Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: fai da te
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
fai da te
Ieri, nel forum e' stato menzionato il povero NAS (*) Lego fatto in casa (DIY,
Do It Yourself). Per una inquietante coincidenza, nello stesso momento si stava parlando di quello stesso computer nel mio ufficio:
- Collega: Sono stufo delle sorprese degli ovetti Kinder. Non ci sono piu' cose da montare. Guarda! Due piedi! Dico ... due PIEDI in un'ovetto Kinder!
- Io: Dovresti passare piu' tempo a giocare col Meccano o coi Lego, anziche' fare l'IT manager...
- Collega: Ecco! Dovrei costruire un computer coi Lego!
- Io: Fallo. Io ne ho costruito uno e ogni volta che lo vedo, o che trasferisco un file, sorrido...
Volevo quindi rassicurare i colleghi (
NB, GB, SN, DB, this is for you) e i curiosi: il server continua a funzionare bene, le mie circa 100.000 foto scattate in vacanza sono sempre li', e costruire qualcosa con le proprie mani e' sempre un'attivita' rilassante, sia che si costruisca un tavolino in legno, un igloo nel prato innevato dietro casa, o un computer fatto coi Lego.

Nella foto, la squadra dei manutentori al lavoro (***). Sullo sfondo, a sinistra, un ignoto sabotatore.
Ricordo i dati principali del computer:
- 1 HD, 3,5", da 1TB;
- 2 HD, 2,5", da 500 GB ciascuno;
- 1 HD, 3,5", da 320 GB;
- Motherboard Intel D510MO con processore Atom integrato;
- 2Gb di RAM
(ulteriori dettagli
qui)
(***). Sullo sfondo, a sinistra, un ignoto sabotatore.
(*): Network Attached Storage. Praticamente un
file server collegato in rete via cavo o wireless.
(**): "DIY Lego NAS" non e' italiano, lo so. Ho scritto il titolo di questo
post in modo da renderlo facilmente rintracciabile per i miei conoscenti anglofoni.
(***): "Ah, ci sono i manutentori, allora e' guasto!". Tipica risposta da cioccolataio. La manutenzione si fa PRIMA dei guasti, per evitarli.
Chiudere la stalla ... buoi ... ... la conoscete la storia, no?
Tags: computer, fai da te, foto, Lego
Ci piace viaggiare. Ci piace l'
Africa. Siamo appassionati di
aviazione. Se condividete almeno UNA di queste passioni, resterete a bocca aperta di fronte a questo video, filmato con un micro-elicottero
fatto in casa:
L'elicottero - o piu' precisamente "esacottero", visto che ha sei rotori - e' opera di
William Thielicke. Complimenti!
Tags: Africa, elicotteri, fai da te, video
Se
viaggiate leggeri, riducendo all'osso il vostro bagaglio, prima o poi finirete col trovarvi privi di qualcosa che vi serve per continuare il viaggio. Garantito. Tant'e' che mia moglie dice che il mio modo di viaggiare leggeri "
it's often TD, not TL". TL sta per
travelling light, TD e' invece
travelling dumb.
Per viaggiare leggeri e non fare la figura del deficiente e' percio' necessario un minimo di creativita' e spirito di adattamento: se manca un'attrezzo, lo si inventa sul momento. Se si rompe qualcosa, lo si ripara con quel che c'e' a disposizione. E se si sta morendo di fame o di sete ci si adatta.
Due settimane fa, durante un'escursione nel
Lake District, mi si
apri' la suola di uno scarpone. Con i miei due compagni di ascesa prendemmo in considerazione le varie possibilita' a mia disposizione:
1) Utilizzare un cerotto a nastro per tenere uniti scarpone e suola;
2) Chiedere colla o nastro adesivo ad altri escursionisti di passaggio;
3) Creare un collante utilizzando alcuni alimenti che avevamo con noi (che non avevano un bell'aspetto);
4) Far passare una corda intorno allo scarpone.
