
Ryanair ha deciso di utilizzare una foto del Ministro delle Riforme per il Federalismo Umberto Bossi per farsi pubblicita', o meglio per criticare la posizione del governo italiano verso Alitalia. La foto, recente, raffigura Umberto Bossi impegnato a mostrare il dito medio durante un recente congresso della Liga Veneta a Padova.
La didascalia della foto, che compare sulla
homepage italiana del sito Ryanair, dice:
"Il Ministro Bossi ai passeggeri italiani
Il Governo ...
Supporte le alte tariffe di Alitalia
Supporta i frequenti scioperi di Alitalia
Se ne frega dei passeggeri italiani
Passi che Ryanair non sia d'accordo con gli aiuti del Governo italiano ad Alitalia. Passi che lo voglia far sapere a tutti. Ma l'uso della foto di Bossi mi pare fuori luogo. Non invoco il diritto di privacy per un politico: chiedo invece che le regole che vengono imposte ai fotografi professionisti e non, e alle agenzie pubblicitarie, vengano fatte rispettare anche con Ryanair. Se un fotografo vendesse una fotografia raffigurante uno sconosciuto o una celebrita' ad una agenzia interessata ad utilizzarla in una pubblicita', l'agenzia chiederebbe al fotografo la liberatioria
Model release) firmata dal soggetto fotografato. La liberatoria non e' necessaria, di solito, in caso di uso editoriale della fotografia (per esempio in un articolo di una rivista che documenti gesti educati e meno educati dei politici italiani e non).
Considerato che Ryanair e' una linea aerea e non un produttore di notizie/cultura/articoli, non mi pare si possa parlare di uso
editoriale dell'immagine. E se non e' editoriale e'
pubblicitario, percio' la liberatoria ci vuole. Dubito che Ryanair abbia richiesto a Umberto Bossi di firmare una liberatoria per questa foto ...
Tags: fotografia, politica, privacy, pubblicità, Ryanair
Una notizia che ha dell'incredibile: fino a venerdi' scorso, per viaggiare in aereo all'interno degli USA, non era obbligatorio presentare un documento d'identita'. Dura da credere, visto che in Italia la carta d'identita' siamo abituati a portarcela dietro anche per una passeggiata a piedi, ma negli USA era cosi': ai passeggeri era consentito rifiutare di presentare i propri documenti, purche' consentissero al cosiddetto
secondary screening, cioe' una perquisizione (niente di intrusivo...) e un controllo fisico del bagaglio a mano.
Come detto, questo era consentito dalle regole, finora. Da sabato 21 giugno 2008, non sara' piu' possibile, e i passeggeri privi di documenti d'identita' dovranno essere pronti a spiegare il motivo di tale mancanza, e disponibili a confermare la propria identita' in altri modi.
Le proteste contro il cambiamento di politica della Transportation Security Administration (TSA) viene visto da molti come una limitazione inaccettabile della liberta' individuale di muoversi all'interno degli Stati Uniti. E questa, in una Nazione in cui ci si aspetta che il Governo non ficchi il naso nell'armeria il cittadino medio ha in cantina, e' considerata una
seria intrusione nella privacy del cittadino.
Tags: documenti, privacy, Stati Uniti, TSA
Vi e' mai successo di avere vicino qualcuno che parla al cellulare ad un volume tale da permettervi di ascoltare e comprendere tutto quel che dice, compresi i dettagli piu' riservati? A me di solito capita quando viaggio, spesso in aereo, immediatamente prima del decollo, e sui mezzi pubblici.
Non essendo in Italia, la maggior parte delle conversazioni che sono costretto ad ascoltare mi risultano incomprensibili, visto che molte sono in cinese. Ma ce ne sono spesso in inglese, e quando torno in Italia, una o due volte all'anno, "faccio il pieno" di conversazioni telefoniche indesiderate in italiano, che mi sono imposte in autobus, mentre sono in coda in un ufficio comunale, o a volte anche da persone che camminano per strada e parlano del conto in banca o della persona con cui sono usciti la sera prima. Ne ho piene le ... orecchie.
Ecco, a grandi linee, una conversazione (in italiano!) ascoltata involontariamente due giorni fa, in coda in un duty free di un aeroporto asiatico; avrei dovuto comprare tappi per le orecchie, per non ascoltarla. Da notare che, grazie all'alto volume del cellulare, sono riuscito ad ascoltare entrambi gli interlocutori.
A (voce al telefono): Ma tuo papa' non e' ancora andato al ******** (nome banca) a farti quella commissione?
B (due persone davanti a me, in coda): No, la sciatica non gliel'ha permesso, stava male da morire, ieri.
