Il blog di ViaggiareLeggeri, argomento: truffe 

Gli articoli del blog di ViaggiareLeggeri sull'argomento truffe

Quando il trolley per Ryanair e' una truffa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 26/12/2011 alle 21:22 | 0 commenti  | Permalink
Se avete volato con Ryanair sapete che la linea aerea irlandese consente il trasporto a bordo di un solo bagaglio a mano di dimensioni non superiori a 55 x 40 x 20 cm. Lo ripeto per quelli del loggione che magari non hanno sentito:
Le dimensioni del bagaglio a mano devono essere inferiori o pari a cinquantacinque per quaranta per venti centimetri, quando si viaggia con Ryanair.
Bene, ora siamo tutti d'accordo. E tanto per chiarire un altro potenziale frainteso: Ryanair ha il pieno diritto di stabilire dimensioni massime inferiori a quelle stabilite dalla IATA per il bagaglio a mano. Se dice che non accetta bagagli di dimensioni superiori a 55 x 40 x 20 cm, stabilisce regole per l'uso dei suoi servizi: se non vuoi rispettarle, non utilizzare Ryanair, non te l'ha ordinato il medico, di usare questa linea aerea.

Bene, quindi parliamo di 55 x 40 x 20cm. Sembro un disco rotto che ripete sempre lo stesso ritornello, eh? Tutti hanno capito quali sono le misure Ryanair, giusto?

Giusto?

Eppure ... c'e' ancora qualcuno che cerca di truffare i viaggiatori piu' ingenui, quindi i meno protetti. Come questo venditore su eBay, che vende un trolley come "TROLLEY BAGAGLIO A MANO RYANAIR 51,5x33,5x22 VALIGIA NUOVO AEREO VIAGGI", e poi - pochi caratteri piu' tardi - dice che il trolley misura 51,5 per 33,5 per 22 centimetri. Due centimetri fuori misura, piu' che sufficienti per mettere nei guai l'ignaro acquirente di questo trolley, destinato a finire nella stiva di un volo Ryanair previo pagamento del sovrapprezzo previsto!

Trolley fuori misura


Se fossi un professore di filosofia direi
Egregio signore, con la sua arguta inserzione Lei pare ignorare il principio aristotelico della non contraddizione. Orsu', corregga la sua involontaria svista!

Visto che professore non sono, usero' parole piu' dirette:
Truffatore che non sei altro, spero che eBay ti vieti di inserire altri annunci. Devi sparire!

Certo pero' che tocca a noi consumatori svegliarci: se acquistiamo una valigia o un trolley in negozio, e ci dicono che ha certe misure, spetta a noi verificare che tali misure siano dichiarate per iscritto nel depliant/scheda allegato al prodotto (non sempre presente), e in caso di dubbi spetta a noi misurare o far misurare il trolley. Per gli acquisti online le cose si fanno piu' nebulose, vista l'impossibilita' di misurare fisicamente l'acquisto; per fortuna esistono venditori come questo, che "lanciano" il prodotto come compatibile con Ryanair e poi scrivono - probabilmente senza sapere quello che fanno - che ha misure che eccedono quelle stabilite dalla low cost irlandese.

Non separatevi dal vostro denaro senza controllare quel che vi vendono...



Link:
Dimensioni bagagli a mano Ryanair
Trolley e valigie

Tags: acquisti, bagaglio a mano, Ryanair, trolley e valigie, truffe

Come danneggiare la reputazione di una citta': un ristoratore disonesto a Roma

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/11/2011 alle 07:05 | 4 commenti  | Permalink
Una serata tra amici in un ristorante a Roma, un conto un po' salato, e alla fine neppure uno scontrino: possibile che esistano ristoratori che cercano di fregare i clienti? No, non ci credo.

Come scrive Paese Sera, nove amici hanno cenato in un ristorante "decisamente informale" vicino a Castel Sant'Angelo, hanno ricevuto "porzioni non certo abbondanti", hanno ricevuto un conto da 572 euro (63,5 euro a testa), e alla richiesta di uno scontrino si sono sentiti dire che il ristorante 'non aveva il libro delle ricevute'.

Beh, ovvio che si spenda cosi' tanto, mangiando cibi sofisticati:
La cena non è certo luculliana, un antipasto a testa, un assaggio di primo e per secondo la specialità della casa: tagliata di manzo.


