Sei in Inghilterra, vuoi leggere un quotidiano ma non sai quale scegliere? Il comico Russell Howard riassume le carattaristiche dei quotidiani inglesi:
Sul Daily Mail: "Povrebbero eliminare le notizie e pubblicare invece il solo titolo NON USCITE DI CASA! E' PIENO DI NEGRI, CHECCHE E CRIMINALI! OH, SE SOLO LADY DIANA FOSSE ANCORA CON NOI!. Sempre le stesse notizie (gira le pagine di un'immaginaria copia del Daily Mail): ASBO, musulmani, autovelox, autovelox, ASBO, musulmani, autovelox, autovelox...".
Il Sun: "Sei un pedofilo? Sei un pedofilo? Guarda le foto delle tette di questa modella, ora ha 16 anni!"
Sull'Independent: "Mentre lo leggi sembra prenderti per il collo, e ti strilla addosso STAI RICICLANDO? HAI APPENA UCCISO UN ORSO POLARE! TU!"
Un altro filmato da Mock The Week, programma della BBC. La maggior parte delle battute riguardano aeroporti, treni e altri mezzi di trasporto. Epica quella dello scozzese Frankie Boyle: "Stiamo per atterrare a Glasgow, ricordiamo ai passeggeri di spostare indietro le lancette dell'orologio di ... venticinque anni".
Da sinistra a destra: Andy Parsons, Jo Caulfield, Russell Howard, Frankie Boyle, Hugh Dennis, Mark Watson.
- Troveremo coda.
- Coda? Come, coda? Andando a Wellington, in Nuova Zelanda?
- Non importa dove sei. E' domenica sera, e stiamo dirigendoci verso la citta' piu' grande di questa zona. Ci sara' coda, tra le cinque e le otto.
- Ma dai...
- Giuro. E' una regola internazionale, non lo sai?
- Sara'...
Ovviamente trovammo coda. Stavamo arrivando a Wellington da nord, e la strada passo' da due corsie ad una, e da quel punto in poi, per un'ora - dalle sei alle sette - procedemmo a passo d'uomo, percorrendo un chilometro ogni sette-otto minuti.
Wellington e la Nuova Zelanda non sono eccezioni. Una domenica sera verso le sette, rientrando a Taipei dopo una gita organizzata sulla costa orientale di Taiwan ci ritrovammo in coda - e per fortuna seduti comodamente in un pullman da turismo - per un'ora. La domenica sera ad Atlanta, rientrare in citta' da nord o da sud non faceva differenza: c'era comunque coda. La domenica sera, rientrare a Torino dopo una giornata in Valle d'Aosta, per evitare code chilometriche uscivamo sempre dalla A5 a Volpiano, e immagino che chi vive a Milano, Roma o in qualsiasi altra citta' abbia aneddoti memorabili su ingorghi biblici in cui si scende dall'auto, si fraternizza con gli altri automobilisti e si organizzanono tornei di briscola su tavolate improvvisate. Anche se ora, piu' che altro, sara' facile organizzare sfide da auto ad auto a FIFA 12 con la Playstation, oppure chattare via Bluetooth coi vicini d'ingorgo con lo smartphone.
Tre miglia in trenta minuti, sulla North Circular di Londra, oggi. Stavamo andando alla IKEA di Brent Corner, di sabato, in violazione della Prima Regola Internazionale: andare alla IKEA di sabato e' un suicidio. Regola verificata personalmente a Torino, Atlanta, Singapore, Londra e Taipei.
Tanti anni fa c'era un tale che chiedeva di dare un'occasione alla pace. Ora chiediamo che si dia un'occasione ai piselli. "Give peas a chance", appunto.
Scritta vista su un cavalcavia sulla M25, la tangenziale di Londra, vicino all'uscita 18, nella zona di Rickmansworth.
Michael McIntyre e' uno stand-up comedian molto popolare in Gran Bretagna. In un estratto da un suo spettacolo a Brighton parla di Tripadvisor e ne espone i limiti. A 1'30 inizia a parlare di viaggi, da 2'55 parla di Tripadvisor:
2'10": Al giorno d'oggi tutto e' recensito online. (...) Tostapane! Chi va a leggere la recensione di un tostapane? Chi scrive "Le impostazioni 2 e 6 del tostapane sono ridicole"?;
3'08": Tripadvisor recensisce tutti gli hotel del mondo. E ogni hotel del mondo ha almeno UNA recensione terribile;
3'20": McIntyre si mette nei panni di un turista che, appena tornato a casa da un viaggio, scrive una recensione. Esilarante, e tanti recensori con un pizzico d'autoironia si vedranno allo specchio (a me e' successo).
3'38": "Due cubetti di ghiaccio nella Diet Coke? INACCETTABILE!";
3'55": trovi un albergo con recensioni bellissime, con frasi come "Siamo stati accompagnati dall'aeroporto all'hotel a cavallo d'un unicorno", "Il posto era cosi' bello che abbiamo deciso di lasciarci i nostri bambini, abbiamo detto loro 'avrete una vita molto migliore, vivendo qui'". Dici a tua moglie che questo e' l'hotel ideale per la vostra vacanza. Ma poi, a pagina 36, una recensione con una sola stella: "la cameriera ha preso a schiaffi mia moglie": ECCO! HANNO CAMERIERE CHE PRENDONO A SCHIAFFI I CLIENTI!!
6'00": Siamo andati in vacanza a mezza pensione, per risparmiare. Per tutta la vita ti abitui a mangiare un pasto a meta' giornata, e appena ti offrono una tariffa scontata, ti convinci che quel pasto e' superfluo. Per cui finisci col passare due settimane rubando cibo a colazione per avere qualcosa da mangiare a pranzo, e poi svicoli dalla sala della colazione.
7'00": L'ultimo giorno, a colazione, la cameriera ci ha beccati a rubare cibo, e ha tirato uno schiaffo a mia moglie! Non ci potevo credere!
Sei un asociale cronico? Non ti piace aver qualcuno seduto di fianco a te, in aereo? Ecco un consiglio adatto a te, ma se la tua coscienza non ti lascera' dormire, non venire a lamentarti da noi.
Sei in aereo, e voli con una linea aerea che non assegna posti a sedere, quindi sali e ti siedi dove puoi. Sei un asociale, viaggi da solo e non vuoi che nessuno si sieda nel sedile di fianco al tuo, che ovviamente e' quello vicino al finestrino, perche' da li' puoi goderti il panorama, scattare foto anche quando non e' consentito, e poi non devi alzarti per far passare chi vuole andare in bagno.
Come tenere vuoto il sedile di fianco al tuo? Schifando gli altri passeggeri, ecco come.
