Blog, argomento: pagamenti
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pagamenti
Colpa mia, vivo lontano dall'Italia da dieci anni, e a certe cose non sono piu' abituato. Non ho visto una pompa di benzina che non fosse
self service, in questi anni, tranne che in Italia. Non ho visto guidatori saltare fuori dal loro SUV scattanti ed eleganti, dopo aver parcheggiato in un posto riservato ai
diversamente abili. Ma la cosa che mi colpisce di piu' sono le
carte di credito.
"No, guardi signora, sotto i dieci euro non puo' pagare con la carta di credito".
"No, mi spiace, durante i saldi accettiamo solo contanti".
"No, mi costa un capitale in commissioni, se le faccio pagare con carta di credito. Solo contanti, mi spiace".
E invece, anche nel deserto, negli
Stati Uniti, si riesce a pagare con carta di credito. Questa foto e' stata scattata in a Kayenta, in Arizona, in una riserva Navaho, e carte di credito come Visa e Mastercard vengono accettate all'
Anasazi Inn come in tanti altri negozi minuscoli e ristoranti a gestione familiare. O cosi', oppure i clienti vanno altrove.
E la foto e' di quattro anni fa. Probabilmente ora l'Anasazi Inn accetta gia' pagamenti tramite Paypal, oppure accetta micro-pagamenti tramite cellulare per le consumazioni al bar. Gia', proprio come da noi.
Tags: carte di credito, foto, idee per il settore turistico, pagamenti, Stati Uniti
Avete presente quando, arrivati alla fine di una lunga procedura per prenotare un
biglietto, scoprite che per pagare con il Bancomat (
carta di debito, per usare il nome corretto) c'e' un salato sovrapprezzo? In Gran Bretagna, l'
associazione dei consumatori Which? ha ripreso e ampliato una proposta di pochi mesi fa dell'Office of Fair Trading britannico (
OFT, equivalente della nostra Autorita' Garante per la Concorrenza), e suggerisce di rendere illegali questi sovrapprezzi.
In giugno, l'OFT ha ordinato alle aziende del comparto viaggi di rendere piu' chiari i sovrapprezzi, sia i pagamenti tramite
Bancomat che per quelli tramite
carte di credito. Secondo l'OFT, in precedenza tali sovrapprezzi erano evidenziati dopo circa cinque pagine delle procedure di prenotazione.
La tabella mostra alcuni sovrapprezzi di aziende del settore viaggi:
| Azienda | Sovrapprezzo carta credito | Sovrapprezzo Bancomat |
|---|
| British Airways | ?4.50/passeggero | ?0 |
| Easyjet | ?8 + 2.5% per transazione | ?8 per transazione |
| Jet2 | 7.2% per transazione (min ?4.99) | 3.6% per transazione (min ?4.99) |
| Ryanair | ?6/passeggero per tratta | ?6/passeggero per tratta |
| DFDS Seaways | 2.5% per transazione (min ?4) | ?0 |
| The Trainline | ?3.50 per transazione | ?0 |
La
reazione di alcune aziende e' stata rapida.
Ryanair, per esempio, sempre pronta a farsi sentire quando c'e' da farsi pubblicita' gratis.
Stephen McNamara, Responsabile Comunicazione della Ryanair:
(blah blah blah) il reclamo di Which? e il giudizio dell'OFT non riguardano Ryanair, in quanto Ryanair non impone nessun "sovrapprezzo" per pagamento con carta di credito o di debito. Persino la nostra tariffa amministrativa e' evitabile utilizzando la carta Mastercard prepagata raccomandata da Ryanair.
Dichiarazione precisa e onesta? Oppure un chiaro caso di manager con faccia di bronzo?
Piu' conciliante e' Aage Duenhaupt, di
Lufthansa:
Abbiamo costi per i pagamenti con carte di credito per piu' di 100 milioni di euro all'anno, ma non chiediamo al consumatore di pagare tutto. Stiamo provando attivamente a ridurre i sovrapprezzi che abbiamo per pagamento con carte, e speriamo di avere un'opzione senza sovrapprezzi per pagamento con carta di debito entro fine anno.
Cambiera' qualcosa, per i passeggeri italiani?
Tags: carte di credito, diritti dei consumatori, linee aeree, pagamenti
Continua la nostra indefessa opera di divulgazione delle regole della Ryanair, per chi si sente intimidito dal sito gialloblu' dell'azienda irlandese. Oggi parliamo di prenotazioni, e dell'annosa questione dell'email di conferma:
prenoto sul sito Ryanair, e l'email di conferma non arriva. Sara' valida, la mia prenotazione?
