Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: auto
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auto
Roba da matti. E' una domenica piena di sole, ti alzi tardi, fai qualche lavoro in casa, ti prepari ad un pranzo leggero e ad una visita a qualche villa del
National Trust, e senti bussare alla porta. E' un vicino:
- Lo sapevi che sei senza la targhetta coi numeri?
- No, ti sbagli, e' qui, lo vedi? La targhetta col numero di casa e' sempre qui, vicino al portone.
- ... parlo dell'auto. Sei senza la targa dell'auto.
- No! Cosa ... come .... 'stardi.
La mia auto e' senza targhe, sia quella davanti che quella dietro sono state rimosse. Col vicino vado a vedere le altre auto della via, nessuna ha subito furti. Dice che potrebbe essere stato il commerciante che mi ha venduto l'auto. Mi pare improbabile, siamo in buoni rapporti, s'e' dimostrato onesto e l'ultima volta che ci siamo sentiti, meno di un mese fa, gli ho detto che vorrei fosse la sua ditta a fare il MOT, la revisione annuale dell'auto.
- Allora e' peggio.
They'll use the plates for a bank job.
Pare d'essere in un film di gangster, tipo
Lock, Stock & Two Smoking Barrels, o il classico
The Italian Job, invece e' solo
Stanwell Moor, un villaggio che sembra uscito da
Midsomers Murders (
l'Ispettore Barnaby). Ma l'ipotesi del vicino e' realistica: le targhe serviranno per qualche reato, le piazzeranno su un'auto rubata per fare una rapina in banca, forse.
Come ottenere nuove targhe
Ho chiamato la polizia del Surrey, ho denunciato il furto. Il poliziotto con cui ho parlato, paziente e attento, mi ha detto che non c'e' molto da fare: non ci sono elementi su cui indagare, l'unico caso in cui ci saranno novita' riguardo a quelle targhe sara' nel caso vengano usate per un crimine. Mi consiglia di piazzare una targa di cartone all'interno dell'auto, di guidare l'auto il meno possibile senza targa, e di portare comunque con me il numero della denuncia che mi ha dettato, in modo da poter dimostrare d'essere il proprietario della vettura nel caso venissi fermato.
- Ma come posso ottenere una targa nuova? Devo contattare la DVLA (Driver and Vehicle Licensing Agency)?

Il poliziotto m'informa che per ottenere una copia della targa (copia permanente, non un duplicato temporaneo) basta andare in un supermercato Halfords (ce ne saranno anche altri, immagino, ma questa e' la catena piu' diffusa nel sud dell'Inghilterra) con patente e documenti dell'auto.
Chiamo il negozio Halfords della mia zona, e chiedo se svolgono queste operazioni. Mi rispondono che possono farla in giornata. Vado, e nel giro di mezz'ora, col pagamento di 42 sterline, montano le due nuove targhe sulla mia auto. Il commesso che monta le targhe deve fare alcuni adattamenti, gli attacchi originali sono stati rotti.
- Queste targhe sono la parte piu' pulita della tua auto, ora...
- Lo so, lo so. Ma l'auto non la lavo, a meno che il Ministero della Sanita' mi dica che rappresenta un rischio per la pubblica salute. E magari qualche ladro preferira' lavorare su auto pulite e evitera' di avvicinarsi.
- Beh, non e' che il tuo sistema abbia funzionato molto...
Tags: auto, crimini, furti, Gran Bretagna, Stanwell Moor e dintorni

... ricordatevi di riportare il carburante al livello iniziale, oppure a quello concordato coll'agenzia di noleggio. Documentate le condizioni della vettura, compreso il chilometraggio finale, tramite fotografie (basta un cellulare). NON cancellate le foto il giorno dopo che sarete rientrati a casa: a volte le agenzie impiegano settimane, persino mesi, a chiedere un rimborso per
danni alla vettura noleggiata.
Tags: auto, cartoline, noleggio, suggerimenti e raccomandazioni

... ricordatevi di documentare le condizioni iniziali della vettura, magari tramite il vostro cellulare: prima di firmare la 'presa in consegna', o quantomeno prima di salire a bordo, scattate una foto di ogni area con danni preesistenti, dai cerchi in lega abrasi ai graffi vicino alle maniglie, e tutti i segni di urti con altri veicoli. A bordo scattate una foto della strumentazione in cui si veda il chilometraggio della vettura. Non e' necessario che siano foto ad altissima risoluzione, basta che le immagini mostrino i difetti della vettura.
E se poi queste foto non serviranno, tanto meglio.
Nella foto, il cruscotto di una Mitsubishi Lancer noleggiata a Cipro.
Tags: auto, noleggio, suggerimenti e raccomandazioni
Ieri stavo guidando verso Shere, un pittoresco villaggio a sud di Guilford che ho visto di sfuggita mesi fa. La frase "
It can be busy on weekends and bank holidays", trovata sulla relativa pagina di Wikipedia, avrebbe dovuto essere un campanello d'allarme: non sono arrivato a scoprire quanto fosse trafficato il pittoresco villaggio, perche' la M25, tangenziale di Londra, era "choc-a-block" (intasata di traffico) gia' a partire dal tratto Heathrow-Staines.
Cambio di programma, si passa alla A30, la statale che da Hounslow porta fino in
Cornovaglia. Obiettivo, trovare qualcosa di interessante da visitare. E
la botta di il colpo di fortuna che cercavamo non s'e' fatto attendere: mi sono ritrovato quasi per caso su strade che avevo percorso una decina di giorni fa quando, vicino a Weybridge, avevo notato un cartello che indica un "Brooklands Museum" e un "Mercedes World". Ritrovo gli stessi cartelli, iniziamo ad intravedere di cosa si tratta: c'e' un circuito automobilistico vicino ad un grande edificio con la stella a tre punte della Casa automobilistica di Stoccarda, e varie persone in casacche fluorescenti che dirigono il traffico all'ingresso del parcheggio che gira intorno all'edificio. Ci chiedono se siamo li' per il concerto ... C'E' PURE UN CONCERTO? Che
botta di c colpo di fortuna!
Troviamo un parcheggio, e vediamo che non c'e' solo il "Mercedes World": addocchio un Concorde parcheggiato oltre una cortina di alberi, e' ospite del Brooklands Museum, che accoglie auto, moto, aerei e altri reperti legati al mondo dei motori britannico. Con tutto l'amore che ho per il Concorde, e nonostante la presenza di un Hawker Hurricane e di un Wellington (e altro), spendere dieci sterline a testa per mia moglie e per me mi pare inopportuno; tornero' in un'altra occasione da solo.
