... vi presento un lavandino con tre rubinetti.
In Gran Bretagna, molte case hanno ancora rubinetti separati per l'acqua calda e per quella fredda, col risultato che molti turisti abituati ai miscelatori finiscono con lo scottarsi e, alternativamente, gelarsi le mani. Questo rubinetto aggiunge un livello di difficolta': fotografato nella storica
Ham House a Richmond, il rubinetto di sinistra e' per l'acqua calda, quello di destra per l'acqua fredda, quello in mezzo reca la dicitura "soft".
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Sono nato a Settimo Torinese nel Sessantotto, in un giorno di marzo. Sono nato sul tavolo della cucina, come si usava una volta, poco prima dell'ora di pranzo, e sono grato ai miei genitori per avermi spostato prima di apparecchiare. Dopo quel giorno, ho affrontato - come te che leggi - la mia quotidiana lotta per la sopravvivenza, tra insegnanti che conoscono la loro materia ma non sanno insegnare, partite di calcio su prati piu' duri e aridi della tundra siberiana, burocrazia da colpo apoplettico, auto che non si fermano col semaforo rosso, mercato del lavoro lento quanto la deriva dei continenti. In piu', in quei diecimila e piu' giorni trascorsi in Piemonte, ho evitato come la peste bubbonica una delle specialita' locali piu' gradite ai nativi e meno note al di fuori della regione: la
bagna c?uda. Si tratta di una combinazione di aglio, acciughe, olio e latte, con aggiunta di cavoli, capace di produrre un olezzo mefitico che per decenni e' stato noto, nel nucleo di dissenzienti interno alla mia famiglia (ciao sorella!) come "l'ammazzadentisti"; bastava infatti
pensare di mangiare bagna c?uda prima di una visita odontoiatrica, per causare disturbi all'apparato respiratorio del medico.
Quando nel 2001 mi trasferii in Inghilterra, credevo che uno degli effetti collaterali di quel trasferimento fosse la completa e definitiva scomparsa dell'
ammazzadentisti dalla mia vita.
Credevo. Buttata fuori dalla porta principale tramite emigrazione, la bagna c?uda rientro' nella mia vita da un'inaspettata finestra.
Cosa ci puo' essere di piu' estraneo, rispetto ad un tipico piatto regionale italiano conosciuto a malapena fuori dal Piemonte, che una persona nata dall'altra parte del pianeta? Durante gli
anni inglesi conobbi una ragazza
taiwanese, e ... la prima volta in cui mi accompagno' in visita in Italia, d'inverno, mia madre le fece provare la bagna c?uda. Io ed altri dissidenti evitammo quel nauseabondo pasto, la mia memoria dice che mangiammo pizza, ma potrebbe essere stato qualsiasi altro piatto. La mia futura moglie gradi' la bagna c?uda, anzi se ne innamoro', e promise che l'avrebbe preparata, in futuro.
Cucinero' la bagna c?uda, mi disse.
Non so voi, ma mi sarei preoccupato meno se avesse detto "
Ci sono Hannibal Lecter, Freddy Krueger e Jack Bauer alla porta, sono incazzati neri e chiedono di te". Non ci volle molto tempo per vedere quella minaccia trasformata in realta'. Parlo della bagna c?uda, non dei tre tizi sull'uscio.
Una domenica mattina di gennaio, scendendo dal buio piano di sopra nella nostra casetta in affitto ad Englefield Green, credetti d'essere vittima di un'allucinazione olfattiva: un intenso odore di aglio, acciughe e cavoli saliva dalla cucina. Mia moglie stava davvero preparando la bagna c?uda. E come per miracolo, non feci quello che chiunque avrebbe fatto, se avesse avuto la mia stessa feroce avversione per questo piatto che avevo cosi' a lungo evitato: usare un estintore per interrompere la bollitura, spruzzare in cucina tutto il deodorante e profumo disponibile, aprire le finestre e partire immediatamente per una settimana di vacanza lontano dalla casa contaminata.
Invece successe l'imprevedibile. La bagna c?uda preparata da mia moglie era una
bagna c?uda light, meno odorosa di quella cui ero sfuggito per tanti anni. Trovarmela davanti in un posto cosi' differente da quella che per tanti anni era stata "casa", in Italia, non causo' la classica lacrimuccia da immigrato nostalgico cui manca il
paesello, ma fu certamente cosa gradita. E ancora adesso, quando ci va, prepariamo una bella
bagna c?uda anche per i nostri amici stranieri che vengono a trovarci.
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