A volte credo che il complesso del Top Gun, la necessita' di dimostrare d'essere capace di fare cose incredibili ai comandi di un aereo, faccia parte dei requisiti per essere assunti come piloti. Mah...
Un Boeing 747 della linea aerea boliviana Aerosur in passaggio radente. Sara' rimasto nei limiti stabiliti dai progettisti dell'aereo e di quelli della sua linea aerea? Credo si possa dire con ragionevole certezza che a bordo di questo Jumbo non c'erano passeggeri, altrimenti il segnale luminoso "OK, PANIC!" sarebbe stato acceso tutto il tempo...
Quando il velivolo vira a sinistra e l'ala si abbassa e sembra quasi destinata a toccare la pista... sono felice di essere davanti ad uno schermo, e non all'aeroporto dove questo pilota si e' esibito. Passione aeronautica o meno.
Video di un Boeing 747 che atterra all'aeroporto Princess Juliana a Saint-Martin, isola dei Caraibi a 150 km da Portorico. Immaginatevi qualcuno che va in spiaggia e non sa d'essere sulla rotta d'atterraggio di un aeroporto...
L'isola ha una superficie di 88 km?, che la rende la piu' piccola isola abitata del mondo divisa fra due stati diversi: a sud c'e' Sint Maarten, che era parte delle Antille Olandesi fino al 2011, mentre ora ? diventata una nazione membro dei Paesi Bassi; a nord c'e' la Collettivit? di Saint-Martin, dipendente della Francia, che fino al 21 febbraio 2007 era compresa nel territorio della Guadalupa.
Casomai il video non rendesse abbastanza l'idea della vicinanza tra la pista dell'aeroporto e la spiaggia, guardate la foto sotto (di Aldo Bidini, da Wikipedia):
A me, veramente, anche l'aeroporto di Falconara Marittima (AN) non pare molto rassicurante... se siete in spiaggia a due passi dalla raffineria dell'Agip, gli aerei vi passano poco sopra, in fase d'atterraggio!
Secondo il Telegraph, un volo Ryanair diretto a Riga (Lettonia) e' dovuto rientrare alla base quando un finestrino del pilota, tenuto insieme col nastro adesivo, ha iniziato a produrre "rumori preoccupanti".
Il vetro era stato riparato con nastro adesivo poco prima della partenza. Il volo verso Riga e' stato interrotto venti minuti dopo il decollo, quando l'aereo e' ritornato all'aeroporto di Stansted a seguito del distacco di parte del nastro adesivo (che supponiamo fosse all'esterno del finestrino). Ryanair ha dichiarato che
"All Ryanair flights operate in accordance with approved safety standards."
E io ci credo. Infatti uso il nastro adesivo anche per riparare la mia bici. Che pero' circola sul terreno e va a non piu' di 70 km/ora (col vento a favore, in discesa).
Quando si viaggia in aereo ci si sente meno sicuri che a terra, non e' una novita': starsene per aria ad oltre dieci chilometri da terra dentro un cilindro d'alluminio lascia indifferenti molti viaggiatori, mentre e' fonte di grande preoccupazione per altri. E in alcuni casi tale preoccupazione si manifesta nel timore che l'aereo su cui ci si trova stia cadendo a pezzi, come ha scritto nel forum un lettore che ha scambiato le parti mobili dell'ala di un aereo (flaps, elevoni, slats) per "palette o denti che (...) mi svolazzavano sotto il naso, in un inquietante su e gi?".
Ci sono sentieri scoscesi, sentieri ripidissimi (come quello che porta a Mellbreak), sentieri potenzialmente mortali (se affrontati senza preparazione). A volte i sentieri hanno fondo terroso, altre volte sono in pietra, possono esserci gradini. Possono scorrere in aree senza punti di riferimento e senza panorami degni di nota, in mezzo a rovine e alpeggi, oppure su una "sella" che porta da un picco ad un altro, con viste spettacolari in ogni direzione.
E poi ci sono sentieri che fanno paura. Eccone uno.
Oggi e' venerdi' tredici maggio, e mi chiedo se qualcuno ha rinunciato a viaggiare in questa data, per la serie "non ci credo ma non si sa mai".
