Diario minimo di un italiano all'estero, argomento: singapore
Diario di viaggio da LondraAtlanta Singapore: Notizie, riflessioni, fotografie, curiosita'. Per gli articoli del blog dei mesi scorsi, visita l'archivio.
Singapore competitiva, Singapore moderna, Singapore conformista, Singapore repressiva, Singapore multietnica, Singapore amante del buon cibo... in questa serie di stereotipi ne manca uno, evidente oggi: Singapore affumicata.
Da agosto a ottobre c'e' spesso foschia, a volte tanto seria da portare ad avvisi (di non uscire) del ministero della salute; la causa sono gli incendi nelle foreste della vicina Indonesia.
Succede anche in altri periodi, non solo da agosto a ottobre. Oggi, per esempio, basta uscire all'aperto per sentire puzza di fumo. Odore di legno bruciato, che quando lo senti ti pare di vedere i tronchi ridotti a brace e il fumo bianco che si stacca dal legno a ondate, soffiato via dal vento.
Gli incendi indonesiani non sono accidentali e non sono imprevisti [1]. Sono parte della pratica detta addebbiatura (o, col piu' eloquente termine inglese, slash and burn), che consiste nel bruciare foreste e boschi per creare aree coltivabili, pascoli per il bestiame, o per altri scopi. In passato ci sono state crisi internazionali a causa di questa pratica [2]. Nel mio piccolo, segnalo che le coste indonesiane, che occupano l'intero orizzonte visibile dalla mia finestra, oggi sono invisibili, e persino i palazzi a poche decine di metri da quello in cui lavoro appaiono meno nitidi del solito.
Ho scelto i giorni sbagliati per riprendere a fare jogging dopo vent'anni di pausa.
1: Non che gli incendi italiani siano imprevisti o imprevedibili: se capitano tutti gli anni, spesso nelle stesse zone, e magari le stesse auto sono avvistate nelle zone degli incendi ogni anno, magari qualcosa in anticipo si potrebbe anche fare, no? 2: Gli incendi del 2006, comunemente definiti "2006 Southeast Asian Haze", hanno causato allarme a Singapore, in Malesia, Tailandia, Brunei, Saipan, e persino in Corea del Sud, a quasi 5.000 km di distanza (http://en.wikipedia.org/wiki/2006_Southeast_Asian_haze)
Avete presente il cartello di divieto di scarico che si trova su qualsiasi strada di campagna o di periferia, in Italia? Di solito c'e' una montagna di spazzatura, sotto il cartello, mentre tutt'intorno e' pulito. E' come se quel cartello rappresentasse un invito anziche' un divieto. Beh, non e' che capitino solo in Italia, cose cosi'. Anche a Singapore, dove ci sono tante leggi che di solito vengono rispettate, alcuni obblighi vengono invece ignorati. Tipo il cartello che dice "Danger - Do not cross here", nella foto.
Oggi vi parlero' di un pomeriggio a Singapore in cui sto prendendo parte ad un seminario informatico dal titolo "Transform Your Disaster Recovery Strategy". Non vi eccitate troppo.
13:00. Pausa pranzo, usero' quest'ora per raggiungere il civico 31 di Kaki Bukit Road 3. Scendo di ventiquattro piani in ascensore, arrivato a terra trovo la folla dell'una, parecchio piu' agguerrita di quella che incontrerei se andassi in pausa pranzo al solito orario, le due. Al pianterreno della Tower Four di Suntec City mi faccio largo a colpi di machete e di ginocchiate, tra un gruppo di vasti turisti americani e un altro di monaci buddisti attaccati al cellulare. Accellero. Scendo di un piano per girare intorno alla Fontana della Ricchezza evitando cosi' il traffico della piazza. In compenso mi trovo a fare slalom tra lente ragazze in pausa pranzo. E dire che i singaporiani si vantano della loro rapidita' e del loro frenetico stile di vita ...
13:10. Raggiungo la fermata del 36 al Suntec Convention Centre. C'e' poca gente. Per poco non perdo il pullman, che e' arrivato alla fermata nascosto dietro all'857 barrato. Salgo, striscio la EZlink card e mi siedo. Il guidatore e' brusco, frena e accelera in modo poco fluido, ma forse e' colpa del traffico. Oppure sara' come mi diceva l'autista del pulmino che a volte prendo per andare in ufficio: sia SBS Transit, che gestisce i pullman di linea, che le aziende private come ComfortDelgro, hanno assunto di recente un gran numero di nuovi autisti provenienti dalla Cina, spesso con inglese molto traballante. Quegli autisti pare siano pagati meno di quelli singaporiani e malesi. Non so se sia vero, ma l'autista che me l'ha raccontato non guida piu' il pulmino delle otto e venti.
13:30. Sono sceso dal 36 ad una fermata differente da quella raccomandata da GoogleMaps, eppure sono sopravvissuto. Non grazie alle decine di scolari che affollano questa fermata e che pare trovino divertente correre da un'estremita' all'altra della fermata urtando piu' persone possibili.
Arriva il 15, il bus che dovrebbe portarmi a due passi dalla mia destinazione. Mi salva dalla perenne canicola di Singapore.
C'e' spazio per sedermi, bene. L'aria condizionata a bordo e' piu' gelida che sull'autobus precedente, ma fuori ci sono i solito 32 gradi singaporiani, e a queste temperature faccio fatica a ricordarmi che mettere nello zaino un maglione potrebbe essere u...
Sto per prendere il volo AK710 della Air Asia da Singapore a Kuala Lumpur, e la cosa sorprendente e' che sono al Gate 35 e attendo l'imbarco. Non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che io ero in ritardo (per colpa dell'ascensore lento, per colpa della coda per prendere il taxi, per colpa del traffico per strada...), eppure sono qui qui, pronto ad imbarcarmi. Il check-in indicato era il numero 11, che ho trovato chiuso. Sono andato al 10, sempre di Air Asia, mi sono messo in coda, e arrivto il mio turno ho chiesto se potevo imbarcarmi sul mio volo, nonostante la chiusura del check-in fosse alle 17,35 e ormai fossero le 17,36.
Lo ripeto per quelli che fanno finta di non capire: un minuto di ritardo e' RITARDO, quindi non avete piu' il diritto di pretendere d'imbarcarvi. Chiedere educatamente si', quello e' sempre un diritto. La signorina al check-in ha controllato tutto in meno di un minuto; il pre-controllo documenti e il controllo documenti sono durati in tutto venti secondi (e se conoscete Singapore sapete che i documenti sono stati controllati), e sono arrivato al Gate 35 in tempo.
Marine Parade, costa sudorientale di Singapore, quasi le sei del pomeriggio. Trentadue gradi, come tutti i giorni. Tornando a casa da un seminario informatico vedo due tizi addormentati davanti ad un tavolino, due bottiglie di birra Tiger sul tavolo. Pensate quel che volete, ecco quel che ho pensato io:
1) Non le hanno neppure finite, quelle due bottiglie. Chissa' quante ne hanno bevute, prima.
2) Non le hanno neppure finite, quelle due bottiglie. I giovani d'oggi proprio non sanno reggere l'alcool.
3) Chissa' a che ora hanno iniziato.
4) Beati loro che non devono tornare al lavoro.
5) Poveretti, chissa' per quale motivo bevono cosi' tanto.
6) Con quel che costano gli alcoolici a Singapore ... questi due devono averne, di soldi!
7) Strano, non sono ancora stati arrestati. Allora non e' vero che a Singapore i comportamenti improduttivi sono puniti immediatamente.
8) Magari a quest'ora c'e' l'happy hour e la birra costa meno.
9) Da come dormono, direi che hanno preso parte anche loro ad un seminario sulle strategie per il disaster recovery in Oracle.
10) Trentadue gradi e novantacinque per cento di umidita'. Quasi quasi seguo il loro esempio.
No, non ViaggiareLeggeri, noi non chiudiamo: Emilio, la nostra scimmia ammaestrata, continuera' a vegliare sulle infiltrazioni pubblicitarie nel forum, badando al contempo a mantenere in funzione i server di ViaggiareLeggeri correndo nella sua gabbietta a ruota. Chiamatelo Emilio la cricetoscimmia
E' Singapore che chiude per ferie. E' arrivato il Capodanno cinese. Gong Xi Fa Cai a tutti. Che poi, in italiano, significa pressapoco "che il nuovo anno possa portarti tanto benessere e soldi, soprattutto tanti soldi". Per chi e' curioso, l'anno in cui stiamo per entrare e' quello della tigre.
Oggi, durante la pausa pranzo, sono stato a Funan Centre, probabilmente il secondo piu' importante centro commerciale di Singapore per quanto riguarda l'informatica. E ho trovato vari negozi che erano gia' chiusi per il capodanno cinese (domani sera, 13 febbraio 2010)(ricordatevi: e' una festa mobile, non capita tutti gli anni lo stesso giorno).
Questa sera, dopo il lavoro, sono andato a Sim Lim Square ("SLS"), senza dubbio il PRIMO centro commerciale per l'informatica, e la sensazione era quella di essere in Italia il 31 dicembre: negozi con le serrande semiabbassate, commessi molto piu' allegri del solito, gente che gira con giganteschi piatti pieni di mandarini e aranci, frutti-simbolo del Capodanno. Sconsiglio a chiunque di iniziare un progetto di informatica fai-da-te subito prima del capodanno cinese: alcuni negozi chiudono dopo pranzo, altri alle sei di sera, altri alle sette, altri ancora probabilmente non hanno neppure aperto, oggi. Due miei colleghi d'ufficio malesi - d'etnia cinese - sono tornati in Malesia per questa festivita', ieri, uno in pullman e uno in aereo. A me manca un po' la neve, per sentire aria di fine anno, e' dura che nevichi, con 32 gradi.
L'ufficio in cui lavoro riapre mercoledi'. Io sono alle prese col progetto di cui sopra, a cui si aggiungono, nella lista degli impegni, la ricerca di un regalo per la mia dolce meta' per San Valentino (la rituale spiegazione che "non credo alle feste comandate, tipo San Valentino, i regali li faccio quando mi sento" si infrange contro la rituale risposta ...
Sopresa per me, mica per voi ... incontrare un settimese a Singapore non e' una cosa che mi capiti tutti i giorni. Ed e' capitato sabato, durante una visita al Singapore Air Show. Insieme agli altri aerei esposti (tra cui F-35, F-16, F-111, F-15, AH-64), spiccava - per me - la presenza di un prodotto nostrano: un Alenia C-27 Spartan proveniente da Caselle, con equipaggio - ovvio - italiano, e con un settimese nell'equipaggio. Velivolo ed equipaggio hanno raggiunto Singapore dopo un volo con tappe a Sharm, in Oman, a Calcutta e Bangkok, in compagnia di un Aermacchi Alenia M-346 pilotato dal capo pilota collaudatore Quirino Bucci e diretto anch'esso al Singapore Air Show, dove si e' esibito in volo. Il C-27 aveva un buon numero di visitatori intorno, e la mancanza di transenne rendeva piu' facile avvicinarsi al velivolo, che portava un vistoso logo della missione umanitaria "Ridare la luce" condotta nel Mali dall'AMI nei mesi scorsi.
Un aereo militare da trasporto, con poca insonorizzazione (credo), sedili non particolarmente comodi, niente assistenti di volo carine o meno carine.... un modo di viaggiare un po' differente dalle nostre prenotazioni online + code per parcheggiare in aeroporto + coda al check-in + coda al controllo documenti e bagagli. Viaggiare a bordo di un aereo militare per un viaggio cosi', nonostante il rumore che dev'esserci, sarebbe un sogno, per un appassionato di aeronautica.
Nella foto l'Alenia C-27 col suo equipaggio. L'Air Show si e' concluso domenica 7 febbraio, e il C-27 sara' in questo momento impegnato nel volo di ritorno verso una Torino imbiancata di neve. Bel cambiamento, dopo i 31 gradi (piu' umidita') di Singapore.
Sabato mattina volevo andare a Chinatown per vedere i preparativi per il Capodanno cinese, poi mi sono reso conto che a Little India c'era qualcosa di piu' interessante. E non mi sarebbe dispiaciuto fare un salto a Sentosa o a St.John, due isole che non vedo da un po'. E pochi giorni fa c'e' stata quella competizione di scherma... troppe cose da vedere. Ecco un breve elenco degli appuntamenti interessanti in questo period a Singapore.
- Festa di Thaipusam a Little India. Appena finita, valeva la pena vederla. Consiglio creme solari e cappellini, a chi segue la parata, perche' se si inizia di prima mattina e in una zona con portici non si sente il caldo, ma dopo, quando la processione si avvicina al termine dei quattro chilometri che separano Serangoon Road dal Layan Sithi Vinayagar Temple, vi accorgerete che il sole vi ha gia' cotto.
- Singapore Air Show: inizia domani per i professionisti del settore aeronautico, e i comuni appassionati di aeronautica potranno visitarlo sabato e domenica. Biglietti in vendita a 20 singdollar l'uno.
- Festeggiamenti per il Capodanno cinese: quest'anno il capodanno cinese cade il giorno di San Valentino, ed entreremo nell'anno della tigre. Chinatown, a Singapore, e' gia' affollata piu' del solito da settimane.
- Chingay Parade: no, non e' una parata gay. Si svolge venerdi' 19 febbraio (replica il giorno dopo), ed e' una festa di luci e di colori, con gente in maschera... uhm ... gia', come carnevale. Solo parecchio piu' colorato.
Come ho scritto ieri, a Singapore si svolge in questi giorni un torneo di scherma. Quando si visitano posti nuovi e' bene aprire gli occhi di fronte a cio' che non si conosce, e anche se la scherma e' una specialita' probabilmente piu' nostrana che singaporiana, questo torneo e' un'ottima occasione per fare - vedere, in questo caso - qualcosa di nuovo. E nonostante le indicazioni della signora del banco informazioni di Suntec City, sono riuscito a vedere le competizioni della Singapore Cadet Fencing World Cup 2010. Da incompetente, sia chiaro. E sono rimasto affascinato dalla danza che si svolge in pedana, con i due avversari che spesso finiscono col sollevarsi da terra nel fioretto; dagli assalti continui degli sciabolisti; dalla rumorosa grinta di uno spadista giapponese, che urlava dopo ogni colpo andato a segno o subito.
Mi ha incuriosito la presenza di atleti di Hong Kong, presenti in quasi tutte le "batterie" che ho visto. Nessun occidentale, tra gli atleti. Eppure pensavo fosse un campionato mondiale...
Non facile, fotografare la scherma. Pensavo che le divise bianche degli schermitori aiutassero ad usare tempi dell'otturatore rapidi, invece la poca luce ha reso complicato tirar fuori foto decenti (e non mi illudo che questa lo sia): per scendere fino a 1250 ISO ho dovuto ricorrere a tempi relativamente lenti come 1/125 e 1/160. Ho usato un Sigma 50-500mm 4/6,3 il primo giorno (venerdi'), un Nikon 55-200mm 4/5,6 il secondo, lottando in entrambi i casi con la poca luce che queste ottiche lasciano passare. Se avessi avuto un 300mm 2,8 sarebbe stato possibile ottenere foto con meno 'rumore', ma ... se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tram, come si dice.
Giro nei meandri di Suntec City. Stamattina, per strada, ho visto un cartello che dice che c'e' un campionato mondiale di scherma, credo per cadetti, proprio qui al centro convegni di Suntec City. Ma anche se conosco l'edificio e la zona, non ho idea di dove possa svolgersi, un torneo di scherma, qui dentro. Vado al banco delle informazioni, aspetto il mio turno e chiedo.
Io: Buongiorno, c'e' una competizione di scherma (fencing, in inglese), oggi?
Lei: Scherma?
Io: Scherma.
Lei: Scherma?
Io: Certo, scherma. E' uno sport.
Lei: Ah, scherma, lo sport...no, non c'e' scherma, qui, oggi.
Io: Forse e' domani. Oggi ci sono solo le operazioni preliminari.
Lei: Guardiamo nel programma ... no, niente scherma, ne' oggi ne' domani. Forse e' all'Expo, vicino all'aeroporto. Oppure... La interrompo.
Io: Sono sicuro che ci sia, e' indicato nel sito Internet di Suntec City. E c'e' un cartello qui davanti che conferma.
Lei: Cosa??
Io: Certo, dev'essere qui.
Lei: Scherma... dice che e' uno sport?
Io: Certo, spade, ha presente?
Lei: Ahhhh... scherma.
Io: Scherma, si'.
Lei: Qui non abbiamo informazioni, chiedo ad una collega. Telefona ad una collega
Lei: No, niente competizioni di scherma. Ma se ci fossero, dovrebbe prenotare prima il biglietto.
Io: Veramente il sito dice che si tratta di un evento gratuito e aperto al pubblico.
Lei: Davvero?
Io: Veramente sono qui a chiederle informazioni perche' credevo di non averne a sufficienza... Posso avere quel programma che mi ha mostrato prima?
Lei: Certo.
Io: Ecco ... vede? Non hanno indicato niente per oggi, ma domani c'e'. Eccolo qui.
Lei: Ah, ha ragione. Sesto piano. Pero' deve fare il biglietto.
Io: E' gratis. Grazie, vado al sesto piano.
Il Kris-qualcosa si e' guastato. E' il sistema di intrattenimento presente sul volo SQ365 diretto da Roma Fiumicino a Singapore: tutti gli schermi a bordo si sono spenti contemporaneamente, e qualche passeggero paranoico avra' pensato a qualcosa di serio, ad un rischio per la sicurezza. Peggio, invece: staremo senza film per venti minuti, decine di passeggeri viziati e abituati a vedere quel che vogliono quando vogliono, costretti a guardare il panorama, leggere riviste o - orrore! - parlare con i compagni di viaggio.
I venti minuti passano in fretta. Solo milleduecento secondi, quattrocento respiri a diecimilaseicento metri di quota, se fossimo all'aperto a questa quota e a questa velocita' sentiremmo cinquantasette gradi sotto zero. Magari sarebbe il caso d'indossare una felpetta.
Torna Kris-World, e riprendo la visione di Wanted, un film ultraviolento che non consiglierei alle mie fedeli lettrici della Caritas di Settimo Torinese. Gran scelta, piazzare James McAvoy nel ruolo del killer per caso: come disse lui stesso in un'intervista, venne scelto per il suo fisico minuto e sfigato. Anche Angelina Jolie ha un bel ruolo, anche se le parole "come Pamela Anderson" continuano a girarmi in mente: come la bellona di Baywatch, anche la Jolie e' diventata la caricatura di se stessa, e qualsiasi cosa faccia, e' difficile vedere il personaggio che interpreta.
Nel film c'e' anche Morgan Freeman, in un ruolo che avrebbe potuto essere interpretato anche da Samuel Jackson, quindi non memorabile, e Terence Stamp in un ruolo secondario; compare per pochi minuti, ma e' proprio Stamp a colpire per la la sua interpretazione dell'ascetico artigiano fabbricante di proiettili. Se lo incontrassi per strada e improvvisamente Mr. Stamp iniziasse a levitare, non mi stupirei.
Il volo continua. Una cosa curiosa della prima classe e' che appena il tuo bicchiere e' vuoto, una hostess arriva e lo riempie. Dopo il quattro bicchiere di barbera - che ho incredibilmente assorbito senza apparenti conseguenze - ho detto basta, pero'. Non e' difficile capire come ci sia gente che, col flusso continuo di alcool, finisca col dare in escandescenze a bordo, soprattutto quando tale flusso viene interrotto da un'assistente di volo dotata di buon senso.
Sorvoliamo il Pakistan, siamo dalle parti di Karachi. Questo volo e' come una macchina del tempo, siamo partiti a mezzogiorno da Roma e in un attimo e' arrivato ...
Taxi driver. Ho appena iniziato la visione di Taxi Driver a bordo del volo SQ366 della Singapore Airlines, partito da Singapore tre ore fa e diretto verso Roma, dove atterrera' tra circa quattordici ore. Non capita tutti i giorni di vedere Taxi Driver, ne' in volo ne' a terra.
Peter Boyle e Harvey Keitel, ecco le ragioni per vedere questo film, ora, qui. Boyle e' stato un perfetto veggente morente, Clyde Bruckmann, in X-Files. Keitel... mi vengono in mente Lezioni di Piano e anche il suo "Sono Mister Wolf, risolvo problemi" in Pulp Fiction.
Sto scrivendo a bordo. Singapore Airlines e' cosi' gentile che, se paghi un capitale per viaggiare in Business Class, ti mette a disposizione anche una presa elettrica. Che, non si sa come, e' quella che si usa a Taiwan, come quella del mio computer. Coincidenza? Culo?
Le cuffie della Business sono tra le migliori che io abbia mai provato in volo: sono seduto nella fila 16, vicino al finestrino, il sedile piu' vicino ai motori di questo Boeing 777, credo; eppure, non sento nient'altro che l'audio del film che sto seguendo Cybil Shepherd dice ad un collega che c'e' il tassista Robert DeNiro che li sta osservando; il collega va a parlare con DeNiro, che scappa.
Le assistenti di bordo sono professionali. Mi fa sempre un certo effetto, quando qualcuno mi porta da mangiare, da bere e, in parole povere, mi "serve", chiamandomi per nome (o cognome, in questo caso).
Una delle hostess, in particolare, ha un decollete' spettacolare, nonostante sia magra e non appaia siliconata; ogni volta che mi porge qualcosa, fatico a mantenere l'eye contact. Non dubito che ci pensera' mia moglie a riportare il mio sguardo nella direzione corretta, se fosse necessario: le gomitate sulle costole sono un correttivo oculistico efficacissimo.
Le posate d'acciaio sembrano confermare i risultati di una ricerca dell'universita' australiana di Adelaide: un ipotetico terrorista non avrebbe bisogno di portarsi armi da casa, visto che le posate di plastica sono sufficienti a produrre ferite mortali. E gli basterebbe investire qualche soldo e volare in business anziche' in economica per trovarsi con una forchetta e un coltello capaci di ferire qualcuno. Personalmente, non mi piacerebbe neppure essere aggredito a cucchiaiate...
Barbera a bordo. Non e' facilissimo trovare Barbera all'estero, e uno si aspetterebbe di avere ancora piu' problemi nel trovarlo a bordo.
...
Ok, sono un bugiardo, e' solo mezzanotte e venti. Ma tra quindici minuti devo imbarcarmi su un volo Singapore Airlines per Roma, quindi non posso aspettare dieci minuti per scrivere.
Sono nella Business Lounge KrisSilver della Singapore Airlines. Wow. Lounge. Business. Se mi vedessero gli ex colleghi con cui ho passato sette anni alla Pilkington (Filippo, Giorgio, Daniele, Bruno, Michele, Alfonso, Pino) direbbero "Teeeecnico...!", che era un complimento, nel gergo operaio degli anni 90. In realta', trovarsi in una business class lounge nel 2009 non e' sintomo di appartenenza al jet set. Il "jet set" non esiste piu', tutti voliamo in "jet" (aerei a reazione), e al massimo la discriminante tra "chi puo' " e "chi non puo' ", che negli ultimi decenni (fino al 22 ottobre 2004) si chiamava "biglietto per il Concorde", diventera' il volare con la linea aerospaziale di Richard Branson (VirginSpace?). In questo momento, in questa lounge, ci sono io con Linux Ubuntu 9.10 ( Karmic Koala), i miei pantaloni usurati e le mie scarpe Nike sdrucite e sdrucciolose. E per fortuna c'e' un bar, ma purtroppo non c'e' l'invenzione piu' importante degli ultimi duecento anni: il Martini. Il vermouth torinese, intendo, non il cocktail del ***** che ti propinano in giro per il mondo e che, se non stai attento, ti sbronza. No, manca il Martini della Martini. Per cui, complice mia moglie, mi accontento di un gin tonic. Molto tonic e poco gin, perche' ormai ho una certa eta', e prima di un volo di diciassette ore preferisco essere un pelino lucido.
Note sulla lounge: connessione Internet wireless semplice e senza password, veloce, nessun problema con Ubuntu.
Notizie dal mondo: Chris Henry, uno dei ricevitori-diva della NFL, e' morto in un incidente. Una litigata con la fidanzata, ed e' caduto dal cassone del furgone. Poteva capitare a Tiger Woods, queste fidanzate sono pericolose.
E parlando di partners... mia moglie mi ricorda che e' ora di imbarcarsi! Quindi vado.
Bici lungo Marina Bay, a Singapore. Acquistata nel gennaio 2001 per sessanta sterline da un negozio di Egham (Surrey, UK), ha calpestato strade e sentieri inglesi, statunitensi e singaporiani. La catena non e' stata oliata da... beh, non e' mai stata oliata. Che questa bici, nonostante non sia stata curata, non sia ancora caduta a pezzi sembra dimostrare che alcuni sistemi non hanno bisogno di interventi umani per continuare a funzionare nonostanti danni e traumi.
Sullo sfondo, le tre torri del nuovo casino' di Marina Bay, che potrebbe essere pronto tra pochi mesi. Sono sicuro d'aver sentito dire che sarebbe stato pronto entro la fine del 2009. Curioso, George Orwell parlava di riscrivere la storia per cancellare tracce degli errori, ma non c'e' bisogno di pensare a governi autoritari, per vedere questa pratica messa in atto: e' uno dei capisaldi del project management moderno.
Singapore. Catamarani che piegano come fossero moto. Ingresso gratuito. Giornata soleggiata. Come si fa a poltrire nel letto, anche se si e' andati a dormire alle quattro di mattina dopo aver selezionato foto del safari notturno della sera precedente? La competizione Extreme Sailing e' il motivo per cui mi sono trascinato giu' dal letto alle dieci della domenica mattina, ho trangugiato uno yoguìogurt yoghurt, mi sono caricato il Bigma sulle spalle e sono uscito in bici. Dal ponte sulla East Coast Parkway si vedeva tutto il Kallang Basin, ma di barche a vela neppure l'ombra: solo kayak, dragon boats e pullman anfibi con turisti a bordo.
Ho quindi proseguito fino alla fine del ponte, sono passato arrivato al lungo-fiume sotto il Flyer, e da li' la visuale era perfetta. Tre barche hanno girato per un'ora e mezza a partire dalle 11, una quarta s'e' aggiunta verso le 11,45. Ottimo spettacolo, qualche bella foto, e pochissime persone in giro, strano.
Aggiornamento
Non tanto strano, tutto sommato: il pomeriggio di domenica, dopo un'intensa pioggia, la temperatura un pelo piu' tollerabile, il cielo era piu' limpido, e il sole piu' basso rendeva i riflessi dell'acqua piu' fotogenici. E la gente e' arrivata, anche se non c'era la folla delle grandi occasioni.
Nota fotografica
Nel pomeriggio, oltre alla Nikon D300 con 50-500mm Sigma "Bigma" e alla D40 col Nikkor 18-105mm, ho portato anche la vecchia Nikon FE2 con pellicola Fuji Velvia 100ISO. L'ho usata col Bigma in manuale (l'obiettivo e' senza ghiera del diaframma, come gli altri obiettivi per Nikon digitali in mio possesso) a tutta apertura, e le foto probabilmente non saranno memorabili, ma ... a confronto con D40 e D300, la visuale nel mirino e' da sogno! La vecchia FE2 ha un mirino luminoso che rende molto piacevole lavorare.
A Singapore ci sono vari posti in cui e' possibile fotografare animali. Pasir Ris Park, Sungei Buloh Wetland Reserve, Lower Peirce Reservoir, e la terna zoo/Night Safari/Jurong Bird Park. Gestiti dalla Wildlife Reserves Singapore e strutturati in modo simile, lo zoo, il Night Safari e il parco ornitologico di Jurong si trovano a poca distanza tra loro nell'area centrale dell'isola di SIngapore. Sono visitabili con un biglietto cumulativo, il "Park Hoppers", del costo di 45 Singapore Dollars; il Park Hoppers TIcket vale un mese dalla data d'acquisto. Gli ingressi individuali nelle tre strutture costano 18 S$ ciascuno.
Sono tornato un'ora fa dal Night Safari, dopo che, due settimane fa, avevo visitato il Jurong Bird Park. Allo zoo cercheremo di andare a gennaio, se riusciremo ad ottenere una proroga della validita' del nostro Park Hoppers, altrimenti ci si va domattina. Tra una settimana saremo in Italia, quindi ... o domani, oppure non si riuscira' ad andare allo zoo, prima della scadenza del biglietto cumulativo.
