Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: cinema 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento cinema

Hey, questo film muto e' senza parole!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/01/2012 alle 10:15 | 2 commenti  | Permalink
Hey, questo film muto e' senza parole!
Se credete al detto "il cliente ha sempre ragione", ecco una notizia su cui riflettere. "The Artist" e' il film-fenomeno del momento, a Londra. E' francese, e' in bianco e nero, e' un film muto, ed e' delizioso. E a quanto pare ci sono stati spettatori che, uscendo dal cinema, hanno chiesto di essere rimborsati perche' il film era senza dialoghi.

Tags: cartoline, castronerie, cinema, vivere in Inghilterra

Coriolano, Hatton Cross, Piccadilly Line

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/01/2012 alle 19:53 | 0 commenti  | Permalink
Coriolano, Hatton Cross, Piccadilly Line
Un manifesto di Coriolanus, con Ralph Fiennes, Vanessa Redgrave, Gerald Butler.

Stazione di Hatton Cross, Piccadilly Line, in attesa di un treno verso il Terminale Cinque. Vanno tutti verso il Quattro, stasera.

Tags: cartoline, cinema, Londra e dintorni, trasporti pubblici

Inquietanti presenze a Stonehenge

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/06/2011 alle 23:21 | 1 commenti  | Permalink
Stonehenge, solstizio d'estate 2011. Da destra a sinistra: V, dal film V per Vendetta; Frank, il coniglio gigante di Donnie Darko; un tizio barcollante, forse per un problema ad un piede, forse per le tante nubi di marijuana che aleggiavano oggi su Stonehenge.
Tre inquietanti presenze


Tags: cinema, foto, Gran Bretagna

Dalla Cina con furore (ma e' Taiwan)

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/04/2011 alle 13:12 | 0 commenti  | Permalink
Un cartellone per il vecchio Dalla Cina Con Furore
Cartellone pubblicitario del film "Fist of Fury" (Dalla Cina Con Furore), con Bruce Lee. Visto e fotografato in un villaggio rurale a Taiwan, vicino ad un teatro/cinema storico.



Tags: cinema, foto Taiwan, Taiwan

Scompare Barbara Billingsley, passeggera-interprete

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/10/2010 alle 13:00 | 0 commenti  | Permalink
Barbara Billingsley, nata il 22 decembre 1915, e' deceduta il 16 ottobre 2010. Attrice, era stata tra i protagonisti della sitcom Leave it to Beaver ("Il carissimo Billy" in Italia), prodotta tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta. Divenne nota agli spettatori statunitensi come la perfetta mamma, madre di famiglia e casalinga di classe, e venne poi scelta, nel 1980, per un ruolo nel film Airplane! ("L'aereo piu' pazzo del mondo"), ed e' per questo che oggi parliamo di lei.

Nel film, Barbara Billingsley interpreto' la passeggera che si offre di tradurre cio' che due passeggeri afroamericani stanno cercando di spiegare ad un'assistente di volo. Il contrasto tra il suo precedente ruolo di mamma perfetta e quello di jive talking lady (signora che parla slang afroamericano) e' uno dei motivi per cui la scena in cui compariva in "Airplane!" faceva ridere. Eccola, seguita dalla trascrizione del dialogo:



Assistente di volo: Can I get you something?
Primo passeggero: 'S'mofo butter layin' me to da' BONE! Jackin' me up... tight me!
Assistente di volo: I'm sorry, I don't understand.
Secondo passeggero: Cutty say 'e can't HANG!
Signora: Oh stewardess! I speak jive.
Assistente di volo: Oh, good.
Signora: He said that he's in great pain and he wants to know if you can help him.
Assistente di volo: All right. Would you tell him to just relax and I'll be back as soon as I can with some medicine?
Signora: [al primo passeggero] Jus' hang loose, blood. She gonna catch ya up on da' rebound on da' med side.
Primo passeggero: What it is, big mama? My mama no raise no dummies. I dug her rap!
Signora: Cut me some slack, Jack! Chump don' want no help, chump don't GET da' help!
Secondo passeggero: Say 'e can't hang, say seven up!
Signora: Jive ass dude don't got no brains anyhow! Hmmph!

