Blog, argomento: abrasioni superficiali 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento abrasioni superficiali

Come sara' il 2012

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/01/2012 alle 11:16 | 0 commenti  | Permalink
Paura, crisi, le cose vanno a rotoli. Durante queste vacanze natalizie trascorse in Italia non ho sentito dire altro. E in circostanze del genere, che cosa potra' portarci il 2012, se non altre cattive notizie? Ho appena letto quel che Seth Godin ha scritto in proposito, e non posso che raccomandarne la lettura, soprattutto ai pessimisti e a chi si aspetta che i cambiamenti arrivino dall'alto o da lontano. Alcuni brani:
La situazione non e' desolata. E' completamente aperta.

I tassi d'interesse sono ultrabassi, la violenza e' ai minimi storici, interi campi dell'industria stanno venendo rifatti e ripensati, e non c'e' mai stato cosi' tanto potere nelle mani di chi e' fuori dal "sistema".

Lo status quo sta prendendo mazzate, non puoi dubitarne. E' questo che rende (la situazione attuale) una rivoluzione.

(negli ultimi anni - ndr) la gente ha iniziato movimenti, creato aziende che valgono milioni, rovesciato dittatori, trovato nuovi lavori, acquisito nuovi talenti... in generale, (la gente) hanno fatto un sacco di cose.

(...) Ecco una domanda che dovresti stampare e incollare in un posto ben in vista. Potrebbe farti risparmiare un po' di angoscia, tra quindici anni. La domanda e': che cosa hai fatto quando i tassi d'interesse erano al minimo, c'erano persone eccezionali in cerca di lavoro, lo sviluppo di nuovi prodotti e il loro marketing erano diventati semplici grazie ai computer (e a Internet - ndr)?

Molte persone dovranno rispondere a quella domanda dicendo "Ho usato il mio tempo aspettando, lamentandomi, preoccupandomi e sperando". Perche' questo sembra essere quel che tanti fanno, di questi tempi. Per fortuna, non tutti dovranno confessare d'aver fatto scelte cosi' sbagliate.

Se state facendo lo stesso sbaglio - aspettare, lamentarvi, preoccuparvi e sperare - ripensateci. Le opportunita' non stanno diminuendo. Stanno aumentando.

Tags: abrasioni superficiali, lettera aperta, visioni e previsioni

In Inghilterra, casa pulita uguale vita spesa male

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/12/2011 alle 06:59 | 2 commenti  | Permalink
Questa targhetta vista in un negozio del Lake District dice "Una casa pulita e' il sintomo di una vita sprecata".

Una casa pulita...


Durante la prima visita in Gran Bretagna, molti italiani storcono il naso di fronte alla pulizia (o alla sua mancanza) nelle case che visitano). Credo che la foto spieghi la situazione: posto di fronte alla scelta tra pulire la casa e fare un viaggio, una bevuta al pub o divertirsi con gli amici, un inglese di solito non ha dubbi: la pulizia della casa ha la priorita' minore di tutto il resto. E chi dedica la propria vita a tenere pulita la propria casa e', per un inglese (perlomeno, per l'inglese che ha preparato questa targhetta), uno che spreca la propria esistenza.

Anche perche' tra l'uomo e la polvere, vince sempre la polvere.

Tags: abrasioni superficiali, antropologia spicciola, foto, Gran Bretagna

Tutti insieme (non) appassionatamente

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/12/2011 alle 12:05 | 0 commenti  | Permalink
Dante: Tu odi la gente!
Randal: Ma adoro le adunate.
[Clerks, 1994]

Qualcosa non quadra. In teoria, il viaggiatore del XXI secolo e' un intenditore ben informato, capace di trovare online destinazioni incantevoli e sorprendenti. In pratica, finiamo sempre per ritrovarci nei soliti posti. Guardate questa foto, per esempio. E' stata scattata nel villaggio di Oia a Santorini, e mostra la folla in attesa del tramonto.

Santorini, la folla in attesa del tramonto


Francamente, il tramonto non era eccezionale, quella sera. La folla, invece, lo era: gente in attesa del tramonto su ogni balcone, scalinata, muretto e gradino di Oia. Piu' che un tramonto, pareva fosse previsto un incontro con un'astronave aliena.
Viene da pensare a The Beach, film di Danny Boyle con Leonardo Di Caprio e Tilda Swinton. Nel film, Di Caprio raggiunge un'isola segreta, un paradiso nascosto, grazie a indicazioni frammentarie. Pochi sanno che quel posto incredibile esiste, anzi, tanti neppure credono che esista, e raggiungerlo - e lasciarlo - e' un'avventura. Pochi ci arrivano, meno ancora se ne vanno.

