Blog, argomento: orientamento
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
orientamento

Se sei un turista in visita a Cipro, non ti aspettare di essere imboccato con le informazioni che cerchi, sarebbe troppo comodo. A Cipro non si fa cosi'.
Il sistema cipriota prevede l'uso del metodo maieutico, reso popolare da Socrate: anziche' darti informazioni, il Cyprus Tourism Office (CTO) fa in modo che sia TU, turista, a partorire il sapere che cerchi.
Prendiamo questa mappa, per esempio. E' a Nicosia, capitale cipriota. Probabilmente non riuscirete a studiarne i dettagli con questa foto, per cui vi dico subito io cosa manca: il classico "tu sei QUI", che sia una freccetta, un cerchio rosso, un asterisco, qualcosa, qualsiasi cosa. Invece niente, la mappa non vi dice dove siete, per cui sarete voi ad impararne a memoria i dettagli: i nomi delle vie, gli angoli in gradi tra una via e l'altra. Dopo cinque minuti di studio, la vostra comitiva si sparpagliera' per andare a leggere i nomi delle vie dei dintorni, e quando vi ritroverete saprete non solo la vostra posizione sulla mappa, ma anche qualche frase in greco, la ricetta dell'halloumi, e la canzone vincente dell' X-Factor locale. Sempre che non vi troviate di fronte a questa mappa di notte, nel qual caso ripescherete dalla vostra memoria tutto quel che sapete dell'astronomia, pur di capire dove siete e come ritornare alla vostra auto.
Solo un caso? Noi di ViaggiareLeggeri crediamo di no. Il CTO vuole davvero che siate voi a generare la conoscenza che cercate. E per confermare la nostra ipotesi, vi invitiamo ad andare al bel municipio di Nicosia. Sul marciapiede dal lato opposto della strada, di fronte al cancello del municipio, un cartello indica la presenza di un ufficio informazioni per i turisti. C'e' una freccia, pare semplice, trovare quell'ufficio, nella zona pedonale di Nicosia. C'e' poi un secondo cartello che vi invita a svoltare a sinistra, un terzo che vi portera' in un vicolo, poi le indicazioni finiscono: quell'ufficio informazioni non esiste. Ma prima di arrivare a questa conclusione girerete per venti minuti, pensando che vi sia sfuggito un cartello. Quando finalmente vi darete per vinti, saprete tutto quel che c'e' da sapere sulla capitale cipriota, e anche di piu': a che distanza inizia la zona turca, quali ristoranti hanno i prezzi migliori, dov'e' il museo motociclistico, come si chiama l'anziano custode della chiesa maronita, che vi ha raccontato tutto dei suoi nipoti che studiano a Bologna.
Ancora non siete convinti? Andate a Troodos, sulle montagne cipriote. Provate a seguire i cartelli che indicano il Visitors Centre. Non sarete soli: nelle pinete intorno a Troodos si aggirano decine di escursionisti che si sono incautamente fidati di quei cartelli, e che vagano nei boschi ormai senza piu' ricordare la loro ricerca iniziale: c'e' chi ha imparato il verso di ogni animale della pineta, chi ormai conosce tutti i sentieri del monte Olimpo, e chi ha raggiunto la fase del Nirvana in meno di due ore e cammina per i boschi in trance, rincorso dai figli preoccupati che non sanno dove ricaricare l'iPhone.
E tutto cio' grazie a Socrate.
Tags: antropologia spicciola, cartoline, Cipro, orientamento
Una chicca per chi prepara i propri itinerari di viaggio tramite GoogleMaps. Provate ad andare su Google Maps e inserite Milano. Poi, scegliete DIREZIONI DA QUI, e scegliete Torino come destinazione (e Milano come partenza). Quindi scegliete l'icona del treno (e' tra quella della bici e quella dell'auto) per indicare che desiderate viaggiare con mezzi pubblici (treno e autobus). TO-MI, cosa ci proporra' mai GoogleMaps?
