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Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento informatica

Bagagli a Fiumicino, Net6000: SkyTeam ha solo pagato un acconto

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/01/2012 alle 07:38 | 0 commenti  | Permalink
A parziale rettifica di quanto pubblicato ieri, riportiamo qui l'ennesimo bollettino dal fronte bagagli comunicato stampa dell'ENAC riguardo alla possibile chiusura del sistema di gestione bagagli Net6000 a Fiumicino:
ENAC PRECISA IN MERITO AI PAGAMENTI CORRISPOSTI A AEROPORTI DI ROMA DA PARTE DELLE COMPAGNIE CHE USANO SISTEMA NET 6000

Facendo seguito al comunicato stampa emesso ieri, 9 gennaio, in merito alla comunicazione ricevuta da Aeroporti di Roma sul parziale pagamento da parte delle compagnie che utilizzano il sistema di smistamento bagagli, Net 6000, dell’Aeroporto di Roma Fiumicino, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile precisa quanto segue.

Il pagamento considerato in acconto dalla società di gestione ADR per il servizio Net 6000 riguarda solo le compagnie aeree aderenti all’alleanza Sky Team.

Gli altri vettori, invece, adeguandosi al provvedimento che disciplina gli importi, hanno corrisposto integralmente l’ammontare dovuto.

Quindi tutte le linee aeree che dovevano pagare per l'uso del Net6000 hanno pagato, ad eccezione di SkyTeam, che comprende Alitalia, Air France, KLM, Aeroflot e altre compagnie minori.

Tags: aeroporti, Alitalia, bagagli in stiva, informatica, Roma

Bagagli a Fiumicino, le compagnie aeree pagano per il NET6000

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10/01/2012 alle 07:42 | 0 commenti  | Permalink
Un comunicato stampa dell'ENAC relativo al sistema per la gestione bagagli a Fiumicino, il NET6000, che rischiava di sospendere l'attivita':

AEROPORTI DI ROMA COMUNICA A ENAC DI AVER RICEVUTO PARZIALE COPERTURA COSTI NET 6000 DI ROMA FIUMICINO CHE PERMETTE SERVIZIO FINO AL 12 GENNAIO

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile rende noto che la società di gestione Aeroporti di Roma ha informato l’Ente che le compagnie che utilizzano il sistema di smistamento bagagli di Roma Fiumicino, denominato Net 6000, hanno parzialmente corrisposto l’importo dovuto.

La copertura ricevuta permette, da quanto riportato da ADR, che il servizio venga mantenuto in funzione fino a giovedì 12 gennaio p.v..

Alla luce di ciò, l’eventuale applicazione dell’articolo 802 del Codice della Navigazione, non potrà essere richiesta prima di tale data.

L’Enac rinnova l’augurio che prevalga la ragionevolezza per trovare al più presto una soluzione nell’interesse dei passeggeri e ribadisce che tra i propri compiti istituzionali vi è quello di garantire la funzionalità e la regolarità del trasporto aereo.


Roma, 09-01-2012




Tags: aeroporti, bagagli in stiva, ENAC, informatica, Roma

Fiumicino, bagagli piu' lenti dal 1 gennaio 2012

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/12/2011 alle 15:05 | 4 commenti  | Permalink
Lo scorso anno venne annunciato tra rulli di tamburi l'inaugurazione di Net 6000, il nuovo sistema di smistamento bagagli dell'aeroporto di Fiumicino. Capace di smistare 6.000 bagagli all'ora, Net 6000 costo' 20 milioni di euro, e doveva "scongiurare il rischio di smarrimento (bagagli)". Beh, e' stata una bella esperienza, ma come tutte le belle cose non poteva durare: dal primo gennaio, Net 6000 verra' chiuso, e i passeggeri in transito da Fiumicino torneranno a sperimentare situazioni quasi dimenticate (magari!): bagagli smarriti e, probabilmente, anche un aumento dei bagagli danneggiati.

La ragione? La piu' banale del mondo: il cliente non ha pagato il fornitore. "Dal maggio 2011 le Compagnie Aeree ed in particolare Alitalia, maggiore fruitore del servizio, non rispettano quanto disposto dall'ENAC (e) proseguono nel reiterato rifiuto del pagamento dovuto ad Aeroporti di Roma per l'utilizzo del servizio Net 6000" (fonte).

Se utilizzerete l'aeroporto di Fiumicino nei prossimi giorni, lasciate un commento in fondo a questa pagina per far sapere agli altri lettori com'e' la situazione. Soprattutto per capire se ci sono differenze tra viaggiare a fine 2011 (con Net 6000) e ad inizio 2012 (col ritorno al vecchio sistema di gestione dei bagagli in stiva).

Tags: aeroporti, bagagli in stiva, bagagli smarriti, informatica, Roma

Correlazione tra analfabetismo informatico e uso delle agenzie viaggi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/10/2011 alle 07:12 | 0 commenti  | Permalink
In un articolo su Travel Weekly, Richard Turen ha scritto che, secondo alcuni titolari di agenzie viaggi, circa il 40% della loro clientela non usa Internet. Non ha detto "non usa Internet per prenotare viaggi": non usa Internet, tout court. Si parla di Stati Uniti, viene quindi da pensare che questo 40% di clienti delle agenzie viaggi non votino per Barack Obama, visto che il Presidente statunitense, il mese scorso, s'era retoricamente domandato se ancora ci fosse qualcuno che usa le agenzie viaggi.

La tesi di Turen e' interessante, ma le prove su cui si basa l'autore sono poco circostanziate:
  • Una statistica di "20 milioni di persone che cancellano l'abbonamento ad Internet ogni anno", che probabilmente significa solo che quei 20 milioni di utenti sono passati da un fornitore di connettivita' Internet ad un altro.
  • Un'altra statistica secondo cui la percentuale di utenti che considera Internet un modo affidabile per prenotare viaggi e' scesa dal 67% al 54%.
  • Infine, una statistica sorprendente: il 68% di tutti gli acquisti di crociere viene deciso dopo attenti studi ... in bagno. E questo spiegherebbe, secondo Turen, come mai la maggior parte delle descrizioni delle crociere consistono in testi che possono essere letti in tre minuti.

Quindi, tra i clienti delle agenzie viaggi, quelli che non amano usare Internet sono in aumento. Tesi interessante, quella di Turen, ma che non tiene conto di un dettaglio non marginale: come ricordatoci da Timothy O Neil-Dunne, un analista del settore, il bacino di utenza delle agenzie viaggi tradizionali e' in continua contrazione, e i clienti che sono rimasti fedeli alle agenzie viaggi sono quelli che sono meno disposti a utilizzare Internet per pianificare i loro viaggi. E a questo punto si tratta del classico dilemma "ci sei o ci fai": ci sono quelli che potrebbero prenotare da soli ma si rifiutano puntigliosamente, e quelli che sono invece terrorizzati dall'idea di prenotare online da soli, oppure sono oggettivamente incapaci di farlo.

