Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: taxi
Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento
taxi
Una pubblicita' di
Transport For London / Cabwise sui rischi dei taxi illegali in
Gran Bretagna. Video adatto ai maggiori di 15 anni. ...
Tags: pubblicità, taxi, video, vivere in Inghilterra
[Una delle mie prime impressioni sugli Stati Uniti, da appunti del febbraio 2006.)
Siamo ad Atlanta dal trentun gennaio, e ieri sera siamo andati per la prima volta a fare la spesa. Una camminata di 35 minuti, erano gia' quasi le sette e mezza quando siamo arrivati al supermercato Kroger, e abbiamo quindi pensato di cercare un ristorante e cenare, prima di fare acquisti. Ne troviamo uno, entriamo e la cameriera inizia a riempirci di smancerie. Porta il menu, accompagnato da un bicchiere d'acqua e dal pane (wow ... pane! Dopo cinque anni senza, in Inghilterra, ecco un ristorante che lo porta!), e parla parla parla. Oltre all'eccessiva dose di complimenti, c'e' qualcos'altro di strano, in lei, ma non riesco a capire cosa. Ordiniamo, e lei commenta che le nostre scelte sono tutte eccezionali, ottime, ben fatte, tipo "Great choice sir, a really amazing dish, our ravioli with mushrooms!" (quei ravioli erano, per dimensioni, simili ai baccelloni de l'Invasione Degli Ultracorpi ... fortuna che erano solo una decina, altrimenti non sarei riuscito a mangiare il secondo). Ogni volta che passa nei dintorni, chiede se siamo soddisfatti e se stiamo trascorrendo una serata fantastica. Beh, no, non proprio fantastica: sto tornando a temperature normali solo ora, perche' con una temperatura esterna non lontana dallo zero sono uscito con camicia leggera leggera e giacca (la canottiera sarebbe stata tanto utile...) e son stato all'aperto mezz'ora buona, ma non glielo dico.
Tornando a temperature normali s'e' forse svegliato anche il mio spirito d'osservazione, e riesco finalmente a definire cosa c'e' di strano nella cameriera: la bocca. E' a forma di cuore. Sul serio. Sospetto che sia andata in una clinica e si sia fatta iniettare del collagene per deformare le labbra a forma di cuore. Non mi stupirebbe, nei miei primi giorni di lavoro ho gia' visto piu' ragazze siliconate, in ufficio, che nel resto degli ambienti lavorativi in cui sono stato in passato. La chirurgia plastica, qui negli USA, non si fa per diventare piu' belli, ma per avere un 'competitive advantage' nella ricerca di un lavoro e nel suo mantenimento.
Arrivati al secondo avevo la vocina alla Blade Runner che mi diceva "Ecco bocca-di-cuore che si avvicina...
devo evitare il contatto visivo, altrimenti verra' qui immediatamente, devo guardare solo il mio piatto, guardare solo in basso, evitare di averla nel mio campo visivo ... NO! TROPPO TARDI! ECCOLA CHE ARRIVA DI NUOVO! "Yes, it's all wonderful, thanks!". Solo al momento di pagare abbiamo capito che il nome del ristorante era "Hugs and kisses", e che percio' e' stata probabilmente un'esperienza estrema, col personale tenuto a comportarsi cosi', e magari con chirurgia estetica pagata dalla direzione del ristorante.
In questi primi giorni ad Atlanta, per fortuna non tutti sono sembrati cosi' falsi (per ordini aziendali, ma pur sempre falsi). Gli autisti dei pullman, per esempio, sono di stampo ben diverso: "Ti avevo detto che la macchinetta non da' il resto... devi mettere ESATTAMENTE i soldi del biglietto, altrimenti sei fottuto". Beh, sembrano eccezioni: quasi ovunque pare che il sorriso faccia parte dell'uniforme e debba essere indossato durante tutto il turno di lavoro. Se non sorridi continuamente i tuoi capi pensano che tu abbia un atteggiamento negativo nei confronti del lavoro/clienti/esistenza, e a quel punto sei da eliminare...