E' L'Avventura,volendo abusare delle maiuscole.

La realta', invece, somiglia parecchio al tran tran quotidiano. Arrivati a Santorini, ...:

1) Parcheggiare scooter (noleggiato) in parcheggio sovraffollato;
2) Percorrere a piedi la via principale di Oia seguendo la folla (si va tutti nella stessa direzione);
3) Trovarsi sul lato giusto della collina di Oia alle diciannove e trenta (non si sa mai, se la folla del punto 2 seguiva un buontempone, rischiate di trovarvi tutti in un bar senza vista sul mare);
4) Sedersi. Scoprire che non si vede niente, c'e' di mezzo il famoso mulino visibile in tutti i ventisei milioni di fotografie del tramonto a Santorini. Cercare un posto a sedere migliore. Da li' vi ritroverete a fotografare il mulino;
5) Preparare macchina fotografica o iPhone per fotografare il tramonto;
6) Scattare foto;
7a) (Per quelli che sono li' con una/uno appena conosciuta/o) Proclamare che quel tramonto ti scioglie il cuore, che non ne hai mai visto uno simile; disinvoltamente, verificare presenza profilattici nel portafoglio;
7b) (Per quelli che sono li' con marito/moglie/partner di lungo corso) Affermare che non ne valeva la pena e che avreste fatto meglio a mangiare due domato keftedes al residence, tra un salto in piscina e l'altro. Gesti d'assenso.

L'avventura e' altrove, probabilmente.

Tags: abrasioni superficiali, antropologia spicciola, foto, Grecia

Non c'e' niente da comprare, via, via!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/10/2011 alle 13:50 | 0 commenti  | Permalink
Io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi
vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso...
Franceso Guccini, L'avvelenata

No, cari miei, siete capitati nel posto sbagliato: se credete ad ogni parola che leggete sui giornali, oppure online, o a quello che vi dice l'amico che sembra saperne sempre piu' di voi, siete capitati nel posto sbagliato. Se vi aspettate che vi descrivano il mondo come lo vorreste, anziche' com'e', andate altrove, o rivolgetevi al vostro spacciatore di panzane di fiducia, che sia un politico, un altro blogger o un agente di viaggi. Io non sono qui per vendervi un viaggio, per piazzarvi una multiproprieta' o per raccomandarvi un prodotto: scrivo perche' mi piace, perche' non posso farne a meno, perche' a volte, per caso o per abilita', mi capita di dire cose che possono essere utili e che non sono ancora state dette.

Oh, com'e' bella quella spiaggia. Oh, New York e' cosi' trendy! Guarda, un cucciolo di foca che sorride! Hai visto quello smartphone, e' I-N-C-R-E-D-I-B-I-L-E, fa tutto, anche il caffe'!

Volete leggere frasi del genere su questo sito? Potrebbe anche capitarvi di trovarle (a parte che, quando le fotografo io, le foche piangono quasi), ma non aspettatevi che chi scrive trovi tutto bello, positivo, splendido. Non mi faccio di LSD ne' di cocaina, e quando vedo un posto che fa pieta' lo dico. Del resto, se uno - blogger, giornalista, politicante - dicesse sempre che tutto e' perfetto, non dubitereste neppure un po' di lui? E allo stesso modo, se le recensioni di un B&B o di un hotel o dell'ennesimo iQualcosa fossero tutte piene di lodi sperticate, non sentireste puzza di bruciato? Neppure il posto piu' bello del mondo mettera' mai tutti d'accordo, ci sara' sempre qualcuno che non segue il coro, e se un albergatore minaccia un cliente insoddisfatto dicendo "sarete (...) isolati da commenti positivi", non si rende conto che e' proprio la presenza di commenti eterogenei (positivi e negativi) a rendere attendibile l'insieme dei commenti. Ne riparleremo.

Infine, non sono qui per vendervi qualcosa, e quando vado in un posto, o compro uno zaino, un obiettivo o un paio di scarponi, li pago per intero, senza presentare un biglietto da visita che dice implicitamente "fammi uno sconto o parlo male della tua azienda" (e i problemi di Tripadvisor nascono anche da questo).

Beh, volevo piazzare una citazione di Guccini nel blog, l'ho fatto, passo e chiudo.

