Blog, argomento: foto montagna
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foto montagna
Difficile, capitare in
Nuova Zelanda per caso. Piu' facile andare in Nuova Zelanda e poi, al momento di ripulire il disco rigido di un computer, capitare per caso in una cartella non visitata da tempo, contenente foto scattate appunto in Nuova Zelanda. Ero a
Napier, il ventitre luglio di due anni fa. Era sera, e la giornata era stata perfetta e spensierata: avevo visto panorami spettacolari e cavalli al galoppo in spiaggia, avevo assaggiato un ottimo
vino locale, parlato con persone ricche di cose da raccontare. Al momento di scaricare le foto della giornata, mi ero accorto di averne scattate parecchie: trecentosettantasette, quasi due gigabyte; non un totale sbalorditivo, ma ce n'erano molte che saltavano agli occhi immediatamente per la qualita' dei panorami e della luce. Le divisi quindi in sottocartelle a tema, preparandomi a pubblicarle in questo blog, poi qualcosa mi distrasse: probabilmente la necessita' di cenare. Spensi il computer e dimenticai le foto. Al ritorno a casa, le foto di quella giornata, come le altre di quella favolosa vacanza, finirono in una cartella del mio
server, perse tra le altre quattordicimila foto scattate in quel mese agli antipodi. Destino comune a tante immagini digitali: belle per un giorno, poi dimenticate per sempre. O quasi.
Ho ritrovato per caso la cartella contenente alcune di quelle foto, e nei prossimi giorni ne vedrete alcune in questo blog.
Tags: foto, foto Nuova Zelanda, montagna, Nuova Zelanda
Di solito, quando sono in aereo, cerco di dormire. Prima leggo qualcosa, poi scrivo note per questo sito sullo smartphone, poi guardo un film e infine mi addormento. Questo nei voli intercontinentali. A volte, pero', ignorare abitudini e sonnolenza puo' essere proficuo. Guardando fuori dal finestrino si vedono spesso cose interessanti, anche volando a ottocento chilometri all'ora a dieci chilometri da terra. I fiumi indiani. Le isole malesi. Il golfo di
Napoli di notte. Le coste delle isole greche. Le Alpi. Le
montagne dell'Asia centrale, come in questa foto.
Alzate la tendina e buttate un occhio fuori dal finestrino, ogni tanto.
Tags: Asia, foto, montagna
Il mese scorso, il tentativo di visitare alcune delle piu' belle cime del
Lake District occidentale non e' andato a buon fine. Due
scarponi poco affidabili hanno costretto il vostro corrispondente dalla perfida Albione a rinunciare a raggiungere Haystacks e a fermarsi invece a High Stile (807 metri), scendendo poi da Red Pike verso Buttermere con uno scarpone riparato alla bell'e meglio e l'altro definitivamente danneggiato. E' stato comunque un bel giro, e magari qualche foto potra' invogliarvi ad intraprendere questa stessa passeggiata.

...
Tags: foto, Lake District, montagna

Dopo la prima delle due
escursioni sul Monviso, quella al Monte Meidassa, sono sceso in macchina attraverso la Val Varaita, passando dal colle dell' Agnello e nel Parco del Queyras fino a Briancon, arrivando alla
Casse D?serte al tramonto, momento in cui quei panorami gia' particolari diventano stupendi.
Il Parco del Querays e' una zona poco nota, certo meno famosa di altri parchi alpina ma non meno spettacolare, e soprattutto e' stata mantenuta inalterata: non vi si incontrano scempi edilizi e neppure ingorghi di pullman alla domenica pomeriggio....
Tags: destinazioni, foto, Francia, montagna

