Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: settimo torinese 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento settimo torinese

Il capanno nel parco fluviale di Settimo: un'occasione mancata?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/10/2010 alle 14:47 | 1 commenti  | Permalink
Il capanno nel parco fluviale del Po a SettimoSettimo Torinese, again. Ne ho parlato spesso, ultimamente, per forza di cose: mi ci ritrovo dopo nove anni passati altrove, e pur essendo Settimo il posto in cui sono nato e in cui ho vissuto per piu' di trent'anni, la vedo ora con occhi differenti. Vedo che sono state realizzate opere, che altre sono in cantiere, e che alcune sono state realizzate con poco cuore e con poca testa: fatte perche' qualcuno ha detto che andavano fatte.

Il parco fluviale del Po, per esempio, e' un'area bella e fornita di spazi e di angoli che potrebbero rivaleggiare con parchi ben piu' noti, come l'Hyde Park di Londra o il Central Park di New York. No, non intendo dire che il parco fluviale del Po arrivera' ad avere tanti visitatori giornalieri quanto Hyde Park o Central Park, o che li raggiungera' in celebrita'. Dico invece che potrebbe diventare, come quei due parchi - e senza dubbio come tanti altri - un luogo in cui individui e famiglie trascorrono insieme il sabato o la domenica, partecipando ad una partitella di calcio, assistendo ad una rappresentazione teatrale improvvisata in un inaspettato anfiteatro, e magari dedicandosi al birdwatching. Ecco, il capanno sul laghetto nel parco potrebbe essere utilizzato molto meglio per l'osservazione ornitologica (e delle altre creature del laghetto). Intanto, vediamo dove si trova il capanno:


Quel "coso" potrebbe diventare un ottimo capanno per il birdwatching ...

1) ... se ...

Tags: birdwatching, foto, parchi, Settimo Torinese

Anfiteatro settimese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04/10/2010 alle 09:30 | 0 commenti  | Permalink
Anfiteatro settimese

Il Parco Fluviale del Po di Settimo Torinese a volte riserva delle sorprese agrodolci: e' bello trovare un anfiteatro, e' un peccato che sia inutilizzato e coperto da erbacce.

Tags: foto, parchi, Settimo Torinese

Nutria a Settimo Torinese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 28/09/2010 alle 18:59 | 0 commenti  | Permalink
Nutria a Settimo Torinese
Una nutria (Myocastor coypus) al parco fluviale del Po, nel comune di Settimo Torinese. La mia conoscenza della nutria, o castorino, e' minima, per cui riassumo qui quello che so dopo due osservazioni:

1) La prima volta che uno vede una nutria, di primo acchito e' facile pensare che sia un castoro, una lontra, una marmotta in vacanza in acqua;
2) La seconda volta viene il dubbio che si tratti di una pantegana gigante;
3) La terza volta ti chiedi se sia commestibile;
4) In Europa ci sono 250 milioni di nutrie, secondo Wikipedia;
5) Al laghetto del parco fluviale ce ne sono almeno sei;
6) Si avvicinano sfacciatamente al capanno d'osservazione;
7) Hanno dei bei dentoni arancioni.

Tags: animali, foto, parchi, Settimo Torinese

Mostra 'Workers' alla Giardiniera, Settimo Torinese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 27/09/2010 alle 14:56 | 0 commenti  | Permalink
A Settimo Torinese si sta svolgendo la mostra fotografica "Workers", dedicata ai dipendenti dello stabilimento Pirelli di Settimo. La mostra viene presentata a La Giardiniera, la Casa per l'Arte moderna e contemporanea, in via Italia 90. Come dice il sito Pirelli,
E’ stata inaugurata domenica 12 settembre la mostra ‘Workers’, il racconto fotografico della Pirelli di Settimo Torinese attraverso il ritratto delle persone che con il loro lavoro scrivono giorno per giorno la storia della fabbrica.

