Blog, argomento: Stati Uniti vivere negli USA 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento Stati Uniti vivere negli USA

Quanto consumano i pick-up americani!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/06/2010 alle 14:05 | 3 commenti  | Permalink
[NOTA: gli eventi descritti in questo post sono avvenuti nel maggio 2006]

Domenica ho giocato a golf, a nord di Sandy Springs, vicino ad Atlanta. Non posso che concordare con quello che e' gia' stato detto da altri in proposito: se vi piace passeggiare per i prati, fatelo. Se vi piace colpire una pallina con un bastone, fatelo. Se anche volete combinare le due cose, liberissimi di farlo. Ma per favore, non chiamatelo sport.

La settimana precedente, invece, ho affittato un pick-up Dodge Ram 1500. Millecinquecento non e' la cilindrata, visto che il veicolo e' disponibile in versione 3.700cc, 4.700 cc e 5.700 cc: credo invece fosse il numero di persone trasportabili nel cassone posteriore, o l'altezza del sedile del guidatore da terra (in millimetri), o la quantita' di carburante ospitabile dal serbatoio (in galloni). Beh, un weekend alla guida di quel gigante m'ha reso piu' americano: ho visitato due volte in due giorni il supermercato Wal-Mart locale, mi sono interessato alle armi da fuoco (ogni pick-up che si rispetti ha un fucile montato su ganci, nel retro della cabina), ai camicioni a quadretti tipici dei rednecks, e ho iniziato a pensare all'installazione di corna di bue sul frontale del Dodge. Quando poi ho dovuto reintegrare il livello del carburante, prima di restituire il veicolo, sono rinsavito: ho pagato 45 dollari. Avevo percorso 190 miglia, a circa tre dollari al gallone USA (3,78 litri), il che significa che con 15 galloni , e cioe' 56,7 litri, si fanno 304 chilometri, per un consumo di 5,5 km/l. CINQUE VIRGOLA CINQUE CHILOMETRI PER LITRO??? Spero di aver sbagliato qualcosa, nei miei conti, altrimenti si spiega la costante necessita' statunitense di invadere nazioni produttrici di petrolio.

Cinque chilometri e mezzo al litro. Faccio fatica a pensare a questa cifra. Il mio ciclomotore Motron GL4, con cui feci gite di un giorno a Savona, al Lago Maggiore e a Modane, negli anni Ottanta, faceva oltre quaranta chilometri con un litro. Con la Honda CB125x che lo sostitui' facevo solo lievemente peggio, mediamente, ma il mio record personale, da Londra a Digione, e' di circa cinquantacinque chilometri al litro, ottenuti grazie ad una velocita' ridicola successiva ad un grippaggio e riparazione. Il mio Morini 350 faceva in media 25 con un litro, e 33 km/l a 90 km/h costanti. Il CBR600F che venne dopo faceva circa 14 km/l andando spediti, e fino a 20 km/l andando piano. Ok, sono tutte moto, e il confronto e' impari, ma ... questo e' solo per rammentare(-vi, -mi) che in moto si consuma meno. E in bici ancora meno. E cinque chilometri e mezzo al litro vanno bene solo se siete al volante di un'auto da corsa.

Tags: auto, noleggio, Stati Uniti, vivere negli USA

Il buon samaritano arriva di domenica mattina con un jump-starter

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/06/2010 alle 13:11 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel febbraio 2007)

Atlanta, domenica mattina, temperatura intorno allo zero. Sara' pure febbraio, ma non dicevano che ad Atlanta fa sempre caldo, e che per questo e' soprannominata "Hotlanta"? Sono nel cortile davanti al condominio e, come ieri, la mia auto non si avvia. Faccio un paio di tentativi, niente. Un tizio sta aiutando un altro vicino che ha problemi con la batteria: dopo molti tentativi, sento quel motore che si avvia. Il tizio (quello che stava aiutando l'altro) viene da me e dice che e' la batteria. Mi dice di aprire il cofano, cosi' puo' darmi una mano.

Cerchiamo dei cavi di prolunga: il suo caricabatteria d'emergenza, o "jump-starter", e' quasi scarico, per cui dobbiamo collegarlo ad una presa nell'appartamento di una sua amica, al pian terreno. Bello: per aiutarmi, questo tizio sconosciuto chiede aiuto ad un'amica. O magari e' una sconosciuta anche lei.

