Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: acquisti 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento acquisti

Tradizioni britanniche: la 'booze cruise'

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/01/2012 alle 06:50 | 0 commenti  | Permalink
Far la spesa di alcoolici in Francia Quest'articolo di un tabloid inglese inizia con "E' ora di ricominciare con questi viaggi dell'alcool (booze runs) verso Calais. Tu guidi, io mento agli ufficiali della dogana".

Booze cruise e booze run sono due nomi per una tradizione inglese che esiste da molto tempo: prendere un traghetto e andare sul continente - anche solo a Calais - a fare incetta di bevande alcooliche. Durante il weekend, si parte con l'auto vuota, possibilmente una station wagon, e si guida per qualche ora sulla M25 e poi sulla M20, quindi ci si imbarca sul traghetto Dover-Calais. Si passa quell'ora di navigazione dormicchiando sui sedili del traghetto, smaltendo una sbronza o leggendo il Daily Mail o The Sun. Arrivati a Calais, si va in cerca di un supermercato, non importa se Carrefour, Auchan o Geant, si prendono due carrelli a testa e si va direttamente alla sezione alcoolici ("booze" in inglese), dove si riempiono i carrelli di tutti i vini in offerta speciale, e di tutti i buoni vini che costano la meta' che in Inghilterra.
A titolo d'informazione, stamattina ho comprato sei bottiglie di vino "economico" in un supermercato Aldi (a Feltham, vicino a Heathrow, e ho pagato venti sterline (24 euro) (mamma non ti preoccupare, non le beviamo in una serata, ci basteranno per una ventina di giorni).

I vini e gli alcoolici costano meno in Francia che in Inghilterra, ecco il motivo di questa gita fuori-porta e fuori-confine. Caricati i carrelli, si torna all'auto e la si riempie. Se avanza spazio, si torna al supermercato e si acquistano altri alcoolici. Se e' inverno, da meta' dicembre a meta' gennaio, il beaujolais sara' il pezzo forte della spesa; durante il resto dell'anno, Chablis e Claret. Altri preferiscono sfruttare l'occasione per acquistare vini di qualita' elevata, e in questo caso il risparmio acquistandoli in Francia e' di molti euro per ogni bottiglia.

La spesa viene quindi coperta con un plaid, due papere di gomma, la copia del tabloid letta durante il viaggio in traghetto, e vari altri oggetti atti a far credere che bagagliaio e sedili posteriori dell'auto non siano stati toccati dal giorno dell'incoronazione di Elisabetta Seconda. Si fa un giro nei dintorni, si fa il pieno all'auto se la benzina (o il gasolio) costa meno che a casa, quindi ci si avvia verso il porto di Calais. Traghetto, sbarco in Gran Bretagna, passaggio dal Customs & Excise, e in caso di controllo approfondito, la frase e' quella di rigore: "Sono bevande destinate all'uso personale". Il che e' vero, nel caso dei miei conoscenti: quando andiamo a casa di amici, capita di bere a cena una bottiglia descritta come "vendemmia del 1995, portata a casa con la 'booze cruise' del 1996'.

Non e' il caso di fare i moralisti: tanti anni fa, una delle mie scuse per passare il Moncenisio, una delle montagne che preferisco, era quella di andare a Lanslebourg a fare il pieno alla mia moto, visto che la benzina costava 1.100 lire al litro, li', quando in Italia era gia' vicina alle 1.500 lire. Paiono millenni fa...


Tags: acquisti, Francia, Gran Bretagna, vino, vivere in Inghilterra

Il trolley del Gruffalo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/01/2012 alle 06:21 | 0 commenti  | Permalink
Conoscete il Gruffalo? Tempo fa vidi il film su questo curioso animale, in Inghilterra, e lo trovai delizioso. Non credevo fosse popolare anche in Italia, ma il bimbo di una coppia di amici italiani mi dimostro' il contrario, quando fece salti di gioia vedendo un gioco sul Gruffalo in un negozio di Windsor, durante una breve vacanza nel Regno Unito. E ora, come potete vedere, c'e' pure il trolley del Gruffalo.

Il trolley del Gruffalo


Visto in un negozio del Terminale 5 di Heathrow, questo trolley costa 40 sterline e per le sue dimensioni potrebbe quasi candidarsi come trolley ideale anche per un adulto: con 46cm x 20,5cm x 31cm, e' solo la profondita' a eccedere le dimensioni che abbiamo raccomandato, 50 cm per 35 cm per 20 cm.

Un'altra foto del trolley del Gruffalo
Altra foto del trolley del Gruffalo, dal sito del rivenditore ufficiale.

Altre foto di trolley per bambini.

Tags: acquisti, bagaglio a mano, bambini e minori, cartoline, trolley e valigie

Trolley per Ryanair a prezzi ragionevoli: un modello Roncato

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31/12/2011 alle 00:22 | 0 commenti  | Permalink
Scrivo spesso di trolley adatti a Ryanair a prezzi abbordabili (quindici euro e dintorni), ma di solito sono visti e fotografati lontano dal mercatino sotto casa o dal supermercato dietro l'angolo a portata del viaggiatore italiano. Percio', per farmi perdonare, ecco un trolley 55x40x20cm visto in un negozio di calzature vicino a Torino, prezzo 36,90 euro. E se i trolley supereconomici visti nei mercatini inglesi non vi rassicurano per qualita' costruittiva e robustezza, questa volta il trolley che ho visto e' un prodotto italiano della Roncato.

Trolley Roncato


Visto nel negozio Pittarello di Settimo Torinese.

Tags: acquisti, bagaglio a mano, cartoline, Ryanair, trolley e valigie

Trolley per Ryanair, 55 x 40 x 20cm, a 30 e 28 sterline

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/12/2011 alle 23:59 | 0 commenti  | Permalink
Quando mi capita sotto gli occhi un trolley di dimensioni adatte a Ryanair, dovunque sia, scatto una foto e lo segnalo ai lettori. Nonostante siano tante le linee aeree che adottano 55 x 40 x 20cm come dimensioni massime (tra cui Lufthansa, BMIBaby, Air Berlin, Malév Hungarian Airlines, Swiss International Air Lines e Wizzair), la low cost irlandese pare essere l'unica che misura il bagaglio a mano con la severita' di un mastino. Ecco due trolley Tripp da 55x40x20cm, prezzo 28 e 30 sterline (33,5 euro e 36 euro).

Trolley a Debenham


Visti in un negozio Debenham vicino a Londra. Lo so, non sono molti i lettori di ViaggiareLeggeri che vivono in Inghilterra, e quindi pochi potranno acquistare trolley in vendita nel Regno Unito. Per gli altri, scriveremo in giornata di altri trolley con prezzo relativamente basso in vendita in Italia.


Tags: acquisti, bagaglio a mano, cartoline, Ryanair, trolley e valigie

Quando il trolley per Ryanair e' una truffa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/12/2011 alle 21:22 | 0 commenti  | Permalink
Se avete volato con Ryanair sapete che la linea aerea irlandese consente il trasporto a bordo di un solo bagaglio a mano di dimensioni non superiori a 55 x 40 x 20 cm. Lo ripeto per quelli del loggione che magari non hanno sentito:
Le dimensioni del bagaglio a mano devono essere inferiori o pari a cinquantacinque per quaranta per venti centimetri, quando si viaggia con Ryanair.
Bene, ora siamo tutti d'accordo. E tanto per chiarire un altro potenziale frainteso: Ryanair ha il pieno diritto di stabilire dimensioni massime inferiori a quelle stabilite dalla IATA per il bagaglio a mano. Se dice che non accetta bagagli di dimensioni superiori a 55 x 40 x 20 cm, stabilisce regole per l'uso dei suoi servizi: se non vuoi rispettarle, non utilizzare Ryanair, non te l'ha ordinato il medico, di usare questa linea aerea.

Bene, quindi parliamo di 55 x 40 x 20cm. Sembro un disco rotto che ripete sempre lo stesso ritornello, eh? Tutti hanno capito quali sono le misure Ryanair, giusto?

Giusto?

Eppure ... c'e' ancora qualcuno che cerca di truffare i viaggiatori piu' ingenui, quindi i meno protetti. Come questo venditore su eBay, che vende un trolley come "TROLLEY BAGAGLIO A MANO RYANAIR 51,5x33,5x22 VALIGIA NUOVO AEREO VIAGGI", e poi - pochi caratteri piu' tardi - dice che il trolley misura 51,5 per 33,5 per 22 centimetri. Due centimetri fuori misura, piu' che sufficienti per mettere nei guai l'ignaro acquirente di questo trolley, destinato a finire nella stiva di un volo Ryanair previo pagamento del sovrapprezzo previsto!

Trolley fuori misura


Se fossi un professore di filosofia direi
Egregio signore, con la sua arguta inserzione Lei pare ignorare il principio aristotelico della non contraddizione. Orsu', corregga la sua involontaria svista!

Visto che professore non sono, usero' parole piu' dirette:
Truffatore che non sei altro, spero che eBay ti vieti di inserire altri annunci. Devi sparire!

Certo pero' che tocca a noi consumatori svegliarci: se acquistiamo una valigia o un trolley in negozio, e ci dicono che ha certe misure, spetta a noi verificare che tali misure siano dichiarate per iscritto nel depliant/scheda allegato al prodotto (non sempre presente), e in caso di dubbi spetta a noi misurare o far misurare il trolley. Per gli acquisti online le cose si fanno piu' nebulose, vista l'impossibilita' di misurare fisicamente l'acquisto; per fortuna esistono venditori come questo, che "lanciano" il prodotto come compatibile con Ryanair e poi scrivono - probabilmente senza sapere quello che fanno - che ha misure che eccedono quelle stabilite dalla low cost irlandese.

Non separatevi dal vostro denaro senza controllare quel che vi vendono...



Link:
Dimensioni bagagli a mano Ryanair
Trolley e valigie

Tags: acquisti, bagaglio a mano, Ryanair, trolley e valigie, truffe

Trolley per bambini

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/12/2011 alle 12:18 | 0 commenti  | Permalink
Se hai un figlio, ci tieni a mostrarti un bravo papa' o una mamma generosa. Compri quello che serve a tuo figlio, e a volte anche solo quello che vuole, anche se non gli serve. E quando il pupo inizia a viaggiare con i suoi piedini, e a due anni acquisisce il diritto a portare in aereo un bagaglio a mano(*), puo' capitare che ti faccia un discorsetto:
Papa', se vuoi che ti porto sull'aereo il maglione e i caricabatterie e il libro sul signor Apple, voglio un bel trollei. Lo voglio lo voglio lo voglio!

E cosi' cedi, sapendo che tuo figlio ha idee differenti su quel che e' bello: non vuole un bel trolley grigio satinato con finiture nere, ne' bada alla presenza di due o quattro rotelle. E al pupo importa assai poco se la sua piccola valigia ha dimensioni compatibili con le regole della Ryanair, di esyJet o dell'Alitalia. No, dev'essere spettacolare, in colori vivaci, e dovra' possibilmente raffigurare il personaggio di un cartone animato.

Due trolley visti al TK Maxx di Staines.





E con un trolley cosi', vostro figlio sara' felice per sempre. O perlomeno per il suo primo viaggio, e magari pure per il secondo. Ma come fa ad accontentarsi di un trolley con un rospo, o con Doraemon, quando ce ne sono altri coi Gormiti o con Heidi? E quando sara' arrivato a otto anni chiedera' un trolley con personaggi piu' adatti alla sua eta'. E a dieci anni scoprira' probabilmente Lupin III, o altri eroi della vostra infanzia, e a quel punto vi sara' ancora piu' difficile negargli l'ennesimo trolley, che magari userete voi anche quando il bambino sta a casa.

Spero abbiate un ripostiglio molto grande dove 'archiviare' i vecchi trolley.









*: I bambini che volano con Ryanair acquisiscono dal 2° compleanno il diritto di portare a bordo un bagaglio a mano. Altre linee aeree avranno limiti di eta' differenti.

Tags: acquisti, bagaglio a mano, bambini e minori, foto, trolley e valigie

Regola Internazionale #1: andare alla IKEA di sabato e' una fregatura

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/11/2011 alle 20:15 | 1 commenti  | Permalink
Regola internazionale #1: andare alla IKEA di sabato e' una fregatura
Tre miglia in trenta minuti, sulla North Circular di Londra, oggi. Stavamo andando alla IKEA di Brent Corner, di sabato, in violazione della Prima Regola Internazionale: andare alla IKEA di sabato e' un suicidio. Regola verificata personalmente a Torino, Atlanta, Singapore, Londra e Taipei.

Da evitare.

Tags: acquisti, strade, umorismo

Shoes. Una promessa, una minaccia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/11/2011 alle 19:48 | 0 commenti  | Permalink
Shoes. Una promessa, una minaccia
Girare per negozi d'abbigliamento mi piace poco, comprar scarpe ancora meno (mi toglieranno la cittadinanza italiana per questo?). Ma a volte capita.

Negozio vicino a St. Paul e al Barbican Centre, a Londra.

