Lo Yusheng e' un piatto preparato per il Capodanno cinese a SIngapore. E' un auspicio di prosperita', e viene servito prima del pasto vero e proprio. A proposito: il pasto piu' importante del Capodanno cinese e' la cena della vigilia (ieri). Oggi siamo ufficialmente entrati nell'Anno del Dragone.
Thaipusam e' una festivita' indu' celebrata particolarmente dalla comunita' Tamil. Viene celebrata con la luna piena tra gennaio e febbraio, e a Singapore la comunita' Tamil la festeggia con una processione che attraversa Little India per concludersi al tempio Sri Layan Sithi Vinayagar.
Si consiglia la visione delle altre foto ad un solo pubblico adulto.
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Zoo di Singapore. Un pappagallo "romantico" seduce la sua pappagallina. Intorno, turisti poco disposti a concedere un po' di privacy ai due piccioncini pappagallini.
Coppia di attempati ed arzilli ballerini a Chinatown, Singapore. Degni di lode anche solo per aver deciso di uscire di casa per andare a ballare all'aperto, nonostante i trentadue gradi e l'umidita' tremenda presenti 365 giorni all'anno a Singapore.
Gente che balla in piazza a Chinatown, a Singapore. Sullo sfondo, il tempio della reliquia del Dente di Buddha. I lavori per la costruzione del tempio sono iniziati nel 2005 ed il tempio e' stato inaugurato nel 2007. Il dente di Buddha ospitato nel tempio venne ritrovato nel 1980 in uno stupa a Myanmar. L'ingresso nel tempio e nell'annesso museo e' gratuito.
Una pessima foto scattata da un autobus, sufficiente per mostrare una tendenza globale: dare nomi stranieri ad un prodotto o ad un servizio. Versilia e' (anche) il nome di un condominio a Singapore, e se l'avessero chiamato Lao-Tse forse la rata dell'affitto sarebbe stata piu' bassa. L'esotismo rende.
Del resto, anche in Italia, chi preferirebbe vivere in un condominio chiamato Maremma, piuttosto che in uno chiamato Devonshire?
Uno si allontana dal suo quartiere, dalla sua citta', e magari anche dal suo continente, e scopre che ci sono parole di cui conosce il significato e che vengono usate in modo differente. Capita per parole d'uso comune: se uno chiede un "latte" all'estero, che sia al bar o da conoscenti, gli porteranno del caffelatte. A volte non e' neppure necessario andare tanto lontano: a Palermo mi sono trovato a mangiare angurie ogni volta che chiedevo meloni, e a mangiare meloni quando ordinavo angurie.
Capita anche di ritrovarsi di fronte biciclette sportive pseudo-italiane con nomi assurdi come Scorfano, Ossario, Padella. O marchi di abbigliamento con nomi italiani come "Giordano" che dominano il mercato asiatico e ... che vengono da Hong Kong.
Tutta quest'introduzione per mostrarvi questa foto. E' un negozio di cosmetica visto in vari shopping malls a Singapore: si chiama "I Nuovi Professional", e mi chiedo se l'ispirazione per il nome sia venuta pensando alla serie poliziesca I Professional, parecchio violenta e politicamente scorretta: probabilmente, se entri in quel negozio, uno dei commessi ti terra' fermo mentre l'altro ti tirera' in faccia fondotinta e ti applichera' a forza rossetto e creme...
Un'offerta di qualche tempo fa, vista a Singapore: 18 singDollars (circa nove euro) per dormire in una camerata in un 'backpacker pub'. Colazione e connessione Internet wireless comprese nel prezzo.
Conversazione a casa di amici in Italia, natale 2009:
- Non ti sembra troppo piccante quel sugo?
- Piccante? Sugo?
- Quello che stai mangiando! Ci sono dei peperoncini, te ne sei accorto, vero?
- Beh, veramente... non me n'ero accorto. Saranno peperoncini di quelli tranquilli.
- Tranqulli? Guarda la faccia di Pino, vicino a te! Sta scoppiando!
- Sara' che viaggiando all'estero uno si abitua a mangiare piatti piu' piccanti.
E dire che non mangiavo piccante, prima di andare a vivere all'estero. Anzi: non mangiavo neppure saporito, la pasta la mangiavo spesso in bianco, evitavo il salame, il pepe non lo usavo e il peperoncino non lo volevo neppure vedere sul tavolo. E avevo la gastrite. Poi, trasferitomi all'estero, mi sono abituato a mangiare un pochino piu' saporito. Piu' piccante. Molto piu' piccante. Quando in Italia si pensa alla cucina cinese, si pensa spesso che sia poco energica, poco piccante. Spero che basti quest'immagine per dimostrare quanto sia errato questo preconcetto. Ah, dimenticavo: non ho piu' la gastrite...
Immagine scattata in un ristorante cinese a Chinatown, Singapore. Si', ci sono anche della carne e delle verdure relativamente innocue, nel piattone (tra l'altro, e' piu' un'insalatiera che un piatto, visto che e' fonda), ma la maggior parte del contenuto e' puro e semplice peperoncino in quantita' industriale.
I primi singaporiani che vidi dal treno erano come quelli di una volta: ciabatte di plastica, calzoncini neri e maglietta bianca, esattamente come il protagonista di una delle prime storie che sentii quando ci venni a vivere nel 1971. Un medico aveva, fra i suoi pazienti, un vecchio cosi', semplice e dimesso, che gli si sedeva nella sala d'aspetto con i piedi sulla poltrona e la maglietta arrotolata sulla pancia. Il medico, pensando che fosse un poveraccio, lo faceva pagare meno degli altri e a volte gli risparmiava addirittura il conto, finche' un giorno l'infermiera, guardando giu' dalla finestra, non vide quel vecchio salire su una Mercedes con autista che lo aspettava. Era l'uomo che controllava il commercio del riso in tutta la citta'.
Per me quel vecchio rimane l'epitome del cinese della diaspora: sicuro di se' ma poco appariscente, potente ma ritirato e modesto per tema di ingelosire gli dei o i governanti. A quel modo ne sono rimasti pochissimi. I cinesi delle nuove generazioni hanno solo paura di non essere presi per ricchi e si mettono addosso tutto quello che da' loro sicurezza e - credono - rispettabilita'.
Da Un indovino mi disse, di Tiziano Terzani, edito da Longanesi &c, 1995.
... e si vede di tutto, a Singapore come nel resto del mondo. Ero in bici a Pulau Ubin, una piccola isola tra Singapore e la Malesia; mia moglie, seduta sul tandem dietro di me, mi dice "Guarda su!", e su un albero era appollaiato un uccello. Un bucero bianconero orientale (Anthracoceros albirostris), che non avevo ancora visto al di fuori del Jurong Bird Park.
Un altro bel ponte di Singapore. Si tratta dell'Helix Bridge, inaugurato pochi giorni fa, che collega l'area di Marina Bay con il nuovo casino' di Marina Bay Sands.
Si dice che il nome inizialmente previsto per il ponte fosse "DNA Bridge", per la presenza di una struttura a doppia elica che ricorda quella del DNA, e per sottolineare il desiderio del governo di Singapore di promuovere la piccola isola-citta'-stato come polo della ricerca medica.
Poi devono aver pensato "Nahhh... tanto chi passera' su quel ponte andra' a buttare soldi al casino', chissenefrega del DNA, chiamiamolo ponte ad elica e basta".
No, non e' una nave, anche se sembra. E' il cantiere del casino ' di Marina Bay Sands, a Singapore, che sta per essere completato (non sembra, vero?). E cosi' Singapore si ritrova a passare da zero casino' ("Integrated Resorts", come le chiamano qui, perche' niente puo' piu' essere chiamato col suo nome) a due. L'altro casino', quello di Sentosa, e' stato inaugurato in febbraio.
Notizia numero 1: per i residenti locali - compreso me, per esempio - l'ingresso ai nuovi casino' di Singapore costa 100 dollari singaporiani (50 euro). Il biglietto d'ingresso e' stato introdotto per scoraggiare la dipendenza dal gioco d'azzardo, ma secondo parecchi osservatori (traduzione: gente incontrata in metropolitana a cui ho chiesto un parere) la tassa d'ingresso terra' lontano soltanto i visitatori locali occasionali, mentre chi ha gia' sviluppato una dipendenza dal gioco d'azzardo non si fara' fermare da miseri cento singdollars.
Notizia numero 2: sono gia' stati beccati alcuni bari nel casino di Sentosa. E sono nostri "connazionali", cittadini europei. Due francesi e uno spagnolo sono stati arrestati per aver barato alla roulette: hanno infatti effettuato la puntata quando la pallina si era gia' depositata su un numero, anche se la roulette stava ancora girando.
Ma non si diceva "les jeux sont fait", per segnalare la fine delle giocate, come diceva anche Jocelyn?
Fa caldo, a Singapore. Mi fa impressione che qualcuno - alcune migliaia di uomini e donne - abbia voglia di nuotare nelle acque non proprio limpide degli Stretti, che poi voglia saltare sulla sua bici e pedalare per novanta chilometri per vedere piu' volte le stesse cose, e che infine si metta a correre perche' non e' ancora abbastanza stanco. Lo chiamano "triathlon", e osservare una competizione per tre ore e' gia' sufficiente a stancarsi.
Ah, c'e' un premio in denaro, per i vincitori dell'Aviva Ironman 2010? Allora il prossimo anno partecipo anch'io!
Ero appostato lungo la East Coast Parkway (ECP) per fotografare una gara di triathlon, questa mattina. Ero sotto un albero, con cespugli intorno a me, e indossavo pantaloni e maglietta quasi mimetici. Eppure, e' stato sufficiente puntare il teleobiettivo verso un paio di motociclisti di passaggio sul tratto della ECP aperto al traffico, e poco ci mancava che quelli si mettessero ad impennare a 120 km/h.
Siano benedetti i motociclisti e il loro amore per le macchine fotografiche. Esibizionismo? Altruismo? Elevata consapevolezza di cio' che li circonda (come dire: "In moto bisogna avere duecento occhi, perche' gli automobilisti sono ciechi")? Non so. Ma un sorriso me l'hanno strappato.
"Ultra Alluminio Leggero Struttura Sistema Tecnologico". Ecco lo slogan presente sul telaio di una bici prodotta dalla Aleoca, un marchio singaporiano - con bici prodotte in Cina - che si spaccia per italiano e, come detto in precendenza, rovina la reputazione delle bici italiane, un po' come farebbe un pessimo formaggio Made In Wisconsin con nome simil-italiano, tipo la tozzarella e il pappigiano reggiano.
Uno di questi giorni faro' un salto all'Istituto Commercio Estero italiano, qui a Singapore, e chiedero' come mai per loro va benissimo che una ditta con un nome italianeggiante usi una bandiera italiana come simbolo, dei nomi italiani (Aleoca Ossario, Aleoca Scorfano, degli slogan italiani, per prodotti che italiani non sono. Forse Aleoca dovrebbe piazzare un bel "Made in Italy" falso sul telaio, per attirare l'attenzione dei funzionari italiani ...
Come avevo scritto, mi ha un po' sorpreso l'esistenza di una parata per il giorno di San Patrizio a Singapore. Non che non ci siano poche tracce d'Irlanda, a Singapore, anzi: i tanti pub irlandesi e le opere dell'architetto George Drumgoole Coleman sono ovunque.
Cielo coperto con forti probabilita' di pioggia, un divano comodo, qualche ora di sonno arretrato da recuperare: le scuse per non uscire ci sono, come sempre, eppure andiamo. Prendiamo un taxi, perche' la mia idea di andare da Tanjong Rhu all'Asian Civilisations Museum (il punto di partenza della parata) in pullman e' stata cassata immediatamente dalla mia dolce meta', e a ragione: col taxi abbiamo speso circa sei dollari, con l'autobus ci sarebbe voluta una cifra simile, e non saremmo arrivati cosi' vicini alla destinazione e cosi' in fretta. Arriviamo lungo il Singapore River, dove si preparano i ... paranti? Manifestanti? Quelli della parata di San Patrizio, insomma. Il pubblico ha seguito l'invito presente ovunque: indossiamo tutti qualcosa di verde. Vedo tanti bambini occidentali con le insegne di scuole elementari di Singapore, ci sono alcune bande musicali, c'e' un tizio vestito da San Patrizio e zero forze dell'ordine, non ce n'e' bisogno.
La parata inizia, partiamo da Raffles' Landing Site, il sito della fondazione della Singapore moderna (1819), costeggiamo il fiume e lo attraversiamo poi sul Cavenagh Bridge. Ha iniziato a piovere, e appena superiamo il ponte, lasciamo che il corteo prosegua su Battery Road, mentre noi ci affrettiamo verso l'ampio atrio coperto delle banche poco prima di Boat Quay. In un attimo arriva li' anche la parata ufficiale, e iniziano le esibizioni. Tap dancing, bande musicali, un numeroso gruppo di stormtroopers di Guerre Stellari (501st Legion, Singapore Garrison. Fanatici!) assediati da bambini che vogliono farsi fotografare con loro.
La pioggia continua. le esibizioni pure. La parata e' iniziata alle tre e mezza e dovrebbe portare ad un "street party" in Circular Road, a due passi da qui, alle cinque. Ma anche se sono solo le quattro e qualche minuto, dopo il quinto o sesto gruppo di tap-dancers ci allontaniamo e entriamo in uno dei pub di Boat Quay. Una pinta di Guinness, dodici singdollar. Mangiamo anche qualche ala di pollo, e uscendo capitiamo per caso nello street party post-parata: bicchieri pieni di Guinness ovunque, una marea di gente vestita di verde, un palco dove alcuni musicisti si esibiscono in canzoni tradizionali irlandesi e in qualche cover di brani famosi (solo "With or without you" degli U2). Ci sono nuove esibizioni dei tap-dancers, alcuni sono giovanissimi, cinque anni, a occhio e croce. Quando poi i musicisti continuano - il chitarrista era il St. Patrick che aveva condotto la parata - i bambini diventano padroni del palco, giocano e si lanciano piccoli palloni da rugby a pochi metri dalla band. Alcuni bambini iniziano a lanciare palloni al bandanato bassista della band, che li rilancia indietro con pose plastiche piu' da quarterback della NFL che da rugbista, costringendo il cantante, tra una canzone e l'altra, a raccomandare di non tirare piu' palloni ai musicisti, perche' "it's a bloody pain in the arse.
Tanti, tantissimi occidentali, intorno a questa parata e alla festa. E tanti veri irlandesi in giro: non so quanti ce ne siano a Singapore, ma sembrano essere tutti qui, oggi. Certo, alcuni potrebbero essere dei Plastic Paddies... chi lo sa.
Restiamo fino alle otto e mezza, godendoci la musica e l'allegria della giornata.
Avete presente il cartello di divieto di scarico che si trova su qualsiasi strada di campagna o di periferia, in Italia? Di solito c'e' una montagna di spazzatura, sotto il cartello, mentre tutt'intorno e' pulito. E' come se quel cartello rappresentasse un invito anziche' un divieto. Beh, non e' che capitino solo in Italia, cose cosi'. Anche a Singapore, dove ci sono tante leggi che di solito vengono rispettate, alcuni obblighi vengono invece ignorati. Tipo il cartello che dice "Danger - Do not cross here", nella foto.
Marine Parade, costa sudorientale di Singapore, quasi le sei del pomeriggio. Trentadue gradi, come tutti i giorni. Tornando a casa da un seminario informatico vedo due tizi addormentati davanti ad un tavolino, due bottiglie di birra Tiger sul tavolo. Pensate quel che volete, ecco quel che ho pensato io:
1) Non le hanno neppure finite, quelle due bottiglie. Chissa' quante ne hanno bevute, prima.
2) Non le hanno neppure finite, quelle due bottiglie. I giovani d'oggi proprio non sanno reggere l'alcool.
3) Chissa' a che ora hanno iniziato.
4) Beati loro che non devono tornare al lavoro.
5) Poveretti, chissa' per quale motivo bevono cosi' tanto.
6) Con quel che costano gli alcoolici a Singapore ... questi due devono averne, di soldi!
7) Strano, non sono ancora stati arrestati. Allora non e' vero che a Singapore i comportamenti improduttivi sono puniti immediatamente.
8) Magari a quest'ora c'e' l'happy hour e la birra costa meno.
9) Da come dormono, direi che hanno preso parte anche loro ad un seminario sulle strategie per il disaster recovery in Oracle.
10) Trentadue gradi e novantacinque per cento di umidita'. Quasi quasi seguo il loro esempio.
Sopresa per me, mica per voi ... incontrare un settimese a Singapore non e' una cosa che mi capiti tutti i giorni. Ed e' capitato sabato, durante una visita al Singapore Air Show. Insieme agli altri aerei esposti (tra cui F-35, F-16, F-111, F-15, AH-64), spiccava - per me - la presenza di un prodotto nostrano: un Alenia C-27 Spartan proveniente da Caselle, con equipaggio - ovvio - italiano, e con un settimese nell'equipaggio. Velivolo ed equipaggio hanno raggiunto Singapore dopo un volo con tappe a Sharm, in Oman, a Calcutta e Bangkok, in compagnia di un Aermacchi Alenia M-346 pilotato dal capo pilota collaudatore Quirino Bucci e diretto anch'esso al Singapore Air Show, dove si e' esibito in volo. Il C-27 aveva un buon numero di visitatori intorno, e la mancanza di transenne rendeva piu' facile avvicinarsi al velivolo, che portava un vistoso logo della missione umanitaria "Ridare la luce" condotta nel Mali dall'AMI nei mesi scorsi.
Un aereo militare da trasporto, con poca insonorizzazione (credo), sedili non particolarmente comodi, niente assistenti di volo carine o meno carine.... un modo di viaggiare un po' differente dalle nostre prenotazioni online + code per parcheggiare in aeroporto + coda al check-in + coda al controllo documenti e bagagli. Viaggiare a bordo di un aereo militare per un viaggio cosi', nonostante il rumore che dev'esserci, sarebbe un sogno, per un appassionato di aeronautica.
