Blog, argomento: attrezzatura fotografica per viaggi
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
attrezzatura fotografica per viaggi
Amici fotografi (fotoamatori, fotovacanzieri, professionisti), quale
attrezzatura fotografica da viaggio vi portate dietro? Una compatta digitale in un taschino, una Mamiya 645 con corredo di portatori nepalesi per dorsi, obiettivi e pellicole, oppure solo la macchina fotografica del vostro cellulare? C'e' chi e' passato dalla reflex ad una
compatta digitale d'alta fascia, come ha
twittato Giuseppe:
dopo aver fatto vacanze con zaini degni di un negozio e poi solo reflex + 12-24 + 50mm ora sto provando ad usare solo la (Fujifilm) x100
In passato
ho scritto di quel che mi porto dietro io, vediamo oggi cosa c'e' nella borsa da viaggio del fotografo
Thom Hogan, che usa il compatto sistema fotografico
Micro Quattro Terzi:
- Borsa: Swiss Gear The Zinc. Economica (meno di 30 USD), piccola ma capiente e di buona fattura, e non ha l'aspetto di una borsa fotografica.
- Corpo macchina Olympus OM-D con meta' dell'impugnatura optional e con obiettivo 12-50mm f/3,5-6,3 standard;
- Corpo macchina Panasonic GX1 con obiettivo 14mm f/2,5;
- Obiettivo Olympus 12mm f/2 con paraluce;
- Obiettivo Olympus 45mm f/1,8 con paraluce;
- Obiettivo Panasonic 7-14mm f/4;
- Obiettivo Panasonic 100-300mm f/4-5,6 con paraluce;
- Obiettivo Panasonic 20mm f/1,7;
- Obiettivo Sigma 30mm f/2,8;
- Convertitore macro Olympus MCON-PO1 per l'obiettivo 45mm;
- Vari caricabatterie, batterie e schede di memoria;
- Mini-treppiede.
La maggior parte degli obiettivi vengono trasportati nella borsa Swiss Gear all'interno delle rispettive sacche flosce, che Panasonic offre di serie. Questo corredo fotografico da viaggio corrisponde ad una gamma di obiettivi 14-600mm per il 35mm. E pesa poco piu' di tre chili.
Anni e anni di borse fotografiche da 20-30 libbre (9-13 kg) fanno sembrare questa borsa una piuma.
La scelta della Panasonic GX1 e' per avere il piu' piccolo corpo macchina da 16 megapixel a disposizione, spiega Thom Hogan, in modo da poter andare in giro, nel corso di un viaggio, con una piccola combinazione macchina+obiettivo nella tasca della giacca (la G5, piu' piccola, ha controlli che Hogan apprezza meno di quelli della GX1).
E voi, che attrezzatura fotografica portate in vacanza?
Nel mio ultimo viaggio in Italia, un weekend un paio di settimane fa, avevo solo il cellulare HTC Legend con me, e non ho avuto molte occasioni per scattare foto. Durante il precedente viaggio, in
Olanda, avevo cellulare e reflex Nikon D300 con obiettivo 18-105mm. Ora sto considerando la Fujifilm X100, che produce immagini di alta qualita', e' relativamente compatta, non costa poco e ha un obiettivo grandangolare fisso (e, potendo, acquisterei la Fujifilm X-Pro1, se potessi giustificare una spesa del genere). L'interesse per questa macchina ha aperto le porte ad una marea di altre macchine a telemetro, questa volta non digitali: Leica economiche (relativamente parlando), Konica Hexar RF, Voigtlander Bessa R, Fed 2 e Zorki 6, e altre ancora, ma sono distrazioni: si tratta di macchine con corpo metallico, non leggere e compatte come un'Olympus Pen E-PL1, una Nikon 1 v1 o una Sony NEX 7.
Se volete condividere le vostre idee sull'equipaggiamento fotografico da viaggio, lasciate un commento.
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, viaggiare leggeri, zaino
Alcuni consigli relativi al
bagaglio a mano per fotografi, raccolti durante una ricerca sui migliori trolley per fotografi.
1) Piu'
piccolo e' il bagaglio a mano che porterai a bordo, minore sara' lo stress mentale che soffrirai.
2) Molte linee aeree non chiedono ai loro passeggeri di verificare il bagaglio nelle
sagome di controllo; alcuni fotografi professionisti di lungo corso non hanno mai dovuto subire il 'controllo in sagoma', nonostante abbiano viaggiato in aereo per decenni; d'altro canto, ad altri e' capitato. La conclusione che se ne puo' trarre e' che la tecnica migliore per portare il proprio bagaglio a mano a bordo e' che il bagaglio stesso dovrebbe "sembrare" delle dimensioni giuste, e "sembrare" leggero. La maggior parte del personale dei check-in si affida ad un rapido controllo visuale del bagaglio durante il check-in.