Veniamo al safari notturno. Apre alle sette di sera e chiude a mezzanotte, l'ingresso costa, come detto, 18 dollari singaporiani, si trova in una foresta tropicale, ed ospita 1040 animali appartenenti a 120 specie, nella maggior in recinti circondati da fossati, quindi senza gabbie (a parte alcune eccezioni). Per percorrerlo a piedi si impiegano circa tre ore, e a differenza di ... praticamente tutte le attivita' naturalistiche che si possono svolgere a Singapore, queste tre ore di camminata NON vi faranno grondare sudore, sempre che non siate stati cosi' folli da indossare un maglione o dei pantaloni lunghi: la temperatura non scende sotto i 23° neppure di notte, e con l'umidita' singaporiana, si sentono sempre almeno quattro gradi in piu' di quelli effettivi.
Viva il safari notturno, quindi. O no?
Non completamente. Per iniziare, l'uso del flash e' ovviamente vietato, per evitare di disturbare gli animali: ve ne sono vari che hanno bulbi oculari molto sviluppati, e se tutti usassero il flash, l'amministrazione dello zoo dovrebbe fornire queste povere bestie di occhiali da sole. Niente flash significa poca, pochissima luce a disposizione: per la maggior parte delle foto che ho scattato durante la visita ho fatto ricorso a 3200 ISO, 1/20 di secondo e f.1,8;...
In quarant'anni non ho mai sentito nessuno, parlando, usare le iniziali "ST" per parlare di Settimo Torinese, o "CM" per Cologno Monzese, o "TI" per Termini Imerese. Per iscritto, forse, ma mai nel corso di conversazioni. E anche in Inghilterra, quando si parla di Staples Corner (lungo la M25, la "tangenziale di Londra") o di Stanwell Moor o di Englefield Green, non si dice "SC", "SM" o "EG": si usano i nomi per intero.
A Singapore, invece, i nomi delle citta' vengono ridotti a sigle anche quando si parla: Kuala Lumpur e Johor Bahru (Malesia) vengono sempre pronunciate KL e JB, Hong Kong diventa HK, Ho Chi Minh City (ex Saigon, capitale del Vietnam) e' sempre HCMC. E Singapore stessa viene spesso chiamata SG, nelle conversazioni che si svolgono qui.
Questo Macaco Cinomolgo (Macaca fascicularis) fotografato nel parco cittadino di Pasir Ris mostrava comportamenti simili a quelli umani: sabato mattina, esce di casa per andare a fumarsi una sigaretta e leggere il giornale, attivita' accompagnate da una grattatina qua e la'. Trova un bell'albero sotto cui fermarsi in questa giornata calda, e si accorge che ci sono fotografi in giro. Gente che esce di casa apposta, e che magari viene in metropolitana da altre parti dell'isola chiamata Singapore, per fare fotografie a martin pescatori, varani, egrette, e persino formiche. E scimmie. Che palle, 'sti umani.
E vogliono pure assimilarci a loro, questi geni... finiremo pure coll'essere obbligati a pagare le tasse e a votare, prima o poi. Se non qui a Singapore, probabilmente in Spagna e in Nuova Zelanda.
Cosa puo' fare un povero macaco, di sabato mattina, osservato da fotografi e famiglie che passeggiano? Sbadigliare. A bocca spalancata, tanto per far capire agli spettatori che a lui frega assai poco della buona educazione umana.
- Ma che bocca grande hai, macaco!
- E' per mangiarti meglio, Cappuccetto ... ma cosa mi fai dire? Son mica un lupo, io! Mi fate venire le crisi di identita', voi umani!
La Bull Charge e' una corsa organizzata dalla Borsa di Singapore per raccogliere fondi per varie organizzazioni di beneficienza (due per l'assistenza di bambini e ragazzi autistici, una per i bambini poveri, una per le donne anziane senza pensione, ed altre). Si svolge su un percorso di 3,2 km lungo Marina Bay, e ... si e' svolta oggi. Sono capitato per caso a Marina Bay, e ho colto l'occasione per scattare qualche foto. In questa e' visibile la fase di riscaldamento prima della gara.
Il toro (bull) e' il simbolo di un buon andamento del mercato.
Informatica e religione non si incontrano spesso. E' per questa ragione che pubblico questa foto, scattata col cellulare in un negozio del Funan Centre, a Singapore. Il negozio vende esclusivamente prodotti Apple, e vicino alla mela, il logo dell'azienda di Cupertino, compare un crocifisso.
Ecco alcune riflessioni provocate da questa visione:
- I computer Apple hanno protezione Superiore.
- Come ripianare il bilancio della scuola italiana: vendere i crocifissi ai negozi Apple di Singapore
- Immagino che, quando uno acquista un computer Apple in questo negozio, lo scontrino venga benedetto con acqua santa.
Cartello visto nei giardini lungo il fiume Kallang, nella zona di Tanjong Rhu, a Singapore. A sinistra sono elencate le razze di cani che devono essere tenuti con la museruola: Akita, Boerboel, Bull Terrier, Dobermann, Dogo argentino, Fila brasiliano, pastore tedesco, mastino, mastino napoletano, pitbull, rottweiler e tosa, e incroci delle razze nominate. In alto a destra, un invito a ripulire dove il cane ha sporcato. In basso a destra, un invito a tenere tutti i cani al guinzaglio (quello relativo alla museruola non era un semplice invito). In basso, la raccomandazione di non far urinare il cane contro lampioni e colonne, e di non lasciargli calpestare le aiuole.
Una cosa che non avevo preso in considerazione, prima di trasferirmi a Singapore, e' l'effetto dell'umidita' su apparecchiature elettroniche, ottiche, parti meccaniche e persino sui vestiti. Il post di ieri mostra i raccoglitori di umidita' che uso negli armadi di casa, ma non e' la muffa sui vestiti (o i funghi che crescevano di fianco allo specchio, in bagno) a preoccuparmi: non spendo molto per l'abbigliamento. Per quanto riguarda la fotografia, invece...
Tre corpi macchina e nove obiettivi (alcuni scarsi, altri meno); un paio di compatte digitali Fuji e Canon; una Zorkij. Non un corredo professionale, ne' costruito con cura meticolosa (avete presente quegli amici fotoamatori che "Oddio come faccio non ho nessun obiettivo che copra i 15mm che ci sono tra il 18-55mm e il 70-210mm!!!"). Nondimeno, ho gli obiettivi e i corpi macchina che volevo. E l'umidita' di Singapore (umidita' relativa), solitamente oltre il 90% e spesso 100%, non fa bene all'attrezzatura fotografica.
Finiro' col dover acquistare un "dry cabinet", un armadietto dotato di aria condizionata ed igrometro, in cui conservare macchine e obiettivi.
Non ne avevo mai sentito parlare in passato, ma Torino, Londra e Atlanta non sono vicine all'Equatore, per cui l'umidita' non era un problema cosi' sentito.
Nella foto (scattata col cellulare), un "dry cabinet" tra i piu' economici visti qui a Singapore. I prezzi partono da 110S$ (circa 50 euro) per un armadietto da 30 litri, e uno da 60 litri - che sembra sufficiente per le mie cose - costa tra i 180S$ e i 230S$.
L'ho scritto altre volte, che Singapore e' un posto umido, ma a volte una foto spiega meglio di mille parole. I contenitori visibili nella foto sono degli "assorbitori d'umidità" da piazzare negli armadi. Non li cambio ogni giorno, certo. Neppure ogni settimana. Ma gli assorbitori visibili nella foto si riempiono e vanno sostituiti (non svuotati) una volta ogni mese e mezzo, giorno piu', giorno meno. Sembrano pieni solo a meta', ma in realta' quello e' il livello a cui vanno sostituiti.
Cartello fotografato al Changi International Airport di Singapore. Dice:
Dall'aeroporto alla city (il centro citta')
- Autobus (di linea - ndr) a partire da 2S$ (Singapore Dollars)
- City Train (metropolitana - ndr) a partire da 2S$
- Bus-navetta: 9S$ per gli adulti, 6S$ per i bambini sotto i 12 anni
- Taxi normali: circa 20 S$, tariffa tassametro piu' eventuali sovrapprezzi (presenti nelle ore di punta)
- taxi "limousine": a partire da 16S$ a cui va aggiunta la cifra indicata dal tassametro
Questo cartello e' un perfetto esempio di come una piccola idea possa aiutare un turista spaesato. Arrivare in un aeroporto straniero e trovare un'indicazione ufficiale di quali sono le tariffe - anche solo approssimative - per i trasporti locali e' di grande aiuto.
Mesi fa, in Indonesia, mi sono sentito chiedere da un tassista una cifra dieci volte superiore a quella normale per il percorso che avevo fatto, e se non fosse stato per il personale del resort in cui alloggiavo, non avrei avuto elementi per protestare e contrattare.
Scavando ancora piu' indietro nella memoria, ricordo un viaggio Londra-Palermo (nel 2004), e la successiva ricerca di un taxi per andare in citta'. La cifra che mi veniva chiesta (40 euro, se ricordo bene) mi pareva eccessiva per il tragitto aeroporto-citta', anche confrontandola coi prezzi dei taxi nella costosa Londra. Ne parlai con un paio di tassisti in servizio all'aeroporto Falcone-Borsellino: a loro pareva normale che Palermo, con un costo della vita piu' basso rispetto a Londra, avesse tariffe taxi piu' elevate.
Spero di sfondare una porta aperta, con questo suggerimento. Sarei felice di scoprire che ci sono gia' tanti aeroporti italiani che espongono chiaramente le tariffe che un viaggiatore puo' aspettarsi di pagare per tassi e autobus (magari accompagnate da foto per identificare i vari tipi di veicoli, come nel cartello singaporiano).
Un'ora fa si e' sentita un nuovo tremore. La chiamerei "scossa di assestamento", se non fosse che tale movimento presuppone un terremoto vero e proprio, prima. Leggera scossa o terremoto, gli altoparlanti del palazzo hanno segnalato che un controllo era in corso con le autorita' per verificare l'eventuale necessita' di un'evacuazione. Nel dubbio, vari colleghi sono scesi in strada dal ventiquattresimo piano dove lavoriamo, e ora non sono autorizzati a risalire. Dopo aver percorso ventiquattro piani di scale, una piccola sosta li aiutera' a riprendere fiato...
Tornando a parlare per un momento al "terremoto a Singapore" di ieri, di danni non se ne sono visti in giro, e' stato solo un lungo tremore.
Io stavo lavorando da casa, ero seduto davanti al computer e ho notato che la mia testa stava oscillando a destra e a sinistra. Mi son detto che devo riposarmi di piu', quando passo la notte a lavorare via rete con i colleghi negli USA. Poi ho notato che anche la sedia stava oscillando, e non ero io a farla muovere. Infine, mi sono accorto che la porta della stanza stava muovendosi un po', e ho pensato "certo che quest'aria condizionata ha un getto fortissimo". Mia moglie mi ha poi telefonato confermando che c'era stata ufficialmente un tremore del terreno, durato vari minuti (tre secondo alcune fonti, addirittura dieci secondo altre).
Nessun danno qui a Singapore, dicevo. A parte ... forse ... no, non puo' essere collegato ad una scossa del terreno... o forse si'. Due tubi dell'acqua, nel soffitto sopra il lavandino del bagno, si sono sconnessi in corrispondenza di un giunto, allagando il bagno. Forse erano connessi male la scossa tellurica ha dato la spintarella che serviva loro per separarsi. Sia come sia, in caso di terremoto i tubi di acqua e gas rischiano di disallinearsi con conseguenti perdite. E il gas mi preoccupa un po' piu' dell'acqua.
C'e' stata una lieve scossa di terremoto, verso le 18,15 (mezzogiorno e un quarto in Italia) a Singapore. So che e' lieve perche' me ne sono accorto a malapena, lavorando da casa: la sedia su cui mi trovo, in un appartamento al secondo piano di un condominio, ha cominciato ad oscillare, e non riuscivo a capirne il motivo; la porta della stanza si muoveva, e in generale avevo un po' di mal di mare... una telefonata da mia moglie, in centro citta', mi ha confermato che gli uffici nei grattacieli di Suntec City si erano svuotati e la gente s'era ordinatamente riversata in strada.
Niente danni, ma questa scossa ha creato una piccola crepa nell'invulnerabilita' apparente di Singapore: al riparo da tsunami e maremoti, lontana da vulcani, non soggetta a frane e smottamenti, l'isola ad aria condizionata sembrava essere un corpo estraneo nel sud dell'Asia, sempre sicura e sempre evitata dai disastri naturali.
Il rettifilo di partenza del circuito di Formula 1 di Singapore corre lungo il Kallang Basin, e l'organizzazione del Gran Premio ha preso precauzioni per prevenire la presenza di spettatori a sbafo con pinne, maschera e boccaglio: nella foto si vede uno dei tanti battelli della guardia costiera singaporiana mentre controlla l'area vicina all'ultima curva del percorso, vicino alla ruota panoramica (il Singapore Flyer).
Se anziche' dal basso volete provare a seguire il GP dall'alto, ci sono altre cattive notizie: il ponte della ECP e' chiuso ai pedoni. Beh, niente di strano, illogico o illecito. Una gara di Formula 1 e' un evento, e la visibilita' dell'evento e' il prodotto in vendita: consentire l'accesso gratuito a questo bene disponibile in quantita' limitata sarebbe come consentire l'accesso ad una miniera d'oro a un passante...
La gara sta per iniziare, i motori rombano a poche centinaia di metri da qui, ma il vostro webmaster, stoico e col braccino corto come sempre, non ha sborsato i soldi per il biglietto e guardera' la gara alla tv, come voi.
Il circus della Formula 1 e' a Singapore, e si sente. Le vetture passano sul rettilineo d'arrivo, al di la' del fiume, col rumore di calabroni furiosi. Ieri (sabato), i Simple Minds devono aver suonato per una dozzina di ore, e a che volume! Si sentivano solo loro: la loro musica copriva il rumore dell'aria condizionata di casa, la tv, lo sciaquone. E non hanno neppure suonato "East at Easter", la mia preferita. Rimedio io:
La foto della Brawn (sara' Button o Barrichello? Pare d'intravedere il numero 23 del brasiliano, ma il casco non corrisponde a quello abituale di nessuno dei due guidatori) illustra un problema di scottante attualita': come si fa a seguire il GP di Formula 1 di Singapore dal vivo senza pagare? Non facile. Durante le prove del venerdi' ho visitato vari punti lungo il percorso: ho provato dal 24esimo piano a Suntec City, ma gli alberi coprono le prime due curve del circuito, le uniche altrimenti visibili. Sono andato sulla passerella che da Suntec City passa sopra Nicoll Highway: troppo lontano e le auto si vedono da dietro. Il ponte che porta da Millennia Walk a Marina Square (due centri commerciali) offre diversi punti da cui si intravede la pista (come ho scritto un anno fa), ma gli organizzatori della gara hanno tante squadre di "rattoppatori" che vanno in giro ad applicare pannelli di plastica in ogni punto in cui ci sono gruppi di persone che cercano di sbirciare la gara (o le prove).
Il Gran Premio di Singapore di Formula 1 ritorna, un anno dopo la prima visita nell'isola ad aria condizionata. Le strade del centro citta' erano gia' piene di gente ieri (mercoledi'), e la folla e' destinata ad aumentare. Lo scorso anno mi imbattei per caso in un gruppo di giornalisti italiani, persi in un centro commerciale alla ricerca del loro albergo: quest'anno saranno maggiormente a loro agio, e come loro anche le altre migliaia di turisti in visita a Singapore. Ecco comunque qualche suggerimento per chi visita Singapore in questi giorni (o nel resto dell'anno, mica e' vietato).
Da vedere
- Il Singapore Flyer, la ruota panoramica piu' grande del mondo. Andarci al tramonto (verso le sette di sera) e' una buona idea.
- Fountain of Wealth, Suntec City. La "Fontana della Ricchezza" e' la fontana piu' grande del mondo. Spettacoli con laser e luci dopo il tramonto.
- Il Merlion, nell'area dell'Esplanade, dall'altro lato della strada rispetto al Fullerton Hotel. Il merlion e' il simbolo di Singapore, creato negli anni 60. C'e' chi lo trova pacchiano (Paola, non sei l'unica), chi spreca scatta centinaia di foto. E' una statua che rappresenta una creatura meta' leone e meta' pesce. Una versione parecchio piu' grande si trova a Sentosa.
- Swisshotel the Stamford: uno dei due Swisshotel di Singapore, consente di fotografare la citta' dall'alto, dal suo ristorante all'ultimo piano.
- L'isola di Sentosa: spiagge, locali, musei, musica, spettacoli pirotecnici.
- South Beach Road e i suoi tre templi: indu', cinese e musulmano. Il tempio indu' di Sri Mariamman, in stile dravidiano, e' il piu' fotogenico.
- La candida St. Andrew’s Cathedral, cattedrale anglicana.
- Church of Saints Peter and Paul , la cattedrale cattolica.
- L'Armenian Church, dietro Funan Centre.
- Chesed-El Synagogue
- Chinatown
- I Chinese/Japanese Gardens, con pagoda, antichi bonsai e museo delle tartarughe.
- I tanti roof garden sul tetto degli edifici. Basta alzare il naso verso l'alto per vedere piccole ...
La Fountain of Wealth si trova al centro dell'area commerciale di Suntec City, a Singapore; e' composta da un grande anello metallico da cui escono getti d'acqua, collegato al terreno da quattro supporti; sotto al cerchio, molto piu' piccola, un'altra fontana. La fontana maggiore viene messa in opera solo alcune volte al giorno: alle 9, alle 13, alle 18 e, con l'aggiunta di uno spettacolo di laser, in serata.
La Fontana della Ricchezza era citata nel Guinness dei primati come la fontana piu' grande del mondo, fino a poco tempo fa (forse anche ora). Per ottenere un po' di fortuna in fatto di denaro si raccomanda di girare intorno alla fontana piu' piccola per tre volte toccando l'acqua (quando la fontana maggiore non e' in funzione, altrimenti vi ritroverete semplicemente fradici).
Il Singapore Flyer e' - pare - la ruota panoramica piu' grande del mondo. Record a parte, permette di godersi il panorama della city di Singapore dall'alto. Sulla sinistra il nuovo casino' in costruzione, al centro i grattacieli del distretto finanziario, sulla destra i due edifici dell'Esplanade Theatre.
Lo so, lo so, ho gia' pubblicato la foto di alcune lontre, mesi fa. Ma le lontre del parco di Sungei Buloh, a Singapore, sono molto fotogeniche, e quando poi si mettono in mezzo al sentiero e, come fossero guappi di periferia con giubbotto di pelle e ciuffo impomatato, ti impediscono di passare, fare una foto - o un centinaio - risulta naturale. Ecco il boss delle lontre di Sungei Buloh.
L'aviazione di Singapore dispone di velivoli recenti (F-16 e, presto, F-15) e meno recenti (F-5, vecchio ma affascinante e con un rumore unico, come una Vespa tra cento scooter moderni); in qualche caso dispone di macchine all'avanguardia, come nel caso degli AH-64 Apache. E il museo della Republic of Singapore Air Force (RSAF) offre una galleria dedicata a sistemi di cui forse non tutti gli appassionati d'aeronautica conoscevano l'esistenza: i flight stimulators, in italiano "stimolatori di volo". Non si sa di preciso come funzionino, ma pare che, oltre a far pratica di volo, migliorino l'umore di chi li usa.
Il nove agosto si celebra il compleanno di Singapore. Di solito non si usa il termine 'compleanno', se si parla di uno Stato, ma a Singapore il National Day viene chiamato cosi', "Singapore's birthday", da tanti. Singapore ha quindi compiuto 44 anni, ieri.
E' stato il secondo National Day che ho trascorso qui e, a confronto con quello del 2008, i festeggiamenti sono parsi in tono lievemente minore, forse a causa della crisi economica globale. Rispetto allo scorso anno ci sono stati meno fuochi artificiali, manovre poco impressionante degli elicotteri della RSAF, e un solo passaggio ad alta quota degli F-16 dell'aviazione militare di Singapore. Talmente ad alta quota che non s'e' neppure capito se fossero gli aerei della pattuglia acrobatica dei Black Knights o meno.
A parte le esibizioni, non ho trovato da nessuna parte volantini con il programma della giornata, e persino il sito ufficiale della National Day Parade non aveva una tabella di marcia.
Tutto sommato, la cosa migliore piu' bella della giornata e' stato il cielo serale.
Di giorno, il distretto finanziario di Singapore e' un'area in cui l'abbigliamento-tipo e' piuttosto serio: giacca e cravatta, gessato, o quantomeno - siamo a due passi dall'equatore - camicia, cravatta e pantaloni eleganti. Dopo il tramonto, quando i broker di borse e assicurazioni scendono a bere qualcosa nei locali di Boat Quay, puo' capitare di incontrare comitive bizzarre, o quantomeno colorate. Nella foto, un gruppo di ragazzi e ragazze che pubblicizzano il Singapore River Festival 2009.
Il distretto finanziario di Singapore visto da Elgin Bridge. Il secondo grattacielo da destra e' l'OUB Centre, della Overseas Union Bank. Alto 280 metri, e' il piu' alto edificio di Singapore, insieme all'UOB Plaza One e a Republic Plaza: tutti alti 280 metri, limite stabilito per motivi di sicurezza, visto che il Changi Airport non e' lontano.
[cliccare sul titolo per vedere l'immagine ingrandita]
Allegria, come diceva Mike Bongiorno tanti anni fa. Ce ne sara' bisogno, visti gli argomenti di oggi.
Sui siti dei quotidiani italiani, le notizie sull'influenza suina (H1N1) si moltiplicano. Un titolo allarmista seguito da uno rassicurante, e via cosi'. Qui a Singapore, la situazione e' la seguente: nei mesi scorsi si vedevano di frequente persone con una mascherina protettiva; da diverse settimane, forse dall'inizio di luglio, non ho piu' visto una mascherina. Nelle settimane passate, inoltre, l'ingresso del condominio dove abito era diventato un posto di blocco: sia ai pedoni che ai passeggeri (e guidatori) dei veicoli veniva controllata la temperatura tramite un termometro a distanza che, impugnato come una pistola, veniva puntato contro la fronte. Ho visto visitatori respinti all'ingresso perche' avevano temperature di trentasette gradi e un decimo. Da una settimana a questa parte i controlli sono cessati, e parlando con conoscenti e' emersa l'idea che la pandemia sia inarrestabile, inevitabile e ... da non evitare, se si e' in salute: meglio venir contagiati ora, da una forma lieve dell'influenza, in modo da preparare il proprio organismo per eventuali forme piu' pericolose della stessa influenza. Almeno questo e' quanto diceva l'autista dell'autobus, stamattina.
Passando ad un argomento molto differente, i media italiani (again!) sembrano sottovalutare l'attuale crisi economica. O forse in Italia la crisi non e' arrivata e non arrivera'. Qui, invece, si moltiplicano le storie di persone che hanno perso il posto per riduzioni di personale o chiusura aziendale definitiva. E lo stesso vale per i negozi. Meta' dei negozi di informatica e telefonia all'interno di Suntec City hanno chiuso i battenti negli ultimi sei mesi, e la crisi non e' limitata a quel settore: il quattordici luglio ha chiuso Harris, la mia libreria preferita (beh, l'unica, a Suntec City), in cui ho passato la mia pausa pranzo almeno una volta alla settimana da quando sono a Singapore. Un'ora alla settimana per quattordici mesi ... avrei potuto leggere Guerra e Pace gratis. Comunque, ora anche Harris ha chiuso. Vediamo quale settore sara' toccato, ora. I negozi di abbigliamento? I ristoranti?
Fa parecchio caldo, in Italia, in questo periodo, ma anche a Singapore non si scherza. Tutt'altro. Singapore e' a circa centoventi chilometri dall'Equatore, e quando non piove, il sole ti cuoce il cervello. Anche di piu' se per lavoro devi portare un elmetto protettivo. Per resistere, c'e' chi indossa un copricapo cinese conico sotto l'elmetto, e chi invece, come l'operaio in primo piano nella foto, ha deciso di crearsi una zona d'ombra bella ampia utilizzando un pezzo di cartone.
In attesa che la RSAF (Republic of Singapore Air Force) inizi ad usare gli F-15 che ha recentemente acquistato, gli F-16 Fighting Falcon (altro nickname: Viper) sono gli oggetti volanti visibili piu' di frequente a Singapore, velivoli civili a parte. Li si vede occasionalmente ogni giorno e poi il mercoledi' (secondo questa tabella di marcia) e il sabato verso le sette di sera. Eccone uno fotografato qualche mercoledi' fa sopra l'area del Kallang Basin.
Tra l'altro, per gli appassionati di aeronautica, ho appena aggiunto una nuova galleria fotografica con immagini di AH-64 Apache e CH-47 Chinook forografati in volo sopra Singapore, dal titolo Elicotteri a Singapore. Le immagini sono state tutte scattate durante le esercitazioni del mercoledi'.
Riguardo al mercoledi', giorno in cui si svolgono svolgevano le prove per l'esibizione della National Day Parade, ho notato che, da quando ne ho scritto il 17 giugno, i voli del mercoledi' sono stati sospesi completamente: niente sessione mattutina, niente sessione pomeridiana. Le tre ipotesi piu' probabili:
a) Parlare di qualcosa e' sufficiente a danneggiare quel 'qualcosa';
b) Qualcuno della RSAF legge questo blog;
c) Sono tre mercoledi' consecutivi che il cielo e' molto coperto e piove.
Se siete superstiziosi, crederete all'ipotesi a. Se siete realisti giudicherete sufficiente la spiegazione c. Se l'ipotesi b e' corretta, invito la RSAF a farmi salire a bordo di uno dei loro CH-47 Chinook, durante la prossima esercitazione settimanale.
E' piu' facile che Babbo Natale mi porti quella Nikon D700 che gli avevo chiesto...
Singapore e' un'isola circondata da decine di isolette, tutte con la propria piccola origine leggendaria. Come tutte le isole del mondo, del resto. Vediamo alcune di queste leggende sulle isole singaporiane.
Pulau Brani, isola a sud di Singapore, ha non una ma tre leggende malesi. Il suo nome significa "Isola del coraggioso", e secondo la prima leggenda tale nome venne dato all'isola in quanto luogo di sepoltura di antichi guerrieri pirati. La seconda leggenda riguarda la presenza di un flusso di acqua dolce che arriverebbe dalla spiagga o forse addirittura dal fondo marino, e che non si mescolerebbe all'acqua marina. La terza leggenda parla di un pozzo in cima all'isola la cui acqua avrebbe qualita' speciali.
Pulau Hantu, l'isola dei fantasmi. E' composta in realta' da due isole con un'area complessiva di 12,6 ettari: Pulau Hantu Besar (la grande isola dei fantasmi) e Pulau Hantu Kechil (la piccola isola dei fantasmi). Con la bassa marea e' possibile attraversare a piedi la laguna che separa le due isole. Due antichi guerrieri combatterono in mare, fino ad arrossare il mare col sangue dei loro marinai. I jinn, creature soprannaturali che vivevano in fondo al mare, non gradirono, e con un grande vortice aspirarono i due guerrieri in mare; i due, imperterriti, continuarono a darsele di santa ragione fino a quando i jinn spruzzarono acqua in faccia a uno dei due guerrieri, accecandolo temporaneamente (non chiedetemi che effetto fa uno spruzzo d'acqua in faccia quando ti stanno trascinando in fondo al mare: e' una leggenda) e consentendo all'altro guerriero di colpirlo a morte con un fendente della sua spada; il guerriero accecato, con un colpo alla cieca, colpi' e uccise il suo assassino. Gli dei decisero che interferire negli affari umani non e' cosa buona, e i due guerrieri furono trasformati nelle due isole di Pulau Hantu, in modo che i loro spiriti potessero vivere nelle li'. E si dice che gli spiriti dei due feroci guerrieri malesi vaghino infatti sulle due isole, manifestandosi di notte e quando infuria il maltempo.
Pulau Jong, isola di 6.000mq a sud di Singapore ... e a questo punto puo' essere utile confermare qualcosa che probabilmente avrete gia' capito: le isole di Singapore non "circondano" Singapore in modo omogeneo. Sono quasi tutte a sud, invece, in quanto a nord, ovest ed est c'e' la Malesia e non c'e' spazio per molte isole (la distan...