Uomini e donne, pensionati e nuove leve, operai e ingegneri. Carlo Furgeri Gilbert, autore dei settanta scatti in mostra nello spazio de La Giardinera, nel centro di Settimo Torinese, dà corpo alle emozioni del ‘fare’, rendendo tangibile l’orgoglio e la consapevolezza nella produzione industriale con l’intelligente fisicità dei volti, delle braccia, degli sguardi.

La mostra si svolge su due piani all'interno de La Giardiniera. L'edificio e' una perfetta tabula rasa, le sue pareti bianche e l'assenza di elementi decorativi si prestano bene ad una mostra fotografica. Le immagini di "Workers" mostrano operai e impiegati della Pirelli, le stampe sono di grandi dimensioni, e l'autore dichiara di aver voluto rendere omaggio "ai grandi ritratti che (Richard) Avedon fece negli anni '70 e '80 in giro per l'America". E qui emerge uno dei limiti di "Workers", secondo noi: nel suo capolavoro "In the American West", Avedon mostro' un'America non conforme ai canoni estetici in voga nelle grandi citta', spesso sporca e sformata, certamente non un'America tirata a lucido per essere mostrata al pubblico.

"Workers", invece, mostra una serie di foto di lavoratori della Pirelli che pare preparata da un fotografo di moda sotto l'occhio molto attento di un responsabile delle Risorse Umane aziendale. E' una mostra ufficiale, e come tale e' autorizzata e sponsorizzata dalla Pirelli, ed e' un mezzo per veicolare un'immagine dell'azienda e dei suoi dipendenti che risulti in linea con i dettami della Direzione. Non crediamo che il fotografo avrebbe potuto produrre le sue immagini senza passarle prima al vaglio della Pirelli, e in virtu' di questa limitazione, il prodotto finale risulta essere una mostra che fara' piacere alla Direzione Aziendale, ai dipendenti fotografati e ai loro parenti, ma che non procura un'esperienza memorabile ai visitatori.

Sarebbe interessante provare ad eseguire una serie di scatti simili (ritratti di dipendenti ed ex dipendenti) in altri stabilimenti settimesi (Pilkington, Antibiotikos, una delle varie aziende siderurgiche - ora chiuse - o una delle tante fabbriche di penne) con la garanzia, da parte di queste aziende, della piena autonomia artistica dell'autore. Impossibile, suppongo.

Una foto della mostra Workers


La mostra "Workers – La storia e il futuro della Pirelli a Settimo Torinese nel volto dei suoi protagonisti" è aperta al pubblico presso lo spazio La Giardinera, via Italia, 90 bis – Settimo Torinese, con i seguenti orari:giovedì / venerdì ore 15 – 19
sabato / domenica ore 10 – 12 / 15 – 19
Ingresso gratuito.

Tags: arte, eventi, foto, lavoro, Settimo Torinese

Passeggiata domenicale lungo il Po

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/09/2010 alle 23:07 | 0 commenti  | Permalink
Piste ciclabili. Semafori per i ciclisti. Un parco lungo il fiume con piste in quantita'. Automobilisti che si fermano e lasciano che i ciclisti attraversino la strada, senza esservi obbligati da semafori, cartelli o mountain bikers a mano armata. No, non e' l'Olanda, e' Settimo Torinese.

E oltre alle piacevoli sorprese per chi attraversa la citta' sulle due ruote non motorizzate, ce n'e' una anche per i birdwatcher: nel tratto settimese del Parco Fluviale del Po c'e' un laghetto con un bel capanno. Non pare fatto apposta per il birdwatching, ed ha varie limitazioni, ma e' coperto, ampio, ha fori adatti ai teleobiettivi dei fotografi, e pare un buon posto per passare qualche ora e osservare la fauna del laghetto. Fauna composta non solo da uccelli: una famiglia di nutrie (Myocastor coypus, anche dette castorini) ha attirato l'attenzione dei passanti, oggi. E nel lago sono presenti anche tartarughe e pesci. Il capanno nel parco lungo il Po

Nella foto, il capanno sul lago.