Tags: acquisti, cartoline, Londra e dintorni, scarpe e scarponi

Chitarre in un charity shop, Egham

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/11/2011 alle 07:06 | 0 commenti  | Permalink
Di solito i charity shop inglesi vendono cose utili e inusuali. Questo, vicino a due ristoranti italiani a Egham, e' specializzato in chitarre.

Egham, chitarre in un charity shop


Tags: acquisti, cartoline, Gran Bretagna, musica

Trolley Ryanair a 8 e 10 sterline

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/09/2011 alle 17:27 | 8 commenti  | Permalink
Trolley Ryanair a 8 e 10 sterline
Mercato di Staines, sabato pomeriggio. Tra i tanti banchi ce n'e' uno che vende borse e valigie. Ha anche vari trolley utilizzabili come bagaglio a mano sui voli Ryanair: 55 x 40 x 20 cm. Entrambi espandibili tramite soffietto, costano solo 8 sterline e (nella foto) 10 sterline.

Non e' che siano rimaste molte scuse, per chi viaggia con Ryanair con bagaglio a mano fuori misura: costa meno comprare un trolley come questi, senza marca, che pagare la multa per il bagaglio in eccesso.

Tags: acquisti, bagagli in eccesso, bagaglio a mano, cartoline, trolley e valigie

Comprar scarponi a Keswick

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/08/2011 alle 15:31 | 3 commenti  | Permalink
Dopo il collasso dei miei scarponi LaSportiva, ieri, mi sono ritrovato con le gambe doloranti e,  soprattutto, senza scarponi in un'area famosa per i tanti percorsi escursionistici. Nonostante ripetute mie promesse di appendere al chiodo gli scarponi (o quel che ne resta) e di rinunciare alle camminate in montagna, mia moglie mi ha convinto ad andare a Keswick, a mezz'ora da Ennerdale, per comperare un nuovo paio di scarponi.

Keswick  (pron.cesik)e' una bella citta' del Lake District, meno affollata di Windermere e Ambleside, e ogni due negozi ce n'e' uno che vende scarponi e articoli per l'escursionismo. Il problema e' che, per ogni negozio che vende scarponi validi di marche affidabili (Scarpa, Karrimoor, Asolo, Meindl) ce ne sono tre che vendono scarponi di dubbia qualita'. E' utile un minimo di preparazione, prima do buttarsi nell'acquisto di calzature che possono compromettere la vostra salute. Ok, nel mio caso sono stati scarponi di marca (LaSportiva) a farmi interrompere un'escursione di 40km nel Lake District occidentale, a causarmi dolori alle ginocchia e a farmi rischiare anche qualcosa in piu', ma di solito le marche citate finora sono garanzia di qualita'.

Ho un paio di scarponi Asolo AF530 (o qualcosa del genere) da vent'anni, e non mi hanno mai dato problemi. Decido quindi di cercare scarponi Asolo con suola Vibram, uno o piu' strati di GoreTex, e una struttura simile a quelli che ho da tanto tempo. Niente attacchi per ramponi, niente di veramente tecnico.

Come dicevo, la quantita' di negozi tra cui scegliere e' elevata, a Keswick, e un paio d'ore bastano appena per vederli tutti. I piu' grandi non sono necessariamente i migliori, e i piu' noti (Millets, Blacks) non sono ne' economici ne' particolarmente forniti di prodotti di qualita'. In un paio di piccoli negozi trovo degli scarponi Asolo che mi piacciono, ma nella taglia sbagliata prima, ad un prezzo troppo alto poi: costano 150 sterline nel primo dei due negozi, 180 nel secondo. Mia moglie, che ieri aveva visitato Keswick, ricorda d'aver visto un altro negozio, non nella via principale, vicino ad un concessionario Fiat. Un grosso negozio. Lo troviamo, si chiama George Fisher, e nonostante sia molto grande, non ha tantissime marche: solo le migliori e (ahi!) piu' costose. Ha degli scarponi Asolo che mi piacciono, gli Asolo Fandango MM. Li provo nella taglia 9 1/2 (43 e 2/3), poi nella 10: meglio la prima. Provo anche un paio di Asolo in pelle, ma sono dolorosi (per me) nella zona dei lacci e del tallone. Compro i Fandango alla non modica cifra di 150 sterline, con possibilita' di restituzione e rimborso nel caso fossero scomodi. Cifra elevata, 150 £: dovro' usarli per qualche bella escursione, per giustificare quest'acquisto.



Prima di uscire dal negozio mostro ad un commesso la foto degli scarponi "desuolati"; lui chiama una collega piu' esperta (una "boot nerd"), che li identifica come LaSportiva Fusion. Come tutti quelli che hanno visto quella foto, ammette di non aver mai visto niente del genere. E infatti gli amici con cui ero arrivato fino a High Stile hanno pensato fosse un difetto di fabbricazione.

Spero di non trovarmi mai piu' con scarponi senza suola.

Tags: acquisti, cartoline, Gran Bretagna, Lake District, scarpe e scarponi

Carrelli della spesa: gli USA sono indietro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/05/2011 alle 12:35 | 0 commenti  | Permalink
Cosa vedete in questa foto?Carrello della spesa in un supermercato inglese

Se non vi siete fatti un bicchiere di quello buono, o una fumata di cicoria, vedrete quel che vedo io: un carrello della spesa con alcuni articoli (latte, sedano, detersivo). La foto e' stata scattata in un supermercato inglese, e mostra anche qualcos'altro, se aguzzate la vista: le ruote del carrello. Le quattro ruote di questo carrello della spesa, come quelle dei carrelli nei supermercati italiani, o singaporiani, taiwanesi, francesi, neozelandesi, e in altre nazioni, sono tutte sterzanti: il carrello puo' muoversi facilmente di lato, non solo in avanti e all'indietro.

Ammettetelo: vi pare una stronzata, eh? Dopotutto, usare un carrello con quattro ruote sterzanti e' una cosa a cui non facciamo piu' caso, qualcosa che diamo per scontato, come i reclami contro la Ryanair, l'umidita' di Singapore e l'eccentricita' degli inglesi.

Invece no. In due anni trascorsi negli Stati Uniti, due anni di spesa settimanale, ho notato una cosa che m'e' parsa bizzarra: i carrelli della spesa, negli Stati Uniti, hanno solo due ruote sterzanti, quelle posteriori. E' una cosa da poco, d'accordo, ma ... possibile che nella Nazione piu' tecnologicamente avanzata del mondo, in cui la popolazione e' votata allo shopping ad oltranza, in cui si cerca di rendere piu' semplice e comoda ogni attivita', nessuno abbia pensato avere carrelli della spesa con quattro ruote sterzanti come nel resto del mondo?







Nota: i supermercati statunitensi visitati sono quelli menzionati in Appunti sui supermercati statunitensi.

Tags: acquisti, foto, Stati Uniti

... e volendo, ecco un trolley ancora piu' piccolo ed economico: 9 euro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/04/2011 alle 19:34 | 0 commenti  | Permalink
Se 17 euro per un trolley adatto a Ryanair vi sembrano troppe, ecco un trolley ancora piu' economico: 7 sterline e 99 pence, cioe' circa 9 euro. Visto un un negozio di articoli sportivi a Staines, Surrey, Inghilterra.

Un trolley piccolo piccolo


Con dimensioni di 41,5cm per 30cm per 16cm, questo trolley rientra facilmente nelle dimensioni per il bagaglio a mano imposte da Ryanair (55cm per 40cm per 20cm), comuni anche a Lufthansa, BMIBaby, Air Berlin, Malév Hungarian Airlines, Swiss International Air Lines e Wizzair. Inoltre, rientra anche nelle dimensioni imposte da Austrian Airlines (55 cm x 40 cm x 23 cm), Aurigny (43 cm x 30 cm x 18 cm), Air France (55 cm x 35 cm x 25 cm), British Airways (56 cm x 45 cm x 25 cm), Delta Air Lines (56 cm x 36 cm x 23 cm), EasyJet (56 cm x 45 cm x 25 cm), Finnair (56 cm x 45 cm x 25 cm), Flybe (50 cm x 35 cm x 23 cm), Jet Airways (55 cm x 35 cm x 25 cm volando con i loro Boeing/Airbus, 50 cm x 45 cm x 20 cm volando con gli ATR), Malaysia Airlines (56 cm x 36 cm x 23 cm), Virgin Atlantic ( 56 cm x 36 cm x 23 cm), e probabilmente altre linee ancora.

Certo, e' un trolley piccolo. E visto che rientra ampiamente nei limiti imposti dalle linee aeree, un trolley di queste dimensioni vi farebbe risparmiare tempo all'imbarco: a nessuno verra' il dubbio che il vostro bagaglio a mano sia fuori misura!

Tags: acquisti, bagaglio a mano, dimensioni bagagli, foto, trolley e valigie

Marche viste a Singapore: I Nuovi Professional

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/03/2011 alle 16:06 | 0 commenti  | Permalink
Uno si allontana dal suo quartiere, dalla sua citta', e magari anche dal suo continente, e scopre che ci sono parole di cui conosce il significato e che vengono usate in modo differente. Capita per parole d'uso comune: se uno chiede un "latte" all'estero, che sia al bar o da conoscenti, gli porteranno del caffelatte. A volte non e' neppure necessario andare tanto lontano: a Palermo mi sono trovato a mangiare angurie ogni volta che chiedevo meloni, e a mangiare meloni quando ordinavo angurie.
Capita anche di ritrovarsi di fronte biciclette sportive pseudo-italiane con nomi assurdi come Scorfano, Ossario, Padella. O marchi di abbigliamento con nomi italiani come "Giordano" che dominano il mercato asiatico e ... che vengono da Hong Kong.

Tutta quest'introduzione per mostrarvi questa foto. E' un negozio di cosmetica visto in vari shopping malls a Singapore: si chiama "I Nuovi Professional", e mi chiedo se l'ispirazione per il nome sia venuta pensando alla serie poliziesca I Professional, parecchio violenta e politicamente scorretta: probabilmente, se entri in quel negozio, uno dei commessi ti terra' fermo mentre l'altro ti tirera' in faccia fondotinta e ti applichera' a forza rossetto e creme...
I Nuovi Professional, a Singapore


Tags: acquisti, foto, marchi, Singapore, umorismo

Comprare Nikon negli USA? Non e' il momento adatto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/03/2011 alle 13:38 | 0 commenti  | Permalink
Se state organizzando un viaggio negli Stati Uniti e pensate di portare a casa qualche articolo Nikon pagandolo meno che altrove,
Se nel vostro prossimo viaggio negli Stati Uniti pensate di acquistare una macchina fotografica Nikon o un obiettivo della stessa marca pagandolo meno che altrove, preparatevi ad una doccia fredda: i prezzi Nikon sono in aumento. Come riporta questo sito, i prezzi attuali dei prodotti Nikon elencati qui sotto sono superiori rispetto a quelli del 15 marzo, che gia' erano successivi ad un altro aumento.

Nikon D300s solo corpo

* B&H: $1599 (era $1529.95 il 15/03/2011)
* Adorama: 1699.95 (era $1599.00)
* Amazon: $1529.95 (era $1449.00)

Nikon D700 solo corpo

* B&H $2699.95 (immutato)
* Adorama: $2699.95 (era $2599.00)
* Amazon: $2649.95 (era $2399.95)

Obiettivo Nikon 70-200mm f/2,8 VRII

* B&H: $2399.95 (era $2299.00; scorte esaurite)
* Adorama 2399.95 (immutato)
* Amazon: $2399 (era 2119.95)

Obiettivo Nikon 14-24mm f/2,8

* B&H: $1999.95 (era $1799.95)
* Adorama: $1999.95 (era $1,829.95)
* Amazon: $1899 (era $1,789.00)

Nikon ha uno stabilimento a Sendai, in Giappone, nell'area maggiormente colpita dal terremoto/tsunami Tohoku dell'11 marzo 2011, che e' stato chiuso temporanemente, portando ad na riduzione della produzione complessiva Nikon. Meno produzione uguale meno articoli a disposizione dei consumatori, quindi prezzi dettati dal venditore, a causa della concorrenza ridotta, quindi aumenti.

E' possibile che anche i prezzi di altre case produttrici di articoli fotografici siano aumentati o stiano per aumentare: tra gli altri, anche lo stabilimento Canon di Utsunomiya e' stato colpito dal sisma (link). E anche i prezzi in Italia - gia' piu' alti che altrove - subiranno probabilmente gli effetti della ridotta disponibilita' di macchine e obiettivi Nikon, Canon e di altre marche.

Dopotutto, comprare quel Nikon 70-200 f/2,8 VRII a Singapore non sarebbe stata una cattiva idea...

Tags: acquisti, Nikon, prezzi, Stati Uniti

Una vecchia Daimler

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/03/2011 alle 16:43 | 1 commenti  | Permalink
Una vecchia Daimler
Daimler del 1991, vista in un villaggio nel Berkshire. Valore zero sterline. Ci farei un pensierino, se avessi un cortile piu' grande (e se non ci fossero teppisti, nella zona di Stanwell Moor e dintorni).