Airone fotografato al parco di Sungei Buloh, nella parte settentrionale di Singapore. Il parco offre dei "casotti" in legno nei quali sedersi, al riparo dal sole e semi-invisibili agli animali, in attesa che qualche soggetto fotografico si faccia vivo. La vostra semi-invisibilita' andra' rapidamente a quel paese, se nel casotto entera' una delle figure piu' classiche della fotografia naturalistica: l'esperto locale. In un posto come Singapore, l'esperto locale non e' necessariamente singaporiano, puo' essere uno straniero - spesso britannico - che ha trascorso qualche decina d'anni a Singapore e che ancora ci vive, o ci torna ogni tanto. L'esperto conosce tutti gli uccelli del continente (niente doppi sensi, please), conosce tutti i richiami, ha scattato foto eccezionali tra dieci e vent'anni fa, e ha sempre un rumoroso codazzo di appassionati (se suoi o dell'ornitologia non si sa) che pendono dalle sue labbra in attesa di una perla di saggezza; per qualche inspiegabile motivo, la comitiva dell'esperto locale produce rumore sufficiente per far allontanare precisamente gli animali che state per fotografare voi, che siete in vigile attesa nella stessa posizione da mezz'ora. Quando finalmente l'esperto locale e la sua comitiva se ne vanno altrove, non ci sono animali in un raggio di centinaia di metri.
Grazie, esperto locale, per la tua collaborazione!
Ieri era mercoledi', e come scritto in questo post, di mercoledi' avvengono regolarmente le esercitazioni della RSAF in preparazione per la festa nazionale del nove agosto (la NDP), ed e' quindi il giorno migliore per gli appassionati di aeronautica di passaggio a Singapore, o residenti nella citta'-stato asiatica, per scattare qualche foto agli F16, AH64 e CH47 dell'aviazione di Singapore.
Com'e' andata questo mercoledi'?
[Se non vi interessano aerei, elicotteri e fotografia, vi consiglio di chiudere questa pagina]
L'appuntamento del mattino con le esercitazioni della RSAF e' stato una sola, come si dice a Roma. Le esercitazioni non si sono svolte, e la mia macchina fotografica, inutilizzata vicino alla finestra del mio ufficio, sembrava volermi ricordare che formulare una regola generale ("Il mercoledi' si svolgono le esercitazioni della RSAF") dopo due sole osservazioni ("nelle precedenti due settimane le esercitazioni RSAF per la NDP sono iniziate, e si sono svolte di mercoledi'") e' prematuro e rischioso.
Ti senti un po' fesso, ora, eh? Oggi mi hai portata in giro insieme al Bigma nello zaino, rovinandoti probabilmente un paio di vertebre, e ora quei buzzurri volanti non passano neppure! La prossima volta lasciami a casa, magari con l'aria condizionata accesa, cosi' almeno l'umidita' non rovina i miei delicati circuiti 'made in Thailand'
Uscendo dall'ufficio tra le cinque e le sei ho continuato speranzoso a guardare verso l'alto senza fortuna: di certo non era il maltempo ad impedire i voli, il cielo era sereno e la giornata molto calda. Arrivo a casa, poso il pesante zaino con la Nikon parlante, e mi siedo davanti alla tv per i Simpson. Sembra esserci uno specchio in mezzo al salotto: da una parte Homer Simpson, dall'altra io, entrambi con canottiera, barba di qualche giorno, inebetiti davanti alla tv. Con la coda dell'occhio noto un movimento fuori dalla finestra: e' un Apache! Niente nativi americani, si tratta invece di un elicottero AH 64 Apache, seguito immediatamente da un altro. La sessione pomeridiana c'e' ed e' iniziata! Prendo lo zaino e mi precipito fuori, in riva al Kallang Basin, per vedere se da li' si scorge l'area di Marina Bay sopra cui avvengono molte manovre. Si vede poco: scatto un p...
Se siete appassionati di aeronautica e siete a Singapore, magari anche solo per qualche ora in attesa del vostro prossimo volo, oggi potreste vedere qualcosa d'interessante: il mercoledi' sembra essere il giorno scelto dalla Republic of Singapore Air Force (RSAF) per gli esercizi di preparazione ai festeggiamenti del National Day (9 agosto). Tali festeggiamenti comprendono un'esibizione dei Black Knights, la pattuglia acrobatica singaporiana su Lockheed Martin F16, piu' una serie di manovre da parte di un Boeing CH47 Chinook che trasporta, appesa, un'enorme bandiera singaporiana, scortato da due (o piu') AH64 Apache.
In cosa consistono queste esercitazioni?
Le esercitazioni si svolgono, come detto, di mercoledi'. Con l'avvicinarsi del nove agosto si svolgeranno probabilmente piu' volte alla settimana, come avvenne lo scorso anno. L'inizio e' tra le dieci e le undici di mattina, col una serie di passaggi da parte degli F16: due settimane fa c'era un solo velivolo, lo scorso mercoledi' erano tre, oggi potrebbe esserci l'intera presenza dei Black Knights, sei velivoli. I Black Knights eseguono ripetuti passaggi in direzione sud-nord sorvolando Marina Bay in direzione di Suntec City, arrivando in formazione stretta e separandosi poi in prossimita' di Marina Bay. Con l'avvicinarsi della National Day Parade, le manovre diventano piu' varie ed e' probabile una seconda sessione di esercitazioni, al pomeriggio, verso le cinque.
Dopo il passaggio mattutino degli F16 dei Black Knights e' il turno degli elicotteri: a differenza della pattuglia acrobatica, il Chinhook e i due Apache che lo seguono passano molto bassi sopra la citta'. Arrivando da sud, sorvolano il ponte della East Coast Parkway che collega l'area di Suntec City (che non e' una citta' ma un complesso di cinque alti palazzi disposti intorno alla fontana piu' grande del mondo) con la zona orientale dell'isola di Singapore; sembrano poi segui...
Il Cavenagh Bridge, a pochi metri dal centro finanziario di Singapore e dal Museo delle Civilizzazioni Asiatiche, e' l'unico ponte sospeso di Singapore, oltre ad essere tra i piu' vecchi ponti della citta'-stato asiatica. Costruito nel 1869 e inaugurato l'anno dopo, il Cavenagh Bridge passa sopra il Singapore River. E' a due passi da Boat Quay e a meno di dieci minuti da Clarke Quay, due tra le aree a piu' alta densita' di bar, pub, ristoranti e locali in genere, molto frequentate anche dagli stranieri.
Se passate vicino al ponte di sera noterete numerose coppie di sposi in posa per il loro servizio fotografico: dalla sponda opposta a quella da cui ho scattato questa foto e' possibile fotografare il ponte con i grattacieli della City sullo sfondo.
Conosco statunitensi che parlano il cinese mandarino. Ho un collega ad Atlanta, un cajun nato in Louisiana, che sta imparando l'italiano. E ci sono tanti militari statunitensi si trovano a passare mesi o anni all'estero, e che anziche' sognare di tornare a casa, imparano a conoscere e ad apprezzare le Nazioni che li ospitano. Ci sono, infine, tanti statunitensi che sviluppano e poi coltivano una passione per una particolare nazione (un film che ne parla e' il bel All American Boys di Peter Yates).
E poi ci sono gli altri.
Quelli che, quando gli dici che il territorio italiano e' per la maggior parte montuoso e collinare, ti guardano come guarderebbero Pinocchio. Per loro l'Italia e' fatta di villaggi sul mare.
Quelli che, quando vanno in vacanza in Europa, dedicano solo un giorno a Firenze, uno a Venezia e uno a Roma, subito dopo i tre giorni che passano a Parigi e i cinque che trascorrono tra un'isola greca e l'altra. Ma li capisco: raggiungere l'Europa costa, e la tabella di marcia risulta per forza intensa.
Quelli che, di fronte alla sfinge di Giza, commentano "E' una copia di quella di Las Vegas?".
Succede, e lo capisco. Non tutti conoscono la storia, o la geografia.
Quello che capisco meno e' come facciano, molti statunitensi, a non sapere che Singapore non e' in Cina. Singapore dista duemilacinquecento chilometri dalla Cina, non e' mai stata parte della Cina, non e' mai stata legata politicamente alla Cina. Eppure, per l'Internal Revenue Service statunitense (IRS), Singapore e' in Cina, tant'e' che il minuscolo rimborso delle tasse che ho versato all'IRS nel 2008 e' stato mandato al mio indirizzo a "Singapore, Cina". Se quella busta riuscira' a raggiungere Singapore, sara' un miracolo.
Chi sara' mai, il leader politico piu' pagato del mondo? Il presidente degli Stati Uniti, Nazione in cui i soldi sembrano essere la misura di tutto? O il primo ministro giapponese, tedesco, britannico o francese? Forse il Presidente del Consiglio italiano, visto che i politici italiani sembrano aumentarsi lo stipendio a giorni alterni? Nessuno di questi.
Il Primo Ministro di Singapore, Lee Hsien Loong, e' il Capo di Stato con lo stipendio piu' alto del mondo. Il suo salario annuo e' di 3.870.000 dollari singaporiani, equivalenti a un milione e novecentomila euro. Per dire, il presidente degli USA, Barack Obama, guadagna "solo" 400.000 dollari all'anno. Silvio Berlusconi ... guadagnera' probabilmente mille euro al mese, visto che e' un presidente operaio
Il "ministro mentore" Lee Kuan Yew, ex Primo Ministro di Singapore, ha spiegato al Parlamento singaporiano che uno stipendio cosi' alto e' necessario in quanto Singapore, una piccola nazione, deve tenersi stretti i politici di talento. Soprattutto se sono figli del ministro mentore, come in questo caso.
Come ho scritto pochi giorni fa, sono tornato da poco da un viaggio a Taiwan, e mi e' capitato spesso, durante il viaggio, di pensare a cio' che accomuna questi due Paesi e a cio' che li differenzia.
- Singapore e Taiwan sono due delle "Quattro Tigri Asiatiche", con Hong Kong e la Corea del Sud.
- Sia a Taiwan che a Singapore si parla il cinese mandarino (a Singapore come seconda lingua, dopo l'inglese).
- Il clima: a Taiwan fa caldo e c'e' tanta umidita', ma Singapore e' molto peggio a causa di un'umidita' ancora superiore;
- Panorami urbani: a Singapore spiccano i tanti condizionatori d'aria; a Taiwan sono invece i serbatoi d'acqua sul tetto delle case, ad attirare l'attenzione (la mia, perlomeno);
- A Taiwan la popolazione e' di etnia cinese o aborigena; a Singapore, il "cittadino medio" singaporiano puo' essere di etnia cinese, malese, indiana, indonesiana, europea...
- Singapore e' una Nazione che vuole eccellere, e cosi' i suoi cittadini. Taiwan e i suoi cittadini vogliono vivere bene; somiglia all'Italia, Taiwan.
- A Singapore, le connessioni wireless gratuite sono disponibili in molti posti, primi tra tutti i soliti McDonald's e Starbucks. A Taiwan non ci sono molte connessioni gratuite, e anche le due aziende citate fanno pagare la connessione.
- Sia a Taiwan che a Singapore si ama mangiare bene. A Taiwan la cucina cinese e' migliore, a Singapore la varieta' di ristoranti (indonesiani, malesi, tailandesi, filippini) e' maggiore.
- A Singapore si parla l'inglese britannico, e molto bene. A Taiwan si usa l'inglese statunitense.
- A Taiwan la mentalita' imprenditoriale sembra piu' diffusa che a Singapore, dove si preferisce fare carriera in un'azienda esistente piuttosto che crearne una.
- Singapore e' piena di triatleti, jogger, canottieri (nel senso di gente che voga in canoa, cayak e dragon boat); a Taiwan, se si corre e' per andare al ristorante.
- Singapore e' un nodo-chiave del traffico aereo asiatico, e gode della presenza di molti turisti di passaggio. Taiwan e' alla periferia della rete aerea asiaticae, e se uno capita a Taipei o Kaohsiung, e' perche' quella e' la destinazione del suo viaggio.
- Osservanza delle leggi: a Singapore, persino l'altezza dei grattacieli e' limitata per legge. A Taiwan le leggi contano, ma c'e' attenz...
Una Mabuya Multifasciata (Many-lined Sun Skink, scinco in italiano), fotografato nel Lower Peirce Reservoir Park. Il rettile era sul percorso pedonale, una passerella in legno che attraversa parte del parco. Lo scinco si e' lasciato fotografare a lungo e non si e' allontanato neppure quando mi sono sdraiato davanti a lui per fotografarlo. Pareva una modella in posa: qualche foto, un cambio di posizione, altre foto, altre posizione.
Un martin pescatore dal becco di cicogna (Pelargopsis capensis) fotografato al parco cittadino di Pasis Ris, a Singapore, al limite della foresta di mangrovie.
Il martin pescatore dal becco di cicogna e' una specie molto comune in Asia e non e' a rischio d'estinzione. Comune o meno, e' uno dei volatili piu' colorati visibili qui a Singapore, e come tale meriterebbe un album fotografico personale.
Per l'ennesima volta da quando sono a Singapore, sono stato alla ricerca di nuova attrezzatura fotografica, nei giorni scorsi; sara' perche' in un'area esotica lontano dall'Italia, e ogni giorno ho la speranza ed il desiderio di fotografare qualcosa di nuovo, di inusuale, di bizzarro. A Singapore, dove regna l'ordine, la pulizia e forse anche il conformismo, e' la natura ad offrire soggetti interessanti da fotografare: varani d'acqua, saltafossi, granchi coloratissimi con chele sproporzionate; e questo prima ancora di entrare in campo ornitologico, che apre una marea di opportunita' fotografiche. Ecco quindi il desiderio di sostituire il mio teleobiettivo Tamron 500mm con un tele-zoom.
Hai gia' un 500mm e ne vuoi comprare un altro? E chi sei, il fratello scemo di Moratti?
No, non sono milionario e no, non colleziono obiettivi da 500mm. Il Tamron 500mm e' un obiettivo catadiottrico, che usa degli specchi per "comprimere" l'obiettivo pur mantenendo una elevata lunghezza focale, e' quindi piu' corto (una decina di centimetro) e piu' leggero (pesa poco piu' di mezzo chilo) di altri obiettivi con la stessa lunghezza focale. E' anche relativamente economico: io lo comprai a meta' degli anni Novanta per circa 400.000 lire. Ma non e' un obiettivo perfetto: la struttura dell'obiettivo non consente la presenza del diaframma, per cui si lavora sempre a f/8; nessuna possibilita' di chiudere il diaframma (non c'e', come detto) per aumentare la ridottissima profondita' di campo; non dispone dell'autofocus; esposizione manuale (con la mia Nikon D40); pur essendo leggero, rende necessario trasportare altri obiettivi con se', e cambiare ottica durante un safari fotografico (foss'anche in un parco dietro casa) porta ad occasioni perse e al rischio di contaminare l'interno del corpo-macchina con polvere e corpi estranei. Infine, i fanatici contatori di pixel vi diranno che il "bokeh" (il modo in cui vengono resi gli oggetti fuori fuoco) di quest'obiettivo e' sgradevole: a me non da fastidio, ad altri evidentemente si'.
L'ennesima uscita fotografica, con una quantita' di foto scartate per messa a fuoco meno che perfetta, per difficolta' di scelta (55-200mm o 500mm? Come diceva il fotografo Edward Weston, se hai piu' di un obiettivo, hai la garanzia d'avere sempre l'obiettivo sbagliato montato sulla macchina), per poca luce, mi ha convinto ad allungare il mio braccino corto per raggiungere il portafoglio; e visto che a fine me...
Il Sungei Buloh Wetland Reserve si trova a Singapore, a nord-ovest nell'isola, ed e' uno delle aree migliori per birdwatching e fotografia naturalistica a Singapore. Non facilissimo da raggiungere, si scende con la MRT (Mass Rapid Transport, la metropolitana) a Kranji, poi si prende il bus 925, oppure ci si arriva con uno dei 25.000 taxi di Singapore. L'ingresso al parco e' libero durante la settimana, costa invece un dollaro (mezzo euro) la domenica. Il parco e' ben organizzato, con decine di punti d'osservazione (cabine al livello del terreno o sopraelevate, piu' alcuni pannelli piazzati strategicamente per evitare di spaventare gli animali). Molti uccelli migratori si fermano al parco, che ospita anche, tra gli altri, lontre e varani.
Nella foto, tre lontre fotografate a Sungei Buloh.
Singapore e' un'isola di cinquanta chilometri per venticinque. Sono qui da un anno e ancora non l'ho vista tutta, quindi domenica ho voluto rimediare andando in direzione del ponte occidentale con la Malesia, il Tuas Second Link tra la piccola citta'-stato-isola asiatica e la terraferma. Il punto piu' meridionale di Singapore l'ho gia' visto a Sentosa, per quello piu' orientale ho visitato il Changi Airport (pronuncia "cian-gni"), a nord andro' prima o poi nella zona dell'Ammiragliato. Ad ovest, come detto, c'e' il "second link" con la Malesia (il "first link" e' la massicciata che porta da Singapore a Johor Bahru, a nord).
Parto alle otto e mezza da casa, su Tanjong Rhu, non fa ancora troppo caldo. Saranno venticinque gradi, forse poco piu'. Scatto qualche foto sul ponte della East Coast Parkway vicino casa, poi mi metto a pedalare sul serio: attraverso l'area dell'Esplanade coi due "durian" del teatro Esplanade, passo sul ponte che porta alla City, prendo Shenton Way e poi Keppel Road. Pedalo sotto un viadotto, e mi godo un po' d'ombra finche posso; di fianco a me, il Keppel Terminal del gigantesco porto di Singapore, il piu' grande dell'Asia. Seguendo la strada principale mi trovo poi in West Coast Highway e passo davanti a VivoCity (centro commerciale) da cui si va all'isola di Sentosa. Una tentazione a cui resistero', questa volta.
Proseguendo verso ovest diminuiscono i condomini, aumentano gli edifici commerciali e, piu' ancora, le aziende della logistica. Dovrei sentirmi a casa, dopo otto anni di lavoro in questo settore... la strada e' una serie di lunghi rettilinei. Sono le dieci di mattina. Il caldo inizia a farsi sentire.
Piu' tempo c'e' per preparare un viaggio o un'escursione, piu' cose riesco a dimenticare a casa: questa volta sapevo dal giorno prima dove sarei andato, eppure ora mi ritrovo senza occhiali da sole e ho anche dimenticato di mettere crema protettiva contro i raggi solari. Ah, e la borraccia piena e' rimasta in frigo a casa, come d'obbligo.
Quando incrocio Clementi Road mi sento vicino a destinazione. In realta' sono appena a meta' strada. Vicino al bacino di Jalan Buroh imbocco Penjuru Roade poi Jalan Buroh (Road), per evitare di ritrovarmi sulla Ayer Raya Expressway. A sinistra c'e' un deposito della Exxon con guardie in tenuta tropicale che imbracciano grossi mitragliatori. Vorrei fotografarli, ma il cartello "No photography"...
Singapore e' poco conosciuta in Italia, e domande come "In quale parte della Cina si trova?" sono comuni, quando si menziona la piccola citta'-stato asiatica. Una cosa, pero', sembra nota quasi a tutti: non si puo' masticare chewing gum, a Singapore. Non e' l'unica legge bizzarra, qui (tutt'altro), ma il divieto d'usare gomma da masticare sembra colpire l'immaginazione dei conoscenti italiani piu' di altre leggi.
E' con dispiacere, quindi, che mi trovo a dover scrivere del dilagare della criminalita' a Singapore. Dilagare relativo, certo.
Due settimane fa, camminando di fronte al Singapore Art Museum ho sentito sotto le mie scarpe una resistenza inconfondibile, il marciapiede che tratteneva le mie calzature e non voleva lasciarmi andare via. Qualcuno aveva - scandalo, tragedia - consumato una gomma da masticare e l'aveva buttata per terra. E sabato, durante una camminata alla Lower Peirce Reservoir, l'evento ha rischiato di ripetersi: ho mancato la terribile minaccia - un chewing-gum spiaccicato per terra - di pochi centimetri. La foto ritrae appunto il pericoloso pezzo di gomma da masticare.
Dove andremo a finire, se anche a Singapore si rischia di pestare dei chewing gum? Verra' instaurata la legge marziale per combattere il dilagare del poliisobutilene?
Scultura di Fernando Botero sulla sponda occidentale del Singapore River. Sullo sfondo, da sinistra: Funan Centre (informatica, attrezzatura fotografica), Plaza Singapura (attrezzatura fotografica), il disco non volante della sede della Corte Suprema di Singapore, la cupola della vecchia sede della Corte Suprema, Raffles Palace, il Museo delle civilizzazioni asiatiche, e sull'estrema destra lo Swisshotel.
A Singapore si cammina molto: un po' perche' il governo scoraggia in vari modi il possesso di auto private, un po' per la buona qualita' dei trasporti pubblici, e forse anche perche' avere un'auto in un'isola larga cinquanta chilometri per trenta e' meno utile che in Arizona o in Sardegna. Sono in tanti, qui, a camminare ed usare i mezzi pubblici, per cui ci si ritrova spesso a camminare immersi nella folla. Se poi consideriamo il clima di Singapore - insopportabile caldo umido alternato a scroscianti piogge monsoniche - diventa evidente che gli sciami di pedoni tendono a sfruttare un numero limitato di passaggi: a Singapore si cerca sempre di camminare, in ordine di priorita' decrescente:
1) Al coperto.
2) Dove c'e' aria condizionata.
3) Seguendo il piu' breve percorso possibile.
Per esempio, dalla Torre 4 di Suntec City e' possibile camminare fino a Funan Centre (un centro commerciale) camminando quasi sempre al coperto e con aria condizionata: si scende nell'area panoramica che passa intorno alla Wealth Fountain, si risale per attraversare il Suntec Convention Centre, si emerge esce poi all'aperto - sotto un alto porticato - e si cammina per dieci metri prima di reimmergersi in un passaggio sotterraneo tramite una scala mobile; la galleria di negozi sotterranea in cui si cammina ospita negozi di tutti i tipi: dall'onnipresente 7-11 alle librierie, dai negozi di abbigliamento per teenager alla mia panetteria/pasticceria preferita. La galleria raggiunge la stazione della MRT (metropolitana) di City Hall. Camminando per un altro paio di minuti, si riemerge in North Bridge Road, vicino all'incrocio con Stamford Road, con la cattedrale anglicana si St. Andrew alle vostre spalle; attraversando la strada, e' possibile percorrere quest'ultimo tratto sotto i portici che circondano Peninsula Plaza. Attendete il verde dell'unico semaforo al termine dei portici, e riuscirete ad arrivare a Funan Centre senza infradiciarvi di sudore. Se invece da Suntec City prendete il percorso piu' breve, all'aperto, sarete ridotti ad un secchio di sudore ambulante in un paio di minuti.
Se queste preoccupazioni per il caldo vi paiono eccessive, ricordatevi una cosa: Singapore dista poco piu' di cento chilometri dall'equatore. Camminare all'aperto seguendo il percorso piu' breve puo' sembrare una buona idea se avete poche ore o pochi giorni a disposizione, ma ... perlomeno camminate all'ombra degli alberi, e portatevi dietro dell'acqua per evitare la disidratazi...
Il 23 aprile 2008 sbarcai a Singapore dopo un viaggio aereo durato 37 ore, soste a Chicago e Londra comprese. Quali esperienze ho avuto, in questo primo anno nell'isola-stato asiatica?
Ho pedalato come non facevo da anni, grazie alla mancanza dell'auto;
Ho camminato tanto, al punto da "asciugarmi" fisicamente;
Mi sono abituato a vedere con un'occhiata tante navi quante ne avevo viste nei miei primi quarant'anni;
Ho visto e fotografato animali che non credevo esistessero, tra cui il saltafango (mudskipper);
Ho dimenticato cosa siano le stagioni. A Singapore, tra le due del pomeriggio di Ferragosto e la mezzanotte di Capodanno ci saranno tre gradi di differenza;
NON ho approfittato della posizione di Singapore per visitare le nazioni vicine. Ho trascorso tre giorni a Taiwan, tre a Tioman (Malesia) e due a Batam (Indonesia);
Vivere a Singapore e non avere un'auto porta a camminare molto, e questo mi ha consentito di notare nessi con due concetti legati allo sport.
Per iniziare, a Singapore ci sono tanti che camminano. Che si abbia un'auto o meno, che si abbia un'azienda o che si facciano le pulizie, si finisce sempre col camminare parecchio, quasi sempre al coperto e circondati dall'aria condizionata.
Camminare nella folla porta, come dicevo, a mettere in pratica almeno due principi sportivi, se non di piu'. Il primo e' quello del cercare la luce ("to look for the daylight"), che viene dal football americano. Uno dei ruoli offensivi del football e' quello del running back; si tratta del giocatore che, ricevuta la palla dal quarterback (il "gestore" delle azioni offensive), deve cercare un varco nella selva di corpi di compagni ed avversari che ha davanti. Non appena intravede uno spiraglio di luce ("daylight") davanti a se', deve buttarcisi, per poter raggiungere la sua destinazione, la linea del touchdown.
Torniamo al camminare a Singapore: la folla di pedoni e' sempre densa, e ci sono di continuo persone che si fermano di colpo, altre che scartano a destra o a sinistra, altre che cambiano completamente direzione, che sbucano da un negozio o che vi ci infilano, corridoi laterali portano ulteriori flussi di persone, ascensori si aprono e rovesciano decine di passeggeri sul vostro percorso. Se uno non sta passeggiando per osservare le vetrine, ma sta cercando invece di andare in fretta da un posto all'altro, finisce spesso per trovarsi rallentato, quasi intrappolato da individui e gruppi di persone che camminano piu' lentamente. Come loro hanno diritto ad andare lenti, cosi' io ho diritto a camminare velocemente. Ecco quindi l'analogia col looking for the daylight del football americano: la massa compatta di umanita' che avete davanti e' talmente densa che ogni spiraglio di luce va colto al volo: se siete in una galleria di negozi larga cinque metri, tenetevi vicino al centro, in modo da essere pronti a imbucarvi nel primo varco che si apre a destra o a sinistra, poi nel successivo, in quello seguente, fino al momento in cui, forse, sarete arrivati alla vostra destinazione o quantomeno ad un'area con meno gente in cui potrete camminare col vostro passo in modo piu' lineare.
Lineare? Ecco il secondo concetto sportivo collegabile al camminare, un concetto piu' vicino all'Italia di quanto non lo sia quello del "cercare la luce". V...
Femmine in calore e maschi dominanti hanno i sederi piu' grossi e piu' rossi.
Mostrare il sedere equivale a dire "Tu sei il capo" o "Trombiamo, dai".
Poveri babbuini. Immaginatevi quante volte capitera' a giovani babbuini allupati di avvicinarsi da dietro ad un bel didietro rosso e grosso, tipico delle femmine in calore, per poi scoprire che ... si tratta del maschio dominante del branco.
Bello scherzo di madre natura: non poteva dare un didietro giallo ai maschi dominanti dei babbuini e rosso alle femmine in calore? Questa similitudine deretanica spiega forse la quantita' di inseguimenti tra babbuini visti oggi allo zoo di Singapore.
Per fortuna, noi non corriamo rischi simili: nel genere umano, il "boss" non ha caratteristiche simili ad una femmina in calore. Si riconosce invece per la capacita' di non prendere decisioni, di scaricare su di voi le conseguenze dei suoi sbagli, di negarvi l'aumento e le ferie quando lui le ottiene, per gli sguardi biechi che fa quando uscite alle cinque e mezza, e per il fatto che, non sapendo gestire le SUE priorita', arriva da voi con richieste "urgentissime" che sono state sulla sua scrivania per un mese.
Ovunque si vada, le case hanno belle facciate, o quantomeno facciate che tentano di essere belle. Dietro, a Singapore, e' un caos di condizionatori. E dopo quasi un anno su quest'isola, credo che i condizionatori siano un'invenzione indispensabile.
Foto scattata vicino a South Bridge Road, a poche decine di metri da Elgin Bridge, con una Nikon D300 noleggiata pochi minuti prima.
Nei giorni scorsi abbiamo parlato del ciclo vitale del fotoamatore e condiviso l'esperienza della selezione di una macchina fotografica. Oggi, come promesso, parleremo di una delle possibilita' a disposizione di chi desideri provare una macchina fotografica prima di acquistarla. Parleremo del noleggio di attrezzatura fotografica.
Non e' una novita' che si possano noleggiare macchine fotografiche, obiettivi, flash e altri accessori. I fotografi professionisti - e probabilmente molti fotoamatori - lo fanno da tempo. Non pretendo d'aver scoperto l'acqua calda: semplicemente, non avevo ancora noleggiato personalmente una macchina fotografica.