Se il video e la trascrizione in puro jive vi sono risultati indigesti, godetevi la versione italiana, in cui la signora e i due passeggeri parlano ... napoletano:



Tags: aviazione, cinema, umorismo

Pensierini: cinema taiwanese, NFL, photo workflow, Passengers, decadimento diapositive, Linux

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/01/2010 alle 04:31 | 0 commenti  | Permalink
Poca voglia di scrivere, ieri. Capita. E oggi non e' che ce ne sia molta di piu': dovrei pubblicare foto della Val d'Aosta recentemente visitata, elaborare quello che ho scritto sui posti da visitare in Georgia, scrivere della visita al giardino ornitologico di Jurong, e non ho ancora finito di raccontare com'e' finito il viaggio a Taiwan del maggio 2009 (per non parlare di quello dell'ottobre 2009). Ecco quindi alcuni pensierini sparsi del lunedi' mattina.

Per cominciare, un aggiornamento sul sito: ho aggiunto una pagina che elenca tutti gli articoli pubblicati nel blog nei cinque anni trascorsi da quando e' online. La pagina e' visibile cliccando nel menu' in alto su Blog, poi su Tutti gli articoli.

Per chi e' in viaggio negli USA ha un televisore e apprezza gli sport statunitensi: i playoff della NFL ci hanno regalato un atleta quarantenne di successo, Brett Favre. Non perdetevi quelli che potrebbero essere i suoi ultimi incontri: l'incontro dei Minnesota Vikings con i New Orleans Saints, sabato prossimo, e - in caso di vittoria - il Superbowl. Che un quarantenne non solo sopravviva, ma addirittura prosperi, in uno sport dove domina il contatto fisico, e dove difensori da centodieci chili ti si scagliano addosso a velocita' da centometrista, e' ancora piu' rilevante: a golf e a scacchi non si gioca con l'elmetto.

Aviazione e cinema: Passengers e' un film del 2008 che ho visto ieri in tv. Parla di un disastro aereo e di recupero post-traumatico, di vita e di morte. Ha alcuni momenti toccanti, e gli interpreti (Anne Hathaway e Patrick Wilson e, in un ruolo minaccioso ma enigmatico, David Morse) sono convincenti e rendono difficile distrarsi o cambiare canale, anche se avete una curva dell'attenzione che crolla dopo cinque minuti.

Fuori dalla finestra vedo il cantiere del nuovo casino' di Marina Bay, Singapore. Enorme, dovrebbe essere completato entro la fine di aprile 2010, anche se, guardandolo, e' difficile credere che possa essere pronto in meno di un paio d'anni. E non basta: sull'isola di Sentosa e' in costruzione un altro casino'. Singapore vuole diventare la mecca asiatica del giocatori d'azzardo, oltre ad essere un centro finanziario e medico.

Sabato ho visto al cinema il film taiwanese Not Without You, interessante per chi ama Taiwan e per chi voglia vedere immagini cinematografiche diverse dalle solite New York/Londra//Los Angeles. Un padre, Li Wu Hsiung, vive con la figlia di sette anni in una baracca galleggiante nel porto di Kaohsiung, e campa con pericolosi lavori da poco (ma pericolosi: s'immerge nelle acque del porto per fare manutenzione subacquea). Quando cerca di iscrivere la figlia a scuola, sotto la pressione degli assistenti sociali, Li scopre di non esserne il tutore legale, e inizia la odissea contro la burocrazia. Il regista evita i sentimentalismi, i personaggi non manifestano quasi mai in modo plateale le loro emozioni. "Not Without You" (Bu neng mei you ni), anche noto col titolo spagnolo "No puedo vivir sin ti", e' il candidato taiwanese all'Oscar 2010 come miglior film in lingua straniera.

Alcune note informatiche:

- Firefox era il browser piu' adatto per testare pagine web: se c'era un tag HTML fuori posto, la pagina collassava; Internet Explorer, invece, digeriva di tutto e mostrava anche pagine malformate. Ora la situazione si e' invertita, e Firefox e' diventato piu' tollerante verso gli errori di programmazione, mentre Explorer e' ora piu' sensibile agli errori. MSIE e' ora "il" browser da usare per verificare la solidita' di una pagina.

- Sto preparando una lista di programmi per gestire foto in Linux. Alcuni di quelli che ho provato sono molto sofisticati (RawTherapee, DigiKam), altri fanno una sola cosa e la fanno bene (Rapid Photo Downloader), alcuni hanno interfacce complicate o poco istintive (RawTherapee, The Gimp), altri ancora vanno in crash facilmente (ne parleremo). Ma anche in Windows non e' che le cose vadano meglio, per chi ha pochi soldi da spendere (quindi niente Aperture/Lightroom/Photoshop) e non vuole ricorrere al software taroccato. Paint Shop Pro X2 va frequentemente in crash - su un computer nuovo e con buon hardware - usando la funzione Organizer. Microsoft Live Photo Gallery va in crash, anche se piu' raramente. Forse ho troppe foto.

