi ha colpito l'assenza di esseri umani. Ogni volta ho trovato un teatrino di Barbie.

Lungo la GA16, la strada statale che attraversa Turin, c'e' una casa malmessa. Bandiera confederata fuori, portico diroccato, toilette in lamiera esterna. All'esterno della casa, a un paio di metri dalla strada, su un piccolo spiazzo si trovano alcune decine di bambole Barbie impegnate in rappresentazioni surreali: avevamo gia' parlato della loro interpretazione di Torino2006. In questa foto vediamo invece una "Barbie Beach", con decorazioni sullo sfondo che danno da pensare: questo diorama e' opera di a) un artista, b) un/a ex bambino/a con una vasta collezione di Barbie, c) un predatore di qualche tipo, che crea queste scene per attirare vittime in casa, o d) un dipendente della pro loco di Turin, Georgia, a corto di fondi ma non di idee? Avrei voluto bussare e chiedere informazioni in proposito, ma mia moglie, che era con me, mi ricordo' che non avevo ancora fatto testamento.

Il punto preciso della GA16 in cui si trovano le "Barbie di Turin, Georgia" e' visibile su Google Maps ed e' vicino all'incrocio con Turin Road:



GoogleMaps offre anche "StreetView", la visione di Turin da un'auto in transito. In quest'immagine, sulla destra si nota il "teatrino delle Barbie":


Se passate da Turin, in Georgia, e scattate una foto della scenetta attuale (il diorama viene aggiornato di frequente), mandatecela e la pubblicheremo.




Nota: il marchio Barbie e' di proprieta' della Mattel Inc.

Tags: da paura, foto Stati Uniti, Georgia, Stati Uniti, Torino

Monument Valley, birra light

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-11-2008 alle 09:30 | 0 commenti  | Permalink
Se questa birra fosse davvero light non so, certo e' che e' birra flat.
Monument Valley, birra light - o flat?

Monument Valley, novembre 2007.


Tags: birra, foto Stati Uniti, marchi, meraviglie naturali, Stati Uniti

Di passaggio a Bluff, Utah: rocce gemelle Navajo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-11-2008 alle 05:47 | 0 commenti  | Permalink
Navajo Twin Rocks a Bluff, in Utah
Bluff e' un villaggio di trecento persone nello Utah, lungo la strada 191. Questo villaggio ha una quantita' di cose interessanti da vedere, tra cui la "rocce dei gemelli Navajo" (o "rocce gemelle Navajo"? Navajo Twin Rocks), presso il Twin Rocks Trading Post.

Sono passato da Bluff tre volte: la prima avevo tempo e mi sono fermato a scattare alcune foto. La seconda la luce era ancora piu' interessante (si avvicinava il tramonto) ma non c'era tempo a disposizione, visto che stavo cercando di raggiungere il National Bridges Monument prima del tramonto. La terza volta guidavo un'auto senza freni, a causa di una tubazione squarciata, e l'unica cosa che avevo in mente era la ricerca di un meccanico, desiderio difficile da soddisfare in un villaggio di trecento anime, a maggior ragione considerando che era il venerdi' dopo il Giorno del Ringraziamento. Una raccomandazione, visto che il quarto giovedi' di novembre si avvicina anche quest'anno: non date per scontato di trovare negozi e locali aperti, nel Thanksgiving weekend: lo scorso anno, di giovedi' non era consentito visitare Monument Valley in auto, e il venerdi' non c'era un meccanico aperto. L'anno prima, il giovedi' eravamo a Helen, Georgia, cittadina piena di vita e di ristoranti, e ce n'era solo uno aperto. Helen e' una citta' pacchianamente finto-bavarese (di questo parleremo magari un'altra volta), che ci aspettavamo di trovare piena di gente durante un weekend festivo; invece, per il weekend del Ringraziamento vale negli USA quello da noi si dice riguardo al Natale: "Natale con i tuoi...", e infatti in giro c'eravamo noi e poche anime perse.

Tags: foto Stati Uniti, meraviglie naturali, Stati Uniti, tradizioni

Georgia per cinefili

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-11-2008 alle 06:30 | 0 commenti  | Permalink
I libri possono essere uno spunto per un viaggio, e i film

Storia. Libri. Film. Gli spunti per fare un viaggio, lungo o breve, sono ovunque. Oggi parleremo delle localita' in Georgia (Stati Uniti) in cui sono stati girati alcuni film. Magari, se capitate da quelle parti, potrebbe incuriosirvi visitare uno di questi posti.

- Via col vento: che mi piaccia o meno (ahem ... meno), e' un film storico ed e' stato girato ad Atlanta;
- Un tranquillo weekend di paura (Deliverance), girato nella zona delle Tallulah Gorge, sul fiume Chattooga, tra South Carolina e Georgia, e Rabun County;
- Radici (Roots), serial televisivo di trent'anni fa, girato a Savannah;
- Il grande freddo (The Big Chill), con William Hurt, Kevin Kline, Jeff Goldblum, Tom Berenger, Glenn Close e altri degni attori, girato ad Atlanta (e in South Carolina);
- Forrest Gump: scene girate ad Atlanta, Savannah e Beaufort County (il Vietnam del film);
- La figlia del generale - Il principe delle maree (Prince of Tides), film voluto, diretto, prodotto e interpretato da Barbra Streisand, in cui Nick Nolte giganteggia. Girato a Beaufort County;
- Glory, con Morgan Freeman, Denzel Washington e Matthew Broderick, girato a Savannah;
- Storie di ordinaria follia, di Marco Ferreri: con Ben Gazzara e Ornella Muti rapata a zero, girato in parte (pare) intorno a Coastal Empire;
- Quella sporca ultima meta (The Longest Yard): l'originale di Robert Aldrich con Burt Reynolds, Eddie Albert e Ed Lauter; girato nella Georgia State Prison a Reidsville;
- Il promontorio della paura (Cape Fear), l'originale del 1961 con Gregory Peck e Robert Mitchum: girato dalle parti di Savannah;
- Il dono (The Gift), con Cate Blanchett, Keanu Reeves, Giovanni Ribisi, Greg Kinnear, Hilary Swank: girato a Effingham County, con scene girate a Springfield, Savannah, Thunderbolt e Guyton;
- G.I. Jane, con Demi Moore: il Sud America di questo costoso spot pubblicitario per i Marines era in realta' Hunting Island State Park, vicino a Beaufort;
- Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (Fried Green Tomatoes): girato nell'area di Atlanta;
- Qualcosa di cui... sparlare (Something to talk about), con Julia Roberts, Dennis Quaid e Robert Duvall: girato a Jasper County, Beaufort, Savannah e Perry;
- A spasso con Daisy (Driving Miss Daisy): con Jessica Tandy, Morgan Freeman e Dan Aykroyd, girato presso The Mansion, Druid Hills;
- Mio cugino Vincenzo (My Cousin Vinny): benche' la storia sia ambientata in Alabama, il film e' stato girato in parte a Monticello;
- Il bandito e la madama (Smokey and the bandit) con Burt Reynolds e Sally Fields, girato a Redan (Stone Mountain) e sulla Highway 316;
- Hazzard (The Dukes of Hazard): il telefilm originale e' stato girato a Covington;
- Independence Day: scene girate a Blue Ridge;
- Mosquito Coast: girato in parte a Cartersville e Rome;
- Mezzanotte nel giardino del bene e del male (Midnight in the Garden of Good and Evil), di Clint Eastwood, con John Cusack, Kevin Spacey e Jude Law: girato a Savannah.

Altre due destinazioni interessanti per gli amanti del cinema sono Smyrna e Braselton. Smyrna, a due passi da Atlanta, e' la citta' natale di Julia Roberts. Braselton e' famosa per essere stata acquistata da Kim Basinger all'apice della carriera e poi rivenduta ad un imprenditore dopo la bancarotta dell'attrice, causata dalla rifiuto di prendere parte al film Boxing Helena.

Una versione lievemente di questa lista era stata pubblicata nel 2006 su www.nonsolo.affari.to/news/215.

Tags: Atlanta, cinema, Stati Uniti

Miti americani: la strada

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16-11-2008 alle 19:45 | 0 commenti  | Permalink
Camion sulla Interstate 40
Oklahoma, USA. Camion sulla Interstate 40, proveniente dal Texas. Noi siamo partiti da West Memphis, Arkansas, la I-40 segue un percorso parallelo alla storica Route 66, ma ogni strada, se evita i centri urbani, risulta simile a qualsiasi altra strada, quindi noiosa. Sulla I-40 sono i camion, il sole, i generatori eolici, ad attirare l'attenzione, ed eccoli qui, tutti insieme in una foto. Alla radio, i Dallas Cowboys stanno giocando con i Washington Redskins (*), e noi stiamo per entrare in Texas.

Mi piace questa frase attribuita al giornalista Charles Kuralt:
Thanks to the interstate highway system, it is now possible to travel from coast to coast without seeing anything.

(Grazie alla rete autostradale, e' ora possibile viaggiare da costa a costa senza vedere niente
Esattamente quel che penso, ma se uno deve percorrere cinquemilacinquecento chilometri e rotti in nove giorni, e' necessario scendere a compromessi e accettare che le autostrade sono il modo piu' rapido per arrivare a destinazione in auto.



(*): la foto e' stata scattata un anno fa durante un viaggio da Atlanta alla Monument Valley; Cowboys e Redskins, per coincidenza, s'incontreranno tra poche ore.

Tags: energie alternative, foto, Stati Uniti, strade

Gesu', mi dai il cambio al volante?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16-11-2008 alle 17:30 | 0 commenti  | Permalink
Cartellone visto in Oklahoma
Foto scattata sulla Interestate 40, negli Stati Uniti, in Oklahoma.
Ehhh, 'sti americani mettono Gesu' dappertutto ... sono dei fanatici religiosi ... persino sui dollari c'hanno scritto "In God we Trust"... tutti casa e chiesa, e poi invadono altre nazioni quando la benzina gli costa piu' di tre dollari al gallone.
E gia', perche' noi italiani, col santino / Gesu' / madonna sul cruscotto per proteggerci, e ogni volta che quello davanti a noi si ferma ad un rosso di periferia dove non passa mai un cane iniziamo a strombazzare e imprecare, noi non siamo ipocriti.

Tags: foto, religione, Stati Uniti, stereotipi, strade

Guidate con prudenza e ... attenti ai sorpassi!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16-11-2008 alle 14:58 | 0 commenti  | Permalink
TIR contromano? No, rimorchiato
Interstate 40, in Oklahoma. La foto puo' ingannare: il camion con la scritta SWIFT non stava venendoci incontro....

Tags: foto, Stati Uniti, strade

Ryanair Transatlantic: annuncio in arrivo?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-11-2008 alle 10:12 | 2 commenti  | Permalink
E' atteso per oggi l'annuncio dell'inizio delle attivita' di Ryanair Transatlantic, la linea aerea low cost della Ryanair per i voli intercontinentali. Dieci euro a biglietto, piu' tasse e extra vari... I voli inizieranno nella seconda meta' del 2009, e i primi voli dovrebbero essere da Dublino e Stansted in direzione Boston, New York, San Francisco e verso la Florida. Boeing e Airbus sono i due fornitori previsti, con Boeing in difficolta' a causa dello sciopero di oltre 50 giorni appena terminato, che ha causato ritardi al completamento di oltre 80 velivoli; potrebbero essere Airbus A330, gli aerei utilizzati da Ryanair per servire le rotte Europa-USA.

Parlando di prezzi, il blog T2Impact considera possibile il prezzo di dieci euro a biglietto (non andata e ritorno!), considerato che gia' ora US Airways e altre linee aeree offrono biglietti andata/ritorno dagli USA all'Europa a circa 95 Euro.

Permangono dubbi su come fara' la linea aerea di Michael O'Leary a volare verso aeroporti secondari statunitensi, considerato che negli USA i piccoli aeroporti locali adatti a tale scopo non sono di solito attrezzati per i controlli richiesti durante partenza e arrivo di voli internazionali.

Aggiornamento 4 novembre 2008
L'annuncio ufficiale dell'inaugurazione di Ryanair Transatlantic non e' poi arrivato. Nel pomeriggio pubblicheremo ulteriori aggiornamenti sulle dichiarazioni di O'Leary del tre novembre.

Tags: Europa, linee aeree, Ryanair, Stati Uniti, volare low cost

Chi guarda le guardie? Agente TSA ruba 66 macchine fotografiche

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15-10-2008 alle 07:01 | 0 commenti  | Permalink
Pythias Brown, agente della TSA (Transportation Security Administration), e' stato beccato con le mani nel sacco: rubava dai bagagli che era suo dovere controllare. Ora Brown rischia dieci anni di prigione. La lista degli articoli trovati a casa dell'ex dipendente TSA (gia', negli USA si va in galera e si perde il lavoro, se pescati a rubare nei bagagli dei passeggeri) e' lunga:

- 66 macchine fotografiche
- 31 computer portatili
- 17 consolle per videogiochi
- 13 gioielli
- 12 ricevitori GPS
- 11 lettori MP3
- 6 videocamere
- 8 obiettivi fotografici
- 2 lettori DVD portatili

Tra le altre cose, Brown ha rubato anche una telecamera di proprieta' del canale televisivo HBO del valore di quasi cinquantamila dollari. Ingenuo pensare che i cameramen della HBO abbiano semplicemente detto "Pazienza, paga l'assicurazione"... Brown rivendeva la refurtiva su eBay, e bisogna dire che sapeva come trattare i suoi clienti: il suo feedback su eBay e' 100% positivo (quesato link diventera' presto obsoleto, a meno che a Pythias Brown non venga data la possibilita' di gestire il suo account eBay dalla prigione...).

Steven Frischling si chiede nel suo blog come possa succedere che nessuno dei colleghi dell'agente TSA lo abbia mai notato portare a casa, dopo il suo turno di lavoro, ogni giorno una macchina fotografica differente ... forse non era l'unico a sfruttare questi bonus non ufficiali?

Tags: aeroporti, furti, Stati Uniti, TSA

New Orleans e' infestata da Vespe

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-10-2008 alle 17:10 | 0 commenti  | Permalink
Poliziotto in Vespa a New Orleans
Ho visto due poliziotti su Harley Davidson, a New Orleans, e decine di poliziotti in Vespa. Il motivo per puo' essere la differenza di prezzo (quante Vespa si possono comperare col prezzo di una Harley?), ma la Vespa sembra in generale piu' adatta ai compiti della polizia nella capitale della Louisiana: pattuglia lenta per vedere tutto e farsi vedere da tutti, sia da quelli che si sentono rassicurati nel vedere una divisa, che da quelli che di divise non vorrebbero proprio vederne perche' occupati in attivita' oltre i limiti del lecito.

Poliziotti a parte, di Vespa ce ne sono tante, in centro a New Orleans, compresi alcuni esemplari con marchi differenti, come le Bajaj Chetak costruite in India. Beh, uno dei frutti dell'ingegno (e degli ingegneri) nazionali continua ad avere successo nel mondo, per fortuna!

Tags: foto, italianità, marchi, moto, Stati Uniti

La quieta Chartres Street di New Orleans

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10-10-2008 alle 06:10 | 0 commenti  | Permalink
Chartres Street a New Orleans
A New Orleans la maggior parte dei turisti frequentano Canal Street e i suoi negozi di articoli fotografici (da evitare) e soprattutto Bourbon Street, piena di locali e negozi caratteristici, gente che guarda e gente che si esibisce, poliziotti e ubriachi, predicatori e strip bars.

A poche decine di metri da Bourbon Street, Chartres Street e' altrettanto piena di carattere (meno urlato, magari) ed e' quasi deserta.

Tags: foto, Stati Uniti

Controlli all'ingresso negli USA: attenti ai disegni nel bagaglio

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08-10-2008 alle 13:25 | 0 commenti  | Permalink
State andando negli Stati Uniti? Il vostro passaporto e' stato timbrato in varie Nazioni esotiche? Avete nel vostro bagaglio a mano il disegno di un'auto, eseguito dal vostro bambino fanatico dei SUV all'americana? Quell'innocente disegno rischia di mettervi nei guai. Jerilea Zempel, una signora statunitense, stava rientrando negli USA dal Canada in auto, dopo aver preso parte ad una festival culturale. La signora Zempel, artista ed insegnante alla Fordham University, ha viaggiato nello scorso decennio in Africa, Australia, America latina, Messico, Turchia ed Europa, e questo e' sufficiente, per un cittadino americano, per essere considerato sospetto ed essere sottoposto a controllo approfondito del bagaglio. L'agente del Custom and Border Protection(CBP) statunitense che ha perquisito i bagagli della signora Zempel ha trovato il disegno di un SUV (senza marca e somigliante a tutti i SUV e a nessuno in particolare) coperto da un ... copriteiera. Si trattava di uno schizzo per un progetto artistico della signora, ma per l'agente del CBP era una violazione delle leggi sul copyright. La signora Zempel, dopo lunghe discussioni e dopo aver spiegato di non essere una spia industriale, e' stata autorizzata a rientrare negli USA.

Il disegno che e' stato interpretato come una violazione del copyright e' visibile qui.

Tags: copyright, polizia, Stati Uniti

Gatlinburg, Tennessee: il culto di Hazzard

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08-10-2008 alle 07:34 | 0 commenti  | Permalink
Con il pessimo gusto imperante a Gatlinburg, in Tennessee, non stupisce trovare non una ma due copie del Generale Lee in citta'. L'auto usata dai famosi cugini Bo e Luke Duke nel telefilm Hazzard e' qui raffigurata vicino al Cooter's Place, il garage di Cooter, compare dei cugini Duke. Si tratta in realta' di un piccolo museo/negozio aperto da Ben Jones, l'attore che interpretava Cooter nel telefilm. Jones riusci' poi a diventare un membro del Congresso degli Stati Uniti in rappresentanza della Georgia.

Il Generale Lee a


Quasi un tocco di classe, un posto come Cooter's, in una cittadina come Gatlinburg... l'altra copia del Generale Lee e' nel museo Star Cars, nel centro di Gatlinburg, in compagnia della Batmobile, dell'auto dei Ghostbusters, della DeLorean di Ritorno al Futuro, e di altre vetture rese famose da cinema e televisione. Non male come museo, se andate in montagna per chiudervi in una serie di sale che contengono memorabilia non aventi alcuna attinenza con il luogo in cui vi trovate.

Tags: auto, foto, musei automobile, Stati Uniti, televisione

Gatlinburg, Tennessee: Las Vegas in montagna

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07-10-2008 alle 11:12 | 0 commenti  | Permalink
Uno guida per ore da Atlanta verso nord, in direzione Gatlinburg, dove la dolce meta' ha prenotato una mountain cabin (l'equivalente statunitense di una baita, a volte piccola, a volte enorme). Si procede in direzione nord sulla Interstate 85, trafficata ma non troppo. Poi, dopo Clarkesville, sulla strada 441, la strada si restringe e inizia a salire, il traffico si fa piu' lento e pesante, la pioggia inizia a cadere. Siamo in Tennessee, nelle Great Smoky Mountains, sempre coperte da una coltre di umidita'.
Gatlinburg, Tennessee: un pugno nell'occhio

Poi arriviamo a Gatlinburg, e ... rimpiangiamo il traffico e le ore di guida: credevamo di arrivare in un paesino con meno di quattromila abitanti e a circa quattrocento metri di quota, circondato dalle montagne. Niente avrebbe potuto prepararci per quello che abbiamo trovato: la strada principale del paese, intasata di traffico, illuminata come fosse la strip di Las Vegas, circondata a destra e a sinistra da attrazioni per famiglie di che dimostrano come Bill Bryson avesse ragione, quando disse che Gatlinburg e' impegnata nello stabilire nuovi limiti in fatto di cattivo gusto. Ci sono infatti, a Gatlinburg:

- Uno spettacolo permanente di fantasmi
- Un museo di auto usate in film e programmi tv
- Il museo delle cere dei personaggi holliwoodiani
- La casa dei misteri di Gatlinburg
- Il mini golf di Davy Crockett
- Avventure coi fantasmi
- Labirinto degli specchi
- Il museo delle saliere
- Una "casa dei ragni giganti"
- Mini golf con caccia al tesoro
- Il "Cooters' Garage", per gli amanti del telefilm Hazzard

La lista potrebbe non sembrare abbastanza di cattivo gusto, ma tutte queste "attrazioni", con luci al neon e mostri che si sporgono sulla strada principale, portano ad un risultato che lascia con l'amaro in bocca: viene infatti da vomitare.

