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Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento lingue

Rischi alimentari: penne o pene all'arrabbiata?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/01/2012 alle 12:00 | 2 commenti  | Permalink
Gli errori gastronomico-sessuali vanno di moda, in questi giorni, in Gran Bretagna: in un programma televisivo in cui si parlava di cucina, la presentatrice Holly Willoughby ha confuso il formaggio pecorino con qualcos'altro. Niente di male, se non fosse che uno chef italiano partecipava alla trasmissione e ha subito evidenziato la gaffe. E ieri, andando a mangiare in un caffe' vicino a Paddington, ho trovato nel menu' questa perla:

Pene arrabbiato?


Il locale aveva decorazioni tricolori, panettoni italiani in vendita, tutto portava a credere che si trattasse di un locale 'italiano'. Magari quel "Penne Arrabbiataor Pene" e' voluto...

Tags: cartoline, castronerie, lingue, Londra e dintorni, ristoranti

Evitare l'assicurazione con Ryanair: opzione nascosta ma presente

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/06/2011 alle 19:39 | 3 commenti  | Permalink
Tante, tante persone sono finite nella trappola di Ryanair: un errore di traduzione ha fatto usare la frase "nel menu' sotto" anziche' "nel menu' a tendina". Come mostra la schermata qui sotto, la voce "Assicurazione di viaggio non richiesta" e' presente.

Assicurazione di viaggio non richiesta, la voce nascosta


Tags: lingue, Ryanair, sailing, siti Internet, suggerimenti e raccomandazioni

Una giornata in Inghilterra senza inglesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/06/2011 alle 00:18 | 0 commenti  | Permalink
Il sole e' appena tramontato. Era ora, sono quasi le dieci di sera. E cosi' si conclude una giornata lievemente inusuale, in cui ho parlato con parecchie persone, tutte residenti in Inghilterra, nessuna inglese (*).

La giornata e' stata dedicata soprattutto alla ricerca di un'auto. Sono stato a Southall (UB1)(**) per vedere una Ford Focus automatica trovata, come le altre auto che contavo di vedere, tramite Autotrader.co.uk. Il venditore dell'auto era indicato sul sito come 'dealer', cioe' commerciante d'auto usate, mi aspettavo quindi di trovare un salone con delle auto in esposizione. Il signore sikh dietro il banco dell'officina, invece, mi ha indicato una via laterale, in cui si trovava la Focus cui ero interessato. Vicino all'officina, un ristorante dal nome esotico, il Darjeeling Inn.
Se c'erano altre auto in vendita erano probabilmente parcheggiate in modo simile, a qualche isolato dal negozio. Beh, perlomeno c'era un'officina, quindi si spera che le auto vengano ispezionate, prima di metterle in vendita. La Focus era in buono stato, considerato che e' del 2002.

Ho poi proseguito verso Greenford (UB6), il paese successivo, in cui contavo di vedere una Audi A4 diesel (per me) automatica (per mia moglie), ad un prezzo di poco inferiore alle 2.000 sterline, che poi e' il limite che ci siamo prefissati per quest'acquisto. Anche in questo caso doveva trattarsi di un rivenditore, ma qui le cose si sono fatte un po' meno chiare: l'Audi non era dove avrebbe dovuto essere, e un cartello presente lungo la strada faceva capire che in quella zona c'erano venditori di auto ben poco autorizzati. Una chiamata al numero indicato su Autotrader.co.uk, una conversazione con un interlocutore con forte accento indiano, l'auto e' stata venduta.

Aspettarsi di incontrare un inglese da queste parti e', in effetti, vano: Southall, Brentford, Greenford, Hounslow e le aree vicine sono prevalentemente popolate da cittadini britannici d'etnia indiana o pakistana.

Riparto, questa volta si va verso Londra, destinazione la North Circular (la A406), una sorta di mini-tangenziale, molto piu' piccola della enorme M25 (lunga 188 chilometri), ma piu' vicina al centro di Londra. La mia destinazione e' un rivenditore di vetture diesel vicino all'Ikea di Brent Park (NW10). Trovo il rivenditore, in una zona in cui ogni ditta sembra aver chiuso. Ci sono una trentina di auto in un'ampio e squallido capannone, piu' qualche auto fuori, in un cortile condiviso con un'agenzia di noleggio limousine e con un'officina. Piove, governo ladro.

Le auto in vendita sono tante, manca pero' quella che ero venuto a vedere, una Focus diesel. Nessuno sa dove sia. La ragazza in ufficio e' gentilissima e polacca, come il titolare e il meccanico. Anche i dipendenti dell'officina di fianco sono polacchi, e sui campanelli le ragioni sociali delle ditte sono scritte in polacco.