Se avevate un viaggio fissato per oggi e avete cambiato giorno di partenza o rinunciato per la data infausta, scrivete un commento in questa pagina, e fateci conoscere il vostro stato d'animo.
L'aereo visibile nel video e' un Tupolev Tu-154, e a quanto pare le superfici di controllo del velivolo hanno smesso di funzionare regolarmente dopo il decollo, a Chkalovsky. Il pilota e' riuscito a riportare a terra il trireattore, e spero nessun passeggero abbia provato a radersi in bagno durante il volo, altrimenti sara' finito cosi'...
La "stazione" di Segrate (MI) non e' una vera stazione, e se le sue rampe pedonali sono poco rassicuranti, cio' che c'e' sottoterra e' ancora piu' inquietante. Forse la stazione e' stata costruita sopra un vecchio cimitero Navaho, o su una discarica di scorie radioattive, o su terreno maledetto da Vanna Marchi. Probabilmente tutte e tre le cose: tutto pare, tranne che una stazione ferroviaria. Giudicate voi:
Segrate, vicino a Milano, ha una stazione piu' unica che rara. Perlomeno, spero che non ce ne siano altre, di simili: siamo scesi da un treno, pensando "Ora compriamo il biglietti per il ritorno, e poi andiamo a trovare i nostri amici", e ci siamo ritrovati nel nulla. Per me, una stazione ferroviaria e' un edificio, generalmente piazzato vicino a dei binari, in cui e' possibile acquistare biglietti ferroviari, attendere treni stando al calduccio (non come a Milano Centrale), e magari persino chiedere informazioni ad un dipendente delle Ferrovie dello Stato. Niente di tutto questo, a Segrate: scesi dal treno, non ho visto alcun edificio, neppure un punto vendita per i biglietti. Ho chiesto della stazione ad un altro passeggero, e lui mi ha risposto che non c'e' la stazione, a Segrate. Forse non c'e' piu' per tagli al bilancio delle EffeEsse, forse non c'e' mai stata e non ci sara' mai.
E le rampe pedonali dell'inesistente stazione sono poco rassicuranti, specialmente di sera.
Singapore. Ora di cena, conversazione a tavola sull'incerto futuro.
LEI: Secondo me perdiamo il posto tutti e due prima della primavera.
LUI: Uhm ... forse. AAHHHHHHH! Questa carne e' troppo piccante!!!
LEI: E non e' che ci siano molte offerte di lavoro in giro, di questi tempi.
LUI: Sto bruciando dentro! AAAAHHHH!
LEI: Forse ci conviene passare i prossimi mesi in giro.
LUI: Cosa?
LEI: Si'. Se e quando perderemo il lavoro, ci conviene spedire tutta la nostra roba da tua madre o dalla mia, visto che saremo anche senza appartamento. Sistemate le nostre cose, possiamo partire e starcene in giro per qualche tempo.
LUI: Mesi, dovremmo starcene in giro per dei mesi. Almeno due. Meglio tre. E da queste parti. Se andiamo in giro in Indonesia, Malesia, o magari anche in Australia, i soldi che abbiamo in banca ci dureranno per un po'.
LEI: Mi piace l'Australia. E' piu' pulita e ordinata dell'Indonesia, della Malesia e della Tailandia.
LUI: Se l'avessi detto io, avrei fatto la figura del razzista. Tu sei di queste parti e la passi liscia!
LEI: Andiamo in Australia.
LUI: Ok ... io vado sul sofa'!
LEI: Cosa c'e' in tv?
LUI: Vediamo ... su Star Movies c'e' un film ambientato in Australia, si chiama Wolf Creek.
LEI: Ma non e' un film d'orrore?
LUI: No, pare sia un thriller.
LEI: Non l'ho mai visto, guardiamolo.
[Un'ora e mezza piu' tardi]
LUI: Ti va ancora di andare in Australia e girarla in auto?
LEI: Mi e' passata la voglia. Se saliro' ancora su un auto, non lascero' mai piu' una strada cittadina.
LUI: Non e' che ci siano assassini dappertutto...
LEI: Almeno non era una storia vera, quella di Wolf Creek.
