Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: italianità 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento italianità

Mitiche Poste Italiane

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/01/2012 alle 17:19 | 0 commenti  | Permalink
Ieri ho saputo che un pacco Amazon, acquistato online all'inizio di gennaio e con consegna prevista per l'8/01/2012, e' stato finalmente consegnato, con sole due settimane e mezzo di ritardo. Colpa di Amazon, ho pensato. La consegna e' stata effettuata da uno spedizioniere (niente nomi, ma e' un acronimo di tre lettere).

Pensavo fosse un ritardo incredibile, ma dimenticavo che non vivo piu' in Italia e ho quindi aspettative poco realistiche. Inoltre i record sono fatti per essere superati.

Oggi e' stata consegnata dalle Poste Italiane, a Settimo Torinese, una cartolina che avevo spedito da Cipro nell'ottobre del 2011. Regolarmente affrancata, con indirizzo ovviamente completo di CAP. Complimenti alle Poste Italiane e alle aziende che lavorano per conto delle Poste alla consegna di posta e pacchi...

Tags: castronerie, italianità

Elicottero privato atterra in spiaggia ad Ansedonia, licenza sospesa al proprietario

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/12/2011 alle 00:03 | 0 commenti  | Permalink
L'ENAC ha annunciato che la licenza di volo di Francesco Maria Piscicelli, imprenditore atterrato col suo elicottero sulla spiaggia di Ansedonia (GR) e' stata sospesa "in attesa del completamento degli accertamenti avviati", come dice il comunicato stampa ufficiale.

Un servizio RAI sull'atterraggio "d'emergenza":



Un articolo dell'ANSA su questo atterraggio dice:
''Non vedo per quale motivo mi debba essere sospesa o ritirata la licenza: le norme internazionali obbligano e danno discrezione al comandante in caso di pericolo di fare quello che ritiene piu' opportuno''. Cosi' Francesco Maria Piscicelli, l'imprenditore atterrato con il suo elicottero sulla spiaggia di Ansedonia. ''Se poi nell'attesa che cali il vento uno si e' fermato a mangiare non vedo cosa ci sia di tanto straordinario. Diciamo che sono un paio d'anni che ho un accanimento'' della sfortuna, ha concluso. (ANSA).

Segnalo ai proprietari d'elicottero una nuova sensazionale tecnica. Si chiama "tenersi lontano dai guai", e aiuta a prevenire atterraggi imprevisti su spiagge in cui e' vietato atterrare. Ma probabilmente non sarebbe stata sufficiente in questo caso.

Tags: elicotteri, italianità, roba

Natale 2011: auguri, regali, osservazioni

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/12/2011 alle 19:46 | 1 commenti  | Permalink
Natale. Il venticinque dicembre e' arrivato e quasi passato, e ho notato un paio di cose, da viandante rientrato temporaneamente in Italia.

1) La televisione sembra scomparsa. In quarantott'ore non ho ancora visto un televisore acceso, e mi pare un'ottima cosa.
2) Facendo un giro di telefonate di auguri, nel giro di un minuto di conversazione emerge la dettagliata descrizione di una dozzina di malanni fisici. In Inghilterra ci vuole una conversazione di un'ora, possibilmente col vostro interlocutore legato alla sedia e sotto tortura, perche' si inizi a parlare di salute. Saremo malaticci o ipocondriaci?
3) L'Italia sara' in crisi, ma la quantita' di Porsche in giro continua a crescere. Magari le regalano, non so...
4) Le code al supermercato erano molto brevi, ieri (tardo) pomeriggio. Ipotesi:
  a) c'e' crisi, la gente compra meno;
  b) chi doveva fare acquisti era stato previdente e li aveva gia' fatti;
  c) chi doveva fare acquisti stava aspettando l'ultima mezz'ora per farli;
  d) la folla era tutta in altri supermercati, non al Panorama di San Mauro;
  e) gli italiani acquistano online anche lo zampone e il capitone, ormai.
5) Ho passato il pomeriggio della domenica natalizia a sistemare la connessione Internet di un computer con Windows 7 (che non ne voleva sapere di installare i driver di un dongle wi-fi Netgear) e ad aggiornare un laptop con Ubuntu da Karmic Koala a Lucid Lynx 10.04.3, e poi a sistemare il plug-in di Firefox per le animazioni Flash. Tipico rituale natalizio.
6) Sono a Settimo Torinese, dunque in Piemonte, dove gli antipasti sono il pezzo forte, a tavola. Eppure, riducendo la varieta' e quantita' di antipasti a disposizione, durante la cena del 24 e il pranzo di Natale, siamo riusciti ad arrivare alla fine del pasto senza gonfiarci come tacchini all'ingrasso. Questa e' una novita'.
7) Il regalo di Natale piu' popolare del 2011 sembra essere la coperta con le maniche: ne ho viste due, ieri sera, tra i regali che ci siamo scambiati.
8) Il piu' bel regalo di Natale, al momento, e' l'annuncio che il governo britannico vietera' i sovrapprezzi assurdi di certe aziende (tra cui easyJet e Ryanair) per i pagamenti con carte di credito.
9) Tempo fa avevo messo a confronto le temperature di Londra, Atlanta, Torino, Singapore e Ancona (non chiedetemi perche'), per verificare una mia vecchia idea, e in questi due giorni, arrivando dall'Inghilterra, ho avuto l'ennesima conferma: Torino e' piu' fredda di Londra. E l'aria sembra piu' secca.
10) Continuiamo ad aspettare che qualcuno dall'alto - Dio o governo - cambi la situazione in Italia, ma nel frattempo ci guardiamo bene da cambiare certe nostre abitudini, quella piccola illegalita' diffusa di cui parlai tempo fa. Ho visto gente senza cinture di sicurezza. Sveglia, siamo quasi nel 2012! Ancora vi pare che si tratti di un'insopportabile imposizione che viola il vostro diritto a sfracellarvi il cranio contro il parabrezza? Prego, continuate cosi'. E per chi s'imbufalisce pensando ai clienti che non pagano le vostre aziende, provate a pensare a quanti film su DVD avete pagato (non all'amico che ve li fa avere a dieci euro alla dozzina), e a quelle copie di Photoshop e MS Office che non hanno mai visto una licenza. Tra usare legalmente un'alternativa gratuita (Gimp e OpenOffice) o a basso costo (PaintShopPro e StarOffice), e usare gratis una versione illegale (ripetiamolo: illegale) del software piu' popolare, noi scegliamo sempre la soluzione illegale. E se siamo noi stessi a vivere nell'illegalita', come possiamo poi criticare l'onesta' di chi ci governa? Uhm... questo spiega gli ultimi diciotto anni di governo.



Tags: feste, Italia, italianità, liste

Successi italiani: i grissini

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/12/2011 alle 21:58 | 0 commenti  | Permalink
Tanti prodotti alimentari italiani stanno scomparendo dagli scaffali dei supermercati inglesi. I nostri vini, per esempio, hanno sempre meno spazio, circondati e assediati da vini spagnoli, cileni e sudafricani. Per fortuna ci sono i grissini a tenere alto l'onore italiano: fino a poco tempo fa, trovare UN tipo di grissini in un supermercato era una fortuna. Ora, invece, un qualsiasi supermercato fuori Londra come il Waitrose di Staines offre una dozzina di tipi differenti di grissini.

Grissini italiani (chi altri li produce?)


Non che ci sia una gran competizione internazionale, nel mondo dei grissini. Basta spostarsi allo scaffale delle olive o dei salumi per vedere di nuovo i nostri prodotti arretrare e battere in ritirata, sotto attacco da olive nordafricane e salumi mitteleuropei.

Beh, perlomeno siamo ancora i leader mondiali nel settore dei grissini, neh?

Tags: cartoline, Gran Bretagna, italianità, mangiare

Come danneggiare la reputazione di una citta': un ristoratore disonesto a Roma

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/11/2011 alle 07:05 | 4 commenti  | Permalink
Una serata tra amici in un ristorante a Roma, un conto un po' salato, e alla fine neppure uno scontrino: possibile che esistano ristoratori che cercano di fregare i clienti? No, non ci credo.

Come scrive Paese Sera, nove amici hanno cenato in un ristorante "decisamente informale" vicino a Castel Sant'Angelo, hanno ricevuto "porzioni non certo abbondanti", hanno ricevuto un conto da 572 euro (63,5 euro a testa), e alla richiesta di uno scontrino si sono sentiti dire che il ristorante 'non aveva il libro delle ricevute'.

Beh, ovvio che si spenda cosi' tanto, mangiando cibi sofisticati:
La cena non è certo luculliana, un antipasto a testa, un assaggio di primo e per secondo la specialità della casa: tagliata di manzo.