Scatto un paio di foto al Concorde senza entrare, e andiamo al Mercedes World. Dentro quel bell'edificio modern che abbiamo visto arrivando si trova un museo di vetture Mercedes-Benz storiche, tra cui la Mercedes 300SL con porte ad ala di gabbiano, alcune vetture di Formula 1 con motore Mercedes (tra cui una McLaren scomposta con tutte le sue parti sospese a cavi) e un'ampio campionario di sportive marchiate Mercedes-AMG. Il circuito di Brooklands e' a disposizione per provare vetture (ovvio) Mercedes, e infatti ci sono varie auto che girano in questo momento.
E' un modo per vendere auto, e' un modo per pubblicizzare un marchio, ma e' anche una bella galleria di vetture storiche, interessanti e in alcuni casi molto belle. Ingresso ovviamente gratuito, hostess molto gentili, e aria condizionata, il che fara' comodo a chi visitera' il Mercedes World in giornate piu' calde di oggi.
Altre foto di questa
visita al Mercedes World sono visibili su
Auto.Affari.to.
Tags: auto, Concorde, Gran Bretagna, musei automobile

Fiat Cinquecento a Londra, zona North Circular. A volte, all'estero, basta un prodotto italiano per sentirsi a casa, o quantomeno per sentirsi un po' orgogliosi dei prodotti nazionali.
Tags: auto, cartoline, italianità, Londra e dintorni

Se c'e' un cartello del genere, vuol dire che ce n'e' motivo. Immagino un bazar di venditori abusivi di auto usate lungo la via principale di Ealing, Londra.
Tags: auto, cartoline, Londra e dintorni, Segnaletica e cartelli
Sette e mezza di sera, esco di casa e vado a prendere mia moglie alla stazione della metropolitana. Al ritorno a casa, il parcheggio di fronte a casa mia e' occupato da un'auto che non ho mai visto da queste parti, saranno ospiti di un vicino. C'e' poco da fare, hanno parcheggiato lungo il marciapiede, in un'area che non e' riservata a me, per cui chi arriva primo parcheggia; io lascio l'auto (una
vettura di cortesia) davanti alla casa dei miei vicini, di fianco alla mia.
Undici e mezza di sera. I proprietari dell'auto
estranea sono qui fuori, stanno cercando di uscire dall'angusto spazio che io e John (un altro vicino) abbiamo lasciato, ci saranno non piu' di quaranta centimetri di spazio in totale, tra davanti e dietro alla loro berlina. Non e' che potessimo fare diversamente, anche noi dobbiamo parcheggiare...
Si tratta di un'anziana coppia. Dopo alcuni tentativi, vedo che rinunciano, e iniziano ad allontanarsi a piedi. Esco e mi dirigo verso di loro, spiego che posso spostare l'auto in modo da offrir loro spazio sufficiente per uscire. Rispondono che non e' quello il problema, il marito ha parcheggiato troppo vicino al marciapiede e ora una ruota e' bloccata. Da esperto in materia (ci vuole lo spessimetro per vedere a che distanza parcheggio dal marciapiede) vado a vedere; l'auto e' ad almeno otto centimetri dal marciapiede. La coppia, gentile e molto mite, osserva l'auto. Il marito le gira intorno, e dice che non ricordava d'aver parcheggiato con una ruota a terra. Anzi, due. Anzi, tre.
L'auto di questa anziana coppia ha TRE ruote a terra. A meno che la coppia sia passata sopra il carico perso da un camion che trasportava chiodi, e' improbabile che abbiano bucato tre pneumatici venendo qui. Quindi, vandali, piccoli criminali o qualcosa di piu' losco e misterioso...
E non e' la prima volta. Poche settimane fa, all'auto di una coppia di miei amici, parcheggiata per due settimane davanti a casa mia durante un loro viaggio sul continente, e' stata sgonfiata una gomma, con sabotaggio della valvola interna del pneumatico, svitata con maestria.
I misteri di Stanwell Moor, ci si potrebbe fare una serie tipo
Midsomer's Murders (l'Ispettore Barnaby, in Italia).
Tags: auto, crimini, Gran Bretagna, Stanwell Moor e dintorni
La linea aerea low cost
Ryanair sfrutta qualsiasi occasione per farsi pubblicita': ora pare che anche i suoi errori siano opportunita' pubblicitarie.
Sembra che il 20 aprile 2011, a bordo di un volo Ryanair diretto da Milano a Madrid, siano state vinte
tre auto con la lotteria gratta-e-vinci pubblicizzata a bordo. Le tre vetture, del valore di oltre 13.000 euro ciascuna, sono state consegnate oggi ai tre vincitori, Christopher Hueso, Samuel Urrutia e alla coppia Marta Garcia/Roberto Saiz.
Tre biglietti a bordo di un solo volo, una bella fortuna. E un errore di stampa, soprattutto: Ryanair ha dichiarato che di solito emette
un biglietto vincente al mese. Inutile dire che Ryanair dice di non sapere quanti altri biglietti vincenti supplementari sono stati stampati, dando ad intendere che le probabilita' di vincere sono piu' alte del solito, per chi acquista ora i biglietti della lotteria gratta-e-vinci Ryanair. Ricordiamo ai viaggiatori che, se per un pescatore calare in acqua una lenza con un'esca e' obbligatorio, non e' obbligatorio, per il pesce, abboccare all'esca...
Ci rimane una curiosita': che modello d'auto sara' stata consegnata a Christopher Hueso, Samuel Urrutia, Marta Garcia e Roberto Saiz?
Tags: auto, linee aeree, premi, Ryanair

Daimler del 1991, vista in un villaggio nel Berkshire. Valore zero sterline. Ci farei un pensierino, se avessi un cortile piu' grande (e se non ci fossero teppisti, nella zona di Stanwell Moor e dintorni).
Nota per i non esperti di auto britanniche: la Daimler non e' legata alla Daimler-Benz (vedi Mercedes), e' invece un marchio britannico storico, tanto che alcuni decenni fa si diceva
I parvenu comprano una Rolls Royce, i gentiluomini comprano una Daimler.
Daimler e' stata per decenni il modello di lusso della Jaguar, il modello nella foto dovrebbe essere una Daimler XJ40, quasi identica alla Jaguar XJ40. Sei cilindri in linea, cilindrata 4.000cc. Sono stato a bordo di questa vettura due volte, in passato, e mi hanno impressionato l'energia e la stabilita' con cui accelera in uscita dalle tante rotonde inglesi. Ah, anche il comfort, certo.