Se un'agenzia viaggi spera che questo genere di clienti continui ad esistere, o che aumenti persino, si avvia al suicidio commerciale:

Un'agenzia viaggi che punti a questo genere di clienti e' destinata al suicidio commerciale: l'alfabetizzazione informatica inizia molto presto, e i bambini delle elementari sanno gia' usare Internet per trovare risposte alle loro domande; gli anziani sono da qualche anno al centro di campagne di informazione sull'uso dei computer (perlomeno nel resto del mondo, se non in Italia), e trovare qualcuno che non sa usare il computer sara', nei prossimi anni, come trovare qualcuno che non sapeva usare il telefono negli anni Ottanta: infrequente, inusuale, imbarazzante.

Se non vogliono finire nel dimenticatoio insieme ad altri lavori scomparsi o in via di estinzione, gli agenti di viaggio dovranno trasformare il modo in cui lavorano. Non e' una minaccia: e' solo una constatazione.

Tags: abrasioni superficiali, agenzie viaggi, formazione, informatica, prenotazioni

Il quartier generale di ViaggiareLeggeri

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/02/2011 alle 00:15 | 3 commenti  | Permalink
Oggi non parliamo di viaggi, di luoghi esotici o di incontri con peculiari tradizioni locali. Vi accompagneremo invece in una visita guidata in un luogo di cui vi abbiamo parlato alcuni giorni fa: il quartier generale di ViaggiareLeggeri, il posto in cui il codice di questo sito viene creato, in cui vengono composti gli articoli del blog, in cui viene moderato il forum, in cui vengono tenute le copie di backup del materiale del sito, in cui vengono lette le email dei lettori e vengono ricevuti gli ospiti: sponsor, dirigenti di aziende del settore viaggi, altri nerds.

Il nostro spettacolare ufficio


Sul tavolo, da sinistra a destra, sono disposti: un monitor collegato ad un obsoleto HP Omnibook XE3, ripescato dal solaio dopo cinque anni di naftalina, al momento dotato di Windows XP ma presto destinatario di un sistema operativo open source; un Acer Travelmate 370 del 2005 con Ubuntu 10.04 LTS; un ampio monitor Samsung collegato ad un Acer Aspire 4736G con Windows 7 e Ubuntu 10.10. Sul pavimento, a destra, sono temporaneamente sistemati un server fatto coi Lego e il router BT Hub2.0.

Perche' tre computer? Semplice: il pavimento della stanza non e' perfettamente orizzontale, c'e' una certa inclinazione dalla finestra (dietro la tenda) verso la porta (il punto da cui e' stata scattata questa foto), e la Grande Sedia Dirigenziale (grigia, nella foto) ha le rotelle, per cui... uno inizia a lavorare sul computer vicino alla finestra, poi scivola verso la porta continuando a digitare freneticamente sul computer di mezzo, infine s'arresta presso l'HP dove continua la composizione dell'articolo. La sedia viene riportata alla posizione iniziale, e la composizione dell'articolo continua durante il successivo scorrimento. Questo metodo di lavoro spiega la lentezza nel produrre nuovi articoli, e l'ilarita' di chi si trova ad osservare la redazione di ViaggiareLeggeri al lavoro.

Sotto il tavolo, l'armadietto fotografico acquistato a Singapore per proteggere macchine e obiettivi dall'umidita', una stampante inkjet Epson CX5500, una foresta di cavi e alimentatori, e alcuni dischi rigidi da 2,5".

In primo piano, sulla sinistra, si vede quello che e' probabilmente l'oggetto piu' importante presente nella stanza:una coperta scozzese, acquistata intorno al 1980, e tuttora utilizzata per tenere al calduccio i piedi, cosa altamente raccomandabile visti i tagli al bilancio aziendale (leggi: non piu' di tre ore di riscaldamento al giorno).

Tags: foto, informatica, lavoro, open source

NAS Lego fai-da-te: fatto!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31/10/2010 alle 11:03 | 0 commenti  | Permalink
Mesi fa avevo scritto di un piccolo progetto di bricolage informatico, un NAS - Network Attached Storage - costruito con mattoncini Lego, piu' ovviamente scheda madre, dischi rigidi e altri componenti convenzionali. Un motivo per costruire un computer coi Lego e' che mi serve un server connesso alla rete wireless di casa, accessibile da tutti i computer (e smartphone) di casa, in cui archiviare le decine di migliaia di fotografie digitali che ho scattato negli ultimi anni. Altri motivi sono il desiderio di costruire un computer da zero, la voglia di giocare coi Lego, e in generale il desiderio di cimentarmi in qualcosa di nuovo. Ed e' stato un progettino interessante.

Il lato informatico dell'idea era stato descritto in Un NAS fai-da-te per un fotografo viaggiatore; dopo aver preparato le interiora del server, avevo lavorato alla struttura esterna fatta coi Lego, e una prima foto della struttura generale del server era stata pubblicata in NAS fai-da-te: FreeNAS ok, ora passiamo ai Lego.

Il progetto mosse i suoi primi passi in febbraio. Dopo, il silenzio. Alcuni amici, nelle settimane che ho trascorso in Italia, hanno iniziato a sospettare che io abbia abbandonato l'idea a causa di insormontabili complicazioni tecniche. Vorrei rassicurarli: dopo l'arrivo dell'alimentatore PicoPSU acquistato su eBay, in marzo, il computer e' stato completato nel giro di poche settimane, ed il risultato finale e' visibile in questa foto:

Il computer fatto in casa coi Lego


Il sistema operativo - FreeNAS - e' ospitato in una chiavetta USB, visibile alla sinistra del cavo di rete. Il computer e' controllato in remoto tramite un'interfaccia web; il contenitore ospita la scheda madre Intel D510MO, una ventola, un disco Seagate 3,5" da 1Gb. La configurazione e' molto fluida (uno dei motivi per cui ho scelto di usare i Lego anziche' acquistare - o costruire - un contenitore di forma e dimensioni fisse), e conto di aggiungere da due a tre dischi da 500Gb/2,5" acquistati nei mesi scorsi. Mi serviranno solo altri cavi e altri mattoncini Lego.

Dopo aver completato il NAS, e dopo avervi trasferito tutte le foto digitali che avevo, il computer e' stato chiuso in una scatola, imballato e caricato su un pallet di oggetti personali, in modo da poter essere spedito da Singapore all'Europa via mare. Era la fine di luglio 2010. La settimana prossima, incrociando le dita, dovrei ricevere quel pallet, e sapro' dirvi se un computer fatto coi Lego e' in grado di sopportare una spedizione intercontinentale.