Nota per i non esperti di auto britanniche: la Daimler non e' legata alla Daimler-Benz (vedi Mercedes), e' invece un marchio britannico storico, tanto che alcuni decenni fa si diceva
I parvenu comprano una Rolls Royce, i gentiluomini comprano una Daimler.

Daimler e' stata per decenni il modello di lusso della Jaguar, il modello nella foto dovrebbe essere una Daimler XJ40, quasi identica alla Jaguar XJ40. Sei cilindri in linea, cilindrata 4.000cc. Sono stato a bordo di questa vettura due volte, in passato, e mi hanno impressionato l'energia e la stabilita' con cui accelera in uscita dalle tante rotonde inglesi. Ah, anche il comfort, certo.

Tags: acquisti, auto, cartoline, Gran Bretagna, Londra e dintorni

Fare la spesa in bici, a Staines

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/02/2011 alle 23:37 | 0 commenti  | Permalink
Al parcheggio Two Rivers di Staines
Una mia amica mi diceva, giorni fa:

"Non vado mai a fare la spesa da Tesco"
"Qualita' troppo bassa?"
"No, non ho mezz'ora da perdere per fare la coda per il parcheggio e poi per rifarla per uscire"
"Quindi? Dove fai la spesa?"
"Da Aldi. E' ancora piu' economico, non c'e' coda, certo, bisogna nascondersi se si incontra qualcuno che si conosce, ma di solito e' una reazione reciproca"
"E' cosi' imbarazzante, farsi vedere impegnati a far la spesa da Aldi?".
"Beh, insomma, parecchio!"
"Capisco".

Capisco per modo di dire. In queste due settimane trascorse in Inghilterra, di ritorno dopo cinque anni trascorsi tra Singapore e Stati Uniti, risparmiare e' stato il mio obiettivo principale, e mi pare di non essere il solo, qui: abbiamo acceso il riscaldamento due-tre ore al giorno, con la temperatura che non e' mai salita oltre i diciotto gradi, e che in media s'e' assestata sui quindici; poco male, visto che c'e' sempre da fare, quando si rientra in una casa che e' stata lasciata per cinque anni in mano ad altri (gli inquilini). Abbiamo deciso di non acquistare capi d'abbigliamento fino al 2015, visto che abbiamo una scorta incredibile di vestiti. Abbiamo anche rimandato l'acquisto di un'auto, e per ora andiamo a fare la spesa in bici, ed e' un modo perfetto per ridurre le code, evitare l'acquisto di cose superflue, fare esercizio e visitare i dintorni. Certo, poi ci si ritrova a pedalare su una due ruote parecchio stracarica, ma l'importante e' portare a casa il cibo.

Tags: acquisti, bici, cartoline, Londra e dintorni, vivere low cost

Viaggiatori nudi, ecco le magliette di ViaggiareLeggeri

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/11/2010 alle 10:47 | 0 commenti  | Permalink
Siete nudi e dovete acquistare immediatemente dei vestiti? Oppure volete avere capi d'abbigliamento che nessun altro ha? O magari desiderate finanziare ViaggiareLeggeri senza fare una banale donazione? Ora potete soddisfare tutti e tre questi bisogni fondamentali nello sciop schop shop di ViaggiareLeggeri. Ecco una piccola selezione delle maglie e magliette disponibili:

Alcune maglie e magliette disponibili nel negozio

Sono disponibili magliette da uomo e da donna, adesivi per l'identificazione del bagaglio, e speriamo di potervi offrire in un prossimo futuro anche accessori da viaggio e da campeggio.

Venghino, signori, venghino nel sciop schop negozio di ViaggiareLeggeri!

Tags: abbigliamento, acquisti

Acquistare uno smartphone HTC Legend a Taiwan

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/09/2010 alle 10:15 | 0 commenti  | Permalink
Durante il viaggio in Nuova Zelanda, in luglio, m'e' morto il cellulare. Non e' stata una tragedia: il Samsung SGH-i600 aveva iniziato a dare problemi e a mostrare i suoi limiti da tempo. Produceva pessime foto, la sua capacita' di connettersi a reti wireless era precaria (si scollegava da solo nonostante tutte le possibili configurazioni fossero state esplorate e provate), non c'era molta scelta di programmi gratuiti, e il suo schermo non era particolarmente grande. Di buono aveva una robustezza decente ... beh, pareva averla, prima di smettere di funzionare.

Durante la visita a Taiwan, ad inizio agosto, mi sono interessato ai cellulari HTC, che per due anni mi erano stati raccomandati da un collega con cui lavoravo a Singapore. Ho visitato una fiera di elettronica sotto il 101 a Taipei, ed ho avuto modo di provare vari modelli HTC. Il Desire m'e' piaciuto, col suo enorme schermo da 480x800px e il suo processore da 1GHz, ma grazie a queste caratteristiche, il suo prezzo ed il suo peso superavano la cifra che ero disposto a pagare. L'HTC Smart era lento. I modelli HTC con Windows non mi interessavano. I ragazzi dello stand ufficiale HTC mi hanno quindi proposto il Legend e l'Aria, quest'ultimo appena uscito, senza sapermi spiegare le differenze, a parte le dimensioni e la carrozzeria (monoscocca in alluminio per il Legend, in plastica per l'Aria). I prezzi erano i seguenti:

ModelloPrezzo in NTDEquivalente euro
HTC Desire19.900480
HTC Aria14.900360
HTC Legend14.900360
HTC HD Mini14.900360
HTC Wildfire11.900287
HTC Smart7.900190
HTC Hero13.900335
HTC HD218.900456
HTC Tattoo8.900215
HTC Touch210.900263
HTC Touch Diamond212.900311


Pubblico questa tabella in quanto 1) HTC e' di Taoyuan, una citta' vicina a Taipei, e 2) spesso si sente dire che fare acquisti in Paesi lontani comporta prezzi piu' alti/piu' bassi/ridicoli, e volevo chiarire che, pur essendo a volte piu' conveniente comperare all'estero, non e' che un cellulare costi un tozzo di pane.

La visita alla fiera mi ha lasciato interdetto. Ero interessato ad acquistare un HTC, probabilmente il Desire, il Legend o l'Aria, ma i prezzi non erano cosi' bassi da invogliarmi all'acquisto immediato. Inoltre, alla domanda "c'e' un programma per prendere note scritte, su questi modelli con Android?", i ragazzi dello stand HTC avevano risposto che no, non c'erano programmi del genere installati, ma che erano facilmente scaricabili. Considerato che i programmi per prendere appunti sono sempre stati presenti sui cellulari che ho avuto in passato, mi sono chiesto quali altri applicativi sarebbero stati assenti "ma scaricabili", sugli HTC con Android.

Passata la fiera ... gabbato lo santo? Beh, "gabbato l'acquisto", in questo caso. Sono andato per tre giorni a Hualien, al Sun Moon Lake, senza avere con me un cellulare, e senza sentirne la mancanza. Camminate, fuochi artificiali, farfalle giganti, templi con milioni di ex voto, poi siamo tornati a Taoyuan, dai miei parenti. E con l'avvicinarsi della data della partenza, mi sono preparato ad uno dei rituali che ormai si consuma dal 2004: l'acquisto prima della partenza.

Logica vorrebbe che, se uno va in vacanza in un Paese lontano e decide di acquistare un oggetto ad alta tecnologia, l'acquisto venga fatto nei primi giorni, in modo da avere tempo a disposizione per rilevare eventuali problemi e riportare l'oggetto in questione dove e' stato acquistato.

Belle, le teorie.

Il mio acquisto taiwanese, giustificato di solito con "mi serve", "qui costa meno", "qui ci sono gadget che non si trovano ancora in Europa", "e' un modo per aiutare l'economia taiwanese", in realta' finisce sempre con verificarsi quando la mia partenza e' imminente: di solito la sera prima di ripartire, dopo la cena d'arrivederci ai parenti. Quest'anno, invece, sono riuscito ad anticipare di un giorno l'acquisto, e mi sono trovato quindi a visitare Nova due giorni prima di ripartire per Singapore e poi per l'Europa. Nova e' un palazzo vicino alla stazione di Taoyuan che ospita decine di negozi di informatica, telefonia e fotografia, e dove si possono trovare prezzi competitivi, tanto quanto a Taipei, di solito. La visita a Nova e' stata preceduta da esplorazioni in altri negozi, nei quali non ho visto prezzi molto differenti da ...

Tags: acquisti, Taiwan, telefonia

Appello ai viaggiatori settimesi: acquistate libri per bambini!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07/09/2010 alle 08:20 | 0 commenti  | Permalink
La biblioteca civica Cesare Gasti, di Settimo Torinese, rivolge sul suo sito un appello ai viaggiatori che visitano Paesi stranieri: acquistate un libro per bambini, durante il vostro viaggio, e donatelo alla biblioteca. L'appello ci pare cosa buona e giusta, e la disponibilita' di libri per bambini in lingue straniere diverse dalle solite (inglese/francese/spagnolo) potrebbe incuriosire qualche bambino e spingerlo a studiare, da grande, una lingua straniera poco diffusa o poco conosciuta in Italia.

Ecco il testo integrale dell'appello (fonte):
UN MONDO DI LIBRI
Appello a tutti i viaggiatori!

Al fine di migliorare l’accoglienza e l’offerta culturale, da alcuni anni è stato allestito presso la biblioteca “C.Gasti”, lo Scaffale multiculturale dove sono collocati i libri in lingue straniere. Lo scaffale è solo un primo approccio fra le varie culture perché la biblioteca, per sua natura è una realtà multiculturale.
La nostra attenzione è rivolta, in particolare ai bambini stranieri, affinché possano continuare a leggere nella loro lingua originale, mantenendo e sviluppando il rapporto con la propria cultura. Per questo motivo, ai viaggiatori che stanno partendo per paesi stranieri chiediamo un piccolo favore: portateci un libro per bambini, nella lingua di quel paese, da donare alla biblioteca!
In questo modo lo scaffale si arricchirà con la partecipazione di tutti.
Ricordatevi: non e' necessario che il libro sia costoso, o ingombrante, o che voi siate in grado di leggerlo, basta che sia un libro per bambini.

Tags: acquisti, bambini e minori, libri

Appunti sui supermercati statunitensi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/06/2010 alle 18:55 | 0 commenti  | Permalink
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel 2007)

Dopo due anni passati negli Stati Uniti, mi pare giunto il momento di parlare di qualcosa d'importante per chi vive negli Stati Uniti: i supermercati. Ecco una breve rassegna delle catene di supermercati statunitensi, per come le conosco io. Come siano le altre filiali di questi supermercati, nel resto degli USA, non so: i miei commenti vanno riferiti solo alle filiali dell'area di Atlanta, e in particolare Atlanta nord (Sandy Springs e dintorni).

- Wal-Mart: enorme, il piu' economico, vasta scelta per quasi tutto, ma l'acqua minerale non ce l'hanno, per esempio. Wal-Mart ha una reputazione di squallore e di prezzi piu' bassi a qualsiasi costo, quindi dando poca importanza alla qualita'. Reputazione meritata, tanto che ho avuto varie volte l'impressione che molti clienti si vestissero male appositamente per andare da Wal-Mart; in realta' e' soprattutto un supermercato dove si puo' trovare tutto o quasi, compresa una vasta scelta in fatto di attrezzature sportive e da campeggio (comprese armi da fuoco, non esposte), tante cornici per fotografie, molti capi d'abbigliamento a basso costo. Ampia sezione abbigliamento, ma e' meglio soprassedere su taglio e qualita' dei capi (questo vale per voi che avete buon gusto: io ci ho comperato degli economici e robusti pantaloni da montagna).
Aperto 24 ore su 24.

- Kroger: se Wal-Mart ha la reputazione d'essere il supermercato piu' squallido, Kroger sembra puntare a soppiantarlo: prezzi bassi, e molti articoli in cui la qualita' passa in secondo piano rispetto al prezzo; persino le pubblicita' televisive di Kroger fanno uso di attori brutti o appositamente imbruttiti (acne diffusa, capelli in disordine, vestiti sgualciti), ma non in modo ironico. Come in tutti gli altri supermercati elencati in questa pagina, anche da Kroger ci sono tutti o quasi gli alimenti e gli articoli che un cliente medio puo' desiderare, compresa una vasta selezione di vini (tra i vini italiani sono presenti soprattutto i classici Chianti e Pinot Grigio) e dolci freschi, ed una vasta area del supermercato e' dedicata al cibo kosher.

- Publix: si rivolge ad un tipo differente di clienti, disposti a spendere di piu'. Supermercati piu' piccoli rispetto a Kroger e Wal-Mart, cassieri piu' gentili, "impacchettatori" sempre presenti e gentili (e con la targhetta "Niente mancia, basta un grazie" sul grambiule). Molto cibo organico.