Il prezzo pagati dai commensali mi sembra alto, ma non e' il problema principale. Il rifiuto di emettere lo scontrino e' da denuncia immediata. Se ceni in un capanno sulle sperdute isole malesi ti fanno lo scontrino, ma nel centro di Roma no. Complimenti.

Ricordiamo a tutti che, come dice il sito della Guardia di Finanza, il numero da chiamare e' il 117, attivo 24 ore su 24:
Il numero di pubblica utilità 117

Il "117" è un numero gratuito di pubblica utilità, operante 24 ore su 24, realizzato con lo scopo di instaurare un rapporto diretto tra la Guardia di Finanza e i cittadini.

E’ stato istituito nel 1996, anche al fine di corrispondere alle diversificate istanze di tutela espresse con sempre maggior vigore dalla collettività, nonché all’esigenza di migliorare i rapporti fra contribuente e fisco.

Con il "117" si entra in contatto con le "sale operative" presenti in tutte le province del territorio nazionale, per chiedere l’intervento di una pattuglia ovvero per ottenere notizie e informazioni sui servizi del Corpo.

Per le violazioni amministrative, quali il mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale, si potrà procedere alla immediata verbalizzazione dell'illecito soltanto aspettando la pattuglia sul posto.

In caso contrario, verranno acquisite tutte le informazioni necessarie e il segnalante sarà invitato a presentarsi presso il Reparto del Corpo più vicino per la necessaria formalizzazione.

I clienti del ristorante in oggetto erano italiani. Magari forestieri, non romani, ma pur sempre italiani. Quanto sarebbe stato salato, il conto, se i clienti fossero stati degli ingenui giapponesi o dei tedeschi?

Come abbiamo twittato ieri, la proposta di Milena Gabanelli e' molto interessante: tassare i pagamenti effettuati in contanti, in modo da far riemergere l'economia sommersa italiana. Magari aiuterebbe anche ad evitare situazioni come quella capitata ai nove amici che hanno cenato vicino a Castel Sant'Angelo.

Tags: italianità, ristoranti, Roma, truffe

Biglietti che aumentano di prezzo mentre prenotate?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/04/2010 alle 13:07 | 0 commenti  | Permalink
Vai sul sito di una linea aerea. Inizi ad inserire destinazione e date, poi esplori i giorni precedenti e successivi per vedere se le tariffe sono piu' basse. Infine trovi una tariffa che reputi sufficientemente bassa, e inizi la procedura di prenotazione.

E a un certo punto il sito t'informa che la tariffa che avevi scelto non e' piu' disponibile, e magari ti propone lo stesso volo ad un prezzo piu' alto.

Puo' succedere. Alcuni viaggiatori pignoli (o simili a me, quindi col braccino corto) ricominciano la procedura da capo, e a volte - sorpresa! - trovano che il biglietto a quel prezzo cosi' basso, che pareva non essere piu' disponibile, e' ancora selezionabile. Passano quindi per le varie fasi della prenotazione, e di nuovo si ritrovano di fronte allo stesso avviso di prima: la tariffa non e' piu' disponibile.

Non sara' disponibile, pero' viene usata per attirare i clienti. "Bait and switch" e' il nome del sistema: si attira il cliente con un'esca appetitosa, e appena ha abboccato, gli si propone un prodotto piu' costoso. Il blog di Chris Elliott, in un articolo su questo tema, ripropone un'ipotesi gia' sentita, e finora mai confermata, e presenta alcune idee per aggirare il problema. L'ipotesi e' che le linee aeree - e altre aziende, non solo del settore viaggi - utilizzino i cookie (piccoli files che quasi ogni sito salva sul vostro computer quando lo visitate) per rilevare l'interesse dell'utente verso uno specifico prodotto - un volo Roma-Parigi a fine maggio, per esempio - e per proporre una tariffa piu' alta al momento in cui l'utente decide di prenotare.

CEO della linea aerea ABCD: Chi? Noi? Usare il bait and switch? Abusare dei cookie? Mai, non faremmo mai una cosa del genere!
Emilio la scimmia ammaestrata: No? Eppure pareva proprio...

Sia come sia, ci sono passeggeri ancora piu' pignoli di quelli che rifanno tutto da capo, che usano metodi piu' radicali e paiono essere soddisfatti. Se le linee aeree usano i cookie per verificare quanto e' interessato ad un certo prodotto un passeggero (quindi quante volte visita una certa pagina e pagine con prodotti e servizi simili), il suggerimento che viene da questi passeggeri e' di provare a prenotare, e appena il sito vi propone una tariffa piu' alta di quella iniziale, prendere nota dei dati del volo che vi interessa, spegnere il computer, e andare ad effettuare la prenotazione - senza cincischiare, scegliendo immediatamente il volo di cui avete preso i dati - usando un computer differente.