Il prezzo pagati dai commensali mi sembra alto, ma non e' il problema principale. Il rifiuto di emettere lo scontrino e' da denuncia immediata. Se ceni in un capanno sulle sperdute isole malesi ti fanno lo scontrino, ma nel centro di Roma no. Complimenti.

Ricordiamo a tutti che, come dice il sito della Guardia di Finanza, il numero da chiamare e' il 117, attivo 24 ore su 24:
Il numero di pubblica utilità 117

Il "117" è un numero gratuito di pubblica utilità, operante 24 ore su 24, realizzato con lo scopo di instaurare un rapporto diretto tra la Guardia di Finanza e i cittadini.

E’ stato istituito nel 1996, anche al fine di corrispondere alle diversificate istanze di tutela espresse con sempre maggior vigore dalla collettività, nonché all’esigenza di migliorare i rapporti fra contribuente e fisco.

Con il "117" si entra in contatto con le "sale operative" presenti in tutte le province del territorio nazionale, per chiedere l’intervento di una pattuglia ovvero per ottenere notizie e informazioni sui servizi del Corpo.

Per le violazioni amministrative, quali il mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, si potrà procedere alla immediata verbalizzazione dell'illecito soltanto aspettando la pattuglia sul posto.

In caso contrario, verranno acquisite tutte le informazioni necessarie e il segnalante sarà invitato a presentarsi presso il Reparto del Corpo più vicino per la necessaria formalizzazione.

I clienti del ristorante in oggetto erano italiani. Magari forestieri, non romani, ma pur sempre italiani. Quanto sarebbe stato salato, il conto, se i clienti fossero stati degli ingenui giapponesi o dei tedeschi?

Come abbiamo twittato ieri, la proposta di Milena Gabanelli e' molto interessante: tassare i pagamenti effettuati in contanti, in modo da far riemergere l'economia sommersa italiana. Magari aiuterebbe anche ad evitare situazioni come quella capitata ai nove amici che hanno cenato vicino a Castel Sant'Angelo.

Tags: italianità, ristoranti, Roma, truffe

Parole dell'anno: bunga bunga. Anche a Londra

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/11/2011 alle 11:31 | 0 commenti  | Permalink
Giorni fa, a bordo di un volo easyJet verso Cipro, ho iniziato a leggere la rivista della linea aerea. Arrivato alla pagina dei ristoranti, un bel titolo ha attirato la mia attenzione: "Rome Away From Rome". Un articolo che parla di un locale che ti fa sentire a Roma anche se sei lontanissimo dalla capitale italiana? Quasi. Si tratta di un ristorante a Londra chiamato "Bunga Bunga":

Bunga-bunga londinese


Non tutti abbiamo la ricchezza e il potere di Silvio Berlusconi, ma da oggi non c'e' bisogno di essere il primo ministro italiano per godersi un po' di Bunga Bunga.


Non so voi, ma dubito che un ristorante londinese possa davvero somigliare alle simpatiche feste organizzate per il nostro Presidente del Consiglio...

Tags: easyJet, italianità, Londra e dintorni, ristoranti, Silvio Berlusconi

Basta una Cinquecento per sentire aria di casa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/06/2011 alle 09:28 | 0 commenti  | Permalink
Basta una Cinquecento per sentire aria di casa
Fiat Cinquecento a Londra, zona North Circular. A volte, all'estero, basta un prodotto italiano per sentirsi a casa, o quantomeno per sentirsi un po' orgogliosi dei prodotti nazionali.



Tags: auto, cartoline, italianità, Londra e dintorni

Scultura inglese e capolavoro italiano

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/05/2011 alle 18:46 | 0 commenti  | Permalink
Scultura inglese e capolavoro italian
Staines, Two Rivers Parking. In primo piano una scultura che raffigura i due fiumi di Staines che si uniscono ... a formare l'omonimo parcheggio, suppongo. Sullo sfondo una Ducati. Preferisco la seconda, grazie

Tags: cartoline, italianità, monumenti, moto, Stanwell Moor e dintorni

Berlusconi e gli italiani visti dagli inglesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/03/2011 alle 11:56 | 0 commenti  | Permalink
Qualche anno fa, un collega statunitense venne in Europa per una riunione "plenaria" di tutti i dirigenti informatici dell'azienda in cui lavoravo. C'era un americano, un francese, un tedesco... pare l'inizio di una barzelletta, ma non lo e'. C'erano anche un inglese, un olandese, un italiano, un argentino, una giapponese, un sudafricano, un coreano, e altri ancora. L'americano (che in realta' e' nato in Inghilterra ed e' diventato cittadino americano solo di recente) si trova a tavola, a cena, con alcuni di questi colleghi provenienti da tutto il mondo. E dopo pochi minuti di cortese conversazione, arrivano le battutine su George W. Bush. Mezz'ora dopo, la conversazione e' animata, si sono aggiunti colleghi da altri tavoli, e il povero collega americano viene bersagliato da tutte le parti per quel che Bush ha detto, ha fatto o avrebbe dovuto fare.

E il bello e' che probabilmente il collega non aveva neppure votato per Bush.

La stessa cosa capita a molti italiani, in patria e all'estero. Quando uno straniero incontra un italiano, una serie di pensieri gli passeranno per la mente, compreso uno piuttosto spiacevole:
Questa persona ha scelto come leader nazionale un tizio che e' in odore di mafia, tratta il suo partito come una proprieta' privata e lo Stato come una fonte di servizi personali, insulta in patria e all'estero, e' un vanaglorioso esibizionista convinto che le sue parole abbiano un peso internazionale, ed e' un puttaniere che va con minorenni. E alla persona che ho davanti a me va bene cosi'.

Sono pensieri che di solito non vengono convertiti in parole: difficile che la prima cosa che vi dice uno straniero sia "Piacere, sono John Smith, e tu devi aver votato quel buffone di Berlusconi". Ci vuole un po' di conoscenza pregressa, per menzionare un argomento del genere. Se uno vuole sapere cosa pensano di noi, per esempio, gli inglesi, guardare un programma comico puo' dare qualche indicazione. Del resto, tanti italiani hanno formato le proprie impressioni sugli inglesi affidandosi all'imitazione che Enrico Montesano faceva dell'anziana turista che ripete "Mowto pictorescow".
Ecco alcuni filmati tratti da programmi della tv inglese.

Un filmato dallo show di Harry Enfield:


Un episodio di "Mock The Week", con Frankie Boyle che massacra Berlusconi:


Un altro episodio di "Mock The Week".



E visto che l'abbiamo menzionato prima, ecco Enrico Montesano con la sua sempre attuale interpretazione della romantica turista inglese:


Tags: Gran Bretagna, italianità, Silvio Berlusconi, televisione, umorismo

In vacanza nel Castello Del Sesso di Silvio Berlusconi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/03/2011 alle 00:51 | 0 commenti  | Permalink
Le pazzie del Presidente del Consiglio italiano potrebbero avere inaspettati risvolti per il turismo in Italia. E non solo negativi. Per esempio, il sito Jaunted ha pubblicato un articolo in cui segnala ai suoi lettori la possibilita' di affittare il "Berlusconi Sex Castle" (il "Castello del Sesso di Berlusconi"). L'articolo dice piu' o meno quanto segue:
Possiede proprieta' immobiliari dentro e fuori Milano, un palazzo a Roma e una villa in Sardegna, eppure tutte questi splendidi posti non sono sufficienti per ospitare il seguito di squillo del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi. Secondo il Telegraph e secondo intercettazioni telefoniche, ultimamente i flirt di Silvio hanno avuto come epicentro un castello del XV secolo poco fuori Roma, il Castello di Torcrescenza.

Quelle che Berlusconi ospita li' sono "cene" con ex modelle di Playboy e altre bellissime donne, probabilmente prostitute procurategli da varie fonti, fonti che stanno diventando note al pubblico. Possiamo quindi pensare che le sue "cene" al castello siano terminate e che il castello sia a disposizione per le vostre prossime vacanze con famiglia in Italia ... o per altre cose. Si presenta bene:

Il sito del castello dice che e' circondato da un vasto parco e da un campo da golf, e che e' la residenza privata della principessa Sofia Borghese Ferrari Sardagna (sic?) di Newburg e Hohenstein, diretta discendente di Papa Paolo V. (...) E cosi' il castello e' di proprieta' di un discendente di un Papa? Questo significa che difficlmente lo scandalo di Berlusconi sara' la prima relazione illecita svoltasi in questo luogo.

Il pezzo di Jaunted potrebbe spingere qualche turista straniero a venire in Italia e a visitare Torcrescenza, e magari altre localita' legate al nostro esuberante Presidente del Consiglio. Anche le situazioni negative possono avere qualche piccola conseguenza positiva...