Nella foto l'Alenia C-27 col suo equipaggio. L'Air Show si e' concluso domenica 7 febbraio, e il C-27 sara' in questo momento impegnato nel volo di ritorno verso una Torino imbiancata di neve. Bel cambiamento, dopo i 31 gradi (piu' umidita') di Singapore.
Ok, sono un bugiardo, e' solo mezzanotte e venti. Ma tra quindici minuti devo imbarcarmi su un volo Singapore Airlines per Roma, quindi non posso aspettare dieci minuti per scrivere.
Sono nella Business Lounge KrisSilver della Singapore Airlines. Wow. Lounge. Business. Se mi vedessero gli ex colleghi con cui ho passato sette anni alla Pilkington (Filippo, Giorgio, Daniele, Bruno, Michele, Alfonso, Pino) direbbero "Teeeecnico...!", che era un complimento, nel gergo operaio degli anni 90. In realta', trovarsi in una business class lounge nel 2009 non e' sintomo di appartenenza al jet set. Il "jet set" non esiste piu', tutti voliamo in "jet" (aerei a reazione), e al massimo la discriminante tra "chi puo' " e "chi non puo' ", che negli ultimi decenni (fino al 22 ottobre 2004) si chiamava "biglietto per il Concorde", diventera' il volare con la linea aerospaziale di Richard Branson (VirginSpace?). In questo momento, in questa lounge, ci sono io con Linux Ubuntu 9.10 ( Karmic Koala), i miei pantaloni usurati e le mie scarpe Nike sdrucite e sdrucciolose. E per fortuna c'e' un bar, ma purtroppo non c'e' l'invenzione piu' importante degli ultimi duecento anni: il Martini. Il vermouth torinese, intendo, non il cocktail del ***** che ti propinano in giro per il mondo e che, se non stai attento, ti sbronza. No, manca il Martini della Martini. Per cui, complice mia moglie, mi accontento di un gin tonic. Molto tonic e poco gin, perche' ormai ho una certa eta', e prima di un volo di diciassette ore preferisco essere un pelino lucido.
Note sulla lounge: connessione Internet wireless semplice e senza password, veloce, nessun problema con Ubuntu.
Notizie dal mondo: Chris Henry, uno dei ricevitori-diva della NFL, e' morto in un incidente. Una litigata con la fidanzata, ed e' caduto dal cassone del furgone. Poteva capitare a Tiger Woods, queste fidanzate sono pericolose.
E parlando di partners... mia moglie mi ricorda che e' ora di imbarcarsi! Quindi vado.
Bici lungo Marina Bay, a Singapore. Acquistata nel gennaio 2001 per sessanta sterline da un negozio di Egham (Surrey, UK), ha calpestato strade e sentieri inglesi, statunitensi e singaporiani. La catena non e' stata oliata da... beh, non e' mai stata oliata. Che questa bici, nonostante non sia stata curata, non sia ancora caduta a pezzi sembra dimostrare che alcuni sistemi non hanno bisogno di interventi umani per continuare a funzionare nonostanti danni e traumi.
Sullo sfondo, le tre torri del nuovo casino' di Marina Bay, che potrebbe essere pronto tra pochi mesi. Sono sicuro d'aver sentito dire che sarebbe stato pronto entro la fine del 2009. Curioso, George Orwell parlava di riscrivere la storia per cancellare tracce degli errori, ma non c'e' bisogno di pensare a governi autoritari, per vedere questa pratica messa in atto: e' uno dei capisaldi del project management moderno.
Singapore. Catamarani che piegano come fossero moto. Ingresso gratuito. Giornata soleggiata. Come si fa a poltrire nel letto, anche se si e' andati a dormire alle quattro di mattina dopo aver selezionato foto del safari notturno della sera precedente? La competizione Extreme Sailing e' il motivo per cui mi sono trascinato giu' dal letto alle dieci della domenica mattina, ho trangugiato uno yoguìogurt yoghurt, mi sono caricato il Bigma sulle spalle e sono uscito in bici. Dal ponte sulla East Coast Parkway si vedeva tutto il Kallang Basin, ma di barche a vela neppure l'ombra: solo kayak, dragon boats e pullman anfibi con turisti a bordo.
Ho quindi proseguito fino alla fine del ponte, sono passato arrivato al lungo-fiume sotto il Flyer, e da li' la visuale era perfetta. Tre barche hanno girato per un'ora e mezza a partire dalle 11, una quarta s'e' aggiunta verso le 11,45. Ottimo spettacolo, qualche bella foto, e pochissime persone in giro, strano.
Aggiornamento
Non tanto strano, tutto sommato: il pomeriggio di domenica, dopo un'intensa pioggia, la temperatura un pelo piu' tollerabile, il cielo era piu' limpido, e il sole piu' basso rendeva i riflessi dell'acqua piu' fotogenici. E la gente e' arrivata, anche se non c'era la folla delle grandi occasioni.
Nota fotografica
Nel pomeriggio, oltre alla Nikon D300 con 50-500mm Sigma "Bigma" e alla D40 col Nikkor 18-105mm, ho portato anche la vecchia Nikon FE2 con pellicola Fuji Velvia 100ISO. L'ho usata col Bigma in manuale (l'obiettivo e' senza ghiera del diaframma, come gli altri obiettivi per Nikon digitali in mio possesso) a tutta apertura, e le foto probabilmente non saranno memorabili, ma ... a confronto con D40 e D300, la visuale nel mirino e' da sogno! La vecchia FE2 ha un mirino luminoso che rende molto piacevole lavorare.
A Singapore ci sono vari posti in cui e' possibile fotografare animali. Pasir Ris Park, Sungei Buloh Wetland Reserve, Lower Peirce Reservoir, e la terna zoo/Night Safari/Jurong Bird Park. Gestiti dalla Wildlife Reserves Singapore e strutturati in modo simile, lo zoo, il Night Safari e il parco ornitologico di Jurong si trovano a poca distanza tra loro nell'area centrale dell'isola di SIngapore. Sono visitabili con un biglietto cumulativo, il "Park Hoppers", del costo di 45 Singapore Dollars; il Park Hoppers TIcket vale un mese dalla data d'acquisto. Gli ingressi individuali nelle tre strutture costano 18 S$ ciascuno.
Sono tornato un'ora fa dal Night Safari, dopo che, due settimane fa, avevo visitato il Jurong Bird Park. Allo zoo cercheremo di andare a gennaio, se riusciremo ad ottenere una proroga della validita' del nostro Park Hoppers, altrimenti ci si va domattina. Tra una settimana saremo in Italia, quindi ... o domani, oppure non si riuscira' ad andare allo zoo, prima della scadenza del biglietto cumulativo.
Veniamo al safari notturno. Apre alle sette di sera e chiude a mezzanotte, l'ingresso costa, come detto, 18 dollari singaporiani, si trova in una foresta tropicale, ed ospita 1040 animali appartenenti a 120 specie, nella maggior in recinti circondati da fossati, quindi senza gabbie (a parte alcune eccezioni). Per percorrerlo a piedi si impiegano circa tre ore, e a differenza di ... praticamente tutte le attivita' naturalistiche che si possono svolgere a Singapore, queste tre ore di camminata NON vi faranno grondare sudore, sempre che non siate stati cosi' folli da indossare un maglione o dei pantaloni lunghi: la temperatura non scende sotto i 23° neppure di notte, e con l'umidita' singaporiana, si sentono sempre almeno quattro gradi in piu' di quelli effettivi.
Viva il safari notturno, quindi. O no?
Non completamente. Per iniziare, l'uso del flash e' ovviamente vietato, per evitare di disturbare gli animali: ve ne sono vari che hanno bulbi oculari molto sviluppati, e se tutti usassero il flash, l'amministrazione dello zoo dovrebbe fornire queste povere bestie di occhiali da sole. Niente flash significa poca, pochissima luce a disposizione: per la maggior parte delle foto che ho scattato durante la visita ho fatto ricorso a 3200 ISO, 1/20 di secondo e f.1,8; nelle aree piu' illuminate ho utilizzato 1600 ISO, 1/40 di secondo e f.2. C'e' poco da scialare...
La segnaletica interna del safari e' poco chiara: abbiamo incrociato varie volte altre comitive che, come noi, avevano imboccato sentieri sbagliati (sentieri ben asfaltati e puliti, ma poco illuminati).
Infine, il fattore Grande Fratello. No, non quello originale di George Orwell: la boiata televisiva, invece. Visitare questo safari, di notte, con alcuni animali - una tigre e la iena visibile nella fotografia, tra gli altri - visibilmente irrequieti, e' un po' come sbirciare quel che le persone normali (io che scrivo e tu che leggi) fanno quando rientrano a casa e sono libere - o credono di esserlo - di fare quel che vogliono, nella privacy della loro casa. Come gli ospiti - volontari, pero', quelli - del Grande Fratello, anche gli animali del safari notturno sembrano subire le visite. E' una sensazione che avviene in ogni zoo e ovunque vi siano inferriate, barriere e gabbie, ma qui ... e' notte, cavolo, e leoni e tigri e leopardi e gattoni vari mi pare siano predatori diurni, non notturni. Va bene che non hanno bisogno di andare a caccia, ma fargli fare il turno di notte, anche se solo dalle 19 alle 24, mi pare un po' contro natura.
In conclusione, non credo che tornero' al Night Safari, e non per la questione di principio del "non sbirciare nelle faccende private" degli animali dello zoo: non ci tornero' perche' il Jurong Park e, in misura lievemente minore, lo zoo, offrono molte piu' possibilita' fotografiche.
Questo Macaco Cinomolgo (Macaca fascicularis) fotografato nel parco cittadino di Pasir Ris mostrava comportamenti simili a quelli umani: sabato mattina, esce di casa per andare a fumarsi una sigaretta e leggere il giornale, attivita' accompagnate da una grattatina qua e la'. Trova un bell'albero sotto cui fermarsi in questa giornata calda, e si accorge che ci sono fotografi in giro. Gente che esce di casa apposta, e che magari viene in metropolitana da altre parti dell'isola chiamata Singapore, per fare fotografie a martin pescatori, varani, egrette, e persino formiche. E scimmie. Che palle, 'sti umani.
E vogliono pure assimilarci a loro, questi geni... finiremo pure coll'essere obbligati a pagare le tasse e a votare, prima o poi. Se non qui a Singapore, probabilmente in Spagna e in Nuova Zelanda.
Cosa puo' fare un povero macaco, di sabato mattina, osservato da fotografi e famiglie che passeggiano? Sbadigliare. A bocca spalancata, tanto per far capire agli spettatori che a lui frega assai poco della buona educazione umana.
- Ma che bocca grande hai, macaco!
- E' per mangiarti meglio, Cappuccetto ... ma cosa mi fai dire? Son mica un lupo, io! Mi fate venire le crisi di identita', voi umani!
La Bull Charge e' una corsa organizzata dalla Borsa di Singapore per raccogliere fondi per varie organizzazioni di beneficienza (due per l'assistenza di bambini e ragazzi autistici, una per i bambini poveri, una per le donne anziane senza pensione, ed altre). Si svolge su un percorso di 3,2 km lungo Marina Bay, e ... si e' svolta oggi. Sono capitato per caso a Marina Bay, e ho colto l'occasione per scattare qualche foto. In questa e' visibile la fase di riscaldamento prima della gara.
Il toro (bull) e' il simbolo di un buon andamento del mercato.
Informatica e religione non si incontrano spesso. E' per questa ragione che pubblico questa foto, scattata col cellulare in un negozio del Funan Centre, a Singapore. Il negozio vende esclusivamente prodotti Apple, e vicino alla mela, il logo dell'azienda di Cupertino, compare un crocifisso.
Ecco alcune riflessioni provocate da questa visione:
- I computer Apple hanno protezione Superiore.
- Come ripianare il bilancio della scuola italiana: vendere i crocifissi ai negozi Apple di Singapore
- Immagino che, quando uno acquista un computer Apple in questo negozio, lo scontrino venga benedetto con acqua santa.
Cartello visto nei giardini lungo il fiume Kallang, nella zona di Tanjong Rhu, a Singapore. A sinistra sono elencate le razze di cani che devono essere tenuti con la museruola: Akita, Boerboel, Bull Terrier, Dobermann, Dogo argentino, Fila brasiliano, pastore tedesco, mastino, mastino napoletano, pitbull, rottweiler e tosa, e incroci delle razze nominate. In alto a destra, un invito a ripulire dove il cane ha sporcato. In basso a destra, un invito a tenere tutti i cani al guinzaglio (quello relativo alla museruola non era un semplice invito). In basso, la raccomandazione di non far urinare il cane contro lampioni e colonne, e di non lasciargli calpestare le aiuole.
L'ho scritto altre volte, che Singapore e' un posto umido, ma a volte una foto spiega meglio di mille parole. I contenitori visibili nella foto sono degli "assorbitori d'umidità" da piazzare negli armadi. Non li cambio ogni giorno, certo. Neppure ogni settimana. Ma gli assorbitori visibili nella foto si riempiono e vanno sostituiti (non svuotati) una volta ogni mese e mezzo, giorno piu', giorno meno. Sembrano pieni solo a meta', ma in realta' quello e' il livello a cui vanno sostituiti.
Un'ora fa si e' sentito un nuovo tremore. La chiamerei "scossa di assestamento", se non fosse che tale movimento presuppone un terremoto vero e proprio, prima. Leggera scossa o terremoto, gli altoparlanti del palazzo hanno segnalato che un controllo era in corso con le autorita' per verificare l'eventuale necessita' di un'evacuazione. Nel dubbio, vari colleghi sono scesi in strada dal ventiquattresimo piano dove lavoriamo, e ora non sono autorizzati a risalire. Dopo aver percorso ventiquattro piani di scale, una piccola sosta li aiutera' a riprendere fiato...
Tornando a parlare per un momento al "terremoto a Singapore" di ieri, di danni non se ne sono visti in giro, e' stato solo un lungo tremore.
Io stavo lavorando da casa, ero seduto davanti al computer e ho notato che la mia testa stava oscillando a destra e a sinistra. Mi son detto che devo riposarmi di piu', quando passo la notte a lavorare via rete con i colleghi negli USA. Poi ho notato che anche la sedia stava oscillando, e non ero io a farla muovere. Infine, mi sono accorto che la porta della stanza stava muovendosi un po', e ho pensato "certo che quest'aria condizionata ha un getto fortissimo". Mia moglie mi ha poi telefonato confermando che c'era stata ufficialmente un tremore del terreno, durato vari minuti (tre secondo alcune fonti, addirittura dieci secondo altre).
Nessun danno qui a Singapore, dicevo. A parte ... forse ... no, non puo' essere collegato ad una scossa del terreno... o forse si'. Due tubi dell'acqua, nel soffitto sopra il lavandino del bagno, si sono sconnessi in corrispondenza di un giunto, allagando il bagno. Forse erano connessi male la scossa tellurica ha dato la spintarella che serviva loro per separarsi. Sia come sia, in caso di terremoto i tubi di acqua e gas rischiano di disallinearsi con conseguenti perdite. E il gas mi preoccupa un po' piu' dell'acqua.
Il rettifilo di partenza del circuito di Formula 1 di Singapore corre lungo il Kallang Basin, e l'organizzazione del Gran Premio ha preso precauzioni per prevenire la presenza di spettatori a sbafo con pinne, maschera e boccaglio: nella foto si vede uno dei tanti battelli della guardia costiera singaporiana mentre controlla l'area vicina all'ultima curva del percorso, vicino alla ruota panoramica (il Singapore Flyer).
Se anziche' dal basso volete provare a seguire il GP dall'alto, ci sono altre cattive notizie: il ponte della ECP e' chiuso ai pedoni. Beh, niente di strano, illogico o illecito. Una gara di Formula 1 e' un evento, e la visibilita' dell'evento e' il prodotto in vendita: consentire l'accesso gratuito a questo bene disponibile in quantita' limitata sarebbe come consentire l'accesso ad una miniera d'oro a un passante...
La gara sta per iniziare, i motori rombano a poche centinaia di metri da qui, ma il vostro webmaster, stoico e col braccino corto come sempre, non ha sborsato i soldi per il biglietto e guardera' la gara alla tv, come voi.
Il circus della Formula 1 e' a Singapore, e si sente. Le vetture passano sul rettilineo d'arrivo, al di la' del fiume, col rumore di calabroni furiosi. Ieri (sabato), i Simple Minds devono aver suonato per una dozzina di ore, e a che volume! Si sentivano solo loro: la loro musica copriva il rumore dell'aria condizionata di casa, la tv, lo sciaquone. E non hanno neppure suonato "East at Easter", la mia preferita. Rimedio io:
La foto della Brawn (sara' Button o Barrichello? Pare d'intravedere il numero 23 del brasiliano, ma il casco non corrisponde a quello abituale di nessuno dei due guidatori) illustra un problema di scottante attualita': come si fa a seguire il GP di Formula 1 di Singapore dal vivo senza pagare? Non facile. Durante le prove del venerdi' ho visitato vari punti lungo il percorso: ho provato dal 24esimo piano a Suntec City, ma gli alberi coprono le prime due curve del circuito, le uniche altrimenti visibili. Sono andato sulla passerella che da Suntec City passa sopra Nicoll Highway: troppo lontano e le auto si vedono da dietro. Il ponte che porta da Millennia Walk a Marina Square (due centri commerciali) offre diversi punti da cui si intravede la pista (come ho scritto un anno fa), ma gli organizzatori della gara hanno tante squadre di "rattoppatori" che vanno in giro ad applicare pannelli di plastica in ogni punto in cui ci sono gruppi di persone che cercano di sbirciare la gara (o le prove).
La Fountain of Wealth si trova al centro dell'area commerciale di Suntec City, a Singapore; e' composta da un grande anello metallico da cui escono getti d'acqua, collegato al terreno da quattro supporti; sotto al cerchio, molto piu' piccola, un'altra fontana. La fontana maggiore viene messa in opera solo alcune volte al giorno: alle 9, alle 13, alle 18 e, con l'aggiunta di uno spettacolo di laser, in serata.
