Blog, argomento: pubbliche istituzioni 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento pubbliche istituzioni

Controlli in aeroporto: il senatore, la vecchietta, l'emigrato

Scritto da ViaggiareLeggeri, 05/12/2011 alle 06:55 | 0 commenti  | Permalink
Il senatore Antonio Rusconi, la signora Lenore Zimmermann ed io, l'autore di questo blog.

Tutti e tre viaggiamo in aereo, a volte. Ma le similitudini finiscono qui.

Antonio Rusconi, Senatore della Repubblica, era all'aeroporto di Fiumicino e stava per imbarcarsi verso Linate. Nel trolley, che contava di portare in cabina, aveva una bottiglia di spumante, dono di una Senatrice. Le regole sul trasporto di liquidi nel bagaglio a mano sono chiare: come ricorda l'ENAC: nel bagaglio a mano, i liquidi vanno trasportati in contenitori non piu' grandi di 100 millilitri, inseriti in un sacchetto di plastica trasparente e richiudibile, di capacit? non superiore ad 1 litro. La bottiglia di spumante del senatore era ovviamente ben piu' grande di 100ml. Poteva imbarcare il trolley come bagaglio in stiva, Mr. Rusconi, ma in questo modo avrebbe perso tempo attendendo il trolley a Linate (senza parlare del rischio che venisse smarrito). Oppure avrebbe potuto lasciare la bottiglia ad un portaborse (e se non aveva un portaborse a portata di mano, e' un politico inusuale). Infine, come ogni passeggero normale, avrebbe potuto rinunciare a portare la bottiglia con se', consegnandola al personale di sicurezza dell'aeroporto.

Oh, ho dimenticato qualcosa? Ah, gia'! Stiamo parlando di un Senatore! Mr. Rusconi ha mostrato il tesserino di Palazzo Madama, e gli e' stato consentito di portare il trolley - con bottiglia di spumante - come bagaglio a mano. E, come ha detto il senatore,
(...) non avrei avuto difficolt? a lasciare anche quella bottiglia, valeva due euro, il punto era il valore affettivo. Accidenti magari ho fatto una stupidaggine, una superficialit?. S?, diciamo pure che sono un superficiale, ma privilegiato no.

No?


Passiamo a qualcun altro. Io stavo volando da Torino a Singapore via Parigi, qualche tempo fa. All'aeroporto di Caselle, al duty free, avevo acquistato una bottiglia di olio piccante al peperoncino, che contavo di utilizzare a casa mia, a Singapore. Costava ben piu' dei due euro dello spumante del senatore, e avendola acquistata al duty free in aeroporto, dopo il controllo del bagaglio a mano, non credevo potessero esserci problemi.
Invece, al Charles De Gaulle di Parigi, due gentili ma puntigliosi addetti alla sicurezza mi ricordarono che portare una bottiglia nel bagaglio a mano e' vietato. Abbandonando il mio pregiato olio piccante in terra francese, dissi
Povero il mio bell'olio! Si staranno leccando i baffi, questi tizi, al pensiero del bottino del giorno!

E abbandonai l'olio.


Lenore Zimmermann e' una signora ottantacinquenne di New York, alta un metro e cinquanta, con un defibrillatore interno, e che cammina con un girello per adulti. La signora Zimmermann era in partenza da New York per Fort Lauderdale (Florida), e ha chiesto al personale della sicurezza aeroportuale (TSA) se fosse possibile evitare il full body scanner, che temeva potesse interferire col suo defibrillatore. In questi casi, di solito il personale TSA effettua una perquisizione fisica, ma non questa volta: secondo l'ottantacinquenne viaggiatrice, gli addetti alla sicurezza l'hanno accompagnata in uno stanzino e l'hanno spogliata completamente. Il caso e' esploso sui giornali statunitensi (eccone uno), e la TSA ha negato che la signora sia stata sottoposta ad una strip search, e che gli eventi si siano svolti come sostenuto dall'anziana cittadina. La signora Zimmermann, che ha problemi cardiaci e di deambulazione ma non pare aver problemi di comunicazione, ha dichiarato
Mentono per pararsi il culo, perche' hanno paura che gli faccia causa - e gli faro' causa!

La signora Zimmermann e' il simbolo di quella quota crescente di anziani che viaggiano in aereo e vengono sottoposti a controlli umilianti (cose che capitano anche ai bambini) e che vorrebbero un po' piu' di buon senso nell'esecuzione di tali controlli.

