Blog, argomento: linee aeree pagamenti
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linee aeree pagamenti
Avete presente quando, arrivati alla fine di una lunga procedura per prenotare un
biglietto, scoprite che per pagare con il Bancomat (
carta di debito, per usare il nome corretto) c'e' un salato sovrapprezzo? In Gran Bretagna, l'
associazione dei consumatori Which? ha ripreso e ampliato una proposta di pochi mesi fa dell'Office of Fair Trading britannico (
OFT, equivalente della nostra Autorita' Garante per la Concorrenza), e suggerisce di rendere illegali questi sovrapprezzi.
In giugno, l'OFT ha ordinato alle aziende del comparto viaggi di rendere piu' chiari i sovrapprezzi, sia i pagamenti tramite
Bancomat che per quelli tramite
carte di credito. Secondo l'OFT, in precedenza tali sovrapprezzi erano evidenziati dopo circa cinque pagine delle procedure di prenotazione.
La tabella mostra alcuni sovrapprezzi di aziende del settore viaggi:
| Azienda | Sovrapprezzo carta credito | Sovrapprezzo Bancomat |
|---|
| British Airways | ?4.50/passeggero | ?0 |
| Easyjet | ?8 + 2.5% per transazione | ?8 per transazione |
| Jet2 | 7.2% per transazione (min ?4.99) | 3.6% per transazione (min ?4.99) |
| Ryanair | ?6/passeggero per tratta | ?6/passeggero per tratta |
| DFDS Seaways | 2.5% per transazione (min ?4) | ?0 |
| The Trainline | ?3.50 per transazione | ?0 |
La
reazione di alcune aziende e' stata rapida.
Ryanair, per esempio, sempre pronta a farsi sentire quando c'e' da farsi pubblicita' gratis.
Stephen McNamara, Responsabile Comunicazione della Ryanair:
(blah blah blah) il reclamo di Which? e il giudizio dell'OFT non riguardano Ryanair, in quanto Ryanair non impone nessun "sovrapprezzo" per pagamento con carta di credito o di debito. Persino la nostra tariffa amministrativa e' evitabile utilizzando la carta Mastercard prepagata raccomandata da Ryanair.
Dichiarazione precisa e onesta? Oppure un chiaro caso di manager con faccia di bronzo?
Piu' conciliante e' Aage Duenhaupt, di
Lufthansa:
Abbiamo costi per i pagamenti con carte di credito per piu' di 100 milioni di euro all'anno, ma non chiediamo al consumatore di pagare tutto. Stiamo provando attivamente a ridurre i sovrapprezzi che abbiamo per pagamento con carte, e speriamo di avere un'opzione senza sovrapprezzi per pagamento con carta di debito entro fine anno.
Cambiera' qualcosa, per i passeggeri italiani?
Tags: carte di credito, diritti dei consumatori, linee aeree, pagamenti
Non so quanti connazionali abbiano gia' perso il lavoro a causa della recessione; probabilmente la presenza di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione rendera' meno comune la perdita del lavoro. All'estero - in Inghilterra e negli USA, per esempio - perdere il lavoro e' invece un evento frequente (*) anche al di fuori dei periodi crisi, e ancora piu' comune nella situazione attuale, con aziende che riducono il personale di continuo. In una simile situazione, tanti decidono che spendere per un viaggio e' rischioso, ed e' per venire incontro a costoro che due tour operator britannici ed una linea aerea hanno iniziato ad offrire garanzie ai clienti che prenotano viaggi questo mese. Thomson e First Choice (entrambi fanno parte di TUI), piu' la linea aerea Flybe stanno offrendo una copertura in caso di licenziamento. In caso di licenziamento tra la data della prenotazione e la data del viaggio, e conseguente necessita' di rinunciare ad un viaggio, queste aziende offrono rimborsi piu' o meno completi delle spese sostenute. Per ottenere i rimborsi di Thomson e First Choice e' necessario dimostrare di essere stati licenziati (niente dimissioni volontarie) e di aver lavorato nella stessa azienda per almeno due anni.
C'e' una considerazione da fare: queste tre aziende britanniche ricevono soprattutto pagamenti in sterline. La sterline sta perdendo valore ogni giorno nei confronti di euro/dollaro/altre valute. Se un cliente acquista oggi un viaggio per settembre 2009 con una di queste tre aziende, e paga ora, e poi perde il lavoro in agosto, la sua caparra varra' meno (ipotizzando che la sterlina continui a perdere valore) al momento in cui il cliente verra' rimborsato. Ma questo e' voler cercare il pelo nell'uovo: venire rimborsati per un viaggio che, causa licenziamento, non e' piu' economicamente sostenibile e' gia' una bella garanzia.
Quante aziende italiane seguiranno l'esempio di Thomson, First Choice e Flybe? Proviamo a dire un numero: zero.
(*): tanto frequente che esistono molti modi per descriverlo. Ecco alcuni modi di dire legati al perdere il lavoro: "retrenchment", "downsizing", "layoff", "termination" (difficile non pensare a Schwarzenegger quando un amico ti dice "I have been terminated"), "redundancy" ("M'hanno fatto ridondante..."), "sorry, we have to
let you go" ("But I do not WANT to go!", e' spesso la risposta), "sacking" (nel caso di licenziamento con merito), "I got my pink slip" (il licenziamento viene tradizionalmente comunicato con un
foglietto rosa, negli USA), "I was given the P45" (modulo usato nel
Regno Unito)
Tags: Gran Bretagna, linee aeree, pagamenti, reclami e rimborsi, tour operator