Vado a casa, trovo la risposta di un'altro inserzionista di Autotrader ad una mia email mandata in mattinata. In questo caso si tratta di un privato, una ragazza che, dal nome e da un paio di ricerche (***) fatte in rete risulta romena. Chiamo il telefono che mi ha indicato, parlo col marito, fisso un appuntamento per le 19,30, nella zona dello stadio di Wembley (UB6) per vedere la loro Mercedes A170 automatica diesel, che coi suoi 3,57 metri di lunghezza mi aiuterebbe a parcheggiare anche quando la metropoli in cui vivo e' affollata di auto e di cavalli.

19,30, arrivo all'appuntamento. Si tratta di una bella zona residenziale in collina, lo stadio di Wembley non lo vedo, ma sara' nei dintorni. Ho guidato per mezz'ora per arrivare qui, e all'indirizzo che mi hanno dato non c'e' nessuno, tranne un cane che, a giudicare dai suoi latrati, dev'essere un po' piu' grande di un dobermann e appena piu' piccolo di un rinoceronte. Mi preparo a tornare a casa, ma vedo una Mercedes Classe A che arriva. Si ferma davanti alla casa presso cui dovevamo incontrarci; scendo per parlare con la coppia che era a bordo. La moglie rientra in casa prima di notare che sto avvicinandomi; chiedo al marito se sono loro che vendono una Mercedes Classe A, e lui risponde in un inglese stentato che si', sono loro, ma hanno cambiato idea, e l'auto non e' piu' in vendita. Grazie per avermi fatto venire fin qui per niente, penso, ma dico solo 'thanks anyway'.

Torno a casa, passo a prendere mia moglie alla stazione della metropolitana, e visto che sono quasi le nove di sera decidiamo di far cucinare qualcun altro: andiamo al takeaway bengalese di Stanwell Moor. Facciamo le nostre ordinazioni al proprietario, originario del Bangladesh, e poi incontriamo Vijai, il ragazzo (chi ha piu' o meno la tua eta' e' giovane per definizione,...

Tags: lingue, vivere in Inghilterra

Ryanair risparmia sulle traduzioni (e pensa di chiamarsi Rayanair)

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/04/2011 alle 00:55 | 1 commenti  | Permalink
Negli ultimi giorni, il sito della Ryanair e' stato ristrutturato.
La navigazione interna nel sito e' ora tramite tabs (linguette), l'intestazione e' ora piu' gialla che blu, il footer del sito e' stato reso piu' contemporaneo. Per questa revisione di www.ryanair.com avevo una piccola speranza: che Ryanair risolvesse il problema delle ricerche sul sito, e che non aggiungesse nuovi problemi linguistici al suo sito.

Entrambe le speranze sono andate disattese. Nel caso del motore di ricerca interno del sito Ryanar, provate ad inserire una frase per la quale non vi aspettereste di trovare risultati sul sito di una linea aerea, per esempio Silvio Berlusconi tromba Emilio Fede. Il sito Ryanair, curiosamente, per questo criterio di ricerca trova una pagina, intitolata "Dove È possibile reperire informazioni in caso di ritardi o altri inconvenienti?". Non voglio proprio sapere di quali inconveniente possa parlare quella pagina, considerato i termini che ho inserito per trovarla... Inserendo un'altra frase non legata al mondo dei viaggi come bischero canuto casca dal cesso, il sito Ryanair trova dodici pagine. Dodici. Tutte legate all'argomento dei bischeri dai capelli bianchi che cadono dal gabinetto? Diciamo che la ricerca interna del sito Ryanair ha ancora bisogno di una messa a punto, caro mister O'Leary.

Se il paragrafo precedente v'e' sembrato noioso e poco legato al titolo di questa pagina, passiamo ora a parlare di traduzioni bislacche:

- In fondo a tutte le pagine del rinnovato sito Ryanair c'e' un misterioso link chiamato "Mon vol". "Il mio volo", in francese, e infatti il link porta alla gestione della vostra prenotazione. Capisco che possano esserci parti in inglese non tradotte, nella versione italiana del sito, ma ... parti in francese? Perche'?

- Coerenza, gente! Una frase puo' essere in inglese o in italiano, mescolare parole ...

Tags: castronerie, lingue, Ryanair, siti Internet, umorismo

Ryanair e il menu' per l'assicurazione: un equivoco linguistico

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/10/2010 alle 09:50 | 1 commenti  | Permalink
Le due versioni a confrontoSabato 23/10/2010 ViaggiareLeggeri ha contattato Ryanair, nella persona di uno dei loro informatici, e ha segnalato un problema nell'area prenotazioni, e precisamente nella pagina della scelta dei servizi. In passato, Ryanair aveva risposto alle nostre domande, e in alcuni casi aveva apportato correzioni a seguito di nostre segnalazioni, anche senza rispondere. Non questa volta: nessuna risposta, e l'errore e' ancora visibile, per cui ci pare lecito parlarne. Chissa' che Michael O'Leary, leggendo questa pagina, non decida di correggere personalmente l'errore.