Tags: acquisti, auto, cartoline, Gran Bretagna, Londra e dintorni
In Gran Bretagna e altrove, le assicurazioni inseriscono anche il sesso (non
quanto,
quale!) tra i criteri che incidono sul premio che l'assicurato paga. Uomini e donne hanno quindi tariffe differenti, generalmente piu' vantaggiose delle donne, che - al contrario di cliche' come "donne al volante, pericolo costante" - richiedono meno rimborsi al loro assicuratore rispetto ai maschietti.
Le cose stanno per cambiare, pero': le assicurazioni non potranno piu' offrire tariffe assicurative differenziate a seconda del sesso dell'assicurato. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia della Comunita' Europea, e il cambiamento diventera' operativo il 21 dicembre 2012. Le donne che assicurano l'auto vedranno quindi salire il premio che pagano.
(Sono solo io, che trovo bizzarro chiamare "premio" qualcosa che anziche' ricevere, si paga?)
La Corte di Giustizia dellaComunita' Europea ha stabilito che e' discriminatorio avere tariffe assicurative differenziate a seconda del genere dell'assicurato. Queste differenziazioni si usano molto in Gran Bretagna, e un diciottenne (maschio) puo' arrivare a pagare l'assicurazione auto anche il doppio di quanto pagano le sue coetanee (femmine), in quanto e' statisticamente provato che gli uomini hanno (o denunciano, il che in questo contesto e' lo stesso) incidenti piu' frequentemente delle loro coetanee. Beh, tutto finito, a partire dal 21/12/2012: il premio assicurativo delle donne verra' aumentato ed allineato a quello pagato dagli uomini. Si parla di un aumento fino al 25%-30%, per le guidatrici britanniche.
Ovviamente la fine della discriminazione tocchera' anche altri tipi di assicurazione: quella sulla vita, per esempio, e le pensioni private. Finora, a parita' di pagamento per una pensione privata, gli uomini ricevevano - una volta raggiunta l'eta' della pensione - una pensione annua piu' alta, grazie al fatto che in media la vita degli uomini e' piu' corta di quella delle donne. Dal dicembre 2012 in poi, salvo ritardi nell'implementazione della direttiva europea, la pensione degli uomini verra' "diluita" su piu' anni.
Tags: assicurazioni, auto, Europa, vivere in Inghilterra

Staines, Surrey, Two Rivers Parking. Punto di rifornimento - e parcheggio preferenziale - per auto elettriche fuori da un supermercato.
Tags: auto, cartoline, ecologia, Gran Bretagna, Londra e dintorni
Ci sono tanti modi per girare in
Nuova Zelanda: auto, minivan, camper, moto, bicicletta.
Chi va in vacanza in Nuova Zelanda finisce spesso col noleggiare un'auto, per girare la Terra dei Kiwi. Chi scrive ha noleggiato una Nissan Sunny via Internet, l'ha ritirata all'aeroporto di Auckland a fine giugno e l'ha riconsegnata 7.500 chilometri dopo nello stesso posto, un mese dopo, pagando circa 32 NZ$ (18 euro) al giorno.
E se uno volesse andare in Nuova Zelanda e viaggiare in auto gratis? Pare sia possibile.
Chi arriva in Nuova Zelanda spesso organizza il proprio giro dell'isola in modo da arrivare in un aeroporto e ripartire da un altro, per evitare di visitare due volte le stesse aree. Una scelta valida fino a un certo punto, considerato che e' possibile viaggiare sulle coste occidentali e orientali delle isole neozelandesi evitando di vedere due volte gli stessi posti, e che decidere di visitare una sola costa porta a fare esclusioni drammatiche: nell'isola meridionale, meglio
vedere le balene a Kaikoura e le
sfere di Moreaki, entrambi ad est, oppure i
ghiacciai e i fiordi della costa occidentale?
Quindi molti finiscono con l'arrivare ad Auckland, ritirare l'auto noleggiata, guidarla fino a Christchurch, e da li' ripartire in volo. Le aziende che noleggiano auto si trovano quindi con tante vetture che, noleggiata nell'isola settentrionale, vengono riconsegnate in quella meridionale; quelle vetture servono al piu' presto a nord, di solito ad Auckland, per altri turisti che percorreranno lo stesso giro. Quelle aziende possono quindi pagare dei guidatori per spostare le auto da una citta' neozelandese all'altra, oppure possono metterle a disposizione gratuitamente a chi desidera guidarle da un punto ad un altro definito dall'azienda di noleggio. Il sito TransferCar (
www.transfercar.co.nz) elenca le auto disponibili gratis e i dettagli di ciascun percorso. Le agenzie che mettono a disposizione queste auto (meglio: le agenzie che sono in cerca di guidatori che non si facciano pagare) non forniscono le auto per periodi illimitati, anzi, i tempi per la consegna delle auto sono piuttosto stretti, ma se uno volesse attraversare la Nuova Zelanda a basso costo, potrebbe usare questo servizio, magari combinando diverse 'tratte gratis'.
Ecco alcuni esempi di veicoli a disposizione su TransferCar.co.nz:
1) Un motorhome da guidare da Christchurch a Auckland in quattro giorni, percorrendo al massimo 2.000 km, traghetto e assicurazione pagate;
2) Un
campervan da guidare da Christchurch a Auckland, massimo 20.000 km (!), massimo cinque giorni, assicurazione e carburante pagati;
3) Una berlina a cinque posti da guidare da Christchurch a Auckland in non piu' di cinque giorni, massimo 20.000 km, assicurazione pagata.
Nel sito, trovare un'auto gratis da Auckland verso il sud e' come cercare benzinai nel deserto del Gobi: non ce ne sono, ma questo e' prevedibile. Quella e' la rotta che porta profitti, i clienti pagano, per andare da Auckland verso il sud. Ma combinare questo servizio con altre soluzioni e' possibile: per esempio, pagare per un'auto a noleggio per andare da Auckland a Christchurch, poi usare Transfercar per prendere un'auto gratis da Christchurch a Queenstown o a Wellington, e da li' prendere un'altra auto gratis per tornare a Auckland. Oppure organizzare il viaggio in modo da atterrare a Christchurch e ripartire da Auckland.
E magari - se rientrate nei limiti d'eta' necessari - potreste fare uso del
WWOOFing, per viaggiare a costi ancora piu' ridotti. Ma di questo parleremo un'altra volta.