La Fontana della Ricchezza era citata nel Guinness dei primati come la fontana piu' grande del mondo, fino a poco tempo fa (forse anche ora). Per ottenere un po' di fortuna in fatto di denaro si raccomanda di girare intorno alla fontana piu' piccola per tre volte toccando l'acqua (quando la fontana maggiore non e' in funzione, altrimenti vi ritroverete semplicemente fradici).
Il Singapore Flyer e' - pare - la ruota panoramica piu' grande del mondo. Record a parte, permette di godersi il panorama della city di Singapore dall'alto. Sulla sinistra il nuovo casino' in costruzione, al centro i grattacieli del distretto finanziario, sulla destra i due edifici dell'Esplanade Theatre.
Lo so, lo so, ho gia' pubblicato la foto di alcune lontre, mesi fa. Ma le lontre del parco di Sungei Buloh, a Singapore, sono molto fotogeniche, e quando poi si mettono in mezzo al sentiero e, come fossero guappi di periferia con giubbotto di pelle e ciuffo impomatato, ti impediscono di passare, fare una foto - o un centinaio - risulta naturale. Ecco il boss delle lontre di Sungei Buloh.
L'aviazione di Singapore dispone di velivoli recenti (F-16 e, presto, F-15) e meno recenti (F-5, vecchio ma affascinante e con un rumore unico, come una Vespa tra cento scooter moderni); in qualche caso dispone di macchine all'avanguardia, come nel caso degli AH-64 Apache. E il museo della Republic of Singapore Air Force (RSAF) offre una galleria dedicata a sistemi di cui forse non tutti gli appassionati d'aeronautica conoscevano l'esistenza: i flight stimulators, in italiano "stimolatori di volo". Non si sa di preciso come funzionino, ma pare che, oltre a far pratica di volo, migliorino l'umore di chi li usa.
Il nove agosto si celebra il compleanno di Singapore. Di solito non si usa il termine 'compleanno', se si parla di uno Stato, ma a Singapore il National Day viene chiamato cosi', "Singapore's birthday", da tanti. Singapore ha quindi compiuto 44 anni, ieri.
E' stato il secondo National Day che ho trascorso qui e, a confronto con quello del 2008, i festeggiamenti sono parsi in tono lievemente minore, forse a causa della crisi economica globale. Rispetto allo scorso anno ci sono stati meno fuochi artificiali, manovre poco impressionante degli elicotteri della RSAF, e un solo passaggio ad alta quota degli F-16 dell'aviazione militare di Singapore. Talmente ad alta quota che non s'e' neppure capito se fossero gli aerei della pattuglia acrobatica dei Black Knights o meno.
A parte le esibizioni, non ho trovato da nessuna parte volantini con il programma della giornata, e persino il sito ufficiale della National Day Parade non aveva una tabella di marcia.
Tutto sommato, la cosa migliore piu' bella della giornata e' stato il cielo serale.
Di giorno, il distretto finanziario di Singapore e' un'area in cui l'abbigliamento-tipo e' piuttosto serio: giacca e cravatta, gessato, o quantomeno - siamo a due passi dall'equatore - camicia, cravatta e pantaloni eleganti. Dopo il tramonto, quando i broker di borse e assicurazioni scendono a bere qualcosa nei locali di Boat Quay, puo' capitare di incontrare comitive bizzarre, o quantomeno colorate. Nella foto, un gruppo di ragazzi e ragazze che pubblicizzano il Singapore River Festival 2009.
Il distretto finanziario di Singapore visto da Elgin Bridge. Il secondo grattacielo da destra e' l'OUB Centre, della Overseas Union Bank. Alto 280 metri, e' il piu' alto edificio di Singapore, insieme all'UOB Plaza One e a Republic Plaza: tutti alti 280 metri, limite stabilito per motivi di sicurezza, visto che il Changi Airport non e' lontano.
[cliccare sul titolo per vedere l'immagine ingrandita]
Fa parecchio caldo, in Italia, in questo periodo, ma anche a Singapore non si scherza. Tutt'altro. Singapore e' a circa centoventi chilometri dall'Equatore, e quando non piove, il sole ti cuoce il cervello. Anche di piu' se per lavoro devi portare un elmetto protettivo. Per resistere, c'e' chi indossa un copricapo cinese conico sotto l'elmetto, e chi invece, come l'operaio in primo piano nella foto, ha deciso di crearsi una zona d'ombra bella ampia utilizzando un pezzo di cartone.
In attesa che la RSAF (Republic of Singapore Air Force) inizi ad usare gli F-15 che ha recentemente acquistato, gli F-16 Fighting Falcon (altro nickname: Viper) sono gli oggetti volanti visibili piu' di frequente a Singapore, velivoli civili a parte. Li si vede occasionalmente ogni giorno e poi il mercoledi' (secondo questa tabella di marcia) e il sabato verso le sette di sera. Eccone uno fotografato qualche mercoledi' fa sopra l'area del Kallang Basin.
Tra l'altro, per gli appassionati di aeronautica, ho appena aggiunto una nuova galleria fotografica con immagini di AH-64 Apache e CH-47 Chinook forografati in volo sopra Singapore, dal titolo Elicotteri a Singapore. Le immagini sono state tutte scattate durante le esercitazioni del mercoledi'.
Riguardo al mercoledi', giorno in cui si svolgono svolgevano le prove per l'esibizione della National Day Parade, ho notato che, da quando ne ho scritto il 17 giugno, i voli del mercoledi' sono stati sospesi completamente: niente sessione mattutina, niente sessione pomeridiana. Le tre ipotesi piu' probabili:
a) Parlare di qualcosa e' sufficiente a danneggiare quel 'qualcosa';
b) Qualcuno della RSAF legge questo blog;
c) Sono tre mercoledi' consecutivi che il cielo e' molto coperto e piove.
Se siete superstiziosi, crederete all'ipotesi a. Se siete realisti giudicherete sufficiente la spiegazione c. Se l'ipotesi b e' corretta, invito la RSAF a farmi salire a bordo di uno dei loro CH-47 Chinook, durante la prossima esercitazione settimanale.
E' piu' facile che Babbo Natale mi porti quella Nikon D700 che gli avevo chiesto...
Airone fotografato al parco di Sungei Buloh, nella parte settentrionale di Singapore. Il parco offre dei "casotti" in legno nei quali sedersi, al riparo dal sole e semi-invisibili agli animali, in attesa che qualche soggetto fotografico si faccia vivo. La vostra semi-invisibilita' andra' rapidamente a quel paese, se nel casotto entera' una delle figure piu' classiche della fotografia naturalistica: l'esperto locale. In un posto come Singapore, l'esperto locale non e' necessariamente singaporiano, puo' essere uno straniero - spesso britannico - che ha trascorso qualche decina d'anni a Singapore e che ancora ci vive, o ci torna ogni tanto. L'esperto conosce tutti gli uccelli del continente (niente doppi sensi, please), conosce tutti i richiami, ha scattato foto eccezionali tra dieci e vent'anni fa, e ha sempre un rumoroso codazzo di appassionati (se suoi o dell'ornitologia non si sa) che pendono dalle sue labbra in attesa di una perla di saggezza; per qualche inspiegabile motivo, la comitiva dell'esperto locale produce rumore sufficiente per far allontanare precisamente gli animali che state per fotografare voi, che siete in vigile attesa nella stessa posizione da mezz'ora. Quando finalmente l'esperto locale e la sua comitiva se ne vanno altrove, non ci sono animali in un raggio di centinaia di metri.
Grazie, esperto locale, per la tua collaborazione!
Ieri era mercoledi', e come scritto in questo post, di mercoledi' avvengono regolarmente le esercitazioni della RSAF in preparazione per la festa nazionale del nove agosto (la NDP), ed e' quindi il giorno migliore per gli appassionati di aeronautica di passaggio a Singapore, o residenti nella citta'-stato asiatica, per scattare qualche foto agli F16, AH64 e CH47 dell'aviazione di Singapore.
Com'e' andata questo mercoledi'?
[Se non vi interessano aerei, elicotteri e fotografia, vi consiglio di chiudere questa pagina]
L'appuntamento del mattino con le esercitazioni della RSAF e' stato una sola, come si dice a Roma. Le esercitazioni non si sono svolte, e la mia macchina fotografica, inutilizzata vicino alla finestra del mio ufficio, sembrava volermi ricordare che formulare una regola generale ("Il mercoledi' si svolgono le esercitazioni della RSAF") dopo due sole osservazioni ("nelle precedenti due settimane le esercitazioni RSAF per la NDP sono iniziate, e si sono svolte di mercoledi'") e' prematuro e rischioso.
Ti senti un po' fesso, ora, eh? Oggi mi hai portata in giro insieme al Bigma nello zaino, rovinandoti probabilmente un paio di vertebre, e ora quei buzzurri volanti non passano neppure! La prossima volta lasciami a casa, magari con l'aria condizionata accesa, cosi' almeno l'umidita' non rovina i miei delicati circuiti 'made in Thailand'
Uscendo dall'ufficio tra le cinque e le sei ho continuato speranzoso a guardare verso l'alto senza fortuna: di certo non era il maltempo ad impedire i voli, il cielo era sereno e la giornata molto calda. Arrivo a casa, poso il pesante zaino con la Nikon parlante, e mi siedo davanti alla tv per i Simpson. Sembra esserci uno specchio in mezzo al salotto: da una parte Homer Simpson, dall'altra io, entrambi con canottiera, barba di qualche giorno, inebetiti davanti alla tv. Con la coda dell'occhio noto un movimento fuori dalla finestra: e' un Apache! Niente nativi americani, si tratta invece di un elicottero AH 64 Apache, seguito immediatamente da un altro. La sessione pomeridiana c'e' ed e' iniziata! Prendo lo zaino e mi precipito fuori, in riva al Kallang Basin, per vedere se da li' si scorge l'area di Marina Bay sopra cui avvengono molte manovre. Si vede poco: scatto un paio di foto (una trentina, in realta'; il fattore di conversione tra foto con pellicola che avrei scattato se avessi dovuto pagare la pellicola, e foto digitali scattate e' di circa 1:15).
Mi sposto verso sud lungo Rhu Cross, la visuale non e' perfetta ma riesco comunque a cogliere ripetuti passaggi dei due Apache, di un solitario CH47 Chinook, e infine di un Chinook con appesa bandiera singaporiana scortato da quattro Apache, cosa che non avevo notato osservando le esercitazioni da Suntec City. Il Chinook solitario compie ripetuti giri sopra Tanjong Rhu e Tanjong Rhu View, spostandosi progressivamente verso l'area del Kallang Basin di fronte a Tanjong Rhu View. Inizio a dirigermi verso il cavalcavia della ECP, ma decido che non ne vale la pena: anche se mi troverei in una posizione sopraelevata e vantaggiosa per scattare foto, non so per quanto tempo il Chinook restera' in hovering dove si trova ora. L'elicottero, poi, pare voglia dirmi "seguimi, seguimi", mentre si avvicina al Kallang Basin, come se fosse un gigantesco e rumoroso pifferaio magico. Sono l'unico topo dei dintorni, vedo: non ci sono appassionati di aeronautica, qui e in questo momento, ne' fotografi: ci sono solo le solite balie e mamme che giocano con i bambini nel parco vicino al fiume.
Arrivo alla Tanjong Rhu View e il Chinook se ne va. Come volevasi dimostrare. Ma il mio metallico pifferaio magico mi ha portato nel posto giusto: arrivano due Apache, e iniziano a girare sopra il Basin, ripartono per il percorso gia' descritto nel post precedente, e ad ogni giro si 'fermano' qui. Scatto centinaia di foto, gia' sapendo che molte saranno mosse: sono quasi le sette di sera, il sole e' ormai invisibile dietro i palazzi, e la luce a disposizione non e' molta, per cui sono costretto ad utilizzare tempi piu' lunghi di quelli che soggetti ed obiettivo (il gia' citato Sigma 50-500 "Bigma") richiedebbero.
Scompaiono gli elicotteri, arrivano gli F16, che effettuano tre passaggi. La figura effettuata (arrivo in formazione e "apertura" passando sopra il ponte della ECP) sono quelle dei
Se siete appassionati di aeronautica e siete a Singapore, magari anche solo per qualche ora in attesa del vostro prossimo volo, oggi potreste vedere qualcosa d'interessante: il mercoledi' sembra essere il giorno scelto dalla Republic of Singapore Air Force (RSAF) per gli esercizi di preparazione ai festeggiamenti del National Day (9 agosto). Tali festeggiamenti comprendono un'esibizione dei Black Knights, la pattuglia acrobatica singaporiana su Lockheed Martin F16, piu' una serie di manovre da parte di un Boeing CH47 Chinook che trasporta, appesa, un'enorme bandiera singaporiana, scortato da due (o piu') AH64 Apache.
In cosa consistono queste esercitazioni?
Le esercitazioni si svolgono, come detto, di mercoledi'. Con l'avvicinarsi del nove agosto si svolgeranno probabilmente piu' volte alla settimana, come avvenne lo scorso anno. L'inizio e' tra le dieci e le undici di mattina, col una serie di passaggi da parte degli F16: due settimane fa c'era un solo velivolo, lo scorso mercoledi' erano tre, oggi potrebbe esserci l'intera presenza dei Black Knights, sei velivoli. I Black Knights eseguono ripetuti passaggi in direzione sud-nord sorvolando Marina Bay in direzione di Suntec City, arrivando in formazione stretta e separandosi poi in prossimita' di Marina Bay. Con l'avvicinarsi della National Day Parade, le manovre diventano piu' varie ed e' probabile una seconda sessione di esercitazioni, al pomeriggio, verso le cinque.
Dopo il passaggio mattutino degli F16 dei Black Knights e' il turno degli elicotteri: a differenza della pattuglia acrobatica, il Chinhook e i due Apache che lo seguono passano molto bassi sopra la citta'. Arrivando da sud, sorvolano il ponte della East Coast Parkway che collega l'area di Suntec City (che non e' una citta' ma un complesso di cinque alti palazzi disposti intorno alla fontana piu' grande del mondo) con la zona orientale dell'isola di Singapore; sembrano poi seguire il percorso della Nicoll Highway verso sud-ovest, passando a sud dello Swisshotel (il posto migliore per vedere dall'alto tutto quanto descritto, probabilmente), si dirigono quindi su Marina Bay dove svolgono altre evoluzioni che non posso descrivere in quanto non le vedo, schermato come sono dal Pan Pacific Hotel; infine ripartono per ripetere l'intera sequenza. Ad un certo punto il CH47 Chinook lascia i due Apache (ripeto, a volte gli Apache sono di piu', ma la formazione-tipo sembra essere composta da due AH64), che continuano le loro manovre con piu' liberta': durante il giro descritto sopra, al momento in cui sorvolano il War Memorial Park cabrano all'improvviso per portarsi poi sopra Marina Bay. Li', una settantina di metri al di sopra delle gradinate del costruendo stadio galleggiante, i due elicotteri d'attacco svolgono una manovra che, pur secondaria nel contesto dell'intero esercizio, portera' sicuramente qualche brivido lungo la schiena: gli Apache rimangono in hovering, col muso lievemente abbassato, puntato direttamente verso l'ufficio in cui lavoro nella tower four di Suntec City. Garantito, anche chi lavora negli altri edifici di quest'area avra' l'impressione che gli AH64 stiano puntando il loro cannone da 30mm e i loro razzi FFAR nella sua direzione, in una scena che ricorda il film Tuono Blu.
Come, dove e quando osservare queste esercitazioni?
Come detto, le esercitazioni si svolgono il mercoledi' (e nel mese di luglio probabilmente anche in altri giorni della settimana) da meta' mattina fino all'una del pomeriggio, piu' o meno. L'area di Marina Bay, soprattutto quella ad est dei teatri dell'Esplanade, e' probabilmente ottima per vedere l'arrivo degli F16 e, soprattutto, i passaggi e l'hovering degli elicotteri. Anche il ponte dell'Esplanade Drive dovrebbe offrire una buona visuale per tutte le manovre; i locali all'ultimo piano dello Swisshotel sono pero' ancora piu' adatti, in questo senso, ma attenzione: ciabatte e pantaloncini non sono ammessi, in quei locali!
Il giardino sopraelevato tra le torri uno e cinque di Suntec City e' un'altro posto da cui vedrete buona parte delle manovre, ma attenzione: vedrete dal basso il passaggio degli elicotteri su Nicoll Highway (passeranno sopra quel giardino), ma la visione di quel che avviene sopra Mar...
Il Cavenagh Bridge, a pochi metri dal centro finanziario di Singapore e dal Museo delle Civilizzazioni Asiatiche, e' l'unico ponte sospeso di Singapore, oltre ad essere tra i piu' vecchi ponti della citta'-stato asiatica. Costruito nel 1869 e inaugurato l'anno dopo, il Cavenagh Bridge passa sopra il Singapore River. E' a due passi da Boat Quay e a meno di dieci minuti da Clarke Quay, due tra le aree a piu' alta densita' di bar, pub, ristoranti e locali in genere, molto frequentate anche dagli stranieri.
Se passate vicino al ponte di sera noterete numerose coppie di sposi in posa per il loro servizio fotografico: dalla sponda opposta a quella da cui ho scattato questa foto e' possibile fotografare il ponte con i grattacieli della City sullo sfondo.
Una Mabuya Multifasciata (Many-lined Sun Skink, scinco in italiano), fotografato nel Lower Peirce Reservoir Park. Il rettile era sul percorso pedonale, una passerella in legno che attraversa parte del parco. Lo scinco si e' lasciato fotografare a lungo e non si e' allontanato neppure quando mi sono sdraiato davanti a lui per fotografarlo. Pareva una modella in posa: qualche foto, un cambio di posizione, altre foto, altre posizione.
Un martin pescatore dal becco di cicogna (Pelargopsis capensis) fotografato al parco cittadino di Pasis Ris, a Singapore, al limite della foresta di mangrovie.
Il martin pescatore dal becco di cicogna e' una specie molto comune in Asia e non e' a rischio d'estinzione. Comune o meno, e' uno dei volatili piu' colorati visibili qui a Singapore, e come tale meriterebbe un album fotografico personale.
