Blog, argomento: foto tradizioni
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
foto tradizioni
Chinatown, Londra. I festeggiamenti per il
capodanno cinese sono ancora in pieno svolgimento.
La tradizione del "tsai-ci" vuole che, durante il Capodanno cinese, le associazioni culturali cinesi mandino gruppi di danzatori "vestiti da leoni" a visitare case e negozi della comunita' cinesi, eseguendo un rituale che dovrebbe portare fortuna e benessere a famiglie e aziende visitate. Ad un occhio occidentale - perlomeno al mio - ne' il costume dei danzatori ne' i loro movimenti ricordano un leone, ma cio' non rende meno interessante lo spettacolo. Il 'leone', animato da due danzatori, avanza, indietreggia, oscilla, esita prima di avvicinare la testa all'ingresso di un ristorante cinese, dove il titolare ha preparato della lattuga (il cui nome,
tsai-ci, suona come 'fortuna') e una busta rossa contenente denaro. Il leone 'mangia' busta e verdura, trattiene la busta (ovvio!) e sputa fuori la verdura (simbolo della fortuna) verso il titolare del locale.
Tags: capodanno cinese, foto, Londra e dintorni, tradizioni
Panorama visto vicino a Morro d'Alba (AN), nelle Marche. Se fossi un contadino, e se il mio terreno rendesse di piu' se utilizzato per la produzione di energia, rispetto alle coltivazione di patate o pomodori, non avrei dubbi: andrei immediatamente alla ricerca dell'offerta piu' vantaggiosa per coprire di pannelli fotovoltaici i miei campi. Non si tratta di un ragionamento esclusivamente mio: l'Italia offre molti giorni di sole all'anno, il che rende un investimento in sistemi fotovoltaici piu' remunerativo rispetto a... l'area in cui vivo in Inghilterra, per esempio.
Ma come direbbe l'Onorevole Di Pietro,
che c'azzecca un sito di viaggi coi campi convertiti alla produzione di energia? C'e' un legame tra i viaggi e i campi coperti di pannelli solari visti nelle Marche?
C'e'. Le Marche, cosi' come tante altre regioni italiane, ricevono tanti turisti stranieri, che portano denaro e alimentano l'industria turistica locale. Quei turisti, a volte, si innamorano di un luogo tanto da stabilircisi, spesso rimodernando cascine o ridando vita a isolati centri urbani da cui i giovani si tengono lontani. I turisti vengono in Italia per l'arte, il sole, il mare, le tradizioni (e, come detto giorni fa, forse anche perche'
le donne italiane sono disponibili, messaggio che il nostro Presidente del Consiglio trasmette instancabilmente col suo operato).
Gradiranno, i turisti, vedere le campagne italiane coperte di pannelli solari? Continueranno a tornare in Italia oppure il cambiamento del panorama agreste li spingera' verso mete differenti?
Difficile prevederlo, ma proviamo a girare la domanda: se siete stati in
Provenza, l'immagine dei prati coperti di lavanda vi sara' rimasta impressa nella memoria. Se tornaste oggi in Provenza e trovaste che quei campi che in passato erano coperti di lavanda ora ospitano ettari di pannelli solari, continuereste a tornare in Provenza, in futuro?
Tags: energie alternative, foto, Marche, tradizioni, visioni e previsioni

Lo chiedo a voi, in quanto non sono molto pratico di soffitte e solai. Questa e' una tipica soffitta inglese, da quanto ho potuto vedere, e quel che e' inconsueto, se non l'avete ancora notato, e' la posizione delle due grosse travi orizzontali, che
pare non siano piazzate cosi' nel soffitto medio italiano.
La soffitta in questione e' qui, sopra il
quartier generale di ViaggiareLeggeri.
Tags: edifici, foto, Gran Bretagna, tradizioni

Siamo appena entrati nell'Anno del Coniglio, per il calendario cinese, e questo coniglio pare piuttosto confuso. Forse si sta chiedendo se fara' la tipica fine degli animali totemici: in pentola.
Tags: animali, foto, Londra e dintorni, tradizioni
Foto scattata fuori da un motel a Taihape, paesino di duemila abitanti al centro dell'isola settentrionale della Nuova Zelanda.