Provata la seconda soluzione, scartata la terza perche' il cibo era contato per due giorni di escursione, eravamo pronti ad applicare il nastro adesivo quando da uno degli zaini salto' fuori la corda che tiene chiusa la sacca della tenda da campeggio. Provata, utilizzata, tutto bene: la discesa con lo scarpone cosi' riparato non diede problemi, utilizzando la scontata precauzione di non esercitare troppa pressione con la punta del piede, dove si trovava la legatura d'emergenza. Ok, poi
si ruppe completamente l'altro scarpone, ma questa e' un'altra storia.
Un altro aneddoto ci arriva da un lettore appena ritornato da un
viaggio in Irlanda:
...cinque giorni fa, al ritorno da camminata attorno a Rosses Point, vicino a Sligo, giornata ventosa e piovosa, quasi sera, trovo la "porta" (secondo telo) della tenda sventagliante, cerniera rotta, già uno dei cursori del telo interno si era rotto pochi giorni prima senza alcuna sollecitazione. Chiaramente un difetto della tenda Quechua. Allora armato di ago e filo, con il vento che impazza, (fortunatamente aveva smesso per un attimo di piovere) faccio cinque cuciture fitte a distanza di circa 20 cm l'una dall'altra (come dei punti di saldatura) lasciando solo una "feritoia" di 50cm per infilarmi dentro la tenda e per uscirvi. L'estremita' inferiore della porta dopo aver aggiunto un cordino poteva essere assecondata al terreno tramite un picchetto.
Funzionamento della soluzione perfetto.
Un altro lettore, parlando di un
epico viaggio in bici in Francia ci ricorda che il nastro adesivo e' sempre utile:
Foratura in salita, in una domenica d'agosto in una zona della Francia in cui non c'e' anima viva. La camera d'aria esce dal copertone che s'e' rotto. Cuciamo alla buona lo stesso e avvolgiamo il tutto con nastro adesivo telato (quello per fissare medicazioni) ad Olivetta San Michele. Riusciamo a scendere sino a Sospel (o era l'Escarene?)
A volte e' necessario trovare il MacGyver che e' in noi prima ancora di partire: lo stesso lettore del viaggio in
Irlanda viaggia sempre con il solo
bagaglio a mano, e per poter trasportare la sua tenda nel trolley (con Ryanair!) ha sostituito pali e picchetti della sua piccola tenda canadese con elementi plastici autocostruiti.
La nostra abilita' di
bricoleur deriva dalle nostre letture: anni fa mi ritrovai col "collare" del manubrio della mia
Moto Morini che si muoveva intorno al manubrio. Creai uno spessore utilizzando l'alluminio di una lattina di birra, seguendo il consiglio di
Robert Pirsig, autore di "Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta". Un libro utile anche per consigli pratici, quindi...
Ecco infine un paio di suggerimenti banali per quanto riguarda l'acqua:
- Lavare la frutta appena acquistata
dentro al proprio sacchetto di plastica, facendoci entrare un po' d'acqua e agitando il tutto. L'azione va ripetuta un paio di volte.
- Durante la doccia in campeggio, risparmiate tempo (e acqua, casomai la doccia sia temporizzata o l'acqua dei lavabi sia a pagamento), e fate il bucato mentre fate la doccia.
Tags: emergenze, fai da te, viaggiare leggeri
STANWELL MOOR, INGHILTERRA - Dopo oltre
un mese senza precipitazioni, finalmente questa mattina e' piovuto. Non tantissimo, ma quanto basta per evitare di dover annaffiare il giardino, oggi.
Le previsioni del tempo dicono che piovera' tutto il weekend. E sapete di chi e' il merito? Mio, ovviamente. Ho infatti eseguito un rituale che da tempo immemorabile garantisce l'arrivo della pioggia. Non il semplice
lavaggio dell'auto, che troppe volte procura guano piu' che pioggia. E neppure il
lavaggio delle finestre, che pure spesso fornisce risultati positivi.