3) Se sei uno degli ultimi passeggeri a salire a bordo, sbrigati a mettere il tuo zaino/trolley nel
primo vano libero sopra i sedili. Non ci sono regole che impongono di piazzare il bagaglio a mano direttamente sopra il proprio sedile. Non c'e' niente di peggio che raggiungere il proprio sedile e scoprire che sopra di esso non c'e' piu' spazio per il bagaglio a a mano, e trovarsi a dover cercare spazio in giro (o peggio, trovarsi a dover piazzare il proprio bagaglio in stiva. Capita anche questo).
4) Non sottovalutare ...
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, bagaglio a mano, fotografia
A tutti piace scattare foto ricordo. Per un'appassionato di fotografia, o di aeronautica, decollo e atterraggio sono probabilmente i momenti piu' interessanti da fotografare: un decollo dall'aeroporto di Napoli o un atterraggio al Changi Airport di
Singapore sono momenti degni d'essere fotografati. Ma decollo e atterraggio sono i due momenti del volo in cui e' vietato utilizzare dispositivi elettronici, quindi non possiamo fare fotografie ne' col nostro
cellulare/smartphone, ne' con la compattina digitale, ne' con la reflex
Canikon che costa come un'auto. Come dice il sito di una
linea aerea presa a caso:
Materiale elettrico
Oggetti elettronici di piccole dimensioni come radio, laptops, cellulari, lettore DVD o MP3 sono ammessi nel bagaglio da stiva o a mano. Gli oggetti caricati nel bagaglio a mano si possono utilizzare durante il volo, salvo durante la fase di decollo e di atterraggio.
La ragione del divieto e' il rischio di interferenze con l'avionica degli aeromobili, e anche se si trattasse di un rischio minimo, preferisco non correrlo, grazie. Al fotografo o fotoamatore desideroso di documentare decollo e atterraggio resta quindi una possibilita': utilizzare una
macchina fotografica meccanica, priva di elettronica.
Giuro, esistono.

Come
ci ha ricordato Eddy nel forum, ci sono ancora appassionati che viaggiano con macchine fotografiche non digitali. Ma anche quelle rischiano di essere vietate durante decollo e atterraggio: la Pentax SF7 di Eddy, per esempio, non e' digitale ma e' comunque completamente elettronica.
No, per aggirare
legalmente il divieto d'utilizzare dispositivi elettronici e' necessario rivolgersi a fotocamere completamente meccaniche. Senza autofocus, senza motorino per l'avanzamento della pellicola, senza esposimetro elettronico, senza batterie.
Cercando in solaio ho trovato una macchina fotografiche che potrebbe essere utilizzata in questa circostanza: una Zorki C, copia russa della Leica II, con otturatore meccanico, nessun esposimetro, nessuna batteria. Comprata quindici anni fa per sessantamila lire in un mercatino da un venditore polacco, non e' la massima espressione della tecnologia russa del XX secolo, ma funziona.
Sara' accettabile?
Il 5 dicembre ho contattato quattro linee aeree (EasyJet, Alitalia, Lufthansa, British Airways) con il seguente messaggio:
Buongiorno,
Viaggio da molti anni in aereo, spesso con la vostra azienda, e conosco il regolamento delle linee aeree, compreso il divieto di utilizzare dispositivi elettronici durante decollo e atterraggio. Sono pero' interessato a scattare fotografie durante queste due fasi del volo, e vorrei sapere se cio' e' consentito utilizzando una macchina fotografica completamente meccanica, priva di batterie e di componenti elettronici di qualsiasi tipo. Tale fotocamera, prodotta negli anni Sessanta e incapace di interferire con qualsiasi circuito, non credo rientri tra i dispositivi il cui uso e' vietato.
Potete confermare, per favore?
Grazie e cordiali saluti
Nel giro di pochi minuti mi sono arrivate risposte automatiche da
easyJet e
British Airways.
Lufthansa ha mandato un messaggio automatico tre giorni dopo, l'8 dicembre, per segnalarmi la registrazione della richiesta nel database aziendate delle richieste d'assistenza.