Tags: computer, fai da te, informatica, Lego

Problemi sul sito Ryanair con piu' sessioni contemporanee

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/10/2010 alle 07:07 | 2 commenti  | Permalink
Nel forum di ViaggiareLeggeri sono comparsi messaggi relativi ad un problema col sito Ryanair: molti utenti hanno l'abitudine di aprire due o piu' finestre del programma di navigazione e di portare avanti piu' d'una prenotazione in parallelo, concludendone poi una sola. Le motivazioni sono tante: paura di fare errori, desiderio di verificare se le tariffe cambiano tra una pagina e l'altra (no, fidarsi di una azienda, men che meno di una compagnia aerea, non si usa), e forse altre ancora. E a quanto pare il sito Ryanair non reagisce bene a questa pratica, e i dati delle varie pagine aperte finiscono col mescolarsi. In questo caso, pero', e' dura dire che Ryanair non ci ha avvertiti. Leggo dal sito Ryanair:
Utilizzo del sito Web ryanair.com con due o più pagine del browser Internet aperte

È preferibile mantenere aperta un'unica pagina del browser Internet durante la procedura di prenotazione tramite il sito Web ryanair.com. Nel caso in cui si verifichi un errore di blocco della sessione, chiudere il browser Web e riaprirlo tenendo aperta una sola pagina del sito Web ryanair.com, quindi effettuare una nuova ricerca dei voli.

Se nonostante quest'avviso desideraste comunque usare il sito Ryanair tenendo aperte due o piu' pagine, potrebbe - ripeto, potrebbe - essere possibile farlo utilizzando per ciascuna pagina un browser differente. Per dire, visitatene una con MS Internet Explorer, una con Mozilla Firefox, una con Google Chrome, e se proprio siete fanatici, un'altra con Opera e una con Apple Safari. E poi, se possibile, fateci sapere quali risultati ottenete!

Tags: informatica, Ryanair, siti Internet

Biglietti che aumentano di prezzo mentre prenotate?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/04/2010 alle 13:07 | 0 commenti  | Permalink
Vai sul sito di una linea aerea. Inizi ad inserire destinazione e date, poi esplori i giorni precedenti e successivi per vedere se le tariffe sono piu' basse. Infine trovi una tariffa che reputi sufficientemente bassa, e inizi la procedura di prenotazione.

E a un certo punto il sito t'informa che la tariffa che avevi scelto non e' piu' disponibile, e magari ti propone lo stesso volo ad un prezzo piu' alto.

Puo' succedere. Alcuni viaggiatori pignoli (o simili a me, quindi col braccino corto) ricominciano la procedura da capo, e a volte - sorpresa! - trovano che il biglietto a quel prezzo cosi' basso, che pareva non essere piu' disponibile, e' ancora selezionabile. Passano quindi per le varie fasi della prenotazione, e di nuovo si ritrovano di fronte allo stesso avviso di prima: la tariffa non e' piu' disponibile.

Non sara' disponibile, pero' viene usata per attirare i clienti. "Bait and switch" e' il nome del sistema: si attira il cliente con un'esca appetitosa, e appena ha abboccato, gli si propone un prodotto piu' costoso. Il blog di Chris Elliott, in un articolo su questo tema, ripropone un'ipotesi gia' sentita, e finora mai confermata, e presenta alcune idee per aggirare il problema. L'ipotesi e' che le linee aeree - e altre aziende, non solo del settore viaggi - utilizzino i cookie (piccoli files che quasi ogni sito salva sul vostro computer quando lo visitate) per rilevare l'interesse dell'utente verso uno specifico prodotto - un volo Roma-Parigi a fine maggio, per esempio - e per proporre una tariffa piu' alta al momento in cui l'utente decide di prenotare.

CEO della linea aerea ABCD: Chi? Noi? Usare il bait and switch? Abusare dei cookie? Mai, non faremmo mai una cosa del genere!
Emilio la scimmia ammaestrata: No? Eppure pareva proprio...

Sia come sia, ci sono passeggeri ancora piu' pignoli di quelli che rifanno tutto da capo, che usano metodi piu' radicali e paiono essere soddisfatti. Se le linee aeree usano i cookie per verificare quanto e' interessato ad un certo prodotto un passeggero (quindi quante volte visita una certa pagina e pagine con prodotti e servizi simili), il suggerimento che viene da questi passeggeri e' di provare a prenotare, e appena il sito vi propone una tariffa piu' alta di quella iniziale, prendere nota dei dati del volo che vi interessa, spegnere il computer, e andare ad effettuare la prenotazione - senza cincischiare, scegliendo immediatamente il volo di cui avete preso i dati - usando un computer differente.

Altra soluzione: non cambiate computer ma cancellate i cookies del sito della linea aerea, in modo che il vostro computer sia come quello di un visitatore che non ha mai toccato quel sito. Il browser Mozilla Firefox permette di cancellare solo i cookies di uno specifico sito senza rimuovere quelli degli altri siti visitati, se desiderato, ed e' quindi ottimo per questo tipo di soluzione.

Tags: informatica, linee aeree, siti Internet, truffe

Le Ferrovie dello Stato e la logistica

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/03/2010 alle 15:41 | 0 commenti  | Permalink
Un seminario informatico a Singapore (un altro). Questa volta e' organizzato da una delle piu' grandi aziende informatiche mondiali, e durante le sessioni del pomeriggio, dedicate alla logistica, il relatore - che sembra una persona equa e bilanciata, nonche' con qualche decennio di esperienza nel settore dell'informatica applicata alla logistica - ha tirato fuori questa perla:
Eravamo in Italia, giorni fa, per un incontro con le Ferrovie dello Stato. Il boss delle Ferrovie ha detto che vuole che la sua azienda diventi "4PL" (quindi un fornitore di servizi logistici integrati - n.d.r.). Gli abbiamo fatto notare che per iniziare e' necessario avere un sistema che fornisca alcune informazioni basilari: se un treno va da Milano a Roma, e' necessario sapere a che ora parte e arriva effettivamente, quanti vagoni ha alla partenza e quanti all'arrivo.
(...) Le ferrovie italiane non perdono semplicemente vagoni, perdono anche i treni.
Non ho fatto in tempo a chiedergli se hanno poi venduto dei prodotti o dei servizi informatici alle EffeEsse...



Tags: informatica, Italia, logistica, stereotipi, treni

Cronaca di un pomeriggio a Singapore: un seminario informatico

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/03/2010 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Oggi vi parlero' di un pomeriggio a Singapore in cui sto prendendo parte ad un seminario informatico dal titolo "Transform Your Disaster Recovery Strategy". Non vi eccitate troppo.

13:00. Pausa pranzo, usero' quest'ora per raggiungere il civico 31 di Kaki Bukit Road 3. Scendo di ventiquattro piani in ascensore, arrivato a terra trovo la folla dell'una, parecchio piu' agguerrita di quella che incontrerei se andassi in pausa pranzo al solito orario, le due. Al pianterreno della Tower Four di Suntec City mi faccio largo a colpi di machete e di ginocchiate, tra un gruppo di vasti turisti americani e un altro di monaci buddisti attaccati al cellulare. Accellero. Scendo di un piano per girare intorno alla Fontana della Ricchezza evitando cosi' il traffico della piazza. In compenso mi trovo a fare slalom tra lente ragazze in pausa pranzo. E dire che i singaporiani si vantano della loro rapidita' e del loro frenetico stile di vita ...