Poche settimane dopo il mio arrivo a Singapore, undici mesi fa, uscii per una escursione fotografica e mi trovai a condividere percorso e fermate - quindi a fotografare gli stessi soggetti - con un ragazzo malese; sulla sua macchina aveva lo zoom grandangolo che stavo pensando di acquistare, il Sigma 10-20mm. "L'ho affittato per provarlo", disse, quando gli chiesi quanto l'avesse pagato, e mi offri' l'obiettivo per provarlo sulla mia macchina. Lo comprai poche settimane dopo, al termine di lunghe ricerche a Sim Lim Square, Orchard Road e Funan Centre (se ne parla qui e qui).
Ora, avendo provato le Nikon D90 e D300 alla sede Nikon di Singapore, in Anson Road (non sono necessarie prenotazioni: andate e provate la macchina che desiderate), ho pensato di noleggiarle per provarle in modo piu' approfondito. Dieci minuti con una macchina fotografica sono utili per una prima impressione, ma un weekend insieme e' un'altra cosa (sto parlando di macchine fotografiche o di ragazze?). Dopo la visita alla Nikon Singapore sono passato da Peninsula Plaza e Funan Centre, per vedere i prezzi della macchine in questione in alcuni negozi. Eccoli:
Cathay Photo, al pianterreno di Peninsula Plaza:
- D300, solo corpo: 2100 dollari di Singapore (1040 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1720 SGD (850 euro);
Alan Photo, Funan Centre:
- D300, solo corpo: 2030 SGD (1005 euro);
- D90 con obiettivo 18-105mm: 1690 SGD (835 euro);
- D90, solo corpo: 1390 SGD (690 euro);
Abbiamo parlato di recente del tragico destino del fotoamatore, condannato da una pulsione incontrollabile a cambiare macchina fotografica come un serpente cambia pelle: ogni anno o, se possibile, piu' spesso.
Durante la preparazione dell'articolo "Fotoamatori e acquisti", mi e' sembrato opportuno sperimentare personalmente cio' di cui stavo scrivendo. Sto quindi simulando la fase 6 ("ricerca di una nuova macchina fotografica"). Si tratta della ricerca di un corpo macchina piu' avanzato per sostituire la mia Nikon D40. Alla faccia del nome di questo sito, sto quindi studiando il passaggio da una delle reflex digitali piu' leggere ed economiche sul mercato, quindi ideale per un viaggio, ad una parecchio piu' pesante e costosa. Per dire: la D40 e' cosi' piccola e leggera che, pedalando a Singapore, la porto a tracolla senza borsa, appoggiata sulla schiena o penzolante davanti al petto.
Chiedo scusa ai possessori di sistemi Canon, Olympus, Pentax, Fuji, Sigma, Sony, ma il percorso che segue e' relativo ad un amatore con alcuni corpi macchina Nikon ed obiettivi vecchi e nuovi Nikon, per cui altre marche verranno menzionate poco.
La mia scelta e' per il momento ridotta a tre modelli Nikon da 12 megapixel:
Nikon D700: digitale full-frame, produce immagini di qualita' simile (uguale, secondo alcuni) alla professionale D3, ma a prezzo molto piu' basso;
Nikon D300: piu' piccola della D700 e con formato DX anziche' full frame, ha corpo in magnesio e alluminio, come la D700;
Nikon D90: corpo in plastica, quindi piu' leggera e piccola di D300 e D700, ma capace di produrre immagini di qualita' simile a quelle della D300
La scelta, in realta', si e' immediatamente ridotta a due modelli, D300 e D90. La D700, pur essendo piu' piccola della D3 con cui condivide il sensore, e' enorme. Niente a che vedere con le reflex non digitali Nikon (a parte la serie F, enorme anch'essa dopo la F3). Il prezzo, poi, e' il colpo di grazia: sara' anche piu' basso di quello della D3, ma son pur sempre 3.000 dollari USA. Dal punto di vista tecnologico, acquistare una macchina con sensore full frame ha per me piu' senso rispetto ad una con sensore DX. Con una D300/D90/D200/D80/D60/D40x/D40, la tentazione di acquistare obiettivi DX (piu' leggeri ed economici di quelli full frame, ma incompatibili con i corpi m...
Capita raramente di fornire informazioni utili alla sicurezza di chi ci legge, ed oggi e' uno di quei giorni: se ieri avete seguito il GP di Formula 1 di Sepang, in Malesia, avrete visto che pioveva a dirotto. Nel frattempo a Singapore, qualche centinaio di chilometri piu' a sud, la pioggia aveva iniziato a cadere gia' in mattinata, e aveva inondato le strade. In realta', dire che la piogga "inizia a cadere", parlando di Singapore, e' quasi sempre poco corretto: a Singapore, la pioggia sembra ogni volta voler emulare il diluvio universale. C'e' di buono che, se la pioggia torinese ti raffredda e quella londinese ti sporca, quella singaporiana ti rinfresca appena: e' sempre tiepida, se non addirittura calda, ed e' un problema solo se sei in giro senza ombrello o, peggio ancora, in bici. Ieri ero ovviamente in giro in bici quando si sono aperte le cateratte del cielo, e dopo tre quarti d'ora di attesa sotto un cornicione su Lor Geylang 37 (o 35, ancora non mi e' chiara la numerazione di questa zona), bagnato fradicio dopo i primi cinque minuti di pioggia, ho deciso di muovermi comunque. Anche perche' il numero di scarafaggi giganti che si stava riparando con me iniziava a diventare eccessivo.
Smette di piovere. Macchina fotografica in una borsa sigillata sul portapacchi, parto e in una dozzina di minuti arrivo allo Stadio Nazionale; pedalo intorno allo stadio, per evitare auto e pozzanghere, e improvvisamente mi ritrovo a terra: ho sterzato appena la ruota davanti, e quella ha perso aderenza. Mi ritrovo con le ginocchia per terra. Risalgo, in bici, conto i lividi (pochi, per fortuna) e parto. attento a dove metto le ruote. Non basta, perche' sterzo di nuovo di pochi gradi e mi ritrovo di nuovo per terra, questa volta catapultato in avanti (sempre per una perdita d'aderenza della ruota davanti). Niente di rotto, per fortuna, ma finalmente mi decido a scendere e spingere la bici: la pavimentazione intorno allo stadio sembra progettata per far scivolare.
Lo stadio, nell'area Kallang, e' in fase di demolizione in teoria, ma ci sono ancora eventi sportivi e non, a giudicare dai pullman in coda domenica.
Raccomando a chi si trova a pedalare nella zona dello Stadio Nazionale di Singapore di evitare di pedalare nelle aree pedonali intorno allo stadio stesso, soprattutto quando piove. Altrimenti passerete immediatamente dal ciclismo ai tuf...
Il fotoamatore e' una bestia strana: ama scattare foto ed ama cambiare attrezzatura di frequente, non appena c'e' una nuova fotocamera che promette foto con un megapixel in piu' o sensibilita' un po' piu' alte. Quelli che resistono alla tentazione di cambiare corpo macchina ogni anno si ritrovano a volte con un tarlo che li rode, il dubbio che una macchina piu' recente avrebbe potuto salvare una foto risultata poi mediocre, o rendere bellissima una foto gia' bella. "Ah, se avessi avuto la Canikon D1d10, quella foto l'avrei scattata a ISO 25.000, e non avrei avuto quel lieve mosso, fotografando in notturna la scapoli-ammogliati aziendale!"; oppure "Se avessi avuto un grandangolo piu' corto di quello che mi sono portato ad Angkor Wat, avrei potuto fotografare molto meglio quei templi!". Dubbi che tengono svegli di notte.
L'immutabile ciclo vitale del fotoamatore si puo' riassumere nelle seguenti fasi:
scoperta della macchina fotografica che lo rendera' abile e famoso quanto Ansel Adams (o perlomeno quanto Corona);
acquisto della suddetta nonostante i commenti contrari dei familiari ("costa troppo!") e degli amici fotoamatori ("Ah, non aquisti il modello di punta della Canikon? Ti accontenti di QUELLA?");
esaltazione per la quotidiana scoperta di nuove strabilianti caratteristiche nel corpo macchina acquistato;
abitudine: dopo i primi ventimila scatti e la rilettura settimanale della lunga documentazione della macchina, il fotoamatore sarebbe capace di usarla ad occhi chiusi, e a volte lo fa;
noia: la scintilla si e' spenta, e prendere in mano la macchina fotografica non gli da' piu' l'emozione dei primi tempi; il desiderio di novita' si palesa;
ricerca di una nuova macchina fotografica: il fotoamatore inizia a passare piu' tempo in Rete che a scattare foto, e cerca "qualcosa" (una reflex da 24 megapixel? Una digitale a telemetro? Un corpo macchina per pellicola medio formato tradizionale?) che riaccenda in lui il sacro fuoco fotografico. Contemporaneamente, la sua macchina fotografica viene sottoposta a prove umilianti (confrontarne la risoluzione con quella di una scansione da immagine largo formato per poi dire "Cavolo, non mi ero reso conto d'aver comprato una macchina cosi' mediocre") ed estenuanti (resistera' alla pioggia? E a una caduta in mare? Se la avvicino ad un magnete tipo sfasciacarrozze si rovinera'? Proviamo...) per rendere evid...
Come dicevo in questo articolo sul mangiare hot pot a Singapore, non ero il solo a scattare foto al cibo che avevo nel piatto, nel ristorante in cui ho cenato venerdi' sera, uno dei tanti ristoranti hot pot su Beach Road (che non e' lungo il mare).
Non so in quanti ristoranti, in Italia, possa capitare di incontrare un cliente con reflex e grandangolo gigante che fotografa il cibo che ha nel piatto. Beh, in questo ristorante non c'ero solo io: a due tavoli di distanza avevamo una comitiva di ragazzini, tra cui una minuta teenager (apparente: avra' avuto venticinque anni) con una Nikon D700, e piu' lontano ho notato due ragazzi con una Canon e una Pentax. Tutte reflex digitali, tutte puntate verso il cibo. Perche' ne parlo? Per iniziare, perche' ho letto di ristoratori italiani che hanno educatamente chiesto ai clienti dei loro ristoranti di non fotografare i piatti che venivano loro serviti. Avranno le loro ragioni, quei ristoratori e quei cuochi, ma io preferisco poter fare quel che voglio, col cibo che ho ordinato e che ho pagato, come in questo ristorante hot pot.
L'altra ragione e' legata alla fotografia. Mesi fa, sul blog di Scott Kelby, lessi che l'autore era impressionato dalla quantita' di reflex che aveva notato in mano a giovani donne, a Venezia, durante una sua breve vacanza in Italia. Quell'articolo mi porto' a dedicare piu' attenzione a quelli (e quelle) che, come me, se ne vanno in giro col sole e con la pioggia (e non ci sono altre condizioni meteorologiche, qui a Singpore) con una macchina fotografica in mano e un paio di obiettivi nello zaino. Beh, ce ne sono tanti. Tantissimi. A qualsiasi ora del giorno, e probabilmente della notte, c'e' sempre un gruppo di fotografi, spesso giovani, quasi sempre con macchine Nikon e Canon semiprofessionali, che fotografa un soggetto: che sia una modella (o un'amica) in posa, o un grattacielo, o un lucertolone lungo un metro e mezzo, ci sono sempre fotoamatori in azione. E come dicevo, non e' che spendano poco per l'attrezzatura: a giudicare da quel che vedo per strada e nei negozi fotografici, sembra che la Nikon D300 sia la macchina fotografica digitale piu' diffusa a Singapore.
E non c'e' solo l'attrezzatura, ma anche la passione: ogni volta che parlo di fotografia c...
In Cina, a Singapore e negli altri Paesi con un alto numero di cittadini d'etnia cinese e' popolare la cucina hot pot o steamboat. Praticamente una fonduta con carne. Al centro della tavola un pentolone, tenuto in ebollizione da una fiamma a gas. Nel calderone c'e' un brodo che puo' essere al peperoncino, quindi molto piccante, o vegetale o al pollo, quindi piu' sopportabile. Si puo' anche avere un pentolone con un divisore verticale, in modo da avere meta' brodo piccante, meta' normale. Nel brodo vengono immersi e cotti a bagnomaria carne, gamberi, frutti di mare, pesce, involtini, funghi, tofu, uova, vegetali a foglia larga... un po' di tutto. Non formaggio ne' olio, pero', e questo rende la fonduta cinese piu' leggera di altre, per esempio di quelle alpine con elevate dosi di formaggio. Della bagna cauda piemontese parleremo un'altra volta...
Lungo Beach Road, a Singapore, ci sono tre ristoranti, quasi di fronte alle Shaw Towers, che sono specializzati nell'hot pot. Uno vicino all'altro, con i tavoli che quasi si mischiano, c'e' sempre coda, di sera. Decine e decine di clienti, pochi occidentali, pochi malay, si mangia tanto e a prezzi ragionevoli: cena a buffet (eat-as-much-as-you-can) per due, con tre birre Tiger da 66cl, per un totale di 35 dollari singaporiani, circa 18 euro. Il calore proveniente dal pentolone, quello del cibo ingoiato, quello del clima, il tutto contribuisce a sudare come in una sauna. Ci credo, che sono magri a Singapore!
E non ero l'unico a fotografare quel che avevo nel piatto... come leggerete nel prossimo articolo del blog.
Siete in un supermercato, in Italia o all'estero, e cercate uno stereo compatto, che non costi troppo ma che non sia troppo scarso. Finalmente trovate un modello che sembra fare al caso vostro, ne controllate le caratteristiche tecniche. Ed ecco la sorpresa: lo stereo che state per acquistare contiene una spigola, anche nota come branzino!
Non si tratta evidentemente di un hifi ittico ma di una traduzione disastrosa. "Spigola" e' la parola che il traduttore (umano o software che fosse) ha scelto per tradurre "bass", che in inglese significa sia "basso/bassi" che "spigola". Par di capire che il contesto della parola non e' stato preso in considerazione, a meno che non si tratti invece di una nuova tecnologia. Magari il prossimo prodotto dell'azienda sara' un televisore all'astice.
Foto scattata al Carrefour di Suntec City, Singapore.
Marina Bay, la baia di Singapore piu' vicina al centro citta', e' un cantiere a cielo apero. E' in costruzione un grande casino', un ponte stradale, e un ponte pedonale che promette di essere bellissimo. Lungo 280 metri, la sua struttura consiste in un piano pedonale attorno al quale corrono strutture tubolari che riproducono la doppia elica del DNA, utile a ricordare (a investitori e ricercatori, soprattutto) che Singapore vuole espandere le sue attivita' nel campo della medicina genetica.
Sul ponte ci saranno anche protezioni parasole, per riparare i pedoni dal sole equatoriale di Singapore. Il completamento del ponte, nella foto, e' previsto entro il 2009. Sara' cosi' carino che probabilmente verranno piazzati custodi che obbligheranno i ciclisti a rimuovere il fango dalle ruote, prima di percorrerlo... sempre ammesso che ai ciclisti venga consentito il transito, anche solo con bici a mano.
Ponte pedonale senza nome sul fiume Kallang, a Singapore. Si trova qui.
Ho provato a chiedere il nome ad alcune persone che erano in zona, ma la risposta che ho ottenuto e' stata "Bike ... can". Alla faccia dell'inglese come (presunta) prima lingua di Singapore.
La prima volta che avevo visto questo ponte, mi ci ero ritrovato vicino senza ben sapere dove mi trovassi. Ricerche in vari database online non mi avevano permesso di reperirne il nome e l'esatta posizione, e il modo in cui l'ho ritrovato, oggi, e' stato quello che uso da sempre per ritrovare posti di cui non conosco l'esatta ubicazione: perdermi. Ed ha funzionato.
Due anni (2006-2008) ad Atlanta, Georgia, avevano lasciato qualche segno sul mio fisico: porzioni abbondanti di cibo troppo grasso (anche quello magro), strade fatte per guidare e non per pedalare o camminare, e poche cose da vedere che fossero raggiungibili senza auto, piu' la mia naturale propensione ad evitare le palestre, avevano contribuito a portare il mio peso a settantacinque chili, quattro in piu' di quando ero sbarcato ad Atlanta per la prima volta. Non tanti in assoluto, tutt'altro, ma troppi per un fisico gracilino come il mio. Eppure, nel corso di un sondaggio in ufficio, istigato da un collega d'ufficio single che cercava scuse per attaccar bottone con le colleghe americane, sia io che il collega britannico, di corporatura simile alla mia, eravamo stati definiti "scrawny", praticamente pelleossa. Il collega americano piu' leggero, poco piu' basso di noi (quindi sul metro e ottanta) pesava oltre novanta chili. "Scrawny", quindi magri.
Saliamo sulla macchina del tempo per arrivare alla fine del 2008, a Singapore da otto mesi. Porzioni di cibo ragionevoli, temperature intorno ai trenta gradi ogni giorno (e poco meno di notte), tante camminate e frequenti pedalate avevano portato il mio peso a sessantacinque chili. 65. Pochini. Conversazione con colleghi e colleghe singaporiane, tutti parecchio magri (e ricordate che Singapore e' uno dei Paesi piu' ricchi del mondo, e il mangiar bene e' parte dell'identita' nazionale); si scivola sull'argomento sport, poi fitness, e si finisce col parlare di corporature e pesi. Secondo i colleghi, sessantacinque chili per un'altezza di un metro e ottantaquattro sono un peso normale. Dieci chili meno del peso che mi rendeva uno scheletro che cammina ad Atlanta...
Tutto questo per ricordare come cio' che ha un significato ed un valore in un Paese puo' avere un significato molto differente all'estero. Nonostante la globalizzazione, siamo per fortuna ancora lontani da una completa unformita' del modo di pensare.
Il dottor Sun Yat Sen e' considerato il padre della Cina moderna, e anche i cinesi nazionalisti lo considerano il padre della patria (Taiwan, nel loro caso). L'iscrizione di fronte al memoriale, "Un uomo ha cambiato la Cina, (ed e') il Dottor Sun Yat Sen", sembra quasi sminuire le capacita' del Dottore, adorato dai cinesi della diaspora ovunque, nel mondo.
"Hai purtato i'scarpett?", diceva il mio insegnante di educazione fisica di terza media. "Hai portato le scarpe da ginnastica?", intendeva dire. Beh, un ragazzino che ha visitato il tempio buddista birmano in Tai Gin Road, a Singapore, ha certamente portato le sue scarpette. Le ha dovute lasciare fuori, come si fa entrando in tutti i templi buddisti e indu' (e probabilmente di altre religioni), e quel teschio con le tibie incrociate, fuori da una chiesa, fa una strana impressione. Come se una delle due non avesse significato: l'andare in chiesa o l'indossare scarpe con il simbolo dei pirati (simbolo funesto).
Il tempio risale al 1875, e pare ospiti la piu' grande statua di marmo del Buddah al di fuori della Birmania. "Pare" in quanto chi scrive era sudato fradicio dopo una lunga pedalata, quando e' arrivato di fronte al tempio, e non si e' reputato degno di entrare in un luogo consacrato. Soprattutto per il timore di spingere tutti i fedeli presenti ad una conversione in massa ad altre religioni che vietino l'ingresso in chiesa a ciclisti grondanti sudore, se possibile. Alle sette di sera di un mercoledi' (oggi), ad ogni modo, c'erano poche persone in visita al tempio.
Il tempio buddista birmano e' a due passi dal memoriale dedicato a Sun Yat Sen, il padre della Cina moderna (e a cui fa riferimento anche di Taiwan, paradossalmente). Ne riparleremo.
Professore, grazie per avermi fatto sistemare l'asticella del salto in alto, durante le sue lezioni, reputandomi inadatto a saltare. Sara' per quello che, alla fine dell'anno, vinsi la gara d'istituto di salto in alto...
A volte riesce difficile riconoscere una chiesa da un edificio con uso differente, come abbiamo visto in Qual'e' la chiesa? pochi mesi fa. La chiesa avventista con sede in Alexandra Road, a Singapore, non fa eccezione: passandoci davanti in bicicletta, giorni fa, ho avuto tutto il tempo per studiarlo con attenzione, ma continuavo a pensare che il nome "Church of God" fosse uno scherzo: in un palazzo cosi' io ci vedrei volentieri una piccola multinazionale, una web agency, o uno studio di progettazione e styling auto, oppure un negozio di informatica un po' pretenzioso, o magari persino un club alla moda. Invece e' una chiesa protestante. Probabilmente bella, e molto adatta ai tempi: non evoca sacrificio o poverta', ma impegno, guadagno e sfoggio.
Sono abituato al rumore di aerei ed elicotteri, avendo assistito da appassionato di aeronautica a vari raduni aeronautici, sia per aver vissuto a due passi dall'aeroporto di Heathrow per qualche anno. Qui a Singapore, le opportunita' di vedere aeromobili militari senza sforzo si moltiplicano: te ne stai seduto alla tua scrivania, in ufficio, concentrato, e senti rumore d'elicotteri. Guardi fuori dalla finestra, e vedi un Chinook che passa a poche centinaia di metri, piu' in basso del ventiquattresimo piano in cui ti trovi. Sorvola i campi sportivi vicino al City Hall e si dirige verso l'area in cui sono in corso i lavori per il nuovo casino', poi scompare dietro alcuni grattacieli. Passano venti secondi, e appare un Super Puma che segue lo stesso percorso. Poi arriva un AH-64 Apache, stesso percorso. L'Apache ricompare dopo qualche minuto, dopo aver girato intorno alle cinque torri di Suntec City. Vengono in mente scenari da film, Tuono Blu, per esempio, ma anche Godzilla, con le battaglie tra gli elicotteri e il gigantesco lucertolone tra i grattacieli di New York. Questo per dire che un po' di inquietudina arriva, quando si vedono elicotteri e grattacieli a cosi' poca distanza gli uni dagli altri.
L'Apache se ne va, dopo altri tre giri. Nonostante le mie prediche sulla necessita' di portare sempre con se' una macchina fotografica, in ufficio avevo solo la scadente fotocamera integrata nel cellulare Samsung SGH-i600 che sto provando.
A casa, qualche ora piu' tardi. Riprende il rumore d'elicotteri, ma non ci sono piu' quelli da trasporto: ora sono solo due Apache, a passare a poca distanza dal condominio dove vivo. A quale distanza? Non saprei di preciso, ma la foto rende giustizia alla sensazione di prossimita'.
Sentita tanti anni fa:"Eh, ha elaborato la Vespa, ha messo il carburatore da ventuno e il cilindro del centoventicinque, ma l'ha dovuta piombare perche' altrimenti decollava".
"Piombare" voleva dire 'zavorrare', secondo alcuni amici vespisti, e questa Vespa fotografata tra Bugis Station e Sim Lim Square, a Singapore, sembra uscita dall'aneddoto citato poco fa: sul parafango anteriore compare un ... come chiamarlo? Un cavallone alato rampante, che per dimensioni potrebbe quasi essere una polena navale.
Beh, con un contrappeso cosi', almeno si puo' essere quasi sicuri che questo Vespista non andra' in giro ad impennare.
Tempo fa, passando in autobus lungo Nicoll Highway a Singapore, notai qualcosa di strano: eravamo su una strada abbastanza vicina al centro citta', con parecchio traffico, e vicino a noi c'era un bell'edificio che sembrava il terminale di un'aeroporto. Troppo lontano dal Changi International Airport, da Seletar Airport o dalla base militare di Paya Lebar, sembrava che quell'edificio fosse capitato per sbaglio dove si trovava.
Passando di nuovo da Nicoll Highway, tempo dopo, mi avvicinai e "scoprii" cosa ci faceva quell'edificio, li': si tratta del terminale del vecchio Kallang Airport, attivo dagli anni Trenta agli anni Cinquanta ed ora utilizzato da un'associazione legata al governo singaporiano. Il primo aeroporto esclusivamente commerciale di Singapore, e aveva anche aree destinate all'ammaraggio di idrovolanti; pare che la pista di decollo ed atterraggio fosse circolare, per permetterne l'uso con vento spirante da qualsiasi direzione. Avrei voluto vederla, una pista cosi'! Piste circolari venivano usate negli aeroporti di Grosse Ile (Detroit) e Wu Chia Ba Airport a Kunming, in Cina.
Pare che l'idea di atterrare e decollare su una pista circolare non sia completamente tramontata, secondo questo sito e questo.
Riguardo al vecchio aeroporto di Kallang, spero di riuscire a visitarlo.
Probabilmente non sono rari, i negozi che vendono oggetti legati al ciclo di Guerre Stellari: questo pero' e' ben fornito. Si trova al terzo piano (secondo, se li contate all'italiana) di Suntec City, uno dei tantishopping mall di Singapore. Il nome del negozio e' Simply Toys, e la quantita' e varieta' di spade laser in vetrina e' sufficiente ad incuriosire anche chi non e' fanatico della saga di George Lucas.
Giorni fa abbiamo parlato dei fan singaporiani di Star Trek, ora di Star Wars: se saltano fuori anche dei fan club di Spazio 1999 e U.F.O., quest'isoletta potrebbe rivelarsi uno dei posti con piu' alta densita' di amanti della fantascienza nel mondo...
Singapore, come saprete, e' una citta-stato ossessionata dall'ordine e dalla pulizia, e anche Ronald, il pupazzo di McDonald's, fa la sua parte: nonostante i tanti cestini, ci sono molti passanti che preferiscono buttargli la spazzatura in grembo.
Foto scattata di fianco a Plaza Singapura, un centro commerciale su Orchard Road.
Visita al National Museum di Singapore, stasera (sono le 22, ora). Ci sono arrivato verso le 18, ora in cui l'ingresso diviene gratuito, anche se limitato alle mostre permanenti. Quella dedicata alla storia del cinema di Singapore e, ancora di piu', la galleria riservata alle "foto di famiglia" sono per me le piu' interessanti, per il mio interesse per fotografia e cinema, e per la conferma visiva della tradizione multietnica di Singapore: foto d'inizio Novecento che mostrano famiglie cinesi, indiane, armene (la presenza di una comunita' armena a Singapore mi stupi', inizialmente, quanto quella di una comunita' ebraica a Nanchino, in Cina).
Uscendo dal museo dal retro ci si ritrova ad una delle entrate gotiche di Fort Canning, fortezza per modo di dire: come la Linea Maginot, non venne mai messa alla prova e non servi' allo scopo per cui era stata progettata: non creo' problemi ai giapponesi quando conquistarono l'isola nel 1942. Fort Canning si trova su una collina poco distante dal cuore di Singapore, nell'area meridionale dell'isola-citta'-stato. Nell'area piu' bassa all'interno delle mura si trovano tombe e lapidi di stranieri: tra gli altri, un "uomo tranquillo" nato nello Utah, un ufficiale della marina imperiale tedesca del XIX secolo, un ufficiale russo, tanti britannici.
Salendo la collina si giunge ad un bell'edificio (nella foto), occupato quasi interamente da una scuola per chef. Salendo ancora (niente di impegnativo, la collina e' alta poco piu' di cento metri) ecco un maestoso portale, e la cima della collina e' occupata da una riserva d'acqua, quindi l'arco visivo e' parecchio limitato: meglio salire allo Swisshotel, per un panorama dall'alto del centro citta'.
Scendo dalla collina con l'intenzione di entrare gratis (e magari mangiare gratis, come feci mesi fa) SAM, il Singapore Art Museum, e mi ritrovo invece davanti alla chiesa del Sacro Cuore (Sacred Heart): sono sceso lontano dal SAM. Cammino, mi ritrovo in Orchard Road, mangio qualcosa al Breadtalk di Plaza Singapura (centro commerciale), e proseguo verso il museo SAM. Sfiga, sono le nove, ha appena chiuso.
Prendo l'autobus 14 e ritorno a casa, scrivendo questo testo durante il viaggio, su un "vecchio" cellulare Samsung SGH-i600 prestatomi da un collega. Digitazione lenta, nonostante la tastiera QWERTY. Ne riparleremo, di "smartphones".
Siamo a Sentosa, l'isola molto turistica e poco esotica a sud di Singapore. Mia moglie ed io, accompagnati dal nostro ex collega Dan in visita a Singapore, siamo in spiaggia e ci godiamo il caldo. Dormicchiamo. Oltre trenta gradi, siamo alla fine di gennaio ma sarebbe lo stesso se fossimo alla fine di febbraio, agosto o novembre: di pomeriggio la temperatura scende raramente sotto i trenta gradi, a Singapore, e spesso supera i trentacinque, in qualsiasi mese.