Mellbreak (54?33'20"N 3?19'08"W -
mappa) e' una collina del
Lake District occidentale, brulla e isolata. Di forma allungata, Mellbreak e' parallela a Crummock Water, uno dei
laghi dell'omonimo distretto. Data la sua morfologia, la collina ha non una ma due cime, quella meridionale alta 512 metri e quella settentrionale alta 509 metri; tra le due c'e' una larga
sella paludosa. La cima settentrionale offre un panorama migliore, ma non fidatevi della mia parola: andate, visitatele entrambe, e giudicate voi.
L'ascensione a Mellbreak e' avvenuta con un gruppo eterogeneo di escursionisti: il sottoscritto, decente "capra" da montagna; mia moglie, motivata e tenace ma poco allenata; una coppia inglese, entrambi molto esperti (lui si stava allenando per una settimana in montagna in Norvegia), e il loro figlio di otto anni, un bambino estremamente pacato, razionale e al contempo portato per l'attivita' fisica (gioca a rugby, a tennis, fa kayak). Competenze escursionistiche a parte, il gruppo era eterogeneo anche per le nazionalita': taiwanese, ungherese, inglese (2) e italiana.
Durante la salita ...
Tags: destinazioni, foto, foto Gran Bretagna, Lake District, montagna
Avevo in programma il giro del Monviso in 2 giorni e mezzo, ma problemi alla vecchia Panda mi costringono a rinunciare: a Barge, prima di iniziare la salita in valle Po, inizia a non funzionare bene. Il giorno dopo, trovato un meccanico e riparato il Pandino, decido di salire in due escursioni separate due cime oltre i tremila metri in compagnia di Ira, la mia cagnolona di oltre 10 anni.
Monte Meidassa, 3105 m . + Buco di Viso + Colle delle Traversette
All'alba arrivo al Pian del Re, dove inizia il sentiero....
Tags: Alpi, foto, montagna, Piemonte

Zaino carico, hai marciato per oltre quattro ore sui picchi piu' belli del Lake District, ora sei a High Stiles, e stai marciando bene. E si apre la suola di uno dei tuoi scarponi: staccata dalla punta dello scarpone destro fino all'inizio del tacco. Se continui la camminata con i tuoi amici li rallenterai, col rischio di non riuscire ad arrivare al pianoro dove dovete pernottare (Haystacks) e di non completare il giro pianificato, 42 chilometri in due giorni.
Quindi contatti amici a valle, concordi un punto d'incontro a valle, a Buttermere, e chiedi che ti portino della colla da calzolaio (stanno facendo spesa), se la trovano, e tutti gli scarponi di riserva lasciati al cottage che usate come "base" per questa settimana di vacanza. ?Fissi temporaneamente la suola con un laccio d'emergenza, saluti gli amici con cui hai trascorso quest'inizio di giornata, concordi di raggiungerli dopo aver riparato o sostituito gli scarponi, e torni indietro di qualche centinaio di metri fino a Red Peek, un bel punto panoramico in cui inizia un sentiero che porta a Buttermere.
E a meta' del sentiero ti si stacca la suola del secondo scarpone!
Da quel punto fino alla fine, il sentiero e' fatto di pietre molto scivolose. In quel momento scopri che, persa la suola Vibram, la superficie inferiore dei tuoi scarponi LaSportiva e' bianca e scivolosissima, sembra vetroresina,solo molto liscia: basta appoggiare il piede sinistro per perdere l'equilibrio.
Nuova politica, quindi: non appoggiare la punta dello scarpone destro, tenuta insieme con una stringa; non appoggiare per primo il piede sinistro, pena una scivolata sul sentiero costeggiato da rovi e crepacci, e posarlo solo su rocce piatte, e senza caricarlo con tutto il mio (modesto) peso.
Non il modo migliore per procedere speditamente o in sicurezza. Riesco ad evitare di scivolare, ma arrivo all'appuntamento a Buttermere parecchio in ritardo e con le gambe a pezzi: sono sceso da Red Peek facendo equilibrismo, non alpinismo. ?Addio escursione.
E a voi, e' mai capitato di distruggere due scarponi - non danneggiati in precedenza - nel giro di poche ore?
Tags: foto, Gran Bretagna, Lake District, montagna, scarpe e scarponi
Dura camminata, 12 gradi sulla cima, bel panorama.
Tags: camminare, foto, Gran Bretagna, Lake District, montagna

Fa freddo. Tanto freddo. O almeno cosi' pare: in realta', anche se siamo in pieno inverno a 1667 metri di quota, anche se ci sono stalattiti che scendono dalle grondaie del rifugio, non si sente cosi' tanto freddo, se ci si premura di indossare
scarponi decenti e un
abbigliamento da montagna adeguato.
Foto scattata col cellulare, abbiate pazienza, la qualita' e' quella che e'...
Tags: foto, montagna, Piemonte

Mucche sul sentiero che costeggia il lago di Malciaussia, nelle valli di Lanzo.
Tags: animali, foto, montagna, Piemonte
... vuol dire che l'inverno si avvicina. Venerdi' scorso la strada era gia' chiusa, e al Pian della Mussa, in una vallata vicina, stava nevicando vicino al rifugio Citta' di Cirie'.