Ricordate che parliamo di un villaggio quasi di montagna, dal quale uno si potrebbe aspettare cibo genuino, musei che descrivano e illustrino la storia di queste montagne e delle persone (e animali) che le hanno abitate, punti di partenza per escursioni. Niente di tutto cio'. Gatlinburg ricorda quelle citta' che, nei disaster-movies americani, e' teatro di qualche selvaggia vendetta della Natura nei confronti dell'uomo, speculatore per natura: la citta' distrutta in Dante's Peak, per esempio.

Il consiglio della redazione: Gatlinburg? Evitatela!

Tags: destinazioni, foto, montagna, Stati Uniti

Auto storiche a LaFayette, Georgia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-10-2008 alle 07:05 | 0 commenti  | Permalink

Una bella domenica di sole. Un giro da Atlanta fino in Alabama. Si rientra in Georgia da nord-ovest, per poi scendere fino ad Atlanta. E passando dalla cittadina di LaFayette, in Georgia, difficile non fermarsi, quando si incontra un raduno / esposizione di auto storiche. Niente di contemporaneo alla Jamais Contente, ma nondimeno belle auto di qualche decennio fa. Restaurate magari non a regola d'arte, ma belle da vedere e probabilmente interessanti da fotografare.

Tags: auto, foto, Stati Uniti

Ghiaccio ad Atlanta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-09-2008 alle 06:02 | 0 commenti  | Permalink
Stalattiti ad Atlanta. Palazzo adatto ad inseguimenti. Starsky e Hutch al lavoro?
Stalattiti su un palazzo vicino al centro di Atlanta, Georgia, USA. Al momento in cui la foto e' stata scattata, la temperatura era di circa 1°C; nel giro di un paio d'ore sali' a 17°C.

Foto scattata nel febbraio 2006. Niente ghiaccio ad Atlanta, oggi, a meno che lo cerchiate in un freezer: temperature tra i 15°C e il 26°C, oggi.

Tags: Atlanta, foto, meteo, Stati Uniti

Big Chief Diner in Alabama e grandi spazi negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-09-2008 alle 05:04 | 0 commenti  | Permalink
Insegna del Big Chief Diner a Gadsden, Alabama
Un giro in auto da Atlanta fino in Alabama, per provare una nuova macchina fotografica. Una bella giornata di sole. Il caldo del Sud degli Stati Uniti di fine estate, meno opprimente che nei mesi precedenti. Ecco una foto scattata davanti al Big Chief Diner, un drive-in vicino a Gadsden, in Alabama.
... non la vedi, non la tocchi oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi: vieni, andiamo, andiamo via.

Autogrill, Francesco Guccini


Il Big Chief serve tuttora pasti, e non ci abbiamo mangiato male. Pollo fritto e patatine, giusto per entrare appieno nell'Alabama lifestyle.

Negli USA, appena ci si allontana dai grandi centri urbani, soprattutto nel sud e all'ovest, si trovano tanti edifici come questo, lasciati andare in rovina, abitati e non, operanti e a volte abbandonati. Anche citta' allo stato fantasmatico.

Se qualcuno vi dice che ci sono troppi immigrati negli USA, consigliategli di uscire da New York, Los Angeles, Miami: lasciando le coste e andando verso il centro degli Stati Uniti (che, per la cronaca, e' Lebanon, in Kansas), gli spazi a disposizione diventano enormi. La densita' della popolazione in Italia e' di 192 persone per chilometro quadrato. Negli Stati Uniti e' di 33 persone/km². E' una bella differenza, ma non impressionante quanto i dati dei singoli stati degli USA.

Sei stati USA hanno una densita' superiore a quella italiana: Maryland, Connecticut, Massachusetts, Rhode Island, New Jersey e il District of Columbia (praticamente la citta' di Washington, che ha 3.700 abitanti/km²!). Nove stati degli USA (compresa l'Alaska con 2 persone/km²) hanno meno di dieci persone/km². L'Alabama ha una "folla" di 35 persone/km², superiore alla media USA, ma pur sempre meno di un quinto della media italiana.

Se lasciate le coste degli USA per andare nell'entroterra, fate il pieno: carburante, cibo, acqua, schede di memoria per la vostra macchina digitale... dimenticato niente?


Foto scattata nell'ottobre 2006.

Tags: edifici, esplorazione, foto, ristoranti, Stati Uniti

Patriottismo a Savannah

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-09-2008 alle 05:01 | 0 commenti  | Permalink
Savannah, la vecchia Stars and Stripes garrisce al vento
Savannah, citta' piena di storia per gli americani. Non tanto antica per noi europei, viziati dal fatto che ... beh, in effetti siamo viziati dal non aver raso al suolo tutti gli artefatti delle civilta' precedenti sostituendoli con i nostri, come e' invece successo negli USA. Dove comunque tali misfatti vennero compiuti da "americani" per modo di dire: lo sterminio dei nativi americani e' stato spesso compiuto da persone nate in Europa e trasferitesi poi negli USA.

Dicevamo ... qualche crepa nei muri, e un momento storico durante la guerra civile statunitense basta e avanza, negli USA, per considerare Savannah una citta' storica. Fondata nel 1733 da coloni inglesi, Savannah fu la prima capitale della Georgia, e importante centro portuale per il commercio del cotone. Durante la guerra civile USA, venne conquistata dal generale Sherman e offerta al presidente Lincoln come "regalo di Natale" nel 1864, al termine di una lunga marcia attraverso il Sud che rappresento' un'anteprima di quel che in seguito i soliti noiosi teorici europei avrebbero chiamato "guerra totale": Sherman e le sue truppe mangiarono quanto poterono e distrussero il resto, nei territori che attraversarono.

Piu' recentemente, Savannah e' diventata popolare anche all'estero grazie a film come "Il principe delle maree" e soprattutto "Mezzanotte nel giardino del bene e del male"; se pensiamo all'aumento di turisti portato a Torino dal comparire per pochi minuti in The Bourne Ultimatum nel 2007... io consiglierei alla giunta di Settimo Torinese di invitare attori e registi stranieri, famosi o meno, a girare film nella ridente citta' di lavandai, penne e acciaierie. Basta che a Setu venga girato un bel giallo, magari ambientato in quella terra di confine che e' la borgata di Mezzi Po.


Foto (di Savannah, non di Settimo) scattata nel 2006.

Tags: foto, Settimo Torinese, Stati Uniti, storia

Cibo esotico a Denver: Rocky Mountain Oysters

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16-09-2008 alle 11:40 | 0 commenti  | Permalink
Continuiamo a parlare di Stati Uniti e di cibo, visto che siamo vicini all'ora di pasto. Niente foto, stavolta.

Se visitate Denver, Colorado, e decidete di non fare come tanti nostri connazionali ("Ci sara' un ristorantino italiano, qui a Denver, che ho tanta voglia di bucatini all'amatriciana e abbacchio con asparagi?"), potreste capitare in un ristorante non italiano. Nel menu' potreste quindi trovare qualcosa di stimolante e curioso: le Rocky Mountain oysters le "ostriche delle Montagne Rocciose". In altri ristoranti vengono anche chiamate Prairie oysters, "ostriche della prateria". Ah, il West, che umorismo... le Montagne Rocciose, Denver e la prateria sono ad alcune migliaia di chilometri dall'oceano piu' vicino. Saranno prodotte sulle Montagne Rocciose o nella prateria, allora, queste ostriche?

Si' e no. Le famose "ostriche delle Montagne Rocciose", infatti, non sono ostriche. Sono testicoli di bisonte, oppure di toro nel caso delle "ostriche della prateria". E sono locali, certo: bufali e tori ci sono, nel Colorado e nell'ovest degli Stati Uniti, al contrario dei prelibati molluschi da cui i piatti citati hanno preso solo il nome.

Un ristorante di Denver noto per le sue ottime Rocky Mountain Oysters e' The Fort.

Buon appetito!

Tags: animali, mangiare, Stati Uniti, tradizioni

Prepara la tavola, arriva il babbo con la cena!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16-09-2008 alle 06:00 | 0 commenti  | Permalink
Pick-up in autostrada con cervo nel cassone - Georgia, USA
"Ecco il babbo che arriva a casa e ... che cos'ha nel cassone del pick-up? Un bel cervo da scuoiare, affettare e cucinare per cena."
"Mamma, mamma, i palchi li piazziamo poi in salotto? Sul muro sopra la tivu'?"
"No, questo non ha i palchi, e' piccolo."
"Vuoi dire che papa' ha ammazzato il bambino di un cervo?"
"O quello o McDonald's, scegli tu!"
"Posso affettarlo io, il cervo?"


Foto scattata nel sud della Georgia, negli USA, nel 2006.

Tags: animali, foto, mangiare, Stati Uniti

Garibaldi e' ovunque, anche a Charleston

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15-09-2008 alle 08:22 | 0 commenti  | Permalink
Il Garibaldi Cafe di Charleston
Charleston, South Carolina, Stati Uniti d'America (*). Camminiamo in centro citta' nella famosa Market Street, e cosa troviamo? Un locale chiamato Garibaldi. Il Garibaldi Cafe', per essere precisi.

Forse dovremmo pubblicare tutte le foto dei vari pub e ristoranti "Garibaldi" visti in giro, a cominciare da quello di Staines, Surrey, Inghilterra...






*: Puo' sembrare da pistini, aggiungere "d'America" quando si parla di "Stati Uniti". Tutti sanno che ci sono solo gli Stati Uniti d'America, giusto? Sbagliato. Anche il Messico, nel suo nome ufficiale, contiene la dicitura "Stati Uniti", e anche il Brasile (fino al 1968), il Venezuela (fino al 1953) e l'Indonesia (fino al 1950) si chiamavano "Stati Uniti di", seguito da Brasile/Venezuela/Indonesia. Fonte: Wikipedia

Fotografia scattata nel 2006.

Tags: foto, mangiare, personaggi, Stati Uniti

Aeroporti USA: slot all'asta?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12-09-2008 alle 06:49 | 0 commenti  | Permalink
L'ente governativo statunitense FAA (Federal Aviation Administration) ha in programma di mettere all'asta gli slot di decollo degli aeroporti di New York. Uhm... cos'e' uno "slot"?

[Da Wikipedia]
In ambito aeroportuale, per slot si intende una finestra di tempo (...) entro il quale un aeromobile ha il permesso al decollo ed ha una durata di 15 minuti. La distribuzione del tempo di slot inizia 5 minuti prima e termina 10 minuti dopo l'orario stabilito (...). Ad esempio, un aereo con slot alle ore 13:00 (ora locale) avr? l'autorizzazione al decollo a partire dalle 12:55 fino alle 13:10.


Negli aeroporti con maggiore traffico, la disponibilita' di tempi per il decollo (slots) e' inferiore alla domanda: le linee aeree tendono quindi a programmare piu' voli di quanti un aeroporto possa consentire, e cio' porta a ritardi, se non addirittura a cancellazioni. Chiamiamolo overbooking delle piste aeroportuali. Nel piano della FAA, il primo passo comporta la definizione del numero massimo di slot che un aeroporto puo' sopportare. Poi, tali slot verrebbero 'venduti' in base alla legge della domanda e dell'offerta: chi paga di piu' ottiene lo slot.

Secondo l'economista Peter Crampton, intervistato dal Wall Street Journal, tra le conseguenze di questo progetto ci sara' una riduzione del numero di piccoli aerei che decollano in ore di punta, ed un aumento dei costi per il decollo di tali piccoli aerei. Le linee aeree sarebbero incentivate a collocare negli slot delle ore piu' costose della giornata gli aerei capaci di trasportare il maggior numero di passeggeri. Al momento le tariffe USA per decollo e atterraggio, secondo l'intervista del WSJ, sono basate solo sul peso dell'aeromobile.

Un'ulteriore conseguenza delle aste degli slot sara' lo spostamento dei voli delle linee aeree low cost al di fuori degli orari di traffico piu' intenso.

Di solito scriviamo riguardo ai metodi con cui le linee aeree cercano di incrementare i propri profitti (bevande a pagamento, bagagli a pagamento, cuscini a pagamento, cibo a pagamento, gabinetti a pagamento...); in questo caso vediamo come siano le societa' di gestione degli aeroporti a cercare di massimizzare le entrate stimolando un aumento dei prezzi tramite un'asta. Il costo finale, in ogni caso, verra' ricaricato sul passeggero...

Tags: aeroporti, linee aeree, Stati Uniti, volare low cost

Bagagli TUTTI a pagamento su Continental Airlines

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10-09-2008 alle 07:03 | 0 commenti  | Permalink
Continental Airlines fara' pagare 15 dollari per il primo bagaglio imbarcato (in stiva) ai passeggeri in classe economica, come gia' avevano deciso United Airlines, US Airways e American Airlines.

Curioso: UA, US Airways e AA avevano usato l'aumento dei costi del carburante come motivazione per giustificare l'istituzione del bagaglio a pagamento. Ora che il costo del carburante e' sceso, Continental Airlines che spiegazione dara', per quest'aumento?
Se non lo facciamo, ora che tutte le altre grosse linee aeree USA l'hanno fatto, i nostri azionisti ci spelleranno vivi!

Beh, Delta Airlines per il momento non s'e' ancora accodata.

Quello del costo del carburante pare solo una scusa, l'istituzione del bagaglio a pagamento era da tempo nei piani delle linee aeree. Cuscini, coperte, cuffie, cibo, bevande, mascherine, film, radio, connessione Internet, connessione telefonica, uso dei bagni a bordo, riviste... dimenticatevi la parola gratis: cio' che ha un pur minimo costo verra' ricaricato sul passeggero, presto o tardi. Presto, probabilmente.

Tags: bagagli smarriti, Continental Airlines, linee aeree, Stati Uniti

Contromano in autostrada negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-09-2008 alle 07:25 | 2 commenti  | Permalink
Per fortuna procedevano a passo d'uomo


Atlanta, ore diciotto, in coda sulla Interstate 85 in direzione sud. Siamo appena usciti dal lavoro e stiamo andando a Savannah, sulla costa della Georgia.

E' venerdi' sera, c'e' coda ovunque. Ci muoviamo a passo d'uomo. C'e' chi prova ad usare la corsia d'emergenza per procedere verso la prossima uscita, nonostante le multe quasi garantite che tale azione comporta. Poi notiamo qualcosa: nella corsia d'emergenza ci sono auto contromano! Qualcuno deve averne avuto abbastanza, del traffico, e avra' pensato di tornare indietro. Nella foto si tratta della Lexus rossa e della Mercedes color grigio metallizzato. Saranno i troppi soldi, ad aver convinto questi guidatori che un'inversione di marcia in autostrada e' giustificata?

Il tizio sul catorcio di fronte alla Lexus ha inizialmente provato a cedere, poi ha deciso di non muoversi, e le due auto in doppia infrazione (in movimento, contromano, nella corsia d'emergenza) hanno dovuto aggiungere quella che credo sia una nuova infrazione: procedere in corsia d'emergenza in retromarcia.

Perlomeno, pero', andavano in retromarcia nella direzione giusta.

Tags: auto, foto, Stati Uniti, strade

Combattere Satana davanti a una gelateria

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02-09-2008 alle 13:01 | 0 commenti  | Permalink
Foto scattata a Savannah, Georgia, USA. Il signore col cartello era educato e niente affatto fastidioso, nella sua crociata. Il gelato acquistato nella gelateria era ottimo, ma il caldo georgiano di luglio e le sataniche fiamme evocate dal cartello hanno portato ad un rapido scioglimento.
Un uomo, la sua lotta, a Savannah

Se qualcuno ha il coraggio di dire che gli americani sono dei bambinoni, e che questa foto ne e' l'ennesima prova, suggerisco di accendere la tv e dare un'occhiata a cio' che ci beviamo noi italiani ... a quello cui noi italiani crediamo e a quello che giudichiamo importante... veline, letterine, tronisti, politici incapaci di discutere, giornalisti che per "indagine" intendono "copia e incolla", altri "giornalisti" che portano a nuovi livelli l'arte di leccare il deretano dei potenti, genitori che incitano i figli ad aggredire la polizia ...



Fotografia scattata nel 2006.

Tags: foto Stati Uniti, mangiare, religione, Stati Uniti

Passeggeri con bambini, addio all'imbarco prioritario?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01-09-2008 alle 10:30 | 0 commenti  | Permalink
Il St. Petersburg Times (Florida, non Russia...) segnala che Southwest Airlines, American Airlines, Delta Air Lines e United Airlines, quattro tra le principali linee aeree statunitensi, hanno recentemente smesso di effettuare chiamare per far imbarcare i passeggeri con bimbi in anticipo rispetto agli altri passeggeri. Nel caso di Delta e American, il personale addetto all'imbarco ha ancora la facolta' di far imbarcare separatamente e in anticipo i passeggeri con bimbi piccoli, ma e' una decisione discrezionale, non piu' una regola.

Un portavoce di Delta Air Lines ha spiegato che imbarcare tutti i passeggeri insieme permette di risparmiare tra i dieci e i dodici minuti rispetto all'imbarco separato di passeggeri con e senza bambini. Passeggeri di prima classe, Business class e simili continueranno ad essere imbarcati separatamente e in anticipo (ma solo fino a che le linee aeree non arriveranno alla conclusione che imbarcarli insieme agli altri passeggeri farebbe risparmiare tempo...).

Le innovazioni nel settore trasporti provenienti dagli Stati Uniti si fanno strada in Europa, e spesso molto in fretta, soprattutto se permettono alle linee aeree di guadagnare di piu' o di spendere di meno, per cui aspettatevi che le linee aeree operanti in Europa seguano presto quest'esempio.

Tags: aeroporti, bambini e minori, linee aeree, Southwest, Stati Uniti

In viaggio per quattro mesi negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28-08-2008 alle 05:21 | 0 commenti  | Permalink
Qualche mese fa avevamo scritto di Daniel, un ex collega che si apprestava ad un lungo viaggio in auto attraverso gli USA. Quattro mesi dopo (tanto e' durato il viaggio), gli abbiamo parlato per chiedergli com'e' andata.


In breve: com'e' stato questo viaggio?

Il viaggio e' stato incredibile e stancante. La pura e semplice energia nervosa consumata durante tutto questo viaggiare, con il continuo muoversi, andare ogni giorno a vedere posti e/o uscire con gente differente, insieme al fatto di incontrare nuove persone ogni giorno, e' stato estenuante.

Vedere cosi' tanti luoghi famosi, in particolare quelli che molti americani potrebbero non aver visto, e' stato molto soddisfacente.


Il tuo budget era di 100 dollari al giorno per un viaggio di 60 giorni. Hai finito con lo spendere 60 dollari al giorno per un viaggio di 115 giorni, secondo il tuo blog. Hai tirato la cinghia per arrivare a questo risultato? Ti sei negato niente, per rimanere (di cosi' tanto) dentro il tuo preventivo?

Prima della partenza per il mio viaggio, quando ho calcolato il preventivo, avevo dimenticato due concetti-base: gli ostelli e il couch surfing. Ho percio' calcolato 50 dollari per dormire e 50 per tutto il resto (benzina, cibo, escursioni), con la speranza di trovare alternativamente motel economici da 30 dollari a notte e hotel da 70 dollari il giorno dopo. Alla fine ho speso una media di 12 dollari a notte, per dormire.

In alcuni casi, quando mi e' capitato di superare il limite prefissato di 50 dollari per la notte, ho in effetti cercato di risparmiare il giorno dopo, pranzando con una bella pagnotta di pane, e senza mai comprare bevande imbottigliate (bevendo quindi solo acqua di rubinetto). A volte ho pranzato con una minestra in barattolo.

Tenere conto di tutte le spese con Excel e' stata una buona idea, mi ha permesso di sapere sempre quanto margine di spesa avevo a disposizione.


Nella pagina conclusiva del tuo blog hai avuto parole molto belle per il popolo americano in generale. Chi ti viene in mente, se dovessi parlarci delle brave persone che hai incontrato? Hai qualche aneddoto in proposito?

Le prime persone che mi vengono in mente sono le persone incontrate negli ostelli e nel corso del couch surfing. Sono rimasto stupito dalla generosita' e fiducia dimostratami da alcuni americani, cosa che non sarebbe successa nel Regno Unito. Spesso i miei 'padroni di casa' mi hanno portato fuori a cena o a bere qualcosa, siamo andati insieme in bar, night clubs o a feste, e a volte mi hanno ceduto il letto principale di casa in modo che non dovessi dormire sul divano.

Il miglior caso di fiducia e' quello dell'anziano signore della Florida che non era a casa la notte in cui avevo "prenotato" il suo divano: ha lasciato le chiavi del suo appartamento sotto il tappetino dell'ingresso.