Alitalia non ha ancora risposto. British e easyJet hanno poi risposto alla domanda che avevo posto, e una lode va ad easyJet, che ha risposto il 05/12/2011 alle 13:02, meno di tre ore dopo aver ricevuto il mio messaggio. Sia la risposta di easyJet che quella di British Airways sono improntate al buon senso, che pero' porta a conclusioni differenti. Ecco un estratto del messaggio che mi e' stato inviato da easyJet:
(..) Le confermo innanzitutto che l'uso di dispositivi elettronici ? vietato durante le fasi di decollo ed atterraggio, cos? come viene illustrato anche durante le fasi di preparazione alla partenza.
La prego quindi di segnalare semplicemente ai membri della crew di bordo che utilizzer? un dispositivo assolutamente privo di parti elettriche e di batteria. In tal modo non Le verranno posti problemi all'utilizzo, in quanto non in grado di interferire con le apparecchiature di bordo.
Avvertire evita infatti successivi fraintendimenti.
Il messaggio di British Airways:
Se la fotocamera e' completamente meccanica, puo' chiedere ad un membro del personale di bordo se le e' conse...
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, British Airways, diritto di fotografare, easyJet, fotografia

Ha ancora senso portare in viaggio una
reflex, o e' sufficiente il cellulare, per scattare foto in vacanza? Da quando ricevetti in regalo la mia prima reflex nel 1979, l'idea di andare in viaggio senza macchina fotografica non mi e' mai passata per l'anticamera del cervello. Pero'...
Durante il recente
viaggio a Cipro avevo con me, come sempre in viaggio, una reflex digitale (
Nikon D300), alcuni obiettivi (18-105mm, 10-20mm, 55-200mm), un flash (SB-600), e alcuni accessori. Ogni volta che mi sono trovato davanti ad un monumento o ad un bel panorama, ho scattato foto sia con la reflex che col mio
smartphone, un
HTC Legend. Le foto scattate col
telefono sono state eseguite col programma
Vignette e poi ridimensionate per la pubblicazione con
PicSay. In vari casi, tra lo scatto e la pubblicazione online sono passati pochi minuti. Ogni foto scattata con la reflex, invece, ha richiesto maggiore lavoro di preparazione prima e dopo lo scatto.
In pratica, per i
post con foto pubblicati in questo diario durante il viaggio, lo
smartphone e' piu' che sufficiente. E mi chiedo quanti viaggiatori potrebbero lasciare a casa quei due-tre chili di
attrezzatura fotografica che si ostinano a portarsi dietro... soprattutto considerato che le foto delle vacanze verranno al massimo caricate su una pagina di Feisbuc, e che quindi una risoluzione elevata non e' necessaria.
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, telefonia, viaggiare leggeri
Oggi parlero' di un piccolo "esperimento" per combinare un bisogno ed una risorsa, in modo da avere un accessorio fotografico utile con un budget ridotto.
L'idea?
Usare un computer palmare come "photo storage viewer".
Amate viaggiate,
viaggiare leggeri, e fotografare. Scattate molte foto ogni giorno, durante i vostri viaggi. Avete una macchina fotografica che produce dei bei file grossi e polposi, magari dei
Raw da 30Mb. Dieci foto, 300Mb. Cento foto, 3Gb. La scheda della macchina fotografica, probabilmente una Compact Flash (CF), si riempie in fretta. E poi ne usate un'altra. E magari un'altra ancora. Infine siete senza schede, e vi pentite di non aver portato con voi un computer portatile in cui copiare le immagini per poi svuotare le schede (questo e' quanto
faccio di solito quando viaggio). Ecco, questo e' il momento in cui un "photo storage viewer" sarebbe utile. Si tratta, in sintesi, di un disco rigido, piu' un lettore di schede di memoria, piu' uno schermo in cui visualizzare le foto, il tutto contenuto in un dispositivo portatile alimentato da una o piu' batterie. Vari prodotti simili sono disponibili sul mercato, prodotti da Epson, Vosonic, Jobo, Wolverine, Aska e altre. Di solito costano alcune centinaia di euro, hanno una capienza variabile tra i 40Gb e il 250Gb, e un ingombro intorno ai 15 per 10 centimetri per tre centimetri.
Bell'idea! Posso avere un photo storage viewer gratis?
No. Volendo essere taccagni, alcuni modelli (uno della Vosonic, per esempio, visto al
Funan Centre di Singapore) costano meno di 50 euro, ma sono privi di disco rigido (da acquistare a parte) e hanno uno schermo LCD utilizzabile solo per monitorare le operazioni del dispositivo, non per vedere le foto. Aggiungendo il prezzo di un disco rigido da 2,5", il costo complessivo arriva intorno ai cento euro. Questo e' il target del progetto che ho intrapreso:
"creare" un photo storage viewer per meno di cento euro.