Tags: destinazioni, idee per il settore turistico, Italia, italianità, Silvio Berlusconi

L'Italia delle carte di credito: che Paese straordinario!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/11/2010 alle 07:34 | 1 commenti  | Permalink
Ah, l'Italia, un Paese eccezionale. Nel senso che e' un Paese in cui ogni cosa viene fatta in modo originale, e cio' che funziona all'estero da noi non si puo' fare. Non si puo' andare in un caffe' e connettersi ad Internet con la rete wireless del locale. Noleggiare per un weekend una Nikon D300 con obiettivo costa 19 euro a Singapore, per la stessa macchina in Italia si pagano 50 euro piu' 1.500 di caparra. Per giocare nella nostra Nazionale di rugby pare sara' necessario essere alti almeno 1,85m, quindi se un campione come Jonny Wilkinson fosse italiano, non riuscirebbe neppure a giocare in Nazionale. Se qualcuno desiderasse affidarti un progetto, all'estero ti chiederebbe se hai gia' fatto qualcosa di simile: in Italia ti chiedono cosa hai studiato e chi conosci.

Insomma, parafrasando un noto detto, l'Italia e' un Paese straordinario, pero' vorrei tanto che fosse un Paese normale.

Ieri ho avuto un'altra conferma dell'eccezionalita' del nostro Paese. Chi scrive ha vissuto cinque anni in Inghilterra, poi due negli U.S.A. e due a Singapore, e s'e' abituato a pagare tutto o quasi con la carta di credito, dai cinque euro in su, a partire dal 1999 (quando ancora le banche elargivano carte di credito come fossero status symbol). Tutte le banche incontrate in questi tre Paesi hanno rilasciato carte di credito (la classica accoppiata Visa / AmericanExpress) senza alcuna difficolta', e in vari casi senza costi di gestione. Uso Paypal dal 2001, e non ho mai sentito il bisogno di avere una carta prepagata Paypal: ho gia' due carte di credito, a cosa mi servirebbe?

Eh, ma alle truffe, ai ladri, non ci pensi? E se te le clonano, le tue carte di credito?

Pensavo fosse gia' strano che la prepagata Paypal fosse cosi' diffusa in Italia, ma ieri sera, al pub con amici, ho sentito cose che m'hanno colpito anche di piu': un conoscente ha mostrato una carta (di credito, credo) emessa da una banca italiana, che gli permette di creare carte prepagate virtuali.

Della serie "Fare acquisti e' troppo semplice, complichiamoci la vita!"... No, non sono favorevole allo shopping come terapia, come passatempo, come attivita' culturale, e anzi le mie braccia sono curiosamente corte e raggiungono a fatica il portafoglio. Ma a volte decido di acquistare qualcosa, e di solito cerco di eseguire l'operazione nel modo piu' rapido ed indolore possibile, che sia online o in negozio: compro solo dove i prezzi sono esposti, dove la merce e' disponibile quando mi serve, dove nessuno cerca di vendermi qualcosa che non e' cio' che desidero. Ma torniamo alle carte di credito, ora.

Non sono mai andato in rosso, con le mie carte di credito. Non ho mai rimandato o parcellizzato il pagamento del conto, si paga il giorno in cui e' dovuto (il 15 del mese successivo, di solito) e amen, non ci si pensa piu'. E se non si hanno i soldi, non li si spendono. E ...

Ma allora non vuoi proprio pensare ai rischi, alle truffe, ai furti, alla clonazione della tua amata carta di credito???

A questo punto credo ci vogliano alcuni aneddoti, per spiegare il mio stupore nel far funzionare in Italia qualcosa che nel resto del mondo funziona da parecchio tempo.

Inghilterra, 2003. Lunedi' mattina, sono in ufficio, al lavoro alla mia scrivania. Arriva una telefonata, e' la banca in cui ho il mio conto corrente, mi chiede se sono davvero "io" (l'intestatario del conto corrente). Mi informano che qualcuno ha usato la mia carta di credito per svolgere acquisti a Nottingham, nel nord, per un totale di circa 1.200 sterline. Aumenta il battito cardiaco. Occhi iniettati di sangue. Sbuffo dal naso e probabilmente nitrisco pure. L'operazione e' stata automaticamente "flaggata" dal sistema informatico della banca come sospetta, in quanto eseguita in un momento in cui sono sempre in ufficio, e anche la cifra e' per me inusuale. . L'impiegato della banca chiede la mia conferma per il blocco della carta (AmEx o Visa, non ricordo), e m'informa che il prelievo illegale verra' annullato entro tre giorni. Mi rilasso. Due giorni dopo, l'estratto conto online mostra che il prelievo e' stato annullato.

Oklahoma, 2007: sto guidando da Atlanta allo Utah, per una breve vacanza. Mi fermo ad una stazione di servizio per fare il pieno. No, non ci sono addetti, non ne vedo dal 1993, all'estero, e va bene cosi'. In questo caso, pero', la mia carta viene rifiutata. Provo ad un'altra pompa della stessa stazione, stesso risultato. Risalgo in auto lievemente alterato, il cellulare suona. E' la Bank of America, mi chiedono conferma della mia identita', e mi chiedono se sono per caso in Oklahoma, anziche' ad Atlanta come sempre. Confermo, mi invitano a riprovare a usare la carta di credito. Eseguo, carta approvata, faccio il pieno e riparto.

Taiwan, 2010: dopo innumerevoli calcoli, analisi del prezzo e delle caratteristiche dei ce...

Tags: carte di credito, italianità, pagamenti

Provate a spiegare all'estero cosa succede in Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/10/2010 alle 07:12 | 1 commenti  | Permalink
Nel corso di un convegno Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ha detto "E' difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia". Grazie, non ci voleva un manager plurilaureato per capirlo, ma mi fa piacere vedere che c'e' arrivato anche Marchionne. Nell'ultimo decennio, che ho trascorso all'estero, sono stato spesso coinvolto in conversazioni sull'Italia; in alcune occasioni ci sono stati da sfatare degli stereotipi, spesso mi sono state fatte domande spiacevoli, imbarazzanti o curiose. Ecco una selezione di quelle conversazioni, svoltesi a volte in Italia e a volte all'estero, conversazioni che a volte toccano la situazione politica italiana, altre volte riguardano invece in generale l'immagine che l'Italia da' di se' all'estero.

L'anno era il 2004, ero in taxi a Taipei (Taiwan). Il tassista mi chiese di che nazionalita' fossi. Alla mia risposta, mi chiese se fosse vero che la liberta' di stampa in Italia era limitata, "come ai tempi di Mussolini"...

2006, Londra. Un amico cuoco si trasferisce in Inghilterra per lavorare a Londra, la sua citta' preferita. E' la seconda volta, passa qualche settimana con noi. Parliamo dei datori di lavoro che ha incontrato finora da queste parti, e dice che lavorare per un boss inglese va bene, ma se il ristorante e' invece italiano, dimenticati d'essere pagato per intero, dimenticati d'essere pagato per tempo, e se fai un periodo di prova dimenticati anche d'essere pagato. Ipse dixit.

Milano, intorno al 2005. Entro nell'ufficio di un conoscente, che sta parlando con un ospite, il direttore di una filiale straniera della ditta per cui lavoro. Ci salutiamo, invito a riprendere la conversazione, abbiamo una riunione insieme ad una quarta persona tra un quarto d'ora. La conversazione riprende, il collega straniero ascolta pazientemente una lunga serie di lamentele sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, poi chiede a me cosa ne penso. Condivido la critiche, rispondo. Lo straniero ci chiede "Com'e' che non incontro nessun italiano che voti o anche solo apprezzi Berlusconi, eppure continuate ad eleggerlo?". Beh, "the empty can rattles the most", gli rispondo. Chi e' soddisfatto parla meno di chi e' insoddisfatto.

A Taoyuen (una citta' taiwanese) guardo la tv con amici e parenti taiwanesi. Cambiando canale ci troviamo di fronte ad una partita di calcio, e immediatamente vediamo oggetti gettati dagli spalti, poi uno dei due portieri viene colpito da un razzo. Penso a quali possano essere le nazionalita' dei tifosi delle due squadre, visto che non sono abbastanza vicino alla tv per leggere i nomi delle squadre. Intorno a me vedo facce preoccupate. Mi avvicino alla tv e scopro che si tratta di Inter-Milan, in Champions League. Quello colpito e' Dida, il portiere milanista. Qualcuno mi chiede se succedano spesso cose del genere nel calcio italiano. Qualcun altro menziona uno scooter lanciato dagli spalti a Milano, io spiego che era piccolo, piccolissimo, un ciclomotore, e che i tifosi non avevano neppure dato fuoco al carburante, mi pare. La partita nel frattempo e' sospesa, e una mano pietosa cambia canale, si passa al baseball, per fortuna.