Altra soluzione: non cambiate computer ma cancellate i cookies del sito della linea aerea, in modo che il vostro computer sia come quello di un visitatore che non ha mai toccato quel sito. Il browser Mozilla Firefox permette di cancellare solo i cookies di uno specifico sito senza rimuovere quelli degli altri siti visitati, se desiderato, ed e' quindi ottimo per questo tipo di soluzione.

Tags: informatica, linee aeree, siti Internet, truffe

Bici Aleoca e parole italiane in liberta'

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/03/2010 alle 10:42 | 0 commenti  | Permalink
"Ultra Alluminio Leggero Struttura Sistema Tecnologico".
Aleoca: Ultra Alluminio Leggero Struttura Sistema Tecnologico
Ecco lo slogan presente sul telaio di una bici prodotta dalla Aleoca, un marchio singaporiano - con bici prodotte in Cina - che si spaccia per italiano e, come detto in precendenza, rovina la reputazione delle bici italiane, un po' come farebbe un pessimo formaggio Made In Wisconsin con nome simil-italiano, tipo la tozzarella e il pappigiano reggiano.

Uno di questi giorni faro' un salto all'Istituto Commercio Estero italiano, qui a Singapore, e chiedero' come mai per loro va benissimo che una ditta con un nome italianeggiante usi una bandiera italiana come simbolo, dei nomi italiani (Aleoca Ossario, Aleoca Scorfano, degli slogan italiani, per prodotti che italiani non sono. Forse Aleoca dovrebbe piazzare un bel "Made in Italy" falso sul telaio, per attirare l'attenzione dei funzionari italiani ...

Tags: Aleoca, bici, foto, Singapore, truffe

Aleoca: una bici chiamata Padella

Scritto da ViaggiareLeggeri, 18/12/2009 alle 03:56 | 0 commenti  | Permalink
Oggi torniamo a parlare di Aleoca, un'azienda asiatica produttrice di biciclette, che si finge italiana, rovinando la reputazione delle biciclette italiane.

Non e' un'azienda italiana, ma il suo logo e' una bandiera italiana. Non pensa in italiano, ma lo slogan sul cannotto di sterzo delle sue bici e' "Le Italiano Concetto". Non conosce l'italiano, e si vede nei nomi che sceglie per le sue bici: Ossario e Scorfano, tra gli altri.

ecco a voi ... rullo di tamburi ... l'ennesimo nome scelto con cura da Aleoca per una nuova bici: la Padella. Nome che ispira velocita', robustezza, cambi di marcia rapidi, discese a rotta di collo.
Una padella per bicicletta

Sarebbe il caso che l'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) operasse per proteggere il "brand" Italia. Aleoca e' un'azienda che, proponendosi con simbolo italiano e linguaggio italianeggiante, vende prodotti che il pubblico percepisce come italiani.

Tags: Aleoca, bici, italianità, marchi, truffe

Myair e Todomondo s'erano scontrate pochi mesi fa

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31/08/2009 alle 15:00 | 0 commenti  | Permalink
Sfogliando la pagina dei comunicati stampa sul sito Myair ho trovato una notizia curiosa: le due aziende, accomunate dalla sospensione dell'attivita' ad una settimana dalla fine di luglio, si erano scontrate nell'aprile del 2009. Ecco cosa dice il comunicato stampa Myair del 29 aprile:
commercializzazione voli myair.com da parte di Todomondo

A fronte della commercializzazione abusiva di voli myair.com da parte di Todomondo attraverso il sito internet www.todomondo.it, la compagnia aerea myair.com precisa di non avere alcun accordo commerciale con Todomondo e di non operare alcun volo charter ITC da Milano Orio al Serio verso Rodi e verso Creta.

Dopo aver effettuato un’accurata indagine circa la pubblicazione e commercializzazione al pubblico da parte di Todomondo e soggetti allo stesso collegati, di voli charter ITC come operati da myair.com, la compagnia aerea ha presentato al Tour Operator una diffida affinché Todomondo interrompa immediatamente la pubblicazione e commercializzazione di voli non-esistenti.

