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Blog, argomento: cina 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento cina

Il turismo come arma, prima parte: Cina e Filippine

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23-10-2014 alle 03:35 | 1 commenti  | Permalink
Come riportato dalla BBC e da altre fonti, il numero di turisti cinesi in visita nelle Filippine e' crollato da settembre 2014 a oggi. L'isola di Borecay e' passata da 18.479 turisti cinesi in agosto a meno di 7.000 in settembre, e la situazione in ottobre non sembra migliorare, nonostante la prima settimana di questo mese rappresenti uno dei periodi di punta per il turismo cinese verso l'estero. La linea aerea filippina Cebu Pacific ha avuto circa 24.000 disdette dalla Cina, corrispondenti a 149 voli, per il periodo tra settembre e dicembre 2014.

La causa? Un ...

Tags: Asia, Cina, industria del turismo, politica

Invito taiwanese ai turisti cinesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14-10-2014 alle 15:26 | 1 commenti  | Permalink
I misfatti del Partito Comunista cineseA Yehliu (costa settentrionale di Taiwan), vicino all'ingresso dello Yehliu Geopark, ci sono dei volontari. Hanno cartelli appesi al collo, e altri due fissati a dei cavalletti. Ci sono tanti turisti provenienti dalla Cina, ed e' a loro che i volontari rivolgono l'attenzione: spiegano - a parole e coi loro cartelli - che il Partito ...

Tags: Cina, politica, Taiwan

Comprare denaro al supermercato: ghost money

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-09-2012 alle 23:55 | 1 commenti  | Permalink
"Ghost money" visto in un supermercato vietnamita di Feltham, Inghilterra.

Il denaro fantasma


In Cina, a Taiwan, in Vietnam e in altre parti dell'Asia si usa bruciare denaro finto, "denaro fantasma" (ghost money) in funzione di offerta per gli spiriti dei defunti, per gli dei, e anche solo per propiziare buoni affari. Il "denaro fantasma" viene bruciato sia in bracieri rituali finemente decorati, sia in bidoni lungo la strada, sia in grandi fornaci, soprattutto nei templi maggiori, come e' capitato di fare al sottoscritto, anni fa, in un tempio nella parte meridionale di Taiwan.


Tags: Cina, foto, tradizioni

Capodanno cinese a Chinatown, Londra

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05-02-2011 alle 16:29 | 0 commenti  | Permalink
Chinatown, Londra
Decorazioni per il capodanno cinese in Lisle Street, tra Gerrard Street (la via principale di Chinatown) e Leicester Square, a Londra, febbraio 2011.

Tags: capodanno cinese, Cina, foto, Londra e dintorni, tradizioni

Iniziare a studiare il cinese: i pronomi cinesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12-03-2010 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
A Singapore la lingua ufficiale e' l'inglese, ma i singaporiani d'etnia cinese - e i cinesi di recente immigrazione - sono tanti, e non tutti parlano bene l'inglese come il Ministro Mentore Lee Kwan Yew, che ha studiato a Cambridge. Imparare il cinese mandarino sarebbe quindi utile, ma e' pratica poco usuale, per gli expat occidentali residenti a Singapore: per ora ne ho incontrato uno solo che si sia preso la briga di studiare il cinese, arrivando a parlarlo bene: un giovane americano del Minnesota che ha lavorato per anni in Cina e ha sposato una ragazza cinese.

Dovrei iniziare a studiare il cinese. Cinese Mandarino, che si usa in Cina, a Taiwan e nella maggior parte della "terza Cina" (la Cina senza confini degli emigrati cinesi). Il cinese, poi, e' in Asia quel che e' l'inglese nel mondo occidentale: una lingua-ponte utilizzabile in molte Nazioni, quasi un esperanto, di cui tutti conoscono almeno alcune parole. Per dire, fu grazie alla sua conoscenza del cinese che Tiziano Terzani si salvo' da un plotone d'esecuzione in Cambogia, negli anni '70.

Quindi dovrei iniziare a studiare il cinese. Alcune cose che so del cinese (mandarino), e che potrebbero rivelarsi inesatte in futuro:
- Non c'e' distinzione di genere maschile/femminile;
- Non c'e' distinzione singolare/plurale;
- Esistono quattro tipi di accento, e il significato di una parola cambia completamente a seconda dell'accento;
- I verbi non hanno tempi: in cinese non si dice "io mangio/io mangero'/io ho mangiato", ma (con parole cinesi) "io mangio oggi/io mangio domani/io mangio ieri".
Ripeto, queste sono cose che ho sentito dire varie volte, chi conosce la lingua cinese e' invitato a lasciare un commento al fondo di questa pagina, per confermare o smentire queste regole.