Il caso piu' spettacolare di generosita' e' stato il tizio che, a Chicago, mi ha offerto molto da bere a casa, per poi andare insieme a cena e a bere in cima alla Hancock Tower. Quella e' stata una gran serata, e la mia migliore cena da mesi.


Ti sei mai sentito in pericolo, durante questo viaggio?

In pericolo nel senso di minacciato da persone, una volta sola, a Houston. Avevo letto che la passeggiata lungo il fiume e' molto bella di notte, per cui ho deciso di andare, ma ho proseguito troppo a monte, fino alla zona in cui il fiume gira sotto l'autostrada, e ci si ritrova a camminare sotto dei ponti. Nell'ombra ho intravisto sigarette accese e schermi di telefoni cellulari, per cui ho iniziato a camminare veloce, guardandomi di frequente alle spalle.

Mi sono sentito in pericolo fisicamente anche in un'altra occasione, mentre scalavo una piccola collina nel Canyonlands National Park. L'ultimo metro e' stata un'ascesa quasi verticale su una pietraia, se fossi scivolato sarei caduto per oltre 150 metri fino ai piedi della collina.


Dicci di piu' del couch surfing. Aspetti positivi e, se ce ne sono, negativi.

E' un concetto semplice: persone che amano i viaggi e sono disposte ad offrire ospitalita' vengono messe in contatto con viaggiatori che hanno bisogno di ospitalita'. Se hai, per esempio, un letto libero a Londra, puoi inserire questa disponibilita' in un sito, CouchSurfing.com, ed io, povero viaggiatore con budget ridotto e desideroso di incontrare gente londinese, sfoglierei quel sito alla ricerca di posti disponibili e poi ti manderei via email la mia richiesta d'ospitalita'.

Non ci sono transazioni economiche tra padrone di casa e viaggiatore ospite.

Una delle preoccupazioni che saltano im mente quasi a chiunque, me compreso, pensando al concetto di couch surfing e' quella della sicurezza. Che cosa mi succedera', finiranno per rapinarmi/violentarmi/assassinarmi! Ci sono tre modi per placare questa paura. Per p...

Tags: auto, couchsurfing, Stati Uniti, viaggiare low cost, viaggio

Acqua a pagamento in aereo, sondaggio del Wall Street Journal

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-08-2008 alle 06:50 | 0 commenti  | Permalink
A partire dal primo agosto, US Airways ha iniziato a far pagare 2 dollari per l'acqua e 1 dollaro per the' e caffe'. Il Wall Street Journal indetto un sondaggio tra i suoi lettori, chiedendo se sia etico, per una linea aerea, far pagare i passeggeri per avere acqua. Ecco come hanno risposto i lettori (dati aggiornati al 26/08/2008):

24.6%: Certo. Le linee aeree hanno diritto a cercare profitti.
22.0%: Forse. Informando i viaggiatori in anticipo, in modo che possano prendere decisioni avendo tutte le informazioni (e che possano quindi acquistare acqua a terra prima dell'imbarco, aggiungiamo noi).
14.4%: No. E' sleale chiedere a viaggiatori "intrappolati" in un aereo di pagare per un bene necessario come e' l'acqua.
39.0%: Mai. Durante un volo, avere accesso all'acqua e' una necessita' per la salute.

Il 53% dei voti dai lettori del WSJ e' contrario a porre un prezzo sull'acqua a bordo. In altre parole, l'acqua viene prima dei profitti. Un voto interessante, considerato i lettori del Wall Street Journal sono di solito interessati al profitto prima di tutto...

Tags: bere, linee aeree, prezzi, Stati Uniti

American Airlines: una mancia per restituire i bagagli smarriti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22-08-2008 alle 18:46 | 0 commenti  | Permalink
Una storia incredibile dagli USA. Elliott.org riporta la notizia di un passeggero della american Airlines di cui era stato smarrito il bagaglio. Uno dei tanti: secondo il Dipartimento dei Trasporti, American Airlines ha smarrito oltre quarantunmila bagagli nel solo mese di giugno 2008.

Il nostro passeggero ha compilato il modulo agagli smarriti all'aeroporto di Dallas. Baggage Express, la ditta che cura le consegne dei bagagli smarriti e ritrovati per conto di American Airlines, ha contattato il passeggero per segnalargli che il suo bagagio stava per essergi riconsegnato. Subito dopo, l'autista della Baggage Express ha chiamato il passeggero per chiedendo "Ci sara' una mancia per me alla consegna del bagaglio, giusto?".

Una mancia. Per riconsegnare ad un passeggero un bagaglio che la linea aerea ha smarrito. In-cre-di-bi-le. Piu' che di mancia, si puo' quasi parlare di un riscatto per la liberazione di mutande, canottiere, spazzolino e souvenirs di peluche.

Tags: bagagli smarriti, linee aeree, Stati Uniti, tradizioni

Filma discussione su aereo JetBlue e viene arrestata

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21-08-2008 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Il 26 luglio 2008 Marilyn Parver, una signora di 56 anni, era a bordo di un volo JetBlue Airways diretto da New York a Las Vegas, ed ha assistito ad un'animata discussione tra la mamma di un rumoroso bambino ed un passeggero irritato. Dopo due ore di vicinanza col rumoroso pargolo, il passeggero ha perso la calma e si e' rivolto alla madre. Madre del bimbo e passeggero hanno quindi iniziato a dirsene di tutti i colori, e la signora Parver ha pensato di filmare la discussione, in modo da "show her daughter how children's behavior affects other people". La signora non era interessata alle immagini ma alle parole dette, per cui pare non abbia neppure regolato l'immagine, il che ha reso i passeggeri irriconoscibili nel filmato ripreso. Un assistente di volo ha poi risolto la discussione nel modo migliore. Mezz'ora piu' tardi, gli assistenti di volo JetBlue hanno iniziato a fare domande a vari passeggeri riguardo alla discussione, e quando la signora Parver ha dichiarato di aver registrato l'evento, le hanno chiesto di vedere il filmato, chiedendole poi di cancellarlo.

La signora, ritenendo di non aver violato alcuna legge, ha rifiutato; gli assistenti di volo l'hanno poi informata che il capitano dell'aereo esigeva la cancellazione del video, rifiutandole pero' la possibilita' di parlare col capitano per avere conferma della richiesta. A quel punto un assistente di volo ha informato la signora che disobbedire al capitano era un reato e che cio' avrebbe causato il coinvolgimento dell'FBI nel caso. Marilyn Parver ha risposto educatamente che non riteneva di aver violato alcuna legge e che avrebbe accettato di essere arrestata. Pochi minuti dopo, un assistente di volo le ha consegnato un foglietto giallo in cui le si intimava di "cessare il suo comportamento illegale". Il foglietto indicava che il reato contestatole era di "Interferenza con un membdo dell'equipaggio", che comportava una multa fino a 10.000 dollari e un massimo di 25 anni di prigione.

All'arrivo a Las Vegas, la signora Parver e' stata accompagnata a terra in manette da due agenti di polizia, un agente della TSA e un rappresentante della JetBlue. Accompagnata al gate degli arrivi, le manette sono state rimosse, e la signora ha consegnato la sua videocamera al personale che l'aveva accompagnata a terra. I poliziotti, l'agente TSA e il dipendente JetBlue, visionando il filmato, hanno concordato che nessuna persona era riconoscibile, e che il filmato era stato ripreso dal sedile della passeggera, quindi non c'era stata nessuna interferenza con il personale di bordo.

Tutto finito? No. Il dipendente JetBlue ha chiesto la cancellazione del filmato, minacciando - in caso contrario - di vietare alla Parver di volare con JetBlue in futuro, e suggerendo che le sarebbe stato difficile volare con qualsiasi altra linea aerea. La signora ha chiesto una conferma scritta di quanto richiesto, e a quel punto i poliziotti e il dipendente JetBlue le hanno chiesto di andarsene. La signora chiede quindi i nomi delle persone con cui ha parlato. Un poliziotto la minaccia d'arresto se non se ne va immediatamente. La signora dichiara di non volersene andare senza i nomi. Un poliziotto la arresta, spintonandola. Durante il tragitto verso la stazione di polizia, l'agente accusa la signora di essere ubriaca, e le intima di stare zitta. Arrivati alla stazione di polizia, l'agente le ha spiegato che era in arresto per aver disubbidito agli ordini di un ufficiale, e che l'equipaggio del volo JetBlue aveva segnalato come la signora avesse ripreso immagini sospette a bordo. All'arrivo del marito, la signora Parver, con segni delle manette e lividi per il rude arresto, e' stata rilasciata senza che l'arresto, o la sua presenza alla centrale della polizia, fosse stata documentata in alcun modo.

La signora ha inviato reclami formali alla Federal Aviation Administration, alla Aviation Consumer Protection Agency, e ovviamente a TSA e JetBlue, e non ha intenzione di lasciar cadere la cosa.

Per chi parla inglese, la discussione in corso su Elliott.org su questo caso e' molto interessante, e mostra come il fronte in difesa delle liberta' civili e contro l'autoritarismo sia vivo e vegeto, negli USA.

Tags: diritto di fotografare, linee aeree, Stati Uniti, TSA, video

Cuscini e coperte, entrate supplementari per le linee aeree: l'esempio JetBlue

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-08-2008 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
JetBlue Airways Corp. ha annunciato che iniziera' presto a vendere cuscini e coperte ai passeggeri dei voli di durata superiore alle due ore. Il prezzo fissato e' di 7 dollari, e comprende anche un buono omaggio da 5 dollari per acquisti nei negozi Bed Bath & Beyond (mobili). Il buono omaggio e' evidentemente offerto per "indorare la pillola", e verra' presto eliminato.

JetBlue ha altre entrate, oltre a quelle derivanti dalla vendita dei biglietti per i suoi voli: in una dichiarazione di luglio 2008, un portavoce della linea aerea ha dichiarato che i proventi risultanti dalla vendita di sedili con spazio supplementare per le gambe saranno intorno ai 40 milioni di dollari per l'anno 2008, e che la tariffa per i bagagli (dal secondo in poi, 15 dollari a bagaglio) portera' 20 milioni di dollari. Infine, per una modifica al biglietto, JetBlue fa pagare 150 dollari, il che portera', con altre piccole variazioni tariffarie, 50 milioni di dollari alla simpatica e creative azienda statunitense.

Fonti: CNN Money, Management.travel.

Tags: entrate ausiliarie, linee aeree, prezzi, Stati Uniti

US Airways: meno carburante a bordo degli aerei!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23-07-2008 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Ecco una perla che vi provochera' un brivido lungo la schiena: arriva dagli USA, e c'e' da scommettere che le linee aeree europee seguiranno l'esempio.

La linea aerea US Airways ha deciso, per risparmiare carburante, di trasportare meno carburante a bordo dei suoi voli.

Niente panico, per favore.

La logica di questa decisione e' valida: il carburante pesa, e concludere un viaggio con una grande quantita' di carburante inutilizzato significa che, durante il volo, parte del carburante consumato e' stato utilizzato per ... trasportare carburante. Quindi US Airways ha deciso di ridurre il carburante a bordo, e di mettere sotto pressione i propri piloti perche' risparmino ogni goccia possibile del costoso liquido.

Un portavoce del sindacato piloti US Airline Pilots Association, James Ray, ha dichiarato che otto piloti US Airways hanno sporto ufficialmente reclami con la FAA (Federal Aviation Administration): agli otto maturi ed esperti piloti, che avevano richiesto di avere a bordo un supplemento di carburante per "10 o 15 minuti supplementari di volo" e' stato ordinato di prendere parte a corsi di aggiornamento, cosa che (pare) rischia di far perdere loro la licenza di volo, e che e' stata vista come un atto di intimidazione da parte della linea aerea nei confronti dei piloti.

Le regole della FAA impongono di trasportare a bordo carburante sufficiente a raggiungere la destinazione prevista ed una destinazione alternativa, piu' carburante sufficiente per ulteriore 45 minuti di volo; ai piloti spetta l'ultima parola nel definire la quantita' di carburante necessaria oltre a quella obbligatoria secondo le regole FAA.

Morgan Durrant, portavoce di US Airways, ha giustificato la decisione relativa alla formazione obbligatoria spiegando che la linea aerea trasporta abitualmente carburante sufficiente a volare per 60-90 minuti supplementari, e che gli otto piloti hanno l'abitudine di richiedere che la quantita' di carburante a bordo sia ancora superiore.

Capisco la posizione di US Airways: se questi otto piloti sono un'eccezione e tendono a trasportare piu' carburante di quanto la linea aerea consideri necessario, il che e' gia' oltre quanto le regole della FAA considerano necessario ... forse questi otto piloti trasportano davvero piu' carburante di quanto ne serva. US Airways ha dichiarato che in media, per un volo andata/ritorno, il costo del carburante e' di 299 dollari per passeggero.

On the other hand ... d'altro canto, se finisci il carburante della tua auto mentre guidi, potresti avere problemi come potresti riuscire a fermarti senza rischi; con un aereo, siamo intorno al 100% di possibilita' di incidenti seri, in caso di esaurimento del carburante in volo. Difficile dare torto a quegli otto piloti, che probabilmente farebbero a meno di un paio di assistenti di volo pur di poter caricare altri 120 chili di carburante!

Se la riduzione di carburante vi ha fatto preoccupare, la seguente notizia potrebbe gettarvi nel panico: US Airways, per ridurre il peso dei velivoli e quindi (di nuovo) il consumo dei suoi aerei, ha deciso di rimuovere schermi televisivi e sistemi di intrattenimento da 200 suoi aerei. Niente film durante i voli!

Ok, panico.

Tags: aviazione, linee aeree, petrolio, sicurezza, Stati Uniti

Note ed aneddoti sull'acquisto di macchine fotografiche all'estero

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-07-2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Sono a Singapore dall'aprile 2008, e i prezzi qui NON sono competitivi, perlomeno non con gli USA, che al momento sono, credo, uno dei paradisi per gli acquisti fotografici. Qui a Singapore ho acquistato un Sigma 10-20 HSM con attacco Nikon pagandolo l'equivalente di 620 dollari USA; negli Stati Uniti, lo stesso obiettivo costa 500 dollari USA (su www.adorama.com e altrove).

Nell'ottobre del 2007 vivevo ad Atlanta, USA. In quel periodo acquistai su www.adorama.com la mia Nikon D40, pagandola 499 dollari. Mesi dopo, a Natale 2007, vidi la D50 (!), cioe' la macchina che la D40 sostitui', in vendita in un supermercato Panorama vicino a Torino per oltre 700 Euro. Circa 1000 dollari USA, per intenderci. Quindi ... i prezzi in Italia sono alti.

Scaviamo ancora piu' indietro nel tempo. Nel 2001 comprai una Fuji FinePix 4800Z in Inghilterra, dove vivevo a quei tempi. La pagai circa 400 sterline. Un anno e mezzo dopo, in Italia, vidi la stessa macchina fotografica in vendita ad un prezzo quasi doppio; nel frattempo, in Inghilterra il prezzo era sceso fino a 350 sterline.

Un'eccezione, ora: la mia macchina successiva, una Fuji FinePix F610, comprata a Taiwan come 'gray import' dal Giappone, venne pagata l'equivalente di 250 sterline. Il mese dopo l'acquisto, la vidi in vendita all'Auchan di Corso Romania, a Torino, esattamente allo stesso prezzo. Purtroppo questa sembra essere stata un'eccezione.

In conclusione, se avete l'occasione di comprare la vostra attrezzatura fotografica all'estero, fatelo.

Tags: acquisti, fotografia, Nikon, Singapore, Stati Uniti

Sorpresa: volare senza documenti d'identita' era legale, negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22-06-2008 alle 18:00 | 0 commenti  | Permalink
Una notizia che ha dell'incredibile: fino a venerdi' scorso, per viaggiare in aereo all'interno degli USA, non era obbligatorio presentare un documento d'identita'. Dura da credere, visto che in Italia la carta d'identita' siamo abituati a portarcela dietro anche per una passeggiata a piedi, ma negli USA era cosi': ai passeggeri era consentito rifiutare di presentare i propri documenti, purche' consentissero al cosiddetto secondary screening, cioe' una perquisizione (niente di intrusivo...) e un controllo fisico del bagaglio a mano.

Come detto, questo era consentito dalle regole, finora. Da sabato 21 giugno 2008, non sara' piu' possibile, e i passeggeri privi di documenti d'identita' dovranno essere pronti a spiegare il motivo di tale mancanza, e disponibili a confermare la propria identita' in altri modi.

Le proteste contro il cambiamento di politica della Transportation Security Administration (TSA) viene visto da molti come una limitazione inaccettabile della liberta' individuale di muoversi all'interno degli Stati Uniti. E questa, in una Nazione in cui ci si aspetta che il Governo non ficchi il naso nell'armeria il cittadino medio ha in cantina, e' considerata una seria intrusione nella privacy del cittadino.

Tags: documenti, privacy, Stati Uniti, TSA

Aeroporti statunitensi e nuova procedura per sveltire il controllo passeggeri

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-06-2008 alle 04:17 | 0 commenti  | Permalink
E' in fase di introduzione da parte della TSA (Transportation Security Administration) una nuova procedura per sveltire il controllo dei passeggeri negli aeroporti statunitensi. Al momento, ci si mette in coda e si passa poi al controllo del bagaglio a mano, previa rimozione di scarpe e giacche ed estrazione dal bagaglio a mano del proprio computer portatile.

La nuova procedura della TSA e' basata sulla divisione dei passeggeri in base alla loro conoscenza delle procedure di controllo e in base percio' alla loro capacita' presunta di non causare ritardi durante tali controlli. La nuova procedura usa una codifica ispirata (ma non identica) a quella delle piste sciistiche:

- cerchio verde (principianti): persone che non sanno cosa fare per prepararsi al controllo, oppure famiglie con bambini, per passeggeri ai quali e' necessaria assistenza;

- quadrato blu (esperienza media): passeggeri che sanno piu' o meno come funziona la procedura di controllo, e che hanno piu' di un bagaglio a mano (il limite e' di un bagaglio a mano o simile piu' un contenitore di oggetti personali, per esempio una borsa con oggetti acquistati al duty free);

- rombo nero (esperti): passeggeri che conoscono perfettamente la procedura TSA, viaggiano leggeri e sanno esattamente cosa stanno trasportando.


La "pista nera" (rombo nero) e' evidentemente riservata ai passeggeri che, gia' prima del controllo, hanno messo nel bagaglio l'orologio da polso, il cellulare, la cintura (se ha parti metalliche), e sono pronti a rimuovere le scarpe e ad estrarre il computer portatile dal proprio bagaglio a mano in pochi secondi, e lo fanno prima che arrivi il loro turno in coda!

Il sistema e' gia' stato introdotto al Logan International Airport di Boston e, pur essendo un'idea valida per velocizzare i controlli, si affida pericolosamente alla capacita' di ciascun passeggero di valutare in modo preciso la propria competenza in fatto di controlli aeroportuali. C'e' da scommettere che molti tenderanno a sopravvalutare le proprie conoscenze, e si metteranno in coda presso il rombo nero senza preoccuparsi dei due cellulari nelle tasche del loro impermeabile indossato sopra una giacca con tasche piene di monetine... e magari indossando (le signore soprattutto) stivali aderentissimi e difficili da sfilare.

La situazione rischia quindi di diventare quella delle autostrade italiane: corsia di sorpasso (rombo nero) con coda, corsia intermedia con traffico normale, e corsia normale (per principianti) semivuota.


Tags: aeroporti, bagagli smarriti, documenti, Stati Uniti, TSA

Viaggiare e fotografare diventa sempre piu' complicato: Union Station, Washington, USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-06-2008 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Interno di Union Station (autore: Derek Heidelberg)I visitatori degli Stati Uniti di passaggio a Washington DC faranno bene a stare attenti, se desiderano fare fotografie all'interno della magnifica Union Station. Negli ultimi mesi sono capitati numerosi casi in cui, all'interno della stazione, fotografi professionali e non sono stati bloccati da agenti della security privata della stazione. Tom Fitzgerald, giornalista di Fox News (non la mia fonte preferita di informazioni, visto il suo orientamento politico), nel corso di un servizio sul problema delle riprese all'interno della stazione, ha intervistato un portavoce della direzione della stazione, che stava spiegando come non ci sia alcun divieto di scattare fotografie o di registrare filmati all'interno di Union Station, quando un membro della security della stazione interrompe l'intervista per chiedere al cameramen di spegnere la telecamera! Alla richiesta del giornalista di spiegare la norma che vieta le riprese, la guardia ha detto di non poter dare una risposta a questa domanda ... il video dell'intervista interrotta e' visibile su www.myfoxdc.com.