Abbiamo un'isoletta artificiale di fronte a noi, e dietro le centinaia di navi che transitano negli Stretti di Singapore ogni giorno. Dan ed io andiamo a nuoto sull'isoletta, che sara' ottanta metri per trenta, a dir tanto. Camminiamo in spiaggia, parlando dei bei vecchi tempi a Londra, del periodo meno bello che abbiamo trascorso entrambi ad Atlanta, e del suo nuovo lavoro che lo porta a viaggiare tra Leeds, in Inghilterra, e Sydney, in Australia. E' curioso come, lavorando insieme, si e' spesso prossimi allo scannarsi, e col tempo, invece, si arriva a tollerare anche comportamenti che ci parevano insopportabili e a capire chi ci pareva incomprensibile. I "bei tempi a Londra" sono stati anni cosi', in cui momenti di prossimita' intellettuale tra persone di nazionalita' differenti si alternavano con periodi di reciproca intolleranza. Sembrano passati secoli, da quel periodo.
Esplorato ogni metro quadrato della piccola isoletta, torniamo verso la "terraferma", l'isola di Sentosa. Entriamo in acqua, e dopo cinque metri l'acqua inizia ad essere troppo profonda per toccare il fondo: la traversata e' lunga una trentina di metri, non c'e' corrente ne' pericoli, e non paiono esserci motivi per preoccuparsi. Ma succede qualcosa di imprevisto: Dan rovista sul fondo, prima coi piedi e poi, immergendosi, con le mani. Dopo qualche secondo riemerge, le braccia appesantite da qualcosa che e' ancora sott'acqua. Ecco che emerge il mistero: sul fondo, Dan ha recuperato il piano di un tavolino in acciaio, tondo, un metro e mezzo di diametro, lievemente ossidato.
Non gli dico di lasciarlo dov'e': entrambi abbiamo un pizzico di quell'attitudine da hessiani miglioratori del mondo che porta a prendere decisioni poco pratiche, poco ragionevoli. Propongo invece all'ex collega di passarmi un'estremita' del tavolo, che ad occhio pesera' una decina di chili, in modo che si riesca entrambi a nuotare con un braccio solo...
Sabato mattina, tempo caldo ma non torrido, buono per una pedalata. Sarebbe ideale se ci fossero dieci gradi in meno, ma perlomeno oggi non piove. Superato il ponte sul Kallang Basin, pedalo sul rettilineo d'arrivo del GP di Singapore, passo di fianco ai teatri sulla baia, e arrivo alla zona del City Hall.
I campi sportivi di fronte al vecchio municipio di Singapore offrono sempre qualche spettacolo sportivo interessante. Oggi e' la volta di campionato di hockey su prato, vedo squadre maschili e femminili. Mi piazzo dietro una porta e scatto alcune foto. Ci sono alcuni goal, la pallina arriva parecchio veloce a pochi centimetri dalla mia faccia, pr fortuna la rete e' ben tesa e arresta la palla. Il cielo e' stupendo, fa caldo ma non ancora troppo, e lo scenario di questi campi di calcio con i grattacieli della city a fare da sfondo e' sempre spettacolare.
Ritorno a parlare di Chingay Parade 2009, quasi un mese dopo che si e' svolta la parata, per pubblicare una foto, come promesso al Singapore Trekkies di www.StarTrek.sg.
Singapore ha leggi severe, e mantiene due tipi di punizioni che non sono utilizzate in Italia: le pene corporali e la pena di morte per impiccagione. Per pene corporali si intende il caning, cioe' la fustigazione sul deretano con un bastone flessibile, lungo 1,2 metri e con diametro di 13-15mm. Non pensate di evitare una bella flagellazione solo perche' siete stranieri o giovani: uno dei piu' famosi "criminali" puniti con questa pena (che puo' portare cicatrici permanenti) fu l'americano Michael Fay, arrestato nel 1994 - a 19 anni - e punito col caning per atti di vandalismo ai danni di autovetture.
Ecco alcune delle leggi piu' curiose della piccola isola-stato:
- Pena di morte per chi commercia in droga. La quantita' di 15 grammi di eroina, 28 grammi di morfina, o 480 grammi di cannabis porta alla pena capitale obbligatoria. Secondo Wikipedia, tra il 1991 ed il 2004 sono state impiccate a Singapore per traffico di droga 400 persone;
- Vietato avere acqua stagnante in casa: nel lavandino, in bagno, in una bacinella. E' per prevenire la dengue, e sono possibili ispezioni a sopresa. Da noi le ronde anti-immigrato, a Singapore le ronde anti-zanzare... stesso livello di ordine pubblico!
- Vietata l'importazione di chewing-gum. In teoria non e' vietato masticare il chewing gum a Singapore, ma non vorrei trovarmi a discutere con un poliziotto sul significato di "modica quantita' di gomma da masticare"...
- Niente cibo (soprattutto durian) sui mezzi pubblici e nelle stazioni della metropolitana;
- Vietato il 'jaywalking' (attraversare la strada non sulle strisce);
- Non usare lo sciaquone dopo aver usato il bagno e' reato (pare che ci siano controllo casuali della polizia);
- Il tentativo di commettere suicidio e' punito con un massimo di prigione, una multa, o entrambi; niente pena di morte, per fortuna...
- Il sesso orale e' stato decriminalizzato nel 2007, ma solo tra eterosessuali sopra i 16 anni di eta'. L'omosessualita' e' reato, a Singapore. E anche i baci parecchio casti tra alcuni ragazze della sitcomFriends (Monica e Rachel, o Rachel e una vecchia compagna di scuola interpretata da Winona Ryder) vengono censurati, in tv;
- Il ...
Una piccola eccezione, un'isola di tempo sopportabile in cui stare all'aperto e' piacevole, e' il periodo dalla seconda settimana di dicembre (nella prima ha piovuto a lungo tutti i giorni) alla fine di gennaio, che e' stato piu' fresco, con temperature a volte poco oltre i 26 gradi.
Se volete visitare Singapore e non avete ancora deciso quando, ecco quindi il nostro suggerimento: andateci nel periodo tra la festa dell'Immacolata Concezione e la fine di gennaio. Altrimenti, preparatevi a sudare. Va da se' che da vari giorni la temperatura e' tornata a livelli spiacevolmente alti.
I tassisti di Singapore si comportano in modo interessante. Esci dall'ufficio e sali in un taxi, chiedi all'autista di portarti al condominio Costa X, lui guida per mezz'ora e alla fine ti ha portato al condominio Costa Y, in tutt'altra zona. Ammette l'errore, ti porta al condominio giusto, e al momento di farti pagare rinuncia ad usare il tassametro (che nel frattempo e' arrivato a 22 dollari) e ti chiede "Quanto ti fanno pagare, di solito, per questo percorso?". Gli dici quattordici dollari, si scusa ancora per l'errore e accetta con gratitudine i soldi.
Domenica mattina, si va al molo d'imbarco per le isole del sud, decidiamo di prendere il taxi anziche' bus, metropolitana e poi un altro autobus. Un tassista e' in attesa, fuori dal condominio. Gli chiediamo quanto costera', piu' o meno, andare fino al Marina South Pier, lui dice dieci dollari. Andiamo. All'arrivo, controlla il tassametro: segna sette dollari, che paghiamo molto volentieri, con un risparmio del 30% sulla spesa preventivata.
Fa piacere, non essere pelati da un tassista esotico.
Il cartello diceva "Up", io sono andato "down", e cio' nonostante non sono comparsi all'improvviso i poliziotti singaporiani o il loro temutissimo Gruppo Antiterrorismo. E neppure la polizia privata Cisco-Certis, che e' quella che si vede di piu' in giro.
Uno inizia col non rispettare i cartelli sui sentieri dell'isola di Kusu e poi finisce, prima o poi, col guidare una gang di criminali. Ahi ahi...
"Eppure sono convinta che qui c'era il mare, ieri!"
Tartaruga fotografata a Kusu Island ("L'isola della tartaruga"), a sud di Singapore. Per gli amanti di questi rettili, il museo della tartaruga di Singapore, situato presso i Chinese Garden, e' una tappa altamente consigliata.
Ieri sera - 30/01/2009 - si e' svolta la Chingay Parade del 2009, di quest'anno. E' una sfilata di carri allegorici e di gruppi folcloristici che si svolge nell'ambito delle celebrazioni del Capodanno lunare cinese. Celebrata inizialmente in Malesia poco piu' di cent'anni fa, la Chingay Parade e' arrivata a Singapore nel 1973, e negli anni successivi ha smesso di essere un "affare" strettamente legato alla comunica' cinese di Singapore, per diventare una parata multietnica; quest'anno erano presenti rappresentative di Taiwan, Filippine, Tailandia, Malesia, Giappone, Corea del Sud, Brasile e ... un tipo in kilt scozzese su un veliero che ricordava una delle caravelle di Cristoforo Colombo.
La sfilata di carri, sbandieratori, gruppi in costume e carri e' iniziata alle venti e trenta, ma gia' un'ora prima l'area di fronte al Singapore City Hall (l'ex municipio, ora monumento nazionale) era piena di folla. Ci credo, quell'area, vicino alla tribuna a pagamento, e' gratis.
I nostri personalissimi premi
Premio per il miglior carro allegorico: il carro della Nanyang Technological University (nella foto). Premio per i migliori costumi: il gruppo che rappresentava la Tailandia. Premio ai piu' convinti: i ragazzi mascherati da personaggi di Star Trek, che partecipavano sotto l'egida del CDE wearable art public contingent for Chingay 2009. Premio "bella pensata": la caravella di Cristoforo Colombo con capitano in kilt e bandierina scozzese, e con pirati a bordo, proposta dalla Eurasian Association di Singapore.
La sfilata si ripetera' stasera - sabato 31/01/2009 - lungo lo stesso percorso City Hall - Esplanade, a partire dalle otto di sera, quindi con mezz'ora di anticipo rispetto a ieri.
Sara' anche questa una Rondine del Pacifico, o sara' una rondine senza denominazioni particolari? Meno colorata dell'altra, questa non voleva saperne di mettersi in posa per farsi fotografare, sono stati necessari un'esposizione di 1/1600 di secondo con diaframma 9 e sensibilita' 800 ISO per riuscire (quasi) a fermare la rondine in volo.
Nuova visita alle isole St.John, Lazarus e Kusu, giorni fa, con l'obiettivo dichiarato di scattare altre foto ai rapaci (forse aquile) che nidificano a Lazarus Island. Contrariamente al programma, mi sono ritrovato sotto il sole equatoriale a fotografare alcuni esemplari di rondine che intorno al secondo molo di Kusu Island. Si trattava di rondini del Pacifico, o "rondini di collina" (Hirundo tahitica). Preferisco il primo nome, perche' sul Pacifico le ho viste, mentre mi sembravano restie ad avvicinarsi all'unica collina dei dintorni (a Lazarus), dalla quale i soliti rapaci non identificati hanno preferito non alzarsi e, probabilmente, hanno passato il pomeriggio sorseggiando un bel daiquiri. Questa e' una delle poche immagini in cui questi pennuti siano risultati inquadrati, a fuoco e non mossi: mica facile, fotografare dei volatili che cambiano direzione con la rapidita' di Galderisi!
Siamo entrati nell'Anno del Bue. La sera del 25 gennaio 2009 si e' celebrato in Cina e presso le comunita' cinesi sparse per il mondo il Capodanno cinese. Capodanno lunare cinese, per la precisione: le celebrazioni iniziano il primo giorno del primo mese lunare, e si concludono il quindicesimo giorno con il Festa delle Lanterne.
Le strade della Chinatown di Singapore sono state invase di gente. Ho visto famiglie che facevano la conga in mezzo alla folla: bambini che seguivano altri bambini tenendo le mani sulle spalle di chi li precedeva, per non perdersi. Agli amici cinesi ho preparato una bustina rossa con una cifra simbolica (uno, due, dieci dollari) come buon auspicio per il nuovo anno. Abbiamo mangiato in un ristorante di Chinatown, cena abbondante (anche perche' eravamo in tre e i menu' di capodanno avevano solo prezzi e porzioni per quattro. A parte la birra, i gamberi alla crema e il dolce, c'erano peperoncini assassini dappertutto: uno si adegua in occasioni speciali, ma - come ha detto Dan, un nostro ospite inglese - mangiare cosi' piccante ti fa starnutire dalle orecchie. A cena finita, e dopo una discussione con il ristoratore che voleva farci pagare anche gli involtini che non ci erano stati portati, ci siamo ributtati nella folla e abbiamo raggiunto New Bridge Road, chiusa al traffico, per assistere alle celebrazioni con artisti; verso le undici di sera, dopo venti minuti schiacciati nella folla, con 50% del campo visivo occupato da alcuni gabinetti portatili, siamo andati a seguire il resto della serata in tv. Una buona parte degli stranieri presenti a Singaproe (tutti gli occidentali e tanti indiani, indonesiani, malesi) erano a Chinatown, tanto che le facce cinesi in giro erano una minoranza. Ci vuol poco ad intuire che il Capodanno cinese sara' la prossima festa locale che diventera' globale: e' gia' successo ad Halloween - festa nordeuropea prima, poi statunitense, poi rivenduta al resto del mondo - una trentina d'anni fa, e sara' ancora piu' facile ora, con la presenza di vaste comunita' cinesi nelle maggiori citta' italiane. Non crederete che i vostri bambini, vedendo le mamme dei loro compagni di scuola cinesi che preparano feste e regali a fine gennaio, restino ad osservare senza pensare "Hey, e' da un mese che non ricevo regali!"?
Gong xi fa cai a tutti. E attenti ai cibi piccanti.
Nell'articolo di ieri ho inserito una mini-mappa di Lazarus Island presa da Maps.google.com. Microsoft fa concorrenza a GoogleMaps col suo Maps.live.com, ho quindi provato a vedere se http://maps.live.com offre immagini piu' aggiornate per le isole di Singapore, e ho avuto una sorpresa: le immagini di Microsoft sono vecchie. Quanto vecchie? Probabilmente meno vecchie delle fotografie del nonno che avete nel cassetto, ma decisamente meno nuove delle foto che avete scattato lo scorso weekend. E quello prima. E quello prima. E quello ancora prima.
Ecco cosa mostra Maps.Live.com. Da destra a sinistra, la piccola isola di Kusu, poi Lazarus Island, poi, piu' in basso a sinistra, St.John's Island. Le isole in basso a sinistra sono note come Sisters Islands e non le ho ancora visitate, quella in alto a sinistra e' Pulau Tekukor.
Passando il cursore (il mouse) sopra l'immagine, vedrete sovraimpresso quel che mostra GoogleMaps. Abbiate pazienza: ci vorranno parecchi secondi per caricare l'immagine la prima volta.
Confrontando le immagini (ricordiamolo: quella con lo sfondo piu' chiaro mostra la mappa di Maps.Live.com, quella con sfondo scuro mostra GoogleMaps sovrapposto a Maps.Live.com, e le immagini sono state salvate a pochi minuti l'una dall'altra), si nota la comparsa, su GoogleMaps, della "spiaggia a forma di C", la spiaggia di cui ho parlato ieri, con un allargamento della striscia di terra che mette in comunicazione le due parti di Lazarus Island alle spalle della spiaggia. Sospetto che fossero due isole separate fino a poco tempo fa...
Sempre nell'immagine di GoogleMaps si nota la presenza della massicciata che permette di andare da Lazarus a St.John Island. Prima o poi finiranno col diventare un'isola sola.
Questa ricerca non vuol avere valore scientifico. Volevo solo vedere se almeno uno dei due siti mostrava dettagli dell'area recintata, deserta, hi-tech e piuttosto sospetta in cima a Lazarus Island. Ottimo posto per osservare le
Lazarus Island, l'isola di Lazzaro, e' a sud di Singapore. C'ero stato il mese scorso, ci sono tornato sabato. In entrambe le occasioni sono stato colpito da una spiaggia paradisiaca vista sulla costa orientale dell'isola, con vista sulla vicina Kusu Island. Sabbia finissima e quasi bianca, semideserta, acqua limpida (non a livelli sardo-corsi, ma non siamo lontani), gli unici visitatori arrivano di solito da barche - da diporto, non da pesca - ormeggiate nei dintorni.
Ecco la spiaggia, a forma di lettera "C", nell'immagine tratta da GoogleMaps. L'isola diventera' probabilmente un'altra Sentosa (cioe' chic e falsa), per adesso e' molto godibile, soprattutto per il fatto che ci sono pochi visitatori. A parte questa spiaggia, altre aree interessanti sull'isola sono la laguna, appena piu' a nord della spiaggia, e una misteriosa installazione, forse militare, in cima alla collina al centro dell'isola: una piccola Area 51. Misteriosa o no, la staccionata che la circonda era a pezzi per una lunghezza di cinque-sei metri, la settimana scorsa, e la tentazione di entrare e' stata forte, anche se ho resistito: fare foto ai rapaci non identificati che orbitano sull'isola sarebbe stato piu' facile da uno spiazzo che dal bosco che circonda quest'Area 51 di Singapore.
Peccato che il costo per un "round trip" Singapore - St.John (e Lazarus) - Kusu - Singapore sia di quindici dollari a testa. Se fossero cinque dollari, ci andrei due volte alla settimana. Forse e' ora di comprare un kayak.
Come tutte le nazioni con alte concentrazioni di "cinesi della diaspora", anche Singapore si prepara a celebrare il Capodanno cinese, che si festeggera' quest'anno il 26 e 27 gennaio.
"Gong hei fat cho" a tutti! (Traduzione: che quest'anno ti porti tanti soldi, tanta fortuna e ... soprattutto tanti soldi!).
Foto scattata a Singapore nella zona di Beach Road (non ci sono spiagge nei dintorni).
Esplanade Bridge, Singapore. Collocato alla foce del Singapore River, il ponte e' lungo 260 metri, largo 70, ha sette arcate, otto corsie per veicoli piu' due piste pedonali ai lati, e si estende dall'area dei teatri fino al monumento del "merlion", il leone-sirena simbolo di Singapore, inventato ex novo negli anni Sessanta come simbolo di Singapore. Il ponte venne iniziato nel 1994 e completato nel marzo 1997. A titolo di riferimento, i lavori per la costruzione del ben piu' modesto cavalcavia di Settimo Torinese (situato in corso Piemonte e passante sopra la linea ferroviaria) durarono dalla fine della II Guerrra Punica al 1987; a Singapore lavorano in fretta e, di solito, bene.
Libellula fotografata nel parco di Ang Mo Kio, a Singapore.
Ang Mo Kio e' un parco nella zona centro-settentrionale di Singapore, popolato di molti insetti (ed animali, immagino, se uno lo esplora per intero). Ci sono arrivato in bici, senza neppure schiattare completamente dal caldo: son schiattato solo parzialmente. La prossima volta, metropolitana.
Nel mese di dicembre, il sole tramonta verso le 18,55 a Singapore, e si riescono ancora a cogliere gli ultimi sprazzi di sole, uscendo per una pedalata dopo una giornata di lavoro. Lungo la costa sud-orientale dell'isola c'e' una magnifica pista ciclabile che scorre tra la East Coast Parkway (ECP) e la spiaggia. La prima volta che ho sentito il termine "Parkway" per una strada e' stato ad Atlanta, anni fa, e non capivo perche' una strada dovesse avere un nome che fa pensare ad un parcheggio; poi ho visto di persona come il traffico renda simile ad un parcheggio qualsiasi parkway, in Georgia. La ECP, invece, ha sempre traffico scorrevole, anche quando ci sono io in bici a rallentare gli altri veicoli...
A differenza di altri paradisi tropicali, in spiaggia a Singapore si vedono soprattutto navi, grosse navi, tante navi, e di tutti i colori. Lo Stretto di Singapore e' costantemente pieno di navi in transito tra lo stretto di Malacca ed il Mar Cinese Meridionale, spesso in arrivo e in partenza dal porto di Singapore, uno dei piu' affollati del mondo.
Foto scattata durante una recente gita a Johor Bahru (JB), in Malesia. Non sono mai arrivato a JB, ma tornando indietro ho visto e fotografato diversi vortici vicino alla massicciata che collega Singapore alla Malesia, che non e' parte ne' di Singapore ne' della Malesia: una terra di nessuno.
Quella che galleggia nel vortice e' comune immondizia.
Essere a Singapore e' come essere in Liechtenstein: un piccolo stato, due relativamente grossi vicini (Austria e Svizzera per il Liechtenstein, Malesia e Indonesia per Singapore), e la tentazione di andare oltre confine per vedere cosa c'e' "dall'altra parte", almeno finche' non ci si va. Dall'altra parte c'e' Johor Bahru ("JB"), citta' malese di 876.000 abitanti, il doppio con la periferia.
Lo scorso dicembre, un sabato, avevo intenzione di tornare a visitare le isole a sud di Singapore, ma mi sono alzato alle otto e mezza, troppo tardi per prendere il traghetto delle nove. Se non puoi andare a sud, vai a nord, ho pensato, e ... perche' non andare all'estero? Ho quindi usato i mezzi pubblici per raggiungere il confine tra Singapore e la Malesia, ed ccco alcuni consigli raccolti in questa breve gita:
1) Al posto di frontiera singaporiano ci si arriva tramite vari autobus di linea (il 950 e il 170, per esempio), comodi e con aria condizionata. Una fermata della metropolitana in cui si puo' prendere il bus 950 e' Kranji (NS7); 2) Pur essendo in Malesia, Johor Bahru e' parte della periferia di Singapore, e molti lavoratori vivono da pendolari: lavorano a Singapore e tornano a casa a Johor Bahru. Durante i weekend, ma anche solo alla fine di una qualsiasi giornata lavorativa durante la settimana, quei lavoratori sono in coda al controllo documenti di "JB". E a giudicare dalla lunghezza della coda, pare che tutti gli 876.000 cittadini di JB lavorino a Singapore... 3) Non andate da Singapore a Johor Bahru tra fine dicembre e inizio gennaio: la coda al controllo documenti malese supera le due ore; 4) Al posto di frontiera di Singapore, non prendete il pullman per Johor Bahru: viste la coda di veicoli sul ponte, farete piu' in fretta a piedi, e magari vedrete qualcosa di interessante. Portatevi crema solare e cappellino, pero': l'Equatore e' a un centinaio di chilometri, e esporsi al sole senza protezione non e' consigliabile; 5) Alzatevi presto. Tra autobus (158), metropolitana (linee EW e poi NS), e di nuovo autobus, ho impiegato due ore per arrivare al posto di confine di Woodlands (Singapore), dove sono stato in coda circa venti minuti. Poi quindici minuti d'autobus per percorrere il ponte che collega l'isola di Singapore alla Malesia; infine, dopo un'ora di coda ...
I templi indu' dravidici sono tanti, a Singapore. Quello di Sri Senpaga Vinayagar e' stato edificato nel 1988, ed e' visitabile anche nel corso delle funzioni religiose, come vedremo domani.
A Singapore, alla fine di molte parole viene aggiunto, nel pronunciarle, un "lah". E' un modo per addolcire le parole in cinese mandarino, che e' poi passato anche all'inglese, o meglio al singlish, un miscuglio tra inglese, cinese e malese - con qualche tocco d'indiano - parlato a volte a Singapore; "a volte" nel senso che di solito l'inglese parlato nella piccola isola-stato asiatica e' impeccabile (in tv, in banca, alla radio, nelle aziende multinazionali), ma se si va ad ordinare del cibo in un hawker market, o se si parla con un tassista, puo' capitare di sentir parlare in singlish.
Per esempio, "meio" significa "no", in mandarino, ma di solito - sia a Singapore che altrove, per esempio a Taiwan - se si parla con qualcuno che si conosce si finisce coll'usare "meio-lah", che suona come "non proprio...", o "non esattamente...", come dire "no, ma non sentirti offeso per il fatto che non dico si'".
Due giorni fa stavo pedalando verso est, dopo il lavoro. Il sole era appena tramontato (in realta' non s'era neppure visto, dietro al solito cielo coperto). Mi sono fermato a scattare qualche fotografia, e a prendere fiato e, al momento di ripartire, mi sono posizionato sulla linea di arresto, al semaforo.
Scatta il verde, la prima auto, un taxi, si avvia e vuole svoltare a sinistra; io, che sono in bici a sinistra della vettura, faccio segno di passare, come fossi una persona gentile ed educata. Pedoni sulle striscie pedonali obbligano il tassista a fermarsi davanti a me, impedendomi di procedere mentre attende che i pedoni passino. La strada in cui sono ha una sola corsia, per cui mi infilo tra il taxi e l'auto che lo segue, un taxi anch'esso, per aggirare il primo taxi da destra. La seconda auto non ha la possibilita' di muoversi, bloccata dalla prima. Il secondo tassista suona il clacson. Alzo una mano di scatto e faccio un gestaccio (no, nessun dito teso, soltanto il pugno chiuso). Il tassista suona di nuovo il clacson. Completo l'aggiramento dell'auto, e attraverso l'incrocio accelerando. Quando mi passa di fianco il taxi, inchiodo e scarto a destra, portandomi a mezzo metro dal taxi. Dieci metri piu' avanti, il tassista si ferma: rissa in arrivo? E' dal 1984 che non partecipo ne' assisto ad una scazzottata (ah, i bei tempi andati dell'ITIS Leonardo da Vinci di Chivasso...), non saprei neppure come procedere. Nel traffico che procede lentamente mi porto di fianco al taxi, non tanto per provocare quanto per sorpassar...
Fotografato a Kusu Island, isola a sud di Singapore. C'erano sei esemplari simili che volavano sopra il breve tratto di mare tra Kusu Island e St.John's Island. Non ho identificato il volatile. A Singapore e' presente un tipo di aquila, la White-bellied Fish Eagle, nota anche come White-bellied Sea Eagle (Haliaeetus leucogaster), che pero' ha colori lievemente differenti dall'esemplare che ho fotografato, che aveva livrea marrone rossiccio nell'area superiore delle ali, testa e parte anteriore del petto di colore bianco. Il becco, soprattutto, sembra differente da quello dell'aquila di mare dal ventre bianco.
Aggiornamento 12 maggio 2009: si tratta di un Haliastur indus, o nibbio bramino, in inglese Brahminy Kite o Red-backed Sea-eagle.
Foto scattata oggi all'ora di pranzo a Marina Bay, Singapore. Ciascun pallone reca una serie di frasi scritte probabilmente da studenti locali. Sullo sfondo, il Merlion, simbolo di Singapore: testa di leone, corpo di pesce, nome derivato da mermaid (sirena). La statua e' alta oltre otto metri e mezzo, e sull'isola di Sentosa e' presente una versione un briciolo piu' alta: 37 metri!
Singapore e' una citta'-stato, ma l'isola di Singapore non e' l'unica isola di Singapore. Ci sono oltre 60 isole, intorno all'isola principale. Eccone alcune, dislocate a sud dell'isola principale, e poco piu' a sud dell'isola di Sentosa, paradiso per gli amanti della spiaggia e della vita notturna.
1) Kusu Island, "Isola della tartaruga".
2) Lazarus Island
3) St. John's Island
4) Pulau Tekukor, anche nota come Pulau Penyabong. E' allo studio una riserva naturale per i tanti esemplari di Macaco cinomolgo (Macaca fascicularis) presenti sull'isola.
5) Sisters Islands.
Nota: questa pagina verra' aggiornata nei prossimi giorni.
Bambola, burla o parte di un rito religioso? L'oggetto e' stato fotografato sulla costa settentrionale di St.John's Island, isola a sud di Singapore. Ho pensato fosse legato a qualche rituale, forse alla versione moderna di un vecchio sacrificio umano nel quale la vittima sacrificale veniva annegata o/e decapitata, visto che il simulacro fotografato era senza testa ed era probabilmente stato depositato sulla spiaggia dell'isola dalle onde.
Ho mostrato la foto ad alcuni colleghi, e uno dei commenti e' che potrebbe trattarsi di una bambola usata per pratiche voodoo. Il voodoo e' una pratica haitiana legata ad una religione africana, ma ho letto un accenno a pratiche simili praticate in questa zona in "Un indovino mi disse", di Tiziano Terzani. Vedremo di trovare qualche altra informazione in proposito.
Un'ultima nota: l'isola di St.John fungeva in passato da lebbrosario e (probabilmente non nello stesso periodo) da carcere per i boss del crimine organizzato locale. Che sia per questi motivi o per altri, vari conoscenti a Singapore hanno sentito dire che l'isola e' stregata.
Tempio a Lazarus Island, isola a sud di Singapore. Collegata a St.John's Island da una massicciata battuta costantemente da un forte vento, Lazarus Island puo' riservare qualche piacevole sorpresa, come la quantita' di granchi violinisti presenti in una delle sue lagune. E questo tempietto, semplice ma dignitoso, costruito dai lavoratori edili che stanno lavorando sull'isola.
