Blog, argomento: pagamenti carte di credito 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento pagamenti carte di credito

Anche nel deserto accettano le carte di credito, ma in Italia...

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/11/2011 alle 17:17 | 1 commenti  | Permalink
Anche nel deserto si paga con carta di credito


Colpa mia, vivo lontano dall'Italia da dieci anni, e a certe cose non sono piu' abituato. Non ho visto una pompa di benzina che non fosse self service, in questi anni, tranne che in Italia. Non ho visto guidatori saltare fuori dal loro SUV scattanti ed eleganti, dopo aver parcheggiato in un posto riservato ai diversamente abili. Ma la cosa che mi colpisce di piu' sono le carte di credito.

"No, guardi signora, sotto i dieci euro non puo' pagare con la carta di credito".
"No, mi spiace, durante i saldi accettiamo solo contanti".
"No, mi costa un capitale in commissioni, se le faccio pagare con carta di credito. Solo contanti, mi spiace".


E invece, anche nel deserto, negli Stati Uniti, si riesce a pagare con carta di credito. Questa foto e' stata scattata in a Kayenta, in Arizona, in una riserva Navaho, e carte di credito come Visa e Mastercard vengono accettate all'Anasazi Inn come in tanti altri negozi minuscoli e ristoranti a gestione familiare. O cosi', oppure i clienti vanno altrove.

E la foto e' di quattro anni fa. Probabilmente ora l'Anasazi Inn accetta gia' pagamenti tramite Paypal, oppure accetta micro-pagamenti tramite cellulare per le consumazioni al bar. Gia', proprio come da noi.


Tags: carte di credito, foto, idee per il settore turistico, pagamenti, Stati Uniti

Pagamento con Bancomat o carta di credito, quali sono i sovrapprezzi?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 10/09/2011 alle 14:07 | 0 commenti  | Permalink
Avete presente quando, arrivati alla fine di una lunga procedura per prenotare un biglietto, scoprite che per pagare con il Bancomat (carta di debito, per usare il nome corretto) c'e' un salato sovrapprezzo? In Gran Bretagna, l'associazione dei consumatori Which? ha ripreso e ampliato una proposta di pochi mesi fa dell'Office of Fair Trading britannico (OFT, equivalente della nostra Autorita' Garante per la Concorrenza), e suggerisce di rendere illegali questi sovrapprezzi.

In giugno, l'OFT ha ordinato alle aziende del comparto viaggi di rendere piu' chiari i sovrapprezzi, sia i pagamenti tramite Bancomat che per quelli tramite carte di credito. Secondo l'OFT, in precedenza tali sovrapprezzi erano evidenziati dopo circa cinque pagine delle procedure di prenotazione.

La tabella mostra alcuni sovrapprezzi di aziende del settore viaggi:

AziendaSovrapprezzo carta creditoSovrapprezzo Bancomat
British Airways?4.50/passeggero?0
Easyjet?8 + 2.5% per transazione?8 per transazione
Jet27.2% per transazione (min ?4.99)3.6% per transazione (min ?4.99)
Ryanair?6/passeggero per tratta?6/passeggero per tratta
DFDS Seaways2.5% per transazione (min ?4)?0
The Trainline?3.50 per transazione?0


La reazione di alcune aziende e' stata rapida. Ryanair, per esempio, sempre pronta a farsi sentire quando c'e' da farsi pubblicita' gratis.

Stephen McNamara, Responsabile Comunicazione della Ryanair:
(blah blah blah) il reclamo di Which? e il giudizio dell'OFT non riguardano Ryanair, in quanto Ryanair non impone nessun "sovrapprezzo" per pagamento con carta di credito o di debito. Persino la nostra tariffa amministrativa e' evitabile utilizzando la carta Mastercard prepagata raccomandata da Ryanair.

Dichiarazione precisa e onesta? Oppure un chiaro caso di manager con faccia di bronzo?

Piu' conciliante e' Aage Duenhaupt, di Lufthansa:
Abbiamo costi per i pagamenti con carte di credito per piu' di 100 milioni di euro all'anno, ma non chiediamo al consumatore di pagare tutto. Stiamo provando attivamente a ridurre i sovrapprezzi che abbiamo per pagamento con carte, e speriamo di avere un'opzione senza sovrapprezzi per pagamento con carta di debito entro fine anno.


Cambiera' qualcosa, per i passeggeri italiani?

Tags: carte di credito, diritti dei consumatori, linee aeree, pagamenti

L'Italia delle carte di credito: che Paese straordinario!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 02/11/2010 alle 07:34 | 1 commenti  | Permalink
Ah, l'Italia, un Paese eccezionale. Nel senso che e' un Paese in cui ogni cosa viene fatta in modo originale, e cio' che funziona all'estero da noi non si puo' fare. Non si puo' andare in un caffe' e connettersi ad Internet con la rete wireless del locale. Noleggiare per un weekend una Nikon D300 con obiettivo costa 19 euro a Singapore, per la stessa macchina in Italia si pagano 50 euro piu' 1.500 di caparra. Per giocare nella nostra Nazionale di rugby pare sara' necessario essere alti almeno 1,85m, quindi se un campione come Jonny Wilkinson fosse italiano, non riuscirebbe neppure a giocare in Nazionale. Se qualcuno desiderasse affidarti un progetto, all'estero ti chiederebbe se hai gia' fatto qualcosa di simile: in Italia ti chiedono cosa hai studiato e chi conosci.