- Target: enorme (nella versione 'Super Target') e 'generalista' (dalla vite al vitello), abbigliamento decente; tra i supermercati menzionati finora, l'unico altro che vende abbigliamento e' Wal-Mart; da Target i prezzi sono un po' piu' alti e la qualita' anche. Poco cibo esotico, abbastanza cibo organico, vini poco costosi ma selezione limitata; in compenso, tante bici e articoli sportivi, un'ampia area dedicata ai mobili, molti videogiochi per PC e consolle. Una numero inusuele di cassiere bone, lo dico per dovere di cronaca, me l'ha fatto notare mia moglie, io non bado mai a queste cose... ;)

- Whole Foods: solo alimentari. Soprattutto cibo organico e straniero, la selezione di formaggi e' tra le piu' vaste che io abbia mai visto; pochi vini ma particolari (uno dei pochi supermercati USA con vini sardi, tra l'altro), soppressata e coppa disponibili (bresaola no, che ingiustizia); il piu' costoso dei supermercati citati in questa pagina, con una disposizione dei prodotti che non segue lo standard degli scaffali paralleli ma che crea invece delle 'nicchie' dedicate a prodotti provenienti da specifiche aree geografiche. Sara' per questo layout, o per una coincidenza, ma Whole Foods e' anche il supermercato in cui m'e' capitato piu' spesso di conversare con persone che non avevo mai visto prima, e di vedere altri clienti che si scambiano pareri riguardo al cibo in vendita.

- Harry's Farmers Market: "Whole Foods on steroids", direbbero gli anglosassoni: si tratta di una versione maggiorata di Whole Foods, e anche se hanno nomi differenti, fanno parte dello stesso gruppo. Solo Wal-Mart e Super Target sono piu' vasti. Nonostante il nome, i contadini non ci sono, nel supermercato; in compenso, la selezione di vini di tutto il mondo (tra cui barbera, barbaresco, bonarda, brunello ... e mi limito alla B), formaggi (qualcuno in piu' rispetto a Whole Foods), pasta, carne, pesce, e soprattutto verdura, e' la piu' ampia a disposizione qui. Peccato sia un po' lontano (ad Alpharetta, nord di Atlanta);

- Ingles: catena diffusa nel sud-est degli USA, soprattutto fuori dalle grandi citta'. Piu' diffuso nel nord della Georgia che nell'area di Atlanta, ha una vasta selezione di prodotti che vengono proposti come genuini, e utilizza soprattutto fornitori locali, il che e' degno di rispetto, anche per motivi ecologici. Vista la localizzazione g...

Tags: acquisti, Atlanta, Stati Uniti, vivere negli USA

Cosa fare e cosa vedere a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/09/2009 alle 05:46 | 0 commenti  | Permalink
Il Gran Premio di Singapore di Formula 1 ritorna, un anno dopo la prima visita nell'isola ad aria condizionata. Le strade del centro citta' erano gia' piene di gente ieri (mercoledi'), e la folla e' destinata ad aumentare. Lo scorso anno mi imbattei per caso in un gruppo di giornalisti italiani, persi in un centro commerciale alla ricerca del loro albergo: quest'anno saranno maggiormente a loro agio, e come loro anche le altre migliaia di turisti in visita a Singapore. Ecco comunque qualche suggerimento per chi visita Singapore in questi giorni (o nel resto dell'anno, mica e' vietato).

Da vedere


- Il Singapore Flyer, la ruota panoramica piu' grande del mondo. Andarci al tramonto (verso le sette di sera) e' una buona idea.
- Fountain of Wealth, Suntec City. La "Fontana della Ricchezza" e' la fontana piu' grande del mondo. Spettacoli con laser e luci dopo il tramonto.
- Il Merlion, nell'area dell'Esplanade, dall'altro lato della strada rispetto al Fullerton Hotel. Il merlion e' il simbolo di Singapore, creato negli anni 60. C'e' chi lo trova pacchiano (Paola, non sei l'unica), chi spreca scatta centinaia di foto. E' una statua che rappresenta una creatura meta' leone e meta' pesce. Una versione parecchio piu' grande si trova a Sentosa.
- Swisshotel the Stamford: uno dei due Swisshotel di Singapore, consente di fotografare la citta' dall'alto, dal suo ristorante all'ultimo piano.
- L'isola di Sentosa: spiagge, locali, musei, musica, spettacoli pirotecnici.
- South Beach Road e i suoi tre templi: indu', cinese e musulmano. Il tempio indu' di Sri Mariamman, in stile dravidiano, e' il piu' fotogenico.
- La candida St. Andrew’s Cathedral, cattedrale anglicana.
- Church of Saints Peter and Paul , la cattedrale cattolica.
- L'Armenian Church, dietro Funan Centre.
- Chesed-El Synagogue
- Chinatown
- I Chinese/Japanese Gardens, con pagoda, antichi bonsai e museo delle tartarughe.
- I tanti roof garden sul tetto degli edifici. Basta alzare il naso verso l'alto per vedere piccole foreste in cima a tanti edifici singaporiani.

Shopping


- Orchard Road: la via centrale dello shopping a Singapore.
- Takamasaya department store: si trova a Ngee Ann City, Orchard Road
- RafflesCity, vicino alla stazione di City Hall della metropolitana (MRT).
- VivoCity: punto di partenza per andare a Sentosa, in questo centro commerciale c'e' un interessante negozione National Geographic.

Shopping informatico/fotografico


- Funan Centre: prezzi medio-ragionevoli (non bassi) per attrezzatura fotografica e medio-bassi per i prodotti informatici. Vicino alla City Hall MRT. Negozi suggeriti: John 3:16, Courts, Challenger.
- Sim Lim Square: i prezzi piu' bassi di solito sono qui, ma - a parte alcuni grandi negozi con prezzi esposti - di solito c'e' da contrattare. Tanti negozi d'informatica specializzati: chi tratta solo schede di memoria, chi rimette a nuovo solo i vecchi iMac, chi si occupa solo di CCTV. Sei piani di paradiso per gli amanti di tecnologia e gadget. Da non dimenticare il food court nel seminterrato: cibo di tutti i tipi, ottimo il barbecue coreano, tra gli altri.

Raccomandazioni, soprattutto per i fotografi: i prezzi migliori si ottengono pagando in contanti. Chiedete sempre il final price including all taxes, altrimenti vi daranno un prezzo-esca. I margini di profitto sui corpi macchina e sugli obiettivi sono bassi, ed e' con i filtri che rischiate di spendere spropositi. Verificate che i prezzi che vi vengono proposti includano tutti gli accessori originariamente previsti da Pentax/Olympus/Canon/Nikon/Sony/etc.

Divertimenti


- Sentosa Luge & Skyride: si sale sul punto piu' alto di Sentosa con una seggiovia, e si scende con una specie di slittino. Eccitante!
- Palawan Beach, a Sentosa: bella spiaggia, le navi sullo sfondo creano un panorama inusuale.
- Girare col Segway a Sentosa.
- Tiger Sky Tower: panorama a 360 gradi su Sentosa e dintorni (Indonesia compresa).

Natura


- Sungei Buloh Park: lontano dal centro citta', conviene (per quanto riguarda tempo e denaro) andarci in taxi, se siete in tre o quattro. Troverete varani, lontre, aironi, mangrovie. E altro.
- Lo zoo di Singapore: elefanti, tigri bianche, e una varieta' e quantita' di ...

Tags: acquisti, destinazioni, Formula 1, Singapore

Nuovi corpi Nikon: D300S e D3000

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/07/2009 alle 06:14 | 0 commenti  | Permalink
Come anticipato ieri, sono stati presentati oggi alcuni nuovi corpi macchina Nikon: D300S e D3000. Non e' stata presentata la Nikon D700X, data per possibile ma non certa ieri.

Ecco i dati dei due nuovi corpi macchina:

Nikon D300S: una D300 lievemente modificata e con video HD. Stesso sensore da 12,3Mp della D300, stesso sensore AF a 51 punti, avanzamento fino a 7 fotogrammi per secondo, due vani per utilizzare schede CF e SD, aggiunta di una modalita' silenziosa (gia' presente nella D5000). La D300S verra' venduta (all'estero, in Italia non so) con AFS DX NIKKOR 16-85mm f/3.5-4.5 VR oppure AF-S DX NIKKOR 18-200mm f/3.5-5.6G ED VR II.

Nikon D3000: sostituisce la D60 e potrebbe anche riuscire a sopprimere la Nikon D40, la Macchina Che Non Voleva Scomparire Dal Catalogo. Sensore da 10,2 Mp, sistema autofocus con 11 punti, display da 3 pollici, velocita' massima di avanzamento 3 fotogrammi al secondo, peso poco sotto il mezzo chilo senza batteria. Niente video, niente Live View, e niente display basculante. Avevo ipotizzato si trattasse di una versione MOLTO semplificata della D5000, ma in realta' pare avere poco in comune con la sorella maggiore; persino il sensore, con i suoi 10,2Mp, sembra preso dalla D60 piuttosto che dalla D5000, che ne usa uno da 12,3Mp. Tutte queste scelte al risparmio porteranno, si spera, ad un prezzo molto basso. Altrimenti... tenetevi la macchina fotografica che avete.

Viste le caratteristiche dei due corpi macchina, e' improbabile che la nuova Nikon D3000 faccia concorrenza alla D5000, il cui prezzo rimarra' quindi invariato. La D300S, invece, dovrebbe far scendere sostanziosamente il prezzo delle D300 ancora disponibili in negozi e online; il ribasso della D300 potrebbe beneficiare anche chi sta per acquistare una Nikon D90, il cui prezzo potrebbe scendere di qualche euro per evitare di subire la concorrenza della vecchia D300 a prezzi scontati. Ma sono solo ipotesi, queste, adatte a giornate in cui fa troppo caldo, o piove troppo, per poter andare in giro a fotografare (*).









(*): trattandosi di un sito di viaggi, non posso consigliarvi di fare fotografie in casa...



Tags: acquisti, fotografia, Nikon

Nuovi corpi Nikon in arrivo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/07/2009 alle 15:59 | 0 commenti  | Permalink
Il 30 luglio sono previsti annunci e conferenze stampa per alcuni nuovi corpi macchina Nikon. Non e' ancora stato reso noto quali saranno i nuovi prodotti, ma e' molto probabile che ci siano alcuni, se non tutti, i seguenti modelli:

- D300s (o D400): si affianca, o piu' probabilmente sostituisce, la Nikon D300. Rispetto alla D300 offrira' ripree video;
- D3000: versione semplificata della recentissima Nikon D5000, probabilmente senza video o senza Live View.
- D700x: corpo della Nikon D700, sensore da 24 megapixels. Ci sarebbe da sbavare, se uno potesse permettersela.

La Nikon D3000 potrebbe rivelarsi il sostituto ideale dell'ormai anziana D40 (l'eta' delle macchine digitali e' come quella dei cani: un anno vale per sette), che nonostante i soli 6Mp e il suo autofocus a soli tre punti, e' stata per peso, autonomia ed ergonomia la mia fedele compagna di viaggio dal 2007 ad oggi. A meno che non condivida i problemi di affidabilita' della D5000.

L'introduzione dei nuovi modelli ipotizzati piu' sopra avrebbe un effetto collaterale importante, per chi ha gia' deciso di comprare un corpo macchina Nikon: una D300s farebbe scendere il prezzo delle D300 ancora disponibili nei negozi e online, e questo porterebbe probabilmente ad un ribasso del prezzo della Nikon D90, che altrimenti si troverebbe a costare poco meno della D300. La D700x, quando arrivera', potrebbe far scendere un poco il prezzo della D700, portandola alla portata di quei comuni mortali che hanno il braccino meno corto del mio: comprerei la D700 solo se costasse la meta' di quel che costa ora.

Detto quanto sopra, non dimenticate il peso che un buon soggetto (magari una destinazione esotica) e una migliore educazione artistica potrebbe avere sulla qualita' delle foto che producete. Un corso serale di pittura potrebbe aiutarvi a creare belle foto piu' di quanto farebbe una nuova macchina fotografica.

Tags: acquisti, fotografia, Nikon

Note sul Sigma 50-500mm, detto Bigma

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/05/2009 alle 07:30 | 0 commenti  | Permalink
Dopo qualche giorno d'uso dello zoom Sigma 50-500mm, acquistato pochi giorni fa, ecco le mie prime impressioni riguardo all'obiettivo:

- Ho letto una dozzina di recensioni del Sigma 50-500, in italiano, inglese e tedesco. Le recensioni sono utili fino ad un certo punto, a meno che a scriverle sia qualcuno che ha la stessa esperienza (grande o piccola) di chi legge, e lo stesso “percorso fotografico”. Se compro il Bigma dopo aver usato solo obiettivi corti e leggeri come i 18-55 e i 55-200 che fanno parte del “kit” iniziale di molte macchine, l’impressione su peso, dimensioni e luminosita’ del Bigma sara’ probabilmente negativa. Se uno ha sempre potuto permettersi obiettivi luminosi come il Nikkor 80-200/2,8, storcera’ il naso di fronte all’apertura massima 4-6,3 del Sigma 50-500. Se invece acquista il Bigma dopo aver usato obiettivi poco luminosi, o dopo aver fatto esperienza con altri obiettivi non piccoli ne’ leggeri, peso/dimensioni/luminosita’ del Bigma non saranno un problema.