Tags: bagaglio a mano, divieti, pubbliche istituzioni, TSA

Politici che badano agli interessi dei viaggiatori? Non ce ne sono

Scritto da ViaggiareLeggeri, 22/10/2008 alle 08:02 | 0 commenti  | Permalink
Nella discussione "Azione di denuncia a redazioni giornalistiche contro Myair, Alpi Eagles e altre", Roberto aveva segnalato che, dopo aver contattato tanti deputati riguardo al problema descritto nel forum, un paio di deputati (su 630) si erano dimostrati interessati. Circa lo 0,3%, se il promotore della campagna aveva contattato - da solo e senza collaboratori - tutti i deputati. Pochini, due deputati, ma ... due sono meglio di zero, e il bicchiere e' meglio vederlo mezzo pieno che mezzo vuoto.

Ora il bicchiere e' stato svuotato. Siamo stati informati che anche quei due deputati hanno smesso di collaborare con quest'azione di difesa dei consumatori. Forse non ci sono abbastanza elettori coinvolti in questa campagna? Oppure ci vuole la formale promessa di votare per un deputato, per ottenere qualcosa DI LECITO?

Sarebbe bello se le persone elette con i nostri voti iniziassero a servire il popolo, anziche' servirsi del popolo. Ricordiamo la Costituzione:
art. 82. Ciascuna Camera pu? disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

Un'inchiestina piccola piccola sulle compagnie aeree che operano in Italia costava troppo?


Tags: Italia, linee aeree, politica, pubbliche istituzioni

La Commissione Europea termina indagine su Ryanair e prenotazioni cancellate

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/09/2008 alle 12:32 | 0 commenti  | Permalink
Lunedi' 11 agosto 2008 Ryanair ha iniziato a rifiutare prenotazioni eseguite al di fuori del suo sito. La Commissione Europea aveva aperto un'indagine sul caso, ipotizzando una violazione delle leggi sui diritti dei passeggeri; l'indagine e' stata ora chiusa, visto che nessuna delle oltre 10.000 prenotazioni annullate ha portato i viaggiatori a reclamare alla Commissione Europea.

Ricordiamo come a noi, il comportamento di Ryanair fosse sembrato perfettamente lecito. Ryanair non ha accordi con altri siti per permettere le prenotazioni al di fuori da www.ryanair.com; i siti che permettono di prenotare voli Ryanair senza andare sul sito Ryanair svolgono un'operazione contraria ai termini del servizio di Ryanair, e si pongono come intermediari tra l'utente e la linea aerea, senza che questa abbia accordato loro tale ruolo.

E' pero' un peccato che, con tutto il polverone sollevatosi, non ci sia stato un passeggero che abbia deciso di scrivere alla Commissione Europea. E dire che ci vuole un minuto, per trovare la lista in italiano di indirizzi email della CE, e' su http://ec.europa.eu/contact/dg_it.htm; l'indirizzo email della Commissione Europea per i diritti dei passeggeri aerei e' tren-aprights@ec.europa.eu.

Tags: prenotazioni, pubbliche istituzioni, Ryanair, siti Internet, voli cancellati

Prima di partire, informate il Ministero degli Esteri!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/11/2007 alle 21:01 | 0 commenti  | Permalink
Il Ministero degli Esteri italiano mette a disposizione dei cittadini italiani il sito www.dovesiamonelmondo.it per registrare i dati dei nostri viaggi. Permette di segnalare i propri dati personali al Ministero, in modo da pianificare soccorsi e interventi in caso di problemi. Se viaggiate verso destinazioni pericolose, potrebbe farvi comodo.

I dati registrati sono custoditi in conformita' con la normativa corrente in fatto di privacy. Il sito spiega che "I dati sono automaticamente cancellati 2 giorni dopo la data di fine viaggio indicata".

Tags: Italia, pubbliche istituzioni, sicurezza, siti Internet

Padoa-Schioppa ha ragione sui bamboccioni

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/10/2007 alle 16:10 | 0 commenti  | Permalink
Giorni fa, il sito di Beppe Grillo ha ospitato una risposta al ministro Padoa-Schioppa. La risposta, tentando di dimostrare l'impossibilita' di mettere in pratica cio' che il ministro auspica (lasciare la famiglia e vivere da soli), mostra solo quanto siamo lontani dall'idea di fare sacrifici per ottenere cio' che desideriamo.