Parleremo ancora di viaggi e fotografia, nei prossimi giorni, visto che quasi tutti ci portiamo dietro una o piu' macchine fotografiche quando viaggiamo, e quest'argomento e' quindi rilevante per molti visitatori di questo sito.

Tags: diritto di fotografare, fotografia, polizia, Stati Uniti

Nuove regole per visitare gli Stati Uniti: addio modulo I-94

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-06-2008 alle 09:47 | 0 commenti  | Permalink
Michael Chertoff, Segretario del DHS (United States Department of Homeland Security), annuncera' il 3 giugno 2008 una serie di misure che renderanno piu' complesso l'ingresso negli Stati Uniti dei cittadini stranieri provenienti dalle 27 Nazioni che prendono parte al "Visa Waiver Program (VWP), tra cui l'Italia.

Il visto continua a non essere necessario per entrare negli USA e di per soggiornarvi fino a 90 giorni, ma le nuove regole renderanno obbligatoria per ciascun viaggiatore la registrazione online presso un sito del governo USA, da eseguirsi almeno 72 ore prima della visita negli USA. Questo cambiamento dovrebbe entrare in vigore all'inizio del 2009.

I moduli I-94 da compilare prima dell'ingresso negli USALe informazioni che i passeggeri dovranno inserire nel sito sono quelle che vanno attualmente scritte a mano nel modulo I-94, che il personale di bordo distribuisce ai passeggeri durante i voli diretti verso gli USA.

La sostituzione del modulo I-94 cartaceo con un modulo da compilarsi online e' un progresso, m'e' capitato varie volte di vedere connazionali in coda al controllo passaporti, all'ingresso negli USA, stupirsi per la richiesta di questo documento e dichiarare di non averlo ricevuto (e puo' succedere). D'altro canto, le 72 ore tra la compilazione del modulo e l'ingresso negli USA sembrano fatte apposta per scoraggiare chi viaggia verso gli Stati Uniti per lavoro: ci sono riunioni di lavoro negli USA, con colleghi in arrivo dall'Europa, che vengono organizzate con preavvisi inferiori alle 48 ore; si trovera' una via d'uscita per questi visitatori?

Tags: aeroporti, documenti, Stati Uniti, terrorismo

Tornare a casa ed essere trattato da straniero

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02-06-2008 alle 08:23 | 0 commenti  | Permalink
Immaginate di ritornare in Italia dopo un lungo viaggio di lavoro. Durante il viaggio siete stati in tre o quattro Stati differenti, magari arrivando e decollando lo stesso giorno. Siete stati cosi' fortunati da non aver avuto complicazioni nel passare il controllo dei documenti sia arrivando che lasciando le nazioni che avete visitato. Poi arrivate in Italia, e ... al controllo passaporti vi chiedono se avete un visto per lavorare in Italia. E siete un cittadino italiano!

Impossibile? Lo spero.

Quanto descritto sopra e' solo uno scenario ipotetico, per quanto riguarda l'Italia. Si tratta invece di qualcosa successo al rientro negli USA ad un cittadino statunitense, come descritto sul sito Flying With Fish. Steven Eric Frischling ("Fish") stava rientrando all'aeroporto JFK di New York, in arrivo da Pechino con un volo Air China; offre passaporto e carta d'atterraggio all'impiegato dell' US Customs and Border Protection (CBP) che controlla i documenti d'ingresso, e dopo alcune domande di rito ("Ha viaggiato per lavoro?", "Che lavoro svolge?"), le domande hanno iniziato a prendere una strana piega.
Al cittadino statunitense, nato e vissuto negli USA, e' stato prima chiesto se avesse un lavoro negli Stati Uniti ("Si'" e' stata la risposta), poi se quello al JFK fosse uno scalo temporaneo, per prendere un altro volo, e la risposta e' stata che no, non si trattava di uno scalo ma della destinazione finale del viaggio.

La domanda successiva e' stata "Lei ha un visto che le consenta di lavorare negli USA?", e a questo punto lo stupito "Fish" ha spiegato che, come cittadino statunitense, nato a New York, intestatario di un passaporto USA, nessuno permesso o visto gli era necessario per lavorare negli USA. La stessa domanda veniva poi ripetuta diverse volte, e la risposta era sempre la stessa, fino all'arrivo di un supervisore che, visto il passaporto USA del passeggero, e visto che l'impiegata del Border Patrol persisteva nel ritenere necessario un visto d'ingresso negli USA anche per questo cittadino statunitens, non ha potuto fare altro che porgere un "Bentornato a casa" a Steven Eric Frischling, e chiudere temporaneamente la postazione in cui era avvenuta la conversazione sopra riportata, probabilmente per una ...

Tags: documenti, polizia, Stati Uniti

In viaggio verso Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22-04-2008 alle 01:26 | 0 commenti  | Permalink
Ore 11,00, Atlanta, USA: una gentile collega viene a prenderci, all'appartamento in cui abbiamo vissuto ultimamente, e da' un passaggio a noi, alle nostre sei valigie, due trolleys, uno zaino fotografico e una borsa LV che costa quanto un'auto. Ci porta in ufficio, dove all'una del pomeriggio passera' a prenderci un'autista che ci portera' all'aeroporto Hartfields-Jackson di Atlanta. Sembrano passati millenni da quando davo il cleaner e il primer ai vetri laterali della Citroen, alla Pilkington.

Tra le undici e l'una lavoro in terrazzo, al Quartier Generale dell'azienda per cui lavoro dal 2001. Brezza, email, connessione ai server, CEO che viene a scambiare due parole, colleghe carine che passano. E' il paradiso?

Ore 13:00 (sette di sera in Italia): arriva l'autista, per fortuna ha un SUV bello grosso e riesce a caricare tutte le nostre valigie. Lo scambio per russo ma e' bulgaro; lui sembra comunque soddisfatto e un po' stupito perche' non ho sbagliato di troppe migliaia di chilometri. Durante il tragitto verso l'aeroporto scambiamo qualche parola sulla Bulgaria e su di lui, vive negli USA da otto anni e ha la cittadinanza USA da tre. Sembra soddisfatto ma rumina qualcosa dentro. Arriviamo all'aeroporto, scarica tutte le valigie. Normalmente non amo dare mance, anche se negli USA e' obbligatorio, ma in questo caso non mi dispiace, gli lasciamo dieci dollari. Sul marciapiede dell'aeroporto il personale dell'aeroporto inizia a fare il check-in delle nostre valigie, poi - quando scoprono che la nostra rotta e' un pelino complicata, ci portano dentro i bagagli. Atlanta-Chicago-Londra-Singapore, partenza prevista lunedi' alle 15:40, arrivo previsto MERCOLEDI' alle 17:00. Lasciamo cinque dollari di mancia anche a questa persona. L'impiegata al banco della Delta manda tre valigie verso Chicago, sta per mandare le altre tre verso Londra, ma decidiamo di raccogliere tutte insieme a Chicago.

Da Atlanta a Chicago: prima classe, chi l'ha mai vista? Personale di bordo cortese e attento, ci chiedono di frequente se desideriamo qualcosa. Dopo due Copenhagen Colada (una variazione della Pina colada) gratis, mi dichiaro soddisfatto e continuo a leggere il mio Gibson/Sterling, "The Difference Machine". Se non fossi stato in prima classe avrei speso dieci dollari, per quei due drink non particolarmente memorabili. Mi sento un sinistro pentito, direi ... come dev'essersi sentito D'Alema quando sali' per la prima volta a bordo della sua barca.

A Chicago, preleviamo due carrelli (a tre dollari l'uno) per trasportare le nostre sei valige e i nostri due trolley). Dopo cinque minuti arriviamo all'ascensore verso il terminal 5, e scopriamo che li' termina l'utilita' dei nostri carrelli: vietato l'accesso sull'ascensore. Sei dollari buttati. Mia moglie entra nell'ascensore per tenere le porte aperte, e ... le porte si chiudono. Dopo due giri cosi', decido di mettere le nostre valigie sulla scala mobile. Una si ribalta, ma non uccide nessuno, per cui va bene cosi'. Una mamma con bambini al seguito li blocca prima che raggiungano il primo gradino, vedendomi che salto a destra e sinistra, scavalcando le mie valigie per caricare quelle che restano. Dobbiamo prendere il treno interno per il terminal 5, ma c'e' troppo traffico. Finalmente, un assistente (o ammiraglio? La divisa e' adatta ad entrambi i ruoli) di aiuta a caricare la nostra roba sul treno. Senza aspettarsi una mancia: wo-oooooooow, un miracolo!

Siamo ancora a Chicago, ora e' il momento del check-in con British Airways per Londra. Piccolo problema: la nostra destinazione finale e' Singapore, ma non abbiamo nessun visto. Le persone responsabili per il nostro trasferimento non hanno pensato fosse necessario dirci come passare l'immigrazione. Mr Purvicky(o qualcosa del genere, da Boniek in poi i polacchi mi sembrano miei fratelli piu' del resto degli abitanti di questo pianeta), impiegato BA, suda freddo al solo pensiero dei casini che potrebbero nascere a Singapore, con mia moglie ed io in arrivo, e con la frase "Contiamo di stare a Singapore per qualche anno" sulle labbra. Alla fine, dopo una telefonata ad ore quasi assurde (sono le sei di mattina, li') ad una collega singaporiana, concordiamo con l'impiegato della British Airways la strategia da seguire: all'entrata a Singapore dichiareremo di essere li' in "Social visit", e non dichiareremo di avere un contratto di lavoro neppure sotto tortura. Beh, a meno che a mia moglie non promettano una cena con George Clooney e a me una con ... Angelina Jolie, Ashley Judd e una dozzina di playmates di Playboy (diciamo una quintalata di silicone). Chiedo a Mr Purvicky se e' lui a rischiare, in caso di involontaria confessione delle nostre intenzioni. Ci conferma che ne va delle sue natiche. Cercheremo di resistere alle torture.

Raggiungiamo la business lounge della British Airways, dopo uno spiacevole incidente. Una delle mie nuove scarpe Puma(scafo in plastica, capace di trattenere la puzza dei piedi pe...

Tags: aeroporti, appunti di viaggio, Singapore, Stati Uniti, viaggio

Il viaggio continua

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-04-2008 alle 16:43 | 0 commenti  | Permalink
Un viaggio lievemente differente dai soliti, preziosissimi giorni e settimane che interrompono la nostra routine e ci danno nuovi stimoli. No, questo e' un viaggio diverso. Dopo due anni vissuti ad Atlanta, domani mi trasferiro' per lavoro a Singapore. Notizie e foto relative agli USA probabilmente diminuiranno, su questo sito, mentre aumenteranno i miei articoli relativi al sud-est asiatico.

Tags: Atlanta, Singapore, Stati Uniti, viaggio

Passeggero in preghiera viene fatto scendere dall'aereo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-04-2008 alle 09:00 | 0 commenti  | Permalink
Un passeggero di un volo United Airlines da New York a San Francisco, alzatosi dal suo posto durante l'imbarco dei passeggeri all'aeroporto JFK, e' stato fatto scendere dall'aereo.

Il passeggero, ebreo ortodosso, si era alzato per recitare le sue preghiere ed aveva ignorato le istruzioni del personale di bordo di tornare a sedersi. Due amici del passeggero hanno spiegato agli assistenti di bordo che, una volta iniziata una preghiera, non e' consentito interromperla, e che la durata di tali preghiere era di due minuti. Al termine della preghiera, il passeggero ha spiegato al personale di bordo che non intendeva essere maleducato, non rispondendo ai loro richiami. La spiegazione non e' bastata, e il passeggero e' stato fatto scendere dal personale di sicurezza. Il volo e' partito senza di lui.

E per fortuna che il fedele non era musulmano, altrimenti non solo sarebbe stato rimosso dall'aereo, ma sarebbe anche stato riempito di botte, probabilmente.

Tags: aeroporti, religione, Stati Uniti, terrorismo, United Airlines

Viaggiare per due mesi: quanto costa?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-04-2008 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
E' il vostro webmaster che scrive, roso dall'invidia. Il mio collega Daniel, con cui ho lavorato quattro anni in Inghilterra e due qui negli USA, si e' licenziato, ha concluso l'affitto dell'appartamento in cui viveva, ha spedito le sue cose verso l'Inghilterra, ed e' partito da Atlanta per un viaggio in auto di due mesi e sedicimila chilometri attraverso gli Stati Uniti. Due mesi??? Il mio viaggio piu' lungo e' stato nel 1989, in moto, dall'Italia al Lake District inglese, e' durato poco meno di tre settimane, ed e' sembrato non finire piu', soprattutto dopo un grippaggio al motore della mia Honda CB125x.

Daniel pronto a partire con la sua Honda Civic Ma torniamo al mio amico Daniel. Per poter fare un viaggio cosi' lungo e' necessario per prima cosa essere curiosi e pazienti: guidare per sedicimila chilometri attraverso gli USA puo' essere noioso, le interstate (autostrade, anche note come freeways) si somigliano tutte, nel sud-est, e guidare da Atlanta verso Savannah (in direzione sud-est) o verso l'Alabama (ovest) significa viaggiare sempre e comunque su una strada circondata a destra e a sinistra da foreste, in pianura, al caldo. Da evitare, se uno vuole conoscere gli USA.

Poi i soldi. Stare in giro per due mesi, con un budget quotidiano di 100 dollari tra vitto, alloggio, benzina e divertimenti, significa trovarsi con una bella spesa, alla fine dei due mesi. Pero', facendo due conti, una spesa del genere diventa quasi giustificabile. Si tratta di due mesi in cui Daniel non paghera' l'affitto da nessuna parte (ad Atlanta questo significa risparmiare 1.000 dollari al mese); senza abbonamento tv, collegamento internet e bolletta della luce, un altro centinaio di dollari al mese vengono risparmiati. Per quanto riguarda il vitto, una coppia spende circa 150-180 dollari a settimana, un single come il mio amico dovrebbe spendere circa 100 dollari a settimana, per cui due mesi di viaggio equivalgono ad una spesa di circa 800 dollari che avrebbe dovuto comunque spendere per il vitto, se fosse stato a casa. La benzina, ora: stando a casa (e uscendo varie volte alla settimana), una cinquantina di dollari a settimana sarebbero una spesa ragionevole, ed ecco 400 dollari che avrebbe speso anche senza partire per questo viaggio. Poi i divertimenti: essere single, ad Atlanta, con pub, bar e un carattere estroverso, significa uscire tra le tre e le cinque volte alla settimana, in media; a venti dollari per uscita, significa spendere un centinaio di dollari alla settimana, quindi circa 800 dollari che avrebbe speso se non fosse partito.

Quindi, a fronte di un budget di 6.000 dollari per due mesi di viaggio, abbiamo scoperto che Daniel avrebbe speso, stando a casa, almeno 4.200 dollari in questi due mesi, quindi il viaggio gli costera', secondo le stime sopra esposte, 1.800 dollari piu' che starsene a casa. E i 100 dollari al giorno che ha messo in preventivo per questo viaggio sono una stima "conservative", cioe' pessimistica: e' partito il 13 aprile 2008, e ha speso finora parecchio meno di quanto previsto. Probabile, quindi, che quei 1.800 dollari siano in realta' poco piu' di 1.000. O magari anche meno. Per un viaggio di due mesi.

Parleremo ancora di questo viaggio, nei prossimi giorni.

Aggiornamento 19 agosto 2008
Alla fine Daniel ha completato il suo giro degli USA pochi giorni fa, e' quindi stato via quasi quattro mesi. Contiamo di verificare se ha rispettato il preventivo...

Tags: auto, prezzi, Stati Uniti, strade

Biglietti per gli USA a 5 euro con Aer Lingus... anzi, no

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-04-2008 alle 21:39 | 0 commenti  | Permalink
Aer Lingus ha fatto un piccolo errore: ha venduto biglietti per voli dall'Europa a New York, in business class, per 5 Euro. Cose che capitano quando ci si fida ciecamente della tecnologia .. Il prezzo normale di quei biglietti e' di 1.775 euro, sola andata. I biglietti sono stati resi disponibili sui sito Aer Lingus alle 7,30 di ieri mattina, e l'offerta e' stata bloccata dopo meno di due ore, alle 9,10. I potenziali passeggeri che hanno acquistato questi biglietti a prezzi ultra-speciali si sono visti comunicare in giornata l'annullamento della prenotazione a causa di errori nel prezzo indicato. Sono ora in corso le solite discussioni: per Aer Lingus, se un biglietto da 1.700 euro viene offerto a 5 euro, e' ovvio che dev'esserci un errore da qualche parte. Per le associazioni dei consumatori, le prenotazioni devono essere onorate al prezzo pattuito al momento dell'acquisto, indipendentemente dalla presenza o meno di un errore.

La massima inglese del "se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non e' vero" si applica anche in questo caso, ma ... chi resisterebbe ad un'offerta del genere, anche se sospetta?

Tags: biglietti, linee aeree, siti Internet, Stati Uniti

Cancellazione voli: un rischio costante per chi vola negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10-04-2008 alle 07:30 | 0 commenti  | Permalink
Duemiladuecento voli sono stati cancellati negli USA dall'inizio di marzo 2008, la sola American Airlines ne ha cancellati oltre 1000. I passeggeri colpiti dalle cancellazioni sono tra i 110.000 e i 140.000, secondo il portavoce dell'American Airlines.

"Che mi frega, io volo con Ryanair e easyJet!", dira' qualcuno. Beh, e' il motivo della cancellazione di questi voli, ad essere rilevante: si tratta di cancellazioni dovute ad ispezioni per motivi di sicurezza, causate dal mancato rispetto, da parte di AA e di altre compagnie aereee, di normative statunitensi per la sicurezza. American Airlines sta offrendo rimborsi di 500 dollari a ciascun passeggero costretto a rimandare il proprio volo fino al giorno successivo.

"Si', ma io volo solo con Ryanair e easyJet!". Uhm ... compagnie statunitensi ... voli cancellati per ispezioni di sicurezza non compiute a tempo debito ... compagnie europee a basso costo ... avranno fatto tutte le ispezioni quando era il momento?

Alzi la mano chi metterebbe la mano sul fuoco. Ho giusto qui una fiamma ossidrica...

Aggiornamento 10 aprile 2008, ore 19.00
American Airlines ha cancellato 900 voli OGGI. Un collega di lavoro doveva andare da Atlanta a New York, la sua prenotazione e' stata trasferita ad un'altra linea aerea. Se volate negli USA e con American Airlines, oggi ... beh, ci sono buone possibilita' che NON voliate per niente.

Tags: aviazione, Stati Uniti, voli cancellati

Carburante piu' costoso, aumentano i prezzi dei biglietti aerei

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25-03-2008 alle 18:38 | 0 commenti  | Permalink
A causa del'aumento dei prezzi del carburante, United Airlines ha aumentato le proprie tariffe fino a 50 dollari in un solo giorno. Continental Airlines ha seguito l'esempio, e US Airways sta preparandosi ad un corposo aumento. Questo e' il secondo rialzo dei prezzi di United Airlines in due settimane. Gli aumenti piu' alti sono sulle tariffe andata - ritorno per rotte superiori alle 1.500 miglia (2.400 km). Per voli inferiori a 500 miglia (800 km), i rincari vanno da 4 a 10 dollari.

Il portavoce di United Airlines, Robin Urbanski, ha dichiarato che il carburante e' il costo piu' alto che le compagnie aeree sostengono e che, come in altri campi del commercio, i costi vivi devono essere ricaricati sul cliente. Delta Airlines, American Airlines, Southwest Airlines e altre compagnie non hanno ancora rilasciato dichiarazioni riguardo ad eventuali aumenti del prezzo dei loro biglietti.

Tags: biglietti, petrolio, prezzi, Stati Uniti

Storia e geografia nelle scuole americane

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-03-2008 alle 16:53 | 0 commenti  | Permalink
Poco fa ho avuto una conversazione illuminante con alcuni colleghi americani, in ufficio. Un collega inglese li stava criticando per la loro ignoranza di quel che avviene al di la' dei confini degli USA (e, a volte, dei confini della Georgia). Loro hanno risposto con obiezioni che ho sentito tanta volte, tra cui quella che gli USA sono una grande nazione, anche geograficamente, e che conoscerla tutta, a scuola, porta via tanto tempo che potrebbe altrimenti essere utilizzato per conoscere la geografia di altre aree; che io e il collega inglese siamo "universal" (intendevano "global"?), visto che "conosciamo il mondo"; che il collega inglese ed io abbiamo viaggiato e quindi conosciamo il mondo (e in questo caso la facile risposta e' che non ho bisogno di visitare il Venezuela per sapere che Caracas e Maracaibo sono li').

