Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: idee per il settore turistico 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento idee per il settore turistico

Anche nel deserto accettano le carte di credito, ma in Italia...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/11/2011 alle 17:17 | 1 commenti  | Permalink
Anche nel deserto si paga con carta di credito


Colpa mia, vivo lontano dall'Italia da dieci anni, e a certe cose non sono piu' abituato. Non ho visto una pompa di benzina che non fosse self service, in questi anni, tranne che in Italia. Non ho visto guidatori saltare fuori dal loro SUV scattanti ed eleganti, dopo aver parcheggiato in un posto riservato ai diversamente abili. Ma la cosa che mi colpisce di piu' sono le carte di credito.

"No, guardi signora, sotto i dieci euro non puo' pagare con la carta di credito".
"No, mi spiace, durante i saldi accettiamo solo contanti".
"No, mi costa un capitale in commissioni, se le faccio pagare con carta di credito. Solo contanti, mi spiace".


E invece, anche nel deserto, negli Stati Uniti, si riesce a pagare con carta di credito. Questa foto e' stata scattata in a Kayenta, in Arizona, in una riserva Navaho, e carte di credito come Visa e Mastercard vengono accettate all'Anasazi Inn come in tanti altri negozi minuscoli e ristoranti a gestione familiare. O cosi', oppure i clienti vanno altrove.

E la foto e' di quattro anni fa. Probabilmente ora l'Anasazi Inn accetta gia' pagamenti tramite Paypal, oppure accetta micro-pagamenti tramite cellulare per le consumazioni al bar. Gia', proprio come da noi.


Tags: carte di credito, foto, idee per il settore turistico, pagamenti, Stati Uniti

Diecimila turisti in Giappone gratis

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10/10/2011 alle 13:59 | 1 commenti  | Permalink
Il ministero del turismo giapponese sta per invitare 10.000 turisti stranieri in Giappone, con spese di viaggio pagate interamente dal Ministero. La campagna costera' 150 milioni di dollari ed e' volta a riportare turisti in Giappone dopo il terremoto del marzo 2011, quindi i 10.000 turisti non verranno probabilmente scelti a caso, ma saranno persone capaci di influenzare / convincere / ipnotizzare / costringere a mano armata altri turisti a visitare il Giappone. Garantito, se scegliessero me per un viaggio gratis in Giappone, pubblicherei almeno tre articoli al giorno per ciascun giorno del viaggio (e probabilmente ne continuerei a parlare fino al 2020).

私をお選び下さい


Aggiornamento ore 14:05
Ho contattato il Japan National Tourism Organization di Londra e ho chiesto ulteriori informazioni su questa proposta. Nel giro di cinque minuti e' arrivata la risposta:
This is just a proposal at present. We think it is very unlikely to go ahead, but we will let you know if it does.

Peccato. Stavo gia' iniziando ad imparare qualche parola in giapponese... "per favore, scegliete me", per esempio.



Tags: destinazioni, disastri naturali, Giappone, idee per il settore turistico

Obama: ma chi usa ancora le agenzie viaggi?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/09/2011 alle 15:50 | 0 commenti  | Permalink
A volte uno va in vacanza e gli sfuggono notizie importanti. A volte le notizie importanti sono solo parole, ma dette da persone importanti.

Il 18 agosto, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha accennato alle agenzie viaggi, e sembrava stesse parlando dei dinosauri o di altre specie estinte. Forse perche' stava parlando di dinosauri. Ecco le sue parole (il grassetto e' mio):
(...) businesses have gotten so efficient that — when was the last time somebody went to a bank teller instead of using the ATM, or used a travel agent instead of just going online? A lot of jobs that used to be out there requiring people now have become automated.

Sintetizzo il Barack-messaggio: di questi tempi, chi c'e' che usa ancora le agenzie di viaggio, anziche' semplicemente andare online a prenotare tutto per conto proprio?

Vi stupirebbe sapere che le agenzie viaggi statunitensi non hanno preso bene le parole del Presidente?

ASTA (American Society of Travel Agents) ha scritto una lettera (spero abbiano usato la posta elettronica, altrimenti se la vanno a cercare, l'accusa di essere obsoleti!) alla Casa Bianca per dirgliene quattro. Nella lettera si dice che:

1) l'industria dei viaggi negli USA comprende quasi 10.000 agenzie viaggio con 15.000 uffici, con oltre 120.000 dipendenti (che pagano le tasse, come per far capire a Mr. Obama che sono che finanziano il budget degli Stati Uniti), con stipendi di 6,3 miliardi di dollari,

2) le vendite annue di viaggi di queste aziende ammontano a 146 miliardi di dollari, cioe' oltre il 50% di tutti i viaggi venduti. Oltre il 50% di tutti i biglietti aerei, oltre il 79% di tutti i viaggi organizzati e oltre il 78% di tutte le crociere vendute negli USA.

3) piu' di 144 milioni di viaggiatori organizzano i loro viaggi tramite le agenzie viaggi statunitensi.

Avete presente quei film in cui un moribondo trova la forza di rialzare la testa e dire ancora qualche parola? Ecco, appunto.

Le agenzie viaggi statunitensi erano 32.000 nel 1998, sono scese a circa 20.000 nel 2007, e secondo quanto scritto dall'ASTA sono ora meno di 10.000. Tante agenzie saranno state assorbite da agenzie piu' grandi, ma leggendo questa discussione tra agenti di viaggio nel forum, si evince che per tanti professionisti seri che organizzano viaggi con cura e tenendosi al passo coi tempi, ci sono altrettanti agenti che non sanno adattarsi ai tempi moderni.

I dati sul calo di agenzie viaggi negli Stati Uniti e' ancora piu' significativo se si tiene presente che e' avvenuto (e sta continuando) nonostante l'aumento di popolazione degli USA (248.709.873 abitanti nel 1990, 281.421.906 nel 2000, 308.745.538 nel 2010). Una ricerca di mercato svolta da IBISWorld contiene un'ulteriore conferma: la continua evoluzione dell'industria dei viaggi eliminera' molte piccole agenzie viaggi tradizionali.

