Blog, argomento: italianità Italia 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento italianità Italia

Natale 2011: auguri, regali, osservazioni

Scritto da ViaggiareLeggeri, 25/12/2011 alle 19:46 | 1 commenti  | Permalink
Natale. Il venticinque dicembre e' arrivato e quasi passato, e ho notato un paio di cose, da viandante rientrato temporaneamente in Italia.

1) La televisione sembra scomparsa. In quarantott'ore non ho ancora visto un televisore acceso, e mi pare un'ottima cosa.
2) Facendo un giro di telefonate di auguri, nel giro di un minuto di conversazione emerge la dettagliata descrizione di una dozzina di malanni fisici. In Inghilterra ci vuole una conversazione di un'ora, possibilmente col vostro interlocutore legato alla sedia e sotto tortura, perche' si inizi a parlare di salute. Saremo malaticci o ipocondriaci?
3) L'Italia sara' in crisi, ma la quantita' di Porsche in giro continua a crescere. Magari le regalano, non so...
4) Le code al supermercato erano molto brevi, ieri (tardo) pomeriggio. Ipotesi:
  a) c'e' crisi, la gente compra meno;
  b) chi doveva fare acquisti era stato previdente e li aveva gia' fatti;
  c) chi doveva fare acquisti stava aspettando l'ultima mezz'ora per farli;
  d) la folla era tutta in altri supermercati, non al Panorama di San Mauro;
  e) gli italiani acquistano online anche lo zampone e il capitone, ormai.
5) Ho passato il pomeriggio della domenica natalizia a sistemare la connessione Internet di un computer con Windows 7 (che non ne voleva sapere di installare i driver di un dongle wi-fi Netgear) e ad aggiornare un laptop con Ubuntu da Karmic Koala a Lucid Lynx 10.04.3, e poi a sistemare il plug-in di Firefox per le animazioni Flash. Tipico rituale natalizio.
6) Sono a Settimo Torinese, dunque in Piemonte, dove gli antipasti sono il pezzo forte, a tavola. Eppure, riducendo la varieta' e quantita' di antipasti a disposizione, durante la cena del 24 e il pranzo di Natale, siamo riusciti ad arrivare alla fine del pasto senza gonfiarci come tacchini all'ingrasso. Questa e' una novita'.
7) Il regalo di Natale piu' popolare del 2011 sembra essere la coperta con le maniche: ne ho viste due, ieri sera, tra i regali che ci siamo scambiati.
8) Il piu' bel regalo di Natale, al momento, e' l'annuncio che il governo britannico vietera' i sovrapprezzi assurdi di certe aziende (tra cui easyJet e Ryanair) per i pagamenti con carte di credito.
9) Tempo fa avevo messo a confronto le temperature di Londra, Atlanta, Torino, Singapore e Ancona (non chiedetemi perche'), per verificare una mia vecchia idea, e in questi due giorni, arrivando dall'Inghilterra, ho avuto l'ennesima conferma: Torino e' piu' fredda di Londra. E l'aria sembra piu' secca.
10) Continuiamo ad aspettare che qualcuno dall'alto - Dio o governo - cambi la situazione in Italia, ma nel frattempo ci guardiamo bene da cambiare certe nostre abitudini, quella piccola illegalita' diffusa di cui parlai tempo fa. Ho visto gente senza cinture di sicurezza. Sveglia, siamo quasi nel 2012! Ancora vi pare che si tratti di un'insopportabile imposizione che viola il vostro diritto a sfracellarvi il cranio contro il parabrezza? Prego, continuate cosi'. E per chi s'imbufalisce pensando ai clienti che non pagano le vostre aziende, provate a pensare a quanti film su DVD avete pagato (non all'amico che ve li fa avere a dieci euro alla dozzina), e a quelle copie di Photoshop e MS Office che non hanno mai visto una licenza. Tra usare legalmente un'alternativa gratuita (Gimp e OpenOffice) o a basso costo (PaintShopPro e StarOffice), e usare gratis una versione illegale (ripetiamolo: illegale) del software piu' popolare, noi scegliamo sempre la soluzione illegale. E se siamo noi stessi a vivere nell'illegalita', come possiamo poi criticare l'onesta' di chi ci governa? Uhm... questo spiega gli ultimi diciotto anni di governo.