Collegamento fatto, l'auto parte al primo colpo, risparmiandomi ulteriori incacchiature e una costosa visita in officina, e facendo salire di perecchi punti la mia stima per gli statunitensi.

Parlo un po' col buon samaritano: si chiama JC (il nome completo non lo conosco). Dice che avrebbe probabilmente potuto avere un lavoro piu' remunerativo, ma che preferisce invece essere il 'tour manager' di un piccolo e sconosciuto gruppo rock. Molto sconosciuto e piuttosto scalcinato, direi, a giudicare dall'auto che guida, una vecchia Oldsmobile con ruggine e pezzi che si staccano; nel bagagliaio enorme ha sedie pieghevoli, attrezzi, album fotografici, un frigorifero portatile, lattine di birra vuote, e pezzi di ricambio. E la sua auto si avvia sempre al primo colpo, come notero' in seguito.

Trovare qualcuno che ti aiuti senza chiedere niente in cambio e, anzi, senza aspettare che sia tu a chiedere aiuto, e' cosa poco frequente ovunque, Italia compresa. Questo ragazzo, JC, ha ripetuto un paio di volte, nel corso della nostra conversazione, che gli piace essere in condizione di "make the difference" (anche aiutando gli altri, direi). Beh, oggi la sua presenza ha fatto la differenza tra una giornata rovinata e una bella giornata.

Tags: auto, Stati Uniti, vivere negli USA

Ecco una chiesa ... e un'altra... e un'altra

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/06/2010 alle 07:57 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2006)

Sono costretto a menzionare la religione, probabilmente sto per avere una crisi mistica, o forse e' solo l'impatto con la vita negli USA. Lo scorso weekend abbiamo noleggiato un'auto, una "piccola" Chevrolet, 2200cc e 145 HP, e siamo andati in giro a sud-ovest di Atlanta, con l'obiettivo di visitare Turin, un piccolo villaggio in quell'area; siamo poi ritornati a Sandy Springs risalendo verso nord e poi proseguendo verso est fino a casa.

Beh, a parte Turin, un buco con 156 anime, case semi-diroccate e poverta', ci ha impressionato il numero di chiese presenti ovunque. Una metodista ... poi una battista ... poi un centro di culto dei testimoni di Geova ... poi ogni tanto una cattolica (di solito con annessa scuola) ... poi altre chiese meno note ... e poi si ricomincia con una metodista. Persino a Turin, che ha cosi' pochi abitanti, ci sono quattro chiese visibili, e magari altre nascoste. E non e' che siano edifici piccoli: in media sono solo poco meno ampi del Duomo di Milano. Beh, che cosa ci si puo' aspettare da una Nazione che parla di Dio anche sulle sue banconote?

Colgo l'occasione per 'dispel' (come si dice in Italiano? Smentire? Dimostrare falso? Sono qui da sole due settimane, e gia' dimentico la mia lingua... ) un 'mito' sugli USA: il limite delle 55 miglia orarie. Per anni s'e' detto che negli USA non si possono superare le 55 miglia all'ora, circa 88 km/h; c'era persino una canzone di Sammy Hagar, in seguito diventato il cantante dei Van Halen, intitolata "I can't drive 55".
Sulla tangenziale di Atlanta ("Er grande raccordo anulare"), col limite delle 55 miglia, io ho guidato fino a 75 miglia per ora (mph), e mi sono tenuto sulle due corsie di destra, senza mai usare le due "veloci": quelle erano occupate da veicoli che andavano ad almeno 80 mph. Non c'erano i bolidi che passano sulle autostrade italiane a 200 all'ora, e non per mancanza di soldi: di Porsche e Lamborghini se ne vedono in giro in abbondanza, qui...



Tags: chiese e templi, religione, Stati Uniti, strade, vivere negli USA

Atlanta, USA: ferie, Social Security, burocrazia e ... strani rumori dal caffe'

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/06/2010 alle 06:00 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2006)

Le ferie: io ho ottenuto di averne venti giorni all'anno, passando da un'ufficio inglese ad uno americano della ditta per cui lavoro, ma i neoassunti della filiale americana hanno solo cinque giorni di ferie all'anno, e cinque erano stati offerti inizialmente anche a me. Che si abbiano cinque o venti giorni, le ferie sono fruibili solo dopo averle maturate: io sono qui da 22 giorni, percio' sono autorizzato a prendere 1,3 giorni di ferie, al momento.