Tags: auto, noleggio, Nuova Zelanda, viaggiare low cost

I primi singaporiani che vidi dal treno erano come quelli di una volta: ciabatte di plastica, calzoncini neri e maglietta bianca, esattamente come il protagonista di una delle prime storie che sentii quando ci venni a vivere nel 1971. Un medico aveva, fra i suoi pazienti, un vecchio cosi', semplice e dimesso, che gli si sedeva nella sala d'aspetto con i piedi sulla poltrona e la maglietta arrotolata sulla pancia. Il medico, pensando che fosse un poveraccio, lo faceva pagare meno degli altri e a volte gli risparmiava addirittura il conto, finche' un giorno l'infermiera, guardando giu' dalla finestra, non vide quel vecchio salire su una Mercedes con autista che lo aspettava. Era l'uomo che controllava il commercio del riso in tutta la citta'.
Per me quel vecchio rimane l'epitome del cinese della diaspora: sicuro di se' ma poco appariscente, potente ma ritirato e modesto per tema di ingelosire gli dei o i governanti. A quel modo ne sono rimasti pochissimi. I cinesi delle nuove generazioni hanno solo paura di non essere presi per ricchi e si mettono addosso tutto quello che da' loro sicurezza e - credono - rispettabilita'.
Da
Un indovino mi disse, di Tiziano Terzani, edito da Longanesi &c, 1995.
Tags: auto, foto, Singapore
[NOTA: gli eventi descritti in questo post sono avvenuti nel maggio 2006]
Domenica ho giocato a golf, a nord di Sandy Springs, vicino ad Atlanta. Non posso che concordare con quello che e' gia' stato detto da altri in proposito: se vi piace passeggiare per i prati, fatelo. Se vi piace colpire una pallina con un bastone, fatelo. Se anche volete combinare le due cose, liberissimi di farlo. Ma per favore, non chiamatelo
sport.
La settimana precedente, invece, ho affittato un pick-up Dodge Ram 1500. Millecinquecento non e' la cilindrata, visto che il veicolo e' disponibile in versione 3.700cc, 4.700 cc e 5.700 cc: credo invece fosse il numero di persone trasportabili nel cassone posteriore, o l'altezza del sedile del guidatore da terra (in millimetri), o la quantita' di carburante ospitabile dal serbatoio (in galloni). Beh, un weekend alla guida di quel gigante m'ha reso piu' americano: ho visitato due volte in due giorni il supermercato Wal-Mart locale, mi sono interessato alle armi da fuoco (ogni pick-up che si rispetti ha un fucile montato su ganci, nel retro della cabina), ai camicioni a quadretti tipici dei
rednecks, e ho iniziato a pensare all'installazione di corna di bue sul frontale del Dodge. Quando poi ho dovuto reintegrare il livello del carburante, prima di restituire il veicolo, sono rinsavito: ho pagato 45 dollari. Avevo percorso 190 miglia, a circa tre dollari al gallone USA (3,78 litri), il che significa che con 15 galloni , e cioe' 56,7 litri, si fanno 304 chilometri, per un consumo di 5,5 km/l. CINQUE VIRGOLA CINQUE CHILOMETRI PER LITRO??? Spero di aver sbagliato qualcosa, nei miei conti, altrimenti si spiega la costante necessita' statunitense di invadere nazioni produttrici di petrolio.
Cinque chilometri e mezzo al litro. Faccio fatica a pensare a questa cifra. Il mio ciclomotore Motron GL4, con cui feci gite di un giorno a Savona, al Lago Maggiore e a Modane, negli anni Ottanta, faceva oltre quaranta chilometri con un litro. Con la Honda CB125x che lo sostitui' facevo solo lievemente peggio, mediamente, ma il mio record personale, da Londra a Digione, e' di circa cinquantacinque chilometri al litro, ottenuti grazie ad una velocita' ridicola successiva ad un grippaggio e riparazione. Il mio Morini 350 faceva in media 25 con un litro, e 33 km/l a 90 km/h costanti. Il CBR600F che venne dopo faceva circa 14 km/l andando spediti, e fino a 20 km/l andando piano. Ok, sono tutte moto, e il confronto e' impari, ma ... questo e' solo per rammentare(-vi, -mi) che in moto si consuma meno. E in bici ancora meno. E cinque chilometri e mezzo al litro vanno bene solo se siete al volante di un'auto da corsa.
Tags: auto, noleggio, Stati Uniti, vivere negli USA
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel febbraio 2007)
Atlanta, domenica mattina, temperatura intorno allo zero. Sara' pure febbraio, ma non dicevano che ad Atlanta fa sempre caldo, e che per questo e' soprannominata "Hotlanta"? Sono nel cortile davanti al condominio e, come ieri, la mia auto non si avvia. Faccio un paio di tentativi, niente. Un tizio sta aiutando un altro vicino che ha problemi con la batteria: dopo molti tentativi, sento quel motore che si avvia. Il tizio (quello che stava aiutando l'altro) viene da me e dice che e' la batteria. Mi dice di aprire il cofano, cosi' puo' darmi una mano.
Cerchiamo dei cavi di prolunga: il suo caricabatteria d'emergenza, o "jump-starter", e' quasi scarico, per cui dobbiamo collegarlo ad una presa nell'appartamento di una sua amica, al pian terreno. Bello: per aiutarmi, questo tizio sconosciuto chiede aiuto ad un'amica. O magari e' una sconosciuta anche lei.
Collegamento fatto, l'auto parte al primo colpo, risparmiandomi ulteriori incacchiature e una costosa visita in officina, e facendo salire di perecchi punti la mia stima per gli statunitensi.
Parlo un po' col buon samaritano: si chiama JC (il nome completo non lo conosco). Dice che avrebbe probabilmente potuto avere un lavoro piu' remunerativo, ma che preferisce invece essere il 'tour manager' di un piccolo e sconosciuto gruppo rock. Molto sconosciuto e piuttosto scalcinato, direi, a giudicare dall'auto che guida, una vecchia Oldsmobile con ruggine e pezzi che si staccano; nel bagagliaio enorme ha sedie pieghevoli, attrezzi, album fotografici, un frigorifero portatile, lattine di birra vuote, e pezzi di ricambio. E la sua auto si avvia sempre al primo colpo, come notero' in seguito.
Trovare qualcuno che ti aiuti senza chiedere niente in cambio e, anzi, senza aspettare che sia tu a chiedere aiuto, e' cosa poco frequente ovunque, Italia compresa. Questo ragazzo, JC, ha ripetuto un paio di volte, nel corso della nostra conversazione, che gli piace essere in condizione di "make the difference" (anche aiutando gli altri, direi). Beh, oggi la sua presenza ha fatto la differenza tra una giornata rovinata e una bella giornata.