La soluzione piu' semplice e' quella di rendere poco desiderabile il posto di fianco al tuo, e l'igiene garantisce risultati: siediti in aereo indossando un maglione con macchie di sugo, bagna cauda e terriccio, viaggia in pantaloncini corti che mostrino le tue ginocchia sbucciate che, se non sanguinanti, dovranno perlomeno essere ricoperte di croste parzialmente sollevate. I dreadlocks sono la scelta migliore per i tuoi capelli, visto che sono di solito associati a scarsa igiene, ma non disperare se ti manca la materia prima: se hai i capelli corti o soffri di calvizie, tagliati i capelli in modo irregolare, in modo da far dubitare delle tue facolta' mentali (ecco qualche idea). Non farti la doccia per una settimana, prima di salire in aereo, in modo che anche i passeggeri non vedenti riescano a percepire e ad evitare frettolosamente la zona in cui ti sei seduto.
E se ne hai il tempo e l'opportunita, ecco una perla, la soluzione che ti garantira' un posto libero di fianco al tuo: hai presente i sacchetti che le linee aeree mettono a disposizione dei passeggeri che si sentono male? Si', proprio quelli: i sacchetti in cui si vomita. Sali in aereo in fretta, prendine uno, gonfialo un poco soffiandoci dentro, in modo che sembri pieno, e piazzalo sul sedile di fianco al tuo; datti un'aria sofferente, di uno che, in aereo, vomita persino prima del decollo, e ogni tanto butta uno sguardo al sacchetto, come se fossi intenzionato ad usarlo a breve termine.
Garantito: nessun passeggero chiedera' ad un'assistente di volo di spostare quel sacchetto per farti posto. Troppo spiacevole, trovarsi in volo vicino ad un passeggero che vomita. E il bello e' che questa soluzione funziona anche in nave, per esempio in traghetto, e in pullman: anche se il veicolo e' pieno, gli altri passeggeri faranno il possibile - e l'impossibile - per evitare di sedersi di fianco a te.
Certo, se sei cosi' asociale da non voler stare vicino a nessuno, viene da chiedersi cosa ci vai a fare, in vacanza, ma quelli sono fatti tuoi.
Il preoccupante servizio di Onion News Network (video qui sotto) mette in guardia i viaggiatori nei confronti dell'aeroporto Franz Kafka di Praga, Repubblica Ceca, che risulta essere alienante ed oppressivo. Tra i problemi riscontrati all'aeroporto:
- Attese di settimane e mesi per un volo;
- Navette che riportano i passeggeri al punto di partenza senza fermarsi altrove;
- Passeggeri autorizzati solo a portare valige vuote a bordo;
- Procedure di sicurezza estremamente lunghe e ripetitive.
Ecco il video.
Disclaimer: Ricordiamo ai viaggiatori che l'aeroporto di Praga si chiama Ruzyně International Airport, che non esiste alcun "Franz Kafka Airport" e che The Onion e' da almeno dieci anni uno dei siti umoristici piu' popolari della Rete.
A 3'47" del video, John Bishop, il presentatore di questa puntata di Have I Got News For You (HIGNFY) fa un commento su un argomento su una situazione che puo' turbare chi visita la Grecia per la prima volta: cosa fare della carta igienica in bagno.
Capire John Bishop e' difficile per alcuni: Bishop e' uno scouser, uno che parla lo scouse, il dialetto e l'accento tipico di Liverpool.
Un estratto del programma Mock the week della BBC. I comici Chris Addison, Sarah Millican, John Bishop, Hugh Dennis, Russell Howard e Andy Parsons propongono frasi che i passeggeri delle crociere preferirebbero non sentire a bordo. C'e' anche una breve menzione di un'ipotetica Ryanair Crociere...
Chi ha visitato il sito della Ryanair in questi giorni avra' trovato una sorpresa: un'immagine pubblicitaria che mostra il Presidente del Consiglio italiano con le mani nei capelli (capelli?) e con la frase "Solo una cosa mi tirerebbe su in questo momento! Una scappatella con Ryanair ", seguita dal prezzo di un biglietto.
Vi piace questa pubblicita' Ryanair? A me pare sia troppo facile, fare gli spiritosi con la faccia degli altri.
Anche oggi un breve video del comico irlandese Dylan Moran, questa volta sugli americani, con accenni all'impero britannico, alla funzione politica degli Starbucks, e al fatto che gli americani magri restano in America:
La TSA (Transportation Security Administration) e' un'agenzia del Department of Homeland Security statunitense responsabile per la sicurezza dei viaggiatori negli Stati Uniti d'America. TSA e' un'agenzia che spesso sembra andare oltre quello che e' il suo mandato istituzionale, come quando perquisisce bambini, e a volte assume personale poco adatto al ruolo, come quel dipendente che fece razzia di gadget digitali.
Avete presente le barzellette sui carabinieri (*) cosi' popolari in Italia? Beh, quelle sulla TSA sono peggio: se ci vogliono tre carabinieri per cambiare una lampadina del lampadario (uno per tenere la lampadina, due per girare la scala, sotto), ci vogliono CINQUE dipendenti TSA per cambiare la stessa lampadina (uno per tenere la lampadina, due per girare la scala, il quarto per controllare che non rubino la lampadina, e il quinto per redigere un resoconto dell'operazione).
Ok, non era una battuta eccezionale. Questo video sulla TSA, invece, e' molto divertente, ed e' piuttosto facile da comprendere anche senza una conoscenza approfondita della lingua inglese:
(*): fonti interne del Corpo dei Carabinieri ci hanno informati che le barzellette sulla Benemerita vengono dall'interno del Corpo stesso, caso piu' unico che raro di autoironia da parte di un Corpo di polizia.
Per concludere questa domenica, ecco un allegro video che mostra un imitatore di Mr. Bean (il personaggio creato da Rowan Atkinson) impegnato nella preparazione dei bagagli. La prima valigia rispetta pienamente lo spirito del viaggiare leggeri!
Quest'anno, a fine marzo, si e' svolto nel Regno Unito il censimento della popolazione. Il censimento avviene ogni dieci anni, e' a cura dell'Office For National Statistics (ONS), e la compilazone del modulo del censimento e' obbligatoria, pena una multa fino a mille sterline.
Nel censimento di dieci anni fa emerse un dato curioso nell'area relativa alle religioni. Nel 2001, alla domanda "Qual'e' la tua religione?", cui non e' obbligatorio rispondere, 390.127 persone risposero "Jedi", in Inghilterra e Galles. Per chi non ha familiarita' con questa parola, i "Jedi" sono cavalieri appartenenti ad un ordine monastico nella saga cinematografica di Guerre Stellari, e si impegnano a "mantenere la pace, la giustizia e la democrazia", come riporta Wikipedia; tra i Jedi piu' noti ci sono Luke Skywalker, Obi-Wan Kenobi e Yoda. E Jamie Reed, un parlamentare laburista, non fittizio come i tre personaggi di Star Wars.
390.127 persone su 52.041.914 abitanti corrisponde allo 0,7% della popolazione inglese e britannica. Un buon numero di cittadini che hanno scelto, chi per scherzo, chi per motivi piu' seri, di indicarsi come "Jedi" in un documento ufficiale. Questo e' l'elenco delle religioni emerso dal censimento 2001:
In alcune aree la religione Jedi e' piu' diffusa. A Brighton e nella vicina citta' di Hove 6.480 persone su 247.817, quindi il 2,6% della popolazione locale, hanno indicato di appartenere alla religione Jedi; A Oxford 2.742 persone su 134.248 (2%); a Cambridge 2.022 persone su 108.863 (1.9%); e nel distretto di Spelthorne, da cui vi scrivo, 803 persone su 90.390(lo 0.9%) hanno scelto d'essere registrati come Jedi. Come direbbe Yoda, "Crescendo noi stiamo. Arduo da vedere dove arriveremo e'".