- Parlando di troppe foto (I), un NAS (Network-Attached Storage) sarebbe la s...

Tags: cinema, football americano, fotografia, Linux, riassunti

In volo verso Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/01/2010 alle 00:32 | 0 commenti  | Permalink
Il Kris-qualcosa si e' guastato. E' il sistema di intrattenimento presente sul volo SQ365 diretto da Roma Fiumicino a Singapore: tutti gli schermi a bordo si sono spenti contemporaneamente, e qualche passeggero paranoico avra' pensato a qualcosa di serio, ad un rischio per la sicurezza. Peggio, invece: staremo senza film per venti minuti, decine di passeggeri viziati e abituati a vedere quel che vogliono quando vogliono, costretti a guardare il panorama, leggere riviste o - orrore! - parlare con i compagni di viaggio.

I venti minuti passano in fretta. Solo milleduecento secondi, quattrocento respiri a diecimilaseicento metri di quota, se fossimo all'aperto a questa quota e a questa velocita' sentiremmo cinquantasette gradi sotto zero. Magari sarebbe il caso d'indossare una felpetta.

Torna Kris-World, e riprendo la visione di Wanted, un film ultraviolento che non consiglierei alle mie fedeli lettrici della Caritas di Settimo Torinese. Gran scelta, piazzare James McAvoy nel ruolo del killer per caso: come disse lui stesso in un'intervista, venne scelto per il suo fisico minuto e sfigato. Anche Angelina Jolie ha un bel ruolo, anche se le parole "come Pamela Anderson" continuano a girarmi in mente: come la bellona di Baywatch, anche la Jolie e' diventata la caricatura di se stessa, e qualsiasi cosa faccia, e' difficile vedere il personaggio che interpreta.
Nel film c'e' anche Morgan Freeman, in un ruolo che avrebbe potuto essere interpretato anche da Samuel Jackson, quindi non memorabile, e Terence Stamp in un ruolo secondario; compare per pochi minuti, ma e' proprio Stamp a colpire per la la sua interpretazione dell'ascetico artigiano fabbricante di proiettili. Se lo incontrassi per strada e improvvisamente Mr. Stamp iniziasse a levitare, non mi stupirei.

Il volo continua. Una cosa curiosa della prima classe e' che appena il tuo bicchiere e' vuoto, una hostess arriva e lo riempie. Dopo il quattro bicchiere di barbera - che ho incredibilmente assorbito senza apparenti conseguenze - ho detto basta, pero'. Non e' difficile capire come ci sia gente che, col flusso continuo di alcool, finisca col dare in escandescenze a bordo, soprattutto quando tale flusso viene interrotto da un'assistente di volo dotata di buon senso.

Sorvoliamo il Pakistan, siamo dalle parti di Karachi. Questo volo e' come una macchina del tempo, siamo partiti a mezzogiorno da Roma e in un attimo e' arrivato il tramonto - sopra il mediterraneo - e la notte. Ora, nel buio della notte pakistana, le luci di Karachi sono numerose e intense come quelle di qualsiasi metropoli occidentale o asiatica: solo, intorno sembra esserci un deserto nero, senza segni di vita.

Ore fa sono stato in bagno. Era occupato, e sono stato in piedi a pochi passi dalla porta, in attesa che si aprisse. Prima che cio' succedesse, e' arrivata un'assistente di volo che mi ha indicato l'altro bagno, uno steward ha sollevato una tenda per farmi passare, una hostess ha aperto la porta del bagno per farmi entrare. Ricordo che nel locale Onanon di Shaftesbury Avenue, a Londra, c'e' anche un inserviente che sporge gli asciugamani ai clienti del locale, e qui manca proprio solo quello. Non so se valga la differenza di prezzo con la classe economica, ma certo fa piacere essere accudito con tutta questa cura.

A terra. Sono le sei e mezza di Singapore, cioe' le undici e mezza di sera in Italia. Mezzo'ora e saremo a casa.

Tags: appunti di viaggio, cinema, Singapore

A Taiwan sulle tracce di Steve McQueen

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/11/2009 alle 07:42 | 0 commenti  | Permalink
Il film "The Sand Peebles" (1966) e' piuttosto noto, ma puo' riservare sorprese interessanti ai viaggiatori, e fornire spunti a chi viaggia in Asia.