Il Sungei Buloh Wetland Reserve si trova a Singapore, a nord-ovest nell'isola, ed e' uno delle aree migliori per birdwatching e fotografia naturalistica a Singapore. Non facilissimo da raggiungere, si scende con la MRT (Mass Rapid Transport, la metropolitana) a Kranji, poi si prende il bus 925, oppure ci si arriva con uno dei 25.000 taxi di Singapore. L'ingresso al parco e' libero durante la settimana, costa invece un dollaro (mezzo euro) la domenica. Il parco e' ben organizzato, con decine di punti d'osservazione (cabine al livello del terreno o sopraelevate, piu' alcuni pannelli piazzati strategicamente per evitare di spaventare gli animali). Molti uccelli migratori si fermano al parco, che ospita anche, tra gli altri, lontre e varani.
Nella foto, tre lontre fotografate a Sungei Buloh.
Singapore e' poco conosciuta in Italia, e domande come "In quale parte della Cina si trova?" sono comuni, quando si menziona la piccola citta'-stato asiatica. Una cosa, pero', sembra nota quasi a tutti: non si puo' masticare chewing gum, a Singapore. Non e' l'unica legge bizzarra, qui (tutt'altro), ma il divieto d'usare gomma da masticare sembra colpire l'immaginazione dei conoscenti italiani piu' di altre leggi.
E' con dispiacere, quindi, che mi trovo a dover scrivere del dilagare della criminalita' a Singapore. Dilagare relativo, certo.
Due settimane fa, camminando di fronte al Singapore Art Museum ho sentito sotto le mie scarpe una resistenza inconfondibile, il marciapiede che tratteneva le mie calzature e non voleva lasciarmi andare via. Qualcuno aveva - scandalo, tragedia - consumato una gomma da masticare e l'aveva buttata per terra. E sabato, durante una camminata alla Lower Peirce Reservoir, l'evento ha rischiato di ripetersi: ho mancato la terribile minaccia - un chewing-gum spiaccicato per terra - di pochi centimetri. La foto ritrae appunto il pericoloso pezzo di gomma da masticare.
Dove andremo a finire, se anche a Singapore si rischia di pestare dei chewing gum? Verra' instaurata la legge marziale per combattere il dilagare del poliisobutilene?
Scultura di Fernando Botero sulla sponda occidentale del Singapore River. Sullo sfondo, da sinistra: Funan Centre (informatica, attrezzatura fotografica), Plaza Singapura (attrezzatura fotografica), il disco non volante della sede della Corte Suprema di Singapore, la cupola della vecchia sede della Corte Suprema, Raffles Palace, il Museo delle civilizzazioni asiatiche, e sull'estrema destra lo Swisshotel.
Femmine in calore e maschi dominanti hanno i sederi piu' grossi e piu' rossi.
Mostrare il sedere equivale a dire "Tu sei il capo" o "Trombiamo, dai".
Poveri babbuini. Immaginatevi quante volte capitera' a giovani babbuini allupati di avvicinarsi da dietro ad un bel didietro rosso e grosso, tipico delle femmine in calore, per poi scoprire che ... si tratta del maschio dominante del branco.
Bello scherzo di madre natura: non poteva dare un didietro giallo ai maschi dominanti dei babbuini e rosso alle femmine in calore? Questa similitudine deretanica spiega forse la quantita' di inseguimenti tra babbuini visti oggi allo zoo di Singapore.
Per fortuna, noi non corriamo rischi simili: nel genere umano, il "boss" non ha caratteristiche simili ad una femmina in calore. Si riconosce invece per la capacita' di non prendere decisioni, di scaricare su di voi le conseguenze dei suoi sbagli, di negarvi l'aumento e le ferie quando lui le ottiene, per gli sguardi biechi che fa quando uscite alle cinque e mezza, e per il fatto che, non sapendo gestire le SUE priorita', arriva da voi con richieste "urgentissime" che sono state sulla sua scrivania per un mese.
Ovunque si vada, le case hanno belle facciate, o quantomeno facciate che tentano di essere belle. Dietro, a Singapore, e' un caos di condizionatori. E dopo quasi un anno su quest'isola, credo che i condizionatori siano un'invenzione indispensabile.
Foto scattata vicino a South Bridge Road, a poche decine di metri da Elgin Bridge, con una Nikon D300 noleggiata pochi minuti prima.
In Cina, a Singapore e negli altri Paesi con un alto numero di cittadini d'etnia cinese e' popolare la cucina hot pot o steamboat. Praticamente una fonduta con carne. Al centro della tavola un pentolone, tenuto in ebollizione da una fiamma a gas. Nel calderone c'e' un brodo che puo' essere al peperoncino, quindi molto piccante, o vegetale o al pollo, quindi piu' sopportabile. Si puo' anche avere un pentolone con un divisore verticale, in modo da avere meta' brodo piccante, meta' normale. Nel brodo vengono immersi e cotti a bagnomaria carne, gamberi, frutti di mare, pesce, involtini, funghi, tofu, uova, vegetali a foglia larga... un po' di tutto. Non formaggio ne' olio, pero', e questo rende la fonduta cinese piu' leggera di altre, per esempio di quelle alpine con elevate dosi di formaggio. Della bagna cauda piemontese parleremo un'altra volta...
Lungo Beach Road, a Singapore, ci sono tre ristoranti, quasi di fronte alle Shaw Towers, che sono specializzati nell'hot pot. Uno vicino all'altro, con i tavoli che quasi si mischiano, c'e' sempre coda, di sera. Decine e decine di clienti, pochi occidentali, pochi malay, si mangia tanto e a prezzi ragionevoli: cena a buffet (eat-as-much-as-you-can) per due, con tre birre Tiger da 66cl, per un totale di 35 dollari singaporiani, circa 18 euro. Il calore proveniente dal pentolone, quello del cibo ingoiato, quello del clima, il tutto contribuisce a sudare come in una sauna. Ci credo, che sono magri a Singapore!
E non ero l'unico a fotografare quel che avevo nel piatto... come leggerete nel prossimo articolo del blog.
Siete in un supermercato, in Italia o all'estero, e cercate uno stereo compatto, che non costi troppo ma che non sia troppo scarso. Finalmente trovate un modello che sembra fare al caso vostro, ne controllate le caratteristiche tecniche. Ed ecco la sorpresa: lo stereo che state per acquistare contiene una spigola, anche nota come branzino!
Non si tratta evidentemente di un hifi ittico ma di una traduzione disastrosa. "Spigola" e' la parola che il traduttore (umano o software che fosse) ha scelto per tradurre "bass", che in inglese significa sia "basso/bassi" che "spigola". Par di capire che il contesto della parola non e' stato preso in considerazione, a meno che non si tratti invece di una nuova tecnologia. Magari il prossimo prodotto dell'azienda sara' un televisore all'astice.
Foto scattata al Carrefour di Suntec City, Singapore.
Marina Bay, la baia di Singapore piu' vicina al centro citta', e' un cantiere a cielo apero. E' in costruzione un grande casino', un ponte stradale, e un ponte pedonale che promette di essere bellissimo. Lungo 280 metri, la sua struttura consiste in un piano pedonale attorno al quale corrono strutture tubolari che riproducono la doppia elica del DNA, utile a ricordare (a investitori e ricercatori, soprattutto) che Singapore vuole espandere le sue attivita' nel campo della medicina genetica.
Sul ponte ci saranno anche protezioni parasole, per riparare i pedoni dal sole equatoriale di Singapore. Il completamento del ponte, nella foto, e' previsto entro il 2009. Sara' cosi' carino che probabilmente verranno piazzati custodi che obbligheranno i ciclisti a rimuovere il fango dalle ruote, prima di percorrerlo... sempre ammesso che ai ciclisti venga consentito il transito, anche solo con bici a mano.
Ponte pedonale senza nome sul fiume Kallang, a Singapore. Si trova qui.
Ho provato a chiedere il nome ad alcune persone che erano in zona, ma la risposta che ho ottenuto e' stata "Bike ... can". Alla faccia dell'inglese come (presunta) prima lingua di Singapore.
La prima volta che avevo visto questo ponte, mi ci ero ritrovato vicino senza ben sapere dove mi trovassi. Ricerche in vari database online non mi avevano permesso di reperirne il nome e l'esatta posizione, e il modo in cui l'ho ritrovato, oggi, e' stato quello che uso da sempre per ritrovare posti di cui non conosco l'esatta ubicazione: perdermi. Ed ha funzionato.
"Hai purtato i'scarpett?", diceva il mio insegnante di educazione fisica di terza media. "Hai portato le scarpe da ginnastica?", intendeva dire. Beh, un ragazzino che ha visitato il tempio buddista birmano in Tai Gin Road, a Singapore, ha certamente portato le sue scarpette. Le ha dovute lasciare fuori, come si fa entrando in tutti i templi buddisti e indu' (e probabilmente di altre religioni), e quel teschio con le tibie incrociate, fuori da una chiesa, fa una strana impressione. Come se una delle due non avesse significato: l'andare in chiesa o l'indossare scarpe con il simbolo dei pirati (simbolo funesto).
Il tempio risale al 1875, e pare ospiti la piu' grande statua di marmo del Buddah al di fuori della Birmania. "Pare" in quanto chi scrive era sudato fradicio dopo una lunga pedalata, quando e' arrivato di fronte al tempio, e non si e' reputato degno di entrare in un luogo consacrato. Soprattutto per il timore di spingere tutti i fedeli presenti ad una conversione in massa ad altre religioni che vietino l'ingresso in chiesa a ciclisti grondanti sudore, se possibile. Alle sette di sera di un mercoledi' (oggi), ad ogni modo, c'erano poche persone in visita al tempio.
Il tempio buddista birmano e' a due passi dal memoriale dedicato a Sun Yat Sen, il padre della Cina moderna (e a cui fa riferimento anche di Taiwan, paradossalmente). Ne riparleremo.
Professore, grazie per avermi fatto sistemare l'asticella del salto in alto, durante le sue lezioni, reputandomi inadatto a saltare. Sara' per quello che, alla fine dell'anno, vinsi la gara d'istituto di salto in alto...
A volte riesce difficile riconoscere una chiesa da un edificio con uso differente, come abbiamo visto in Qual'e' la chiesa? pochi mesi fa. La chiesa avventista con sede in Alexandra Road, a Singapore, non fa eccezione: passandoci davanti in bicicletta, giorni fa, ho avuto tutto il tempo per studiarlo con attenzione, ma continuavo a pensare che il nome "Church of God" fosse uno scherzo: in un palazzo cosi' io ci vedrei volentieri una piccola multinazionale, una web agency, o uno studio di progettazione e styling auto, oppure un negozio di informatica un po' pretenzioso, o magari persino un club alla moda. Invece e' una chiesa protestante. Probabilmente bella, e molto adatta ai tempi: non evoca sacrificio o poverta', ma impegno, guadagno e sfoggio.
Sono abituato al rumore di aerei ed elicotteri, avendo assistito da appassionato di aeronautica a vari raduni aeronautici, sia per aver vissuto a due passi dall'aeroporto di Heathrow per qualche anno. Qui a Singapore, le opportunita' di vedere aeromobili militari senza sforzo si moltiplicano: te ne stai seduto alla tua scrivania, in ufficio, concentrato, e senti rumore d'elicotteri. Guardi fuori dalla finestra, e vedi un Chinook che passa a poche centinaia di metri, piu' in basso del ventiquattresimo piano in cui ti trovi. Sorvola i campi sportivi vicino al City Hall e si dirige verso l'area in cui sono in corso i lavori per il nuovo casino', poi scompare dietro alcuni grattacieli. Passano venti secondi, e appare un Super Puma che segue lo stesso percorso. Poi arriva un AH-64 Apache, stesso percorso. L'Apache ricompare dopo qualche minuto, dopo aver girato intorno alle cinque torri di Suntec City. Vengono in mente scenari da film, Tuono Blu, per esempio, ma anche Godzilla, con le battaglie tra gli elicotteri e il gigantesco lucertolone tra i grattacieli di New York. Questo per dire che un po' di inquietudina arriva, quando si vedono elicotteri e grattacieli a cosi' poca distanza gli uni dagli altri.
L'Apache se ne va, dopo altri tre giri. Nonostante le mie prediche sulla necessita' di portare sempre con se' una macchina fotografica, in ufficio avevo solo la scadente fotocamera integrata nel cellulare Samsung SGH-i600 che sto provando.
A casa, qualche ora piu' tardi. Riprende il rumore d'elicotteri, ma non ci sono piu' quelli da trasporto: ora sono solo due Apache, a passare a poca distanza dal condominio dove vivo. A quale distanza? Non saprei di preciso, ma la foto rende giustizia alla sensazione di prossimita'.
Sentita tanti anni fa:"Eh, ha elaborato la Vespa, ha messo il carburatore da ventuno e il cilindro del centoventicinque, ma l'ha dovuta piombare perche' altrimenti decollava".
"Piombare" voleva dire 'zavorrare', secondo alcuni amici vespisti, e questa Vespa fotografata tra Bugis Station e Sim Lim Square, a Singapore, sembra uscita dall'aneddoto citato poco fa: sul parafango anteriore compare un ... come chiamarlo? Un cavallone alato rampante, che per dimensioni potrebbe quasi essere una polena navale.
Beh, con un contrappeso cosi', almeno si puo' essere quasi sicuri che questo Vespista non andra' in giro ad impennare.
Tempo fa, passando in autobus lungo Nicoll Highway a Singapore, notai qualcosa di strano: eravamo su una strada abbastanza vicina al centro citta', con parecchio traffico, e vicino a noi c'era un bell'edificio che sembrava il terminale di un'aeroporto. Troppo lontano dal Changi International Airport, da Seletar Airport o dalla base militare di Paya Lebar, sembrava che quell'edificio fosse capitato per sbaglio dove si trovava.
Passando di nuovo da Nicoll Highway, tempo dopo, mi avvicinai e "scoprii" cosa ci faceva quell'edificio, li': si tratta del terminale del vecchio Kallang Airport, attivo dagli anni Trenta agli anni Cinquanta ed ora utilizzato da un'associazione legata al governo singaporiano. Il primo aeroporto esclusivamente commerciale di Singapore, e aveva anche aree destinate all'ammaraggio di idrovolanti; pare che la pista di decollo ed atterraggio fosse circolare, per permetterne l'uso con vento spirante da qualsiasi direzione. Avrei voluto vederla, una pista cosi'! Piste circolari venivano usate negli aeroporti di Grosse Ile (Detroit) e Wu Chia Ba Airport a Kunming, in Cina.
Pare che l'idea di atterrare e decollare su una pista circolare non sia completamente tramontata, secondo questo sito e questo.
Riguardo al vecchio aeroporto di Kallang, spero di riuscire a visitarlo.
Sabato mattina, tempo caldo ma non torrido, buono per una pedalata. Sarebbe ideale se ci fossero dieci gradi in meno, ma perlomeno oggi non piove. Superato il ponte sul Kallang Basin, pedalo sul rettilineo d'arrivo del GP di Singapore, passo di fianco ai teatri sulla baia, e arrivo alla zona del City Hall.
I campi sportivi di fronte al vecchio municipio di Singapore offrono sempre qualche spettacolo sportivo interessante. Oggi e' la volta di campionato di hockey su prato, vedo squadre maschili e femminili. Mi piazzo dietro una porta e scatto alcune foto. Ci sono alcuni goal, la pallina arriva parecchio veloce a pochi centimetri dalla mia faccia, pr fortuna la rete e' ben tesa e arresta la palla. Il cielo e' stupendo, fa caldo ma non ancora troppo, e lo scenario di questi campi di calcio con i grattacieli della city a fare da sfondo e' sempre spettacolare.
Ritorno a parlare di Chingay Parade 2009, quasi un mese dopo che si e' svolta la parata, per pubblicare una foto, come promesso al Singapore Trekkies di www.StarTrek.sg.
Il cartello diceva "Up", io sono andato "down", e cio' nonostante non sono comparsi all'improvviso i poliziotti singaporiani o il loro temutissimo Gruppo Antiterrorismo. E neppure la polizia privata Cisco-Certis, che e' quella che si vede di piu' in giro.
Uno inizia col non rispettare i cartelli sui sentieri dell'isola di Kusu e poi finisce, prima o poi, col guidare una gang di criminali. Ahi ahi...
"Eppure sono convinta che qui c'era il mare, ieri!"
Tartaruga fotografata a Kusu Island ("L'isola della tartaruga"), a sud di Singapore. Per gli amanti di questi rettili, il museo della tartaruga di Singapore, situato presso i Chinese Garden, e' una tappa altamente consigliata.
Ieri sera - 30/01/2009 - si e' svolta la Chingay Parade del 2009, di quest'anno. E' una sfilata di carri allegorici e di gruppi folcloristici che si svolge nell'ambito delle celebrazioni del Capodanno lunare cinese. Celebrata inizialmente in Malesia poco piu' di cent'anni fa, la Chingay Parade e' arrivata a Singapore nel 1973, e negli anni successivi ha smesso di essere un "affare" strettamente legato alla comunica' cinese di Singapore, per diventare una parata multietnica; quest'anno erano presenti rappresentative di Taiwan, Filippine, Tailandia, Malesia, Giappone, Corea del Sud, Brasile e ... un tipo in kilt scozzese su un veliero che ricordava una delle caravelle di Cristoforo Colombo.
La sfilata di carri, sbandieratori, gruppi in costume e carri e' iniziata alle venti e trenta, ma gia' un'ora prima l'area di fronte al Singapore City Hall (l'ex municipio, ora monumento nazionale) era piena di folla. Ci credo, quell'area, vicino alla tribuna a pagamento, e' gratis.
I nostri personalissimi premi
Premio per il miglior carro allegorico: il carro della Nanyang Technological University (nella foto). Premio per i migliori costumi: il gruppo che rappresentava la Tailandia. Premio ai piu' convinti: i ragazzi mascherati da personaggi di Star Trek, che partecipavano sotto l'egida del CDE wearable art public contingent for Chingay 2009. Premio "bella pensata": la caravella di Cristoforo Colombo con capitano in kilt e bandierina scozzese, e con pirati a bordo, proposta dalla Eurasian Association di Singapore.