Quello era il 2001. Azzardo una previsione per i risultati del censimento del 2011, i cui risultati non sono ancora stati resi noti: emergera' un'altra nuova religione. Punto sul Dudeismo, la 'religione' che si ispira a The Dude, il personaggio interpretato da Jeff Bridges nel film Il grande Lebowski.
Negli ultimi giorni, il sito della Ryanair e' stato ristrutturato.
La navigazione interna nel sito e' ora tramite tabs (linguette), l'intestazione e' ora piu' gialla che blu, il footer del sito e' stato reso piu' contemporaneo. Per questa revisione di www.ryanair.com avevo una piccola speranza: che Ryanair risolvesse il problema delle ricerche sul sito, e che non aggiungesse nuovi problemi linguistici al suo sito.
Entrambe le speranze sono andate disattese. Nel caso del motore di ricerca interno del sito Ryanar, provate ad inserire una frase per la quale non vi aspettereste di trovare risultati sul sito di una linea aerea, per esempio Silvio Berlusconi tromba Emilio Fede. Il sito Ryanair, curiosamente, per questo criterio di ricerca trova una pagina, intitolata "Dove È possibile reperire informazioni in caso di ritardi o altri inconvenienti?". Non voglio proprio sapere di quali inconveniente possa parlare quella pagina, considerato i termini che ho inserito per trovarla... Inserendo un'altra frase non legata al mondo dei viaggi come bischero canuto casca dal cesso, il sito Ryanair trova dodici pagine. Dodici. Tutte legate all'argomento dei bischeri dai capelli bianchi che cadono dal gabinetto? Diciamo che la ricerca interna del sito Ryanair ha ancora bisogno di una messa a punto, caro mister O'Leary.
Se il paragrafo precedente v'e' sembrato noioso e poco legato al titolo di questa pagina, passiamo ora a parlare di traduzioni bislacche:
- In fondo a tutte le pagine del rinnovato sito Ryanair c'e' un misterioso link chiamato "Mon vol". "Il mio volo", in francese, e infatti il link porta alla gestione della vostra prenotazione. Capisco che possano esserci parti in inglese non tradotte, nella versione italiana del sito, ma ... parti in francese? Perche'?
- Coerenza, gente! Una frase puo' essere in inglese o in italiano, mescolare parole ...
Viaggiare per lavoro puo' essere stressante, e puo' diventare un'abitudine. Se quando sei a casa ti capitano queste cose, forse dovresti passare meno tempo in viaggio:
Quando sei a casa, informi tua moglie che stai andando in bagno;
Hai costruito un tavolino reclinabile sulla tua sedia preferita, e pretendi che i pasti ti vengano serviti li';
Quando hai bisogno di aiuto, prendi il telefono e digiti zero;
Anziche' dormire nel tuo comodo letto, dormi su una poltrona reclinabile, che ti ricorda quelle degli aerei;
Non riesci a dormire se non c'e' rumore o musica ad alto volume, possibilmente simile al rumore di un aereo;
Ti metti le scarpe per andare in bagno;
Tenti di aprire la porta principale di casa con la tua carta di credito;
Quando lasci l'ufficio, ti dimentichi che non puoi scegliere un'auto qualsiasi nel parcheggio, e aspettarti di trovare le chiavi a bordo;
Vivi del contenuto della tua valigia, anche quando sei a casa;
Telefoni a tua moglie per darle la buonanotte, dimenticandoti che e' di fianco a te nel letto.
Uno si allontana dal suo quartiere, dalla sua citta', e magari anche dal suo continente, e scopre che ci sono parole di cui conosce il significato e che vengono usate in modo differente. Capita per parole d'uso comune: se uno chiede un "latte" all'estero, che sia al bar o da conoscenti, gli porteranno del caffelatte. A volte non e' neppure necessario andare tanto lontano: a Palermo mi sono trovato a mangiare angurie ogni volta che chiedevo meloni, e a mangiare meloni quando ordinavo angurie.
Capita anche di ritrovarsi di fronte biciclette sportive pseudo-italiane con nomi assurdi come Scorfano, Ossario, Padella. O marchi di abbigliamento con nomi italiani come "Giordano" che dominano il mercato asiatico e ... che vengono da Hong Kong.
Tutta quest'introduzione per mostrarvi questa foto. E' un negozio di cosmetica visto in vari shopping malls a Singapore: si chiama "I Nuovi Professional", e mi chiedo se l'ispirazione per il nome sia venuta pensando alla serie poliziesca I Professional, parecchio violenta e politicamente scorretta: probabilmente, se entri in quel negozio, uno dei commessi ti terra' fermo mentre l'altro ti tirera' in faccia fondotinta e ti applichera' a forza rossetto e creme...
Qualche anno fa, un collega statunitense venne in Europa per una riunione "plenaria" di tutti i dirigenti informatici dell'azienda in cui lavoravo. C'era un americano, un francese, un tedesco... pare l'inizio di una barzelletta, ma non lo e'. C'erano anche un inglese, un olandese, un italiano, un argentino, una giapponese, un sudafricano, un coreano, e altri ancora. L'americano (che in realta' e' nato in Inghilterra ed e' diventato cittadino americano solo di recente) si trova a tavola, a cena, con alcuni di questi colleghi provenienti da tutto il mondo. E dopo pochi minuti di cortese conversazione, arrivano le battutine su George W. Bush. Mezz'ora dopo, la conversazione e' animata, si sono aggiunti colleghi da altri tavoli, e il povero collega americano viene bersagliato da tutte le parti per quel che Bush ha detto, ha fatto o avrebbe dovuto fare.
E il bello e' che probabilmente il collega non aveva neppure votato per Bush.
La stessa cosa capita a molti italiani, in patria e all'estero. Quando uno straniero incontra un italiano, una serie di pensieri gli passeranno per la mente, compreso uno piuttosto spiacevole:
Questa persona ha scelto come leader nazionale un tizio che e' in odore di mafia, tratta il suo partito come una proprieta' privata e lo Stato come una fonte di servizi personali, insulta in patria e all'estero, e' un vanaglorioso esibizionista convinto che le sue parole abbiano un peso internazionale, ed e' un puttaniere che va con minorenni. E alla persona che ho davanti a me va bene cosi'.
Sono pensieri che di solito non vengono convertiti in parole: difficile che la prima cosa che vi dice uno straniero sia "Piacere, sono John Smith, e tu devi aver votato quel buffone di Berlusconi". Ci vuole un po' di conoscenza pregressa, per menzionare un argomento del genere. Se uno vuole sapere cosa pensano di noi, per esempio, gli inglesi, guardare un programma comico puo' dare qualche indicazione. Del resto, tanti italiani hanno formato le proprie impressioni sugli inglesi affidandosi all'imitazione che Enrico Montesano faceva dell'anziana turista che ripete "Mowto pictorescow".
