
Il Ritson's Bar di Wasdale, nel
Lake District, ha una strana targa di fianco alla porta: "Home of the world's biggest liar". Sono entrato, ho consumato delle ottime birre (ne parleremo), ma non ho trovato tracce di bugiardi in giro. Non che mi aspettassi di incontrare Pinocchio, ma insomma ... ok, mi aspettavo di incontrare Pinocchio. O perlomeno
Tony Blair, uno dei suoi eredi moderni.
Poi, tornato a casa, ho scoperto chi e' il bugiardo cui fa riferimento l'insegna vicino all'ingresso: Will Ritson (1808-1890) era il gestore del Ritson's Bar (che e' un pub), ed era un grande raccontatore di storie secondo alcuni, secondo altri un bugiardo incredibile. Tra le storie di Ritson, quella secondo cui le rape del Lake District erano cosi' grandi che la gente ci ricavava stalle per le mucche. O quella dell'aquila ferita che Ritson curo' e accolse nel suo pollaio; una notte una cagna attacco' il pollaio, e mesi dopo la cagna diede alla luce dei cuccioli alati.
Probabilmente Ritson sapeva raccontare bene le sue storie, e magari qualche boccale di
ale rendeva piu' ricettivi gli avventori del pub, durante questi racconti. Sia come sia, nel 1974 nacque la competizione
World's Biggest Liar, il bugiardo piu' grande del mondo, in memoria di Will Ritson. La competizione si tiene ogni anno al Bridge Inn, a Santon Bridge, a poca distanza da Wasdale, nel mese di
novembre, i concorrenti hanno cinque minuti per raccontare la bugia piu' grande possibile nel modo piu' convincente possibile, e ... avvocati e politici sono esclusi dalle competizione in quanto "troppo abili nel raccontare frottole". A quanto pare, il vescovo di Carlisle
vinse senza volerlo, semplicemente dicendo "
non ho mai detto una bugia in vita mia".
Se siete capaci nel raccontare storie incredibili e non siete ancora entrati in politica, fate un salto a Wasdale il mese prossimo. Potreste tornare a casa con un bel trofeo!
Tags: concorsi, foto Gran Bretagna, Gran Bretagna, Lake District, pub e bar
C'e'
chi vuole fare l'assistente di volo per una linea aerea irlandese e si chiede se sia davvero necessario conoscere bene l'inglese. C'e' chi viaggia in Gran Bretagna e conosce solo la frase "Sorry, no English". C'e' chi si proclama esperto in lingua inglese, salvo poi rispondere a colpi di monosillabi (compresi "mah", "boh" e "si'") quando si trova a conversare in inglese con uno straniero. E c'e' chi si trova a conversare con uno statunitense in un museo in Vietnam, il quale gli dice di non aver mai incontrato, prima, un italiano capace di sostenere una conversazione in inglese (e considerato che questo tizio e' uno che ha visto "Gomorra" al cinema, a San Francisco, probabilmente si tratta di una persona che si interessa di
cose straniere e parla volentieri con stranieri).
Secondo
Wikipedia, Francia, Portogallo, Grecia, Croazia, Slovenia, Slovacchia (per menzionarne solo alcune) sono alcune delle le Nazioni europee dove la conoscenza dell'inglese e' superiore all'Italia (in Germania, Paesi scandinavi, Olanda e altrove tale conoscenza e' ancora superiore).
Abbiamo la reputazione di non parlare un buon inglese, noi italiani. Reputazione meritata? Forse. Non ho bacchette magiche per risolvere il problema (ci sta gia' pensando il governo, con le famose "Tre I: Inglese, Impresa, Informatica"), ma se c'e' da
sparare cazzate dare una mano, sono sempre disponibile.
Propongo quindi di iniziare con l'inglese scritto, quello che ci troviamo davanti tutti i giorni. L'esempio viene da
Stomp, una rubrica del giornale quotidiano
The Strait Times, di Singapore. Stomp ha lanciato la competizione
Fix That Sign ("correggi quell'insegna"), la competizione consiste nel fotografare scritte, in luoghi aperti al pubblico, contenenti casi di cattivo uso della lingua inglese; le foto devono essere accompagnate da suggerimenti per correggere tali errori. Tra l'altro, anch'io ho partecipato al concorso, con la non particolarmente memorabile foto "
flight sTimulators". Stomp sta ora selezionando le dieci foto piu' meritevoli, per sottoporle al voto dei lettori. I premi non sono male: 1) Lenovo IdeaPad S10-2, 2) cellulare Nokia E63, 3) fotocamera Canon IXUS 95 IS.
Ora, mi rendo conto che tra Singapore e l'Italia c'e' una differenza sostanziale: l'inglese e' la lingua ufficiale di Singapore, mentre in Italia e' solo la seconda lingua (o forse persino la terza: sembra che molti diano per scontato di conoscere l'inglese e si dedichino invece allo spagnolo, in questo periodo). E ho assistito di persona allo stupore di un amico inglese che, intento ad ascoltare un notiziario singaporiano in inglese, in tv, mentre faceva altro, ha alzato la testa e ha spalancato gli occhi vedendo che i presentatori erano singaporiani d'etnia cinese e malese: il loro inglese era al livello dell'inglese della BBC.
Credo comunque che un concorso come quello di Stomp, se si facesse in Italia, potrebbe raggiungere alcuni obiettivi:
- aiuterebbe a distinguere l'inglese corretto da quello scorretto;
- fornirebbe ai partecipanti una ragione per migliorare il loro inglese (se trovi una frase che ti pare contenga un errore, vorrai verificarla, prima di partecipare al concorso, no?);
- aumenterebbe l'interesse verso il corretto uso delle lingue straniere;
- Permetterebbe agli autori degli errori di correggere i propri errori, di cui forse non erano a conoscenza.
Lancerei volentieri questo concorso su ViaggiareLeggeri.com se ci fossero sponsor capaci di mettere a disposizione premi premi (possibilmente legati alle lingue o ai viaggi).
Se avete idee, commenti, critiche, controproposte, contributi,
lasciate un commento.
Tags: concorsi, idee per il settore turistico, Italia, lingue
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I premi comprendono viaggi in Australia, ad Hong Kong, Praga, Mar Rosso, Giordania, e altro ancora. La giuria e' presieduta dal regista Paolo Virzi'.
Il bando di concorso e' visibile su
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Tags: concorsi, foto, racconti, scrivere, video