Marrakech: incanto in rosa
Una città al confine tra nord e sud, dove le fiabe continuano ad esistereArea:
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acquisti, Africa, destinazioni, storia
Il treno Marrakech Express, proveniente da Tangeri, fa capolinea alla
stazione di Marrakech che oggi, insieme al suo aeroporto, è coinvolta in
un progetto di ristrutturazione ed allargamento che la trasformerà in una
struttura ricettiva efficiente ed in grado di gestire il crescente flusso
di turisti. Il primo impatto con questa città, dal clima mite tutto
l’anno, è spettacolare: la terra rossa e arida annuncia la presenza del
vicino deserto, in cui si possono organizzare interessanti gite alla
scoperta delle tipiche Kasbah. Sullo sfondo all’orizzonte si vede la
maestosità della catena montuosa dell’Atlante che svetta con il monte
Toubkal,dalla cima quasi sempre innevata, la cui altezza supera i 4.000
metri. Gli amanti della montagna potranno organizzare delle gite alla
visita delle località sciistiche limitrofe a Marrakech o dello
spettacolare deserto di pietre di Tazaghaght che si stende su un altopiano
a 3.800 metri. Marrakech segna il confine fra il nord e il sud dello stato
ed è la capitale della regione Marrakech-Tensif- El Huouz che, come le
altre 15 che compongono il Marocco, è autonoma economicamente e con un
proprio consiglio amministrativo dal 1997, pur appartenendo
burocraticamente ed istituzionalmente alla monarchia vigente.
Il colore rosa delle costruzioni, l’incessante rumore dei clacson- spesso
suonati anche senza un preciso motivo- il brulichio di passanti nei vicoli
della medina, i fiori e frutti che crescono copiosi ovunque e i visi
allegri delle persone, sono il primo saluto di questa splendida città allo
straniero.
Come muoversi per Marrakech

La mappa topografica
di Marrakech non è di immediata comprensione.
Due sono le parti principali: la medina - antica e di grande suggestione-
e la ville nouvelle - sviluppatasi sotto il protettorato francese dal 1912
e attualmente interessata da un intenso piano urbanistico. La città nuova,
di stampo prettamente europeo è a sua volta divisa in due distretti:
quello di Gueliz, costruito agli inizi del ‘900 da architetti francesi e
strutturato con piccole vie perpendicolari che si immettono nelle strade
di maggior transito, e il distretto di Hivernage con funzione strettamente
residenziale. Proseguendo verso Nord si incontra poi il giardino della
Majorelle che è inserito nella turistica area della Palmeira, oasi
artificiale di grande dimensione.
La medina si sviluppa entro il circondario di mura rosa alte 8 metri,
fatte di argilla diseccata ed interrote frequentemente da torri ad uso
fortificazione, erette verso il XII secolo e smantellate più volte nei
successivi assedi subiti dalla città. Il colore rosa delle mura e delle
case hanno valso a Marrakech l’appellativo di "città rosa". La medina non
ha un preciso schema urbanistico, ma si presenta come un intricato dedalo
di vie, ai cui lati si affacciano minuscole botteghe. L’artigianato di
Marrakech è vario e spazia dalle stoffe, alla lavorazione della pelle,
fino alla creazione di oggetti in ferro battuto.
Mentre il turista passeggia per la vie e viene richiamato dalla voce
squillante dei venditori, con i quali è quasi definita cortesia il
mercanteggiare il prezzo per un acquisto, si sentono i canti dei bambini
impegnati nelle scuole materne a imparare a memoria i versi del Corano;
chiunque di passaggio può fermarsi sulla soglia di queste minuscole scuole
e godersi lo spettacolo di tanti piccoli occhi curiosi che osservano
l’intruso. Queste scuole sono di preparazione elementare , in realtà la
più grande scuola cranica, chiamata la Medersa, è vicino alla moschea di
Ben Youssef e fu fondata nel XIV° secolo dalla dinastia dei Merinidi.
Essendo aperta al pubblico si può entrare per ammirarne la corte,
circondata dalle stanze degli studenti.
La medina ha come punto principale di partenza Place Djemaa el-Fna, cuore
magico della città .