Ecco l'errore: dopo aver selezionato i voli desiderati, si giunge ad una pagina in cui e' possibile scegliere quanto bagaglio in stiva portare, e se stipulare un'assicurazione per il viaggio. La pagina dice, nella versione italiana,
In caso non si desidera acquistare assicurazione seleziona No Assicurazione Viaggio nel menu sotto

Italiano un po' traballante, ma non e' questo il problema: il fantomatico "menu' sotto", menzionato nella frase citata, non esiste. Non c'e' alcun menu', dopo la frase - o piu' in basso nella pagina - in cui sia possibile selezionare la voce suggerita.

Per curiosita' - e anche per completare la mia prenotazione - ho chiuso la finestra del browser e ho iniziato una nuova prenotazione nella versione in inglese del sito Ryanair. Arrivati allo stesso punto - stipulare o meno la polizza assicurativa -, la didascalia inglese diceva qualcosa di parecchio differente rispetto a quella italiana...

Tags: globalizzazione, lingue, Ryanair, siti Internet

Iniziare a studiare il cinese: i pronomi cinesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/03/2010 alle 07:00 | 0 commenti  | Permalink
A Singapore la lingua ufficiale e' l'inglese, ma i singaporiani d'etnia cinese - e i cinesi di recente immigrazione - sono tanti, e non tutti parlano bene l'inglese come il Ministro Mentore Lee Kwan Yew, che ha studiato a Cambridge. Imparare il cinese mandarino sarebbe quindi utile, ma e' pratica poco usuale, per gli expat occidentali residenti a Singapore: per ora ne ho incontrato uno solo che si sia preso la briga di studiare il cinese, arrivando a parlarlo bene: un giovane americano del Minnesota che ha lavorato per anni in Cina e ha sposato una ragazza cinese.

Dovrei iniziare a studiare il cinese. Cinese Mandarino, che si usa in Cina, a Taiwan e nella maggior parte della "terza Cina" (la Cina senza confini degli emigrati cinesi). Il cinese, poi, e' in Asia quel che e' l'inglese nel mondo occidentale: una lingua-ponte utilizzabile in molte Nazioni, quasi un esperanto, di cui tutti conoscono almeno alcune parole. Per dire, fu grazie alla sua conoscenza del cinese che Tiziano Terzani si salvo' da un plotone d'esecuzione in Cambogia, negli anni '70.

Quindi dovrei iniziare a studiare il cinese. Alcune cose che so del cinese (mandarino), e che potrebbero rivelarsi inesatte in futuro:
- Non c'e' distinzione di genere maschile/femminile;
- Non c'e' distinzione singolare/plurale;
- Esistono quattro tipi di accento, e il significato di una parola cambia completamente a seconda dell'accento;
- I verbi non hanno tempi: in cinese non si dice "io mangio/io mangero'/io ho mangiato", ma (con parole cinesi) "io mangio oggi/io mangio domani/io mangio ieri".
Ripeto, queste sono cose che ho sentito dire varie volte, chi conosce la lingua cinese e' invitato a lasciare un commento al fondo di questa pagina, per confermare o smentire queste regole.

Per il momento...

Tags: Cina, lingue, Singapore

Aiutiamo Ryanair con la lingua italiana

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/01/2010 alle 05:49 | 1 commenti  | Permalink
Ryanair, la linea aerea piu' grande d'Europa per numero di passeggeri trasportati, ha problemi con la lingua italiana. Ecco alcuni estratti da un suo comunicato che appare oggi sulla homepage di ryanair.com/it. Come un maestro vecchio stile, ho evidenziato alcuni errori:
La Ryanair (...) avvisa che a TUTTI passeggeri e' richiesto (...) portare la propria carta d'mbarco all'aereoporto. Ciascuna carta d'Imbraco dovra' essere stampato su un foglio A4 seperato.

Errori tutti all'inizio del testo visibile su http://www.ryanair.com/it/notices/gops/091105-Online_check-in-it-GB, forse il loro traduttore aveva bisogno di scaldarsi un po', prima di lavorare bene. O forse questo testo e' il risultato del lavoro di un software di traduzione piu' qualche minuto del tempo di un nostro connazionale. E so con certezza che ce ne sono, di italiani che lavorano per Ryanair, e non solo fra il personale deell'assistenza clienti. Due anni fa ricevei ricebbi ricevetti (*) una telefonata alle tre di mattina. Una di quelle cose che ti mettono di buon umore per tutto il giorno. Era un'italiana che lavora per Ryanair, nel settore marketing se ben ricordo, e che voleva che rimuovessi un numero di telefono che un lettore aveva inserito nel forum. Non solo: la gentile connazionale desiderava anche dettarmi le parole che avrei dovuto usare per spiegare la rimozione del numero di telefono... grazie, no, non prendo ordini da Ryanair.

