Viaggio in Venezuela (3a parte)
Diario di un viaggio da ricordareArea:
Venezuela - Argomenti:
Americhe, destinazioni
Giunti a Canaima, bisogna pagare il biglietto di ingresso al parco : costo,
già noto, 8.000 bolivares.
Quindi si viene portati al proprio campo base; il nostro era quello della
"Tiuna Tour", la migliore per quello che riguarda il rapporto qualità,
prezzo.
Qui mi sento in dovere di fare una precisazione importante : state bene
attenti ai pacchetti viaggio che acquistate e diffidate dalle imitazioni !
Se volete essere sicuri di acquisire un tour al Salto Angel
qualitativamente ottimo, rivolgetevi esclusivamente all'Hotel Caracas; non
fidatevi di altre persone o agenzie, che vi offrono cose che poi non
troverete, come lance singole, servizi migliori, ecc., magari a prezzi
molto più alti.
Un tour al Salto Angel di tre giorni, due notti, con spostamenti, guide e
pasti dalla partenza all'arrivo può costare dai 200 ai 350 $ a seconda
della compagnia a cui ci si affida e del luogo da cui si viene. A Canaima
ci sono solo tre compagnie che gestiscono i tour al Salto Angel : la
"Tiuna Tour", la "Canaima Tour" e la "Bernal Tour".
L'Hotel Caracas, ve li può vendere tutti e tre; chiaramente la differenza
sta nel prezzo.
La migliore come rapporto qualità-prezzo é la "Tiuna Tour", che con 200 $
offre un buonissimo servizio.
Sappiate inoltre che i tour si acquistano esclusivamente all'interno
dell'Hotel Caracas; se vi avvicinano alla stazione degli autobus dicendo
di essere operatori, mostrando tesserini e/o biglietti da visita
dell'Hotel e cercano di vendervi il tour, non fidatevi, perdereste i
vostri soldi !
Andate direttamente all'Hotel Caracas e comprate il vostro tour da
Francisco, sarete sicuri di trovarvi bene.
Torniamo ora a Canaima. Al campo base della Tiuna Tour ci viene subito
servito il pranzo, quindi si viene assegnati alle guide.
In genere i gruppi sono formati da otto persone, il massimo che possono
portare le lance e ad ogni gruppo é affidata una guida. Queste ultime sono
molto professionali, parlano correttamente diverse lingue, tra cui
l'italiano, e hanno contribuito in modo determinante a rendere il tour al
Salto Angel indimenticabile; le nostre erano Joe e Francisco, due ragazzi
preparati, simpatici e squisiti.
Prima di partire é necessario chiudere il proprio zaino in un sacco nero
dell'immondizia, che vi viene fornito al campo, in modo che non si bagni
durante il viaggio in lancia; anche per la macchina fotografica vi viene
dato un piccolo sacchetto, prendetene due, vi torneranno comodi !
Vi consiglio di indossare il costume, i sandali e di portare con voi il
k-way; tenete invece le scarpe (chiaramente e rigorosamente da ginnastica
o meglio ancora da treking) con lo zaino all'asciutto, per la sera ed i
giorni successivi.
Verso le due si parte per l'avventura. Con la propria guida si sale sulla
lancia e si vanno a vedere i piccoli salti presenti nella laguna di
Canaima, che sono nell'ordine : Ocaima, Golondrina, Wadaima, Hacha, Sapo,
Sapito e Ara.
Dopo essere passati con la lancia di fronte ai primi quattro, si torna a
terra e si prosegue a piedi alla volta dei restanti quattro.
Seguendo il sentiero, passiamo sotto il salto Sapo e andiamo a fare il
bagno ai piedi del salto Sapito. Questo, probabilmente, é un privilegio di
chi come me é stato in Venezuela a Gennaio, nella stagione secca; in estate
infatti, con i fiumi gonfi, dubito che ciò sia possibile.
I salti sono magnifici e l'acqua é molto scura, sembra quasi te o
coca-cola; non é fredda come pensavo fosse e farci il bagno é piacevole.