A titolo indicativo, per raggiungere il lago di Malciaussia dal punto in cui la strada viene chiusa, subito dopo l'abitato di Margone, sono necessari dai quaranta ai cento minuti, in assenza di ghiaccio e neve. Quaranta camminando da soli a passo spedito, cento camminando in comitiva.
La foto e' stata scattata alcune settimane fa, prima della chiusura invernale della strada.
Tags: cartoline, foto, montagna, Piemonte
Piccolo lago prima del Lago Rosset, in direzione del Col Rosset. Si parte a piedi da uno degli ultimo tornanti che dal Passo del Nivolet porta alla "piana" del Nivolet, si segue il sentiero, che porta vicino ad un alpeggio e sotto una piccola cascata, infine si raggiunge un primo laghetto (foto), poi il Lago Rosset, infine - dopo una bella serie di tornanti - si arriva al Col Rosset. Da li', volendo, si scende poi in Valle d'Aosta, verso il Rifugio Benevolo. Volendo.

Al Nivolet' (anche noto come
Nivule') ci si arriva da Torino in auto (o bici, o moto, o pullman), prendendo la strada statale 460, passando da Rivarolo, Cuorgne', Pont Canavese, Locana, i terribili tornanti di Noasca, Ceresole, il Passo del Nivolet ...
I
terribili tornanti di Noasca sono chiamati cosi' dal Millenovecentottantasei, o forse era l'Ottantasette, periodo in cui varie missioni di esploratori settimesi si scontrarono con questi quattro tornanti, a cavallo di valorosi ciclomotori neppure elaborati, e arrivarono decimati ai duemilaseicento metri del Passo del Nivolet. Si narra di un motorino Girelli (no, non Garelli, proprio Girelli) abbandonato in cima a una montagna, di un Ciao che costrinse il suo guidatore a pedalare in tutte le curve, di un Motron GL4 che esauri' la benzina al momento di scendere e che arrivo' al primo benzinaio grazie al traino di un amico.
Si narra anche di innumerevoli amici e parenti svogliati che, trascinati sul Nivolet da questi ex esploratori negli anni successivi, rimasero a bocca aperta di fronte alla vista dall'alto dei laghi Serru' e Agnel, ipnotizzati dalle innumerevoli marmotte, sbalorditi davanti alla "piana" del Nivolet, estasiati dai pasti (e dal panorama) al
rifugio Citta' di Chivasso, spossati e felici dopo aver raggiunto il Col Rosset, incuriositi di fronte alle serpentine amazzoniche del fiume che scorre sulla piana, turbati scoprendo degli auguri in cima ad un monte il giorno del loro compleanno...
Insomma, andateci, al Nivolet. Il Rifugio Citta' di Chivasso, sul passo del Nivolet e con vista stupenda, e' aperto ancora fino al weekend del 19 settembre. Il Rifugio Savoia, vicino ai laghi sulla piana del Nivolet, dovrebbe essere aperto fino al 25 settembre.
Tags: cartoline, fiumi e laghi, foto, montagna, Piemonte
Il monte Maunganui e l'omonima cittadina si trovano vicino a Tauranga, nella Bay of Plenty, a duecento chilometri da Auckland. Come mi ha scritto un ex collega neozelandese che lavora negli USA, "
Raccomando caldamente Mount Maunganui. E' sull'angolo nord-orientale dell'isola settentrionale, ed e' il posto in cui i neozelandesi vanno quando vogliono stare in un posto in cui non ci siano turisti. E' piuttosto tranquillo, tranne che a Natale, la maggior parte dei giri organizzati non fa cosi' a nord nell'area orientale dell'isola.