Facciamo la spesa da Kroger. Abbiamo un paio di carrelli pieni, e chiamiamo un taxi per tornare a casa con la nostra spesa. Il tassista arriva dopo oltre mezz'ora ("cinque minuti, e' a cinque minuti dal supermercato", ha detto la centralinista dell'azienda dei taxi quando l'ho chiamata durante la nostra attesa); e' messicano, sul sedile di fianco a lui siede la sua fidanzata, e nel bagagliaio - enorme - ha poco spazio, e' pieno di cose sue e, soprattutto, ci sono casse grandi quanto la Puglia, collegate alla tv piazzata sul cruscotto, su cui sta seguendo il concerto di un Vasco Rossi messicano (coi baffetti, ma somiglia a Vasco). In meno di dieci minuti siamo a casa, con la nostra spesa che riempie il frigo e con il pop del Vasco messicano che ancora ci risuona nelle orecchie.
Tags: Atlanta, ristoranti, taxi, vivere negli USA

Cartello fotografato al Changi International Airport di Singapore. Dice:
Dall'aeroporto alla city (il centro citta')
- Autobus (di linea - ndr) a partire da 2S$ (Singapore Dollars)
- City Train (metropolitana - ndr) a partire da 2S$
- Bus-navetta: 9S$ per gli adulti, 6S$ per i bambini sotto i 12 anni
- Taxi normali: circa 20 S$, tariffa tassametro piu' eventuali sovrapprezzi (presenti nelle ore di punta)
- taxi "limousine": a partire da 16S$ a cui va aggiunta la cifra indicata dal tassametro
Questo cartello e' un perfetto esempio di come una piccola idea possa aiutare un turista spaesato. Arrivare in un aeroporto straniero e trovare un'indicazione ufficiale di quali sono le tariffe - anche solo approssimative - per i trasporti locali e' di grande aiuto.
Mesi fa, in Indonesia, mi sono sentito chiedere da un tassista una cifra dieci volte superiore a quella normale per il percorso che avevo fatto, e se non fosse stato per il personale del
resort in cui alloggiavo, non avrei avuto elementi per protestare e contrattare.
Scavando ancora piu' indietro nella memoria, ricordo un viaggio Londra-Palermo (nel 2004), e la successiva ricerca di un taxi per andare in citta'. La cifra che mi veniva chiesta (40 euro, se ricordo bene) mi pareva eccessiva per il tragitto aeroporto-citta', anche confrontandola coi prezzi dei taxi nella costosa Londra. Ne parlai con un paio di tassisti in servizio all'aeroporto Falcone-Borsellino: a loro pareva normale che Palermo, con un costo della vita piu' basso rispetto a Londra, avesse tariffe taxi piu' elevate.
Spero di sfondare una porta aperta, con questo suggerimento. Sarei felice di scoprire che ci sono gia' tanti aeroporti italiani che espongono chiaramente le tariffe che un viaggiatore puo' aspettarsi di pagare per tassi e autobus (magari accompagnate da foto per identificare i vari tipi di veicoli, come nel cartello singaporiano).
Tags: aeroporti, idee per il settore turistico, prezzi, Singapore, taxi

Michael O'Leary, l'amministratore delegato della
Ryanair, ha pochi ammiratori, in Italia, a causa delle sue sparate pubblicitarie (bagni a pagamento, passeggeri in piedi, sesso gratis per i passeggeri della futura RyanAtlantic), della sua costante ricerca di nuove
entrate ausiliarie e di una certa arroganza personale. Gli irlandesi, invece, hanno una ragione differente, o ulteriore se preferite, per apprezzarlo poco: Mr. O'Leary, infatti, usa da anni le corsie riservate ad autobus e taxi a Dublino. E lo fa senza rischiare multe come capiterebbe ai normali cittadini irlandesi: grazie ad un cavillo burocratico, O'Leary ha trasformato la sua auto in un
taxi ad uso personale.
L'AD Ryanair ha infatti acquistato una targa speciale per taxi (e una licenza, immaginiamo) che, per la cifra di 6.000 euro, gli consente di convertire la sua Mercedes con autista in un taxi e, quindi, di utilizzare le corsie preferenziali riservate a taxi e autobus. In questo modo, O'Leary evita di perdere tempo nel traffico cittadino.
Conoscendo lo
stile di Michael O'Leary, sarebbe disposto anche a caricare passeggeri paganti sulla sua auto personale, pur di arrotondare le sue entrate.
