Blog, argomento: differenze culturali 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento differenze culturali

Differenze culturali: il bidet

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/09/2011 alle 18:15 | 1 commenti  | Permalink
Bidet visto nella discarica del distretto di Spelthorne in Inghilterra. Vi pare solo un pezzo di ceramica? In realta' e' un'affermazione di indipendenza culturale: qualcuno ha acquistato una casa, il proprietario precedente sara' stato italiano o francese e avra' fatto installare anche il bidet, e il nuovo proprietario l'ha visto, ha pensato "non mi serve la vasca da bagno per il violino!", e l'ha buttato.

Differenze culturali: il bidet


Invenzione risalente al XVII secolo, il bidet e' comune nell'Europa mediterranea e dintorni (Italia, Spagna, Portogallo, Albania, Croazia, Slovenia, Grecia, Egitto, Marocco, Libano, Siria, Giordania, Israele, Palestina, Iraq, Kuwait, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti), in Sud America (Uruguay e Argentina), in alcune aree dell'Asia (Giappone, Bangladesh, Tailandia, Corea del Sud), ma non e' ancora diventato un ospite regolare dei bagni anglosassoni, tanto che, come detto all'inizio, a volte viene scambiato per una vasca da bagno per violini, altre volte per l'abbeveratoio del cane di casa. Se doveste andare a vivere in Inghilterra, non mettete la presenza del bidet tra i prerequisiti della casa che prenderete in affitto o che acquisterete: dal 2001 ad oggi questo (nella discarica) e' il secondo bidet che ho visto.

Ah, perfida Albione che ci obblighi a rinunciare alle piccole comodita'!

Tags: cartoline, differenze culturali, Gran Bretagna

Manuali di manutenzione per aerei e passione britannica per la tecnica

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/05/2011 alle 16:05 | 0 commenti  | Permalink
Ti serve un manuale di manutenzione per un aereo ? Entra in una qualsiasi libreria inglese e lo troverai.
La foto e' stata scattata da Waterstone's, a Staines, e mostra alcuni manuali di manutenzione per aerei: Concorde, Spitfire, Messerschmitt Bf109, Mustang, Vulcan e Tiger Moth. I manuali sono pubblicati da Haynes, che con Clymer e' una delle mie ditte preferite per i manuali di manutenzione.

Magari si trovano ovunque anche in Italia, manuali del genere, ma non credo: per trovare il manuale Clymer per la mia Honda CBR600, nel 1995, dovetti andare a Milano in una libreria specializzata, e non ricordo se lo trovai o se lo acquistai per corrispondenza, alla fine.

Manuali di manutenzione per Concorde, Spitfire e altri aerei


E' un piccolo indicatore, la presenza di questi manuali tecnici in una libreria "generalista" inglese, in cui si trova di tutto per ogni genere di pubblico. Un indicatore di un interesse molto diffuso per il fare concreto: costruire, riparare, mantenere qualcosa con le proprie mani. E insieme alla tecnica (dal greco t?chne, saper fare) c'e' la passione per la scienza: ogni sera, in prima serata, almeno uno dei cinque canali "tradizionali" inglesi (BBC1, BBC2, ITV1, Channel 4, Five) trasmette un programma scientifico.

Medicina, astrofisica, etologia, geologia e altro ancora vengono trasmesse in tv quanto le soap operas. Ho visto una famiglia seguire con attenzione un documentario sulla polvere (*) alla BBC; ho osservato con interesse un programma che spiegava l'evoluzione tecnica del WC; ho trovato entusiasmante una serie che mostrava la costruzione pezzo per pezzo una narrowboat, una barca per canali. E tra i tanti - troppi! - programmi televisivi incentrati sul mercato immobiliare, quello che preferisco e' di gran lunga Grand Designs, una serie dedicata a gente che costruisce - spesso personalmente - la propria abitazione, di solito in modo originale, faticoso e costoso. E, ancora una volta, e' un programma dedicato al fare. E pensare che, gia' ai tempi delle scuole medie, in Italia si insegna (**) che la teoria e' superiore alla pratica, che l'empirismo e' una cosa brutta da lasciare alle civilta' meno raffinate dell'italica nostra, e che sporcarsi le mani va bene se sei un contadino o un meccanico. Quanta distanza dal Regno Unito, in cui occasionalmente si legge di brokers della City che lasciano stipendi a sei cifre per mettersi a fare l'idraulico o il falegname!
...

Tags: Concorde, differenze culturali, foto, Gran Bretagna, libri

Non cogliere i narcisi pubblici

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/03/2011 alle 14:16 | 0 commenti  | Permalink
In Italia abbiamo un punto di vista originale, per quanto riguarda la cosa pubblica, che potremmo sintetizzare in "Quel che e' mio e' mio, quel che e' di tutti e' mio". E non parlo solo di esempi eclatanti: usare i beni pubblici come fossero privati e' un passatempo nazionale. All'estero, invece, non sempre le autorita' sono disposte a chiudere un occhio. In Inghilterra, per esempio...