Tags: feste, Italia, italianità, liste

In vacanza nel Castello Del Sesso di Silvio Berlusconi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/03/2011 alle 00:51 | 0 commenti  | Permalink
Le pazzie del Presidente del Consiglio italiano potrebbero avere inaspettati risvolti per il turismo in Italia. E non solo negativi. Per esempio, il sito Jaunted ha pubblicato un articolo in cui segnala ai suoi lettori la possibilita' di affittare il "Berlusconi Sex Castle" (il "Castello del Sesso di Berlusconi"). L'articolo dice piu' o meno quanto segue:
Possiede proprieta' immobiliari dentro e fuori Milano, un palazzo a Roma e una villa in Sardegna, eppure tutte questi splendidi posti non sono sufficienti per ospitare il seguito di squillo del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi. Secondo il Telegraph e secondo intercettazioni telefoniche, ultimamente i flirt di Silvio hanno avuto come epicentro un castello del XV secolo poco fuori Roma, il Castello di Torcrescenza.

Quelle che Berlusconi ospita li' sono "cene" con ex modelle di Playboy e altre bellissime donne, probabilmente prostitute procurategli da varie fonti, fonti che stanno diventando note al pubblico. Possiamo quindi pensare che le sue "cene" al castello siano terminate e che il castello sia a disposizione per le vostre prossime vacanze con famiglia in Italia ... o per altre cose. Si presenta bene:

Il sito del castello dice che e' circondato da un vasto parco e da un campo da golf, e che e' la residenza privata della principessa Sofia Borghese Ferrari Sardagna (sic?) di Newburg e Hohenstein, diretta discendente di Papa Paolo V. (...) E cosi' il castello e' di proprieta' di un discendente di un Papa? Questo significa che difficlmente lo scandalo di Berlusconi sara' la prima relazione illecita svoltasi in questo luogo.

Il pezzo di Jaunted potrebbe spingere qualche turista straniero a venire in Italia e a visitare Torcrescenza, e magari altre localita' legate al nostro esuberante Presidente del Consiglio. Anche le situazioni negative possono avere qualche piccola conseguenza positiva...

Tags: destinazioni, idee per il settore turistico, Italia, italianità, Silvio Berlusconi

Provate a spiegare all'estero cosa succede in Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/10/2010 alle 07:12 | 1 commenti  | Permalink
Nel corso di un convegno Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ha detto "E' difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia". Grazie, non ci voleva un manager plurilaureato per capirlo, ma mi fa piacere vedere che c'e' arrivato anche Marchionne. Nell'ultimo decennio, che ho trascorso all'estero, sono stato spesso coinvolto in conversazioni sull'Italia; in alcune occasioni ci sono stati da sfatare degli stereotipi, spesso mi sono state fatte domande spiacevoli, imbarazzanti o curiose. Ecco una selezione di quelle conversazioni, svoltesi a volte in Italia e a volte all'estero, conversazioni che a volte toccano la situazione politica italiana, altre volte riguardano invece in generale l'immagine che l'Italia da' di se' all'estero.

L'anno era il 2004, ero in taxi a Taipei (Taiwan). Il tassista mi chiese di che nazionalita' fossi. Alla mia risposta, mi chiese se fosse vero che la liberta' di stampa in Italia era limitata, "come ai tempi di Mussolini"...

2006, Londra. Un amico cuoco si trasferisce in Inghilterra per lavorare a Londra, la sua citta' preferita. E' la seconda volta, passa qualche settimana con noi. Parliamo dei datori di lavoro che ha incontrato finora da queste parti, e dice che lavorare per un boss inglese va bene, ma se il ristorante e' invece italiano, dimenticati d'essere pagato per intero, dimenticati d'essere pagato per tempo, e se fai un periodo di prova dimenticati anche d'essere pagato. Ipse dixit.

Milano, intorno al 2005. Entro nell'ufficio di un conoscente, che sta parlando con un ospite, il direttore di una filiale straniera della ditta per cui lavoro. Ci salutiamo, invito a riprendere la conversazione, abbiamo una riunione insieme ad una quarta persona tra un quarto d'ora. La conversazione riprende, il collega straniero ascolta pazientemente una lunga serie di lamentele sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, poi chiede a me cosa ne penso. Condivido la critiche, rispondo. Lo straniero ci chiede "Com'e' che non incontro nessun italiano che voti o anche solo apprezzi Berlusconi, eppure continuate ad eleggerlo?". Beh, "the empty can rattles the most", gli rispondo. Chi e' soddisfatto parla meno di chi e' insoddisfatto.