Sto cercando di ricordare quand'e' che sono entrato per l'ultima volta in un'agenzia viaggi. Non credo sia successo in questo millennio. E anche prima, non ho mai acquistato un viaggio: ho visto due prezzi, ho guardato la mia moto parcheggiata fuori dall'agenzia, e ho deciso come andare in vacanza. Ma il problema delle agenzie viaggi non sono i viaggiatori che come me non amano farsi organizzare il viaggio da altri. Sono i loro clienti attuali.

Tra i clienti delle agenzie viaggi, quanti sono quelli che prima o poi impareranno a prenotare online da soli l'albergo e l'aereo?

E tra quelli che ora prenotano i propri viaggi online senza servirsi di agenzie viaggi, quanti sono quelli che faranno un'inversione a U e inizieranno ad utilizzare le agenzie viaggi? In un mondo nel quale l'informatizzazione copre tutte le fasce d'eta', questi tizi non solo non entreranno in un'agenzia viaggi fisica: non penseranno neppure di utilizzare un'eventuale agenzia viaggi online!

Sapete qual'e' la definizione di una smentita? Una notizia data due volte. Ecco cos'e', la lettera delle agenzie viaggi statunitensi al Presidente Obama. La conferma di un'estinzione prossima ventura.

Tags: agenzie viaggi, idee per il settore turistico, siti Internet, visioni e previsioni

Viaggiare (e volare) leggeri e senza patente col FlyNano

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/04/2011 alle 16:54 | 2 commenti  | Permalink
Ah, volare con un aereo personale non troppo costoso, leggerissimo, che puo' atterrare anche sull'acqua e che non richiede la patente... Sarebbe bello!

Negli ultimi anni e' nato in me un curioso interesse per un mezzo di trasporto che sembrava consegnato agli archivi dell'aviazione, l'idrovolante. Un velivolo tipo il Savoia-Marchetti S.55, per esempio. Ovviamente non me lo posso permettere, un idrovolante personale: chi potrebbe, con gli stipendi attuali (o, peggio ancora, senza uno stipendio)? Questo non significa che non si possa sognare, e grazie un curioso velivolo chiamato FlyNano, si tratta di un sogno non troppo costoso, quasi a portata di mano, facendo qualche sacrificio economico: il FlyNano costa circa 25.000 euro.

Immagine illustrativa del FlyNano - da www.flynano.com


Il FlyNano e' un idrovolante monoposto, monomotore, pesante meno di 70 kg e quindi - in molte nazioni - pilotabile senza alcuna patente. Ha una velocita' di crociera di circa 140km/h, un'autonomia tra i 40 e i 70 km, ed e' disponibile in tre versioni: E 200 con motore elettrico, G 240 e R 260/300 con motore a quattro tempi.

Comuni ai tre modelli le caratteristiche base:
- peso a secco sotto i 70 kg;
- apertura alare 4,8 metri;
- Lunghezza 3,8 metri;
- Altezza 1,5 metri;
- Velocita' all'atterraggio 70 km/h;
- Elica traente davanti (e sopra) al pilota;
- Ala "a scatola";


Il modello elettrico, E 200, sviluppa 20 kW, ha un peso massimo al decollo di 200 kg, una velocita' di crociera intorno ai 140 km/h, una quota di tangenza massima di 3.000 metri, autonomia di 40 km.

Il modello base con motore a pistoni, G 240, ha una potenza di 24 Hp, un peso massimo al decollo di 180 kg, una velocita' di crociera intorno ai 130 km/h, una quota di tangenza massima di 3.000 metri, autonomia di 70 km.

Il modello avanzato con motore a pistoni, R 260/300, ha una potenza di 35 Hp, un peso massimo al decollo di 200 kg, una velocita' di crociera intorno ai 150 km/h, una quota di tangenza massima di 4.000 metri e autonomia di 70 km.


Personalmente, l'idea di caricare una giacca impermeabile, una macchina fotografica, qualche panino, uno smartphone con GPS e poche altre cose in uno zaino minuscolo, salire su un idrovolante elettrico e uscire di casa per andare a trovare amici (a non piu' di 40 km) mi attira molto. Sarei curioso anche di sapere quanto dura la ricarica del modello elettrico, quanto carburante puo' essere trasportato dai modelli con motore a combustione, e soprattutto se posso avere un FlyNano gratis per qualche mese, giusto per provarlo...


Ecco il comunicato stampa originale (*):
Man Was Born To Fly

10 years ago, aviation consultant, flight designer and enthusiastic pilot, Aki Suokas, first dreamed of a radical new flight design that would weigh less than 70 kilos, including a drive train under 20 kilos. That magic weight limit determines how a new plane is legally classified.

The FlyNano single-seat fun flyer is now in the air, and will be officially launched at Aero 2011 at Friedrichshafen, Germany, 13 – 16 April. Aero is Europe’s premier aviation event. FlyNano comes in 3 basic variants: the electrically-powered series E 200, a petrol-powered Series G 240, and
the uprated racing models Series R 260/300.

The FlyNano is extremely light thanks to innovative Finnish design solutions and an advanced carbon fibre composite construction. Wingspan is nearly 5 meters, nose to tail 3.5 m, and height 1.3 m. Maximum take off weight is 200 Kg. Speed range 70 – 140 km/h with a service ceiling of 3 km. FlyNano’s true airspeed is about 140 kmh at 75% power with a theoretical operational distance of 70 km. Everyone has sometime imagined what it would be like to fly free as a bird. FlyNano is for the fun of flying – no passengers, no cargo - just you, FlyNano and the endless blue. If you’ve ever had a pilot’s licence, or had experience with ultras or micros, you’ll fly Nano right out of the box. The rest of you will need to learn the simple rules of the air. Minimum red tape – maximum fun.

Prices range from € 25.000 - 27.000 with a trailer/storage box at € 5.300.





*: non mandatemi comunicati stampa. Non pubblico mai i comunicati ricevuti, sono io che vado a cercare cio' che ritengo possa interessare ai miei lettori, oltre che a me.