In Italia, "The Sand Peebles" venne distribuito col titolo "Quelli della San Pablo", e Steve McQueen ottenne la sua unica candidatura all'Oscar interpretando il protagonista, il marinaio Jack Holman. Il film era ambientato nella Cina del 1926, quindi poco dopo la fine della dinastia Ming e la costituzione della prima Repubblica Cinese (1911). Negli anni Sessanta, pero', lasciar girare ad una corporation statunitense un film in Cina non era tra le priorita' della Rivoluzione Culturale cinese, e la pellicola venne quindi filmata a Taiwan e a Hong Kong (fonte). A Taiwan le riprese ebbero luogo nell'area settentrionale dell'isola, tra le citta' di Taipei e Keelung e il villaggio di Tam Sui.

Steve McQueen causo' qualche problema ai produttori e al regista: da motociclista "serio" qual era (le moto le guidava, non ci si faceva solo fotografare sopra o vicino), si fece mandare una Suzuki T20 - bicilindrica, due tempi, 250cc - per poter girare a Taiwan (fonte). Pare anche che abbia preso parte a sfide in moto con soldati statunitensi di stanza a Taiwan, in puro stile cafe' racer: da un bar all'altro, e chi arriva secondo paga da bere.

Sarei felice di trovare qualche bar o ristorante con foto di McQueen, a Taiwan, e probabilmente la ricerca non andrebbe limitata alla sola area in cui The Sand Peebles venne filmato: viste le buone prestazioni della moto, il ridotto traffico sulle strade taiwanesi (nel 1965), le dimensioni dell'isola (lunga 500 km, larga al massimo 200km, con un'area intorno al 10% di quella dell'Italia), i lunghi mesi di lavorazione del film, e la reputazione di McQueen come fanatico delli motori, pronto a cogliere qualsiasi occasione per fare qualcosa di divertente su due ruote, non mi stupirebbe scoprire che l'attore ha usato l'intero perimetro dell'isola come suo "circuito personale", magari da percorrere in un giorno solo. Piu' facile da dirsi che da farsi, comunque, data la difficolta' di percorrere la costa orientale taiwanese ad alta velocita'.

Ecco quindi un'idea per un viaggio a Taiwan: cercare tracce del passaggio di Steve McQueen - e del resto del cast del film "The Sand Peebles" (compreso Gavin McLeod, il capitano Stubing di "Love Boat - La nave dell'amore") - a Taiwan. Non so se sia merito di McQueen, ma la cultura dei cafe' racer e' tuttora in voga, a Taiwan, soprattutto sulla costa est (Hualien e dintorni): il mese scorso ho notato una quantita' di moto che, pur se di cilindrata tra i 125 e i 250cc, avevano manubri ribassati, marmitta sportiva, peso ridotto all'osso e look da anni Sessanta-Settanta.

Tags: cinema, idee per un viaggio, moto, Taiwan

Vado in Vietnam

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/10/2009 alle 15:42 | 0 commenti  | Permalink
Vietnam. Vado in Vietnam. L'ho appena saputo.

Faccio fatica a ricordare che non sono un diciannovenne statunitense con i capelli a spazzola e una cartolina di leva in tasca in partenza per Saigon, ma un italiano di mezza eta' che andra' a Ho Chi Minh City per lavoro. Basta la parola, Vietnam, per riportare in mente decine di film di guerra che descrivono il Vietnam tramite foreste e Mekong River, civili massacrati e civili massacratori, torturatori e torturati, il peggio e il meglio dell'umanita'. Full Metal Jacket, Platoon, Nato il Quattro Luglio, Il Cacciatore, Good Morning Vietnam, Vittime di Guerra. Apocalypse Now. Solo pochi giorni fa un amico italiano mi ha scritto, senza sapere del futuro viaggio in Vietnam:
(...) penso di non invidiarti circondato "dagli sporchi musi gialli", si sa noi reduci dei film sul vietnam....
E Apocalypse Now e' il film che sto guardando in questo momento. Lo so, e' un film. Lo so, la guerra e' finita dal 1975, da quando gli ultimi soldati e civili statunitensi evacuarono la loro ambasciata a Saigon. So anche che saro' in viaggio solo per pochi giorni, e che discutere di logistica con i quadri di una ditta europea ha ben poco in comune col risalire il Mekong fino in Cambogia per assassinare un colonnello dei Marines ebbro di potere. Ma ognuno ha il proprio colonnello Kurtz cui dare la caccia. E dal Vietnam mi aspetto un potere evocativo superiore persino a quello sperimentato nel recente viaggio in Cambogia,e se anche non dovessi riuscire a vedere nient'altro che l'aeroporto, l'ufficio e l'albergo, come spesso succede nei viaggi di lavoro, saro' piu' ricco di ora.

