Blog, argomento: lettera aperta
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lettera aperta
Paura, crisi, le cose vanno a rotoli. Durante queste vacanze natalizie trascorse in Italia non ho sentito dire altro. E in circostanze del genere, che cosa potra' portarci il 2012, se non altre cattive notizie? Ho appena letto quel che
Seth Godin ha scritto in proposito, e non posso che raccomandarne la lettura, soprattutto ai pessimisti e a chi si aspetta che i cambiamenti arrivino dall'alto o da lontano. Alcuni brani:
La situazione non e' desolata. E' completamente aperta.
I tassi d'interesse sono ultrabassi, la violenza e' ai minimi storici, interi campi dell'industria stanno venendo rifatti e ripensati, e non c'e' mai stato cosi' tanto potere nelle mani di chi e' fuori dal "sistema".
Lo status quo sta prendendo mazzate, non puoi dubitarne. E' questo che rende (la situazione attuale) una rivoluzione.
(negli ultimi anni - ndr) la gente ha iniziato movimenti, creato aziende che valgono milioni, rovesciato dittatori, trovato nuovi lavori, acquisito nuovi talenti... in generale, (la gente) hanno fatto un sacco di cose.
(...) Ecco una domanda che dovresti stampare e incollare in un posto ben in vista. Potrebbe farti risparmiare un po' di angoscia, tra quindici anni. La domanda e': che cosa hai fatto quando i tassi d'interesse erano al minimo, c'erano persone eccezionali in cerca di lavoro, lo sviluppo di nuovi prodotti e il loro marketing erano diventati semplici grazie ai computer (e a Internet - ndr)?
Molte persone dovranno rispondere a quella domanda dicendo "Ho usato il mio tempo aspettando, lamentandomi, preoccupandomi e sperando". Perche' questo sembra essere quel che tanti fanno, di questi tempi. Per fortuna, non tutti dovranno confessare d'aver fatto scelte cosi' sbagliate.
Se state facendo lo stesso sbaglio - aspettare, lamentarvi, preoccuparvi e sperare - ripensateci. Le opportunita' non stanno diminuendo. Stanno aumentando.
Tags: abrasioni superficiali, lettera aperta, visioni e previsioni
Ryanair, la linea aerea piu' grande d'Europa per numero di passeggeri trasportati, ha problemi con la lingua italiana. Ecco alcuni estratti da un suo
comunicato che appare oggi sulla homepage di ryanair.com/it. Come un maestro vecchio stile, ho evidenziato alcuni errori:
La Ryanair (...) avvisa che a TUTTI passeggeri e' richiesto (...) portare la propria carta d'mbarco all'aereoporto. Ciascuna carta d'Imbraco dovra' essere stampato su un foglio A4 seperato.
Errori tutti all'inizio del testo visibile su
http://www.ryanair.com/it/notices/gops/091105-Online_check-in-it-GB, forse il loro traduttore aveva bisogno di scaldarsi un po', prima di lavorare bene. O forse questo testo e' il risultato del lavoro di un software di traduzione piu' qualche minuto del tempo di un nostro connazionale. E so con certezza che ce ne sono, di italiani che lavorano per Ryanair, e non solo fra il personale deell'assistenza clienti. Due anni fa
ricevei ricebbi ricevetti (
*) una telefonata alle tre di mattina. Una di quelle cose che ti mettono di buon umore per tutto il giorno. Era un'italiana che lavora per Ryanair, nel settore marketing se ben ricordo, e che voleva che rimuovessi un numero di telefono che un lettore aveva inserito nel
forum. Non solo: la gentile connazionale desiderava anche dettarmi le parole che avrei dovuto usare per spiegare la rimozione del numero di telefono... grazie, no, non prendo ordini da Ryanair.
Tornando a Ryanair e al suo problema con la lingua italiana, non e' che questi siano i primi o gli unici errori linguistici sul suo sito. Per cui mi sento in dovere di rivolgere un invito a
Michael O'Leary, CEO (AD) della compagnia aerea irlandese. Mi scuso con i lettori che non parlano l'inglese, ma scrivere a Mr. O'Leary in italiano significherebbe sprecare tempo:
Dear Mr O'Leary,
Thank you for Ryanair. The blue-and-yellow airline made it possible to travel across Europe on pocket money, and it is hard to calculate how important meeting people speaking foreign languages can be, for one's education. It is precisely regarding languages that I am writing: the Italian version of Ryanair's website frequently displays a poor usage of the Italian language, with plenty of spelling errors and badly structured sentences.