Questa volta, per garantire il ritorno della pioggia ho deciso di
verniciare l'esterno dell'ingresso di casa. E visto che verniciarlo non sarebbe stato sufficiente, ho passato otto ore a scartavetrare e rimuovere la vecchia vernice, che era scrostata e cadeva a pezzi. Ho quindi sgrassato le superfici da verniciare usando il
sugar soap e ho lasciato che il tutto asciugasse, sperando che non piovesse: il legno esposto (non protetto dalla vernice) assorbe l'acqua. Non avrebbe dovuto essere un problema, non pioveva da un mese.
E come volevasi dimostrare, e' bastato eseguire questa mia involontaria danza della pioggia per causare il ritorno della pioggia.
Tags: fai da te, meteo, vivere in Inghilterra

Un parafango per bici molto economico, fatto con una bottiglia di plastica. A volte non si capisce se certe idee vengono dall'assenza di denaro o dal desiderio di riciclare oggetti in modo originale. Probabilmente entrambe le cose.
Visto a Londra.
Tags: bici, fai da te, foto, vivere low cost
Mesi fa avevo scritto di un piccolo progetto di
bricolage informatico, un NAS - Network Attached Storage - costruito con mattoncini Lego, piu' ovviamente scheda madre, dischi rigidi e altri componenti convenzionali. Un motivo per costruire un computer coi Lego e' che mi serve un server connesso alla rete wireless di casa, accessibile da tutti i computer (e smartphone) di casa, in cui archiviare le decine di migliaia di fotografie digitali che ho scattato negli ultimi anni. Altri motivi sono il desiderio di costruire un computer da zero, la voglia di giocare coi Lego, e in generale il desiderio di cimentarmi in qualcosa di nuovo. Ed e' stato un progettino interessante.
Il lato informatico dell'idea era stato descritto in
Un NAS fai-da-te per un fotografo viaggiatore; dopo aver preparato le
interiora del server, avevo lavorato alla struttura esterna fatta coi Lego, e una prima foto della struttura generale del server era stata pubblicata in
NAS fai-da-te: FreeNAS ok, ora passiamo ai Lego.
Il progetto mosse i suoi primi passi in febbraio. Dopo, il silenzio. Alcuni amici, nelle settimane che ho trascorso in Italia, hanno iniziato a sospettare che io abbia abbandonato l'idea a causa di insormontabili complicazioni tecniche. Vorrei rassicurarli: dopo l'arrivo dell'alimentatore PicoPSU acquistato su eBay, in marzo, il computer e' stato completato nel giro di poche settimane, ed il risultato finale e' visibile in questa foto:
Il sistema operativo - FreeNAS - e' ospitato in una chiavetta USB, visibile alla sinistra del cavo di rete. Il computer e' controllato in remoto tramite un'interfaccia web; il contenitore ospita la scheda madre Intel D510MO, una ventola, un disco Seagate 3,5" da 1Gb. La configurazione e' molto fluida (uno dei motivi per cui ho scelto di usare i Lego anziche' acquistare - o costruire - un contenitore di forma e dimensioni fisse), e conto di aggiungere da due a tre dischi da 500Gb/2,5" acquistati nei mesi scorsi. Mi serviranno solo altri cavi e altri mattoncini Lego.
Dopo aver completato il NAS, e dopo avervi trasferito tutte le foto digitali che avevo, il computer e' stato chiuso in una scatola, imballato e caricato su un pallet di oggetti personali, in modo da poter essere spedito da Singapore all'Europa via mare. Era la fine di luglio 2010. La settimana prossima, incrociando le dita, dovrei ricevere quel pallet, e sapro' dirvi se un computer fatto coi Lego e' in grado di sopportare una spedizione intercontinentale.