A Taoyuen (una citta' taiwanese) guardo la tv con amici e parenti taiwanesi. Cambiando canale ci troviamo di fronte ad una partita di calcio, e immediatamente vediamo oggetti gettati dagli spalti, poi uno dei due portieri viene colpito da un razzo. Penso a quali possano essere le nazionalita' dei tifosi delle due squadre, visto che non sono abbastanza vicino alla tv per leggere i nomi delle squadre. Intorno a me vedo facce preoccupate. Mi avvicino alla tv e scopro che si tratta di Inter-Milan, in Champions League. Quello colpito e' Dida, il portiere milanista. Qualcuno mi chiede se succedano spesso cose del genere nel calcio italiano. Qualcun altro menziona uno scooter lanciato dagli spalti a Milano, io spiego che era piccolo, piccolissimo, un ciclomotore, e che i tifosi non avevano neppure dato fuoco al carburante, mi pare. La partita nel frattempo e' sospesa, e una mano pietosa cambia canale, si passa al baseball, per fortuna.

Atlanta, USA, Pasqua 2006. Sono ospite al pranzo pasquale di una famiglia americana, ci sono altri colleghi. Il marito della padrona di casa, un sessantenne proprietario di capannoni, che a tutta prima potrebbe sembrare il tipico statunitense del Sud grosso, grasso, repubblicano e provinciale che non sa nulla di quel che accade fuori dalla sua contea, mi fa una domanda che mi lascia basito: "Credi che Berlusconi abbia perso le elezioni per l'appoggio che ha dato alla politica estera statunitense?".

Singapore, giugno 2010, in un pub lungo Boat Quay. Sul megaschermo del pub c'e' Italia-Slovacchia. Qui dentro tutti tifano per gli underdog, gli slovacchi sfavoriti dal pronostico e dalla classifica FIFA. La nazionale italiana dorme fino a meta' del secondo tempo, poi si sveglia. Nel pub, molte voci chiedono (non a me, che non sono identificabile come italiano nonostante indossi una maglietta azzurra) "Non potevano svegliarsi prima, questi italiani, anziche' puntare come sempre allo zero a zero?". Vecchia storia, la nostra propensione al minimo risultato col minimo sforzo.

Taoyuen (Taiwan), agosto 2010, a casa di parenti. Mio cognato legge il giornale, chiede a sua sorella, mia moglie, di tradurmi quello che dice: "Il giornale dice che il vostro primo ministro e' stato beccato con delle prostitute ed e' nei guai". Gli rispondo che no, non e' una cosa recente, e che non capisco come mai sia sul giornale oggi. Lui replica "Non e' una storia recente? Vuoi dire che si e' gia' dimesso per lo scandalo?". No, gli spiego, non s'e' dimesso perche' lo scandalo e' stato relativamente piccolo, tanti pensano che un Presidente...

Tags: antropologia spicciola, Italia, italianità, Silvio Berlusconi, stereotipi

In Italia per le vacanze: italiani e tecnologia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/12/2009 alle 11:11 | 1 commenti  | Permalink
Visiti il sito Internet di un albergo straniero, vai alla pagina "Prenota" e inserisci una prenotazione, che verra' poi accettata o rifiutata. Vai alla pagina "Prenota" del sito di un albergo italiano, e non puoi prenotare niente: ti vengono invece chiesti i dati di una prenotazione che devi gia' aver effettuato (probabilmente via posta o piccione viaggiatore).

Vai sul sito italiano di una localita' termale, clicchi sul link "Registrati" e ti vengono chiesti il codice fiscale, il fax (obbligatorio), i tuo ultimi tre indirizzi e l'eta' che aveva tuo nonno quando tuo zio e' stato concepito. E non ti spiegano a cosa servano questi dati.

Tra l'altro:
Cari colleghi progettisti di siti Internet, per favore multilingue: non rendete obbligatorio il campo del codice fiscale, nelle versioni in lingue straniere dei siti che realizzate. Il codice fiscale non esiste, all'estero. E non ditemi che "il cliente straniero puo' sempre prenotare via telefono": vi pagano apposta per realizzare un sito destinato a RIDURRE le telefonate.


Nel frattempo, la tv nuova che hai di fianco continua ad accendersi e spegnersi da sola su un canale di televendite senza consentirti di cambiare canale. E quando sei sul canale 8 e clicchi sul tasto per il canale successivo (che non e' il 9 o il 10, che non ci sono), il modernissimo televisore non sa come saltare i canali assenti per arrivare al successivo. Pare capiti a tanti, qui, indipendentemente dal televisore utilizzato, per cui viene il dubbio che sia una caratteristica del Famoso Digitale Terrestre, l'invenzione italiana che il mondo ci invidia. Ovvero, come ritrovarsi con meno canali di prima, pagando di piu' e chiedendo aiuto alla Germania. Con le parole di Luciana Littizzetto: "Il digitale terrestre ? quella ro?ba che, pagando, ti consente di vedere male la televisione che prima vedevi be?ne, gratis".