La Compagnia myair.com ha tempestivamente informato per competenza l'Ente Nazionale dell'Aviazione Civile del comportamento illecito, abusivo e penalmente rilevante posto in essere dal Tour Operator Todomondo affinchè siano poste in essere tutte le azioni del caso per la tutela del vettore e dell'utenza finale.

Pare quindi che Todomondo avesse inventato di sana pianta un volo Myair da Orio al Serio verso Rodi e Creta. Strano comportamento, quello di Todomondo... non bastavano i voli che Myair cancellava dopo averne venduto i biglietti? C'era proprio bisogno di inventarsi voli inesistenti?

Tags: crisi economica, MyAir, tour operator, truffe

Manipolazione dell'informazione: capita anche nei forum

Scritto da ViaggiareLeggeri, 09/07/2009 alle 08:00 | 1 commenti  | Permalink
Un visitatore entra nel forum di questo sito e lascia un messaggio molto critico nei confronti di una linea aerea irlandese. Capita, non e' certo il primo ne' tantomeno l'ultimo. Il suo messaggio ha qualcosa di peculiare, pero': l'indirizzo email che ha utilizzato per inserirlo contiene il nome di una piccola compagnia aerea italiana.

Un'ora piu' tardi, un'altra persona inserisce un messaggio ancora piu' aggressivo nei confronti della stessa linea aerea straniera. Tanto per essere sicuri, nel giro di due minuti inserisce lo stesso identico messaggio in tre diverse discussioni del forum. Pratica ovviamente non consentita: se tutti inserissero lo stesso messaggio in piu' discussioni, finiremmo coll'avere tante discussioni identiche composte da piccoli monologhi, non da scambi botta-e-risposta come succede nelle vere discussioni.

Passa un'altra ora. Un'altra critica alla stessa linea aerea irlandese, con insulti generici - e bizzarri - agli irlandesi in generale. Altri tre minuti, e lo stesso messaggio viene inserito in un'altra discussione. Ma il nome usato dall'autore e' differente, ed ecco che anche il piu' addormentato dei webmaster, a questo punti, si accorgerebbe che qualcosa non quadra. Analizzando i dati del server, emerge che i sei messaggi ipercritici nei confronti della linea aerea straniera sono stati inseriti tutti utilizzando lo stesso computer (o computer che condividono lo stesso indirizzo); sono stati inseriti usando quattro nomi differenti e tre indirizzi email differenti (di cui uno, come dicevamo all'inizio, contenente il nome di una compagnia aerea italiana). Sento puzza di bruciato, e per fortuna non e' la pizza surgelata che sta cuocendo nel forno.

Gia' in passato abbiamo avuto visite da un misterioso difensore in incognito di una compagnia aerea nazionale: uno che scriveva come fosse stato un osservatore obiettivo e imparziale, lodando una certa compagnia aerea ... e scrivendo da un computer di quella compagnia aerea! Due settimane fa c'e' stata un'eruzione di messaggi pubblicitari nel forum (gente che pone una domanda, e nel giro di pochi minuti finge di essere qualcun altro e risponde alla domanda pubblicizzando un'azienda), messaggi che sono stati trattati con gli strumenti piu' adatti: machete e lanciafiamme. Ora, questi nuovi sei messaggi di critica alla stessa linea aerea sembrano essere stati scritti dalla stessa persona, con o senza il mandato della linea aerea italiana distrattamente (?) menzionata nel primo indirizzo email. Sia some sia, un autore che si firma con piu' nomi differenti, inserendo messaggi dello stesso tenore, punta evidentemente ad ingannare i lettori del sito che lo ospita, animando da solo un teatrino di personaggi fittizi armati di torce e forconi, pronti a incenerire la sede dell'odiata linea aerea irlandese. Viene il sospetto che quella linea aerea irlandese sia colpevole di una cosa molto piu' grave dell'avere personale a volte scortese o regole spesso complesse: continua ad avere prezzi piu' bassi della concorrenza, facendo fallire le aerolinee che operano sulle stesse rotte.

Allora, quest'utente con molti nomi, molti indirizzi email e un solo computer, sara' un disonesto, o e' solo una serie di coincidenze? A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, diceva Andreotti.

Tags: Irlanda, Ryanair, siti Internet, truffe

Programmi di traduzione automatica, che tragedia!