Tags: auto, Stati Uniti, vivere negli USA
Avrete letto che Michael Schumacher e' pronto al ritorno in Formula 1 dopo tre anni di prepensionamento. La notizia-bomba e' che
e' una balla: quello che in questi giorni sta
guidando la Mercedes nelle sessioni di prova in Spagna
non e' Schumi: in realta', il campione tedesco si trova a Kuala Lumpur, in Malesia, travestito da tassista settantenne alla guida di uno scalcinato taxi Proton, e oggi ha stabilito un tempo record sul percorso che separa l'hotel Hilton dal terminale low cost dell'aeroporto KLIA (Kuala Lumpur International Airport). Guidando a 150 km/h su un percorso affollato di traffico, Schumacher ha impiegato poco piu' di trenta minuti per completare il percorso, comprese fermate a vari semafori e un rallentamento a 135 km/h dopo aver avvistato un'auto della polizia. Il record si e' svolto con gomme da gara, serbatoio pieno, bollo pagato, e con l'estensore di queste note aggrappato al sedile posteriore e al pranzo che cercava di trasferirsi sul pavimento del taxi.
Il signor Schumacher ha rifiutato di posare vicino al suo taxi, per non violare il contratto col team Mercedes di Formula 1. Ecco quindi una foto scattata di straforo mentre guidava:

Nonostante il percorso piuttosto lineare, il tracciato di prova utilizzato e' reso difficile dalla presenza di avvallamenti neiu curvoni piu' veloci, che sono stati affrontati senza rallentare, come nella migliore tradizione del campione tedesco. Il quarantenne miliardario di Kerpen, in pieno controllo della situazione, ha anche effettuato una telefonata col suo cellulare, ovviamente tenuto in mano, nel corso di un curvone a 140 km/h, senza lasciarsi distrarre dagli scodinzolamenti dell'auto, ormai al limite dell'aderenza garantita dai pneumatici.
Per dovere di cronaca segnaliamo che il tragitto e' stato completato con un esborso di 60
ringgit malesi, come pattuito, equivalenti a 13 euro.
Nell'intervista alla fine del percorso il campione - senza togliere la maschera da tassista malese, ma con un chiaro accento prussiano della Wesfalia - ha dichiarato:
Kretevo tuo folo fosse a sette e mezza, non sette e zinquanta! Tu dovere kiarire tuo orario, prossima folta! Tefi ezzere preciso!
Grazie signor Schumacher travestito da tassista malese, ma non ci sara' un altro viaggio nel suo taxi, per me. La prossima volta ci vado in tram, in Malesia.
La mappa del percorso:
Tags: auto, Formula 1, foto, Malesia, umorismo
In alcune Nazioni, chi ha di piu' e' chiamato a pagare di piu'. Famoso il caso delle aliquote delle tasse che, in Svezia, crescono in modo progressivo all'aumentare del reddito (con conseguente flusso migratorio di miliardari svedesi verso Montecarlo e altri paradisi fiscali). Anche in Svizzera non si scherza, e la notizia e' rilevante per chi viaggia attraverso l'Europa in auto e pensa che i limiti di velocita' esistano solo per gli altri: un guidatore svizzero e' stato multato per circa
duecentomila euro per aver guidato la sua Ferrari Testarossa a 137km/h in un villaggio svizzero in cui vige il limite di 60km/h. Casomai doveste guidare attraverso la Svizzera e voleste rallentare nei posti giusti, il villaggio e' nel cantone di San Gallo... meglio attenersi ai limiti di velocita', li. E altrove.
La multa di 200.000 e' stata causata non solo dalle precedenti infrazioni dell'automobilista; e' stata infatti calcolata in relazione alla ricchezza dello stesso, calcolata in oltre
quindici milioni di euro.
Hanno delle buone idee, questi svizzeri. Questa multa di 200.000 euro, per il milionario velocista, pesa quanto una da 500-1000 euro per un guidatore normale, magari con mutuo e rate della Panda da pagare: serve a far capire che non si puo' guidare ovunque alla velocita' che ci detta il nostro umore o i dodici cilindri della nostra Ferrari o Porsche.
Tags: auto, leggi e regole, multe, Svizzera, velocità

Si sara' mai alzato in volo, quest'elicottero? E' piu' facile che si tratti della reincarnazione (meglio:
reinmetallazione) di un'auto, forse un'utilitaria che sognava di volare sopra gli ingorhi e lo smog, per raggiungere l'aria pulita delle montagne taiwanesi.
Fotografato nello Shei-pa National Park di Taiwan.
Tags: auto, elicotteri, fai da te, foto, Taiwan
Con il pessimo gusto imperante a
Gatlinburg, in Tennessee, non stupisce trovare non una ma
due copie del Generale Lee in citta'. L'auto usata dai famosi cugini Bo e Luke Duke nel telefilm
Hazzard e' qui raffigurata vicino al
Cooter's Place, il garage di Cooter, compare dei cugini Duke. Si tratta in realta' di un piccolo museo/negozio aperto da Ben Jones, l'attore che interpretava Cooter nel telefilm. Jones riusci' poi a diventare un membro del Congresso degli Stati Uniti in rappresentanza della Georgia.
Quasi un tocco di classe, un posto come Cooter's, in una cittadina come Gatlinburg... l'altra copia del Generale Lee e' nel museo
Star Cars, nel centro di Gatlinburg, in compagnia della Batmobile, dell'auto dei Ghostbusters, della DeLorean di Ritorno al Futuro, e di altre vetture rese famose da cinema e televisione. Non male come museo, se andate in montagna per chiudervi in una serie di sale che contengono
memorabilia non aventi alcuna attinenza con il luogo in cui vi trovate.
Tags: auto, foto, musei automobile, Stati Uniti, televisione

Una bella domenica di sole. Un giro da Atlanta fino in Alabama. Si rientra in Georgia da nord-ovest, per poi scendere fino ad Atlanta. E passando dalla cittadina di
LaFayette, in Georgia, difficile non fermarsi, quando si incontra un raduno / esposizione di
auto storiche. Niente di contemporaneo alla
Jamais Contente, ma nondimeno belle auto di qualche decennio fa. Restaurate magari non a regola d'arte, ma belle da vedere e probabilmente interessanti da fotografare.
Tags: auto, foto, Stati Uniti
Tra otto giorni giorni si svolgera' il primo Gran Premio di Singapore, il primo GP notturno nella storia della Formula 1, e il primo GP asiatico a svolgersi su un circuito cittadino. Non ho mai organizzato nessun GP cittadino (e non) con i miei amici, ragion per cui non ho mai dovuto scontrarmi con una tipica esigenza che si presenta in tali circostanze: non interrompere la normale vita di una citta'! Vivendo a Singapore, ho l'occasione di vedere fino a che punto i normali servizi vengono interrotti. Il pullman che mi porta al lavoro NON arrivera' nella zona in cui lavoro, la prossima settimana, per esempio, per cui sara' difficile riuscire ad andare in ufficio.

