Blog, argomento: birdwatching
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birdwatching
La prima volta che vidi un'anatra mandarina ero in un parco nazionale a
Taiwan, alcuni anni fa. L'anatra mandarina (
Aix galericulata) era protagonista di un documentario che spiegava ... qualcosa che non capii, visto che non comprendo il cinese mandarino. Sospetto che non fosse la stagione adatta per vedere queste anatre, e ricordo che la cosa migliore del documentario era la sala in cui veniva proiettato, un'oasi di fresca aria condizionata in un'isola che credevo fosse il posto piu' umido del mondo. Non avevo ancora visto
Singapore, ovviamente, dove l'aria condizionata va tenuta accesa anche per salvare vestiti e mobili, e dove gli
armadi vanno deumidificati.
La seconda volta in cui incontrai un'anatra mandarina fu in Piemonte, e finalmente la vidi in carne ed ossa, e penne e piume. Avvenne durante una
visita al Centro cicogne e anatidi LIPU di Racconigi (CN) e mi sembro' una situazione strana: gli uccelli ospiti del parco non erano prigionieri, tutt'altro, ma erano comunque ospitati in un'area di dimensioni ridotte. Mi sembravano godere di liberta' limitata, anche se non c'erano gabbie ne' catene.
Da quando sono ritornato in Inghilterra ho ricominciato a frequentare il lago di Virginia Water, presso il Windsor Great Park. Qui le anatre mandarine sono presenti in quantita' e hanno molto spazio a disposizione, eppure finiscono col litigare spesso coi germani. Paiono le gang di West Side Story. La foto mostra un maschio di anatra mandarina durante un momento di quiete in una intensa giornata trascorsa tra corteggiamenti, risse con germani e raccolta di biscotti lanciati dai turisti.
Tags: birdwatching, foto Gran Bretagna, Gran Bretagna, Londra e dintorni, parchi
Una sterna comune in volo sulla brughiera di Stanwell Moor. Come da manuale (*), stava urlando "kir kir kirr", che in dialetto sternico significa "cari pesciolini del
fiume Colne, inutile che vi nascondiate, oggi ho una fame da avvoltoio e non ce n'e' per nessuno". Le foto e' stata scattata poco prima che la sterna avvistasse qualcosa nel fiume e si tuffasse da una quota di una decina di metri.
(*): il manuale e' la Collins Nature Guide intitolata "Birds of Britain & Europe", di J.Nicolai, D.Singer e K.Wothe, tradotta dal tedesco all'inglese da Ian Dawson. La sterna comune (
Sterna hirundo in latino, anche nota come
rondine di mare,
common Tern in inglese) viene descritta a pagina 132.
Tags: animali, birdwatching, foto, Stanwell Moor e dintorni

Settimo Torinese,
again. Ne ho parlato spesso, ultimamente, per forza di cose: mi ci ritrovo dopo nove anni passati altrove, e pur essendo Settimo il posto in cui sono nato e in cui ho vissuto per piu' di trent'anni, la vedo ora con occhi differenti. Vedo che sono state realizzate opere, che altre sono in cantiere, e che alcune sono state realizzate con poco cuore e con poca testa: fatte perche' qualcuno ha detto che andavano fatte.
Il
parco fluviale del Po, per esempio, e' un'area bella e fornita di spazi e di angoli che potrebbero rivaleggiare con parchi ben piu' noti, come l'Hyde Park di Londra o il Central Park di New York. No, non intendo dire che il parco fluviale del Po arrivera' ad avere tanti visitatori giornalieri quanto Hyde Park o Central Park, o che li raggiungera' in celebrita'. Dico invece che potrebbe diventare, come quei due parchi - e senza dubbio come tanti altri - un luogo in cui individui e famiglie trascorrono insieme il sabato o la domenica, partecipando ad una partitella di calcio, assistendo ad una rappresentazione teatrale improvvisata in un inaspettato
anfiteatro, e magari dedicandosi al
birdwatching. Ecco, il capanno sul laghetto nel parco potrebbe essere utilizzato molto meglio per l'osservazione ornitologica (e delle altre creature del laghetto). Intanto, vediamo dove si trova il capanno:
Quel "coso" potrebbe diventare un ottimo capanno per il birdwatching ...
