Gli Stati Uniti sono stati creati da gente col desiderio di viaggiare, o come minimo la disponibilita' a prendere
baracca e burattini ed andarsene verso nuovi lidi: non c'e' troppo di che stupirsi, quindi, che
un milione di americani vivano da nomadi. Due sembrano essere i fattori che spingono un numero sempre maggiore di statunitensi a vendere (o magari solo affittare) le loro case e vivere "on the road". Uno e' l'invecchiamento dell'americano medio.
"Salve, sono John Smith, l'americano medio, e sto invecchiando. Perdo i capelli, dimentico le cose, e l'osteoporosi inizia a manifestarsi. Pero' almeno viaggio."
L'altro e' la crisi economica attuale. Prima si aspettava di raggiungere la pensione per iniziare a viaggiare con costanza.
"Salve, sono John Smith, l'americano medio, e viaggio con Costanza, una ventenne tutta curve. Mi sa che rischio un infarto."
La crisi economica globale ha fatto perdere il lavoro a tanti americani. Perdere il lavoro non e' una novita' ne' una tragedia, al di la' dell'Atlantico, ma la situazione e' diversa, ora: se tutte le ditte licenziano e nessuna assume, i nuovi lavori dovranno arrivare da direzioni differenti, oppure non ci saranno. Mettersi in viaggio per qualche mese, in attesa che la situazione economica migliori, diventa quindi un'opzione quasi ragionevole.
"Salve, sono John Smith, l'americano medio, e ho perso il lavoro. Ho venduto la mia casa e ho deciso di viaggiare. Ora sto andando in Patagonia in treno piu' pullman. Conto di tornare a Denver tra un anno, sperando che questa crisi economica passi, nel frattempo. Stando via per dodici mesi in Paesi col costo della vita inferiore a quello della mia citta' dovrei riuscire a cavarmela senza consumare tutti i miei risparmi."
"Ragionevole" e' un termine molto relativo. Cio' che e' ragionevole nella cultura americana puo' esserlo meno in quella italiana.
"Salve, sono Mario Rossi, l'italiano medio, e ho perso il lavoro. Ho venduto la mia casa e ho deciso di viaggiare. Stavo per prendere un treno per Lisbona per poi andare a Gibilterra e da li' in nord Africa, ma i miei parenti hanno chiamato un'ambulanza e mi hanno fatto internare, dicendo che 'solo un pazzo venderebbe una casa, di questi tempi'. Lo psicologo dell'ASL ha confermato. Ora non posso piu' viaggiare."
Mollare tutto e viaggiare? Ci sono quelli che non sanno stare fermi troppo a lungo nello stesso posto: loro non hanno bisogno di ragioni per viaggiare continuamente. Gli altri faranno bene a meditare, prima. A loro sono destinate le seguenti riflessioni.
- Portate con voi
pazienza e senso dell'umorismo: vi serviranno nell'incontro con culture differenti.
- Non affezionatevi troppo alle vostre cose: se va bene le consumerete, se va male verranno perse o rovinate.
- Non aspettatevi di farvi capire a gesti in Russia, o di parlare
spagnitaliano in Ecuador: imparate una lingua, magari due.
- Piu' facile fare i nomadi se avete un lavoro che puo' essere svolto ovunque, o se sapete inventarvi il lavoro adatto al luogo in cui vi trovate.
- Alternate destinazioni in cui farete solo i turisti (bellissime, isolate, pre-tecnologiche) con altre in cui lavorare.
- Badate alla vostra salute. Sonno, pasti, sforzi: alcune delle cose cui badare
- Se viaggiate con famiglia/amici/compagna(-o), ritagliatevi dei momenti solo vostri.
- Non correte in aereo da un posto all'altro. Viaggiate come viaggiano i locali e vedrete di piu' spendendo di meno.
- Non createvi aspettative: quello che altri hanno fatto, della propria vita "on the road", non e' quel che farete voi.
- Non createvi aspettative irrealizzabili: la vita da nomadi non e' necessariamente una vita in vacanza. Qualche soldo dovrete guadagnarlo, ogni tanto (e se riuscite a farne a meno,
scriveteci e diteci come!).
- Mantenete un indirizzo fisico, anche se vendete la vostra casa: quello di un familiare, per esempio, o di chiunque sia disposto a sfogliare la vostra posta per segnalarvi qualcosa di urgente.
Non e' mai troppo tardi. Pur non essendo un vero "nomade", chi scrive ha vissuto per oltre trent'anni nella stessa casa, poi e' andato a vivere all'estero, e da quel momento ha vissuto in tre continenti.
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La fine dell'anno e' vicina, quarantott'ore e saremo nel 2009. Ecco dieci buoni propositi che suggeriamo per i vostri (e nostri) viaggi del 2009:
- Nei voli continentali portare solo bagaglio a mano, niente in stiva;
- Camminare o pedalare quando possibile; usare mezzi pubblici come seconda scelta; usare veicoli individuali a motore (anche elettrico) solo quando le altre opzioni non sono disponibili;
- Prendere al volo qualsiasi "offerta speciale" che porti in posti non ancora visitati: meglio la prima visita a Giacarta o Bruges o Tallinn, piuttosto che la terza a New York, la decima a Londra o la seconda a Phuket;
- Evitare di acquistare qualsiasi servizio extra offerto dalle linee aeree: portare panino e acqua minerale da casa, e fregatevene se qualcuno vi guarda dall'alto in basso;
- Arrivare in aeroporto molto in anticipo, soprattutto in caso di voli con compagnie low cost;
- Usare treni, metropolitana e autobus di linea quando possibile, visto quelli non ci depositeranno a vari chilometri dai posti che vogliamo visitare;
- Conoscere e rispettare le regole che accettiamo quando usufruiamo di un servizio. Un minuto di ritardo, un chilo di bagaglio in sovrappeso, un eccesso di velocita' di un chilometro all'ora, una sigaretta dove non si puo' fumare, un bicchiere di birra quando ci apprestiamo a svolgere un'attivita' in cui l'alcool e' vietato: sono tutte violazioni, evitiamo di pensare che "me la faran passare liscia, ero appena oltre il limite".
- Imparare un'ulteriore lingua straniera, possibilmente il cinese mandarino, che potrebbe superare l'inglese nel ruolo di lingua franca; rinfrescare le altre lingue che conoscete, das w?rde eine gute Idee sein;
- Dopo aver speso tempo e denaro per arrivare in una destinazione che forse non visiterete piu', non rinunciate a visitare qualcosa solo perche' costa un po' piu' di quanto vi sembri ragionevole: quando vi capitera' un'altra occasione per visitare l'Antelope Canyon, per esempio?
- Scattare meno foto, ma dedicare piu' preparazione e attenzione a ciascuna immagine, in modo da non dover cancellare il 50% delle foto scattate;
- Seguire la filosofia del viaggiare leggeri, che sara' il principio cardinale di questo sito anche in futuro.
Avete dieci buoni propositi per i vostri viaggi del 2009? Scrivete!
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