Da qualche mese lavoro a Londra, in un'azienda che ha sede nella stazione ferroviaria di Paddington. Vivo vicino all'aeroporto di di Heathrow, e trascorro tra le tre ore e le tre ore e mezza in viaggio ogni giorno. L'altro programmatore, che lavora per quest'azienda da circa otto anni, viene da ancora piu' lontano, vicino Reading, ma ha un'accordo con la ditta che gli permette di lavorare da casa almeno quattro giorni alla settimana. Anche lui passa molto tempo sui mezzi di trasporto, comunque, quando viene in ufficio. E questa settimana lavoriamo a casa sua.
Lavorare da casa. Di qualcun altro. WHAT???
Lui lavora per l'azienda dal giorno in cui e' stata fondata, io da pochi mesi, e' quindi scontato che non c'e' ancora stato un completo "travaso di conoscenze" da lui a me, sia per via dell'infrequente presenza di entrambi in ufficio (anch'io lavoro da casa, a volte), sia per la mancanza di tempo: siamo sempre in "firefighting mode", lavoriamo cioe' come vigili del fuoco, impegnati di continuo a risolvere emergenze e a modificare i prodotti informatici aziendali per delle richieste urgenti. Come capita ovunque.
Ora l'azienda si e' resa conto della gravita' del problema autobus. Il "problema autobus" non ha niente a che vedere coi trasporti e con il dover fare il pendolare tra casa e ufficio. Si tratta invece, nel linguaggio aziendale britannico, del
rischio che la sola persona che conosce qualcosa di essenziale per l'azienda venga colpita accidentalmente da un autobus mentre attraversa la strada, e l'azienda si ritrovi impossibilitata a continuare la sua attivita' per la perdita di quella persona.
E pensare che in Italia ci si ripete, in azienda, che tutti sono utili ma nessuno e' indispensabile. Strano, vedere come le risorse umane sono considerate in modo piu' realistico nella Perfida Albione.
Questo e' il motivo per cui l'azienda ci ha proposto di lavorare due settimane lontano dall'ufficio e dalle sue distrazioni continue: questa settimana io e Brian lavoriamo a casa sua, vicino a Reading, e la settimana prossima lavoreremo a casa mia. Niente "ho solo una piccola domanda", "puoi farmi un piccolo favore" (che poi quasi sempre sono piccoli solamente per chi li chiede, non per chi deve fornire una risposta).
Sto provando a contare quante aziende italiane avrebbero pensato ad una soluzione del genere. Zero, immagino.
Stanwell Moor, piccolo villaggio in piena Chavland. Non la capitale mondiale dello stile, come dimostra quest'auto, decorata per un addio al celibato. Le corna di bue e il turf da golfsul tetto sono un buon inizio, le scritte sull'intera superficie della vettura sono fatte con pennarelli indelebili, ma credo che l'Oscar per lo stile sia il mezzo manichino in reggicalze a cui e' stato attaccato il torso e la testa di Godzilla. Priceless.
Per chi vive in Inghilterra e per chi ci viene per lavoro o per diletto, alcune brevi notizie pescate sui media locali.
Olimpiadi Londra 2012, panico trasporti: il personale degli asili londinesi e' stato invitato a passare la notte negli asili, in modo da evitare di arrivare in ritardo al lavoro. C'e' il rischio che, col personale in ritardo a causa dei ritardi dei mezzi pubblici, gli asili-nido saranno impossibilitati ad operare, causando disagi a catena alle famiglie che non sapranno dove lasciare i bimbi.
Politici e stereotipi (addio!). La probabile sconfitta di Nicolas Sarkozy nelle elezioni presidenziali francesi portera' alla fine di un'epoca epica nella politica europea, un periodo in cui gli stereotipi nazionali hanno dominato la scena europea grazie ai leader nazionali. Come ha scritto Sam Leith nell'Evening Standard,
Basso ma inverosimilmente altezzoso in Francia
Don Giovanni in Italia
L'Uomo d'Acciaio in Russia
Lord Fauntleroy nel Regno Unito
"Lord Fauntleroy" e' David Cameron, disegnato da Martin Rowson del Guardian vestito da ricco e lezioso bamboccio.
The Bridge, l'ennesimo - interessante - thriller scandinavo. Bron / Broen ("ponte" in svedese e danese) e' il titolo bilingue di una serie poliziesca scandinava trasmessa a partire da sabato scorso su BBC Four....
La prima volta che visitai l'Inghilterra presi un'insolazione, ed era aprile. Chi e' in Inghilterra in questi giorni non corre lo stesso rischio: otto di mattina, due gradi, auto gelate e tanta voglia di usare berretto cappotto e guanti, domani.
Basta la minaccia di uno sciopero a causare panico. In Gran Bretagna, il sindacato Unite ha minacciato uno sciopero dei camionisti trasportatori di carburante. Unite rappresenta 2.062 guidatori di camion cisterna, e le sette aziende che verrebbero colpite dallo sciopero - Wincanton, DHL, BP, Hoyer, J.W. Suckling, Norbert Dentressangle e Turners - riforniscono di carburante il 90% delle 8.706 stazioni di servizio britanniche. E riforniscono anche gli aeroporti. Il governo britannico, tanto per rendere piu' incasinata la situazione, ha dato indicazioni contrastanti, stile "L'aereo piu' pazzo del mondo": prima ha invitato ad evitare il panico e a non buttarsi immediatamente a fare benzina; poi ha invitato gli automobilisti a fare il pieno "pieno", non a riempire la meta' il serbatoio dell'auto, e ha consigliato di effettuare rabbocchi quando se ne presenta l'opportunita': bastava dicessero "Ok, PANIC! e avremmo capito.
Cosi', tanto per fare il previdente, alle dieci e mezza di stamattina mi sono diretto al supermercato locale, il Tesco di Ashford, che ha una stazione di servizio aperta 24 ore su 24. Meta' mattina, la gente e' al lavoro, non ci sara' coda, giusto? Sbagliato: anche a meta' mattinata, in una stazione di servizio dove non ci sono mai code, c'era una fila di auto che si estendeva per un paio di centinaia di metri. (La foto mostra solo una piccola parte della coda, alla mia sinistra c'era un camionista che aveva lasciato un ampio spazio davanti al suo veicolo.)
Questo pare l'anno della carenza di liquidi, in Gran Bretagna: oltre a questo sciopero e' in arrivo una inusuale siccita'. E con la proposta di una nuova tassa sugli alcoolici, anche di birra se ne vedra' meno. Aiuto!
Ah, l'Inghilterra, dove la pioggia e' un appuntamento quotidiano, e dove 'giusto come la pioggia' significa che tutto va perfettamente. Quest'anno, pero', la pioggia latita. E' un anno caldo, sta piovendo pochissimo. Ci sono foreste in fiamme in Scozia e Galles, e in alcune aree del sud dell'Inghilterra verra' vietato il lavaggio dell'auto e l'innaffiamento dei giardini tramite gomma: riciclare, riciclare anche l'acqua della doccia, questa e' la parola d'ordine. Ma tra qualche mese arriveranno milioni di spettatori per le Olimpiadi, con un probabile aumento dei consumi idrici...
Paradossale: gli italiani residenti in Inghilterra, grandi consumatori di acqua minerale, non avranno problemi di sete.
Sei in Inghilterra, vuoi leggere un quotidiano ma non sai quale scegliere? Il comico Russell Howard riassume le carattaristiche dei quotidiani inglesi:
Sul Daily Mail: "Povrebbero eliminare le notizie e pubblicare invece il solo titolo NON USCITE DI CASA! E' PIENO DI NEGRI, CHECCHE E CRIMINALI! OH, SE SOLO LADY DIANA FOSSE ANCORA CON NOI!. Sempre le stesse notizie (gira le pagine di un'immaginaria copia del Daily Mail): ASBO, musulmani, autovelox, autovelox, ASBO, musulmani, autovelox, autovelox...".