Per il momento...

Tags: Cina, lingue, Singapore

Capodanno cinese, si chiude per ferie

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12-02-2010 alle 16:27 | 0 commenti  | Permalink
No, non ViaggiareLeggeri, noi non chiudiamo: Emilio, la nostra scimmia ammaestrata, continuera' a vegliare sulle infiltrazioni pubblicitarie nel forum, badando al contempo a mantenere in funzione i server di ViaggiareLeggeri correndo nella sua gabbietta a ruota. Chiamatelo Emilio la cricetoscimmia

E' Singapore che chiude per ferie. E' arrivato il Capodanno cinese. Gong Xi Fa Cai a tutti. Che poi, in italiano, significa pressapoco "che il nuovo anno possa portarti tanto benessere e soldi, soprattutto tanti soldi". Per chi e' curioso, l'anno in cui stiamo per entrare e' quello della tigre.

Oggi, durante la pausa pranzo, sono stato a Funan Centre, probabilmente il secondo piu' importante centro commerciale di Singapore per quanto riguarda l'informatica. E ho trovato vari negozi che erano gia' chiusi per il capodanno cinese (domani sera, 13 febbraio 2010)(ricordatevi: e' una festa mobile, non capita tutti gli anni lo stesso giorno).
Questa sera, dopo il lavoro, sono andato a Sim Lim Square ("SLS"), senza dubbio il PRIMO centro commerciale per l'informatica, e la sensazione era quella di essere in Italia il 31 dicembre: negozi con le serrande semiabbassate, commessi molto piu' allegri del solito, gente che gira con giganteschi piatti pieni di mandarini e aranci, frutti-simbolo del Capodanno. Sconsiglio a chiunque di iniziare un progetto di informatica fai-da-te subito prima del capodanno cinese: alcuni negozi chiudono dopo pranzo, altri alle sei di sera, altri alle sette, altri ancora probabilmente non hanno neppure aperto, oggi. Due miei colleghi d'ufficio malesi - d'etnia cinese - sono tornati in Malesia per questa festivita', ieri, uno in pullman e uno in aereo. A me manca un po' la neve, per sentire aria di fine anno, e' dura che nevichi, con 32 gradi.

L'ufficio in cui lavoro riapre mercoledi'. Io sono alle prese col progetto di cui sopra, a cui si aggiungono, nella lista degli impegni, la ricerca di un regalo per la mia dolce meta' per San Valentino (la rituale spiegazione che "non credo alle feste comandate, tipo San Valentino, i regali li faccio quando mi sento" si infrange contro la rituale risposta ...

Tags: capodanno cinese, Cina, feste, Singapore

La globalizzazione delle feste: Capodanno cinese a Voghera?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08-12-2009 alle 09:00 | 0 commenti  | Permalink
Una collega statunitense mi ha chiesto via email, giorni fa
This may be a "blonde" question... but do they celebrate Christmas in Singapore?

Beh, non era una domanda da "oca bionda". Non si sa mai, chi celebra cosa, e quando. E dove.

Singapore non e' solo il paradiso dello shopping, in cui ogni occasione e' buona per andare a far compere. Singapore e' anche, in piccolo, molto simile agli Stati Uniti per quanto riguarda il mix etnico che vi si trova: e' un melting pot, come gli USA. E forse anche di piu': a Singapore si celebrano feste cristiane, musulmane, buddiste, taoiste, indu', anche se non in tutte queste festivita' si sta a casa dal lavoro (oggi, 8 dicembre, si lavora). Le festivita' religiose, a Singapore, sono quasi sempre sfruttate come opportunita' per addobbare le centinaia di centri commerciali e per organizzare vendite speciali, saldi, offerte, lanci di nuovi prodotti.

Non che Singapore sia unica in questo, tutt'altro. La maggior parte delle Nazioni piu' avanzate, il "primo mondo", o il "Nord Ovest" del mondo, presentano situazioni simili: un mercato globalizzato richiede ai cittadini di essere consumatori, e di consumare parecchio; meglio se fanno spese tutti i giorni. Le festivita' cascano a fagiolo: danno ai consumatori un motivo per fare acquisti.

