Blog, argomento: foto Stati Uniti 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento foto Stati Uniti

Come Ansel Adams

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/12/2011 alle 11:35 | 0 commenti  | Permalink
Ansel Adams era un fotografo statunitense, probabilmente il piu' famoso fotografo di paesaggi. Le sue immagini in bianco e nero dei parchi nazionali statunitensi sono capolavori che hanno ispirato legioni di fotografi dilettanti e professionisti, compreso il sottoscritto. E' sufficiente virare una foto in bianco e nero, aumentarne il contrasto e fare un paio di aggiustamenti per creare un capolavoro alla Ansel Adams? Probabilmente no, ma personalmente mi ha sorpreso la trasformazione di queste foto scattate nei dintorni della Monument Valley: le foto originali mostravano un cielo blu intenso, rocce e sabbia rosso vivido; in bianco e nero, l'assenza dei colori rende protagoniste le forme spettacolari delle rocce.

Monument Valley, Utah



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Verso il West: gli archi di pietra del Natural Bridges National Monument

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/11/2011 alle 23:57 | 0 commenti  | Permalink
Dopo la Monument Valley, il Gooseneck Canyon, la Valley of the Gods e Bluff, ci siamo diretti a nord per visitare un altro monumento naturale: il Natural Bridges National Monument. Si tratta di un parco in cui si trovano dei ponti naturali in pietra, creatisi alla fine dell'era Paleozoica.

Owachomo Natural Bridge


Nel 1883, Cass Hite esploro' il White Canyon e scopri' tre ponti naturali in pietra. Quelle strutture monolitiche erano uniche e vicine, e attirarono l'attenzione della comunita' scientifica statunitense. Il 16 aprile 1908, il presidente Theodore Roosevelt istitui, ufficialmente il Natural Bridges National Monument, il primo parco nazionale dello Utah.

I tre ponti in roccia sono chiamati Sipapu, Kachina e Owachomo, nomi dati dagli indiani Hopi, e sono tra i ponti naturali piu' grandi del mondo. Nel parco sono presenti anche tracce di insediamenti umani.


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Verso il West: Bluff, che non e' un bluff

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/11/2011 alle 23:57 | 0 commenti  | Permalink
Bluff e' un villaggio inaspettato. Capita poco frequentemente di vedere zone abitate, nella zona tra Utah e Arizona, e trovarsi un paesino come Bluff, decorato da artisti, e' sorprendente.

La famiglia Godzilla in visita a Bluff, Utah



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Verso il West: Valley Of The Gods, una perla nascosta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/11/2011 alle 23:55 | 0 commenti  | Permalink
Uno va nella zona tra Utah e Arizona pensando alla Monument Valley, al Grand Canyon, mentre ci sono tante altre meraviglie naturali, in questa zona. Per esempio la Valley of the Gods, a poca distanza da Mexican Hat (e inizierete a capire come mai abbiamo scelto questo minuscolo villaggio come nostra base: e' vicino a quasi tutti i posti interessanti), nello Utah, che somiglia alla Monument Valley, solo in scala piu' ridotta. Anche qui sono presenti torrioni ("mesas") di roccia rossa e creste rocciose, sabbia (... rossa, ovviamente). La strada sterrata che attraversa la valle, lunga oltre 25 chilometri, nasconde qualche insidia, tanto che a fine giornata ci siamo ritrovati a guidare senza freni.

La Valle degli Dei



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Verso il West: Gooseneck State Park

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/11/2011 alle 23:52 | 0 commenti  | Permalink
Il Goosenecks State Park e' un parco a poca distanza dal villaggio di Mexican Hat, nello Utah. Il nome del parco, e l'attrazione principale dello stesso, deriva dal tortuoso percorso del fiume San Juan, che scorre in fondo ad un canyon. L'ingresso nel parco e' gratuito, non sono presenti strutture come ristoranti o alberghi (solo un paio di bagni pubblici), ed e' consentito il campeggio. Ma in novembre fa piuttosto freddo...

Il canyon del San Juan River nel Gooseneck State Park


E dopo il Gooseneck State Park, via verso la sconosciuta Valley Of The Gods...