Tags: aviazione, idee per il settore turistico, Wanderlust

Volete una vacanza originale? Affittate il Liechtenstein

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/04/2011 alle 01:09 | 0 commenti  | Permalink
Affittare un villaggio. Non un villaggio turistico: una paese intero. E' il succo dell'offerta di Airbnb: anziche' affittare una stanza d'albergo, o un appartamento in una localita' turistica, perhe' non affittare l'intera localita? Il villaggio austriaco di Brand e' disponibile per 65.000 dollari a notte. Altri villaggi tedeschi e svizzeri sono a disposizione per 50.000 e 60.000 dollari. E per chi vuol fare le cose in grande, l'intero stato del Liechtenstein e' a disposizione per 70,000 dollari a notte, con prenotazione minima di due notti.

Queste belle cifre non vi permetteranno di sfrattare tutti gli abitanti dei villaggi che affittate o i 33.000 abitanti del Liechtenstein. Otterrete invece la possibilita' di rinominare le strade cittadine, stampare la vostra valuta, farvi dare il benvenuto da sindaci e da bande musicali e farvi consegnare le chiavi della citta' in una fastosa cerimonia.

Non esattamente il tipo di vacanza che piace a me, ma se volete organizzare un evento speciale - un matrimonio, una festa aziendale, o magari una festicciola per festeggiare una vincita alla lotteria - questo servizio potrebbe fare per voi.

La lista delle localita' affittabili:

Principato del Liechtenstein
Brand, Austria
Mariazell, Austria
Alpbach, Austria
Pertisaue, Austria
Mondsee, Austria
Goldegg, Austria
Deidesheim, Germania
Trittenheim, Germania
Braunlage, Germania
Engelberg, Svizzera

Tags: idee per il settore turistico, idee per un viaggio

Discussione con le agenzie viaggi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/03/2011 alle 16:45 | 2 commenti  | Permalink
Se avete un'agenzia viaggio, o se state pensando di aprire un'agenzia viaggio, vi segnalo la discussione intitolata Alle agenzie viaggi: come vendete, oggigiorno?, che mi pare stia proponendo uno spaccato interessante dell'evoluzione nel settore della preparazione e vendita dei pacchetti-viaggio nell'era di Internet.

Tags: agenzie viaggi, idee per il settore turistico, lavoro, tour operator

In vacanza nel Castello Del Sesso di Silvio Berlusconi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/03/2011 alle 00:51 | 0 commenti  | Permalink
Le pazzie del Presidente del Consiglio italiano potrebbero avere inaspettati risvolti per il turismo in Italia. E non solo negativi. Per esempio, il sito Jaunted ha pubblicato un articolo in cui segnala ai suoi lettori la possibilita' di affittare il "Berlusconi Sex Castle" (il "Castello del Sesso di Berlusconi"). L'articolo dice piu' o meno quanto segue:
Possiede proprieta' immobiliari dentro e fuori Milano, un palazzo a Roma e una villa in Sardegna, eppure tutte questi splendidi posti non sono sufficienti per ospitare il seguito di squillo del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi. Secondo il Telegraph e secondo intercettazioni telefoniche, ultimamente i flirt di Silvio hanno avuto come epicentro un castello del XV secolo poco fuori Roma, il Castello di Torcrescenza.

Quelle che Berlusconi ospita li' sono "cene" con ex modelle di Playboy e altre bellissime donne, probabilmente prostitute procurategli da varie fonti, fonti che stanno diventando note al pubblico. Possiamo quindi pensare che le sue "cene" al castello siano terminate e che il castello sia a disposizione per le vostre prossime vacanze con famiglia in Italia ... o per altre cose. Si presenta bene:

Il sito del castello dice che e' circondato da un vasto parco e da un campo da golf, e che e' la residenza privata della principessa Sofia Borghese Ferrari Sardagna (sic?) di Newburg e Hohenstein, diretta discendente di Papa Paolo V. (...) E cosi' il castello e' di proprieta' di un discendente di un Papa? Questo significa che difficlmente lo scandalo di Berlusconi sara' la prima relazione illecita svoltasi in questo luogo.

Il pezzo di Jaunted potrebbe spingere qualche turista straniero a venire in Italia e a visitare Torcrescenza, e magari altre localita' legate al nostro esuberante Presidente del Consiglio. Anche le situazioni negative possono avere qualche piccola conseguenza positiva...

Tags: destinazioni, idee per il settore turistico, Italia, italianità, Silvio Berlusconi

Ristoranti americani: per il cibo la doggy bag, per il vino il cork-and-carry

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10/10/2010 alle 11:19 | 0 commenti  | Permalink
Abbiamo appena scritto dell'usanza statunitense della doggy bag, la borsa in cui il ristoratore impacchetta il cibo avanzato cosi' che il cliente possa consumarlo a casa. Ma che fare col vino? Cosa succede se, al ristorante, ci si accorge che non si riuscira' a finire il vino ordinato, magari pensando alle pattuglie di polizia piazzate lungo la via del ritorno? Anche per questo c'e' una soluzione, almeno negli Stati Uniti. Esistono leggi in proposito che variano di Stato in Stato, ma in generale e' possibile portare a casa una bottiglia di vino mezza piena.

Una premessa: nella maggior parte degli USA e' vietato trasportare bevande alcoliche in contenitori non sigillati, che quindi siano gia' stati aperti: si da' per scontato che una bottiglia non sigillata sia una tentazione ed un invito a bere durante la guida. Una bottiglia di vino aperta e poi richiusa con lo stesso tappo viene considerata "contenitore non sigillato", e viola percio' la legge. Trentaquattro Stati degli USA hanno percio' approvato leggi "cork and carry" ("(ri-)tappa e trasporta") che permettono di trasportare bottiglie ri-tappate in un sacchetto di plastica sigillato.