Tornando a Ryanair e al suo problema con la lingua italiana, non e' che questi siano i primi o gli unici errori linguistici sul suo sito. Per cui mi sento in dovere di rivolgere un invito a Michael O'Leary, CEO (AD) della compagnia aerea irlandese. Mi scuso con i lettori che non parlano l'inglese, ma scrivere a Mr. O'Leary in italiano significherebbe sprecare tempo:
Dear Mr O'Leary,
Thank you for Ryanair. The blue-and-yellow airline made it possible to travel across Europe on pocket money, and it is hard to calculate how important meeting people speaking foreign languages can be, for one's education. It is precisely regarding languages that I am writing: the Italian version of Ryanair's website frequently displays a poor usage of the Italian language, with plenty of spelling errors and badly structured sentences.

This conveys the idea that Ryanair is a sloppy airline, and that is something you do not want, I believe.

We know Ryanair has Italian-speaking employees. We also know they are overworked, and that correcting spelling errors has a lower priority than keeping a very profitable airline running, and rightly so. However, using bad Italian undermines any effort Ryanair makes of getting passengers to appreciate the airline. Although this does not hurt your bottom line now, it does not bode well for the future of Ryanair, and it is a first little step towards antagonising your customers. Something you certainly do not want to do on purpose, do you?

Therefore, here is a suggestion. Pay somebody to proof-read your Italian press releases and notices. If you cannot find anybody, hire me. I am Italian, and my knowledge of my own country's language appears to be several notches better than that of those you currently employ.

An alternative option, you say? Dear Mr O'Leary, Ryanair is famous for being very parsimonious with its money, but this is an important matter. Here's a low-cost alternative, then: Ryanair's employees can use the forum at www.viaggiareleggeri.com/forum/ (careful with the spelling!) to post any Italian text that needs to be reviewed, and I - and certainly all readers of ViaggiareLeggeri - will be happy to provide free proof-reading.

I hope the above proposal will not be deemed too expensive by Ryanair.

Come on, we know you read this website! Just tell your employees to do the same!

With kindest regards
ViaggiareLeggeri.com
E dopo questa lettera aperta... benvenuti dipendenti Ryanair!




(*): Ryanair non e' certo l'unica ad avere problemi con la lingua italiana!

Tags: idee per il settore turistico, lettera aperta, lingue, Michael O'Leary, Ryanair

Un'idea per migliorare il livello dell'inglese in Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/11/2009 alle 03:59 | 0 commenti  | Permalink
C'e' chi vuole fare l'assistente di volo per una linea aerea irlandese e si chiede se sia davvero necessario conoscere bene l'inglese. C'e' chi viaggia in Gran Bretagna e conosce solo la frase "Sorry, no English". C'e' chi si proclama esperto in lingua inglese, salvo poi rispondere a colpi di monosillabi (compresi "mah", "boh" e "si'") quando si trova a conversare in inglese con uno straniero. E c'e' chi si trova a conversare con uno statunitense in un museo in Vietnam, il quale gli dice di non aver mai incontrato, prima, un italiano capace di sostenere una conversazione in inglese (e considerato che questo tizio e' uno che ha visto "Gomorra" al cinema, a San Francisco, probabilmente si tratta di una persona che si interessa di cose straniere e parla volentieri con stranieri).

Secondo Wikipedia, Francia, Portogallo, Grecia, Croazia, Slovenia, Slovacchia (per menzionarne solo alcune) sono alcune delle le Nazioni europee dove la conoscenza dell'inglese e' superiore all'Italia (in Germania, Paesi scandinavi, Olanda e altrove tale conoscenza e' ancora superiore).

Abbiamo la reputazione di non parlare un buon inglese, noi italiani. Reputazione meritata? Forse. Non ho bacchette magiche per risolvere il problema (ci sta gia' pensando il governo, con le famose "Tre I: Inglese, Impresa, Informatica"), ma se c'e' da sparare cazzate dare una mano, sono sempre disponibile.

Propongo quindi di iniziare con l'inglese scritto, quello che ci troviamo davanti tutti i giorni. L'esempio viene da Stomp, una rubrica del giornale quotidiano The Strait Times, di Singapore. Stomp ha lanciato la competizione Fix That Sign ("correggi quell'insegna"), la competizione consiste nel fotografare scritte, in luoghi aperti al pubblico, contenenti casi di cattivo uso della lingua inglese; le foto devono essere accompagnate da suggerimenti per correggere tali errori. Tra l'altro, anch'io ho partecipato al concorso, con la non particolarmente memorabile foto "flight sTimulators". Stomp sta ora selezionando le dieci foto piu' meritevoli, per sottoporle al voto dei lettori. I premi non sono male: 1) Lenovo IdeaPad S10-2, 2) cellulare Nokia E63, 3) fotocamera Canon IXUS 95 IS.

Ora, mi rendo conto che tra Singapore e l'Italia c'e' una differenza sostanziale: l'inglese e' la lingua ufficiale di Singapore, mentre in Italia e' solo la seconda lingua (o forse persino la terza: sembra che molti diano per scontato di conoscere l'inglese e si dedichino invece allo spagnolo, in questo periodo). E ho assistito di persona allo stupore di un amico inglese che, intento ad ascoltare un notiziario singaporiano in inglese, in tv, mentre faceva altro, ha alzato la testa e ha spalancato gli occhi vedendo che i presentatori erano singaporiani d'etnia cinese e malese: il loro inglese era al livello dell'inglese della BBC.