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Verso il West: Monument Valley

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/11/2011 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Visitare la Monument Valley e' un'esperienza da vivere, se ne avete la possibilita'. La sabbia rossa, le rocce viste in tanti film (dai vecchi western alle parodie steam-punk come Wild Wild West con Will Smith e Kevin Kline, a Mission Impossible), la quiete assoluta... tutto perfetto, ma tenete presente che, se visitate la Monument Valley il Giorno del Ringraziamento (l'ultimo giovedi' di novembre), l'ingresso con il vostro veicolo non e' consentito, e dovrete prendere parte ad una visita guidata in pulmino.

Monument Valley, Utah



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Verso il West: Mexican Hat e dintorni

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/11/2011 alle 23:45 | 0 commenti  | Permalink
Giorno del Ringraziamento (no, non e' il 2011). Come mai abbiamo scelto Mexican Hat? Perche' non un altro posto? E dov'e' il cappello messicano da cui il villaggio prende il nome? Non ci vuole Martin Mystere per trovare una risposta.

Mexican Hat





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Verso il West: una giornata sulla Interstate 40

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/11/2011 alle 19:58 | 0 commenti  | Permalink
Giorno 8, sabato 24/11: guidiamo verso est, solo camion e neve.

Camion, neve, camion, neve


Torniamo a casa da Mexican Hat con la nostra Chrysler Sebring sulla Interstate 40, e fuori c'e' neve, cosa abbastanza inusuale da queste parti.


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Verso il West: giorno del Ringraziamento nella Valle degli Dei, gioia sfrenata...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/11/2011 alle 15:56 | 0 commenti  | Permalink
Giorno 6, giovedi' 22/11, Giorno del Ringraziamento: Monument Valley, non ci andiamo, Valley of the Gods, Gooseneck Canyon, Valley of the Arches, guasto ai freni, mucca, ahhhh strada ripidissima. Se ci avete capito qualcosa siete dei geni. Ma spieghero' in questa stessa pagina, nei prossimi giorni

Aperto


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Verso il West: il Grand Canyon

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/11/2011 alle 00:17 | 0 commenti  | Permalink
Dopo tanta curiosita' (e tanti chilometri percorsi, oltre 300 dall'albergo che ci fa da base a Mexican Hat), finalmente arriviamo al Grand Canyon, una delle meraviglie del mondo.

Punto panoramico sul Grand Canyon


Ne valeva la pena....


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Verso il West: da Mexican Hat al Grand Canyon

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/11/2011 alle 19:25 | 0 commenti  | Permalink
Mexican Hat, nello Utah, e' un buon punto di partenza per visitare i monumenti naturali del West statunitense: Monument Valley, Grand Canyon, Gooseneck Canyon, Valley Of The Gods, e altro ancora. Oggi e' il turno del Grand Canyon, a poco piu' di trecento chilometri da Mexican Hat. Guidiamo verso sud-ovest sulla 163, a Kayenta prendiamo la 160. E' una giornata soleggiata, guidiamo per qualche ora col tettuccio della nostra Chrysler Sebring aperto per goderci il blu intenso del cielo. Dopo Tuba City scendiamo a sud sulla 89, poi - dopo un villaggio chiamato Cameron - imbocchiamo la 64 che ci portera' fino all'area panoramica lungo la costa meridionale del Grand Canyon.

Verso il Grand Canyon


C'e' chi ama le metropoli, chi i villaggi sul mare, chi si trova a suo agio ...


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Verso il West: tra Utah e Arizona

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/11/2011 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Mexican Hat, Utah, la base per le nostre escursioni. Siamo vicini alla Monument Valley e al Grand Canyon, e non e' che siano le uniche attrazioni della zona.