Tags: computer, fai da te, informatica, Lego

Dragone composto da decine di migliaia di tazzine, piattini e cucchiaini di porcellana.
Visto ai festeggiamenti per il Capodanno Lunare Cinese a Marina Bay (Singapore).
Tags: fai da te, feste, foto, Singapore
Il
Capodanno lunare cinese e' passato, e questi giorni mi sono stati utili per lavorare al progetto di un NAS fatto in casa. Non che ci fossero molte alternative: viaggiare durante il Capodanno cinese, in Asia, vuol dire spendere un capitale. Le migrazioni natalizie, pasquali e festive che vediamo in Italia coinvolgono tante persone, ma quando c'e' di mezzo la Cina - e soprattutto i cinesi della diaspora che vivono in Indonesia, Malesia, Tailandia, Singapore, e nel resto del mondo) si parla di centinaia di milioni di persone che viaggiano in questi giorni.
Un NAS (Network Attached Storage) e' praticamente un
file server, quindi un computer collegato in rete, dedicato solo a rendere disponibili i files depositati sui suoi dischi rigidi, e da non utilizzarsi per altri scopi. Ho descritto i passi del progetto presso
Un NAS fai-da-te per un fotografo viaggiatore. Al momento, il mio NAS funziona, il sistema operativo installato e' FreeNAS, la velocita' di trasferimento dati su rete Ethernet e' piu' che soddisfacente, ed e' giunto il momento di lavorare al "case", il contenitore del computer. Come si vede nella foto, ho scelto i Lego. E a questo proposito, e' il momento della pausa pranzo, e andro' a vedere se trovo un po' di mattoncini in un negozio di Suntec City.
Per chi si stesse chiedendo "Ma questo non era un sito di viaggi???", vi invito a leggere
questa pagina, in cui spiego come mai che viaggia potrebbe aver bisogno di un NAS (in sintesi:
gigabytes di foto!).
Tags: computer, fai da te, informatica, Lego
Fine gennaio 2010: procedendo alla
taggatura delle mie foto ("mie" nel senso che le ho scattate io), mi rendo di averne tante. Non tante quanto un professionista, ma comunque tante. Oltre 70.000 foto, che occupano circa 220Gb sul mio disco rigido esterno. Ma non e' tanto la quantita' totale, bensi' il tasso di crescita, a preoccupare: considerando solo gli ultimi anni, nel 2007 ho prodotto 12Gb di immagini, nel 2008 32Gb, nel 2009 133Gb! Nel solo gennaio 2010 ho salvato 16Gb di immagini, il che porta a una previsione di poco inferiore ai 200Gb per l'intero 2010. Tanti. E ho solo poche decine di Gb residui, sul disco. Oltre alla carenza di spazio ho altri due problemi: 1) non ho nessun backup per le foto scattate dal 2008 ad oggi, e 2) il mio vecchio laptop, in salotto, non ha accesso alle foto se non accendo anche quello nuovo, a cui e' collegato il disco esterno con le foto.
Serve un
NAS (Network Attached Storage). Un dispositivo con uno o piu' dischi rigidi, collegato alla rete locale e non ad un particolare computer, che renda disponibili i files contenuti nei suoi dischi rigidi a tutti gli utenti della rete locale e, potenzialmente, anche ad utenti al di fuori della rete stessa. Esistono varie interpretazioni riguardo a quel che un NAS deve o non deve essere, quanto segue non vuol essere la Bibbia del NAS: e' solo il mio punto di vista in base alle mie esigenze e a quanto ho imparato in fatto di NAS neglle ultime settimane.