La sfilata si ripetera' stasera - sabato 31/01/2009 - lungo lo stesso percorso City Hall - Esplanade, a partire dalle otto di sera, quindi con mezz'ora di anticipo rispetto a ieri.
Sara' anche questa una Rondine del Pacifico, o sara' una rondine senza denominazioni particolari? Meno colorata dell'altra, questa non voleva saperne di mettersi in posa per farsi fotografare, sono stati necessari un'esposizione di 1/1600 di secondo con diaframma 9 e sensibilita' 800 ISO per riuscire (quasi) a fermare la rondine in volo.
Nuova visita alle isole St.John, Lazarus e Kusu, giorni fa, con l'obiettivo dichiarato di scattare altre foto ai rapaci (forse aquile) che nidificano a Lazarus Island. Contrariamente al programma, mi sono ritrovato sotto il sole equatoriale a fotografare alcuni esemplari di rondine che intorno al secondo molo di Kusu Island. Si trattava di rondini del Pacifico, o "rondini di collina" (Hirundo tahitica). Preferisco il primo nome, perche' sul Pacifico le ho viste, mentre mi sembravano restie ad avvicinarsi all'unica collina dei dintorni (a Lazarus), dalla quale i soliti rapaci non identificati hanno preferito non alzarsi e, probabilmente, hanno passato il pomeriggio sorseggiando un bel daiquiri. Questa e' una delle poche immagini in cui questi pennuti siano risultati inquadrati, a fuoco e non mossi: mica facile, fotografare dei volatili che cambiano direzione con la rapidita' di Galderisi!
Siamo entrati nell'Anno del Bue. La sera del 25 gennaio 2009 si e' celebrato in Cina e presso le comunita' cinesi sparse per il mondo il Capodanno cinese. Capodanno lunare cinese, per la precisione: le celebrazioni iniziano il primo giorno del primo mese lunare, e si concludono il quindicesimo giorno con il Festa delle Lanterne.
Le strade della Chinatown di Singapore sono state invase di gente. Ho visto famiglie che facevano la conga in mezzo alla folla: bambini che seguivano altri bambini tenendo le mani sulle spalle di chi li precedeva, per non perdersi. Agli amici cinesi ho preparato una bustina rossa con una cifra simbolica (uno, due, dieci dollari) come buon auspicio per il nuovo anno. Abbiamo mangiato in un ristorante di Chinatown, cena abbondante (anche perche' eravamo in tre e i menu' di capodanno avevano solo prezzi e porzioni per quattro. A parte la birra, i gamberi alla crema e il dolce, c'erano peperoncini assassini dappertutto: uno si adegua in occasioni speciali, ma - come ha detto Dan, un nostro ospite inglese - mangiare cosi' piccante ti fa starnutire dalle orecchie. A cena finita, e dopo una discussione con il ristoratore che voleva farci pagare anche gli involtini che non ci erano stati portati, ci siamo ributtati nella folla e abbiamo raggiunto New Bridge Road, chiusa al traffico, per assistere alle celebrazioni con artisti; verso le undici di sera, dopo venti minuti schiacciati nella folla, con 50% del campo visivo occupato da alcuni gabinetti portatili, siamo andati a seguire il resto della serata in tv. Una buona parte degli stranieri presenti a Singaproe (tutti gli occidentali e tanti indiani, indonesiani, malesi) erano a Chinatown, tanto che le facce cinesi in giro erano una minoranza. Ci vuol poco ad intuire che il Capodanno cinese sara' la prossima festa locale che diventera' globale: e' gia' successo ad Halloween - festa nordeuropea prima, poi statunitense, poi rivenduta al resto del mondo - una trentina d'anni fa, e sara' ancora piu' facile ora, con la presenza di vaste comunita' cinesi nelle maggiori citta' italiane. Non crederete che i vostri bambini, vedendo le mamme dei loro compagni di scuola cinesi che preparano feste e regali a fine gennaio, restino ad osservare senza pensare "Hey, e' da un mese che non ricevo regali!"?
Gong xi fa cai a tutti. E attenti ai cibi piccanti.
Lazarus Island, l'isola di Lazzaro, e' a sud di Singapore. C'ero stato il mese scorso, ci sono tornato sabato. In entrambe le occasioni sono stato colpito da una spiaggia paradisiaca vista sulla costa orientale dell'isola, con vista sulla vicina Kusu Island. Sabbia finissima e quasi bianca, semideserta, acqua limpida (non a livelli sardo-corsi, ma non siamo lontani), gli unici visitatori arrivano di solito da barche - da diporto, non da pesca - ormeggiate nei dintorni.
Ecco la spiaggia, a forma di lettera "C", nell'immagine tratta da GoogleMaps. L'isola diventera' probabilmente un'altra Sentosa (cioe' chic e falsa), per adesso e' molto godibile, soprattutto per il fatto che ci sono pochi visitatori. A parte questa spiaggia, altre aree interessanti sull'isola sono la laguna, appena piu' a nord della spiaggia, e una misteriosa installazione, forse militare, in cima alla collina al centro dell'isola: una piccola Area 51. Misteriosa o no, la staccionata che la circonda era a pezzi per una lunghezza di cinque-sei metri, la settimana scorsa, e la tentazione di entrare e' stata forte, anche se ho resistito: fare foto ai rapaci non identificati che orbitano sull'isola sarebbe stato piu' facile da uno spiazzo che dal bosco che circonda quest'Area 51 di Singapore.
Peccato che il costo per un "round trip" Singapore - St.John (e Lazarus) - Kusu - Singapore sia di quindici dollari a testa. Se fossero cinque dollari, ci andrei due volte alla settimana. Forse e' ora di comprare un kayak.
Come tutte le nazioni con alte concentrazioni di "cinesi della diaspora", anche Singapore si prepara a celebrare il Capodanno cinese, che si festeggera' quest'anno il 26 e 27 gennaio.
"Gong hei fat cho" a tutti! (Traduzione: che quest'anno ti porti tanti soldi, tanta fortuna e ... soprattutto tanti soldi!).
Foto scattata a Singapore nella zona di Beach Road (non ci sono spiagge nei dintorni).
Esplanade Bridge, Singapore. Collocato alla foce del Singapore River, il ponte e' lungo 260 metri, largo 70, ha sette arcate, otto corsie per veicoli piu' due piste pedonali ai lati, e si estende dall'area dei teatri fino al monumento del "merlion", il leone-sirena simbolo di Singapore, inventato ex novo negli anni Sessanta come simbolo di Singapore. Il ponte venne iniziato nel 1994 e completato nel marzo 1997. A titolo di riferimento, i lavori per la costruzione del ben piu' modesto cavalcavia di Settimo Torinese (situato in corso Piemonte e passante sopra la linea ferroviaria) durarono dalla fine della II Guerrra Punica al 1987; a Singapore lavorano in fretta e, di solito, bene.
Libellula fotografata nel parco di Ang Mo Kio, a Singapore.
Ang Mo Kio e' un parco nella zona centro-settentrionale di Singapore, popolato di molti insetti (ed animali, immagino, se uno lo esplora per intero). Ci sono arrivato in bici, senza neppure schiattare completamente dal caldo: son schiattato solo parzialmente. La prossima volta, metropolitana.
Nel mese di dicembre, il sole tramonta verso le 18,55 a Singapore, e si riescono ancora a cogliere gli ultimi sprazzi di sole, uscendo per una pedalata dopo una giornata di lavoro. Lungo la costa sud-orientale dell'isola c'e' una magnifica pista ciclabile che scorre tra la East Coast Parkway (ECP) e la spiaggia. La prima volta che ho sentito il termine "Parkway" per una strada e' stato ad Atlanta, anni fa, e non capivo perche' una strada dovesse avere un nome che fa pensare ad un parcheggio; poi ho visto di persona come il traffico renda simile ad un parcheggio qualsiasi parkway, in Georgia. La ECP, invece, ha sempre traffico scorrevole, anche quando ci sono io in bici a rallentare gli altri veicoli...
A differenza di altri paradisi tropicali, in spiaggia a Singapore si vedono soprattutto navi, grosse navi, tante navi, e di tutti i colori. Lo Stretto di Singapore e' costantemente pieno di navi in transito tra lo stretto di Malacca ed il Mar Cinese Meridionale, spesso in arrivo e in partenza dal porto di Singapore, uno dei piu' affollati del mondo.
Foto scattata durante una recente gita a Johor Bahru (JB), in Malesia. Non sono mai arrivato a JB, ma tornando indietro ho visto e fotografato diversi vortici vicino alla massicciata che collega Singapore alla Malesia, che non e' parte ne' di Singapore ne' della Malesia: una terra di nessuno.
Quella che galleggia nel vortice e' comune immondizia.
I templi indu' dravidici sono tanti, a Singapore. Quello di Sri Senpaga Vinayagar e' stato edificato nel 1988, ed e' visitabile anche nel corso delle funzioni religiose, come vedremo domani.
Fotografato a Kusu Island, isola a sud di Singapore. C'erano sei esemplari simili che volavano sopra il breve tratto di mare tra Kusu Island e St.John's Island. Non ho identificato il volatile. A Singapore e' presente un tipo di aquila, la White-bellied Fish Eagle, nota anche come White-bellied Sea Eagle (Haliaeetus leucogaster), che pero' ha colori lievemente differenti dall'esemplare che ho fotografato, che aveva livrea marrone rossiccio nell'area superiore delle ali, testa e parte anteriore del petto di colore bianco. Il becco, soprattutto, sembra differente da quello dell'aquila di mare dal ventre bianco.
Aggiornamento 12 maggio 2009: si tratta di un Haliastur indus, o nibbio bramino, in inglese Brahminy Kite o Red-backed Sea-eagle.
Foto scattata oggi all'ora di pranzo a Marina Bay, Singapore. Ciascun pallone reca una serie di frasi scritte probabilmente da studenti locali. Sullo sfondo, il Merlion, simbolo di Singapore: testa di leone, corpo di pesce, nome derivato da mermaid (sirena). La statua e' alta oltre otto metri e mezzo, e sull'isola di Sentosa e' presente una versione un briciolo piu' alta: 37 metri!
Bambola, burla o parte di un rito religioso? L'oggetto e' stato fotografato sulla costa settentrionale di St.John's Island, isola a sud di Singapore. Ho pensato fosse legato a qualche rituale, forse alla versione moderna di un vecchio sacrificio umano nel quale la vittima sacrificale veniva annegata o/e decapitata, visto che il simulacro fotografato era senza testa ed era probabilmente stato depositato sulla spiaggia dell'isola dalle onde.
Ho mostrato la foto ad alcuni colleghi, e uno dei commenti e' che potrebbe trattarsi di una bambola usata per pratiche voodoo. Il voodoo e' una pratica haitiana legata ad una religione africana, ma ho letto un accenno a pratiche simili praticate in questa zona in "Un indovino mi disse", di Tiziano Terzani. Vedremo di trovare qualche altra informazione in proposito.
Un'ultima nota: l'isola di St.John fungeva in passato da lebbrosario e (probabilmente non nello stesso periodo) da carcere per i boss del crimine organizzato locale. Che sia per questi motivi o per altri, vari conoscenti a Singapore hanno sentito dire che l'isola e' stregata.
Tempio a Lazarus Island, isola a sud di Singapore. Collegata a St.John's Island da una massicciata battuta costantemente da un forte vento, Lazarus Island puo' riservare qualche piacevole sorpresa, come la quantita' di granchi violinisti presenti in una delle sue lagune. E questo tempietto, semplice ma dignitoso, costruito dai lavoratori edili che stanno lavorando sull'isola.
Un battello a vapore, di quelli che si vedono in Louisiana sul Mississippi, ancorato a Singapore. A cosa servira'? Ad ospitare un ristorante tex-mex, cos'altro potrebbe fare, in un posto dove mangiare bene e in modo vario e' la prima passione!
Foto scattata a Marina South Pier, il porto da cui ci si imbarca per le isole a sud di Singapore (Kusu Island, St.John's Island, Lazarus Island, Sisters Islands, etc.).
Tempietto all'ingresso del santuario musulmano al centro dell'isola di Kusu, a sud di Singapore. Secondo una leggenda locale, l'isola di Kusu era in origine una testuggine che, per salvare due naufraghi, si trasformo' in isola. I due naufraghi, un marinaio malese ed uno cinese, edificarono sull'isola un tempio musulmano ed uno taoista per ringraziare la testuggine. "Kusu" significa appunto "testuggine" in cinese.
A Kusu Island si arriva dal Marina South Pier tramite un traghetto. Costo, 15 dollari (andata/ritorno). Il traghetto porta, nel corso dello stesso giro, anche a St. John's Island, isola piu' grande di Kusu ma con meno attrazioni. Qualche confronto:
- A Kusu ci sono due templi (e forse di piu'); a St.John's c'e' una baracchetta con dei bastoncini d'incenso;
- A Kusu ho visto dei rapaci (aquile? Falchi?); a St.John's ho visto i soliti (belli ma gia' visti) granchi violinisti;
- A Kusu ho camminato intorno al perimetro dell'isola senza interruzioni. A St.John's ho dovuto ritornare sui miei passi un paio di volte, grazie a sentieri che finivano nel nulla (non assoluto ma quasi);
- A Kusu ho visto tutto quel che volevo; a St.John's Island mi sono ritrovato con un turista indiano a cercare una laguna seguendo cartelli che portavano poi (indovinate?) nel nulla, questa volta sotto forma di 1) cortile di un centro studi di biologia marina (area privata), e 2) antenna radio con divieto d'ingresso;
In realta' St.John's e', tra le due, l'isola meno "artificiale", visto che a Kusu non credo ci sia un filo metro quadro che non sia stato pianificato. Il maltempo - pioggia e vento - ha reso poco piacevole la visita a St.John's Island, che forse e' davvero stregata come dice Wikipedia: appena salito sul traghetto in partenza per Kusu, il vento si e' placato e la pioggia ha smesso di cadere...
Aggiornamento 09/12/2008
Pioggia e vento rendono difficile consultare una mappa (ed evidentemente pioveva e tirava vento anche dentro casa mia, quando ho scritto il testo sopra). Se avessi aperto la mia mappa, avrei visto che nel giro di ieri ho visitato tre isole, non due. A St.John's Island, infatti, mi sono ritrovato a passare su un ponte cercando di non volare via, visto il forte vento. Se avessi usato tutti e tre i miei neuroni, mi sarei reso conto che quel ponte portava "altrove", rispetto all'isola in cui ero. Portava infatti a Lazarus Island, l'Isola di Lazzaro, a cui quindi vanno riferiti alcuni commenti che avevo erroneamente diretto verso St.John's Island: la "baracchetta coi bastoncini d'incenso" si trova a Lazarus Island; i granchi violinisti che ho visto erano a Lazarus Island; in una delle due volte in cui sono stato costretto a ritornare sui miei passi perche' il sentiero terminava, ero a Lazarus Island.
Una nuova visita a queste tre isole s'impone, magari in una giornata piu' asciutta. Oggi, com'e' ovvio, sarebbe una giornata perfetta: sul centro di Singapore non e' caduta una goccia di pioggia.
Con oltre trenta gradi tutti i giorni dell'anno (anche se statistiche ottimistiche parlano invece di una media di 27° annui), Singapore non offre molte possibilita' agli amanti dei pupazzi di neve. Le strade sono pero' piene di pupazzi di polistirolo, come questo fotografato a Suntec City.
Un paio di anni fa ebbi una discussione con una conoscente italiana, a Londra. Lei voleva andare in "un ristorante cino-giapponese, come quelli che ci sono a Milano", ma eravamo a Londra, dove la scelta in fatto di ristoranti cinesi e ristoranti giapponesi e' piu' ampia, e dove i due tipi di cucina non vengono mescolati spesso nello stesso ristorante. Le spiegai che potevamo mangiare in un ristorante giapponese o in un ristorante cinese. Lei insisteva, e diceva che a Milano ci sono anche i ristoranti cino-nippo-vietnamiti. Le spiegai che un ristorante del genere, per chi conosce le differenze tra quei tre tipi di cucina, avrebbe lo stesso valore di un ristorante italo-franco-greco: sono cucine differenti.
Non sono quindi stato sorpreso di trovare un ristorante italiano e persiano a Singapore. La comunita' italiana a Singapore e' piuttosto esigua, meno di un migliaio di persone, e meno rilevante di comunita' piu' piccole come quella armena e quella ebraica, un ristorante che proponga due tipi di cucine potra' attirare piu' clienti. Non molti clienti italiani o persiani (iraniani), immagino, ma gli altri si', gli stessi che mangerebbero in un ristorante cino-nippo-vietnamita...
La chiesa armena di Hll Street e' la chiesa cristiana piu' antica di Singapore. Costruita nel 1835, e' dedicata a San Gregorio l'Illuminatore; fu progettata da George Drumgoole Coleman. La costruzione fu finanziata dalla comunita' armena di Singapore, dalle comunita' armene di Giava e d'India, e da mercanti di Singapore, sia europei che cinesi.
Singapore e' piccola, c'e' da stupirsi nel vedere che ospitava una "comunita' armena" nel 1835. Secondo Wikipedia, quella comunita' era composta da sole sedici persone, che devono aver donato una bella cifra.
L'ingresso nella chiesa e' libero. Nel giardino alle spalle della chiesa si trovano le stazioni della Via Crucis.
- Come, gatti a Singapore? Ce n'e' solo uno, di gatto, nella fotografia!
- Beh, non potevo mica usare un titolo come "un gatto a Singapore", no? Qualcuno avrebbe pensato che a Singapore ci sia un solo gatto.
- E quanti gatti ci sono, invece, a Singapore? Hai fatto un censimento?
- Parecchi, forse ci sono piu' gatti che cani. Qui davanti alla stazione EW9 della metropolitana, in Aljunied Road, ce ne sono sempre dozzine.