Semplice: un breve itinerario Milano - Lodi - Piacenza - Fidenza - Noceto - Borgo Val di Taro - La Spezia - Genova - Serravalle Scrivia - Alessandria - Asti - Moncalieri - Torino. A me pareva ci fossero strade piu' brevi...
Rivolgiamo quindi i nostri auguri per un viaggio economico e breve a chi seguira' i suggerimenti di GoogleMaps per andare da Milano a Torino (e viceversa).
Tags: castronerie, Google, orientamento, trasporti pubblici, treni
Il popolare blog Huffington Post ha pubblicato tempo fa una lista di venti cose che sono diventate obsolete nel primo decennio del nuovo millennio. Tra queste, alcune sono rilevanti anche per chi viaggia. Eccole, con alcune mie aggiunte:
Le agenzie di viaggi: da un lato la proliferazione di siti come Kayak, Orbitz, Travelocity, Hipmunk, che hanno reso possibile ai consumatori di trovare tariffe convenienti e prenotare facilmente i loro viaggi, dall'altro la diffusione di siti e applicazioni che permettono ai viaggiatori di pianificare personalmente i propri itinerari, hanno cambiato radicalmente l'industria dei viaggi. Per molti, il periodo in cui si contattava un'agenzia di viaggi per prenotare voli, trovare alberghi e organizzare esotiche escursioni e' tramontato.
La separazione tra lavoro e vita privata: la disponibilita' di smartphones e computer portatili leggerissimi, accoppiata con l'onnipresenza di connessioni Internet wireless, ha reso possibile essere "always on", cioe' sempre online. Se sia un piacere, una tortura o un'evoluzione accettabile del nostro modo di vivere lo lascio dire a voi, ma e' indubbio che, per molti, la parola "vacanza" non corrisponde piu' ad un periodo in cui non si pensa al lavoro per giorni: anche in vacanza a
Rotorua, tanti si metteranno a controllare la posta elettronica, prima di andare a dormire.
Le
librerie: lo so, non si tratta di qualcosa intrinsecamente legati ai viaggi, ma per me, visitare una libreria a Taipei, o a Londra, oppure ad Agrigento, e' un piacere grazie al quale mi pare di imparare qualcosa in piu' del posto che visito (e prima ancora d'aprire un libro). Per esempio, vedere decine di ragazzi e ragazze seduti sul pavimento delle librerie Eslite, a
Taiwan, impegnati a leggere come fossero in una biblioteca - e senza che nessuno li disturbi - e' uno spettacolo che continua a stupirmi.
Orologi da polso. Impossibile, per me, viaggiare senza avere al polso il mio orologio con bussola. Pare invece - come confermato anche da un'
altro articolo dello stesso blog - che l'attuale generazione di
teenager americani sia affollata di giovani che non hanno mai indossato un orologio da polso. E perche' dovrebbero, dopotutto, visto che hanno continuamente il loro cellulare davanti al naso?
Mappe. Obsolete anche quelle, secondo l'articolo dell'Huffington Post. I dispositivi GPS diventano sempre piu' economici, piccoli e portatili, sono presenti nelle nostre auto e nei nostri cellulari, e ormai utilizziamo mappe digitali sia per attraversare un continente che per andare al ristorante.
Chiedere indicazioni stradali: vedi alla voce
Mappe. Pratica in via d'estinzione a causa dell'onnipresente GPS.
Perdersi: vedi, ancora, alla voce
Mappe. Se in passato ci si poteva perdere senza alcuno sforzo, ora e' necessaria la consapevole decisione di spegnere il navigatore satellitare dell'auto o del cellulare, per riuscire a godere della possibilita' di pronunciare la frase "Non ho idea di dove sono".