Credo comunque che un concorso come quello di Stomp, se si facesse in Italia, potrebbe raggiungere alcuni obiettivi:

- aiuterebbe a distinguere l'inglese corretto da quello scorretto;
- fornirebbe ai partecipanti una ragione per migliorare il loro inglese (se trovi una frase che ti pare contenga un errore, vorrai verificarla, prima di partecipare al concorso, no?);
- aumenterebbe l'interesse verso il corretto uso delle lingue straniere;
- Permetterebbe agli autori degli errori di correggere i propri errori, di cui forse non erano a conoscenza.

Lancerei volentieri questo concorso su ViaggiareLeggeri.com se ci fossero sponsor capaci di mettere a disposizione premi premi (possibilmente legati alle lingue o ai viaggi).
Se avete idee, commenti, critiche, controproposte, contributi, lasciate un commento.

Tags: concorsi, idee per il settore turistico, Italia, lingue

Gli stimolatori di volo dell'aviazione di Singapore

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/08/2009 alle 12:30 | 0 commenti  | Permalink
Flight stimulators a Singapore
L'aviazione di Singapore dispone di velivoli recenti (F-16 e, presto, F-15) e meno recenti (F-5, vecchio ma affascinante e con un rumore unico, come una Vespa tra cento scooter moderni); in qualche caso dispone di macchine all'avanguardia, come nel caso degli AH-64 Apache. E il museo della Republic of Singapore Air Force (RSAF) offre una galleria dedicata a sistemi di cui forse non tutti gli appassionati d'aeronautica conoscevano l'esistenza: i flight stimulators, in italiano "stimolatori di volo". Non si sa di preciso come funzionino, ma pare che, oltre a far pratica di volo, migliorino l'umore di chi li usa.

Tags: aviazione, foto, lingue, musei aeronautici, Singapore

Rimborsi Myair, cosa dice il sito Myair romeno?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/08/2009 alle 07:10 | 2 commenti  | Permalink
Il lettore MarcoB ha segnalato, nella discussione sui rimborsi Myair nel forum, che il sito romeno della Myair, www.myair.ro, contiene un testo differente dal sito italiano della linea aerea low cost veneta, e che tale testo sembra parlare di rimborsi. Ci siamo quindi buttati sul nostro dizionario italiano-romeno per verificare il contenuto del misterioso testo, nella speranza di incappare in qualcosa d'interessante, o magari anche in un'involontaria rivelazione ("I fondi segreti Myair sono a ... Rennes-Le-Chateau!").

Purtroppo, in questo caso siamo di fronte ad una non-notizia. Il sito romeno di Myair, con il lungo testo che ha pubblicato, sta solo offrendo un servizio - la traduzione in romeno di un testo italiano - che www.myair.com non aveva ragione di offrire. Il testo che compare sull'homepage di www.myair.ro e' infatti la precisa traduzione in romeno del comunicato stampa dell'ENAC del 23 luglio 2009, riportato per intero anche nel blog di ViaggiareLeggeri.

Anche il piu' recente comunicato ENAC, datato 7 agosto 2009 e intitolato "Informativa per i Passeggeri della compagnia My Air", non aggiunge niente di nuovo sul caso Myair rispetto ai precedenti comunicati dell'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile.

Sul fronte Myair non ci sono novita' in queste calde giornate estive, e gli unici segni di vita vengono dai clienti che discutono di come ottenere rimborsi da Myair. Una previsione facile facile: il 16 agosto, con l'inizio dei rientri, la crisi Myair tornera' ad essere un argomento caldo, ed entro fine mese gli internauti in cerca di notizie sulla Myair saranno piu' di quelli che googlano Megan Fox o George Clooney.

Tags: ENAC, linee aeree in crisi, lingue, MyAir, reclami e rimborsi

Equivoci linguistici taiwanesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/06/2009 alle 04:20 | 0 commenti  | Permalink
Una decina di giorni fa ho scattato questa foto vicino a Hualian, sulla costa orientale di Taiwan. Non parlo il cinese, ne' cantonese ne' mandarino, e non leggo il cinese, ne' tradizionale ne' semplificato, ragion per cui, quando ho voluto scoprire il significato della scritta che compare in questa foto, ho dovuto chiedere a due conoscenti che parlano e leggono il cinese (e che sono di etnia cinese).

telefono pubblico a Hualien, Taiwan
A Taiwan si parla il cinese mandarino e si scrive in cinese tradizionale. Le due persone a cui ho chiesto di tradurre la frase vicina al numero di telefono mi hanno fornito queste versioni:

- "Connessione diretta garantita"
- "Noi teniamo pulite le tubature del vostro bagno"

C'e' qualche lieve differenza d'interpretazione, come vedete.

La frase si pronuncia "bao ning tong", pare. Se leggete il cinese, inserite un commento (in basso in questa pagina) e fateci sapere come interpretate questa frase.