- Io ne vedo uno solo, di gatto, nella foto.
- Si vede che gli altri erano a messa.
- Cos'e' quella chiesa sullo sfondo?
- La Chiesa Cinese Metodista di Geylang
- Una setta, eh? Chi e' 'sto Geylang?
- Il quartiere in cui si trova la chiesa.
- Ah. E com'e' questo quartiere Geylang?
- Vario, molto differente dal centro di Singapore, che sembra Zurigo, solo piu' pulita. A Geylang ci sono chiese, stazioni della metro (MRT), mercati di frutta all'aperto con tanti, tremendi durian, e poi c'e' un quartiere a luci rosse.
- E i gatti stanno li' per le luci rosse, per il durian o per le chiese?
- E io che ne so, chiediglielo.
Il tempio indu' di Sri Krishnan, in Waterloo Street all'angolo con Bencoolen Link, confina con un tempio buddista e credo ci sia anche una sinagoga nei dintorni. Convivenza tra religioni, non capita dappertutto.
C'era un motociclista con una grossa enduro carica di bagagli, ieri, nell'isola pedonale tra Bugis Station e Sim Lim Square. Il motociclista indicava ai tanti curiosi presenti la moto, una mappa, le fotografie del suo viaggio, e lo faceva silenziosamente ma con un gran sorriso. Il suo nome e' Vladimir Yarets.
Sordo-muto, motociclista, bielorusso, nato nel 1941, nel 2000 Vladimir lascio' Minsk in sella ad una Java 350 con l'obiettivo di diventare il primo motociclista sordomuto ad aver attraversato tutti i continenti. Nel corso del suo viaggio s'e' rotto parecchie ossa in un incidente stradale a Peoria, negli USA, ha cambiato moto (ora guida una BMW 650), e ha sorriso a tante persone. Se lo incontrate in giro per l'Italia (che non ha ancora visitato) o altrove, aiutatelo a proseguire il suo viaggio.
Circuiti cittadini. Un giorno ci sono, il giorno dopo sono spariti. Per chi vive a Montecarlo, Francorchamps, Adelaide e nelle altre localita' in cui la Formula 1 corre su circuiti cittadini, questa e' la realta' di ogni anno, e dal 2008 e' cosi' anche per Singapore: dopo mesi di preparativi per una corsa che si svolge sulle stesse strade su cui normalmente passano auto private pullman, taxi e biciclette, il grande evento si esaurisce in un weekend o poco piu', e poi si spazza via tutto. La foto mostra l'area del traguardo e dei paddock ("box" per noi italiani) del circuito di Singapore, poco meno di due mesi dopo la gara.
Quanto fiato avranno i singaporiani e i tanti stranieri che prendono parte alle varie competizioni per Dragon Boats che si svolgono a Singapore? Oggi ho perso il 3% del mio peso corporeo semplicemente pedalando verso il centro citta' di Singapore, dove si svolgeva una gara.
Suntec Tower Conference Centre, Singapore. Fiera del gadget dal nome curioso, Food Safari & Home Electronics Fair 08. Entro nella grande sala dove si svolge la fiera, mi butto sullo stand Nikon per provare la D90, cerco poi gli stand Epson e Sigma per provare le loro macchine digitali a telemetro (Sigma DP1 e Epson R-D1) ma chiedendo in giro scopro che queste due macchine non sono commercializzate a Singapore. Continuando il giro della fiera, vedo che la maggior parte degli stand e delle aree espositive sono dedicati al cibo e non all'elettronica di consumo. Come sara' venuto in mente a qualcuno di combinare i due temi non lo so, ma Singapore e' probabilmente uno dei posti piu' adatti del pianeta, per una fiera cosi', visto l'amore locale per il cibo e per i gadget elettronici. A parte Taiwan dove, finito il pranzo, la domenica, si sale in auto per andare verso un buon ristorante fuori citta' dove fare merenda, e mentre si va verso quel ristorante, ci si ferma in almeno un paio di chioschi lungo la strada per mangiare qualcosa.
La foto mostra degli involtini di riso in foglie di bambu', chiamato "sticky rice".
Sito del museo: www.nationalmuseum.sg. L'ingresso al museo e' libero tutti i giorni dopo le sei di sera, peccato che la History Gallery del museo chiuda alle 18. Dovro' tirare fuori i dieci dollari del biglietto, prima o poi.
Camminando in Orchard Road, venerdi' sera, ho visto vari fiocchi azzurri. Enormi. Ciascuno lontano dagli altri, uno orizzontale sul marciapiede, un altro appoggiato ad un lampione. Abbandonati non erano, questa e' Singapore (la Svizzera d'Asia, solo un po' piu' sicura), e se erano dove erano, e' perche' qualcuno ha deciso che dovevano essere piazzati li'. O forse quei fiocchi azzurri sono per la nascita di un pupo importante.
Il geco non e' un animale raro. Alcuni lo tengono in casa come animale da compagnia. Ma quello della foto si e' auto-invitato nel mio appartamento e, nascosto dietro al cassone dell'aria condizionata, canta. Di notte. Credevo gli anfibi fossero animali silenziosi, invece no. Cantano quasi di continuo.
La sua canzone fa "Non-sperare-di-addormentarti-quando-mi-cerchi-smetto-ma-appena-provi-a-dormire-ricominciooooo".
In tv stanno trasmettendo "The Curse of the Komodo" (La maledizione del Varano di Komodo), un filmaccio di serie B. Speriamo 'sto geco non cresca come il suo lontano parente...
Venerdi' sera, fine della settimana lavorativa. Sono a Singapore ed esco molto raramente, ma di fronte a certe tentazioni e' impossibile resistere: l'ingresso al Singapore Art Museum (SAM) e' gratuito, il venerdi' dalle 18 alle 21. "Gratuito": una parola che, per i viaggiatori dal braccino corto ha un suono eccitante quanto "Sono Angelina Jolie e ti voglio qui, ora!". Prendo l'autobus 36, scendo troppo presto, prendo il 124, scendo troppo tardi, i 32 gradi (38 percepiti, considerando l'umidita') si fanno sentire e suppongo abbiano bloccato il 99% dei miei gia' non numerosi neuroni), risalgo sul 124, scendo in Orchard Road, la strada principale dello shopping a Singapore. Cammina cammina, arrivo al Singapore Art Museum verso le sette e venti di sera, un'ora e mezzo dopo aver lasciato l'ufficio. Sei isolati dall'ufficio in cui lavoro, ma avevo deciso di arrivarci senza sudare ...
Entro al SAM, tanta gente in abiti eleganti da vernissage, altri con abbigliamento estroso (al confronto, il Prince di "Purple Rain" vestiva sobriamente) che sembrano gridare "trasudo arte da tutti i pori!", e anche un tipo che sembra capitato li' per caso, vestito come me. Ah, e' uno specchio, quello ... Visito la mostra sull'arte coreana, "Transcendence: Modernity and Beyond in Korean Art"; visito le varie gallerie del museo; mi accodo ad un gruppo di visitatori che sta ascoltando Ong Kim Seng, un pittore nativo di Singapore, cui il museo dedica la mostra "Heartlands: Home and Nation in the Art of Ong Kim Seng". I suoi acquarelli mostrano una Singapore che non esiste piu', a volte sovrapposta a quella attuale, e Mr. Ong offre un resoconto vivido delle sue esperienze ("Queste prime tele sono piccole perche' quelle grandi costavano troppo, negli anni settanta", "Mia madre usava i miei dipinti per bloccare le infiltrazioni d'acqua dal soffitto ..."). Artista e artigiano, dov'e' la soglia tra l'uno e l'altro, rifletto. Un ruggito mi distoglie dai miei pensieri: il mio stomaco reclama. Ritorno al pianterreno, e noto alcuni tavoli imbanditi, nei giardini del museo; gente mangia, camerieri girano con bicchieri sui vassoi. Sara' un buffet per ospiti selezionati? Mi seleziono da solo e, forchetta e piattino alla mano, mi servo una portata di simil-ravioli che in realta' sono alimenti venuti da un altro pianeta, piccanti quanto l'idea platonica della peperoncinita'! Eppure Tiziano Terzani aveva scritto che i cinesi non mangiano piccante ... si sara' sbagliato. Sazio, passo al tavolo del vino e mi viene servito un rosso decente. Scatto foto alle fontane in giardino, con stomaco e senso artistico soddisfatti.
Quindi, se amate l'arte, gradite spendere poco e siete a Singapore, segnatevi sull'agenda: venerdi' dalle sei alle nove di sera, arte e cena gratis al Singapore Art Museum.
Biciclette parcheggiate vicino all'Esplanade Theatre, Singapore, estate 2008. Trattasi di uno scatolone di polistirolo fissato (bene) con due cinghie. Capiente e forse persino a tenuta stagna, lo consiglierei a tutti, soprattutto a chi privilegia il vivere low cost rispetto al consumismo.
Il Fiddler Crab, o granchio violinista (o granchio Uca Uca) e' visibile sul bagnasciuga dell'isola di Pulau Ubin, a nord di Singapore, in grandi quantita'. Il maschio e' facilmente riconoscibile dalle dimensioni spropositate di una delle sue due chele, usata per combattimenti rituali con altri maschi e per rendersi piu' visibile alle femmine della specie. Praticamente come l'abbonamento ad una palestra per noi umani...
Come lunedi' scorso, anche oggi sono andato a Pulau Ubin nel pomeriggio. A differenza della volta scorsa, questa volta sull'isola ho affittato una bicicletta con la quale ho rapidamente raggiunto Chek Jawa, una zona umida nella quale, con la bassa marea, e' possibile vedere stelle marine, anemoni, cavallucci di mare, spugne... la bassa marea e' visibile verso le sette e mezzo di mattina e alle sette e mezzo di sera, visitando Chek Jawa in altri orari si riesce comunque a vedere altri animali, come i granchi violinisti, appunto.
Sono a casa, lunedi' di festa. Gli indu' celebrano Deepavali, il ritorno della luce. Io celebro ... il fatto che sono a casa dal lavoro, forse. Per una di quelle combinazioni cui dovrei ormai essermi abituato, non c'e' football americano in tv: c'e' tutti i lunedi' mattina, in diretta (si tratta dell'incontro della domenica sera), oggi niente. Leggo un capitolo di "Galactic Pot Healer", di Philip K.Dick. Giornata sonnolenta, col cielo che minaccia pioggia. Potrei andare in palestra e sprecare la giornata completamente, anche se le mie spalle e la mia schiena mi ringrazierebbero. No, grazie. Penso a Pulau Ubin, un'isola di dieci chilometri quadrati, a nord-est di Singapore, che mi avevano raccomandato i colleghi, tempo fa. Controllo su GoogleMaps: diciotto chilometri da qui, in bici. Il cielo continua con le sue minacce, e inizio a pensare che, forse, non tutte le escursioni devono includere l'infradiciarmi di pioggia e sudore. Il sito della SBS Transit, azienda di trasporti, dice che prendendo due autobus, il 158 e poi il 2, arrivero' a Changi Village, da dove potro' poi prendere un traghetto per Pulau Ubin. Un'ora e venti di viaggio, due dollari di autobus piu' due e mezzo di traghetto, il tutto moltiplicato per due, si puo' fare. Dieci minuti buoni di dubbi sull'obiettivo da prendere, poi metto nello zaino il 10-20mm e il 500mm; non riusciro' a fare molte foto normali, ma magari una immagine speciale saltera' fuori.
Scendo dal 158 ad una fermata di Sims Avenue. I cartelli che elencano il numero degli autobus che si fermano a ciascuna fermata e' grande ma, essendo piazzato dopo la pensilina, risulta spesso difficile da leggere, se non quando l'autobus riparte; quello di questa fermata era piu' visibile della media. Durian City, potrebbero ribattezzare questa zona di Singapore: ci sono molti negozi e banchi, lungo la strada, che espongono centinaia di esemplari di durian, un frutto che conosco solo per il fetore che emana; il sapore dicono sia squisito, ma l'odore non invita. Dopo qualche minuto arriva il 2 e salva le mie narici. E' un bus a due piani, mi catapulto al piano di sopra, ma i quattro sedili vicino al parabrezza sono occupati. Pazienza, non scattero' foto, almeno ho un libro da leggere. Sedendomi, batto la fronte sul soffitto, che e' piu' basso di quanto la mia memoria ricordi. Inizia a piovere. Considerato che non fa caldo, sono su un mezzo pubblico, ho un libro da leggere e ora pure piove, mi chiedo se questa non sia Torino. La pioggia si fa intensa. Quando raggiunge il suo capolina a Changi Village, l'autobus si svuota in un momento, e portici e mercati coperti, presenti ovunque a Singapore, sono benvenuti. Evito una seconda capocciata contro il soffitto e inizio ad esplorare l'area: palazzi come in tutto il resto di Singapore, ristoranti e chioschi alimentari ovunque, il solito 7-11, e un buon numero di negozi d'articoli per la pesca.
Trovo l'imbarco dei traghetti. Il "traghetto" e' una bumboat, un piccolo battello capace di ospitare dodici passeggeri e due membri d'equipaggio. Le procedure d'imbarco non danno l'idea di essere molto formalizzate: i conduttori dei traghetti cercano semplicemente dodici persone in partenza, le chiamano, e poi si fanno dare due dollari e mezzo a testa. Partiamo, il mare e' lievemente mosso, non mosso abbastanza da causarmi problemi di stomaco. Due immagini sacre cattoliche (col Sacro Cuore) sono di fianco al conduttore. In dieci minuti sbarchiamo a Pulau Ubin.
"Pulau" significa isola in indonesiano e in malese; "ubin" significa granito, e Pulau Ubin era la fonte principale di granito per tutta Singapore, in passato. Ora l'economia locale si affida soprattutto al turismo. Pulau Ubin e' coperta da foreste, e vi si trovano alcuni dei pochi kampong (villaggi) tradizionali rimasti a Singapore. Ci sono progetti per la costruzione di case popolari sull'isola, a me pare un suicidio economico, ancor prima che ecologico: ci sono tante aree, sull'isola principale di Singapore, che sarebero adatte alla costruzione di nuove aree residenziali.
Il primo impatto con i famosi "kampung" dell'isola non e' entusiasmante: il villaggio e' composto da baracche in legno e metallo ondulato, uno stile che ricorda le baracche degli orticelli abusivi lungo le strade italiane. Bevande fredde in vendita (la pioggia si e' ridotta a poche goccie, la temperatura e' salita e l'umidita' si fa sentire), tanti ristoranti a gestione familiare specializzati in pesce, vari noleggiatori di biciclette. Rinuncio a fare acquisti di qualsiasi tipo, e a noleggiare una bici, in modo da essere piu' libero di andare ovunque, anche fuori dalle strade dell'isola. Ci sono molti turisti, compresa una comitiva italiana composta da tre-quattro madri con i loro figli, tutti in bici. Esco dal villaggio, in un paio di minuti non si ved...
Oggi, domenica 26 ottobre, e' la vigilia della festivita' indu' di Deepavali, il ritorno della luce; domani e' festa a Singapore, per questo motivo.
Secondo la tradizione, un demone terrorizzava la gente che, per non attirarlo, viveva nel buio. Visnu' arrivo' e sconfisse il demone, e la gente festeggio' con luci e fuochi artificiali. Cosi' me l'ha venduta il tassista indiano che mi riportava a casa da Chinatown, mentre mi raccontava di come, per quieto vivere, nei cinque anni che ha passato in Texas ha finto che glie ne fregasse qualcosa del football americano, e nei tre passati in Canada s'e' dimostrato interessato all'hockey di cui non gli importava niente, e di come pur essendo indiano non sopporti il cricket e le partite che durano giorni. Tipo simpatico. Tifa Manchester United, come la maggior parte delle persone che vivono a Singapore. Fara' finta?
Oggi l'Italia e' ritornata all'ora solare, mentre Singapore - che non usa l'ora legale - non ha effettuato cambiamenti. La differenza Singapore-Italia e' quindi passata da sei a sette ore.
Il tredici di ogni mese, alle sei del pomeriggio oppure dopo la messa delle sei e quindici, e dopo le cinque del pomeriggio se il tredici cade di domenica.
Chiesa cattolica di San Giuseppe, St. Joseph's Church, 143 Victoria Street, Singapore.
Altra immagine ripresa nel Yuan Ming Si Temple, a Singapore, durante la preparazione per un rito religioso. Davanti all'altare, illuminato in modo gioioso, si trovano le foto di nove defunti, disposte su sedie, di fronte ad una tavola imbandita di cibo. In primo piano nella foto si vede un modello d'auto preparato per la cerimonia. Secondo la tradizione, anche il cellulare preferito, la maglietta della squadra di calcio del cuore ed, in generale, gli oggetti cari al defunto, vengono preparati per queste cerimonie.
Immagine ripresa nel Yuan Ming Si Temple, lungo Upper East Coast Road. Preparazione per un rito funebre, sono visibili le foto degli scomparsi. L'altare luminoso era nel cortile davanti al tempio, sotto un capannone di tela.
Due kayak a secco tra Nicoll Highway e Republic Avenue, vicino al fiume Kallang. Sullo sfondo lo stadio coperto di Singapore, i riflettori dello stadio nazionale in fase di demolizione, e i condomini sulla Tanjong Rhu.
Due del pomeriggio, caldo equatoriale a Singapore, siamo a Suntec City, che non e' una citta' ma poco ci manca: si tratta del piu' grande centro commerciale di Singapore (360 negozi, oltre 82.000 m2) ospitato da quattro torri alte 181 metri piu' una quinta piu' bassa, disposte come il palmo di una mano e secondo ai principi della geomanzia (feng shui); la Fountain of Wealth (la Fontana della Ricchezza), la fontana piu' grande del mondo, si trova al centro del "palmo"; il vicino Suntec City Convention Centre ha ospitato il primo meeting del World Trace Organisation (WTO) nel 1996.
Tramonto, Singapore Indoor Stadium e fiume Kallang, a Singapore. Occhio ai ristoranti affacciati sul fiume, si mangia bene, ma il rapporto quantita'-prezzo non e' vantaggioso (si finisce sempre col dover ordinare ulteriori portate).