Le celebrazioni per Halloween non erano probabilmente viste di buon occhio, al tempo dell'Impero Romano: facile immaginare un senatore togato gridare "E' una degenerazione nordico-pagana da stroncare!". Se quel senatore romano vivesse al giorno d'oggi, a meta' novembre si ritroverebbe in coda alla cassa di in supermercato con il carrello pieno di stronzate regali e regalini per i figli suoi e per quelli degli amici.

Halloween si e' diffuso dal nord Europa negli USA, e da li' nel resto del mondo (grazie anche a John Carpenter). Ha raggiunto anche l'Asia, ovviamente, e l'Asia - la Cina, in particolare - finira' col ricambiare il favore. Sempre piu' persone vengono a contatto con la cultura cinese; gli immigrati cinesi in Europa e negli USA aumentano, si integrano... e quando un bambino italiano vede che il suo compagno di banco cinese partecipa a feste e riceve regali alla fine di gennaio, ogni anno, non ci vuole molto perche' dica "Papa', mamma, anch'io!"....

Tags: capodanno cinese, Cina, feste, globalizzazione, visioni e previsioni

Qualcuno dica agli americani che Singapore non e' in Cina

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12-06-2009 alle 05:51 | 0 commenti  | Permalink
Conosco statunitensi che parlano il cinese mandarino. Ho un collega ad Atlanta, un cajun nato in Louisiana, che sta imparando l'italiano. E ci sono tanti militari statunitensi si trovano a passare mesi o anni all'estero, e che anziche' sognare di tornare a casa, imparano a conoscere e ad apprezzare le Nazioni che li ospitano. Ci sono, infine, tanti statunitensi che sviluppano e poi coltivano una passione per una particolare nazione (un film che ne parla e' il bel All American Boys di Peter Yates).

E poi ci sono gli altri.

Quelli che, quando gli dici che il territorio italiano e' per la maggior parte montuoso e collinare, ti guardano come guarderebbero Pinocchio. Per loro l'Italia e' fatta di villaggi sul mare.
Quelli che, quando vanno in vacanza in Europa, dedicano solo un giorno a Firenze, uno a Venezia e uno a Roma, subito dopo i tre giorni che passano a Parigi e i cinque che trascorrono tra un'isola greca e l'altra. Ma li capisco: raggiungere l'Europa costa, e la tabella di marcia risulta per forza intensa.
Quelli che, di fronte alla sfinge di Giza, commentano "E' una copia di quella di Las Vegas?".

Succede, e lo capisco. Non tutti conoscono la storia, o la geografia.

Quello che capisco meno e' come facciano, molti statunitensi, a non sapere che Singapore non e' in Cina. Singapore dista duemilacinquecento chilometri dalla Cina, non e' mai stata parte della Cina, non e' mai stata legata politicamente alla Cina. Eppure, per l'Internal Revenue Service statunitense (IRS), Singapore e' in Cina, tant'e' che il minuscolo rimborso delle tasse che ho versato all'IRS nel 2008 e' stato mandato al mio indirizzo a "Singapore, Cina". Se quella busta riuscira' a raggiungere Singapore, sara' un miracolo.

Tags: Cina, geografia, Singapore, Stati Uniti

Equivoci linguistici taiwanesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11-06-2009 alle 04:20 | 0 commenti  | Permalink
Una decina di giorni fa ho scattato questa foto vicino a Hualian, sulla costa orientale di Taiwan. Non parlo il cinese, ne' cantonese ne' mandarino, e non leggo il cinese, ne' tradizionale ne' semplificato, ragion per cui, quando ho voluto scoprire il significato della scritta che compare in questa foto, ho dovuto chiedere a due conoscenti che parlano e leggono il cinese (e che sono di etnia cinese).

telefono pubblico a Hualien, Taiwan
A Taiwan si parla il cinese mandarino e si scrive in cinese tradizionale. Le due persone a cui ho chiesto di tradurre la frase vicina al numero di telefono mi hanno fornito queste versioni:

- "Connessione diretta garantita"
- "Noi teniamo pulite le tubature del vostro bagno"

C'e' qualche lieve differenza d'interpretazione, come vedete.