Una coppia e' stata informata da agenti della polizia che i loro bimbi stavano commettendo un crimine, raccogliendo narcisi in un parco a Poole, nel Dorset. I bimbi - tre sorelline di quattro, sei e dieci anni - avevano raccolto decine di mazzi di fiori (ottanta, secondo una fonte), secondo alcune persone. La famiglia dice che si trattava di soli venti narcisi. Sia come sia, le autorita' locali hanno supportato la polizia, anziche' criticarla come sarebbe magari successo altrove.
Poole e' un bellissimo posto, abbiamo tre parchi riconosciuti tra i migliori della nazione, e questi fiori sono (stati piantati) per il piacere del pubblico. Se tutti quanti iniziassimo a raccoglierli, non ci sarebbero fiori da vedere per nessuno.
Se desideri raccogliere fiori, falli crescere nel tuo giardino.

I genitori dei bambini non sono stati multati o sgridati, pare. E' stato solo spiegato loro che i fiori erano un bene pubblico e che non e' consentito raccoglierli.

Dite quel che volete, ma secondo me in Italia ci sarebbe stata una rivolta popolare, in un caso simile...

Tags: differenze culturali, divieti, fiori e piante, Gran Bretagna, leggi e regole

I tre pescatori

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/01/2010 alle 03:36 | 0 commenti  | Permalink
Una storia malese sentita varie volte racconta di tre pescatori: un italiano, un malese e un cinese. I tre pescatori escono con le loro barche da pesca. Pescano. Il pescatore malese rientra a terra, e' stato fortunato ed ha pescato pesci per una settimana; li mette da parte e per una settimana non va a pescare, avendo gia' cibo a sufficienza. Il pescatore cinese rientra a terra, anche lui e' stato fortunato ed ha pescato in una sola uscita pesci sufficienti per una settimana: ma anziche' riposarsi, vende la maggior parte del pescato, prende in prestito una barca piu' grande della sua, esce e ritorna con pesci per un mese.

La storia che ho raccontato viene usata in Malesia per spiegare e giustificare l'uso dell'affirmative action in Malesia, quindi di soluzioni volte a favorire una parte della popolazione - i malesi di etnia malay - che altrimenti verrebbero sopraffatti, nel commercio e nella politica, dai malesi di etnia cinese, molto piu' intraprendenti e desiderosi di ottenere di piu' e di meglio. Un caso piuttosto anomalo di "affirmative action", questo, visto che i malesi di etnia malay costituiscono la maggioranza della popolazione, in Malesia, e che i malesi d'etnia cinese sono invece la minoranza: le leggi malesi proteggono una maggioranza da una minoranza piu' portata per il commercio.

E il pescatore italiano? Ah, gia'. Anche lui era stato cosi' fortunato da pescare, in una sola uscita, pesce a sufficienza per una settimana. Cosi', dopo essere rientrato, e' andato al bar a vantarsene e a pagare da bere agli altri pescatori. No, questo pescatore non c'era, nella storiella originale malese, ma m'e' parsa un'aggiunta verosimile.

Tags: differenze culturali, Malesia, mare

Magro ad Atlanta, grasso a Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/03/2009 alle 17:43 | 0 commenti  | Permalink
Due anni (2006-2008) ad Atlanta, Georgia, avevano lasciato qualche segno sul mio fisico: porzioni abbondanti di cibo troppo grasso (anche quello magro), strade fatte per guidare e non per pedalare o camminare, e poche cose da vedere che fossero raggiungibili senza auto, piu' la mia naturale propensione ad evitare le palestre, avevano contribuito a portare il mio peso a settantacinque chili, quattro in piu' di quando ero sbarcato ad Atlanta per la prima volta. Non tanti in assoluto, tutt'altro, ma troppi per un fisico gracilino come il mio. Eppure, nel corso di un sondaggio in ufficio, istigato da un collega d'ufficio single che cercava scuse per attaccar bottone con le colleghe americane, sia io che il collega britannico, di corporatura simile alla mia, eravamo stati definiti "scrawny", praticamente pelleossa. Il collega americano piu' leggero, poco piu' basso di noi (quindi sul metro e ottanta) pesava oltre novanta chili. "Scrawny", quindi magri.

Saliamo sulla macchina del tempo per arrivare alla fine del 2008, a Singapore da otto mesi. Porzioni di cibo ragionevoli, temperature intorno ai trenta gradi ogni giorno (e poco meno di notte), tante camminate e frequenti pedalate avevano portato il mio peso a sessantacinque chili. 65. Pochini. Conversazione con colleghi e colleghe singaporiane, tutti parecchio magri (e ricordate che Singapore e' uno dei Paesi piu' ricchi del mondo, e il mangiar bene e' parte dell'identita' nazionale); si scivola sull'argomento sport, poi fitness, e si finisce col parlare di corporature e pesi. Secondo i colleghi, sessantacinque chili per un'altezza di un metro e ottantaquattro sono un peso normale. Dieci chili meno del peso che mi rendeva uno scheletro che cammina ad Atlanta...

Tutto questo per ricordare come cio' che ha un significato ed un valore in un Paese puo' avere un significato molto differente all'estero. Nonostante la globalizzazione, siamo per fortuna ancora lontani da una completa unformita' del modo di pensare.

Per ora.


Tags: differenze culturali, globalizzazione, pesi e misure, Singapore, Stati Uniti

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