- La prima impressione prendendo in mano il nuovo obiettivo e’ che non fosse molto pesante. Dopo mezz’ora che lo tenevo all’altezza degli occhi ho cambiato idea. Dovro’ frequentare piu’ spesso la palestra del condominio…
- La seconda impressione e’ stata “come ho fatto a fare a meno dell’autofocus sul 500mm che ho usato negli ultimi quindici anni”? Mettere a fuoco un 500mm, tanto piu’ se con diaframma fisso (8) e profondita’ di campo ridottissima, e’ sempre stata un’impresa per me. L’autofocus del Bigma e’ rapido e preciso.
- Peccato per la distanza minima di messa a fuoco quando il Sigma 50-500 e’ impostato su 500mm: 3 metri sono tanti, il Tamron 500/8 scende sino a 1,70 metri.
- Poco luminoso, scrivono alcuni recensori… Mi facciano il piacere! Dopo tanti anni con un 500mm/8, avere un 500mm/6,3 e’ una gran comodita’.
- Velocita’ minima: vale la regola del reciproco, quindi 1/50esimo di secondo con focale 50mm, 1/200 con 200mm, 1/500 con focale 500mm. Sia col Tamron 500/8 che col Bigma (a 500mm) sono riuscito a scattare immagini nitide scendendo sotto 1/500; mi stupisce un po’ l’aver scattato immagini nitide col Bigma a 500mm con esposizioni da 1/2 di secondo!
- Zoom contro focale fissa: in questo caso lo zoom 50-500mm sembra offrire una qualita’ superiore al 500mm. Seguiranno confronti tra le foto prodotte dai due obiettivi.
- Peso: il 50-500mm pesa 1,9 chili, il 500mm pesa circa 600 grammi: meno di un terzo. Le focali coperte dallo zoom semplificano la vita del fotografo: un’escursione naturalistica col solo 500mm e’ poco pratica, ci vuole come minimo un 55-200mm o 80-200mm per quei fortunati momenti in cui un cervo o un facocero si avvicina a pochi metri. Col solo 500mm si otterrebbero dei primi piani di un occhio o di un orecchio; col Sigma 50-500mm si puo’ arrivare a riprendere l’animale a figura intera, senza bisogno di cambiare obiettivo per passare dalle focali “corte” (50-200mm) a quelle piu’ lunghe (fino a 500mm).
- Apertura massima: a 55mm l’apertura massima, 4, e’ migliore di quella offerta dal Nikkor 18-55 (a 55mm) e identica al Nikkor 55-200 (a 55mm).
- Ingombro in borsa/zaino: lo zaino Tamrac Adventure 7 che uso di solito era perfetto per il mio corredo fotografico pre-Bigma. C’e’ voluto un riposizionamento dei pannelli divisori per far entrare l’obiettivo nel vano inferiore dello zaino, ma in questo modo quel vano non offre spazio per altri obiettivi, solo per un’eventuale corpo macchina senza obiettivo. Inoltre, l'obiettivo sforza lievemente le pareti esterne dello zaino, cosa rischiosa in caso di urti. Ci sara' da spendere anche per uno zaino nuovo...
- Trasporto in borsa/zaino: obiettivi lunghi e pesanti come il Bigma non dovrebbero essere inseriti in uno zaino o in una borsa fotografica montati sul corpo macchina. Se la borsa urta contro un oggetto esterno, o viene sottoposta a torsioni o compressioni (nel bagagliaio di un’auto, nel vano bagagli di un aereo, o anche solo in un autobus), il peso e la leva esercitata dal lungo obiettivo andranno a stressare l’attacco dell’obiettivo, sul corpo macchina. Fish ha scritto un ottimo articolo su questo argomento.
- Prezzo: ho comprato moto che costavano meno del Sigma 50-500mm, e le ho usate per visitare Inghilterra, Scozia e Irlanda (e un po’ d’Italia). Dovendo scegliere, e’ meglio avere un’obiettivo costoso e usarlo vicino a casa, o non comprarlo e viaggiare di piu’, facendo foto con qualcosa di piu’ economico? La seconda che hai detto…

Tags: acquisti, fotografia, Nikon, obiettivi

Acquistare un obiettivo "Bigma" a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/05/2009 alle 09:37 | 2 commenti  | Permalink
Per l'ennesima volta da quando sono a Singapore, sono stato alla ricerca di nuova attrezzatura fotografica, nei giorni scorsi; sara' perche' in un'area esotica lontano dall'Italia, e ogni giorno ho la speranza ed il desiderio di fotografare qualcosa di nuovo, di inusuale, di bizzarro. A Singapore, dove regna l'ordine, la pulizia e forse anche il conformismo, e' la natura ad offrire soggetti interessanti da fotografare: varani d'acqua, saltafossi, granchi coloratissimi con chele sproporzionate; e questo prima ancora di entrare in campo ornitologico, che apre una marea di opportunita' fotografiche. Ecco quindi il desiderio di sostituire il mio teleobiettivo Tamron 500mm con un tele-zoom.

Hai gia' un 500mm e ne vuoi comprare un altro? E chi sei, il fratello scemo di Moratti?

No, non sono milionario e no, non colleziono obiettivi da 500mm. Il Tamron 500mm e' un obiettivo catadiottrico, che usa degli specchi per "comprimere" l'obiettivo pur mantenendo una elevata lunghezza focale, e' quindi piu' corto (una decina di centimetro) e piu' leggero (pesa poco piu' di mezzo chilo) di altri obiettivi con la stessa lunghezza focale. E' anche relativamente economico: io lo comprai a meta' degli anni Novanta per circa 400.000 lire. Ma non e' un obiettivo perfetto: la struttura dell'obiettivo non consente la presenza del diaframma, per cui si lavora sempre a f/8; nessuna possibilita' di chiudere il diaframma (non c'e', come detto) per aumentare la ridottissima profondita' di campo; non dispone dell'autofocus; esposizione manuale (con la mia Nikon D40); pur essendo leggero, rende necessario trasportare altri obiettivi con se', e cambiare ottica durante un safari fotografico (foss'anche in un parco dietro casa) porta ad occasioni perse e al rischio di contaminare l'interno del corpo-macchina con polvere e corpi estranei. Infine, i fanatici contatori di pixel vi diranno che il "bokeh" (il modo in cui vengono resi gli oggetti fuori fuoco) di quest'obiettivo e' sgradevole: a me non da fastidio, ad altri evidentemente si'.

L'ennesima uscita fotografica, con una quantita' di foto scartate per messa a fuoco meno che perfetta, per difficolta' di scelta (55-200mm o 500mm? Come diceva il fotografo Edward Weston, se hai piu' di un obiettivo, hai la garanzia d'avere sempre l'obiettivo sbagliato montato sulla macchina), per poca luce, mi ha convinto ad allungare il mio braccino corto per raggiungere il portafoglio; e visto che a fine mese andro' su un'isola taiwanese per fotografare animali, il sostituto del Tamron 500mm andava comprato in fretta, non con i soliti sei mesi di confronti, liste, dubbi e domande a persone che a volte ne sanno meno di me. Un amico mi aveva detto d'essere soddisfatto del suo Sigma 50-500mm, il cosiddetto "Bigma" (da big + Sigma), per cui quello e' stato il primo obiettivo preso in considerazione; si sono poi aggiunti il Sigma 150-500mm, il Tamron 200-500mm e il Sigma 120-400mm. Ho letto e riletto alcune recensioni online, tra cui quelle di The Digital Picture, Vivid Light, Lone Star Digital e Juza; ho esaminato le foto pubblicate, mi sono fatto un'idea della qualita' e delle prestazioni dell'obiettivo, e ho quindi scartato il Tamron 200-500 (visto dal vivo a Pasir Ris: il fotografo che lo usava ha perso molti scatti in quanto lo teneva sempre sul cavalletto), il Sigma 120-400mm (non voglio rinunciare a 100mm da una parte e 70mm dall'altra) ed il Sigma 150-500mm; scelta difficile, quest'ultima, in quanto il 150-500 e' il sostituto del 50-500 nella gamma Sigma, almeno per quanto riguarda la disponibilita' nei negozi di Singapore (ne parleremo poi).

Il 150-500mm non offre un risparmio rilevante se confrontato col "Bigma", pesa (lievemente) di piu', e' piu' lungo, offre 100mm di escursione focale in meno rispetto al Bigma, e soprattutto produce immagini che non sembrano all'altezza del 50-500. Resta dunque in campo solo il Bigma.

Ho quindi iniziato a cercare il Bigma online. Su Ebay ne ho trovati vari, nuovi o quasi, venduti intorno a 900-1.000 dollari americani, a cui vanno aggiunti i soldi della spedizione; non male, ma nel mio caso c'e' anche da aggiungere il 7% di GST (l'IVA singaporiana) al momento in cui l'obiettivo entrera' a Singapore, portando il totale a circa 1600-1700 dollari di Singapore. L'acquisto da Adorama, B&H o altri negozi online comporta costi simili: l'obiettivo e' venduto, nuovo, a 1.025USD. Ho pensato di acquistare il Bigma da Adorama, e farlo consegnare ad un collega statunitense che stava per venire a Singapore per lavoro, in modo da a...

Tags: acquisti, fotografia, Nikon, obiettivi, Singapore

Fotoamatori e acquisti: noleggiare una macchina fotografica a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10/04/2009 alle 12:47 | 1 commenti  | Permalink
Nei giorni scorsi abbiamo parlato del ciclo vitale del fotoamatore e condiviso l'esperienza della
selezione di una macchina fotografica. Oggi, come promesso, parleremo di una delle possibilita' a disposizione di chi desideri provare una macchina fotografica prima di acquistarla. Parleremo del noleggio di attrezzatura fotografica.

Non e' una novita' che si possano noleggiare macchine fotografiche, obiettivi, flash e altri accessori. I fotografi professionisti - e probabilmente molti fotoamatori - lo fanno da tempo. Non pretendo d'aver scoperto l'acqua calda: semplicemente, non avevo ancora noleggiato personalmente una macchina fotografica.

Poche settimane dopo il mio arrivo a Singapore, undici mesi fa, uscii per una escursione fotografica e mi trovai a condividere percorso e fermate - quindi a fotografare gli stessi soggetti - con un ragazzo malese; sulla sua macchina aveva lo zoom grandangolo che stavo pensando di acquistare, il Sigma 10-20mm. "L'ho affittato per provarlo", disse, quando gli chiesi quanto l'avesse pagato, e mi offri' l'obiettivo per provarlo sulla mia macchina. Lo comprai poche settimane dopo, al termine di lunghe ricerche a Sim Lim Square, Orchard Road e Funan Centre (se ne parla qui e qui).

Ora, avendo provato le Nikon D90 e D300 alla sede Nikon di Singapore, in Anson Road (non sono necessarie prenotazioni: andate e provate la macchina che desiderate), ho pensato di noleggiarle per provarle in modo piu' approfondito. Dieci minuti con una macchina fotografica sono utili per una prima impressione, ma un weekend insieme e' un'altra cosa (sto parlando di macchine fotografiche o di ragazze?). Dopo la visita alla Nikon Singapore sono passato da Peninsula Plaza e Funan Centre, per vedere i prezzi della macchine in questione in alcuni negozi. Eccoli:

Cathay Photo, al pianterreno di Peninsula Plaza:
- D300, solo corpo: 2100 dollari di Singapore (1040 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1720 SGD (850 euro);

Alan Photo, Funan Centre:
- D300, solo corpo: 2030 SGD (1005 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1690 SGD (835 euro);
- D90, solo corpo: 1390 SGD (690 euro);

John 3:16, Funan Centre:
- D300 con obiettivo 18-105mm: 2400 SGD (1190 euro);
- D300, solo corpo: 2050 SGD (1015 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1650 SGD (815 euro);

Questi prezzi rendono obsoleti quelli indicati su questa pagina mesi fa, al tempo di una ricerca per un visitatore del sito.

Oltre a questi tre negozi, ho notato un negozio di fianco a Cathay Photo, in Peninsula Plaza, che aveva molti corpi ed obiettivi usati di tutte le marche e che vendeva una D300 a 1780 SGD (circa 880 euro); la macchina era in buone condizioni ma, essendo scaduta la garanzia, era coperta da un solo mese di garanzia del negoziante. Troppo poco.