Ponte presso Lake Powell

Ponte presso Lake Powell


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Verso il West: da Tucumcari a Mexican Hat, Utah

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/11/2011 alle 23:55 | 0 commenti  | Permalink
Lunedi' mattina, lasciamo Tucumcari, Nuovo Messico, e continuiamo la nostra avventura verso ovest sulla Interstate 40. Traffico sempre meno intenso, citta' sempre meno frequenti, villaggi quasi inesistenti. Ogni tanto un trade post, trasformatosi nel tempo da luogo di scambio in negozio di ciarabattole, fuochi artificiali e beni di consumo. Isolati casino' con bassi ristoranti attorno e il deserto al di la' del parcheggio.

Continental Divide, lo spartiacque


Tra Thoreau e Gallup, in New Mexico, passiamo il Continental Divide, lo spartiacque del continente nordamericano: i fiumi ad est finiscono nell'Oceano Pacifico, quelli ad ovest (o a destra, per chi si trova a disagio coi punti cardinali) nell'Atlantico. "Continental Divide" era anche il titolo di un vecchio film con John Belushi nei panni di Ernie Souchak, cinico giornalista di Chicago che s'innamora di una etologa (Blair Brown) che vive dall'altra parte degli USA; in Italia il titolo era stato tradotto imprevedibilmente in "Chiamami Aquila".

Entriamo in Arizona. Gli sparuti villaggi del New Mexico lasciano il posto a isolate cascine con mulino di fianco e rottami sul retro. Capisco che nel deserto, come in montagna e nelle isole distanti dalla terraferma, non si butta via niente, tutto puo' tornare utile, prima o poi. Non ci sono tanti SUV, o auto recenti, lungo questo tratto della I-40. La ruggine e' ovunque.

Montagne, treno, rottami Dopo Gallup lasciamo la I-40, su cui abbiamo guidato da ieri mattina, e imbocchiamo la Interstate 264 e poi la I-192, verso nord. La carreggiata e' ora piu' piccola, le auto sono ancora piu' rare, le stazioni di servizio si nascondono per ore. Anche se c'e' ancora meta' serbatoio, cogliamo ogni occasione per fare il pieno alla nostra Sebring.

Dopo il tramonto passiamo il confine con lo Utah e arriviamo a Mexican Hat, la nostra destinazione, un villaggio con meno di cento anime. Abbiamo prenotato una camera in un piccolo albergo, praticamente un motel. La strada e' sembrata in pianura, ma ora siamo arrivati a 1.300 metri di altitudine. Fa freddo, fuori, ma la camera e' calda a sufficienza. La gente che abbiamo incontrato nelle ultime ore e' meno loquace che sulla costa est, certamente molto meno loquace che in Georgia, ma non fredda. Ceniamo, andiamo a dormire.

Giorno 3, lunedi' 19/11: Tucumcari, NM - Mexican Hat, UT - 486 miglia (777 km), 8h 9'; 1.758 miglia dal punto di partenza, Atlanta.


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Verso il West: da West Memphis a Tucumcari, New Mexico

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/11/2011 alle 23:58 | 2 commenti  | Permalink
Domenica mattina. West Memphis, Arkansas. Lasciamo l'albergo, il letto era comodo ma la prossima volta meglio chiedere una stanza rivolta verso il retro, non verso la strada. Imbocchiamo la Interstate 40, che sara' la nostra casa per molte ore oggi e domani. Guidiamo. Guidiamo. In realta' guido solo io, mia moglie teme i tanti camion; alla fine guidera' venti minuti, e al suo primo sorpasso (dopo un quarto d'ora) festeggiamo.

Le pianure dell'Oklahoma


Passiamo un altro confine, entriamo in Oklahoma. All'incrocio con la Interstate 69 un cartello indica che siamo vicini alla citta' natale di Carrie Underwood, vincitrice di American Idol. "Ah, gia', la fidanzata di Tony Romo, il quarterback dei Dallas Cowboys", ci diciamo. Ogni paese, ogni stato e' orgoglioso delle proprie celebrita' e le sfoggia anche nei cartelli stradali, come vedremo nel pomeriggio entrando in Texas.