Ecco alcuni filmati tratti da programmi della tv inglese.
Un filmato dallo show di Harry Enfield:
Un episodio di "Mock The Week", con Frankie Boyle che massacra Berlusconi:
Un altro episodio di "Mock The Week".
E visto che l'abbiamo menzionato prima, ecco Enrico Montesano con la sua sempre attuale interpretazione della romantica turista inglese:
... accertatevi d'aver tolto il tappo dell'obiettivo. Facile ricordarsene con una reflex, ma se uno ha una costosa macchina a telemetro, digitale o analogica che sia, l'errore e' piu' difficile da rilevare, come si nota in questo filmato:
Anni fa, andando negli Stati Uniti in aereo, mi venne presentato un modulo da compilare, e nel modulo compariva una domanda che mi parve ingenua. Diceva, piu' o meno, "conti di dedicarti ad attivita' terroristiche o di compiere crimini negli Stati Uniti?".
Oh, Agent Starling, you think you can dissect me with this blunt little tool?
Questi americani, sempre cosi' ingenui, pensai: quanti criminali e terroristi confesseranno d'avere cattive intenzioni, di fronte ad un questionario con domande cosi' penetranti? Ah, noi europei si', che siamo svegli, realistici, scafati. Domande cosi' ridicole le faranno solo negli U.S.A., giusto?
Non proprio.
Poco fa stavo compilando un modulo (non mio) per l'immigrazione in Gran Bretagna. Ecco alcune domande:
In tempo di guerra o in pace sei mai stato coinvolto, o sei mai stato sospettato d'essere coinvolto, in crimini di guerra, crimini contro l'umanita' o genocidio?
Ho consigliato di rispondere "No, ma quando giocavo a pallone, "Genocidio" era il mio soprannome.".
Il questionario continua con le sue acute domande:
Sei mai stato coinvolto in, hai mai fornito supporto a, oppure hai mai incoraggiato, attivita' terroristiche in qualsiasi Nazione? Sei mai stato membro di, oppure hai mai fornito supporto a, un'organizzazione attiva nel terrorismo?
Ho consigliato di rispondere "Una volta ero nei boy scout, ma mi buttarono fuori quasi subito".
Hai mai espresso, in qualsiasi modo, posizioni che giustifichino o glorifichino la violenza terroristica o che possano incoraggiare altri a compiere atti terroristici o altri gravi atti criminali?
Certo. E lo ammettero' al momento di compilare questo modulo...
Hai mai svolto altre attivita' che possano indicare che potresti non essere considerato una persona di buon carattere?
Ho varie obiezioni all'ultima domanda. Primo, che uno venga considerato di "buon carattere" o meno e' soggettivo. Secondo, dubito che qualcuno ammettera' mai di non avere un buon carattere, foss'anche Charles Manson. Terzo, molti imprenditori di successo, artisti e sportivi non hanno un buon carattere. Davvero l'Home Office britannico desidera bloccarli con questo questionario?
Ci sono raduni di protesta a Roma, ce ne sono a Parigi, e oggi parleremo non di uno, ma di due raduni che si svolgeranno il 30/10/2010 a Washington, capitale degli Stati Uniti.
Jon Stewart e Stephen Colbert sono i presentatori di due programmi di satira trasmessi da Comedy Central, The Daily Show e The Colbert Report. Stewart conduce The Daily Show come farebbe un giornalista serio, mentre Colbert, nel suo programma, interpreta un giornalista mal informato, arrogante e con seri problemi di logica, ispirato a vari "presunti" giornalisti come Bill O'Really e Glenn Beck. Jon Stewart e Stephen Colbert hanno deciso di lanciare contemporaneamente due grandi raduni al National Mall di Washington. Si tratta del Rally to Restore Sanity di Jon Stewart e della March to Keep Fear Alive di Stephen Colbert.
Il "Rally to Restore Sanity" e' diretto alla
gente che pensa che urlare sia irritante, controproducente, e terribile per la gola; (alla gente) che pensa che chi urla piu' forte non debba essere l'unico ad essere ascoltato; e (alla gente) che crede che l'unico caso in cui e' lecito disegnare dei baffetti alla Hitler sulla foto di qualcuno e' quando quel qualcuno e' Hitler in persona. O Charlie Chaplin in un certo ruolo.
Sei una di queste persone? Ottimo. Allora vorremmo che tu ti unissi a noi a Washington DC il 30 ottobre - una data priva di qualsiasi significato - al "Raduno per ristabilire il buonsenso" del Daily Show.
Il nostro e' un raduno per la gente che e' stata troppo occupata per andare ai raduni, (per gente) che ha una vita e una famiglia e un lavoro, o sta cercando un lavoro - non tanto la Maggioranza Silenziosa quanto la Maggioranza Occupata. Se dovessimo riassumere le opinioni politiche dei nostri partecipanti in una singola frase... non potremmo. E questo e' praticamente il punto (del raduno)
All'apparentemente serio piano per il "Rally to Restore Sanity" si affianca il lievemente meno serio programma della Marcia per Tenere Viva la Paura, anche nota come "Marcia per Ristabilire la Paura"...
Barbara Billingsley, nata il 22 decembre 1915, e' deceduta il 16 ottobre 2010. Attrice, era stata tra i protagonisti della sitcom Leave it to Beaver ("Il carissimo Billy" in Italia), prodotta tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio dei Sessanta. Divenne nota agli spettatori statunitensi come la perfetta mamma, madre di famiglia e casalinga di classe, e venne poi scelta, nel 1980, per un ruolo nel film Airplane! ("L'aereo piu' pazzo del mondo"), ed e' per questo che oggi parliamo di lei.
Nel film, Barbara Billingsley interpreto' la passeggera che si offre di tradurre cio' che due passeggeri afroamericani stanno cercando di spiegare ad un'assistente di volo. Il contrasto tra il suo precedente ruolo di mamma perfetta e quello di jive talking lady (signora che parla slang afroamericano) e' uno dei motivi per cui la scena in cui compariva in "Airplane!" faceva ridere. Eccola, seguita dalla trascrizione del dialogo:
Assistente di volo: Can I get you something?
Primo passeggero: 'S'mofo butter layin' me to da' BONE! Jackin' me up... tight me!
Assistente di volo: I'm sorry, I don't understand.
Secondo passeggero: Cutty say 'e can't HANG!
Signora: Oh stewardess! I speak jive.
Assistente di volo: Oh, good.
Signora: He said that he's in great pain and he wants to know if you can help him.
Assistente di volo: All right. Would you tell him to just relax and I'll be back as soon as I can with some medicine?
Signora: [al primo passeggero] Jus' hang loose, blood. She gonna catch ya up on da' rebound on da' med side.
Primo passeggero: What it is, big mama? My mama no raise no dummies. I dug her rap!
Signora: Cut me some slack, Jack! Chump don' want no help, chump don't GET da' help!
Secondo passeggero: Say 'e can't hang, say seven up!