Il posto in cui iniziare e' il "ripostiglio di cose digitali" che ormai quasi tutti hanno. Se credete di non avere un simile ripostiglio, riflettete per un momento: quando avete comprato il vostro computer attuale, che fine ha fatto quel che avevate prima? E il cellulare che avete in tasca, dov'e' quello vecchio? Se siete alla seconda (o terza, o quarta) macchina fotografica digitale, dov'e' quella precedente? Se siete riusciti a vendere o regalare tutti i vostri "cosi digitali" vecchi, buon per voi. Nel mio caso, nonostante sia riuscito a sostituire palmare, cellulare e macchina fotografica con
un solo dispositivo, nel mio ripostiglio digitale c'e' ancora il PDA (Personal Digital Assistant, o palmare)
HP Ipaq 2795b. Ha un ottimo schermo, uno
slot per schede Compact Flash e uno per schede SD. Usa Windows Mobile, si connette a reti wireless e a dispositivi Bluetooth. Purtroppo, non ha un disco rigido, la capienza del'Ipaq e' quindi limitata ai soli 256Mb di RAM; pero' quei due
slot sono una tentazione.
La mia Nikon D300 usa schede Compact Flash. Ho preso in considerazione varie possibilita' (dischi rigidi esterni collegati via USB/PC Card, per esempio), ma la limitata connettivita' del mio Ipaq non consente tali soluzioni, che richiedono l'inserimento di un adattatore nello
slot in cui invece dovrei inserire la scheda CF con le foto da copiare. Ho quindi deciso di provare ad usare l'Ipaq per copiare le foto da una Compact Flash ad una scheda SD. Al momento ho tre schede CF: una da 4Gb e due da 8Gb, tutte della Sandisk. Ho pensato di acquistare una scheda SD da 32Gb, in modo da avere capienza adeguata per un viaggio di vari giorni, ed eventualmente una seconda di pari capienza, cosi' da poter copiare il contenuto delle schede CF su due schede SD differenti per minimizzare il rischio di perdere le immagini (rischio non remoto: smarrimento schede, smarrimento bagagli, schede che si rovinano...); il costo di una scheda SD da 32Gb e' di circa 99S$ (circa 47 euro), per cui prima di acquistarla ho svolto delle prove con schede di dimensioni minori. Di solito, anche durante viaggi in luoghi spettacolari (ad
Angkor, per esempio), non scatto piu' di 4Gb di foto al giorno; ho quindi provato a trasferire 3,9Gb di immagini da una scheda CF 4Gb ad una scheda SD 4Gb.
Un primo ostacolo:
l'Ipaq non vede la scheda SD da 4Gb! Nessun problema con quelle da 2Gb, o con schede CF da 4 o da 8Gb, ma la SD da 4Gb e' come le leggi italiane contro il conflitto d'interessi: invisibile. Ho quindi cercato online ed ho trovato...
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, informatica, viaggiare leggeri
Singapore: partenza di sabato, all'ora di pranzo, per Taiwan. Volo di quattro ore. Ritorno a casa la domenica successiva, di mattina presto. Sette giorni e qualche ora a Taiwan, con visite a Taoyuan e forse Taipei, alle montagne del Shei-pa National Park, nelle
Taroko Gorges, e probabilmente tante ore
dietro ad un finestrino (in auto, treno, battello). Che attrezzatura fotografica portare?
Sono stato a Taiwan nel 2004 e 2005 portando solo una macchina fotografica compatta (digitale). Nel 2008 avevo con me una reflex digitale con zoom 18-55mm e 55-200mm. Nel giugno 2009, per la visita a
Pingtung, Green Island e Taitung, portai il Sigma 50-500mm in sostituzione del 55-200mm, perche' speravo di vedere animali interessanti, oltre al Sigma 10-20mm. Questa volta, invece, avevo ...
Una
Nikon D300. Funziona, fa quel che deve, la batteria dura un paio di giorni.
Una
Nikon D40 di riserva. Lo so, non ha ne' risoluzione, ne' batteria, ne' capacita' risoluzione in comune con la D300. Ma monta gli stessi obiettivi e fa foto. Ed e' leggerissima e piccola. Non si sa mai. Non l'ho portata con me tutto il tempo, e' rimasta nel bagaglio in camera durante le visite a Hualien e a Shei-Pa; in caso di problemi alla D300 avrei perso solo poche ore di occasioni fotografiche (un professionista non potrebbe permetterselo, un dilettante per fortuna si').