Un battello a vapore, di quelli che si vedono in Louisiana sul Mississippi, ancorato a Singapore. A cosa servira'? Ad ospitare un ristorante tex-mex, cos'altro potrebbe fare, in un posto dove mangiare bene e in modo vario e' la prima passione!
Foto scattata a Marina South Pier, il porto da cui ci si imbarca per le isole a sud di Singapore (Kusu Island, St.John's Island, Lazarus Island, Sisters Islands, etc.).
Tempietto all'ingresso del santuario musulmano al centro dell'isola di Kusu, a sud di Singapore. Secondo una leggenda locale, l'isola di Kusu era in origine una testuggine che, per salvare due naufraghi, si trasformo' in isola. I due naufraghi, un marinaio malese ed uno cinese, edificarono sull'isola un tempio musulmano ed uno taoista per ringraziare la testuggine. "Kusu" significa appunto "testuggine" in cinese.
A Kusu Island si arriva dal Marina South Pier tramite un traghetto. Costo, 15 dollari (andata/ritorno). Il traghetto porta, nel corso dello stesso giro, anche a St. John's Island, isola piu' grande di Kusu ma con meno attrazioni. Qualche confronto:
- A Kusu ci sono due templi (e forse di piu'); a St.John's c'e' una baracchetta con dei bastoncini d'incenso;
- A Kusu ho visto dei rapaci (aquile? Falchi?); a St.John's ho visto i soliti (belli ma gia' visti) granchi violinisti;
- A Kusu ho camminato intorno al perimetro dell'isola senza interruzioni. A St.John's ho dovuto ritornare sui miei passi un paio di volte, grazie a sentieri che finivano nel nulla (non assoluto ma quasi);
- A Kusu ho visto tutto quel che volevo; a St.John's Island mi sono ritrovato con un turista indiano a cercare una laguna seguendo cartelli che portavano poi (indovinate?) nel nulla, questa volta sotto forma di 1) cortile di un centro studi di biologia marina (area privata), e 2) antenna radio con divieto d'ingresso;
In realta' St.John's e', tra le due, l'isola meno "artificiale", visto che a Kusu non credo ci sia un filo metro quadro che non sia stato pianificato. Il maltempo - pioggia e vento - ha reso poco piacevole la visita a St.John's Island, che forse e' davvero stregata come dice Wikipedia: appena salito sul traghetto in partenza per Kusu, il vento si e' placato e la pioggia ha smesso di cadere...
Aggiornamento 09/12/2008
Pioggia e vento rendono difficile consultare una mappa (ed evidentemente pioveva e tirava vento anche dentro casa mia, quando ho scritto il testo sopra). Se avessi aperto la mia mappa, avrei visto che nel giro di ieri ho visitato tre isole, non due. A St.John's Island, infatti, mi sono ritrovato a passare su un ponte cercando di non volare via, visto il forte vento. Se avessi usato tutti e tre i miei neuroni, mi sarei reso conto che quel ponte portava "altrove", rispetto all'...
Con oltre trenta gradi tutti i giorni dell'anno (anche se statistiche ottimistiche parlano invece di una media di 27° annui), Singapore non offre molte possibilita' agli amanti dei pupazzi di neve. Le strade sono pero' piene di pupazzi di polistirolo, come questo fotografato a Suntec City.
Un paio di anni fa ebbi una discussione con una conoscente italiana, a Londra. Lei voleva andare in "un ristorante cino-giapponese, come quelli che ci sono a Milano", ma eravamo a Londra, dove la scelta in fatto di ristoranti cinesi e ristoranti giapponesi e' piu' ampia, e dove i due tipi di cucina non vengono mescolati spesso nello stesso ristorante. Le spiegai che potevamo mangiare in un ristorante giapponese o in un ristorante cinese. Lei insisteva, e diceva che a Milano ci sono anche i ristoranti cino-nippo-vietnamiti. Le spiegai che un ristorante del genere, per chi conosce le differenze tra quei tre tipi di cucina, avrebbe lo stesso valore di un ristorante italo-franco-greco: sono cucine differenti.
Non sono quindi stato sorpreso di trovare un ristorante italiano e persiano a Singapore. La comunita' italiana a Singapore e' piuttosto esigua, meno di un migliaio di persone, e meno rilevante di comunita' piu' piccole come quella armena e quella ebraica, un ristorante che proponga due tipi di cucine potra' attirare piu' clienti. Non molti clienti italiani o persiani (iraniani), immagino, ma gli altri si', gli stessi che mangerebbero in un ristorante cino-nippo-vietnamita...
La chiesa armena di Hll Street e' la chiesa cristiana piu' antica di Singapore. Costruita nel 1835, e' dedicata a San Gregorio l'Illuminatore; fu progettata da George Drumgoole Coleman. La costruzione fu finanziata dalla comunita' armena di Singapore, dalle comunita' armene di Giava e d'India, e da mercanti di Singapore, sia europei che cinesi.
Singapore e' piccola, c'e' da stupirsi nel vedere che ospitava una "comunita' armena" nel 1835. Secondo Wikipedia, quella comunita' era composta da sole sedici persone, che devono aver donato una bella cifra.
L'ingresso nella chiesa e' libero. Nel giardino alle spalle della chiesa si trovano le stazioni della Via Crucis.
- Come, gatti a Singapore? Ce n'e' solo uno, di gatto, nella fotografia!
- Beh, non potevo mica usare un titolo come "un gatto a Singapore", no? Qualcuno avrebbe pensato che a Singapore ci sia un solo gatto.
- E quanti gatti ci sono, invece, a Singapore? Hai fatto un censimento?
- Parecchi, forse ci sono piu' gatti che cani. Qui davanti alla stazione EW9 della metropolitana, in Aljunied Road, ce ne sono sempre dozzine.
- Io ne vedo uno solo, di gatto, nella foto.
- Si vede che gli altri erano a messa.
- Cos'e' quella chiesa sullo sfondo?
- La Chiesa Cinese Metodista di Geylang
- Una setta, eh? Chi e' 'sto Geylang?
- Il quartiere in cui si trova la chiesa.
- Ah. E com'e' questo quartiere Geylang?
- Vario, molto differente dal centro di Singapore, che sembra Zurigo, solo piu' pulita. A Geylang ci sono chiese, stazioni della metro (MRT), mercati di frutta all'aperto con tanti, tremendi durian, e poi c'e' un quartiere a luci rosse.
- E i gatti stanno li' per le luci rosse, per il durian o per le chiese?
- E io che ne so, chiediglielo.
Il tempio indu' di Sri Krishnan, in Waterloo Street all'angolo con Bencoolen Link, confina con un tempio buddista e credo ci sia anche una sinagoga nei dintorni. Convivenza tra religioni, non capita dappertutto.
C'era un motociclista con una grossa enduro carica di bagagli, ieri, nell'isola pedonale tra Bugis Station e Sim Lim Square. Il motociclista indicava ai tanti curiosi presenti la moto, una mappa, le fotografie del suo viaggio, e lo faceva silenziosamente ma con un gran sorriso. Il suo nome e' Vladimir Yarets.
Sordo-muto, motociclista, bielorusso, nato nel 1941, nel 2000 Vladimir lascio' Minsk in sella ad una Java 350 con l'obiettivo di diventare il primo motociclista sordomuto ad aver attraversato tutti i continenti. Nel corso del suo viaggio s'e' rotto parecchie ossa in un incidente stradale a Peoria, negli USA, ha cambiato moto (ora guida una BMW 650), e ha sorriso a tante persone. Se lo incontrate in giro per l'Italia (che non ha ancora visitato) o altrove, aiutatelo a proseguire il suo viaggio.
Circuiti cittadini. Un giorno ci sono, il giorno dopo sono spariti. Per chi vive a Montecarlo, Francorchamps, Adelaide e nelle altre localita' in cui la Formula 1 corre su circuiti cittadini, questa e' la realta' di ogni anno, e dal 2008 e' cosi' anche per Singapore: dopo mesi di preparativi per una corsa che si svolge sulle stesse strade su cui normalmente passano auto private pullman, taxi e biciclette, il grande evento si esaurisce in un weekend o poco piu', e poi si spazza via tutto. La foto mostra l'area del traguardo e dei paddock ("box" per noi italiani) del circuito di Singapore, poco meno di due mesi dopo la gara.
Quanto fiato avranno i singaporiani e i tanti stranieri che prendono parte alle varie competizioni per Dragon Boats che si svolgono a Singapore? Oggi ho perso il 3% del mio peso corporeo semplicemente pedalando verso il centro citta' di Singapore, dove si svolgeva una gara.
Suntec Tower Conference Centre, Singapore. Fiera del gadget dal nome curioso, Food Safari & Home Electronics Fair 08. Entro nella grande sala dove si svolge la fiera, mi butto sullo stand Nikon per provare la D90, cerco poi gli stand Epson e Sigma per provare le loro macchine digitali a telemetro (Sigma DP1 e Epson R-D1) ma chiedendo in giro scopro che queste due macchine non sono commercializzate a Singapore. Continuando il giro della fiera, vedo che la maggior parte degli stand e delle aree espositive sono dedicati al cibo e non all'elettronica di consumo. Come sara' venuto in mente a qualcuno di combinare i due temi non lo so, ma Singapore e' probabilmente uno dei posti piu' adatti del pianeta, per una fiera cosi', visto l'amore locale per il cibo e per i gadget elettronici. A parte Taiwan dove, finito il pranzo, la domenica, si sale in auto per andare verso un buon ristorante fuori citta' dove fare merenda, e mentre si va verso quel ristorante, ci si ferma in almeno un paio di chioschi lungo la strada per mangiare qualcosa.
La foto mostra degli involtini di riso in foglie di bambu', chiamato "sticky rice".
Sito del museo: www.nationalmuseum.sg. L'ingresso al museo e' libero tutti i giorni dopo le sei di sera, peccato che la History Gallery del museo chiuda alle 18. Dovro' tirare fuori i dieci dollari del biglietto, prima o poi.
La scritta sul bidone della spazzatura dice "Singapore litter free", cioe' "Singapore senza spazzatura", con sottinteso un "mantieniamola cosi'". Singapore e' pulita non solo a confronto con altre grandi citta' asiatiche: e' pulita quanto una citta' europea pulita, se questo puo' essere un termine di paragone. Pare Zurigo. Un collega di lavoro, malese di nascita ma residente a Singapore per lavoro da molti anni, dice che la pulizia di Singapore non deriva da una particolare disciplina e pulizia di chi vive sull'isola, ma dalla presenza di tanti addetti alla raccolta rifiuti che sono continuamente impegnati a pulire tutto il possibile e l'immaginabile. Questa foto e' stata scattata alle otto e mezza di un sabato mattina, quando gli addetti alle pulizie non avevano ancora raggiunto l'area di Tanjong Rhu lungo il fiume, area in cui tante famiglie e tanti gruppi di amici si ritrovano per mangiare e bere e godere del panorama, di sera, abbandonando poi i loro rifiuti sul prato.
Da quando sono a Singapore mi chiedo quale sia il nome etnico degli abitanti di questa citta'stato. Fino a poco fa ero in dubbio tra singaporeano (3.230 risultati in Google) e singaporegno (273 risultati in Google). Cercando in rete ho trovato questa discussione, che propone altre due possibilita':
- Singaporese: oltre 120.000 mila risultati su Google, ma questa parola esiste anche in altre lingue (olandese, per esempio). Filtrando i risultati per vedere solo le pagine in italiano, Google porta a 326 risultati.
- Singaporiano: 664 risultati su Google, ma soprattutto un dizionario a sostegno: il De Mauro Paravia dice
sin|ga|po|rià|no
agg., s.m.
CO (comune) agg., di Singapore: le città singaporiane | agg., s.m., nativo o abitante di Singapore
Dubbio risolto, quindi: singaporiano e' il nome etnico corretto per gli abitanti di Singapore, e l'aggettivo corretto per oggetti relativi a Singapore.
Camminando in Orchard Road, venerdi' sera, ho visto vari fiocchi azzurri. Enormi. Ciascuno lontano dagli altri, uno orizzontale sul marciapiede, un altro appoggiato ad un lampione. Abbandonati non erano, questa e' Singapore (la Svizzera d'Asia, solo un po' piu' sicura), e se erano dove erano, e' perche' qualcuno ha deciso che dovevano essere piazzati li'. O forse quei fiocchi azzurri sono per la nascita di un pupo importante.
Il geco non e' un animale raro. Alcuni lo tengono in casa come animale da compagnia. Ma quello della foto si e' auto-invitato nel mio appartamento e, nascosto dietro al cassone dell'aria condizionata, canta. Di notte. Credevo gli anfibi fossero animali silenziosi, invece no. Cantano quasi di continuo.
La sua canzone fa "Non-sperare-di-addormentarti-quando-mi-cerchi-smetto-ma-appena-provi-a-dormire-ricominciooooo".
In tv stanno trasmettendo "The Curse of the Komodo" (La maledizione del Varano di Komodo), un filmaccio di serie B. Speriamo 'sto geco non cresca come il suo lontano parente...
Venerdi' sera, fine della settimana lavorativa. Sono a Singapore ed esco molto raramente, ma di fronte a certe tentazioni e' impossibile resistere: l'ingresso al Singapore Art Museum (SAM) e' gratuito, il venerdi' dalle 18 alle 21. "Gratuito": una parola che, per i viaggiatori dal braccino corto ha un suono eccitante quanto "Sono Angelina Jolie e ti voglio qui, ora!". Prendo l'autobus 36, scendo troppo presto, prendo il 124, scendo troppo tardi, i 32 gradi (38 percepiti, considerando l'umidita') si fanno sentire e suppongo abbiano bloccato il 99% dei miei gia' non numerosi neuroni), risalgo sul 124, scendo in Orchard Road, la strada principale dello shopping a Singapore. Cammina cammina, arrivo al Singapore Art Museum verso le sette e venti di sera, un'ora e mezzo dopo aver lasciato l'ufficio. Sei isolati dall'ufficio in cui lavoro, ma avevo deciso di arrivarci senza sudare ...
Entro al SAM, tanta gente in abiti eleganti da vernissage, altri con abbigliamento estroso (al confronto, il Prince di "Purple Rain" vestiva sobriamente) che sembrano gridare "trasudo arte da tutti i pori!", e anche un tipo che sembra capitato li' per caso, vestito come me. Ah, e' uno specchio, quello ... Visito la mostra sull'arte coreana, "Transcendence: Modernity and Beyond in Korean Art"; visito le varie gallerie del museo; mi accodo ad un gruppo di visitatori che sta ascoltando Ong Kim Seng, un pittore nativo di Singapore, cui il museo dedica la mostra "Heartlands: Home and Nation in the Art of Ong Kim Seng". I suoi acquarelli mostrano una Singapore che non esiste piu', a volte sovrapposta a quella attuale, e Mr. Ong offre un resoconto vivido delle sue esperienze ("Queste prime tele sono piccole perche' quelle grandi costavano troppo, negli anni settanta", "Mia madre usava i miei dipinti per bloccare le infiltrazioni d'acqua dal soffitto ..."). Artista e artigiano, dov'e' la soglia tra l'uno e l'altro, rifletto. Un ruggito mi distoglie dai miei pensieri: il mio stomaco reclama. Ritorno al pianterreno, e noto alcuni tavoli imbanditi, nei giardini del museo; gente mangia, camerieri girano con bicchieri sui vassoi. Sara' un buffet per os...
Il Fiddler Crab, o granchio violinista (o granchio Uca Uca) e' visibile sul bagnasciuga dell'isola di Pulau Ubin, a nord di Singapore, in grandi quantita'. Il maschio e' facilmente riconoscibile dalle dimensioni spropositate di una delle sue due chele, usata per combattimenti rituali con altri maschi e per rendersi piu' visibile alle femmine della specie. Praticamente come l'abbonamento ad una palestra per noi umani...
Come lunedi' scorso, anche oggi sono andato a Pulau Ubin nel pomeriggio. A differenza della volta scorsa, questa volta sull'isola ho affittato una bicicletta con la quale ho rapidamente raggiunto Chek Jawa, una zona umida nella quale, con la bassa marea, e' possibile vedere stelle marine, anemoni, cavallucci di mare, spugne... la bassa marea e' visibile verso le sette e mezzo di mattina e alle sette e mezzo di sera, visitando Chek Jawa in altri orari si riesce comunque a vedere altri animali, come i granchi violinisti, appunto.
Sono a casa, lunedi' di festa. Gli indu' celebrano Deepavali, il ritorno della luce. Io celebro ... il fatto che sono a casa dal lavoro, forse. Per una di quelle combinazioni cui dovrei ormai essermi abituato, non c'e' football americano in tv: c'e' tutti i lunedi' mattina, in diretta (si tratta dell'incontro della domenica sera), oggi niente. Leggo un capitolo di "Galactic Pot Healer", di Philip K.Dick. Giornata sonnolenta, col cielo che minaccia pioggia. Potrei andare in palestra e sprecare la giornata completamente, anche se le mie spalle e la mia schiena mi ringrazierebbero. No, grazie. Penso a Pulau Ubin, un'isola di dieci chilometri quadrati, a nord-est di Singapore, che mi avevano raccomandato i colleghi, tempo fa. Controllo su GoogleMaps: diciotto chilometri da qui, in bici. Il cielo continua con le sue minacce, e inizio a pensare che, forse, non tutte le escursioni devono includere l'infradiciarmi di pioggia e sudore. Il sito della SBS Transit, azienda di trasporti, dice che prendendo due autobus, il 158 e poi il 2, arrivero' a Changi Village, da dove potro' poi prendere un traghetto per Pulau Ubin. Un'ora e venti di viaggio, due dollari di autobus piu' due e mezzo di traghetto, il tutto moltiplicato per due, si puo' fare. Dieci minuti buoni di dubbi sull'obiettivo da prendere, poi metto nello zaino il 10-20mm e il 500mm; non riusciro' a fare molte foto normali, ma magari una immagine speciale saltera' fuori.
Scendo dal 158 ad una fermata di Sims Avenue. I cartelli che elencano il numero degli autobus che si fermano a ciascuna fermata e' grande ma, essendo piazzato dopo la pensilina, risulta spesso difficile da leggere, se non quando l'autobus riparte; quello di questa fermata era piu' visibile della media. Durian City, potrebbero ribattezzare questa zona di Singapore: ci sono molti negozi e banchi, lungo la strada, che espongono centinaia di esemplari di durian, un frutto che conosco solo per il fetore che emana; il sapore dicono sia squisito, ma l'odore non invita. Dopo qualche minuto arriva il 2 e salva le mie narici. E' un bus a due piani, mi catapulto al piano di sopra, ma i quattro sedili vicino al parabrezza sono occupati. Pazienza, non scattero' foto, almeno ho un libro da leggere. Sedendomi, batto la fronte sul soffitto, che e' piu' basso di quanto la mia memoria ricordi. Inizia a piovere. Considerato che non fa caldo, sono su u...
Oggi, domenica 26 ottobre, e' la vigilia della festivita' indu' di Deepavali, il ritorno della luce; domani e' festa a Singapore, per questo motivo.
Secondo la tradizione, un demone terrorizzava la gente che, per non attirarlo, viveva nel buio. Visnu' arrivo' e sconfisse il demone, e la gente festeggio' con luci e fuochi artificiali. Cosi' me l'ha venduta il tassista indiano che mi riportava a casa da Chinatown, mentre mi raccontava di come, per quieto vivere, nei cinque anni che ha passato in Texas ha finto che glie ne fregasse qualcosa del football americano, e nei tre passati in Canada s'e' dimostrato interessato all'hockey di cui non gli importava niente, e di come pur essendo indiano non sopporti il cricket e le partite che durano giorni. Tipo simpatico. Tifa Manchester United, come la maggior parte delle persone che vivono a Singapore. Fara' finta?
Oggi l'Italia e' ritornata all'ora solare, mentre Singapore - che non usa l'ora legale - non ha effettuato cambiamenti. La differenza Singapore-Italia e' quindi passata da sei a sette ore.
Il tredici di ogni mese, alle sei del pomeriggio oppure dopo la messa delle sei e quindici, e dopo le cinque del pomeriggio se il tredici cade di domenica.
Chiesa cattolica di San Giuseppe, St. Joseph's Church, 143 Victoria Street, Singapore.
Altra immagine ripresa nel Yuan Ming Si Temple, a Singapore, durante la preparazione per un rito religioso. Davanti all'altare, illuminato in modo gioioso, si trovano le foto di nove defunti, disposte su sedie, di fronte ad una tavola imbandita di cibo. In primo piano nella foto si vede un modello d'auto preparato per la cerimonia. Secondo la tradizione, anche il cellulare preferito, la maglietta della squadra di calcio del cuore ed, in generale, gli oggetti cari al defunto, vengono preparati per queste cerimonie.
Immagine ripresa nel Yuan Ming Si Temple, lungo Upper East Coast Road. Preparazione per un rito funebre, sono visibili le foto degli scomparsi. L'altare luminoso era nel cortile davanti al tempio, sotto un capannone di tela.
Due kayak a secco tra Nicoll Highway e Republic Avenue, vicino al fiume Kallang. Sullo sfondo lo stadio coperto di Singapore, i riflettori dello stadio nazionale in fase di demolizione, e i condomini sulla Tanjong Rhu.
Due del pomeriggio, caldo equatoriale a Singapore, siamo a Suntec City, che non e' una citta' ma poco ci manca: si tratta del piu' grande centro commerciale di Singapore (360 negozi, oltre 82.000 m2) ospitato da quattro torri alte 181 metri piu' una quinta piu' bassa, disposte come il palmo di una mano e secondo ai principi della geomanzia (feng shui); la Fountain of Wealth (la Fontana della Ricchezza), la fontana piu' grande del mondo, si trova al centro del "palmo"; il vicino Suntec City Convention Centre ha ospitato il primo meeting del World Trace Organisation (WTO) nel 1996.
Tramonto, Singapore Indoor Stadium e fiume Kallang, a Singapore. Occhio ai ristoranti affacciati sul fiume, si mangia bene, ma il rapporto quantita'-prezzo non e' vantaggioso (si finisce sempre col dover ordinare ulteriori portate).
When Singapore attained independence in 1965, the Government called on the nation to build a rugged and robust society through sports participation. Sports was also seen as a way to bond people of different races.
Lo sport come strumento per la creazione di una societa' sana e multietnica. Proprio come in Italia
- Pierino, falcialo da dietro, senno' quello segna!
- Il calcio non e' sport per signorine. Qualcuno ha visto il mio cerchietto per i capelli?
- Ora mi butto a terra e invoco il calcio di rigore!
- Allarme razzismo, cinese pestato da sette ragazzi (italiani)
La fontana della foto e' nell'area di Shenton Way / Tanjong Pagar, davanti alla Capital Tower, il quarto edificio piu' alto di Singapore, con i suoi 254 metri. Mica tanti, 254 metri ... certo, se fosse in Italia sarebbe il secondo edificio piu' alto, dietro ai 282 metri della antenna RAI di Caltanissetta; a Singapore, pero', ci sono i soldi per costruire edifici ben piu' alti, e la presenza delle Petronas Towers nella vicina Kuala Lumpur, del 101 a Taipei, delle tante torri in costruzione in India potrebbe essere considerata uno stimolo alla costruzione di un grattacielo ancora piu' alto. Non a Singapore: i grattacieli non possono essere, per legge, piu' alti di 280 metri, quota raggiunta da OUB Centre, il bel UOB Plaza One, in stile Art Déco e Republic Plaza.
Foto scattata dopo il tramonto, senza cavalletto, durante un giro in bici nella city dopo il tramonto. Con tutti i pedaggi, problemi di traffico e di parcheggio che ci sono a Singapore (e che sono comunque minori di quelli di Pechino, Taipei, Mumbai e delle altre maggiori citta' asiatiche), la bicicletta e' il modo piu' pratico per girare a Singapore e scattare fotografie, condizioni meteorologiche permettendo.
A Singapore la religione conta, ma mangiare bene conta ancora di piu'. Ecco la Han Keen Eating House, un tempio dedicato al culto della cucina.
Oggi e' Hari Raya Aidilfitri, festa nazionale a Singapore (come anche in Malesia e in altre Nazioni con alto numero di cittadini musulmani) per la fine del Ramadam.
Salaam Eid ul-Fitri/Selamat Hari Raya Aidilfitri a tutti i visitatori del sito di fede musulmana.
Il Gran Premio di Kuala Lumpur e quello di Shanghai hanno portato incrementi di turisti superiori al 500% nelle due citta' asiatiche, secondo un canale televisivo di Singapore. Durante il weekend del Primo Gran Premio di Singapore di Formula 1 sono stati registrati oltre 40.000 turisti in piu' rispetto allo stesso weekend in anni precedenti. Eppure, a breve termine, le vendite dei grandi centri commerciali di Singapore nella zona del GP hanno subito drastici cali di vendite a causa della chiusura al traffico della zona e della conseguente difficolta' per potenziali clienti nel raggiungere tali centri commerciali.
Seguire una gara di velocita' per auto o per moto dal vivo e' qualcosa che merita d'essere fatto per l'atmosfera (velocita', rumore, squadre) e non per cifre e classifiche (chi ha fatto quale tempo, chi e' in testa). Guardare una gara in tv, nel salotto di casa, e' quindi una soluzione molto piu' confortevole e completa: telecomando/cuscini/bibita/cifre sullo schermo. Se invece decidete di seguire una gara dal vivo, e siete per esempio a Singapore, ci sono alcuni punti da cui e' possibile vedere il circuito stradale del Gran Premio notturno di Singapore di Formula 1 senza dover svuotare il portafoglio. La foto di questo post e' un collage di immagini scattate alla cieca durante le prove ufficiali del venerdi' dal ponte che collega i centri commerciali Millenia Walk e Marina Square (le foto con le vetture viste da dietro) e dall'area di fronte al Mandarin Hotel; l'area della curva 6, per capirci. Niente di eccezionale, ma sono state scattate, come detto, alla cieca, senza mai avere l'occhio al mirino, e senza avere la funzione live view, assente nella mia reflex digitale economica. La macchina e' stata alzata al di sopra dei pannelli piazzati per bloccare la vista; sempre meglio che tirare giu' detti pannelli, come hanno fatto molti spettatori ieri sera, durante le prove ufficiali...
... e per fortuna, perche' non si riesce neppure a seguire "La ruota della fortuna" in tv, col rumore delle auto al di la' del fiume. E' come avere un alveare pieno di api furiose sul balcone, stesso rumore...
E' stato impressionante, ieri pomeriggio verso le due, quando sono iniziate le prove non ufficiali del Gran Premio di Singapore di Formula 1. Abbiamo tutti sentito immediatamente la prima auto, e la seconda, e le altre, e siamo corsi alle finestre, in ufficio. Pur essendo al ventiquattresimo piano, quindi parecchio distanti in verticale dal tracciato della gara, si sentiva chiaramente quando le vetture passavano nella zona del paddock e delle curve 1,2 e 3, le piu' vicine alle Suntec Towers. Peccato per gli alberi che coprono quelle curve e hanno reso impossibile fare foto decenti. L'immagine che vedete mostra la City di Singapore (tra i principali centri finanziari asiatici), le gradinate su St. Andrew Road e gli edifici del vecchio municipio e della Corte Suprema.
St. Andrews Road, rettifilo tra le curve 9 e 10 del tracciato cittadino in cui si correra' il Gran Premio di Formula 1 a Singapore. Gara notturna, come ormai avrete sentito in tutte le salse. Sulla destra della foto si vedono il City Hall, ex municipio di Singapore (colonnato in primo piano) e la vecchia sede della Corte Suprema di Singapore; la nuova sede della corte suprema, alle spalle della vecchia e sormontata da un gigantesco disco non volante, non e' visibile nella foto, ma se avete visto anche solo una cartolina, di Singapore, sapete di cosa parliamo.
Poca gente in giro nell'area del GP, qualche ora fa, quando ho scattato questa ed altre foto, soprattutto expats, cittadini britannici che lavorano nella city a Singapore (i grattacieli sullo sfondo). Biglietti quasi esauriti o meno, ho l'impressione che questa gara interessi soprattutto, ai cittadini di Singapore, dal punto di vista economico: durante conversazioni sulla Formula 1 con colleghi e conoscenti locali, non ho sentito domande sulle auto, su spettacolo e rischi portati da bolidi che raggiungeranno i 280 km/ora su strade in cui di solito non superiamo i 60 km/ora (o i 20, nel mio caso, visto che giro in bici); la curiosita' sembra essere rivolta soprattutto al lato economico della Formula 1: come e quanti profitti genera, chi ne gode, quali sono i costi organizzativi di una gara. Una passione un po' diversa da quella della terra dei motori, l'Emilia Romagna...