Ma la geografia ha aperto le porte alla storia, e qui sono arrivate le vere sorprese. Avevo gia' notato che i conoscenti statunitensi sembrano conoscere la storia greca e l'Impero Romano meglio dei loro corrispettivi inglesi (di eta' ed educazione simile). Ora so perche'.

La storia del resto del mondo viene studiata estensivamente per il periodo che va dalla preistoria alla data (1492) convenzionalmente usata per la scoperta del continente americano da parte di Cristoforo Colombo. A partire da quella data, lo studio della storia del resto del pianeta diventa marginale, e lo studio degli eventi del continente americano e poi degli Stati Uniti diventano predominanti, il che e' comprensibile, visto che succede probabilmente in ogni altra Nazione: si studia prima cio' che e' vicino, nostro, locale, e poi cio' che riguarda altri luoghi.

La storia pre-colombiana diventa quindi un intervallo pubblicitario tra la nascita della vita sulla terra e lo sbarco in America. Il piu' lungo spot pubblicitario di tutti i tempi.

Sicurezza e compagnie aeree: Southwest Airlines lascia a terra 44 velivoli

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12-03-2008 alle 22:12 | 0 commenti  | Permalink
Southern Airlines ha messo fuori servizio 44 velivoli Boeing, dopo aver ricevuto l'accusa di aver violato le leggi federali USA sulla sicurezza aerea. I 44 velivoli verranno ora ispezionati per verificare se sono necessarie ulteriori e piu' approfondite analisi.
La Federal Aviation Administration ha accusato Southwest Airlines di aver utilizzato 46 Boeing 737 tra giugno 2006 e marzo 2007, per un totale di quasi 60.000 voli, senza rispettare i controlli di sicurezza obbligatori negli Stati Uniti per prevenire problemi di fatica strutturale. Secondo la FAA, Southwest ha continuato ad utilizzare i velivoli per 1.451 voli dopo aver scoperto di essere in violazione delle leggi federali sulla sicurezza. Su sei dei 46 Boeing 737 sono in seguito state trovati segni di crepe da fatica.

Secondo la CNN, altri 70 velivoli della Southwest sono stati utilizzati dalla linea aerea in violazione dei termini obbligatori per l'ispezione del piano verticale di coda.

Southwest Airlines ha posto tre dipendenti in administrative leave, passo abituale in caso di indagini interne.

Tags: linee aeree, sicurezza, Southwest, Stati Uniti

Turismo in Messico: non spacciatevi per Americani...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07-03-2008 alle 16:28 | 0 commenti  | Permalink
Se quando viaggiate vi piace fare gli americani, se quando vi chiedono di dove siete non vi dispiace ogni tanto sparare una frottola e dire d'essere statunitensi, ora avete un buon motivo per NON farlo, durante i vostri viaggi in Messico.

Secondo fonti statunitensi, infatti, i cittadini USA in visita in Messico corrono seri rischi di essere rapiti, picchiati, torturati, violentati e uccisi. I colpevoli sembrano operare in gruppi organizzati e con una chiara divisione dei compiti: un gruppo ricerca le vittime, un altro esegue il rapimento, un terzo gestisce i rapiti, ed un quarto gruppo gestisce le richieste di riscatto. I rapitori fingono spesso di essere agenti di polizia.

Nel 2007, 26 residenti della contea di San Diego (California, al confine col Messico) sono stati rapiti in occasioni separate nelle citta' messicane di Tijuana, Rosarito Beach e Ensenada.

Il sito del Dipartimento di Stato USA, ufficio affari consolari, mostra il seguente avviso presso http://travel.state.gov/travel/cis_pa_tw/pa/pa_3028.html:

In recent years, dozens of U.S. citizens have been kidnapped in Mexico and many cases remain unresolved. Moreover, new cases of disappearances and kidnap-for-ransom continue to be reported. No one can be considered immune from kidnapping on the basis of occupation, nationality, or other factors. Criminals have been known to follow and harass U.S. citizens traveling in their vehicles, particularly in border areas including Nuevo Laredo, Matamoros, and Tijuana. U.S. citizens who believe they are being followed should notify Mexican officials as soon as possible. U.S. citizens should make every attempt to travel on main roads during daylight hours, particularly the toll ("cuota") roads, which are generally more secure. It is preferable for U.S. citizens to stay in well-known tourist destinations and tourist areas of the cities with more adequate security, and provide an itinerary to a friend or family member not traveling with them. U.S. citizens should avoid traveling alone as a means to better ensure their safety. Refrain from displaying expensive-looking jewelry, large amounts of money, or other valuable items.

Il sito di Viaggiare Sicuri, in collaborazione col Ministero degli Esteri Italiano, non segnala rischi specifici per le aree messicane sopra citate (area occidentale del Messico, penisola della California), ma raccomanda attenzione ai rischi legati alla criminalita'.

Tags: sicurezza, Stati Uniti

Se visitate il Grand Canyon in questi giorni, vedrete parecchia acqua...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05-03-2008 alle 17:54 | 0 commenti  | Permalink
Una "piena" della durata di tre giorni scorrera' nel Grand Canyon a partire da oggi. La Glen Canyon Dam, diga presso la cittadina di Page, in Arizona (al confine con lo Utah), liberera' una quantita' d'acqua sufficiente a causare una piena del fiume Colorado.


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L'operazione, su richiesta del ministero degli interni e del Park Service piu' altre organizzazioni, ha lo scopo di proteggere e ravvivare l'ecosistema del fiume Colorado: in passato le sue acque erano tiepide e fangose, ora sono fredde e limpide. Questo puo' sembrare un fatto positivo, ma il cambiamento ha gia' causato l'estinzione di quattro specie di pesci. La piena mira a ridistribuire sedimenti lungo il corso del fiume, e a rendere piu' vive le sue acque.

Tags: meraviglie naturali, parchi, Stati Uniti

Fusione in vista tra Delta e Northwest Airlines?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-02-2008 alle 17:10 | 0 commenti  | Permalink
Il Times ha riportato la notizia di una probabile fusione tra Delta Airlines, terza linea aerea statunitense per traffico, e Northwest Airlines, quinta nella stessa classifica. La fusione dovrebbe essere annunciata tra pochi giorni, e produrrebbe la linea aerea (NorthDelta? DeltaNorth? DeltaWest? Delta Northwest? New Delta Airlines?) piu' grande del mercato statunitense.

Tags: linee aeree, Stati Uniti

La corsa alla presidenza USA: Elezioni 2008, Clinton-Obama contro McCain-Huckabee?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-01-2008 alle 12:30 | 0 commenti  | Permalink
Cosa si dice delle elezioni presidenziali 2008, negli Stati Uniti?

Il titolo del segmento di The Daily News dedicato alla corsa alla Casa Bianca, "Clusterf**k to the White House", e' indicativo. E' un casino. Non si vede un vero leader, secondo me. Clinton e Obama sembrano leader costruiti dalle loro organizzazioni; piu' precisamente, Barack Obama sembra un leader progettato per ispirare, Hillary Clinton sembra un manager dal pugno di ferro. John McCain sembra gia' piu' un leader. Mike Huckabee sembra simile a "Good Time Charlie" (Charlie Wilson, vedere il film "Charlie Wilson's War"), uno capace di far strada con sorriso e simpatia, ma tremo pensando a quel che potrebbe fare (male) in politica estera. Mitt Romney un falso opportunista. Ron Paul un uomo di sani principi senza possibilita'.


  • Quello che ricorda Bush per la sua capacita' di passare per "uomo qualunque" (e quindi rassicurare) e' Mike Huckabee (R); comprese alcune uscite piuttosto dumb, purtroppo.

  • Quello che puo' passare per il sognatore stile New Deal (alla Roosevelt) o alla JFK e' Barack Obama (D), che pero' pare falso.

  • Quella che sembra dura e capace di "cambiare le cose" e' Mrs Rodham-Clinton (D). Ma e' anche un candidato compromesso dallo scandalo Whitewater, che verra' riportato a galla nei prossimi mesi, indagato con piu' cura di quella ad esso dedicata dai media durante la presidenza di Bill Clinton, e usato in modo piu' aggressivo per mettere in dubbio l'onesta' del candidato.

  • Quello che mi pare convincente e coerente (nei limiti del possibile, per esempio il buon Jimmy Carter era segregazionista e cambio' idea in seguito) e' Ron Paul (R), con John McCain (R) close second.

  • Quello che mi pare un leader e' John McCain (R), con John Edwards (D) come seconda scelta in questo campo.



Riguardo a John Edwards, potrebbe sfruttare l'effetto Gore, cioe' il diventare un candidato piu' valido dopo essere stato candidato (*). Nelle elezioni del 2000 perse, tra le altre cose, per la sua rigidezza fisica (**) che rifletteva una scarsa flessibilita' mentale (non lo dico io, lo dicevano nel 2000 i media americani), e per il suo essere visto come il delfino di Bill Clinton. Oggi Al Gore ha acquisito leadership personale, e' piu' rilassato quando parla in pubblico (ok, parla a un pubblico differente rispetto a quando era USA's VP), e puo' vantare una conoscenza del mondo e della politica estera che nessuno dei candidati di quest'anno puo' vantare. D'accordo, conta poco (sia negli USA che in Italia...), comunque lui ce l'ha.

Ah, Gore non e' candidato? Peccato. Ma non si sa mai.

Parlavamo di John Edwards, comunque. Oltre all'effetto Gore, Edwards potrebbe anche essere aiutato, nella sua corsa alla Casa Bianca, dai colpi bassi che Obama e Clinton (Hillary & Bill) si stanno scambiando; lui potrebbe spuntarla in virtu' del solito elemento-chiave che gia' ha aiutato altri candidati in passato: e' rassicurante.

Ci sono repubblicani che voteranno repubblicano tappandosi il naso perche' non condividono le posizioni dei candidati di quest'anno, ne' quelle di GW Bush, ma sono convinti che votare repubblicano sia scegliere il male minore.

Se dovessi votare io, ora, non voterei neppure democratico... Non mi convincono ne' Barack Obama ne' la Signora Presidente. Mi paiono piu' convincenti sia Ron Paul che McCain, con Huckabee terzo e, forse, Barack Obama quarto. Va detto che il campo repubblicano non gode di uno o due leader predestinati come Obama e Clinton, per cui i candidati secondari democratici hanno goduto di copertura molto minore rispetto a quelli (secondari) repubblicani, come Giuliani, Paul e Thompson. Lo dico perche' anche Kucinich, Biden, Dodd e gli altri democratici potrebbero essere convincenti, coerenti (o quantomeno capaci di fingere bene d'essere coerenti) e simpatici, ma non godono della stessa esposizione mediatica dei loro corrispettivi repubblicani.

Se vince un democratico (Obama o Clinton), sara' secondo me una vittoria personale. Se vince un repubblicano sara' una vittoria di partito: votare repubblicano prima di votare la persona giusta.

Ho visto una Nikon D50 in vendita in Italia...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-01-2008 alle 09:00 | 4 commenti  | Permalink
... e mi sono venute in mente alcune cose.

Mi sono interessato alla Nikon D50 quasi un anno fa, nel febbraio del 2007, dopo averla vista in vendita in un negozio CompUSA qui a Sandy Springs, Atlanta, Georgia, USA, Continente Americano, Pianeta Terra, Via Lattea ... insomma, avete capito dove sono. I negozi della catena CompUSA stavano chiudendo, un anno fa, e quella D50 era un'offerta da prendere al volo: 450 dollari con l'obiettivo Nikon 18-55mm di serie. Certo, era una macchina che era stata esposta in vetrina per qualche tempo, e poteva non essere in condizioni perfette. Ma il prezzo di listino era almeno duecento dollari piu' alto. Beh, non la comprai subito, e quando ritornai nel negozio, il giorno dopo, era gia' stata venduta. Rimuginai sul mancato acquisto per settimane, finche' la consultazione di vari siti mi convinse che la nuova Nikon D40 era meglio, e che era inutile piangere sulla spesa non fatta. Mesi dopo, quando la D40 scese sotto i 500 dollari, ne comprai una, che sto usando con soddisfazione. Per vedere che foto permette di fare, guardate il calendario che ho realizzato. Ok, il calendario e' dilettantesco, e' stato fatto con un modello di Microsoft Word e poi completato con OpenOffice, ma le foto sono carine, mi pare.

Dove eravamo? Ah, gia', ho visto una Nikon D50 in vendita in Italia...

Natale 2007, in vacanza a Torino come al solito. Sono stato al supermercato Panorama tra Settimo Torinese e San Mauro (nessuno sa con precisione dove sia il confine tra i due comuni). Ho visto una Nikon D50 in vendita a 750 euro. Settecentocinquanta euro??? Nel gennaio 2008? Praticamente sono 1050 dollari! Ed e' passato quasi un anno da quando la macchina e' uscita dal catalogo Nikon. La D40 l'ha sostituita in quel periodo, e nel marzo del 2007 e' iniziata la commercializzazione della Nikon D40x, una versione con sensore da 10 megapixel della D40, con un prezzo 200 dollari piu' alto. Se la D40 e' un gioiello (piccola, leggera e capace), la D40x aspira ad essere una via di mezzo tra la D40 (con cui condivide nome e quasi tutto il resto) e la D80 (di cui usa il sensore da 10MP); peccato che perda, rispetto alla D40, il sincro flash a 1/500 (la D40x ha solo 1/200).

E la D50? Cosa farne?

La D50 in vendita a Panorama era sotto vetro, neanche fosse una Nikon D3. Pero', qualche mese fa, ne avevo vista una in un altro grande magazzino americano, il BrandsMart USA di Doraville, Georgia. Il prezzo era intorno ai 600 dollari, ma quel che aveva raffreddato il mio entusiasmo era stato il mirino della macchina: dopo aver provato la D40 in tanti negozi, quello della D50 mi sembrava piu' scuro e meno gradevole da usare. Considerando che anche il display era cosi' cosi', se confrontato con quello della D40, mi misi il cuore in pace e, come detto, decisi di aspettare che il prezzo della D40 si abbassasse. Cosa puntualmente avvenuta nell'ottobre 2007, quando acquistai la macchina online su Adorama.

Aggiornamento 20 gennaio 2008: se qualcuno ancora cerca la Nikon D50, e' in vendita su Adorama a 449 dollari, col 18-55 di serie. Non si tratta di una macchina nuova, ma di una ex-demo ("Demo: Demonstration condition almost like new, might show very light use").

Ryanair forse volera' negli USA. Per ora, provate con Zoom Airlines

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15-01-2008 alle 15:31 | 0 commenti  | Permalink
Alcuni messaggi nel forum di questo sito hanno menzionato dei misteriosi voucher per viaggiare gratis con Ryanair verso New York. Non abbiamo trovato alcuna traccia di tale offerta sul sito Ryanair, ma cercando in rete abbiamo trovato qualcos'altro: nell'aprile del 2007, vari siti hanno riportato le dichiarazioni di Michael O'Leary, Mr Ryanair, riguardo ai piani per collegamenti aerei tra Europa e Nord America. O'Leary ha dichiarato che il prezzo del biglietto sara' intorno alle 7 sterline. Se ne parla qui e qui.

L'offerta Ryanair era stata annunciata in risposta all'annuncio che Zoom Airlines (www.flyzoom.com aveva inaugurato i propri voli transatlantici a basso costo. Siamo stati sul sito di Zoom Airlines, e abbiamo notato che:
1) i prezzi promessi partono da circa 200 dollari;
2) dopo una decina di tentativi di prenotazione su varie rotte e in vari giorni di gennaio e febbraio 2008, non abbiamo trovato biglietti a disposizione;
3) le tasse in aggiunta al biglietto possono arrivare a superare i 200 dollari, per viaggi andata/ritorno dal Regno Unito!

Tags: linee aeree, prezzi, Ryanair, Stati Uniti, voucher

Grazie a quelli di Pep Boys a Gallup, New Mexico

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15-01-2008 alle 11:00 | 0 commenti  | Permalink
Alla fine di novembre 2007, mia moglie ed io abbiamo preso la nostra auto e siamo andati verso ovest. Da Atlanta, dove viviamo, abbiamo attraversato Alabama, Mississippi, Tennessee, Arkansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona per arrivare a Mexican Hat, Utah, vicino al confine con l'Arizona, e soprattutto a poche miglia dalla Monument Valley e a una distanza ragionevole dal Grand Canyon. Ne parlero' in dettaglio su www.viaggi.affari.to.

Beh, il Giorno del Ringraziamento, dopo una visita alla Valley of the Gods, al Goosenecks State Park, e al National Bridges Natural Monument, ci siamo ritrovati con un tubo dei freni rotto, niente liquido nel circuito, e una discesa sterrata e ripida da percorrere di notte. Sopravvissuti, il giorno dopo siamo andati alla ricerca di un meccanico che potesse riparare il guasto. Abbiamo guidato verso nord, e passato Bluff, in direzione nord, abbiamo trovato che il marito della commessa di una stazione di servizio poteva darci una mano. Ha lavorato sull'auto per quattro ore al freddo, ma niente, non e' riuscito a sistemare il freno. Ci siamo quindi rassegnati a fare alle tre del pomeriggio quel che avevamo cercato di evitare di fare di prima mattina: andare verso sud, verso Gallup e poi Albuquerque, New Mexico, alla ricerca di officine.

Non e' stato facile ne' divertente, guidare un'auto automatica da 1,6 tonnellate senza freni. Le discese improvvise, sempre possibili quando si guida su altipiani tra i 1800 e i 2000 metri, ci hanno causato qualche batticuore, e i pochi semafori anche di piu', ma alla fine siamo arrivati a Gallup. Abbiamo visitato un paio di negozi di autoricambi con officina, ma nessuno aveva il pezzo che cercavamo. Siamo infine entrati in un negozio della catena Pep Boys, e abbiamo chiesto se avevano il tubo dei freni per la nostra Chrysler Sebring JXE del 1999. Niente. Il commesso, Felix, ha - su mia richiesta - consultato il database aziendale per vedere se quel ricambio era disponibile in uno qualsiasi dei loro negozi tra Gallup, New Mexico, e Atlanta, Georgia, nostra destinazione. Niente. Ci e' stato prospettato il rischio di attendere fino a martedi' (ed era venerdi'!) per avere il ricambio montato sull'auto. Troppo, lunedi' dovevamo essere al lavoro.

Ci siamo messi a passeggiare nel negozio (anzi, supermercato, visto che era grande quanto un campo di calcio), cercando di digestire la novita' negativa. Dopo qualche minuto, un maturo e simpatico dipendente, un hippy 45-50 anni, chiede se puo' aiutarci. Spiego che non credo sia possibile, ci manca un pezzo di ricambio e c'e' solo da aspettare. Ci consiglia di chiedere al vice-manager, che e' molto disponibile e ha contatti presso altri ricambisti. Ci va lui, a parlare con vice-manager, e torna a parlare con Felix, il commesso che gia' aveva fatto ricerche su nostra richiesta, dicendogli di lavorare solo al nostro problema fino a che non sara' trovata una soluzione.
Inizia un giro di telefonate, e un brake hose for Chrysler Sebring 1999 salta fuori in un negozio concorrente, sempre a Gallup. Vanno a prendere il pezzo, e entro un'ora siamo in condizione di ripartire. Dopo il rischio di dover stare li' fino al martedi', riuscire a ripartire di venerdi' sera, ed essere in grado di guidare per un'ora prima di fermarsi per cena e per dormire, e' quasi un sogno.

Ringrazio quindi il venditore con coda di cavallo, il vice-manager e Felix, del negozio Pep Boys di Gallup, New Mexico. Disponibili e, come si dice negli USA, ready to go the extra mile per un cliente.

I download di Viaggi.affari.to: calendario, sfondi, ed altro in futuro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07-01-2008 alle 22:03 | 0 commenti  | Permalink
Calendario 2008E' stata appena aggiunta una nuova sezione al sito: l'area download. Per il momento sono disponibili alcuni sfondi per il vostro computer, in futuro potrete scaricare anche il calendario di Viaggi.affari.to (se riusciamo a finirlo in settimana) e software per i vostri viaggi.

Aggiornamento 8 gennaio: il calendario fotografico 2008 di Viaggi.Affari.to e' ora scaricabile nell'area Download del sito.