Insomma, parafrasando un noto detto, l'Italia e' un Paese straordinario, pero' vorrei tanto che fosse un Paese normale.

Ieri ho avuto un'altra conferma dell'eccezionalita' del nostro Paese. Chi scrive ha vissuto cinque anni in Inghilterra, poi due negli U.S.A. e due a Singapore, e s'e' abituato a pagare tutto o quasi con la carta di credito, dai cinque euro in su, a partire dal 1999 (quando ancora le banche elargivano carte di credito come fossero status symbol). Tutte le banche incontrate in questi tre Paesi hanno rilasciato carte di credito (la classica accoppiata Visa / AmericanExpress) senza alcuna difficolta', e in vari casi senza costi di gestione. Uso Paypal dal 2001, e non ho mai sentito il bisogno di avere una carta prepagata Paypal: ho gia' due carte di credito, a cosa mi servirebbe?

Eh, ma alle truffe, ai ladri, non ci pensi? E se te le clonano, le tue carte di credito?

Pensavo fosse gia' strano che la prepagata Paypal fosse cosi' diffusa in Italia, ma ieri sera, al pub con amici, ho sentito cose che m'hanno colpito anche di piu': un conoscente ha mostrato una carta (di credito, credo) emessa da una banca italiana, che gli permette di creare carte prepagate virtuali.

Della serie "Fare acquisti e' troppo semplice, complichiamoci la vita!"... No, non sono favorevole allo shopping come terapia, come passatempo, come attivita' culturale, e anzi le mie braccia sono curiosamente corte e raggiungono a fatica il portafoglio. Ma a volte decido di acquistare qualcosa, e di solito cerco di eseguire l'operazione nel modo piu' rapido ed indolore possibile, che sia online o in negozio: compro solo dove i prezzi sono esposti, dove la merce e' disponibile quando mi serve, dove nessuno cerca di vendermi qualcosa che non e' cio' che desidero. Ma torniamo alle carte di credito, ora.

Non sono mai andato in rosso, con le mie carte di credito. Non ho mai rimandato o parcellizzato il pagamento del conto, si paga il giorno in cui e' dovuto (il 15 del mese successivo, di solito) e amen, non ci si pensa piu'. E se non si hanno i soldi, non li si spendono. E ...

Ma allora non vuoi proprio pensare ai rischi, alle truffe, ai furti, alla clonazione della tua amata carta di credito???

A questo punto credo ci vogliano alcuni aneddoti, per spiegare il mio stupore nel far funzionare in Italia qualcosa che nel resto del mondo funziona da parecchio tempo.

Inghilterra, 2003. Lunedi' mattina, sono in ufficio, al lavoro alla mia scrivania. Arriva una telefonata, e' la banca in cui ho il mio conto corrente, mi chiede se sono davvero "io" (l'intestatario del conto corrente). Mi informano che qualcuno ha usato la mia carta di credito per svolgere acquisti a Nottingham, nel nord, per un totale di circa 1.200 sterline. Aumenta il battito cardiaco. Occhi iniettati di sangue. Sbuffo dal naso e probabilmente nitrisco pure. L'operazione e' stata automaticamente "flaggata" dal sistema informatico della banca come sospetta, in quanto eseguita in un momento in cui sono sempre in ufficio, e anche la cifra e' per me inusuale. . L'impiegato della banca chiede la mia conferma per il blocco della carta (AmEx o Visa, non ricordo), e m'informa che il prelievo illegale verra' annullato entro tre giorni. Mi rilasso. Due giorni dopo, l'estratto conto online mostra che il prelievo e' stato annullato.

Oklahoma, 2007: sto guidando da Atlanta allo Utah, per una breve vacanza. Mi fermo ad una stazione di servizio per fare il pieno. No, non ci sono addetti, non ne vedo dal 1993, all'estero, e va bene cosi'. In questo caso, pero', la mia carta viene rifiutata. Provo ad un'altra pompa della stessa stazione, stesso risultato. Risalgo in auto lievemente alterato, il cellulare suona. E' la Bank of America, mi chiedono conferma della mia identita', e mi chiedono se sono per caso in Oklahoma, anziche' ad Atlanta come sempre. Confermo, mi invitano a riprovare a usare la carta di credito. Eseguo, carta approvata, faccio il pieno e riparto.

Taiwan, 2010: dopo innumerevoli calcoli, analisi del prezzo e delle caratteristiche dei ce...

Tags: carte di credito, italianità, pagamenti

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