Uno zoom
Nikon 18-105mm. Credo di aver scattato l'80% delle foto con quest'obiettivo. Se fosse stato un 18-200mm l'avrei probabilmente usato per il 95% delle foto, forse il 100%.
Nikkor 55-200mm. Leggero, e' rimasto nello zaino quasi tutto il tempo, e l'ho utilizzato soprattutto nel parco di Shei-Pa e in un villaggio delle Taroko Gorge. In entrambi i casi e' stato utilizzato per foto a distanza ravvicinata (fiori nel parco, farfalle e insetti nel villaggio). Ho rimpianto il Sigma 50-500mm a
Hualien, quando mi sono trovato a fotografare, nell'arco di poche ore,
egrette, aerei da ricognizione dell'aviazione militare taiwanese in volo sopra la spiaggia, e infine una mandria di bovini vicino all'area industriale della citta'. Ma il peso del "
Bigma avrebbe reso piu' spiacevole il viaggio. Meglio
viaggiare leggeri.
Lo zoom
Sigma 10-20mm. Poche foto in interni, pochi panorami metropolitani, questo supergrandangolo ha passato quasi tutto il tempo nello zaino.
Un computer portatile
Fujitsu per scaricare le foto. Leggero, ma non l'ho portato con me durante le escursioni: e' rimasto a Taoyouan anche durante i due giorni trascorsi nel parco di Shei-Pa e i tre passati ad Hualien. Non ha dato problemi.
Tre schede
CompactFlash della Sandisk, due da 8Gb e una da 4Gb. Senza il notebook non sarebbero state sufficienti, visto che ho scattato per 25Gb, soprattutto in "JPEG Fine". Negli ultimi giorni ho selezionato l'opzione "Size priority" sulla D300, in modo da risparmiare spazio quando possibile.
Uno zaino
Lowepro Flipside 300. Tanto spazio a disposizione senza tanto ingombro. E con la peculiarita' di avere le cerniere verso la schiena, in modo da rendere piu' difficile la vita ai ladri....
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, Nikon, Taiwan, viaggiare leggeri
Una cosa che non avevo preso in considerazione, prima di trasferirmi a Singapore, e' l'effetto dell'
umidita' su apparecchiature elettroniche, ottiche, parti meccaniche e persino sui vestiti. Il post di ieri mostra i
raccoglitori di umidita' che uso negli armadi di casa, ma non e' la muffa sui vestiti (o i funghi che crescevano di fianco allo specchio, in bagno) a preoccuparmi: non spendo molto per l'abbigliamento. Per quanto riguarda la fotografia, invece...
Tre corpi macchina e nove obiettivi (alcuni scarsi, altri meno); un paio di compatte digitali Fuji e Canon; una Zorkij. Non un corredo professionale, ne' costruito con cura meticolosa (avete presente quegli amici fotoamatori che "
Oddio come faccio non ho nessun obiettivo che copra i 15mm che ci sono tra il 18-55mm e il 70-210mm!!!"). Nondimeno, ho gli obiettivi e i corpi macchina che volevo. E l'umidita' di Singapore (
umidita' relativa), solitamente oltre il 90% e spesso 100%, non fa bene all'attrezzatura fotografica.

Finiro' col dover acquistare un "dry cabinet", un armadietto dotato di aria condizionata ed igrometro, in cui conservare macchine e obiettivi.
Non ne avevo mai sentito parlare in passato, ma Torino, Londra e Atlanta non sono vicine all'Equatore, per cui l'umidita' non era un problema cosi' sentito.
Nella foto (scattata col cellulare), un "dry cabinet" tra i piu' economici visti qui a Singapore. I prezzi partono da 110S$ (circa 50 euro) per un armadietto da 30 litri, e uno da 60 litri - che sembra sufficiente per le mie cose - costa tra i 180S$ e i 230S$.