Durante la visita a John 3:16 ho chiesto se ci fosse, dentro il Funan Centre, qualche negozio dove poter noleggiare i corpi macchina che stavo considerando. A quel punto mi sono reso conto che, a differenza degli altri negozi di articoli fotografici menzionati qui e nel resto di ViaggiareLeggeri.com, questo - John 3:16 - e' l'unico negozio in cui non sembravano esserci clienti stranieri: tutti i presenti, escluso me, avevano
aspetto cinese o malese, le due etnie principali di Singapore. E appena fatta la domanda sul noleggio sono iniziate varie conversazioni in inglese, cinese e malay sul dove noleggiare, su quanti corpi macchina aveva a disposizione una ditta e quanti un'altra, sulla scomodita' degli orari di una o di un'altra. Alla fine, tutti concordi che il posto migliore per trovare informazioni in proposito era il sito ClubSnap.com, il piu' popolare sito di fotografia di Singapore, cui sono gia' iscritto. Una visita al sito, un paio di ricerche in Internet, e mi iscrivo alla newsletter del Camera Rental Centre (www.cameraRental.biz). E' venerdi' sera, e a mezzanotte del venerdi' questo negozio invia la sua newsletter con le offerte speciali (meta' prezzo) del weekend. Puntuale, a mezzanotte arriva la newsletter e nell'elenco ci sono la D300, la D90 e la D700. Voglio noleggiare la D300, con la D90 come seconda scelta e la D700 come soluzione di ripiego (nel senso che la noleggerei ed userei per il weekend ben sapendo che non la acquisterei).

Sabato seguo la procedura indicata nella newsletter: vado al Camera Rental Centre, al numero 32A di South Bridge Road, vicino al fiume e a Boat Quay. Salgo al primo piano ed entro nel negozio, piccolo ma pulito, moderno ed ordinato. C'e' un altro cliente prima di me, in un momento finisce e se ne va. Chiedo se hanno ancora un corpo D3...

Tags: acquisti, fotografia, Nikon, noleggio, Singapore

Fotoamatori e acquisti: scegliere una macchina fotografica

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/04/2009 alle 07:11 | 0 commenti  | Permalink
Abbiamo parlato di recente del tragico destino del fotoamatore, condannato da una pulsione incontrollabile a cambiare macchina fotografica come un serpente cambia pelle: ogni anno o, se possibile, piu' spesso.

Durante la preparazione dell'articolo "Fotoamatori e acquisti", mi e' sembrato opportuno sperimentare personalmente cio' di cui stavo scrivendo. Sto quindi simulando la fase 6 ("ricerca di una nuova macchina fotografica"). Si tratta della ricerca di un corpo macchina piu' avanzato per sostituire la mia Nikon D40. Alla faccia del nome di questo sito, sto quindi studiando il passaggio da una delle reflex digitali piu' leggere ed economiche sul mercato, quindi ideale per un viaggio, ad una parecchio piu' pesante e costosa. Per dire: la D40 e' cosi' piccola e leggera che, pedalando a Singapore, la porto a tracolla senza borsa, appoggiata sulla schiena o penzolante davanti al petto.

Chiedo scusa ai possessori di sistemi Canon, Olympus, Pentax, Fuji, Sigma, Sony, ma il percorso che segue e' relativo ad un amatore con alcuni corpi macchina Nikon ed obiettivi vecchi e nuovi Nikon, per cui altre marche verranno menzionate poco.

La mia scelta e' per il momento ridotta a tre modelli Nikon da 12 megapixel:
  1. Nikon D700: digitale full-frame, produce immagini di qualita' simile (uguale, secondo alcuni) alla professionale D3, ma a prezzo molto piu' basso;
  2. Nikon D300: piu' piccola della D700 e con formato DX anziche' full frame, ha corpo in magnesio e alluminio, come la D700;
  3. Nikon D90: corpo in plastica, quindi piu' leggera e piccola di D300 e D700, ma capace di produrre immagini di qualita' simile a quelle della D300


La scelta, in realta', si e' immediatamente ridotta a due modelli, D300 e D90. La D700, pur essendo piu' piccola della D3 con cui condivide il sensore, e' enorme. Niente a che vedere con le reflex non digitali Nikon (a parte la serie F, enorme anch'essa dopo la F3). Il prezzo, poi, e' il colpo di grazia: sara' anche piu' basso di quello della D3, ma son pur sempre 3.000 dollari USA. Dal punto di vista tecnologico, acquistare una macchina con sensore full frame ha per me piu' senso rispetto ad una con sensore DX. Con una D300/D90/D200/D80/D60/D40x/D40, la tentazione di acquistare obiettivi DX (piu' leggeri ed economici di quelli full frame, ma incompatibili con i corpi macchina full frame) e' irresistibile, al prezzo di ritrovarsi per casa obiettivi che non saranno poi utilizzabili quando si passera' ad un corpo macchina full frame. E la mia sfera di cristallo mi dice che quel momento arrivera' presto, probabilmente nei prossimi due anni: col calo di prezzo dei sensori di grandi dimensioni, Nikon e Canon introdurranno nuovi modelli full frame e toglieranno dal catalogo tutti o quasi i modelli DX (mini-profezia: la D40 e' sopravvissuta alla sua erede D40x, secondo me restera' in listino piu' a lungo anche della successiva D60).

D90, D300, D700, D3. Stavo persino pensando alla vecchia D200, che si trova online (usata) per circa 550 USD.

E' interessante confrontare queste macchine fotografiche sulla carta, ma tenerle in mano e provarle sarebbe piu' utile per valutarle. Ho quindi fatto una visita alla sede centrale Nikon a Singapore, in Anson Road, per provare "in carne ed ossa" queste macchine. Ho trovato un tecnico/venditore, Marcus, che oltre alla D300, D90 e D700 a disposizione dei visitatori, ha prelevato dal retro anche una D200 e una D3 per farmele provare.

La D200 e' ancora in listino a soli 100 SGD (50 euro) meno della D300, e vederla vicina alla sorella piu' recente non le giova; la D3 e' obiettivamente al di la' di quel che posso volere (e pagare), per cui l'ho presa in mano, ne ho esplorato i comandi, ho guardato attraverso il mirino e nello schermo sul dorso, e dopo un minuto l'ho posata. Col suo peso non avrei potuto comunque tenerla in mano piu' a lungo.

Per la D300, D700 e D90, Marcus mi ha invitato a portare una scheda SD e una CF, in modo da poter scattare qualche foto per poi studiarle con calma. Sono quindi tornato in Anson Road il giorno dopo ed ho scattato varie foto con la mia D40 e con le D90, D300 e D700 a disposizione, usando uno zoom Nikkor 18-105 VR. A casa ho poi confrontato le immagini su uno schermo da 22 pollici, e la prima cosa che e' saltata all'occhio, prima ancora della differenza tra i 6Mp della D40 e i 12Mp delle altre, e' stata l'esposizione - perfetta - della D700 e della D300; la D40 ha sovraesposto di un paio di stop, e la D90 ha sballato il bilanciamento del bianco. Le foto scattate con la D700, inoltre, avevano una qualita' in piu': sembravano prese da una brossura, talmente erano perfette: persino le inquadrature che ho scelto e la sfocatura dello sfondo erano sicuramente merito della macchina e non mio!
Ho iniziato a sentire due voci, nella stanza in cui stavo esa...

Tags: acquisti, fotografia, Nikon, Singapore

Fotoamatori e acquisti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/04/2009 alle 07:20 | 0 commenti  | Permalink
Il fotoamatore e' una bestia strana: ama scattare foto ed ama cambiare attrezzatura di frequente, non appena c'e' una nuova fotocamera che promette foto con un megapixel in piu' o sensibilita' un po' piu' alte. Quelli che resistono alla tentazione di cambiare corpo macchina ogni anno si ritrovano a volte con un tarlo che li rode, il dubbio che una macchina piu' recente avrebbe potuto salvare una foto risultata poi mediocre, o rendere bellissima una foto gia' bella. "Ah, se avessi avuto la Canikon D1d10, quella foto l'avrei scattata a ISO 25.000, e non avrei avuto quel lieve mosso, fotografando in notturna la scapoli-ammogliati aziendale!"; oppure "Se avessi avuto un grandangolo piu' corto di quello che mi sono portato ad Angkor Wat, avrei potuto fotografare molto meglio quei templi!". Dubbi che tengono svegli di notte.

L'immutabile ciclo vitale del fotoamatore si puo' riassumere nelle seguenti fasi:
  1. scoperta della macchina fotografica che lo rendera' abile e famoso quanto Ansel Adams (o perlomeno quanto Corona);
  2. acquisto della suddetta nonostante i commenti contrari dei familiari ("costa troppo!") e degli amici fotoamatori ("Ah, non acquisti il modello di punta della Canikon? Ti accontenti di QUELLA?");
  3. esaltazione per la quotidiana scoperta di nuove strabilianti caratteristiche nel corpo macchina acquistato;
  4. abitudine: dopo i primi ventimila scatti e la rilettura settimanale della lunga documentazione della macchina, il fotoamatore sarebbe capace di usarla ad occhi chiusi, e a volte lo fa;
  5. noia: la scintilla si e' spenta, e prendere in mano la macchina fotografica non gli da' piu' l'emozione dei primi tempi; il desiderio di novita' si palesa;
  6. ricerca di una nuova macchina fotografica: il fotoamatore inizia a passare piu' tempo in Rete che a scattare foto, e cerca "qualcosa" (una reflex da 24 megapixel? Una digitale a telemetro? Un corpo macchina per pellicola medio formato tradizionale?) che riaccenda in lui il sacro fuoco fotografico. Contemporaneamente, la sua macchina fotografica viene sottoposta a prove umilianti (confrontarne la risoluzione con quella di una scansione da immagine largo formato per poi dire "Cavolo, non mi ero reso conto d'aver comprato una macchina cosi' mediocre") ed estenuanti (resistera' alla pioggia? E a una caduta in mare? Se la avvicino ad un magnete tipo sfasciacarrozze si rovinera'? Proviamo...) per rendere evidente e necessaria la necessita' di una nuova macchina;
  7. Scoperta: ricomincia il ciclo, vedi 1;

Cercare di arrestare questo ciclo equivale a voler fermare un'auto tenendola per il paraurti: al massimo si riesce a rallentarla. Il fotoamatore medio riesce al massimo a resistere qualche anno senza cambiare macchina fotografica, di solito grazie all'aiuto della moglie e all'astensione dagli incontri con altri fotoamatori. Quanto segue e' la cronologia degli acquisti di un appassionato squattrinato:

- Marzo 1979: Fujica ST605n, la mia prima reflex;
- Aprile 1986: Minolta X700, rimpiazza la ST605n (che mantengo) come macchina principale;
- Febbraio 1993: Nikon FE2, rimpiazza Fuji e Minolta, rubate da ignoti il mese prima;
- Luglio 1996: Nikon F, si aggiunge alla FE2; verra' usata poco;
- Agosto 1996: Zorki 3, un capriccio poco costoso e poco pratico; verra' usata pochissimo;
- Novembre 2001: Fujifilm 4800Z, la mia prima digitale, seppur compatta; Nikon F e FE2 (e Zorki) finiscono in un ripostiglio;
- Dicembre 2005: Fujifilm D610: rimpiazza la 4800Z, defunta sotto la Tour Eiffel (momento ideale...);
- Ottobre 2007: Nikon D40: rimpiazza la D610, che iniziava a funzionare male (vedi fase 6, sopra...); i vecchi obiettivi per le Nikon F e FE2 tornano ad essere utilizzati.

In conseguenza di suoi frequenti e costosi acquisti, il fotoamatore medio vive circondato da minacce: genitori che che, visto il conto del suo nuovo telezoom 100-400mm, lo informano che d'ora in poi dovra' pagare l'affitto della camera in cui vive; una moglie che, sentendogli progettare l'acquisto di un corpo macchina da duemila euro, gli dice che se lui compra quella macchina, dovra' regalarle per il compleanno una borsetta di pari prezzo (*); il fotonegoziante sotto casa che, dopo avergli lasciato manipolare quel corpo macchina una dozzina di volte, minaccia di tagliargli le gomme dell'auto se l'acquista all'ipermercato dove costa venti euro in meno.

Tutto questo per dire: lasciateli tranquilli, questi poveri fotoamatori!



(*): una borsetta da duemila euro "fa" qualcosa in piu' di una da mille euro o di una da cento euro? E piu' in generale, una borsetta "fa" qualcosa?

Tags: acquisti, fotografia, Nikon, Singapore, umorismo

Per i fans di Guerre Stellari

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/03/2009 alle 09:55 | 0 commenti  | Permalink
Per i fans di Guerre Stellari
Probabilmente non sono rari, i negozi che vendono oggetti legati al ciclo di Guerre Stellari: questo pero' e' ben fornito. Si trova al terzo piano (secondo, se li contate all'italiana) di Suntec City, uno dei tantishopping mall di Singapore. Il nome del negozio e' Simply Toys, e la quantita' e varieta' di spade laser in vetrina e' sufficiente ad incuriosire anche chi non e' fanatico della saga di George Lucas.

Giorni fa abbiamo parlato dei fan singaporiani di Star Trek, ora di Star Wars: se saltano fuori anche dei fan club di Spazio 1999 e U.F.O., quest'isoletta potrebbe rivelarsi uno dei posti con piu' alta densita' di amanti della fantascienza nel mondo...