Tags: abrasioni superficiali, questo sito

Spegni il computer, apri la porta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/10/2011 alle 07:03 | 0 commenti  | Permalink
Andate e fate, tanto ci sar? sempre, lo sapete
un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate

Franceso Guccini, L'avvelenata

Ogni giorno mi trovi qui, su questo blog, con la mia ennesima uscita, sia essa un'analisi dell'industria del viaggio, una notizia sui voli low cost, o un paio di foto scattate nei dintorni di Londra. E ogni giorno ti vedo davanti al computer: nella prima "G" di ViaggiareLeggeri, in cima al sito, c'e' una webcam che ti sta inquadrando proprio ora. E ogni giorno mi chiedo "Ma perche' non esci?" (E non usare i figli come scusa, non passar loro l'eredita' di una vita non vissuta.) Capisco che per otto ore sei legato alla scrivania, o alla pressa, o al banco del negozio, ma dopo? Cosa ti impedisce, uscito dal lavoro, di camminare, salire in bici, in moto, in auto, e andare in un luogo dove non sei mai stato? Non importa che tu abiti a Milano o a Pedesina, c'e' sempre qualcosa di nuovo da vedere e da fare. E se non credi ci sia qualcosa che non hai mai visto, oppure se non ti interessa vedere cio' che e' differente, se vai in Malesia e ti lamenti che non fanno la pizza come la vuoi tu, non hai motivo di viaggiare: sei gia' morto dentro, se non sei curioso verso cio' che non conosci. Stai a casa, accendi la TV, fatti un the'.

Ma perlomeno smettila di leggere i blog di viaggi, non far finta che ti interessino.

Tags: abrasioni superficiali, Wanderlust

Correlazione tra analfabetismo informatico e uso delle agenzie viaggi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/10/2011 alle 07:12 | 0 commenti  | Permalink
In un articolo su Travel Weekly, Richard Turen ha scritto che, secondo alcuni titolari di agenzie viaggi, circa il 40% della loro clientela non usa Internet. Non ha detto "non usa Internet per prenotare viaggi": non usa Internet, tout court. Si parla di Stati Uniti, viene quindi da pensare che questo 40% di clienti delle agenzie viaggi non votino per Barack Obama, visto che il Presidente statunitense, il mese scorso, s'era retoricamente domandato se ancora ci fosse qualcuno che usa le agenzie viaggi.

La tesi di Turen e' interessante, ma le prove su cui si basa l'autore sono poco circostanziate:
  • Una statistica di "20 milioni di persone che cancellano l'abbonamento ad Internet ogni anno", che probabilmente significa solo che quei 20 milioni di utenti sono passati da un fornitore di connettivita' Internet ad un altro.
  • Un'altra statistica secondo cui la percentuale di utenti che considera Internet un modo affidabile per prenotare viaggi e' scesa dal 67% al 54%.
  • Infine, una statistica sorprendente: il 68% di tutti gli acquisti di crociere viene deciso dopo attenti studi ... in bagno. E questo spiegherebbe, secondo Turen, come mai la maggior parte delle descrizioni delle crociere consistono in testi che possono essere letti in tre minuti.

Quindi, tra i clienti delle agenzie viaggi, quelli che non amano usare Internet sono in aumento. Tesi interessante, quella di Turen, ma che non tiene conto di un dettaglio non marginale: come ricordatoci da Timothy O Neil-Dunne, un analista del settore, il bacino di utenza delle agenzie viaggi tradizionali e' in continua contrazione, e i clienti che sono rimasti fedeli alle agenzie viaggi sono quelli che sono meno disposti a utilizzare Internet per pianificare i loro viaggi. E a questo punto si tratta del classico dilemma "ci sei o ci fai": ci sono quelli che potrebbero prenotare da soli ma si rifiutano puntigliosamente, e quelli che sono invece terrorizzati dall'idea di prenotare online da soli, oppure sono oggettivamente incapaci di farlo.

Se un'agenzia viaggi spera che questo genere di clienti continui ad esistere, o che aumenti persino, si avvia al suicidio commerciale:

Un'agenzia viaggi che punti a questo genere di clienti e' destinata al suicidio commerciale: l'alfabetizzazione informatica inizia molto presto, e i bambini delle elementari sanno gia' usare Internet per trovare risposte alle loro domande; gli anziani sono da qualche anno al centro di campagne di informazione sull'uso dei computer (perlomeno nel resto del mondo, se non in Italia), e trovare qualcuno che non sa usare il computer sara', nei prossimi anni, come trovare qualcuno che non sapeva usare il telefono negli anni Ottanta: infrequente, inusuale, imbarazzante.