No, non stava andando contromano, questo camion

A parte un camion che pareva venire verso di noi contromano, guidare in Oklahoma non e' la cosa piu' eccitante del mondo. Campi coltivati a destra e a sinistra della I-40, tanto grano. E' una giornata calda, considerato che siamo a novembre, e si sta bene anche senza riscaldamento, in auto. La nostra Chrysler Sebring del 1999 macina miglia senza lamentarsi, ogni tanto chiede d'essere abbeverata, ma anche quando superiamo il limite di velocita', che di solito e' 70 miglia orarie, il suo sei cilindri da due litri e mezzo continua a ronfare. Guidare col cambio automatico e col 'cruise control' e' l'ideale, su strade come questa, lunga, diritta e senza rallentamenti.

Piccole cose banali diventano speciali per le circostanze in cui accadono. Stai cercando di rifornire di benzina la tua auto in un benzinaio nell'Oklahoma, la tua carta di credito viene rifiutata due volte, e ti arriva una telefonata.

- Buongiorno Mr X, qui e' Bank of America. Puo' rispondere ad alcune domande per verificare la sua identita'?
- Certo (seguono domande e le mie risposte)
- Lei vive ad Atlanta, ma pochi minuti fa la sua carta e' stata segnalata altrove. Posso chiederle se l'ha smarrita o se le e' stata rubata?
- Certo che puo'. No, la mia carta d'identita' e' con me, sono in Oklahoma lungo la Interstate 40, e sto cercando di mettere benzina, ma la mia carta d'identita' e' stata rifiutata.
- Oh ... bene, Mr X. Il suo pagamento di pochi minuti fa e' stato bloccato per motivi di sicurezza. Ora puo' utilizzare la sua carta di credito. Ci dispiace per l'inconveniente.
- Nessun inconveniente, si figuri. Meglio controlli come questo che ritrovarsi con un buco nero nel conto in banca. Grazie per avermi chiamato.
- Grazie a lei, e buon viaggio. Se va verso ovest trovera' bel tempo, nei prossimi giorni.

Entriamo in Texas, un cartello ci ricorda che siamo arrivati alla "home" di George W.Bush; Bush viene dal Connecticut ma e' qui che e' entrato in politica.

La radio trasmette l'incontro della NFL tra i Dallas Cowboys e gli Washington Redskins, una delle rivalita' piu' sentite della lega. Io parteggio per i Cowboys dai tempi di Tony Dorsett, e non mi dispiacerebbe essere davanti alla tv, anziche' nel buio, a ottanta all'ora, diretto verso il Nuovo Messico. Gia', ottanta all'ora, il Texas e' piu' liberale di altri Stati per quanto riguarda i limiti di velocita'. E riserva anche qualche sorpresa: chi si sarebbe aspettato, nello Stato dei petrolieri, di trovare cosi' tanti generatori eolici? Ce ne sono decine, forse centinaia, a nord e soprattutto a sud della I-40.

Tanti generatori eolici, in Texas

Sono le nove passate, arriviamo finalmente a Tucumcari, Nuovo Messico. Destinazione scelta per caso, perche' il nome e' facile da ricordare, perche' ho guardato la mappa e ho pensato che pareva una meta raggiungibile per il nostro secondo giorno di viaggio. Tucumcari ha quasi seimila abitanti, ma se mi dicessero che ne ha sessanta ci crederei piu' facilmente. Troviamo un albergo, paghiamo una trentina di dollari per una camera pulita e ampia. In TV sta per iniziare The Departed di Martin Scorsese, ma non abbiamo ancora cenato e usciamo. Vicino al nostro albergo ce n'e' un altro, poi un altro, poi un altro. Tutti economici, Motel 6, Comfort Inn e simili. Uno, piu' piccolo, propone camere a 19 dollari a persona, che mi pare un record. Troviamo un ristorante cinese, ci fermiamo a mangiare, il ristoratore sorride quando vede mia moglie, che e' di Taiwan. Mangiamo bene e spendiamo poco. Usciamo e andiamo a spasso per la via principale di Tucumcari, i pochi negozi sono chiusi, ma troviamo un bar. Dentro e' meglio di quanto temessimo: nessun cliente sembra uscito da un film di Quentin Tarantino, e una tv trasmette una partita della NFL. No...