Signora: Jive ass dude don't got no brains anyhow! Hmmph!
Se il video e la trascrizione in puro jive vi sono risultati indigesti, godetevi la versione italiana, in cui la signora e i due passeggeri parlano ... napoletano:
C'e' chi si chiede come sia possibile che una linea aerea low cost, che offre biglietti a costi bassissimi, abbia velivoli recenti e svolga una manutenzione puntuale e precisa. C'e' chi non si chiede, ma sa che le linee aeree low cost non sono sicure. Per tutti quelli che prima di salire su un volo low cost fanno il segno della croce, toccano ferro e recitano preghiere, consiglio di leggere il regolamento Ryanair e di portare a bordo un accessorio consentito: il paracadute. Dal sito Ryanair:
Ryanair accetta paracaduti di qualunque tipo, sportivi o dilettantistici, nonché parapendii, sia come bagaglio da imbarcare nella stiva sia come bagaglio a mano, purché sottostiano alle limitazioni standard in fatto di dimensioni e peso.
Capito? Se pensate che le linee low cost risparmino sulla manutenzione, non usatele, non volate del tutto, oppure portatevi un paracadute.
E casomai dubitaste della presenza del giubbotto salvagente, Ryanair vi viene incontro anche in questo caso. Ancora dal sito Ryanair:
È possibile portare in cabina o includere nel bagaglio da imbarcare nella stiva un giubbotto salvagente autogonfiabile con 2 bombole di biossido di carbonio, oltre ad altre 2 di scorta.
Certo, il vostro giubbotto salvagente privato potrete solo trasportarlo nella stiva, non nel bagaglio a mano, ma ... meglio che niente, in caso di paranoia galoppante, no?
Tutti quanti abbiamo sentito dire tante volte che e' piu' facile morire in auto che in aereo, e magari in futuro scriveremo dei rischi associati alle nostre diaboliche scatolette a quattro ruote (lavoriamo per pagarle, poi le usiamo per andare a lavorare, e poi lavoriamo per poterne comperare di nuove), ma per oggi ci limiteremo a parlare di viaggi aerei, e di questo spiacevole fatto: nonostante tutto, gli incidenti capitano anche agli aerei.
Diamo per scontato che il lettore di un sito di viaggi sia poco desideroso di morire durante un viaggio aereo. Vi presentiamo una lista di raccomandazioni semiserie, basate sulle statistiche degli incidenti aerei mortali visualizzate in modo esemplare da InformationIsBeautiful.net . Ecco quindi le nostre raccomandazioni:
Non volate verso gli USA (2613 incidenti fatali) e la Russia (626); se siete all'estero, prendete in considerazione l'idea di non rientrare in Italia, che e' al 12° posto in classifica;
Non volate col Boeing 737 (60 incidenti fatali) e con il DC-9 (56);
Non sedetevi lontano dalle uscite di sicurezza: chi si siede entro cinque file da un'uscita di sicurezza ha un rateo di sopravvivenza del 69%, contro un rateo variabile tra 49% e 56% per gli altri posti a sedere;
Non viaggiate in estate: agosto e' il mese col maggior numero di incidenti fatali (48), seguito da settembre e luglio;
Linee aeree da evitare: Aeroflot, United, Cubana, PIA, Air India. Siete stati avvisati. Strano, nessuna low cost: che facciano davvero i controlli che devono fare?
Preoccupazioni da evitare: quelle relative ai viaggi aerei, ed ecco perche':
Probabilita' di morire cadendo (non in aereo): 1 su 20.666;
Probabilita' di morire per un colpo di sole: 1 su 950.000;
Probabilita' di morire per un fulmine: 1 su 2.320.000;
Probabilita' di morire in un incidente nucleare: 1 su 10.000.000; Probabilita' di morire in un incidente aereo: 1 su 11.000.000;
Probabilita' di morire per la puntura di un'ape: 1 su 15.000.000;
Probabilita' di morire attaccato da un puma: 1 su 32.000.000;
Probabilita' di morire scrivendo un blog: 1 su 35.000.000.
E con quest'ultima rassicurante statistica vi lascio.
A volte non ce la fanno proprio, questi cospiratori, a mantenersi in incognito. Questo MB.339 dell'Aviazione Militare Italiana, per esempio, anziche' lasciare la solita sottile scia chimica carica di veleni e di interrogativi, deve aver aperto un po' troppo la manetta dei gas . E gli e' venuta fuori una scia chimica terrificante!
Ecco le Fascinating Aida, un gruppo britannico di cabaret, con il loro brano "Cheap Flights", che prende in giro i "voli a 50 pence" e la linea aerea che ce li propone.
Ieri, in Ryanair: cuffie obbligatorie per ascoltare pubblicita' in volo avevamo scritto del progetto Ryanair per obbligare i passeggeri ad indossare cuffie - e ad ascoltare pubblicita' - durante i voli. Come avrete notato se avete un calendario in casa, ieri era il 1° aprile 2010. Si trattava quindi di un pesce d'aprile: l'idea di obbligare i passeggeri Ryanair ad ascoltare pubblicita' durante i voli e' nata dalla fervida immaginazione di ViaggiareLeggeri.com.
AirTrans ha risposto al video SouthWest con un video altrettanto umoristico. Se vi sentite trattati come bovini al macello ogni volta che vi imbarcate, potrebbe piacervi. Per vedere il video nelle sue dimensioni normali, clicca CONTINUA.
Southwest e' la linea aerea che ha reso popolare il modello low cost, poi utilizzato anche da molte altre linee aeree. In questa pubblicita', Southwest ricorda ai potenziali clienti che AirTrans, un'altra linea aerea USA, fa pagare per il bagaglio. Per vedere il video nelle sue dimensioni normali, clicca CONTINUA.
Avrete letto che Michael Schumacher e' pronto al ritorno in Formula 1 dopo tre anni di prepensionamento. La notizia-bomba e' che e' una balla: quello che in questi giorni sta guidando la Mercedes nelle sessioni di prova in Spagna non e' Schumi: in realta', il campione tedesco si trova a Kuala Lumpur, in Malesia, travestito da tassista settantenne alla guida di uno scalcinato taxi Proton, e oggi ha stabilito un tempo record sul percorso che separa l'hotel Hilton dal terminale low cost dell'aeroporto KLIA (Kuala Lumpur International Airport). Guidando a 150 km/h su un percorso affollato di traffico, Schumacher ha impiegato poco piu' di trenta minuti per completare il percorso, comprese fermate a vari semafori e un rallentamento a 135 km/h dopo aver avvistato un'auto della polizia. Il record si e' svolto con gomme da gara, serbatoio pieno, bollo pagato, e con l'estensore di queste note aggrappato al sedile posteriore e al pranzo che cercava di trasferirsi sul pavimento del taxi.