Se non vogliono finire nel dimenticatoio insieme ad altri lavori scomparsi o in via di estinzione, gli agenti di viaggio dovranno trasformare il modo in cui lavorano. Non e' una minaccia: e' solo una constatazione.

Tags: abrasioni superficiali, agenzie viaggi, formazione, informatica, prenotazioni

Dieci momenti imbarazzanti in viaggio

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/10/2011 alle 10:23 | 0 commenti  | Permalink
Sei in viaggio, stai visitando posti spettacolari, hai incontrato persone simpatiche, e ... capita qualcosa cosi' imbarazzante da farti venir voglia di scavare una buca e nascondertici dentro. O di buttar dentro alla buca il tuo compagno di viaggio.

1) Sto attraversando in moto la Francia per andare in Irlanda. Mi fermo a dormire nel campeggio di Nuits St. George, non lontano da Digione. Conosco una comitiva composta da francesi, danesi e inglesi, mangiamo e beviamo qualcosa insieme, poi andiamo in un villaggio vicino e visitiamo la discoteca campagnola locale, dove un immigrato italo-francese mi offre varie birre. Rientriamo in campeggio verso l'una piuttosto alticci (fortunatamente il guidatore designato e' astemio), vado a dormire dopo una sana vomitata. Il mattino dopo non trovo il portafoglio. Non c'e' da nessuna parte, senza quello non ho i soldi per pagare neppure il campeggio, ma soprattutto non ho documenti. Sono nei guai.

Passo la giornata ripercorrendo il percorso della sera prima, accompagnato dagli amici francesi (inglesi e danesi sono partiti). Andiamo anche al consolato italiano a Digione, ovviamente chiuso (e' domenica), e nel pomeriggio, ritornato al campeggio senza avere un'idea su come risolvere la situazione, ritrovo il portafoglio. Era al fondo del sacco a pelo, dove l'avevo messo per sicurezza, per evitare di perderlo. Quando lo dico ai miei neo-amici francesi loro, giustamente, mi sollevano e mi portano allo stagno del campeggio, dove mi gettano nella parte piu' fangosa. Beh, me lo sono meritato.

2) Sono in taxi a Taipei (Taiwan), il tassista parla un inglese decente e ha voglia di parlare. Mi chiede di che nazionalita' sono. Alla mia risposta, mi chiede se e' vero che la liberta' di stampa in Italia e' limitata come ai tempi di Mussolini. Il commento mi irrita, right or wrong it's my country come dicono giustamente gli statunitensi, e gli rispondo che sono situazioni molto differenti. Mi dice che ha letto delle domande fatte a Berlusconi da un giornale, mi chiede se SB ha risposto. Non credo, gli rispondo. "Ah, come Xyz (un politico taiwanese) che poi e' finito in galera!", dice. No, non proprio, purtroppo.

3) Sono da amici a Taoyuen (Taiwan), c'e' una partita di baseball in tv, ma per rispetto verso l'ospite, il padrone di casa cerca - e trova - una partita di calcio. Sono lontano dallo schermo e non vedo i nomi delle squadre, dopo pochi secondi vedo un portiere colpito da un oggetto, credo un razzo. Altri razzi gli cadono vicino. Intorno a me ci sono commenti preoccupati per la salute del portiere. Mi avvicino alla tv: la partita e' Inter-Milan, per la Champions League. Un amico mi chiede se succedono spesso cose del genere nel calcio italiano. Un altro menziona uno scooter lanciato dagli spalti a Milano, anni fa. La partita nel frattempo e' sospesa, e una mano pietosa cambia canale, si ritorna al campionato taiwanese di baseball, per fortuna.

4) Anno 1989, sto visitando il villaggio di Ambleside, nel Lake District inglese. Negli ultimi dieci giorni non ho pronunciato neppure una parola in italiano, a parte le conversazioni telefoniche con la mia famiglia in Italia, e mi manca un po' il suono della nostra lingua. Vedo una comitiva di vacanzieri italiani che cammina davanti a me. Mi avvicino ad uno di loro, e alla frase "Scusate, che ore sono?", detta da me in italiano con lieve accento torinese, i connazionali rispondono con le memorabili parole "Sorry, no English! Sorry, no English!". Sei italiano, vai in Inghilterra, qualcuno ti si rivolge in Italiano e rispondi cosi'?