[continua... se mi vengono in mente altre riflessioni durante il film]

Tags: Asia, cinema, guerre, Vietnam, Wanderlust

Bagna cauda e fantascienza americana

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/04/2009 alle 10:10 | 0 commenti  | Permalink
Lo so, la bagna cauda e la fantascienza americana c'entrano poco con i viaggi. Ma quando si incontrano certe informazioni non e' possibile tenerle per se'...

La bagna cauda (o bagna caôda) e' una tipica fonduta piemontese. La presenza, tra gli altri ingredienti, di aglio e acciughe macerati nel latte e accompagnati da cavoli rende comprensibile il soprannome di "ammazza-dentisti" che il piatto si e' guadagnato col tempo. Io, per quanto mi riguarda, l'ho evitato fino all'eta' di trentatre anni, al punto da non essere presente a casa quando qualcuno progettava di mangiare bagna cauda. In seguito, all'estero, ho iniziato a sentire il richiamo di questo piatto il cui semplice odore vuol dire casa, ed ho iniziato ad apprezzarla, seppur in una versione semplificata. Una bagna cauda "stordisci-dentisti", la chiamerei.

E dove ho trovato questa perla della cucina piemontese? In una serie di telefilm di fantascienza statunitense. Nella serie Babylon 5 c'e' un personaggio, tale Michael Garibaldi, che si nutre di bagna cauda quando ne ha l'occasione. In una stazione nello spazio!

Fantascienza e bagna cauda: mai me lo sarei aspettato.

Forse la presenza della bagna cauda in Babylon 5 e' stata voluta da qualche Ente locale piemontese per incrementare la visibilita' internazionale del Piemonte. Sarebbe una buona idea. Ed eccone altre per altri enti locali interessati a promuovere prodotti regionali.

1) Harrison Ford/Deckard che, in Blade Runner 2, diventa un ghiotto divoratore di panzerotti (anziche' di sushi);
2) Sigourney Weaver/Ripley che, nel "director cut" di Alien, e' a bordo della nave spaziale Nostromo, e si nutre di dolci alla ricotta calabresi mentre da' la caccia alla creatura aliena.
3) Schwarzenegger/Terminator che, ferito mortalmente dal T1000 nel remake del prossimo anno di Terminator 2, ritrova la sua energia bevendo da una fiaschetta di grappa veneta.

Fantasia, ci vuole! Come quella di quel gruppo di gastronomi di Crema che, molto prosaicamente, si infiltro' in una comitiva di francesi che passavano la Manica, per andare a vendere prodotti cremaschi a Staines, nel Surrey, nell'ambito del mercatino francese che si svolgeva tutti i giovedi' nella strada principale della citta'.

Tags: cinema, idee per il settore turistico, mangiare, Piemonte, televisione

Cos'abbiamo scritto la settimana passata

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/03/2009 alle 18:27 | 0 commenti  | Permalink
Il 23 marzo abbiamo pubblicato una foto della Church of God di Alexandra Street. Molto moderna, molto 'cool'. Il giorno dopo, il 24, altra chiesa ma molto piu' tradizionale: la chiesa metodista di Kampong Kapor. E indovinate cos'abbiamo pubblicato il 25 marzo? Una foto del tempio buddista birmano di Singapore. Uhm ... troppe chiese, sara' segno di una crisi mistica in arrivo? Altre foto e articoli su chiese di Singapore sono visibili qui.

Il 26 marzo ci siamo spostati di pochi metri rispetto al tempio buddista birmano per dare un'occhiata al Sun Yat Sen Memorial di Singapore.

27 marzo: si parla di differenze culturali e di pesi in Magro ad Atlanta, grasso a Singapore. Pesare 75 chili ad Atlanta significa essere pelleossa, pesarne 65 a Singapore vuol dire essere quasi grasso. Wow. Meglio mettere via quel secchio di Nutella, allora!

28 marzo, la foto di un bel ponte senza nome sul fiume Kallang e' la prova che, se si raggiunge un bel posto perdendosi, il modo migliore per ritrovarlo e' di perdersi di nuovo.

29 marzo: non ho scritto niente (a parte questo riassunto). Ho seguito il GP di Formula 1, senza tifare per nessuno in particolare, ma rallegrandomi per la vittoria e il secondo posto del neonato team di Ross Brawn, dispiacendomi per l'errore di Sebastian Vettel (e apprezzando la sua solita sincerita', quando via radio ha detto "I am sorry ... I am an idiot!". Anche il GP d'Australia, dopo il GP di Singapore del 2008, mostra la tendenza a spostare le gare extraeuropee verso orari serali, in modo da consentire al pubblico europeo di seguire le competizioni in orari ragionevoli. Quanto durera' questa tendenza? Fino a quando India e Cina, cioe' quasi tre miliardi di potenziali spettatori, non faranno sentire a Bernie Ecclestone odore di svanziche.