La fonte d'informazioni cui fare riferimento, in questo caso, non e' una discussione in un forum, un "me l'ha detto mio cugino", o una telefonata del Presidente del Consiglio (intercettata o meno). E' Ryanair stessa che, premurosamente, offre ai viaggiatori una spiegazione tramite la sezione
F.A.Q. del suo sito:...
Tags: email, pagamenti, prenotazioni, Ryanair
Ah, l'Italia, un Paese eccezionale. Nel senso che e' un Paese in cui ogni cosa viene fatta in modo originale, e cio' che funziona all'estero da noi non si puo' fare. Non si puo' andare in un caffe' e connettersi ad Internet con la rete wireless del locale. Noleggiare per un weekend una Nikon D300 con obiettivo costa 19 euro a Singapore, per la stessa macchina in Italia si pagano 50 euro piu' 1.500 di caparra. Per giocare nella nostra Nazionale di rugby pare sara' necessario essere alti almeno 1,85m, quindi se un campione come
Jonny Wilkinson fosse italiano, non riuscirebbe neppure a giocare in Nazionale. Se qualcuno desiderasse affidarti un progetto, all'estero ti chiederebbe se hai gia' fatto qualcosa di simile: in Italia ti chiedono cosa hai studiato e chi conosci.
Insomma, parafrasando un noto detto, l'Italia e' un Paese straordinario, pero' vorrei tanto che fosse un Paese normale.
Ieri ho avuto un'altra conferma dell'eccezionalita' del nostro Paese. Chi scrive ha vissuto cinque anni in Inghilterra, poi due negli U.S.A. e due a Singapore, e s'e' abituato a pagare tutto o quasi con la carta di credito, dai cinque euro in su, a partire dal 1999 (quando ancora le banche elargivano carte di credito come fossero status symbol). Tutte le banche incontrate in questi tre Paesi hanno rilasciato carte di credito (la classica accoppiata Visa / AmericanExpress) senza alcuna difficolta', e in vari casi senza costi di gestione. Uso Paypal dal 2001, e non ho mai sentito il bisogno di avere una carta prepagata Paypal: ho gia' due carte di credito, a cosa mi servirebbe?
Eh, ma alle truffe, ai ladri, non ci pensi? E se te le clonano, le tue carte di credito?
Pensavo fosse gia' strano che la prepagata Paypal fosse cosi' diffusa in Italia, ma ieri sera, al pub con amici, ho sentito cose che m'hanno colpito anche di piu': un conoscente ha mostrato una carta (di credito, credo) emessa da una banca italiana, che gli permette di creare carte prepagate virtuali.
Della serie "Fare acquisti e' troppo semplice, complichiamoci la vita!"... No, non sono favorevole allo shopping come terapia, come passatempo, come attivita' culturale, e anzi le mie braccia sono curiosamente corte e raggiungono a fatica il portafoglio. Ma a volte decido di acquistare qualcosa, e di solito cerco di eseguire l'operazione nel modo piu' rapido ed indolore possibile, che sia online o in negozio: compro solo dove i prezzi sono esposti, dove la merce e' disponibile quando mi serve, dove nessuno cerca di vendermi qualcosa che non e' cio' che desidero. Ma torniamo alle carte di credito, ora.
Non sono mai andato in rosso, con le mie carte di credito. Non ho mai rimandato o parcellizzato il pagamento del conto, si paga il giorno in cui e' dovuto (il 15 del mese successivo, di solito) e amen, non ci si pensa piu'. E se non si hanno i soldi, non li si spendono. E ...
Ma allora non vuoi proprio pensare ai rischi, alle truffe, ai furti, alla clonazione della tua amata carta di credito???
A questo punto credo ci vogliano alcuni aneddoti, per spiegare il mio stupore nel far funzionare in Italia qualcosa che nel resto del mondo funziona da parecchio tempo.
Inghilterra, 2003. Lunedi' mattina, sono in ufficio, al lavoro alla mia scrivania. Arriva una telefonata, e' la banca in cui ho il mio conto corrente, mi chiede se sono davvero "io" (l'intestatario del conto corrente). Mi informano che qualcuno ha usato la mia carta di credito per svolgere acquisti a Nottingham, nel nord, per un totale di circa 1.200 sterline. Aumenta il battito cardiaco. Occhi iniettati di sangue. Sbuffo dal naso e probabilmente nitrisco pure. L'operazione e' stata automaticamente "flaggata" dal sistema informatico della banca come sospetta, in quanto eseguita in un momento in cui sono sempre in ufficio, e anche la cifra e' per me inusuale. . L'impiegato della banca chiede la mia conferma per il blocco della carta (AmEx o Visa, non ricordo), e m'informa che il prelievo illegale verra' annullato entro tre giorni. Mi rilasso. Due giorni dopo, l'estratto conto online mostra che il prelievo e' stato annullato.