La procedura di sigillatura e' semplice: il cameriere ri-tappa la bottiglia, la inserisce in un'apposita borsa che viene poi sigillata, e viene allegata la ricevuta. Non e' consentito il trasporto di piu' d'una bottiglia per ciascun cliente. La borsa per il trasporto del vino e' prodotta specificamente per questa funzione ed e' trasparente, usa-e-getta, e a prova di manomissione: se viene aperta non e' piu' sigillabile, e il suo possessore diventa a rischio di multa. Per esperienza personale so che in alcuni ristoranti della Georgia il tappo che viene applicato alla bottiglia e' simile a quelli da spumante, in modo da rendere ancora piu' complicata la vita a chi volesse farsi un cicchettino in auto durante il percorso verso casa: apri la bottiglia, bevi, non riesci a richiuderla, non riesci a risigillare la borsa, la polizia ti ferma, passi la notte in cella. Sistema semplice e giusto.

Come riportato dalla blogger Vanessa O'Connell, consentire ai clienti di portare a casa il vino avanzato ri-sigillato incoraggia un consumo responsabile di alcolici, in quanto i clienti non si sentiranno obbligati a finire a tutti i costi la bottiglia ordinata al ristorante.

Per la stessa ragione, molti ristoratori si aspettano che i clienti ordinino piu' serenamente il loro vino, e magari scelgano bottiglie piu' costose di quelle che avrebbero scelto se non fosse esistito il "cork and carry", nella consapevolezza che una bottiglia iniziata al ristorante potra' essere comunque consumata in seguito, nel comfort della propria casa, magari di fronte al caminetto e con un buon sigaro.

Nota finale: la pratica del ri-sigillamento delle bottiglie di vino pare essere uno dei fattori principali dell'aumento delle vendite di vino nei ristoranti della California.




Nota: quest'articolo e' basato su un mio articolo pubblicato presso chef.affari.to/news/507/Ancora-sulla-doggy-bag-dei-ristoranti-americani-e-il-vino?.

Tags: bere, idee per il settore turistico, ristoranti, Stati Uniti, vino

Abitudini straniere: la "doggy bag" al ristorante

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/10/2010 alle 10:00 | 0 commenti  | Permalink
Una delle cose di cui noto la mancanza, ora che sono di passaggio in Italia, e' la mancanza delle doggy bag.

Negli ristoranti degli Stati Uniti, ordinare cibo in eccesso non porta alle classiche scene tipo "Dai, finisci quel filetto, che e' costato un occhio!". E' da tempo diffusa, infatti, la pratica del "doggy bag", la "borsa per il cane", che in realta' non ha niente a che vedere con i nostri amici a quattro zampe: si tratta della consuetudine di impacchettare il cibo avanzato in contenitori ermetici, in modo che possa essere consumato a casa. Il termine "doggy bag" (oppure "doggie bag") permetteva in origine di fingere che il cibo fosse destinato al cane (e agli altri animali domestici) dei clienti, anziche' ai clienti stessi. Oggigiorno, se un cliente chiede la "doggy bag", viene dato per scontato che il cibo sia per lui o lei, e non per il cane.

L'operazione di impacchettamente - in contenitori di polistirolo - viene eseguita dal personale del ristorante e non comporta sovrapprezzi. Ricordo un ristorante thailandese/cinese di Atlanta nel quale, eccezione alla regola, il ristoratore lasciava ai clienti il compito di preparare la doggy bag. Se volete evitarlo, e' su Buford Highway...

Immagino che gli chef potrebbero considerarla una cattiva idea: il cibo verra' riscaldato e forse, a casa, non sara' buono come quand'era fresco, sul tavolo del ristorante. C'e' poi un'obiezione da dietrologi italiani: "Io gli preparo la doggy bag, e quello poi torna e mi fa causa dicendo che gli ho dato cibo avvelenato". Beh, se negli Stati Uniti, dove ci si fa causa per qualsiasi cosa, sono riusciti a far funzionare il sistema della doggy bag per decenni, pare difficile credere che sia impossibile fare lo stesso qui. Non apprezzo tutte le idee che arrivano dagli USA, ma considerato che il cliente paga per del cibo che potrebbe non riuscire a consumare, mi sembra lecito dare al cliente la possibilita' di consumare tale cibo a casa. ...

Tags: idee per il settore turistico, mangiare, ristoranti, Stati Uniti

La Parata di Leonardo da Vinci

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/03/2010 alle 06:30 | 0 commenti  | Permalink
Pochi giorni fa ho scritto della Parata di San Patrizio a Singapore. Una bella festa, e ce ne vorrebbero di piu'. Non mi dispiacerebbe se ce ne fosse una incentrata sull'Italia, magari sarebbe un'occasione per proporre all'estero un'immagine meno stereotipata del Belpaese.

Mi chiedo quanti italiani parteciperebbero ad una parata italiana a Singapore (siamo circa un migliaio, su quest'isola), e quanto successo potrebbe avere, inteso come partecipazione e apprezzamento da parte dei singaporiani e degli stranieri di altre nazionalita', una parata simile. Forse dovremmo organizzare una Columbus Day Parade, o altro, ma ... niente santi, per favore: gli irlandesi, qui, festeggiano San Patrizio in modo non religioso, senza croci o altri simboli confessionali, e la parata non passa vicino a nessuna chiesa; il "Saint Patrick" che guidava la parata era il chitarrista della band, e se e' religioso non l'ha dato a vedere. Niente parate di San Questo o San Quello, per favore.

Ecco l'idea! La Parata di Leonardo da Vinci.

Di seguito alcune ragioni per scegliere Leonardo da Vinci e alcuni spunti per la festa/parata/celebrazione.