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, meteo, Singapore
Il fotografo Scott Kelby, nel suo blog, parlando del ritorno da un viaggio in Louisiana, racconta un aneddoto che fara' rabbrividire chi vola con
attrezzatura fotografica. Dopo aver spiegato che il suo bagaglio consiste in una borsa fotografica Think Tank contenente una Nikon D3, una D300S, uno zoom 200-400mm e altri due obiettivi (tra cui un fish-eye) e molti accessori, Kelby scrive
(...) ci sono voluti due voli sia all'andata che al ritorno. Uno, un volo locale, su un piccolo jet Delta, l'altro su un Boeing 757, sempre con Delta. Sul jet piccolo, lo spazio sotto il sedile e nel vano bagagli sopra il sedile era cosi' ridotto che ho dovuto affidare la mia borsa fotografica al check-in. All'andata tutto bene. Al ritorno, dopo essere atterrati ad Atlanta, ho osservato le operazioni di scaricamento della stiva. Un nastro trasportatore e' stato portato fino all'aereo, ma anziche' portarlo al livello della stiva, e' stato alzato fino a tre piedi (91cm) dall'altezza della stiva, e il dipendente Delta dentro l'aereo ha fatto rotolare i bagagli fuori dalla stiva, con un salto (di quasi un metro) fino al nastro trasportatore. Ho visto bagagli colpire il nastro e ribaltarsi, e ho visto la mia borsa fotografica, etichettata FRAGILE, subire lo stesso trattamento. (In seguito) Ho aperto la borsa e, ad una prima ispezione visiva, niente sembra essersi rotto.
Kelby nota poi che il nastro trasportatore del veicolo e' idraulico (quindi non costa piu' fatica, alzarlo di piu') e puo' essere alzato fino al altezze superiori a quella della stiva di un aereo. Si dichiara quindi "perplesso" e deluso per il fatto che Delta lasci trattare cosi' il bagaglio dei passeggeri (tantopiu' se marcato "fragile").
La
morale di questo aneddoto? Scegliete la vostra borsa fotografica in base alla robustezza e non, per quanto possibile, al prezzo. Usate una borsa fotografica che sia
ben al di sotto delle dimensioni massime consentite per il bagaglio a mano, in modo da minimizzare il rischio di doverla stivare. Se il vostro stipendio dipende dalle vostre foto, assicurate la vostra attrezzatura fotografica.
Tags: Atlanta, attrezzatura fotografica per viaggi, bagagli danneggiati, bagaglio a mano, Delta
Andare in
Vietnam poco dopo un viaggio in Cambogia offre qualche svantaggio (i ricordi dei due viaggi tendono a sovrapporsi nella memoria, per esempio), ma offre un chiaro vantaggio: durante il secondo viaggio sono ancora fresche le esperienze fotografiche del primo. ("Peccato non avere un tele lungo, di fronte a quel tramonto!", o "La prossima volta, giuro, non portero' piu' dieci chili di attrezzatura!")
Rispetto al viaggio in Cambogia, la visita in Vietnam ha avuto obiettivi piu' limitati: se in Cambogia ho usato la citta' di Siem Reap come 'base' per visitare i
templi di Angkor, il
lago di Tonle' Sap e i dintorni, in Vietnam sono stato solo in una citta' (la capitale Ho Chi Minh City, che preferisco chiamare col suo vecchio nome,
Saigon) e il viaggio e' stato limitato a due giorni piu' qualche ora (dal venerdi' sera alla domenica notte; lunedi' avevo una riunione di lavoro, il motivo della visita in Vietnam).
Ecco cos'avevo con me:
Un
corpo macchina Nikon D300: nessun problema. Usata spesso dopo il tramonto, con l'Auto ISO impostato a 6400 ISO.
Zoom
Nikkor 18-105mm VR. Il 70% delle foto sono state scattate con quest'obiettivo. Con un po' d'impegno - e qualche compromesso nei risultati - sarei riuscito a cavarmela anche senza altri obiettivi.
Zoom
Sigma 10-20mm. Usato nelle foto all'interno della
basilica di Notre Dame, nel gigantesco ufficio postale centrale di Saigon e in alcuni musei. Usato per il 25% delle foto.
Zoom
Nikkor 55-200mm f/4-5.6G DX AF: usato per poche foto (il 5%), ma sono lieto di non averlo lasciato a casa: molto meglio che usare il 18-105mm alla massima estensione e poi "croppare" l'immagine.
Tre
schede CompactFlash Sandisk Ultra II, di cui due da 8Gb e una da 4Gb. In quest'occasione non sono andato neanche vicino ad usare tutti i 20Gb che avevo a mia disposizione. Poche foto scattate in formato RAW e molte immagini catturate come "JPEG - Normal", oltre al fatto che Saigon offre, rispetto ad Angkor, meno motivi per scattare foto in quantita', hanno contribuito ad una produzione di circa 1.000 immagini, poco meno di 5Gb. Non ho usato le schede da 8Gb e non ho quindi avuto modo di verificare l'eventuale ripetizione dei problemi ...