Il Sun: "Sei un pedofilo? Sei un pedofilo? Guarda le foto delle tette di questa modella, ora ha 16 anni!"
Sull'Independent: "Mentre lo leggi sembra prenderti per il collo, e ti strilla addosso STAI RICICLANDO? HAI APPENA UCCISO UN ORSO POLARE! TU!"
Ken Chappell, 78 anni, ha una pancia bella grossa, una beer belly, cresciuta a forza di pinte di birra bevute quando gestiva un pub. Talmente grossa che il suo dottore ha voluto farlgli fare delle analisi, e il risultato e' che il fegato di Chappell e' risultato in perfette condizioni, nonostante le quaranta pinte di birra che ha consumato ogni giorno per anni. Ora ne beve solo sei. Al giorno. A settantotto anni. E si sente in perfetta salute.
Vinnie Jones e' un ex calciatore inglese, famoso per la sua aggressivita' in campo(Paul Gascoigne se lo ricorda bene) che ha portato ad una carriera cinematografica in ruoli da duro (Lock & Stock, Snatch, Swordfish).
Ora la British Heart Foundation lo ha scelto come testimonial per una campagna pubblicitaria volta a educare il pubblico inglese all'uso dell'hands-only CPR, la rianimazione tramite massaggio cardiaco senza uso della respirazione bocca a bocca. Il video mostra Jones, vestito da gangster e accompagnato da altri gangster, impegnato a spiegare come eseguire la rianimazione al ritmo di "Stayin' Alive" dei Bee Gees, scelta non per caso come colonna sonora: secondo la American Heart Association, questa canzone ha la frequenza di battiti per minuto ideale per la rianimazione. Lo dico piu' chiaramente: 100/120 pressioni sul petto per minuto e' la frequenza giusta, e la pressione dovrebbe spingere il petto verso il basso di 5-6 centimetri. Istruzioni piu' dettagliate qui.
Perche' scegliere Vinnie Jones? Probabilmente perche' il pubblico che la British Heart Foundation vuole raggiungere, il target di questa campagna pubblicitaria, potrebbe recepire meglio il messaggio proposto da un personaggio di solito estraneo a campagne educative di questo genere. Giovani e persone con un livello di educazione non elevato, soprattutto se appartenenti ad una cultura in cui sono presenti violenza e machismo, sono riluttanti ad utilizzare la respirazione bocca a bocca per soccorrere amici e vittime di incidenti; il massaggio senza respirazione bocca a bocca, presentato da un'icona del bullismo calcistico come Vinnie Jones, viene proposto come un'alternativa semplice, non imbarazzante ed efficace per chi non conosca il metodo tradizionale per la rianimazione cardiopolmonare.
Lo hands-only CPR e' in alcuni casi, secondo la BHF, un metodo di rianimazione piu' efficace, se portato da persone non qualificate, rispetto al tradizionale metodo di rianimazione che comprende la respirazione bocca a bocca.
L'angolo delle riviste per pescatori in un supermercato inglese. In Inghilterra e, in generale, in Gran Bretagna, ci sono riviste per ogni 'nicchia' di mercato: per dire, ci sono 3 riviste dedicate alla Porsche 911, 15 dedicate alle moto, 12 - dodici! - dedicate alla pesca.
Nota linguistica: il pescatore con canna da pesca e' un angler, non un fisherman.
Lunedi' 23 gennaio si celebra il Capodanno cinese, entriamo nell'Anno del Dragone. Due anni fa avevo ipotizzato la diffusione globale di questa festa, nello stesso modo in cui Halloween e' diventata in tutto il mondo un'occasione per indossare maschere, girare di porta in porta dicendo "dolcetto o scherzetto", e organizzare serate dedicate al cinema horror. Non so se ora il Capodanno cinese sia festeggiato a Voghera come avevo previsto; qui in Inghilterra, questa festa e' arrivata anche nelle scuole, anche in quelle di campagna in cui la presenza d'allievi di origine cinese e' minima o nulla. Ecco un annuncio letto poco fa su Freecycle:
Subject: [**********_Freecycle] Wanted chinese outfit for 5yr old girl
Date: Sat, 21 Jan 2012 14:10:33 -0000
Does anyone have a chinese costume/clothing to fit a 5yr old girl for her school celebration next week please
Ed un altro:
Subject: [[**********_Freecycle] wanted please - Chinese fancy dress for school party
Date: Fri, 20 Jan 2012 22:27:12 -0000
Does anyone have anything they could offer/loan for a kiddies fancy dress with a Chinese theme, please - suitable for a 6-7 year old boy....? Thank you.
Due mamme, con nomi e cognomi tipicamente inglesi, che cercano abiti cinesi per i loro bambini per la settimana prossima. Capitera' anche a voi, in futuro... o magari vi e' gia' capitato?
Noccioline al wasabi, piselli al wasabi, magari anche pizze al wasabi e wasabi banoffee pie: il wasabi, o 'ravanello giapponese', e' ovunque, qui in Inghilterra. Ma non e' uno snack per palati delicati: quel "fiery" sulla confezione non e' una frottola pubblicitaria...
Non capiro' mai cosa spinge una persona a mangiare cose cosi' piccanti da diventare paonazzo mentre la nuca inizia a sudare. Ora ne mangio un altro...
Se credete al detto "il cliente ha sempre ragione", ecco una notizia su cui riflettere. "The Artist" e' il film-fenomeno del momento, a Londra. E' francese, e' in bianco e nero, e' un film muto, ed e' delizioso. E a quanto pare ci sono stati spettatori che, uscendo dal cinema, hanno chiesto di essere rimborsati perche' il film era senza dialoghi.
Quest'articolo di un tabloid inglese inizia con "E' ora di ricominciare con questi viaggi dell'alcool (booze runs) verso Calais. Tu guidi, io mento agli ufficiali della dogana".
Booze cruise e booze run sono due nomi per una tradizione inglese che esiste da molto tempo: prendere un traghetto e andare sul continente - anche solo a Calais - a fare incetta di bevande alcooliche. Durante il weekend, si parte con l'auto vuota, possibilmente una station wagon, e si guida per qualche ora sulla M25 e poi sulla M20, quindi ci si imbarca sul traghetto Dover-Calais. Si passa quell'ora di navigazione dormicchiando sui sedili del traghetto, smaltendo una sbronza o leggendo il Daily Mail o The Sun. Arrivati a Calais, si va in cerca di un supermercato, non importa se Carrefour, Auchan o Geant, si prendono due carrelli a testa e si va direttamente alla sezione alcoolici ("booze" in inglese), dove si riempiono i carrelli di tutti i vini in offerta speciale, e di tutti i buoni vini che costano la meta' che in Inghilterra.
A titolo d'informazione, stamattina ho comprato sei bottiglie di vino "economico" in un supermercato Aldi (a Feltham, vicino a Heathrow, e ho pagato venti sterline (24 euro) (mamma non ti preoccupare, non le beviamo in una serata, ci basteranno per una ventina di giorni).
I vini e gli alcoolici costano meno in Francia che in Inghilterra, ecco il motivo di questa gita fuori-porta e fuori-confine. Caricati i carrelli, si torna all'auto e la si riempie. Se avanza spazio, si torna al supermercato e si acquistano altri alcoolici. Se e' inverno, da meta' dicembre a meta' gennaio, il beaujolais sara' il pezzo forte della spesa; durante il resto dell'anno, Chablis e Claret. Altri preferiscono sfruttare l'occasione per acquistare vini di qualita' elevata, e in questo caso il risparmio acquistandoli in Francia e' di molti euro per ogni bottiglia.