  1. Leonardo da Vinci era italiano (della nazionalita' di C.Colombo ancora si discute);

  2. Leonardo viene associato sempre a cose positive (Colombo viene spesso visto come l'iniziatore dello sterminio dei Nativi Americani e dell'importazione in massa di schiavi dall'Africa;

  3. E' molto popolare negli ultimi tempi, grazie anche ai (pessimi ma molto venduti) libri di un autore statunitense;

  4. Per ogni nuova invenzione qualcuno salta fuori dicendo "Ecco, Leonardo ci aveva gia' pensato"...;

  5. E' un simbolo italiano facilmente abbracciabile anche dal resto degli europei, e questo incrementerebbe le partecipazioni alla festa;

  6. Una festa dedicata a Leonardo non avrebbe legami con la religione e potrebbe essere festeggiata ovunque e con la partecipazione di persone di qualsiasi confessione religiosa;

  7. Leonardo era gay, una festa/parata dedicata a lui sarebbe inclusiva anche nei confronti della comunita' LGBT; non che sia necessario, in una Singapore dove essere gay e' vietato, ma essere tolleranti non fa male, e quando LKY non ci sara' piu', probabilmente anche Singapore diventera' piu' tollerante;

  8. Festeggiare Leonardo permetterebbe di proporre un'immagine dell'Italia lievemente differente dalla solita pizza/pasta/opera/impero romano/artisti rinascimentali. Meno spazio a queste parti note della tradizione italiana, e piu' spazio invece a Leonardo (ovvio), Galileo, Marconi, Volta, Fermi, a scienziati anche contemporanei (Rubbia, Levi Montalcini, Hack), a prodotti tecnologici noti (auto e moto nate nella "terra dei motori" lungo la via Emilia), meno noti (una parata di Ciao e Bravo della Piaggio, una corsa di Morini 3 1/2), o anche senza motore: con tutte le bici che una marca finto-italiana come l'Aleoca riesce a vendere, volete che non ci sia un mercato per bici autenticamente italiane?

  9. Continuando col cibo: la cucina italiana e' famosa nel mondo, ma c'e' ancora un margine di miglioramento enorme, e la Parata di Leonardo da Vinci potrebbe essere il momento adatto per rendere piu' visibili quei prodotti enogastronomici che ancora non sono popolari quanto potrebbero. I vini dolci sono apprezzati nel sud dell'Asia, e in Italia ne abbiamo tanti; la bresaola potrebbe fare furore, qui a Singapore;

  10. Film: avete presente quei registi o attori stranieri che, intervistati per qualche tv italiana, finiscono sempre col parlare del cinema italiano come l'ultimo film prodotto in Italia fosse La Dolce Vita? A me basterebbe far scoprire loro Damiano Damiani e Francesco Rosi, ma in realta' una proiezione di film di Toto' e Franco Franchi & Ciccio Ingrassia sarebbe sufficiente: sono "prodotti" comici gia' quasi pronti per un pubblico straniero, data la loro comicita' fisica prima che verbale;

  11. Musica: gli artisti italiani che vendono meglio all'estero sono quelli che incidono versioni spagnole dei loro successi. Laura Pausini e Nek sono sorprendendemente noti nei Paesi latino-americani, e anche nei supermercati USA i CD della Pausini si trovano, ma sotto "Latin-American". A parte loro, quando si parla di "musica italiana", a molti stranieri viene in mente solo la lirica o canzoni che italiane non sono, tipo "That's Amore". Magari non i Massimo Volume (o magari si'), ma ci sara' pure qualche band o solista o cantautore italiano che sa cantare anche in inglese o, meglio ancora, il cui appeal non si fondi sulla comprensione di ogni singola parola delle sue canzoni? Tanto tempo fa c'erano i Tazenda, che avrebbero potuto avere successo ovunque, anche pr...

    Tags: feste, idee per il settore turistico, italianità, Singapore, tradizioni

Aiutiamo Ryanair con la lingua italiana

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/01/2010 alle 05:49 | 1 commenti  | Permalink
Ryanair, la linea aerea piu' grande d'Europa per numero di passeggeri trasportati, ha problemi con la lingua italiana. Ecco alcuni estratti da un suo comunicato che appare oggi sulla homepage di ryanair.com/it. Come un maestro vecchio stile, ho evidenziato alcuni errori:
La Ryanair (...) avvisa che a TUTTI passeggeri e' richiesto (...) portare la propria carta d'mbarco all'aereoporto. Ciascuna carta d'Imbraco dovra' essere stampato su un foglio A4 seperato.

Errori tutti all'inizio del testo visibile su http://www.ryanair.com/it/notices/gops/091105-Online_check-in-it-GB, forse il loro traduttore aveva bisogno di scaldarsi un po', prima di lavorare bene. O forse questo testo e' il risultato del lavoro di un software di traduzione piu' qualche minuto del tempo di un nostro connazionale. E so con certezza che ce ne sono, di italiani che lavorano per Ryanair, e non solo fra il personale deell'assistenza clienti. Due anni fa ricevei ricebbi ricevetti (*) una telefonata alle tre di mattina. Una di quelle cose che ti mettono di buon umore per tutto il giorno. Era un'italiana che lavora per Ryanair, nel settore marketing se ben ricordo, e che voleva che rimuovessi un numero di telefono che un lettore aveva inserito nel forum. Non solo: la gentile connazionale desiderava anche dettarmi le parole che avrei dovuto usare per spiegare la rimozione del numero di telefono... grazie, no, non prendo ordini da Ryanair.

Tornando a Ryanair e al suo problema con la lingua italiana, non e' che questi siano i primi o gli unici errori linguistici sul suo sito. Per cui mi sento in dovere di rivolgere un invito a Michael O'Leary, CEO (AD) della compagnia aerea irlandese. Mi scuso con i lettori che non parlano l'inglese, ma scrivere a Mr. O'Leary in italiano significherebbe sprecare tempo:
Dear Mr O'Leary,
Thank you for Ryanair. The blue-and-yellow airline made it possible to travel across Europe on pocket money, and it is hard to calculate how important meeting people speaking foreign languages can be, for one's education. It is precisely regarding languages that I am writing: the Italian version of Ryanair's website frequently displays a poor usage of the Italian language, with plenty of spelling errors and badly structured sentences.

This conveys the idea that Ryanair is a sloppy airline, and that is something you do not want, I believe.