Un NAS non e' altro che un computer con alcune parti sovrasviluppate e altre
atrofizzate secondo progetto. Tanto spazio su disco rispetto ad un computer normale, ma zero interesse per grafica e audio. Poca rumorosita', basso consumo elettrico e ridotta produzione di calore, visto che la
bestiolina dovrebbe, in teoria, essere in grado di lavorare 24/7. Quindi anche CPU poco performante, e non serve esagerare con la RAM. Un momento, ho detto
bestiolina? Gia', per come la vedo io, questo dispositivo dev'essere anche poco ingombrante. E poco costoso. E non sarebbe male se mi aiutasse col backup.
Usare un vecchio computer come NAS e' la soluzione preferita da molti, peccato che l'unico vecchio computer a mia disposizione sia il laptop Acer Travelmate 370 che comprai nel 2004, non adatto a questo lavoro e soprattutto tornato a nuova vita con l'installazione di
Ubuntu 9.10, due mesi fa. Restano quindi due soluzioni, comprare un NAS o costruirlo.
Aggiornero' la pagina nei prossimi giorni, in modo da descrivere cronologicamente il processo che mi portera' - spero - alla soluzione che cerco.
2010, inizio febbraio: giro in Rete e trovo varie pagine relative a NAS autocostruiti e a prodotti pronti per l'uso. Tra le prime, quelle di
Aaron Eiche,
Paul Stamatiou,
Zhong Tom Wang, e la guida di
Smallnetbuilder.net sono state quelle piu' interessanti.
Il NAS di Aaron mi ha dato l'idea di usare una scheda madre Mini-ITX con processore Atom. Lui ha usato una motherboard Intel D945GCLF2, ora fuori produzione; io cerchero' qualcosa di simile. Lui ha usado un disco Seagate Barracuda da 1,5Tb e 7200 giri al secondo; io sto pensando allo stesso disco in versione da 1Tb.
Le specifiche temporanee, trica e branca(*)
- Motherboard Intel D945GCLF2 con CPU Atom integrata;
- 1Gb di RAM;
- 2 dischi Seagate Barracuda
- Budget: 500
singdollas (25 euro).
2010.02.09, sera: sono stato a Sim Lim Square per vedere i NAS in vendita li' e identificare i negozi in cui acquistare parti sfuse, se dovessi decidere di fare il bricoleur. Ecco alcuni prezzi visti da Fuwell, al quarto piano:
- Buffalo LinkStation Quad NAS (4 slot; incluso 1 disco da 1TB): 519 S$
- D-Link DNS-323 (2 slot): 229 S$
- D-Link DNS-343 (4 slot): 515 S$
- Netgear ReadyNas Duo (2 slot): 429 S$
- Netgear ReadyNas NV+ (4 slot): 1199 S$
- Thecus N0204 (2 slot): 235 S$
- Thecus N3200 Pro (3 slot): 499 S$
- Thecus N4100 Pro (4 slot): 699 S$
- Thecus N2200 (2 slot): 265 S$
Prima di visitare Fuwell ho visitato alcune altri negozi di SLS. Al terzo piano ho trovato Netwin, che ha parecchi
case in vetrina. Il tizio in negozio, Michael, mi ha dato parecchi suggerimenti, alcuni validi, altri che mi hanno lasciato il sospetto che volesse "piazzarmi" dei fondi di magazzino.
2010.02.09, notte: Vado a dormire pensando che forse e' meglio acquistare un NAS pronto per l'uso, senza wireless, con almeno tre slot per dischi rigidi. Perche' tre? Perche' il disco WD esterno da 320Gb potrei rimuoverlo dal suo contenitore e piazzarlo nel NAS, liberando quindi una presa elettrica; potrei poi acquistare immediatame...
Tags: computer, fai da te, fotografia, informatica, Lego
PDA e' la sigla di
Personal Digital Assistant. In Italia lo chiamiamo spesso
palmare perche' dovrebbe essere piccolo a sufficienza da stare nel palmo di una mano. Molto meglio che portarsi dietro un laptop, se devi avere la capacita' di collegarti ad Internet lontano dal tuo ufficio. Con gli
smartphone, poi, il PDA e il cellulare sono diventati un solo oggetto, portando ad un ulteriore risparmio di peso.