La spesa viene quindi coperta con un plaid, due papere di gomma, la copia del tabloid letta durante il viaggio in traghetto, e vari altri oggetti atti a far credere che bagagliaio e sedili posteriori dell'auto non siano stati toccati dal giorno dell'incoronazione di Elisabetta Seconda. Si fa un giro nei dintorni, si fa il pieno all'auto se la benzina (o il gasolio) costa meno che a casa, quindi ci si avvia verso il porto di Calais. Traghetto, sbarco in Gran Bretagna, passaggio dal Customs & Excise, e in caso di controllo approfondito, la frase e' quella di rigore: "Sono bevande destinate all'uso personale". Il che e' vero, nel caso dei miei conoscenti: quando andiamo a casa di amici, capita di bere a cena una bottiglia descritta come "vendemmia del 1995, portata a casa con la 'booze cruise' del 1996'.
Non e' il caso di fare i moralisti: tanti anni fa, una delle mie scuse per passare il Moncenisio, una delle montagne che preferisco, era quella di andare a Lanslebourg a fare il pieno alla mia moto, visto che la benzina costava 1.100 lire al litro, li', quando in Italia era gia' vicina alle 1.500 lire. Paiono millenni fa...
Vivo in Inghilterra e torno spesso in Italia, a volte ci resto per mesi. La "crisi" economica che ho visto da noi, e il modo con cui noi italiani la affrontiamo, ha poco a che vedere con il modo in cui gli inglesi affrontano la loro crisi economica: si gira in casa indossando un pile pesante e si tiene il riscaldamento acceso non piu' di un'ora al giorno (quando la temperatura scende a zero gradi), si risparmia l'acqua facendo la doccia in ufficio e non tirando l'acqua del WC dopo una pisciata, si riutilizza tutto il possibile, le famiglie in cui lavorano marito e moglie vendono la seconda auto e vanno al lavoro insieme, se necessario alzandosi mezz'ora prima. Si vedono meno Porsche e Ferrari in giro, rispetto a cinque anni fa (in Italia paiono raddoppiate...). E c'e' la sensazione che la crisi economica sia destinata a peggiorare. Ecco quindi alcuni consigli per risparmiare made in England:
In casa non accendete la luce in ogni stanza in cui andate: tenete invece a portata di mano una torcia da speleologi, di quelle da mettere sulla testa, con il faretto sulla fronte;
Se in famiglia siete in due, o tre, o quattro, fate in modo di combinare orari e trasporti in modo da utilizzare una sola auto, anche se vuol dire alzarsi presto e portare i bimbi a scuola in anticipo;
Prima di andare a comprare qualcosa (con dispendio di carburante e tempo) cercate prima, gratis, su Freecycle o presso associazioni simili dedicate al riciclaggio di oggetti usati;
Se quel che volete non e' su Freecycle, cercatelo in altri negozi online (Amazon, per esempio). A titolo di esempio, UNA lametta per un rasoio Gillette costava 1,50? in un supermercato locale, e solo 94 pence online, su Amazon, con consegna gratuita;
Qui il riscaldamento viene acceso solo se la temperatura scende intorno allo zero;
Se fa freddo, in inverno, in casa si gira col pile, mica in maglietta, e la mattina appena alzati anche con la giacca a vento: la temperatura in casa, lo scorso anno, era spesso intorno ai dodici gradi, e mai sopra i 18,5 gradi;
Non avete bisogno di cambiare l'auto, ha solo dieci anni;
Imparate un po' di bricolage anziche' chiamare specialisti per ogni danno (o miglioramento) in casa;
Sciaquate il bagno solo in caso di rifiuti solidi;
Riducete la portata d'acqua del WC, in modo che lo sciaquone utilizzi meno acqua;
"Il detersivo per i piatti non ha mai ucciso nessuno", dicono qui: se ve la sentite, riducete al minimo lo sciacquo dei piatti;
Se in azienda c'e' una doccia, usatela, anziche' utilizzare quella che avete a casa;
Se la vostra auto ha prenumatici ribassati, prendete in considerazione gomme NON ribassate, che hanno un diametro maggiore e che quindi, a parita' di velocita', fanno girare il motore ad un regime piu' basso, con minori consumi di carburante;
No, non vi serve l'iPad, la nuova Canikon D1d10, lo schermo TV da trentotto pollici: li volete, ma non vi servono;
Quando volate a basso costo, cercate anche di volare a basso rischio (di multe): costa meno comperare un trolley delle dimensioni corrette che pagare una penale per bagagli in eccesso;
Se affittare una casa per il weekend o le vacanze, e non pagate l'elettricita che consumerete, portatevi da casa qualche sacco pieno di panni da lavare;
I vostri bambini sono, appunto, bambini, non aspiranti veline e tronisti: non hanno bisogno anche questa settimana di "... quei bei pantaloni che ho visto al mercato, costano solo dieci euro, giuro, gli starebbero benissimo!";
In Inghilterra viene insegnato alle mamme a vestire i figli con uno strato di meno di quelli che indossano loro, e i figli, curiosamente, non muoiono: si abituano a resistere al freddo. Non usate i pupi come scusa per accendere il riscaldamento, soprattutto quando i pupi passano la serata giocando sul tappeto del salotto...
I libri non consumano elettricita', la Playstation e la tv si';
Neppure Monopoli, Risiko e altri giochi da tavola consumano elettricita', e in piu' sono attivita' sociali che insegnano ai bimbi (e agli adulti) a negoziare, e se avete visto un bambino di otto anni contrattare la vendita del Parco della Vittoria, sapete di cosa parlo;
Ventunesimo consiglio, un omaggio: fa piu' caldo a letto, sotto le coperte, che nel resto della casa, di sera e di notte: andate a dormire presto, risparmierete luce e riscaldamento.
In Gran Bretagna, molte case hanno ancora rubinetti separati per l'acqua calda e per quella fredda, col risultato che molti turisti abituati ai miscelatori finiscono con lo scottarsi e, alternativamente, gelarsi le mani. Questo rubinetto aggiunge un livello di difficolta': fotografato nella storica Ham House a Richmond, il rubinetto di sinistra e' per l'acqua calda, quello di destra per l'acqua fredda, quello in mezzo reca la dicitura "soft".
Heathrow, Terminale 5, otto e mezza di sera del venti luglio. Piove, come tutti i giorni da una settimana a questa parte. E fa fresco a sufficienza da giustificare maglioni e giacconi impermeabili.
Se alle sei del pomeriggio sei ancora in ufficio, il tuo capo ti raccomandera' di andare a casa. Lo chiamano "Work-life balance": mantenere un sano equilibrio tra lavoro e vita privata.
Ci si aspetta che i politici si comportino onestamente, e che diano le dimissioni quando vengono colti a comportarsi in modo disonesto;
Le auto sono sottoposte ad una seria revisione annuale (MOT), da molti anni, per cui quando compri un'auto usata sai che probabilmente non sara' un bidone completo;
Le case inglesi sono costruite in modo tale da facilitarne la manutezione: anche un imbranato completo (eccone uno, nello specchio!) puo' rimuovere i termosifoni e riparare tubature;
I bimbi inglesi si ammalano meno di quelli italiani, nonostante indossino sempre uno strato di vestiti in meno rispetto ai loro genitori;
Nei supermercati, non c'e' una "uscita senza acquisti": non vieni considerato un potenziale ladro, se esci da un negozio a mani vuote;
Nel programma televisivo Top Gear, le marche automobilistiche britanniche vengono criticate quanto e piu' di quelle straniere;
I bambini, giocando a rugby, imparano a rispettare l'avversario e a dare il meglio di se' senza barare;
In sei ore, un informatico in cerca di lavoro in Inghilterra verra' contattato piu' volte che in sei mesi in Italia;
In cinque anni in Inghilterra vedrete meno nebbia che in un'ora in Val Padana.