La natura circostante é incredibile; distese sconfinate di verde, molto
simili alle scenografie di "Jurassic ParK", da cui emergono maestosi i
tepui, dall'inconfondibile forma rettangolare.
Ripresa la lancia, risaliamo il fiume Carrao per circa tre ore, non senza
difficoltà; l'acqua bassa infatti, costringe il timoniere a spostarsi a
destra e a sinistra del fiume per evitare le pietre.
La forma arrotondata della chiglia delle lance permette alle stesse di
passare eventualmente indenne sulle rocce ma ne diminuisce la stabilità,
quindi tutti sono chiamati a bilanciare il peso in modo da evitare che la
lancia si capovolga.
In pochi minuti, ci si trova bagnati, perché le sponde della lancia sono
basse e sovente si viene investiti dagli schizzi della prua; mettersi il
più indietro possibile, vi renderà molto meno umido il viaggio.
Intorno alle 17.00 giungiamo al campo base intermedio della "Tiuna Tour",
dove passeremo la notte.
Il campo é ben organizzato, dotato di docce e servizi igienici e ad ognuno
é assegnata un'amaca dove dormire !
Di fronte alle amache ci sono i tavoli dove vengono consumati i pasti, di
buona qualità, ma non certo di abbondante quantità.
Oltre i tavoli c'é un piccolo prato con un sentiero, alla fine del quale
si trova un tranquillo affluente del più ampio e agitato fiume Carrao; qui
é possibile in alternativa alla doccia, lavarsi. E' un'esperienza
particolare, che vi consiglio di provare.
Il nostro gruppo é abbastanza omogeneo per età ed é formato da 15 elementi
: oltre a me e Michele, unici italiani, ci sono Lisa e Russel americani di
Washington D.C., Morten norvegese di Oslo, Tien signore di mezza età
australiano, in seguito soprannominato "l'uomo ovunque" due canadesi,
cinque inglesi, una coppia di coniugi tedeschi e due signore venezuelane.
Con Lisa e Russel leghiamo in modo particolare, anche perché Lisa avendo
studiato un anno all'università di Bologna parla abbastanza bene
l'italiano; anche con Morten comunichiamo abbastanza, ma in spagnolo.
Dopo la cena le guide ci spiegano cosa ci aspetterà il giorno dopo e il
solo pensare a cosa faremo mi elettrizza; speriamo solo che sia una bella
giornata.
Non resta che andare a riposare, ma dormire sull'amaca non é così semplice
come si crede, soprattutto se non lo si é mai fatto; fortunatamente Michele
ne ha ben due a casa e le ho già collaudate !
Inoltre mi ricordo perfettamente le dritte che mi ha dato e le metto
subito in pratica. Sistemo la coperta che ci hanno fornitomi sul fondo
dell'amaca come un lenzuolo, in modo da ripararmi dall'umidità che sale
dal terreno, quindi mi posiziono in diagonale, così da non dormire con la
schiena curva e con i lembi della coperta mi copro. Chiaramente sono
vestito con calze, pantaloni lunghi e maglietta a maniche lunghe, visto
che la sera la temperatura scende parecchio, rispetto al giorno.
In men che non si dica sono nel mondo dei sogni...
21 Gennaio 2002 - Salto Angel.
Durante la notte piove...; mi sveglio più volte e dopo le cinque non
riprendo più sonno.
Alle 06.15 albeggia ed in pochi secondi é subito giorno; lentamente tutti
si alzano e dopo la colazione siamo pronti per l'avventura.
La giornata é serena, il fiume é alto; condizioni perfette che ci
consentono di abbassare ad un'ora e mezza il tempo del nostro spostamento
con la lancia.
Se non avesse piovuto, come spesso accade nella stagione secca, ci sarebbe
voluto molto più tempo : circa 4 ore ci confida Francisco.