E forse dovrei prenderle per visitare il Social Security Office (again), visto che non m'hanno ancora mandato il 'pezzo di carta' ufficiale con il Social Security Number (simile al codice fiscale italiano), e per visitare l'impiegato della Bank of America a cui devo ancora dare il mio SSN, ma che non risponde mai al telefono (no comment sul customer support, hanno una serie di vicoli ciechi, nelle opzioni telefoniche).

Due giorni fa ho chiamato il SS Office, e prima di parlare con qualcuno mi sono trovato a passare per il solito labirinto di "Dial #1 if you want to inform us of a mishap, dial #2 if you are not happy with Google's behaviour in China, dial #3 if you want to request support for an invasion of Bolivia" (ok, queste opzioni non c'erano, ma la varieta' era tale che queste non sarebbero state fuori posto). Ad un certo punto, mi e' stato chiesto da una voce memorizzata di descrivere il mio problema: 'My Social Security Number has not been delivered', e la voce ha risposto con un 'We believe you might want to talk about (segue qualcosa di incongruente col problema, tipo 'tax returns for year 2003'), is that right?'; ho risposto 'No', e la voce ha risposto che le dispiaceva, e m'ha chiesto di descrivere nuovamente il problema. Ho progressivamente semplificato la descrizione, ed ogni volta l'interpretazione del problema era errata, ed al mio 'No' seguiva una risposta piu' umiliata e spiacente, del tipo 'We are extremely sorry for our inability to fully comprehend the details of your problem. Please rest assured that we consider your problem as our problem, and that we will do whatever it takes to give you a satisfactory reply.'. Alla fine, dopo che la voce ha interpretato in modo corretto il problema, sono stato messo in collegamento con un'impiegata che non aveva la minima idea del mio problema, e che pertanto ha ripetuto le domande del messaggio automatico. Alla fine, capito che il mio problema era che non avevo ancora ricevuto la mia tessera ufficiale col Social Security Number, m'ha detto che era presto per reclamare, e che otto giorni di attesa sono normali: si deve protestare a partire dal quattordicesimo giorno.

Stamattina ho notato che la macchina del caffe' (americana, per fare il caffe' all'americana) fa il rumore che mi sarei aspettato dallo scarico della vasca da bagno. Questo forse spiega sia la lentezza nello svuotamento della vasca che il caffe' poco saporito. Houston, we have a problem... parafrasando Elio e Le Storie Tese, "Ho la vasca da bagno che fa contatto con la caffettiera".

Ieri ho compilato alcuni moduli per l'assunzione. Come, non sono ancora assunto? Mah, in effetti un contratto scritto e firmato non ce l'ho, anche se la sede USA mi sta pagando dal primo gennaio 2006. Questi moduli sono cosi' complicati e diabolici che, dopo aver finito di compilarli, mi sentivo cosi' in forma che avrei affrontato un 740. Non che sia un'impresa, la dichiarazione dei redditi in Italia, ma dopo cinque anni in Inghilterra, con burocrazia ridotta al minimo, ho perso l'abitudine.


Tags: Atlanta, documenti, Stati Uniti, vivere negli USA

Appunti sui supermercati statunitensi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/06/2010 alle 18:55 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2007)

Dopo due anni passati negli Stati Uniti, mi pare giunto il momento di parlare di qualcosa d'importante per chi vive negli Stati Uniti: i supermercati. Ecco una breve rassegna delle catene di supermercati statunitensi, per come le conosco io. Come siano le altre filiali di questi supermercati, nel resto degli USA, non so: i miei commenti vanno riferiti solo alle filiali dell'area di Atlanta, e in particolare Atlanta nord (Sandy Springs e dintorni).