Ieri, nelle dieci piccole ragioni per vivere in Inghilterra, avevo scritto che "(n)on devi vestirti elegante per andare a fare la spesa". Dopo aver visto la foto di questo postino della Royal Mail con cresta fucsia, penso concorderete che in Inghilterra puoi conciarti come ti pare, basta che tu faccia bene il tuo lavoro.
E come avrete notato dai capelli bianchi del signore nella foto (dove non sono fucsia), non e' che la liberta' di vestirsi e acconciarsi sia limitata ai giovani, per fortuna. Quindi...
Hippies settantenni, punk cinquantenni, grunge quarantenni, venite in Inghilterra e vestitevi come volete! A differenza che in Italia, non verrete rinchiusi in manicomio...
Ci sono tante ragioni per cui, dieci anni fa, decisi di venire a vivere in Inghilterra. Eccone alcune:
Non devi vestirti elegante per andare a fare la spesa: le pantofole non sono fuori luogo;
Il postino passa tutti i giorni, non si sentono scuse come "La postina e' malata, quindi la posta nel tuo quartiere non e' stata consegnata";
Se lungo la strada su cui stai guidando c'e' una strettoia, il tizio che viene in direzione opposta ti "fara' i fari" per indicarti di passare;
Se camminando sul marciapiede ti fermi di fronte alle strisce pedonali, le auto si fermano per lasciarti attraversare la strada;
Le banche ti offrono denaro, per aprire un conto corrente;
In estate non si scoppia dal caldo, e in inverno non si congela (come a Torino o a L'Aquila);
Tanti supermercati sono aperti ventiquattr'ore su ventiquattro;
Se oggi compri una casa, ci vai a vivere in pochi giorni, massimo qualche settimana, non dopo mesi o anni;
I canali televisivi inglesi riuscirebbero a produrre documentari mozzafiato anche sulla polvere. Anzi, lo fanno.
Letterine e tronisti sono meno famose di scienziati e tecnici. C'e' ancora una certa ammirazione per chi sa fare qualcosa ...
Ci sono sicuramente tante altre ragioni, per voler vivere in Inghilterrra; queste sono quelle che mi sono venute in mente in qualche minuto di meditazione.
Il sole e' appena tramontato. Era ora, sono quasi le dieci di sera. E cosi' si conclude una giornata lievemente inusuale, in cui ho parlato con parecchie persone, tutte residenti in Inghilterra, nessuna inglese (*).
La giornata e' stata dedicata soprattutto alla ricerca di un'auto. Sono stato a Southall (UB1)(**) per vedere una Ford Focus automatica trovata, come le altre auto che contavo di vedere, tramite Autotrader.co.uk. Il venditore dell'auto era indicato sul sito come 'dealer', cioe' commerciante d'auto usate, mi aspettavo quindi di trovare un salone con delle auto in esposizione. Il signore sikh dietro il banco dell'officina, invece, mi ha indicato una via laterale, in cui si trovava la Focus cui ero interessato. Vicino all'officina, un ristorante dal nome esotico, il Darjeeling Inn.
Se c'erano altre auto in vendita erano probabilmente parcheggiate in modo simile, a qualche isolato dal negozio. Beh, perlomeno c'era un'officina, quindi si spera che le auto vengano ispezionate, prima di metterle in vendita. La Focus era in buono stato, considerato che e' del 2002.
Ho poi proseguito verso Greenford (UB6), il paese successivo, in cui contavo di vedere una Audi A4 diesel (per me) automatica (per mia moglie), ad un prezzo di poco inferiore alle 2.000 sterline, che poi e' il limite che ci siamo prefissati per quest'acquisto. Anche in questo caso doveva trattarsi di un rivenditore, ma qui le cose si sono fatte un po' meno chiare: l'Audi non era dove avrebbe dovuto essere, e un cartello presente lungo la strada faceva capire che in quella zona c'erano venditori di auto ben poco autorizzati. Una chiamata al numero indicato su Autotrader.co.uk, una conversazione con un interlocutore con forte accento indiano, l'auto e' stata venduta.
Aspettarsi di incontrare un inglese da queste parti e', in effetti, vano: Southall, Brentford, Greenford, Hounslow e le aree vicine sono prevalentemente popolate da cittadini britannici d'etnia indiana o pakistana.
Riparto, questa volta si va verso Londra, destinazione la North Circular (la A406), una sorta di mini-tangenziale, molto piu' piccola della enorme M25 (lunga 188 chilometri), ma piu' vicina al centro di Londra. La mia destinazione e' un rivenditore di vetture diesel vicino all'Ikea di Brent Park (NW10). Trovo il rivenditore, in una zona in cui ogni ditta sembra aver chiuso. Ci sono una trentina di auto in un'ampio e squallido capannone, piu' qualche auto fuori, in un cortile condiviso con un'agenzia di noleggio limousine e con un'officina. Piove, governo ladro.
Le auto in vendita sono tante, manca pero' quella che ero venuto a vedere, una Focus diesel. Nessuno sa dove sia. La ragazza in ufficio e' gentilissima e polacca, come il titolare e il meccanico. Anche i dipendenti dell'officina di fianco sono polacchi, e sui campanelli le ragioni sociali delle ditte sono scritte in polacco.
Vado a casa, trovo la risposta di un'altro inserzionista di Autotrader ad una mia email mandata in mattinata. In questo caso si tratta di un privato, una ragazza che, dal nome e da un paio di ricerche (***) fatte in rete risulta romena. Chiamo il telefono che mi ha indicato, parlo col marito, fisso un appuntamento per le 19,30, nella zona dello stadio di Wembley (UB6) per vedere la loro Mercedes A170 automatica diesel, che coi suoi 3,57 metri di lunghezza mi aiuterebbe a parcheggiare anche quando la metropoli in cui vivo e' affollata di auto e di cavalli.
19,30, arrivo all'appuntamento. Si tratta di una bella zona residenziale in collina, lo stadio di Wembley non lo vedo, ma sara' nei dintorni. Ho guidato per mezz'ora per arrivare qui, e all'indirizzo che mi hanno dato non c'e' nessuno, tranne un cane che, a giudicare dai suoi latrati, dev'essere un po' piu' grande di un dobermann e appena piu' piccolo di un rinoceronte. Mi preparo a tornare a casa, ma vedo una Mercedes Classe A che arriva. Si ferma davanti alla casa presso cui dovevamo incontrarci; scendo per parlare con la coppia che era a bordo. La moglie rientra in casa prima di notare che sto avvicinandomi; chiedo al marito se sono loro che vendono una Mercedes Classe A, e lui risponde in un inglese stentato che si', sono loro, ma hanno cambiato idea, e l'auto non e' piu' in vendita. Grazie per avermi fatto venire fin qui per niente, penso, ma dico solo 'thanks anyway'.
Torno a casa, passo a prendere mia moglie alla stazione della metropolitana, e visto che sono quasi le nove di sera decidiamo di far cucinare qualcun altro: andiamo al takeaway bengalese di Stanwell Moor. Facciamo le nostre ordinazioni al proprietario, originario del Bangladesh, e poi incontriamo Vijai, il ragazzo (chi ha piu' o meno la tua eta' e' giovane per definizione,...