LUI: Veramente quando eravamo in Inghilterra abbiamo sentito parlare di alcuni omicidi strani in Australia. Mi ricordo un nome, quello di un "backpacker" britannico chiamato Peter Falconio, il cui corpo non fu mai ritrovato.
LEI: Non voglio piu' andare in Australia!
Il Telegraph ha pubblicato un elenco di venti destinazioni tra le piu' pericolose al mondo; alcune sembrano scontate, altre meno. Vediamole.
Iraq: servono spiegazioni? L'invasione del 2003 e la conseguente occupazione militare a lungo termine rendono l'Iraq una destinazione sconsigliata. Furti e distruzione di opere d'arte da parte degli eserciti occupanti contribuiscono a rendere ancora meno interessante una visita in Iraq.
Afghanistan: come sopra. Attentati, rapimenti, crimini.
Cecenia: come in Inguscezia e Daghestan, la presenza di forze ribelli, con attentati e cattura di ostaggi, sconsigliano una visita nel Causaso del nord.
Sud Africa: crimini violenti (rapine, violenze carnali, omicidi e furti d'auto a mano armata) sono frequenti.
Giamaica: crimini violenti, che di solito hanno luogo nelle zone residenziali (non turistiche) di Kingston, anche in pieno giorno.
Sudan: terrorismo, due milioni di sfollati nel Darfur, banditismo. Sconsigliata anche la zona di confine con l'Eritrea.
Tailandia: la recente emergenza aeroportuale a Bangkok e' solo una delle tante manifestazioni del malessere che cova in Tailandia. Anche a Pattani e Yala sono scoppiati disordini. Al confine con la Cambogia sono in corso scaramucce tra gli eserciti tailandese e cambogiano, preludio forse a scontri piu' seri per il possesso del tempio di Preah Vihear, nell'area di confine.
Colombia: crimine organizzato legato alla droga e terrorismo legato al commercio di droga, piu' mine antiuomo in quantita'.
Haiti: rapimenti e crimini violenti. Proteste contro il prezzo dei beni essenziali di consumo spesso sfociano in atti di violenza. Da non dimenticare uragani e allagamenti.
Eritrea: evitare le aree di confine con Etiopia e Gibuti. Rischio terrorismo un po' ovunque.
Repubblica Democratica del Congo: il rischio terrorismo e' basso, ma l'ordine pubblico non e' garantito.
Liberia: crimini violenti e manifestazioni di piazza che portano ad atti di violenza.
Pakistan: il rischio di attacchi terroristici e' alto, e la situazione con l'India e' tesa.
Burundi gruppi di ribelli tendono imboscate ovunque. Crimini violenti in quantita'.
Nigeria: rapimenti, rapine a mano armata sono diffusi nell'area del delta del fiume Niger, e la capitale Lagos e' frequente teatro di crimini violenti. Rischio terrorismo, inoltre.
Zimbabwe: l'incertezza della situazione politica porta a frequenti attacchi tra fazioni opposte.
India: da evitare le aree di Jammu, il Kashmir e l'area di confine con il Pakistan. A Mumbai (ex Bombay) evitare gli assembramenti di folla; forse e' piu' facile evitare Mumbai che evitare la folla a Mumbai...
Messico: crimini violenti piu' terremoti e uragani. Se fate surf nel Pacifico, occhio alle pinne degli squali: di solito, sotto ... c'e' uno squalo.
Israele e territori occupati palestinesi: il rischio di terrorismo e' elevato. A Gaza, gli stranieri rischiano di essere vittime di rapimenti.
Libano: scontri a Beirut, violenza legata alla situazione politica sia a Beirut che nel resto del paese. Rischio terrorismo.
Potevamo intitolare questo post "20 destinazioni da evitare", ma non e' responsabilita' nostra, il dirvi cosa fare e cosa evitare: siete adulti e responsabili, se volete andare a rischiare la vita in un'area pericolosa, e' una decisione vostra. C'e' anche chi vuole andare in crociera coi pirati somali, dopotutto...
Ho visitato varie volte Turin, in Georgia, negli USA. Ogni volta mi ha colpito l'assenza di esseri umani. Ogni volta ho trovato un teatrino di Barbie.