Tags: foto, meraviglie naturali, pubblicazioni, Stati Uniti

Gli statunitensi, che domanda!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05-01-2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Nel titolo del mio post di ieri chiedevo "Chi apprezza e onora il cibo di piu', statunitensi o inglesi?".
La risposta e', evidentemente, gli abitanti degli USA. No, non tutti e trecento milioni. Ma quelli che conosco io, quelli che vedo io in giro, quelli che fanno parte del tessuto sociale in cui vivo, qui ad Atlanta, dedicano piu' tempo, attenzione e passione al cibo rispetto alle persone che conoscevo, vedevo o incontravo per caso in Inghilterra. Se li' il cibo era una perdita di tempo da consumarsi il piu' in fretta possibile, qui e' una passione (a volte eccessiva), un pericolo (per le ragazze cultrici della linea), un premio e un momento di pausa e di conversazione.

Chi apprezza e onora il cibo di piu', statunitensi o inglesi?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04-01-2008 alle 07:50 | 0 commenti  | Permalink
La conversazione seguente si svolge negli Stati Uniti, ad Atlanta:

Mark: What the heck are you doing, Ron? Eating at your desk? You have been close to Dan for too long!
Dan: Hey, eating at the desk is merely a sign of efficiency!
Mark: No, it messes your desk, your stomach and does not give you the break you need and deserve.

Delle tre persone coinvolte (Mark, Dan e Ron), due sono statunitensi e uno inglese. Quale sara' l'inglese?

La risposta domani, su questo sito.

Ugly Italians come gli Ugly Americans?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02-01-2008 alle 19:00 | 0 commenti  | Permalink
Ugly Italians, e non per scarsa bellezza. I Terribili Italiani, si potrebbe dire, quelli che ti fanno vergognare d'essere italiano.

Ci sono statunitensi che viaggiano con zaini decorati con la foglia d'acero della bandiera canadese. Lo fanno per evitare di essere trattati come americani, ma non solo per i rischi fisici che l'essere cittadino USA comporta in certe parti del mondo: vogliono evitare di essere visti come i "soliti arroganti ed ignoranti americani"; temono di essere considerati Ugly Americans. Il sito della CNN riporta alcuni suggerimenti per i viaggiatori per evitare passi falsi ed essere considerati arroganti ed ignoranti. Sono regole basilari dell'educazione, e spiace vedere che, come gli americani, anche noi italiani dovremmo leggerle con attenzione.

Come identificare un italiano in viaggio? Volume sempre parecchi decibel sopra il necessario, vestiti in modo altrettanto chiassoso, incapaci di rispettare una coda, vittime di una cospirazione internazionale ("A noi italiani ci odiano perche' abbiamo siamo i migliori") appena incontrano una complicazione o un ostacolo burocratico.
Molti italiani in arrivo negli USA si lamentano dei problemi incontrati con funzionari poco svegli o addirittura malvagi; a me capita di trovare solo funzionari simpatici, pronti alla battuta, rapidi, precisi ed educati, siano essi WASP, ispano-americani o italo-americani del New Jersey. L'ultimo e' stato un addetto all'immigrazione all'aeroporto JFK di New York: aveva appena respinto un italiano che si aveva scavalcato una coda e rimandato in coda una coppia mista italiano/russa, in quanto l'italiano pretendeva di passare senza aver compilato i moduli relativi a soggiorno e merce importata (e ci teneva che tutti sentissimo quel che diceva, a giudicare dal volume); arrivato il nostro turno, abbiamo trovato il funzionario estramamente educato e simpatico, e abbiamo discusso della storia di Sciacca (era il suo cognome) e della sua famiglia (pugliese, nonostante il cognome), mentre svolgeva le procedure d'immigrazione.

Il giorno dopo, dentro l'Empire State Building, lunghe code: due comitive di dieci persone ciascuna, in diversi momenti dell'ascesa, finiscono divise. Una accetta la situazione, ed il secondo "troncone" del gruppo resta dietro a noi senza farsi sentire, fin quando non dico loro di passare pure, sapendo che erano insieme a quelli immediatamente davanti a noi; entrambi i 'tronconi' del gruppo ci ringraziano. L'altra comitiva, pochi minuti piu' tardi, si trova nella stessa situazione. Dopo venti secondi alle nostre spalle, ed evidenti segni di (loro) nervosismo, passano sotto alle catenelle che delimitano la fila, spintonando varie persone e facendo cadere le catenelle stesse; una volta riuniti ai loro amici, si lamentano dell'incivilta' degli americani (se si fossero guardati intorno, avrebbero notato che non c'erano americani nel raggio di una decina di metri).
Uno dei due gruppi era francese. Nessun premio per chi indovina da quale Nazione venisse l'altro.

Venendo allo stile italiano, non e' ben rappresentato dalle ragazze (e anche da tante quaranta-cinquantenni d'assalto) italiane che abbiamo incontrato durante questo viaggio, sia in Italia che in Francia che a New York. Che fine hanno fatto praticita' ed eleganza? Stivaloni lunghi che vanno bene per andare a pescare, jeans aderenti che si vede se hanno fatto depilazione alla francese o alla brasiliana, piumino cromato, faccia allampadata che pare siano state in vacanza sul Sole, cappello stile David Crockett con coda di opossum sovradimensionata.

"Stile italiano"? Non fatemi ridere.

E non e' solo all'estero, che ci comportiamo cosi'. La rissa a Madonna di Campiglio tra romani e bresciani. Le scene viste durante visite a castelli e fortezze sulle Alpi, con connazionali che rallentano le code per il biglietto perche' vogliono avere - a quarant'anni e senza presentare la carta d'identita' - lo sconto pensionati, o perche' - alla stessa eta' e sempre senza documenti - esigono lo sconto studenti (si', si tratta delle stesse persone). Il manager in carriera che, sbarcato all'aeroporto di Caselle da venti minuti, sbraita contro l'aeroporto e contro chi lo ha fatto aspettare per i suoi bagagli.

Se quando viaggiate preferite non attaccare discorso con comitive di vostri connazionali, se quando vi chiedono di dove siete rispondete 'Europei', 'Mediterranei', o magari persino 'Occitani', per evitare di dire che siete italiani, fatecelo sapere. Raccontate le vostre esperienze di viaggio nel nostro forum, potreste aiutare qualche ugly italian a migliorare.

Tags: abrasioni superficiali, antropologia spicciola, Italia, Stati Uniti

Gli Stati Uniti, un mondo meraviglioso

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22-12-2007 alle 11:00 | 0 commenti  | Permalink
Gli USA sono un mondo meraviglioso: un conoscente mi ha detto che, nella ditta in cui lavora, qualcuno si e' rivolto alle Risorse Umane perche' s'e' sentito un rutto in ufficio. Due suoi colleghi australiani - che lavorano negli USA - sono stati chiamati dall'ufficio HR (*)per un'investigazione su un potenziale caso di molestie sessuali che - secondo il mio conoscente - pare una trappola, visto che nessuno dei due puo' aver molestato nessuno. E uno dei due sopracitati australiani e' stato richiamato per turpiloquio: un bel fuck off detto ad alta voce, in ufficio, anche se per scherzo. E uno dei due, pare, era stato al centro di una lawsuit annunciata e poi ritirata da un suo ex collega (48enne), che si era ritenuto insultato dal commento "Hey, you're not very young!".

Un mondo meraviglioso, appunto.





(*) HR: Human Resources. Risorse Umane. Ufficio del Personale.

Economia idrica all'americana

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21-12-2007 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Ad Atlanta da quasi due anni, ancora mi stupisco degli sprechi. Raccolta differenziata molto limitata, tanto che una sera, recandoci al supermercato Kroeger di Roswell Road con borse piene di bottiglie di vetro vuote, ci e' stato detto di buttarle pure col resto della spazzatura: plastica, metallo, organico, carta e cartone.

Un anno fa, ho notato irrigatori automatici che bagnavano marciapiede e strada toccando appena appena l'erba che era il loro bersaglio; segnalato il problema al residence che aveve fatto installare gli irrigatori, non sono state intraprese azioni correttive fino a quando io ed un collega, entrambi costretti a camminare sulla strada anziche' sul marciapiede a causa degli irrigatori, abbiamo contattato un ufficio del comune.

In tutti i ristoranti che abbiamo visitato in Georgia, appena ti siedi ti portano un bicchierone da un litro d'acqua di cui una buona parte andra' sprecata. Fa piacere, ma moltiplica per tutte le cene servite ad Atlanta e vedrai che cifra...

Ora, il colpo di grazia: il nostro residence ha deciso che le nostre bollette dell'acqua diventeranno a prezzo fisso anziche' proporzionate al consumo: ottima mossa per disincentivare la riduzione degli sprechi. Se prima uno ci pensava due volte, prima di lasciare l'acqua aperta durante la rasatura mattutina, ora non c'e' piu' neppure lo stimolo del risparmio economico, a far chiudere l'acqua.

Forse e' semplicemente un modo per far emergere i veri ecologisti: se risparmiare l'acqua non ti fa risparmiare denaro, eppure lo fai, vorra' dire che non e' il vil denaro a spingerti.

Tags: antropologia spicciola, ecologia, Stati Uniti

I pellegrini del Mayflower e l'etica americana

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-11-2007 alle 22:06 | 0 commenti  | Permalink
Cenare in Arkansas e scoprire che per bere devo passare il confine e rientrare in Oklahoma, perche' la citta' di Van Buren, Arkansas, in cui si trova il ristorante, e' in una "dry county" in cui bere alcolici non e' consentito. Ripenso a Footloose e a quante cose gli Americani amano vietarsi.

Se i pellegrini del Mayflower se ne fossero rimasti a casa, avrebbero avuto sulla cultura britannica un impatto paragonabile a quello avuto su quella, nascente, statunitense? Non credo. E se quella nave avesse deviato verso nord, forse ora avremmo fondamentalisti cristiani in Groenlandia, e Stati Uniti un po' meno rigidi.

Il trauma del rientrare a casa da un viaggio

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-11-2007 alle 21:57 | 0 commenti  | Permalink
Dura, riadattarsi all'ufficio dopo nove giorni in cui abbiamo guidato, camminato, scalato e fotografato in posti con una densita' di 10 persone/kmq, contro le 196 in Italia e 50 in Georgia. Ritrovarsi in coda nel traffico quando il giorno prima potevamo guidare per mezz'ora senza vedere un'auto o una persona. Ritrovare i soliti problemi in ufficio quanto pochi giorni fa avevamo chiesto ed ottenuto l'aiuto di un indiano Navajo, manutentore meccanico/auto in pensione, per riparare i freni della nostra auto (senza successo, vabbe'). Ritrovarsi davanti al frigo a ripensare ad una cena ad Albuquerque, New Mexico, con buffet sterminato e con un cameriere polacco nostalgico della sua Patria, di Boniek, e di quando prese parte a competizioni indoor a Torino. Accendere la tv e ripensare a qualche sera prima quando, dopo essersi seduti in un ristorante in Arkansas, abbiamo scoperto che per bere dobbiamo passare il confine e rientrare in Oklahoma da dove siamo venuti, perche' il ristorante dove siamo e' nella citta' di Van Buren, Arkansas, in una "dry county" dove non sono consentiti alcolici; ripenso a Footloose e a quante cose gli Americani amano vietarsi.

Tags: lavoro, nostalgia, Stati Uniti, viaggio

Le luci di Albuquerque nel deserto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-11-2007 alle 07:50 | 0 commenti  | Permalink
Sto viaggiando nel sud-ovest degli Stati Uniti. Deserto, sabbia rossa e un'auto incrociata ogni mezz'ora. Mi piace questa regione degli USA, in cui la storia non si ferma a duecento anni fa (grazie ad Anasazi, Zuni, Hopi, Navajo ...), e in cui si puo' girare per ore senza vedere un' anima (raccomando Valley Of The Gods - una Monument Valley in miniatura - e Goosenecks Canyon).
Ma dopo ore di guida nella notte sulla Interstate 40 verso est, vedere i milioni di luci di Albuquerque, New Mexico, e' una gioia e uno spettacolo.

Tags: appunti di viaggio, auto, Stati Uniti, strade, viaggio

Viaggiare in aereo o "risparmiare" e guidare l'auto?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-11-2007 alle 15:00 | 0 commenti  | Permalink
Ieri abbiamo guidato per oltre 1200 km da Memphis, Tennessee, a Tucumcari, New Mexico, dalle otto meno venti di mattina alle otto e mezza di sera. Viaggiare in auto e' stata una scelta dettata dal budget e dal desiderio di vedere di piu' di quel che sei ore di volo da Atlanta a Monument Valley ci avrebbero offerto. Peccato che in autostrada si veda ben poco, e che il tramonto verso le cinque riduca ulteriormente cio' che si puo' vedere.

Oggi guideremo da Tucumcari, praticamente una citta' fantasma, a Monument Valley. Dovremmo arrivare al tramonto.


Tags: auto, Stati Uniti, viaggio

Da Atlanta a Monument Valley: ci sara' un tram?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-11-2007 alle 15:05 | 0 commenti  | Permalink
Come diceva Guccini, "Se devo andare in America, come mio nonno prendo il tram". In America ci siamo gia', ora pero' vogliamo andare nell'ex Selvaggio West. Guideremo quindi da Atlanta, Georgia, a Monument Valley, sul confine tra Utah e Arizona. Oltre 3400 miglia di guida, in teoria sono 26 ore, secondo Google Maps.

Oggi siamo arrivati a West Memphis da Atlanta. Circa 400 miglia, partendo alle due del pomeriggio, dopo aver lavorato. Memphis e' in Tennessee, ma West Memphis, che e' attaccata, e' in Arkansas.

E' ora di andare a dormire, ulteriori aggiornamenti domani.


Tags: appunti di viaggio, auto, Stati Uniti, strade

Fare acquisti negli Stati Uniti: pantaloni da escursione, alias cargo pants

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-11-2007 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Mi servono dei pantaloni robusti con tasche extra, per escursioni (ma dove ca**o dovro' andare? E' dal 1999 che non faccio niente di avventuroso!). Giro alcuni negozi, vedo che i prezzi sono tra i 22 e i 30 dollari, e che le mie taglie (30 o 32 di vita, 32 o 34 di gamba) non sono facili da trovare.

Vado da Wal-Mart, il supermercato statunitense piu' economico, e trovo un paio di pantaloni come li voglio io (chiamati qui 'cargo pants') a 16 dollari; non posso provarli perche' sono le 23 e 50 e il supermercato chiude tra dieci minuti e i camerini sono chiusi col nastro adesivo. Li compro, a casa scopro che sono un po' larghi e pure un po' corti (ma che cavolo di corpi hanno gli americani, o e' colpa mia?). La mattina dopo li indosso in ufficio (e' un "Casual Friday", quindi posso sostituire camicia/pantaloni seri/scarpe serie con maglietta/jeans o appunto 'cargo pants'/scarpe da ginnastica). La lunghezza puo' anche andare bene, ma sono davvero troppo larghi. Li riporto indietro da Wal-mart e ottengo il rimborso dovuto.

Vado quindi da Macy's, un negozione qui vicino che ha di tutto, anche se piu' che altro sono prodotti costosi e di marca (Tommy Hilfiger, Lacoste, Dockers, ed altre marche note negli USA). Trovo dei bei pantaloni, Dockers, taglia 32-32 (32 pollici in vita e 32 di lunghezza gamba), abbastanza sgalfi da non spaventare animali selvaggi (anatre, scarafaggi, scoiattoli), ma non cosi' smandrappati da non poter essere utilizzati per andare in ufficio il venerdi'. Costano 30 dollari, li compro. A casa li provo e mi paiono troppo larghi di gamba, anche questi. Li riporto indietro il giorno dopo. La commessa mi dice che li hanno in un'altro negozio Macy's in taglia 30-32, che dovrebbe essere la mia. E' gentile, mi dice di non andare in quel negozio apposta per i pantaloni, visto che il database degli articoli disponibili e' sempre in arretrato di due-tre giorni sulla realta'. Vado comunque, non li trovo (non trovo neppure l'area del negozio in cui dovrebbero essere i prodotti Dockers, non solo i pantaloni!).

Qualche giorno dopo torno da Macy's, riprovo gli stessi pantaloni che avevo acquistato (taglia 32-32), decido che dopotutto non sono troppo larghi, vado a pagarli e scopro che il prezzo e' salito a 45 dollari! Troppo, non li prendo. Torno due giorni dopo, il prezzo e' sceso a 42 dollari. Mi chiedo se abbiano messo un bambino di due anni a giocare con i prezzi dei pantaloni (non con le etichette: col loro sistema informatico). Cerco altri pantaloni che, secondo il loro sito, dovrebbero essere adatti e intorno ai 30 dollari. Non ci sono. Aaaaahhh... ma siamo vicino ai saldi del Veteran Day, quindi c'e' ancora speranza!

E' sabato, il lunedi' successivo (12 novembre) ci saranno ribassi. Torno lunedi', e come per magilla il prezzo e' ora 35 dollari. Riprovo i pantaloni (ormai e' come se fossero miei, e' lo stesso paio che ho gia' provato tre volte, l'unico 32/32 marrone chiaro presente in negozio), vado alla cassa per pagarli. Sono sorpreso, il prezzo rimane costante per tutto il tragitto (ben due minuti di cammino nel negozio)! La signora e' la stessa che m'aveva segnalato l'altro negozio in cui avrebbe dovuto esserci la taglia piu' piccola. Le racconto le vicissitudini della mia ricerca. Mi dice di conservare lo scontrino e di tenere d'occhio il negozio, perche' il prezzo di questi pantaloni potrebbe scendere ancora nei prossimi giorni.

Che fluttuazioni, pare il mercato azionario...

Tags: attrezzatura

Fare acquisti negli Stati Uniti: scarpe da ginnastica

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-11-2007 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Mi servono scarpe da ginnastica per escursioni, non quelle "fighette" con suola sottile da portare coi pantaloni 'baggy trousers'. Visitando il supermercato Target piu' vicino, noto un paio di Reebok o simili a circa trenta dollari, mia moglie mi invita a comprarle immediatamente, io non sono in vena di spese in quel momento; torno al supermercato due giorni dopo e non le trovo; compro quindi un paio di scarpe simili ma di na marca sconosciuta, per 20 dollari. Mia moglie non approva, prezzo uguale qualita', per lei. Alla prima passeggiata con le nuove scarpe, mi accorgo che sforzano il piede in modo strano.

Risultato: ho trovato delle Reebok, un paio di giorni fa, le ho comprate 30 dollari, e sembrano buone. Mia moglie sorride.

Tags: scarpe e scarponi

Occhio al vostro abbigliamento, se viaggiate negli USA con Southwest Airlines

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-10-2007 alle 06:04 | 0 commenti  | Permalink
Southwest Airlines colpisce ancora. Dopo aver imposto a due passeggere di cambiare il proprio abbigliamento, nei mesi scorsi, ora e' toccato anche ad un passeggero. Joe Winiecki, di Largo, Florida, si e' imbarcato su un volo Southwest a Columbus, in Ohio, indossando una maglietta con un gioco di parole greve. Greve ma non illegale, e neppure vietato dal regolamento Southwest. Eppure, Mr Winiecki e' stato invitato a cambiare maglietta, o quantomeno a rivoltarla, in modo da rendere illeggibile il testo. Il passeggero, non potendosi permettere di perdere il volo, ha obbedito.

Southwest non ha un "dress code" per i passeggeri, anche se il regolamento sottoscritto dai passeggeri spiega che la compagnia si riserva il diritto di vietare l'imbarco a passeggeri con abbigliamento volgare, sconcio o offensivo.

Tags: abbigliamento, linee aeree, Southwest, Stati Uniti

Connessione Internet presto disponibile sui voli American Airlines

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31-08-2007 alle 12:30 | 0 commenti  | Permalink
A partire dal prossimo anno, American Airlines offrira' connettivita' Internet a banda larga ai passeggeri, inizialmente solo per i voli nazionali, in seguito per quelli internazionali. Il servizio verra' offerto in collaborazione con l'azienda AirCell, e sara' sperimentato inizialmente sui Boeing 767-200.

Il sistema e' basato su tecnologia cellulare (la stessa dei telefoni cellulari), ed equipaggiare un velivolo per offrire la connessione a banda larga a bordo richiedera' una spesa di circa 80.000 Euro. Il servizio verra' offerto ai passeggeri a circa 8 Euro per la durata del volo.

Si prevede che i passeggeri della Business Class, col loro bisogno di essere "always on", saranno molto soddisfatti, e anche molto piu' assonnati, non avendo piu' la scusa dell'assenza di connettivita' Internet per dormire...