E parlando di cose viste in tv oggi, e' appena terminato un double feature:...

Tags: cinema, Formula 1, riassunti

Per i fans di Guerre Stellari

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/03/2009 alle 09:55 | 0 commenti  | Permalink
Per i fans di Guerre Stellari
Probabilmente non sono rari, i negozi che vendono oggetti legati al ciclo di Guerre Stellari: questo pero' e' ben fornito. Si trova al terzo piano (secondo, se li contate all'italiana) di Suntec City, uno dei tantishopping mall di Singapore. Il nome del negozio e' Simply Toys, e la quantita' e varieta' di spade laser in vetrina e' sufficiente ad incuriosire anche chi non e' fanatico della saga di George Lucas.

Giorni fa abbiamo parlato dei fan singaporiani di Star Trek, ora di Star Wars: se saltano fuori anche dei fan club di Spazio 1999 e U.F.O., quest'isoletta potrebbe rivelarsi uno dei posti con piu' alta densita' di amanti della fantascienza nel mondo...



Tags: acquisti, cinema, Singapore

Guarda Wolf Creek e ti passa la voglia di andare in Australia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/02/2009 alle 15:45 | 4 commenti  | Permalink
Singapore. Ora di cena, conversazione a tavola sull'incerto futuro.

LEI: Secondo me perdiamo il posto tutti e due prima della primavera.
LUI: Uhm ... forse. AAHHHHHHH! Questa carne e' troppo piccante!!!
LEI: E non e' che ci siano molte offerte di lavoro in giro, di questi tempi.
LUI: Sto bruciando dentro! AAAAHHHH!
LEI: Forse ci conviene passare i prossimi mesi in giro.
LUI: Cosa?
LEI: Si'. Se e quando perderemo il lavoro, ci conviene spedire tutta la nostra roba da tua madre o dalla mia, visto che saremo anche senza appartamento. Sistemate le nostre cose, possiamo partire e starcene in giro per qualche tempo.
LUI: Mesi, dovremmo starcene in giro per dei mesi. Almeno due. Meglio tre. E da queste parti. Se andiamo in giro in Indonesia, Malesia, o magari anche in Australia, i soldi che abbiamo in banca ci dureranno per un po'.
LEI: Mi piace l'Australia. E' piu' pulita e ordinata dell'Indonesia, della Malesia e della Tailandia.
LUI: Se l'avessi detto io, avrei fatto la figura del razzista. Tu sei di queste parti e la passi liscia!
LEI: Andiamo in Australia.
LUI: Ok ... io vado sul sofa'!
LEI: Cosa c'e' in tv?
LUI: Vediamo ... su Star Movies c'e' un film ambientato in Australia, si chiama Wolf Creek.
LEI: Ma non e' un film d'orrore?
LUI: No, pare sia un thriller.
LEI: Non l'ho mai visto, guardiamolo.

[Un'ora e mezza piu' tardi]

LUI: Ti va ancora di andare in Australia e girarla in auto?
LEI: Mi e' passata la voglia. Se saliro' ancora su un auto, non lascero' mai piu' una strada cittadina.
LUI: Non e' che ci siano assassini dappertutto...
LEI: Almeno non era una storia vera, quella di Wolf Creek.
LUI: Veramente quando eravamo in Inghilterra abbiamo sentito parlare di alcuni omicidi strani in Australia. Mi ricordo un nome, quello di un "backpacker" britannico chiamato Peter Falconio, il cui corpo non fu mai ritrovato.
LEI: Non voglio piu' andare in Australia!

Tags: Australia, cinema, da paura, dialoghi, Wanderlust

Cape n.7: un film sul Sud taiwanese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/12/2008 alle 08:30 | 0 commenti  | Permalink
Se state preparando un viaggio a Taiwan, consigliamo di andare a vedere, se verra' distribuito in Italia, il film Cape No. 7. Il film, ambientato nella piccola citta' di Hengchun, mostra un'area taiwanese spesso sconosciuta, quella del sud in cui la vita scorre ancora tranquilla e la tecnologia non e' ancora diventata onnipresente. Il film e' una storia d'amore e di musica non banale, che tocca con delicatezza il problema dei rapporti tra Taiwan e il Giappone.