1) ... se ...
Tags: birdwatching, foto, parchi, Settimo Torinese
Piste ciclabili. Semafori per i ciclisti. Un parco lungo il fiume con piste in quantita'. Automobilisti che si fermano e lasciano che i ciclisti attraversino la strada, senza esservi obbligati da semafori, cartelli o
mountain bikers a mano armata. No, non e' l'Olanda, e' Settimo Torinese.
E oltre alle piacevoli sorprese per chi attraversa la citta' sulle due ruote non motorizzate, ce n'e' una anche per i
birdwatcher: nel tratto settimese del Parco Fluviale del Po c'e' un laghetto con un bel capanno. Non pare fatto apposta per il
birdwatching, ed ha varie limitazioni, ma e' coperto, ampio, ha fori adatti ai teleobiettivi dei fotografi, e pare un buon posto per passare qualche ora e osservare la fauna del laghetto. Fauna composta non solo da uccelli: una famiglia di nutrie (
Myocastor coypus, anche dette
castorini) ha attirato l'attenzione dei passanti, oggi. E nel lago sono presenti anche tartarughe e pesci.

Nella foto, il capanno sul lago.
P.S. - La soluzione al
quiz del venerdi' era
San Raffaele Alto.
Tags: animali, birdwatching, foto, parchi, Settimo Torinese
Miranda e' il nome di una piccola localita' neozelandese, vicino alla penisola di Coromandel, che offre l'opportunita' di osservare uccelli migratori e stanziali. Ah, gia': e' anche nota per la presenza di un
ornitologo sbadato (o dispettoso). Nella foto e' visibile un martin pescatore.
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
Usciamo dal Motel Katikati alle dieci, ora fissa per il check-out in tutti i motel neozelandesi che abbiamo utilizzato finora. Decidiamo di andare a Matamata, in cui Peter Jackson ha ambientato il villaggio degli Hobbit, lo Shire, nella sua trilogia del "Signore degli Anelli"; dopo il completamento dei film, le "casette" degli Hobbit sono state rimosse solo in parte, lasciando quindi un'area che i cultori di Jackson - e di Tolkien - paiono apprezzare molto. Purtroppo, una volta arrivati a Matamata, troviamo che neppure le tondeggianti colline sono visibili senza partecipare ad una visita guidata: sessantacinque dollari a persona, e francamente ne abbiamo viste tante, di colline tondeggianti coperte d'erba che piu' verde non si puo', per cui facciamo a meno di questa visita. Poco fuori Matamata c'e' la Firth Tower, una
folly fatta costruire da un imprenditore neozelandese nel 1882 (lo capisco benissimo: a me farebbe piacere acquistare una villetta e poi tirare su in giardino una torre da cui vedere un panorama a 360 gradi); pagando un biglietto di cinque dollari e' possibile visitare la torre e altri edifici - scuola, chiesa metodista, ufficio postale, stalla per tosatura pecore - che permettono di imparare qualcosa sul passato di quest'area (dal 1880 agli anni Settanta). Mia moglie e' rimasta colpita dalla frequenza con cui i pastori metodisti venivano sostituiti (sara' stata una
diocesi poco ambita), io ho trovato ulteriori testimonianze della diffusione dell'aereo - piu' ancora che dell'auto - come mezzo di trasporto nella Nuova Zelanda del passato.