L'autore della lettera sul blog di Grillo, pur con stipendio basso e buon senso dell'umorismo (caratteristiche che me lo rendono simpatico), pare persino piu' viziato e bamboccione di me ... per lasciare casa vuole acquistarne una immediatamente. Niente alternative? Io sono stato in affitto in due posti, prima di comprare casa.

In neretto le frasi da beppegrillo.it:

La dovr? arredare (la casa), ovviamente, mica posso dormire per terra....


Mi consenta... dormire per terra si puo'. Magari non per anni, ma un materasso sul pavimento e' una soluzione comune, chieda ad amici italiani (operai, laureati, programmatori) che si sono trasferiti all'estero. E se l'abbiamo fatto noi, con moquette amazzoniche a pochi centimetri dal naso, puoi farlo anche tu.


Per ora posso accontentarmi di una cucina, un tavolo con 4 sedie, un divano a due posti , un mobile tv, un letto matrimoniale, un armadio e due comodini... il minimo indispensabile. Mi conosco, mi sapr? adattare.



Divano a due posti? Letto matrimoniale? Tv? La prima casa in cui ho abitato, dopo aver lasciato la casa di famiglia, la condividevo con altri due colleghi (e con un ulteriore coinquilino, per un certo periodo). Uno di loro aveva una vecchia e scalcinata Opel pagata meno di 500 sterline, l'altro viaggiava da passeggero e con i mezzi pubblici. La tv era forse a colori, forse in bianco e nero, certo minuscola, con funzionamento a giorni alterni e antenna in fil di ferro fatta in casa.

Il divano che avevamo era cosi' pulito che qualsiasi mamma media italiana l'avrebbe distrutto col napalm, a patto di arrivare prima dell'ufficio d'igiene interessato a metterlo sotto sequestro. Di sedie, in cucina, ce n'erano tre.

Il giardino lo ripulii io con minima collaborazione da parte di uno dei coinquilini, l'erbaccia era alta a sufficienza da farci temere di trovare carcasse di cani. Il letto (singolo e mediocre) lo comprai nuovo, pagando 40 sterline piu' 40 per il materasso. L'auto ce l'avevo gia', e la tenni. Fino a che non mi misi con la ragazza che poi divento' mia moglie, non andai al cinema, e anche il pub - passatempo nazionale in Inghilterra - lo frequentavo una volta alla settimana. Niente ristoranti. La mountain bike la comprai di seconda mano, con garanzia scritta di incassare almeno il 50% del prezzo pagato al momento di restituirla (casomai avessi perso il lavoro e avessi lasciato l'Inghilterra).

Torniamo alla casa, visto che e' quello il tema. Non era a due passi dal lavoro, e questo ridusse il costo dell'affitto. Gli impianti luce, gas e acqua erano vecchi e qualche guasto l'abbiamo dovuto affrontare. La casa aveva due camere da letto e un mini-studio, talmente mini che dopo una settimana li' mi trasferii nell'inutilizzato mini-salotto (tre metri per cinque) che quindi divento' la mia "casa". La casa era freddina e buia, e riscaldarla - senza termosifoni - costava un capitale. Il bagno era uno solo e malandato. La cucina era malmessa. Eccetera eccetera eccetera...

Se persino io sono riuscito ad adattarmi ad uno standard di vita inferiore a quello che avevo a 'casa di mamma', credo che chiunque possa farcela. Tra l'altro, lo standard si abbassa ogni volta che si trasloca all'estero, nel mio caso: nel 2006 sono stato trasferito negli USA, e l'appartamento in cui mia moglie ed io viviamo ora e' piu' piccolo della nostra casa in Inghilterra e anche della casa in cui vivemmo insieme prima di comprarne una. E' piu' buio, con isolamento termico e acustico inesistente, in un'area in cui camminare o andare in bici significa rischiare la pelle a causa del traffico (e dei marciapiedi ridicoli). Ma e' quel che possiamo permetterci senza dover chiedere aiuto o fare debiti.

Bamboccioni veri o presunti, se volete davvero vivere per conto vostro, preparatevi a qualche sacrificio in piu'...

Passaporti in ritardo e il Governo si scusa. No, non e' l'Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/07/2007 alle 19:55 | 0 commenti  | Permalink
"Nei mesi passati, molti viaggiatori che hanno fatto richiesta per il passaporto non hanno ricevuto in tempo per il loro viaggo. Sono profondamente dispiaciuta. Accetto tutte le responsabilita' della situazione."