La foto, scattata da Rhu Cross (e' una strada, non il fotografo...), mostra il Benjamin Sheares Bridge e l'area paddock del Gran Premio di Formula 1; sulla sinistra si vede anche il Singapore Flyer, la ruota panoramica piu' ampia del mondo. Confrontando questa foto con un'altra scattata quattro mesi fa, si nota come l'area dei paddock (che in italiano vengono anche chiamati "box") non esistesse ancora, al tempo della foto precedente. Il confronto tra le due immagini mostra anche quanto sia luminosa, ora, l'area fotografata, cosa indispensabile visto che il Gran Premio si svolgera' alle otto di sera, e le prove del sabato ancora piu' tardi, alle dieci di sera.
Il ponte dedicato a Benjamin Sheares (gia' teatro di una avventura in passato), secondo presidente di Singapore, sarebbe il punto ideale per osservare e fotografare il Gran Premio senza pagare il biglietto, cosa che gradirei parecchio. Di sicuro verra' chiuso...
Se siete a Singapore e decidete di seguire la gara di Formula 1 dal Singapore Flyer, sul sito ufficiale del Singapore Flyer vengono proposti due tipi di biglietti, da 29,50 SGD (dollari di Singapore, 1€=2,1 SGD) a 150 SGD per il "Champagne Flight", con champagne, fragole e cioccolato. Per accedere al Flyer, che e' all'interno dell'area del circuito, e' necessario avere anche il biglietto per assistere al Gran Premio.
La foto mostra Parkview Square, uno dei posti piu' costosi a Singapore se volete affittare un ufficio. Si trova in North Bridge Road, e ... le statue visibili nell'immagine sembrano di bronzo, ma in realta' sono di modesto ed economico plexiglass.
Parkview Square e' un edificio in stile art Art Deco', completato nel 2002. Ci sono dodici statue come le tre raffigurate nell'immagine, e l'edificio e' ricco di ornamenti e dettagli degni d'essere fotografati. Altre foto in futuro, quindi...
Se siete a Singapore per il Gran Premio di Formula 1 (o per altri motivi), l'edificio e' vicino alla stazione Bugis della metropolitana, linea East-West (verde).
Se seguite la Formula 1, una notiziola: dopo giorni di bel tempo e caldo torrido e umido, stamattina ha piovuto intensamente per ore. Un monsoncino in ritardo. La pioggia, la chiusura al traffico del centro citta' per gli ultimi preparativi per il Gran Premio, e la sospensione del servizio di varie linee di autobus (sempre a causa della gara) hanno reso parecchio complicato andare in centro, perlomeno per chi ci lavora: ieri non c'era in giro NESSUNO, alle otto e venti, anziche' esserci il solito brulichio di persone che vanno in tutte le direzioni, di solito senza guardare. Sembrava Ferragosto in Italia.
"Facce di bronzo con palla in mano": titolo equivoco, ma e' stato impossibile resistere, con una foto cosi'.
Foto delle curve 1, 2 e 3 del circuito stradale di Singapore, con le Suntec Towers sulla sinistra. Fotografia scattata una settimana prima della gara.
Come gia' scritto nelle scorse settimane, domenica si correra' il Gran Premio di Singapore di Formula 1. Primo Gran Premio in notturna. Primo Gran Premio asiatico su circuito cittadino. Primo Gran Premio in area soggetta a monsoni, aggiungo personalmente. I piloti di Formula 1 si troveranno in una situazione inusuale: gareggeranno in un fuso orario ben diverso da quello europeo (Singapore e' sei ore avanti rispetto all'Italia), ma le prove e la gara si svolgeranno di sera: la gara alle venti e le prove alle ventidue. Questi orari, e il voler organizzare una gara in notturna, sono pensati in modo da offrire agli spettatori europei una gara che si svolga al tradizionale orario digestivo domenicale: venti meno due uguale quattordici, le due del pomeriggio, come sempre. Per i corridori questo potrebbe rappresentare un problema: se si adattano al fuso orario di Singapore, cosa che normalmente sarebbe altamente desiderabile quando si viaggia, si ritroveranno a correre in un orario cui non sono abituati, di sera. Se invece riescono a non adeguarsi al fuso orario di S'pore, si ritroveranno con una corsa che si svolgera' all'ora in cui il loro corpo e' abituato a competere... anche se sara' buio (il tramonto e' tra le 19 e le 19,30, a Singapore, in questi giorni).
Cosa fare? Pare che varie squadre abbiano deciso di provare la seconda opzione: cercheranno di vivere per alcuni giorni a Singapore secondo il fuso orario europeo: quindi sveglia tra l'una e le due del pomeriggio singaporegno (7-8 di mattina in Italia), e a letto intorno alle tre-quattro di mattina dell'isola asiatica (21-22 ora italiana). David Coulthard, Kimi Raikkonen e persino il padre di famiglia Rubens Barrichello hanno dichiarato che, se proprio devono, si sacrificheranno andando in giro per night clubs fino alle tre di notte e oltre. Poveretti.
Raikkonen, come alcuni finlandesi che ho avuto il piacere di conoscere, dice che lui di mattina puo' anche alzarsi, ma che prima di mezzogiorno fatica a ragionare, e che quindi questa gara e' un'occasione perfetta per lui...
Ci sono capitato davanti per caso in una giornata di pioggia continua, e sono stato sorpreso nel vederlo: il Mahatma Gandhi Memorial, vicino a Serangoon Road, nella Little India di Singapore, e' un edificio piccolo e cadente. La comunita' indiana di Singapore e' grande e non povera, mi sarei aspettato qualcosa di meglio.
Stessa zona (Chinatown, Singapore) della foto precedente; questa immagine mostra qualcosa che non avevo visto finora, anche se a Londra pare sia comune: i roof gardens, cioe' giardini sul tetto di edifici. Qui a Singapore tali giardini tendono ad essere protetti, se fossero sul tetto l'esposizione al sole sarebbe probabilmente eccessiva, visto che Singapore e' in prossimita' dell'Equatore.
Ho menzionato Londra: qui c'e' l'immagine di Google Maps dei roof gardens di Kensington, che si estendono per 6000 m². Tutto il verde e le piante che si vedono nell'immagine non sono a livello delle strade circostanti: si trovano a trenta metri d'altezza, e sono a malapena visibili da Kensington High Street.
Pubblichero' altre foto dedicate ai giardini sul tetto di Singapore. Vedere piante e fiori non mi colpisce, ma trovare alberi cosi' lontano da quello che ho sempre considerato il loro habitat naturale, la terra al livello del terreno, continua a sorprendermi.
Chinatown ... Singapore ... divertente, ripensare ad alcuni colleghi statunitensi che credevano Singapore fosse in Cina.
Beh, neanche noi italiani conosciamo perfettamente la geografia: varie volte, parlando di Taiwan in conversazioni, mi sono ritrovato con interlocutori (italiani) che rispondevano citando Bangkok, Phuket e Pattani ... conoscevano la Tailandia, ma non sapevano esistesse Taiwan.
Tra otto giorni giorni si svolgera' il primo Gran Premio di Singapore, il primo GP nella storia della Formula 1, e il primo GP asiatico a svolgersi su un circuito cittadino. Non ho mai organizzato nessun GP cittadino (e non) con i miei amici, ragion per cui non ho mai dovuto scontrarmi con una tipica esigenza che si presenta in tali circostanze: non interrompere la normale vita di una citta'! Vivendo a Singapore, ho l'occasione di vedere fino a che punto i normali servizi vengono interrotti. Il pullman che mi porta al lavoro NON arrivera' nella zona in cui lavoro, la prossima settimana, per esempio, per cui sara' difficile riuscire ad andare in ufficio.
E immagino che l'indispensabile rimozione della segnaletica dal manto stradale potra' creare qualche problema a chi guida (cittadini, non piloti di Formula 1); conoscendo un po' il modo di fare locale, che e' preciso a livelli svizzeri, immagino che domenica notte, dopo la gara, iniziera' la risistemazione delle strade.
Da ciclista, una nota molto positiva e' che pedalare lungo il percorso del circuito, ora, e' un piacere: asfalto liscio che pare velluto, niente che sporga e faccia sbandare, nessun avvallamento. Magari sarebbe una buona idea organizzare un GP di Formula 1 che passasse per TUTTE le strade di Singapore...
... e non e' che livellare il manto stradale in Italia sia un'idea inutile!
"Ma dai, vai ad Atlanta ... gennaio o no, il costume da bagno ci vuole!"
"Devo partire per Londra, dovro' portare il cappotto?"
"Singapore ... fara' caldo, in questa stagione?"
Tipiche frasi che si sentono in discussioni relative a viaggi, e che rieccheggiano i dubbi di Toto' e Peppino, che vanno a Milano col colbacco temendo il freddo nordico. Abbiamo quindi pensato di porre a confronto le temperature di alcune citta'. La scelta e' stata fatta in base a criteri molto parziali: si tratta di citta' in cui chi scrive ha vissuto, o di citta' in cui vivono amici e lettori di questo blog: Ancona, Atlanta (USA), Londra (GB), Torino e Singapore. I dati in tabella vengono da www.weatherbase.com, e non sono stati alterati per tenere conto dell'umidita'; la temperatura percepita potrebbe quindi essere differente e probabilmente superiore, in alcuni casi.
Ecco la tabella:
La prima cosa che salta all'occhio sono i 27°C di temperatura media su base annuale a Singapore, con medie mensili che non si discostano che di un grado. Non c'e' quindi bisogno di preoccuparsi di portare abiti pesanti a Singapore: non ci sono (mai state) le stagioni, li'.
Torino e Londra: temperature simili, e 2°C di differenza su base annuale: la capitale subalpina ha temperature invernali piu' basse nei mesi invernali piu' freddi, e Londra ha temperature piu' costanti lungo l'anno. Torino va da una minima mensile di 2°C in dicembre e gennaio ad una massima mensile di 22°C in luglio, entrambe a 10 gradi dalla media annuale di 12°C. Londra ha una minima mensile di 3°C in gennaio e febbraio, una massima mensile di 16°C in luglio e agosto; quindi -7 e +6 rispetto alla media annuale di 10°C.
Ancona ha una media annua (13°C) superiore di un solo grado a Torino, che si riflette nelle temperature mensili nel corso dell'anno; solo nei mesi di novembre e dicembre le due citta' si separano nettamente, con Ancona 5 gradi piu' calda (o meno fredda, visto che parliamo di temperature basse) di Torino.
Atlanta ha una media annuale di 16°C, con il mese piu' freddo, gennaio, a 5°C, ed i piu' caldi, luglio e agosto, a 26°C. Per esperienza personale posso dirvi che lo scorso anno, in maggio, ho visto 41°C, andando in auto da Atlanta a Ca...
Di passaggio a Chinatown, a Singapore, sono capitato in South Bridge Road. L'estremita' sud di questa strada, in cui gli edifici moderni lasciano il posto a ... templi. A poche decine di metri tra loro si trovano la moschea di Masjid Jamae, il noto tempio hindu di Sri Mariamman e due templi buddisti. Ne riparleremo in futuro, per ora vi invito a visitare quest'area, se capitate a Singapore.
Dopo un paio di sciagurati tagli di capelli nei mesi scorsi, qui a Singapore, mi ero rassegnato a diventare il barbiere di me stesso. Pagare 20 SGD per il solo taglio dei capelli, e ritrovarsi con ciuffi piu' lunghi degli altri puo' essere anche una simpatica sorpresa se uno ha quattordici anni, ma a quaranta scoccia.
Domenica scorsa stavo visitando il centro commerciale Parkway Parade, e mi sono trovato davanti a una cabina in plexiglass con tre 'barbiere' che stavano tagliando i capelli a tre clienti. 'Dieci dollari, dieci minuti', dicevano alcune insegne. Beh, non e' possibile che sia peggio di come m'hanno tagliato i capelli negli ultimi mesi. Prendo un biglietto, aspetto il mio turno, e ... i capelli vengono tagliati bene come non mi capitava da quando ho lasciato l'Inghilterra. Meglio di come mi venivano tagliati ad Atlanta. E in dieci minuti cronometrati.
Dieci dollari ben spesi. Se siete a Singapore, andate di fretta, avete bisogno di un taglio di capelli semplice, QB House e' una buona scelta.
Forse ricorderete il curioso pesce che avevo fotografato a Singapore poche settimane fa. Grazie all'aiuto dell'amico naturalista Alfonso, che ha segnalato il pesce come appartenente alla famiglia dei Gobidi (anche noti come ghiozzi, e' stato possibile raccogliere informazioni su questa famiglia di pesci ed entrare quindi in contatto col titolare di www.themudskipper.org, probabilmente il sito piu' completo (sia in italiano che in inglese) sui gobidi, che ha esaminato una foto del nostro amico nuotatore / saltatore / strisciatore e lo ha riconosciuto come un Periophthalmus chrysospilos, "perioftalmo dorato" in Italiano, "saltafango dai punti dorati" nella traduzione dal cinese. E saltafango e' appunto un altro nome con cui sono noti gli appartenenti a questa famiglia: mudskippers e mudhoppers, in inglese.
La stazione centrale dei vigili del fuoco in Hill Street, a Singapore, e' un bell'edificio in mattoni rossi e bianchi, progettato nel 1905 e portato a termine nel 1908. Hill Street si trova alle spalle di Funan Centre (informatica) e Peninsula (fotografia), due degli innumerevoli shopping malls di Singapore. Tra l'altro, se dovete chiedere informazioni, o dare indicazioni ad un tassista, a Singapore vi conviene usare i nomi dei centri commerciali, non delle vie, come punti di riferimento.
Torniamo a noi. Un aneddoto curioso sulla centrale dei vigili del fuoco e' che l'esercito d'occupazione giapponese, durante la seconda guerra mondiale, incarcero' i cittadini britannici presenti a Singapore (e uccise oltre 8.000 cittadini cinesi) non incarcero' i pompieri britannici che vi operavano, e li lascio' liberi di continuare il loro lavoro.
La stazione centrale divento' monumento nazionale nel 1998, ed e' tuttora in uso. Ospita anche un museo sulla storia della Protezione Civile e dei vigili del fuoco di Singapore.
Una nota a parte merita la foto visibile qui a fianco. E' stata scattata il 24 agosto 2008, ed e' l'ultima immagine catturata dalla mia macchina digitale, una Nikon D40. "Ultima" nel senso che non ce ne saranno altre. Una settimana molto piovosa, qualche escursione fotografica di troppo, qualche goccia d'acqua che ha raggiunto aree del corpo macchina non protette da guarnizioni, e la macchina ha smesso di funzionare.
Con la D40 ho scattato 16.118 da ottobre 2007 al 24 agosto 2008, e se potessi la ricomprerei: costa parecchio meno della D40x e D60, e' molto piu' portabile della D80, e ... salendo nella gamma Nikon, prezzi e pesi diventano proibitivi, per me che amo viaggiare leggero.
Costo della macchina: 350 Euro; preventivo della riparazione (le infiltrazioni non sono coperte da garanzia, che comunque nel caso delle macchine Nikon di fascia bassa e' valida solo nella nazione in cui la macchina e' stata acquistata): 185 Euro. Cerchero' di usare pellicola e scanner...
Il 28 settembre 2008 si svolgera' a Singapore il primo Gran Premio in notturna nella storia della Formula 1. Il GP di Singapore (nome ufficiale "2008 FORMULA 1 SingTel Singapore Grand Prix") iniziera' intorno alle otto di sera, ora locale, quindi le due del pomeriggio in Italia. Oltre ad essere il primo Gran Premio di F1 a svolgersi con illuminazione artificiale, sara' anche la prima gara asiatica a svolgersi su un percorso cittadino. Non seguiro' il GP dal vivo, salvo improvvisi colpi di fortuna: una vincita milionaria a qualche lotteria, o un biglietto per il GP che mi cade davanti dal cielo, o magari la richiesta di fotografare il GP per qualche cliente italiano. Passo pero' tutti i giorni su buona parte del percorso che seguira' la gara, seppure su mezzi di trasporto meno esaltanti come l'autobus 97 o il bus-navetta che mi porta al lavoro, ho quindi alcune note per chi seguira' il GP in tv o qui a Singapore, e anche solo per chi e' curioso:
- Mancano tre settimane alla gara, e molti lavori sono ancora in corso. Riuscira' l'organizzazione a completare tutto in tempo? La foto mostra i lavori lungo Nicoll Highway per l'installazione di gradinate e infrastrutture.
- Faccio fatica ad immaginare le vetture di F1 sull'Anderson Bridge, antico e stretto.
- Mi chiedo se sia stato valutato un importante fattore legato alla sicurezza della competizione: in questa stagione piove tutti i giorni, e non poco. Una cosa e' correre a Silverstone con pioggia intensa, altra cosa e' correre in un percorso cittadino come questo, che non offre grandi vie di fuga (anzi, NESSUNA via di fuga).
- Per guardare il GP dal vivo a sbafo, sarebbe piu' facile imboscarsi in ufficio, nella Suntec Tower numero quattro, oppure farsi strada tra la folla di fotografi (professionisti, freelance, amatori, passanti) che assiepera' Tanjong Rhu View, punto da cui si vedono le prime tre curve del percorso?
- Il limite di velocita' piu' alto visto a Singapore e' 80 km/h; il percorso della gara e' nuovo; non sara' dispon...
Oggi e domani (30-31/08/2008) la base aerea della RSAF (Republic of Singapore Air Force) di Paya Lebar e' aperta al pubblico. L'ingresso e' gratis (lo dico per quelli che, come me, sono abituati a pagare per visitare Cameri, Codroipo e simili basi AMI). Sono in esposizione F16 monoposto e biposto, F5 monoposto e biposto (T38 Talon), c'e' pure un inusuale RF5F, visibile dirigendosi verso l'uscita. Ci sono gli Hawker Hunter e i McDonnell Douglas A4 usati in passato dalla RSAF. C130 Hercules. E poi elicotteri: gli AH64 Apache, un CH47 Chinhook, un MBB105.
Sono disponibili bus-navetta gratuiti dalle stazioni della metropolitana (MRT) di Hougang e Eunos. Per esperienza personale, raccomandiamo caldamente di acquistare acqua prima di salire sulla navetta all'aeroporto, per tornare a casa: il traffico e' intenso, intorno all'aeroporto, e il caldo e' MOLTO intenso, in questo weekend, a Singapore, nonostante le previsioni del tempo parlino di soli 32 gradi; di conseguenza, potreste finire col rimanere a bordo del bus navetta, magari in piedi, per una mezz'ora.
Oltre all'esibizione statica, sono si esibiranno F16, F5, Apache, Chinook e ... C130 in volo a lama di coltello. Piu', come sempre, la pattuglia acrobatica dei Black Knights.
Se conoscete la serie a cartoni animati Futurama, vi ricorderete l'episodio in cui Fry ed i suoi amici vincono una visita-premio alla fabbrica in cui viene prodotta una bevanda chiamata Slurm (Slurp nella versione italiana), ed incontrano un gigantesco essere vermiforme che 'produce' personalmente la bevanda. Beh, dopo aver scattato questa foto, ieri, nel parco di Pasir Ris a Singapore, ho pensato che forse Matt Groening e gli altri autori di Futurama non avevano in mente un verme, quando hanno disegnato l'episodio, ma la creatura che ho fotografato.
Si tratta di uno degli animali piu' fotogenici visti in quasi quattro mesi a Singapore: un pesce capace di strisciare e di saltare, o un anfibio che nuota, cammina e salta; ancora non ho scoperto come si chiami e a quale specie appartenga la "creatura".
Aggiornamento 09/09/2008
Come ho scritto in questo post, il "pesce" fotografato e' un "mudskipper" o "saltafango".
Abbiamo gia' parlato di Aleoca, un'azienda di Singapore che produce bici in Cina e che sfrutta elementi italianeggianti (tricolore italiano, slogan "Le Italiano Concetto", nomi italiani per i vari modelli di bici) per vendere le i propri prodotti a prezzi spesso elevati. Quando una bici Aleoca si guasta, o l'assistenza clienti Aleoca non segue in modo appropriato un problema, e' l'immagine dei prodotti italiani (ciclistici e non) ad essere danneggiata, dato che il cliente medio pensa che Aleoca sia una marca italiana.
Ieri, camminando nella Chinatown di Singapore, ho visto una bici Aleoca modello "Torino". E' arrivato il momento di chiamare questa ditta e dir loro di piantarla di fingersi italiani...
La festa nazionale di Singapore, anniversario (il 43esimo) dell'indipendenza dalla Malesia, si e' conclusa. Se per caso avete passato le scorse settimane o gli scorsi mesi nella ricca citta'-stato asiatica, dovrebbe essere proprio questo a stupirvi: che le celebrazioni siano terminate. Ogni giorno, per mesi, chi vive a S'pore e' stato bombardato via radio, tv e cartelloni pubblicitari con notizie legate a quest'anniversario, e pare strano che tutto cio' termini improvvisamente.
E infatti... non termina. L'anniversario viene celebrato solo il 9 agosto, ma il 23 e 24 agosto verranno ripetuti alcuni degli spettacoli (fuochi artificiali, pattuglia acrobatica Black Knights, para' acrobatici, motoscafi, musica, etc.), e all'inizio di settembre 2008 si svolgera' il primo Gran Premio di Singapore di Formula 1, che sara' anche il primo GP notturno. se poi ci saranno ulteriori eventi, si potra' dire che a Singapore si fa festa tutto l'anno...
Varie comitive di italiani incontrati a Tioman, in Malesia, erano diretti verso Singapore per la festa nazionale: spero siano riusciti a trovare una buona posizione, pobabilmente intorno a Marina Bay.
Dopo tre giorni trascorsi sull'isola di Tioman, in Malesia, e' il momento di tornare a Singapore, dove sono in corso le celebrazioni per il 43esimo anniversario dell'indipendenza dalla Malesia. Addio mare limpido e ritmi rilassati, e addio anche ai tanti italiani (mai visti tanti connazionali all'estero, neppure a Leicester Square a Londra); ci attendono la solita aria condizionata artica, la censura soft in tv e in rete, bevande alcoliche con prezzi da oreficeria, e capi e capetti smaniosi di
esercitare il proprio potere ("capitani" dei pullman, impiegati aeroportuali, guardie all'ingresso dei grattacieli ... persino commesse del Carrefour di Suntec City).
Ho chiamato amici di vecchia data in occasione di un compleanno, e mi sono trovato di fronte alla solita, ovvia e impossibile domanda: com'e' Singapore?
Umida. Calda. Lontana dall'Italia. Quindi usero' un termine di paragone che conosco bene.
Immaginatevi Settimo Torinese, ma molto piu' grande e con tante banche. Banche cosi' grandi che risiedono in grattacieli di proprieta'. Grattacieli serviti da una linea metropolitana capillare, che il Cinquantuno e il Quarantanove, i capisaldi dei trasporti settimesi, arrossiscono al confronto. Una Settimo Torinese in cui ci sono ben pochi barotti o meridionali o furlan o tos'ani. E quando ordinate una bagna cauda, vi chiedono se ci volete molto zenzero o moltissimo zenzero.
Singapore la si vive da sottoterra o da molti metri sopra il livello del terreno, ma comunque quasi sempre al chiuso e con l'aria condizionata. Io ci lavoro e sono quindi per otto ore al ventiquattresimo piano, e per arrivarci percorro meno di un chilometro a piedi, appunto al coperto. Fuori, al caldo umido, ci si sta solo se si deve, quindi per attendere gli autobus o per percorrere poche decine di metri all'aperto, da un centro commerciale all'altro. I centri commerciali sono come gli shopping mall statunitensi, e come quelli italiani (quelli recenti, non quelli degli anni Ottanta tipo il bel Lagrange 15 di Torino). Si differenziano solo in base al tipo di clientela che servono. Kallang Leisure Park, per esempio, e' piuttosto economico. Millennia Walk ha invece un buon numero di negozi che vendono articoli di lusso. Marina Square e' normale, e Suntec City, dove lavoro, offre negozi di tutti i tipi, dal supermercato Carrefour alle gioiellerie.
Ma i negozi ci sono anche a Settimo e Torino, Atlanta e Denver, Milano e Roma. Quel che e' differente, a Singapore, e' che ci si arriva coi mezzi pubblici, ci si passa la giornata, ci si vive, negli shopping mall. E non essendoci stagioni (Singapore e' ad 1 grado dall'Equatore e non offre quindi variazioni stagionali rilevanti), il sole tramonta sempre piu' o meno alla stessa ora, e la temperatura (e l'umidita') resta costante tutto l'anno. Non ci sono quindi periodi in cui lo shopping passa in secondo piano per essere sostituito da mandrie di persone che vanno fuori citta' per la gita fuori porta (da Settimo alla Mandria, o da Settimo al Col del Lys, idealmente con una Fiat Uno Turbo). ...
Foto scattata all'aeroporto di Seletar, a Singapore (NON l'aeroporto principale dell'isola, Changji, che e' modernissimo). No, Seletar e' un aeroporto piccolo, annesso ad una base militare, senza negozi o bar. Si', gli aerei ci sono... arrivano in ritardo, ma ci sono. Due ore e mezza di ritardo per prendere il volo per l'isola malese di Tioman.
Ah, gia', la foto. La versione piu' diffusa del cartello fotografato raffigura una guardia che tiene sotto il tiro del suo fucile un potenziale criminale (uno beccato a masticare chewing gum, forse). QUESTO cartello, invece, mostra che la guardia ha gia' sparato al "criminale".
In conclusione, fate attenzione: chi dispone di qualche autorita', a Singapore, la esercita con zelo.
Il nove agosto, come ogni anno, si celebrera' l'anniversario della separazione di Singapore dalla Malesia, avvenuta nel 1965. Grandi feste e grandi spese: ci sara' come ogni anno un CH 47 Chinook che trasportera' una gigantesca bandiera bianco-rossa (i colori di Singapore) scortato da quattro elicotteri da combattimento Apache. E non costa due lire, il carburante per questi aeromobili!
Ecco un motoscafo che si allena per le celebrazioni nella baia nella Marina Bay di Singapore. Ogni tanto capita, di scattare una foto che non e' male...
Dopo la pubblicazione dell'articolo su Aleoca, una marca pseudo-italiana di biciclette che e' onnipresente nei negozi di Singapore, un paio di lettori mi hanno chiesto di fornire dati precisi riguardo al prezzo delle bici Aleoca. Ho quindi fatto un salto nel supermercato Carrefour a Suntec City, Singapore, e ho scattato questa fotografia. La qualita' della foto e' scarsa, ma il prezzo della bici si vede bene: 8888 (ottomilaottocentottantotto) dollari di Singapore, equivalenti a 4.139 euro! Per una bici prodotta in Cina per conto di una azienda di Singapore e' un prezzo molto elevato; ma con una bella bandiera italiana e con lo slogan Le Italiano Concetto (sic), tanti clienti saranno disposti a spendere una cifra del genere.
Quando si va in vacanza, le fotografie scattate riprendono di solito la famiglia del fotografo (figli in primis), con monumenti locali a fare da sfondo alle immagini. Spesso, quando fidanzata moglie figli e parenti si sono stancati di stare in posa di fronte alla Torre Eiffel, riusciamo anche a scattare una foto del monumento da solo. Ma sono soprattutto le foto notturne a colpire gli osservatori: un'immagine del Tevere illuminato dai lampioni, o le mille luci dei grattacieli di New York, oppure una spiaggia tropicale illuminata dagli ultimi raggi di sole. Salvo poi scoprire che le foto che abbiamo scattato sono mosse, o scure, o entrambe le cose. Ecco quindi che, oltre all'ovvio suggerimento di disattivare il flash se usate una modalita' di esposizione completamente automatica, si aggiunge un'altra idea: se la vostra macchina fotografica e' una reflex digitale, e se la ditta che la fabbrica ha a cuore il rispetto ed il portafoglio di chi ha investito denaro in obiettivi ed attrezzatura fotografica, ci sono buone possibilita' che possiate utilizzare dei vecchi obiettivi "veloci".