E immagino che l'indispensabile rimozione della segnaletica dal manto stradale potra' creare qualche problema a chi guida (cittadini, non piloti di Formula 1); conoscendo un po' il modo di fare locale, che e' preciso a livelli svizzeri, immagino che domenica notte, dopo la gara, iniziera' la risistemazione delle strade.
Da ciclista, una nota molto positiva e' che pedalare lungo il percorso del circuito, ora, e' un piacere: asfalto liscio che pare velluto, niente che sporga e faccia sbandare, nessun avvallamento. Magari sarebbe una buona idea organizzare un GP di Formula 1 che passasse per TUTTE le strade di Singapore...
... e non e' che livellare il manto stradale in Italia sia un'idea inutile!
Tags: auto, Formula 1, Singapore, strade
Atlanta, ore diciotto, in coda sulla Interstate 85 in direzione sud. Siamo appena usciti dal lavoro e stiamo andando a Savannah, sulla costa della Georgia.
E' venerdi' sera, c'e' coda ovunque. Ci muoviamo a passo d'uomo. C'e' chi prova ad usare la corsia d'emergenza per procedere verso la prossima uscita, nonostante le multe quasi garantite che tale azione comporta. Poi notiamo qualcosa: nella corsia d'emergenza ci sono auto
contromano! Qualcuno deve averne avuto abbastanza, del traffico, e avra' pensato di tornare indietro. Nella foto si tratta della Lexus rossa e della Mercedes color grigio metallizzato. Saranno i troppi soldi, ad aver convinto questi guidatori che un'inversione di marcia in autostrada e' giustificata?
Il tizio sul catorcio di fronte alla Lexus ha inizialmente provato a cedere, poi ha deciso di non muoversi, e le due auto in doppia infrazione (in movimento, contromano, nella corsia d'emergenza) hanno dovuto aggiungere quella che credo sia una nuova infrazione: procedere in corsia d'emergenza in retromarcia.
Perlomeno, pero', andavano in retromarcia nella direzione giusta.
Tags: auto, foto, Stati Uniti, strade
Qualche mese fa avevamo scritto di Daniel, un ex collega che si apprestava ad un
lungo viaggio in auto attraverso gli USA. Quattro mesi dopo (tanto e' durato il viaggio), gli abbiamo parlato per chiedergli com'e' andata.
In breve: com'e' stato questo viaggio?
Il viaggio e' stato incredibile e stancante. La pura e semplice energia nervosa consumata durante tutto questo viaggiare, con il continuo muoversi, andare ogni giorno a vedere posti e/o uscire con gente differente, insieme al fatto di incontrare nuove persone ogni giorno, e' stato estenuante.
Vedere cosi' tanti luoghi famosi, in particolare quelli che molti americani potrebbero non aver visto, e' stato molto soddisfacente.
Il tuo budget era di 100 dollari al giorno per un viaggio di 60 giorni. Hai finito con lo spendere 60 dollari al giorno per un viaggio di 115 giorni, secondo il tuo blog. Hai tirato la cinghia per arrivare a questo risultato? Ti sei negato niente, per rimanere (di cosi' tanto) dentro il tuo preventivo?
Prima della partenza per il mio viaggio, quando ho calcolato il preventivo, avevo dimenticato due concetti-base: gli ostelli e il
couch surfing. Ho percio' calcolato 50 dollari per dormire e 50 per tutto il resto (benzina, cibo, escursioni), con la speranza di trovare alternativamente motel economici da 30 dollari a notte e hotel da 70 dollari il giorno dopo. Alla fine ho speso una media di 12 dollari a notte, per dormire.
In alcuni casi, quando mi e' capitato di superare il limite prefissato di 50 dollari per la notte, ho in effetti cercato di risparmiare il giorno dopo, pranzando con una bella pagnotta di pane, e senza mai comprare bevande imbottigliate (bevendo quindi solo acqua di rubinetto). A volte ho pranzato con una minestra in barattolo.
Tenere conto di tutte le spese con Excel e' stata una buona idea, mi ha permesso di sapere sempre quanto margine di spesa avevo a disposizione.
Nella pagina conclusiva del tuo blog hai avuto parole molto belle per il popolo americano in generale. Chi ti viene in mente, se dovessi parlarci delle brave persone che hai incontrato? Hai qualche aneddoto in proposito?
Le prime persone che mi vengono in mente sono le persone incontrate negli ostelli e nel corso del
couch surfing. Sono rimasto stupito dalla generosita' e fiducia dimostratami da alcuni americani, cosa che non sarebbe successa nel Regno Unito. Spesso i miei 'padroni di casa' mi hanno portato fuori a cena o a bere qualcosa, siamo andati insieme in bar, night clubs o a feste, e a volte mi hanno ceduto il letto principale di casa in modo che non dovessi dormire sul divano.
Il miglior caso di fiducia e' quello dell'anziano signore della Florida che non era a casa la notte in cui avevo "prenotato" il suo divano: ha lasciato le chiavi del suo appartamento sotto il tappetino dell'ingresso.
Il caso piu' spettacolare di generosita' e' stato il tizio che, a Chicago, mi ha offerto molto da bere a casa, per poi andare insieme a cena e a bere in cima alla Hancock Tower. Quella e' stata una gran serata, e la mia migliore cena da mesi.
Ti sei mai sentito in pericolo, durante questo viaggio?
In pericolo nel senso di minacciato da persone, una volta sola, a Houston. Avevo letto che la passeggiata lungo il fiume e' molto bella di notte, per cui ho deciso di andare, ma ho proseguito troppo a monte, fino alla zona in cui il fiume gira sotto l'autostrada, e ci si ritrova a camminare sotto dei ponti. Nell'ombra ho intravisto sigarette accese e schermi di telefoni cellulari, per cui ho iniziato a camminare veloce, guardandomi di frequente alle spalle.
Mi sono sentito in pericolo fisicamente anche in un'altra occasione, mentre scalavo una piccola collina nel Canyonlands National Park. L'ultimo metro e' stata un'ascesa quasi verticale su una pietraia, se fossi scivolato sarei caduto per oltre 150 metri fino ai piedi della collina.
Dicci di piu' del coach surfing. Aspetti positivi e, se ce ne sono, negativi.