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, viaggiare leggeri, Vietnam
Durante il recente
viaggio in Cambogia, come sempre, ho portato troppe cose, per quanto riguarda l'attrezzatura fotografica. E come sempre, qualcosa che sarebbe servito non era nello zaino. Per fortuna, niente si e' guastato durante il viaggio, anche se un problema con le schede di memoria Sandisk da 8Gb mi ha fatto temere d'aver perso delle foto. Ecco cos'avevo con me:
Un
corpo macchina Nikon D300: comprato usato due giorni prima della partenza per rimpiazzare la D40 (vedi sotto), ha prodotto ottime immagini. Certo, sarebbe stato utile fare un po' di pratica, in particolare mi sarebbe servito sapere che il bracketing va attivato
e poi disattivato. Altro piccolo inconveniente, le due schede CompactFlash da 8Gb che avevo con me hanno dato un errore arrivate a 23 foto (JPEG) dalla fine dello spazio a disposizione; temevo d'aver perso tutte le foto scattate, per fortuna non e' successo. L'errore sembra causato da una differenza tra lo spazio residuo a disposizione sulle schede e lo spazio "visto" sulle schede dalla D300, e potrebbe essere risolto formattando le schede CF in Windows anziche' tramite la macchina fotografica. Apprezzatissima la capacita' della D300 di produrre foto decenti anche a 6.400 ISO.
6.400 ISO! Dieci anni fa usavo raramente 1.000 ISO per evitare immagini sgranate, e ora ho a disposizione 6.400 ISO. In parte e' progresso, in parte si tratta di ridefinire cosa si intende per "foto decenti": il passaggio al digitale ha portato ad un abbassamento delle aspettative in fatto di qualita' dell'immagine finale, mi pare.
Un corpo macchina
Nikon D40 di riserva: il suo mezzo chilo si nota a malapena, nello zaino. La D40 e' passata da titolare a riserva (causando quindi l'acquisto della D300) a causa della rottura del display. Il suo utilizzo durante il viaggio e' stato limitato al tragitto hotel-aeroporto il giorno del ritorno, quando tutte le schede CompactFlash della D300 erano sature. Probabilmente faro' riparare il display (preventivo: 200 S$, circa 100 euro).
Un obiettivo
Nikkor 18-105mm. Acquistato contemporaneamente alla D300, usato. Luminoso a sufficienza, leggero a sufficienza, e con un'estensione sufficiente a coprire la maggior parte delle opportunita' fotografiche, ad esclusione delle foto all'interno dei templi, per le quali e' stato necessario usare uno zoom grandangolare (vedi sotto). L'obiettivo e' dotato di VR (Vibration Reduction), che - insieme alla buona resa della D300 ad alte sensibilita' - permette di fare foto con pochissima luce.
Uno zoom
Sigma 10-20mm. Buon obiettivo, ideale per fotografare negli interni piu' angusti. Nient'altro da dire, se non che sarebbe bello avere un 10-105mm, in modo da non dover neppure passare dal 10-20mm al 18-105mm. Certo, a questo punto tanto varrebbe sperare che qualcuno metta in commercio un
10-500mm che sia luminoso, leggero, con elevata qualita' ottica e pure economico.
Un obiettivo
Nikkor 55-200mm f/4-5.6G DX AF: un nome lungo per un obiettivo leggero, compatto ed economico (si trova usato a 100 euro). Ho pensato a lungo se fosse il caso di lasciarlo a casa, visto che il 18-105 arriva ad una focale "tele" sufficiente per me, abituato al 18-55mm della D40 e al 10-20mm che uso di frequente. Visto peso e ingombro, consiglio di avere sempre quest'obiettivo in un angolino dello zaino (sempre che non abbiate a disposizione un altrettanto compatto 70-300mm). Sarebbe stato meglio aver avuto a disposizione la versione VR (Vibration Reduction), come ho verificato facendo foto in bracketing al
tramonto di Ta Prom a 200mm. Difficile sovrapporre tre immagini dello stesso tramonto per provare a fare dell'
HDR.
Un vecchio
Nikkor 50mm 1,4 con messa a fuoco manuale: ho pensato potesse essermi utile per fare foto di notte a Siem Reap, ma i tre
stop di vantaggio sul 18-105mm (usato a 50mm) sono stati vanificati dalla difficolta' di mettere a fuoco con poca luce, e dalla scarsa resa alla massima apertura. Quest'obiettivo ha passato tutto il tempo nello zaino, tranne un quarto d'ora della prima sera. Un 50 1,8 AF sarebbe stato piu' pratico.