Non vi rovineremo la visione svelando dettagli della trama. Vi segnaliamo solo il personaggio di "Old Mao", il vecchio postino con ambizioni musicali. E vi raccomandiamo, ovviamente, di visitare Taiwan, e in particolare la sua costa orientale e l'area meridionale, prima che vengano trasformate dal prossimo boom turistico di queste aree, che magari non arrivera' questo mese o il prossimo anno, ma che prima o poi arrivera'

Links:
www.imdb.com/title/tt1267160/
http://en.wikipedia.org/wiki/Cape_No._7

Tags: cinema, Giappone, Taiwan

Perdere credibilita': saltare lo squalo, bombardare il frigo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/11/2008 alle 06:40 | 0 commenti  | Permalink
"Jumping the shark" ('saltare lo squalo') e' da anni sinonimo, per i cultori dei programmi televisivi statunitensi, della perdita di credibilita' tipica delle trasmissioni che hanno ormai i propri migliori episodi alle spalle: quando un telefilm mostra un evento assurdo nel contesto della serie, che segnala un calo di qualita' degli episodi e esaurimento delle trame a disposizione degli sceneggiatori.
Il contesto e' l'elemento-chiave, in questo caso: per il Dottor Who, viaggiare nel tempo e' accettabile, sarebbe stato molto meno accettabile se l'avessero fatto Vinnie Barbarino o J.R. Ewing. Quando un simile evento incredibile ha luogo, viene considerato come un sintomo di carenza di idee da parte dei creatori della serie, e si dice che il programma, con l'episodio incriminato, ha "jumped the shark".

Saltare lo squalo ... strana frase. Da dove viene?

Un vecchio episodio di Happy Days mostra Fonzie che fa sci d'acqua (con costume da bagno e giacca di pelle) e salta uno squalo. Da quell'episodio e' nato (molti anni dopo) il detto Jumping the shark.

E "bombardare il frigo" cosa vuol dire?

L'espressione originale e' "Nuking the fridge" e deriva dal recente Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, in cui il dottor Jones si salva da un'esplosione nucleare nascondendosi in un frigo. La scena sintetizza in modo mirabile la perdita di ispirazione e l'essere indietro sui tempi di George Lucas e Steven Spielberg, che con questo quarto episodio della saga di Indiana Jones hanno dimostrato che tre e' il numero perfetto, quattro molto meno. Lucas e Spielberg sono indietro sui tempi, soprattutto, in quanto il loro film ha tentato di mettere insieme troppe "teorie delle cospirazioni", il che avrebbe potuto andare bene in un film pre-Internet. Oggi, invece, e' la tipica premessa per un film film di serie B con sceneggiatura scritta prendendo brandelli di trama a destra e a manca. Mancavano giusto le "scie chimiche".

Ecco allora che "nuking the fridge" si affianca ora a "jumping the shark" nell'identificare film e telefilm che hanno perso idee.

www.jumptheshark.com elenca i programmi che hanno 'saltato lo squalo'. Quasi tutti i telefilm che conosco hanno avuto, a un certo punto, un calo di qualita' a cui ha fatto seguito una mia perdita d'interesse, le eccezioni sono pochissime: Magnum P.I., M.A.S.H., U.F.O, My Name Is Earl. Personalmente, una nota di merito va data a Donald Bellisario, creatore di Magnum P.I., che ha creato forse il finale piu' sorprendente per l'episodio "Hai visto l'alba stamattina", che ripropongo qui.




Tags: cinema, fiction, modi di dire, televisione, video

Georgia per cinefili

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/11/2008 alle 06:30 | 0 commenti  | Permalink
I libri possono essere uno spunto per un viaggio, e i film

Storia. Libri. Film. Gli spunti per fare un viaggio, lungo o breve, sono ovunque. Oggi parleremo delle localita' in Georgia (Stati Uniti) in cui sono stati girati alcuni film. Magari, se capitate da quelle parti, potrebbe incuriosirvi visitare uno di questi posti.