P.S. - La soluzione al quiz del venerdi' era San Raffaele Alto.

Tags: animali, birdwatching, foto, parchi, Settimo Torinese

Simboli locali che scompaiono: il sottopassaggio di Settimo Torinese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23/01/2009 alle 06:20 | 0 commenti  | Permalink
Il sottopassaggio di Settimo Torinese visto con Maps.live.com
Giorni fa abbiamo parlato della scritta nel sottopassaggio di Settimo Torinese come di un simbolo cittadino in via di sparizione. Avevamo dimenticato di menzionare un dettaglio: e' l'intero sottopassaggio, che sta per scomparire. E in questo caso niente nostalgia, perche' quel tunnel sotto la ferrovia era dotato di una caratteristica che lo ha reso unico: una curva cieca. Entrando nel sottopassaggio dal quartiere Borgo Nuovo era impossibile vedere se, dietro alla curva, una coda di vetture stava aspettando di essere tamponata, un vecchietto stava spingendo la sua bicicletta, o un cantiere era stato aperto senza segnalazioni. Quella curva del sottopassaggio settimese e', in un certo senso, un simbolo del viaggiare: al di qua, una discesa; al di la', l'ignoto. Strano come l'ignoto si presenti spesso sotto forma di una Golf incastrata nel paraurti posteriore di una Fiat Punto...

Immagine tratta da Maps.Live.com usando la funzione "Bird's eye".

Tags: foto, nostalgia, ponti e tunnel, Settimo Torinese

Simboli locali che scompaiono: la scritta nel sottopassaggio di Settimo Torinese

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/01/2009 alle 05:59 | 6 commenti  | Permalink
La scritta Vietnam Libero nel sottopassaggio
Un lettore ci ha mandato quest'immagine. Si tratta della scritta "Vietnam libero" nel sottopassaggio di Settimo Torinese. La scritta sta per essere cancellata, e cosi' scomparira' uno dei piccoli simboli della citta': "Vietnam libero", piazzata in posto particolarmente visibile e scomodo (in una curva del sottopassaggio in centro, in una citta' da circa 50.000 abitanti), e' presente dai primi anni Settanta, quando questo sito e i suoi collaboratori si dedicavano ad omogeneizzati e a capitomboli sui lucidissimi e scivolosissimi pavimenti di casa. A quei tempi, in Vietnam (e dintorni) si moriva facilmente, ecco qualche cifra:

- Vietnam del Sud: circa 200.000 soldati, circa un milione di vittime civili;
- Vietnam del Nord: circa un milione di soldati, cifre assenti per i civili ("da 50.000 a vari milioni", secondo Wikipedia);
- U.S.A.: circa 60.000 morti;
- Corea del Sud: quasi 5.000 soldati morti. E gia', non c'erano solo americani e vietnamiti, ad ammazzarsi in Vietnam;
- Cina: quasi 1.500 soldati morti;
- Australia: oltre 400 soldati morti;
- Tailandia: circa 350 soldati morti.

Queste cifre non tengono conto degli effetti a lungo termine di quella guerra: le bombe inesplose disseminate in Vietnam, Cambogia e Laos; i feriti resi disabili dalla guerra; i morti causati dagli agenti chimici come l'Agent Orange, un defoliante usato dagli USA. La scritta "Vietnam libero" nel sottopassaggio di Settimo Torinese ci ricorda quella guerra e quel periodo, e come tale dovrebbe essere preservata e conservata.

Settimo Torinese non e' una delle destinazioni turistiche piu' famose del pianeta, ma ha una sua bellezza, piu' industriale che artistica. La scritta nel sottopassaggio andrebbe conservata in quanto e' uno dei simboli della citta': gli altri sono...