La frase si pronuncia "bao ning tong", pare. Se leggete il cinese, inserite un commento (in basso in questa pagina) e fateci sapere come interpretate questa frase.


Tags: Cina, foto Taiwan, lingue, Taiwan

Mangiare cinese: hot pot, steamboat

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-04-2009 alle 17:55 | 0 commenti  | Permalink
In Cina, a Singapore e negli altri Paesi con un alto numero di cittadini d'etnia cinese e' popolare la cucina hot pot o steamboat. Praticamente una fonduta con carne. Al centro della tavola un pentolone, tenuto in ebollizione da una fiamma a gas. Nel calderone c'e' un brodo che puo' essere al peperoncino, quindi molto piccante, o vegetale o al pollo, quindi piu' sopportabile. Pentolone per cucina hot pot, ristorante su Beach Road a Singapore
Si puo' anche avere un pentolone con un divisore verticale, in modo da avere meta' brodo piccante, meta' normale. Nel brodo vengono immersi e cotti a bagnomaria carne, gamberi, frutti di mare, pesce, involtini, funghi, tofu, uova, vegetali a foglia larga... un po' di tutto. Non formaggio ne' olio, pero', e questo rende la fonduta cinese piu' leggera di altre, per esempio di quelle alpine con elevate dosi di formaggio. Della bagna cauda piemontese parleremo un'altra volta...

Lungo Beach Road, a Singapore, ci sono tre ristoranti, quasi di fronte alle Shaw Towers, che sono specializzati nell'hot pot. Uno vicino all'altro, con i tavoli che quasi si mischiano, c'e' sempre coda, di sera. Decine e decine di clienti, pochi occidentali, pochi malay, si mangia tanto e a prezzi ragionevoli: cena a buffet (eat-as-much-as-you-can) per due, con tre birre Tiger da 66cl, per un totale di 35 dollari singaporiani, circa 18 euro. Il calore proveniente dal pentolone, quello del cibo ingoiato, quello del clima, il tutto contribuisce a sudare come in una sauna. Ci credo, che sono magri a Singapore!

E non ero l'unico a fotografare quel che avevo nel piatto... come leggerete nel prossimo articolo del blog.

Tags: Cina, foto, mangiare, ristoranti, Singapore

Il Sun Yat Sen Memorial di Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-03-2009 alle 10:30 | 0 commenti  | Permalink
Il Sun Yat Sen Memorial di Singapore
Il dottor Sun Yat Sen e' considerato il padre della Cina moderna, e anche i cinesi nazionalisti lo considerano il padre della patria (Taiwan, nel loro caso). L'iscrizione di fronte al memoriale, "Un uomo ha cambiato la Cina, (ed e') il Dottor Sun Yat Sen", sembra quasi sminuire le capacita' del Dottore, adorato dai cinesi della diaspora ovunque, nel mondo.

Tags: Cina, edifici, musei, personaggi, Singapore

Capodanno cinese a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26-01-2009 alle 09:15 | 0 commenti  | Permalink

Siamo entrati nell'Anno del Bue. La sera del 25 gennaio 2009 si e' celebrato in Cina e presso le comunita' cinesi sparse per il mondo il Capodanno cinese. Capodanno lunare cinese, per la precisione: le celebrazioni iniziano il primo giorno del primo mese lunare, e si concludono il quindicesimo giorno con il Festa delle Lanterne.