Scritto da ViaggiareLeggeri, 19/02/2009 alle 08:42 | 0 commenti  | Permalink
Dovete organizzare un viaggio e non conoscete bene la lingua parlata nella vostra destinazione, o magari non la conoscete per niente. Volete scrivere all'hotel, o a qualcun altro che vi fornira' servizi a destinazione, e volete farlo nella lingua locale, per esempio inglese, francese o tedesco. Scrivete il vostro bel testo in italiano e poi lo inserite in uno dei servizi di traduzione gratuiti online come Babelfish, oppure usate un software di traduzione automatica. Copiate ed incollate in un'email la traduzione creata dal programma o dal sito, e la inviate.

Come sara' quella traduzione? Pessima, probabilmente. Ecco un annuncio economico inserito su www.affari.to, il sito che ci offre lo spazio web per Viaggi.affari.to:
Particolare imbroglio peugeot di macchina molto bello 407 hdi di sw 1.6 fap 110cv anno 2005 con 12100 km al metro. diesel che carbura, dipingendo metalisee.Fuori di installazioni: Ignizione automatica delle ribalte, Asciugare-finestra automatica, fendinebbia di Luci, Specchi elettrici, Specchi pieghevoli.
L'annuncio e' stato inserito da un utente che scriveva dal Benin, ed e' il risultato di una traduzione automatica. Certo, e' leggibile e si puo' arrivare a capire il contenuto, ma quell'involontario inserimento di imbroglio al posto di affare e' una perla. Il software utilizzato per la traduzione avra' delle lacune, ma riesce anche a leggere nel pensiero di chi lo usa!

Aggiornamento 21/02/2009

Eccone un altro, appena pubblicato da un indirizzo IP dell'Universita' di Firenze:
acrobatico capuichin scimmie per l'adozione essi sono assicurati e controllati guarantee.these scimmie vengono alongsite tutti i documenti e vasino permits.

E spendetele, due lire per un traduttore professionista!

Tags: lingue, terminologia, truffe

Il bue che da' del cornuto all'asino: un anonimo bugiardo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 06/10/2008 alle 17:02 | 0 commenti  | Permalink
Dispiace constatare che c'e' una persona che continua ad inserire messaggi nel forum di Viaggi.affari.to per "segnalare" un "truffatore" in un'agenzia di viaggi di Roma. Abbiamo usato le virgolette in quanto

1) Le "segnalazioni" vengono inserite nel forum in modo anonimo e con indirizzi email inesistenti;
2) Le presunte "truffe" non vengono descritte in modo credibile;
3) La persona che ha inserito tali segnalazioni ha ripetuto opportuno inserire dei messaggi firmati con nomi differenti IN RISPOSTA AI PROPRI in cui dava ragione a se stesso e confermava l'esistenza di un "truffatore" in un'agenzia viaggi romana (da che pulpito vien la predica...);
4) Se PER IPOTESI le accuse fossero fondate, il lanciarle in modo anonimo e incompleto, aggiungendo commenti e spacciandoli come scritti da altri, e' un'attivita' non di denuncia, ma di calunnia; e la calunnia e' perseguibile per legge.
5) Messaggi inseriti piu' di una volta verranno cancellati comunque.

Visto l'uso di indirizzi falsi da parte del nostro truffatore anti-truffa, non abbiamo la possibilita' di contattare l'anonimo.
Rischiamo di dover passare a contromisure spiacevoli e che faranno perdere tempo a tutti gli utenti legittimi del sito: registrazione obbligatoria o attivazione dei messaggi nel forum tramite email di conferma.

Voi credereste a qualcuno che, mentre vi segnala una presunta truffa, mente riguardo al proprio indirizzo email e TRUFFA i lettori del forum inserendo con nomi differenti messaggi a conferma del proprio?

Tags: questo sito, truffe

Le agenzie viaggi non lavorano gratis

Scritto da ViaggiareLeggeri, 24/08/2008 alle 05:40 | 0 commenti  | Permalink
Se acquistate qualcosa e c'e' di mezzo un intermediario, vorra' la sua fetta della torta. E' il caso dei siti che creano abusivamente prenotazioni Ryanair "raschiando" le informazioni dal sito ufficiale Ryanair, che infatti aggiungono il loro ricarico, ma e' anche una legge obbligata del commercio: se offro un servizio, e' giusto che ne ottenga un beneficio economico diretto o indiretto. E le agenzie viaggi non sono un'eccezione: non sono enti di beneficienza, offrono un servizio e tale servizio ha giustamente un prezzo (se ne sta discutendo nel forum); sta a noi, viaggiatori e consumatori, decidere se accettare di stipulare un contratto (l'acquisto di un biglietto o di un pacchetto-vacanza) a quel prezzo. Certo, a volte il prezzo puo' essere un po' alto.

