Feed RSS del blog Seguici su Twitter Seguici su Facebook Segnala questa pagina via email

Viaggiare
Leggeri

Blog, argomento: silvio berlusconi 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento silvio berlusconi

Parole dell'anno: bunga bunga. Anche a Londra

Scritto da ViaggiareLeggeri, 04-11-2011 alle 11:31 | 0 commenti  | Permalink
Giorni fa, a bordo di un volo easyJet verso Cipro, ho iniziato a leggere la rivista della linea aerea. Arrivato alla pagina dei ristoranti, un bel titolo ha attirato la mia attenzione: "Rome Away From Rome". Un articolo che parla di un locale che ti fa sentire a Roma anche se sei lontanissimo dalla capitale italiana? Quasi. Si tratta di un ristorante a Londra chiamato "Bunga Bunga":

Bunga-bunga londinese


Non tutti abbiamo la ricchezza e il potere di Silvio Berlusconi, ma da oggi non c'e' bisogno di essere il primo ministro italiano per godersi un po' di Bunga Bunga.


Non so voi, ma dubito che un ristorante londinese possa davvero somigliare alle simpatiche feste organizzate per il nostro Presidente del Consiglio...

Tags: easyJet, italianità, Londra e dintorni, ristoranti, Silvio Berlusconi

Ryanair usa Silvio Berlusconi come testimonial

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06-06-2011 alle 16:23 | 1 commenti  | Permalink
Chi ha visitato il sito della Ryanair in questi giorni avra' trovato una sorpresa: un'immagine pubblicitaria che mostra il Presidente del Consiglio italiano con le mani nei capelli (capelli?) e con la frase "Solo una cosa mi tirerebbe su in questo momento! Una scappatella con Ryanair ", seguita dal prezzo di un biglietto.

Vi piace questa pubblicita' Ryanair? A me pare sia troppo facile, fare gli spiritosi con la faccia degli altri. Berlusconi e la Ryanair


Tags: pubblicità, Ryanair, Silvio Berlusconi, umorismo

Berlusconi e gli italiani visti dagli inglesi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 17-03-2011 alle 11:56 | 0 commenti  | Permalink
Qualche anno fa, un collega statunitense venne in Europa per una riunione "plenaria" di tutti i dirigenti informatici dell'azienda in cui lavoravo. C'era un americano, un francese, un tedesco... pare l'inizio di una barzelletta, ma non lo e'. C'erano anche un inglese, un olandese, un italiano, un argentino, una giapponese, un sudafricano, un coreano, e altri ancora. L'americano (che in realta' e' nato in Inghilterra ed e' diventato cittadino americano solo di recente) si trova a tavola, a cena, con alcuni di questi colleghi provenienti da tutto il mondo. E dopo pochi minuti di cortese conversazione, arrivano le battutine su George W. Bush. Mezz'ora dopo, la conversazione e' animata, si sono aggiunti colleghi da altri tavoli, e il povero collega americano viene bersagliato da tutte le parti per quel che Bush ha detto, ha fatto o avrebbe dovuto fare.

E il bello e' che probabilmente il collega non aveva neppure votato per Bush.

La stessa cosa capita a molti italiani, in patria e all'estero. Quando uno straniero incontra un italiano, una serie di pensieri gli passeranno per la mente, compreso uno piuttosto spiacevole:
Questa persona ha scelto come leader nazionale un tizio che e' in odore di mafia, tratta il suo partito come una proprieta' privata e lo Stato come una fonte di servizi personali, insulta in patria e all'estero, e' un vanaglorioso esibizionista convinto che le sue parole abbiano un peso internazionale, ed e' un puttaniere che va con minorenni. E alla persona che ho davanti a me va bene cosi'.

Sono pensieri che di solito non vengono convertiti in parole: difficile che la prima cosa che vi dice uno straniero sia "Piacere, sono John Smith, e tu devi aver votato quel buffone di Berlusconi". Ci vuole un po' di conoscenza pregressa, per menzionare un argomento del genere. Se uno vuole sapere cosa pensano di noi, per esempio, gli inglesi, guardare un programma comico puo' dare qualche indicazione. Del resto, tanti italiani hanno formato le proprie impressioni sugli inglesi affidandosi all'imitazione che Enrico Montesano faceva dell'anziana turista che ripete "Mowto pictorescow".
Ecco alcuni filmati tratti da programmi della tv inglese.