Come detto, questo non succede in Italia, dove i passaporti vengono rilasciati nel giro di pochi giorni, e dove i dipendenti pubblici e i loro superiori si prendono sempre le responsabilita' dei propri errori.

No, la frase sopra e' stata detta da Maura Harty, Assistente del Segretario di Stato, e responsabile per il rilascio dei passaporti dei cittadini americani, per scusarsi del ritardo nel rilascio di molti passaporti, dovuto alla crescita della domanda di passaporti, in seguito a nuove leggi USA che rendono necessario tale documento in casi ove prima non era richiesto.

E voi, avete mai perso un viaggio per colpa di un passaporto non rilasciato, o di un visto ottenuto in ritardo da un Consolato straniero?

Tags: ambasciate e consolati italiani, documenti, passaporto, pubbliche istituzioni, Stati Uniti

I turisti americani invitati ad evitare Napoli

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/07/2007 alle 16:37 | 0 commenti  | Permalink
Secondo la BBC, l'Ambasciata americana di Roma ha avvisato i turisti americani che visitare Napoli comporta seri rischi per la salute, a causa dell'emergenza rifiuti.

"US citizens travelling to or through the area may encounter mounds of garbage, open fires with potentially toxic fumes and sporadic public demonstrations by local residents". La BBC, citando il Corriere, scrive che i pompieri di Napoli si trovano a dover spegnere almeno 30 incendi (di spazzatura, si presume) ogni notte. Persone con problemi respiratori sarebbero particolarmente soggette a rischio, a causa delle particelle sospese e dei fumi generati dagli incendi di pattume.

Un'altra buona ragione per risolvere l'emergenza rifiuti partenopea.

Tags: pubbliche istituzioni, salute

La Commissione Europea si interessa ai mancati rimborsi per voli cancellati o ritardati

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/04/2007 alle 18:52 | 0 commenti  | Permalink
Un rapporto della Commissione Europea appena pubblicato spiega che i passeggeri dei voli aerei sono spesso poco informati riguardo ai loro diritti in caso di ritardo o cancellazione di un volo, e che molti non ricevono il rimborso dovuto. La Commissione Europea minaccia quindi le linee aeree di azioni legali, in caso di mancato rispetto della legge sui rimborsi, e avviera' controlli negli aeroporti europei nei prossimi sei mesi.

"Dobbiamo garantire che le linee aeree e gli Stati membri rispettino i propri obblighi", ha dichiarato il Commissario ai Trasporti Jacques Barrot.

Dal documento della Commissione Europea emerge fra l'altro che per voli "ritardati" di 30 ore sono stati erogati rimborsi per ritardi, anziche' per cancellazione del volo. Le multe per compagnie aeree che violano le leggi correnti vanno inoltre rese piu' omogenee, visto che al momento variano tra 215 Euro e 4 milioni di Euro per la stessa infrazione. Tra i problemi menzionati nel rapporto c'e' inoltre il ritardo con cui le linee aeree rispondono alle richieste di rimborso, decisamente troppo lungo.

L'interesse della Commissione Europea non e' limitato ai voli: anche i viaggi via treno e via nave soffrono, anche se in misura minore, di problemi comparabili a quelli dei viaggi aerei.

Tags: linee aeree, pubbliche istituzioni, reclami e rimborsi, ritardi

Imbarco negato: come difendersi con le norme europee

Scritto da ViaggiareLeggeri, 11/03/2007 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Torniamo sul problema delle compagnie aeree che negano l'imbarco ai passeggeri. La Comunita' Europea ha, con la normativa n. 261 del 2004, stabilito "regole comuni sui rimborsi e sull'assistenza ai passeggeri in caso di imbarco negato e di cancellazione o lungo ritardo dei voli" (al fondo di quest'articolo troverete un link al testo integrale della legge).

Ecco quanto dice la normativa, in breve.

La legge si applica a tutti i voli per i quali il passeggero abbia una prenotazione confermata, sia arrivato al check-in in tempo per il volo, e sia in partenza da un aeroporto della Comunita' Europea, oppure da un aeroporto esterno alla C.E. ma con una linea aerea la cui sede principale e area di lavoro sia la C.E.