We know Ryanair has Italian-speaking employees. We also know they are overworked, and that correcting spelling errors has a lower priority than keeping a very profitable airline running, and rightly so. However, using bad Italian undermines any effort Ryanair makes of getting passengers to appreciate the airline. Although this does not hurt your bottom line now, it does not bode well for the future of Ryanair, and it is a first little step towards antagonising your customers. Something you certainly do not want to do on purpose, do you?

Therefore, here is a suggestion. Pay somebody to proof-read your Italian press releases and notices. If you cannot find anybody, hire me. I am Italian, and my knowledge of my own country's language appears to be several notches better than that of those you currently employ.

An alternative option, you say? Dear Mr O'Leary, Ryanair is famous for being very parsimonious with its money, but this is an important matter. Here's a low-cost alternative, then: Ryanair's employees can use the forum at www.viaggiareleggeri.com/forum/ (careful with the spelling!) to post any Italian text that needs to be reviewed, and I - and certainly all readers of ViaggiareLeggeri - will be happy to provide free proof-reading.

I hope the above proposal will not be deemed too expensive by Ryanair.

Come on, we know you read this website! Just tell your employees to do the same!

With kindest regards
ViaggiareLeggeri.com
E dopo questa lettera aperta... benvenuti dipendenti Ryanair!




(*): Ryanair non e' certo l'unica ad avere problemi con la lingua italiana!

Tags: idee per il settore turistico, lettera aperta, lingue, Michael O'Leary, Ryanair

Le terme di Pre-Saint-Didier

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/01/2010 alle 03:41 | 0 commenti  | Permalink
E' passata una settimana dal ritorno a Singapore, e ritorno a parlare dei giorni trascorsi in Valle d'Aosta durante le ferie natalizie. In particolare delle terme di Pré-Saint-Didier. Prima di partire da Singapore, mia moglie ha prenotato tre giorni in un hotel di Saint-Pierre, senza fare programmi precisi su dove andare e cosa vedere.

Arrivati a Torino, nei giorni precedenti alla partenza per la Valle, ci siamo sentiti raccomandare da varie persone le terme di Pré-Saint-Didier. Incuriositi, abbiamo provato a prenotare una visita. Anzi, mia moglie - che non e' italiana - ha provato, ma di fronte alla "versione inglese" del sito delle terme ha rinunciato: meta' in italiano e meta' in inglese, con una pagina dei prezzi vuota (casomai un anglofono fosse riuscito ad arrivarci, visto che "Listino prezzi centro termale" non e' una frase molto inglese), con una pagina "Online Shop" comprendente due campi senza didascalia e un pulsante senza testo ... mi fermo qui, ma, da programmatore di applicazioni web (o sviluppatore di siti Internet, che dir si voglia) non posso fare a meno di pensare a quanti clienti stranieri avranno rinunciato a visitare le terme dopo aver trovato un sito fatto a meta'.

E la versione italiana non e' meno convoluta: dalla homepage si trova solo un "Acquista e regala" che corrisponde al "Prenota" che un cliente normale si aspetterebbe di trovare. Cliccando su "Acquista e regala" si arriva ad una pagina che richiede l'inserimento di un nome utente e di una password. Nessuna indicazione sul perche' debbano essere necessarie tali credenziali, ma pazienza: a sinistra c'e' un "Registrati" che sara' il passo necessario per prenotare, immagino. Su quella pagina si trova poi un bel modulo che chiede varie informazioni, compreso il codice fiscale. Codice fiscale? Non lo conosco a memoria e neppure lo porto con me, non lo uso da anni, e la situazione non e' migliore per gli stranieri capaci di usare la versione italiana del sito delle terme: il codice fiscale non esiste, all'estero: per dire, la cosa piu' simile che hanno residenti statunitensi - il social security number e' un numero che viene tenuto segreto, e uno non andrebbe certo a fornirlo ad un sito che si occupa di leisure (tempo libero) come questo.

Alla fine, mia moglie ha telefonato, ha iniziato a parlare inglese e, dopo alcuni momenti di panico dall'altra parte della cornetta, mi ha passato il telefono per completare la prenotazione. Ho prenotato a suo nome e ho fatto notare che non esiste alcun codice fiscale a suo nome. Prenotazione fatta, ma ... a cosa serve Internet, se un'azienda moderna e con soldi sufficienti per farsi realizzare un sito si trova poi a dover prendere prenotazioni via telefono?

Siamo quindi andati alle terme, dopo il tramonto, in una sera di fine dicembre; cnsiglio di andarci di giorno, in modo da poter vedere il panorama circostante. La coda all'ingresso era molto lunga, e il prezzo di 48 euro a testa m'e' sembrato un po' caro. Anzi, sorprendentemente caro, visto che di solito, in Asia, vado alle terme spendendo al massimo una quindicina di euro a testa. E con acqua differente...

Entrati alle terme, l'eccessivo affollamento e' ovunque: coda per ottenere accappatoio e ciabatte, coda per trovare un armadietto libero, coda per fare la doccia prima, coda per tutto. Curiosamente, uscendo troviamo che quasi tutti fanno la coda per andare nell'affollatissima vasca principale all'esterno, e che quasi nessuno va nell'altra, piu' piccola (una decina di metri di diametro); ci andiamo noi, e ci sono solo altre quattro persone. Coppie. Ecco un'altra sorpresa: se in Asia - mi riferisco soprattutto a Taiwan - le terme sono un'abitudine quotidiana per tutti i membri di una famiglia, a Pré-Saint-Didier, qui e ora, le famiglie sono poche, gli anziani pochissimi, e le coppiette avvinghiate costituiscono la maggioranza dei clienti. La neve intorno alla vasca, e quella che ci cade in testa, crea una bella atmosfera. Ma l'acqua non sembra avere caratteristiche particolari, a parte l'essere bella calda, come dev'essere: niente odore solforoso. Quest'acqua non mi trasmette nessuna sensazione di "termalita'". Il fatto che non siano stati pensati ripostigli/attaccapanni o altre soluzioni per accappatoi e asciugamani, vicino alle vasche esterne, e' una mancanza secondaria; l'assenza di sagomature per sedersi sott'acqua, nel profilo della piscina, e' una mancanza piu' seria, e non facilita il relax.