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Verso il West: da Atlanta a West Memphis

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/11/2011 alle 23:59 | 0 commenti  | Permalink
Il passato resta con noi, grazie ai ricordi di quel che abbiamo fatto e visto.

Abitavo ad Atlanta, tempo fa. Si avvicinava la fine della mia permanenza negli Stati Uniti, sapevo che l'anno dopo il mio lavoro m'avrebbe portato a Singapore. E come capita quando ti resta poco tempo, capisci che se non fai subito, immediatamente, le cose che hai sempre voluto fare, non le farai mai. Cosi' in un giorno di novembre mia moglie ed io decidemmo di andare nel West. Scegliemmo un paesino con un nome curioso, Mexican Hat, prendemmo una settimana di ferie, e il sabato, dopo aver lavorato mezza giornata, partimmo verso ovest.

Le due del pomeriggio, sabato. Finiamo di pranzare, l'auto e' pronta e carica. La giornata e' fresca, come capita a novembre. Non abbiamo un navigatore satellitare, la rotta e' semplice: raggiungere la Interstate 40 e guidare fino a Gallup, poco dopo Albuquerque, poi virare verso nord fino a Mexican Hat, e da li' andare a visitare il Grand Canyon, la Monument Valley, e vedere una parte degli USA che non conosciamo. Abbiamo otto giorni e mezzo per questo viaggio, e da qui a Mexican Hat ci sono 1.758 miglia, poco piu' di 2.800 km. Meglio avviarci.

Iniziamo con una coda sulla 285, la tangenziale di Atlanta. Capita, tanti viaggi iniziano in modo strano, non mi stupisco che questo, verso zone deserte e lontane, cominci con una folla d'auto e di persone immobili in autostrada.

Entrando in Alabama


Attraversiamo la Georgia occidentale, passiamo il confine con l'Alabama sulla Interstate 20, a Birmingham puntiamo verso nord-ovest seguendo la US-78. Una fettina di Mississippi andando verso Memphis, Tennessee. Memphis e' famosa per la musica: Elvis Presley, Johnny Cash, BB King, Jery Lee Lewis, Muddy Waters... la lista potrebbe proseguire, ma la Memphis di oggi non ci ispira sentimenti artistici: attraversiamo una serie infinita di lavanderie con finestre rotte, hair saloon con insegne di cartone, banchi di pegni con porte e finestre protette da sbarre. Case basse, nessuno cammina per strada. E' sera, e vogliamo cercare un posto dove dormire, ma Memphis non ci rassicura, cosi' continuiamo a guidare. Passiamo un ponte sul Mississippi, entriamo in Arkansas, siamo a West Memphis. Pare un posto piu' tranquillo, troviamo un albergo lungo la strada - il Quality Inn - e ci fermiamo a dormire.

L'albergo in cui abbiamo dormito, l'auto che abbiamo guidato

Giorno 1, sabato 17/11: Atlanta, GA - Memphis, TN - 397 miglia (635 km), 6h 30'.

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Abitudini che resistono: la pubblica gogna

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/11/2011 alle 07:09 | 0 commenti  | Permalink
Negli Stati Uniti, quando un cliente paga con assegni a vuoto, lo si mette alla gogna in pubblico. Un bel cartello lungo la strada, e via. Il cartello dice "Bad checks" (assegni a vuoto), e poi elenca i nomi di tre clienti che hanno emesso dei "bad checks".

Gogna pubblica nel Tennessee


Fotografato vicino a Tupelo, Tennessee.

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Meglio non sovraccaricare la bici

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/08/2011 alle 23:50 | 0 commenti  | Permalink
Un ciclista sugli Appalachi
A volte ci si dimentica che la bici e' uno dei mezzi piu' leggeri a disposizione di chi viaggia. Questo turista sulle Great Smoky Mountains del Tennessee, per esempio, ha caricato sulla sua povera bicicletta tutto quel che aveva in casa.