Le strade della Chinatown di Singapore sono state invase di gente. Ho visto famiglie che facevano la conga in mezzo alla folla: bambini che seguivano altri bambini tenendo le mani sulle spalle di chi li precedeva, per non perdersi. Agli amici cinesi ho preparato una bustina rossa con una cifra simbolica (uno, due, dieci dollari) come buon auspicio per il nuovo anno. Abbiamo mangiato in un ristorante di Chinatown, cena abbondante (anche perche' eravamo in tre e i menu' di capodanno avevano solo prezzi e porzioni per quattro. A parte la birra, i gamberi alla crema e il dolce, c'erano peperoncini assassini dappertutto: uno si adegua in occasioni speciali, ma - come ha detto Dan, un nostro ospite inglese - mangiare cosi' piccante ti fa starnutire dalle orecchie. A cena finita, e dopo una discussione con il ristoratore che voleva farci pagare anche gli involtini che non ci erano stati portati, ci siamo ributtati nella folla e abbiamo raggiunto New Bridge Road, chiusa al traffico, per assistere alle celebrazioni con artisti; verso le undici di sera, dopo venti minuti schiacciati nella folla, con 50% del campo visivo occupato da alcuni gabinetti portatili, siamo andati a seguire il resto della serata in tv. Una buona parte degli stranieri presenti a Singaproe (tutti gli occidentali e tanti indiani, indonesiani, malesi) erano a Chinatown, tanto che le facce cinesi in giro erano una minoranza. Ci vuol poco ad intuire che il Capodanno cinese sara' la prossima festa locale che diventera' globale: e' gia' successo ad Halloween - festa nordeuropea prima, poi statunitense, poi rivenduta al resto del mondo - una trentina d'anni fa, e sara' ancora piu' facile ora, con la presenza di vaste comunita' cinesi nelle maggiori citta' italiane. Non crederete che i vostri bambini, vedendo le mamme dei loro compagni di scuola cinesi che preparano feste e regali a fine gennaio, restino ad osservare senza pensare "Hey, e' da un mese che non ricevo regali!"?

Gong xi fa cai a tutti. E attenti ai cibi piccanti.

Tags: capodanno cinese, Cina, foto, Singapore, vivere a Singapore

Dal 4 luglio e' piu' facile visitare Taiwan

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24-06-2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Il governo cinese e quello taiwanese hanno raggiunto un accordo per facilitare i viaggi dalla Cina a Taiwan. Il 4 luglio 2008 verra' inaugurata una serie di voli che saranno operativi solo dal venerdi' al lunedi' dalle citta' cinesi di Beijing, Shanghai, Guangzhou, Xiamen e Nanjing verso gli aeroporti taiwanesi di Taipei, Taoyuan, Kaohsiung, Taichung, Penghu, Hualien, Kinmen e Taitung. L'intero programma comprende 36 voli andata e ritorno dalla Cina a Taiwan.

Fino a questo accordo, per raggiungere Taiwan dalla Cina era necessario fare scalo a Hong Kong.

Ricordiamo che l'aeroporto piu' comodo per raggiungere la capitale Taipei e' il Taipei Song Shan Airport; arrivare al Taoyuan International Airport (Chiang Kai Shek Airport) comporta un tragitto di poco inferiore ad un'ora per raggiungere il centro di Taipei.

Nel parco di Wu Ling Farm L'accordo e' stato raggiunto il 16 giugno 2008, e promette di portare a Taiwan molti piu' turisti di quanti non vi arrivino ora.
Taiwan e' un'isola con un numero estremamente basso di turisti, se rapportato alle bellezze naturali (montagne per le capre come me, oceano per i surfisti), artistiche (una grande collezione di oggetti antichi cinesi e' conservata nel National Palace Museum, per citare un museo che da solo vale una visita a Taiwan), religiose (i templi buddisti nelle foreste al centro dell'isola) e alimentari dell'isola (visitate un mercato del pesce...). Per tacere del piacere che proverebbero i tecnologici nell'acquistare una scheda SD da 4Gb a meno di dodici euro, o un Acer EeePc a meno di 200 euro...

Interessante notare come il governo cinese, discutendo con quello taiwanese, ne abbia di fatto riconosciuto il diritto a rappresentare Taiwan, che non e' piu' quindi una "provincia ribelle". Speriamo continui, la normalizzazione dei rapporti tra ROC e PROC!

Tags: aviazione, Cina, linee aeree, musei, Taiwan

Taiwan o Cina? Chi controlla i passaporti ne sa meno dei passeggeri

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04-06-2008 alle 08:00 | 2 commenti  | Permalink
Passaporti cinese e taiwanese a confrontoAeroporto di Malpensa, conversazione tra un passeggero e sua moglie, in transito dalla Grecia in direzione Londra, e due addette al controllo passaporti, che non indossavano la divisa di nessuna forza di polizia.