Ma la carta e' ancora piu' leggera.
Dopo aver avuto un
"vero" PDA, sono passato ad uno "
smartphone". Ottimo, permette di inserire nuove foto ed articoli, anche lunghi, nel blog, senza dover usare un computer vero. E potendo collegarsi a reti locali wireless, aggiornare un sito (o navigare in rete) usando quel cellulare ha costi ridotti.
Ma la carta e' tuttora piu' leggera. E se e' riciclata e' meglio.
Il cellulare (
Samsung SGH i600) fa tante cose, ma per alcune cose, la carta continua ad essere la mia scelta preferita. Nonostante il cellulare, mi ritrovo sempre e comunque ad avere un foglietto in tasca con l'elenco delle cose da fare durante la giornata. "Scrivere articolo su Ho Chi Minh in Francia", "selezionare foto di Taiwan per parenti", "acquistare scheda di memoria SDIMM 2Gb". Ho provato a scrivere una lista del genere usando varie applicazioni del cellulare, e non ha funzionato. Se la scrivo con un programma di scrittura, mi ritrovo a doverla cercare ed aprire per vedere cosa devo fare: troppe operazioni. Se uso invece l'agenda del cellulare, posso creare note che
proattivamente mi ricordano che devo svolgere una certa operazione. Ma quei promemoria ... l'allarme acustico e' troppo proattivo, e le note che appaiono sullo schermo del cellulare lo sono troppo poco.
La carta e' leggera e non ha bisogno di un caricabatterie.
Negli ultimi nove anni ho lavorato in tre diverse uffici per la stessa azienda. Ogni volta mi sono stati forniti centinaia di biglietti da visita, biglietti che sono stati utilizzati solo in minima parte. Ora che sono a Singapore ho ancora un centinaio di biglietti da visita con i miei dati londinesi, e cinquecento o forse piu' biglietti da visita con i dati dell'ufficio di Atlanta. Che faccio, li ritocco tutti a mano? Dovrei tirare una riga su indirizzo, telefono, funzione, nome ditta, e riscriverli a mano... e ho un pacco di biglietti da visita con i dati aggiornati. Li butto?
Non sia mai! Buttare carta - cartoncino, quasi - che ha un lato inutilizzato e che rispetta un formato standard sarebbe un crimine contro le risorse del pianeta.
La mia "to do list" e' sul retro dei biglietti da visita obsoleti.
Perche' li uso:
1) Ne ho tanti.
2) Sono piu' robusti della carta normale, e si rovinano poco anche manipolandoli.
3) In tasca si individuano subito.
4) Non richiedono batterie.
5) Per vedere la lista basta prendere il biglietto dalla tasca e portarlo davanti agli occhi.
6) Tirare una riga su una voce, ad operazione eseguita, da' piu' soddisfazione che cliccare una
checkbox sul PDA.
Ho preso in considerazione bloc notes, ma ne ho tanti e non li porto mai con me. Ho pensato ad agende particolari, tipo Moleskine o Filofax. Quasi tutti i modelli sono troppo grossi e pesanti, e tutti sono troppo costosi, se confrontati con un pezzo di carta. E poi, vuoi mettere il piacere di fare qualcosa in modo personale, anziche' affidarsi ad un "brand", un'azienda con un nome famoso?
Tags: fai da te, informatica, scrivere, viaggiare leggeri

Si sara' mai alzato in volo, quest'elicottero? E' piu' facile che si tratti della reincarnazione (meglio:
reinmetallazione) di un'auto, forse un'utilitaria che sognava di volare sopra gli ingorhi e lo smog, per raggiungere l'aria pulita delle montagne taiwanesi.
Fotografato nello Shei-pa National Park di Taiwan.