Pranziamo con due panini a testa, poi andiamo a nord. Ho letto che a Miranda, un villaggio sulla costa del Firth of Thames, vicino alla penisola di Coromandel, e' possibile osservare molti uccelli migratori. Arriviamo al Miranda Shorebird Centre verso le quattro e mezza del pomeriggio, l'ornitologo - no, non e' uno svogliato o incompetente ragazzino capitato li' per caso - ci dice di passare sul ponticello marcato dalla bandierina gialla, e di seguire il sentiero fino al capanno d'osservazione, ci vorra' mezz'ora per arrivarci. Seguiamo le indicazioni, e dopo quaranta minuti percorsi a passo sostenuto su un sentiero che non offre niente da osservare, arriviamo al capanno: ma tra noi e il capanno c'e' una barriera elettrificata... passiamo sotto, e fuori dal capanno parliamo con una famiglia di Christchurch: loro sono andati al centro, come noi, ma hanno poi ignorato le indicazioni dell' "esperto" e hanno guidato fino ad un bel parcheggio a dieci minuti dal capanno, dieci minuti da percorrere su un sentiero che si snoda tra alcuni stagni pieni di uccelli migratori, e che porta dalla parte giusta della barriera elettrificata ... Mia moglie ed io ci guardiamo, forse abbiamo detto qualcosa che l'ornitologo del centro ha gradito poco, oppure e' lui che ignora l'esistenza del parcheggio, sta di fatto che questa passeggiata inutile ci ha fatto arrivare al capanno a tramonto avvenuto.
Scatto qualche foto, ma la luce e' poca. Decidiamo di ritornare all'auto, questa volta passando per il parcheggio, in modo da raggiungere la strada in fretta cosi' da non dover camminare al buio nel fango. Lampioni non ce ne sono, ma abbiamo una torcia e c'e' la luna piena, per cui riusciamo a vedere bene la strada. Di auto non ne passano molte, forse una ogni dieci minuti, ma va bene cosi', non abbiamo intenzione di fare l'autostop. Finalmente arriviamo al parcheggio del Miranda Shorebird Centre, sono le sei e mezza, tutte le luci sono spente. E' ora di cercare una sistemazione per la notte, e impostiamo il navigatore satellitare verso il Miranda Holiday Park. Sarebbe bastata una mappa dell'area - che abbiamo - e un po' d'attenzione ai cartelli stradali, ma pazienza. Arriviamo all'Holiday Park, che come gli altri parchi del genere e' un campeggio con aree per campervan, caravan, roulotte, probabilmente anche tende da campeggio, e - cosa che interessa a noi - dispone di
self-contained units, cioe' di "casette" o "miniappartamenti", con cucina-camera da letto-bagno. Il prezzo e' di centotrentanove dollari a notte, sbarro gli occhi e il simpatico gestore propone uno sconto fino a centoventi. Mantengo gli occhi sbarrati, in passato s'e' dimostrato un mezzo di negoziazione valido (certo, le volte in cui l'ho usato come strumento persuasivo durante un'appuntamento con una ragazza, non e' che abbia portato a grandi successi...); il gestore ci propone un'altro tipo di stanza, senza cucina e bagno (sono a disposizione quelli comuni), con un letto a castello doppio e uno singolo (quindi la stanza puo' accogliere fino a sei persone), al prezzo di trentatre' dollari a testa, quindi sessantasei, quindi poco piu' della meta' dell'altra proposta. Prendiamo l'altra.
Usciamo, andiamo a cercare del cibo da cucinare, ma al vicino paese di Ngatea negozi e supermercati sono chiusi, e anche i
takeaway hanno abbassato le serrande per oggi. Promemoria: in Nuova Zelanda (ma...
Tags: birdwatching, Nuova Zelanda
Fotografato in Nuova Zelanda il 20/07/2010.

Probabilmente si tratta di un soggetto avvistabile anche in Italia, c'e' qualche
birdwatcher che sappia dirmi di quale specie si tratta?
Aggiornamento 01/01/2011
Grazie al
commento di Maria, l'uccellino neozelandese visibile nella foto e' stato identificato come
Diamante mandarino (
Taeniopygia guttata). Ho modificato il titolo di questa pagina in modo da comprendere quest'informazione.
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Un'altra foto di alcuni giovani cigni neri, visti in uno stagno di Waikanae, Nuova Zelanda.
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda
Famigliola di cigni neri, tipici della Nuova Zelanda, a spasso in una delle lagune di Waikanae, costa occidentale della Nuova Zelanda.