Tags: Irlanda, manager, Michael O'Leary, Ryanair, taxi
I tassisti di Singapore si comportano in modo interessante. Esci dall'ufficio e sali in un taxi, chiedi all'autista di portarti al condominio
Costa X, lui guida per mezz'ora e alla fine ti ha portato al condominio
Costa Y, in tutt'altra zona. Ammette l'errore, ti porta al condominio giusto, e al momento di farti pagare rinuncia ad usare il tassametro (che nel frattempo e' arrivato a 22 dollari) e ti chiede "Quanto ti fanno pagare, di solito, per questo percorso?". Gli dici quattordici dollari, si scusa ancora per l'errore e accetta con gratitudine i soldi.
Domenica mattina, si va al molo d'imbarco per le
isole del sud, decidiamo di prendere il taxi anziche' bus, metropolitana e poi un altro autobus. Un tassista e' in attesa, fuori dal condominio. Gli chiediamo quanto costera', piu' o meno, andare fino al
Marina South Pier, lui dice dieci dollari. Andiamo. All'arrivo, controlla il tassametro: segna sette dollari, che paghiamo molto volentieri, con un risparmio del 30% sulla spesa preventivata.
Fa piacere, non essere pelati da un tassista esotico.
Tags: antropologia spicciola, Singapore, taxi
A Singapore, alla fine di molte parole viene aggiunto, nel pronunciarle, un "
lah". E' un modo per addolcire le parole in cinese mandarino, che e' poi passato anche all'inglese, o meglio al
singlish, un miscuglio tra inglese, cinese e malese - con qualche tocco d'indiano - parlato a volte a Singapore; "a volte" nel senso che di solito l'inglese parlato nella piccola isola-stato asiatica e' impeccabile (in tv, in banca, alla radio, nelle aziende multinazionali), ma se si va ad ordinare del cibo in un
hawker market, o se si parla con un tassista, puo' capitare di sentir parlare in
singlish.
Per esempio, "meio" significa "no", in mandarino, ma di solito - sia a Singapore che altrove, per esempio a Taiwan - se si parla con qualcuno che si conosce si finisce coll'usare "meio-lah", che suona come "non proprio...", o "non esattamente...", come dire "no, ma non sentirti offeso per il fatto che non dico si'".
Due giorni fa stavo pedalando verso est, dopo il lavoro. Il sole era appena tramontato (in realta' non s'era neppure visto, dietro al solito cielo coperto). Mi sono fermato a scattare qualche fotografia, e a prendere fiato e, al momento di ripartire, mi sono posizionato sulla linea di arresto, al semaforo.
Scatta il verde, la prima auto, un taxi, si avvia e vuole svoltare a sinistra; io, che sono in bici a sinistra della vettura, faccio segno di passare, come fossi una persona gentile ed educata. Pedoni sulle striscie pedonali obbligano il tassista a fermarsi davanti a me, impedendomi di procedere mentre attende che i pedoni passino. La strada in cui sono ha una sola corsia, per cui mi infilo tra il taxi e l'auto che lo segue, un taxi anch'esso, per aggirare il primo taxi da destra. La seconda auto non ha la possibilita' di muoversi, bloccata dalla prima. Il secondo tassista suona il clacson. Alzo una mano di scatto e faccio un gestaccio (no, nessun dito teso, soltanto il pugno chiuso). Il tassista suona di nuovo il clacson. Completo l'aggiramento dell'auto, e attraverso l'incrocio accelerando. Quando mi passa di fianco il taxi, inchiodo e scarto a destra, portandomi a mezzo metro dal taxi. Dieci metri piu' avanti, il tassista si ferma: rissa in arrivo? E' dal 1984 che non partecipo ne' assisto ad una scazzottata (ah, i bei tempi andati dell'ITIS Leonardo da Vinci di Chivasso...), non saprei neppure come procedere. Nel traffico che procede lentamente mi porto di fianco al taxi, non tanto per provocare quanto per sorpassare. Il tassista sembra un aborigeno australiano, o forse e' di etnia tamil, a giudicare dalle fattezze del viso, ed e' sui sessant'anni. Abbassa il finestrino del taxi, con una faccia arrabbiata ma con una lentezza che trasmette tutto fuorche' aggressivita'. Quando finalmente ha abbassato il finestrino, dice ad alta voce le immortali parole
Facchiu-laah!!!.
Mentre pedalo in direzione sud, verso la spiaggia, il tassista e' ancora impegnato a richiudere il finestrino della sua auto, e io ripenso a come un insulto possa perdere tutta la sua carica violenta quando e' detto con l'accento sbagliato.
Tags: lingue, Singapore, taxi Argomenti correlati a "taxi"