La Piazza, verso sera si anima di ristoranti mobili, dove è piacevole
gustare deliziosi piatti marocchini seduti su uno sgabello, spesso
improvvisato, e avvolti dal fumo creato dalle braci di cottura. E’
vivamente consigliato bere sempre da bottiglie chiuse, per non incorrere
in spiacevoli incidenti intestinali. Nella piazza si muovono, alla
ricerca dell’ attenzione del turista, saltimbanchi, donne che disegnano
figure astratte con l’hennè, incantatori di serpenti e venditori dei più
strani prodotti: sarà facile imbattersi nell’ originale venditore di
dentiere, la cui prima vista crea stupore, per poi divertire. Una delle
figure tipiche delle tradizione è il venditore di acqua, oggi divenuto
un’attrazione turistica: si incontrano, soprattutto in Palce Djemaa
el-Fna, uomini dai grandi cappelli rossi con borracce in pelle sulle
spalle, che offrono, dietro compenso, acqua ai passanti.
L’unicità di questa piazza è determinata dalla colorata varietà di uomini,
suoni e odori che inebriano il passante coinvolgendolo in un’atmosfera
sicuramente insolita.
Uno dei suggerimenti per il viaggiatore che dovesse trovarsi in questo
luogo è di fermarsi a gustare una tazza di te verde in uno dei tanti
locali. Il tè alla menta o "atay" in arabo, è una bevanda estremamente
diffusa tra i marocchini, che amano sorseggiarlo caldo e molto
zuccherato: non viene servito in tazza ma in bicchieri e contiene foglie
di una particolare menta fresca che cresce in Marocco, chiamata "nanà"
.
Place Djemaa el-Fna vuol dire "riunione dei morti", per quanto in arabo la
parola
"Djeema " significhi anche moschea.
Shopping mania
Lo shopping è un’attività d’obbligo per tutti i visitatori della medina:
si può comprare di tutto, scegliendo tra prodotti di produzione
artigianale ed industriale. Un’idea per originali regali sono sicuramente
le babouches, calzature simili ad eleganti sandali aperti sul tallone,
sono sia femminili che maschili e vengono utilizzate dai marocchini nella
vita quotidiana: sono in pelle e, di solito ornate piacevolmente con
fantasie o brillantini per le versioni femminili.

Per
orientarsi nell’intricato dedalo dei souk è bene sapere che questi sono
divisi in precise aree in base alla tipologia di prodotto artigianale che
viene venuto o lavorato. Nel quartiere dei lavoratori di bronzo e rame è
incessante il martellio prodotto dagli artigiani; passeggiando per la
medina si attraversano il souk di Laghzal, tipico per la produzione della
lana, El Batna, conosciuto per la conceria e la lavorazione di pelli, e
quello di Zarbia, il souk dei tappeti. Ovunque si incrociano botteghe che
vendono spezie esposte magistralmente in contenitori di acciaio da cui
escono variopinte montagnette di zafferano e vaniglia a forma conica che
sfidano la forza di gravità. Ai piedi di questi contenitori vengono
adagiati cesti ricchi di frutta secca dai mille colori.
Tra un acquisto e l’altro si può gustare un pasticcino in una delle più
rinomate pasticcerie del Marocco: situata sul passaggio pedonale di Piazza
Djemaa el Fna, è la La pâtisserie des Princes che vende dolci marocchini;
molto famosi sono i 'kaab el ghzal' , a forma di mezza luna e contenenti
pasta di mandorle.
A più riprese, nella giornata, sarà possibile sentire il richiamo dei
muezzin alla preghiera, proveniente dalla Moschea vicina, e
conseguentemente assistere alle abduzioni con acqua fatte dai fedeli.
Nei paraggi della piazza si trovano hotel di medio e basso
prezzo. Le grosse catene internazionali sono raggruppate, invece, nella
città nuova, le cui vie spaziose permettono un transito più agevole dei
numerosi autobus, che giornalmente trasportano copiosi gruppi di turisti
in arrivo ed in partenza e che soggiornano in queste strutture attrezzate
con piscine e spa di stampo occidentale. E’ questa la ville nouvelle,
sicuramente di minor fascino rispetto alla medina ma dai tratti più
europei, la cui percorrenza a piedi delle vie è sconsigliata a causa
della presenza di un alto tasso d’inquinamento.
Una città imperiale dal fascino antico
Prima di lasciare la medina, il turista interessato ad un aspetto
maggiormente storico ed artistico può soffermarsi a visitare i maggiori
monumenti che si trovano in quest’area e capire, quindi, più
approfonditamente questa affascinate città.
Il nome Marrakech deriva da "Marroukech" la cui traduzione è: "scappa di
fretta", concetto abbastanza in antitesi con la calma dei suoi abitanti.