Osservati da un capanno per ornitologi. Poca luce a disposizione, per questa foto: siamo in inverno, dopotutto, e il sole tramonta verso le cinque ed e' parecchio basso gia' alle tre. Questa famiglia di cigni sembra essere popolare, durante l'ora trascorsa nel rifugio abbiamo incontrato una signora che voleva verificare che tutti e cinque i 'cuccioli' fossero in salute, e poi, tornati a casa dai nostri amici Peter e Jenny, abbiamo scoperto che anche loro conoscevano questi cigni (questo specifico nucleo familiare, intendo dire).
Tags: animali, birdwatching, foto, Nuova Zelanda

Visto nella riserva naturale di Nga Manu, vicino a Waikanae (e in un'altra dozzina di posti), il Pukeko (
Porphyrio Porphyrio, o
pollo sultano viola, o
folaga viola) e' un uccello nativo della Nuova Zelanda (ma si trova anche in Europa meridionale, Africa e Asia). Lo si incontra in paludi, prati, e lungo strade e autostrade. Vola lasciando penzolare le zampe, ma finora non ne ho mai visto uno in volo.
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Cittadina di Fox Glacier, vicino al ... Fox Glacier, appunto, uno dei due ghiacciai principali della Nuova Zelanda (l'altro e' il Franz Josef Glacier). Villaggio di poche centinaia di anime, punto di partenza per escursioni - a piedi e in elicottero - sui suddetti ghiacciai. Vicino al motel c'e' un campo di rugby, e nel campo camminano alcuni uccelli. Due hanno una
mascherina gialla tra gli occhi e il becco. Si tratta di Pavoncelle Mascherate (
Vanellus miles novaehollandiae).
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Il Doubtful Sound e' uno dei due fiordi neozelandesi che i visitatori dell'isola visitano di solito, insieme al
Milford Sound. Tra i due, il Doubtful Sound e' quello piu' largo e meno frequentato dai turisti, il Milford Sound e' invece il piu' sfruttato, e per una volta, dopo aver visitato entrambi, do' ragione alla maggioranza: la navigazione del Milford Sound offre panorami piu' spettacolari e, almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale, incontri con piu' animali, rispetto al Doubtful. Questo non significa che non si possa vedere qualcosa di molto interessante anche in questo secondo fiordo, che venne cosi' battezzato dal capitano James Cook, che aveva seri dubbi sulla possibilita' di navigare a vela nel fiordo. Nella foto, un Pinguino del Fiordland (
Eudyptes pachyrhynchus), che tenta di sfuggire agli obiettivi dei numerosi fans.
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Penisola di Otago, vicino a Dunedin, Nuova Zelanda, verso le sei di sera.
- Vai a chiederlo a quei due che sembrano esperti.
- No.
- Daiii... vai!
- No, secondo me ne sanno quanto noi, cioe' zero.
- Ma sono seduti su quella roccia da un pezzo, sicuramente sanno a che ora arrivano i pinguini!
- Capisco che i pinguini possano essere animali abitudinari e magari arriveranno in questa baia ogni sera alle sei, come dice la guida che hai in tasca, ma non ci metterei la mano sul fuoco, sulla loro puntualita'. Cosa sono, pinguini svizzeri?
I due seduti sulla roccia girano la testa. Forse sono ornitologi svizzeri. Mia moglie insiste.
- Allora chiedilo a quella famiglia che sta vicino al cartello, sono li' da un pezzo!
- Te lo ripeto: secondo me, delle trenta-quaranta persone che sono intorno a questa baia, ce ne saranno due o tre, che sono qui perche' sanno cosa vogliono. Gli altri hanno visto la folla e avran pensato che se c'e' gente, allora qualcosa sta per succedere. Come il tizio a cui sanguinava il naso.
- Il ... cosa?
- Un tizio ha una perdita di sangue dal naso. Se ne sta col naso puntato in alto per evitare di sanguinare e di sanguinarsi addosso. Arriva altra gente, lo vedono col naso per aria, e iniziano a guardare in alto. Arriva altra gente, vede gente guardare in cielo, e anche questi iniziano a guardare, qualcuno tira fuori le macchine fotografiche.