13:10. Raggiungo la fermata del 36 al Suntec Convention Centre. C'e' poca gente. Per poco non perdo il pullman, che e' arrivato alla fermata nascosto dietro all'857 barrato. Salgo, striscio la EZlink card e mi siedo. Il guidatore e' brusco, frena e accelera in modo poco fluido, ma forse e' colpa del traffico. Oppure sara' come mi diceva l'autista del pulmino che a volte prendo per andare in ufficio: sia SBS Transit, che gestisce i pullman di linea, che le aziende private come ComfortDelgro, hanno assunto di recente un gran numero di nuovi autisti provenienti dalla Cina, spesso con inglese molto traballante. Quegli autisti pare siano pagati meno di quelli singaporiani e malesi. Non so se sia vero, ma l'autista che me l'ha raccontato non guida piu' il pulmino delle otto e venti.

13:30. Sono sceso dal 36 ad una fermata differente da quella raccomandata da GoogleMaps, eppure sono sopravvissuto. Non grazie alle decine di scolari che affollano questa fermata e che pare trovino divertente correre da un'estremita' all'altra della fermata urtando piu' persone possibili.

Arriva il 15, il bus che dovrebbe portarmi a due passi dalla mia destinazione. Mi salva dalla perenne canicola di Singapore.
C'e' spazio per sedermi, bene. L'aria condizionata a bordo e' piu' gelida che sull'autobus precedente, ma fuori ci sono i solito 32 gradi singaporiani, e a queste temperature faccio fatica a ricordarmi che mettere nello zaino un maglione potrebbe essere una buona idea. Ma vorrei rassicurare le mamme italiane (e non solo la mia): anche gelida e con 32° fuori, l'aria condizionata non fa venire il raffreddore o altri malanni, neppure ad un esemplare poco robusto come me.

Vi ricordate la definizione di "felpa", no? La felpa e' il capo di abbigliamento che i figli devono indossare quando le mamme hanno freddo". Ma divago.

13:55. Arrivo al 31 di Kaki Bukit Road 3 (certo, ce ne sono altre due, di Kaki Bukit Road), al Techlink, il centro dove si svolgera' il seminario (ricordiamolo: il titolo e' "Transform Your Disaster Recovery Strategy", "Trasforma la tua strategia per il recupero post-disastro informatico"). La prima cosa che noto e' l'enorme food centre al pianterreno: molte decine di tavoli circondati da una trentina di chioschi che vendono cibo d'ogni tipo: cinese, malese, indonesiano, indiano, tailandese, vietnamita, e mi pare d'aver visto anche un paio di chioschi di cibo per vegetariani. Peccato non avere il tempo per fermarmi!

14:00. Ma c'e' un solo presentatore di seminari, a Singapore? Porus, si chiama, e pare un burocrate sovietico degli anni settanta, ma con meno carisma. L'ho gia' incontrato ad un precedente seminario Oracle, e mi chiedo come faccio a trovarmi cosi' spesso in situazioni che per me, sviluppatore e amministratore di database MSSQL e MySQL, sono un po' inusuali... prima o poi finiro' col seguire un derby Juve-Toro sedendomi nella curva sbagliata, quella granata!

La presenza di Porus non dovrebbe stupirmi. Il seminario e' su Oracle, ed e' scontato che non ci sia un numero illimitato di esperti in questo specifico settore, a Singapore come altrove. Certo, ce ne fossero perlomeno due sarebbe gia' un raddoppio.

14:01. Mi sono appena reso conto d'aver commesso un grave errore: non grave quanto il non acquistare azioni di Yahoo! nel 1992, ma pur sempre un errore. Sono arrivato alle due, orario d'inizio per la registrazione al seminario, ma il seminario vero e proprio iniziera' solo alle due e mezza. E per arrivare qui cosi' presto ho saltato il pranzo! Il mio stomaco mi da' del deficiente, e sfrutto questa mezz'ora per controllare se ci sono nuove richieste di supporto sull'email del lavoro (non ce ne sono), se Oracle e' sempre scaricabile gratuitamente per Linux (lo e'), e se e' arrivata la fattura per un ordine di Lego che ho fatto su un negozio ospitato da Bricklink.com . No, la fattura non e' arrivata, e dopo un tira e molla c...

Tags: informatica, Singapore

NAS fai-da-te: FreeNAS ok, ora passiamo ai Lego

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/02/2010 alle 06:36 | 0 commenti  | Permalink
Il Capodanno lunare cinese e' passato, e questi giorni mi sono stati utili per lavorare al progetto di un NAS fatto in casa. Non che ci fossero molte alternative: viaggiare durante il Capodanno cinese, in Asia, vuol dire spendere un capitale. Le migrazioni natalizie, pasquali e festive che vediamo in Italia coinvolgono tante persone, ma quando c'e' di mezzo la Cina - e soprattutto i cinesi della diaspora che vivono in Indonesia, Malesia, Tailandia, Singapore, e nel resto del mondo) si parla di centinaia di milioni di persone che viaggiano in questi giorni.
La struttura del NAS fatta coi Lego

Un NAS (Network Attached Storage) e' praticamente un file server, quindi un computer collegato in rete, dedicato solo a rendere disponibili i files depositati sui suoi dischi rigidi, e da non utilizzarsi per altri scopi. Ho descritto i passi del progetto presso Un NAS fai-da-te per un fotografo viaggiatore. Al momento, il mio NAS funziona, il sistema operativo installato e' FreeNAS, la velocita' di trasferimento dati su rete Ethernet e' piu' che soddisfacente, ed e' giunto il momento di lavorare al "case", il contenitore del computer. Come si vede nella foto, ho scelto i Lego. E a questo proposito, e' il momento della pausa pranzo, e andro' a vedere se trovo un po' di mattoncini in un negozio di Suntec City.

Per chi si stesse chiedendo "Ma questo non era un sito di viaggi???", vi invito a leggere questa pagina, in cui spiego come mai che viaggia potrebbe aver bisogno di un NAS (in sintesi: gigabytes di foto!).

Tags: computer, fai da te, informatica, Lego

Un NAS fai-da-te per un fotografo viaggiatore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/02/2010 alle 13:39 | 0 commenti  | Permalink
Fine gennaio 2010: procedendo alla taggatura delle mie foto ("mie" nel senso che le ho scattate io), mi rendo di averne tante. Non tante quanto un professionista, ma comunque tante. Oltre 70.000 foto, che occupano circa 220Gb sul mio disco rigido esterno. Ma non e' tanto la quantita' totale, bensi' il tasso di crescita, a preoccupare: considerando solo gli ultimi anni, nel 2007 ho prodotto 12Gb di immagini, nel 2008 32Gb, nel 2009 133Gb! Nel solo gennaio 2010 ho salvato 16Gb di immagini, il che porta a una previsione di poco inferiore ai 200Gb per l'intero 2010. Tanti. E ho solo poche decine di Gb residui, sul disco. Oltre alla carenza di spazio ho altri due problemi: 1) non ho nessun backup per le foto scattate dal 2008 ad oggi, e 2) il mio vecchio laptop, in salotto, non ha accesso alle foto se non accendo anche quello nuovo, a cui e' collegato il disco esterno con le foto.