Risaliamo il rio Carrao, sino ad incontrare il rio Chorun, nelle cui acque
proseguiamo il nostro viaggio. La canoa fila veloce e a tratti si inclina
paurosamente a causa dei repentini spostamenti verso destra e verso
sinistra, che si rendono necessari per evitare le secche; é un'avventura
nell'avventura !
Gli schizzi sono molto frequenti e copiosi, tanto che a volte sembrano
vere e proprie secchiate d'acqua.
Indosso il K-way, come consigliato dalle stesse guide, una maglietta ed il
costume, ma ho commesso un grosso errore; mi sono infatti messo le scarpe
da tennis, che ormai sono inzuppate d'acqua !
Grossa stupidaggine, visto che si asciugheranno dopo giorni !
Consiglio utile : negli spostamenti in canoa, indossare sempre i sandali e
portare le scarpe in un sacchetto di plastica; così facendo resteranno
asciutte e potrete usarle tranquillamente per l'escursione e per i giorni
successivi !
Anche la macchina fotografica é ben protetta in un doppio sacchetto di
plastica; perdere le foto di questo viaggio sarebbe imperdonabile.
Lo scenario che mi circonda é incredibile; bello, selvaggio, incontaminato
e affascinate. L'acqua del fiume ha un colore particolarissimo; sembra
infatti tè, talmente é ambrata. Causa di ciò é il tannino contenuto nelle
piante circostanti.
Dopo circa un'ora e mezza di lancia giungiamo al secondo campo base, dove
al termine dell'escursione torneremo a mangiare; abbandoniamo le lance e
lasciato il superfluo, proseguiamo l'escursione a piedi.
Tuttavia, tra le fronde degli alberi, da lontano, é già possibile vederlo.
Maestoso, di fronte a noi si staglia il Salto Angel; un filo d'acqua
ininterrotto, che si lancia dallo "Auyan Tepui". Quasi mille metri di
cascata..., la più alta al mondo.
L'ascesa sino ai piedi della cascata dura circa un'altra ora e mezza e si
sviluppa completamente all'interno della foresta tropicale, seguendo uno
stretto sentiero, costellato di radici e rocce, che forniscono dei gradini
naturali, tanto comodi, quanto scivolosi.
La vegetazione che mi circonda é impressionante. La foresta é viva, sembra
quasi che respiri, ne percepisci la presenza, la forza, la purezza; mi
avvolge completamente e dopo pochi passi, la luce si attenua e il cielo
svanisce tra le sue fronde.
Durante la prima ora di cammino il sentiero é agevole e di media pendenza;
poi, però, nell'ultimo tratto, diviene ripido e impervio e i venti minuti
finali dell'ascesa, per raggiungere il "mirador", sono abbastanza
impegnativi. E' il preludio al clou della giornata...
Improvvisamente, infatti, usciti dalla boscaglia mi ritrovo di fronte a
sua maestà il Salto Angel (in lingua locale, "kerepakupai mero").
Non mi sono mai sentito così piccolo in vita mia...; é imponente,
maestoso, immenso nel suo chilometro di salto.
Durante la stagione secca é costituito esclusivamente da una sola colonna
d'acqua, ma in quella delle piogge, é formato da 14 grandi e 6 piccole e
l'accesso al "mirador" é molto difficile e disagevole, visto che si viene
letteralmente investiti dalla brezza generata dalla cascata.
Le foto che ho fatto non renderanno mai giustizia a questo prodigio della
natura, che porta il nome del pilota inglese Jimmy Angel; riguardandole,
mi rendo conto che la macchina fotografica, questa volta, non é stata in
grado di ritrarre la bellezza di questo colosso; per riuscire a spiegare
l'emozione che mi ha dato trovarmi lì, dovrei essere così bravo da
descrivere la fatica, gli odori, i rumori, il clima e mille altre
peculiarità, che hanno reso questa esperienza unica e indimenticabile.
Le emozioni non sono però finite qui; la stagione secca, infatti, ci
riserva un'altro privilegio.