A: Gli hai dato il *****? (medicinale)
B: No, quello gli provoca i crampi al culo.
A: (ride) Se li merita, i crampi, con le corna che ha fatto a tua madre!
B: Mia mamma e' troppo tollerante, avrebbe dovuto prendere a schiaffi quella baldracca che si faceva mio padre.
A: Visto che ho i dettagli del conto bancario, vuoi che vada io, in banca, al posto di tuo padre?
B: Ecco, si', fallo tu, per favore. Di' che ti ho mandata io, tanto non fanno problemi.
A: Non mi chiederanno qualche codice strano?
B: Al massimo ti chiedono la password del conto, ma non dovrebbero. Comunque la password e' "password".
A: Giusto una complicata, eh?
B: E' la stessa che uso per la posta elettronica, ci ho poca memoria.
E questo e' quanto ho sentito in due minuti in un negozio, in mezzo ad una folla di altre persone. Da notare che l'individuo aveva il suo indirizzo di posta elettronica (nome_cognome@hotmail.it) stampato su un adesivo; sarei quindi in grado di usare la casella di posta elettronica di questo tizio.
Probabilmente il nostro connazionale pensava non ci fosse nessuno capace di capire l'italiano, vicino a lui. Se qualcuno avesse fatto la sua stessa strada per qualche minuto in piu', avrebbe probabilmente potuto scoprire ulteriori dettagli interessanti, magari sufficienti per usare il suo conto in banca o, peggio, per visitarlo a casa (anche l'indirizzo di casa era visibile sulla valigia del tizio), sperando di trovare padre o madre del tizio, per poi dir loro d'essere un amico del figlio (e come farebbe, uno sconosciuto, a sapere che il padre ha la sciatica e che non e' fedele, che hanno il conto in una specifica banca di cui conosce il nome, e che il figlio ha poca memoria?), e magari chiedere un prestito o altro (*). Con tutte le preoccupazioni sui furti d'identita', e' il caso di dare a decine di persone informazioni che normalmente terremmo per noi? E questo senza parlare di educazione: parlare ad alto volume e' non e' esattamente un segno di buona educazione.
Ecco quindi alcuni suggerimenti:
1) Non PARLATE AD ALTO VOLUME nel cellulare, se siete in pubblico;
2) Non date informazioni riservate al cellulare, se siete in pubblico;
3) Quando viaggiate, soprattutto lontano dall'Italia, non date per scontato che nessuno intorno a voi capisca la vostra lingua.
Se avete ascoltato per caso una conversazione telefonica ad alto volume e volete condividerla col mondo, cosi' come e' stata condivisa con voi senza che voi l'aveste richiesto, raccontate quella conversazione nel nostro forum.
(*): Questa era la premessa del film "
Sei gradi di separazione", in cui il vagabondo Will Smith convinceva i ricchi Donald Sutherland e Stockard Channing di essere un amico del loro figlio, grazie ai dettagli che gli erano stati raccontati dal figlio stesso, sebbene in circorstanze differenti da una conversazione telefonica.
Tags: privacy, sicurezza, telefonia, viaggio
Le autorita' statunitensi e quelle europee hanno raggiunto un accordo per la trasmissione dei dati dei passeggeri diretti verso gli USA. I termini del nuovo accordo prevendono l'invio dall'Europa verso il DHS (Department of Homeland Security, autorita' preposta al controllo dei confini e, dopo l'11 settembre 2001, alla protezione contro attacchi terroristici) dei dati di ogni passeggero, mentre accordi precedenti consentivano alle autorita' USA di "interrogare" direttamente i database delle linee aeree. Tra i dati consultabili dal DHS figurano passaporto, numero di telefono, preferenze per i pasti a bordo e, ovviamente, dettagli della carta di credito utilizzata per il pagamento.
Se in Europa le leggi in difesa della privacy sono severe, negli USA lo sono molto meno. Una volta in possesso del DHS, i dati dei passeggeri provenienti dall'Europa rischiano di essere trasmessi liberamente da un'agenzia federale USA all'altra (dal DHS all'FBI alla NSA), fino ad essere condivisi con un numero troppo elevato di organizzazioni per poter garantire la riservatezza dei dati.
Il Commissario per la Giustizia della Comunita' Europea Franco Frattini e il Ministro della Giustizia finlandese Leena Luhtanen (la Finlandia presiede attualmente la Comunita' Europea) si sono dichiarati soddisfatti dell'accordo raggiunto, che rappresenta secondo loro il miglior compromesso possibile tra esigenza di trasmettere i dati dei passeggeri alle autorita' USA e la necessita' di garantire la riservatezza dei dati.
Tags: privacy, sicurezza, Stati Uniti, TSA