Rientriamo. Coda nei corridoi, incroci con viabilita' complessa. Gente che cerca di capire come uscire. Vediamo varie stanze, vari trattamenti, e raggiungiamo l'uscita che porta all'altra vasca esterna, piu' grande della precedente. Bella, ed e' la destinazione di tutte le code di gente che abbiamo visto: troppo affollata per essere rilassante. Noto poi come l'acqua non sia particolarmente calda, tutto sommato: non ho quel...

Tags: idee per il settore turistico, montagna, terme, Valle d'Aosta

Un'idea per migliorare il livello dell'inglese in Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/11/2009 alle 03:59 | 0 commenti  | Permalink
C'e' chi vuole fare l'assistente di volo per una linea aerea irlandese e si chiede se sia davvero necessario conoscere bene l'inglese. C'e' chi viaggia in Gran Bretagna e conosce solo la frase "Sorry, no English". C'e' chi si proclama esperto in lingua inglese, salvo poi rispondere a colpi di monosillabi (compresi "mah", "boh" e "si'") quando si trova a conversare in inglese con uno straniero. E c'e' chi si trova a conversare con uno statunitense in un museo in Vietnam, il quale gli dice di non aver mai incontrato, prima, un italiano capace di sostenere una conversazione in inglese (e considerato che questo tizio e' uno che ha visto "Gomorra" al cinema, a San Francisco, probabilmente si tratta di una persona che si interessa di cose straniere e parla volentieri con stranieri).

Secondo Wikipedia, Francia, Portogallo, Grecia, Croazia, Slovenia, Slovacchia (per menzionarne solo alcune) sono alcune delle le Nazioni europee dove la conoscenza dell'inglese e' superiore all'Italia (in Germania, Paesi scandinavi, Olanda e altrove tale conoscenza e' ancora superiore).

Abbiamo la reputazione di non parlare un buon inglese, noi italiani. Reputazione meritata? Forse. Non ho bacchette magiche per risolvere il problema (ci sta gia' pensando il governo, con le famose "Tre I: Inglese, Impresa, Informatica"), ma se c'e' da sparare cazzate dare una mano, sono sempre disponibile.

Propongo quindi di iniziare con l'inglese scritto, quello che ci troviamo davanti tutti i giorni. L'esempio viene da Stomp, una rubrica del giornale quotidiano The Strait Times, di Singapore. Stomp ha lanciato la competizione Fix That Sign ("correggi quell'insegna"), la competizione consiste nel fotografare scritte, in luoghi aperti al pubblico, contenenti casi di cattivo uso della lingua inglese; le foto devono essere accompagnate da suggerimenti per correggere tali errori. Tra l'altro, anch'io ho partecipato al concorso, con la non particolarmente memorabile foto "flight sTimulators". Stomp sta ora selezionando le dieci foto piu' meritevoli, per sottoporle al voto dei lettori. I premi non sono male: 1) Lenovo IdeaPad S10-2, 2) cellulare Nokia E63, 3) fotocamera Canon IXUS 95 IS.

Ora, mi rendo conto che tra Singapore e l'Italia c'e' una differenza sostanziale: l'inglese e' la lingua ufficiale di Singapore, mentre in Italia e' solo la seconda lingua (o forse persino la terza: sembra che molti diano per scontato di conoscere l'inglese e si dedichino invece allo spagnolo, in questo periodo). E ho assistito di persona allo stupore di un amico inglese che, intento ad ascoltare un notiziario singaporiano in inglese, in tv, mentre faceva altro, ha alzato la testa e ha spalancato gli occhi vedendo che i presentatori erano singaporiani d'etnia cinese e malese: il loro inglese era al livello dell'inglese della BBC.

Credo comunque che un concorso come quello di Stomp, se si facesse in Italia, potrebbe raggiungere alcuni obiettivi:

- aiuterebbe a distinguere l'inglese corretto da quello scorretto;
- fornirebbe ai partecipanti una ragione per migliorare il loro inglese (se trovi una frase che ti pare contenga un errore, vorrai verificarla, prima di partecipare al concorso, no?);
- aumenterebbe l'interesse verso il corretto uso delle lingue straniere;
- Permetterebbe agli autori degli errori di correggere i propri errori, di cui forse non erano a conoscenza.

Lancerei volentieri questo concorso su ViaggiareLeggeri.com se ci fossero sponsor capaci di mettere a disposizione premi premi (possibilmente legati alle lingue o ai viaggi).
Se avete idee, commenti, critiche, controproposte, contributi, lasciate un commento.

Tags: concorsi, idee per il settore turistico, Italia, lingue

Aeroporti italiani: un suggerimento per i trasporti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/10/2009 alle 06:12 | 0 commenti  | Permalink
Tariffe taxi al Changi Airport di Singapore
Cartello fotografato al Changi International Airport di Singapore. Dice:
Dall'aeroporto alla city (il centro citta')
- Autobus (di linea - ndr) a partire da 2S$ (Singapore Dollars)
- City Train (metropolitana - ndr) a partire da 2S$
- Bus-navetta: 9S$ per gli adulti, 6S$ per i bambini sotto i 12 anni
- Taxi normali: circa 20 S$, tariffa tassametro piu' eventuali sovrapprezzi (presenti nelle ore di punta)
- taxi "limousine": a partire da 16S$ a cui va aggiunta la cifra indicata dal tassametro
Questo cartello e' un perfetto esempio di come una piccola idea possa aiutare un turista spaesato. Arrivare in un aeroporto straniero e trovare un'indicazione ufficiale di quali sono le tariffe - anche solo approssimative - per i trasporti locali e' di grande aiuto.

Mesi fa, in Indonesia, mi sono sentito chiedere da un tassista una cifra dieci volte superiore a quella normale per il percorso che avevo fatto, e se non fosse stato per il personale del resort in cui alloggiavo, non avrei avuto elementi per protestare e contrattare.