Torniamo sui nostri passi e scendiamo un poco, sino a giungere ad un
laghetto, formato dall'acqua della cascata nel punto in cui si trasforma
in ruscello e prosegue la sua discesa verso il rio Chorun. Qui é possibile
fare il bagno..., ai piedi del Salto Angel !
Da questo punto di vista mi sembra ancora più affascinante; se lo si
guarda per qualche minuto, ci si rende conto che non é una semplice
cascata, visto che sotto l'effetto del vento, il suo aspetto cambia
continuamente.
La discesa sembra molto più breve della salita, ma porta via un'oretta;
giungiamo infatti alle 13.45 al campo, dove molto volentieri consumo il
pranzo.
Verso le 15.00 riprendiamo la lancia e con un terzo in meno del tempo,
raggiungiamo Aonda, dove passeremo nuovamente la notte.
Trascorro le ultime ore del pomeriggio al sole, che alle 17.30 sparisce.
Ripeto l'esperienza del giorno prima, che mi é molto piaciuta e invece di
usare le docce, mi lavo nelle acque del fiume.
La cena non si fa attendere molto e devo dire che l'accolgo con
entusiasmo, vista la fame...; la cucina si conferma buona, ma la quantità
é appena sufficiente !
Intorno alle 22.00, dopo esserci intrattenuti a parlare con Lisa, Russel,
Tien e la coppia di tedeschi, dai quali apprendiamo, che Zanzibar é
fattibile anche con il solo volo, raggiungo la mia amaca e buona notte a
tutti...
22 Gennaio 2002 - Canaima, Ciudad Bolivar.
Sveglia alle 06.30 dopo una notte umida e freddina, colazione e partenza
per il ritorno a Canaima.
Riprendiamo le lance e percorriamo a ritroso il rio Carrao; la lancia fila
via veloce, favorita dalla corrente e in poco meno di un'ora e mezza siamo
a destinazione.
Piccola passeggiata, costeggiando la laguna e la spiaggia di Canaima,
quindi, dopo aver attraversato il villaggio della Canaima tour, Francisco
ci accompagna all'aeroporto, dove scopriamo che il nostro rientro é
fissato con il volo delle 14.30; sono solo le 11.30 !
Raggiungiamo il villaggio della Tiuna Tour, dove fatta una bella doccia,
ci mettiamo pazientemente in attesa.
Fortunatamente non siamo soli; con noi ci sono infatti anche Lisa e Russel
e coloro che hanno optato per il tour di 4 giorni.
Purtroppo per loro a Canaima c'é ben poco da fare e da vedere e il giorno
aggiuntivo é più un supplizio, che un piacere; inoltre il cibo non é
compreso !
Alle 12.45 pranziamo e facciamo una piacevole, quanto terrificante
scoperta ! Lisa e Russel, a cui siamo abbinati per il viaggio di ritorno,
sono venuti direttamente da Ciudad Bolivar in aereo, quindi,
presumibilmente, anche il ritorno sarà uguale : mi aspetta un'ora di
cessna !
Sono contento, perché evito le quattro ore di buseta, ma al tempo stesso
preoccupato di come sopporterò l'ora di volo.
Alle 15.00 ci portano sulla pista, dove con piacere noto che il cessna é
in condizioni molto migliori di quello che mi ha portato a Canaima da La
Paragua; anche il capitano, sembra più serio e affidabile, anche se il
pretesto per giustificare il ritardo di trenta minuti é un tantino
allarmante : si é rotto un sacco di cemento durante l'atterraggio !
Il viaggio di ritorno si rivela tranquillo, anche se attraversiamo diversi
nuvoloni carichi di pioggia; riesco anche ad addormentarmi.
Alle 16.00 atterriamo a Ciudad Bolivar, dove ci congediamo da Lisa e
Russel.
Provo a chiamare casa dai telefoni dell'aeroporto, ma non si riesce a
prendere la linea.
Un ragazzo peruviano che lavora per un'agenzia di viaggio, mi consiglia di
chiamare da un telefono a pagamento; prendo la linea, ma la comunicazione è
molto disturbata.