L'ex collega aveva ragione, ci sono pochi turisti, in compenso ci sono parecchi neozelandesi: i caffe', i
gastro-pub e le gelaterie sul lungomare erano pieni, domenica pomeriggio. Mount Maunganui e' un monte su una piccola penisola che si percorre a piedi in un'ora; la cima del monte si raggiunge anch'essa in circa un'ora seguendo il sentiero principale, oppure meno (o parecchio di piu' se non si e' in forma) seguendo uno dei percorsi alternativi, piu' ripidi e diretti. Dalla cima del monte si gode un bel panorama, nella foto si vede l'istmo che collega il monte alla terraferma.
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda

Sei ore di cammino sul ghiacciaio Fox e dintorni, compresi ottocento gradini nella foresta di fianco al seracco. A parte ogni altra considerazione sullo stato di salute e di forma fisica necessario per una passeggiata del genere e, piu' banalmente, della cura necessaria per scegliere correttamente scarponi, calzettoni, quale e quanto abbigliamento indossare, quest'escursione ci ha mostrato come il sentiero su un ghiacciaio non sia "scolpito nella roccia", e cambi di giorno in giorno a seconda dello scioglimento del ghiaccio, di crolli e della comparsa di
mulini (cavita' a spirale). In vari momenti, i partecipanti all'escursione (tre tedeschi, tre irlandesi, mia moglie ed io) hanno osservato Pete, la nostra guida, scavare gradini o allargare passaggi per consentirci il transito. In un caso, un passaggio tra due pareti verticali di ghiaccio s'e' rivelato parecchio impegnativo: la foto mostra un punto in cui il passaggio si restringe fino ad offrire spazio solo ad un piede per volta. Il padre della famiglia tedesca, che pure non era per niente grassso, ha avuto qualche problema a passare, e anche la signora irlandese, con molti strati di capi d'abbigliamento, non e' passata con facilita'.
"
Pensa se fossero venuti qui Michael e Mark!", ha detto mia moglie sul pullman, al ritorno: Michael e Mark sono due nostri ex colleghi statunitensi, circa trecento chili in due. Il passaggio nel ghiaccio sarebbe stato troppo stretto anche se fossero stati parecchio piu' magri (non dimentichiamoci che sono raccomandati tre-quattro strati di abbigliamento caldo, piu' uno strato d'abbigliamento antivento e impermeabile.
"
Avrebbero fatto causa agli organizzatori dell'escursione, di sicuro, come fanno spesso gli americani."
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda, salute
Foto scattata sul Fox Glacier, il ghiacciaio Fox. "Dentro" il Fox Glacier, verrebbe da dire. Il ghiaccio e' azzurro, quasi blu.
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda
Bastera' mica, guardare un ghiacciaio Fox dall'alto e dal basso, no? Bisogna anche vederlo da vicino, cosi' - seguendo il suggerimento della titolare del motel, accolto entusiasticamente da mia moglie che, come lei, aveva fatto un'escursione di un paio d'ore sul Fox tanti anni fa - prenotiamo una gita da sei ore sul ghiacciaio. Sei ore, saremo sufficientemente in forma? Avremo l'attrezzatura giusta?
Dopo la camminata
Eravamo sufficientemente in forma, per fortuna, come ho scritto nel
resoconto della camminata. Piu' degli altri escursionisti presenti, oserei dire.
Per quanto riguarda l'attrezzatura, eravamo a posto: gli organizzatori dell'escursione ci hanno fornito scarponi e ramponi (i miei scarponi non erano compatibili con i ramponi) e copripantaloni impermeabili. Ho indossato dei pantaloni lunghi leggeri della Karcher, sotto, e il solito
pile Kiwi comprato in un negozio legato agli
All Blacks. Non ho avuto freddo, anzi...
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda
Prima volta in elicottero. Prima volta su un ghiacciaio, anche se in effetti eravamo vicino - su neve - e non sul ghiacciaio stesso. Prima volta che volo per diporto anziche' per raggiungere la destinazione di un viaggio.
L'elicottero, un Aerospatiale AS350 pilotato da "Steve", s'e' rivelato comodo e poco rumoroso, nonostante fossimo stati messi in guardia sul "rumore assordante anche indossando le cuffie"; probabilmente chi ci ha avvisati non ha mai assistito - ed ascoltato - una gara di motociclismo dal vivo. Steve chiede se abbiamo impegni urgenti o se gradiamo un volo un po' piu' lungo del previsto...
does the Pope shit in the bushes?, come dicono gli anglosassoni? Certo che gradiamo! E cosi' ci regalano una dozzina di minuti di volo in piu' del pattuito.