This conveys the idea that Ryanair is a sloppy airline, and that is something you do not want, I believe.
We know Ryanair has Italian-speaking employees. We also know they are overworked, and that correcting spelling errors has a lower priority than keeping a very profitable airline running, and rightly so. However, using bad Italian undermines any effort Ryanair makes of getting passengers to appreciate the airline. Although this does not hurt your bottom line now, it does not bode well for the future of Ryanair, and it is a first little step towards antagonising your customers. Something you certainly do not want to do on purpose, do you?
Therefore, here is a suggestion. Pay somebody to proof-read your Italian press releases and notices. If you cannot find anybody, hire me. I am Italian, and my knowledge of my own country's language appears to be several notches better than that of those you currently employ.
An alternative option, you say? Dear Mr O'Leary, Ryanair is famous for being very parsimonious with its money, but this is an important matter. Here's a low-cost alternative, then: Ryanair's employees can use the forum at www.viaggiareleggeri.com/forum/ (careful with the spelling!) to post any Italian text that needs to be reviewed, and I - and certainly all readers of ViaggiareLeggeri - will be happy to provide free proof-reading.
I hope the above proposal will not be deemed too expensive by Ryanair.
Come on, we know you read this website! Just tell your employees to do the same!
With kindest regards
ViaggiareLeggeri.com
E dopo questa lettera aperta... benvenuti dipendenti Ryanair!
(
*): Ryanair non e' certo l'unica ad avere problemi con la lingua italiana!
Tags: idee per il settore turistico, lettera aperta, lingue, Michael O'Leary, Ryanair

Dopo la
Padella, Aleoca ci propone un'altra bici con un nome aggressivo, che sprizza Italian Style da tutti i pori: Foraggio. L'azienda singaporiana (Aleoca, appunto) vuole quindi che i potenziali acquirenti di questo modello siano affascinati dall'idea di una bici il cui nome e' associato a prodotti vegetali destinato all'alimentazione del bestiame. Una strategia di marketing interessante.
D'accordo, il nome "Foraggio" non e' male, se confrontato con alcuni dei predecenti capolavori dell'azienda singaporiana, le bici Ossario e Scorfano, e la recente Padella. Ma dimostra per l'ennesima volta che mettere su una bici una bandierina italiana e uno slogan in italiano raffazzonato e' sufficiente a convincere il cliente medio che un prodotto e' Made in Italy e che quindi e' migliore. Peccato che l'Aleoca non abbia niente a che vedere con l'Italia.
Per i miei lettori buontemponi, ecco un'idea per una breve email/lettera ai dirigenti della Aleoca, potrebbe portare a risultati divertenti:
To:
Aleoca Pro Singapore Pte Ltd
151 Pasir Panjang Road, #03-12
Pasir Panjang Distripark
Singapore 118480
Fax: 65-6272 0347
aleoca@pacific.net.sg
Alan Goh, alangoh@aleoca.com [Skype: aleoca-alangoh]
Re: Naming Strategy For Your Products
Dear Sirs,
I have had the pleasure to see your bicycle for sale in several Carrefour stores in Singapore, and I appreciate the typical Italian style of your models. However, I feel I might be of help with the naming of your products, in case your marketing department is open to suggestions. Here is a brief list:
- Aleoca Latrina: an aggressive name for an aggressive model;
- Aleoca Forfora: a name which inspires reliability and safety;
- Aleoca Ascella: name for a multi-purpose bike; it exudes style and modernity;
- Aleoca Zamarro: a good name for a bike with an extrovert style and design;
- Aleoca Scrofa: a family bike;
- Aleoca Grattugia: a name for a triathlon/sports model;
- Aleoca Durone: another name for a triathlon/sports model;
- Aleoca Lussazione: an apt name for a comfortable bike;
- Aleoca Morbillo: a toddler's bike.