Tags: Cina, foto Taiwan, lingue, Taiwan

La spigola nello stereo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/04/2009 alle 07:14 | 0 commenti  | Permalink
Siete in un supermercato, in Italia o all'estero, e cercate uno stereo compatto, che non costi troppo ma che non sia troppo scarso. Finalmente trovate un modello che sembra fare al caso vostro, ne controllate le caratteristiche tecniche. Ed ecco la sorpresa: lo stereo che state per acquistare contiene una spigola, anche nota come branzino!
Lo stereo con spigola incorporata

Non si tratta evidentemente di un hifi ittico ma di una traduzione disastrosa. "Spigola" e' la parola che il traduttore (umano o software che fosse) ha scelto per tradurre "bass", che in inglese significa sia "basso/bassi" che "spigola". Par di capire che il contesto della parola non e' stato preso in considerazione, a meno che non si tratti invece di una nuova tecnologia. Magari il prossimo prodotto dell'azienda sara' un televisore all'astice.

Foto scattata al Carrefour di Suntec City, Singapore.

Tags: foto, lingue, Singapore

Turisti italiani poliglotti stupiscono una singaporiana col loro giapponese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 30/03/2009 alle 07:34 | 0 commenti  | Permalink
Una mia collega e' in vacanza in Giappone da venerdi', e restera' nella terra del Sol Levante per undici giorni. E' di Singapore, di etnia cinese, e si lamenta che in Giappone, tutti i venditori lungo le strade la scambiano per una connazionale e le parlano in giapponese (che lei non conosce) cercando di venderle le proprie mercanzie. La collega, stufa ma poliglotta e un poco perfida, alla fine ha iniziato a rispondere "Je suis Singaporean! Parlez-vous anglais?", lasciando interdetti i venditori (*).

La collega sta visitando l'area delle terme di Hakone, vicino al monte Fuji,e dice che per fortuna tutti parlano almeno un po' di inglese, da quelle parti, "persino la vecchietta che vende tortine di fagioli rossi in un banchetto lungo la strada". Dice anche che la stupisce vedere cosi' tanti europei in quella zona, tra cui molti italiani. Nell'area di Hakone ci sono anche molti negozi che vendono prodotti legati all'Italia, ha notato, ma la cosa che ha notato ancora di piu' e' che tra i turisti italiani che vede in giro, molti parlano giapponese! Una bella dimostrazione di poliglottismo dai nostri connazionali che hanno scelto di visitare quell'area.




*: A proposito di "lasciare interdetti i venditori": tre anni fa, in Inghilterra, ricevetti una telefonata sul telefono di casa, con la quale mi venivano offerti servizi telefonici aggiuntivi a in-cre-di-ble prices! Quando risposi alla venditrice che non ero interessato in quanto non avevo un telefono, lei si' che rimase senza parole e termino' rapidamente la telefonata...

Tags: Giappone, lingue

Programmi di traduzione automatica, che tragedia!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/02/2009 alle 08:42 | 0 commenti  | Permalink
Dovete organizzare un viaggio e non conoscete bene la lingua parlata nella vostra destinazione, o magari non la conoscete per niente. Volete scrivere all'hotel, o a qualcun altro che vi fornira' servizi a destinazione, e volete farlo nella lingua locale, per esempio inglese, francese o tedesco. Scrivete il vostro bel testo in italiano e poi lo inserite in uno dei servizi di traduzione gratuiti online come Babelfish, oppure usate un software di traduzione automatica. Copiate ed incollate in un'email la traduzione creata dal programma o dal sito, e la inviate.

Come sara' quella traduzione? Pessima, probabilmente. Ecco un annuncio economico inserito su www.affari.to, il sito che ci offre lo spazio web per Viaggi.affari.to:
Particolare imbroglio peugeot di macchina molto bello 407 hdi di sw 1.6 fap 110cv anno 2005 con 12100 km al metro. diesel che carbura, dipingendo metalisee.Fuori di installazioni: Ignizione automatica delle ribalte, Asciugare-finestra automatica, fendinebbia di Luci, Specchi elettrici, Specchi pieghevoli.
L'annuncio e' stato inserito da un utente che scriveva dal Benin, ed e' il risultato di una traduzione automatica. Certo, e' leggibile e si puo' arrivare a capire il contenuto, ma quell'involontario inserimento di imbroglio al posto di affare e' una perla. Il software utilizzato per la traduzione avra' delle lacune, ma riesce anche a leggere nel pensiero di chi lo usa!

Aggiornamento 21/02/2009

Eccone un altro, appena pubblicato da un indirizzo IP dell'Universita' di Firenze:
acrobatico capuichin scimmie per l'adozione essi sono assicurati e controllati guarantee.these scimmie vengono alongsite tutti i documenti e vasino permits.

E spendetele, due lire per un traduttore professionista!