- Via col vento: che mi piaccia o meno (ahem ... meno), e' un film storico ed e' stato girato ad Atlanta;
- Un tranquillo weekend di paura (Deliverance), girato nella zona delle Tallulah Gorge, sul fiume Chattooga, tra South Carolina e Georgia, e Rabun County;
- Radici (Roots), serial televisivo di trent'anni fa, girato a Savannah;
- Il grande freddo (The Big Chill), con William Hurt, Kevin Kline, Jeff Goldblum, Tom Berenger, Glenn Close e altri degni attori, girato ad Atlanta (e in South Carolina);
- Forrest Gump: scene girate ad Atlanta, Savannah e Beaufort County (il Vietnam del film);
- La figlia del generale - Il principe delle maree (Prince of Tides), film voluto, diretto, prodotto e interpretato da Barbra Streisand, in cui Nick Nolte giganteggia. Girato a Beaufort County;
- Glory, con Morgan Freeman, Denzel Washington e Matthew Broderick, girato a Savannah;
- Storie di ordinaria follia, di Marco Ferreri: con Ben Gazzara e Ornella Muti rapata a zero, girato in parte (pare) intorno a Coastal Empire;
- Quella sporca ultima meta (The Longest Yard): l'originale di Robert Aldrich con Burt Reynolds, Eddie Albert e Ed Lauter; girato nella Georgia State Prison a Reidsville;
- Il promontorio della paura (Cape Fear), l'originale del 1961 con Gregory Peck e Robert Mitchum: girato dalle parti di Savannah;
- Il dono (The Gift), con Cate Blanchett, Keanu Reeves, Giovanni Ribisi, Greg Kinnear, Hilary Swank: girato a Effingham County, con scene girate a Springfield, Savannah, Thunderbolt e Guyton;
- G.I. Jane, con Demi Moore: il Sud America di questo costoso spot pubblicitario per i Marines era in realta' Hunting Island State Park, vicino a Beaufort;
- Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (Fried Green Tomatoes): girato nell'area di Atlanta;
- Qualcosa di cui... sparlare (Something to talk about), con Julia Roberts, Dennis Quaid e Robert Duvall: girato a Jasper County, Beaufort, Savannah e Perry;
- A spasso con Daisy (Driving Miss Daisy): con Jessica Tandy, Morgan Freeman e Dan Aykroyd, girato presso The Mansion, Druid Hills;
- Mio cugino Vincenzo (My Cousin Vinny): benche' la storia sia ambientata in Alabama, il film e' stato girato in parte a Monticello;
- Il bandito e la madama (Smokey and the bandit) con Burt Reynolds e Sally Fields, girato a Redan (Stone Mountain) e sulla Highway 316;
- Hazzard (The Dukes of Hazard): il telefilm originale e' stato girato a Covington;
- Independence Day: scene girate a Blue Ridge;
- Mosquito Coast: girato in parte a Cartersville e Rome;
- Mezzanotte nel giardino del bene e del male (Midnight in the Garden of Good and Evil), di Clint Eastwood, con John Cusack, Kevin Spacey e Jude Law: girato a Savannah.

Altre due destinazioni interessanti per gli amanti del cinema sono Smyrna e Braselton. Smyrna, a due passi da Atlanta, e' la citta' natale di Julia Roberts. Braselton e' famosa per essere stata acquistata da Kim Basinger all'apice della carriera e poi rivenduta ad un imprenditore dopo la bancarotta dell'attrice, causata dalla rifiuto di prendere parte al film Boxing Helena.

Una versione lievemente di questa lista era stata pubblicata nel 2006 su www.nonsolo.affari.to/news/215.

Tags: Atlanta, cinema, Stati Uniti

Film rivisti in tv: Un'Ottima Annata

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/08/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
A Good Year ("Un’ottima annata") e' un film del 2006 di Ridley Scott, con Russell Crowe. La stessa coppia attore - protagonista di Il Gladiatore, in un film che non potrebbe essere piu’ differente dall’epopea del generale diventato schiavo diventato gladiatore diventato eroe: qui abbiamo un broker londinese che, grazie ad un’inaspettata donazione ricevuta, impara lui stesso a donare, oltre ad innamorarsi, cambiare vita, e trasferirsi in piccolo villaggio francese.

Il film forse non e’ un capolavoro, e soprattutto non tratta i temi trattati di solito da Ridley Scott ("Blade Runner", "Alien", "Kingdom of Heaven", "Black Rain", "Black Hawk Down"): non ci sono mostri e massacri, guerre e tradimenti, effetti speciali a profusione; non c'e' neppure sangue, solo un livido sulla coscia del Premio Oscar Marion Cotillard. C’e’ invece una trama che non sorprende ma che non per questo e’ meno piacevole. Come un vino buono ma non eccezionale, un film come questo, tratto da Peter Mayle, difficilmente potra' riservare sorprese. E nonostante cio', i suoi sapori semplici potranno ritornarci in mente, ogni tanto, invitando al noleggio del DVD di questo film.

Se per voi la Francia rappresenta un nemico calcistico da battere ed insultare, o un concorrente per cibo vini e prodotti di qualita', non guardate questo film. Se invece ogni tanto sognate di andare a vivere in Vaucluse o a Perpignan, guardatelo.

Tags: vino

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