La maggior parte delle strisce pedonali, a Londra e nelle altre citta' inglesi, sono accompagnate da istruzioni: "guarda a sinistra" o "guarda a destra". Difficile sbagliarsi.
STANWELL MOOR, INGHILTERRA - Dopo oltre un mese senza precipitazioni, finalmente questa mattina e' piovuto. Non tantissimo, ma quanto basta per evitare di dover annaffiare il giardino, oggi.
Le previsioni del tempo dicono che piovera' tutto il weekend. E sapete di chi e' il merito? Mio, ovviamente. Ho infatti eseguito un rituale che da tempo immemorabile garantisce l'arrivo della pioggia. Non il semplice lavaggio dell'auto, che troppe volte procura guano piu' che pioggia. E neppure il lavaggio delle finestre, che pure spesso fornisce risultati positivi.
Questa volta, per garantire il ritorno della pioggia ho deciso di verniciare l'esterno dell'ingresso di casa. E visto che verniciarlo non sarebbe stato sufficiente, ho passato otto ore a scartavetrare e rimuovere la vecchia vernice, che era scrostata e cadeva a pezzi. Ho quindi sgrassato le superfici da verniciare usando il sugar soap e ho lasciato che il tutto asciugasse, sperando che non piovesse: il legno esposto (non protetto dalla vernice) assorbe l'acqua. Non avrebbe dovuto essere un problema, non pioveva da un mese.
E come volevasi dimostrare, e' bastato eseguire questa mia involontaria danza della pioggia per causare il ritorno della pioggia.
Quando acquistai una casa in Inghilterra, anni fa, dopo essere stato in affitto in due posti differenti, badai alle cose importanti che non si possono modificare, e diedi meno importanza ai dettagli, nello scegliere la mia nuova casa.
Considerai il numero di camere da letto, la solidita' della costruzione, l'altezza del soffitto, la posizione della casa, la presenza di due parchi nelle vicinanze, la distanza dai supermercati.
Dopo aver acquistato la casa, e dopo aver iniziato ad adattarla ai miei gusti, cominciai a notare dettagli curiosi. I tubi del gas a vista in salotto. Le porte, di cui parlero' in un'altra occasione. La Power Shower in bagno. E, sempre in bagno, notai che il sedile del WC era trasparente. Al suo interno erano visibili delle monetine. E le monetine erano italiane! Il sedile del WC conteneva monete da cinquanta, cento e duecento lire. Acquistai quella casa nel 2003, quindi la lira era gia' stata sostituita dall'euro.
In passato, in Inghilterra e in molte altre Nazioni, la lira italiana era spesso bersaglio di battute umoristiche per il suo scarso valore, sulla falsariga di "Hey, tu che sei italiano: devo andare a Milano per lavoro, mi basteranno due milioni di lire per pagarmi il caffe'?".
Ma un sedile per WC con monetine italiane non l'avevo mai visto prima. In seguito lo sostituii il sedile con uno piu' sobrio.
Da piu' di un mese, la sera a Stanwell Moor, si sente l'odore di grigliate ("barbecue", o piu' brevemente BBQ). Questi ultimi due fine-settimana, quattro giorni ciascuno, hanno visto un'escalation, con vicini che invitano amici, offrono piatti con cibo grigliato agli altri vicini, e in generale una gran puzza di fumo.
Ma il mistero sulle carni che inglesi mangiano o non mangiano s'infittisce: trovare un supermercato o un macellaio che venda carne di coniglio e' impresa quasi impossibile, da queste parti, e ora s'e' aggiunto un'altro tipo di carne, alla lista delle risorse alimentari in via d'estinzione: le braciole di maiale. Per me una grigliata ha, come elementi fondamentali, braciole e salsicce. Non e' cosi' in Inghilterra: ho cercato braciole in due supermercati, oggi, e non ce n'era neppure l'ombra. Ma forse saranno state acquistate tutte da altri amanti delle grigliate...
Siamo nel Windsor Great Park, e dopo un inizio travagliato (non sempre e' facile trovare sei sterline in monetine per pagare il parcheggio), stiamo ora raccogliendo a tutto spiano gli indizi che ci porteranno al premio finale di questa caccia al tesoro per bambini, organizzata da The Royal Landscape nel Great Park di Windsor.
Nella foto, il totem donato dalla popolazione del Canada alla Regina Elisabetta Seconda nel 1958. Il totem era protagonista, nel questionario che ci e' stato dato, di varie domande, e si trova a Virginia Water, un parco collegato al Windsor Great Park.
Domande? Questionario? Ma non era una caccia al tesoro per bambini?
Certo, e' una caccia al tesoro per bambini attraverso un magnifico parco durante la giornata di Pasqua, ma visto che siamo in Inghilterra, divertimento e apprendimento fanno entrambi parte di questa giornata. Ai partecipanti viene chiesto di contare i coniglietti pasquali di cartone appesi nel parco, di leggere le targhette identificative delle piante per trovarne una di un certo tipo, anagrammare il contenuto di un cartello, e in generale seguire un percorso nel parco per trovare una serie di indizi. Camminare all'aria aperta, in una bella giornata di sole, imparando qualcosina. Beh, sempre meglio che passare il pomeriggio di Pasqua davanti alla tv o camminando lungo il Po a San Mauro Torinese!
Pasqua, tempo di viaggi in Inghilterra. Ecco alcune informazioni per i tanti lettori che arriveranno a Londra questo weekend per trascorrere qui le vacanze pasquali, e magari si fermeranno in Inghilterra per il matrimonio di William e Kate (gradite un invito?):
Meteo: il sole splende da giorni, qui (vicino all'aeroporto di Heathrow); ci saranno 26° oggi pomeriggio, 25° domani, 24° lunedi', 22° martedi' e 19° mercoledi'. Un weekend con glorious weather, quindi, come dicono gli inglesi, con lieve peggioramento nel corso della prossima settimana (salvo rettifiche delle previsioni del Met Office. Di notte la temperatura scende, pero' (14° questa notte, 10deg; la prossima, e si avranno 7-8deg; durante le prime notti della prossima settimana), quindi non pensate di dormire senza neppure un lenzuolo! Aggiornamento ore 14,00: ci sono 30,4° fa caldo, in pantaloncini e maglietta. Portatevi una crema protettiva.
Da notare la mancanza completa di pioggia nelle ultime due settimane. Un impermeabile nello zaino e' comunque d'obbligo, quando si visita l'Inghilterra.
Negozi: la domenica supermercati e negozi sono aperti, in Inghilterra. Pasqua e' ovviamente un'eccezione e quasi tutti i negozi saranno chiusi. Ecco per esempio gli orari del supermercato Tesco di Ashford, Middlesex, durante questo fine settimana e il successivo:
Sabato 23/04/2011: aperto fino a mezzanotte;
Domenica 24/04/2011 (Pasqua): chiuso;
Lunedi' 25/04/2011: aperto dalle 09,00 alle 18,00;
Martedi' 26/04/2011: aperto dalle 06,00 in poi;
Mercoledi' 27 e giovedi' 28/04/2011: aperto 24 ore;
Venerdi' 29/04/2011 (Bank Holiday Royal Wedding): aperto 24 ore ;
Sabato 30/04/2011: aperto fino a mezzanotte;
Domenica 01/05/2011: aperto dalle 10,00 alle 16,00;
Lunedi' 02/05/2011 (May Bank Holiday): aperto dalle 09,00 alle 18,00.
Martedi' 03/04/2011: aperto dalle 06,00 in poi.