1) un sottopassaggio (quello della scritta) con una CURVA CIECA!
2) un cavalcavia che venne iniziato alla fine degli anni Settanta e non venne completato fino alla seconda meta' degli anni Ottanta. C'era un traliccio di mezzo, ma sicuramente non si vedeva, dall'ufficio - o dal bar - in cui il progetto fu stilato;
3) un'azienda chimica e due aziende siderurgiche nel centro della citta'. Non e' colpa loro, e' la citta' che e' cresciuta a ridosso di quelle aziende, ma e' comunque una situazione anomala;
4) i Righeira (il 50%: Stefano Righi);
5) l'Eureka Settimo, squadra di calcio. Chi scrive ebbe la fortuna di indossarne la maglia per quattro partite, in cui venne schierato in quindici posizioni differenti (tutte quelle possibili in campo e in panchina, eccettuate quelle di portiere titolare e portiere di riserva), prima di trovare la via giusta (l'uscita).

Per la scritta nel sottopassaggio suggeriamo quindi una ricollocazione, magari nel settimese Ecomuseo del Freidano, o in altra area da definire. In alternativa alla rimozione fisica della scritta dalle pareti del sottopassaggio, una documentazione fotografica dell'evoluzione della scritta - e di Settimo intorno ad essa - negli ultimi decenni sarebbe una soluzione valida.

Tags: foto, Piemonte, ponti e tunnel, Settimo Torinese, storia

Patriottismo a Savannah

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17/09/2008 alle 05:01 | 0 commenti  | Permalink
Savannah, la vecchia Stars and Stripes garrisce al vento
Savannah, citta' piena di storia per gli americani. Non tanto antica per noi europei, viziati dal fatto che ... beh, in effetti siamo viziati dal non aver raso al suolo tutti gli artefatti delle civilta' precedenti sostituendoli con i nostri, come e' invece successo negli USA. Dove comunque tali misfatti vennero compiuti da "americani" per modo di dire: lo sterminio dei nativi americani e' stato spesso compiuto da persone nate in Europa e trasferitesi poi negli USA.

Dicevamo ... qualche crepa nei muri, e un momento storico durante la guerra civile statunitense basta e avanza, negli USA, per considerare Savannah una citta' storica. Fondata nel 1733 da coloni inglesi, Savannah fu la prima capitale della Georgia, e importante centro portuale per il commercio del cotone. Durante la guerra civile USA, venne conquistata dal generale Sherman e offerta al presidente Lincoln come "regalo di Natale" nel 1864, al termine di una lunga marcia attraverso il Sud che rappresento' un'anteprima di quel che in seguito i soliti noiosi teorici europei avrebbero chiamato "guerra totale": Sherman e le sue truppe mangiarono quanto poterono e distrussero il resto, nei territori che attraversarono.

Piu' recentemente, Savannah e' diventata popolare anche all'estero grazie a film come "Il principe delle maree" e soprattutto "Mezzanotte nel giardino del bene e del male"; se pensiamo all'aumento di turisti portato a Torino dal comparire per pochi minuti in The Bourne Ultimatum nel 2007... io consiglierei alla giunta di Settimo Torinese di invitare attori e registi stranieri, famosi o meno, a girare film nella ridente citta' di lavandai, penne e acciaierie. Basta che a Setu venga girato un bel giallo, magari ambientato in quella terra di confine che e' la borgata di Mezzi Po.


Foto (di Savannah, non di Settimo) scattata nel 2006.

Tags: foto, Settimo Torinese, Stati Uniti, storia

Singapore e' come Settimo Torinese, solo piu' umida

Scritto da ViaggiareLeggeri, 08/08/2008 alle 08:00 | 5 commenti  | Permalink
Ho chiamato amici di vecchia data in occasione di un compleanno, e mi sono trovato di fronte alla solita, ovvia e impossibile domanda: com'e' Singapore?

Umida. Calda. Lontana dall'Italia. Quindi usero' un termine di paragone che conosco bene.

