Tre giorni fa ho visto i primi due episodi della serie televisiva Pan Am. Incentrata su un gruppo di assistenti di volo della linea aerea Pan Am, e ambientato nella prima meta' degli anni Sessanta, "Pan Am" segue il modello lanciato con successo dalla serie "Mad Men" qualche anno fa: uno sguardo nostalgico ad un mondo differente, con l'economia in crescita, la Guerra Fredda in corso e la rivoluzione dei costumi portata dagli anni Sessanta ancora agli albori.
I primi dieci minuti del primo episodio sono spesso il momento decisivo per un programma televisivo, e Pan Am inizia bene: fa venir voglia di andare in aeroporto e prendere un aereo verso qualsiasi destinazione ... possibilmente verso gli anni '60. La differenza tra quegli anni e il presente e' sconcertante, soprattutto se siete abituati a viaggiare solo con compagnie low cost: Pan Am mostra sedili con tanto spazio per le gambe, assistenti di volo che conversano coi passeggeri, bevande e cibo a volonta'. Quel che non mostra e' il prezzo dei biglietti, che probabilmente non erano proprio low cost.
Il cuore del programma sono le assistenti di volo: due sorelle (una volitiva, l'altra molto meno), una ragazza francese che, come da stereotipo, vive il sesso in modo piu' disinvolto delle colleghe americane. Non sono tanti i serial in cui le donne sono le protagoniste assolute: Sex & The City e The Good Wife sono i primi che mi vengono in mente, e gli unici che sono riuscito a seguire. Ed e' una piacevole sorpresa vedere che, come per un contrappasso dantesco, si rovesciano i ruoli: se in tanti telefilm l'uomo e' protagonista e le donne sono solo presenze decorative, in Pan Am sono i personaggi maschili - piloti, passeggeri, agenti segreti - ad essere appena abbozzati e di solito poco positivi: infedeli, molesti, ubriachi, bugiardi. E non particolarmente intelligenti. Invidiate e concupite, le assistenti di volo di Pan Am attirano l'attenzione degli uomini con la loro presenza, e a volte vengono molestate da passeggeri idioti. I passeggeri credono che un piccolo flirt con un'A/V sia compreso nel biglietto del volo. Temo capiti ancora.
Le assistenti di volo di Pan Am sono cosmopolite e poliglotte, tutte laureate e affascinanti, sempre seducenti e a volte sedotte. Una viene reclutata come agente segreto. Un'altra viene portata in elicottero fino all'aeroporto. Una abbandona all'altare - o quasi - il marito, e la vita da donna sposata, cui era stata preparata per tutta la vita dalla propria famiglia. Tutte vengono pesate prima di ogni volo, e a tutte viene imposto l'uso del corsetto, che solo la ribelle Maggie (interpretata da Christina Ricci) rifiuta. Miss Havermayer, la responsabile della "pesa" delle colleghe, ricorda la signorina Rottermayer dei cartoni animati di Heidi, ligia alle regole, priva d'umorismo e, probabilmente, frustrata in quanto esclusa dall'elite, visto che non vola.
Una nota curiosa e' la presenza solo evocata del tabacco. Negli anni Sessanta fumare era molto comune, anche in aereo e in ogni area degli aeroporti, eppure l'unico segno di sigarette e' nella frase "puzzi di whisky e sigarette", detta da una delle protagoniste ad un pilota. La presenza visibile di sigarette e' bandita nelle produzioni televisive della ABC, di proprieta' della Disney, ecco la ragione dell'anacronismo.
In conclusione, Pan Am offre intrattenimento condito da nostalgia del bei tempi andati in cui volare costituiva un'esperienza esclusiva.
Ci sono raduni di protesta a Roma, ce ne sono a Parigi, e oggi parleremo non di uno, ma di due raduni che si svolgeranno il 30/10/2010 a Washington, capitale degli Stati Uniti.
Jon Stewart e Stephen Colbert sono i presentatori di due programmi di satira trasmessi da Comedy Central, The Daily Show e The Colbert Report. Stewart conduce The Daily Show come farebbe un giornalista serio, mentre Colbert, nel suo programma, interpreta un giornalista mal informato, arrogante e con seri problemi di logica, ispirato a vari "presunti" giornalisti come Bill O'Really e Glenn Beck. Jon Stewart e Stephen Colbert hanno deciso di lanciare contemporaneamente due grandi raduni al National Mall di Washington. Si tratta del Rally to Restore Sanity di Jon Stewart e della March to Keep Fear Alive di Stephen Colbert.