Serve un NAS (Network Attached Storage). Un dispositivo con uno o piu' dischi rigidi, collegato alla rete locale e non ad un particolare computer, che renda disponibili i files contenuti nei suoi dischi rigidi a tutti gli utenti della rete locale e, potenzialmente, anche ad utenti al di fuori della rete stessa. Esistono varie interpretazioni riguardo a quel che un NAS deve o non deve essere, quanto segue non vuol essere la Bibbia del NAS: e' solo il mio punto di vista in base alle mie esigenze e a quanto ho imparato in fatto di NAS neglle ultime settimane.

Un NAS non e' altro che un computer con alcune parti sovrasviluppate e altre atrofizzate secondo progetto. Tanto spazio su disco rispetto ad un computer normale, ma zero interesse per grafica e audio. Poca rumorosita', basso consumo elettrico e ridotta produzione di calore, visto che la bestiolina dovrebbe, in teoria, essere in grado di lavorare 24/7. Quindi anche CPU poco performante, e non serve esagerare con la RAM. Un momento, ho detto bestiolina? Gia', per come la vedo io, questo dispositivo dev'essere anche poco ingombrante. E poco costoso. E non sarebbe male se mi aiutasse col backup.

Usare un vecchio computer come NAS e' la soluzione preferita da molti, peccato che l'unico vecchio computer a mia disposizione sia il laptop Acer Travelmate 370 che comprai nel 2004, non adatto a questo lavoro e soprattutto tornato a nuova vita con l'installazione di Ubuntu 9.10, due mesi fa. Restano quindi due soluzioni, comprare un NAS o costruirlo.

Aggiornero' la pagina nei prossimi giorni, in modo da descrivere cronologicamente il processo che mi portera' - spero - alla soluzione che cerco.

2010, inizio febbraio: giro in Rete e trovo varie pagine relative a NAS autocostruiti e a prodotti pronti per l'uso. Tra le prime, quelle di Aaron Eiche, Paul Stamatiou, Zhong Tom Wang, e la guida di Smallnetbuilder.net sono state quelle piu' interessanti.

Il NAS di Aaron mi ha dato l'idea di usare una scheda madre Mini-ITX con processore Atom. Lui ha usato una motherboard Intel D945GCLF2, ora fuori produzione; io cerchero' qualcosa di simile. Lui ha usado un disco Seagate Barracuda da 1,5Tb e 7200 giri al secondo; io sto pensando allo stesso disco in versione da 1Tb.

Le specifiche temporanee, trica e branca(*)
- Motherboard Intel D945GCLF2 con CPU Atom integrata;
- 1Gb di RAM;
- 2 dischi Seagate Barracuda
- Budget: 500 singdollas (25 euro).

2010.02.09, sera: sono stato a Sim Lim Square per vedere i NAS in vendita li' e identificare i negozi in cui acquistare parti sfuse, se dovessi decidere di fare il bricoleur. Ecco alcuni prezzi visti da Fuwell, al quarto piano:

- Buffalo LinkStation Quad NAS (4 slot; incluso 1 disco da 1TB): 519 S$
- D-Link DNS-323 (2 slot): 229 S$
- D-Link DNS-343 (4 slot): 515 S$
- Netgear ReadyNas Duo (2 slot): 429 S$
- Netgear ReadyNas NV+ (4 slot): 1199 S$
- Thecus N0204 (2 slot): 235 S$
- Thecus N3200 Pro (3 slot): 499 S$
- Thecus N4100 Pro (4 slot): 699 S$
- Thecus N2200 (2 slot): 265 S$

Prima di visitare Fuwell ho visitato alcune altri negozi di SLS. Al terzo piano ho trovato Netwin, che ha parecchi case in vetrina. Il tizio in negozio, Michael, mi ha dato parecchi suggerimenti, alcuni validi, altri che mi hanno lasciato il sospetto che volesse "piazzarmi" dei fondi di magazzino.

2010.02.09, notte: Vado a dormire pensando che forse e' meglio acquistare un NAS pronto per l'uso, senza wireless, con almeno tre slot per dischi rigidi. Perche' tre? Perche' il disco WD esterno da 320Gb potrei rimuoverlo dal suo contenitore e piazzarlo nel NAS, liberando quindi una presa elettrica; potrei poi acquistare immediatame...

Tags: computer, fai da te, fotografia, informatica, Lego

Ryanair, domande sui viaggi: chi cerca non trova

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/01/2010 alle 06:57 | 0 commenti  | Permalink
Le regole della linea aerea Ryanair sono criticate da molti viaggiatori in quanto troppo complesse. Sicuramente Ryanair sa di questi problemi, e infatti la sezione delle "domande sui viaggi" (le FAQ, Frequently Asked Questions), sul suo sito - www.ryanair.com/it/questions/ - e' dotata di un motore di ricerca interno, e finche' cercate termini come bagagli, prenotazione, o bambini, troverete la giusta quantita' di pagine. Questo motore di ricerca e' pero' un poco peculiare: provate ad inserire nel campo sotto "Cerca una parola chiave" una parola o una frase che non vi aspettereste di trovare nella FAQ di una linea area, per esempio metronotte, grappa, o magari Daniele Luttazzi vince il premio Nobel, o persino il nome di una concorrente diretta come easyjet. Ora osservate il risultato. Quanti risultati avete trovato? Molte decine? Anche per "Daniele Luttazzi vince il premio Nobel"? Cavolo, magari l'ha vinto davvero...

Ecco quindi il primo problema della ricerca interna sul sito Ryanair: se non ci sono risultati, vi mostra tutti i link disponibili senza dirvi che non esistono pagine contenenti le parole cercate.

Se quello descritto sopra e' un baco di programmazione, c'e' un altro problema che dipende invece da una inusuale scelta progettuale fatta dai programmatori di Ryanair (probabilmente in mancanza di chiare indicazioni): se si inserisce nel campo di ricerca una frase, molti motori di ricerca danno per scontato che si desideri trovare tutte le pagine che contengono tutti i termini della frase (un "AND" booleano, in informatica). Per esempio, se vado su Google e cerco distratto velopendulo turchese, Google trovera' tutte le pagine che contengono tutte queste tre parole, cioe' quattro pagine. La ricerca produrra' quindi un risultato limitato e piu' vicino a quanto desideravo; se Google avesse trovato tutte le pagine contenenti "distratto", piu' tutte quelle contenenti "velopendulo", piu' tutte quelle contenenti "turchese", la ricerca avrebbe prodotto circa 914.000 pagine, quasi tutte contenenti solo una o due delle tre parole che cercavo: 913.996 pagine che costituiscono "rumore di fondo" a fronte delle quattro che mi servivano.