Tags: acquisti, cinema, Singapore

Prenotare online una visita agli Uffizi puo' costare caro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/08/2008 alle 06:30 | 0 commenti  | Permalink
Il sito del Corriere ha pubblicato un bell'articolo sulle prenotazioni online per i musei di Firenze: alcuni lettori hanno scritto al Corriere per segnalare gli alti costi legati alle prenotazioni sui siti non ufficiali. Due biglietti per gli Uffizi, acquistati sul sito ufficiale del museo, sarebbero costati 32 Euro; acquistandoli su un sito differente, il costo e' stato di 49 euro! Siamo solidali con i consumatori che si considerano defraudati dai siti in cui hanno pagato cosi' tanto, ma e' necessario porsi alcune domande:

1) I consumatori che hanno scritto al Corriere si sono resi conto che stavano acquistando i loro biglietti su siti non ufficiali?
2) Se sapevano che si trattava di un sito non ufficiale, evidentemente sapevano anche che il sito ufficiale e' un altro. Perche' non confrontare i prezzi?
3) Se si acquista un biglietto (per un volo, un museo o un evento sportivo) in un sito non ufficiale, come ci si puo' aspettare che il sito non ufficiale offra il biglietto a prezzo inferiore rispetto alla fonte ufficiale? Gli intermediari non lavorano gratis.

Noi, i consumatori, siamo da sempre docili vittime: scrivere ad un giornale (o anche ad un sito, incluso questo) dopo aver pagato un prezzo che ci era stato presentato non e' la cosa migliore da fare: fare ricerche prima di spendere i nostri soldi e' l'unico modo per limitare i danni al portafoglio.

Il Corriere segnala che, cercando "prenotazione uffizi" su un motore di ricerca, il sito ufficiale del Museo degli Uffizi non compare nei primi risultati. Anche in questo caso, un pizzico di attenzione avrebbe aiutato: cercando su Google 'sito ufficiale uffizi', il primo risultato e' ... sopresa, www.firenzemusei.it, cioe' proprio il sito ufficiale del Museo degli Uffizi. Beh, ... uno dei siti ufficiali del Museo degli Uffizi. Sul sito si spiega che
Firenze Musei, marchio della Associazione Temporanea di Imprese (ATI) di cui è capofila l'editore fiorentino Giunti, è la società che cura i servizi aggiuntivi (libreria, biglietteria, prenotazioni) per conto del Polo Museale Fiorentino.
Il sito permette la prenotazione di biglietti tramite un link a www.b-ticket.com/b-ticket/Uffizi/default.aspx, il rivenditore ufficiale. Va detto che i link a www.b-ticket.com sono molto meno nascosti su www.firenzemusei.it che su www.uffizi.firenze.it: portano comunque alle stesse pagine.

Da potenziali acquirenti del biglietto per gli Uffizi, e da persone che sanno qualcosa di informatica (non tanto, solo il minimo indispensabile a sopravvivere nel Terzo Millennio), vorremmo suggerire a tutte le "parti" coinvolte nella creazione e gestione dei siti ufficiali del Museo degli Uffizi di Firenze di avere un solo sito, e di utilizzare tutti gli altri domini a disposizione per rimandare all'unico sito ufficiale. Come dimostrato dalle esperienze citate nell'articolo del Corriere, non e' difficile finire sul sito sbagliato: perche' non facilitare la vita agli amanti dell'arte e della cultura?

Tags: acquisti, musei, prenotazioni, siti Internet

Note ed aneddoti sull'acquisto di macchine fotografiche all'estero

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/07/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Sono a Singapore dall'aprile 2008, e i prezzi qui NON sono competitivi, perlomeno non con gli USA, che al momento sono, credo, uno dei paradisi per gli acquisti fotografici. Qui a Singapore ho acquistato un Sigma 10-20 HSM con attacco Nikon pagandolo l'equivalente di 620 dollari USA; negli Stati Uniti, lo stesso obiettivo costa 500 dollari USA (su www.adorama.com e altrove).

Nell'ottobre del 2007 vivevo ad Atlanta, USA. In quel periodo acquistai su www.adorama.com la mia Nikon D40, pagandola 499 dollari. Mesi dopo, a Natale 2007, vidi la D50 (!), cioe' la macchina che la D40 sostitui', in vendita in un supermercato Panorama vicino a Torino per oltre 700 Euro. Circa 1000 dollari USA, per intenderci. Quindi ... i prezzi in Italia sono alti.

Scaviamo ancora piu' indietro nel tempo. Nel 2001 comprai una Fuji FinePix 4800Z in Inghilterra, dove vivevo a quei tempi. La pagai circa 400 sterline. Un anno e mezzo dopo, in Italia, vidi la stessa macchina fotografica in vendita ad un prezzo quasi doppio; nel frattempo, in Inghilterra il prezzo era sceso fino a 350 sterline.

Un'eccezione, ora: la mia macchina successiva, una Fuji FinePix F610, comprata a Taiwan come 'gray import' dal Giappone, venne pagata l'equivalente di 250 sterline. Il mese dopo l'acquisto, la vidi in vendita all'Auchan di Corso Romania, a Torino, esattamente allo stesso prezzo. Purtroppo questa sembra essere stata un'eccezione.

In conclusione, se avete l'occasione di comprare la vostra attrezzatura fotografica all'estero, fatelo.

Tags: acquisti, fotografia, Nikon, Singapore, Stati Uniti

Per fare acquisti all'estero bisogna prima prepararsi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31/05/2008 alle 08:30 | 0 commenti  | Permalink
Sim Lim Square a Singapore: il paradiso di geeks, nerds, tecnici, informatici, elettroniciSiete in un posto esotico, una citta' che non conoscete, magari negli Stati Uniti o in Estremo Oriente. Siete soddisfatti, felici d'aver scelto di visitare questo posto, e decidete di comprare qualcosa. Probabilmente una macchina fotografica o un computer, o magari un obiettivo, un cellulare o un qualche gadget elettronico. Vedete un negozio, entrate, e il negoziante e' subito vicino a voi, a vostra disposizione. Spiegate che volete un obiettivo zoom Sigma 10-20mm per reflex Nikon digitali. Il negoziante commenta "Uhm ... piuttosto costoso", e va a consultare il suo catalogo. Fa qualche conto sulla sua calcolatrice, e vi spara un prezzo che equivale a 850 euro. Poco ci manca che vi venga un infarto: strabuzzate gli occhi per manifestare il vostro disappunto, e spiegate indignati che avete visto lo stesso obiettivo, in altri negozi in altre parti della citta', a prezzi tra i 370 e i 440 Euro; dite al negoziante che, con un prezzo del genere, quello non e' un negozio serio, e ve ne andate.

La scenetta sopra descritta e' successa a me giovedi' scorso, a Singapore, in un negozio in Boat Quay, vicinissimo a South Bridge Road. Il prezzo che mi e' stato chiesto per l'obiettivo e' 1.800 SGD (Singapore Dollar), a fronte di prezzi trovati in altri negozi in citta' variabili tra i 790 SGD e i 920 SGD. Da notare che lo stesso obiettivo Sigma 10-20mm e' in vendita negli USA a 500 USD (equivalenti a 320 EUR o 680 SGD).

Cos'e' successo?

1) Il turista e' entrato nel negozio sbagliato. Un negozio di articoli fotografici in riva ad un fiume, preceduto e seguito da ristoranti tipici e costosi, all'ombra di grattacieli in cui si trova il cuore finanziario di una delle quattro Tigri Asiatiche: tutto congiurava per un prezzo fuori dalla norma;
2) Il negoziante ha individuato un turista straniero, e ha puntato sulla scarsa competenza del turista in campo fotografico, o nella sua eccessiva disponibilita' di denaro;
3) Il turista ha "fatto i compiti" e si e' preparato, prima di entrare in un negozio e spendere una cifra per lui ragguardevole, e la fregatura e' stata evitata.


Un altro caso simile.

Un paio d'anni fa, un amico acquisto' una telecamera a New Orleans, negli USA. Voleva una telecamera con la possibilita' di scattare anche foto, ma torno' in albergo, soddisfatto, con qualcosa che non somigliava a quel che mi aspettavo: gli era stata venduta una macchina fotografica compatta digitale capace di scattare brevi filmati. Glielo dissi. Delusione. Rabbia. Ora gliela faccio vedere io, a quei truffatori, dice. Gli chiedo se per caso possono aver frainteso quel che voleva acquistare: e' sicuro di aver detto chiaramente che voleva fare filmati e occasionalmente fotografie, e non fotografie e occasionalmente filmati? No, certo che no.

Andammo quindi al negozio, all'angolo tra Canal Street e Bourbon Street, e parlando con il commesso che aveva venduto la compatta capii che era in malafede: nonostante la mia insistenza nel consigliargli di visitare il sito della Casa produttrice, in cui il prodotto da lui venduto era definito una macchina fotografica e non una videocamera, lui insistette che si trattava di una videocamera. Acconsente a cambiare il prodotto con un altro, torniamo in albergo, cerchiamo con Google il prodotto che abbiamo ricevuto, verifichiamo che anche questa volta siamo stati bidonati (il negoziante rifilato al mio amico una videocamera il cui valore era meta' rispetto al prezzo pagato per la macchina fotografica), e torniamo indietro furibondi. Alla fine, il mio amico ha lasciato il negozio con una buona videocamera, ma l'ha pagata 200 dollari in piu' dei prezzi praticati per lo stesso articolo da altri negozi in Louisiana, in base ai prezzi trovati sui siti Internet di tali negozi.

La lezione? Prima di comprare qualcosa di costoso, informatevi sul prezzo (non necessariamente quello esatto, ma almeno quello che gli americani chiamano "ballpark figure", una cifra indicativa). E non comprate oggetti costosi in localita' turistiche, dove i negozianti contano di pelare i clienti che passano una volta sola.

<...

Tags: acquisti, fotografia, prezzi, Singapore, truffe

Buttate via lire maltesi e sterline cipriote!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/12/2007 alle 21:02 | 0 commenti  | Permalink
Forse non tutti sanno che dal primo gennaio 2008, l'euro diventera' la valuta ufficiale di Cipro e Malta, sostituendo lira maltese e sterlina cipriota. Se avete in programma viaggi verso una di queste due perle mediterranee, il passaggio all'euro rendera' piu' facile la gestione delle vostre spese.

Tags: acquisti, Cipro, Europa, Malta, valuta locale

Mercatini di Natale in Europa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/12/2007 alle 22:10 | 0 commenti  | Permalink
The Times ha selezionato una lista di 20 mercatini natalizi in Europa. La lista non comprende nessun mercato in Italia e Spagna, ma e' comunque interessante. Eccola:


Berlino, Germania
Dal 26 novembre al 31 dicembre. Look moderno cosi' come molti degli oggetti in vendita nel mercatino. Indirizzo: Wilhelm Gedächtniskirche.

Monaco, Germania
Dal 30/11 al 24/12. Il mercato si svolge nella piazza centrale, Marienplatz. Tra i prodotti artigianali piu' ricercati sono raccomandate le statuine in legno per il presepe.

Norimberga, Germania
Dal 30/11 al 24/12. Quello di Norinberga e' il mercato natalizio piu' esteso in Germania, molto pittoresco. Tra i prodotti tipici: pan di zenzero e
piccoli wurstel.

Heidelberg, Germania
Dal 28/11 al 22/12. La citta' offre stradine medievali, un imponente castello e l'universita' piu' antica della Germania. I mercatini locali sono soprattutto gastronomici.

Colonia, Germania
Dal 27/11 al 23/12. Colonia ospita sei mercatini natalizi, il piu'grande dei quali si trova in Neumarkt. Tra gli altri, uno di stile medievale vicino al museo della cioccolata Lindt, e uno che si svolge in barca sul Reno.


Bruges, Belgio
Dal 24/11 al 6/1. I migliori mercatini si trovano nel centro storico della citta'.


Dunkerque, Francia
Dal 1/12. Articoli vari.

Lilla, Francia
Dal 21/11 al 24/12. Il mercato si svolge in piazza Rihour, nel centro citta'. Frequenti visite di Babbo Natale (fino al sabato prima di Natale) in 'volo' dalla torre campanaria.
Copenhagen, Danimarca
Dal 17/11 al 30/12. Il mercato si svolge nei Giardini Tivoli nel centro della capitale. Otto volanti e giostre rendono l'atmosfera ancora piu' allegra.

Helsinki, Finlandia
Dal 7/12 al 20/12. Il St. Thomas Christmas Market, nell'Esplande Park, pare ancora piu' luminoso, nelle lunghe notti nordiche.

Tallinn, Estonia
Dal 1/12 al 7/1. Il mercato si svolge in Raekoja Plats, la 'piazza del paese'. Il mercatino natalizio di Tallinn ha una tradizione recente, essendosi svolto per la prima volta solo nel 1991, ma l'architettura della citta' lo fa sembrare piu' antico.

Cracovia, Polonia
Dal 23/12 al 6/1. L'architettura del XV e XVI secolo fa da contorno al mercato natalizio.