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Monument Valley, USA

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/07/2011 alle 09:25 | 2 commenti  | Permalink
Una bella giornata di sole in Arizona.
Monument Valley, USA

Foto scattata lungo la Interstate 160 in Arizona, andando da Mexican Hat, un minuscolo villaggio dello Utah, fino al Grand Canyon. La strada costeggiava la Monument Valley, il cielo invernale era terso e le prime ore della sera stavano calando sulle strade deserte dell'Arizona. Anche senza entrare nella Monument Valley, di occasioni per vedere e fotografare posti incredibili ce ne sono a bizzeffe, nella zona di confine tra Utah e Arizona.

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Nostalgia del Gooseneck Canyon, Utah

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/01/2010 alle 08:04 | 0 commenti  | Permalink
A Singapore da sei giorni dopo due settimane in Italia. Abbiamo trovato un canale tv che trasmette vecchie soap opera britanniche (Emmerdale), ed e' tornata un pelo di nostalgia per il periodo che trascorsi nel Regno Unito, soprattutto nel pittoresco villaggio di Englefield Green.

Poi, pero', ho aperto la finestra, e la forte brezza che e' entrata, inusuale per Singapore, mi ha fatto sentire un'altrettanto intensa nostalgia per un altro posto che ho avuto la fortuna di visitare: gli Stati Uniti. Ecco quindi una foto del Gooseneck Canyon, nell'Utah, scattata nel novembre 2007, poche ore prima di ritrovarci senza freni, al buio, sulla strada sterrata piu' ripida del West.
Il Gooseneck Canyon, vicino a Monument Valley
Eh si', mi mancano un po', i grandi spazi degli USA.

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Tramonto sul Grand Canyon

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/04/2009 alle 14:07 | 2 commenti  | Permalink
Tramonto sul Grand Canyon
Troppo caldo umido. Troppe parole su Singapore, linee aeree, bagagli smarriti e danneggiati, sovrapprezzi sui biglietti per uso bagno, per obesita', per check-in all'aeroporto. Viaggiare non e' questo, o perlomeno non dovrebbe essere soltanto questo. E' il momento di riguardare qualche foto scattata qualche tempo fa, e ripensare alla quiete del sud-est sud-ovest degli USA, ai grandi spazi, al caldo e al freddo che si alternano come non succede qui a Singapore.

Grand Canyon poco prima del tramonto, novembre 2007. Fotografato dalla sponda meridionale.

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Turin, Georgia: un negozio in centro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/11/2008 alle 12:09 | 0 commenti  | Permalink
Un negozio in centro a Turin, in Georgia (USA)
Una tipica giornata fiacca in centro citta' a Turin, in Georgia. Quasi rimpiango il caldo di quei pomeriggi georgiani, ora che mi ritrovo a godere di trentadue gradi costanti ogni giorni dell'anno (e con l'umidita' se ne sentono quasi quaranta), qui a Singapore.

Tags: foto Stati Uniti, Georgia, omonimia, Stati Uniti, Torino

Turin, Georgia: un villaggio popolato da Barbie?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/11/2008 alle 13:00 | 0 commenti  | Permalink
Le Barbie di Turin, Georgia, vanno in spiaggia
Ho visitato varie volte Turin, in Georgia, negli USA. Ogni volta mi ha colpito l'assenza di esseri umani. Ogni volta ho trovato un teatrino di Barbie.

Lungo la GA16, la strada statale che attraversa Turin, c'e' una casa malmessa. Bandiera confederata fuori, portico diroccato, toilette in lamiera esterna. All'esterno della casa, a un paio di metri dalla strada, su un piccolo spiazzo si trovano alcune decine di bambole Barbie impegnate in rappresentazioni surreali: avevamo gia' parlato della loro interpretazione di Torino2006. In questa foto vediamo invece una "Barbie Beach", con decorazioni sullo sfondo che danno da pensare: questo diorama e' opera di a) un artista, b) un/a ex bambino/a con una vasta collezione di Barbie, c) un predatore di qualche tipo, che crea queste scene per attirare vittime in casa, o d) un dipendente della pro loco di Turin, Georgia, a corto di fondi ma non di idee? Avrei voluto bussare e chiedere informazioni in proposito, ma mia moglie, che era con me, mi ricordo' che non avevo ancora fatto testamento.

