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Camminare a Singapore: la linea e la luce

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/04/2009 alle 07:24 | 0 commenti  | Permalink
Percorso pedoni a Suntec CityVivere a Singapore e non avere un'auto porta a camminare molto, e questo mi ha consentito di notare nessi con due concetti legati allo sport.

Per iniziare, a Singapore ci sono tanti che camminano. Che si abbia un'auto o meno, che si abbia un'azienda o che si facciano le pulizie, si finisce sempre col camminare parecchio, quasi sempre al coperto e circondati dall'aria condizionata.

Camminare nella folla porta, come dicevo, a mettere in pratica almeno due principi sportivi, se non di piu'. Il primo e' quello del cercare la luce ("to look for the daylight"), che viene dal football americano. Uno dei ruoli offensivi del football e' quello del running back; si tratta del giocatore che, ricevuta la palla dal quarterback (il "gestore" delle azioni offensive), deve cercare un varco nella selva di corpi di compagni ed avversari che ha davanti. Non appena intravede uno spiraglio di luce ("daylight") davanti a se', deve buttarcisi, per poter raggiungere la sua destinazione, la linea del touchdown.

Torniamo al camminare a Singapore: la folla di pedoni e' sempre densa, e ci sono di continuo persone che si fermano di colpo, altre che scartano a destra o a sinistra, altre che cambiano completamente direzione, che sbucano da un negozio o che vi ci infilano, corridoi laterali portano ulteriori flussi di persone, ascensori si aprono e rovesciano decine di passeggeri sul vostro percorso. Se uno non sta passeggiando per osservare le vetrine, ma sta cercando invece di andare in fretta da un posto all'altro, finisce spesso per trovarsi rallentato, quasi intrappolato da individui e gruppi di persone che camminano piu' lentamente. Come loro hanno diritto ad andare lenti, cosi' io ho diritto a camminare velocemente. Ecco quindi l'analogia col looking for the daylight del football americano: la massa compatta di umanita' che avete davanti e' talmente densa che ogni spiraglio di luce va colto al volo: se siete in una galleria di negozi larga cinque metri, tenetevi vicino al centro, in modo da essere pronti a imbucarvi nel primo varco che si apre a destra o a sinistra, poi nel successivo, in quello seguente, fino al momento in cui, forse, sarete arrivati alla vostra destinazione o quantomeno ad un'area con meno gente in cui potrete camminare col vostro passo in modo piu' lineare.

Lineare? Ecco il secondo concetto sportivo collegabile al camminare, un concetto piu' vicino all'Italia di quanto non lo sia quello del "cercare la luce". Viene dal motociclismo, e si potrebbe sintetizzare con le parole cercare la linea. Da motociclista temporaneamente senza moto, ricordo il piacere che danno certi percorsi in cui curve veloci ed altre piu' lente si susseguono e si alternano ai rettilinei. Seguire la linea giusta, diversa da moto a moto e da guidatore a guidatore, una linea invisibile ma intuibile, che permette di raccordare le varie parti del percorso ricorrendo ai freni solo quando indispensabile, cercando di mantenere la velocita' acquisita, per ridurre il tempo totale di percorrenza, quella e' la priorita', soprattutto se guidate una moto con poca cavalleria a disposizione (e a maggior ragione un ciclomotore o uno scooter). Il discorso vale ancora di piu', evidentemente, per le bici, soprattutto in discesa: la scelta della linea giusta permette di andare veloci senza dover pedalare troppo.
Ricordo di aver letto molte interviste di motociclisti (Valentino Rossi e Loris Reggiani, per menzionarne solo due) in cui gli intervistati sembravano avere un rispetto quasi religioso per la linea ideale e per la sua ricerca.

E la linea ideale conta anche se camminate. Di piu' ancora se siete stanchi, se le gambe vi fanno male, o se avete poco tempo a disposizione: vi permette di arrivare a destinazione percorrendo meno strada e in meno tempo. E a differenza che in moto, bici o auto, la linea ideale del pedone - che non ha cavalli da scaricare in uscita di curva, e non rischia perdite d'aderenza in caso di cambi netti di traiettoria - puo' includere secche correzioni.
Pensavo fosse un'idea ovvia, ho deciso di scriverne solo dopo aver osservato le persone che, come me, vanno al lavoro a Suntec City. Prendendo in esame persone che vanno al lavoro, con in negozi ancora chiusi, le distrazioni (e le variabili di quest'osservazione) sono ridotte al minimo, in quanto tutti hanno interesse ad andare da dove si trovano (la fermata in cui scendono dall'autobus, il parcheggio sotterraneo in cui lasciano l'auto) al loro ufficio nel minor tempo possibile e con la miglior fatica possibile. Ho notato che, nonostante i corridoi di Suntec City siano semivuoti (alle 8-8,30 di mattina), e quindi non ci siano limitazioni alla traiettoria che uno puo' seguire, molti pedoni finiscono col percorrere parecchi metri in piu' del necessario, semplicemente perche' seguono linee poco convenienti. Di conseguenza, un camminatore lento (o uno veloce che decida di camminare lentamente) puo' trovarsi ad arrivare a...

Tags: camminare, football americano, moto, Singapore

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