Tre
schede CompactFlash Sandisk Ultra II, di cui due da 8Gb e una da 4Gb. Venti Gb per tre giorni e mezzo, basteranno, no? No. Il primo giorno (venerdi', mezza giornata passata sul lago Tonle' Sap) e il secondo (sabato: Angkor Wat, Ta Prohm, Bayon e altri templi) ho scattato in
RAW + JPEG Basic; il terzo giorno (domenica, vari templi e un lungo percorso sul
tuk tuk sono passato a
JPEG Fine, riservando l'uso del formato RAW ad alcune foto isolate che si sono poi rivelate non essere dei capolavori. Il quarto giorno (lunedi': ritorno ad Angkor Wat, Bayon e visita a nuovi templi) ...
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, Cambogia, fotografia, Nikon
Pur sognando una vacanza senza informatica, capita sempre piu' spesso di promettere al proprio capo, al momento di lasciare l'ufficio, che "Certo, controllero' la mia posta elettronica almeno ogni due giorni!"; poi ci si rende conto che, scattando venti fotografie digitali ad ogni paesaggio pittoresco dell'isola che si sta visitando, la scheda della fotocamera non durera' tutte le vacanze: ce ne vuole almeno una seconda, o magari un pc portatile su cui scaricare le foto fatte ogni giorno. E se seguite un sito Internet, vorrete anche avere la possibilita' di aggiornarne i contenuti (tramite browser) e magari di sistemare un improvviso
bug nel codice di un vostro sito (con un editor HTML e un client FTP).
Queste sono le mie necessita'. E mi sono stancato di portare in vacanza il mio pur leggero Acer Travelmate 370. In passato ho viaggiato col Travelmate piu' uno Psion Series 5mx: una macchinetta piccola ma con una tastiera incredibile, con tasti di dimensioni simili a quelli di una tastiera normale. Il nonno dei PDA (Personal Digital Assistant) moderni, visto che risale agli anni 90.

Un altro pregio dello Psion era l'alimentazione con batterie a stilo, che duravano tra i venti e i trenta giorni. La combinazione di una ottima tastiera, uno schermo largo (640 x 240 px), lunga autonomia e il non dover portare accessori (cavi, adattatori) rende lo Psion 5mx una
macchina per scrivere portatile tuttora apprezzata, a sei anni dall'uscita di produzione. Peccato pero' che questa macchina un difetto ce l'abbia: l'affidabilita' dello schermo, o piu' precisamente del cavo (particolare) che connette lo schermo al corpo dello Psion. Esistono ditte in Inghilterra che effettuano riparazioni, ma ... nel caso del mio Psion, il guasto e' stata l'occasione per passare ad un
HP iPaq 2795.
Ottimo, soprattutto per la connettivita', ma non all'altezza dello Psion per digitare testi piu' lunghi di qualche frase, visto che dispone solo di una tastiera virtuale (sullo schermo) da utilizzare con lo stilo. Ecco quindi che, sfruttando un'occasione speciale di un supermercato informatico (CompUSA di Sandy Springs, Atlanta, USA), ho acquistato una tastiera esterna HP con connessione Bluetooth per 30 dollari. La tastiera e' ottima, funziona con batterie mini-stilo, e l'unica cosa spiacevole e' il fatto che il palmare si disconnette dalla tastiera se non viene digitato niente per alcuni minuti; credo sia rimediabile.

Con la tastiera, l'iPaq diventa piu' fruibile, e la modularita' del sistema permette di leggere email al volo sfruttando connessioni wireless aperte e gratuite (quando ci sono...), e di sedersi, usare la tastiera Bluetooth e scrivere qualcosa di piu' complesso e lungo se necessario.
L'ingombro dell'iPaq e' inferiore a quello dello Psion se misurato senza tastiera esterna, superiore con la tastiera.
Cosa resta da fare, per avere un ufficio portatile?
- Con una tastiera che permette di comporre testi lunghi, ora sono gli occhi a soffrire: uno
schermo portatile (o un sistema di proiezione, o altre soluzioni) sarebbe utile;
- La connessione tra
macchina digitale (Fujifilm Finepix F610) e palmare e' ancora da realizzare;
- La connessione tra il palmare e il mio
web server di prova (su cui sviluppo i miei siti Internet, compreso ViaggiareLeggeri) pare difficile: si tratta di una chiavetta USB da 2Gb con installato
XAMPP, che comprende Apache, PHP e MySQL (piu' Perl e altro software che non uso).
Alla prossima puntata...
Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, computer, informatica, viaggiare leggeri Argomenti correlati a "attrezzatura fotografica per viaggi"