Il signor Schumacher ha rifiutato di posare vicino al suo taxi, per non violare il contratto col team Mercedes di Formula 1. Ecco quindi una foto scattata di straforo mentre guidava:
Nonostante il percorso piuttosto lineare, il tracciato di prova utilizzato e' reso difficile dalla presenza di avvallamenti neiu curvoni piu' veloci, che sono stati affrontati senza rallentare, come nella migliore tradizione del campione tedesco. Il quarantenne miliardario di Kerpen, in pieno controllo della situazione, ha anche effettuato una telefonata col suo cellulare, ovviamente tenuto in mano, nel corso di un curvone a 140 km/h, senza lasciarsi distrarre dagli scodinzolamenti dell'auto, ormai al limite dell'aderenza garantita dai pneumatici.
Per dovere di cronaca segnaliamo che il tragitto e' stato completato con un esborso di 60 ringgit malesi, come pattuito, equivalenti a 13 euro.
Nell'intervista alla fine del percorso il campione - senza togliere la maschera da tassista malese, ma con un chiaro accento prussiano della Wesfalia - ha dichiarato:
Kretevo tuo folo fosse a sette e mezza, non sette e zinquanta! Tu dovere kiarire tuo orario, prossima folta! Tefi ezzere preciso!
Grazie signor Schumacher travestito da tassista malese, ma non ci sara' un altro viaggio nel suo taxi, per me. La prossima volta ci vado in tram, in Malesia.
Kulula, una linea aerea low cost sudafricana, ha verniciato uno dei suoi Boeing 737-800 di un bel verde brillante. E poi ha aggiunto didascalie con freccette per spiegare in modo umoristico le varie parti dell'aereo. Il gabinetto e' indicato da una freccetta con la didascalia "Mile-high initiation chamber", per dire.
Anche se volare e' una cosa seria, strappare un sorriso ai passeggeri - e a chiunque veda questa bella livrea - e' una bella cosa.
Ricordate il caso dei due piloti della Northwest Airlines che si sono dimenticati di atterrare alcune settimane fa? David Letterman, entertainer della rete televisiva CBS, ha suggerito queste dieci scuse ai piloti:
10. Un gruppo di passeggeri obesi si e' seduto sul lato destro dell'aereo e ci ha fatti deviare verso est.
9. Siamo pagati un tanto all'ora.
8. Mapquest fornisce sempre rotte un po' lunghe...
7. Eravamo stufi che fosse solo Sullenberger a ricevere le attenzioni dei media.
6. Provaci tu, a manovrare un aeroplano cosi' grosso, dopo otto o nove cocktail!
5. Volevo vedere il finale del film trasmesso durante il volo.
4. Attivare l'autopilota e fare qualche annuncio ai passeggeri e' estenuante.
3. Secondo la nostra mappa, abbiamo mancato la destinazione solo di mezzo pollice.
2. Per una volta, abbiamo deciso di mandare i bagagli nella citta' giusta e i passeggeri in quella sbagliata.
1. Pensavamo d'aver visto quel bambino che era volato via con un pallone aerostatico.
A parte le battute, ricordo ai lettori che i piloti NON erano stanchi, NON avevano volato troppo, NON si erano proprio accorti di avere qualcosa d'importante da fare (atterrare) in quanto stavano usando un computer portatile personale (non aziendale). Che stessero giocando a tressette o elaborando un business plan o giocando con un simulatore di volo, a me, come passeggero, importa poco. Mi basterebbe che badassero alle decine di tonnellate di carne umana che trasportano in un cilindro d'alluminio a dieci chilometri dal suolo.
L'attraversamento della strada a Saigon/Ho Chi Minh City, capitale del Vietnam, dovrebbe essere inserito tra gli sport estremi, o magari potrebbe diventare una specialita' olimpica. La marea umana scooterizzata che scorre attraverso Saigon e' da vedere; piu' densa di quella di Taipei, piu' costante di quella di Singapore, rende attraversare la strada un'impresa. Un paio di giorni di osservazione mi hanno permesso di definire alcuni stili adottati da turisti e stranieri in genere:
1) L'occidentale medio: sta sul bordo della strada e non gli riesce di intravedere alcun varco nella folla di scooter in arrivo da da destra, spesso da sinistra, a volte da dietro (certo, anche quando siete su un marciapiede vi arrivano scooter dalle spalle). Di solito rinuncia ad attraversare e chiama un taxi, oppure cambia stile.
2) L'ombra: vede un vietnamita che si prepara ad attraversare, gli/le si affianca, e ne imita esattamente tutti i movimenti, attraversando alla stessa velocita' tenendo gli occhi sempre sul proprio "modello". Arriva senza problemi dall'altra parte della strada, ma li' continua a camminare a mezzo passo di distanza dietro qualcun altro, dimenticandosi di dove voleva andare. Quando poi si ritrova nel soggiorno di una famiglia vietnamita si sveglia.
3) L'inglese (cosi' chiamato non per la sua nazionalita' ma per la sua propensione educativa): non soltanto vuole attraversare la strada, vuole anche insegnare ai vietnamiti a guidare. Si porta esattamente a meta' delle strisce pedonali e inizia ad attraversare deciso; agli scooteristi che lo evitano o rallentano solo, anziche' fermarsi come lui vorrebbe, mostra il palmo della mano per farli fermare, e ripete "You got to LEARN to drive properly!". Di solito inizia a correre arrivato a meta' dell'incrocio quando scopre che gli automobilisti, a differenza dei motociclisti, non hanno alcuna intenzione ne' di rallentare ne' di aggirarlo e non sono interessati alle sue lezioni. Se arriva vivo dall'altra parte della strada riprende fiato, spara qualche insulto al traffico, e cerca un'altro straniero per lamentarsi del fatto che "these guys don't want to learn, AT ALL!".
4) Quello che s'e' informato: si porta sul bordo del marciapiede, inizia ad attraversare la strada quando vede un piccolo varco nel traffico, e procede ad andatura costante, guardando sempre in faccia il guidatore che gli sta venendo incontro. Novello Mose', le acque del traffico saigonese gli si aprono intorno. Arrivato dall'altra parte della strada si sente in equilibrio con il "karma" del luogo, e si ferma a meditare sul marciapiede. Di solito finisce investito da un ragazzino scandinavo sui rollerblade.
5) Il giocatore di pallacanestro: alto due metri, segue la procedura corretta (la numero 4), contando anche sulla sua statura per rendersi piu' visibile - ed evitabile - agli occhi di scooteristi ed automobilisti. La sua fortuna e' anche la sua rovina: cammina a lunghi passi, e uno scooterista finisce col centrarlo ad un tallone. Ragazzi, camminate a passi corti!
6) Il fotografo: vuole tornare a casa con foto sensazionali, e pensa che fermarsi in mezzo ad un incrocio con una costosissima Nikanon sia il modo migliore per farlo. Se gli va bene e non viene investito, rischia comunque di subire uno scippo. O una multa, visto che la polizia di Saigon sta punendo i rallentamenti al traffico causati dai pedoni.
C'e' poco da stare allegri, con certe tariffe proposte come "tariffe di protezione" o "tariffe di salvataggio" per i passeggeri lasciati a terra da Myair ... quando una linea aerea perde l'autorizzazione a volare, i "suoi" passeggeri diventano facili prede per gli squali del mercato.