Macchine fotografiche a pellicola. Uccise dalla fotografia digitale, un rischio che Cesco Ciapanna - l'editore di
Fotografare - paventava dai primi anni Ottanta. Ora, durante un viaggio con la macchina digitale in mano, facciamo cinque o dieci volte piu' foto che con la macchina a pellicola, senza pero' mostrarle a nessuno.
La proiezione delle diapositive al ritorno dalle vacanze. Se come me usavate diapositive anziche' negativi, i vostri amici probabilmente ricordano ancora con terrore il momento in cui, di solito verso meta' settembre, ricevevano il vostro invito per andare a vedere "qualche diapositiva". Di solito la proiezione finiva a notte inoltrata, con gli amici che non riuscivano piu' a fingere interesse di fronte alla ventesima immagine di un gabbiano scozzese.
Alcuni di questi oggetti e di questi comportamenti mi mancano. La scomparsa di altri mi lascia indifferente. E voi, quali sono le vostre opinioni? Ci sono altre cose che sono scomparse dalla vostra vita di viaggiatori, negli ultimi dieci anni?
Tags: agenzie viaggi, antropologia spicciola, liste, orientamento
Nell'
articolo di ieri ho inserito una mini-mappa di
Lazarus Island presa da Maps.google.com. Microsoft fa concorrenza a GoogleMaps col suo Maps.live.com, ho quindi provato a vedere se
http://maps.live.com offre immagini piu' aggiornate per le isole di Singapore, e ho avuto una sorpresa: le immagini di Microsoft sono vecchie. Quanto vecchie? Probabilmente meno vecchie delle fotografie del nonno che avete nel cassetto, ma decisamente meno nuove delle foto che avete scattato lo scorso weekend. E quello prima. E quello prima. E quello ancora prima.
Ecco cosa mostra Maps.Live.com. Da destra a sinistra, la piccola isola di Kusu, poi Lazarus Island, poi, piu' in basso a sinistra, St.John's Island. Le isole in basso a sinistra sono note come Sisters Islands e non le ho ancora visitate, quella in alto a sinistra e' Pulau Tekukor.
Passando il cursore (il mouse) sopra l'immagine, vedrete sovraimpresso quel che mostra GoogleMaps. Abbiate pazienza: ci vorranno parecchi secondi per caricare l'immagine la prima volta.
Confrontando le immagini (ricordiamolo: quella con lo sfondo piu' chiaro mostra la mappa di Maps.Live.com, quella con sfondo scuro mostra GoogleMaps sovrapposto a Maps.Live.com, e le immagini sono state salvate a pochi minuti l'una dall'altra), si nota la comparsa, su GoogleMaps, della "
spiaggia a forma di C", la spiaggia di cui ho parlato ieri, con un allargamento della striscia di terra che mette in comunicazione le due parti di Lazarus Island alle spalle della spiaggia. Sospetto che fossero due isole separate fino a poco tempo fa...
Sempre nell'immagine di GoogleMaps si nota la presenza della massicciata che permette di andare da Lazarus a St.John Island. Prima o poi finiranno col diventare un'isola sola.
Questa ricerca non vuol avere valore scientifico. Volevo solo vedere se almeno uno dei due siti mostrava dettagli dell'area recintata, deserta, hi-tech e piuttosto sospetta in cima a Lazarus Island. Ottimo posto per osservare le
aquile (o quel che sono) che vanno a pesca tra Lazarus Island e Kusu Island. Non ci sono, quei dettagli, per cui mi "tocchera'" esplorare nuovamente la zona.
Il risultato dell'analisi delle mappe di GoogleMaps e Maps.Live.com per l'area delle isole di Singapore?
Non affidatevi ad un sito solo se volete immagini satellitari aggiornate di un'area. Soprattutto, non affidatevi al solo Maps.Live.com .