Un filmato dallo show di Harry Enfield:


Un episodio di "Mock The Week", con Frankie Boyle che massacra Berlusconi:


Un altro episodio di "Mock The Week".



E visto che l'abbiamo menzionato prima, ecco Enrico Montesano con la sua sempre attuale interpretazione della romantica turista inglese:


Tags: Gran Bretagna, italianità, Silvio Berlusconi, televisione, umorismo

L'effetto Berlusconi sul turismo verso l'Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-03-2011 alle 08:01 | 1 commenti  | Permalink
Se avete passato i vent'anni da un pezzo, e viaggiate da un po', saprete che i politici italiani erano ignoti, all'estero. I soli nomi che gli stranieri sembravano conosceva erano quelli di Giulio Cesare, Nerone e Mussolini. Non Craxi - neppure dopo la crisi di Sigonella - e neppure l'eterno Andreotti: i politici italiani erano visti in generale come un gruppo di intrallazzatori incapaci di fare qualunque cosa, compreso il creare un governo stabile. Questa era la situazione prima della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Grazie a lui, l'Italia "gode" di un'inusitata visibilita' internazionale. Certo, il 50% delle notizie che riguardano Silvio Berlusconi lo mostrano come un pallone gonfiato ("vanaglorioso" sarebbe troppo gentile) che si arroga meriti che non ha; l'altro 50% riguarda comportamenti scandalosi (prima ancora che illeciti) che porterebbero un politico di qualsiasi nazione seria a dimettersi con la coda tra le gambe.
Lo dico per quelli seduti in fondo alla sala, che magari non hanno sentito: un Primo Ministro non ha una vita privata. Un Primo Ministro e', per la durata del suo mandato, un simbolo nazionale in servizio 24 ore al giorno. Se non lui, chi deve esserlo? Lapo? Corona? Qualche calciatore? I tizi del Grande Fratello?

I comportamenti di un Presidente del Consiglio intemperante non hanno, come conseguenze, solo qualche processo evitato tramite leggi ad personam. Quando gli Stati Uniti avevano George W. Bush come presidente, la loro reputazione internazionale ne risentiva: italiani, tedeschi, inglesi, francesi, si chiedevano "questa persona che ho davanti a me, quest'americano, ha eletto quel genio di presidente? Il solito guerrafondaio yankee al soldo dei petrolieri texani". Il modo in cui i turisti statunitensi venivano accolti e trattati in giro per il mondo risentiva delle notizie che il resto del mondo leggeva sui media. E grazie a Silvio Berlusconi, ora ci siamo noi, sul palcoscenico. Certo, un palcoscenico molto piu' modesto, neppure un politico italiano libertino puo' portare l'Italia alla ribalta piu' di tanto, ma siamo osservati, comunque. L'articolo di Alex Roe intitolato "Silvio Berlusconi fa pubblicita' all'Italia" evidenzia il rischio che i comportamenti di Berlusconi ...

Tags: destinazioni, Italia, Silvio Berlusconi, stereotipi

In vacanza nel Castello Del Sesso di Silvio Berlusconi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01-03-2011 alle 00:51 | 0 commenti  | Permalink
Le pazzie del Presidente del Consiglio italiano potrebbero avere inaspettati risvolti per il turismo in Italia. E non solo negativi. Per esempio, il sito Jaunted ha pubblicato un articolo in cui segnala ai suoi lettori la possibilita' di affittare il "Berlusconi Sex Castle" (il "Castello del Sesso di Berlusconi"). L'articolo dice piu' o meno quanto segue:
Possiede proprieta' immobiliari dentro e fuori Milano, un palazzo a Roma e una villa in Sardegna, eppure tutte questi splendidi posti non sono sufficienti per ospitare il seguito di squillo del Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi. Secondo il Telegraph e secondo intercettazioni telefoniche, ultimamente i flirt di Silvio hanno avuto come epicentro un castello del XV secolo poco fuori Roma, il Castello di Torcrescenza.