Tags: auto, elicotteri, fai da te, foto, Taiwan

Biciclette parcheggiate vicino all'Esplanade Theatre, Singapore, estate 2008. Trattasi di uno scatolone di polistirolo fissato (bene) con due cinghie. Capiente e forse persino a tenuta stagna, lo consiglierei a tutti, soprattutto a chi privilegia il
vivere low cost rispetto al consumismo.
Tags: bici, fai da te, foto, Singapore, vivere low cost
Le case dei miei conoscenti, in Italia, sono bellissime: possono essere piccole, a volte, ma sono sempre curate e decorate con una cura maniacale. La mia casa in Inghilterra, in cui ho vissuto per qualche anno e che e' ora affittata, aveva qualche tocco di italianita', ma era in tutto e per tutto una casa inglese. Il che significa che poteva essere seguita e mantenuta in buona parte da un proprietario normale, con poca predisposizione per il bricolage. Al contrario delle case italiane, in cui ci vuole uno specialista per qualsiasi cosa.

I mobili della casa inglese li abbiamo comprati alla Ikea e un mobilificio locale. Tutti componibili. Tutti montati da me, compreso l'enorme armadio della camera da letto. Compreso il bel tavolo Ikea, enorme, che vorrei un giorno rivedere, perche' ho il presentimento che diventera' piu' bello col tempo.
Ci sono poi tante cose che possono essere imparate e che, una volta messe in pratica, magari non daranno subito risultati eccezionali, ma ti renderanno orgoglioso. Quando ho verniciato la camera da letto e' stato un macello: sono andato avanti per settimane e il risultato finale e' stato scarso. La camera da letto piccola e' venuta gia' meglio. E quando ho verniciato la cucina, ho finito in due giorni (certo, la stanza era piu' piccola, ma non e' solo per quello che ho finito in fretta) e con un risultato che mi ha fatto felice. Avrei fatto anche sala e area-scale, ma visto che avevamo una vacanza in vista (Grecia) e un dirimpettaio imbianchino, abbiamo fatto fare il lavoro da lui. La conclusione e' che ho scoperto di poter verniciare una o piu' stanze senza catastrofi e imparando, nel contempo, a rimuovere da solo i termosifoni, la moquette e altro. Un po' come quando imparai a sostituire la cinghia della distribuzione della mia moto (Morini 3 1/2): certo, avrei potuto farlo fare da altri, ma era un'occasione per imparare qualcosa, e spendere quattrocentomila lire per sostituire un pezzo che ne costa (a me, al dettaglio) venticinquemila, mi sembrava uno sproposito. Allo stesso modo, se una persona avesse ora bisogno, per esempio, di un sito Internet, potrebbe chiedere ad un professionista (
me, per esempio), e pagarlo per il lavoro, ma potrebbe anche decidere di fare da se', risparmiare e allo stesso tempo imparare. Lo stesso vale anche per la falegnameria (per esempio, in Inghilterra ho comprato il piano-cucina in bel legno e l'ho poi sagomato io per adattarlo al forno): il fare qualcosa e godere dei frutti del lavoro ci riporta ad un tempo in cui chi produceva fruiva dei beni prodotti. Un bel cambiamento, se avete lavorato in una catena di montaggio.
La differenza tra fare da se' e far fare ad un professionista sta nel risultato finale. Ma se e' il processo, che vi interessa, raccomando di fare da soli.
E' meglio acquistare il biglietto aereo e magari l'intera vacanza con un'agenzia viaggi, oppure e' piu' conveniente acquistarlo tramite Internet?
Una premessa, prima di offrire suggerimenti riguardo a quali siti utilizzare e quali servizi scegliere: la domanda e' "E' davvero conveniente, acquistare un viaggio o una vacanza tramite Internet?". La risposta e' si', e' conveniente perche' permette di visitare tante agenzie viaggi in pochi minuti, anziche' dover telefonare o visitarle, sperando di non trovare coda. E' conveniente perche' permette di confrontare i prezzi delle varie agenzie viaggi senza dover raccogliere listini prezzi e offerte speciali in giro. E fin qui, siamo al confronto tra agenzie viaggi tradizionali e agenzie viaggi online (che abbiano o meno un'agenzia tradizionale alle spalle).