Atlanta, USA, Pasqua 2006. Sono ospite al pranzo pasquale di una famiglia americana, ci sono altri colleghi. Il marito della padrona di casa, un sessantenne proprietario di capannoni, che a tutta prima potrebbe sembrare il tipico statunitense del Sud grosso, grasso, repubblicano e provinciale che non sa nulla di quel che accade fuori dalla sua contea, mi fa una domanda che mi lascia basito: "Credi che Berlusconi abbia perso le elezioni per l'appoggio che ha dato alla politica estera statunitense?".

Singapore, giugno 2010, in un pub lungo Boat Quay. Sul megaschermo del pub c'e' Italia-Slovacchia. Qui dentro tutti tifano per gli underdog, gli slovacchi sfavoriti dal pronostico e dalla classifica FIFA. La nazionale italiana dorme fino a meta' del secondo tempo, poi si sveglia. Nel pub, molte voci chiedono (non a me, che non sono identificabile come italiano nonostante indossi una maglietta azzurra) "Non potevano svegliarsi prima, questi italiani, anziche' puntare come sempre allo zero a zero?". Vecchia storia, la nostra propensione al minimo risultato col minimo sforzo.

Taoyuen (Taiwan), agosto 2010, a casa di parenti. Mio cognato legge il giornale, chiede a sua sorella, mia moglie, di tradurmi quello che dice: "Il giornale dice che il vostro primo ministro e' stato beccato con delle prostitute ed e' nei guai". Gli rispondo che no, non e' una cosa recente, e che non capisco come mai sia sul giornale oggi. Lui replica "Non e' una storia recente? Vuoi dire che si e' gia' dimesso per lo scandalo?". No, gli spiego, non s'e' dimesso perche' lo scandalo e' stato relativamente piccolo, tanti pensano che un Presidente...

Tags: antropologia spicciola, Italia, italianità, Silvio Berlusconi, stereotipi

Come sentir meno la nostalgia dell'Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/06/2010 alle 18:04 | 0 commenti  | Permalink
[Atlanta, 2007]
Uno vive all'estero, e finisce col sentire la mancanza di tante cose. Alcuni sentono la mancanza dei vecchi amici con i quali sono cresciuti, ad altri manca il brasato della zia e le torte ai fiori di zucca della nonna. Altri ancora hanno nostalgia delle loro montagne o del loro mare. Io avevo nostalgia del limoncello, che negli USA viene venduto a prezzi (al bicchiere) vicini a quelli dell'uranio, per cui ho deciso di preparare qualcosa che mi facesse sentire in Italia: limoncello fatto in casa. Trovare l'alcool per uso alimentare e' stato facile (e costoso), trovare dei limoni che non avessero la buccia coperta di cera un po' meno: nella maggior parte dei supermercati di Atlanta la frutta viene trattata con una cera lucidante per rendere la superficie del frutto brillante e liscia come una perla. Alla fine abbiamo trovato alcuni chili di limoni con superficie non trattata presso Trader Joe's (vedi link precedente), e abbiamo preparato il limoncello. E dopo una lunga attesa...
Limoncello made in Atlanta

Perfetto limoncello made in USA.

Tags: Atlanta, bere, italianità, nostalgia, vivere negli USA

La Parata di Leonardo da Vinci

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/03/2010 alle 06:30 | 0 commenti  | Permalink
Pochi giorni fa ho scritto della Parata di San Patrizio a Singapore. Una bella festa, e ce ne vorrebbero di piu'. Non mi dispiacerebbe se ce ne fosse una incentrata sull'Italia, magari sarebbe un'occasione per proporre all'estero un'immagine meno stereotipata del Belpaese.

Mi chiedo quanti italiani parteciperebbero ad una parata italiana a Singapore (siamo circa un migliaio, su quest'isola), e quanto successo potrebbe avere, inteso come partecipazione e apprezzamento da parte dei singaporiani e degli stranieri di altre nazionalita', una parata simile. Forse dovremmo organizzare una Columbus Day Parade, o altro, ma ... niente santi, per favore: gli irlandesi, qui, festeggiano San Patrizio in modo non religioso, senza croci o altri simboli confessionali, e la parata non passa vicino a nessuna chiesa; il "Saint Patrick" che guidava la parata era il chitarrista della band, e se e' religioso non l'ha dato a vedere. Niente parate di San Questo o San Quello, per favore.

Ecco l'idea! La Parata di Leonardo da Vinci.

Di seguito alcune ragioni per scegliere Leonardo da Vinci e alcuni spunti per la festa/parata/celebrazione.

  1. Leonardo da Vinci era italiano (della nazionalita' di C.Colombo ancora si discute);

  2. Leonardo viene associato sempre a cose positive (Colombo viene spesso visto come l'iniziatore dello sterminio dei Nativi Americani e dell'importazione in massa di schiavi dall'Africa;

  3. E' molto popolare negli ultimi tempi, grazie anche ai (pessimi ma molto venduti) libri di un autore statunitense;

  4. Per ogni nuova invenzione qualcuno salta fuori dicendo "Ecco, Leonardo ci aveva gia' pensato"...;

  5. E' un simbolo italiano facilmente abbracciabile anche dal resto degli europei, e questo incrementerebbe le partecipazioni alla festa;

  6. Una festa dedicata a Leonardo non avrebbe legami con la religione e potrebbe essere festeggiata ovunque e con la partecipazione di persone di qualsiasi confessione religiosa;

  7. Leonardo era gay, una festa/parata dedicata a lui sarebbe inclusiva anche nei confronti della comunita' LGBT; non che sia necessario, in una Singapore dove essere gay e' vietato, ma essere tolleranti non fa male, e quando LKY non ci sara' piu', probabilmente anche Singapore diventera' piu' tollerante;

  8. Festeggiare Leonardo permetterebbe di proporre un'immagine dell'Italia lievemente differente dalla solita pizza/pasta/opera/impero romano/artisti rinascimentali. Meno spazio a queste parti note della tradizione italiana, e piu' spazio invece a Leonardo (ovvio), Galileo, Marconi, Volta, Fermi, a scienziati anche contemporanei (Rubbia, Levi Montalcini, Hack), a prodotti tecnologici noti (auto e moto nate nella "terra dei motori" lungo la via Emilia), meno noti (una parata di Ciao e Bravo della Piaggio, una corsa di Morini 3 1/2), o anche senza motore: con tutte le bici che una marca finto-italiana come l'Aleoca riesce a vendere, volete che non ci sia un mercato per bici autenticamente italiane?

  9. Continuando col cibo: la cucina italiana e' famosa nel mondo, ma c'e' ancora un margine di miglioramento enorme, e la Parata di Leonardo da Vinci potrebbe essere il momento adatto per rendere piu' visibili quei prodotti enogastronomici che ancora non sono popolari quanto potrebbero. I vini dolci sono apprezzati nel sud dell'Asia, e in Italia ne abbiamo tanti; la bresaola potrebbe fare furore, qui a Singapore;

  10. Film: avete presente quei registi o attori stranieri che, intervistati per qualche tv italiana, finiscono sempre col parlare del cinema italiano come l'ultimo film prodotto in Italia fosse La Dolce Vita? A me basterebbe far scoprire loro Damiano Damiani e Francesco Rosi, ma in realta' una proiezione di film di Toto' e Franco Franchi & Ciccio Ingrassia sarebbe sufficiente: sono "prodotti" comici gia' quasi pronti per un pubblico straniero, data la loro comicita' fisica prima che verbale;

  11. Musica: gli artisti italiani che vendono meglio all'estero sono quelli che incidono versioni spagnole dei loro successi. Laura Pausini e Nek sono sorprendendemente noti nei Paesi latino-americani, e anche nei supermercati USA i CD della Pausini si trovano, ma sotto "Latin-American". A parte loro, quando si parla di "musica italiana", a molti stranieri viene in mente solo la lirica o canzoni che italiane non sono, tipo "That's Amore". Magari non i Massimo Volume (o magari si'), ma ci sara' pure qualche band o solista o cantautore italiano che sa cantare anche in inglese o, meglio ancora, il cui appeal non si fondi sulla comprensione di ogni singola parola delle sue canzoni? Tanto tempo fa c'erano i Tazenda, che avrebbero potuto avere successo ovunque, anche pr...

    Tags: feste, idee per il settore turistico, italianità, Singapore, tradizioni

In Italia per le vacanze: italiani e tecnologia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/12/2009 alle 11:11 | 1 commenti  | Permalink
Visiti il sito Internet di un albergo straniero, vai alla pagina "Prenota" e inserisci una prenotazione, che verra' poi accettata o rifiutata. Vai alla pagina "Prenota" del sito di un albergo italiano, e non puoi prenotare niente: ti vengono invece chiesti i dati di una prenotazione che devi gia' aver effettuato (probabilmente via posta o piccione viaggiatore).

Vai sul sito italiano di una localita' termale, clicchi sul link "Registrati" e ti vengono chiesti il codice fiscale, il fax (obbligatorio), i tuo ultimi tre indirizzi e l'eta' che aveva tuo nonno quando tuo zio e' stato concepito. E non ti spiegano a cosa servano questi dati.