Tags: connettività, linee aeree, Stati Uniti, telefonia

Passaporti in ritardo e il Governo si scusa. No, non e' l'Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23-07-2007 alle 19:55 | 0 commenti  | Permalink
"Nei mesi passati, molti viaggiatori che hanno fatto richiesta per il passaporto non hanno ricevuto in tempo per il loro viaggo. Sono profondamente dispiaciuta. Accetto tutte le responsabilita' della situazione."

Come detto, questo non succede in Italia, dove i passaporti vengono rilasciati nel giro di pochi giorni, e dove i dipendenti pubblici e i loro superiori si prendono sempre le responsabilita' dei propri errori.

No, la frase sopra e' stata detta da Maura Harty, Assistente del Segretario di Stato, e responsabile per il rilascio dei passaporti dei cittadini americani, per scusarsi del ritardo nel rilascio di molti passaporti, dovuto alla crescita della domanda di passaporti, in seguito a nuove leggi USA che rendono necessario tale documento in casi ove prima non era richiesto.

E voi, avete mai perso un viaggio per colpa di un passaporto non rilasciato, o di un visto ottenuto in ritardo da un Consolato straniero?

Tags: ambasciate e consolati italiani, documenti, passaporto, pubbliche istituzioni, Stati Uniti

Allarme generato dal viaggiatore con TBC: controlli USA insufficienti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04-06-2007 alle 22:45 | 0 commenti  | Permalink
Avrete letto di Andrew Speaker, l'avvocato di Atlanta, USA, che e' volato fino a Santorini per sposarsi, ha passato la luna di miele a Roma, ed e' poi tornato negli USA per far curare la tubercolosi che aveva contratto PRIMA di iniziare il viaggio, e per la quale gli era stato raccomandato di non partire.
Il caso desta ancora molte domande: il padre della sposa e' un ricercatore nel campo della tubercolosi, possibile che non abbia raccomandato al futuro genero di starsene tranquillo a casa? E poi: Mr Speaker dichiara di essersi sposato a Santorini, mentre le autorita' dell'isola greca negano, dicendo che Speaker non aveva tutta la documentazione richiesta e non aveva preso contatti per la celebrazione del matrimonio. Inoltre: come fa un avvocato a non rendersi conto dei rischi - legali, non per la salute - che corre, viaggiando tra due continenti con una malattia contagiosa?

Ma una domanda piu' seria continua a non ottenere il giusto risalto nei media, anche italiani: il signor Speaker era stato inserito nella lista dei viaggiatori da bloccare in caso di tentativo d'ingresso negli USA (la stessa lista che contiene nomi di potenziali terroristi), eppure e' riuscito a lasciare Roma volando fino a Praga, da dove ha preso un volo per Montreal, e da li' ha guidato fino al confine Canada-USA di Champlain, NY, dove un agente del Border Patrol ha ritenuto di lasciarlo entrare negli USA in quanto "non sembrava malato".

Ecco l'elenco dei voli utilizzati da Mr Speaker nel suo allegro giro d'Europa:

Air France/Delta 385 / 8517, 12/05/2007: da Atlanta a Parigi
Air France 1232, 14/05/2007: da Parigi ad Atene
Olympic Air 560, 16/05/2007: da Atene a Thira
Olympic Air 655, 21/05/2007: da Mykonos ad Atene
Olympic Air 239, 21/05/2007: da Atene a Roma
Czech Airlines 727, 24/05/2007: da Roma a Praga
Czech Airlines 0104, 24/05/2007: da Praga a Montreal

Tags: azioni legali, salute, sicurezza, Stati Uniti, viaggio

Gli USA non sono uno statico monolite

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-05-2007 alle 22:20 | 0 commenti  | Permalink
Non tutti gli Statunitensi sono stolidi ed obesi mangiatori di hamburgers che passano la vita davanti alla tv. E' appena passato davanti alla mia scrivania Tony, un collega newyorchese, che ha detto: Most Americans don't know SHIT about the world and don't understand SHIT. Look who they elected twice!". Ah, Tony, grazie per le tue parole. Sono servite a ricordarmi che ogni popolo e' fatto di tante opinioni differenti e modi di essere differenti.

Beh, cercavo un motivo per ricominciare a scrivere, dopo mesi di astinenza, e poche parole ascoltate per caso sono bastate.

Festa di San Patrizio negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-03-2007 alle 21:27 | 0 commenti  | Permalink
E' appena passata la festivita' di San Patrizio. Negli USA viene attesa e festeggiata quanto il Natale, anche se i riti sono un po' differenti: a San Patrizio (17 marzo) si beve e celebra l'Irlanda, e pare che tanti americani anche NON di origini irlandesi diventino pazzi per l'Irlanda, in questi giorni.

Trattasi di un'Irlanda semplificata e idealizzata, un'idea d'Irlanda che incorpora tanta musica degli U2 (i pezzi classici di Joshua Tree, album fatto apposta per il mercato americano), tanti sentimenti di fratellanza americo-irlandesi sia per l'origine di tanti americani (appunto di sangue irlandese), sia per la comune lotta per l'indipendenza dalla Gran Bretagna, qualche tradizione dal resto della Gran Bretagna, e che dimentica la posizione dell'Eire durante WWII (neutrale, con tanto di condoglianze dal presidente irlandese all'ambasciatore tedesco per il suicidio di Hitler), la grande fame del 1840, le differenze tra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda, il fatto che i terroristi / combattenti per un'Irlanda indipendente e unita (le cui foto tappezzano diversi pub irlandesi negli USA) sono stati in molti casi responsabili di attentati contro civili in Inghilterra. Beh, comunque quest'Irlanda idealizzata e' occasione di bevute e grandi feste, e se capitate oltreoceano, i posti in cui passare St. Patrick's Day sono:
1) Boston: ovvio, la comunita' irlandese piu' vitale degli USA. Sede dei Boston Celtics della NBA. Qualche speranza di sentire accenti irlandesi veri.
2) Savannah, in Georgia: ogni anno si riversano su questa storica citta' tra due e trecentomila persone per festeggiare St. Patrick. Pandemonio fino alle prime ore del mattino, ma poche risse, per fortuna.
3) New York: come sopra, con grande parata, ma con qualche rischio in piu' (citta' piu' grande, meno poliziotti in proporzione ai turisti e ai malintenzionati).



Tags: bere, feste, Irlanda, Stati Uniti

Occhio all'orologio se viaggiate negli USA - DST 2007 e' in arrivo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-03-2007 alle 15:46 | 0 commenti  | Permalink
DST2007 significa, per l'America sempre affamata di acronimi, Daylight Saving Time 2007 ("Ora Legale 2007"). Quest'anno, l'ora legale verra' applicata negli USA con due settimane di anticipo rispetto al solito: iniziera' infatti domenica 11 marzo, mentre in Italia - e nel resto d'Europa - l'applicazione dell'ora legale avverra' da domenica 25 marzo.

Per due settimane, quindi, la differenza di fuso orario tra l'Europa e gli USA verra' ridotta di un'ora. Per esempio, tra l'Italia e la costa orientale degli USA (New York, Boston, Washington, Miami) verra' temporaneamente ridotta da sei a cinque ore.

Tags: orari, Stati Uniti

Destinazione misteriosa: Fair Play, South Carolina

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20-02-2007 alle 05:57 | 0 commenti  | Permalink
Fair Play, nella Carolina del SudLa nostra destinazione per il weekend di San Valentino e del Capodanno cinese e' Fair Play, un paesino nella Carolina del Sud. Li' ci attende una casetta in legno, sulla riva del lago Hartwell, affittata per il fine settimana. La strada da Atlanta a Fair Play e' semplice, autostrada Interstate 85 in direzione nord-est, meno di due ore di guida. Oppure tre, se si parte il venerdi' dopo il lavoro...

Dopo aver visto la South Carolina, la Georgia (i paesini, non Atlanta che e' ovviamente un centro d'importanza mondiale, non fosse altro che per l'aeroporto e il quartier generale di Coca Cola, CNN e altre aziende) sembra cosmopolita. Fuori dai ristoranti di Seneca, cittadina a nord di Fair Play, non c'erano auto, solo pick-up. Trovare un ristorante aperto il sabato sera non e' facile, e il decente Los Amigos, ovviamente messicano, chiude alle VENTIDUE. Di sabato sera. In compenso ci sono tante chiese, e non c'e' di che stupirsi: anche se meno di altri stati (l'Alabama, per esempio), la Carolina del Sud fa parte della "Cintura della Bibbia", la fascia meridionale degli USA in cui la Bibbia conta piu' della legge.

Tags: feste, Stati Uniti, viaggio

Passeracei in picchiata suicida

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18-02-2007 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
La settimana scorsa vari uccelli si sono schiantati contro la finestra del mio ufficio, ad Atlanta, e un altro volatile (falco? sparviero?) e' arrivato quasi tutte le volte nel giro di pochi secondi, a portarsi via lo stordito pennuto. Che spettacolo. Eccolo, il rapace: appollaiato su un albero a una quindicina di metri da me. In ufficio ci chiediamo cosa porti questi uccelli a prendere di mira un punto specifico della vetrata, alta tre metri e larga una decina. Continuano a centrare una piccola area, al di qua della quale lavora il mio collega Dan.

Come Dan dice spesso, "I attract birds" (birds e' il termine slang per ragazze, nell'inglese britannico).

Alta domanda che ci stiamo ponendo e' come mai tutto sia iniziato la settimana scorsa. Cambiamenti nella vetrata? Magari la posizione del sole che produce riflessi particolari? Improbabile, gli schianti avvengono sia di mattina che di pomeriggio, quindi con posizione del sole differente. Un'ipotesi di Jorge, collega di origine venezuelana, e' che le bacche, che sono comparse pochi giorni fa sui rami delle piante fuori dalla finestra, attirino gli uccelli piu' piccoli, cui quelli piu' grossi danno poi la caccia.

Viaggio "misterioso" per San Valentino

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16-02-2007 alle 03:53 | 0 commenti  | Permalink
In occasione del weekend successivo a San Valentino, il vostro webmaster e' in partenza per un viaggio misterioso. Mia moglie ha prenotato "da qualche parte", ha persino fatto il pieno all'auto, e a me spetta solo guidare per circa 150 km, venerdi' sera, dopo esser usciti dal lavoro. Indizi colti con abilita' da agente segreto mi portano a credere che la nostra destinazione sia a nord della citta' in cui viviamo (Atlanta, in Georgia, negli USA). Sara' in Georgia? Sara' in Tennessee? North Carolina? Chi lo sa. Il bello di questo viaggio e' proprio nel saperne poco. Non e' esattamente come quando, viaggiando per esempio in moto, ci si decide a fermarsi per la notte in un isolato campeggio a Fort Williams, vicino al Ben Nevis (Scozia), dicendo tra se' e se' "Potrebbero non esserci altri campeggi per decine di chilometri". Ma il "mistero" e' sufficiente, in quest'occasione.

Speriamo di non trovare un'altra Gatlinburg (TN), aka "Las Vegas va in montagna". Caprini, sentieri, formaggio e baite: zero. Insegne luminose, dinosauri di cartapesta, hotel giganteschi in mezzo al verde (stile "Mo' sta valle m'accatt' io"), negozi di souvenir made in China, ristoranti finto-cinesi, finto-italiani, finto-ristoranti (entri e sono negozi), di tutto questo c'e' invece abbondanza, a Gatlinburg.

Tags: feste, Stati Uniti, viaggio

Tempesta all'aeroporto JFK di New York

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14-02-2007 alle 21:38 | 0 commenti  | Permalink
New York, ore 15,40 (ora italiana: 21,40) - Una seria tempesta di neve e ghiaccio si sta abbattendo sull'aeroporto JFK di New York. Alcune aziende operanti nell'area dell'aerostazione hanno gia' chiuso gli uffici per oggi, per proteggere l'incolumita' dei propri dipendenti. Se volate verso NY, aspettatevi ritardi e complicazioni.







Tags: aeroporti, avvisi ai viaggiatori, meteo, New York, Stati Uniti

Voli cancellati per chi viaggia nel sud-est degli Stati Uniti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02-02-2007 alle 02:15 | 0 commenti  | Permalink
A causa del maltempo, oltre 500 voli sono stati cancellati agli aeroporti di Atlanta (Georgia) e Charlotte (North Carolina). I voli cancellati erano in buona parte della Delta Air Lines (200), seguiti da quelli della AirTran Airways (50), e poi di altre linee aeree.

Nei giorni scorsi il tempo in Georgia e' stato freddo, toccando i -7 gradi alle otto di mattina in un paio di casi, ma si trattava di freddo secco. Ieri, invece, con temperature intorno allo zero, e' arrivata la pioggia, che stamattina si era trasformata in ghiaccio

Tags: linee aeree, meteo, Stati Uniti, voli cancellati

Per chi arriva all'aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta, USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29-01-2007 alle 03:38 | 0 commenti  | Permalink
Sono in auto, fuori da un albergo vicino all'aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta. Sono le cinque e mezza del pomeriggio. Sto aspettando un amico di amici, che arriva da Milano e rimarra' negli USA per qualche mese. Mia moglie e un'amica sono all'interno dell'aeroporto. Il volo, Delta DL0075 da Milano, e' atterrato da quasi due ore, come da email inviatami dal servizio Trak-a-Flight dell'aeroporto:

DL 75 From Milan On Jan 28 2007 3:39PM Gate: E9 Status: ARRIVED

Utile, avere un hotel con una connessione wireless a disposizione dei visitatori proprio fuori dall'aeroporto. Comunque, l'amico dall'Italia e' finalmente passato attraverso tutte i passaggi burocratici dell'aeroporto piu' attivo del mondo.

Se volate verso Atlanta, ricordate che:
- i computer vanno rimossi dalla borsa in cui sono contenuti, al momento del controllo a raggi X;
- i bagagli verranno controllati DUE volte; dopo il secondo controllo, li ritirerete all'uscita dell'aeroporto (usate il treno interno, e scendete all'ULTIMA fermata);
- se qualcuno viene a prendervi all'aeroporto, dite loro di arrivare per lo meno un'ora e mezza dopo l'orario di atterraggio previsto per il vostro volo.


Tags: aeroporti, Atlanta, bagagli smarriti, Stati Uniti

Accordo sullo scambio di informazioni tra USA e Unione Europea: la privacy non arriva al Nuovo Mondo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07-10-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Le autorita' statunitensi e quelle europee hanno raggiunto un accordo per la trasmissione dei dati dei passeggeri diretti verso gli USA. I termini del nuovo accordo prevendono l'invio dall'Europa verso il DHS (Department of Homeland Security, autorita' preposta al controllo dei confini e, dopo l'11 settembre 2001, alla protezione contro attacchi terroristici) dei dati di ogni passeggero, mentre accordi precedenti consentivano alle autorita' USA di "interrogare" direttamente i database delle linee aeree. Tra i dati consultabili dal DHS figurano passaporto, numero di telefono, preferenze per i pasti a bordo e, ovviamente, dettagli della carta di credito utilizzata per il pagamento.

Se in Europa le leggi in difesa della privacy sono severe, negli USA lo sono molto meno. Una volta in possesso del DHS, i dati dei passeggeri provenienti dall'Europa rischiano di essere trasmessi liberamente da un'agenzia federale USA all'altra (dal DHS all'FBI alla NSA), fino ad essere condivisi con un numero troppo elevato di organizzazioni per poter garantire la riservatezza dei dati.

Il Commissario per la Giustizia della Comunita' Europea Franco Frattini e il Ministro della Giustizia finlandese Leena Luhtanen (la Finlandia presiede attualmente la Comunita' Europea) si sono dichiarati soddisfatti dell'accordo raggiunto, che rappresenta secondo loro il miglior compromesso possibile tra esigenza di trasmettere i dati dei passeggeri alle autorita' USA e la necessita' di garantire la riservatezza dei dati.

Tags: privacy, sicurezza, Stati Uniti, TSA

Ai dirottatori dell'11 settembre e' vietato volare negli USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-10-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Una lista redatta dal DHS (Department of Homeland Security) elenca i nomi dei passeggeri che non possono volare su voli diretti negli USA o in partenza dagli USA. La lista comprende anche 14 dei 19 dirottatori morti nel corso degli attacchi dell'undici settembre 2001. Altre celebrita' comprese nella lista sono Saddam Hussein, il presidente boliviano Evo Morales, e il portavoce del Parlamento libanese Nabih Berri.

Come se cio' non bastasse, la lista comprende anche nomi come "Gary Smith", "John Williams" e "Robert Johnson", nomi estremamente comuni negli Stati Uniti e nei Paesi di lingua inglese. I passeggeri con nomi inclusi nella lista sono soggetti a a controlli - anche corporali - ogni volta che tentano di imbarcarsi su un aereo negli USA o diretto verso gli Stati Uniti.

Curiosamente, la lista dei passeggeri potenzialmente pericolosi (44.000 nomi) non comprende i nomi degli undici cittadini britannici accusati di aver progettato attentati ad aerei diretti negli USA nell'agosto 2006.

Pare poi ridicolo che una simile lista non comprenda i nomi di alcuni noti assassini, per esempio David Belfield, che nel 1980 uccise un diplomatico iraniano fedele all'ex Shah Reza Pahlavi, fuggendo poi nell'Iran di Khomeini. La spiegazione data da Cathy Berrick del DHS e' che in certi casi "The government doesn't want that information outside the government" ("Il governo non desidera che quelle informazioni siano rese note al di fuori del governo"). Il budget per applicare miglioramenti alla lista dei passeggeri banditi dai voli USA e' di 144 milioni di dollari. Costosetta, eh?

Tags: sicurezza, Stati Uniti, terrorismo, TSA

Cose da fare alle Hawaii spendendo poco o niente

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29-09-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Verrebbe da pensare che, alle Hawaii, tutto costi parecchio. Ecco invece qualche consiglio per attivita' che costano poco o che sono addirittura gratis, tutte concentrate nell'isola di Oahu, raggiungibile dagli Stati Uniti con voli economici:

Spiagge a costo zero
Le spiagge delle isole Hawaii sono di proprieta' pubblica, comprese quelle di Lanikai sull'isola di Oahu; anche se vicino a costosi hotel frequentati da star hollywoodiane, nessuno puo' sloggiarvi da li' senza infrangere la legge.

Concerti e spettacoli gratuiti a Waikiki
Vicino a Kuhio Beach, a Waikiki, ci sono concerti gratuiti di musica hawaiana e spettacoli gratuiti di hula; inoltre, ogni venerdi' ci sono fuochi artificiali (gratis). Di sabato e domenica, i film proiettati in seconda serata a Sunset on the Beach sono anch'essi gratuiti.

Lezioni gratuite
Se gli spettacoli di Kuhio Beach vi hanno fatto venir voglia d'imparare qualcosa, il Royal Hawaiian Shopping Center offre lezioni gratuite di hula e di ukulele, cosi' come corsi gratis per la creazione di collane di fiori e di trapunte hawaiane.

Trasporti a Oahu: autobus e bici
Con l'autobus, un viaggio costa due dollari; 20 dollari per una tessera turistica da 4 giorni, oppure 40 dollari per la tessera mensile. Da acquistare nei negozi locali. Siate pazienti, l'autobus e' lento ma porta in punti panoramici.

Noleggiare una bici costa 20 dollari al giorno, e ci sono molte piste ciclabili, anche a North Shore e a Lanikai. Le bici si possono caricare sui pullman (non piu' di due bici per veicolo).

Escursioni a piedi
Escursioni guidate sono organizzate da Hawaiian Trail & Mountain Club e dal Sierra Club: la donazione richiesta e' tra i 2 e i 5 dollari.

Se invece non vi spaventa camminare da soli (e perdervi), potete camminare fino alle cascate di Manoa Valley, oppure alle altre cascate, Maunawili Falls, sul lato opposto dell'isola, raggiungibili camminando in una foresta di "frutti della passione (Passiflora edulis).

Kulamanu Place offre una laguna ideale per nuotare e spiagge fresche, e a poca distanza c'e' una rupe dove si ritrovano i tuffatori dell'isola per tuffarsi nell'oceano.

Per non dimenticare Pearl Harbour
La corazzata USS Arizona venne affondata il 7 dicembre 1941, nel corso dell'attacco giapponese a Pearl Harbour. La corazzata e' appoggiata sul fondo della baia di Pearl Harbour, ed il memoriale edificato in superficie e' visitabile gratuitamente. Dallo scafo dell'Arizona contina a fuoriuscire una perdita d'olio, nonostante la corazzata sia affondata in seguito ad un'esplosione oltre 60 anni fa: secondo alcuni membri dell'equipaggio sopravvissuti all'affondamento, le perdite continueranno fino a che l'ultimo di loro non sara' morto. Brividi...