Altre teorie affermano che l’origine del nome sia da mur (n) akuch, che
significa in lingua berbera, "terra di dio". I berberi sono la popolazione
originaria del Marocco: il loro nome deriva dalla lingua greco-romana, per
designare coloro che non parlavano né greco né latino. Marrakech ebbe
origine dalla Kasbah costruita da Abou Bakar nel 1070, a nord dell’attuale
Kotubia:fu governata da Youssef Ben Tachfine, della dinastia almoravide
dall’anno 1071, definito il vero fondatore della città .

Nel XII secolo
Marrakech fu la capitale del Megreb (che tradotto vuol dire "l’occidente")
e la sua popolazione era costituita in prevalenza da arabi e berberi:
traeva gran beneficio dai commerci soprattutto con la Spagna. Il figlio di
Youssef Ben Tachfine, Alì, salito al potere nel 1106 fece costruire la
moschea di Ibn Youssef e progettò una rete di canali che convogliassero
l’acqua piovana, al fine di eliminare il problema della siccità.
In questo periodo storico Marrakech conobbe il suo grande splendore,
divenendo il fulcro del commercio dell’artigianato e centro culturale di
primaria importanza.
La storia del Marocco, prima della colonizzazione francese, ha visto
l’alternarsi di differenti dinastie. La prima è quella degli Almoravidi
che regnò nel XII secolo, di origine berbera come lo fu la successiva,
quella degli Almohadi, che rimase in auge dal XII al XIII. Si susseguirono
poi la dinastia dei Merinidi , sotto la quale Marrakech perse il suo
privilegio di capitale imperiale lasciando il posto a Fes; in seguito si
ebbe la dinastia dei Shaditi: sotto il loro governo furono edificati
lussuosi monumenti e la città recuperò il suo originario splendore.
L’attuale dinastia è quella degli Alatiti. Chiacchierando con i locali,
aperti e loquaci soprattutto se ci si rivolge a loro in lingua francese,
si comprende che l’attuale re è molto apprezzato dal suo popolo per la
sua visione democratica e la volontà di modernizzare il paese: un
esempio del suo operato è l’inaugurazione dell’autostrada Marrakech -
Rabat per agevolare i contatti fra le due città, avvenuta nell’aprile
2007.
Un soggiorno a Marrakech merita sicuramente la visita al minareto della
Koutoubia o moschea dei librai, la cui originaria costruzione risale al
periodo della dinastia Almoravide nel 1120, ma fu profondamente modificata
nel 1160-62 ; il nome deriva dalla sua posizione nel souk dei mercanti di
libri e manoscritti. Lo stile è ispanico-moresco, osservabile soprattutto
dalla torre che si impone sullo skyline della città, diventandone un
simbolo. Questo monumento presenta decorazioni differenti per ogni
facciata, creando un armonico insieme. Sulla cupola della torre si
osservano tre grandi bolle, la cui leggenda narra che siano il prodotto
della fusione dei gioielli della moglie di Yacoub-el-Mansour, colui che
terminò la costruzione della mosche: le bolle, narra inoltre la credenza
popolare, sono protette da "geni"; chiunque osasse trafugarle sarebbe
colpito da immane sciagura. Per raggiungere la Kotubia si può passare
attraverso la più celebre porta della città : Bab Agnaou, costruita nel
1150. Altro monumento che merita di essere inserito nel giro culturale è
il palazzo della Bahia, fatto costruire dal gran vizir Ba Hamed nel XIX
secolo. La moschea di Ben Youssef, sita vicino alla Medersa, scuola
coranica di alto prestigio, è stata ricostruita più volte nel corso dei
secoli e resta una interessante motivo di visita. Per completare il
circuito artistico - storico non è trascurabile una passeggiata nel parco
della Manara, sul cui bacino artificiale si affaccia un padiglione di
struttura piramidale .
A nord della medina e della "Ville nouvelle" si accede alla Palmeira. In
questa zona si trova il Giardino de la Majorelle con piante di rara
bellezza in prevalenza esotiche. Oggi la Palmeira è sede di lussuosi riad
ed hotel, campi da golf e locali tipicamente turistici, dove poter
mangiare sotto tende berbere e gustare il "m'choui", specialità berbera
cucinata per le feste. Questo piatto consiste in un intero agnello
ricoperto con burro cotto, con zafferano e cumino, spesso accompagnato da
polvere di peperoncino. La cottura è ancora effettuata su braci. Dopo la
cena è possibile assistere ad uno spettacolo di danze berbere e corse dei
cavalli, che simulano gli inseguimenti di attacco dei berberi.