Tags: lingue, terminologia, truffe

Facchiu-laah, disse il tassista

Scritto da ViaggiareLeggeri, 15/12/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
A Singapore, alla fine di molte parole viene aggiunto, nel pronunciarle, un "lah". E' un modo per addolcire le parole in cinese mandarino, che e' poi passato anche all'inglese, o meglio al singlish, un miscuglio tra inglese, cinese e malese - con qualche tocco d'indiano - parlato a volte a Singapore; "a volte" nel senso che di solito l'inglese parlato nella piccola isola-stato asiatica e' impeccabile (in tv, in banca, alla radio, nelle aziende multinazionali), ma se si va ad ordinare del cibo in un hawker market, o se si parla con un tassista, puo' capitare di sentir parlare in singlish.

Per esempio, "meio" significa "no", in mandarino, ma di solito - sia a Singapore che altrove, per esempio a Taiwan - se si parla con qualcuno che si conosce si finisce coll'usare "meio-lah", che suona come "non proprio...", o "non esattamente...", come dire "no, ma non sentirti offeso per il fatto che non dico si'".

Due giorni fa stavo pedalando verso est, dopo il lavoro. Il sole era appena tramontato (in realta' non s'era neppure visto, dietro al solito cielo coperto). Mi sono fermato a scattare qualche fotografia, e a prendere fiato e, al momento di ripartire, mi sono posizionato sulla linea di arresto, al semaforo.

Scatta il verde, la prima auto, un taxi, si avvia e vuole svoltare a sinistra; io, che sono in bici a sinistra della vettura, faccio segno di passare, come fossi una persona gentile ed educata. Pedoni sulle striscie pedonali obbligano il tassista a fermarsi davanti a me, impedendomi di procedere mentre attende che i pedoni passino. La strada in cui sono ha una sola corsia, per cui mi infilo tra il taxi e l'auto che lo segue, un taxi anch'esso, per aggirare il primo taxi da destra. La seconda auto non ha la possibilita' di muoversi, bloccata dalla prima. Il secondo tassista suona il clacson. Alzo una mano di scatto e faccio un gestaccio (no, nessun dito teso, soltanto il pugno chiuso). Il tassista suona di nuovo il clacson. Completo l'aggiramento dell'auto, e attraverso l'incrocio accelerando. Quando mi passa di fianco il taxi, inchiodo e scarto a destra, portandomi a mezzo metro dal taxi. Dieci metri piu' avanti, il tassista si ferma: rissa in arrivo? E' dal 1984 che non partecipo ne' assisto ad una scazzottata (ah, i bei tempi andati dell'ITIS Leonardo da Vinci di Chivasso...), non saprei neppure come procedere. Nel traffico che procede lentamente mi porto di fianco al taxi, non tanto per provocare quanto per sorpassare. Il tassista sembra un aborigeno australiano, o forse e' di etnia tamil, a giudicare dalle fattezze del viso, ed e' sui sessant'anni. Abbassa il finestrino del taxi, con una faccia arrabbiata ma con una lentezza che trasmette tutto fuorche' aggressivita'. Quando finalmente ha abbassato il finestrino, dice ad alta voce le immortali parole Facchiu-laah!!!.

Mentre pedalo in direzione sud, verso la spiaggia, il tassista e' ancora impegnato a richiudere il finestrino della sua auto, e io ripenso a come un insulto possa perdere tutta la sua carica violenta quando e' detto con l'accento sbagliato.

Tags: lingue, Singapore, taxi

Biting the bullet: faro' riparare la D40

Scritto da ViaggiareLeggeri, 16/09/2008 alle 18:22 | 0 commenti  | Permalink
Durante la pausa pranzo sono andato alla Nikon di Singapore, alle Fuji Xerox Towers in Anson Road. Avevo con me la mia Nikon D40 che ha smesso di funzionare il 24 agosto 2008, dopo poco piu' di sedicimila scatti. Avevo gia' ottenuto un preventivo, e avevo deciso di aspettare, sperando di riuscire a portare o a spedire la macchina negli USA per farla riparare da un centro assistenza Nikon entro i termini della garanzia Nikon (1 anno, valida solo negli USA, dove ho acquistato la D40 nel 2007). Purtroppo, l'occasione per andare negli USA non c'e', ho quindi deciso di far riparare la macchina qui, da Nikon Singapore, nonostante il preventivo equivalga a 185 euro contro un prezzo d'acquisto di 350 euro; e' un prezzo alto, ma comprare un corpo macchina Nikon, anche non nuovo, anche su eBay, mi sarebbe costato di piu', ecco quindi la decisione di far riparare la macchina fotografica, ed ecco il motivo del titolo di questo messaggio: "bite the bullet" ('mordere il proiettile') e' una frase idiomatica della lingua inglese, derivata dalla vecchia pratica di far mordere ai soldati feriti una pallottola, durante le operazioni chirurgiche, quando l'anestesia non era disponibile. La frase e' di uso comune e viene usata di solito nel senso di farsi coraggio e agire, anche se gia' si sa che la propria azione avra' un costo elevato.