Tra l'altro:
Cari colleghi progettisti di siti Internet, per favore multilingue: non rendete obbligatorio il campo del codice fiscale, nelle versioni in lingue straniere dei siti che realizzate. Il codice fiscale non esiste, all'estero. E non ditemi che "il cliente straniero puo' sempre prenotare via telefono": vi pagano apposta per realizzare un sito destinato a RIDURRE le telefonate.


Nel frattempo, la tv nuova che hai di fianco continua ad accendersi e spegnersi da sola su un canale di televendite senza consentirti di cambiare canale. E quando sei sul canale 8 e clicchi sul tasto per il canale successivo (che non e' il 9 o il 10, che non ci sono), il modernissimo televisore non sa come saltare i canali assenti per arrivare al successivo. Pare capiti a tanti, qui, indipendentemente dal televisore utilizzato, per cui viene il dubbio che sia una caratteristica del Famoso Digitale Terrestre, l'invenzione italiana che il mondo ci invidia. Ovvero, come ritrovarsi con meno canali di prima, pagando di piu' e chiedendo aiuto alla Germania. Con le parole di Luciana Littizzetto: "Il digitale terrestre è quella ro­ba che, pagando, ti consente di vedere male la televisione che prima vedevi be­ne, gratis".

Mentre ti scontri con le idiosincrasie informatiche italiane cercando di non farti distrarre dalla tivu' che s'accende da sola, un'amica ti contatta via Skype. Non riesce a far funzionare delle cuffie. Ed e' una delle persone piu' intelligenti che conosci. A questo punto suona un telefono in casa, ma quando alzi la cornetta senti una segreteria telefonica, mentre altri due cordless che hai in casa continuano a suonare. Vai ad alzarli uno per uno per farli smettere.

Esci di casa pensando che l'approccio ad Internet, telefonia ed elettronica in generale e' sempre peculiare, in Italia, ma che almeno le cose migliorano quando c'e' di mezzo il contatto personale.

Beh, perlomeno quello e' vero, a volte. Ma ne parleremo un'altra volta.

Tags: informatica, Italia, italianità

Aleoca: una bici chiamata Foraggio

Scritto da ViaggiareLeggeri, 20/12/2009 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
Aleoca Foraggio: una bestia di bici!
Dopo la Padella, Aleoca ci propone un'altra bici con un nome aggressivo, che sprizza Italian Style da tutti i pori: Foraggio. L'azienda singaporiana (Aleoca, appunto) vuole quindi che i potenziali acquirenti di questo modello siano affascinati dall'idea di una bici il cui nome e' associato a prodotti vegetali destinato all'alimentazione del bestiame. Una strategia di marketing interessante.

D'accordo, il nome "Foraggio" non e' male, se confrontato con alcuni dei predecenti capolavori dell'azienda singaporiana, le bici Ossario e Scorfano, e la recente Padella. Ma dimostra per l'ennesima volta che mettere su una bici una bandierina italiana e uno slogan in italiano raffazzonato e' sufficiente a convincere il cliente medio che un prodotto e' Made in Italy e che quindi e' migliore. Peccato che l'Aleoca non abbia niente a che vedere con l'Italia.

Per i miei lettori buontemponi, ecco un'idea per una breve email/lettera ai dirigenti della Aleoca, potrebbe portare a risultati divertenti:
To:
Aleoca Pro Singapore Pte Ltd
151 Pasir Panjang Road, #03-12
Pasir Panjang Distripark
Singapore 118480
Fax: 65-6272 0347
aleoca@pacific.net.sg
Alan Goh, alangoh@aleoca.com [Skype: aleoca-alangoh]

Re: Naming Strategy For Your Products

Dear Sirs,
I have had the pleasure to see your bicycle for sale in several Carrefour stores in Singapore, and I appreciate the typical Italian style of your models. However, I feel I might be of help with the naming of your products, in case your marketing department is open to suggestions. Here is a brief list:

- Aleoca Latrina: an aggressive name for an aggressive model;
- Aleoca Forfora: a name which inspires reliability and safety;
- Aleoca Ascella: name for a multi-purpose bike; it exudes style and modernity;
- Aleoca Zamarro: a good name for a bike with an extrovert style and design;
- Aleoca Scrofa: a family bike;
- Aleoca Grattugia: a name for a triathlon/sports model;
- Aleoca Durone: another name for a triathlon/sports model;
- Aleoca Lussazione: an apt name for a comfortable bike;
- Aleoca Morbillo: a toddler's bike.

I hope the above suggestions might be of help.

Best regards,
......

Ripensandoci, e' possibile che quest'azienda singaporiana arrivi da sola a questi nomi, o a nomi anche peggiori. Ossario ... Scorfano ... probabilmente qualche nostro connazionale, anni fa, ha suggerito ad Aleoca questi nomi, magari e' stato persino pagato, e sta ancora ridendo.





Tags: Aleoca, bici, italianità, lettera aperta, marchi

Aleoca: una bici chiamata Padella

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/12/2009 alle 03:56 | 0 commenti  | Permalink
Oggi torniamo a parlare di Aleoca, un'azienda asiatica produttrice di biciclette, che si finge italiana, rovinando la reputazione delle biciclette italiane.

Non e' un'azienda italiana, ma il suo logo e' una bandiera italiana. Non pensa in italiano, ma lo slogan sul cannotto di sterzo delle sue bici e' "Le Italiano Concetto". Non conosce l'italiano, e si vede nei nomi che sceglie per le sue bici: Ossario e Scorfano, tra gli altri.

ecco a voi ... rullo di tamburi ... l'ennesimo nome scelto con cura da Aleoca per una nuova bici: la Padella. Nome che ispira velocita', robustezza, cambi di marcia rapidi, discese a rotta di collo.
Una padella per bicicletta

Sarebbe il caso che l'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) operasse per proteggere il "brand" Italia. Aleoca e' un'azienda che, proponendosi con simbolo italiano e linguaggio italianeggiante, vende prodotti che il pubblico percepisce come italiani.

Tags: Aleoca, bici, italianità, marchi, truffe

I pagliacci del pianeta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/12/2009 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Ci sono un tedesco, un inglese e un italiano ... pare una barzelletta, e forse lo e'.

Ci sono un tedesco, due inglesi e due italiani. E un francese, uno svizzero, un coreano, un cinese, un singaporiano, un giapponese e un australiano. E forse qualcun altro, piu' quieto del resto della comitiva. Non e' una compagnia silenziosa, anzi: sono allegri, sono a Singapore per lavoro, e l'economia mondiale sta dando segni di ripresa, o forse sono allegri per il fatto che, a fine anno, riceveranno comunque i loro bonus, nonostante non abbiano meriti. Allegri, dicevo. Scherzano e ridono, chi piu' silenziosamente, chi meno. E gli italiani? Uno non si direbbe neppure italiano, parla un ottimo inglese e lavora a Singapore, ed e' lui il "padrone di casa" in questa riunione internazionale; e' autorevole e calmo. L'altro, invece, si da' da fare per ricordare tutti gli stereotipi negativi sugli italiani: interrompe gli interlocutori quando parlano, ride rumorosamente - da solo - alle proprie battute, ogni tre parole in inglese esclama "Cazzo" a tutto volume, e' insomma il clown della compagna.

Mi sento come si sentirebbe un italiano che assiste ad una riunione del G7 G8 G20 e vede passare Berlusconi che fa le corna dietro ad Aznar, Berlusconi che viene richiamato perche' fa casino, Berlusconi che cerca di saltare addosso ad un'operaia russa, Berlusconi che si vanta delle sue doti di seduttore. Siamo i pagliacci del pianeta, e chiedo scusa ai pagliacci.


Una storiella che gira - probabilmente solo fuori dall'Italia - e' che il G8 sia stato rimpiazzato dal G20, come punto d'incontro per le nazioni piu' sviluppate, dopo che molte Nazioni hanno protestato "C'e' l'Italia, c'e' Berlusconi, e non volete far entrare noi???".

Tags: abrasioni superficiali, Italia, italianità

Italiani canterini e tedeschi mattutini

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/12/2009 alle 04:25 | 0 commenti  | Permalink
Il Times ha pubblicato una serie di foto di cartelli bizzarri visti in giro per il mondo dai suoi lettori. Una delle foto, scattata in un albergo in Polonia, riguarda abitudini nazionali italiane e tedesche:

- Preghiamo gentilmente gli ospiti italiani di non cantare dopo mezzanotte
- Gli ospiti tedeschi sono pregati di non alzarsi prima delle cinque di mattina

Italiani canterini e tedeschi mattutini



Tags: italianità, Segnaletica e cartelli

Berlusconi, grazie per le figuracce

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/11/2009 alle 06:34 | 0 commenti  | Permalink
A diecimila chilometri dalla mia citta' natale, chiedo ai miei interlocutori - tra i trenta e i quarant'anni, laureati, curiosi di quel che succede nel mondo - quali siano le ultime notizie che hanno letto, sentito o visto sull'Italia.