I hope the above suggestions might be of help.
Best regards,
......
Ripensandoci, e' possibile che quest'azienda singaporiana arrivi da sola a questi nomi, o a nomi anche peggiori. Ossario ... Scorfano ... probabilmente qualche nostro connazionale, anni fa, ha suggerito ad Aleoca questi nomi, magari e' stato persino pagato, e sta ancora ridendo.
Tags: Aleoca, bici, italianità, lettera aperta, marchi
Uno dei maggiori bersagli dei lettori di questo sito e' Ryanair. La compagnia low cost irlandese e' stata criticata per motivi seri (tante clausole poco visibili che portano a sovrapprezzi ben piu' costosi del biglietto per il volo) e meno seri (secondo un lettore gli irlandesi sono "
persone fredde, prive di sensibilit? e umorismo... povere persone lobotomizzate senza nessuna espressione"... viene da chiedersi quali irlandesi abbia incontrato!).
Stefano, un lettore ha scritto, insoddisfatto per aver dovuto
pagare un sovrapprezzo check-in di 40 euro. Se i soldi non fossero un problema (per tutto, non so se lo siano per lui), immagino non volerebbe piu' con Ryanair. Nell'impossibilita' economica di fare una scelta del genere, Stefano parla di una
rivincita morale nei confronti della Ryanair: volare una volta, o una volta ogni tanto, con una linea aerea differente. Vista l'attenzione della Ryanair e del suo amministratore delegato, Michael O'Leary, per la comunicazione, io suggerisco di non volare semplicemente con un'altra linea aerea, ma di farlo anche sapere a Mr. O'Leary. Niente di offensivo, illegale o potenzialmente dannoso: solo un'email o una lettera (o un fax) in cui si spiega che, per questa volta, sara' qualcuno altro a contribuire alle finanze della linea low cost irlandese. Quella che segue e' una bozza per un'email del genere, se desiderate utilizzarla, modificatela per adattarla al vostro specifico caso:
Dear Mr O'Leary,
I am a regular Ryanair customer on the route [origine volo]-[destinazione volo]. I fly this route x times every month, for an average contribution of [spesa mensile] to Ryanar's cashflow. I hope you appreciate that: it is money that leaves my wallet to enter yours, after all.
However, due to the growing number of hidden traps in your terms of service (e.g. elencare le clausole nascoste - o quasi - che vi irritano maggiormente) combined with the absence of a proper Ryanair customer service, I have decided other airlines deserve a share of the money your company currently receives from me. From now on, I will use a different airline (inserite il nome della linea aerea che userete, se volete irritarlo un poco) for at least one of my flights, every month. It will cost me a little more than flying with Ryanair; it will cost you a little, too; and if you look and listen around you, you will notice other customers are turning to other airlines for the same reasons.
I do not expect you will change your policies after reading this message. However, I believe you will understand that the number of disaffected Ryanair customers is growing, and that tricky terms of service and poor customer care are to be blamed for this.
Regards,
[nome e cognome]
L'
indirizzo email di Michael O'Leary e' disponibile
qui. Come avete letto, questo NON e' un messaggio destinato ad ottenere un rimborso, e non e' verosimile che Ryanair modifichi le proprie regole (che sono una diretta conseguenza del suo
business plan) a seguito di una email come questa. O di dieci email come questa. Ma se ne ricevesse cento, o magari un migliaio, di email cosi', un amministratore delegato attento (e O'Leary e' arrogante e poco simpatico, ma e' anche sveglio) inizierebbe a pensare a come combinare le entrate con una migliore "percezione pubblica" della sua azienda.
Tags: lettera aperta, Michael O'Leary, modelli documenti, reclami e rimborsi, Ryanair
Gli amministratori delegati di dodici tra le maggiori linee aeree americane hanno scritto una lettera aperta congiunta ai loro clienti riguardo agli aumenti del prezzo dei biglietti e alle ragioni dietro a questi aumenti. In breve, le dodici linee aeree chiedono al governo statunitense di ostacolare gli speculatori, che sarebbero una delle ragioni principali dell'alto costo del petrolio; un brano della lettera dice "
Venti anni fa, il 21% dei contratti petroliferi erano acquistati da speculatori che acquistavano petrolio sulla carta senza alcuna intenzione di farselo consegnare. Oggi, gli speculatori acquistano il 66% di tutti i contratti futuri del petrolio. (...) Un barile di petrolio rischia di passare d mano piu' di venti volte prima di essere consegnato a chi lo utilizzera'. (...) I consumatori sono quelli che pagano il conto.".