Lungo la GA16, la strada statale che attraversa Turin, c'e' una casa malmessa. Bandiera confederata fuori, portico diroccato, toilette in lamiera esterna. All'esterno della casa, a un paio di metri dalla strada, su un piccolo spiazzo si trovano alcune decine di bambole Barbie impegnate in rappresentazioni surreali: avevamo gia' parlato della loro interpretazione di Torino2006. In questa foto vediamo invece una "Barbie Beach", con decorazioni sullo sfondo che danno da pensare: questo diorama e' opera di a) un artista, b) un/a ex bambino/a con una vasta collezione di Barbie, c) un predatore di qualche tipo, che crea queste scene per attirare vittime in casa, o d) un dipendente della pro loco di Turin, Georgia, a corto di fondi ma non di idee? Avrei voluto bussare e chiedere informazioni in proposito, ma mia moglie, che era con me, mi ricordo' che non avevo ancora fatto testamento.
Il punto preciso della GA16 in cui si trovano le "Barbie di Turin, Georgia" e' visibile su Google Maps ed e' vicino all'incrocio con Turin Road:
GoogleMaps offre anche "StreetView", la visione di Turin da un'auto in transito. In quest'immagine, sulla destra si nota il "teatrino delle Barbie":
Se passate da Turin, in Georgia, e scattate una foto della scenetta attuale (il diorama viene aggiornato di frequente), mandatecela e la pubblicheremo.
Nota: il marchio Barbie e' di proprieta' della Mattel Inc.
Quando mi trasferii in Georgia (quella negli USA, non lo Stato ex sovietico), due anni fa, notai su una mappa un piccolo villaggio chiamato Turin, nella contea di Coweta, a sud-ovest di Atlanta. Poco piu' di centocinquanta anime, secondo Wikipedia.
Vengo dalla Turin italiana, decisi di vedere la Turin americana. A Sandy Springs, sobborgo a nord di Atlanta, imbocchiamo la 285, la tangenziale di Atlanta. Arrivati a sud-ovest di Atlanta, lasciamo l'autostrada e, con strade sempre piu' piccole, arriviamo a Turin. Posto tetro, sembra uscito da The Gift o da Un tranquillo weekend di paura ("Deliverance", girato da queste parti). Un'officina, una bottega dove si riparano televisori, l'ufficio postale, una stazione di servizio e poco altro. Meno di un villaggio, ma molto religioso: tre chiese per 165 abitanti, la Torino italiana dovrebbe avere oltre diciassettemila luoghi di culto, per essere all'altezza della sua omonima statunitense.
Chiese a parte, non mi stupirei se ci fossero alti culti non ufficiali, a Turin in Georgia: in puro stile appalachiano le case hanno un'aria cupa e poco curata, sovrastate da alberi che le rendono umide; nelle tre visite in paese non ho mai visto nessuno in giro.
Qualcuno DEVE esserci, a Turin: qualcuno deve essersi accorto che c'e' qualcosa che sta accadendo in un'altra Turin (benche' i commentatori sportivi statunitensi, durante le Olimpiadi del 2006, parlassero sempre di "Torino" e mai di "Turin"), visto che, davanti ad una casa semi-diroccata con bandiera confederata e quella degli USA e fumo che esce dal camino c'e' un diorama con tante Barbie nude, piu' altri pupazzi vari, che rappresenta i Giochi Olimpici Invernali: sovrastato da un lenzuolo con scritto "Turin 2006", mostra le Barbie (anni '70/'80, direi) impegnate in attivita' olimpiche.
A dire il vero, sul lato sinistro del diorama c'e' Venom (il gemello stronzo di Spiderman), che sta molestando una Barbie da dietro. O forse la sta tenendo per evitare che cada e si faccia male, potremo dirlo con certezza solo dopo aver visto la moviola, i TIR - formato americano - che passavano sulla strada sconsigliavano indagini piu' approfondite, e il fatto che non ci fosse un redneck con una doppietta, sulla sedia a dondolo, sotto il portico della casa, mi faceva pensare che il redneck fosse andato dentro a caricare la doppietta.