5) Per far capire quanto sia (o fosse) facile riconoscermi come italiano. Quando visitai Londra per la prima volta, nel 1987, entrai da solo un una pasticceria e acquistai delle paste. Non feci conversazione, mi limitai a indicare quel che volevo dicendo "this one", "that one", "that one too". Al momento di pagare mi sposto di fronte alla cassa, e il negoziante dice, testuali parole: "Ma sei di Torino?". Era italiano, e la mia cadenza torinese era facilmente identificabile anche solo dicendo due parole in inglese. Boia faust!

6) Isole Perhentian, in Malesia. Siamo a cena in un ristorante molto rustico, sulla spiagga, e a qualche tavolo di distanza c'e' una comitiva italiana, credo di Roma. Hanno ordinato tutti pizza (ovvio, si va dall'altro capo del mondo cercando di evitare di conoscere cose nuove, no?), e ora si stanno lamentando con il ristoratore perche' le loro pizze non sono esattamente come quelle che fa il pizzaiolo all'angolo vicino a casa loro.
...

Tags: abrasioni superficiali, antropologia spicciola, liste

Come avere due posti in aereo pagandone uno solo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/10/2011 alle 14:06 | 0 commenti  | Permalink
Sei un asociale cronico? Non ti piace aver qualcuno seduto di fianco a te, in aereo? Ecco un consiglio adatto a te, ma se la tua coscienza non ti lascera' dormire, non venire a lamentarti da noi.

Sei in aereo, e voli con una linea aerea che non assegna posti a sedere, quindi sali e ti siedi dove puoi. Sei un asociale, viaggi da solo e non vuoi che nessuno si sieda nel sedile di fianco al tuo, che ovviamente e' quello vicino al finestrino, perche' da li' puoi goderti il panorama, scattare foto anche quando non e' consentito, e poi non devi alzarti per far passare chi vuole andare in bagno.

Come tenere vuoto il sedile di fianco al tuo? Schifando gli altri passeggeri, ecco come.

La soluzione piu' semplice e' quella di rendere poco desiderabile il posto di fianco al tuo, e l'igiene garantisce risultati: siediti in aereo indossando un maglione con macchie di sugo, bagna cauda e terriccio, viaggia in pantaloncini corti che mostrino le tue ginocchia sbucciate che, se non sanguinanti, dovranno perlomeno essere ricoperte di croste parzialmente sollevate. I dreadlocks sono la scelta migliore per i tuoi capelli, visto che sono di solito associati a scarsa igiene, ma non disperare se ti manca la materia prima: se hai i capelli corti o soffri di calvizie, tagliati i capelli in modo irregolare, in modo da far dubitare delle tue facolta' mentali (ecco qualche idea). Non farti la doccia per una settimana, prima di salire in aereo, in modo che anche i passeggeri non vedenti riescano a percepire e ad evitare frettolosamente la zona in cui ti sei seduto.

E se ne hai il tempo e l'opportunita, ecco una perla, la soluzione che ti garantira' un posto libero di fianco al tuo: hai presente i sacchetti che le linee aeree mettono a disposizione dei passeggeri che si sentono male? Si', proprio quelli: i sacchetti in cui si vomita. Sali in aereo in fretta, prendine uno, gonfialo un poco soffiandoci dentro, in modo che sembri pieno, e piazzalo sul sedile di fianco al tuo; datti un'aria sofferente, di uno che, in aereo, vomita persino prima del decollo, e ogni tanto butta uno sguardo al sacchetto, come se fossi intenzionato ad usarlo a breve termine.

Garantito: nessun passeggero chiedera' ad un'assistente di volo di spostare quel sacchetto per farti posto. Troppo spiacevole, trovarsi in volo vicino ad un passeggero che vomita. E il bello e' che questa soluzione funziona anche in nave, per esempio in traghetto, e in pullman: anche se il veicolo e' pieno, gli altri passeggeri faranno il possibile - e l'impossibile - per evitare di sedersi di fianco a te.

Certo, se sei cosi' asociale da non voler stare vicino a nessuno, viene da chiedersi cosa ci vai a fare, in vacanza, ma quelli sono fatti tuoi.

Tags: abrasioni superficiali, posti a sedere, suggerimenti e raccomandazioni, umorismo

Aiuta il mondo, azzanna un buonista anche tu

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/09/2011 alle 06:18 | 0 commenti  | Permalink
Un lettore del forum e' rimasto turbato dalle critiche rivolte alle agenzie viaggi nel forum. Povero lettore! Pensa che le agenzie viaggi siano state trattate con cattiveria gratuita. E invece un po' di sano veleno ci vuole: a forza di edulcorare le critiche per paura di offendere chi le riceve, siamo arrivati al punto che criticare e' vietato. E se nessuno ti critica tu credi che vada tutto bene e non capisci che c'e' da migliorare. Beh, se volete un sito cosi', siete capitati nel posto sbagliato: come dice John Doe, l'uomo qualunque,
Wanting people to pay attention, you can't just tap them on the shoulder. You have to hit them in the head with a sledgehammer. Then, you have their strict attention.