- E allora?
- Mai fidarsi delle masse.
- Io vado a chiederlo a quella famiglia.
Due minuti dopo...
- Allora, scoperto qualcosa? Cosa stanno osservando o aspettando?
- Dicono che non lo sanno, ma che qualcosa dev'esserci, se non noon ci sarebbe questa folla.
- Ah, ecco. Scommettiamo...
- Cosa?
- ... che appena quella famiglia, che e' la comitiva piu' vicina all'acqua e quindi e' visibile da tutti, beh, appena inizieranno a muoversi per tornare alla loro auto, ci sara' come minimo un altro paio di gruppo che se ne andranno?
- Vediamo.
La famiglia se ne va a passo di gambero, fanno due passi verso il parcheggio e poi tornano indietro di un passo. Temono che, appena si saranno allontanati, arriveranno i pinguini, le foche monache, i leoni di mare, delfini balene squali orche e l'astronave di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo. Esattamente quello che temiamo tutti quanti.Poi la logica ha il sopravvento, o forse e' il freddo, oppure e' il fatto che oramai siamo gli ultimi, qui. Fa cosi' buio che se i pinguini arrivassero non ce ne accorgeremmo. Usiamo i presunti ornitologi svizzeri e la loro torcia, che vediamo in lontananza, per raggiungere l'auto.
Quando siamo arrivati al parcheggio, a cento metri dalla baia e trenta metri piu' in alto, sentiamo un suono come di ... boh, forse sono pinguini che stanno sbarcando in spiaggia, in fila per due. ma se anche fossimo a mezzo metro da loro non li vedremmo.
- Saranno gli spettri dei pinguini passati, che fanno questo suono?
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... e si vede di tutto, a Singapore come nel resto del mondo. Ero in bici a
Pulau Ubin, una piccola isola tra Singapore e la Malesia; mia moglie, seduta sul tandem dietro di me, mi dice "Guarda su!", e su un albero era appollaiato un uccello. Un bucero bianconero orientale (
Anthracoceros albirostris), che non avevo ancora visto al di fuori del
Jurong Bird Park.
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Airone fotografato al parco di Sungei Buloh, nella parte settentrionale di Singapore. Il parco offre dei "casotti" in legno nei quali sedersi, al riparo dal sole e semi-invisibili agli animali, in attesa che qualche soggetto fotografico si faccia vivo. La vostra semi-invisibilita' andra' rapidamente a quel paese, se nel casotto entera' una delle figure piu' classiche della fotografia naturalistica: l'
esperto locale. In un posto come Singapore, l'esperto locale non e' necessariamente singaporiano, puo' essere uno straniero - spesso britannico - che ha trascorso qualche decina d'anni a Singapore e che ancora ci vive, o ci torna ogni tanto. L'esperto conosce tutti gli uccelli del continente (
niente doppi sensi, please), conosce tutti i richiami, ha scattato foto eccezionali tra dieci e vent'anni fa, e ha sempre un rumoroso codazzo di appassionati (se suoi o dell'ornitologia non si sa) che pendono dalle sue labbra in attesa di una perla di saggezza; per qualche inspiegabile motivo, la comitiva dell'esperto locale produce rumore sufficiente per far allontanare precisamente gli animali che state per fotografare voi, che siete in vigile attesa nella stessa posizione da mezz'ora. Quando finalmente l'esperto locale e la sua comitiva se ne vanno altrove, non ci sono animali in un raggio di centinaia di metri.
Grazie, esperto locale, per la tua collaborazione!
Tags: animali, birdwatching, foto, fotografia, Singapore

Un
martin pescatore dal becco di cicogna (Pelargopsis capensis) fotografato al parco cittadino di Pasis Ris, a Singapore, al limite della foresta di mangrovie.
Il martin pescatore dal becco di cicogna e' una specie molto comune in Asia e non e' a rischio d'estinzione. Comune o meno, e' uno dei volatili piu' colorati visibili qui a Singapore, e come tale meriterebbe un album fotografico personale.