Nota per i fotografi: i finestrini dell'elicottero, benche' puliti, non sono ideali per chi desidera fare foto: un po' i riflessi, un po' i graffi nel plexiglass, chi usa i grandangoli spinti si ritrovera' spesso con tre quarti d'immagine sporcata da difetti vari.
Oltre a Steve, a bordo ci sono mia moglie, due altre passeggere ed io. Steve manovra in modo molto fluido, e io che soffro di
motion sickness anche in bicicletta, mi sento benissimo, come del resto gli altri passeggeri. Arrivati sulla montagna, abbiamo dieci minuti per andare in giro (senza allontanarci troppo dall'elicottero), fare foto e farcene scattare da Steve, per un "diplomino" che ci verra' consegnato all'atterraggio. C'e' il sole e non c'e' vento, la temperatura non sembra bassa, c'e' un paletto con un nastro rosso attaccato: spero non l'abbia piazzato qualcuno sceso da un elicottero, perche' noi siamo turisti, non "conquistatori" della montagna.
Il ritorno ci mostra ancora meglio il ghiacciaio Fox e la piana in cui si trova il villaggio omonimo (Fox Glacier Township).
Dopo l'atterraggio riceviamo il 'diplomino' menzionato sopra, e un minibus ci riaccompagna al motel.
Tags: elicotteri, foto, montagna, Nuova Zelanda
Arrivi alle porte del Paradiso. E' da tanto che desideravi andarci, e ora sei li', a un passo dall'ingresso. E scopri che per avere accesso a tutte le aree del Paradiso non basta essere stato buono, ma che devi anche pulirti le unghie. Cosa fai, rinunci perche' non ti va di pulirti le unghie?
240 NZ$ per persona per mezz'ora di volo in elicottero sui ghiacciai Fox e Franz Josef, piu' una sosta di dieci minuti sul ghiacciaio Franz Josef. Puo' sembrare uno sproposito, ma l'analogia col Paradiso (tirata per i capelli, certo) e' per cercare di spiegare che, dopo essere arrivato ai piedi di una montagna a sedicimila chilometri dall'Italia, un amante della montagna non puo' rinunciare a godersela in tutti i modi possibili, anche se significa tagliare altri costi (motel economico anziche' panoramico, cena
takeaway anziche' ristorante tipico, connessione Internet ogni tanto anziche' ogni sera).

Come ho detto, una volta arrivati alla zona dei ghiacciai neozelandesi, guardarli dal basso col naso per aria pareva uno spreco e una rinuncia stupida: non credo avro' un'altra possibilita' per visitare la Nuova Zelanda.
Tags: elicotteri, foto, montagna, Nuova Zelanda
Nuova Zelanda, West Coast, ghiacciaio visto dall'elicottero.
Tags: foto, montagna, Nuova Zelanda

Trovarsi in montagna a Taiwan, a 1900 metri di quota, con la testa - e i piedi - tra le nuvole. Bello.
Shei-pa National Park, Taiwan. Si tratta di un parco nazionale situato nella parte centrale dell'isola di
Taiwan, vicino a picchi come il Hsuehshan (3.886 metri) e Dabajian Mountain (3.490 metri). Montagne vere, quindi, poco piu' basse delle nostre
Alpi. La montagna piu' alta di Taiwan e' Yushan, 3.952 metri.
A Taiwan ci sono oltre 150 montagne alte piu' di 3.000 metri. Considerato che i turisti occidentali sono accolti sempre con molto calore (quelli provenienti dalla
Cina un po' meno), una visita alle montagne taiwanesi e' altamente raccomandabile. Se poi, tornati a valle, volete perdervi in uno dei tanti centri commerciali informatici di
Taipei, fate pure ... l'ho fatto anch'io.
Tags: foto, montagna, parchi, Taiwan

Sapevo che Taiwan ha varie montagne alte oltre 3000 metri, e almeno una vicina ai 4000. Ma sapere in via teorica e' una cosa, sperimentare personalmente e' un'altra, ed e' bello, dopo il caldo costante e l'umidita' di Singapore, trovarmi a 1800 metri di quota, in una baita rivestita d'odoroso pino, col tramonto alle cinque quando il sole scompare dietro alle montagne vicine; le nuvole sotto, non solo sopra. E finalmente ritrovare l'alternarsi di caldo e freddo.
Tags: foto, meteo, montagna, Taiwan

Negli ultimi giorni ho pubblicato varie
cose relative alla
montagna. Concludo questa settimana, e offro i miei auguri di buone vacanze chi a sta per partire, con una foto scattata in montagna qualche anno fa sul Col Rosset, nell'area del
Nivolet.
Tags: Alpi, foto, montagna, Valle d'Aosta
Ieri ho pubblicato una
foto del monte Thabor, ed ho accennato alla bellezza delle montagne che abbiamo a portata di mano. Oggi parliamo di due destinazioni montane che meriterebbero piu' visitatori: le aree del
Nivolet e del
Moncenisio.