A chi crede che le agenzie viaggi - o altre categorie - siano povere vittime di malvagie critiche di parte, ricordo che ViaggiareLeggeri rispetta le pari opportunita': ce n'e' per tutti. Per esempio, per Rayanair, per chi ha paura di volare con Ryanair, per quelli che parlano del mondo senza capirne niente, per le religioni, per la burocrazia britannica, per gli sciachimisti, per chi attraversa la strada, per l'ossessione singaporiana per le leggi, per i fotoamatori, per i santi col cannone, per chi pensa che il semaforo rosso sia una raccomandazione, per i torinesi, per la stazione ferroviaria di Segrate

Un consiglio? Fatevi crescere del pelo sullo stomaco.

Tags: abrasioni superficiali, agenzie viaggi

Hypocrisy, il gioco di Tony Blair

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/03/2011 alle 11:18 | 0 commenti  | Permalink
Hypocrisy, il gioco di Tony Blair
Hypocrisy e' un gioco da tavola che ho trovato a casa di amici, in Inghilterra, durante le pulizie di primavera (oggi). Come sia il gioco non lo so, ma trovo divertente (e impraticabile in Italia) il fatto che sia stata usata una caricatura dell'ex primo ministro Tony Blair, nell'immagine sulla scatola di un gioco con un nome cosi'. Non che sia una sorpresa completa: uno dei giochi di parole piu' diffusi sul nome di Blair e' "Tony Bliar", praticamente Tony il bugiardo. No, non e' andata giu' a molti, la quantita' di frottole affermazioni di dubbia veridicita' che hanno portato la Gran Bretagna ad invadere l'Iraq.

Immaginatevi se un'azienda italiana mettesse in commercio un gioco da tavola con un nome spiacevole (tipo Ipocrisia! Truffa! Intrallazzi!) e usasse sulla confezione del gioco la caricatura dell'attuale Presidente del Consiglio italiano, ma anche di un suo qualsiasi predecessore. Non riuscite ad immaginarlo? Neanch'io.



Tags: abrasioni superficiali, cartoline, Gran Bretagna, personaggi, politica

I pagliacci del pianeta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/12/2009 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Ci sono un tedesco, un inglese e un italiano ... pare una barzelletta, e forse lo e'.

Ci sono un tedesco, due inglesi e due italiani. E un francese, uno svizzero, un coreano, un cinese, un singaporiano, un giapponese e un australiano. E forse qualcun altro, piu' quieto del resto della comitiva. Non e' una compagnia silenziosa, anzi: sono allegri, sono a Singapore per lavoro, e l'economia mondiale sta dando segni di ripresa, o forse sono allegri per il fatto che, a fine anno, riceveranno comunque i loro bonus, nonostante non abbiano meriti. Allegri, dicevo. Scherzano e ridono, chi piu' silenziosamente, chi meno. E gli italiani? Uno non si direbbe neppure italiano, parla un ottimo inglese e lavora a Singapore, ed e' lui il "padrone di casa" in questa riunione internazionale; e' autorevole e calmo. L'altro, invece, si da' da fare per ricordare tutti gli stereotipi negativi sugli italiani: interrompe gli interlocutori quando parlano, ride rumorosamente - da solo - alle proprie battute, ogni tre parole in inglese esclama "Cazzo" a tutto volume, e' insomma il clown della compagna.

Mi sento come si sentirebbe un italiano che assiste ad una riunione del G7 G8 G20 e vede passare Berlusconi che fa le corna dietro ad Aznar, Berlusconi che viene richiamato perche' fa casino, Berlusconi che cerca di saltare addosso ad un'operaia russa, Berlusconi che si vanta delle sue doti di seduttore. Siamo i pagliacci del pianeta, e chiedo scusa ai pagliacci.


Una storiella che gira - probabilmente solo fuori dall'Italia - e' che il G8 sia stato rimpiazzato dal G20, come punto d'incontro per le nazioni piu' sviluppate, dopo che molte Nazioni hanno protestato "C'e' l'Italia, c'e' Berlusconi, e non volete far entrare noi???".