Sara' un viaggiatore fanatico di rugby, un rappresentante di prodotti Adi***, o altro?
Tags: foto, Nuova Zelanda, rugby, sport, tradizioni

Come avevo
scritto, mi ha un po' sorpreso l'esistenza di una parata per il giorno di San Patrizio a Singapore. Non che non ci siano poche tracce d'Irlanda, a Singapore, anzi: i tanti pub irlandesi e le opere dell'architetto George Drumgoole Coleman sono ovunque.
Cielo coperto con forti probabilita' di pioggia, un divano comodo, qualche ora di sonno arretrato da recuperare: le scuse per non uscire ci sono, come sempre, eppure andiamo. Prendiamo un taxi, perche' la mia idea di andare da Tanjong Rhu all'Asian Civilisations Museum (il punto di partenza della parata) in pullman e' stata cassata immediatamente dalla mia dolce meta', e a ragione: col taxi abbiamo speso circa sei dollari, con l'autobus ci sarebbe voluta una cifra simile, e non saremmo arrivati cosi' vicini alla destinazione e cosi' in fretta. Arriviamo lungo il Singapore River, dove si preparano i ...
paranti? Manifestanti? Quelli della parata di San Patrizio, insomma. Il pubblico ha seguito l'invito presente ovunque: indossiamo tutti qualcosa di verde. Vedo tanti bambini occidentali con le insegne di scuole elementari di Singapore, ci sono alcune bande musicali, c'e' un tizio vestito da San Patrizio e zero forze dell'ordine, non ce n'e' bisogno.
La parata inizia, partiamo da Raffles' Landing Site, il sito della fondazione della Singapore moderna (1819), costeggiamo il fiume e lo attraversiamo poi sul Cavenagh Bridge. Ha iniziato a piovere, e appena superiamo il ponte, lasciamo che il corteo prosegua su Battery Road, mentre noi ci affrettiamo verso l'ampio atrio coperto delle banche poco prima di Boat Quay. In un attimo arriva li' anche la parata ufficiale, e iniziano le esibizioni. Tap dancing, bande musicali, un numeroso gruppo di
stormtroopers di Guerre Stellari (501st Legion, Singapore Garrison. Fanatici!) assediati da bambini che vogliono farsi fotografare con loro.
La pioggia continua. le esibizioni pure. La parata e' iniziata alle tre e mezza e dovrebbe portare ad un "street party" in Circular Road, a due passi da qui, alle cinque. Ma anche se sono solo le quattro e qualche minuto, dopo il quinto o sesto gruppo di tap-dancers ci allontaniamo e entriamo in uno dei pub di Boat Quay. Una pinta di Guinness, dodici
singdollar. Mangiamo anche qualche ala di pollo, e uscendo capitiamo per caso nello
street party post-parata: bicchieri pieni di Guinness ovunque, una marea di gente vestita di verde, un palco dove alcuni musicisti si esibiscono in canzoni tradizionali irlandesi e in qualche
cover di brani famosi (solo "With or without you" degli U2). Ci sono nuove esibizioni dei tap-dancers, alcuni sono giovanissimi, cinque anni, a occhio e croce. Quando poi i musicisti continuano - il chitarrista era il St. Patrick che aveva condotto la parata - i bambini diventano padroni del palco, giocano e si lanciano piccoli palloni da rugby a pochi metri dalla band. Alcuni bambini iniziano a lanciare palloni al bandanato bassista della band, che li rilancia indietro con pose plastiche piu' da quarterback della NFL che da rugbista, costringendo il cantante, tra una canzone e l'altra, a raccomandare di non tirare piu' palloni ai musicisti, perche' "
it's a bloody pain in the arse.
Tanti, tantissimi occidentali, intorno a questa parata e alla festa. E tanti veri irlandesi in giro: non so quanti ce ne siano a Singapore, ma sembrano essere tutti qui, oggi. Certo, alcuni potrebbero essere dei
Plastic Paddies... chi lo sa.
Restiamo fino alle otto e mezza, godendoci la musica e l'allegria della giornata.
Tags: feste, foto, Irlanda, Singapore, tradizioni

Little India, Singapore.
Tags: foto, India, Singapore, tradizioni

Quanto fiato avranno i singaporiani e i tanti stranieri che prendono parte alle varie competizioni per Dragon Boats che si svolgono a Singapore? Oggi ho perso il 3% del mio peso corporeo semplicemente pedalando verso il centro citta' di Singapore, dove si svolgeva una gara.
Tags: dragon boat, foto, Singapore, sport, tradizioni