Usciti dall'aeroporto saliamo su una buseta per raggiungere il paseo, ma
sbagliamo direzione. Quando ci accorgiamo di allontanarci dal centro
scendiamo e per tornare l'Hotel Caracas, siamo costretti a prendere un
taxi.
Sul paseo c'é moltissima gente; la città sembra molto viva, ma é solo la
prima impressione !
Decidiamo di dormire all'Hotel Caracas, dove per una doppia spendiamo
7.000 bolivares; chiaramente le stanze sono consone alla spesa : usare il
termine squallido é infatti un eufemismo !
La camera é buia, calda e con scarafaggi inclusi...; il bagno, senza
porta, lascia molto a desiderare.
Bisogna davvero dire, che l'Hotel Caracas é ottimo, esclusivamente, come
punto di riferimento per acquistare il tour al Salto Angel o, con la
"Expediciones Dearuna", i tour di 2/3/4 giorni nella Gran Sabana. Per
quello che riguarda il pernottamento, stendiamo un velo pietoso; tuttavia,
se dovete fermarvi solo una notte, il prezzo, così basso, lo rende
interessante.
A Ciudad Bolivar l'umidità é impressionante; fa veramente molto caldo...
Quando usciamo, la gente comincia a diradarsi e dopo le 19.30 in giro non
si vede più nessuno.
Percorriamo il Paseo per cercare un posto dove mangiare, ma quelli che
vedo sono veramente poco invitanti. Nessuno di quelli in cui entro, mi fa
una buona impressione, anzi mi sembrano tutti sporchi e improvvisati.
In generale tutta la città mi appare sporca e squallida, ma sarei poco
obiettivo se non aggiungessi, che ho visto solo il paseo...; tuttavia, a
mio modesto parere, se riuscite a non fermarvi, é la miglior cosa !
Anche qui i bancomat non ci consentono di prelevare con la carta di
credito e l'unico modo di ottenere soldi é farsi fare un anticipo di
contante; per fare questo, però, é necessario che la banca sia aperta !
Riusciamo a mangiare in un bar sul paseo a 500/600 metri a sinistra,
uscendo dall'Hotel Caracas; il locale é molto carino e caratteristico, ma
la qualità e quantità del cibo, appena sufficiente.
Sono abbastanza nervoso e devo ammettere che Ciudad Bolivar é il luogo più
brutto che ho visto sino a questo momento in Venezuela; pensare che la
guida ne parlava tanto bene...
Facciamo ritorno all'Hotel Caracas, dove sorseggiando l'immancabile
polarcità, ci intratteniamo a parlare con Francisco, uno degli operatori
da cui é possibile acquistare i vari tour. Ci chiede di scrivere qualcosa
sul guest-book del Tour del Salto Angel e non ho difficoltà a farlo, visto
che da questo punto di vista, e mi ripeto, mi sono trovato benissimo.
Facciamo conoscenza con Toni, un simpatico napoletano, che come noi, é in
giro per il Venezuela con la moglie e il figlio di 2 anni.
23 Gennaio 2002 - Ciudad Bolivar, P.to La Cruz, Santa Fe.
La notte di Ciudad Bolivar é caratterizzata da un caldo umido opprimente e
devo ammettere che dormo proprio male. Forse, però, molto dipende anche
dalla pessima considerazione che ho maturato sulla stanza del Caracas !
Appena svegli ci rechiamo in banca per prelevare del contante. Andiamo al
Banco de Venezuela, che si trova su una perpendicolare del Paseo, fatti
trecento metri a sinistra usciti dall'hotel.
Apertura prevista per le 08.30; prendiamo quindi un café negro nel bar di
fronte e poi ci mettiamo in coda con tutti gli altri.
[continua]
Data: 23/11/2002
L'autore
Maurizio : mauri.fabbri@tin.it
Se vuoi vedere tutte le foto di questo viaggio, vieni sul mio sito NO PROFIT : http://members.xoom.virgilio.it/mfwebsite
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