-
Col del Nivolet: l'omonimo passo e' una delle strade asfaltate piu' alte d'Europa (circa 2610 metri). Si trova nella Valle Orco, in Piemonte, venti chilometri oltre la ridente cittadina di
Ceresole Reale ("ridente" davvero: e' un posto dove si ride molto, spesso davanti ad uno spezzatino o ad un bicchiere di genepy), situata a 1620 metri di quota nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Giunti sul passo del Nivolet, raggiungibile in auto, si gode della vista delle montagne piemontesi, a sud del passo, e valdostane, a nord. Sul passo stesso c'e' il rifugio Citta' di Chivasso, con 38 posti letto, una veranda con vista sul piano del Nivolet, un gran gestore, Alessandro ("
credo che il suo ormai sia un record inarrivabile, da venticinque anni ? sul colle, in primavera per lo scialpinismo e in estate per gli escursionisti che giungono da ogni parte d'Europa", come mi ha scritto un membro del CAI di Chivasso), e buon cibo. Tanti gli itinerari per le escursioni (), e panorami spettacolari in ogni direzione (non fate come quella coppia che, arrivata in cima al Nivolet, circondata da montagne e laghi, mi chiese "
Qual'e' il punto panoramico?"... "
Aprite gli occhi e guardatevi intorno!", risposi).
-
Forte di Varisello, lago del Moncenisio e diga del Moncenisio (anche "Varisella" o, in francese, "Variselle"): arrivando da Susa (TO) con la statale 25, la diga sembra semplicemente un mucchio di ghiaia. Proseguendo, si arriva a capire la vastita' del lago e si capisce che la "ghiaia" e' solo a copertura della diga. Il lago e' sovrastato dal forte di Varisello, impressionante per posizione e struttura, meno per il decadimento che sta subendo per incuria (non italiana, per una volta: e' in territorio francese) e gli effetti degli agenti atmosferici che, a 2100 metri di quota si fanno sentire.
Sia il Moncenisio che il Nivolet sono visitabili con escursioni di un giorno partendo da Torino.
La strada del Moncenisio (S.S. 25) porta in Francia, a Lanslebourg e poi a Modane (a sud) o in Val d'Isere (a nord), ed e' anche possibile rientrare in Italia dal passo del Piccolo San Bernardo (a nord) o col tunnel del Frejus (a sud).
La strada del Nivolet (S.S. 460) e' invece chiusa poco dopo il rifugio Savoia, sul piano dopo il passo del Nivolet, per cui NON contate di andare ad Aosta passando di li'.
Tags: Alpi, foto, montagna, Piemonte

Una foto del monte Thabor, poco oltre il confine italiano. Inviata da
Zanardo, la pubblico perche' mi mancano le montagne, qui nella piatta Singapore, perche' e' una bella foto, e per ricordare a chi va in vacanza lontano, a chi passera' ore in aereo oppure litigando con una compagnia aerea, a chi proprio non va in vacanza e ... a chi ancora non sa dove andare in vacanza, che spesso ci sono bei posti da visitare e belle montagne a due passi da casa. Questo monte e' appena oltre il confine italo-francese, che fino al 1947 passava sulla sua cima.
Domani parleremo ancora di montagne.
[
Nota: la foto e' di Zanardo, il testo e' stato composto dal webmaster del sito]
Tags: Alpi, foto, Francia, montagna, Piemonte