Immaginatevi Settimo Torinese, ma molto piu' grande e con tante banche. Banche cosi' grandi che risiedono in grattacieli di proprieta'. Grattacieli serviti da una linea metropolitana capillare, che il Cinquantuno e il Quarantanove, i capisaldi dei trasporti settimesi, arrossiscono al confronto. Una Settimo Torinese in cui ci sono ben pochi barotti o meridionali o furlan o tos'ani. E quando ordinate una bagna cauda, vi chiedono se ci volete molto zenzero o moltissimo zenzero.

Singapore la si vive da sottoterra o da molti metri sopra il livello del terreno, ma comunque quasi sempre al chiuso e con l'aria condizionata. Io ci lavoro e sono quindi per otto ore al ventiquattresimo piano, e per arrivarci percorro meno di un chilometro a piedi, appunto al coperto. Fuori, al caldo umido, ci si sta solo se si deve, quindi per attendere gli autobus o per percorrere poche decine di metri all'aperto, da un centro commerciale all'altro. I centri commerciali sono come gli shopping mall statunitensi, e come quelli italiani (quelli recenti, non quelli degli anni Ottanta tipo il bel Lagrange 15 di Torino). Si differenziano solo in base al tipo di clientela che servono. Kallang Leisure Park, per esempio, e' piuttosto economico. Millennia Walk ha invece un buon numero di negozi che vendono articoli di lusso. Marina Square e' normale, e Suntec City, dove lavoro, offre negozi di tutti i tipi, dal supermercato Carrefour alle gioiellerie.

Ma i negozi ci sono anche a Settimo e Torino, Atlanta e Denver, Milano e Roma. Quel che e' differente, a Singapore, e' che ci si arriva coi mezzi pubblici, ci si passa la giornata, ci si vive, negli shopping mall. E non essendoci stagioni (Singapore e' ad 1 grado dall'Equatore e non offre quindi variazioni stagionali rilevanti), il sole tramonta sempre piu' o meno alla stessa ora, e la temperatura (e l'umidita') resta costante tutto l'anno. Non ci sono quindi periodi in cui lo shopping passa in secondo piano per essere sostituito da mandrie di persone che vanno fuori citta' per la gita fuori porta (da Settimo alla Mandria, o da Settimo al Col del Lys, idealmente con una Fiat Uno Turbo). "Fuori porta", qui, significa andare all'estero: dalla finestra dell'ufficio vedo le coste indonesiane, e per andare in Malesia basterebbero venti minuti di guida.

Trascorrere il mese agosto a Settimo Torinese, o a Rozzano, o a Prato, significa andare incontro alla classica estate italiana: negozi chiusi, pochissima gente in giro, servizi ridotti, afa, cani abbandonati in autostrada, giornali e tv che parlano del classico caso di cronaca nera estivo. Qui niente. Niente chiusure. Nessun rallentamento. L'afa non pare peggiore che a maggio, e poi l'aria condizionata e' ovunque. Se abbandoni un cane probabilmente verrai fustigato in pubblico. E in fatto di grandi casi di cronaca nera, cosa ci si puo' aspettare da una Nazione come Singapore, dove il furto di una borsetta fa notizia, dove in tre mesi non credo d'aver letto o sentito di un solo crimine violento, e dove i giornali iniziano campagne di stampa per rendere obbligatorie le cinture di sicurezza sugli scuolabus e sui pullman in generale?
Qui, come negli USA, i film importanti escono in agosto, e la gente riempie le sale. Io non credo d'essere mai stato al cinema, in Italia, in agosto, a parte qualche proiezione all'aperto.

Due giorni fa ho cucinato uno spezzatino con piselli che ho poi mangiato a cena anche ieri. Ecco l'unica cosa davvero comune tra Singapore e Settimo Torinese: lo spezzatino.

Tags: Italia, meteo, Settimo Torinese, Singapore

Argomenti correlati a "settimo torinese"


BlogItalia - La directory italiana dei blog

Leggi gli aggiornamenti di questo sito su Twitter

ViaggiareLeggeri su Twitter