Ricordiamo che in Inghilterra e' festivo il Venerdi' Santo ("Good Friday"), il Lunedi' dell'Angelo ("Easter Monday"), non e' festivo il Primo Maggio ma lo e' il primo lunedi' di maggio ("May Day"), e quest'anno sara' festivo venerdi' 29 aprile, il giorno del matrimonio reale tra William (*), Principe di Galles, e Kate Middleton.
Piccole note per chi visita l'Inghilterra per la prima volta
1) Trovare succhi di frutta alla pesca o all'albicocca in un supermercato e' un impresa impossibile, se proprio non potete farne a meno neppure per una breve vacanza, portateli da casa (ma NON nel bagaglio a mano);
2) Gli inglesi di solito contano usando le centinaia, non le migliaia. Se vi dicono che un'oggetto costa 1.600 sterlne, che in un villaggio ci sono 1.600 persone, che per raggiungere una certa destinazione bisogna percorrere 1.600 chilometri, vi diranno sixteeen hundreds e non one thousand and six hundreds. Sappiatelo.
3) L'ingresso in quasi tutti i musei e' gratuito, ma con la raccomandazione di fare offerte. Se usufruite di un servizio, date il vostro contributo, foss'anche una sola sterlina!
4) In alcuni pub, soprattutto in localita' rurali, l'accesso non e' consentito ai clienti che indossano giacche di pelle. Avranno avuto problemi con la 'branca' locale degli Hell's Angels ... Prima di entrare in un locale, leggete gli avvisi all'ingresso;
5) Gesticolare fa parte del nostro modo di essere, ma non e' un linguaggio capito in tutto il mondo, quello delle mani. Soprattutto se parlate con un poliziotto, tenete presente che il gesticolare puo' essere interpretato come segno di agitazione. Parlate con calma;
6) "See you later"non significa "ci vediamo dopo", come fosse una promessa, come verrebbe istintivo pensare. Si usa invece col significato di ci vedremo in futuro, cioe' piu' tardi oggi, oppure domani, o tra qualche giorno, o in un momento indefinito. Se invece avete un appuntamento galante e "dopo" il vostro partner vi dice "See you around" (letteralmente: ci vediamo in giro), considerate conclusa l'avventura: la frase si usa per dire ci si vede, ma non saro' io a cercarti e magari non dovresti cercarmi neppure tu;
*: Lo chiamiamo William non per prenderci confidenze, ma solo in quanto gli eredi al trono della famiglia reale britannica non hanno cognome. Non e' "William Windsor", al massimo sarebbe "William Mountbatten-Windsor", ma in realta' - se la famiglia reale non avesse cambiato nome nel 1917 - il nome del giovane principe sarebbe "William Saxe-Coburg-Gotha".
Per chi segue le vicende delle residue famiglie reali, tra qualche giorno avra' luogo un matrimonio importante: il principe William del Galles, figlio del Principe Carlo e di Diana Spencer, si sposera' il 29 aprile 2011 nell'abbazia di Westminster a Londra con Kate Middleton. Sarebbe facile fare del sarcasmo e dire che le nozze reali sono interessanti solo per chi legge Hello! o Novella 2000, ma non sarebbe la verita': ricordo il matrimonio tra Carlo e Diana, durante il quale, con la tv accesa a fare da sottofondo, io e altri amici tredicenni lavorammo al montaggio di aeromodelli Airfix con colla Britfix e vernici Humbrol (tutto Made in Great Britain, neanche a farlo apposta). In un'Italia senza monarchia, e in cui i leader politici erano poco amanti dei riflettori, quel matrimonio fu un evento epocale. E non solo in Italia: sono capitato con mia moglie in mezzo a conversazioni su Diana, il suo matrimonio e il suo funerale, con gente di una dozzina di nazioni differenti, e tutti hanno seguito - e sentito - quegli stessi eventi.
... dicevo che si sposera' l'erede al trono dei Windsor. Qui a Stanwell Moor siamo a pochi chilometri dal castello reale dei Windsor a Windsor (*). Nonostante vari incontri occasionali con membri della famiglia reale avvenuti negli ultimi anni, sorprendentemente nessuno ha pensato di invitarmi alle nozze reali. In compenso, ho perlomeno ricevuto l'invito ad una festa di piazza nel villaggio di Stanwell Moor.
Sara' un'occasione meno esclusiva, ma probabilmente molto piu' divertente di un matrimonio reale.
*: la famiglia reale dei Windsor prende il nome dal castello di Windsor. Si tratta di un "battesimo" recente: fino al 1917, la famiglia reale britannica portava il nome tedesco di Saxe-Coburg and Gotha; durante la prima guerra mondiale il nome venne sostituito dal piu' inglese "Windsor", vista la guerra in corso con la Germania.
Sono nato a Settimo Torinese nel Sessantotto, in un giorno di marzo. Sono nato sul tavolo della cucina, come si usava una volta, poco prima dell'ora di pranzo, e sono grato ai miei genitori per avermi spostato prima di apparecchiare. Dopo quel giorno, ho affrontato - come te che leggi - la mia quotidiana lotta per la sopravvivenza, tra insegnanti che conoscono la loro materia ma non sanno insegnare, partite di calcio su prati piu' duri e aridi della tundra siberiana, burocrazia da colpo apoplettico, auto che non si fermano col semaforo rosso, mercato del lavoro lento quanto la deriva dei continenti. In piu', in quei diecimila e piu' giorni trascorsi in Piemonte, ho evitato come la peste bubbonica una delle specialita' locali piu' gradite ai nativi e meno note al di fuori della regione: la bagna c?uda. Si tratta di una combinazione di aglio, acciughe, olio e latte, con aggiunta di cavoli, capace di produrre un olezzo mefitico che per decenni e' stato noto, nel nucleo di dissenzienti interno alla mia famiglia (ciao sorella!) come "l'ammazzadentisti"; bastava infatti pensare di mangiare bagna c?uda prima di una visita odontoiatrica, per causare disturbi all'apparato respiratorio del medico.
Quando nel 2001 mi trasferii in Inghilterra, credevo che uno degli effetti collaterali di quel trasferimento fosse la completa e definitiva scomparsa dell'ammazzadentisti dalla mia vita.
Credevo. Buttata fuori dalla porta principale tramite emigrazione, la bagna c?uda rientro' nella mia vita da un'inaspettata finestra.
Cosa ci puo' essere di piu' estraneo, rispetto ad un tipico piatto regionale italiano conosciuto a malapena fuori dal Piemonte, che una persona nata dall'altra parte del pianeta? Durante gli anni inglesi conobbi una ragazza taiwanese, e ... la prima volta in cui mi accompagno' in visita in Italia, d'inverno, mia madre le fece provare la bagna c?uda. Io ed altri dissidenti evitammo quel nauseabondo pasto, la mia memoria dice che mangiammo pizza, ma potrebbe essere stato qualsiasi altro piatto. La mia futura moglie gradi' la bagna c?uda, anzi se ne innamoro', e promise che l'avrebbe preparata, in futuro.
Cucinero' la bagna c?uda, mi disse.
Non so voi, ma mi sarei preoccupato meno se avesse detto "Ci sono Hannibal Lecter, Freddy Krueger e Jack Bauer alla porta, sono incazzati neri e chiedono di te". Non ci volle molto tempo per vedere quella minaccia trasformata in realta'. Parlo della bagna c?uda, non dei tre tizi sull'uscio.