Escavatore in azione a Ceresole Reale (TO), nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Foto scattata il due gennaio 2009, due settimane dopo che due valanghe hanno travolto alcune case e bloccato la strada.
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A Ceresole Reale (TO), il 16 dicembre, sono cadute due valanghe. Questa foto e' stata scattata il due gennario 2009, poco oltre il centro di Ceresole. La strada era troppo scivolosa per continuare in auto con le sole due ruote motrici di una pur eroica Panda, quindi abbiamo parcheggiato e abbiamo proseguita a piedi, sul lago, in direzione della Borgata Villa. Camminare sul lago di Ceresole non e' facile d'estate (a meno di avere poteri speciali, nel qual caso tanto varrebbe trasformar tutta l'acqua del lago in vino!), abbiamo colto percio' l'occasione per farlo con la neve (sprofondando per un metro).
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Neve in quantita' e gente in quantita', sul colle del Lys, a cavallo tra la valle di Susa e le valli di Lanzo. La strada che sale dalla val di Susa e' relativamente pulita e, pochi giorni fa, si saliva anche senza catene (da portare comunque a bordo); dalle valli di Lanzo, invece, l'accesso era lievemente piu' problematico, anche a causa del minor traffico che "pulisce" meno la strada.
Sarebbe anche bello se ci fossero piu' gabinetti pubblici e meno macchie gialle sulla neve, sul colle.
Tags: foto, meteo, montagna, Piemonte, strade

Edificio fotografato sulle colline del Canavese, in Piemonte. Piu' precisamente a Burolo, sulla Serra, quella lunga collina orizzontale che vedrete andando da Torino verso Ivrea (grazie a Giovanni per la segnalazione della localita').
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Air France non crea problemi, per scattare foto in aereo,
al contrario di Alitalia. Ed e' quantomeno curioso che una macchina fotografica a bordo provochi reazioni estreme, da "Certo che puo' scattare foto, ci mancherebbe!" a "
ci vuole far cadere tutti?". Verrebbe da chiedersi quanto siano vecchi gli aerei che usa Alitalia...
Foto: le Alpi, fotografate da un volo AF Parigi-Torino, dicembre 2008.
Tags: Air France, Alitalia, foto, fotografia, montagna
Uno guida per ore da Atlanta verso nord, in direzione Gatlinburg, dove la dolce meta' ha prenotato una
mountain cabin (l'equivalente statunitense di una baita, a volte piccola, a volte enorme). Si procede in direzione nord sulla Interstate 85, trafficata ma non troppo. Poi, dopo Clarkesville, sulla strada 441, la strada si restringe e inizia a salire, il traffico si fa piu' lento e pesante, la pioggia inizia a cadere. Siamo in Tennessee, nelle
Great Smoky Mountains, sempre coperte da una coltre di umidita'.

Poi arriviamo a Gatlinburg, e ... rimpiangiamo il traffico e le ore di guida: credevamo di arrivare in un paesino con meno di quattromila abitanti e a circa quattrocento metri di quota, circondato dalle montagne. Niente avrebbe potuto prepararci per quello che abbiamo trovato: la strada principale del paese, intasata di traffico, illuminata come fosse la
strip di Las Vegas, circondata a destra e a sinistra da
attrazioni per famiglie di che dimostrano come Bill Bryson avesse ragione, quando disse che Gatlinburg e' impegnata nello stabilire nuovi limiti in fatto di cattivo gusto. Ci sono infatti, a Gatlinburg:
- Uno spettacolo permanente di fantasmi
- Un museo di auto usate in film e programmi tv
- Il museo delle cere dei personaggi holliwoodiani
- La casa dei misteri di Gatlinburg
- Il mini golf di Davy Crockett
- Avventure coi fantasmi
- Labirinto degli specchi
- Il museo delle saliere
- Una "casa dei ragni giganti"
- Mini golf con caccia al tesoro
- Il "Cooters' Garage", per gli amanti del telefilm
Hazzard
La lista potrebbe non sembrare abbastanza di cattivo gusto, ma tutte queste "attrazioni", con luci al neon e mostri che si sporgono sulla strada principale, portano ad un risultato che lascia con l'amaro in bocca: viene infatti da vomitare.
Ricordate che parliamo di un villaggio quasi di montagna, dal quale uno si potrebbe aspettare cibo genuino, musei che descrivano e illustrino la storia di queste montagne e delle persone (e animali) che le hanno abitate, punti di partenza per escursioni. Niente di tutto cio'. Gatlinburg ricorda quelle citta' che, nei
disaster-movies americani, e' teatro di qualche selvaggia vendetta della Natura nei confronti dell'uomo, speculatore per natura: la citta' distrutta in Dante's Peak, per esempio.
Il consiglio della redazione:
Gatlinburg? Evitatela!
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