When Singapore attained independence in 1965, the Government called on the nation to build a rugged and robust society through sports participation. Sports was also seen as a way to bond people of different races.
Lo sport come strumento per la creazione di una societa' sana e multietnica. Proprio come in Italia
- Pierino, falcialo da dietro, senno' quello segna!
- Il calcio non e' sport per signorine. Qualcuno ha visto il mio cerchietto per i capelli?
- Ora mi butto a terra e invoco il calcio di rigore!
- Allarme razzismo, cinese pestato da sette ragazzi (italiani)
La fontana della foto e' nell'area di Shenton Way / Tanjong Pagar, davanti alla Capital Tower, il quarto edificio piu' alto di Singapore, con i suoi 254 metri. Mica tanti, 254 metri ... certo, se fosse in Italia sarebbe il secondo edificio piu' alto, dietro ai 282 metri della antenna RAI di Caltanissetta; a Singapore, pero', ci sono i soldi per costruire edifici ben piu' alti, e la presenza delle Petronas Towers nella vicina Kuala Lumpur, del 101 a Taipei, delle tante torri in costruzione in India potrebbe essere considerata uno stimolo alla costruzione di un grattacielo ancora piu' alto. Non a Singapore: i grattacieli non possono essere, per legge, piu' alti di 280 metri, quota raggiunta da OUB Centre, il bel UOB Plaza One, in stile Art Déco e Republic Plaza.
Foto scattata dopo il tramonto, senza cavalletto, durante un giro in bici nella city dopo il tramonto. Con tutti i pedaggi, problemi di traffico e di parcheggio che ci sono a Singapore (e che sono comunque minori di quelli di Pechino, Taipei, Mumbai e delle altre maggiori citta' asiatiche), la bicicletta e' il modo piu' pratico per girare a Singapore e scattare fotografie, condizioni meteorologiche permettendo.
A Singapore la religione conta, ma mangiare bene conta ancora di piu'. Ecco la Han Keen Eating House, un tempio dedicato al culto della cucina.
Oggi e' Hari Raya Aidilfitri, festa nazionale a Singapore (come anche in Malesia e in altre Nazioni con alto numero di cittadini musulmani) per la fine del Ramadam.
Salaam Eid ul-Fitri/Selamat Hari Raya Aidilfitri a tutti i visitatori del sito di fede musulmana.
Il Gran Premio di Kuala Lumpur e quello di Shanghai hanno portato incrementi di turisti superiori al 500% nelle due citta' asiatiche, secondo un canale televisivo di Singapore. Durante il weekend del Primo Gran Premio di Singapore di Formula 1 sono stati registrati oltre 40.000 turisti in piu' rispetto allo stesso weekend in anni precedenti. Eppure, a breve termine, le vendite dei grandi centri commerciali di Singapore nella zona del GP hanno subito drastici cali di vendite a causa della chiusura al traffico della zona e della conseguente difficolta' per potenziali clienti nel raggiungere tali centri commerciali.
Seguire una gara di velocita' per auto o per moto dal vivo e' qualcosa che merita d'essere fatto per l'atmosfera (velocita', rumore, squadre) e non per cifre e classifiche (chi ha fatto quale tempo, chi e' in testa). Guardare una gara in tv, nel salotto di casa, e' quindi una soluzione molto piu' confortevole e completa: telecomando/cuscini/bibita/cifre sullo schermo. Se invece decidete di seguire una gara dal vivo, e siete per esempio a Singapore, ci sono alcuni punti da cui e' possibile vedere il circuito stradale del Gran Premio notturno di Singapore di Formula 1 senza dover svuotare il portafoglio. La foto di questo post e' un collage di immagini scattate alla cieca durante le prove ufficiali del venerdi' dal ponte che collega i centri commerciali Millenia Walk e Marina Square (le foto con le vetture viste da dietro) e dall'area di fronte al Mandarin Hotel; l'area della curva 6, per capirci. Niente di eccezionale, ma sono state scattate, come detto, alla cieca, senza mai avere l'occhio al mirino, e senza avere la funzione live view, assente nella mia reflex digitale economica. La macchina e' stata alzata al di sopra dei pannelli piazzati per bloccare la vista; sempre meglio che tirare giu' detti pannelli, come hanno fatto molti spettatori ieri sera, durante le prove ufficiali...
... e per fortuna, perche' non si riesce neppure a seguire "La ruota della fortuna" in tv, col rumore delle auto al di la' del fiume. E' come avere un alveare pieno di api furiose sul balcone, stesso rumore...
E' stato impressionante, ieri pomeriggio verso le due, quando sono iniziate le prove non ufficiali del Gran Premio di Singapore di Formula 1. Abbiamo tutti sentito immediatamente la prima auto, e la seconda, e le altre, e siamo corsi alle finestre, in ufficio. Pur essendo al ventiquattresimo piano, quindi parecchio distanti in verticale dal tracciato della gara, si sentiva chiaramente quando le vetture passavano nella zona del paddock e delle curve 1,2 e 3, le piu' vicine alle Suntec Towers. Peccato per gli alberi che coprono quelle curve e hanno reso impossibile fare foto decenti. L'immagine che vedete mostra la City di Singapore (tra i principali centri finanziari asiatici), le gradinate su St. Andrew Road e gli edifici del vecchio municipio e della Corte Suprema.
St. Andrews Road, rettifilo tra le curve 9 e 10 del tracciato cittadino in cui si correra' il Gran Premio di Formula 1 a Singapore. Gara notturna, come ormai avrete sentito in tutte le salse. Sulla destra della foto si vedono il City Hall, ex municipio di Singapore (colonnato in primo piano) e la vecchia sede della Corte Suprema di Singapore; la nuova sede della corte suprema, alle spalle della vecchia e sormontata da un gigantesco disco non volante, non e' visibile nella foto, ma se avete visto anche solo una cartolina, di Singapore, sapete di cosa parliamo.
Poca gente in giro nell'area del GP, qualche ora fa, quando ho scattato questa ed altre foto, soprattutto expats, cittadini britannici che lavorano nella city a Singapore (i grattacieli sullo sfondo). Biglietti quasi esauriti o meno, ho l'impressione che questa gara interessi soprattutto, ai cittadini di Singapore, dal punto di vista economico: durante conversazioni sulla Formula 1 con colleghi e conoscenti locali, non ho sentito domande sulle auto, su spettacolo e rischi portati da bolidi che raggiungeranno i 280 km/ora su strade in cui di solito non superiamo i 60 km/ora (o i 20, nel mio caso, visto che giro in bici); la curiosita' sembra essere rivolta soprattutto al lato economico della Formula 1: come e quanti profitti genera, chi ne gode, quali sono i costi organizzativi di una gara. Una passione un po' diversa da quella della terra dei motori, l'Emilia Romagna...
La foto, scattata da Rhu Cross (e' una strada, non il fotografo...), mostra il Benjamin Sheares Bridge e l'area paddock del Gran Premio di Formula 1; sulla sinistra si vede anche il Singapore Flyer, la ruota panoramica piu' ampia del mondo. Confrontando questa foto con un'altra scattata quattro mesi fa, si nota come l'area dei paddock (che in italiano vengono anche chiamati "box") non esistesse ancora, al tempo della foto precedente. Il confronto tra le due immagini mostra anche quanto sia luminosa, ora, l'area fotografata, cosa indispensabile visto che il Gran Premio si svolgera' alle otto di sera, e le prove del sabato ancora piu' tardi, alle dieci di sera.
Il ponte dedicato a Benjamin Sheares (gia' teatro di una avventura in passato), secondo presidente di Singapore, sarebbe il punto ideale per osservare e fotografare il Gran Premio senza pagare il biglietto, cosa che gradirei parecchio. Di sicuro verra' chiuso...
Se siete a Singapore e decidete di seguire la gara di Formula 1 dal Singapore Flyer, sul sito ufficiale del Singapore Flyer vengono proposti due tipi di biglietti, da 29,50 SGD (dollari di Singapore, 1€=2,1 SGD) a 150 SGD per il "Champagne Flight", con champagne, fragole e cioccolato. Per accedere al Flyer, che e' all'interno dell'area del circuito, e' necessario avere anche il biglietto per assistere al Gran Premio.
La foto mostra Parkview Square, uno dei posti piu' costosi a Singapore se volete affittare un ufficio. Si trova in North Bridge Road, e ... le statue visibili nell'immagine sembrano di bronzo, ma in realta' sono di modesto ed economico plexiglass.
Parkview Square e' un edificio in stile art Art Deco', completato nel 2002. Ci sono dodici statue come le tre raffigurate nell'immagine, e l'edificio e' ricco di ornamenti e dettagli degni d'essere fotografati. Altre foto in futuro, quindi...
Se siete a Singapore per il Gran Premio di Formula 1 (o per altri motivi), l'edificio e' vicino alla stazione Bugis della metropolitana, linea East-West (verde).
Se seguite la Formula 1, una notiziola: dopo giorni di bel tempo e caldo torrido e umido, stamattina ha piovuto intensamente per ore. Un monsoncino in ritardo. La pioggia, la chiusura al traffico del centro citta' per gli ultimi preparativi per il Gran Premio, e la sospensione del servizio di varie linee di autobus (sempre a causa della gara) hanno reso parecchio complicato andare in centro, perlomeno per chi ci lavora: ieri non c'era in giro NESSUNO, alle otto e venti, anziche' esserci il solito brulichio di persone che vanno in tutte le direzioni, di solito senza guardare. Sembrava Ferragosto in Italia.
"Facce di bronzo con palla in mano": titolo equivoco, ma e' stato impossibile resistere, con una foto cosi'.
Ci sono capitato davanti per caso in una giornata di pioggia continua, e sono stato sorpreso nel vederlo: il Mahatma Gandhi Memorial, vicino a Serangoon Road, nella Little India di Singapore, e' un edificio piccolo e cadente. La comunita' indiana di Singapore e' grande e non povera, mi sarei aspettato qualcosa di meglio.
Stessa zona (Chinatown, Singapore) della foto precedente; questa immagine mostra qualcosa che non avevo visto finora, anche se a Londra pare sia comune: i roof gardens, cioe' giardini sul tetto di edifici. Qui a Singapore tali giardini tendono ad essere protetti, se fossero sul tetto l'esposizione al sole sarebbe probabilmente eccessiva, visto che Singapore e' in prossimita' dell'Equatore.
Ho menzionato Londra: qui c'e' l'immagine di Google Maps dei roof gardens di Kensington, che si estendono per 6000 m². Tutto il verde e le piante che si vedono nell'immagine non sono a livello delle strade circostanti: si trovano a trenta metri d'altezza, e sono a malapena visibili da Kensington High Street.
Pubblichero' altre foto dedicate ai giardini sul tetto di Singapore. Vedere piante e fiori non mi colpisce, ma trovare alberi cosi' lontano da quello che ho sempre considerato il loro habitat naturale, la terra al livello del terreno, continua a sorprendermi.
Chinatown ... Singapore ... divertente, ripensare ad alcuni colleghi statunitensi che credevano Singapore fosse in Cina.
Beh, neanche noi italiani conosciamo perfettamente la geografia: varie volte, parlando di Taiwan in conversazioni, mi sono ritrovato con interlocutori (italiani) che rispondevano citando Bangkok, Phuket e Pattani ... conoscevano la Tailandia, ma non sapevano esistesse Taiwan.
Di passaggio a Chinatown, a Singapore, sono capitato in South Bridge Road. L'estremita' sud di questa strada, in cui gli edifici moderni lasciano il posto a ... templi. A poche decine di metri tra loro si trovano la moschea di Masjid Jamae, il noto tempio hindu di Sri Mariamman e due templi buddisti. Ne riparleremo in futuro, per ora vi invito a visitare quest'area, se capitate a Singapore.
La stazione centrale dei vigili del fuoco in Hill Street, a Singapore, e' un bell'edificio in mattoni rossi e bianchi, progettato nel 1905 e portato a termine nel 1908. Hill Street si trova alle spalle di Funan Centre (informatica) e Peninsula (fotografia), due degli innumerevoli shopping malls di Singapore. Tra l'altro, se dovete chiedere informazioni, o dare indicazioni ad un tassista, a Singapore vi conviene usare i nomi dei centri commerciali, non delle vie, come punti di riferimento.
Torniamo a noi. Un aneddoto curioso sulla centrale dei vigili del fuoco e' che l'esercito d'occupazione giapponese, durante la seconda guerra mondiale, incarcero' i cittadini britannici presenti a Singapore (e uccise oltre 8.000 cittadini cinesi) non incarcero' i pompieri britannici che vi operavano, e li lascio' liberi di continuare il loro lavoro.
La stazione centrale divento' monumento nazionale nel 1998, ed e' tuttora in uso. Ospita anche un museo sulla storia della Protezione Civile e dei vigili del fuoco di Singapore.
Una nota a parte merita la foto visibile qui a fianco. E' stata scattata il 24 agosto 2008, ed e' l'ultima immagine catturata dalla mia macchina digitale, una Nikon D40. "Ultima" nel senso che non ce ne saranno altre. Una settimana molto piovosa, qualche escursione fotografica di troppo, qualche goccia d'acqua che ha raggiunto aree del corpo macchina non protette da guarnizioni, e la macchina ha smesso di funzionare.
Con la D40 ho scattato 16.118 da ottobre 2007 al 24 agosto 2008, e se potessi la ricomprerei: costa parecchio meno della D40x e D60, e' molto piu' portabile della D80, e ... salendo nella gamma Nikon, prezzi e pesi diventano proibitivi, per me che amo viaggiare leggero.
Costo della macchina: 350 Euro; preventivo della riparazione (le infiltrazioni non sono coperte da garanzia, che comunque nel caso delle macchine Nikon di fascia bassa e' valida solo nella nazione in cui la macchina e' stata acquistata): 185 Euro. Cerchero' di usare pellicola e scanner...
Il 28 settembre 2008 si svolgera' a Singapore il primo Gran Premio in notturna nella storia della Formula 1. Il GP di Singapore (nome ufficiale "2008 FORMULA 1 SingTel Singapore Grand Prix") iniziera' intorno alle otto di sera, ora locale, quindi le due del pomeriggio in Italia. Oltre ad essere il primo Gran Premio di F1 a svolgersi con illuminazione artificiale, sara' anche la prima gara asiatica a svolgersi su un percorso cittadino. Non seguiro' il GP dal vivo, salvo improvvisi colpi di fortuna: una vincita milionaria a qualche lotteria, o un biglietto per il GP che mi cade davanti dal cielo, o magari la richiesta di fotografare il GP per qualche cliente italiano. Passo pero' tutti i giorni su buona parte del percorso che seguira' la gara, seppure su mezzi di trasporto meno esaltanti come l'autobus 97 o il bus-navetta che mi porta al lavoro, ho quindi alcune note per chi seguira' il GP in tv o qui a Singapore, e anche solo per chi e' curioso:
- Mancano tre settimane alla gara, e molti lavori sono ancora in corso. Riuscira' l'organizzazione a completare tutto in tempo? La foto mostra i lavori lungo Nicoll Highway per l'installazione di gradinate e infrastrutture.
- Faccio fatica ad immaginare le vetture di F1 sull'Anderson Bridge, antico e stretto.
- Mi chiedo se sia stato valutato un importante fattore legato alla sicurezza della competizione: in questa stagione piove tutti i giorni, e non poco. Una cosa e' correre a Silverstone con pioggia intensa, altra cosa e' correre in un percorso cittadino come questo, che non offre grandi vie di fuga (anzi, NESSUNA via di fuga).
- Per guardare il GP dal vivo a sbafo, sarebbe piu' facile imboscarsi in ufficio, nella Suntec Tower numero quattro, oppure farsi strada tra la folla di fotografi (professionisti, freelance, amatori, passanti) che assiepera' Tanjong Rhu View, punto da cui si vedono le prime tre curve del percorso?
- Il limite di velocita' piu' alto visto a Singapore e' 80 km/h; il percorso della gara e' nuovo; non sara' disponibile neppure nei videogiochi sulla F1, immagino; in sintesi, nessuno ha mai corso qui, e i piloti saranno curiosi di vedere cosa li aspetta. Ci sara' una valanga di multe, nelle settimane precedenti la gara, a piloti di F1 che esploreranno il percorso con auto di serie, su strade aperte al normale traffico?
Oggi e domani (30-31/08/2008) la base aerea della RSAF (Republic of Singapore Air Force) di Paya Lebar e' aperta al pubblico. L'ingresso e' gratis (lo dico per quelli che, come me, sono abituati a pagare per visitare Cameri, Codroipo e simili basi AMI). Sono in esposizione F16 monoposto e biposto, F5 monoposto e biposto (T38 Talon), c'e' pure un inusuale RF5F, visibile dirigendosi verso l'uscita. Ci sono gli Hawker Hunter e i McDonnell Douglas A4 usati in passato dalla RSAF. C130 Hercules. E poi elicotteri: gli AH64 Apache, un CH47 Chinhook, un MBB105.
Sono disponibili bus-navetta gratuiti dalle stazioni della metropolitana (MRT) di Hougang e Eunos. Per esperienza personale, raccomandiamo caldamente di acquistare acqua prima di salire sulla navetta all'aeroporto, per tornare a casa: il traffico e' intenso, intorno all'aeroporto, e il caldo e' MOLTO intenso, in questo weekend, a Singapore, nonostante le previsioni del tempo parlino di soli 32 gradi; di conseguenza, potreste finire col rimanere a bordo del bus navetta, magari in piedi, per una mezz'ora.
Oltre all'esibizione statica, sono si esibiranno F16, F5, Apache, Chinook e ... C130 in volo a lama di coltello. Piu', come sempre, la pattuglia acrobatica dei Black Knights.
Foto scattata a Singapore, North Boat Quay, in direzione Riverwalk. Non so se il tizio che stava dormendo sulla panchina fosse un poveraccio o un proprietario di Mercedes che s'era fatto una passeggiata lungo il fiume. Capita anche questo, a Singapore.