Un’ alternativa interessante per alloggiare sono i Riad, i quali sono
divisi in categorie in base alla loro struttura di accoglienza ed offrono
un soggiorno caratteristico. I Riad sono abitazioni a pianta quadrata
senza finestre che diano sull’esterno: porte e inferiate si affacciano
sulla corte interna, spesso arricchita con preziose decorazioni e
fontane.
I riad sono accessibili anche come ristoranti e qui è possibile assaggiare
il piatto tipico nazionale: il coucous, semola macinata servita con agnello
e verdure. La cucina marocchina si vanta anche del tajine, stufato di carne
accompagnato con verdure: caratteristico è il suo contenitore che consiste
in un piatto di terracotta, coperto da un coperchio alto e conico. Questo
articolo, originale regalo, è acquistabile ovunque e in svariate misure.
Alcune erboristerie vendono tajine in miniatura contenenti prodotti di
cosmesi come il rossetto berbero, una polvere rossa ed inodore. Altra
pietanza sempre presente sulle tavole marocchine è il pane. Chi
intraprendesse una visita alle valli montane limitrofe a Marrakech potrà
godere di una sosta in case berbere, avvezze ad accogliere dei turisti.
Quì viene offerto il tipico te alla menta con pane casereccio accompagnato
da burro, miele ed olio di produzione artigianale. Le case berbere, più
piccole in città e più spaziose in campagna, hanno una sala apposita con
panche ricoperte di cuscini, dove amici e parenti si riuniscono per
onorare il rito del te. Una gita nelle valli montane permette di conoscere
meglio questa ospitale popolazione ed ammirare, per gli amanti del
prodotto, esposizioni di tappeti acquistabili a prezzi ragionevoli.
L’occhio non esperto scorgerà subito la differenza tra i tappeti berberi,
dai colori sgargianti, e i tappeti arabi, ideali per arricchire un salotto
o uno studio occidentale con un pizzico di charme.
Marrakech è una città molto trafficata , per lunghi spostamenti si
possono utilizzare i "petit taxi": macchine di media dimensione; il
consiglio è di contrattare il prezzo per il tragitto che si vuole coprire.
Un’alternativa romantica è sicuramente un giro in calesse dove l’occhio può
soffermarsi più a lungo sul paesaggio che lo circonda e godersi una
passeggiata particolare e suggestiva.
Marrakech soddisfa ogni turista con le sue infinite occasioni di
divertimento, cultura e folclore. In un paese dai mille aspetti quale è
il Marocco, Marrakech è una perla che si avvolge di mistero ogni volta
che si ha l’impressione di averla capita ed è il punto di partenza o, se
si preferisce, di arrivo prima di perdersi nell’immensità del silenzioso
maestro: il deserto del Sahara.
NOTIZIE UTILI
I mesi migliori per visitare Marrakech sono da ottobre a maggio per
quanto il clime sia favorevole tutto l’anno. Per informazioni generiche
consultare il sito
www.tourisme-marocain.com.
Per chi avesse poco tempo Francorosso organizza week-end di 4 giorni da
giovedì a domenica e da domenica a giovedì.Per soggiorni in riad ecco
alcuni indirizzi
www.riad-isis.com e
www.riadmehdi.net, prezzi medio alti ma soggiorno di
grande charme. Ancora per i riad a partire da 35 euro e ville
www.riadselection.com.
Per alloggi in hotel
www.kenzi-hotels.com e
www.sofitel.com.
Alloggiare per gli appassionati di golf
www.palmeraie-marrakech.com.
Per volare a basso costo
www.atlas-blue.com.
Religione praticata: islam
Ordinamento: monarchia costituzionale
Moneta: Dirham marocchino
Orari banche. 8,30-11,30 e 14.30-17
Orari poste 8,30-11,45 e 14,30-18,30 (da lunedì a venerdì)
Orari negozi 9.30 -13 e 15 - 19.30 da lunedì a sabato.
Durante i ramadam molti esercizi chiudono
Ufficio del turismo P.ce Abdelmoumen Ben Ali Tél.: 044436239 - Fax 044 436
0570
Data: 16/11/2007
L'autore
Raffaella Gariboldi
Amante dei viaggi, della scrittura e della fotografia. Vissuta per oltre un anno negli Usa ama molto studiare popoli ed usanze.
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