Musica gratis
Nei giardini dello Iolani Palace la Royal Hawaiian Band si esibisce gratuitamente quasi tutti i venerdi' a mezzogiorno.

Ristoranti buoni ed economici
A poca distanza dallo Iolani Palace si trovano un buon numero di ristoranti utilizzati dagli impiegati che lavorano in centro citta'. Il Ninja Sushi in Bishop Street, verso le montagne, offre cibo a prezzi molto bassi: California Rolls a meno di 4 dollari nel menu'.

Musei gratis
L'ingresso all'Hawaii State Art Museum, a poca distanza da Iolani Palace, e vicino al Ninja Sushi, e' gratis. Nel museo si svolgono anche concerti musicali il primo venerdi' di ogni mese, in corrispondenza con il festival artistico con cadenza mensile che si svolge nella Chinatown di Honolulu.

Tags: isole, Stati Uniti, viaggiare low cost

Il momento migliore per viaggiare nel caldo sud degli Stati Uniti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16-09-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Ultimi giorni d'estate, e finalmente il Sud degli Stati Uniti si sta rinfrescando. Dopo un'estate passata intorno ai 38 gradi, alzarsi la mattina e trovare sedici gradi, alle sette, fa piacere. Non fa freddo, tutt'altro, perche' qui ad Atlanta l'umidita' e' tale che anche a queste temperature si andrebbe volentieri in piscina, ma ... e' un bel miglioramento rispetto ai picchi toccati durante luglio e agosto, ed e' finalmente un tempo adatto a girare in auto da uno stato all'altro a finestrini aperti, senza l'aria condizionata: dalla Georgia al Tennessee, per esempio; o da Atlanta a Savannah, verso est, per tuffarsi nell'Atlantico, oppure verso l'Alabama e l'ovest, per percepire, ad ogni confine passato, l'aumentare degli spazi a disposizione e l'avvicinarsi di atmosfere e posti da Vecchio West.

Domani, Oktoberfest a Helen, Georgia, vicino alle montagne nel nord dello stato. Si prevede birra in quantita' e passanti vestiti in Lederhosen, i tipici pantaloni tirolesi in pelle lunghi fin sopra il ginocchio. E mangeremo cioccolata, forse, nella famosa cioccolateria chiamata Hansel & Gretel.

Tags: Atlanta, destinazioni, feste, meteo, Stati Uniti

Viaggi verso gli USA, le vostre esperienze

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22-08-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Se avete preso un volo diretto verso gli Stati Uniti negli scorsi dieci giorni, avrete probabilmente sperimentato sulla vostra pelle le conseguenze dell'innalzamento del livello d'allarme. Volando da Torino ad Atlanta via Parigi, con Air France piu' Delta Airlines, siamo stati soggetti a controlli molto piu' accurati del solito (almeno pero' ci hanno dato delle "cuffie" per i piedi, a Parigi, quando ci hanno fatto rimuovere le scarpe) e abbiamo avuto serie limitazioni agli oggetti portabili in cabina. Niente zaini o borsette, solo il sacchettino di plastica trasparente raccomandato da giornali e notiziari; niente liquidi ne' dispositivi elettronici, neppure i mini-lettori MP3. Mai volato cosi' leggero ... avevo solo portafoglio e passaporto.

Poi si arriva ad Atlanta, con rari cani anti-esplosivo in giro nell'aeroporto Hartsfield-Jackson Atlanta International Airport, con i bagagli a disposizione in un'area aperta al pubblico che entra nell'aeroporto, alla faccia della sicurezza, e ... ci si rende conto che il viaggio verso gli USA ci ha portati a destinazione. Afa, gente simpatica, porzioni di cibo fin troppo grandi, come del resto le auto ... e tanta voglia di dormire. Certo, quando si parla di viaggio e di USA o Stati Uniti, non si puo' non pensare ad un'auto, una lunga strada attraverso le praterie che portano a Ovest, e tante avventure che ci aspettano. Beh, dovranno aspettare ancora: di ferie non ce ne sono a sufficienza, per un viaggio cosi'.

Come sono andati i vostri viaggi? Avete avuto problemi, ritardi, complicazioni? Raccontate le vostre esperienze di viaggio da o verso gli Stati Uniti d'America nel nostro forum.

Tags: aeroporti, aviazione, sicurezza, Stati Uniti, terrorismo

Alcune note da Savannah, in Georgia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19-07-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Siamo stati in auto a Savannah, per il fine settimana. Si tratta di una bella citta', che si annuncia differente dalle altre citta' gia' nelle strade che portano in centro: a sole due corsie, completamente all'ombra grazie agli alberi che, da entrambi i lati, le coprono completamene con i loro rami.
Fu teatro di una delle piu' sanguinose battaglie della guerra civile americana, e venne offerta come regalo di Natale dal generale Sherman al presidente Lincoln. nel 1864. I tanti film girati a Savannah hanno contribuito a rendere la citta' familiare in tutto il mondo, soprattutto Mezzanotte nel Giardino del Bene e del Male, con Kevin Spacey.

Sabato sera eravamo nel bar di un ristorante di Savannah, bella citta' sulla costa atlantica della Georgia. Una tv trasmetteva una gara di Formula Indy. Ecco alcuni nostri commenti (miei e dei due amici inglesi con cui aspettavo che si liberasse un tavolo) a voce abbastanza alta da farci sentire dai presenti:

- Stanno mostrando la gara al rallentatore, perche' non la trasmettono a velocita' normale?
- Guarda che distanza c'e' tra il fondo della vettura e l'asfalto! Non devono neppure alzare l'auto, se qualcuno deve infilarcisi sotto per controllare qualcosa!
- Queste auto della Formula Indy sono alte e corte... ricordano le Formula 1 degli anni 80!
- Andranno ad olio di colza?
- Ma non si annoiano, a correre negli ovali? Io gia' non la reggo piu', questa noia, ed e' solo il secondo giro!

E con questo, abbiamo verificato che la gente, a Savannah, e' molto paziente!

Perche' insistere con questa tortura televisiva? Beh, a Savannah c'era un tale caldo che la voglia di muoversi passava immediatamente. E stavamo aspettando che si liberasse un tavolo al ristorante, dove ho poi provato, tra le altre cose, il "French Parmesan". Sottilette Kraft, direi ... E dopo aver chiesto tre volte se la minerale italiana che avevano era grossa o piccola ("Yeah, it's a big bottle"), mi son ritrovato con una bottiglia da mezzo litro...

La sera prima, sempre a Savannah, siamo stati in un posto chiamato Daiquiri Club. Avete presente Animal House, quando i ragazzi del circolo Delta Tau entrano in un locale affollato, e sono gli unici bianchi? Stessa cosa. Non la prima volta che succede, ma stavolta c'era piu' tensione nell'aria, ci saremmo aspettati un drive-by shooting, se non fosse per la presenza di vari poliziotti, che hanno ad un certo punto chiuso il locale, controllato qualcosa, poi hanno lasciato rientrare tutti.

Nel pomeriggio di sabato siamo stati in spiaggia, e ho scoperto:

- che probabilmente si puo' camminare fino all'Irlanda... ero ad un centinaio di metri dalla riva e ancora stavo con testa e spalle fuori dall'acqua
- che non si puo' nuotare a piu' di 50 iarde dal bagnasciuga (un bagnino mi ha fatto ritornare entro l'area consentita)
- le bagnine bone sono probabilmente sulla costa del Pacifico
- la spiaggia era ottima: bella sabbia, non troppo "fluida", piuttosto compatta, invece
- ci siamo visti una rissa tra due ragazze sui vent'anni, sedata da bagnini e poliziotti (i secondi con panza da paura e quads)
- ho ri-capito che, pur amando soprattutto la montagna, devo andare al mare almeno ogni anno (piu' volte).
- togliere la sabbia dai vestiti e' una rottura di scatole quando capita tutti i giorni, ma se capita cosi' raramente, fa quasi piacere

Ritornare ad Atlanta non e' stato piacevole ...

Tags: Atlanta, destinazioni, mare e spiaggia, Stati Uniti

On the road: in auto da Atlanta a Savannah

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15-07-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
"C'erano dei libri come "Sulla strada" di Kerouac: "partimmo John, Dean e io, sulla vecchia Pontiac del babbo di Dean, e facemmo tutta una tirata da Omaha fino a Tucson". Poi lo giri in italiano e fa: "partimmo sulla vecchia millecento del babbo di Giuseppe, e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant'Anna Perago". Non e? la stessa cosa, gli americani ci fregano con la lingua"
[Francesco Guccini]

E' vero, il mito della strada e' una creazione americana, e ambientato fuori dagli Stati Uniti perde qualcosa. L'America e' lunghi rettilinei nel deserto, e poi una polverosa stazione di servizio ogni tanto, col distributore di Coca Cola o Pepsi sotto il portico, e ripartire e arrivare dopo il tramonto in una citta' che potrebbe anche essere interessante, ma sei troppo stanco e ti fermi invece al primo motel con l'insegna al neon febbricitante. Provateci in Italia ... se ti si ferma l'auto sull'Appennino, magari sembrera' di essere in un deserto, ma la civilta' non sara' troppo lontana.

E' venerdi' sera, 14 luglio (anniversario della Bastiglia: buone feste cugini francesi!).
Sto per partire da Atlanta, in Georgia, per andare a Savannah, nello stesso Stato ma sulla costa atlantica, dove passero' il weekend. Secondo GoogleMaps, sono 260 miglia e dovrebbero volerci cinque ore e quarantuno minuti per percorrerle. 416 chilometri, speriamo di impiegare meno tempo, si tratta di 73 chilometri all'ora... mentre il limite e' di solito di 70 MIGLIA all'ora, in autostrada, cioe' 112 km/h. Vediamo se quattro ore bastano ...

Non e' un viaggio lungo, ma il percorso che seguiremo passera' attraverso il centro-sud della Georgia, che ha probabilmente meno attrazioni turistiche di Verrua Savoia (*). Anche se guideremo prima verso sud e poi verso est (allontanandoci quindi dal West e dal mito della frontiera), sara' il primo viaggio ragguardevole da quando sono arrivato negli USA, sei mesi fa. In futuro vedro' di puntare ad ovest, anche se la vecchia Route 66 non e' piu' importante come una volta. Ma ci saranno altre occasioni per tornare a parlare del mito del viaggio (e della strada), magari parlando di Wanderlust, un recente film americano che per ora ho visto solo a meta'.

Savannah sembra una citta' interessante e rilassata: una storiella su questa citta' e sulle sue vicine Atlanta e Charleston (South Carolina) dice che "Ad Atlanta, la gente ti chiede per prima cosa 'che lavoro fai?' A Charleston ti chiedono 'di chi sei parente, chi conosci?', e a Savannah la prima cosa che ti chiedono e' 'che cosa vuoi da bere?'".


(*) Verrua Savoia: comune piemontese situato tra Chivasso e Crescentino

Tags: Atlanta, auto, destinazioni, Stati Uniti, strade

Dal nostro inviato negli USA: elezione del Presidente della Repubblica, scandalo Moggi e altro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09-05-2006 alle 16:24 | 0 commenti  | Permalink
Credo che nessuno possa far rimpiangere il nanetto. Neppure D'Alema, che pure non vedo come Presidente: troppo giovane e troppo di parte. Ma anche Pertini era uno schierato (bella la vignetta di Forattini quando Natta fu eletto segretario del PCI: c'era Pertini, gia' Presidente della Repubblica, che diceva "Si chiama Sandro ... e' socialista ... PERCHE' NON HANNO SCELTO ME???").

Letta Presidente: questa sarebbe davvero un'assurdita'. Gia' m'immagino i costi per l'installazione di una linea telefonica diretta e ultra-segreta tra Arcore ed il Quirinale: la linea sarebbe unidirezionale, tanto che bisogno ha, Letta, di rispondere agli ordini di Silvio?

Moggi beccato: bene, bene, bene. Male che la Juve se ne sia servita e l'abbia sfoggiato per anni (e male per gli striscioni in suo sostegno, ce n'erano), ma era ora. Speriamo pero' che non diventi un capro espiatorio: Moggi e' un eroe italiano, come Berlusconi. Rimuovere uno dei due dal sistema non significa cambiare la mentalita' degli Italiani: a noi servirebbe una rasatura a zero, non una spuntatina alle basette.

Una battuta sentita in ufficio, con la rappresentante di una banca.
- Lei: All these security measures are necessary because in the US we have some very horrible people ...
- Uno di noi: True, but you ELECTED them!

Domenica ho giocato a golf. Non posso che concordare con quello che e' gia' stato detto da altri in proposito: se volete passeggiare per i prati, fatelo. Se volete colpire una pallina con un bastone, fatelo. Se anche volete combinare le due cose, fatelo. Ma per favore non chiamatelo sport.

Domenica il golf, passatempo popolarissimo negli USA. La settimana prima, invece, ho affittato un pick-up Dodge Ram 1500. Millecinquecento non e' la cilindrata, visto che il veicolo e' disponibile in versione 3.700cc, 4.700 cc e 5.700 cc: credo invece fosse il numero di persone trasportabili nel cassone posteriore, o l'altezza del sedile del guidatore da terra, o la quantita' di carburante ospitabile dal serbatoio (in galloni). Beh, poche ore di guida di quel gigante m'hanno reso piu' americano: ho visitato due volte in due giorni il supermercato Wal-Mart locale, mi sono interessato alle armi da fuoco (ogni pick-up che si rispetti ha un fucile montato su ganci, nel retro della cabina), ai camicioni a quadretti tipici dei red-neck, e ho iniziato a pensare all'installazione di corna di bue sul frontale del Dodge. Quando poi ho dovuto reintegrare il livello del carburante, prima di restituire il veicolo, sono rinsavito: ho pagato 45 dollari. Avevo percorsi 190 miglia, a circa tre dollari al gallone USA (3,78 litri), il che significa che con 15 galloni , e cioe' 56,7 litri, si fanno 304 chilometri, per un consumo di 5,5 km/l. CINQUE VIRGOLA CINQUE CHILOMETRI PER LITRO??? Spero di aver sbagliato qualcosa, nei miei conti, altrimenti si spiega la costante necessita' USA di invedere nazioni produttrici di petrolio (e di sopprimere gente come Enrico Mattei, fondatore dell'ENI, che dava una fetta dei profitti alle Nazioni produttrici ben maggiore di quella data dalle Seven Sisters).

Cinque chilometri e mezzo al litro. Faccio fatica a pensare a questa cifra. Il mio ciclomotore Motron GL4, nel 1984, faceva oltre quaranta chilometri con un litro. Con la Honda CB125x che lo sostitui' facevo solo lievemente peggio, e ho tuttora un record (da Londra a Digione, piu' o meno) di circa cinquantacinque chilometri al litro (ma stavo rodando il nuovo accoppiamento cilindro-pistone dopo un grippaggio vicino a Leeds, in Inghilterra). Il mio Morini 350 faceva in media 25 con un litro, e 33 km/l a 90 km/h costanti. Il CBR600F che venne dopo faceva circa 14 km/l andando spediti, e fino a 20 km/l andando piano. Ok, sono tutte moto, e il confronto e' impari, ma ... questo e' solo per rammentare(-vi, -mi) che in moto si consuma meno. E in bici ancora meno.

L'America in coda, il resto del mondo davanti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14-02-2006 alle 20:30 | 0 commenti  | Permalink
Una domanda per chi, come me, vive negli USA: non avete mai la sensazione che, al momento in cui ci alziamo e andiamo in ufficio, il resto del mondo abbia gia' vissuto la giornata e che noi - e gli statunitensi, e i canadesi - si sia in ritardo sul resto del pianeta? Un amico in Australia apre la giornata mandandoci un'email, la famiglia in Italia segue qualche ora dopo, gli amici conosciuti in Inghilterra e Irlanda rispondono un'ora dopo, e poi, cinque ore dopo Londra, arriviamo noi negli USA. Per anni avevo riso della battuta di Bette Midler che prende per il culo gli inglesi ("Quando a New York sono le 9 del sabato sera, a Londra e' ancora il 1938!"), ma ora la vedo al contrario. Uno si alza, magari a Los Angeles, e scopre che "oggi" e' gia' successo di tutto: crollo di borse in Estremo Oriente, mancanza di elettricita' in Cina, terroristi catturati o uccisi in Afghanistan, stragi in Medio Oriente, bird flue e Olimpiadi in Italia, nuova scoperta scientifica in Inghilterra, qualche corporate merging a Wall Street, strage in qualche scuola del Midwest ... e a L.A. sono le sette di mattina! Sembra quasi che il 'modernismo' americano sia dovuto al desiderio di compensare il ritardo dovuto alla time zone.

E a questo punto ecco il piano segreto degli ideologi del Nuovo Secolo Americano: spostare Greenwich (nel senso di GMT) negli USA. Se la giornata inizia qui, sara' il resto del mondo, ad essere in ritardo!

Ieri m'e' capitato qualcosa che ha evidenziato ancora di piu' le differenze di fuso orario: verso l'ora di cena accendo il computer, vedo con Skype che un'amica di famiglia e' sveglia, in Inghilterra, e la chiamo. Chiaccheriamo una quindicina di minuti, poi stacchiamo. Una mezz'ora piu' tardi, tre miei colleghi della filiale di Taipei chiedono di essere aggiunti alla lista dei miei contatti per Skype. L'amica in Inghilterra stava andando a dormire, i colleghi a Taipei s'erano alzati e stavano lavorando (era gia' lunedi', per loro), e noi eravamo davanti alla tv, ad Atlanta, a vederci qualcosa (la versione Disney di Biancaneve, credo, o forse l'episodio di "24" in cui Jack Bauer recupera sua figlia dalle mani di una banda di terroristi mediorientali, non c'era molta differenza).

Gli inglesi amano parlare del tempo, anch'io ...

Atlanta - A caccia del Social Security Number

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09-02-2006 alle 04:49 | 0 commenti  | Permalink
Sono appena stato in centro Atlanta, nello stesso edificio federale che visitai la settimana scorsa per ottenere il mio Social Security Number. Intanto, una parola per l'impiegata allo sportello: la settimana scorsa scrissi che non sembrava molto sveglia e che era difficile comunicare con lei, stavolta ho notato la maglietta 'Deaf Cruises' che indossava: ho provato a parlare con movimenti piu' ampi della bocca, e a guardarla sempre negli occhi, e non ci sono stati equivoci. Ci sono stati anche diversi sorrisi apparentemente sinceri, e nessuna traccia di formali "God bless you" o "Have a nice day".

Dicevo di Atlanta: merita sicuramente una visita il suo acquario, che si vanta d'essere il piu' grande del mondo. Una collega che l'ha visitato la settimana scorsa dice d'aver apprezzato soprattutto le balene beluga. E m'ha suggerito di non visitare Savannah il giorno di San Patrizio (17 marzo), perche' gli studenti si ubriacano e mettono a ferro e fuoco la citta'. Le ho detto "Ma noi veramente contavamo di visitarla in pieno giorno", lei ha risposto che non fa differenza, ci sono sempre casini (e a volte morti) quel giorno. Wow.

Cellulare aiuta polizia di New York nella cattura di un pervertito

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-09-2005 alle 09:50 | 0 commenti  | Permalink
Un esibizionista e' stato arrestato dalla polizia di New York grazie all'aiuto di un passeggero della metropolitana, vittima di una sua esibizione autoerotica. Il passeggero ha usato il proprio cellulare per fotografare l'esibizionista all'opera, ed ha fornito la fotografia alla polizia.
La fotografia che ha inchiodato l'esibizionistaDan Hoyt, 43 anni, proprietario dei ristoranti Quintessence a New York, e' stato arrestato due giorni fa per atti osceni ('esibizione indecente', in USA). E' stato fotografato a cerniera abbassata, impegnato a masturbarsi su un treno "R", da una donna che ha poi fornito la fotografia alla polizia e a diversi siti internet. Diversi giornali di New York hanno riportato la notizia e pubblicato la foto, ed altre vittime dello stesso pervertito si sono messe in contatto con la polizia. Mr Hoyt venne arrestato nel 1994 con la stessa accusa.

Il cellulare utilizzato per documentare il crimine e' un Samsung P777 con macchina fotografica da 1,3 Megapixel. Ecco una dimostrazione dell'uso creativo di cellulari. Ci chiediamo, con tutti i telefonini che girano in Italia, se Polizia e Carabinieri ricevono segnalazioni di crimini accompagnate da fotografie ...

Tags: fotografia, sicurezza, Stati Uniti, telefonia

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