Grosso errore.

Uno dice che "Berlusconi, il presidente italiano", ha detto che Barack Obama e' abbronzato; e non e' colpa delle tv asiatiche, se persino i mass media italiani chiamano Berlusconi "Presidente" anziche' "Presidente del Consiglio". Un altro ha sentito che la Regina Elisabetta ha cazziato Berlusconi che stava gridando (chiamava il suo abbronzato "amico" Obama). Un paio hanno chiesto se e' vero che Berlusconi ha suggerito alle vittime di un terremoto di considerare le loro sistemazioni provvisorie in tenda come "una vacanza in campeggio" (e a Taiwan, i terremoti li prendono molto sul serio). E tutti i presenti avevano letto delle tante accuse al Presidente di legami con la mafia.

Tutto Berlusconi, solo Berlusconi. Ma poteva andare ancora peggio. Ho tastato il terreno chiedendo se erano arrivate notizie di altri scandali. M'hanno risposto "parli di quelli di Berlusconi con la prostituta, con la ministra e con la minorenne? Si', la tv ne ha parlato, ma e' solo una conferma che gli italiani pensano al sesso prima che a tutto il resto, non e' la fine del mondo."

No, non e' la fine del mondo.

Quando qualcuno vede il leader di una Nazione, l'impressione che ne ricava viene estesa ai connazionali del leader. La percezione del turista americano all'estero e' migliorata di colpo con l'elezione di Barack Obama, come ho potuto osservare di persona mesi fa quando, scambiato per un americano, ho ricevuto i complimenti per aver "eletto un buon presidente, non come quel criminale, Bush" (e troverete commenti siti anche in Rete). Che uno abbia votato per Obama o che lo odi, ora si ritrova a godere i benefici dell'avere quel presidente.
E che io abbia votato Berlusconi o no, ora mi ritrovo ad essere assimilato a Berlusconi, quando sono all'estero. Come voi.

Tags: italianità, personaggi, Silvio Berlusconi, Taiwan

Aleoca Ossario: bel nome per una bici

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/03/2009 alle 08:40 | 0 commenti  | Permalink
Grazie ad un commento di un lettore nel blog, ora sappiamo che Aleoca pesca parole a caso per darsi un'identita' italiana.

Ricordiamo che Aleoca e' un'azienda produttrice di biciclette, con sede a Singapore e fabbrica in Cina, che usa una bandierina tricolore, slogan italianeggianti ("Le Italiano Concetto"), e nomi italiani per vendere i propri prodotti. Ne parlammo per la prima volta qui.

Roberto ha segnalato l'esistenza di un modello Aleoca che dimostra come questa ditta, che pure sfrutta l'italica reputazione nel settore delle due ruote, probabilmente non sappia neppure dove sia l'Italia: se foste voi a produrre biciclette, mettereste sul mercato una bici chiamata Ossario?

Chi compra una bici Aleoca crede di comprare italiano, e quando arriva un guasto, e' un "prodotto italiano", agli occhi del consumatore, ad essere difettoso. E neppure un prodotto economico: come detto in quest'articolo, ci sono modelli Aleoca da 8.888 dollari (oltre 4.000 euro).

La ditta asiatica non si ferma qui. Altri nomi usati da Aleoca per i suoi prodotti:

- Aleoca Eccellenza
- Aleoca Catania
- Aleoca Pescara
- Aleoca Torino
- Aleoca Livorno
- Aleoca Agropoli: i manager della Aleoca hanno trovato un nome inusuale;
- Aleoca Bolonia (sic)
- Aleoca Signora
- Aleoca Scherzo: potevano anche chiamarla "Aleoca Vi Prende Per Il Culo";
- Aleoca Regola
- Aleoca Toscano: per chi ama pedalare e fumare;
- Aleoca Aureola: la bici ideale per quel vecchio parroco in odore di santita'...
- Aleoca Setola: fa venire in mente quella vecchia pubblicita' in cui un imbianchino trasportava in bici un pennello gigantesco (in realta' gli serviva un "gran pennello", non un "pennello grande");
- Aleoca Ottavo: per chi non e' interessato ad arrivare primo;
- Aleoca Capitano
- Aleoca Contatto: niente battute sui condom, please...
- Aleoca Arcobaleno
- Aleoca Dondolo

E infine, rullo di tamburi per ...

Tags: Aleoca, bici, italianità, marchi, nome

Aleoca: un prodotto pseudo-italiano che fa danni alle bici italiane?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/02/2009 alle 15:55 | 0 commenti  | Permalink
Dopo un commento nel blog riguardo ai danni (o all'assenza di danni) che un prodotto spacciato per italiano puo' fare ai nostri prodotti, torniamo a parlare della Aleoca, una marca di bici di Singapore che utilizza bandiera italiana, nome italianeggiante e slogan rappezzato ("Le Italiano Concetto") per vendere le proprie bici. Questa e' una foto scattata oggi al supermercato Carrefour di Suntec City, a Singapore, e mostra una bici Aleoca con il marchio "Aleomakino Italy" sulla forcella. Considerato che la sede dell'Aleoca e' a Singapore e che le sue bici sono prodotte a Shenzen in Cina, viene da chiedersi se c'e' una qualche connessione con l'Italia, per questa bici e per il marchio "Aleomakino" che propone.


Da un commento lasciato su questa pagina traspare l'idea che chiunque sia in grado di capire che Aleoca non e' una marca italiana. Beh, fatevi due ricerche su Google e vedrete quanti utenti - e possessori! - la definiscono una marca italiana. Poi, se salta fuori che e' un artigiano italiano con officina a Borgo San Dalmazzo o a Macerata a produrre le bici col marchio Aleoca o Aleomakino, tanto meglio.

Tags: Aleoca, bici, italianità, marchi

Guidate e telefonate!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03/01/2009 alle 07:12 | 0 commenti  | Permalink
Segnale luminoso sull'autostrada Milano-Torino
Guidare e telefonare NON e' una buona idea, auricolari Bluetooth o meno. Se parlate al telefono mentre siete al volante, dedicherete un po' della vostra attenzione alla conversazione telefonica, e quell'attenzione potreste dedicarla alla guida, invece. Ma forse le aziende che gestiscono le autostrade italiane non la pensano cosi': sulla A4, andando da Milano in direzione Torino, compare l'informazione "Info viabilita' da cellulare (12) 840-708.708". Utile, fornire informazioni a chi guida. Ma quale sara' la prima reazione di qualcuno che vede questo segnale? Prendera' il cellulare e chiamera' il numero di telefono indicato. Quanti guidatori si fermeranno per telefonare? Quanti useranno un auricolare - con o senza cavo - che consentira' loro di ascoltare le informazioni senza reggere il telefono in una mano e il volante nell'altra? Pochi, secondo noi. Se qualcuno vorra' chiamare il (12) 840-708-708, lo fara' probabilmente prendendo il cellulare da una tasca della giacca o dei pantaloni e componendo il numero, l'altra mano sul volante. Magari senza neppure rallentare.

Piu' che un contributo alla sicurezza, questo ci pare un contributo all'insicurezza delle strade.

Tags: italianità, sicurezza, strade, telefonia

Regolamenti linee aeree: rispettarli non e' facoltativo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/12/2008 alle 09:30 | 0 commenti  | Permalink
Ryanair mette in vendita un servizio. Stabilisce un prezzo. Fissa delle regole. Il ciente acquista un biglietto, stipulando un contratto e accettando le regole di Ryanair. Poi decide (senza neppure bisogno di pensarci: e' un sentimento che viene dal profondo) che le regole della Ryanair sono troppo severe, e che quindi non c'e' bisogno di osservarle. Il cliente arriva al check-in venti minuti prima della partenza, con una mano tira un trolley, in spalla ha uno zaino, nell'altra mano ha una borsa con tre felpe bellissime appena comperate in aeroporto, e sotto il braccio trasporta una bottiglia di minerale da due litri, perche' si sa che Ryanair fa pagare un capitale per bevande e cibo a bordo. Sotto l'altro braccio e' riuscito a infilare la giacca a vento. Quando arriva il suo turno, si ricorda che ha messo passaporto e biglietto nella tasca posteriore destra dei jeans. Prendendoli, cadono la bottiglia di minerale (di plastica, per fortuna), la giacca a vento, lo zaino gli si sfila di spalla e va a lacerare la borsa di plastica con le felpe, che cadono. Il passeggero spara un bestemmione a cento decibel. I due addetto all'imbarco lo guardano, si guardano, e gli dicono "Italian, sir?". Poi gli mostrano una stampata del regolamento della linea aerea, disponibile online qui, e gli spiegano il significato della frase in neretto:
E’ permesso tassativamente un solo bagaglio per cabina a passeggero (esclusi i neonati) che pesi fino a 10 kg con dimensioni massime di 55cm x 40 cm x 20 cm. (borse, ventiquattro ore, laptops, duty free devono essere portati all’interno del bagaglio per cabina permesso).