Le linee aeree statunitensi hanno creato, tramite la loro associazione, il sito
www.StopOilSpeculationNow.com e chiedono a tutti i loro clienti di spingere il Congresso degli Stati Uniti D'America ad intervenire per regolare il mercato del greggio e bloccare gli speculatori.
Ecco il testo integrale della lettera:
An Open letter to All Airline Customers:
Our country is facing a possible sharp economic downturn because of skyrocketing oil and fuel prices, but by pulling together, we can all do something to help now.
For airlines, ultra-expensive fuel means thousands of lost jobs and severe reductions in air service to both large and small communities. To the broader economy, oil prices mean slower activity and widespread economic pain. This pain can be alleviated, and that is why we are taking the extraordinary step of writing this joint letter to our customers.
Since high oil prices are partly a response to normal market forces, the nation needs to focus on increased energy supplies and conservation. However, there is another side to this story because normal market forces are being dangerously amplified by poorly regulated market speculation.
Twenty years ago, 21 percent of oil contracts were purchased by speculators who trade oil on paper with no intention of ever taking delivery. Today, oil speculators purchase 66 percent of all oil futures contracts, and that reflects just the transactions that are known. Speculators buy up large amounts of oil and then sell it to each other again and again. A barrel of oil may trade 20-plus times before it is delivered and used; the price goes up with each trade and consumers pick up the final tab. Some market experts estimate that current prices reflect as much as $30 to $60 per barrel in unnecessary speculative costs.
Over seventy years ago, Congress established regulations to control excessive, largely unchecked market speculation and manipulation. However, over the past two decades, these regulatory limits have been weakened or removed. We believe that restoring and enforcing these limits, along with several other modest measures, will provide more disclosure, transparency and sound market oversight. Together, these reforms will help cool the over-heated oil market and permit the economy to prosper.
The nation needs to pull together to reform the oil markets and solve this growing problem.
We need your help. Get more information and contact Congress by visiting www.StopOilSpeculationNow.com.
La lettera e' firmata da:
Robert Fornaro,
AirTran Airways
Bill Ayer,
Alaska Airlines, Inc.
Gerald J.Arpey,
American Airlines, Inc.
Lawrence W.Kellner,
Continental Airlines, Inc.
Richard Anderson,
Delta Air Lines, Inc.
Mark B.Dunkerley,
Hawaiian Airlines, Inc.
Dave Barger,
JetBlue Airways Corporation
Timothy E.Hoeksema,
Midwest Airlines
Douglas M.Steenland,
Northwest Airlines, Inc.
Gary Kelly,
Southwest Airlines Co.
Glenn F.Tilton,
United Airlines, Inc.
Douglas Parker,
US Airways Group, Inc.
La lettera e' visibile sotto forma di scansione
QUI.
www.StopOilSpeculationNow.com e' stato creato dalla Coalizione per Fermare la Speculazione Petrolifera Ora. L'indirizzo dell'associazione e'
Coalition to Stop Oil Speculation Now
c/o Air Transport Association (ATA) of America, Inc.
1301 Pennsylvania Avenue, NW - Suite 1100
Washington, DC 20004-1707
U.S.A.
Aggiornamento
Secondo la
CNN, il prezzo del petrolio greggio e' appena sceso di 6,44 dollari, portandosi a $138,74 al gallone. Questo sarebbe il secondo maggior calo di prezzo del petriolio degli ultimi 17 anni. Il calo precedente, nel 1991, fu di oltre 10 dollari; il prezzo al barile era, all'epoca, di 32 dollari; quella riduzione equivalse, al t...
Tags: associazioni, aviazione, lettera aperta, politica, prezzi Argomenti correlati a "lettera aperta"