Oklahoma, 2007: sto guidando da
Atlanta allo Utah, per una breve vacanza. Mi fermo ad una stazione di servizio per fare il pieno. No, non ci sono addetti, non ne vedo dal 1993, all'estero, e va bene cosi'. In questo caso, pero', la mia carta viene rifiutata. Provo ad un'altra pompa della stessa stazione, stesso risultato. Risalgo in auto lievemente alterato, il cellulare suona. E' la Bank of America, mi chiedono conferma della mia identita', e mi chiedono se sono per caso in Oklahoma, anziche' ad Atlanta come sempre. Confermo, mi invitano a riprovare a usare la carta di credito. Eseguo, carta approvata, faccio il pieno e riparto.
Taiwan, 2010: dopo innumerevoli calcoli, analisi del prezzo e delle caratteristiche dei ce...
Tags: carte di credito, italianità, pagamenti
Leggo spesso di problemi nella fase di pagamento dei biglietti sul sito Ryanair. Il dover pagare dieci euro di commissione e' qualcosa che mi fa ribollire il sangue, ma trovarsi con un pagamento rifiutato e' sicuramente peggio, ed e' questo che pare capiti di frequente. Tanto di frequente che il sito Ryanair, anziche' lasciare i suoi clienti al buio, ha una
pagina che spiega come procedere:
Come procedere se il pagamento viene respinto mentre si effettua una prenotazione?
Se il pagamento viene respinto durante una nuova prenotazione:
Quando il pagamento viene respinto per la prima volta, viene concessa la possibilit? di tornare alla pagina di pagamento e reimmettere i dati oppure di utilizzare un metodo di pagamento alternativo.
Se il pagamento viene respinto una seconda volta, i voli verranno automaticamente annullati dopo 5 minuti e sar? necessario effettuare una nuova prenotazione.
Non e' una soluzione, certo, ma almeno si tratta di linee guida per capire cosa fare quando un pagamento viene respinto dal sito Ryanair.
Nota
Di questo problema si parla nel
forum in:
-
Problemi con il sito Ryanair durante la prenotazione;
-
Prenotazione Ryanair RESPINTA ma soldi scalati.
Le discussioni incentrate su Ryanair sono elencate presso
www.viaggiareleggeri.com/forum/argomenti/ryanair.
Tags: pagamenti, Ryanair
Leggo sul
sito della CNN:
Stai preparando un viaggio negli Stati Uniti? Martedi' (7 settembre 2010) e' l'ultimo giorno in cui i cittadini di alcuna Nazioni potranno evitare una nuova tassa sui viaggi.
A partire da mercoledi' (8 settembre 2010), ai viaggiatori di 36 nazioni verra' richiesto di pagare 14 dollari per registrarsi nell'Electronic System for Travel Authorization, o ESTA, obbligatorio per i viaggiatori che utilizzano il "Programma Viaggio senza Visto" (Visa Waiver Program).
Probabilmente lo sapete gia': l'Italia e' tra le 36 nazioni che aderiscono al "Visa Waiver Program". Continuiamo la lettura:
Quattro dei quattordici dollari copriranno i costi amministrativi del sistema ESTA, gli altri dieci serviranno a promuovere gli Stati Uniti come destinazione turistica.
(...) I 14 dollari copriranno (la registrazione per) viaggi negli USA per due anni.
(...) Cecilia Malmstr?m, Commissario Europeo per gli Affari Interni, ha definito la nuova tassa "incongruente con l'impegno statunitense degli Stati Uniti verso la facilitazione della mobilita' transatlantica", dicendo che sara' "un onere addizionale per i cittadini europei che viaggiano negli USA".
Secondo un portavoce del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale (DHS), questa tassa non e' un'esclusiva degli USA e "piu' di 56 nazioni hanno tasse di ingresso/uscita, comprese nel biglietto o sotto forma di altre tasse". Sara', ma a me una tassa del genere fa tornare in mente una vecchia idea degli amministratori di Venezia, tassare i visitatori (italiani e stranieri) che entravano nella bellissima citta' lagunare, cui fece seguito un'efficace proposta di altri amministratori locali italiani: tassare i veneziani che uscivano da Venezia...