Se vado sul sito della Ryanair, area "Domande sui viaggi", e inserisco tre parole (un po' meno assurde di distratto velopendulo turchese), per esempio sedili passeggeri sovrappeso, la ricerca produrra' decine di risultati, ma non saranno pagine contenenti tutti i termini desiderati: saranno invece pagine contenenti almeno uno dei termini. Una ricerca con un "OR" booleano, si direbbe in informatica: ogni pagina che soddisfa almeno uno dei criteri di ricerca viene mostrata. In questo modo, la ricerca di Ryanair produce molto "rumore di fondo", e le poche pagine contenenti (forse) le tre parole desiderate andranno cercate sfogliando tutte le pagine trovate (84, in questo caso). Un altro esempio: cercate "prezzi angurie" sul sito Ryanair. Troverete due pagine. E non conterranno i prezzi delle angurie...

Da viaggiatore, da programmatore e da amante delle cose ben fatte, ho solo una parola, per Ryanair: aaargh!

Tags: castronerie, informatica, Ryanair, siti Internet

Piccola illegalita' diffusa: software taroccato

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/01/2010 alle 11:56 | 0 commenti  | Permalink
A letto alle due, dovevo andare a veder camosci sopra Noasca (TO) ma la voglia di alzarsi dal letto non e' stata sufficiente.

Il primo pensierino del 2010 riguarda i viaggi solo di striscio: e' legato alle abitudini nazionali e all'educazione dei nostri figli, al modo in cui viviamo e a cio' che consideriamo necessario.

In breve: esiste una casa italiana che non contenga software taroccato?

Non credo. Non ne ho ancora vista una. Non c'e' nessuno che faccia ritocco fotografico con una copia di Photoshop/Elements/Lightroom pagata, per quanto ho visto. Non c'e' nessuno che abbia pagato tutte le centinaia di DVD in suo possesso. C'e' sempre un amico, un collega, o l'amico di un amico che vende dieci o venti DVD a un euro. Chi rinuncia ad avere l'ultima versione di Photoshop gratis o quasi, e usa invece PaintShopPro (pagando poco) o The Gimp (gratuito)? Se qualcuno c'e', non l'ho trovato.

Parlavo di educazione dei figli. Buona fortuna, genitori: spiegare ai vostri figli che le regole del vivere civile vanno rispettata, che le cinture vanno allacciate, che il casco va indossato, non portera' a grandi risultati, quando i nostri piccoli sono abituati ad avere tutti gli ultimi film senza quasi sborsare un euro.

Vabbe', andiamo a fotografare





[Articolo scritto su Linux Ubuntu 9.10]

Tags: informatica, leggi e regole, Linux, open source

In Italia per le vacanze: italiani e tecnologia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/12/2009 alle 11:11 | 1 commenti  | Permalink
Visiti il sito Internet di un albergo straniero, vai alla pagina "Prenota" e inserisci una prenotazione, che verra' poi accettata o rifiutata. Vai alla pagina "Prenota" del sito di un albergo italiano, e non puoi prenotare niente: ti vengono invece chiesti i dati di una prenotazione che devi gia' aver effettuato (probabilmente via posta o piccione viaggiatore).

Vai sul sito italiano di una localita' termale, clicchi sul link "Registrati" e ti vengono chiesti il codice fiscale, il fax (obbligatorio), i tuo ultimi tre indirizzi e l'eta' che aveva tuo nonno quando tuo zio e' stato concepito. E non ti spiegano a cosa servano questi dati.

Tra l'altro:
Cari colleghi progettisti di siti Internet, per favore multilingue: non rendete obbligatorio il campo del codice fiscale, nelle versioni in lingue straniere dei siti che realizzate. Il codice fiscale non esiste, all'estero. E non ditemi che "il cliente straniero puo' sempre prenotare via telefono": vi pagano apposta per realizzare un sito destinato a RIDURRE le telefonate.


Nel frattempo, la tv nuova che hai di fianco continua ad accendersi e spegnersi da sola su un canale di televendite senza consentirti di cambiare canale. E quando sei sul canale 8 e clicchi sul tasto per il canale successivo (che non e' il 9 o il 10, che non ci sono), il modernissimo televisore non sa come saltare i canali assenti per arrivare al successivo. Pare capiti a tanti, qui, indipendentemente dal televisore utilizzato, per cui viene il dubbio che sia una caratteristica del Famoso Digitale Terrestre, l'invenzione italiana che il mondo ci invidia. Ovvero, come ritrovarsi con meno canali di prima, pagando di piu' e chiedendo aiuto alla Germania. Con le parole di Luciana Littizzetto: "Il digitale terrestre è quella ro­ba che, pagando, ti consente di vedere male la televisione che prima vedevi be­ne, gratis".

Mentre ti scontri con le idiosincrasie informatiche italiane cercando di non farti distrarre dalla tivu' che s'accende da sola, un'amica ti contatta via Skype. Non riesce a far funzionare delle cuffie. Ed e' una delle persone piu' intelligenti che conosci. A questo punto suona un telefono in casa, ma quando alzi la cornetta senti una segreteria telefonica, mentre altri due cordless che hai in casa continuano a suonare. Vai ad alzarli uno per uno per farli smettere.

Esci di casa pensando che l'approccio ad Internet, telefonia ed elettronica in generale e' sempre peculiare, in Italia, ma che almeno le cose migliorano quando c'e' di mezzo il contatto personale.

Beh, perlomeno quello e' vero, a volte. Ma ne parleremo un'altra volta.

Tags: informatica, Italia, italianità

Il PDA piu' leggero? Fatelo coi biglietti da visita

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/12/2009 alle 04:04 | 0 commenti  | Permalink
PDA e' la sigla di Personal Digital Assistant. In Italia lo chiamiamo spesso palmare perche' dovrebbe essere piccolo a sufficienza da stare nel palmo di una mano. Molto meglio che portarsi dietro un laptop, se devi avere la capacita' di collegarti ad Internet lontano dal tuo ufficio. Con gli smartphone, poi, il PDA e il cellulare sono diventati un solo oggetto, portando ad un ulteriore risparmio di peso.

Ma la carta e' ancora piu' leggera.

Dopo aver avuto un "vero" PDA, sono passato ad uno "smartphone". Ottimo, permette di inserire nuove foto ed articoli, anche lunghi, nel blog, senza dover usare un computer vero. E potendo collegarsi a reti locali wireless, aggiornare un sito (o navigare in rete) usando quel cellulare ha costi ridotti.

Ma la carta e' tuttora piu' leggera. E se e' riciclata e' meglio.