Tags: isole, isole di Singapore, orientamento, Singapore, siti Internet
Mi e' gia' successo tre volte, qui a Singapore, nelle poche occasioni in cui sono andato in giro, di trovarmi di fronte ad una strada senza uscita e di dover fare dietro-front. La prima volta e' successo percorrendo a piedi Benjamin Sheares Bridge, il ponte che collega Marina Promenade con l'area della Tanjong Rhu: il ponte (otto corsie) dispone di due corsie pedonali. Io ho preso quella a sud, e - in questo caso lo ammetto, e' colpa mia - ho ignorato i cartelli che segnalavano un'interruzione del ponte. Mi sono poi trovato a scavalcare il guard-rail (entrando per alcuni secondi sulla carreggiata) dopo aver trovato di fronte a me un ostacolo, e ho poi proseguito stringendomi al guard-rail stesso in tre punti in cui buona parte della corsia pedonale era stata rimossa (e restavano 50 cm prima del vuoto); arrivato poi a non piu' di duecento metri dal termine del ponte, mi sono reso conto che le autorita' stradali di Singapore non avevano esagerato: la corsia pedonale terminava completamente. Nessuna alternativa a parte ritornare sui miei passi: il ponte era ancora alto una trentina di metri, circa ventinove di troppo rispetto all'altezza da cui ritengo sicuro saltare. Ritornato indietro, ho imboccato la corsia pedonale nord, che inizialmente non avevo trovato, e ho percorso il ponte in meno di mezz'ora.
La seconda volta stavo percorrendo la East Coast Park Service Road verso ovest, cioe' verso casa. In bici, in una serata quasi piacevole. Prendo una strada non asfaltata che corre di fianco alla East Coast Parkway, e mi ritrovo dopo meno di un chilometro di fronte ad un muro. Dietro-front, di nuovo, ed in questo caso non c'erano cartelli ad indicare che la strada era senza uscita.
La terza volta ero in bici nell'area del Bedok Reservoir Park. Imbocco la corsia pedonale di un viadotto (il Kaki Bukit Viaduct), che dopo qualche centinaio di metri si restringe fino a consentire a malapena il passaggio del manubrio della bici. Dopo qualche metro spingendo la bici, e qualche livido di troppo, decido di salire in sella. Ottima scelta, a parte il fatto che ora sono, dalla vita in su, al di sopra del limite superiore della ringhiera che protegge dalle cadute nel vuoto. Vabbe', cerchero' di stare attento. Urto col gomito contro alcuni vasi decorativi (ma chi ha pensato di mettere vasi decorativi in un passaggio in cui un solo pedone farebbe gia' fatica a transitare?), e continuo a pedalare. Di fianco a me le vetture scorrono in senso opposto al mio, sono all'estrema destra del cavalcavia e a Singapore il traffico e' all'inglese, si guida a sinistra. Dopo tante pedalate e tanto sudore (classica giornata con 32 gradi che, grazie all'umidita', sono percepiti come 42), vedo delle rampe d'accesso al viadotto. Sento che sto per arrivare da qualche parte. E infatti arrivo ... alla fine della corsia: senza alcun avviso, questa corsia termina all'improvviso. C'e' solo un'apertura nel muro alla mia sinistra, che mi consente di entrare nella carreggiata; purtroppo questo significa dover seguire il senso di marcia della strada, il che significa che torno indietro da dove sono partito (e che alla fine ho rinunciato a visitare il Bedok Reservoir Park e sono invece andato al Singaporean Air Force Museum, ma di questo parleremo un'altra volta.

Cos'ho imparato da queste tre disavventure?
- Se non ci sono cartelli, attenti: la strada potrebbe essere senza uscita;
- Se ci sono cartelli che dicono che la strada e' senza uscita, potrebbero non mentire;
- Se non sapete volare, evitate di trovarvi in un vicolo cieco sopraelevato
- Se siete su una pista ciclabile/pedonale che segue il percorso di una strada ad alta velocita' (un viadotto o magari anche un'autostrada), e siete in bici, usate - se ce n'e' la possibilita' - la pista ciclabile che vi permetterebbe, in caso di necessita', di accedere alla strada per proseguire nella direzione in cui state dirigendovi.