- Wal-Mart: enorme, il piu' economico, vasta scelta per quasi tutto, ma l'acqua minerale non ce l'hanno, per esempio. Wal-Mart ha una reputazione di squallore e di prezzi piu' bassi a qualsiasi costo, quindi dando poca importanza alla qualita'. Reputazione meritata, tanto che ho avuto varie volte l'impressione che molti clienti si vestissero male appositamente per andare da Wal-Mart; in realta' e' soprattutto un supermercato dove si puo' trovare tutto o quasi, compresa una vasta scelta in fatto di attrezzature sportive e da campeggio (comprese armi da fuoco, non esposte), tante cornici per fotografie, molti capi d'abbigliamento a basso costo. Ampia sezione abbigliamento, ma e' meglio soprassedere su taglio e qualita' dei capi (questo vale per voi che avete buon gusto: io ci ho comperato degli economici e robusti pantaloni da montagna).
Aperto 24 ore su 24.

- Kroger: se Wal-Mart ha la reputazione d'essere il supermercato piu' squallido, Kroger sembra puntare a soppiantarlo: prezzi bassi, e molti articoli in cui la qualita' passa in secondo piano rispetto al prezzo; persino le pubblicita' televisive di Kroger fanno uso di attori brutti o appositamente imbruttiti (acne diffusa, capelli in disordine, vestiti sgualciti), ma non in modo ironico. Come in tutti gli altri supermercati elencati in questa pagina, anche da Kroger ci sono tutti o quasi gli alimenti e gli articoli che un cliente medio puo' desiderare, compresa una vasta selezione di vini (tra i vini italiani sono presenti soprattutto i classici Chianti e Pinot Grigio) e dolci freschi, ed una vasta area del supermercato e' dedicata al cibo kosher.

- Publix: si rivolge ad un tipo differente di clienti, disposti a spendere di piu'. Supermercati piu' piccoli rispetto a Kroger e Wal-Mart, cassieri piu' gentili, "impacchettatori" sempre presenti e gentili (e con la targhetta "Niente mancia, basta un grazie" sul grambiule). Molto cibo organico.

- Target: enorme (nella versione 'Super Target') e 'generalista' (dalla vite al vitello), abbigliamento decente; tra i supermercati menzionati finora, l'unico altro che vende abbigliamento e' Wal-Mart; da Target i prezzi sono un po' piu' alti e la qualita' anche. Poco cibo esotico, abbastanza cibo organico, vini poco costosi ma selezione limitata; in compenso, tante bici e articoli sportivi, un'ampia area dedicata ai mobili, molti videogiochi per PC e consolle. Una numero inusuele di cassiere bone, lo dico per dovere di cronaca, me l'ha fatto notare mia moglie, io non bado mai a queste cose... ;)

- Whole Foods: solo alimentari. Soprattutto cibo organico e straniero, la selezione di formaggi e' tra le piu' vaste che io abbia mai visto; pochi vini ma particolari (uno dei pochi supermercati USA con vini sardi, tra l'altro), soppressata e coppa disponibili (bresaola no, che ingiustizia); il piu' costoso dei supermercati citati in questa pagina, con una disposizione dei prodotti che non segue lo standard degli scaffali paralleli ma che crea invece delle 'nicchie' dedicate a prodotti provenienti da specifiche aree geografiche. Sara' per questo layout, o per una coincidenza, ma Whole Foods e' anche il supermercato in cui m'e' capitato piu' spesso di conversare con persone che non avevo mai visto prima, e di vedere altri clienti che si scambiano pareri riguardo al cibo in vendita.

- Harry's Farmers Market: "Whole Foods on steroids", direbbero gli anglosassoni: si tratta di una versione maggiorata di Whole Foods, e anche se hanno nomi differenti, fanno parte dello stesso gruppo. Solo Wal-Mart e Super Target sono piu' vasti. Nonostante il nome, i contadini non ci sono, nel supermercato; in compenso, la selezione di vini di tutto il mondo (tra cui barbera, barbaresco, bonarda, brunello ... e mi limito alla B), formaggi (qualcuno in piu' rispetto a Whole Foods), pasta, carne, pesce, e soprattutto verdura, e' la piu' ampia a disposizione qui. Peccato sia un po' lontano (ad Alpharetta, nord di Atlanta);

- Ingles: catena diffusa nel sud-est degli USA, soprattutto fuori dalle grandi citta'. Piu' diffuso nel nord della Georgia che nell'area di Atlanta, ha una vasta selezione di prodotti che vengono proposti come genuini, e utilizza soprattutto fornitori locali, il che e' degno di rispetto, anche per motivi ecologici. Vista la localizzazione g...

Tags: acquisti, Atlanta, Stati Uniti, vivere negli USA

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