Se conoscete la serie a cartoni animati Futurama, vi ricorderete l'episodio in cui Fry ed i suoi amici vincono una visita-premio alla fabbrica in cui viene prodotta una bevanda chiamata Slurm (Slurp nella versione italiana), ed incontrano un gigantesco essere vermiforme che 'produce' personalmente la bevanda. Beh, dopo aver scattato questa foto, ieri, nel parco di Pasir Ris a Singapore, ho pensato che forse Matt Groening e gli altri autori di Futurama non avevano in mente un verme, quando hanno disegnato l'episodio, ma la creatura che ho fotografato.
Si tratta di uno degli animali piu' fotogenici visti in quasi quattro mesi a Singapore: un pesce capace di strisciare e di saltare, o un anfibio che nuota, cammina e salta; ancora non ho scoperto come si chiami e a quale specie appartenga la "creatura".
Aggiornamento 09/09/2008
Come ho scritto in questo post, il "pesce" fotografato e' un "mudskipper" o "saltafango".
La festa nazionale di Singapore, anniversario (il 43esimo) dell'indipendenza dalla Malesia, si e' conclusa. Se per caso avete passato le scorse settimane o gli scorsi mesi nella ricca citta'-stato asiatica, dovrebbe essere proprio questo a stupirvi: che le celebrazioni siano terminate. Ogni giorno, per mesi, chi vive a S'pore e' stato bombardato via radio, tv e cartelloni pubblicitari con notizie legate a quest'anniversario, e pare strano che tutto cio' termini improvvisamente.
E infatti... non termina. L'anniversario viene celebrato solo il 9 agosto, ma il 23 e 24 agosto verranno ripetuti alcuni degli spettacoli (fuochi artificiali, pattuglia acrobatica Black Knights, para' acrobatici, motoscafi, musica, etc.), e all'inizio di settembre 2008 si svolgera' il primo Gran Premio di Singapore di Formula 1, che sara' anche il primo GP notturno. se poi ci saranno ulteriori eventi, si potra' dire che a Singapore si fa festa tutto l'anno...
Varie comitive di italiani incontrati a Tioman, in Malesia, erano diretti verso Singapore per la festa nazionale: spero siano riusciti a trovare una buona posizione, pobabilmente intorno a Marina Bay.
Dopo tre giorni trascorsi sull'isola di Tioman, in Malesia, e' il momento di tornare a Singapore, dove sono in corso le celebrazioni per il 43esimo anniversario dell'indipendenza dalla Malesia. Addio mare limpido e ritmi rilassati, e addio anche ai tanti italiani (mai visti tanti connazionali all'estero, neppure a Leicester Square a Londra); ci attendono la solita aria condizionata artica, la censura soft in tv e in rete, bevande alcoliche con prezzi da oreficeria, e capi e capetti smaniosi di
esercitare il proprio potere ("capitani" dei pullman, impiegati aeroportuali, guardie all'ingresso dei grattacieli ... persino commesse del Carrefour di Suntec City).
Foto scattata all'aeroporto di Seletar, a Singapore (NON l'aeroporto principale dell'isola, Changji, che e' modernissimo). No, Seletar e' un aeroporto piccolo, annesso ad una base militare, senza negozi o bar. Si', gli aerei ci sono... arrivano in ritardo, ma ci sono. Due ore e mezza di ritardo per prendere il volo per l'isola malese di Tioman.
Ah, gia', la foto. La versione piu' diffusa del cartello fotografato raffigura una guardia che tiene sotto il tiro del suo fucile un potenziale criminale (uno beccato a masticare chewing gum, forse). QUESTO cartello, invece, mostra che la guardia ha gia' sparato al "criminale".
In conclusione, fate attenzione: chi dispone di qualche autorita', a Singapore, la esercita con zelo.
Il nove agosto, come ogni anno, si celebrera' l'anniversario della separazione di Singapore dalla Malesia, avvenuta nel 1965. Grandi feste e grandi spese: ci sara' come ogni anno un CH 47 Chinook che trasportera' una gigantesca bandiera bianco-rossa (i colori di Singapore) scortato da quattro elicotteri da combattimento Apache. E non costa due lire, il carburante per questi aeromobili!
Ecco un motoscafo che si allena per le celebrazioni nella baia nella Marina Bay di Singapore. Ogni tanto capita, di scattare una foto che non e' male...
Quando si va in vacanza, le fotografie scattate riprendono di solito la famiglia del fotografo (figli in primis), con monumenti locali a fare da sfondo alle immagini. Spesso, quando fidanzata moglie figli e parenti si sono stancati di stare in posa di fronte alla Torre Eiffel, riusciamo anche a scattare una foto del monumento da solo. Ma sono soprattutto le foto notturne a colpire gli osservatori: un'immagine del Tevere illuminato dai lampioni, o le mille luci dei grattacieli di New York, oppure una spiaggia tropicale illuminata dagli ultimi raggi di sole. Salvo poi scoprire che le foto che abbiamo scattato sono mosse, o scure, o entrambe le cose. Ecco quindi che, oltre all'ovvio suggerimento di disattivare il flash se usate una modalita' di esposizione completamente automatica, si aggiunge un'altra idea: se la vostra macchina fotografica e' una reflex digitale, e se la ditta che la fabbrica ha a cuore il rispetto ed il portafoglio di chi ha investito denaro in obiettivi ed attrezzatura fotografica, ci sono buone possibilita' che possiate utilizzare dei vecchi obiettivi "veloci".
E' il caso di Nikon, per esempio: ho una Nikon FE3, comprata di seconda o terza mano nel 1993 con un obiettivo Nikkor 50mm/1,4. Ho usato quel corpo-macchina per l'ultima volta nel 2003, per fare alcune foto all'ultimo atterraggio del Concorde a Heathrow. Il 50/1,4, invece, sta vivendo una seconda giovinezza montato sulla mia Nikon digitale, per scattare foto di notte. Si tratta del corpo-macchina digitale piu' economico della Nikon, la D40, e chi ha macchine Nikon meno economiche potrebbe trovare ancora piu' facile l'uso di questo vecchio obiettivo; l'esposizione della macchina va impostata in manuale, in quanto la D40 non riconosce la presenza del 50mm/1,4; stessa cosa per la messa a fuoco, l'obiettivo consente solo quella manuale. La possibilita' di visionare le foto appena scattate facilita di molto la regolazione dell'esposizione. Sabato notte, scattando alcune centinaia di foto allo spettacolo "The Dancing Sky", dello Studio Festi, ho usato:
- Sensibilita': ISO 400;
- Tempi: da 1/30 a 1/100 di secondo, salvo alcune immagini che hanno consentito 1/250;
- Diaframma: da 1,4 a 4, con 2 come apertura piu' comune
- Niente cavalletto o supporti esterni.
Ho scambiato vari commenti con Andy, uno dei tanti spettatori con macchina fotografica. Aveva una Nikon D300 con uno zoom Nikkor 80-200, e ha utilizzato costantemente ISO 3200. Il vecchio 50/1,4 mi ha permesso quindi di guadagnare 3 stop, come esposizione. E di tenere in mano una macchina leggera come una piuma, cosa non trascurabile se si assiste a due spettacoli consecutivi di circa due ore ciascuno, con una pausa di una mezz'ora tra il primo e il secondo, come e' successo in questo caso.
Probabilmente anche un piu' economico 50/1,8 darebbe buoni risultati, e costerebbe anche meno. Vedo un grande futuro per l'onesto "mulo" delle vecchie fotocamere a pellicola, il 50 millimetri...
Questa sera si e' esibito a Singapore, di fronte al National Museum, lo Studio Festi nello spettacolo "The Dancing Sky". Avevo gia' assistito in passato a questo spettacolo, a Torino in Piazza San Carlo, Capodanno 2003 o 2004, e mi era piaciuto.
Ecco una foto scattata allo spettacolo, gratuito. La prima esibizione si e' svolta alle 21, la seconda alle 23,30. Probabilmente vedrete altre foto da questo spettacolo su questo sito, nei prossimi giorni, perche' mi capita raramente di scattare quasi 700 foto in una sola occasione. Due, in effetti: il primo spettacolo e' stato talmente bello che ho assistito anche al secondo.
Ho ringraziato alcuni degli artisti, dopo lo spettacolo, perche' fa piacere, da italiano, assistere ad uno spettacolo come questo, organizzato ed eseguito da italiani.
La city di Singapore vista dalla East Coast Parkway. E come Singapore, anche su questo sito sono in corso lavori, in questo caso per ospitare le gallerie fotografiche del webmaster e di altri collaboratori / visitatori / viaggiatori / turisti.
Beh, se il portiere becca un goal e dice d'essersi distratto, credo lo si possa giustificare...
Ecco la posizione del campo di calcio su Google Maps:
Considerati i prezzi dei campi delle parrocchie di Settimo Torinese, non oso pensare quanto possa costare l'affitto di un campo come questo, nel centro di Singapore, all'ombra dei grattacieli delle maggiori banche mondiali. Ma immagino sia commisurato alle entrate dei signori che giocavano a pallone: dietro la porta a sinistra dell'immagine era parcheggiata una Rolls Royce, con autista a bordo.
In giro in una citta' lontana dall'Italia, in un grattacielo del centro citta'. Notate un rumore inconfondibile: un aereo. Veloce. Militare, probabilmente. Vi portate alla finestra. L'aereo passa sopra l'edificio in cui vi trovate. E non e' solo, ce ne sono cinque. Sono degli F16, utilizzati anche dall'Aeronautica Militare Italiana. Gli aerei si affiancano, si incrociano, poi il solista passa in mezzo ai restanti sei varie volte, arrivando da direzioni opposte. Continuano a girare. Si tratta dei Black Knights, la pattuglia acrobatica di Singapore, che si prepara per le esibizioni della festa nazionale del 9 agosto. Belle manovre, soprattutto se viste da una posizione insolita: dal ventiquattresimo piano, gli aerei sembrano solo poco piu' in alto. Dopo la fine dell’esercitazione passano un Chinook e due Apache sulla baia di Singapore, visibile dalla finestra. Hanno fatto lo stesso giro due volte (e dalla finestra sembravano essere ad una quota inferiore rispetto al ventiquattresimo piano). Dopo averlo visto in combattimento, sia in film che in documentari, e’ strano vedere due Apache andarsene in giro cosi’ tranquilli...
Cosa manca nella descrizione sopra?
Una macchina fotografica. E infatti nessuna foto dei Black Knights e' stata scattata in questa circostanza. La macchina fotografica digitale di chi scrive non era infatti in condizione di scattare fotografie, durante la visita nel centro citta' di Singapore. Un peccato, per qualcuno che ha la passione sia per l'aeronautica che per la fotografia.
Ecco quindi qualche raccomandazione:
1) Abbiate con voi la macchina fotografica. Banale, ma e' il caso piu' comune. Se la macchina e' piccola (una compatta, ma anche una reflex digitale come la Nikon D40/D40x/D60), capitera' raramente di non averla con voi. Se invece e' una macchina fotografica pesante e magari costosa, finirete col lasciarla a volte nella cassaforte dell'albergo.
2) La batteria deve essere carica. Non quasi carica, completamente carica.
3) Dovete avere spazio nella scheda di memoria della macchina. Le macchine fotografiche digitali, se dotate di schede di memoria sufficientemente capienti, offrono ben piu' dei 12/24/36 scatti cui eravamo abituati ai tempi delle pellicole all'argento, ma anch'esse hanno un limite. Una scheda di riserva costa poco, di questi tempi, e puo' fare la differenza tra lo scattare foto e il dover raccontare agli amici "Eh, avevo scattato settecento foto delle ragazze in spiaggia, cosi' quando e' passata Angelina Jolie non c'era piu' spazio per altre foto" .
4) Se avete scattato fotografie che richiedevano impostazioni inusuali della macchina fotografica (per esempio macro, con messa a fuoco, flash e magari anche esposizione impostati manualmente), ricordatevi di riportare tutte le configurazioni della vostra macchina fotografica ai valori normali. Non sempre c'e' il tempo di reimpostare tutto quando un soggetto interessante compare davanti a voi.
Aggiornamento 17/06/2008
Oggi sono tornato nello stesso grattacielo di Singapore. Uscendo, ho notato il solito piacevole rumore: aerei in volo a bassa quota. Stavolta avevo lo zaino con la mia macchina fotografica, batteria carica, schede SD vuote e, appena tolto il tappo dall'obiettivo... si e' creata condensazione sul filtro devanti all'obiettivo. Acc... sono passato troppo rapidamente dalla temperatura polare del grattacielo alla calura dell'aria aperta. Dopo tre-quattro minuti, la macchina e' stata in grado di operare, e pur avendo solo uno zoom 55-200mm, sono riuscito a scattare qualche foto decente dei Black Knights e dei loro F16 in volo sopra il centro di Singapore.
Sono arrivato a Singapore il 23 aprile 2008, un mese e' passato ed e' ora di un piccolo bilancio.
I prezzi sono alti. Una cena per due arriva facilmente a costare USD80, senza neppure mangiare molto; abbiamo speso quella cifra due volte, da quando siamo qui, contro una volta sola in due anni trascorsi negli USA. Un obiettivo che vorrei comprare per la mia macchina fotografica costa circa USD670 qui, contro USD490 negli USA. Negli USA il prezzo base per i laptop, in negozi e supermercati informatici e non, e’ sui 450 dollari; qui non ne ho ancora visto uno a meno di USD 800. L’appartamento in cui viviamo ha dei bei pavimenti e altri pregi, ma un affitto mensile di USD 3.000 e un prezzo di vendita di USD1.1M mi paiono un po’ eccessivi, anche considerando le covate di insetti che stanno nascendo e il puzzo di umidita’ da far girare la testa che arriva dagli armadi (che teniamo sempre aperti, con carbone, aspiraodori e aria condizionata in funzione de-umidificante, ma senza miglioramenti)(si’, le apriamo le finestre, durante il weekend, tutto il giorno...).
Detto dei prezzi, passiamo al cibo. Tanta varieta’ e tanta quantita’: quasi ogni shopping mall ha un piano dedicato esclusivamente alla food court (tanti negozi che servono piatti orientali differenti); le solite catene americane (McDonald's, Subway, ma anche altre dove si mangia benino, tipo Outback Steakhouse), tanti ristoranti dal nome italiano. La scelta maggiore si ha decidendo di mangiare orientale, ovviamente: ristoranti giapponesi, vietnamiti, cambogiani. Non cinesi, malesi e indonesiani: sarebbe come aspettarsi di trovare in Italia un ristorante che si definisce "ristorante italiano"... le categorie, per questi tre tipi, sono dim sum, chow mein, etc.
E’ piu’ facile trovare una panetteria/pasticceria (industriale e non artigianale, vabbe’) qui che negli USA o in Inghilterra (Spelthorne/Runnymede, a Londra la situazione e’ differente). Ed e’ una fortuna, perche’ nei primo giorni qui, dopo cinque giorni di cibo cinese a pranzo e cena (la colazione era all’inglese, in quei giorni eravamo ancora in albergo), ho avuto bisogno di odori e sapori differenti, e ho pranzato e cenato a base di paste varie. Ora, avendo un’appartamento e una cucina, alterniamo cucina italiana e cinese, e ceniamo fuori solo quando la navetta per tornare a casa ritarda troppo.
A casa, connessione Internet nominalmente da 8Mbps (che poi sono poco meno di 1.000 Kb al secondo), ma credo condivisa da troppe persone: la velocita’ in download scende spesso a 5Kb/secondo, e vari siti (DNSstuff.com, Google) bloccano il mio accesso (o, nel caso di Google, richiedono una conferma manuale della query con captcha) a causa di abusi compiuti da qualcun altro con cui condivido l’IP.
Viviamo piuttosto vicino al centro, di solito andiamo con un bus-navetta, spesso ci capita di ritornare a casa in taxi, meno costosi che in Italia. Finora abbiamo scambiato due parole con varie persone, ma di conversazione lunga ne ho avuta una sola con un inglese. Ho pubblicato sul mio sito un annuncio relativo alla mia disponibilita’ come programmatore freelance, e ho ottenuto due risposte interessanti. Con Martin, l’inglese, abbiamo parlato di lavoro e di tutto in una piacevole conversazione di quasi tre ore (raro trovare qualcuno che si occupi di design e che sia cosi’ umile, e raro - nella mia esperienza - trovare un inglese che parli e ascolti cosi’ tanto senza aver toccato un goccio d’alcool); non ha progetti che richiedano PHP o ColdFusion, al momento, ma ci siamo sentiti diverse volte, e dovrei andare a visitare la sua ditta, uno di questi giorni. L’altra risposta all’annuncio e’ di una ditta grossa con budget piccolo: avevano contattato anche Martin (il mondo dei web developers rischia d’essere piccolino, qui a S'pore...), ma hanno poi interrotto i contatti prima ancora di ricevere un preventivo; nel mio caso, devo vedere se quei soldi (devo ancora fornire la mia quotazione) mi servono davvero, a fronte del tempo da dedicare al progetto. Mentre scrivevo questo testo, mi hanno risposto: la ditta che aveva realizzato la loro Intranet, che mi avevano chiesto di ridisegnare e ristrutturare, non e' fallita, come credevano, ma semplicemente non aveva tempo di lavorare a questo progetto e ... s'era finta in fase di liquidazione! Beh, avevo consigliato dall'inizio al potenziale cliente di rivolgersi a chi aveva realizzato inizialmente il lavoro, quindi non mi stupisco ne' mi dispiace che l'abbiano fatto.
Nonostante la propensione locale allo shopping, la restituzione della merce e’ piu’ macchinosa che negli USA e UK: ho cambiato dei sandali comprati da Carrefour per una misura piu’ grande, sarebbe stato piu’ semplice ottenere un’autorizzazione a costruire una casa al centro del Colosseo.
Riguardo alla comunita’ di occidentali: direi che il 60% di tutti gli stranieri e’ britannico, poi ci sono i francesi, diversi programmatori ucraini, pochissimi statunitensi, una banda di chop...