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Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento fiction

Serie tv Pan Am: la recensione

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/11/2011 alle 13:58 | 0 commenti  | Permalink
Tre giorni fa ho visto i primi due episodi della serie televisiva Pan Am. Incentrata su un gruppo di assistenti di volo della linea aerea Pan Am, e ambientato nella prima meta' degli anni Sessanta, "Pan Am" segue il modello lanciato con successo dalla serie "Mad Men" qualche anno fa: uno sguardo nostalgico ad un mondo differente, con l'economia in crescita, la Guerra Fredda in corso e la rivoluzione dei costumi portata dagli anni Sessanta ancora agli albori.

I primi dieci minuti del primo episodio sono spesso il momento decisivo per un programma televisivo, e Pan Am inizia bene: fa venir voglia di andare in aeroporto e prendere un aereo verso qualsiasi destinazione ... possibilmente verso gli anni '60. La differenza tra quegli anni e il presente e' sconcertante, soprattutto se siete abituati a viaggiare solo con compagnie low cost: Pan Am mostra sedili con tanto spazio per le gambe, assistenti di volo che conversano coi passeggeri, bevande e cibo a volonta'. Quel che non mostra e' il prezzo dei biglietti, che probabilmente non erano proprio low cost.

Il cuore del programma sono le assistenti di volo: due sorelle (una volitiva, l'altra molto meno), una ragazza francese che, come da stereotipo, vive il sesso in modo piu' disinvolto delle colleghe americane. Non sono tanti i serial in cui le donne sono le protagoniste assolute: Sex & The City e The Good Wife sono i primi che mi vengono in mente, e gli unici che sono riuscito a seguire. Ed e' una piacevole sorpresa vedere che, come per un contrappasso dantesco, si rovesciano i ruoli: se in tanti telefilm l'uomo e' protagonista e le donne sono solo presenze decorative, in Pan Am sono i personaggi maschili - piloti, passeggeri, agenti segreti - ad essere appena abbozzati e di solito poco positivi: infedeli, molesti, ubriachi, bugiardi. E non particolarmente intelligenti. Invidiate e concupite, le assistenti di volo di Pan Am attirano l'attenzione degli uomini con la loro presenza, e a volte vengono molestate da passeggeri idioti. I passeggeri credono che un piccolo flirt con un'A/V sia compreso nel biglietto del volo. Temo capiti ancora.

Le assistenti di volo di Pan Am sono cosmopolite e poliglotte, tutte laureate e affascinanti, sempre seducenti e a volte sedotte. Una viene reclutata come agente segreto. Un'altra viene portata in elicottero fino all'aeroporto. Una abbandona all'altare - o quasi - il marito, e la vita da donna sposata, cui era stata preparata per tutta la vita dalla propria famiglia. Tutte vengono pesate prima di ogni volo, e a tutte viene imposto l'uso del corsetto, che solo la ribelle Maggie (interpretata da Christina Ricci) rifiuta. Miss Havermayer, la responsabile della "pesa" delle colleghe, ricorda la signorina Rottermayer dei cartoni animati di Heidi, ligia alle regole, priva d'umorismo e, probabilmente, frustrata in quanto esclusa dall'elite, visto che non vola.

Una nota curiosa e' la presenza solo evocata del tabacco. Negli anni Sessanta fumare era molto comune, anche in aereo e in ogni area degli aeroporti, eppure l'unico segno di sigarette e' nella frase "puzzi di whisky e sigarette", detta da una delle protagoniste ad un pilota. La presenza visibile di sigarette e' bandita nelle produzioni televisive della ABC, di proprieta' della Disney, ecco la ragione dell'anacronismo.

In conclusione, Pan Am offre intrattenimento condito da nostalgia del bei tempi andati in cui volare costituiva un'esperienza esclusiva.



Tags: assistenti di volo, fiction, nostalgia, Stati Uniti, televisione

Il gigante del Lake District

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/08/2011 alle 07:00 | 4 commenti  | Permalink
Nel Lake District occidentale, intorno ad Ennerdale Water, capita di vedere cose strane. Scarponi e suole che si separano e vanno in giro per proprio conto. Chiese spettrali. Misteriosi fenomeni meteorologici causati dalla centrale di Sellafield. E anche salendo sulle rotonde montagne della zona si viene colpiti da apparizioni inconsuete ed inspiegabili.