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Il Sungei Buloh Wetland Reserve si trova a Singapore, a nord-ovest nell'isola, ed e' uno delle aree migliori per
birdwatching e fotografia naturalistica a Singapore. Non facilissimo da raggiungere, si scende con la MRT (Mass Rapid Transport, la metropolitana) a Kranji, poi si prende il bus 925, oppure ci si arriva con uno dei 25.000
taxi di Singapore. L'ingresso al parco e' libero durante la settimana, costa invece un dollaro (mezzo euro) la domenica. Il parco e' ben organizzato, con decine di punti d'osservazione (cabine al livello del terreno o sopraelevate, piu' alcuni pannelli piazzati strategicamente per evitare di spaventare gli animali). Molti uccelli migratori si fermano al parco, che ospita anche, tra gli altri, lontre e varani.

Nella foto, tre lontre fotografate a Sungei Buloh.
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Legoland, Windsor, Inghilterra. Uno dei falchi presenti vicino al castello (di Legoland, non di Windsor).
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Sara' anche questa una
Rondine del Pacifico, o sara' una rondine senza denominazioni particolari? Meno colorata dell'
altra, questa non voleva saperne di mettersi in posa per farsi fotografare, sono stati necessari un'esposizione di 1/1600 di secondo con diaframma 9 e sensibilita' 800 ISO per riuscire (quasi) a fermare la rondine in volo.
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Nuova visita alle isole St.John, Lazarus e Kusu,
giorni fa, con l'obiettivo dichiarato di scattare altre foto ai
rapaci (forse aquile) che nidificano a Lazarus Island. Contrariamente al programma, mi sono ritrovato sotto il sole equatoriale a fotografare alcuni esemplari di rondine che intorno al secondo molo di Kusu Island. Si trattava di rondini del Pacifico, o "rondini di collina" (
Hirundo tahitica). Preferisco il primo nome, perche' sul Pacifico le ho viste, mentre mi sembravano restie ad avvicinarsi all'unica collina dei dintorni (a Lazarus), dalla quale i soliti rapaci non identificati hanno preferito non alzarsi e, probabilmente, hanno passato il pomeriggio sorseggiando un bel
daiquiri. Questa e' una delle poche immagini in cui questi pennuti siano risultati inquadrati, a fuoco e non mossi: mica facile, fotografare dei volatili che cambiano direzione con la rapidita' di
Galderisi!
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Visita al
Centro cicogne e anatidi LIPU di Racconigi (CN) in compagnia del fotografo naturalista
Daniele Garbo.
Fotografare animali in liberta' (per esempio lungo il Chattahoochee River vicino ad Atlanta, o sulle
isole Kusu e St.John a Singapore) e' fonte di soddisfazioni. D'altro canto, osservare e fotografare animali in un centro della LIPU o di organizzazioni simili e' piu' pratico e permette di produrre immagini migliori senza dover "investire" tanto tempo durante un viaggio.
La parola ai lettori: meglio fotografare animali in liberta' o in una struttura organizzata (come per esempio un centro LIPU)?
Tags: animali, birdwatching, foto, Piemonte
Aquila? Falco? Chi sa, parli!
Fotografato a
Kusu Island, isola a sud di Singapore. C'erano sei esemplari simili che volavano sopra il breve tratto di mare tra Kusu Island e St.John's Island. Non ho identificato il volatile. A Singapore e' presente un tipo di aquila, la
White-bellied Fish Eagle, nota anche come
White-bellied Sea Eagle (
Haliaeetus leucogaster), che pero' ha colori lievemente differenti dall'esemplare che ho fotografato, che aveva livrea marrone rossiccio nell'area superiore delle ali, testa e parte anteriore del petto di colore bianco. Il becco, soprattutto, sembra differente da quello dell'
aquila di mare dal ventre bianco.
Aggiornamento 12 maggio 2009: si tratta di un
Haliastur indus, o nibbio bramino, in inglese
Brahminy Kite o Red-backed Sea-eagle.
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