Tags: abrasioni superficiali, Italia, italianità

Regolamenti linee aeree: rispettarli non e' facoltativo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/12/2008 alle 09:30 | 0 commenti  | Permalink
Ryanair mette in vendita un servizio. Stabilisce un prezzo. Fissa delle regole. Il ciente acquista un biglietto, stipulando un contratto e accettando le regole di Ryanair. Poi decide (senza neppure bisogno di pensarci: e' un sentimento che viene dal profondo) che le regole della Ryanair sono troppo severe, e che quindi non c'e' bisogno di osservarle. Il cliente arriva al check-in venti minuti prima della partenza, con una mano tira un trolley, in spalla ha uno zaino, nell'altra mano ha una borsa con tre felpe bellissime appena comperate in aeroporto, e sotto il braccio trasporta una bottiglia di minerale da due litri, perche' si sa che Ryanair fa pagare un capitale per bevande e cibo a bordo. Sotto l'altro braccio e' riuscito a infilare la giacca a vento. Quando arriva il suo turno, si ricorda che ha messo passaporto e biglietto nella tasca posteriore destra dei jeans. Prendendoli, cadono la bottiglia di minerale (di plastica, per fortuna), la giacca a vento, lo zaino gli si sfila di spalla e va a lacerare la borsa di plastica con le felpe, che cadono. Il passeggero spara un bestemmione a cento decibel. I due addetto all'imbarco lo guardano, si guardano, e gli dicono "Italian, sir?". Poi gli mostrano una stampata del regolamento della linea aerea, disponibile online qui, e gli spiegano il significato della frase in neretto:
E? permesso tassativamente un solo bagaglio per cabina a passeggero (esclusi i neonati) che pesi fino a 10 kg con dimensioni massime di 55cm x 40 cm x 20 cm. (borse, ventiquattro ore, laptops, duty free devono essere portati all?interno del bagaglio per cabina permesso).


Il passeggero protesta. dice che una volta e' salito a bordo di un volo con un trolley, DUE zaini e QUATTRO borsoni carichi di spesa del duty-free. I due addetti Ryanair gli chiedono che volo fosse. Un Roma - Bangkok, dice lui. Gli spiegano che ogni linea aerea ha il proprio regolamento, e che Ryanair consente un solo bagaglio a mano. Il passeggero abbozza. Dietro di lui, in coda, c'e' solo piu' una signora gli chiede - in italiano - se puo' sbrigarsi, visto che dopotutto il regolamento Ryanair dice che il check-in chiude 40 minuti prima dell'orario di partenza, e che percio' il personale Ryanair sta gia' facendo una gradita eccezione per venire incontro ai passeggeri in ritardo. Uno dei due addetti al check-in Ryanair si sposta al computer di fianco e invita la signora ad effettuare li' il check-in. In centottanta secondi la pratica viene svolta e la signora si dirige a passo spedito verso l'imbarco, ringraziando. L'altro passeggero sta ancora cercando di infilare la giacca a vento nel borsone di plastica che andra' nel trolley. Quando finalmente riesce a chiudere il trolley, i due dietro al banco del check-in gli chiedono se riesce ancora a sollevarlo. Lui dice certo, e' leggero, guardate quanto poco pesa! e posa il trolley sulla piastra in cui viene pesato il bagaglio imbarcato. Venticinque chili. Il limite e' dieci.

"Non staranno mica a farmi storie per pochi chili, ora?", pensa il passeggero.


- Mamma, che storia pallosa. Alla fine e' salito a bordo, quel tizio?
- No, non l'ho visto salire a bordo e neppure al momento dello sbarco. Sai una cosa? Sai come si dice "vietato" in inglese?
- Forbidden, si dice.
- E sai come si dice "tassativamente vietato", "severamente vietato" e "assolutamente vietato" in inglese?
- ... fammi pensare ...
- Te lo dico io. Si dice sempre 'forbidden'. Non ci sono livelli differenti di "vietato" in inglese, ne' c'e' bisogno di rinforzare "forbidden" con un'altra parola. Se e' vietato, e' vietato, punto. Fine.


Tags: abrasioni superficiali, bagaglio a mano, dimensioni bagagli, italianità, Ryanair

Ugly Italians come gli Ugly Americans?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/01/2008 alle 19:00 | 0 commenti  | Permalink
Ugly Italians, e non per scarsa bellezza. I Terribili Italiani, si potrebbe dire, quelli che ti fanno vergognare d'essere italiano.