Impiegata 1: La signora e' sua moglie?
Passeggero: Si'.
Impiegata 1: Cittadinanza?
Passeggero: Taiwanese.
Impiegata 1: Il passaporto pero' e' stato emesso in Cina.
Passeggero: No, e' stato emesso a Taiwan.
Impiegata 1: Pero' dice "Republic Of China".
Passeggero: E' stato emesso a Taiwan. "Republic Of China" e' il nome ufficiale di Taiwan
Impiegata 1: Ma dice Cina.
Passeggero: Non dice Cina. Dice "Republic Of China", che e' il nome di Taiwan.
Impiegata 1: Ma perche' scrivono Cina?
Impiegata 2: Ho letto che Taiwan fa parte della Cina.
Passeggero: Non e' cosi'. Taiwan e' separata dalla Cina, ha il suo presidente, il suo governo, il suo esercito, le sue tasse, tutto separato dalla Cina.
Impiegata 1: Pero' il passaporto dice "Republic Of China"!
Passeggero: Allora ... durante e dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in Cina avvenne una guerra civile. Da una parte le forze comuniste di Mao, dall'altra quelle nazionaliste di Chiang Kai-shek. Tra la fine della guerra e il 1949, sia la Cina che Taiwan erano parte della "Republic Of China", sotto il controllo del partito di Chiang Kai-Shek, il Kuomintang. Nel 1949, Mao e il partito comunista cinese sconfissero i nazionalisti di Chiang Kai-shek, che si ritirarono sull'isola di Taiwan; i comunisti proclamarono la "People's Republic Of China" in Cina, mentre i nazionalisti, a Taiwan, continuarono ad essere sotto il nome "Republic Of China".
Impiegata 1: Studiato, eh?
Passeggero: La storia di Taiwan e' interessante... non solo per motivi di famiglia.
Impiegata 1: Quindi Taiwan e' parte della Cina...
Passeggero: COSA???
Impiegata 2: Allora e' la Cina ad essere governata da Taiwan?
Passeggero: .............. (sconsolato)
Moglie del passeggero: Why is it taking so long? [traduzione: Come mai ci vuole cosi' tanto tempo (per passare il controllo)?]
Passeggero: Because they do not know what Taiwan is [traduzione: Perche' non sanno cosa sia Taiwan]
Moglie del passeggero: And you really think you can teach them that in five minutes? [traduzione: E pensi davvero di poterglielo spiegare in cinque minuti?]
Passeggero: No...
Impiegata 2: Prego ... (dopo aver visto la coda che si e' formata, lasciano passare passeggero e consorte).

Tags: aeroporti, Cina, passaporto, politica, Taiwan

Piccoli consigli per un viaggio a Hong Kong

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29-08-2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Hong Kong ha cessato di essere territorio britannico nel 1997, ma non e' ancora Cina: e' invece una Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese, e mantiene differenze sostanziali rispetto alla Cina, non ultima la lingua scritta (il cinese tradizionale, mentre in Cina si usa quello semplificato).
Hong Kong di notte, vista dalla collina che la sovrasta

Se decidete di visitare Hong Kong, e' consigliata una salita sulla collina che sovrasta la citta', di sera, con il tram a cremagliera (la "dentiera", come quella che porta a Superga). Arrivata in cima, vedrete un panorama notturno che e' pari, se non migliore, a citta' piu' note per la propria skyline, come New York: i grattacieli del centro sono alti, colorati e spettacolari. E c'e' un negozio legato al museo di Madame Tussaud, in cima, che potrebbe avere qualcosa di interessante...

Girate coi mezzi pubblici, ma non dimenticate i taxi: i tassisti parlano inglese come e meglio di noi italiani, e se trovate un tassista di cui sentite di potervi fidare, vi fara' guadagnare tempo rispetto ai mezzi pubblici.

Andate all'ippodromo. Sembra un idea del cavolo (le corse dei cavalli possono non interessare a molti), ma la scenografia, il pubblico, le scommesse e ... anche le corse, sono cose da ricordare, dopo averle viste. Attenzione all'afa, pero': il clima, a Hong Kong, e' molto umido e vi ritroverete stanchi anche senza aver fatto molto.

Per mangiare, se l'avventura e' il vostro forte, lasciate le strade principali e spostatevi su strade parallele a quelle in cui sono negozi e ristoranti principali: troverete cibi piu' veri (non versioni preparate per i turisti) e ambienti piu' caratteristici. Questo consiglio vale ovunque, a Hong Kong come a Roma o a Parigi. Ma badate: spesso siamo cosi' abituati alla cucina cinese di casa nostra che l'incontro con quella "vera" ci puo' deludere. Nel caso, sappiate che il fido baluardo dell'alta cucina occidentale, McDonald's, e' presente ovunque.


Tags: Asia, Cina, destinazioni

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