E' un concetto semplice: persone che amano i viaggi e sono disposte ad offrire ospitalita' vengono messe in contatto con viaggiatori che hanno bisogno di ospitalita'. Se hai, per esempio, un letto libero a Londra, puoi inserire questa disponibilita' in un sito, CouchSurfing.com, ed io, povero viaggiatore con budget ridotto e desideroso di incontrare gente londinese, sfoglierei quel sito alla ricerca di posti disponibili e poi ti manderei via email la mia richiesta d'ospitalita'.
Non ci sono transazioni economiche tra padrone di casa e viaggiatore ospite.
Una delle preoccupazioni che saltano im mente quasi a chiunque, me compreso, pensando al concetto di
coach surfing e' quella della sicurezza. Che cosa mi succedera', finiranno per rapinarmi/violentarmi/assassinarmi! Ci sono tre modi per placare questa paura. Per p...
Tags: auto, Stati Uniti, viaggio
E' il vostro webmaster che scrive, roso dall'invidia. Il mio collega Daniel, con cui ho lavorato quattro anni in Inghilterra e due qui negli USA, si e' licenziato, ha concluso l'affitto dell'appartamento in cui viveva, ha spedito le sue cose verso l'Inghilterra, ed e' partito da Atlanta per un viaggio in auto di due mesi e sedicimila chilometri attraverso gli Stati Uniti. Due mesi??? Il mio viaggio piu' lungo e' stato nel 1989, in moto, dall'Italia al Lake District inglese, e' durato poco meno di tre settimane, ed e' sembrato non finire piu', soprattutto dopo un grippaggio al motore della mia Honda CB125x.

Ma torniamo al mio amico Daniel. Per poter fare un viaggio cosi' lungo e' necessario per prima cosa essere curiosi e pazienti: guidare per sedicimila chilometri attraverso gli USA puo' essere noioso, le
interstate (autostrade, anche note come
freeways) si somigliano tutte, nel sud-est, e guidare da Atlanta verso Savannah (in direzione sud-est) o verso l'Alabama (ovest) significa viaggiare sempre e comunque su una strada circondata a destra e a sinistra da foreste, in pianura, al caldo. Da evitare, se uno vuole conoscere gli USA.
Poi i soldi. Stare in giro per due mesi, con un budget quotidiano di 100 dollari tra vitto, alloggio, benzina e divertimenti, significa trovarsi con una bella spesa, alla fine dei due mesi. Pero', facendo due conti, una spesa del genere diventa quasi giustificabile. Si tratta di due mesi in cui Daniel non paghera' l'affitto da nessuna parte (ad Atlanta questo significa risparmiare 1.000 dollari al mese); senza abbonamento tv, collegamento internet e bolletta della luce, un altro centinaio di dollari al mese vengono risparmiati. Per quanto riguarda il vitto, una coppia spende circa 150-180 dollari a settimana, un single come il mio amico dovrebbe spendere circa 100 dollari a settimana, per cui due mesi di viaggio equivalgono ad una spesa di circa 800 dollari che avrebbe dovuto comunque spendere per il vitto, se fosse stato a casa. La benzina, ora: stando a casa (e uscendo varie volte alla settimana), una cinquantina di dollari a settimana sarebbero una spesa ragionevole, ed ecco 400 dollari che avrebbe speso anche senza partire per questo viaggio. Poi i divertimenti: essere single, ad Atlanta, con pub, bar e un carattere estroverso, significa uscire tra le tre e le cinque volte alla settimana, in media; a venti dollari per uscita, significa spendere un centinaio di dollari alla settimana, quindi circa 800 dollari che avrebbe speso se non fosse partito.
Quindi, a fronte di un budget di 6.000 dollari per due mesi di viaggio, abbiamo scoperto che Daniel avrebbe speso, stando a casa, almeno 4.200 dollari in questi due mesi, quindi il viaggio gli costera', secondo le stime sopra esposte, 1.800 dollari piu' che starsene a casa. E i 100 dollari al giorno che ha messo in preventivo per questo viaggio sono una stima "conservative", cioe' pessimistica: e' partito il 13 aprile 2008, e ha speso finora parecchio meno di quanto previsto. Probabile, quindi, che quei 1.800 dollari siano in realta' poco piu' di 1.000. O magari anche meno. Per un viaggio di due mesi.
Parleremo ancora di questo viaggio, nei prossimi giorni.
Aggiornamento 19 agosto 2008
Alla fine Daniel ha completato il suo giro degli USA pochi giorni fa, e' quindi stato via quasi quattro mesi. Contiamo di verificare se ha rispettato il preventivo...
Tags: auto, prezzi, Stati Uniti, strade
Alla fine di novembre 2007, mia moglie ed io abbiamo preso la nostra auto e siamo andati verso ovest. Da Atlanta, dove viviamo, abbiamo attraversato Alabama, Mississippi, Tennessee, Arkansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arizona per arrivare a
Mexican Hat, Utah, vicino al confine con l'Arizona, e soprattutto a poche miglia dalla Monument Valley e a una distanza ragionevole dal Grand Canyon. Ne parlero' in dettaglio su
www.viaggi.affari.to.
Beh, il Giorno del Ringraziamento, dopo una visita alla Valley of the Gods, al
Goosenecks State Park, e al
National Bridges Natural Monument, ci siamo ritrovati con un tubo dei freni rotto, niente liquido nel circuito, e una discesa sterrata e ripida da percorrere di notte. Sopravvissuti, il giorno dopo siamo andati alla ricerca di un meccanico che potesse riparare il guasto. Abbiamo guidato verso nord, e passato
Bluff, in direzione nord, abbiamo trovato che il marito della commessa di una stazione di servizio poteva darci una mano. Ha lavorato sull'auto per quattro ore al freddo, ma niente, non e' riuscito a sistemare il freno. Ci siamo quindi rassegnati a fare alle tre del pomeriggio quel che avevamo cercato di evitare di fare di prima mattina: andare verso sud, verso Gallup e poi Albuquerque, New Mexico, alla ricerca di officine.
Non e' stato facile ne' divertente, guidare un'auto automatica da 1,6 tonnellate senza freni. Le discese improvvise, sempre possibili quando si guida su altipiani tra i 1800 e i 2000 metri, ci hanno causato qualche batticuore, e i pochi semafori anche di piu', ma alla fine siamo arrivati a Gallup. Abbiamo visitato un paio di negozi di autoricambi con officina, ma nessuno aveva il pezzo che cercavamo. Siamo infine entrati in un negozio della catena
Pep Boys, e abbiamo chiesto se avevano il tubo dei freni per la nostra Chrysler Sebring JXE del 1999. Niente. Il commesso, Felix, ha - su mia richiesta - consultato il database aziendale per vedere se quel ricambio era disponibile in uno qualsiasi dei loro negozi tra Gallup, New Mexico, e Atlanta, Georgia, nostra destinazione. Niente. Ci e' stato prospettato il rischio di attendere fino a martedi' (ed era venerdi'!) per avere il ricambio montato sull'auto. Troppo, lunedi' dovevamo essere al lavoro.