L'impronta del Gigante Del Lake District


La foto, scattata salendo verso Red Pike (a sud di Buttermere), mostra l'impronta di un piede gigantesco. L'impronta e' stata lasciata da un piede sinistro, mostra un numero imprecisato di dita - forse cinque, forse di piu' - ed e' lunga circa un metro e cinquanta. Calcolando che un piede umano e' mediamente il 15% dell'altezza della persona, se ne deduce che la creatura che ha lasciato quest'impronta potrebbe essere alta circa dieci metri, molto piu' dello Yeti asiatico o del Sasquatch ("Bigfoot") nordamericano. E questa sensazionale scoperta apre la porta a domande su questo mistero, domande che non possono non assillare chiunque abbia un briciolo d'intelligenza:

1) Se il gigante del Lake District e' cosi' grande, come mai nessuno ne parla? E' in atto una gigantesca cospirazione internazionale?
2) Chi ha fatto sparire le altre impronte del gigante? E' in atto una gigantesca internazionale?
3) Se il gigante del Lake District non e' stato visto da nessuno, e' possibile che sia invisibile? E' frutto di esperimenti compiuti da alieni? E' in atto una gigantesca interplanetaria?

Che dire? Come direbbe quel sommo pensatore di Giacobbo, la soluzione del mistero e' a Rennes-le-Ch?teau.

Tags: fiction, foto, Gran Bretagna, Lake District, misteri

Perdere credibilita': saltare lo squalo, bombardare il frigo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/11/2008 alle 06:40 | 0 commenti  | Permalink
"Jumping the shark" ('saltare lo squalo') e' da anni sinonimo, per i cultori dei programmi televisivi statunitensi, della perdita di credibilita' tipica delle trasmissioni che hanno ormai i propri migliori episodi alle spalle: quando un telefilm mostra un evento assurdo nel contesto della serie, che segnala un calo di qualita' degli episodi e esaurimento delle trame a disposizione degli sceneggiatori.
Il contesto e' l'elemento-chiave, in questo caso: per il Dottor Who, viaggiare nel tempo e' accettabile, sarebbe stato molto meno accettabile se l'avessero fatto Vinnie Barbarino o J.R. Ewing. Quando un simile evento incredibile ha luogo, viene considerato come un sintomo di carenza di idee da parte dei creatori della serie, e si dice che il programma, con l'episodio incriminato, ha "jumped the shark".

Saltare lo squalo ... strana frase. Da dove viene?

Un vecchio episodio di Happy Days mostra Fonzie che fa sci d'acqua (con costume da bagno e giacca di pelle) e salta uno squalo. Da quell'episodio e' nato (molti anni dopo) il detto Jumping the shark.

E "bombardare il frigo" cosa vuol dire?

L'espressione originale e' "Nuking the fridge" e deriva dal recente Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, in cui il dottor Jones si salva da un'esplosione nucleare nascondendosi in un frigo. La scena sintetizza in modo mirabile la perdita di ispirazione e l'essere indietro sui tempi di George Lucas e Steven Spielberg, che con questo quarto episodio della saga di Indiana Jones hanno dimostrato che tre e' il numero perfetto, quattro molto meno. Lucas e Spielberg sono indietro sui tempi, soprattutto, in quanto il loro film ha tentato di mettere insieme troppe "teorie delle cospirazioni", il che avrebbe potuto andare bene in un film pre-Internet. Oggi, invece, e' la tipica premessa per un film film di serie B con sceneggiatura scritta prendendo brandelli di trama a destra e a manca. Mancavano giusto le "scie chimiche".

Ecco allora che "nuking the fridge" si affianca ora a "jumping the shark" nell'identificare film e telefilm che hanno perso idee.

www.jumptheshark.com elenca i programmi che hanno 'saltato lo squalo'. Quasi tutti i telefilm che conosco hanno avuto, a un certo punto, un calo di qualita' a cui ha fatto seguito una mia perdita d'interesse, le eccezioni sono pochissime: Magnum P.I., M.A.S.H., U.F.O, My Name Is Earl. Personalmente, una nota di merito va data a Donald Bellisario, creatore di Magnum P.I., che ha creato forse il finale piu' sorprendente per l'episodio "Hai visto l'alba stamattina", che ripropongo qui.




Tags: cinema, fiction, modi di dire, televisione, video

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