Il "Rally to Restore Sanity" e' diretto alla
gente che pensa che urlare sia irritante, controproducente, e terribile per la gola; (alla gente) che pensa che chi urla piu' forte non debba essere l'unico ad essere ascoltato; e (alla gente) che crede che l'unico caso in cui e' lecito disegnare dei baffetti alla Hitler sulla foto di qualcuno e' quando quel qualcuno e' Hitler in persona. O Charlie Chaplin in un certo ruolo.
Sei una di queste persone? Ottimo. Allora vorremmo che tu ti unissi a noi a Washington DC il 30 ottobre - una data priva di qualsiasi significato - al "Raduno per ristabilire il buonsenso" del Daily Show.
Il nostro e' un raduno per la gente che e' stata troppo occupata per andare ai raduni, (per gente) che ha una vita e una famiglia e un lavoro, o sta cercando un lavoro - non tanto la Maggioranza Silenziosa quanto la Maggioranza Occupata. Se dovessimo riassumere le opinioni politiche dei nostri partecipanti in una singola frase... non potremmo. E questo e' praticamente il punto (del raduno)
All'apparentemente serio piano per il "Rally to Restore Sanity" si affianca il lievemente meno serio programma della Marcia per Tenere Viva la Paura, anche nota come "Marcia per Ristabilire la Paura"...
Ricordate il caso dei due piloti della Northwest Airlines che si sono dimenticati di atterrare alcune settimane fa? David Letterman, entertainer della rete televisiva CBS, ha suggerito queste dieci scuse ai piloti:
10. Un gruppo di passeggeri obesi si e' seduto sul lato destro dell'aereo e ci ha fatti deviare verso est.
9. Siamo pagati un tanto all'ora.
8. Mapquest fornisce sempre rotte un po' lunghe...
7. Eravamo stufi che fosse solo Sullenberger a ricevere le attenzioni dei media.
6. Provaci tu, a manovrare un aeroplano cosi' grosso, dopo otto o nove cocktail!
5. Volevo vedere il finale del film trasmesso durante il volo.
4. Attivare l'autopilota e fare qualche annuncio ai passeggeri e' estenuante.
3. Secondo la nostra mappa, abbiamo mancato la destinazione solo di mezzo pollice.
2. Per una volta, abbiamo deciso di mandare i bagagli nella citta' giusta e i passeggeri in quella sbagliata.
1. Pensavamo d'aver visto quel bambino che era volato via con un pallone aerostatico.
A parte le battute, ricordo ai lettori che i piloti NON erano stanchi, NON avevano volato troppo, NON si erano proprio accorti di avere qualcosa d'importante da fare (atterrare) in quanto stavano usando un computer portatile personale (non aziendale). Che stessero giocando a tressette o elaborando un business plan o giocando con un simulatore di volo, a me, come passeggero, importa poco. Mi basterebbe che badassero alle decine di tonnellate di carne umana che trasportano in un cilindro d'alluminio a dieci chilometri dal suolo.
Con il pessimo gusto imperante a Gatlinburg, in Tennessee, non stupisce trovare non una ma due copie del Generale Lee in citta'. L'auto usata dai famosi cugini Bo e Luke Duke nel telefilm Hazzard e' qui raffigurata vicino al Cooter's Place, il garage di Cooter, compare dei cugini Duke. Si tratta in realta' di un piccolo museo/negozio aperto da Ben Jones, l'attore che interpretava Cooter nel telefilm. Jones riusci' poi a diventare un membro del Congresso degli Stati Uniti in rappresentanza della Georgia.
Quasi un tocco di classe, un posto come Cooter's, in una cittadina come Gatlinburg... l'altra copia del Generale Lee e' nel museo Star Cars, nel centro di Gatlinburg, in compagnia della Batmobile, dell'auto dei Ghostbusters, della DeLorean di Ritorno al Futuro, e di altre vetture rese famose da cinema e televisione. Non male come museo, se andate in montagna per chiudervi in una serie di sale che contengono memorabilia non aventi alcuna attinenza con il luogo in cui vi trovate.