Elliott.org parla di un caso interessante: un cliente statunitense ha acquistato un biglietto ferroviario Mosca-Vologda tramite un'agenzia viaggi pagandolo 676 dollari, e ha poi scoperto che il prezzo del biglietto era solo 338 dollari. Un ricarico del cento per cento, complimenti. L'agenzia viaggi incriminata ha negato di essere la causa dell'intero ricarico, spiegando che la sua commissione e' solo del 10%. Quindi l'agenzia avrebbe guadagnato 33 dollari su un biglietto da 338 dollari, e i restanti 304 dollari che portano al prezzo finale di 676 dollari sarebbero la commissione del corrispondente a Mosca che ha acquistato il biglietto: sembra un lavoro redditizio, acquistare biglietti ferroviari a Mosca!

Non pare una coincidenza incredibile, che il ricarico dell'agenzia viaggi statunitense e del suo corrispondente, sommati, siano pari esattamente al costo del biglietto ferroviario? Sembra quasi che quell'agenzia viaggi abbia acquistato due biglietti anziche' uno...

Tags: agenzie viaggi, prezzi, treni, truffe

Bici Aleoca a Singapore, ecco il massimo insulto: l'Aleoca Torino

Scritto da ViaggiareLeggeri, 12/08/2008 alle 08:00 | 0 commenti  | Permalink
Aleoca Torino: non potevano lasciare stare la bella Turin?Abbiamo gia' parlato di Aleoca, un'azienda di Singapore che produce bici in Cina e che sfrutta elementi italianeggianti (tricolore italiano, slogan "Le Italiano Concetto", nomi italiani per i vari modelli di bici) per vendere le i propri prodotti a prezzi spesso elevati. Quando una bici Aleoca si guasta, o l'assistenza clienti Aleoca non segue in modo appropriato un problema, e' l'immagine dei prodotti italiani (ciclistici e non) ad essere danneggiata, dato che il cliente medio pensa che Aleoca sia una marca italiana.

Ieri, camminando nella Chinatown di Singapore, ho visto una bici Aleoca modello "Torino". E' arrivato il momento di chiamare questa ditta e dir loro di piantarla di fingersi italiani...

Tags: Aleoca, bici, italianità, Singapore, truffe

MyTour torna a farci visita per difendere MyAir. In incognito, di nuovo

Scritto da ViaggiareLeggeri, 29/07/2008 alle 20:00 | 0 commenti  | Permalink
Il misterioso Mr. My, pronto ad intervenire quando una linea aerea e' in pericoloAvevamo notato la simpatica presenza di un visitatore legato a MyAir nel forum "Myair: è una compagnia aerea affidabile?"", in mattinata, e ne abbiamo scritto in "Il misterioso difensore di MyAir e' legato alla compagnia aerea veneta? Impossibile...". A distanza di poche ore, sempre nello stesso forum, ecco un altro messaggio proveniente da "Gigio", di nuovo qualcuno che scrive da un indirizzo IP legato a MyTour, azienda del gruppo MyWay/MyGo/MyAir. Il messaggio e' interessante, ma l'averlo inserito senza menzionare il fatto che chi l'ha scritto e' legato a MyAir non e' molto onesto ... anzi, non e' per niente onesto.

Il messaggio e' stato inserito da un indirizzo IP per il quale DnsStuff.com mostra le seguenti informazioni:
netname: MYTOURSRL
descr: MYTOURSRL
country: IT
admin-c: LG1556-RIPE
tech-c: LG1557-RIPE
status: ASSIGNED PA
mnt-by: INTERB-MNT
notify: **************@telecomitalia.it
changed: **************@telecomitalia.it 20040910
source: RIPE

person: LUCIO GRAZIANI
address: MYTOUR SRL
address: via BRESCIA 31
address: 36040 TORRI DI QUARTESOLO
address: Italy
phone: +39357834727
fax-no: +39335783472
nic-hdl: LG1556-RIPE
changed: **************@telecomitalia.it 20040910
source: RIPE

Dalla nostra risposta nel forum:
C'e' proprio bisogno di nascondersi? Se lavori per una ditta che e' parte del Gruppo MyWay / MyAir / MyGo / MyAir, e vuoi dire che, come hai scritto, "MYAIR rispetta la carta dei passeggeri", va benissimo. Ma non parlare di "esperienze di miei amici": se lavori per MyTour avrai esperienze MOLTO piu' dirette che non semplicemente esperienze di amici...