Il cellulare (Samsung SGH i600) fa tante cose, ma per alcune cose, la carta continua ad essere la mia scelta preferita. Nonostante il cellulare, mi ritrovo sempre e comunque ad avere un foglietto in tasca con l'elenco delle cose da fare durante la giornata. "Scrivere articolo su Ho Chi Minh in Francia", "selezionare foto di Taiwan per parenti", "acquistare scheda di memoria SDIMM 2Gb". Ho provato a scrivere una lista del genere usando varie applicazioni del cellulare, e non ha funzionato. Se la scrivo con un programma di scrittura, mi ritrovo a doverla cercare ed aprire per vedere cosa devo fare: troppe operazioni. Se uso invece l'agenda del cellulare, posso creare note che proattivamente mi ricordano che devo svolgere una certa operazione. Ma quei promemoria ... l'allarme acustico e' troppo proattivo, e le note che appaiono sullo schermo del cellulare lo sono troppo poco.

La carta e' leggera e non ha bisogno di un caricabatterie.

Negli ultimi nove anni ho lavorato in tre diverse uffici per la stessa azienda. Ogni volta mi sono stati forniti centinaia di biglietti da visita, biglietti che sono stati utilizzati solo in minima parte. Ora che sono a Singapore ho ancora un centinaio di biglietti da visita con i miei dati londinesi, e cinquecento o forse piu' biglietti da visita con i dati dell'ufficio di Atlanta. Che faccio, li ritocco tutti a mano? Dovrei tirare una riga su indirizzo, telefono, funzione, nome ditta, e riscriverli a mano... e ho un pacco di biglietti da visita con i dati aggiornati. Li butto? Non sia mai! Buttare carta - cartoncino, quasi - che ha un lato inutilizzato e che rispetta un formato standard sarebbe un crimine contro le risorse del pianeta.

La mia "to do list" e' sul retro dei biglietti da visita obsoleti.

Perche' li uso:

1) Ne ho tanti.
2) Sono piu' robusti della carta normale, e si rovinano poco anche manipolandoli.
3) In tasca si individuano subito.
4) Non richiedono batterie.
5) Per vedere la lista basta prendere il biglietto dalla tasca e portarlo davanti agli occhi.
6) Tirare una riga su una voce, ad operazione eseguita, da' piu' soddisfazione che cliccare una checkbox sul PDA.

Ho preso in considerazione bloc notes, ma ne ho tanti e non li porto mai con me. Ho pensato ad agende particolari, tipo Moleskine o Filofax. Quasi tutti i modelli sono troppo grossi e pesanti, e tutti sono troppo costosi, se confrontati con un pezzo di carta. E poi, vuoi mettere il piacere di fare qualcosa in modo personale, anziche' affidarsi ad un "brand", un'azienda con un nome famoso?

Tags: fai da te, informatica, scrivere, viaggiare leggeri

Usare un palmare come photo viewer

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/11/2009 alle 08:20 | 0 commenti  | Permalink
Oggi parlero' di un piccolo "esperimento" per combinare un bisogno ed una risorsa, in modo da avere un accessorio fotografico utile con un budget ridotto.

L'idea? Usare un computer palmare come "photo storage viewer".

Amate viaggiate, viaggiare leggeri, e fotografare. Scattate molte foto ogni giorno, durante i vostri viaggi. Avete una macchina fotografica che produce dei bei file grossi e polposi, magari dei Raw da 30Mb. Dieci foto, 300Mb. Cento foto, 3Gb. La scheda della macchina fotografica, probabilmente una Compact Flash (CF), si riempie in fretta. E poi ne usate un'altra. E magari un'altra ancora. Infine siete senza schede, e vi pentite di non aver portato con voi un computer portatile in cui copiare le immagini per poi svuotare le schede (questo e' quanto faccio di solito quando viaggio). Ecco, questo e' il momento in cui un "photo storage viewer" sarebbe utile. Si tratta, in sintesi, di un disco rigido, piu' un lettore di schede di memoria, piu' uno schermo in cui visualizzare le foto, il tutto contenuto in un dispositivo portatile alimentato da una o piu' batterie. Vari prodotti simili sono disponibili sul mercato, prodotti da Epson, Vosonic, Jobo, Wolverine, Aska e altre. Di solito costano alcune centinaia di euro, hanno una capienza variabile tra i 40Gb e il 250Gb, e un ingombro intorno ai 15 per 10 centimetri per tre centimetri.

Bell'idea! Posso avere un photo storage viewer gratis?

No. Volendo essere taccagni, alcuni modelli (uno della Vosonic, per esempio, visto al Funan Centre di Singapore) costano meno di 50 euro, ma sono privi di disco rigido (da acquistare a parte) e hanno uno schermo LCD utilizzabile solo per monitorare le operazioni del dispositivo, non per vedere le foto. Aggiungendo il prezzo di un disco rigido da 2,5", il costo complessivo arriva intorno ai cento euro. Questo e' il target del progetto che ho intrapreso: "creare" un photo storage viewer per meno di cento euro.

Il posto in cui iniziare e' il "ripostiglio di cose digitali" che ormai quasi tutti hanno. Se credete di non avere un simile ripostiglio, riflettete per un momento: quando avete comprato il vostro computer attuale, che fine ha fatto quel che avevate prima? E il cellulare che avete in tasca, dov'e' quello vecchio? Se siete alla seconda (o terza, o quarta) macchina fotografica digitale, dov'e' quella precedente? Se siete riusciti a vendere o regalare tutti i vostri "cosi digitali" vecchi, buon per voi. Nel mio caso, nonostante sia riuscito a sostituire palmare, cellulare e macchina fotografica con un solo dispositivo, nel mio ripostiglio digitale c'e' ancora il PDA (Personal Digital Assistant, o palmare) HP Ipaq 2795b. Ha un ottimo schermo, uno slot per schede Compact Flash e uno per schede SD. Usa Windows Mobile, si connette a reti wireless e a dispositivi Bluetooth. Purtroppo, non ha un disco rigido, la capienza del'Ipaq e' quindi limitata ai soli 256Mb di RAM; pero' quei due slot sono una tentazione.

La mia Nikon D300 usa schede Compact Flash. Ho preso in considerazione varie possibilita' (dischi rigidi esterni collegati via USB/PC Card, per esempio), ma la limitata connettivita' del mio Ipaq non consente tali soluzioni, che richiedono l'inserimento di un adattatore nello slot in cui invece dovrei inserire la scheda CF con le foto da copiare. Ho quindi deciso di provare ad usare l'Ipaq per copiare le foto da una Compact Flash ad una scheda SD. Al momento ho tre schede CF: una da 4Gb e due da 8Gb, tutte della Sandisk. Ho pensato di acquistare una scheda SD da 32Gb, in modo da avere capienza adeguata per un viaggio di vari giorni, ed eventualmente una seconda di pari capienza, cosi' da poter copiare il contenuto delle schede CF su due schede SD differenti per minimizzare il rischio di perdere le immagini (rischio non remoto: smarrimento schede, smarrimento bagagli, schede che si rovinano...); il costo di una scheda SD da 32Gb e' di circa 99S$ (circa 47 euro), per cui prima di acquistarla ho svolto delle prove con schede di dimensioni minori. Di solito, anche durante viaggi in luoghi spettacolari (ad Angkor, per esempio), non scatto piu' di 4Gb di foto al giorno; ho quindi provato a trasferire 3,9Gb di immagini da una scheda CF 4Gb ad una scheda SD 4Gb.