Quelle che Berlusconi ospita li' sono "cene" con ex modelle di Playboy e altre bellissime donne, probabilmente prostitute procurategli da varie fonti, fonti che stanno diventando note al pubblico. Possiamo quindi pensare che le sue "cene" al castello siano terminate e che il castello sia a disposizione per le vostre prossime vacanze con famiglia in Italia ... o per altre cose. Si presenta bene:

Il sito del castello dice che e' circondato da un vasto parco e da un campo da golf, e che e' la residenza privata della principessa Sofia Borghese Ferrari Sardagna (sic?) di Newburg e Hohenstein, diretta discendente di Papa Paolo V. (...) E cosi' il castello e' di proprieta' di un discendente di un Papa? Questo significa che difficlmente lo scandalo di Berlusconi sara' la prima relazione illecita svoltasi in questo luogo.

Il pezzo di Jaunted potrebbe spingere qualche turista straniero a venire in Italia e a visitare Torcrescenza, e magari altre localita' legate al nostro esuberante Presidente del Consiglio. Anche le situazioni negative possono avere qualche piccola conseguenza positiva...

Tags: destinazioni, idee per il settore turistico, Italia, italianità, Silvio Berlusconi

Provate a spiegare all'estero cosa succede in Italia

Scritto da ViaggiareLeggeri, 23-10-2010 alle 07:12 | 1 commenti  | Permalink
Nel corso di un convegno Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ha detto "E' difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia". Grazie, non ci voleva un manager plurilaureato per capirlo, ma mi fa piacere vedere che c'e' arrivato anche Marchionne. Nell'ultimo decennio, che ho trascorso all'estero, sono stato spesso coinvolto in conversazioni sull'Italia; in alcune occasioni ci sono stati da sfatare degli stereotipi, spesso mi sono state fatte domande spiacevoli, imbarazzanti o curiose. Ecco una selezione di quelle conversazioni, svoltesi a volte in Italia e a volte all'estero, conversazioni che a volte toccano la situazione politica italiana, altre volte riguardano invece in generale l'immagine che l'Italia da' di se' all'estero.

L'anno era il 2004, ero in taxi a Taipei (Taiwan). Il tassista mi chiese di che nazionalita' fossi. Alla mia risposta, mi chiese se fosse vero che la liberta' di stampa in Italia era limitata, "come ai tempi di Mussolini"...

2006, Londra. Un amico cuoco si trasferisce in Inghilterra per lavorare a Londra, la sua citta' preferita. E' la seconda volta, passa qualche settimana con noi. Parliamo dei datori di lavoro che ha incontrato finora da queste parti, e dice che lavorare per un boss inglese va bene, ma se il ristorante e' invece italiano, dimenticati d'essere pagato per intero, dimenticati d'essere pagato per tempo, e se fai un periodo di prova dimenticati anche d'essere pagato. Ipse dixit.

Milano, intorno al 2005. Entro nell'ufficio di un conoscente, che sta parlando con un ospite, il direttore di una filiale straniera della ditta per cui lavoro. Ci salutiamo, invito a riprendere la conversazione, abbiamo una riunione insieme ad una quarta persona tra un quarto d'ora. La conversazione riprende, il collega straniero ascolta pazientemente una lunga serie di lamentele sul Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, poi chiede a me cosa ne penso. Condivido la critiche, rispondo. Lo straniero ci chiede "Com'e' che non incontro nessun italiano che voti o anche solo apprezzi Berlusconi, eppure continuate ad eleggerlo?". Beh, "the empty can rattles the most", gli rispondo. Chi e' soddisfatto parla meno di chi e' insoddisfatto.

A Taoyuen (una citta' taiwanese) guardo la tv con amici e parenti taiwanesi. Cambiando canale ci troviamo di fronte ad una partita di calcio, e immediatamente vediamo oggetti gettati dagli spalti, poi uno dei due portieri viene colpito da un razzo. Penso a quali possano essere le nazionalita' dei tifosi delle due squadre, visto che non sono abbastanza vicino alla tv per leggere i nomi delle squadre. Intorno a me vedo facce preoccupate. Mi avvicino alla tv e scopro che si tratta di Inter-Milan, in Champions League. Quello colpito e' Dida, il portiere milanista. Qualcuno mi chiede se succedano spesso cose del genere nel calcio italiano. Qualcun altro menziona uno scooter lanciato dagli spalti a Milano, io spiego che era piccolo, piccolissimo, un ciclomotore, e che i tifosi non avevano neppure dato fuoco al carburante, mi pare. La partita nel frattempo e' sospesa, e una mano pietosa cambia canale, si passa al baseball, per fortuna.