- Se siete a piedi e fa caldo, cercate di non sbagliare strada: tornare indietro e' frustrante.
- Portate
sempre con voi dell'acqua, quando girate a Singapore.
Tags: orientamento, Singapore, strade
L'industria aeronautica si prepara a sostituire il radar col GPS nella navigazione degli aerei. Il sistema Automatic Dependent Surveillance-Broadcast (ADS-B) e' basato su tecnologia GPS (Global Positioning System), e promette miglioramenti rispetto al radar per quanto riguarda sicurezza, puntualita', consumi, rumore, inquinamento.
Ecco alcune differenze tecniche tra navigazione/guida radar e GPS:
Velocita' d'aggiornamento:
Radar: aggiornamenti ogni 12 secondi.
ADS-B: aggiornamenti ogni secondo.
Disponibilita' dei dati:
Radar: dati disponibili solo ai controllori di volo, a terra.
ADS-B: dati disponibili ai piloti, ai controllori di volo a terra e agli altri velivoli in volo nell'area.
Copertura
Radar: scarse capacita' di localizzazione di velivoli a bassa quota e a terra.
ADS-B: capacita' di localizzazione non dipendente dalla quota.
Qualita' delle informazioni
Radar: Dati imprecisi su velocita' e quota del velivolo.
ADS-B: Dati esatti per posizione, quota, velocita' e direzione del velivolo
Il progetto ADS-B e' spinto dalla Federal Aviation Administration (FAA), l'ente governativo americano responsabile per i voli, tramite un contratto da un miliardo di dollari che verra' assegnato tra pochi giorni. La maggiore quantita' di dati, e la loro maggiore precisione rispetto a quelli provenienti dal radar, permettera' agli aerei di linea di volare molto piu' vicini diminuendo allo stesso tempo il rischio di collisioni, e creando quindi la possibilita' per un maggior numeri di velivoli di percorrere rotte vicine nello stesso momento, riducendo quindi le attese e i ritardi; la discesa verso l'aeroporto di destinazione avverrebbe a tre miglia di distanza, contro le attuali cinque.
Lo spedizioniere UPS e' gia' dotato di una flotta aerea equipaggiata di ADS-B, che permette di ridurre il consumo di carburante, il rumore e l'inquinamento generato dai loro aerei grazie alla possibilita' di mantenere il regime dei motori al minimo piu' a lungo. UPS ha richiesto alla FAA di essere autorizzata a decidere l'ordine di atterraggio dei propri voli, funzione attualmente gestita dai controllori di volo a terra. I piloti dei voli UPS, dotati di ADS-B, sono in grado di vedere sui loro monitor la posizione degli altri aerei UPS in zona, e il sistema permette agli aerei di allinearsi uno dietro all'altro, con adeguamenti automatici della velocita'. Il risultato previsto e' un aumento di 10%-15% degli atterraggi possibili ogni ora, risparmi di 1 milione di galloni di carburante all'anno e una riduzione del 30% del rumore e del 34% delle emissini di anidride carbonica.
I costi elevati, la mancanza di standardizzazione, e la necessita' di avere ogni linea aerea dotata del sistema ADS-B sono le principali complicazioni del progetto.
Tags: aviazione, orientamento
Natale e' passato e vi ha portato, insieme a tanti regali inutili, un bel gadget elettronico: un navigatore GPS. Usandolo, conoscerete sempre la vostra posizione, la vostra moglie/ragazza non potra' piu' ordinarvi di fermarvi a chiedere informazioni, e il mondo non avra' piu' misteri, perlomeno finche' dura la batteria. E questa e' anche la principale ragione per non usare un navigatore GPS.
Se ne avete uno, diteci nel Forum come e quando lo usate, se funziona bene, se riuscite/volete farne a meno.
Tags: orientamento Argomenti correlati a "orientamento"