Ci siamo messi a passeggiare nel negozio (anzi, supermercato, visto che era grande quanto un campo di calcio), cercando di digestire la novita' negativa. Dopo qualche minuto, un maturo e simpatico dipendente, un hippy 45-50 anni, chiede se puo' aiutarci. Spiego che non credo sia possibile, ci manca un pezzo di ricambio e c'e' solo da aspettare. Ci consiglia di chiedere al vice-manager, che e' molto disponibile e ha contatti presso altri ricambisti. Ci va lui, a parlare con vice-manager, e torna a parlare con Felix, il commesso che gia' aveva fatto ricerche su nostra richiesta, dicendogli di lavorare solo al nostro problema fino a che non sara' trovata una soluzione.
Inizia un giro di telefonate, e un
brake hose for Chrysler Sebring 1999 salta fuori in un negozio concorrente, sempre a Gallup. Vanno a prendere il pezzo, e entro un'ora siamo in condizione di ripartire. Dopo il rischio di dover stare li' fino al martedi', riuscire a ripartire di venerdi' sera, ed essere in grado di guidare per un'ora prima di fermarsi per cena e per dormire, e' quasi un sogno.
Ringrazio quindi il venditore con coda di cavallo, il vice-manager e Felix, del negozio Pep Boys di Gallup, New Mexico. Disponibili e, come si dice negli USA,
ready to go the extra mile per un cliente.
Sto viaggiando nel sud-ovest degli Stati Uniti. Deserto, sabbia rossa e un'auto incrociata ogni mezz'ora. Mi piace questa regione degli USA, in cui la storia non si ferma a duecento anni fa (grazie ad Anasazi, Zuni, Hopi, Navajo ...), e in cui si puo' girare per ore senza vedere un' anima (raccomando Valley Of The Gods - una Monument Valley in miniatura - e Goosenecks Canyon).
Ma dopo ore di guida nella notte sulla Interstate 40 verso est, vedere i milioni di luci di Albuquerque, New Mexico, e' una gioia e uno spettacolo.
Tags: appunti di viaggio, auto, Stati Uniti, strade, viaggio
Ieri abbiamo guidato per oltre 1200 km da Memphis, Tennessee, a Tucumcari, New Mexico, dalle otto meno venti di mattina alle otto e mezza di sera. Viaggiare in auto e' stata una scelta dettata dal budget e dal desiderio di vedere di piu' di quel che sei ore di volo da Atlanta a Monument Valley ci avrebbero offerto. Peccato che in autostrada si veda ben poco, e che il tramonto verso le cinque riduca ulteriormente cio' che si puo' vedere.
Oggi guideremo da Tucumcari, praticamente una citta' fantasma, a Monument Valley. Dovremmo arrivare al tramonto.
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Come diceva Guccini, "Se devo andare in America, come mio nonno prendo il tram". In America ci siamo gia', ora pero' vogliamo andare nell'ex Selvaggio West. Guideremo quindi da Atlanta, Georgia, a Monument Valley, sul confine tra Utah e Arizona. Oltre 3400 miglia di guida, in teoria sono 26 ore, secondo Google Maps.
Oggi siamo arrivati a West Memphis da Atlanta. Circa 400 miglia, partendo alle due del pomeriggio, dopo aver lavorato. Memphis e' in Tennessee, ma West Memphis, che e' attaccata, e' in Arkansas.
E' ora di andare a dormire, ulteriori aggiornamenti domani.
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"C’erano dei libri come ‘Sulla strada’ di Kerouac: ‘partimmo John, Dean e io, sulla vecchia Pontiac del babbo di Dean, e facemmo tutta una tirata da Omaha fino a Tucson’. Poi lo giri in italiano e fa: ‘partimmo sulla vecchia millecento del babbo di Giuseppe, e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant’Anna Perago’. Non e’ la stessa cosa, gli americani ci fregano con la lingua"
[Francesco Guccini]
E' vero, il mito della strada e' una creazione americana, e ambientato fuori dagli Stati Uniti perde qualcosa. L'America e' lunghi rettilinei nel deserto, e poi una polverosa stazione di servizio ogni tanto, col distributore di Coca Cola o Pepsi sotto il portico, e ripartire e arrivare dopo il tramonto in una citta' che potrebbe anche essere interessante, ma sei troppo stanco e ti fermi invece al primo motel con l'insegna al neon febbricitante. Provateci in Italia ... se ti si ferma l'auto sull'Appennino, magari sembrera' di essere in un deserto, ma la civilta' non sara' troppo lontana.
E' venerdi' sera, 14 luglio (anniversario della Bastiglia: buone feste cugini francesi!).
Sto per partire da Atlanta, in Georgia, per andare a Savannah, nello stesso Stato ma sulla costa atlantica, dove passero' il weekend. Secondo
GoogleMaps, sono 260 miglia e dovrebbero volerci cinque ore e quarantuno minuti per percorrerle. 416 chilometri, speriamo di impiegare meno tempo, si tratta di 73 chilometri all'ora... mentre il limite e' di solito di 70 MIGLIA all'ora, in autostrada, cioe' 112 km/h. Vediamo se quattro ore bastano ...
Non e' un viaggio lungo, ma il percorso che seguiremo passera' attraverso il centro-sud della Georgia, che ha probabilmente meno attrazioni turistiche di Verrua Savoia (*). Anche se guideremo prima verso sud e poi verso est (allontanandoci quindi dal West e dal mito della frontiera), sara' il primo viaggio ragguardevole da quando sono arrivato negli USA, sei mesi fa. In futuro vedro' di puntare ad ovest, anche se la vecchia Route 66 non e' piu' importante come una volta. Ma ci saranno altre occasioni per tornare a parlare del mito del viaggio (e della strada), magari parlando di Wanderlust, un recente film americano che per ora ho visto solo a meta'.
Savannah sembra una citta' interessante e rilassata: una storiella su questa citta' e sulle sue vicine Atlanta e Charleston (South Carolina) dice che "Ad Atlanta, la gente ti chiede per prima cosa 'che lavoro fai?' A Charleston ti chiedono 'di chi sei parente, chi conosci?', e a Savannah la prima cosa che ti chiedono e' 'che cosa vuoi da bere?'".
(*)
Verrua Savoia: comune piemontese situato tra Chivasso e Crescentino
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