Atlanta, USA, Pasqua 2006. Sono ospite al pranzo pasquale di una famiglia americana, ci sono altri colleghi. Il marito della padrona di casa, un sessantenne proprietario di capannoni, che a tutta prima potrebbe sembrare il tipico statunitense del Sud grosso, grasso, repubblicano e provinciale che non sa nulla di quel che accade fuori dalla sua contea, mi fa una domanda che mi lascia basito: "Credi che Berlusconi abbia perso le elezioni per l'appoggio che ha dato alla politica estera statunitense?".

Singapore, giugno 2010, in un pub lungo Boat Quay. Sul megaschermo del pub c'e' Italia-Slovacchia. Qui dentro tutti tifano per gli underdog, gli slovacchi sfavoriti dal pronostico e dalla classifica FIFA. La nazionale italiana dorme fino a meta' del secondo tempo, poi si sveglia. Nel pub, molte voci chiedono (non a me, che non sono identificabile come italiano nonostante indossi una maglietta azzurra) "Non potevano svegliarsi prima, questi italiani, anziche' puntare come sempre allo zero a zero?". Vecchia storia, la nostra propensione al minimo risultato col minimo sforzo.

Taoyuen (Taiwan), agosto 2010, a casa di parenti. Mio cognato legge il giornale, chiede a sua sorella, mia moglie, di tradurmi quello che dice: "Il giornale dice che il vostro primo ministro e' stato beccato con delle prostitute ed e' nei guai". Gli rispondo che no, non e' una cosa recente, e che non capisco come mai sia sul giornale oggi. Lui replica "Non e' una storia recente? Vuoi dire che si e' gia' dimesso per lo scandalo?". No, gli spiego, non s'e' dimesso perche' lo scandalo e' stato relativamente piccolo, tanti pensano che un Presidente...

Tags: antropologia spicciola, Italia, italianità, Silvio Berlusconi, stereotipi

Berlusconi, grazie per le figuracce

Scritto da ViaggiareLeggeri, 03-11-2009 alle 06:34 | 0 commenti  | Permalink
A diecimila chilometri dalla mia citta' natale, chiedo ai miei interlocutori - tra i trenta e i quarant'anni, laureati, curiosi di quel che succede nel mondo - quali siano le ultime notizie che hanno letto, sentito o visto sull'Italia.

Grosso errore.

Uno dice che "Berlusconi, il presidente italiano", ha detto che Barack Obama e' abbronzato; e non e' colpa delle tv asiatiche, se persino i mass media italiani chiamano Berlusconi "Presidente" anziche' "Presidente del Consiglio". Un altro ha sentito che la Regina Elisabetta ha cazziato Berlusconi che stava gridando (chiamava il suo abbronzato "amico" Obama). Un paio hanno chiesto se e' vero che Berlusconi ha suggerito alle vittime di un terremoto di considerare le loro sistemazioni provvisorie in tenda come "una vacanza in campeggio" (e a Taiwan, i terremoti li prendono molto sul serio). E tutti i presenti avevano letto delle tante accuse al Presidente di legami con la mafia.

Tutto Berlusconi, solo Berlusconi. Ma poteva andare ancora peggio. Ho tastato il terreno chiedendo se erano arrivate notizie di altri scandali. M'hanno risposto "parli di quelli di Berlusconi con la prostituta, con la ministra e con la minorenne? Si', la tv ne ha parlato, ma e' solo una conferma che gli italiani pensano al sesso prima che a tutto il resto, non e' la fine del mondo."

No, non e' la fine del mondo.

Quando qualcuno vede il leader di una Nazione, l'impressione che ne ricava viene estesa ai connazionali del leader. La percezione del turista americano all'estero e' migliorata di colpo con l'elezione di Barack Obama, come ho potuto osservare di persona mesi fa quando, scambiato per un americano, ho ricevuto i complimenti per aver "eletto un buon presidente, non come quel criminale, Bush" (e troverete commenti siti anche in Rete). Che uno abbia votato per Obama o che lo odi, ora si ritrova a godere i benefici dell'avere quel presidente.
E che io abbia votato Berlusconi o no, ora mi ritrovo ad essere assimilato a Berlusconi, quando sono all'estero. Come voi.

Tags: italianità, personaggi, Silvio Berlusconi, Taiwan

Argomenti correlati a "silvio berlusconi"




Ti è piaciuta questa pagina? Parlane ai tuoi amici: Facebook   Delicious   Digg   reddit   StumbleUpon