Singapore e' poco conosciuta in Italia, e domande come "In quale parte della Cina si trova?" sono comuni, quando si menziona la piccola citta'-stato asiatica. Una cosa, pero', sembra nota quasi a tutti: non si puo' masticare chewing gum, a Singapore. Non e' l'unica legge bizzarra, qui (tutt'altro), ma il divieto d'usare gomma da masticare sembra colpire l'immaginazione dei conoscenti italiani piu' di altre leggi.
E' con dispiacere, quindi, che mi trovo a dover scrivere del dilagare della criminalita' a Singapore. Dilagare relativo, certo.
Due settimane fa, camminando di fronte al Singapore Art Museum ho sentito sotto le mie scarpe una resistenza inconfondibile, il marciapiede che tratteneva le mie calzature e non voleva lasciarmi andare via. Qualcuno aveva - scandalo, tragedia - consumato una gomma da masticare e l'aveva buttata per terra. E sabato, durante una camminata alla Lower Peirce Reservoir, l'evento ha rischiato di ripetersi: ho mancato la terribile minaccia - un chewing-gum spiaccicato per terra - di pochi centimetri. La foto ritrae appunto il pericoloso pezzo di gomma da masticare.
Dove andremo a finire, se anche a Singapore si rischia di pestare dei chewing gum? Verra' instaurata la legge marziale per combattere il dilagare del poliisobutilene?
Femmine in calore e maschi dominanti hanno i sederi piu' grossi e piu' rossi.
Mostrare il sedere equivale a dire "Tu sei il capo" o "Trombiamo, dai".
Poveri babbuini. Immaginatevi quante volte capitera' a giovani babbuini allupati di avvicinarsi da dietro ad un bel didietro rosso e grosso, tipico delle femmine in calore, per poi scoprire che ... si tratta del maschio dominante del branco.
Bello scherzo di madre natura: non poteva dare un didietro giallo ai maschi dominanti dei babbuini e rosso alle femmine in calore? Questa similitudine deretanica spiega forse la quantita' di inseguimenti tra babbuini visti oggi allo zoo di Singapore.
Per fortuna, noi non corriamo rischi simili: nel genere umano, il "boss" non ha caratteristiche simili ad una femmina in calore. Si riconosce invece per la capacita' di non prendere decisioni, di scaricare su di voi le conseguenze dei suoi sbagli, di negarvi l'aumento e le ferie quando lui le ottiene, per gli sguardi biechi che fa quando uscite alle cinque e mezza, e per il fatto che, non sapendo gestire le SUE priorita', arriva da voi con richieste "urgentissime" che sono state sulla sua scrivania per un mese.
Il fotoamatore e' una bestia strana: ama scattare foto ed ama cambiare attrezzatura di frequente, non appena c'e' una nuova fotocamera che promette foto con un megapixel in piu' o sensibilita' un po' piu' alte. Quelli che resistono alla tentazione di cambiare corpo macchina ogni anno si ritrovano a volte con un tarlo che li rode, il dubbio che una macchina piu' recente avrebbe potuto salvare una foto risultata poi mediocre, o rendere bellissima una foto gia' bella. "Ah, se avessi avuto la Canikon D1d10, quella foto l'avrei scattata a ISO 25.000, e non avrei avuto quel lieve mosso, fotografando in notturna la scapoli-ammogliati aziendale!"; oppure "Se avessi avuto un grandangolo piu' corto di quello che mi sono portato ad Angkor Wat, avrei potuto fotografare molto meglio quei templi!". Dubbi che tengono svegli di notte.
L'immutabile ciclo vitale del fotoamatore si puo' riassumere nelle seguenti fasi:
scoperta della macchina fotografica che lo rendera' abile e famoso quanto Ansel Adams (o perlomeno quanto Corona);
acquisto della suddetta nonostante i commenti contrari dei familiari ("costa troppo!") e degli amici fotoamatori ("Ah, non acquisti il modello di punta della Canikon? Ti accontenti di QUELLA?");
esaltazione per la quotidiana scoperta di nuove strabilianti caratteristiche nel corpo macchina acquistato;
abitudine: dopo i primi ventimila scatti e la rilettura settimanale della lunga documentazione della macchina, il fotoamatore sarebbe capace di usarla ad occhi chiusi, e a volte lo fa;
noia: la scintilla si e' spenta, e prendere in mano la macchina fotografica non gli da' piu' l'emozione dei primi tempi; il desiderio di novita' si palesa;
ricerca di una nuova macchina fotografica: il fotoamatore inizia a passare piu' tempo in Rete che a scattare foto, e cerca "qualcosa" (una reflex da 24 megapixel? Una digitale a telemetro? Un corpo macchina per pellicola medio formato tradizionale?) che riaccenda in lui il sacro fuoco fotografico. Contemporaneamente, la sua macchina fotografica viene sottoposta a prove umilianti (confrontarne la risoluzione con quella di una scansione da immagine largo formato per poi dire "Cavolo, non mi ero reso conto d'aver comprato una macchina cosi' mediocre") ed estenuanti (resistera' alla pioggia? E a una caduta in mare? Se la avvicino ad un magnete tipo sfasciacarrozze si rovinera'? Proviamo...) per rendere evidente e necessaria la necessita' di una nuova macchina;
Scoperta: ricomincia il ciclo, vedi 1;
Cercare di arrestare questo ciclo equivale a voler fermare un'auto tenendola per il paraurti: al massimo si riesce a rallentarla. Il fotoamatore medio riesce al massimo a resistere qualche anno senza cambiare macchina fotografica, di solito grazie all'aiuto della moglie e all'astensione dagli incontri con altri fotoamatori. Quanto segue e' la cronologia degli acquisti di un appassionato squattrinato:
- Marzo 1979: Fujica ST605n, la mia prima reflex;
- Aprile 1986: Minolta X700, rimpiazza la ST605n (che mantengo) come macchina principale;
- Febbraio 1993: Nikon FE2, rimpiazza Fuji e Minolta, rubate da ignoti il mese prima;
- Luglio 1996: Nikon F, si aggiunge alla FE2; verra' usata poco;
- Agosto 1996: Zorki 3, un capriccio poco costoso e poco pratico; verra' usata pochissimo;
- Novembre 2001: Fujifilm 4800Z, la mia prima digitale, seppur compatta; Nikon F e FE2 (e Zorki) finiscono in un ripostiglio;
- Dicembre 2005: Fujifilm D610: rimpiazza la 4800Z, defunta sotto la Tour Eiffel (momento ideale...);
- Ottobre 2007: Nikon D40: rimpiazza la D610, che iniziava a funzionare male (vedi fase 6, sopra...); i vecchi obiettivi per le Nikon F e FE2 tornano ad essere utilizzati.
In conseguenza di suoi frequenti e costosi acquisti, il fotoamatore medio vive circondato da minacce: genitori che che, visto il conto del suo nuovo telezoom 100-400mm, lo informano che d'ora in poi dovra' pagare l'affitto della camera in cui vive; una moglie che, sentendogli progettare l'acquisto di un corpo macchina da duemila euro, gli dice che se lui compra quella macchina, dovra' regalarle per il compleanno una borsetta di pari prezzo (*); il fotonegoziante sotto casa che, dopo avergli lasciato manipolare quel corpo macchina una dozzina di volte, minaccia di tagliargli le gomme dell'auto se l'acquista all'ipermercato dove costa venti euro in meno.