Battute a parte, 14 dollari in piu', sul totale di un viaggio intercontinentale, incidono poco. Ma e' l'atteggiamento, il tassare chi gia' viene a portarti soldi visitando il tuo Paese, che fara' storcere il naso a molti.
La cosa positiva e' che il sito dell'ESTA -
https://esta.cbp.dhs.gove' disponibile in italiano...
Tags: documenti, pagamenti, Stati Uniti, TSA
Non so quanti connazionali abbiano gia' perso il lavoro a causa della recessione; probabilmente la presenza di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione rendera' meno comune la perdita del lavoro. All'estero - in Inghilterra e negli USA, per esempio - perdere il lavoro e' invece un evento frequente (*) anche al di fuori dei periodi crisi, e ancora piu' comune nella situazione attuale, con aziende che riducono il personale di continuo. In una simile situazione, tanti decidono che spendere per un viaggio e' rischioso, ed e' per venire incontro a costoro che due tour operator britannici ed una linea aerea hanno iniziato ad offrire garanzie ai clienti che prenotano viaggi questo mese. Thomson e First Choice (entrambi fanno parte di TUI), piu' la linea aerea Flybe stanno offrendo una copertura in caso di licenziamento. In caso di licenziamento tra la data della prenotazione e la data del viaggio, e conseguente necessita' di rinunciare ad un viaggio, queste aziende offrono rimborsi piu' o meno completi delle spese sostenute. Per ottenere i rimborsi di Thomson e First Choice e' necessario dimostrare di essere stati licenziati (niente dimissioni volontarie) e di aver lavorato nella stessa azienda per almeno due anni.
C'e' una considerazione da fare: queste tre aziende britanniche ricevono soprattutto pagamenti in sterline. La sterline sta perdendo valore ogni giorno nei confronti di euro/dollaro/altre valute. Se un cliente acquista oggi un viaggio per settembre 2009 con una di queste tre aziende, e paga ora, e poi perde il lavoro in agosto, la sua caparra varra' meno (ipotizzando che la sterlina continui a perdere valore) al momento in cui il cliente verra' rimborsato. Ma questo e' voler cercare il pelo nell'uovo: venire rimborsati per un viaggio che, causa licenziamento, non e' piu' economicamente sostenibile e' gia' una bella garanzia.
Quante aziende italiane seguiranno l'esempio di Thomson, First Choice e Flybe? Proviamo a dire un numero: zero.
(*): tanto frequente che esistono molti modi per descriverlo. Ecco alcuni modi di dire legati al perdere il lavoro: "retrenchment", "downsizing", "layoff", "termination" (difficile non pensare a Schwarzenegger quando un amico ti dice "I have been terminated"), "redundancy" ("M'hanno fatto ridondante..."), "sorry, we have to
let you go" ("But I do not WANT to go!", e' spesso la risposta), "sacking" (nel caso di licenziamento con merito), "I got my pink slip" (il licenziamento viene tradizionalmente comunicato con un
foglietto rosa, negli USA), "I was given the P45" (modulo usato nel
Regno Unito)
Tags: Gran Bretagna, linee aeree, pagamenti, reclami e rimborsi, tour operator
Non e' una di quelle novita' che vi cambieranno la vita, ma se state per visitare il Somerset, in Inghilterra, sappiate che a Dunster e' ora possibile pagare in Euro con un cambio uno a uno nei confronti della sterlina: se vedete qualcosa che costa dieci sterline in un negozio, potrete pagarlo con dieci euro. Dunster, nota per la sua produzione di capi d'abbigliamento in lana, si trova nell'Exmoor National Park, e la maggior parte dei suoi visitatori arriva dall'Italia e dalla Scandinavia. Una simile offerta (1 sterlina = 1 euro) viene praticata al momento dai negozi del
Royal Mile di Edinburgo.
Non aspettiamoci che queste offerte durino molto... non appena la sterlina riconquistera' terreno nei confronti dell'euro (al momento
una sterlina vale 1,04 euro), i negozianti di Dunster e di Edinburgo ricominceranno ad applicare un cambio sfavorevole o magari anche a rifiutare il pagamento in euro. E se invece il valore della sterlina continuera' a scendere, saranno i visitatori continentali ad aspettarsi tariffa di cambio piu' favorevoli di 1 sterlina = 1 euro.
Tags: Gran Bretagna, pagamenti Argomenti correlati a "pagamenti"