Ci sono statunitensi che viaggiano con zaini decorati con la foglia d'acero della bandiera canadese. Lo fanno per evitare di essere trattati come americani, ma non solo per i rischi fisici che l'essere cittadino USA comporta in certe parti del mondo: vogliono evitare di essere visti come i "soliti arroganti ed ignoranti americani"; temono di essere considerati Ugly Americans. Il sito della CNN riporta alcuni suggerimenti per i viaggiatori per evitare passi falsi ed essere considerati arroganti ed ignoranti. Sono regole basilari dell'educazione, e spiace vedere che, come gli americani, anche noi italiani dovremmo leggerle con attenzione.

Come identificare un italiano in viaggio? Volume sempre parecchi decibel sopra il necessario, vestiti in modo altrettanto chiassoso, incapaci di rispettare una coda, vittime di una cospirazione internazionale ("A noi italiani ci odiano perche' abbiamo siamo i migliori") appena incontrano una complicazione o un ostacolo burocratico.
Molti italiani in arrivo negli USA si lamentano dei problemi incontrati con funzionari poco svegli o addirittura malvagi; a me capita di trovare solo funzionari simpatici, pronti alla battuta, rapidi, precisi ed educati, siano essi WASP, ispano-americani o italo-americani del New Jersey. L'ultimo e' stato un addetto all'immigrazione all'aeroporto JFK di New York: aveva appena respinto un italiano che si aveva scavalcato una coda e rimandato in coda una coppia mista italiano/russa, in quanto l'italiano pretendeva di passare senza aver compilato i moduli relativi a soggiorno e merce importata (e ci teneva che tutti sentissimo quel che diceva, a giudicare dal volume); arrivato il nostro turno, abbiamo trovato il funzionario estramamente educato e simpatico, e abbiamo discusso della storia di Sciacca (era il suo cognome) e della sua famiglia (pugliese, nonostante il cognome), mentre svolgeva le procedure d'immigrazione.

Il giorno dopo, dentro l'Empire State Building, lunghe code: due comitive di dieci persone ciascuna, in diversi momenti dell'ascesa, finiscono divise. Una accetta la situazione, ed il secondo "troncone" del gruppo resta dietro a noi senza farsi sentire, fin quando non dico loro di passare pure, sapendo che erano insieme a quelli immediatamente davanti a noi; entrambi i 'tronconi' del gruppo ci ringraziano. L'altra comitiva, pochi minuti piu' tardi, si trova nella stessa situazione. Dopo venti secondi alle nostre spalle, ed evidenti segni di (loro) nervosismo, passano sotto alle catenelle che delimitano la fila, spintonando varie persone e facendo cadere le catenelle stesse; una volta riuniti ai loro amici, si lamentano dell'incivilta' degli americani (se si fossero guardati intorno, avrebbero notato che non c'erano americani nel raggio di una decina di metri).
Uno dei due gruppi era francese. Nessun premio per chi indovina da quale Nazione venisse l'altro.

Venendo allo stile italiano, non e' ben rappresentato dalle ragazze (e anche da tante quaranta-cinquantenni d'assalto) italiane che abbiamo incontrato durante questo viaggio, sia in Italia che in Francia che a New York. Che fine hanno fatto praticita' ed eleganza? Stivaloni lunghi che vanno bene per andare a pescare, jeans aderenti che si vede se hanno fatto depilazione alla francese o alla brasiliana, piumino cromato, faccia allampadata che pare siano state in vacanza sul Sole, cappello stile David Crockett con coda di opossum sovradimensionata.

"Stile italiano"? Non fatemi ridere.

E non e' solo all'estero, che ci comportiamo cosi'. La rissa a Madonna di Campiglio tra romani e bresciani. Le scene viste durante visite a castelli e fortezze sulle Alpi, con connazionali che rallentano le code per il biglietto perche' vogliono avere - a quarant'anni e senza presentare la carta d'identita' - lo sconto pensionati, o perche' - alla stessa eta' e sempre senza documenti - esigono lo sconto studenti (si', si tratta delle stesse persone). Il manager in carriera che, sbarcato all'aeroporto di Caselle da venti minuti, sbraita contro l'aeroporto e contro chi lo ha fatto aspettare per i suoi bagagli.

Se quando viaggiate preferite non attaccare discorso con comitive di vostri connazionali, se quando vi chiedono di dove siete rispondete 'Europei', 'Mediterranei', o magari persino 'Occitani', per evitare di dire che siete italiani, fatecelo sapere. Raccontate le vostre esperienze di viaggio nel nostro forum, potreste aiutare qualche ugly italian a migliorare.

Tags: abrasioni superficiali, antropologia spicciola, Italia, Stati Uniti

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