Il punto preciso della GA16 in cui si trovano le "Barbie di Turin, Georgia" e' visibile su Google Maps ed e' vicino all'incrocio con Turin Road:



GoogleMaps offre anche "StreetView", la visione di Turin da un'auto in transito. In quest'immagine, sulla destra si nota il "teatrino delle Barbie":


Se passate da Turin, in Georgia, e scattate una foto della scenetta attuale (il diorama viene aggiornato di frequente), mandatecela e la pubblicheremo.




Nota: il marchio Barbie e' di proprieta' della Mattel Inc.

Tags: da paura, foto Stati Uniti, Georgia, Stati Uniti, Torino

Monument Valley, birra light

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/11/2008 alle 09:30 | 0 commenti  | Permalink
Se questa birra fosse davvero light non so, certo e' che e' birra flat.
Monument Valley, birra light - o flat?

Monument Valley, novembre 2007.


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Di passaggio a Bluff, Utah: rocce gemelle Navajo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/11/2008 alle 05:47 | 0 commenti  | Permalink
Navajo Twin Rocks a Bluff, in Utah
Bluff e' un villaggio di trecento persone nello Utah, lungo la strada 191. Questo villaggio ha una quantita' di cose interessanti da vedere, tra cui la "rocce dei gemelli Navajo" (o "rocce gemelle Navajo"? Navajo Twin Rocks), presso il Twin Rocks Trading Post.

Sono passato da Bluff tre volte: la prima avevo tempo e mi sono fermato a scattare alcune foto. La seconda la luce era ancora piu' interessante (si avvicinava il tramonto) ma non c'era tempo a disposizione, visto che stavo cercando di raggiungere il National Bridges Monument prima del tramonto. La terza volta guidavo un'auto senza freni, a causa di una tubazione squarciata, e l'unica cosa che avevo in mente era la ricerca di un meccanico, desiderio difficile da soddisfare in un villaggio di trecento anime, a maggior ragione considerando che era il venerdi' dopo il Giorno del Ringraziamento. Una raccomandazione, visto che il quarto giovedi' di novembre si avvicina anche quest'anno: non date per scontato di trovare negozi e locali aperti, nel Thanksgiving weekend: lo scorso anno, di giovedi' non era consentito visitare Monument Valley in auto, e il venerdi' non c'era un meccanico aperto. L'anno prima, il giovedi' eravamo a Helen, Georgia, cittadina piena di vita e di ristoranti, e ce n'era solo uno aperto. Helen e' una citta' pacchianamente finto-bavarese (di questo parleremo magari un'altra volta), che ci aspettavamo di trovare piena di gente durante un weekend festivo; invece, per il weekend del Ringraziamento vale negli USA quello da noi si dice riguardo al Natale: "Natale con i tuoi...", e infatti in giro c'eravamo noi e poche anime perse.

Tags: foto Stati Uniti, monumenti naturali, Stati Uniti, tradizioni

Combattere Satana davanti a una gelateria

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/09/2008 alle 13:01 | 0 commenti  | Permalink
Foto scattata a Savannah, Georgia, USA. Il signore col cartello era educato e niente affatto fastidioso, nella sua crociata. Il gelato acquistato nella gelateria era ottimo, ma il caldo georgiano di luglio e le sataniche fiamme evocate dal cartello hanno portato ad un rapido scioglimento.
Un uomo, la sua lotta, a Savannah

Se qualcuno ha il coraggio di dire che gli americani sono dei bambinoni, e che questa foto ne e' l'ennesima prova, suggerisco di accendere la tv e dare un'occhiata a cio' che ci beviamo noi italiani ... a quello cui noi italiani crediamo e a quello che giudichiamo importante... veline, letterine, tronisti, politici incapaci di discutere, giornalisti che per "indagine" intendono "copia e incolla", altri "giornalisti" che portano a nuovi livelli l'arte di leccare il deretano dei potenti, genitori che incitano i figli ad aggredire la polizia ...



Fotografia scattata nel 2006.

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