Il passeggero protesta. dice che una volta e' salito a bordo di un volo con un trolley, DUE zaini e QUATTRO borsoni carichi di spesa del duty-free. I due addetti Ryanair gli chiedono che volo fosse. Un Roma - Bangkok, dice lui. Gli spiegano che ogni linea aerea ha il proprio regolamento, e che Ryanair consente un solo bagaglio a mano. Il passeggero abbozza. Dietro di lui, in coda, c'e' solo piu' una signora gli chiede - in italiano - se puo' sbrigarsi, visto che dopotutto il regolamento Ryanair dice che il check-in chiude 40 minuti prima dell'orario di partenza, e che percio' il personale Ryanair sta gia' facendo una gradita eccezione per venire incontro ai passeggeri in ritardo. Uno dei due addetti al check-in Ryanair si sposta al computer di fianco e invita la signora ad effettuare li' il check-in. In centottanta secondi la pratica viene svolta e la signora si dirige a passo spedito verso l'imbarco, ringraziando. L'altro passeggero sta ancora cercando di infilare la giacca a vento nel borsone di plastica che andra' nel trolley. Quando finalmente riesce a chiudere il trolley, i due dietro al banco del check-in gli chiedono se riesce ancora a sollevarlo. Lui dice certo, e' leggero, guardate quanto poco pesa! e posa il trolley sulla piastra in cui viene pesato il bagaglio imbarcato. Venticinque chili. Il limite e' dieci.

"Non staranno mica a farmi storie per pochi chili, ora?", pensa il passeggero.


- Mamma, che storia pallosa. Alla fine e' salito a bordo, quel tizio?
- No, non l'ho visto salire a bordo e neppure al momento dello sbarco. Sai una cosa? Sai come si dice "vietato" in inglese?
- Forbidden, si dice.
- E sai come si dice "tassativamente vietato", "severamente vietato" e "assolutamente vietato" in inglese?
- ... fammi pensare ...
- Te lo dico io. Non si usano quelle frasi, in inglese. Non ci sono livelli differenti di "vietato", ne' c'e' bisogno di rinforzare "forbidden" con un'altra parola. Se e' vietato, e' vietato, punto. Fine.
.

Tags: abrasioni superficiali, bagaglio a mano, dimensioni bagagli, italianità, Ryanair

Cucina italiana e persiana insieme

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/12/2008 alle 14:27 | 0 commenti  | Permalink
Un ristorante italiano e persiano a Singapore
Un paio di anni fa ebbi una discussione con una conoscente italiana, a Londra. Lei voleva andare in "un ristorante cino-giapponese, come quelli che ci sono a Milano", ma eravamo a Londra, dove la scelta in fatto di ristoranti cinesi e ristoranti giapponesi e' piu' ampia, e dove i due tipi di cucina non vengono mescolati spesso nello stesso ristorante. Le spiegai che potevamo mangiare in un ristorante giapponese o in un ristorante cinese. Lei insisteva, e diceva che a Milano ci sono anche i ristoranti cino-nippo-vietnamiti. Le spiegai che un ristorante del genere, per chi conosce le differenze tra quei tre tipi di cucina, avrebbe lo stesso valore di un ristorante italo-franco-greco: sono cucine differenti.

Non sono quindi stato sorpreso di trovare un ristorante italiano e persiano a Singapore. La comunita' italiana a Singapore e' piuttosto esigua, meno di un migliaio di persone, e meno rilevante di comunita' piu' piccole come quella armena e quella ebraica, un ristorante che proponga due tipi di cucine potra' attirare piu' clienti. Non molti clienti italiani o persiani (iraniani), immagino, ma gli altri si', gli stessi che mangerebbero in un ristorante cino-nippo-vietnamita...

Tags: foto, italianità, mangiare, ristoranti, Singapore

New Orleans e' infestata da Vespe

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/10/2008 alle 17:10 | 0 commenti  | Permalink
Poliziotto in Vespa a New Orleans
Ho visto due poliziotti su Harley Davidson, a New Orleans, e decine di poliziotti in Vespa. Il motivo per puo' essere la differenza di prezzo (quante Vespa si possono comperare col prezzo di una Harley?), ma la Vespa sembra in generale piu' adatta ai compiti della polizia nella capitale della Louisiana: pattuglia lenta per vedere tutto e farsi vedere da tutti, sia da quelli che si sentono rassicurati nel vedere una divisa, che da quelli che di divise non vorrebbero proprio vederne perche' occupati in attivita' oltre i limiti del lecito.

Poliziotti a parte, di Vespa ce ne sono tante, in centro a New Orleans, compresi alcuni esemplari con marchi differenti, come le Bajaj Chetak costruite in India. Beh, uno dei frutti dell'ingegno (e degli ingegneri) nazionali continua ad avere successo nel mondo, per fortuna!

Tags: foto, italianità, marchi, moto, Stati Uniti

Bici Aleoca a Singapore, ecco il massimo insulto: l'Aleoca Torino

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/08/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Aleoca Torino: non potevano lasciare stare la bella Turin?Abbiamo gia' parlato di Aleoca, un'azienda di Singapore che produce bici in Cina e che sfrutta elementi italianeggianti (tricolore italiano, slogan "Le Italiano Concetto", nomi italiani per i vari modelli di bici) per vendere le i propri prodotti a prezzi spesso elevati. Quando una bici Aleoca si guasta, o l'assistenza clienti Aleoca non segue in modo appropriato un problema, e' l'immagine dei prodotti italiani (ciclistici e non) ad essere danneggiata, dato che il cliente medio pensa che Aleoca sia una marca italiana.

Ieri, camminando nella Chinatown di Singapore, ho visto una bici Aleoca modello "Torino". E' arrivato il momento di chiamare questa ditta e dir loro di piantarla di fingersi italiani...

Tags: Aleoca, bici, italianità, Singapore, truffe

Tanti italiani in vacanza a Tioman, in Malesia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/08/2008 alle 15:30 | 2 commenti  | Permalink
Un quasi-tramonto a Timan
Ci sono tanti italiani, in vacanza al Berjaya Tioman resort dell'isola di Tioman, in Malesia. Il geek solitario e un po' sovrappeso sempre connesso ad Internet col suo sub-notebook taiwanese. La coppia romana che passa il tempo al telefono con l'Italia. Le due coppie campane che passano le serate giocando a biliardo. La coppia che e' in vacanza insieme per l'ennesima volta, e nessuno dei due si decide a chiudere la storia che non porta da nessuna parte. Le cinque amiche bolognesi (come faranno a resistere in giubbotto di jeans all'equatore?). Il bambino con cadenza genovese che chiede questo e quello alla mamma, che gli risponde in italiano ma con accento straniero e aspetto asiatico, forse malese o tailandese. Il Signor Palestrato E Signora, entrambi con occhiali da sole tanto ampi e vistosi che, piu' che proteggere gli occhi di chi li indossa, sembrano gridare 'Guardatemi!'. Le due amiche con linea perfetta e grandi sorrisi, che non resterebbero sole a lungo in una spiaggia italiana.

Quasi meta' dei vacanzieri su quest'isola sono italiani, seguiti dai francesi e dai taiwanesi; uno statunitense con call-girl asiatica, alcune coppie nordiche, una simpatica famiglia tedesco-russa. Com'e' che Tioman e' una destinazione cosi' popolare, in Italia?

Tags: antropologia spicciola, Asia, destinazioni, italianità, Malesia

Marchi simil-italiani: quanto costa una bici Aleoca?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/07/2008 alle 17:45 | 0 commenti  | Permalink
Una bici Aleoca in vendita al Carrefour di Suntec CityDopo la pubblicazione dell'articolo su Aleoca, una marca pseudo-italiana di biciclette che e' onnipresente nei negozi di Singapore, un paio di lettori mi hanno chiesto di fornire dati precisi riguardo al prezzo delle bici Aleoca. Ho quindi fatto un salto nel supermercato Carrefour a Suntec City, Singapore, e ho scattato questa fotografia. La qualita' della foto e' scarsa, ma il prezzo della bici si vede bene: 8888 (ottomilaottocentottantotto) dollari di Singapore, equivalenti a 4.139 euro! Per una bici prodotta in Cina per conto di una azienda di Singapore e' un prezzo molto elevato; ma con una bella bandiera italiana e con lo slogan Le Italiano Concetto (sic), tanti clienti saranno disposti a spendere una cifra del genere.