Scavando ancora piu' indietro nella memoria, ricordo un viaggio Londra-Palermo (nel 2004), e la successiva ricerca di un taxi per andare in citta'. La cifra che mi veniva chiesta (40 euro, se ricordo bene) mi pareva eccessiva per il tragitto aeroporto-citta', anche confrontandola coi prezzi dei taxi nella costosa Londra. Ne parlai con un paio di tassisti in servizio all'aeroporto Falcone-Borsellino: a loro pareva normale che Palermo, con un costo della vita piu' basso rispetto a Londra, avesse tariffe taxi piu' elevate.

Spero di sfondare una porta aperta, con questo suggerimento. Sarei felice di scoprire che ci sono gia' tanti aeroporti italiani che espongono chiaramente le tariffe che un viaggiatore puo' aspettarsi di pagare per tassi e autobus (magari accompagnate da foto per identificare i vari tipi di veicoli, come nel cartello singaporiano).

Tags: aeroporti, idee per il settore turistico, prezzi, Singapore, taxi

Bagna cauda e fantascienza americana

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/04/2009 alle 10:10 | 0 commenti  | Permalink
Lo so, la bagna cauda e la fantascienza americana c'entrano poco con i viaggi. Ma quando si incontrano certe informazioni non e' possibile tenerle per se'...

La bagna cauda (o bagna caôda) e' una tipica fonduta piemontese. La presenza, tra gli altri ingredienti, di aglio e acciughe macerati nel latte e accompagnati da cavoli rende comprensibile il soprannome di "ammazza-dentisti" che il piatto si e' guadagnato col tempo. Io, per quanto mi riguarda, l'ho evitato fino all'eta' di trentatre anni, al punto da non essere presente a casa quando qualcuno progettava di mangiare bagna cauda. In seguito, all'estero, ho iniziato a sentire il richiamo di questo piatto il cui semplice odore vuol dire casa, ed ho iniziato ad apprezzarla, seppur in una versione semplificata. Una bagna cauda "stordisci-dentisti", la chiamerei.

E dove ho trovato questa perla della cucina piemontese? In una serie di telefilm di fantascienza statunitense. Nella serie Babylon 5 c'e' un personaggio, tale Michael Garibaldi, che si nutre di bagna cauda quando ne ha l'occasione. In una stazione nello spazio!

Fantascienza e bagna cauda: mai me lo sarei aspettato.

Forse la presenza della bagna cauda in Babylon 5 e' stata voluta da qualche Ente locale piemontese per incrementare la visibilita' internazionale del Piemonte. Sarebbe una buona idea. Ed eccone altre per altri enti locali interessati a promuovere prodotti regionali.

1) Harrison Ford/Deckard che, in Blade Runner 2, diventa un ghiotto divoratore di panzerotti (anziche' di sushi);
2) Sigourney Weaver/Ripley che, nel "director cut" di Alien, e' a bordo della nave spaziale Nostromo, e si nutre di dolci alla ricotta calabresi mentre da' la caccia alla creatura aliena.
3) Schwarzenegger/Terminator che, ferito mortalmente dal T1000 nel remake del prossimo anno di Terminator 2, ritrova la sua energia bevendo da una fiaschetta di grappa veneta.

Fantasia, ci vuole! Come quella di quel gruppo di gastronomi di Crema che, molto prosaicamente, si infiltro' in una comitiva di francesi che passavano la Manica, per andare a vendere prodotti cremaschi a Staines, nel Surrey, nell'ambito del mercatino francese che si svolgeva tutti i giovedi' nella strada principale della citta'.

Tags: cinema, idee per il settore turistico, mangiare, Piemonte, televisione

Isola Bella, Lago Maggiore: alcuni piccoli suggerimenti

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/01/2009 alle 16:24 | 1 commenti  | Permalink
Isola Bella, lago Maggiore
Note dopo una visita a Isola Bella, sul Lago Maggiore:

1) Siamo arrivati sull'isola col traghetto Pallanza-Isola Superiore-Isola Bella-Stresa. Traghetto confortevole, personale professionale, pochi passeggeri a bordo.
2) Arrivati ad Isola Bella, abbiamo notato vagonate di turisti, soprattutto tedeschi e svizzeri, che sbarcavano da altri battelli. I turisti hanno continuato a sbarcare per tutto il tempo in cui siamo stati sull'isola (poco meno di due ore);
3) Ristoranti, bar, chioschi d'alimentari: zero;
4) Palazzo Borromeo chiuso fino a marzo;
5) Gatti in giro sull'isola: tanti e belli. Bisognini lasciati dai gatti: tanti e meno belli. Difficile camminare senza pestarne almeno un paio.

Ora, se un alieno caduto dal cielo si ritrovasse su Isola Bella, probabilmente si chiederebbe: ci sono tanti turisti, perche' il giardino del Palazzo Borromeo e' chiuso? E perche' non c'e' da mangiare sull'isola? E soprattutto, se mangio un gatto qualcuno si arrabbiera'?

Qualcuno con piu' spirito imprenditoriale (e meno fame) dell'alieno sopra descritto potrebbe invece presentare un semplice progetto:

Primo: aprire almeno UNA bancarella / chiosco che venda cibo di rapida preparazione. Panini, salumi, formaggi, oppure caffe' e cioccolata calda.
Secondo: stipendiare una o due persone perche' puliscano una volta al giorno le stradine in cui allignano i gatti dell'isola;
Terzo: aprire in toto o perlomeno in parte i giardini Borromeo anche d'inverno.

Il giorno della visita all'Isola Bella, le stradine della vicina Isola dei Pescatori erano pulite, e su quell'isola erano aperti diversi locali in cui era possibile mangiare. Forse quei locali potrebbero mandare una scialuppa di salvataggio ai poveri e affamati turisti tedeschi alla disperata ricerca di un brautwurst sull'Isola Bella...

Tags: fiumi e laghi, foto, idee per il settore turistico, isole, Italia

Argomenti correlati a "idee per il settore turistico"


BlogItalia - La directory italiana dei blog

Leggi gli aggiornamenti di questo sito su Twitter

ViaggiareLeggeri su Twitter