Tutto questo per dire: lasciateli tranquilli, questi poveri fotoamatori!
(*): una borsetta da duemila euro "fa" qualcosa in piu' di una da mille euro o di una da cento euro? E piu' in generale, una borsetta "fa" qualcosa?
- Sei di Torino quando per dire che hai marinato la scuola dici: ho tagliato!
- Sei di Torino se l'appartamento lo chiami alloggio;
- Sei di Torino se chiami bignola il pasticcino;
- Sei di Torino se quando ordini un Marocchino in Calabria ti guardano come se fossi un marziano;
- Sei di torino se per fare la svolta da corso a corso ti metti nel controviale;
- Sei di Torino se d'estate al bar siedi nel Dehor;
- Sei di Torino quando dici "beh, io a questo punto farei che andare a pranzo" e loro ti guardano ancora più strano e si chiedono perchè non puoi andare e basta senza "fare che andare";
- Sei di Torino quando dici "che disordine che c'è sulla mia scrivania, devo ritirare un po' di roba" e loro si chiedono se devi andare a ritirare qualcosa alla posta;
- Sei di Torino quando la frase "ho fatto la figura da cioccolataio" non è positiva, anche se tu fossi golosissimo;
- Sei di Torino quando pensi che girare a destra quando il semaforo e' rosso sia legale;
- Sei di Torino quando fuori dal Piemonte ordini uno stick al bar e ti guardano come se venissi da Marte;
- Sei di Torino se anzichè chiedere "Come va?" dici "Com'è?" e nel 90% dei casi ti rispondono "Com'è cosa?";
- Sei di Torino se a chi non è di torino (o del piemonte) chiedi un cicles e nessuno sa cosa sia;
- Sei di Torino quando abusi del "più", preferibilmente a seguito del "solo" es.: ne restano "solo più" 2;
- Sei di Torino se dici "non mi oso";
- Sei di Torino se dici "la mezza", espressione oraria nota probabilmente solo ad un'elite di piemontesi;
- sei di torino quando...sei in viaggio, soffri la macchina ed esclami "sto patendo!!!";
- Sei di Torino se per te ogni via larga e lunga è un Corso;
- Sei di Torino se ti giran le balle se una via principale fa una curva;
- Sei di Torino quando fuori dal Piemonte vai al bar e chiedi una brioche;
- Sei di Torino quando in vacanza ordini un San Simone e guardandoti perplesso il cameriere ti porta un'immaginetta sacra;
- Sei di Torino quando commenti qualcosa andato storto dicendo "Suma bin ciapà";
- Sei di Torino se guidando gridi "e gia!" a chi va piano;
- Sei di torino quando ti perdi se le strade non si incrociano in modo perpendicolare;
- Sei di Torino se leggendo alcune frasi precedenti ti sei ripetuto: "Perchè scusa? Non si dice così ovunque?"
Un bracciolo particolarmente desiderabile, due passeggeri, nessuna voglia di cedere anche solo un millimetro di spazio. Ecco le premesse di un simpatico giochino utile per prepararsi a voli particolarmente affollati: www.elbowwars.com.
Il gioco e' ambientato in un cinema, ma si tratta di una situazione simile a quelle che si incontrano in aereo.
Singapore, Suntec City, torre numero 4. In cima alla scala mobile che porta al primo piano c'e' la solita sfilata di negozi e di banchi (con i soliti prodotti di bellezza israeliani che ho visto sia a Londra che ad Atlanta). Un banco attira la mia attenzione: mostra biancheria intima, ma nome della ditta e' stato scelto con poca, pochissima attenzione: Usura. E quando vedi la parola USURA sul didietro di una bella ragazza (vedi foto), diventa difficile non mettersi a ridere, come minimo.
Michael O'Leary, amministratore delegato di Ryanair, ama attirare attenzione sulla sua compagnia aerea. Eccolo in una conferenza stampa a Düsseldorf. Chiudete le orecchie ai vostri bambini, prima di avviare il video.
Nel 1999 mandai una cartolina ad una ragazza svedese conosciuta tramite ICQ (software simile a Netmeeting e Skype, ma solo per testo). Non sapevo il cognome e non ricordo i dati che inserii, ma l'indirizzo recitava piu' o meno:
"(nome, piuttosto comune), her nickname is (soprannome), her mum is called (nome di sua mamma), c/o the Supermarket by the river, where they both work, Umeå, Sweden".
Umeå non e' tanto piccola, aveva circa centomila abitanti al tempo in cui scrissi, ma dopo una settimana la mia amica mi rispose, stupita, descrivendo i dettagli della cartolina che aveva ricevuto. Il postino l'aveva trovata.
A Settimo Torinese, nel quartiere dove vivevo, se il postino o la postina era malata, si aspettava che tornasse, per ricevere la posta.
Altro caso di cartolina speciale: un amico disegnatore mi mando' una cartolina da Rimini, intorno al 1990. Il francobollo l'aveva disegnato lui sul retro della cartolina, e mostrava un aereo con banner al seguito, con la scritta "Una giornata del ca**o". Nessuna sovrattassa: l'ufficio postale timbro' il finto francobollo e consegno' la cartolina. Immagino sia un pezzo da collezione, ora.
Due giorni fa, sull'Atlanta Journal Constitution (il piu' diffuso quotidiano locale di Atlanta) e' stata pubblicata una lettera in cui un sessantaduenne lettore raccomandava che fossero gli ultrasessantenni, non i ventenni, ad essere mandati al fronte.
L'autore delle lettera spiegava che chiunque abbia goduto per sessant'anni o piu' del privilegio di vivere negli USA dovrebbe sentirsi grato dell'opportunita' di combattere e morire per la Patria. Elencava poi una serie di vantaggi, a volte pure condivisibili (mandare a combattere e a morire uno che ha ancora cinquant'anni di vita davanti a se' oppure uno che ne ha solo piu' una decina non e' una scelta difficile), altri molto pratici e al limite del cinismo: la pensione di questi combattenti-pensionati verrebbe bloccata, visto che i soldati percepirebbero lo stipendio da soldati; e i prevedibili decessi al fronte limiterebbero la futura spesa pensionistica nazionale senza danneggiare la forza lavoro attiva.
Ho dovuto leggere la lettera due volte per essere sicuro che l'autore non stesse prendendo per i fondelli i lettori. Era serio. Se da un lato vengono in mente gli ultimi giorni del Terzo Reich, in cui anziani e ragazzini combattevano insieme nel Volksturm, d'altro canto ci sono motivi per cui, oggi, ha senso mandare in guerra persone che in passato sarebbero state considerate troppo giovani, troppo vecchie o fisicamente inadatte al combattimento. Per esempio, la diffusione sempre piu' capillare degli UAV (Unmanned Air Vehicle, cioe' velivoli senza pilota), come l'MQ-9 Reaper.