Un primo ostacolo: l'Ipaq non vede la scheda SD da 4Gb! Nessun problema con quelle da 2Gb, o con schede CF da 4 o da 8Gb, ma la SD da 4Gb e' come le leggi italiane contro il conflitto d'interessi: invisibile. Ho quindi cercato online ed ho trovato...

Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, fotografia, informatica, viaggiare leggeri

Chi cerca Myair non vada su www.myair.it

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/08/2009 alle 13:01 | 0 commenti  | Permalink
Nelle ultime settimane il numero di viaggiatori che hanno cercato il sito della Myair tramite Google e' aumentato di parecchio. Un'ottima idea, non e' sempre facile indovinare l'indirizzo di un sito, per quanto noto sia il protagonista del sito o l'azienda che propone i propri servizi tramite quel sito. Alcuni - tanti - inseriscono in Google il termine "myair.it, portando cosi' Google nella direzione sbagliata. Il sito della moribonda linea aerea Myair e' www.myair.com; cercando "myair.it", Google mostrera' in cima ai risultati il sito www.myair.it, che non ha niente a che vedere con la compagnia aerea. Anzi...

Il sito www.myair.it su Firefox ... www.myair.it potrebbe anche nuocere al vostro computer. Ecco cosa mostra Firefox visitando www.myair.it:
This web site at www.myair.it has been reported as an attack site and has been blocked based on your security preferences.

Attack sites try to install programs that steal private information, use your computer to attack others, or damage your system.

Some attack sites intentionally distribute harmful software, but many are compromised without the knowledge or permission of their owners.

Cliccando sul pulsante "Why was this site blocked?" si arriva a http://safebrowsing.clients.google.com/safebrowsing/diagnostic?client=Firefox&hl=en-GB&site=http://www.myair.it/, che spiega come il sito sia tuttora considerato sospetto benche' negli ultimi 90 giorni non siano state registrate attivita' anormali (distribuzione di malware). Il sito potrebbe essere innocuo, ma di sicuro non e' il sito della linea aerea Myair. Per cui ... se cercate il sito della linea aerea Myair tramite un motore di ricerca, meglio usare solo la parola 'myair', oppure 'linea aerea myair'. Non "myair.it".

Per gli informatici: Internet Explorer non ha segnalato nessun rischio visitando www.myair.it ...

Tags: Google, informatica, linee aeree in crisi, MyAir, siti Internet

L'ufficio ultraportatile: dal portatile al palmare

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/03/2007 alle 07:01 | 0 commenti  | Permalink
Pur sognando una vacanza senza informatica, capita sempre piu' spesso di promettere al proprio capo, al momento di lasciare l'ufficio, che "Certo, controllero' la mia posta elettronica almeno ogni due giorni!"; poi ci si rende conto che, scattando venti fotografie digitali ad ogni paesaggio pittoresco dell'isola che si sta visitando, la scheda della fotocamera non durera' tutte le vacanze: ce ne vuole almeno una seconda, o magari un pc portatile su cui scaricare le foto fatte ogni giorno. E se seguite un sito Internet, vorrete anche avere la possibilita' di aggiornarne i contenuti (tramite browser) e magari di sistemare un improvviso bug nel codice di un vostro sito (con un editor HTML e un client FTP).


Queste sono le mie necessita'. E mi sono stancato di portare in vacanza il mio pur leggero Acer Travelmate 370. In passato ho viaggiato col Travelmate piu' uno Psion Series 5mx: una macchinetta piccola ma con una tastiera incredibile, con tasti di dimensioni simili a quelli di una tastiera normale. Il nonno dei PDA (Personal Digital Assistant) moderni, visto che risale agli anni 90.

Confronto tra iPaq 2795 e Psion Series5mx Un altro pregio dello Psion era l'alimentazione con batterie a stilo, che duravano tra i venti e i trenta giorni. La combinazione di una ottima tastiera, uno schermo largo (640 x 240 px), lunga autonomia e il non dover portare accessori (cavi, adattatori) rende lo Psion 5mx una macchina per scrivere portatile tuttora apprezzata, a sei anni dall'uscita di produzione. Peccato pero' che questa macchina un difetto ce l'abbia: l'affidabilita' dello schermo, o piu' precisamente del cavo (particolare) che connette lo schermo al corpo dello Psion. Esistono ditte in Inghilterra che effettuano riparazioni, ma ... nel caso del mio Psion, il guasto e' stata l'occasione per passare ad un HP iPaq 2795.

Ottimo, soprattutto per la connettivita', ma non all'altezza dello Psion per digitare testi piu' lunghi di qualche frase, visto che dispone solo di una tastiera virtuale (sullo schermo) da utilizzare con lo stilo. Ecco quindi che, sfruttando un'occasione speciale di un supermercato informatico (CompUSA di Sandy Springs, Atlanta, USA), ho acquistato una tastiera esterna HP con connessione Bluetooth per 30 dollari. La tastiera e' ottima, funziona con batterie mini-stilo, e l'unica cosa spiacevole e' il fatto che il palmare si disconnette dalla tastiera se non viene digitato niente per alcuni minuti; credo sia rimediabile.

iPaq 2795, tastiera Bluetooth HP e Psion Series5mxCon la tastiera, l'iPaq diventa piu' fruibile, e la modularita' del sistema permette di leggere email al volo sfruttando connessioni wireless aperte e gratuite (quando ci sono...), e di sedersi, usare la tastiera Bluetooth e scrivere qualcosa di piu' complesso e lungo se necessario.

L'ingombro dell'iPaq e' inferiore a quello dello Psion se misurato senza tastiera esterna, superiore con la tastiera.

Cosa resta da fare, per avere un ufficio portatile?

- Con una tastiera che permette di comporre testi lunghi, ora sono gli occhi a soffrire: uno schermo portatile (o un sistema di proiezione, o altre soluzioni) sarebbe utile;
- La connessione tra macchina digitale (Fujifilm Finepix F610) e palmare e' ancora da realizzare;
- La connessione tra il palmare e il mio web server di prova (su cui sviluppo i miei siti Internet, compreso ViaggiareLeggeri) pare difficile: si tratta di una chiavetta USB da 2Gb con installato XAMPP, che comprende Apache, PHP e MySQL (piu' Perl e altro software che non uso).

Alla prossima puntata...

Tags: attrezzatura fotografica per viaggi, computer, informatica, viaggiare leggeri

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