Signori di MyTour, MyAir e aziende collegate: siete stati colti in fallo DUE VOLTE solo su questa pagina. Non penserete che queste dimostrazioni giovino alla reputazione del vostro Gruppo e della vostra azienda?




Tags: MyAir, siti Internet, truffe

Dopo Alpi Eagles, l'attenzione dei viaggiatori si rivolge ad altre linee aeree

Scritto da ViaggiareLeggeri, 01/07/2008 alle 20:00 | 0 commenti  | Permalink
Dopo il buon successo dell'iniziativa lanciata sul www.viaggi.affari.to/forum/55/28448 dai visitatori di questo sito per ottenere rimborsi da Alpi Eagles, si inizia ora a lavorare sul caso MyAir e sulle altre linee aeree che attuano pratiche poco corrette nei confronti dei passeggeri. Ecco alcuni estratti dall'invito di Roberto a partecipare all'iniziativa:
Come avrete notato, MYAIR sembra stia ripercorrendo esattamente le strade di quei suoi predecessori che hanno seminato milioni di euro di debiti.
Non si può rimaner fermi!

Spero che la vostra pazienza si ripeta e, chi vuol aderire, sappia che faremo una lettera uguale per tutti (...).

Se avete avuto problemi con MyAir e volete sottoscrivere l'appello, visitate www.viaggi.affari.to/forum/53/29170. Scopo dell'appello e' l'invio collettivo di mail alle redazioni di Mi Manda Raitre e di altri programmi televisivi che si occupano di diritti dei consumatori.

Tags: Alpi Eagles, linee aeree, MyAir, reclami e rimborsi, truffe

Per fare acquisti all'estero bisogna prima prepararsi

Scritto da ViaggiareLeggeri, 31/05/2008 alle 08:30 | 0 commenti  | Permalink
Sim Lim Square a Singapore: il paradiso di geeks, nerds, tecnici, informatici, elettroniciSiete in un posto esotico, una citta' che non conoscete, magari negli Stati Uniti o in Estremo Oriente. Siete soddisfatti, felici d'aver scelto di visitare questo posto, e decidete di comprare qualcosa. Probabilmente una macchina fotografica o un computer, o magari un obiettivo, un cellulare o un qualche gadget elettronico. Vedete un negozio, entrate, e il negoziante e' subito vicino a voi, a vostra disposizione. Spiegate che volete un obiettivo zoom Sigma 10-20mm per reflex Nikon digitali. Il negoziante commenta "Uhm ... piuttosto costoso", e va a consultare il suo catalogo. Fa qualche conto sulla sua calcolatrice, e vi spara un prezzo che equivale a 850 euro. Poco ci manca che vi venga un infarto: strabuzzate gli occhi per manifestare il vostro disappunto, e spiegate indignati che avete visto lo stesso obiettivo, in altri negozi in altre parti della citta', a prezzi tra i 370 e i 440 Euro; dite al negoziante che, con un prezzo del genere, quello non e' un negozio serio, e ve ne andate.

La scenetta sopra descritta e' successa a me giovedi' scorso, a Singapore, in un negozio in Boat Quay, vicinissimo a South Bridge Road. Il prezzo che mi e' stato chiesto per l'obiettivo e' 1.800 SGD (Singapore Dollar), a fronte di prezzi trovati in altri negozi in citta' variabili tra i 790 SGD e i 920 SGD. Da notare che lo stesso obiettivo Sigma 10-20mm e' in vendita negli USA a 500 USD (equivalenti a 320 EUR o 680 SGD).

Cos'e' successo?

1) Il turista e' entrato nel negozio sbagliato. Un negozio di articoli fotografici in riva ad un fiume, preceduto e seguito da ristoranti tipici e costosi, all'ombra di grattacieli in cui si trova il cuore finanziario di una delle quattro Tigri Asiatiche: tutto congiurava per un prezzo fuori dalla norma;
2) Il negoziante ha individuato un turista straniero, e ha puntato sulla scarsa competenza del turista in campo fotografico, o nella sua eccessiva disponibilita' di denaro;
3) Il turista ha "fatto i compiti" e si e' preparato, prima di entrare in un negozio e spendere una cifra per lui ragguardevole, e la fregatura e' stata evitata.


Un altro caso simile.