Una domenica mattina di gennaio, scendendo dal buio piano di sopra nella nostra casetta in affitto ad Englefield Green, credetti d'essere vittima di un'allucinazione olfattiva: un intenso odore di aglio, acciughe e cavoli saliva dalla cucina. Mia moglie stava davvero preparando la bagna c?uda. E come per miracolo, non feci quello che chiunque avrebbe fatto, se avesse avuto la mia stessa feroce avversione per questo piatto che avevo cosi' a lungo evitato: usare un estintore per interrompere la bollitura, spruzzare in cucina tutto il deodorante e profumo disponibile, aprire le finestre e partire immediatamente per una settimana di vacanza lontano dalla casa contaminata.
Invece successe l'imprevedibile. La bagna c?uda preparata da mia moglie era una bagna c?uda light, meno odorosa di quella cui ero sfuggito per tanti anni. Trovarmela davanti in un posto cosi' differente da quella che per tanti anni era stata "casa", in Italia, non causo' la classica lacrimuccia da immigrato nostalgico cui manca il paesello, ma fu certamente cosa gradita. E ancora adesso, quando ci va, prepariamo una bella bagna c?uda anche per i nostri amici stranieri che vengono a trovarci.
In Gran Bretagna e altrove, le assicurazioni inseriscono anche il sesso (non quanto, quale!) tra i criteri che incidono sul premio che l'assicurato paga. Uomini e donne hanno quindi tariffe differenti, generalmente piu' vantaggiose delle donne, che - al contrario di cliche' come "donne al volante, pericolo costante" - richiedono meno rimborsi al loro assicuratore rispetto ai maschietti.
Le cose stanno per cambiare, pero': le assicurazioni non potranno piu' offrire tariffe assicurative differenziate a seconda del sesso dell'assicurato. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia della Comunita' Europea, e il cambiamento diventera' operativo il 21 dicembre 2012. Le donne che assicurano l'auto vedranno quindi salire il premio che pagano.
(Sono solo io, che trovo bizzarro chiamare "premio" qualcosa che anziche' ricevere, si paga?)
La Corte di Giustizia dellaComunita' Europea ha stabilito che e' discriminatorio avere tariffe assicurative differenziate a seconda del genere dell'assicurato. Queste differenziazioni si usano molto in Gran Bretagna, e un diciottenne (maschio) puo' arrivare a pagare l'assicurazione auto anche il doppio di quanto pagano le sue coetanee (femmine), in quanto e' statisticamente provato che gli uomini hanno (o denunciano, il che in questo contesto e' lo stesso) incidenti piu' frequentemente delle loro coetanee. Beh, tutto finito, a partire dal 21/12/2012: il premio assicurativo delle donne verra' aumentato ed allineato a quello pagato dagli uomini. Si parla di un aumento fino al 25%-30%, per le guidatrici britanniche.
Ovviamente la fine della discriminazione tocchera' anche altri tipi di assicurazione: quella sulla vita, per esempio, e le pensioni private. Finora, a parita' di pagamento per una pensione privata, gli uomini ricevevano - una volta raggiunta l'eta' della pensione - una pensione annua piu' alta, grazie al fatto che in media la vita degli uomini e' piu' corta di quella delle donne. Dal dicembre 2012 in poi, salvo ritardi nell'implementazione della direttiva europea, la pensione degli uomini verra' "diluita" su piu' anni.
Una tipica domenica mattina. A letto tardi dopo aver visto "Jarhead" in tv, in piedi presto perche' fuori c'e' il sole e tra un'oretta dobbiamo prendere l'autobus per andare a Londra. Davanti a me ho un questionario della polizia - MAMMA NON TI PREOCCUPARE NON SONO NEI GUAI -, in tv la trasmissione di una seduta del Parlamento inglese. Mi sento parecchio lontano dall'Italia, in momenti come questo.
Il questionario che sto compilando mi e' stato mandato dalla polizia, dopo che ho segnalato la mia disponibilita' a far parte di una commissione consultiva che valuta l'operato delle forze di polizia nel distretto di Spelthorne. La pagina che sto completando riguarda le modalita' con cui il comando della polizia informera' i cittadini.
Sullo sfondo, in tv, una seduta del Parlamento inglese del 24/02; sono le nove di una domenica mattina, e' scontato che oggi a quest'ora trasmettano repliche.
Non so se quel che scrivero' o non scrivero' nel questionario fara' differenza, e non so se quel che vedo in tv sia verita' o "spin", frottole dette per convincere il pubblico. Ma ho fiducia. Non e' l'Italia, questa.
Chi cerca un lavoro e' costantemente sotto esame da parte dei selezionatori. Ma in un mercato dove c'e' competizione, in Inghilterra come forse in Italia, anche le agenzie di collocamento sono in feroce competizione tra loro, e i dilettanti si notano in fretta. Ecco la trascrizione di una telefonata con una employement agency inglese.
- Ciao, sono Mike. Lavoro per l'agenzia XYZ, ho letto il tuo CV su Monster. Stai cercando un lavoro, in questo periodo?
- Ciao Mike. Si', sono alla ricerca di un lavoro.
- Bene, bene... Volevo chiederti: conosci ASP.NET?
- No, mi spiace.
- Ok, non importa. Conosci Java?
- Temo di no.
- Usi Microsoft .NET?
- No, Mike. Scusa, ma ... se hai letto il mio CV sai gia' che non conosco queste tecnologie, visto che non le ho menzionate da nessuna parte.
-Ok, grazie.
Una volta, la selezione del personale era un lavoro per esperti di risorse umane. Gli esperti in selezione del personale dovevano avere conoscenze basilari di psicologia, di conoscere le leggi che regolavano le assunzioni, ed erano interessate a fornire alle aziende candidati capaci di rispondere ai requisiti richiesti. Oggi, continuando la preparazione per il colloquio di lavoro di cui ho parlato ieri, ho avuto la conferma che il tipo di selezionatore che ho appena descritto e' passato di moda: questi sono venditori, e neppure tanto abili. Ecco la traduzione di una serie di email, i nomi reali sono stati sostituiti, "William" e' il selezionatore:
On 09/02/2011 17:58, William wrote:
Buon pomeriggio ViaggiareLeggeri,
Sono lieto di confermare il tuo colloquio con la ACME CORPORATION per il ruolo di System Administrator.
Il colloquio si svolgera' venerdi' alle 2.00pm. Il colloquio sara' con John Smith, il CTO (Chief Technical Officer), presso la sede della ACME. Sii a destinazione almeno 10 minuti prima dell'inizio previsto per il colloquio.
Buona fortuna, ti telefonero' domani pomeriggio per prepararti al colloquio.
Cordiali saluti
William
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On 10/02/2011 11:09, ViaggiareLeggeri wrote:
Buongiorno William,
Potresti per favore mandarmi i dettagli relativi a questo lavoro? Mi aiuterebbero a completare la preparazione per il colloquio e ti farebbero risparmiare del tempo durante la telefonata che avremo oggi.
Cordiali saluti
ViaggiareLeggeri
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On 10/02/2011 11:12, William wrote:
ViaggiareLeggeri,
Non ci sono dettagli specifici, ti spieghero' poi, prenderemo tutto il tempo necessario per essere sicuri che tu sia preparato per il colloquio.
Cordiali saluti
William
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On 10/02/2011 17:30, ViaggiareLeggeri wrote:
William,
Non credo ci sara' l'opportunita' per quella telefonata, oggi. Se potessi farmi avere qualche specifica che spieghi che tipo di ruolo dovrei ricoprire presso la Acme Corporation, sarebbe di grande aiuto.
Grazie
ViaggiareLeggeri
Un paio di minuti dopo aver inviato l'ultima email ricevo una telefonata. E' William. Tossicchiando, spiega che aveva in programma di telefonare alle cinque e trenta, ma "e' rimasto bloccato in una riunione", e poi mi fornisce quelle che, dice, sono "tutte le informazioni di cui avro' bisogno", nel corso di una telefonata durata 130 secondi:
Quando incontri John Smith, la prima cosa che dovrai chiedergli sara' "Qual'e' la funzione che dovrei ricoprire?", e lui ti spieghera' tutto.