E' il caso di Nikon, per esempio: ho una Nikon FE3, comprata di seconda o terza mano nel 1993 con un obiettivo Nikkor 50mm/1,4. Ho usato quel corpo-macchina per l'ultima volta nel 2003, per fare alcune foto all'ultimo atterraggio del Concorde a Heathrow. Il 50/1,4, invece, sta vivendo una seconda giovinezza montato sulla mia Nikon digitale, per scattare foto di notte. Si tratta del corpo-macchina digitale piu' economico della Nikon, la D40, e chi ha macchine Nikon meno economiche potrebbe trovare ancora piu' facile l'uso di questo vecchio obiettivo; l'esposizione della macchina va impostata in manuale, in quanto la D40 non riconosce la presenza del 50mm/1,4; stessa cosa per la messa a fuoco, l'obiettivo consente solo quella manuale. La possibilita' di visionare le foto appena scattate facilita di molto la regolazione dell'esposizione. Sabato notte, scattando alcune centinaia di foto allo spettacolo "The Dancing Sky", dello Studio Festi, ho usato:
- Sensibilita': ISO 400;
- Tempi: da 1/30 a 1/100 di secondo, salvo alcune immagini che hanno consentito 1/250;
- Diaframma: da 1,4 a 4, con 2 come apertura piu' comune
- Niente cavalletto o supporti esterni.
Ho scambiato vari commenti con Andy, uno dei tanti spettatori con macchina fotografica. Aveva una Nikon D300...
Questa sera si e' esibito a Singapore, di fronte al National Museum, lo Studio Festi nello spettacolo "The Dancing Sky". Avevo gia' assistito in passato a questo spettacolo, a Torino in Piazza San Carlo, Capodanno 2003 o 2004, e mi era piaciuto.
Ecco una foto scattata allo spettacolo, gratuito. La prima esibizione si e' svolta alle 21, la seconda alle 23,30. Probabilmente vedrete altre foto da questo spettacolo su questo sito, nei prossimi giorni, perche' mi capita raramente di scattare quasi 700 foto in una sola occasione. Due, in effetti: il primo spettacolo e' stato talmente bello che ho assistito anche al secondo.
Ho ringraziato alcuni degli artisti, dopo lo spettacolo, perche' fa piacere, da italiano, assistere ad uno spettacolo come questo, organizzato ed eseguito da italiani.
Gia' avete letto della biancheria intima marca "Usura" in vendita a Singapore. Sempre da Singapore arriva un altro caso, un pelino meno divertente. La maggior parte delle biciclette e degli accessori per biciclette in vendita in citta' porta il marchio Aleoca. Nome pieno di vocali, il che porta molti anglosassoni a pensare all'Italia. Il marchio della ditta Aleoca mostra un semicerchio diviso in tre spicchi: uno verde, uno bianco, uno rosso; pare la bandiera italiana. Un secondo semicerchio, sotto la parola "Aleoca", mostra lo slogan "LE ITALIANO CONCETTO". Pare proprio che, ortografia e sintassi a parte, Aleoca NON sia legata all'Italia. Usando Google per cercare la parola "Italian" sul sito Aleoca porta a zero risultati, stessa cosa cercando "italia". Aleoca non e' una ditta italiana.
Visitando poi www.aleoca.com, ed in particolare la pagina dei contatti, vedo che c'e' una sede a Singapore ed una fabbrica in Cina: una soluzione perfetta, produrre le bici in Cina dove la manodopera costa poco, e venderle a Singapore dove gli stipendi sono alti. Nel supermercato Carrefour presente nella Suntec Tower Four, vicino al centro di Singapore, sono in vendita modelli di bici da strada Aleoca con prezzi pari a diverse migliaia di euro. Dubito che se il marchio fosse "Mah Lin Bicycles" o "Paya Labar Bicycles", questa ditta potrebbe permettersi di vendere i propri prodotti a prezzi cosi' alti: le bici fatte in Europa ed in particolare in Italia hanno ancora una buona reputazione. A rischo proprio grazie a ditte come Aleoca.
Quindi cosa sappiamo di Aleoca? Che e' una ditta asiatica, probabilmente con direzione a Singapore. Che usa bandiera italiano e slogan pseudo-italiano per far credere ai clienti di essere una ditta italiana. Che l'uso di tali segni di italianita' permette a questa ditta di piazzarsi nella fascia alta del mercato delle bici da strada, per quanto riguarda i prezzi. E che, vedendo una bandiera italiana e una frase che sembra in italiano, i clienti pensano sia una ditta italiana. Ecco cosa ha scritto un cliente Aleoca, visitatore di www.expatsingapore.com, uno dei siti piu' frequentati dagli Leggi l'articolo
Dopo un articolo tanto serio, in Marchi simil-italiani visti a Singapore: Usura, abbiamo pubblicato una foto che illustra un nome scelto senza pensare troppo da parte di una ditta di abbigliamento intimo orientale. Pubblicato l'8 luglio.
Usare il cellulare all'estero non e' mai stato economico, ma certe bollette non stanno ne' in cielo ne' in terra: ne abbiamo parlato l'11 luglio in Viaggiare all'estero e usare il cellulare: i costi salgono, salgono, salgono!. Attenzione pero', non e' solo colpa delle compagnie telefoniche che fanno strapagare il roaming internazionale: vent'anni fa potevamo solo sognare di andare in vacanza col telefono in tasca. Dieci anni fa il roaming era ancora un'opzione che non molti usavano, e le tipiche cabine telefoniche londinesi erano sempre affollate di turisti italiani. Ora siamo arrivati al punto di essere in vacanza e di dover scaricare gli episodi del nostro telefilm preferito sul cellulare...
Mi spiace se, visitando questo sito, vi ritrovate a leggere cosi' tanto di un posto cosi' poco visitato dagli italiani, Singapore. Ma per ora vivo qui, e piuttosto che raccontare di posti che non ho visitato, come fossi un collaboratore di Lonely Planet, preferisco descrivere in dettaglio la vita a Singapore.
Mi e' gia' successo tre volte, qui a Singapore, nelle poche occasioni in cui sono andato in giro, di trovarmi di fronte ad una strada senza uscita e di dover fare dietro-front. La prima volta e' successo percorrendo a piedi Benjamin Sheares Bridge, il ponte che collega Marina Promenade con l'area della Tanjong Rhu: il ponte (otto corsie) dispone di due corsie pedonali. Io ho preso quella a sud, e - in questo caso lo ammetto, e' colpa mia - ho ignorato i cartelli che segnalavano un'interruzione del ponte. Mi sono poi trovato a scavalcare il guard-rail (entrando per alcuni secondi sulla carreggiata) dopo aver trovato di fronte a me un ostacolo, e ho poi proseguito stringendomi al guard-rail stesso in tre punti in cui buona parte della corsia pedonale era stata rimossa (e restavano 50 cm prima del vuoto); arrivato poi a non piu' di duecento metri dal termine del ponte, mi sono reso conto che le autorita' stradali di Singapore non avevano esagerato: la corsia pedonale terminava completamente. Nessuna alternativa a parte ritornare sui miei passi: il ponte era ancora alto una trentina di metri, circa ventinove di troppo rispetto all'altezza da cui ritengo sicuro saltare. Ritornato indietro, ho imboccato la corsia pedonale nord, che inizialmente non avevo trovato, e ho percorso il ponte in meno di mezz'ora.
La seconda volta stavo percorrendo la East Coast Park Service Road verso ovest, cioe' verso casa. In bici, in una serata quasi piacevole. Prendo una strada non asfaltata che corre di fianco alla East Coast Parkway, e mi ritrovo dopo meno di un chilometro di fronte ad un muro. Dietro-front, di nuovo, ed in questo caso non c'erano cartelli ad indicare che la strada era senza uscita.
La terza volta ero in bici nell'area del Bedok Reservoir Park. Imbocco la corsia pedonale di un viadotto (il Kaki Bukit Viaduct), che dopo qualche centinaio di metri si restringe fino a consentire a malapena il passaggio del manubrio della bici. Dopo qualche metro spingendo la bici, e qualche livido di troppo, decido di salire in sella. Ottima scelta, a parte il fatto che ora sono, dalla vita in su, al di sopra del limite superiore della ringhiera che protegge ...
Singapore, Suntec City, torre numero 4. In cima alla scala mobile che porta al primo piano c'e' la solita sfilata di negozi e di banchi (con i soliti prodotti di bellezza israeliani che ho visto sia a Londra che ad Atlanta). Un banco attira la mia attenzione: mostra biancheria intima, ma nome della ditta e' stato scelto con poca, pochissima attenzione: Usura. E quando vedi la parola USURA sul didietro di una bella ragazza (vedi foto), diventa difficile non mettersi a ridere, come minimo.
Sono a Singapore dall'aprile 2008, e i prezzi qui NON sono competitivi, perlomeno non con gli USA, che al momento sono, credo, uno dei paradisi per gli acquisti fotografici. Qui a Singapore ho acquistato un Sigma 10-20 HSM con attacco Nikon pagandolo l'equivalente di 620 dollari USA; negli Stati Uniti, lo stesso obiettivo costa 500 dollari USA (su www.adorama.com e altrove).
Nell'ottobre del 2007 vivevo ad Atlanta, USA. In quel periodo acquistai su www.adorama.com la mia Nikon D40, pagandola 499 dollari. Mesi dopo, a Natale 2007, vidi la D50 (!), cioe' la macchina che la D40 sostitui', in vendita in un supermercato Panorama vicino a Torino per oltre 700 Euro. Circa 1000 dollari USA, per intenderci. Quindi ... i prezzi in Italia sono alti.
Scaviamo ancora piu' indietro nel tempo. Nel 2001 comprai una Fuji FinePix 4800Z in Inghilterra, dove vivevo a quei tempi. La pagai circa 400 sterline. Un anno e mezzo dopo, in Italia, vidi la stessa macchina fotografica in vendita ad un prezzo quasi doppio; nel frattempo, in Inghilterra il prezzo era sceso fino a 350 sterline.
Un'eccezione, ora: la mia macchina successiva, una Fuji FinePix F610, comprata a Taiwan come 'gray import' dal Giappone, venne pagata l'equivalente di 250 sterline. Il mese dopo l'acquisto, la vidi in vendita all'Auchan di Corso Romania, a Torino, esattamente allo stesso prezzo. Purtroppo questa sembra essere stata un'eccezione.
In conclusione, se avete l'occasione di comprare la vostra attrezzatura fotografica all'estero, fatelo.
La city di Singapore vista dalla East Coast Parkway. E come Singapore, anche su questo sito sono in corso lavori, in questo caso per ospitare le gallerie fotografiche del webmaster e di altri collaboratori / visitatori / viaggiatori / turisti.
Giovedi' sono arrivate le cose che avevo consegnato allo spedizioniere il 31 marzo 2008. Quasi tre mesi di viaggio. Dagli USA a Singapore, probabilmente passando per il Polo Nord e il Polo Sud. E’ come avere un pacco (beh... diciamo oltre 60 pacchi) che ti vengono consegnati, e quando li apri scopri che sei stato tu a mandarteli, dal passato. In questi tre mesi abbiamo vissuto per alcune settimane negli USA in un appartamento temporaneo, usando solo le cose che avevamo nelle nostre valigie. Poi, arrivati a Singapore, abbiamo trascorso due settimane e poco piu' in albergo, sempre e soltanto con i vestiti e le cose che avevamo in valigia. All'inizio di maggio ci siamo poi trasferiti nell'appartamento, sempre a Singapore, dove viviamo, e abbiamo iniziato ad acquistare varie cose. Per cui ora, con l'arrivo degli oggetti che avevamo impacchettato e spedito via nave da Atlanta, ci ritroviamo con decine e decine di bicchieri, cinque o sei grattugie, alcune decine di chili di cavi prolunghe e adattatori (e per fortuna possiamo usare, qui, tutto quel che avevamo in Inghilterra, visto che le prese sono le stesse).
Ed e’ arrivata, con il resto delle mie cose, anche la mia bici; niente di speciale, e' una mountain bike grigia con la scritta "Stealth", 18 marce, telaio un po' piccolo per me, non leggera, con portapacchi luci e parafango. L'avevo comprata in un negozio di Egham, nel Surrey, poche settimane dopo essermi trasferito li', nel gennaio 2001. Pagata 65 sterline, era una ex hire, una bici a noleggio che era stata affittata solo due-tre volte. Una di queste a me, e infatti il negoziante sconto' dal prezzo di vendita le cinque sterline che avevo pagato per usarla tre giorni. E scrisse sulla ricevuta del pagamento che si impegnava a riprendere la bici e a pagarla almeno il 50% di quanto l'avevo pagata. Non ce ne sono molti, di negozianti cosi' disponibili e onesti (e competenti), per cui se siete nella zona di Egham / Staines / Englefield Green / Ashford e vi serve una bici o una riparazione ciclistica, andate ad Egham; entrando sulla High Street di Egham (senso unico, non potete sbagliarvi), il negozio e' nella prima strada a destra, Station Road. Ma parlavamo di Singapore, mi pare...
Grazie all'arrivo della bici, inizia la terza fase della mia vita a SG: nella prima ero in albergo e andavo al lavoro in taxi, e potevo uscire di casa e, a piedi, raggiungere bei posti e persino arrivare alla spiaggia ... nella seconda, appena terminata, vivevo in una...
E' sabato mattina, hai fatto una pedalata di quelle che, alla fine, la tua maglietta ha raccolto i due chili di peso che hai fatto fuori pedalando. Arrivi a casa, la metti fuori ad asciugare, perche' se la portassi in casa camminerebbe per i fatti suoi, e magari ti farebbe fuori anche la tua scorta di tequila ... La lasci fuori ad asciugare, sul cannotto della bici; all'ombra, d'accordo, ma col caldo che fa, non dovrebbero esserci problemi.
Il giorno dopo la rivedi, la tua maglietta, e pensi sia il momento giusto per portarla in casa e lavarla. Errore. E' stata fuori ventiquattro ore, ed e' ancora bagnata come quando l'hai sfilata. Con trenta gradi di temperatura esterna di giorno e poco meno di notte, non s'e' liberata di una sola goccia di sudore. Forse un inceneritore potrebbe sistemarla.
The most humid cities on earth are generally located closer to the equator, near coastal regions. Cities in South and Southeast Asia seem to be among the most humid.
(...)
Kuala Lumpur and Singapore have very high humidity all year round because of their proximity to water bodies and the Equator and overcast weather; despite sunshine, perfectly clear days are rare in these locations and it is often misty.
Beh, se il portiere becca un goal e dice d'essersi distratto, credo lo si possa giustificare...
Ecco la posizione del campo di calcio su Google Maps:
Considerati i prezzi dei campi delle parrocchie di Settimo Torinese, non oso pensare quanto possa costare l'affitto di un campo come questo, nel centro di Singapore, all'ombra dei grattacieli delle maggiori banche mondiali. Ma immagino sia commisurato alle entrate dei signori che giocavano a pallone: dietro la porta a sinistra dell'immagine era parcheggiata una Rolls Royce, con autista a bordo.
In giro in una citta' lontana dall'Italia, in un grattacielo del centro citta'. Notate un rumore inconfondibile: un aereo. Veloce. Militare, probabilmente. Vi portate alla finestra. L'aereo passa sopra l'edificio in cui vi trovate. E non e' solo, ce ne sono cinque. Sono degli F16, utilizzati anche dall'Aeronautica Militare Italiana. Gli aerei si affiancano, si incrociano, poi il solista passa in mezzo ai restanti sei varie volte, arrivando da direzioni opposte. Continuano a girare. Si tratta dei Black Knights, la pattuglia acrobatica di Singapore, che si prepara per le esibizioni della festa nazionale del 9 agosto. Belle manovre, soprattutto se viste da una posizione insolita: dal ventiquattresimo piano, gli aerei sembrano solo poco piu' in alto. Dopo la fine dell’esercitazione passano un Chinook e due Apache sulla baia di Singapore, visibile dalla finestra. Hanno fatto lo stesso giro due volte (e dalla finestra sembravano essere ad una quota inferiore rispetto al ventiquattresimo piano). Dopo averlo visto in combattimento, sia in film che in documentari, e’ strano vedere due Apache andarsene in giro cosi’ tranquilli...
Cosa manca nella descrizione sopra?
Una macchina fotografica. E infatti nessuna foto dei Black Knights e' stata scattata in questa circostanza. La macchina fotografica digitale di chi scrive non era infatti in condizione di scattare fotografie, durante la visita nel centro citta' di Singapore. Un peccato, per qualcuno che ha la passione sia per l'aeronautica che per la fotografia.
Ecco quindi qualche raccomandazione:
1) Abbiate con voi la macchina fotografica. Banale, ma e' il caso piu' comune. Se la macchina e' piccola (una compatta, ma anche una reflex digitale come la Nikon D40/D40x/D60), capitera' raramente di non averla con voi. Se invece e' una macchina fotografica pesante e magari costosa, finirete col lasciarla a volte nella cassaforte dell'albergo.
2) La batteria deve essere carica. Non quasi carica, completamente carica.
3) Dovete avere spazio nella scheda di memoria della macchina. Le macchine fotografiche digitali, se dotate di schede di memoria sufficientemente capienti, offrono ben piu' dei 12...
Siete in un posto esotico, una citta' che non conoscete, magari negli Stati Uniti o in Estremo Oriente. Siete soddisfatti, felici d'aver scelto di visitare questo posto, e decidete di comprare qualcosa. Probabilmente una macchina fotografica o un computer, o magari un obiettivo, un cellulare o un qualche gadget elettronico. Vedete un negozio, entrate, e il negoziante e' subito vicino a voi, a vostra disposizione. Spiegate che volete un obiettivo zoom Sigma 10-20mm per reflex Nikon digitali. Il negoziante commenta "Uhm ... piuttosto costoso", e va a consultare il suo catalogo. Fa qualche conto sulla sua calcolatrice, e vi spara un prezzo che equivale a 850 euro. Poco ci manca che vi venga un infarto: strabuzzate gli occhi per manifestare il vostro disappunto, e spiegate indignati che avete visto lo stesso obiettivo, in altri negozi in altre parti della citta', a prezzi tra i 370 e i 440 Euro; dite al negoziante che, con un prezzo del genere, quello non e' un negozio serio, e ve ne andate.
La scenetta sopra descritta e' successa a me giovedi' scorso, a Singapore, in un negozio in Boat Quay, vicinissimo a South Bridge Road. Il prezzo che mi e' stato chiesto per l'obiettivo e' 1.800 SGD (Singapore Dollar), a fronte di prezzi trovati in altri negozi in citta' variabili tra i 790 SGD e i 920 SGD. Da notare che lo stesso obiettivo Sigma 10-20mm e' in vendita negli USA a 500 USD (equivalenti a 320 EUR o 680 SGD).
Cos'e' successo?
1) Il turista e' entrato nel negozio sbagliato. Un negozio di articoli fotografici in riva ad un fiume, preceduto e seguito da ristoranti tipici e costosi, all'ombra di grattacieli in cui si trova il cuore finanziario di una delle quattro Tigri Asiatiche: tutto congiurava per un prezzo fuori dalla norma;
2) Il negoziante ha individuato un turista straniero, e ha puntato sulla scarsa competenza del turista in campo fotografico, o nella sua eccessiva disponibilita' di denaro;
3) Il turista ha "fatto i compiti" e si e' preparato, prima di entrare in un negozio e spendere una ci...
Sono arrivato a Singapore il 23 aprile 2008, un mese e' passato ed e' ora di un piccolo bilancio.
I prezzi sono alti. Una cena per due arriva facilmente a costare USD80, senza neppure mangiare molto; abbiamo speso quella cifra due volte, da quando siamo qui, contro una volta sola in due anni trascorsi negli USA. Un obiettivo che vorrei comprare per la mia macchina fotografica costa circa USD670 qui, contro USD490 negli USA. Negli USA il prezzo base per i laptop, in negozi e supermercati informatici e non, e’ sui 450 dollari; qui non ne ho ancora visto uno a meno di USD 800. L’appartamento in cui viviamo ha dei bei pavimenti e altri pregi, ma un affitto mensile di USD 3.000 e un prezzo di vendita di USD1.1M mi paiono un po’ eccessivi, anche considerando le covate di insetti che stanno nascendo e il puzzo di umidita’ da far girare la testa che arriva dagli armadi (che teniamo sempre aperti, con carbone, aspiraodori e aria condizionata in funzione de-umidificante, ma senza miglioramenti)(si’, le apriamo le finestre, durante il weekend, tutto il giorno...).
Detto dei prezzi, passiamo al cibo. Tanta varieta’ e tanta quantita’: quasi ogni shopping mall ha un piano dedicato esclusivamente alla food court (tanti negozi che servono piatti orientali differenti); le solite catene americane (McDonald's, Subway, ma anche altre dove si mangia benino, tipo Outback Steakhouse), tanti ristoranti dal nome italiano. La scelta maggiore si ha decidendo di mangiare orientale, ovviamente: ristoranti giapponesi, vietnamiti, cambogiani. Non cinesi, malesi e indonesiani: sarebbe come aspettarsi di trovare in Italia un ristorante che si definisce "ristorante italiano"... le categorie, per questi tre tipi, sono dim sum, chow mein, etc.
E’ piu’ facile trovare una panetteria/pasticceria (industriale e non artigianale, vabbe’) qui che negli USA o in Inghilterra (Spelthorne/Runnymede, a Londra la situazione e’ differente). Ed e’ una fortuna, perche’ nei primo giorni qui, dopo cinque giorni di cibo cinese a pranzo e cena (la colazione era all’inglese, in quei giorni eravamo ancora in albergo), ho avuto bisogno di odori e sapori differenti, e ho pranzato e cenato a base di paste varie. Ora, avendo un’appartamento e una cucina, alterniamo cucina italiana e cinese, e ceniamo fuori solo quando la navetta per tornare a casa ritarda troppo.
A casa, connessione Internet nominalmente da 8Mbps (che poi sono poco meno di 1.000 Kb al secondo), ma credo condivisa da tropp...
"Ma se e' un Varano di Komodo, che ci sta a fare in un parco di Singapore?", avrei potuto chiedermi. Oppure "Ma sara' davvero un varano, poi?", e qui chiedo aiuto ai visitatori del sito esperti in materia (quanti varanologi ci saranno in Italia): quello nella foto e' un Varano di Komodo? Speriamo che almeno un esperto capiti su questa pagina...
In realta' la mia domanda e' molto piu' prosaica: "Ma sono pazzi, a lasciar andare a spasso un varano a una decina di metri da una pista ciclabile?", ma forse questa domanda ha una risposta semplice semplice: il varano sara' addestrato ad addentare i ciclisti che lasciano la pista asfaltata, fornendo loro una valida ragione per rispettare le leggi.
Ho chiesto ad un collega (lui e' malese ma vive e lavora a Singapore da anni). Dice che non e' un Varano di Komodo, ma un animale che qui chiamano "serpente a quattro zampe", e che identifica come il un varano, probabilmente il Varanus salvator, Varano acquatico, o altro sauro simile. Questo vale anche per il rettile visibile nel mio post precedente: anche lui e' un four-legged snake.
Su http://en.wikipedia.org/wiki/Water_monitor e http://it.wikipedia.org/wiki/Varanus (in italiano) potrete scoprire di piu' su questi interessanti animali. Per il collega, il modo migliore per apprezzare questi varani e' sauté con polvere di curry. Che delizia...
Torno per un momento al Varano di Komodo, cui sono rimasto affezionato da quando lo studiai per una ricerca scolastica (elementari o prima media). Secondo http://en.wikipedia.org/wiki/Komodo_Dragon e altri siti, si sono registrati casi di partenogenesi, in cui femmine di varano hanno dato alla luce piccoli senza che le loro uova fossero state inseminate da un maschio. Prospettiva interessante: uno va allo zoo e vede un varano. Ci torna il mese dopo e sono due. Il mese seguente sono quattro. Nel giro di qualche anno, il varano va allo zoo a vedere gli umani rimasti...
Continuando con le foto scattate nelle prime settimane dopo il mio trasferimento a Singapore, ecco la foto di un altro incontro avvenuto nel parco di Pasir Ris, a nord di Singapore. Per ignoranza diro' solo che credo si tratti di un'iguana, vista a cinque-sei metri dal ponte in legno su cui stavo camminando.
Questa foto, la precedente (il "pesce che cammina") e probabilmente alcune delle successive non saranno eccezionali tecnicamente, ma grazie ai soggetti inusuali (almeno per me), diventano interessanti. Per fare foto migliori ci vorrebbe ancora piu' pazienza: credevo fosse difficile fare foto al freddo, ma quando ci sono 30-33 gradi tutti i giorni e umidita’ altissima, diventa difficile anche solo pensare senza sudare... e pensare aiuta, quando si vuole scattare una bella foto. Ancora piu' serio il problema con il display delle macchine digitali: tutte le foto, se viste nel display poco dopo averle scattate, sembrano troppo chiare, e quindi si finisce col non compensare l'esposizione (pratica invece raccomandabile sulle piu' economiche reflex Nikon digitali (D40, D40x, D60) e anche su alcune non proprio economiche; il risultato sono foto poco incisive e a volte semplicemente sovraesposte. E per fortuna che non ci si mette di mezzo anche il mosso: pesce camminante e iguana erano piu' lenti di un monologo di Celentano.
Dopo il trasferimento a Singapore non ho scritto molto. Sara' che, essendo ora sull'equatore, la penna continua a cadermi verso il Polo Sud.
Ecco una simpatica foto scattata giorni fa nel parco di Pasir Ris, a nord di Singapore. Si tratta di un pesce che stava nuotando nell’acqua fangosa, vicino alla riva, e che poi ha deciso di venire a riva e di farsi una passeggiata. Secondo me, se lo rivedo il mese prossimo, avra’ gia’ imparato a farsi la tessera dell’autobus.
Ore 11,00, Atlanta, USA: una gentile collega viene a prenderci, all'appartamento in cui abbiamo vissuto ultimamente, e da' un passaggio a noi, alle nostre sei valigie, due trolleys, uno zaino fotografico e una borsa LV che costa quanto un'auto. Ci porta in ufficio, dove all'una del pomeriggio passera' a prenderci un'autista che ci portera' all'aeroporto Hartfields-Jackson di Atlanta. Sembrano passati millenni da quando davo il cleaner e il primer ai vetri laterali della Citroen, alla Pilkington.
Tra le undici e l'una lavoro in terrazzo, al Quartier Generale dell'azienda per cui lavoro dal 2001. Brezza, email, connessione ai server, CEO che viene a scambiare due parole, colleghe carine che passano. E' il paradiso?
Ore 13:00 (sette di sera in Italia): arriva l'autista, per fortuna ha un SUV bello grosso e riesce a caricare tutte le nostre valigie. Lo scambio per russo ma e' bulgaro; lui sembra comunque soddisfatto e un po' stupito perche' non ho sbagliato di troppe migliaia di chilometri. Durante il tragitto verso l'aeroporto scambiamo qualche parola sulla Bulgaria e su di lui, vive negli USA da otto anni e ha la cittadinanza USA da tre. Sembra soddisfatto ma rumina qualcosa dentro. Arriviamo all'aeroporto, scarica tutte le valigie. Normalmente non amo dare mance, anche se negli USA e' obbligatorio, ma in questo caso non mi dispiace, gli lasciamo dieci dollari. Sul marciapiede dell'aeroporto il personale dell'aeroporto inizia a fare il check-in delle nostre valigie, poi - quando scoprono che la nostra rotta e' un pelino complicata, ci portano dentro i bagagli. Atlanta-Chicago-Londra-Singapore, partenza prevista lunedi' alle 15:40, arrivo previsto MERCOLEDI' alle 17:00. Lasciamo cinque dollari di mancia anche a questa persona. L'impiegata al banco della Delta manda tre valigie verso Chicago, sta per mandare le altre tre verso Londra, ma decidiamo di raccogliere tutte insieme a Chicago.
Da Atlanta a Chicago: prima classe, chi l'ha mai vista? Personale di bordo cortese e attento, ci chiedono di frequente se desideriamo qualcosa. Dopo due Copenhagen Colada (una variazione della Pina colada) gratis, mi dichiaro soddisfatto e continuo a leggere il mio Gibson/Sterling, "The Difference Machine". Se non fossi stato in prima classe avrei speso dieci dollari, per quei due drink non particolarmente memorabili. Mi sento un sinistro pentito, direi ... come dev'essersi sentito D'Alema quand'e' salito a bordo della sua barca per la prima volta.
Un viaggio lievemente differente dai soliti, preziosissimi giorni e settimane che interrompono la nostra routine e ci danno nuovi stimoli. No, questo e' un viaggio diverso. Dopo due anni vissuti ad Atlanta, domani mi trasferiro' per lavoro a Singapore. Notizie e foto relative agli USA probabilmente diminuiranno, su questo sito, mentre aumenteranno i miei articoli relativi al sud-est asiatico.
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