Un paio d'anni fa, un amico acquisto' una telecamera a New Orleans, negli USA. Voleva una telecamera con la possibilita' di scattare anche foto, ma torno' in albergo, soddisfatto, con qualcosa che non somigliava a quel che mi aspettavo: gli era stata venduta una macchina fotografica compatta digitale capace di scattare brevi filmati. Glielo dissi. Delusione. Rabbia. Ora gliela faccio vedere io, a quei truffatori, dice. Gli chiedo se per caso possono aver frainteso quel che voleva acquistare: e' sicuro di aver detto chiaramente che voleva fare filmati e occasionalmente fotografie, e non fotografie e occasionalmente filmati? No, certo che no.

Andammo quindi al negozio, all'angolo tra Canal Street e Bourbon Street, e parlando con il commesso che aveva venduto la compatta capii che era in malafede: nonostante la mia insistenza nel consigliargli di visitare il sito della Casa produttrice, in cui il prodotto da lui venduto era definito una macchina fotografica e non una videocamera, lui insistette che si trattava di una videocamera. Acconsente a cambiare il prodotto con un altro, torniamo in albergo, cerchiamo con Google il prodotto che abbiamo ricevuto, verifichiamo che anche questa volta siamo stati bidonati (il negoziante rifilato al mio amico una videocamera il cui valore era meta' rispetto al prezzo pagato per la macchina fotografica), e torniamo indietro furibondi. Alla fine, il mio amico ha lasciato il negozio con una buona videocamera, ma l'ha pagata 200 dollari in piu' dei prezzi praticati per lo stesso articolo da altri negozi in Louisiana, in base ai prezzi trovati sui siti Internet di tali negozi.

La lezione? Prima di comprare qualcosa di costoso, informatevi sul prezzo (non necessariamente quello esatto, ma almeno quello che gli americani chiamano "ballpark figure", una cifra indicativa). E non comprate oggetti costosi in localita' turistiche, dove i negozianti contano di pelare i clienti che passano una volta sola.

<...

Tags: acquisti, fotografia, prezzi, Singapore, truffe

Scandalo guide Lonely Planet: scritte senza viaggiare?

Scritto da ViaggiareLeggeri, 14/04/2008 alle 21:47 | 0 commenti  | Permalink
Sui media stranieri si parla da giorni dello scandalo causato dalle dichiarazioni di Thomas Kohnstamm, un giornalista/scrittore che ha collaborato in passato con Lonely Planet (www.lonelyplanet.com). Kohnstamm ha collaborato alla realizzazione delle guide Lonely Planet relative a Brasile, Colombia, Caraibi, Venezuela, Cile e Sud America, e ha recentemente dichiarato di aver scritto sulla Colombia senza muoversi da San Francisco, basandosi su cio' che una sua "amica" colombiana gli ha raccontato. Tre le altre attivita' discutibili di Kohnstamm, l'aver venduto droga per integrare le sue entrate e l'aver accettato regali (e sesso, in almeno un caso) dalle imprese che ha recensito durante i suoi viaggi.

Il management di Lonely Planet ha risposto spiegando (anche a Kohnstamm, che pare non aver capito per cosa veniva pagato) che Kohnstamm aveva avuto l'incarico di redigere l'introduzione alla guida alla Colombia, incarico che non prevedeva la necessita' di andare in Colombia.

Le "uscite" di Thomas Kohnstamm, 32enne americano di Seattle, sembrano capitare al momento giusto: tra pochi giorni entrera' in commercio il suo libro "Do Travel Writers Go To Hell?". Quale pubblicita' migliore poteva fare al suo libro?

Tags: libri, Lonely Planet, truffe, viaggio

Attenzione ai concerti inesistenti (Cardiff, Galles)

Scritto da ViaggiareLeggeri, 07/08/2005 alle 11:00 | 0 commenti  | Permalink
E' stata recentemente pubblicizzata sulla Rete la vendita di biglietti per un concerto al Millennium Stadium di Cardiff, Galles, per il 19 luglio 2006. La vendita, su un sito indipendente, era credibile, visto che il Millennium Stadium ha recentemente ospitato concerti di U2 e REM, fra gli altri.

La dirigenza dello stadio conferma che, al momento, nessun concerto e' previsto per il 19 luglio 2006, e raccomanda al pubblico di acquistare biglietti solo tramite il canale ufficiale, Ticketmaster.

Tags: Galles, musica, spettacoli, truffe

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