Mentre ti scontri con le idiosincrasie informatiche italiane cercando di non farti distrarre dalla tivu' che s'accende da sola, un'amica ti contatta via Skype. Non riesce a far funzionare delle cuffie. Ed e' una delle persone piu' intelligenti che conosci. A questo punto suona un telefono in casa, ma quando alzi la cornetta senti una segreteria telefonica, mentre altri due cordless che hai in casa continuano a suonare. Vai ad alzarli uno per uno per farli smettere.

Esci di casa pensando che l'approccio ad Internet, telefonia ed elettronica in generale e' sempre peculiare, in Italia, ma che almeno le cose migliorano quando c'e' di mezzo il contatto personale.

Beh, perlomeno quello e' vero, a volte. Ma ne parleremo un'altra volta.

Tags: informatica, Italia, italianità

I pagliacci del pianeta

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/12/2009 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Ci sono un tedesco, un inglese e un italiano ... pare una barzelletta, e forse lo e'.

Ci sono un tedesco, due inglesi e due italiani. E un francese, uno svizzero, un coreano, un cinese, un singaporiano, un giapponese e un australiano. E forse qualcun altro, piu' quieto del resto della comitiva. Non e' una compagnia silenziosa, anzi: sono allegri, sono a Singapore per lavoro, e l'economia mondiale sta dando segni di ripresa, o forse sono allegri per il fatto che, a fine anno, riceveranno comunque i loro bonus, nonostante non abbiano meriti. Allegri, dicevo. Scherzano e ridono, chi piu' silenziosamente, chi meno. E gli italiani? Uno non si direbbe neppure italiano, parla un ottimo inglese e lavora a Singapore, ed e' lui il "padrone di casa" in questa riunione internazionale; e' autorevole e calmo. L'altro, invece, si da' da fare per ricordare tutti gli stereotipi negativi sugli italiani: interrompe gli interlocutori quando parlano, ride rumorosamente - da solo - alle proprie battute, ogni tre parole in inglese esclama "Cazzo" a tutto volume, e' insomma il clown della compagna.

Mi sento come si sentirebbe un italiano che assiste ad una riunione del G7 G8 G20 e vede passare Berlusconi che fa le corna dietro ad Aznar, Berlusconi che viene richiamato perche' fa casino, Berlusconi che cerca di saltare addosso ad un'operaia russa, Berlusconi che si vanta delle sue doti di seduttore. Siamo i pagliacci del pianeta, e chiedo scusa ai pagliacci.


Una storiella che gira - probabilmente solo fuori dall'Italia - e' che il G8 sia stato rimpiazzato dal G20, come punto d'incontro per le nazioni piu' sviluppate, dopo che molte Nazioni hanno protestato "C'e' l'Italia, c'e' Berlusconi, e non volete far entrare noi???".

Tags: abrasioni superficiali, Italia, italianità

E' necessario conoscere l'italiano per essere italiani?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/12/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Una proposta per inserire la conoscenza della lingua italiana nella Costituzione ha incontrato l'opposizione di Lega e Rifondazione Comunista. La frase che dovrebbe venire inserita al termine dell'articolo 12 recita "L'italiano ? la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali"." Ne parla Repubblica in questa pagina.

Rifondazione e' contraria perche' teme che la modifica della Costituzione venga utilizzata per rendere obbligatoria la conoscenza dell'italiano per ottenere la cittadinanza italiana. Io spero che succeda. Ragazzi di Rifondazione, sono spesso d'accordo con voi, ma concedere la cittadinanza di una nazione ad una persona che non ne conosce la lingua non vi pare fuori luogo? Un immigrato che non conosca l'italiano si trovera' in difficolta' di fronte ad ogni rapporto con le autorita' e anche sul lavoro:

- non sara' in grado di contestare multe, bollette, estratti conto bancari contenenti errori;
- avra' poche possibilita' di trovare e mantenere un impiego qualificato;
- non riuscira' a capire le notizie fornite dai media italiani, e dovra' quindi affidarsi a media stranieri per sapere cosa succede nel mondo (uhm ... questo forse e' un punto a favore delle obiezioni di Rifondazione!);

In breve, un cittadino straniero residente in Italia, incapace di comprendere la nostra lingua e di usarla per esprimersi, si troverebbe ad essere un cittadino di serie B.


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