Dove si risparmia davvero e' nel preparare il viaggio su misura per noi: se volessimo farlo senza Internet, perderemmo un sacco di tempo e dovremmo affidarci a ritagli di informazioni ("Sono stato li' dieci anni fa, c'era un alberghetto molto carino proprio a pochi metri dalla spiaggia") basate sui ricordi di amici e conoscenti. Con Internet, si puo' acquistare online il biglietto aereo per (esempio) Atene, poi acquistare online il biglietto aereo che ci portera' a Santorini, prenotare online l'albergo e magari anche un'escursione in barca a vela.
Un'ultima cosa: molti operatori italiani sembrano sguazzare nella mancanza di concorrenza, come se ci fossero solo loro ad offrire un servizio simile. Come risultato, i prezzi si alzano e i clienti vengono serviti male. L'uso di Internet per organizzare le vacanze permette anche, eventualmente, di discutere di persona con responsabili o impiegati delle agenzie viaggi, avendo sottomano prezzi e caratteristiche dell'offerta dei loro concorrenti. Come minimo, si otterra' uno sconto ...
Se lavorate in un'agenzia viaggi, o se possedete un'agenzia viaggi, e non condividete le opinioni espresse in quest'articolo, scrivete in proposito nel nostro forum su viaggi e vacanze.
Tags: agenzie viaggi, fai da te, siti Internet
Puntuale come le zanzare, che ritornano ad ogni estate, e come una finale mondiale, in cui ci ritroviamo ogni dodici anni, ecco una tipica domanda estiva: sono meglio le vacanze organizzate o quelle fai-da-te? Meglio il Club Med o una moto, una mappa e uno zaino? Animatori retribuiti oppure incontri e malintesi con residenti? La sicurezza che deriva dal sapere che tutto e' pianificato, o l'alzarsi la mattina e decidere se andare a nord o a sud? Giuro, una volta andai in montagna in Francia, in un posto chiamato Notre Dame de la Salette, nonostante avessi deciso di andare a sud, verso la costa francese. Ero in moto, ad un bivio decisi che, pur non avendo maglioni pesanti, l'idea di andare in montagna mi stimolava piu' del mare, e non ci misi molto a puntare verso nord anziche' verso sud.
Dipende da come siamo fatti. Se diventiamo irrequieti dopo due giorni passati nello stesso posto, allora e' meglio non prenotare niente, prendere la tua auto/moto/scooter e partire per l' "altrove" piu' altrove che ci viene in mente. Oppure saltare su un treno (con l'Interrail se rientrate nella fascia d'eta' adatta, oppure con un semplice biglietto), o su un volo economico, e via, verso una citta' o un villaggio scelto in base al nome, o guardando su una mappa. Io ho usato questo criterio altamente scientifico per scegliere le destinazioni delle mie vacanze piu' belle, dalle Orcadi (Scozia) al Verdon (Francia), alle Isole del Canale, fino all'ultimo caso, Savannah, in Georgia (ora sono negli USA per lavoro), che ho scelto anche pensando ai
film che sono stati girati a Savannah..
Se vi chiedete cos'e' meglio, vi consiglio di provare cio' che non avete ancora provato: se avete sempre avuto vacanze organizzate, seguite i miei consigli e viaggiate seguendo il vostro istinto. Se invece avete sempre fatto vacanze cosi', scegliete un viaggio organizzato, o mageri persino una vacanza in spiaggia, sara' un cambiamento rispetto al passato e vi permettera' di capire quale tipo di vacanza amate davvero.
Tags: agenzie viaggi, destinazioni, fai da te, pianificare Argomenti correlati a "fai da te"