E questa e' la fondamentale preparazione che questa telefonata a lungo attesa mi ha fornito: zero. Avrei posto in ogni caso una domanda del genere.
[NOTA: quest'articolo e' stato pubblicato originariamente, in forma lievemente diversa, su un altro mio sito nel febbraio 2006)
I colleghi USA con cui lavoro qui ad Atlanta sono una novita' rispetto a quelli con cui ho passato cinque anni a Stanwell, in Inghilterra: non hanno tutti quanti lo stesso taglio di capelli (detto "hog aircut" per quelli piu' tozzi e "taglio fatto in casa" per tutti), portano camicie e maglie di tutti i colori e non si limitano a colori spenti ("Colours are for fags", dicono spesso gli inglesi, sia uomini che donne) o a camicie bianche o porpora; e questa liberta' di vestire americana, e questa mancata liberta' britannica, non derivano da un corporate dress code: sia nei cinque anni passati in Inghilterra che nelle poche settimane trascorse finora negli USA, l'unico limite posto agli "informatici" e' quello di evitare magliette e scarpe da ginnastica, se possibile (e, qui negli USA, anche i jeans). Ma onestamente, in Inghilterra c'erano colleghi che avevano violato anche quei due tabu' e, pur potendo venire in ufficio vestiti come volevano, riuscivano ad essere spenti come un mozzicone di sigaretta. L'unico un po' brillante era Raji, un collega indiano - non informatico, faceva il tuttofare - che veniva in ufficio con magliette degli Iron Maiden e che se ne ando' insultando tutti i capi, salvo poi scrivere una richiesta di referenze un mese dopo essersene andato.
Quindi, i colleghi statunitensi si vestono meglio pur avendo qualche liberta' in meno nello scegliere i capi d'abbigliamento. Interessante, ma parliamo delle colleghe, ora: le colleghe statunitensi dai 20 ai 50 anni curano molto piu' il loro aspetto rispetto alle loro omologhe inglesi. E sembrano impegnate a dimostrare falso il cliche' sugli americani obesi: sono tutte magre, alcune con dei fisici mozzafiato (magre e con curve), ed in generale fanno tutte esercizio fisico.
I colleghi sono (alcuni) lievemente piu' robusti (*), ma non ho visto le 'beer bellies' (panze da birra) comuni a magri e grassi, che sono invece lo standard in Inghilterra. Inoltre, non essendoci un pub ad ogni isolato, ed essendo gli americani nati col didietro incollato al sedile dell'auto, quando escono la sera escono in auto: se si va al bar, si va in auto, si beve qualche birra, e poi si torna a casa. Siamo stati con alcuni colleghi da Frankie's, uno sports bar, giorni fa: sulle pareti decine di televisori che mostravano tanti sport differenti, con prevalenza per il football americano (il Superbowl era imminente) ed il college basket. Cameriera alta, con piglio deciso e brillante, e molto pettoruta; e le porzioni abbondanti non erano solo per i miei occhi: le Buffalo Wings che avevo ordinato erano tante e piccanti, e .. chiariamo subito che non sono "ali di bufalo" ma "ali di pollo cucinate nello stile della citta' di Buffalo, NY". Alla fine della serata, nessuno era ubriaco o anche solo alticcio, e quando siamo andati via erano gia'le 23 passate, ora in cui i ciucatun, in Inghilterra, hanno gia' scritto in fronte "Ho bevuto tre pinte di troppo e il pub sta chiudendo".
Direi che a parte il cibo (stasera mi aspetta un'altra spesa al supermercato Kroger, speriamo di trovare roba buona e di spendere meno della settimana scorsa, erano 230 dollari, contiamo di scendere a 200 stavolta), l'organizzazione in azienda (lenta e macchinosa nel migliore dei casi, assente negli altri), la carenza di mezzi di trasporto (le nostre bici arriveranno tra una decina di giorni), lo scarso rispetto dei pedoni (marciapiedi che si interrompono bruscamente, verde pedonale che dura pochi secondi, auto che non si fermano per lasciarti passare), in generale mi piace stare qui.
Ovviamente, anche i soldi hanno il loro peso, ma non come starete pensando: la mia paga non e' aumentata, spostandomi negli USA, e se riusciremo a ritornare in Europa (o altrove, non si sa mai...) senza perdere soldi in quest'avventura americana, andra' gia' bene. Per ora, la casa in cui vivevo in Inghilterra e' occupata da uno squatter, e sono in attesa che lui diventi ricco (come cuoco, come scrittore di gastronomia, o come vincitore di qualche lotteria) per chiedergli di pagare l'affitto. Non ho mai avuto i soldi e la pazienza per acquistare una casa in Italia, ma se la casa in Inghilterra riuscisse a pagarsi il mutuo da sola (**), potrei persino pensare a comprarne una anche dalle parti di Atlanta... pensiero bizzarro.
*: Un paio di mesi dopo aver scritto questo pezzo, la ditta ha assunto due colleghi che, in totale, pesavano trecento chili. Resta valida la prima impressione: meno obesita' del previsto. **: No, la casa in Inghilterra non e' mai riuscita a coprire le rate del mutuo con l'affitto. Anzi, in questo momento l'affitto copre meta' della rata del mutuo. Lo dico casomai qualcuno volesse comperare una casa in Inghilt...
Curioso, come i trasferimenti abbiano modificato le mie abitudini e il mio stile di vita.
- In Inghilterra avevo un?auto recente che non mi ha mai lasciato per strada, una casa con giardino e senza insetti e dei bei parchi vicino casa;
- Negli USA avevo una vecchia auto che s?e? fermata per strada varie volte, una casa senza spazi all?aperto, scarafaggi grandi come mastini napoletani e parchi a decine di miglia di distanza;
- A Singapore ho una bicicletta, un balcone, formiche minuscole che s?intrufolano negli scaffali dove teniamo il cibo, e stare all?aperto senza sciogliersi e? possibile solo prima delle 7AM e dopo le 7PM.
Nielsen//NetRatings, azienda leader nella ricerca di mercato, ha pubblicato i risultati della sua indagine sulla caccia al partner nel 21º secolo. Un utente di Internet su tre e' pronto ad usare la Rete per incontrare un potenziale partner.
Internet e' il terzo metodo piu' popolare per ottenere un appuntamento. Metodi tradizionali come il conoscere nuove persone tramite i propri amici o in locali (pub, night, discoteca, etc.) sono ancora in cima alla classifica, ma il pubblico (perlomeno quello britannico, analizzato in quest'indagine) usa sempre di piu' Internet per il proprio "dating game".
I metodi piu' popolari per ottenere un appuntamento:
1) Tramite amici: 53%
1) Pub / locali: 53%
3) Lavoro: 33%
3) Annunci personali online / siti per incontri / chat / forums: 33%
5) Agenzie incontri: 7%
6) Annunci personali (su riviste): 6%
7) "Speed dating": 5%
8) Altro: 3%
9) Appuntamenti telefonici: 2%
In Gran Bretagna, l'utilizzo di servizi terzi per fare nuove conoscenze non viene piu' stigmatizzato. Persiste comunque la tendenza a negarne l'utilizzo. Tra i vantaggi della Rete, la possibilita' di conoscere persone in specifiche localita' senza fatica, ed il costo (pubblicazione di annunci online, abbonamento a siti di incontri, etc.) inferiore rispetto a quello dell'uscire ogni sera in cerca di un incontro.