Tags: fotografia, lingue, tradizioni

Michael O'Leary trova sempre nuovi modi per far parlare della Ryanair

Scritto da ViaggiareLeggeri, 21/06/2008 alle 04:40 | 0 commenti  | Permalink
Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, ama attirare attenzione sulla sua compagnia aerea. Eccolo in una conferenza stampa a Düsseldorf. Chiudete le orecchie ai vostri bambini, prima di avviare il video.




Tags: lingue, Michael O'Leary, pubblicità, Ryanair, umorismo

25 anni di odissea, ecco quanto costa non conoscere una lingua

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/02/2007 alle 17:50 | 0 commenti  | Permalink
Repubblica riporta oggi la notizia di una donna thailandese di etnia malese che, non sapendo parlare ne' leggere il thailandese, si e' ritrovata a vagare per 25 anni per la Thailandia, finendo anche internata in un centro per senzatetto.

La signora, Jaeyaena Beurraheng, oggi 76enne, parte di una minoranza che pur vivendo in Thailandia usa solo la lingua malese per comunicare, ha lasciato la propria casa per andare a trovare amici in Malesia. Preso pero' l'autobus sbagliato, si e' ritrovata ad andare in direzione opposta, verso il nord della Thailandia, fino a che la mancata conoscenza della lingua locale le ha reso impossibile chiedere informazioni e trovare la strada per tornare indietro.

La signora ha quindi iniziato a chiedere l'elemosina e a vivere da vagabonda. Internata nel 1987 in un centro per senzatetto, creduta muta. Solo nel 2007 le e' stato possibile riacquistare la liberta', quando si e' resa conto che un gruppo di studenti, temporaneamente lavoranti al centro, parlava il suo stesso dialetto. Chiarita la sua situazione, la signora e' stata riaccompagnata a casa, dove ha ripreso la sua vita, rivisto i figli, incontrato i nipoti che ancora non aveva conosciuto.

Caso estremo, d'accordo, ma che spiega perfettamente cosa puo' succedere se si viaggia affidandosi al solito "No English, you speak Italian?"...

Tags: Asia, lingue

E' necessario conoscere l'italiano per essere italiani?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 13/12/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Una proposta per inserire la conoscenza della lingua italiana nella Costituzione ha incontrato l'opposizione di Lega e Rifondazione Comunista. La frase che dovrebbe venire inserita al termine dell'articolo 12 recita "L'italiano è la lingua ufficiale della Repubblica nel rispetto delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali"." Ne parla Repubblica in questa pagina.

Rifondazione e' contraria perche' teme che la modifica della Costituzione venga utilizzata per rendere obbligatoria la conoscenza dell'italiano per ottenere la cittadinanza italiana. Io spero che succeda. Ragazzi di Rifondazione, sono spesso d'accordo con voi, ma concedere la cittadinanza di una nazione ad una persona che non ne conosce la lingua non vi pare fuori luogo? Un immigrato che non conosca l'italiano si trovera' in difficolta' di fronte ad ogni rapporto con le autorita' e anche sul lavoro:

- non sara' in grado di contestare multe, bollette, estratti conto bancari contenenti errori;
- avra' poche possibilita' di trovare e mantenere un impiego qualificato;
- non riuscira' a capire le notizie fornite dai media italiani, e dovra' quindi affidarsi a media stranieri per sapere cosa succede nel mondo (uhm ... questo forse e' un punto a favore delle obiezioni di Rifondazione!);

In breve, un cittadino straniero residente in Italia, incapace di comprendere la nostra lingua e di usarla per esprimersi, si troverebbe ad essere un cittadino di serie B.

Errori da evitare nel promuovere una localita' turistica: attenti alle traduzioni!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/09/2006 alle 00:00 | 0 commenti  | Permalink
Un depliant ufficiale di Gerusalemme recava, in ebraico, il testo "Gerusalemme - Non c'e' una citta' cosi'!". Purtroppo, la traduzione del testo in inglese e' stata "Jerusalem - there's no such city!", cioe' "Gerusalemme - Non esiste questa citta'!". L'errore e' stato scoperto e corretto solo dopo che decine di migliaia di depliant erano stati distribuiti; da questa storia possiamo trarre i seguenti insegnamenti: 1) la cura dei dettagli e' importante: sarebbe bastato un correttore di bozze con buona conoscenza dell'inglese per evitare una figura barbina all'ufficio turistico di Gerusalemme; 2) mai credere alla documentazione ufficiale: se un turista sprovveduto avesse creduto a quel depliant, avrebbe evitato di andare in cerca di Gerusalemme, la "citta' che non esiste" secondo il depliant stesso; 3) gli errori nell'uso della lingua inglese hanno risonanza mondiale grazie ai media britannici (e, in misura minore, americani); 4) gli hezbollah libanesi non si fidano dei depliant scritti in inglese, e infatti non hanno problemi a trovare Gerusalemme.

Tags: lingue

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