Cancellazione di voli

In caso di cancellazione del volo o di rifiuto d'imbarco, i passeggeri interessati hanno diritto:

* al rimborso del biglietto entro sette giorni o a un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale o a un volo alternativo verso la destinazione finale;
* ad assistenza (pasti e bevande, sistemazione in albergo, trasporto tra l'aeroporto e il luogo di sistemazione, possibilit? di effettuare a titolo gratuito due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica);
* a un risarcimento fissato a:
- 250 euro per tutte le tratte aeree inferiori o pari a 1 500 km;
- 400 euro per tutte le tratte aeree intracomunitarie di oltre 1.500 km e per tutte le altre tratte aeree tra 1.500 e 3.500 km;
- 600 euro per tutte le tratte aeree che non rientrano nei due punti precedenti.

Ritardi

Un ritardo non da' diritto ad un rimborso monetario, ma fornisce un chiaro diritto a cibo e bevande (e pernottamento ove necessario, esattamente come per le cancellazioni dei voli), e al contatto con familiari/amici/tassista/altro (in pratica, il diritto citato in precedenza a telefonate/fax/email).

Overbooking

Quando una linea aerea effettua un overbooking (vendita di piu' biglietti rispetto ai posti disponibili sul volo), e' tenuta a ricercare volontari disposti a non volare in cambio di "incentivi": tali incentivi possono essere pari al rimborso cui si ha diritto in caso di imbarco negato contro la propria volonta'. In caso di rinuncia volontaria, la linea aerea e' tenuta a fornire al passeggero la stessa assistenza offerta in caso di volo cancellato.

Se non vi sono sufficienti volontari, la linea aerea potra' negare l'imbarco a passeggeri contro la loro volonta'; tali passeggeri hanno il diritto di ricevere un rimborso immediato di entita' pari a quella ricevibile in caso di cancellazione del volo.


Il testo integrale della normativa 261/2004 e' scaricabile qui.

Tags: linee aeree, pubbliche istituzioni, reclami e rimborsi, ritardi, voli cancellati

Come fare causa a Ryanair spendendo 15 Euro

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/03/2007 alle 12:00 | 30 commenti  | Permalink
A causa del numero crescente di lamentele nei confronti di Ryanair nel nostro forum, siamo andati in cerca di aiuto, in rete, e abbiamo trovato (su Ryanaircampaign.org) un'interessante link: un sito legato al Ministero della Giustizia irlandese che permette di create online una richiesta di rimborso.

Il sito e' http://www.courts.ie/courts.ie/library3.nsf/pagecurrent/FA1612690A8F33978025720A00338FE7.

Gia' vi sentiamo: "E a me a che serve? Mica ho tempo di andare in Irlanda per far causa a Ryanair!". Gia', e qui sta il bello: non e' necessario andare in Irlanda. Leggiamo dal sito:
"Usando il Sistema Online per i Piccoli Reclami sarete in grado di:
- Creare un reclamo/richiesta di rimborso online
- Pagare online il costo della richiesta
- Controllare online i progressi della richiesta"

Per iniziare un reclamo online, tenete presente che la ragione sociale di Ryanair (da indicare nella vostra richiesta online) e' Ryanair Holdings PLC, e la sede legale dell'azienda e' Ryanair Corporate Headquarters, Dublin Airport, Dublin, Co Dublin, Ireland. La Corte da selezionare per la richiesta di rimborso e' quindi il Dublin Metropolitan District Court Office.

Ricordate che questo "tribunale online" opera solo per richieste che non eccedano i 2.000 Euro.

Aggiornamento 01/04/2012


In risposta alla domanda di Emanuela: cliccando sul link il sito si vede. Ecco una schermata 'presa' poco fa:
Schermata del sito


Tags: azioni legali, Irlanda, pubbliche istituzioni, reclami e rimborsi, Ryanair

Contattare Ryanair non e' difficile solamente in Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07/03/2007 alle 19:57 | 2 commenti  | Permalink
Il sito www.ryanaircampaign.org ha lanciato una campagna per discutere in Parlamento la difficolta' dei cittadini nel contattare Ryanair. Esiste una mozione, la n.2643, proposta da Sharon Hodgson a questo proposito.

Ovviamente, questo non sta accadendo in Italia. In Gran Bretagna e' facile scrivere al proprio rappresentante in Parlamento tramite siti come www.writetothem.com.

Sarebbe quindi bello se qualcuno volesse raccomandare ai nostri parlamentari di indagare su aziende che non sono contattabili se non tramite costosi numeri telefonici a pagamento...

Tags: pubbliche istituzioni, reclami e rimborsi, Ryanair

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