Tags: Aleoca, bici, italianità, marchi, Singapore

Artisti italiani a Singapore: Studio Festi, The Dancing Sky

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/07/2008 alle 21:08 | 0 commenti  | Permalink
Un momento dello spettacolo The Dancing Sky dello Studio Festi
Questa sera si e' esibito a Singapore, di fronte al National Museum, lo Studio Festi nello spettacolo "The Dancing Sky". Avevo gia' assistito in passato a questo spettacolo, a Torino in Piazza San Carlo, Capodanno 2003 o 2004, e mi era piaciuto.

Ecco una foto scattata allo spettacolo, gratuito. La prima esibizione si e' svolta alle 21, la seconda alle 23,30. Probabilmente vedrete altre foto da questo spettacolo su questo sito, nei prossimi giorni, perche' mi capita raramente di scattare quasi 700 foto in una sola occasione. Due, in effetti: il primo spettacolo e' stato talmente bello che ho assistito anche al secondo.

Ho ringraziato alcuni degli artisti, dopo lo spettacolo, perche' fa piacere, da italiano, assistere ad uno spettacolo come questo, organizzato ed eseguito da italiani.

Tags: foto, italianità, Singapore, spettacoli

Le marche simil-italiane che poi italiane non sono: Aleoca

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/07/2008 alle 07:00 | 6 commenti  | Permalink
Gia' avete letto della biancheria intima marca "Usura" in vendita a Singapore. Sempre da Singapore arriva un altro caso, un pelino meno divertente. La maggior parte delle biciclette e degli accessori per biciclette in vendita in citta' porta il marchio Aleoca. Nome pieno di vocali, il che porta molti anglosassoni a pensare all'Italia. Il marchio della ditta Aleoca mostra un semicerchio diviso in tre spicchi: uno verde, uno bianco, uno rosso; pare la bandiera italiana. Un secondo semicerchio, sotto la parola "Aleoca", mostra lo slogan "LE ITALIANO CONCETTO". Pare proprio che, ortografia e sintassi a parte, Aleoca NON sia legata all'Italia. Usando Google per cercare la parola "Italian" sul sito Aleoca porta a zero risultati, stessa cosa cercando "italia". Aleoca non e' una ditta italiana.

Visitando poi www.aleoca.com, ed in particolare la pagina dei contatti, vedo che c'e' una sede a Singapore ed una fabbrica in Cina: una soluzione perfetta, produrre le bici in Cina dove la manodopera costa poco, e venderle a Singapore dove gli stipendi sono alti. Nel supermercato Carrefour presente nella Suntec Tower Four, vicino al centro di Singapore, sono in vendita modelli di bici da strada Aleoca con prezzi pari a diverse migliaia di euro. Dubito che se il marchio fosse "Mah Lin Bicycles" o "Paya Labar Bicycles", questa ditta potrebbe permettersi di vendere i propri prodotti a prezzi cosi' alti: le bici fatte in Europa ed in particolare in Italia hanno ancora una buona reputazione. A rischo proprio grazie a ditte come Aleoca.

Quindi cosa sappiamo di Aleoca? Che e' una ditta asiatica, probabilmente con direzione a Singapore. Che usa bandiera italiano e slogan pseudo-italiano per far credere ai clienti di essere una ditta italiana. Che l'uso di tali segni di italianita' permette a questa ditta di piazzarsi nella fascia alta del mercato delle bici da strada, per quanto riguarda i prezzi. E che, vedendo una bandiera italiana e una frase che sembra in italiano, i clienti pensano sia una ditta italiana....

Tags: Aleoca, bici, italianità, marchi, Singapore

Italiani in vacanza: continuiamo a farci riconoscere

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/08/2007 alle 17:08 | 0 commenti  | Permalink
Savona, coda di auto in attesa d'imbarco per la Corsica. Con un po' di stupore, notiamo che la maggior parte delle vetture ha targa francese, non italiana: che costi meno imbarcarsi a Savona che a Nizza? Le auto in alcune corsia iniziano ad essere imbarcate. Nella corsia tredici, di fianco alla nostra, un fuoristrada di marca tedesca e' vuoto, la fila sale sul traghetto fino a quella vettura, chi e' dietro attende. Finalmente arrivano due giovani coppie, ragazzi benestanti e allegri; salgono a bordo dell'auto come se non ci fossero decine di auto in attesa, dietro, e con calma, scherzando e accendendosi sigari, accendono il motore e si avviano verso il traghetto. Dietro, la coda segue pazientemente. Il fuoristrada passa di fianco a noi e ne leggiamo la targa. Speriamo non siano ... Speriamo non siano ... Lo sono. Italiani.

Continuiamo a farci riconoscere.

Sul traghetto, un'ora piu' tardi. Noccioline a disposizione sul bancone del bar, vicino al barista Ugo, che ha l'aria navigata di uno che potrebbe aver lavorato all'Harry's Bar di Venezia, al bar del Moulin Rouge di Parigi, o in locali frequentati dalla Legione Straniera e da caratteri alla Corto Maltese. I clienti ordinano da bere, prendono qualche nocciolina e si siedono ad uno dei tanti tavoli vuoti. Una bella coppia si siede al tavolo vicino al nostro; lui si alza quasi subito, va al bar e ritorna con l'intera scodella delle noccioline: che gli altri clienti si arrangino.
Un accento del nord-est tradisce la nazionalita' della coppia: sono italiani.

Continuiamo a farci riconoscere.

Tags: antropologia spicciola, italianità

E' necessario conoscere l'italiano per essere italiani?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/12/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Una proposta per inserire la conoscenza della lingua italiana nella Costituzione ha incontrato l'opposizione di Lega e Rifondazione Comunista. La frase che dovrebbe venire inserita al termine dell'articolo 12 recita "L'italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali"." Ne parla Repubblica in questa pagina.

Rifondazione e' contraria perche' teme che la modifica della Costituzione venga utilizzata per rendere obbligatoria la conoscenza dell'italiano per ottenere la cittadinanza italiana. Io spero che succeda. Ragazzi di Rifondazione, sono spesso d'accordo con voi, ma concedere la cittadinanza di una nazione ad una persona che non ne conosce la lingua non vi pare fuori luogo? Un immigrato che non conosca l'italiano si trovera' in difficolta' di fronte ad ogni rapporto con le autorita' e anche sul lavoro:

- non sara' in grado di contestare multe, bollette, estratti conto bancari contenenti errori;
- avra' poche possibilita' di trovare e mantenere un impiego qualificato;
- non riuscira' a capire le notizie fornite dai media italiani, e dovra' quindi affidarsi a media stranieri per sapere cosa succede nel mondo (uhm ... questo forse e' un punto a favore delle obiezioni di Rifondazione!);

In breve, un cittadino straniero residente in Italia, incapace di comprendere la nostra lingua e di usarla per esprimersi, si troverebbe ad essere un cittadino di serie B.

Sparisce il disinvolto playboy da spiaggia, calano le avventure estive?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/08/2005 alle 13:00 | 0 commenti  | Permalink
Secondo uno studio della rivista Riza Psicosomatica, sette italiani su dieci evitano approcci con il sesso opposto in spiaggia.
Timidezza e insicurezza sarebbero i motivi di questo "ritrarsi" di fronte a potenziali avventure, e il culto dell'apparenza fa le sue vittime: due italiani (maschi) su dieci si sentono in imbarazzo in costume da bagno, e anche tra gli altri serpeggia l'ansia da confronto col vicino d'ombrellone piu' prestante. Solo un italiano su tre e' a proprio agio in costume (trattasi appunto del ragazzone muscoloso che vedete sotto l'ombrellone di fianco al vostro, pronto a lanciarsi atleticamente in acqua, e vorreste tanto che per una volta il mare lo trattasse come fece con Mose', aprendosi di fronte a lui, e facendogli prendere una spanciata sul fondale ricco di granchi).
Cellulari, Settimana Enigmistica, sodoku, computer portatili e palmari sono gli schermi che l'italiano medio usa per evitare di trovarsi faccia a faccia con l'imprevisto batticuore portato da uno scambio insistito di sguardi.

Una nota positiva c'e': perlomeno le donne italiane sembrano diventate capaci di accettarsi come sono, senza diventare vittime dell' insicurezza ... voi che ne dite? Le vostre opinioni sono benvenute nel nostro forum.

Secondo lo studio per ben 7 italiani su 10 l'approccio balneare e' diventato un tabu', confessano di sentirsi a disagio nel fare conquiste sulla spiaggia, dove trionfa invece la timidezza e l'insicurezza.

Tags: antropologia spicciola, italianità, mare

Argomenti correlati a "italianità"


BlogItalia - La directory italiana dei blog

Leggi gli aggiornamenti di questo sito su Twitter

ViaggiareLeggeri su Twitter