Praga, Repubblica Ceca
Dal 1/12 al 1/1. Piazza Wenceslas ospita uno dei mercati piu' famosi. Un altro mercatino, forse ancora piu' pittoresco, si svolge in Piazza della Citta' Vecchia (Staré Mesto).

Vienna, Austria
Dal 18/11 al 24/12. I mercati piu' grandi si svolgono nella piazza centrale, nell'area di Spittelberg e nel campus universitario.

Salisburgo, Austria
Dal 22/11 al 24/12. La citta', gia' pittoresca durante l'anno, assume un aspetto ancora piu' fiabesco a Natale. Il mercato si trova nel borgo medievale.

Basilea, Svizzera
Dal 24/11 al 23/12. Il piu' grande mercato natalizio di Basilea si svolte in Weinachtsmarkt. I dolci di San Nicola e i biscotti al burro sono tra le delizie locali.

Budapest, Ungheria
Dal 24/11 al 29/12. Il mercatino si svolge in Piazza Vörösmarty, nel cuore del quartiere di Pest, e ospitera' poco meno di 150 banconi. Babbo Natale sara' in visita il 30/11, dal 2/12 al 6/12 e il 9/12. Musica, balli e teatrino di marionette fanno da contorno al mercatino natalizio.

Lubiana, Slovenia
Dal 1/12 al 31/12. Lungo le rive del fiume Ljubljanica, nel cuore della citta', il mercato di Lubiana e' meno noto ma non meno interessante di altri, piu' famosi mercatini natalizi.

Tags: acquisti, Europa, feste

Per fare spese bisogna essere dei professionisti: ma funzionano, gli articoli comprati?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28/11/2007 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Come scritto in alcuni post pubblicati su questo sito, ho comprato di recente dei pantaloni da escursione, scarpe da ginnastica e zaino per attrezzatura fotografica. La settimana scorsa ho messo alla prova questi accessori guidando da Atlanta, Georgia, a Mexican Hat, un villaggio nello Utah vicino alla Monument Valley, da dove sono partito per escursioni in zona. Come si sono comportati pantaloni, scarpe e zaino (piu' altri oggetti comprati per l'occasione)?

Zaino Tamrac 5547 Adventure 7
Nel comparto inferiore ho inserito uno zoom Nikkor 55-200 con paraluce, un tele catadiottrico Tamron 500mm, lenti addizionali per macro, un coltello svizzero, un cavo USB2 con avvolgitore. La macchina (Nikon D40) l'ho tenuta nello scomparto superiore, con un PDA HP, un mini-blocco note, guanti e cappellino in pile, una giacca impermeabile Columbia. Nelle tasche a rete esterne ho caricato un cavalletto tascabile (mai usato) e una bottiglia d'acqua da mezzo litro.
Pro: leggero e mai fastidioso, lo zaino e' spesso rimasto in auto, dietro al sedile del guidatore.
Contro: non ho quasi mai usato il 55-200 e non ho neppure toccato il 500mm, durante questo viaggio, in parte per mancanza di fauna da fotografare, in parte per la scarsa rapidita' d'estrazione dallo zaino (per cui ho cercato di trasportare il 55-200 nelle tascone dei nuovi pantaloni). Non ho ancora comprato cinghie per fissare il cavalletto allo zaino, per cui l'ho sempre trasportato a mano.
In conclusione: buono.


Scarpe Reebok
Confortevoli camminando, stringono un po' sul collo del piede. Valide su vari terreni, sono diventate scivolose solo con il ritorno ad Atlanta e con la relativa pioggia. Piedi sempre freddi durante il viaggio, ma non accuserei le scarpe.
Pro: prezzo basso, "chiudono bene" il piede.
Contro: un po' troppa pressione sulla parte alta del piede.
In conclusione: ottimo rapporto qualita'/prezzo.


Pantaloni "cargo" Dockers"
Belli. Davvero ben disegnati, larghi il giusto senza far fare ad un quasi-quarantenne come me la figura di quello che vuole fingersi sedicenne e con baggy trousers. Ma pratici, no, questi pantaloni non lo sono. Vista l'impossibilita' di trovare una taglia 30-32 (vita-gamba), ho comprato dei 32-32 che tendono a scivolare verso il basso, soprattutto se non si infila maglia, camicia o canottiera dentro, e ancora di piu' se si "caricano" i tasconi anteriori di accessori (cellulare, portafoglio). Infilare un obiettivo (tipo il 55-200 Nikkor citato in questa pagina) in uno dei tasconi e' un impresa che rende piu' pratico trasportare l'obiettivo in uno zaino. Le tasche anteriori sono poi piazzate malamente (da progetto, non per colpa di chi ha assemblato i pantaloni): i tasconi sono spostati verso l'esterno della gamba, cosi' che quando la si piega, tendono a finire nell'incavo dietro il ginocchio, per esempio durante salite su scalinate ripide. Le tasche anteriori superiori, invece, sono troppo vicine all'inguine: girare con le mani in tasca e' un'attivita' da lasciare a chi non si preoccupa per l'accusa di essere un wanker, e un cellulare in quelle tasche rischia di danneggiare gli organi riproduttivi.
Pro: tengono bene lo sporco, sono morbidi e piacevoli da indossare, sono belli.
Contro: tasche mal progettate.
In conclusione: considerato che le tasche sono forse l'unico elemento a differenziare quest'articolo da un normale paio di pantaloni, gli errori di progetto nel disegnarle ne rendono sconsigliabile l'acquisto a chi conti di caricarle di oggetti. Per brevi escursioni, con poco carico, invece, possono andare bene.


Cappello in pile
[Non recensito in precedenza] Comprato nel negozio TJ-Max del Perimeter Shopping Center di Sandy Springs (Atlanta) per tre dollari, s'e' dimostrato ottimo, soprattutto per uno come me che non ama coprirsi la testa. Valutazione positiva.


Zoom Nikkor 55-200
[Non recensito in precedenza] Pagato circa 120 dollari su eBay, ricondizionato da Nikon USA dopo una breve vita come prodotto dimostrativo. Usato poco durante questo viaggio, giudizio rimandato.

Tags: scarpe e scarponi

Per fare spese bisogna essere dei professionisti: pantaloni da escursione, o cargo pants

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/11/2007 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Mi servono dei pantaloni robusti con tasche extra, per escursioni (ma dove ca**o dovro' andare? E' dal 1999 che non faccio niente di avventuroso!). Giro alcuni negozi, vedo che i prezzi sono tra i 22 e i 30 dollari, e che le mie taglie (30 o 32 di vita, 32 o 34 di gamba) non sono facili da trovare.

Vado da Wal-Mart, il supermercato statunitense piu' economico, e trovo un paio di pantaloni come li voglio io (chiamati qui 'cargo pants') a 16 dollari; non posso provarli perche' sono le 23 e 50 e il supermercato chiude tra dieci minuti e i camerini sono chiusi col nastro adesivo. Li compro, a casa scopro che sono un po' larghi e pure un po' corti (ma che cavolo di corpi hanno gli americani, o e' colpa mia?). La mattina dopo li indosso in ufficio (e' un "Casual Friday", quindi posso sostituire camicia/pantaloni seri/scarpe serie con maglietta/jeans o appunto 'cargo pants'/scarpe da ginnastica). La lunghezza puo' anche andare bene, ma sono davvero troppo larghi. Li riporto indietro da Wal-mart e ottengo il rimborso dovuto.

Vado quindi da Macy's, un negozione qui vicino che ha di tutto, anche se piu' che altro sono prodotti costosi e di marca (Tommy Hilfiger, Lacoste, Dockers, ed altre marche note negli USA). Trovo dei bei pantaloni, Dockers, taglia 32-32 (32 pollici in vita e 32 di lunghezza gamba), abbastanza sgalfi da non spaventare animali selvaggi (anatre, scarafaggi, scoiattoli), ma non cosi' smandrappati da non poter essere utilizzati per andare in ufficio il venerdi'. Costano 30 dollari, li compro. A casa li provo e mi paiono troppo larghi di gamba, anche questi. Li riporto indietro il giorno dopo. La commessa mi dice che li hanno in un'altro negozio Macy's in taglia 30-32, che dovrebbe essere la mia. E' gentile, mi dice di non andare in quel negozio apposta per i pantaloni, visto che il database degli articoli disponibili e' sempre in arretrato di due-tre giorni sulla realta'. Vado comunque, non li trovo (non trovo neppure l'area del negozio in cui dovrebbero essere i prodotti Dockers, non solo i pantaloni!).

Qualche giorno dopo torno da Macy's, riprovo gli stessi pantaloni che avevo acquistato (taglia 32-32), decido che dopotutto non sono troppo larghi, vado a pagarli e scopro che il prezzo e' salito a 45 dollari! Troppo, non li prendo. Torno due giorni dopo, il prezzo e' sceso a 42 dollari. Mi chiedo se abbiano messo un bambino di due anni a giocare con i prezzi dei pantaloni (non con le etichette: col loro sistema informatico). Cerco altri pantaloni che, secondo il loro sito, dovrebbero essere adatti e intorno ai 30 dollari. Non ci sono. Aaaaahhh... ma siamo vicino ai saldi del Veteran Day, quindi c'e' ancora speranza!

E' sabato, il lunedi' successivo (12 novembre) ci saranno ribassi. Torno lunedi', e come per magilla il prezzo e' ora 35 dollari. Riprovo i pantaloni (ormai e' come se fossero miei, e' lo stesso paio che ho gia' provato tre volte, l'unico 32/32 marrone chiaro presente in negozio), vado alla cassa per pagarli. Sono sorpreso, il prezzo rimane costante per tutto il tragitto (ben due minuti di cammino nel negozio)! La signora e' la stessa che m'aveva segnalato l'altro negozio in cui avrebbe dovuto esserci la taglia piu' piccola. Le racconto le vicissitudini della mia ricerca. Mi dice di conservare lo scontrino e di tenere d'occhio il negozio, perche' il prezzo di questi pantaloni potrebbe scendere ancora nei prossimi giorni.

Che fluttuazioni, pare il mercato azionario...

Per fare spese bisogna essere dei professionisti: scarpe da ginnastica

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/11/2007 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Mi servono scarpe da ginnastica per escursioni, non quelle "fighette" con suola sottile da portare coi pantaloni 'baggy trousers'. Visitando il supermercato Target piu' vicino, noto un paio di Reebok o simili a circa trenta dollari, mia moglie mi invita a comprarle immediatamente, io non sono in vena di spese in quel momento; torno al supermercato due giorni dopo e non le trovo; compro quindi un paio di scarpe simili ma di na marca sconosciuta, per 20 dollari. Mia moglie non approva, prezzo uguale qualita', per lei. Alla prima passeggiata con le nuove scarpe, mi accorgo che sforzano il piede in modo strano.

Risultato: ho trovato delle Reebok, un paio di giorni fa, le ho comprate 30 dollari, e sembrano buone. Mia moglie sorride.

Tags: scarpe e scarponi

Per fare spese bisogna essere dei professionisti: lo zaino

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/11/2007 alle 12:00 | 0 commenti  | Permalink
Far spesa puo' essere un'esperienza stressante e costosa, farcita di inversioni di marcia e di momenti imbarazzanti. Per questo, al geek conviene far spesa online, di solito.

Un mese fa cercavo uno zaino per la macchina fotografica che ho appena acquistato, una Nikon D40, e per gli obiettivi, che al momento erano un 500mm/8 Tamron catadiottrico e un 135/8 Tamron (in seguito sostituito da uno zoom Nikkor AF 55-200ED). Dopo vari giorni di ricerche in rete, sono andato in un negozio Wolf Camera (la catena piu' diffusa qui in Georgia) e ho provato lo zaino che avevo scelto, un Tamrac 5547 Adventure 7. Bene, pago, vado a casa. Nel pomeriggio io e mia moglie andiamo a fare un'escursione a Stone Mountain, con lo zaino, e 'lui' si comporta bene. Leggerissimo, quasi non si nota. Il giorno dopo mi prende la convinzione che mi serva piu' spazio, e lo riporto indietro.

Inizia quindi la ricerca di un negozio che abbia il Tamrac 5549 Adventure 9, il modello appena piu' grande. Giro per giorni ma non lo trovo.

Quando finalmente trovo un negozio che l'Adventure 9, scopro che e' troppo grosso e, dopo aver valutato altri modelli Tamrac e Lowepro, decido di comprare di nuovo il Tamrac Adventure 7, o 5547. Ma a questo punto e' sparito dai negozi, e non mi sento di ritornare nel negozio in cui l'avevo acquistato inizialmente per ricomprare lo stesso zaino.

La ricerca si conclude quando finalmente trovo lo zaino in una altro negozio Wolf Camera (nel centro commerciale in Lennox Square, a Buckhead, zona alla moda a nord di di Atlanta), e - una decina di giorni dopo averlo comprato per la prima volta - mi ritrovo ad avere di nuovo lo stesso zaino Tamrac Adventure 7 che avevo scelto e comperato all'inizio.

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